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Posts Tagged ‘sigarette’

Perché si fuma?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

I motivi per cui le persone iniziano a fumare sono molteplici e quello per cui continuano è l’instaurarsi di una vera e propria dipendenza e il ‘piacere’ che ne deriva: la nicotina infatti si lega a particolari recettori che stimolano una zona del cervello a livello dell’area del tegmento ventrale da cui viene provocato il rilascio di dopamina e altri neurotrasmettitori a livello del nucleo accumbens. Queste stimolazioni producono piacere, eccitazione e modulazione dell’umore. In breve tempo, i recettori dell’acetilcolina vengono saturati dalla nicotina, questo provoca il bisogno di fumare di nuovo e instaura il fenomeno della tolleranza acuta. “Una quota di fumatori, spesso donne, inizia a fumare anche per l’effetto anoressante della nicotina” spiega Vincenzo Zagà, Presidente della SITAB a Congresso a Firenze: “Il fumo di sigaretta ha infatti un blando effetto di soppressione dell’appetito che viene ricercato come strumento di controllo del peso, salvo poi trasformarsi nella dipendenza che conosciamo. La diminuzione dell’appetito è l’effetto combinato di meccanismi fisiologici e psicologici e in questi soggetti, prevalentemente donne, la resistenza alla proposta di cessazione è dettata dal timore di aumentare di peso. In una ricerca le donne che usano il fumo come strumento di controllo dell’introduzione di cibo hanno maggiori probabilità di mostrare i sintomi di un disturbo alimentare”.
Infatti, come conferma la dottoressa Antonella Manfredi ed è il Direttore Area Dipendenze ASL Toscana Centro : “Nell’aiutare una persone affetta da disturbo della condotta alimentare a smettere di fumare bisogna porre molta attenzione al tipo di disturbo di cui soffre. Il ‘Binge Eating’, il comportamento caratterizzato da abbuffate incontrollate di cibo, è più spesso associato al fumo di sigaretta rispetto all’anoressia nervosa di tipo restrittivo. Inoltre soffrire di un disturbo dell’alimentazione sconvolge la vita di una persona e ne limita le sue capacità relazionali, lavorative e sociali.” Comorbidità alta anche per i soggetti con depressione clinica che fumano in misura doppia rispetto a quelli che non hanno disturbi dell’umore e dell’affettività. L’uso di sigarette può essere un tentativo di automedicazione nei confronti di sintomi come ansia, malinconia e tristezza.
“Purtroppo i disturbi mentali, alimentari e le dipendenze sono spesso intrecciate tra loro” spiega il Presidente Zagà “le donne con bulimia nervosa che fumano quotidianamente portano in dote anche sintomi depressivi più marcati rispetto di quelle che non avevano fumato negli ultimi dieci anni, così come altre ricerche su comunità di pazienti hanno evidenziato come il fumo è spesso associato a problemi dell’immagine corporea, il che rende questi soggetti più difficili da avviare e motivare verso un percorso di cessazione”. Rispetto alla quota di popolazione generale che fuma in Italia ( il 22%) i soggetti con disturbi mentali che ricorrono alle sigarette balzano al 30-40% (dati Indagine del Governo USA su uso delle droghe e salute). In questi soggetti più fragili il fumo rappresenta un fattore peggiorativo della salute e contribuisce alla diminuzione dell’aspettativa di vita di 10 anni in media.
Tag: tabaccologia, sigarette, fumo, binge eating, controllo del peso, bulimia, appetito, depressione, disturbi psichici

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Il consumo delle sigarette nel mondo è diverso tra donne e uomini

Posted by fidest press agency su sabato, 10 novembre 2018

Uomini e donne non sono stati creati uguali nemmeno di fronte al consumo di sigarette e il fenomeno non è sfuggito agli esperti in medicina di genere. Le differenze non si limitano solo ai dati epidemiologici: all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) scrivono che l’essere nato maschio è il principale elemento predittivo dell’uso di tabacco. E non a caso sono i maschi a pagare lo scotto della maggiore mortalità per malattie fumo correlate. Dei 7 milioni di persone che ogni anno perdono la vita per questa causa, un milione e mezzo sono donne. “I 170 Paesi che aderiscono al WHO Framework Convention in Tobacco Control (FCTC) evidenziano una disparità globale: gli uomini fumano in media 4,4 volte più delle donne in generale, in Europa 2 volte di più, 9,3 volte in più nelle regioni del Sud Est Asiatico e 11,4 volte in quelle dell’Est Pacifico (con un divario di ben 22 e 23 volte in Cina e India rispettivamente)” ha ricordato il Presidente SITAB, Vincenzo Zagà, durante i lavori del XIV° Congresso Nazionale in corso a Firenze.
Le differenze continuano quando si prendono in considerazione età e prodotti: i giovanissimi (13-15 anni) partono alla pari, senza differenze rilevanti in 87 studi analizzati tra il 2000 e il 2007. Ma mentre le donne smettono prima, gli uomini continuano a fumare. Il tabacco uccide il 50% dei suoi utilizzatori, 15 anni prima. In Indonesia fuma il 62% degli uomini, dove fumare è considerato sintomi di mascolinità e successo, contro l’1-3% delle donne. Nei paesi occidentali il fumo è percepito dalle donne come simbolo di uguaglianza ed emancipazione con uno scotto molto alto e una impennata dei casi di tumore al polmone anche nel sesso femminile. Un problema non da poco se pensiamo che il ciclo ha un effetto protettivo su molti organi e apparati e che le fumatrici presentano ratei più elevati di cancro alla cervice e un numero maggiore di fratture causate dall’osteoporosi. “Differenze sesso-specifiche sono state riportate anche riguardo gli effetti della nicotina sul cervello dove, ad esempio, la risposta al fumo della dopamina, il neurotrasmettitore maggiormente responsabile degli effetti gratificanti della nicotina (e, di conseguenza, del tabagismo), avviene negli uomini in regioni cerebrali diverse ed in tempi più rapidi che nella donna. La nicotina altera in maniera differente nei due sessi anche il microbioma intestinale, un ecosistema microbico costituito da migliaia di miliardi di microrganismi (più comunemente noto come “flora intestinale”), il quale influenza il sistema immunitario e le funzioni cerebrali e che si sospetta possa avere un ruolo nell’insorgenza di malattie neurodegenerative e di disturbi mentali” spiega nella sua lettura al Congresso SITAB la dottoressa Liana Fattore, Primo Ricercatore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR. Ma le differenze di genere emergono anche nel comportamento di cessazione. Usando i dati longitudinali dell’ITC4_ International Tobacco Control Tour Country Surveys condotto in Inghilterra, Stati Uniti, Canada e Australia, una ricerca apparsa su Nicotine & Tobacco Research ha esaminato incidenza dei tentativi di smettere, motivazioni, uso dei farmaci, e percentuali di successo nella transizione verso la definizione di ex-fumatori.Per quello che riguarda il ‘desiderio’ di smettere è dichiarato dal 39% delle donne e dal 38% degli uomini, le donne riferiscono che le motivazioni sono correlate a salute, benessere, aspetto fisico e approvazione sociale anche se temono di prendere peso o sperimentare una un calo dell’umore. (By D.ssa Johann Rossi Mason)

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Corte Suprema respinge appello Philip Morris: indennizzerà famiglia di una donna morta di cancro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Mag 2016

sigaretteLa Corte suprema degli Stati Uniti ha confermato la sentenza della Corte d’Appello dell’Oregon rifiutato di trattare il ricorso della Philip Morris, che ora dovrà versare 25 milioni di dollari in danni punitivi e interessi alla famiglia di una donna morta di cancro. Trova così conferma definitiva il verdetto emesso lo scorso luglio da un tribunale d’appello dell’Oregon in favore di Paul Schwarz, vedovo di Michelle, uccisa nel 1999, quando aveva 53 anni, da un tumore al cervello legato a quello sviluppatosi nei polmoni. Fumatrice da quando era 18enne, la vittima era passata a una marca a basso tenore di catrame commercializzata dal gigante del tabacco, che la giustizia locale ha riconosciuto colpevole di frode e negligenza. La giuria aveva inizialmente 150 milioni di dollari in danni punitivi, poi abbassati a $ 25 milioni dopo ulteriori procedimenti. La Corte d’Appello ha accolto le richieste risarcitorie della famiglia, sentenziando “condotta incredibilmente riprovevole” da parte di Philip Morris nel frodare la Schwarz ed altri per invogliarli al fumo. Un’ordinanza della Corte suprema degli Stati Uniti, tuona Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione da sempre impegnata contro il tabagismo, che con il riconoscimento del danno punitivo, ha definitivamente affermato il principio secondo cui le sigarette rappresentano un prodotto pericoloso per la salute umana e, in quanto tali, chi le produce e vende è responsabile dei danni prodotti ai fumatori e dei rischi da questi corsi.

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Con le sigarette… Meglio Smettere

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Mag 2016

sigaretteIl 34% degli studenti delle superiori è convinto che le sigarette non siano così dannose come medici e media sostengono. Il 47% pensa che il vizio provochi solo eventualmente febbre, tosse o mal di stomaco. L’80% inizia “perché lo fanno i miei amici e compagni di scuola”, mentre per otto ragazzi su dieci si può tranquillamente provare, “tanto smettere è molto facile”. E per il 58% la nicotina non dà alcuna dipendenza, “altrimenti sarebbe illegale”. Sono questi alcuni dati emersi dal sondaggio condotto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) attraverso la APP Con le sigarette…Meglio Smettere fra gli studenti del biennio delle superiori. L’indagine fa parte della prima campagna nazionale contro il tabagismo lanciata nel gennaio scorso dalla Società Scientifica e resa possibile da un educational grant di MSD Italia. I risultati dell’iniziativa sono presentati oggi in un convegno all’Auditorium del Ministero della Salute. “Oltre il 70% dei fumatori prende il pericolosissimo vizio prima dei 20 anni – afferma il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale dell’AIOM -. Attraverso questo progetto vogliamo fornire una corretta informazione su tutti i pericoli che si nascondo dietro ad ogni singola “bionda”. Le sigarette infatti rimangono uno dei più importanti fattori di rischio oncologico. Solo per il tumore del polmone aumentano di 14 volte le probabilità di insorgenza della neoplasia. E il fumo è un grave fattore di rischio per altri tipi di tumore, come quello del seno, della prostata, della vescica, del colon-retto, oltre che per le malattie cardio cardiovascolari e dell’apparato respiratorio. Sono oltre 180.000 i decessi che ogni anno potremmo evitare”. Il progetto può vantare una testimonial d’eccezione del mondo dello sport italiano: la tennista Flavia Pennetta. La campionessa brindisina è protagonista di un opuscolo e di uno spot che a breve andrà in onda sulle emittenti televisive italiane e ad ottobre in duecento sale cinematografiche, e che è già un caso fra i social media. Un video molto forte, ambientato in una camera mortuaria dove si vede la tennista che viene lentamente rinchiusa dentro una sacca da morto. Dopo pochi secondi però riesce a liberarsi strappando una cerniera composta da sigarette. “E’ per me un grande onore poter partecipare a una così importante iniziativa rivolta ai più giovani – spiega la Pennetta -. Da atleta sono sempre attenta alla cura del corpo e della mia salute. E quindi ovviamente non ho mai fumato! Il mondo dello sport deve scendere in campo in questa battaglia contro uno stile di vita tanto stupido quanto pericoloso. Per questo ho deciso di apparire in uno video con immagini decisamente crude ma estremamente efficaci, soprattutto per i più giovani. Spero di poter dare anch’io il mio piccolo contributo e di convincere qualche adolescente a buttar via, per sempre, quel maledetto pacchetto di sigarette”. “Contro il tabagismo – sottolinea Pinto – è molto più utile svolgere un opera di corretta cultura della prevenzione. In questi mesi, i nostri oncologi AIOM sono andati nelle scuole medie superiori di Roma, Torino e Napoli per tenere speciali lezioni della salute. Il 14% degli studenti fuma regolarmente e il loro numero è in aumento. Dobbiamo insegnare a loro i corretti stili di vita che devono condurre da giovani per evitare da grandi brutte sorprese”. Per la campagna AIOM è stato anche realizzato anche un concorso tra decine di classi che hanno partecipato al tour. Gli studenti si sono sfidati nella produzione di una sceneggiatura per uno spot contro il fumo che verrà realizzato dallo Istituto Europeo di Design (IED) di Roma e da settembre diffuso nelle sale cinematografiche italiane. Una speciale giura composta da docenti, oncologi e esperti dello IED ha valutato l’opera migliore fra le oltre 30 realizzate. I vincitori sono stati i ragazzi del Liceo Classico “Luciano Manara” della Capitale. “Ogni mattina vediamo troppi nostri studenti (in particolare le ragazze) accendere quelle terribili “bionde”, perché sembrano ignorare quali danni possano provocare – sottolinea il prof. Fabio Foddai, Dirigente Scolastico del Manara -. I nostri studenti hanno inventato lo script “Quanto dura la vita di un fumatore” proprio per sottolineare come la frase “il fumo uccide”, che si trova sui pacchetti di sigarette, sia vera. Ringraziamo l’AIOM per averci coinvolto un progetto educazionale così innovativo e che ha permesso ai ragazzi di discutere a fondo con i docenti e gli esperti di comunicazione, sviluppando una forte creatività che speriamo possa servire per contrastare questo vizio, attraverso un messaggio ideato dagli adolescenti per gli adolescenti”.

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Sole, sigarette e stress

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Sole, sigarette e stress. Sono le tre “esse” che mandano avanti le lancette dell’orologio, invecchiando la pelle prima del tempo. Oggi la medicina estetica offre soluzioni soft che consentono di ringiovanire a quasi tutte le età senza bisturi. «La pelle è uno specchio dello stile di vita che si conduce – afferma Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano socio Sicpre, società italiana di chirurgia plastica ed estetica -. L’eccessiva esposizione al sole accelera l’invecchiamento, così come il fumo, che toglie ossigeno alle cellule, la mancanza di un sonno regolare o di un’alimentazione equilibrata. Mi capitano pazienti di 35 anni che hanno un’età biologica della pelle da ultra-quarantenni, ma anche cinquantenni che iniziano ad avere le prime rughe». Quando ci sono i primi segni di invecchiamento, ossia zampe di gallina, rughe fini, pelle ingrigita e stanca, prime lassità, in un’età che di solito varia dai 35 ai 45/50 anni, l’ultima tendenza è il cosiddetto Madonna Lift, ossia il trattamento che pare utilizzi la pop star per mantenersi giovane: «Il laser frazionato è una vera e propria macchina del tempo che consente di ringiovanire la pelle mandando indietro le lancette dell’orologio – prosegue Gilardino -. L’effetto che si ottiene è quello di un lifting senza bisturi. Con il laser si rinnova lo strato più superficiale della pelle, eliminando le rughe; in più scalda in profondità e nei mesi successivi al trattamento si verifica una contrazione del derma che migliora il tono. Soprattutto per quanto riguarda il ringiovanimento della zona attorno agli occhi (borse, zampe di galline) è uno dei pochi rimedi di medicina estetica che ha successo senza ricorrere a una blefaroplastica».  In una fase più avanzata dell’invecchiamento, all’aspetto superficiale (comparsa di rughe, lassità dei tessuti e grigiore della pelle), ne subentra un secondo che riguarda lo svuotamento del viso e la perdita di grasso, che causa un aspetto stanco e triste. «In questo caso, di solito dai 40 ai 55 anni, esiste ancora un’alternativa al lifting – afferma Gilardino -. Si chiama soft restoration e consiste di ritardare l’appuntamento con il bisturi. Si tratta di ricostituire le rotondità giovanili, senza stravolgere le forme e creando un effetto molto naturale.
L’intervento si effettua in ambulatorio, dura 30-40 minuti e il costo varia da 600 a 1500 euro a seconda del numero di fiale utilizzate.
Patrizia Gilardino – Profilo professionale. Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano nel 1988, Patrizia Gilardino si è specializzata nella Scuola di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell’Università degli Studi di Milano nel 1993. Iscritta all’Ordine dei Medici di Milano dal 1989, ha lavorato fino al 2003 all’Unità Funzionale di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Multimedica di Sesto San Giovanni. Esercita la libera professione in diverse strutture milanese: Poliambulatorio della Guardia di Finanza di Milano, Centro Dermatologico Europeo e nel proprio studio di via Colonna, a Milano. È membro della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, della Società di verifica e controllo di qualità, della Società americana di chirurgia plastica e della Società americana per la fototerapia dinamica. http://www.gilardinochirurgiaestetica.eu.

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Class action per danni da sigarette

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2010

Tre milioni e mezzo di fumatori italiani chiederanno un risarcimento miliardario, 10,5 miliardi di euro, ai produttori di sigarette. L’accusa è «di non aver eliminato dalle sigarette la nicotina e aver incrementato gli effetti di dipendenza dalla nicotina aggiungendo al tabacco oltre 200 additivi». Lo ha annunciato Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che ha illustrato i dettagli della prima class action italiana per danni da fumo, nel corso nel convegno sul tabagismo che si è tenuto all’Iss in occasione della Giornata mondiale senza il tabacco. «L’azione collettiva – ha spiegato Rienzi – partirà oggi stesso dinanzi al Tribunale di civile di Roma, nei confronti della Bat Italia Spa, e potranno aderirvi tutti i fumatori dei marchi di sigarette prodotti da questa società, circa 3,5 milioni di cittadini in Italia». Il risarcimento che ciascun fumatore può richiedere aderendo all’azione del Codacons «è di 3.000 euro, per un totale complessivo di 10,5 miliardi di euro, e i marchi di sigarette interessati sono: MS, Alfa, Bis, Brera, Colombo, Cortina, Esportazione, Eura, HB, Kent, Lido, MS Club, Mundial, Nazionale, Nazionali, N80, Rothmans, SAX Musical, St. Moritz, Stop, Super, Zenit, Vogue, Dunhill, Kent, Lucky Strike e Pall Mall». Rienzi ha anche citato uno studio svizzero commissionato dall’Ufficio federale della Sanità Pubblica, che dimostrerebbe come lo scopo degli oltre 200 additivi inseriti nelle sigarette sia quello di aumentare la dipendenza nei fumatori. (fonte farmacista33)

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Seicento sigarette di Federico Ciordinik

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2009

Dagli anni Venti sino all’epilogo della Seconda guerra mondiale, scorrono in parallelo le vicende di due famiglie diverse per nazionalità, ceto sociale, cultura e religione: una di ebrei bulgari e l’altra di bolognesi, rampanti del nuovo regime fascista. Le vicende di Jako, ragazzo ebreo fuggito in Palestina per sottrarsi ai nazisti e poi giunto in Italia insieme all’8a Armata inglese, s’incrociano a Bologna con quelle di Umberto Puppini, politico cattolico e fascista che si divide tra gli incarichi di governo a Roma e l’insegnamento all’università della sua città. Due vite opposte, due storie molto diverse tra loro che il destino manovra attraverso gli orrori di quei tempi, riuscendo con abilità da consumato sceneggiatore a metterle una di fronte all’altra, senza pregiudizi e ipocrisie. Gli anni cruciali del Novecento raccontati da due punti di vista contrastanti con uno stile impeccabile e rigoroso.Pagine 348 Euro 18,00 Codice 14033C EAN 978-88-425-4091-5

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