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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

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Presentazione del libro JIHAD Significato e attualità

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2017

milanodavedereMilano giovedì 9 febbraio 2017 – ore 20.30 Libreria Paoline – Via Francesco Albani, 21. Intervengono Prof.ssa Silvia Scaranari – Autrice del libro Prof.ssa Laura Boccenti – Responsabile Regionale di Alleanza Cattolica. Nel corso dell’incontro sarà presentata l’intera collana editoriale ISLAM – SAPERNE DI PIÙ (di cui il libro fa parte).
Il fenomeno del jihād – è scritto nel libro – armato è entrato prepotentemente nelle nostre case con i ripetuti attacchi degli ultimi anni, suscitando, anche nel mondo islamico, un dibattito molto articolato.Per non criminalizzare tutto l’islam o, al contrario, deresponsabilizzarlo immaginando l’esistenza di un’ala «deviata», è utile ricostruire il significato del termine jihād a partire dalla dottrina. Nel libro si esamina anche il suo sviluppo nel corso della storia, arrivando fino ai nostri giorni, in cui il martirio-suicidio, ignoto nell’islam sunnita fino al XX secolo, è diventato uno strumento privilegiato di lotta.Il tema è stato sviluppato in 5 capitoli dove vengono affrontati quindi la nascita, lo sviluppo, le diverse forme di jihad, le attuali dinamiche presenti nei principali gruppi jihadisti. Il linguaggio usato è divulgativo e i riferimenti bibliografici presenti in nota sono facilmente reperibili.
Silvia Scaranari, laureata in lettere moderne a Torino e in filosofia a Parma, è cofondatrice del «Centro Federico Peirone» per il dialogo cristiano-islamico di Torino. Collabora alla rivista bimestrale Il dialogo / al-hiwār ed è autrice di diversi testi, fra i quali: L’Islam (1998); con altri autori: Islam: storia, dottrina, rapporti con il cristianesimo (2004); con A.T. Negri: I musulmani in Piemonte (2005) e I ragazzi musulmani nella scuola statale (2008).

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Cos’è la libertà?

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2013

Spesso abbiamo equivocato intorno a questa parola. Abbiamo, a volte, esteso il concetto nella forma che più ci faceva comodo scegliendo la strada che ci ha portato a una libertà “personale” sovente conflittuale con quella del nostro vicino. Se-condo un concetto anglosassone la libertà dell’indi-viduo finisce là dove incomincia quella degli altri. Non è un modo per “imprigionare” la libertà ma per dare a essa una misura entro la quale far convivere tutti i vari segmenti di libertà che percorrono la retta comune di vita delle generazioni presenti in un dato momento storico della nostra esistenza. La libertà è come una misura che regge la sua dimensione solo se le conferiamo un attributo pluralista. In altri termini il concetto di libertà resta relativo se la vogliamo stimare nel suo significato più esaustivo.
E’ la somma di tutte le libertà che riusciamo a conferire a un popolo nel suo insieme e al genere umano nel suo complesso.
Libertà, quindi, individuali e collettive che s’intersecano e si completano a vicenda. E’ una sorta di libertà di vivere in una casa senza dimenticare il nostro vicino di porta e che la sua libertà è altrettanto importante quanto la nostra e rispettando quella altrui si rende un buon servizio alla propria.
Se questa “cultura della libertà” diventasse patrimonio di un insegnamento scolastico, di una pratica di vita coerente da parte degli adulti, noi ci troveremmo con l’idea di una libertà non travisata e, quel che è peggio, travisabile in senso pro domo mea.
Ed essere educati a questo genere di libertà-rispetto è un indubbio modo per crescere e far prosperare il senso della vita in comune. (Riccardo Alfonso)

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Più libri più liberi, resterà a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 Mag 2012

English: The Palazzo dei Congressi in Rome. It...

English: The Palazzo dei Congressi in Rome. Italiano: Il Palazzo dei Congressi a Roma. (Photo credit: Wikipedia)

Roma la fiera nazionale della piccola e media editoria, resterà a Roma. La conferma viene dopo l’intesa raggiunta oggi a Roma nel corso del tavolo di lavoro per la manifestazione, costituito oltre che dall’Associazione Italiana Editori (AIE), organizzatrice dell’evento, da Roma Capitale, Provincia di Roma, Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività culturali e riunitosi nella sede dell’assessorato guidato dall’assessore alla Politiche culturali e Centro storico Dino Gasperini. “Siamo soddisfatti – ha commentato al termine della riunione il presidente di AIE Marco Polillo -. La riunione ha confermato la grande attenzione delle Istituzioni locali e del Ministero a questo appuntamento, ritenuto da tutti fondamentale per la tutela del pluralismo culturale nel nostro Paese, e ancor più significativo in un momento come questo, particolarmente difficile per l’editoria e per il libro. Le Istituzioni hanno ritenuto di stringersi attorno alla manifestazione per garantirne con il loro sostegno la continuità”. L’undicesima edizione della manifestazione di svolgerà dal 6 al 9 dicembre, come sempre al Palazzo dei Congressi dell’EUR.

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Amicone stravolge il significato del Vangelo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Mag 2011

Lettera al direttore. Gad Lerner, durante la sua trasmissione su La7, del 9 maggio, a proposito della ricchezza di Silvio Berlusconi e di Letizia Moratti, fa osservare che in una democrazia non dovrebbe esserci tanta distanza tra ricchi e poveri e, guardando il cattolico Luigi Amicone, fa cenno al valore evangelico dell’uguaglianza. E il cattolico ricorre immediatamente ad una parte (solo ad una parte) d’un versetto del Vangelo che, fuori dal contesto, assume un significato ben diverso da quello che ha realmente: “I poveri li avrete sempre con voi” (Mt 26, 11). Ora, salvo che il cattolico Amicone non conosca bene le Scritture, ci vuole davvero molta sfacciataggine e superficialità ad un tempo, per servirsi strumentalmente di poche parole del Vangelo, per sostenere che in fondo Gesù quasi approvasse la coesistenza della ricchezza e della povertà. Le volte in cui Gesù nel Vangelo condanna la ricchezza e i ricchi non si contano, e del resto la sua predicazione avrebbe dovuto portare l’umanità alla totale eliminazione della povertà. Ma veniamo al versetto usato con furbizia da Luigi Amicone. Agli apostoli che protestano per lo spreco del prezioso unguento versato dalla sorella di Lazzaro sulla testa di Gesù, questi dice: “Perché infastidite questa donna? Ella ha compiuto una buona azione verso di me; poiché, mentre i poveri li avrete sempre con voi, me invece non mi avrete sempre” (Mt 26,10 – 11). Il primo e il secondo “sempre” si riferiscono alla vita fisica degli apostoli, non a duemila anni dopo, epoca in cui qualcuno ne avrebbe stravolto il significato. Gesù, infatti, sarebbe stato sempre con gli apostoli e con gli uomini: “Ed ecco: io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo” (Mt 28, 20). (Attilio Doni)

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La Fuci festeggia il compleanno dell’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

Roma. La Presidenza nazionale della FUCI partecipa giovedì 17 marzo alle 12 alla celebrazione eucaristica in Santa Maria degli Angeli presieduta da S.E. Card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale ItalianaGiovedì 17 marzo la nostra Italia festeggia un compleanno importante, denso di significato. Lo vogliamo dedicare alle persone, soprattutto ai tanti giovani, che per questa unità hanno dato la vita e agli uomini e alle donne che oggi vivono difficoltà economiche, progettuali e di vita e ai più giovani che, nonostante la mancanza di fiducia nel futuro che il nostro tempo esprime, sono chiamati a fare l’Italia nei prossimi anni.Vogliamo che il compleanno della nostra Italia non sia una mera e vuota ricorrenza o, ancor peggio, un giorno fatto di retorica e foriero di divisione. Non mancano certo anche oggi, e forse più di prima, elementi di disunità e virus disgreganti, ma crediamo che sia un compleanno da cogliere come un’opportunità per interrogarsi sul presente e per progettare il futuro.Il nostro inno nazionale recita «siam pronti alla morte, l’Italia chiamò». Se è indubbiamente tramontato l’ideale romantico di nazione proprio degli uomini risorgimentali e non si chiede ai giovani di oggi di immolarsi per l’Italia, questo non vuol dire che non si possa riscoprire un senso nuovo e sentito di “amor di patria”. Amare il proprio paese oggi potrebbe voler dire resistere alla tentazione – spesso molto forte – di andar via, potrebbe voler dire scommettere sul futuro dell’Italia, non abbandonarla a se stessa e mettere le proprie competenze e professionalità a servizio del bene comune.Gino Pistoni, il 25 luglio 1944, compì con le residue capacità, prima di spirare, un vero atto di fede scrivendo con le dita intrise di sangue sulla tela del tascapane un messaggio-testamento rimasto unico nella storia della Resistenza “Offro la mia vita per l’Azione Cattolica e per l’Italia, W Cristo Re”. Forse non si tratta oggi di dare la vita in questo modo ma certo di interrogarsi, come giovani studenti e credenti, su come possiamo spendere il nostro tempo, le nostre energie, i nostri talenti per il nostro Paese, anche attraverso la FUCI e l’impegno e la testimonianza nelle nostre Università.  Nel solco delle iniziative proposte in questi mesi, la FUCI annuncia che il suo prossimo Convegno nazionale, che si svolgerà a Reggio Calabria dal 12 al 15 maggio, avrà per titolo “150 e non sentirli. Eredità e prospettive dell’Italia che cambia”. Il numero 3-4 2011 di Ricerca, il bimestrale della nostra Federazione, contiene ampi contributi sul tema dell’Unità nazionale, in particolare in rapporto alle nuove generazioni. I nostri gruppi, diffusi su tutto il territorio nazionale, hanno già intrapreso da tempo e continueranno anche nelle prossime settimane ad approfondire il tema dal punto di vista storico e non solo.

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Rapporto uomo-religione, uomo-fede

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 agosto 2010

Ma perché chiamarla religione? Da dove spunta questo termine? Etimologicamente dal romano “religio”, quindi dalla cultura romana e non cristiana. Sull’argomento vi è una sottile distinzione con “religiones”. Questa indicava un culto esclusivo rivolto ad una divinità: :religio Cereris e corrispondente ai misteri eleusini. Per i cristiani il culto esclusivo è rappresentato dal Dio unico. A sua volta la religio aveva per i romani un significato positivo mentre “religiositas” costituiva per i romani la divinità falsa e bugiarda. Questa distinzione “linguistica” tra le due parole ci riconduce al senso che i cristiani danno nel dare “a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Solo a partire da Teodosio (IV secolo d.C.) il cristiano realizza alla sua religione un’ubbidienza civile. Sempre seguendo questo filone comparativo, tra i diversi significati delle parole, si colloca, per Cesare Baronio e Andrea Alciato, l’origine della parola “paganus” e “miles”. Inoltre, per altri versi, vale la dialettica sacer/profanus, la profanus/ proprius e natura/cultura. Sono termini contrapposti che indicano due diverse concezioni del rapporto uomini e dei, ma non sono prive di correlazione, dato che “profanus” può essere assunto come termine medio tra le due, partecipe, cioè, tanto dell’una quanto dell’altra. Questo per non parlare del modo come si vuole affrontare l’argomento. Detto ciò possiamo porci la domanda se è opportuno o meno isolare la ricerca religiosa da un determinato contesto culturale. Ed ancora se questo criterio vale se ci viene proposto da un archeologo o da un filosofo e non da altri come potrebbe essere lo storico della religione. Questi, probabilmente, meglio degli altri, può chiedersi come nasce quest’abitudine? Dove? Quando? Ad opera di chi la religione ha conseguito una realtà storica? Sono, a ben vedere, gli interrogativi del tempo a noi più vicino, diciamo da Galilei in poi. L’esasperato culto delle scienze e le chiusure ideologiche di taluni padri della Chiesa dall’altra, diedero fuoco alle polveri della dialettica sacro/profano. Incompetenti, da una parte, furono intesi con il termine “profano” e dall’altra ripagati da un condizionamento culturale che considera la religione come un fattore di conservazione. E’ l’epoca in cui Darwin prospetta un’origine della vita che spazza via il racconto bibblico della creazione. Il dubbio rimane. Atena è nata dalla testa di Zeus o un poco alla volta attraverso l’evolu-zionismo biologico?
Si è trattato da ambo le parti di un rapporto incompreso che è riuscito a trovare uno sbocco diverso e più consono, per entrambe le parti, dal 1886 allorché, con un clamoroso atto accademico ufficiale, l’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi istituì una sezione intitolata alle “Sciences religieuses”.
Ciò non di meno non furono pochi quelli che considerarono la religione un aspetto troppo serio per una trattazione scientifica. La risposta, dall’altro capo, non si fece attendere: ”la religione contiene tali e tanti errori che si pone al di sotto di un uomo di scienza”. E Max Müller rincara la dose osservando che la religione si pone allo stesso livello dell’alchimia e dell’astrologia.
Agli occhi degli uni, più che degli altri, due erano i domini – secondo Emile Durkheim (1858-1917) – che costituivano la divisione del mondo: l’uno tutto ciò che è sacro e l’altro tutto ciò che è profano. Diventava il carattere distintivo del pensiero religioso.
Con questo passaggio Durkheim introduce il discorso sulla funzione sociale delle religioni. A sua volta Malinowski pone la religione in funzione risolutoria di crisi inerenti alla condizione umana.
Radcliffe- Brown ritorna sull’argomento e precisa che per comprendere una particolare religione dobbiamo studiarne gli effetti, deve essere studiata in azione.
Egli osserva che in alcune società c’è una relazione immediata e diretta tra la religione e la struttura sociale. Lo dimostrano il culto degli antenati e il totemismo australiano, ma anche in quelle religioni che potremmo chiamare nazionali, come l’ebraismo e le città-stato greche e di Roma. Probabilmente la fede si affianca alla ricerca laica nell’intento di realizzare una società perfetta.”.
Tutto ciò apre la via al momento “oggettivo” dell’esperienza religiosa che dal punto di vista dei fedeli è appunto il riconoscimento dell’esistenza della potenza, che salva e, dal punto di vista filosofico, è il riconoscimento teoretico riflesso dell’esistenza di un assoluto che giustifica tutto, pena la mancanza di senso della realtà stessa.
Da qui si riannoda il tema della salvezza espresso da molte religioni. Essa risiede in un incontro con il divino in opposizione alle forze del male. Ma va anche detto che il raggiungimento della salvezza avviene in modo assolutamente personale, privato, senza passare attraverso la dimensione sociale e mondana.
In proposito si può citare un brano di Mircea Eliade che appare particolarmente significativo. Riferendosi alle tecniche Yoga del Buddismo, egli riporta un passo del Samghabbrada, in cui si descrive la contemplazione: “Lo yogin in raccoglimento prende coscienza del Nirvana, della sua natura e della sua attività. Quando esce dalla contemplazione egli esclama: ”Oh il Nirvana, distruzione, calma, eccellente modo di sfuggire!?“ Ciò che colpisce in questa citazione è la parola “sfuggire”. Si sfugge infatti alla miseria, al dolore, si fa finta di non “vedere” per “vedere” qualcosa di più alto che ha un puro valore consolatorio. La conseguenza sociale di questa fuga è l’accettazione fatalistica dell’esistente. Dal punto di vista cristiano il “non fare nulla” condiziona la possibilità di salvezza. Si tratta di un peccato di omissione. Preclude la visione beatifica. Perché l’amore di Dio è diffusivo. La ricerca del regno di Dio è la ricerca del bene, della pace, della concordia, del rispetto reciproco. Non è prevista alcuna fuga. Il male va eliminato. Va sconfitto il demone per chiudere il cerchio.

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Giornata mondiale della diversità culturale

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 Mag 2010

Fabriano, 21-23 maggio 2010 l’Italia aderisce all’evento con “Poiesis”, festival di poesia, arte, teatro, musica e  cinema  dedicati alla  ricchezza  delle  diverse  culture. Alle ore 11.30 in concomitanza con la pausa dei lavori, è in programma una conferenza stampa. A maggio di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il  Dialogo e lo Sviluppo, proclamata dalle Nazioni Unite nel 2002, subito dopo l’adozione da part dell’UNESCO della Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale.  Quest’anno la Giornata assume un significato ancora maggiore, poiché si iscrive nel più ampio contesto dell’Anno internazionale del riavvicinamento tra le culture, durante il quale – come dichiara lo stesso Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon – “si renderà omaggio alla diversità culturale e si mostrerà come la comprensione e il dialogo interculturali siano essenziali per la realizzazione di un mondo più pacifico. Inoltre, sarà sottolineato il ruolo fondamentale che la cultura gioca nell’ambito dello sviluppo”.  Alla luce di tali considerazioni la Commissione Nazionale Italiana UNESCO e il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno hanno scelto di celebrare la Giornata in un luogo di frontiera, una terra di incontro fra alcune delle culture fondanti dell’Europa, quella latina, tedesca e slava.

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Aumento domande asilo politico nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

Rispetto al 2008 il numero totale di richiedenti asilo è rimasto stabile con 377mila domande, nonostante le significative differenze regionali evidenziate dal rapporto. Il numero di domande di asilo è aumentato in 19 paesi, mentre è calato in 25. Da rilevare l’incremento del 13% nei paesi del nord Europa con 51.100 nuove domande, la cifra più alta negli ultimi sei anni. Al contrario il numero di domande presentate nei paesi dell’Europa meridionale è calato del 33% con 50.100 richieste di asilo, ciò è dovuto principalmente ad un significativo calo in Italia (-42%), Turchia (-40%) e Grecia (-20%). In Italia tale diminuzione può essere anche attribuita alle politiche restrittive attuate nel Canale di Sicilia da Italia e Libia. Va rilevato come una gran parte di coloro che hanno raggiunto le coste italiane fino al mese di maggio 2009 aveva fatto domanda di asilo. In aumento i richiedenti asilo afghani. Il rapporto annuale dell’UNHCR analizza i livelli e le tendenze relative alle domande di asilo nei 27 paesi dell’Unione Europea, in Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Islanda, Lichtestein, Montenegro, Norvegia, Serbia, Svizzera, Macedonia e Turchia. L’analisi statistica copre inoltre Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Repubblica di Corea. Gli Stati Uniti si confermano come principale paese di destinazione di richiedenti asilo per il quarto anno consecutivo con il 13% delle domande per un ammontare di circa 49mila domande, presentate in particolare da cittadini cinesi. Come seconda meta di asilo c’è la Francia che ha ricevuto 42mila nuove domande nel 2009, un incremento del 19% rispetto al 2008, dovuto principalmente all’aumento di richieste provenienti da cittadini serbi, prevalentemente di origine kosovara. Il Canada, pur rimanendo al terzo posto, nel 2009 ha visto diminuire il numero di domande presentate del 10% con 33mila richieste. Il calo è dovuto principalmente alla riduzione di domande presentate da cittadini messicani e haitiani. Di seguito, anche il Regno Unito ha registrato un calo e si attesta sulle 29.800 domande di asilo, il numero più basso negli ultimi 15 anni. D’altro canto, la Germania registra un aumento del 25% con 27.600 domande presentate nel 2009 e rappresenta il quinto paese di destinazione di richiedenti asilo. Questi cinque paesi insieme hanno ricevuto il 48% del numero totale di domande di asilo presentate nel 2009. Per quanto riguarda i paesi di origine, circa la metà del totale dei 377mila richiedenti asilo proviene da Asia e Medio Oriente (45%) seguiti da Africa (29%), Europa (15.5%) e Americhe (9%). Il rapporto statistico completo “Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries, 2009” è disponibile in inglese sul sito internazionale dell’UNHCR:   http://www.unhcr.org/4ba7341a9.html

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Quando iniziò un’altra storia

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

Bologna 8 novembre 2009, alle ore 10.30 presso la chiesa di Santa Cristina della Fondazza (Piazzetta Morandi). Riflessioni a Bologna a vent’anni dalla caduta del Muro L’evento è organizzato dal Centro Studi Progetto Europeo con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e con la collaborazione del Dipartimento Politica, Istituzioni e Storia dell’Università di Bologna Saluto d’apertura:   Prof. Fabio Roversi-Monaco, Presidente Associazione Progetto Europa Intervengono: – On Pier Luigi Bersani – On. Pier Ferdinando Casini – Prof. Angelo Panebianco – Prof. Paolo Pombeni Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1989, si aprirono a Berlino le prime crepe in quel Muro che era diventato il simbolo concreto e drammatico della Guerra Fredda e della divisione dell’Europa in “sfere d’influenza” contrapposte. Oggi, vent’anni dopo, non solo la Germania è un paese riunificato, ma il crollo del regime sovietico ha rafforzato il processo di integrazione dell’Unione europea che ora, allargatasi a molti paesi ex comunisti, conta ben 27 Stati membri. Bologna, che a sua volta ha rappresentato per molti anni il simbolo del comunismo italiano, non poteva non interrogarsi sul significato e sulle conseguenze di quell’evento che ha cambiato le sorti dell’Italia, dell’Europa e del mondo intero.
Il Centro Studi per il Progetto Europeo, costituitosi grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e legato al Dipartimento di Politica, Istituzioni, Storia dell’Università di Bologna, è un centro di ricerca che si dedica all’analisi dell’evoluzione dell’opinione pubblica europea sui temi dello sviluppo della “nuova Europa”. Dal 2005 ad oggi il Centro Studi per il Progetto Europeo ha inoltre organizzato numerosi seminari, incontri di studio e cicli di conferenze per offrire ai cittadini bolognesi e agli studenti dell’Ateneo di Bologna altrettanti momenti di riflessione sull’andamento del processo di integrazione dell’Europa. [Prof. Paolo Pombeni]

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Berlusconi e il “viale del tramonto”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

Editoriale fidest. L’on.le Massimo Donati dell’Idv ha colto l’occasione offerta dalla scarsa audience del monologo di Berlusconi a Porta a Porta per arrivare a quell’idea del tramonto che ha un preciso significato per tutti noi. Il discorso, ovviamente, non mi pare tanto allusivo all’idea della morte fisica quanto a quella politica. Noi, purtroppo, come italiani quando imbocchiamo la strada della politica, ma anche in qualche altra professione, e il giornalismo potrebbe essere un altro esempio, ci sentiamo “eterni”. E su questa nostra “eternità” cerchiamo di fondare il nostro piccolo o grande impero di sopravvivenza. Per contro se gli interessati cercano di allontanare sdegnosi questo calice dal contenuto tanto amaro dalla loro bocca vi è sempre qualcuno a ricordarcelo e a tramare, se proprio finiamo con l’essere tanto reticenti o titubanti a trangugiarlo. Berlusconi, ovviamente, non si sottrae a questa logica universale anche se cerca in tutti i modi di dimostrarci che si sente giovane, ama la compagnia dei giovani e li incoraggia a mettersi in mostra, che è sano come un pesce e ha al suo attivo riserve energetiche da vendere non solo ai suoi coetanei ma anche da chi lo precede di qualche annetto. E in politica questi signori “attempati” sono tanti. Fin qui l’aspetto umano. Ora passiamo a quello che può essere lo scenario politico di marca italiana. Vi sono, innanzitutto, i “delfini”, un tempo si direbbero i “cavalli di razza”, ma non credo che il termine si attagli al caso odierno. Limitiamoci quindi ai prodotti che conosciamo che meritano più attenzione per la loro ambizione. Abbiamo sempre pensato che gli eredi naturali di Berlusconi politico fossero Casini e Fini e con qualche exploit, a valore aggiunto, come potrebbe essere Renato Schifani e persino qualche giovane donna. Ora ci accorgiamo che le candidature o meglio le autocandidature sono numerose e ognuno si sente, e pensiamo che lo stesso Bossi, si senta autorizzato a credere che potrebbe assurgere alla carica di leader Maximum della coalizione o per lo meno, come la pensano taluni leghisti, di condizionarla. E qui sta il punto. C’è chi fa “l’occhio di triglia” ai bossiani doc per non alienarsi le simpatie e chi pensa di farne a meno ben sapendo che sarebbe difficile far passare in quell’ambito la propria candidatura. La mossa di Fini e le sue aperture a Casini e i suoi “distinguo” politici che cercano d’uscire dall’abbraccio della destra per meglio collocarsi al centro sembrano orientati alla ricerca di una nuova identità politica che lo metta nella posizione di non essere sgradito ai centristi sposandone la causa e candidandosi alla loro leadership. Ma tutto ciò può rivelarsi un inutile marchingegno di ingegneria politica se il “tramonto di Berlusconi” sarà tanto lungo da consentire qualche salto “generazionale” per mettere in gioco i trentenni di oggi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Codici Sonoro-Visivi. I disegni del suono

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

federica quaglieriBiennale di Venezia, 8 settembre 2009 alle ore 15.30 Hotel Excelsior Lido di Venezia, nello spazio di CINECITTÀ Luce sarà presentata una nuova interessante anteprima, una vera e propria ricerca scientifica tutta italiana:   « Codici Sonoro-Visivi. I disegni del suono – I suoni solidi applicati alla cinematografia professionale » Se è vero che le frequenze sonore possono generare nella nostra mente immagini e figure indotte dall’ascolto di determinati suoni, allora sarà possibile stabilire quali relazioni intercorrono tra questi suoni e le forme visive percepite. Si potrebbe in pratica affermare che si possono davvero generare nella nostra mente forme e simboli che il suono mutato in segno rimanda ad un significato extra-sonoro. Ipotizziamo, per esempio, che un film domani potrebbe in qualche modo essere visto persino dai non vedenti, grazie a codici sonoro-visivi. Questo studio è stato avviato diversi anni fa da Bruno Gioffré (ricercatore, docente universitario all’Unical e a Tor Vergata di Roma, DAMS Multimediale, Master di Ingegneria del Suono, corso di Sistemi di codifica del suono e Sound Designer), attualmente impegnato nel film in lavorazione ‘Sacro Codice’ (regia Jordan River) in qualità di Sound Designer. Per questo film inedito sulla scena internazionale sono coinvolti numerosi professionisti di alto spessore, tra cui il cinematographer Stefano Lombardo allievo del più volte premio Oscar Vittorio Storaro, il supervisor agli effetti visivi ed alla realtà virtuale Gianfranco Confessore e il noto compositore romano Angelo Talocci, che sta già lavorando alla realizzazione della colonna sonora originale del film. Alcune delle scene ultimate del film ‘Sacro Codice’ – che vede coinvolte varie società tra cui l’Advanced Virtual Research e in prima fila la ‘Corbec film’ (presente il 9 settembre anche al mercato della Biennale di Venezia nell’ambito della sez. Industry Office) – sono già apparse di recente, in anteprima, in alcuni prestigiosi eventi, come il Tropea Film Festival e il RomaFictionFest, regalando subito stupore per la novità e la freschezza del progetto, in cui oltre alla stereoscopia (con l’apertura all’ingresso in produzione di nuove società internazionali) si aggiungono ora i codici sonoro-visivi con i suoni solidi, che tra le altre preziosità di Sacro Codice, progetto moderno e che si adatta in modo ottimale a nuove forme di espressione artistica (non è un caso se già ancora in fase di lavorazione, sul film ‘Sacro Codice’ già ci sono due Tesi di Laurea in varie Università), andranno a renderlo davvero esclusivo. I settori di applicazione del suono-forma sono assai ampi, e come afferma lo stesso prof. Bruno Gioffrè « i possibili scenari sono di grande suggestione, ambiti e campi quali l’Architettura, la Museologia, la Pubblicità, il mondo del Web e la Cinematografia hanno “avvertito” il potenziale estetico di tale fenomeno e stanno investendo in tale direzione. In ambito cinematografico, le applicazioni vanno poi dal più semplice ampliamento della spazializzazione del suono, possibile oltre le posizioni fisiche dei diffusori acustici, all’espansione dell’espressione musicale, fino a implicazioni che riguardano l’evoluzione dello stesso linguaggio cinematografico». Appuntamento dunque l’8 settembre a Venezia, per questa nuova ed interessante anteprima internazionale. (federica quaglieri)

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I movimenti democratico-cristiani in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2009

Il nuovo scenario europeo che si va delineando, con le profonde trasformazioni in atto, evidenzia la necessità di un ulteriore arricchimento degli obiettivi sinora perseguiti, e cioè di una maggiore e più articolata conoscenza dei problemi europei, del significato e del ruolo dei Movimenti che si richiamano ad una matrice comune come possono esserlo nello specifico quelli democratico-cristiani e su altre posizioni i socialisti ed i conservatori. Oggi esiste un’alleanza ma è fondata, in massima parte, su ragioni logistiche e non ne approfondisce, se non marginalmente, i punti di unione e le direttive comuni. Si avverte, quindi, la necessità di un ruolo intermedio, che possono svolgere le associazioni e le fondazioni con il loro supporto culturale e di riflessioni storico metodologiche. Una tale impostazione può configurare un Centro di servizi operativo nel contesto europeo, con riferimento diretto a Bruxelles e a Strasburgo pur partendo dalle singole realtà locali. Per quanto riguarda l’Italia molti incontri positivi si sono già avuti tra le consorelle italiane e le Fondazioni Adenauer e Shuman, l’Istituto Alain Poher, il Kadoc di Lovanio e molte altre.

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Il significato della vita

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2009

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: “Ci sono domande?”. Uno studente gli chiese: “Professore, qual’è il significato della vita?”. Qualcuno, tra i presenti che si apprestavano a uscire, rise.  Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. “Ti risponderò”.  Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: “Quando ero bambino, un giorno sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Presi il frammento più grande e lo conservai. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma il simbolo di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch’io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che sono, però, nonostante i miei limiti, posso riflettere la luce, la verità, la comprensione, la conoscenza, la bontà, la serenità, la tenerezza in tutti quei luoghi bui del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. Ecco, in questo per me sta il significato della vita…””Qual è il significato della tua vita?”… (Fabrizio Artale)

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