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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘signoraggio’

“Il cuore del potere – dal signoraggio bancario alla desovranizzazione degli stati” di Andrea Breschi

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

E’ uscito a settembre in tutte le librerie e nei web stores Il cuore del potere. Dal signoraggio bancario alla desovranizzazione degli stati, opera di Andrea Breschi edita da Terre Sommerse. L’opera propone una ricostruzione dei più significativi eventi del secolo scorso legati alla progressiva affermazione della moneta a debito nelle economie dei popoli, risale a documenti storici ufficiali, dichiarazioni di economisti, uomini illustri e premi Nobel che negli ultimi decenni hanno dato importanti contributi a questi temi. Propone inoltre dichiarazioni di rappresentanti della politica e delle istituzioni che hanno avuto un ruolo determinante nei cambiamenti politici ed economici, in chiave globalista, di molte nazioni.Questo lavoro fa finalmente luce sul signoraggio bancario, con una trattazione comprensibile e svincolata dai tecnicismi tipici delle materie economiche e finanziarie, aprendo uno squarcio su un argomento taciuto dai media generalisti e trattato con reticenza anche dalla contro informazione; chiarisce nel contempo quali sono le dinamiche legate alla creazione della moneta, quali relazioni ci sono tra la perdita di Sovranità monetaria ed il crescente debito pubblico delle nazioni e lascia intuire quale sia il reale peso dei governi nazionali nelle decisioni di natura economica globale.Le argomentazioni presentate dall’Autore, accompagnano il lettore in un percorso di analisi e di scoperta al termine del quale risulterà naturale interrogarsi se la moneta vada ancora vista solo come mero e semplice mezzo di pagamento, o debba piuttosto essere concepita come strumento di dominio, particolarmente efficace per ridurre popoli e nazioni alla sottomissione.

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Sara Tommasi: Scilipoti mente circa la mia candidatura

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2012

La notoriamente non vera affermazione di Scilipoti secondo la quale non mi avrebbe offerto alcuna candidatura è smentita da una serie di sue dichiarazioni pubbliche. È invece vero che ho sempre saputo che gli obiettivi politici di Scilipoti si riducono, al limite, alla sua di rielezione, e che, avesse mai da offrire ad altri candidature vittoriose, lo farebbe a condizioni fuori dalla mia portata.È inoltre ovvio che lo scontro sul signoraggio, al quale mi sto sforzando di concorrere con ogni mezzo a fianco di Gino Marra, è violentissimo, difficilissimo e articolatissimo, e questa lotta è guidata da Marra attraverso quei suoi scritti con i quali ha messo in condizione di parlarne, sia pure a stento, anche un politico come Scilipoti. Una lotta che, oltre a richiedere uno stadio della consapevolezza giuridica e politica lontane da quelle di Scilipoti, richiede il coraggio, il senso dell’equilibrio, dell’onore e della dignità di un vero cavaliere, non di uno stalliere o di un giullare sempre pronto a trattare la propria resa per un piatto di lenticchie. (Sara Tommasi)

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Il “complotto del signoraggio”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 dicembre 2010

(Parte seconda dal saggio: “Il più grande crimine” di Paolo Barnard). I signoraggisti sostengono un’equazione semplicistica e del tutto sbagliata che recita: la moneta viene emessa dalle Banche Centrali (di seguito BC) a debito, cioè gli Stati se vogliono spendere, e quindi avere moneta, devono letteralmente comprarla dalle BC pagandola dollaro su dollaro, euro su euro, yen su yen ecc. con debito pubblico, cioè con titoli di Stato. Il film Zeitgeist addirittura fa vedere un cartone animato dove la manina dello Stato consegna i titoli alla BC americana (la FED) e la FED gli consegna i soldini. I signoraggisti ci dicono che se, ad esempio, lo Stato ha bisogno di 1 miliardo di moneta, deve indebitarsi di 1 miliardo esatto con la BC che crea quella moneta dal nulla. Quindi, dicono, il debito pubblico va alle stelle anno dopo anno, e le Banche Centrali incassano cifre inimmaginabili per aver fatto sostanzialmente niente di che, cioè stampato pezzi di carta (banconote) o premuto tasti sui computer (moneta elettronica). Sarebbe questo l’affare del millennio, anzi, la truffa del millennio, che loro chiamano signoraggio. E noi poveri cittadini alla fine dovremo ripianare quell’insensato debito truffa con le nostre tasse, in eterno. Veniamo tenuti all’oscuro di tutto ciò, sostengono i signoraggisti, da un complotto ferocemente ordito da parte di banchieri e politici, con la complicità di giornalisti e accademici, al punto che parlarne significa rischiare la vita. Questa storia è tutta, ma proprio tutta sbagliata. Nulla di quanto detto sopra accade, e molto di ciò che circola in rete come il ‘complotto del signoraggio’ è, come vedrete ampiamente di seguito, frutto di una catastrofica incomprensione di come funziona la moneta moderna. Ma c’è di peggio: è frutto anche di altri due elementi inquietanti, che sono, in ordine, l’esplosione mondiale del genere Fantasy di Rete, e il subdolo dilagare dell’ideologia Libertaria di matrice austriaca. In breve: la prodigiosa forza della Rete ha però permesso a milioni di persone delle generazioni anni ’70-’80 di replicare in essa gli affetti fantastici della propria infanzia, che erano le epiche di Tolkien o di Guerre Stellari, di Harry Potter e soci, fatte cioè di mondi fantasiosi popolati da imperi del male e cattivi onnipotenti, dove ogni sortilegio e congiura è possibile, dove i buoni lottano contro il maligno ecc., ma soprattutto dove la ragione cede sempre il posto all’emozione della fantasia. Ed ecco che anche nell’affrontare la politica o l’economia, migliaia di persone in Rete si lasciano andare a congiure scalcinate, a credenze che non hanno alcun appiglio nella realtà, la quale, purtroppo per loro, è sempre un po’ più banale e meno emozionante dei mondi fatati che immaginano. I signoraggisti sostengono l’esistenza di una cabala di perfidi banchieri padroni del mondo che tutto possono e tutto fanno, di masse di denaro immani che spariscono nel nulla, di sicari pronti a uccidere, e chi più ne ha più ne metta. A ciò si aggiunge l’influenza della scuola economica austriaca estrema dei Libertari, il cui nome più noto fu Ludwig Von Mises, che sono dei perniciosi lobbisti che mirano in sostanza a un mondo di estremismo nel Libero Mercato caratterizzato dalla sostanziale scomparsa di tutto ciò che è regola dello Stato, e soprattutto delle tasse. Essi soffiano sul fuoco di paglia del signoraggio proprio per arrivare a questo fine, e infatti i signoraggisti finiscono invariabilmente con lo sbraitare la storia (falsa, si veda in seguito) che noi cittadini dobbiamo ripianare l’enorme debito del signoraggio con le nostre tasse. Questo mi preoccupa molto. Non varrebbe la pena fermarsi troppo sul ‘complotto del signoraggio’, ma poiché, come ho scritto sopra, esso rischia di coprire un crimine economico immensamente peggiore che va fermato, e che è il reale oggetto della mia inchiesta, diventa essenziale chiarire il capitolo ‘complotto del signoraggio’. A dir la verità, tutto il teorema signoraggio potrebbe essere smontato semplicemente dicendovi questo: la spesa a debito degli Stati a moneta sovrana (com’era l’Italia fino al 2002), e che finisce indirettamente nelle casse delle Banche Centrali sotto forma di buoni del Tesoro, non è mai il debito dei cittadini, ma al contrario è la loro ricchezza. I cittadini degli Stati a moneta sovrana non sono mai chiamati a ripagare alcun debito pubblico, e le tasse non sono mai servite a ciò. Gli Stati a moneta sovrana, poi, non devono mai onorare quel debito, neppure quando è detenuto dalle Banche Centrali, nulla li costringe a farlo, anzi, proprio non lo fanno, per cui s’infrange il teorema secondo cui essi sarebbero oggi schiavi delle Banche Centrali, e noi assieme ad essi. Incredibile? No, tutto vero. (Paolo Barnard) precedente qui

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Debiti d’impresa e signoraggio bancario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

E’ molto bello sapere che c’è un accordo con le banche per i debiti d’impresa. E’ molto strano non sentire la protesta dell’associazione bancaria. Qualcosa non funziona. Alla ripresa dell’attività postferiale, La Destra dovrà puntare molto sulla lotta a dottor usura, il sistema che si cela dietro le banche e che nessuno sanziona mai. Ho intenzione di parlarne con Alberto Arrighi, che avrà la responsabilità dell’economia nel nuovo organigramma del partito. Sulle banche occorre una battaglia politica senza riguardi. A partire dallo scandalo di cui nessuno parla e che si chiama signoraggio. E’ il potere imponente delle banche centrali, ormai associazioni fra ricchi privati alle spalle di tutti i popoli, ma nessuno ne parla. Rende schiave le persone, ma non c’è nessuno che incita alla ribellione. Ufficialmente non esiste. Eppure il signoraggio bancario sta facendo sprofondare il mondo intero nel debito, giorno dopo giorno, inesorabilmente…. Ma debito (pubblico) nei confronti di chi? A chi dobbiamo dare tutti questi miliardi? Cosa lo provoca? E soprattutto: cos’è questo signoraggio? La moneta, come ogni bene, ha un suo costo di produzione: per le banconote si pensi al costo di carta e inchiostro; per le monete al costo delle leghe di metallo. L’emissione di moneta costa pochissimo, anche perché dal 1971, Nixon eliminò la convertibilità delle monete in oro. Quindi l’emissione di moneta da quasi quarant’anni non ha più bisogno di un controvalore in metallo prezioso (oro, argento o rame). Facciamo un esempio numerico: stampare un biglietto da 100 euro costa, più o meno, 30 centesimi di euro (tra carta e inchiostro). Una sciocchezza, vero? Ebbene questa banconota, che costa solamente 0,30 euro, viene “affittata” allo Stato al valore nominale, cioè a 100 euro più gli interessi. Questa differenza è il signoraggio. La società privata che stampa ed emette la moneta in pratica “guadagna” per ogni banconota emessa la bellezza di 99,70 euro mentre lo Stato, sempre per ogni banconota, s’indebita di 100 euro più gli interessi. Siamo o non siamo alla follia pura? Noi paghiamo questo debito con le tasse. E se fosse lo Stato a stamparsi la moneta e a tenersi il signoraggio? Di quanto diminuirebbe il carico fiscale? Si chiama sovranità monetaria, è lo Stato che deve emettere moneta.I motivi per cui sono invece le Banche Centrali che producono la nostra moneta per poi affittarcela, guadagnandoci l’intero valore nominale più gli interessi, e i motivi per cui tutti noi, per far fronte a questo debito, dobbiamo pagare tasse sempre più alte, non sono ben chiari e forse nessuno ce li spiegherà mai. (Francesco Storace)

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