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Coronavirus: le linee guida proposte da SIMA all’attenzione dell’esecutivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

“In linea con le restrizioni già varate in queste ore dal governo, ecco i punti proposti da SIMA all’urgente attenzione dell’esecutivo: disporre che su tutti i voli in arrivo in Italia da qualunque destinazione estera si proceda a sottoporre ai passeggeri una scheda di raccolta dati in cui venga chiesto se si è stati in Cina nelle ultime tre settimane (come da molti decenni accade di prassi per l’accesso negli USA, senza che ciò sia giudicato come una violazione della privacy) e, in caso di risposta positiva, attivare la quarantena domiciliare obbligatoria (o ricovero in caso di sintomi già in atto) e la sorveglianza sanitaria già al momento dell’arrivo nel nostro Paese; estendere le suddette misure anche ai passeggeri di navi, treni e bus in arrivo dall’estero fin dall’ingresso nei porti o nelle stazioni ferroviarie; chiedere a tutti i Paesi europei di area Shenghen di adottare le stesse misure nell’immediato oppure ripristinare i controlli alle frontiere anche per le auto private e i camion, ai cui conducenti va sottoposta la stessa scheda di raccolta dati per identificare chi si è recato in Cina nelle ultime tre settimane; prevedere pene severe in caso di dichiarazioni false o elusione della quarantena; invitare tutti i lavoratori a usufruire senza remore (con certificazioni mediche semplificate a posteriori) giornate di malattia nel caso di comparsa di tosse o sintomi influenzali; blocco immediato dei viaggi di istruzione scolastiche all’estero per 30 giorni ulteriormente prorogabili; quarantena di tre settimane per tutti gli studenti rientrati dalla Cina e non conteggiare le assenze a scuola o in corsi universitari e post-lauream degli studenti soggetti a quarantena ; blocco dell’accordo della Cina con la regione Toscana per il rientro dei 2500 cinesi a Prato o stringente quarantena di 21 giorni con sorveglianza sanitaria in caso di rientro in Italia”.Sono le linee guida espresse dal Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale SIMA, Alessandro Miani, in seguito alla notizia dei casi di coronavirus in Lombardia e in Veneto.

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SIMA e l’Università IUG di Sarajevo in prima linea per la salute e l’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Milano. È stato siglato un importante accordo tra la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), l’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo (ISBEM) e l’Università Internazionale di Goradze (IUG) per portare l’Alta Formazione universitaria in tema di determinanti ambientali della salute e di cambiamenti climatici e salute nel primo Corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia che si svolgerà, a partire dal 2 marzo 2020, nella sede IUG di Sarajevo e sarà rivolto a studenti italiani.
“Grazie all’accordo appena siglato, già dal primo anno di corso, gli studenti di Medicina e Chirurgia della IUG saranno formati sui temi del binomio ambiente – salute, potendo contare sulle competenze scientifiche fornite da SIMA e ISBEM. Si tratta del primo passo internazionale del programma ‘U4ALL’ – University Rectors for Health and Environment, promosso da SIMA e presentato lo scorso 23 ottobre alla Camera dei Deputati, con il supporto e la partecipazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Europea”, dichiara il professor Alessandro Miani, Presidente SIMA e titolare della Cattedra di Environmental Medicine alla IUG.
“Crediamo che si tratti di una grande opportunità per una piena integrazione tra le due sponde dell’Adriatico – così vicine da essere già ricomprese dall’Unione Europea in un’unica macro – regione – con la possibilità di scambi di risorse umane, nella prospettiva della crescita di competenze e professionalità attraverso percorsi di laurea, programmi di training di alta formazione o specializzazione e Dottorati di Ricerca congiunti”, afferma il professor Alessandro Distante, Presidente ISBEM.
Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia della IUG – in lingua italiana dal I anno e in lingua inglese o italiana dal II anno – attua programmi modulati esattamente su quelli delle Università Italiane, nell’ottica di un completo inserimento in chiave europea – con la possibilità di ottenere il riconoscimento giuridico nei Paesi UE – dei medici formatisi alla IUG di Sarajevo.L’anno accademico prenderà il via il 2 marzo 2020. Gli aspiranti medici di nazionalità italiana hanno la possibilità di iscriversi al Corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia fino al 28 febbraio.

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“I Rettori italiani per la salute e l’ambiente: presentato il Manifesto SIMA

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

Dalle colonne di “The Lancet”, la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) chiama a raccolta i Rettori delle università italiane e chiede loro pieno l’impegno di aderire al Manifesto “University Rectors for All” (U4ALL), pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica[1]. Il documento porta la prima firma del professore Alessandro Miani, presidente SIMA ed è stato presentato questa mattina a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, alla presenza, tra gli altri, di Gaetano Manfredi, Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), Mario Turco, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Pierpaolo Sileri, Vice Ministro della Salute. L’evento è stato realizzato sotto l’egida della CRUI e della Cattedra Unesco “Educazione alla Salute e Sviluppo Sostenibile”.La call for action al mondo accademico ha un obiettivo chiaro e risponde alla richiesta inoltrata da “The Lancet” stesso in occasione delle giornate di protesta globale dei Fridays for Future guidati da Greta Thunberg: “E’ necessario – spiega Alessandro Miani – promuovere l’applicazione dell’Accordo di Parigi e le raccomandazioni dell’IPCC (Inter-governmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite) contenendo l’aumento della temperatura del pianeta al di sotto degli 1,5 °C. È per questo che chiediamo a tutti i Magnifici Rettori della CRUI di siglare l’iniziativa, impegnandosi a seguire nelle proprie università un impegno concreto su questa strada, affrontando il tema del cambiamento climatico in ogni corso”.
“La salvaguardia dei cambiamenti climatici e la tutela dell’ambiente e della salute richiedono un’urgente transizione da una modello economico di crescita lineare a una economia di tipo circolare. Affinché quest’ultima non diventi una mera propaganda ambientalista occorre che si traduca in convenienza economica. Per il raggiungimento di questo importante obiettivo è necessario che si sviluppi, oltre a un radicale cambiamento culturale delle imprese e dei consumatori, un idoneo processo innovativo dei materiali da utilizzare nei processi produttivi. Importante, pertanto, per l’affermazione di questo nuovo modello economico è il ruolo delle istituzioni scolastiche e universitarie che dovranno aggiornare e sviluppare nuovi percorsi formativi”, sostiene Mario Turco, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Cibo come medicina per il corpo, lo spirito e l’ambiente

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2015

dieta mediterraneaNel convegno organizzato ad Expo dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), alcuni Assessori di Regione Lombardia, Autorità istituzionali, amministratori locali, Rettori di università italiane, imprenditori e top manager della sanità pubblica e privata – hanno riaffermato la validità scientifica della Dieta Mediterranea sia sotto il profilo della salute che sotto quello ambientale. Fino agli anni ‘80, dei cosiddetti alimenti funzionali, ossia dei cibi capaci di influire positivamente su funzioni dell’organismo, non si parlava perché erano la prassi. Stessa cosa per i prodotti a chilometro zero.. Oggi, invece, tutto questo è considerato una conquista. In quest’ottica, un esempio di buona pratica è quello di Fondazione Sviluppo Cà Granda, che nell’ambito del Progetto di valorizzazione del proprio immenso patrimonio rurale, ha avviato un progetto di filiera corta volto ad utilizzare per le proprie mense riso e latte prodotti nei terreni agricoli della Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, come era una volta. E’ diventato un traguardo da raggiungere anche la sostenibilità ambientale, intesa principalmente come valorizzazione delle distintive peculiarità dei territori e come tutela delle risorse naturali. Su questo tema, il WWF, Civil Society participant di EXPO 2015, collabora all’evento odierno portando la propria esperienza sulla sostenibilità e in particolare raccontando il Decalogo per il mangiare sostenibile (http://www.oneplanetfood.info/mipaaf), una vera e propria guida rivolta ai cittadini che chiama ad azioni di responsabilità anche gli agricoltori e l’industria. Dieci semplici regole per mangiare sostenibile, dal consumo di prodotti locali e di stagione all’acquisto di prodotti poveri di imballaggi che guardano all’ambiente e alla salute. Autorevoli esponenti del mondo cattolico e musulmano, quali Padre Giansandro Cornolti, Vice Presidente di OSF e l’Imam Yahya Pallavicini, Vice Presidente della Co.Re.Is., hanno sottolineato come il cibo, inteso come occasione di convivialità e fautore di aggregazione e buon umore, sia da intendersi anche come “medicina per lo spirito”. I 34 relatori presenti al convegno si sono fatti portavoce non di una teoria alimentare, ma di una sorta di appello alla comunità sia scientifica che sociale: la salute non è un patrimonio, perché si può anche nascere malati, ma l’ambiente lo è e, in quanto tale, va assicurato il più possibile. La conquista di un maggior stato di salute dipende dalla conservazione dei fattori ambientali che caratterizzano un territorio e da un’alimentazione che si potrebbe, quindi, definire ecologica. La scienza medica avanza continuamente nella cura delle cosiddette “malattie del benessere” – arteriosclerosi, diabete, ipertensione, obesità, per citare le principali; “occorre che l’intera società contribuisca a tale progresso con una nuova cultura della prevenzione, che non si esaurisca nella diagnostica, ma si concentri innanzitutto sugli stili di vita alimentari e ambientali – ha sottolineato il Prof. Alessandro Miani, Presidente di SIMA – che ha aggiunto – Ambiente è anche ciò che occupa gli spazi vuoti all’interno del nostro organismo: cavità buccale, esofago, stomaco, così come trachea, bronchi e polmoni. E’ quindi da considerarsi ambiente anche il cibo che mangiamo così come l’aria che respiriamo. In quest’ottica, seguire buone regole alimentari significa salvaguardare la propria salute ma anche quella del Pianeta”. Il Rettore dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, prof.ssa Cristina Messa ha sottolineato come il legame tra cibo e salute siano ampiamente studiati ma non così noti, soprattutto dalla popolazione che è sempre più anziana e non sempre ha un approccio psicologicamente corretto con l’alimentazione.
In uno studio condotto dal BCFN, è stato stimato come il 30% dell’impronta ecologica di una nazione come l’Italia sia connessa alla catena di produzione e al consumo di cibo. In sintesi, l’alimentazione ha un impatto rilevante sull’uso del territorio, oltre che sul consumo di risorse naturali. In quest’ottica, studi scientifici hanno dimostrato come la Dieta Mediterranea, che si distingue per un maggiore consumo di carboidrati, frutta e verdura, abbia un minor impatto ambientale, dal punto di vista dell’impronta ecologica, rispetto all’alimentazione nordamericana e a quella dei Paesi dell’Est Europa. Il vantaggio nell’adottare una dieta mediterranea si conferma anche sul versante economico; infatti, utilizzando i dati Istat, è stato calcolato il costo di entrambi i possibili menu: quello “mediterraneo” comporta una spesa giornaliera di circa 4 euro, mentre quello riconducibile allo “stile americano”, ha un costo di circa 6 euro.

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