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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘simbolo’

Cristoforetti: Il simbolo dell’Italia che decolla

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 Maggio 2021

“E’ con il doppio orgoglio di ingegnere Aerospaziale e di Consigliere comunale di Milano che mi congratulo con la concittadina Samantha Cristoforetti la quale, dopo essere stata la prima donna italiana nello spazio, sarà la prima europea a diventare comandante di una stazione spaziale” dichiara Andrea Mascaretti Capogruppo FdI “è la dimostrazione che le donne eccellenti non hanno bisogno di quote rosa, ma di sistemi che riconoscano il merito” prosegue Mascaretti “sarà lei il simbolo di Milano che riparte, anzi che decolla”

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Partito Democratico cercasi

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

democraticiLe amministrative di giugno si avvicinano e il PD è costretto a fare i conti con la perdita di credibilità di un partito che non è stato in grado di ascoltare il Paese né i propri elettori. Così è costretto a presentarsi alle elezioni senza metterci la faccia e in alcune città nemmeno il simbolo. Il partito di governo, dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, e dell’attuale premier Paolo Gentiloni, ha annusato l’aria che tira nel Paese e ha capito che per prendere voti è meglio camuffarsi, confondersi, quasi sparire. A Palermo, hanno fatto un vero capolavoro, un’indigeribile accozzaglia da Prima Repubblica: il Pd si è fuso in un listone con Angelino Alfano e gli ex Udc, a sostegno del sindaco uscente Leoluca Orlando, fino a ieri attaccato un giorno sì e l’altro pure. Nel listone il simbolo del Partito Democratico è scomparso, è rimasta solo una D sbiadita. Per fare quest’operazione su larga scala hanno fatto cambiare nome al partito di Alfano, che da Nuovo Centrodestra è diventato Alternativa Popolare: hanno tolto la dicitura ‘centrodestra’ ma la sostanza resta la stessa.Il PD, rimasto senza credibilità e senza candidati, non ha più nemmeno il coraggio di presentarsi con il proprio simbolo.(foto: democratici)

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Il Crocefisso simbolo di Unione alla Cina fa Paura

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2016

crocifissoMentre Papa Francesco sta compiendo sforzi inimiginabili per la Pace c’è qui tenta di minarla. La Cina ha pronto un piano per abbattere 2000 Crocifissi, al fine di sradicere la fede cristiana.Numerose ruspe sono in azione per nelle aree cristiane per eliminare il simbolo per eccellenza il Crocifisso. E nelle decisioni delle autorità cinesi impedire il radicamento dei cristiani nel paese, guardano in cagnesco verso il simbolo che rappresenta a cui molti cinesi si stanno avvicinando. I cristiani stanno tentando i tutti i modi di fermaro questo orrore, ma chi si oppone viene crocifisso1arrestato, il governo non tollera la fede cristiana.
Tra gli arrestati dalle autorità cinesi anche il noto avvocato per i diritti umani, Zhang Kai, accusato di aver montato una campagna anti governativa contro la rimozione dei Crocifissi. Dopo mesi di carcere tenuto in carcere duro il noto avvocato è stato costretto ad intervenire nella TV di stato in cui riconosce i suoi crimini verso il governo cinese, con la protesta anti demolizione dei Crocifissi. Nell’ultimo mese sono state distrutte 49 Chiese dalla furia anti cristiana del Governo. In Cina la religione cristiana conta 28 milioni di fedeli tra quelli accertati molti, sopratutto nei villaggi e piccole città evitano di renderlo noto, le autorità cinesi contro i cristiani applicano sanzioni durissime.
Il governo cinese teme la crescita esponenziale dei cristiani che se il trand non si ferma entro il 2030 conterà 250 milioni di persone, meglio tagliare i luoghi di culto per impedire che si possa radicare nei maggiori centri della Cina. L’atto che ha ferito profondamente i cattolici cinesi è stato l’affronto del governo cinese che ha rimosso il simbolo del Crocifisso nella città di Wenzhou, che i cattolici cinesi l’hanno definita la Gerusalemme cinese, è la città con maggiore presenza cristiana, e questo terroriza il governo cinese che teme che dalla città il cristianesimo possa diffondersi in tutta la Cina. (Maurizio Compagnone)

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Marchio IGP: I deputati europei chiedono l’estensione ai prodotti artigianali non agricoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2015

parlamento europeoLa Commissione Affari Giuridici del Parlamento Europeo ha chiesto oggi, in una risoluzione non legislativa, che il marchio di indicazione geografica protetta (IGP) includa non solo prodotti alimentari quali l’aceto balsamico di Modena o la pasta di Gragnano, ma anche opere dell’artigianato come il vetro di Murano o l’alabastro di Volterra. Questo, secondo gli europarlamentari, aiuterebbe a preservare il patrimonio culturale europeo e favorirebbe la crescita economica, soprattutto delle piccole e medie imprese, garantendo al contempo una maggior tutela dei consumatori.Nella risoluzione, votata in maniera plebiscitaria con soli tre astenuti, gli eurodeputati chiedono alla Commissione Europea di proporre un sistema unico di protezione dei prodotti a marchio IGP non agricoli.La proposta votata oggi, prevede infatti l’estensione dell’indicazione geografica protetta anche a quei manufatti che sono frutto di artigianato tradizionale: i coltelli di Laguiole, i pizzi di Calais, i cristalli di Boemia, il tartan scozzese, il marmo di Carrara o la porcellana Meissen, per fare solo alcuni esempi.Un’indicazione geografica protetta è un simbolo, associato al nome di un prodotto, che indica la provenienza garantita del prodotto stesso e ne assicura la qualità.Ad oggi sono oltre tremila i prodotti di origine agricola (vini, liquori e generi alimentari di ogni tipo) tutelati dal marchio IGP nell’UE. La Commissione Affari Giuridici del Parlamento Europeo ha chiesto che anche i prodotti non agricoli, per cui la legislazione è diversa da Stato membro a Stato membro, vengano protetti.Gli eurodeputati hanno individuato oltre 800 prodotti che potrebbero essere tutelati dal marchio IGP.Secondo Virginie ROZIERE (S&D, Francia), relatore della risoluzione, “si tratta di prodotti e nomi famosi, utilizzati alle volte in modo fraudolento senza la garanzia che le norme di origine e di qualità vengano rispettate. Questa situazione può confondere i consumatori e danneggiare la reputazione dei prodotti originali. Attualmente, la tutela di questi prodotti rimane insoddisfacente in quanto solo 15 Stati membri dispongono di una legislazione nazionale specifica”.Alcuni tra i prodotti italiani che potrebbero fregiarsi del marchio IGP sono:
I coltelli artigianali e la filigrana della Sardegna
I gioielli di Torre del Greco,
I violini di Cremona
Le pietre di Vicenza e Comiso
I prodotti cosmetici delle Terme di Salsomaggiore e Saturnia
Il vetro di Murano
I mobili in stile della Pianura Veronese e di Arezzo
Le ceramiche, complessivamente 36 denominazioni tra le quali le ceramiche di : Vietri, Urbania, Deruta, Bisignano, Gubbio, Napoli, Faenza e Grottaglie.
La relazione dovrà ora essere votata da tutti i deputati in seduta plenaria. Il dibattito è previsto per il 5 ottobre e il voto per il 6 ottobre.

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Crocifisso simbolo identità religiosa

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Grande soddisfazione è stata espressa dal senatore Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma, appresa la notizia della sentenza della Corte Europea di Strasburgo. «Il crocifisso è un simbolo della nostra civiltà – ha detto Cutrufo – presente da sempre e di conseguenza simbolo dell’identità stessa del Paese. Monsignor Ravasi ha giustamente osservato che il crocifisso è un simbolo, non solo dal punto di vista teologico, della cultura occidentale. Dalle sue parole emerge anche la necessità di una ulteriore riflessione su un altro tema a noi caro, la riapertura del dibattito sulle radici giudaico cristiane, senza tralasciare quelle della cultura greca, dell’illuminismo, dell’idealismo e del socialismo. Solo un’Europa che crede nelle radici della sua cultura sarà un’Europa unita e forte nel segno di una identità comune e non si presenterà, di fronte ad un pressante fondamentalismo islamico, priva di difesa nel nome di un non meglio identificato laicismo esasperato. Riconoscere i valori contenuti nelle radici cristiane è salvaguardare la propria cultura, nulla di più».

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Ai giovani è stato scippato il futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

<<Le strumentalizzazioni politiche sulla Costituzione nascono dalla volontà di far prevale la divisione piuttosto che l’unità, cosa che invece dovrebbe essere soprattutto in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Esiste la necessità di un intervento per riformarne alcuni aspetti, ma la nostra Legge Fondamentale, ed in questo condivido quanto la stessa Conferenza Episcopale Italiana ha affermato, è ancora valida e non può essere stravolta sull’onda delle emozioni. Questa Costituzione è il simbolo della nostra unità>>. Lo afferma Carmelo Lentino, Consigliere con delega alla Cultura e Territorio del Forum Nazionale dei Giovani, attraverso un post sul suo profilo di Facebook. <<Ho a cuore il mio Paese e soprattutto – prosegue Lentino – ho a cuore il futuro delle giovani generazioni, che si sono viste scippare il futuro e che devono avere il coraggio di riappropriarsene. Ho imparato, frequentando sempre scuole pubbliche, attraverso quali errori siamo arrivati all’Unità d’Italia prima ed alla nascita della Repubblica poi>>. <<Di cultura il nostro Paese potrebbe vivere, ma oggi – continua l’esponente del Forum dei Giovani – così non è. E prima di stravolgere la Carta Costituzionale dovremmo pensare che è indispensabile rispettare quello che c’è scritto ad esempio all’articolo 9 dove si dice che “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”. Ma sulle riforme non bisogna mai fare guerriglie a priori, bisogna sempre discuterne nel merito>>. <<Scendere in piazza, o comunque manifestare, per chiedere che venga salvaguardato quello che i nostri nonni ed i nostri padri ci hanno dato, al di là di ogni orientamento e colore politico, non è sbagliato – conclude Lentino – ma anzi auspicabile da parte di tutti e soprattutto dei giovani, una generazione che deve difendere anche il mondo della cultura italiana, negli ultimi anni svilito dai continui tagli>>.

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Carnevale Venezia a ritmo di tango

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

Venezia. 27 febbraio 2011 a partire dalle ore 19.00 con la performance di due straordinari ballerini, Mazen Kiwan e Cecilia Piccinni vedrà Piazza San Marco ed il Gran Foyer,  trasformarsi in una milonga, termine che in argentino equivale a sala da ballo, sotto le stelle. Dopo una lezione di prova aperta al pubblico, musica dal vivo con i Tango Tinto, un ensemble composto da artisti argentini ed europei che proporrà brani degli autori simbolo del genere, da Gardel a Piazzolla, da Pugliese a Troilo. A seguire lo show di una delle coppie di ballerini più qualificate nel panorama internazionale, Mazen Kiwan e Cecilia Piccinni. Il primo, di origini libanesi ma parigino d’adozione, esponente di punta della nuova generazione tanguera,  ha calcato i più importanti palcoscenici, dagli Stati Uniti alla Russia, passando per Norvegia, Ungheria, Francia, Grecia. Cecilia Piccinni, ballerina di estrazione folk e classica, oltre ad essersi esibita nelle principali convention tanguere, è insegnante di Tango Brujo, una delle più rilevanti  accademie tanguere di Buenos Aires.Fino alle 23.00 inoltre il pubblico potrà ballare sulle musiche selezionate da Luigi Felisatti, riconosciuto umanamente come uno dei più grandi T.J., l’equivalente nel tango del d.j. , europeo. Una iniziativa a cura delle associazioni Libertango, TangoAction e TangoParaSiempre.Tra le gli altri appuntamenti tangueri in programma, Venerdì 4 marzo 2011 a partire dalle ore 19.00 milonga con il T.J. Maurillo, e musica dal vivo con i Quejas de Bandoneon,  mentre Lunedì 7 marzo 2011, imperdibile, la  Pasiones Company di Buenos Aires con una rivisitazione appositamente studiata per il Carnevale di Venezia, dello spettacolo Divino Tango. (mazer)

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L’Italia e il tricolore

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

“Ritengo che la celebrazione di oggi che rimette al centro dell’attenzione un simbolo di unità e di appartenenza nazionale come il Tricolore, rappresenti il lodevole punto di partenza per un percorso di comprensione e commemorazione di uno dei momenti più importanti della storia del nostro Paese, che deve innanzitutto coinvolgere i più giovani e vedere impegnate in prima linea le istituzioni oltre ogni steccato ideologico o meramente politico”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato Fli. “Al di là del carattere celebrativo, la valorizzazione del simbolo per eccellenza della nostra Italia – spiega – deve rappresentare il veicolo attraverso cui avviare un processo di rafforzamento e rinvigorimento della coscienza di unità nazionale per la quale, come ricordava oggi il Presidente Napolitano, tanti italiani in ogni momento della storia hanno dato la vita”. “Il tricolore infatti rappresenta il vessillo di un Italia a volte anche lontana – conclude – il legame di appartenenza che unisce molti connazionali oltre confine con la loro terra di origine. E per questo le celebrazioni di quest’anno hanno un ulteriore valore quello di unire in un unico abbraccio ogni italiano sparso in ogni parte del mondo, per ritrovare e rinnovare i sentimenti di orgoglio, rispetto ed onore verso il proprio Paese”.

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Il Pdl e la sceneggiata napoletana

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2010

“La lite sul simbolo è l’ultimo atto di una tragedia che anche il miglior Euripide non avrebbe saputo immaginare meglio. Peccato che più che di fronte ad una tragedia del grande drammaturgo di Salamina, lo spettacolo offerto da Berlusconi e Fini somigli di più ad una sceneggiata napoletana” così Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo di Italia dei Valori alla Camera. “Modesti gli attori, copione scontato e un impresario ormai bollito, senza più idee per il Paese: è questo ormai lo spettacolo offerto  dal Pdl. Cali il sipario, dunque, su questo squallido teatrino della politica e si riapra invece quello sul Paese che merita altro e non questo avvilente e risibile volo degli stracci” conclude Borghesi.

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Per una Repubblica delle banane

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2010

Il cavaliere pensa di fondare un nuovo partito, depennando dalle pagine della storia quel “popolo delle libertà” che non ha avuto niente di popolare, piuttosto populista per convenienza.
Un nuovo partito corredato da un nuovo simbolo, e quale simbolo più efficace che dichiarare,  con molta sincerità, quale realtà si prospetterebbe per l’immediato futuro, ove dovesse andare in porto il programma cavalleresco e con esso riacciuffare il potere che gli serve   come unica difesa dai suoi stessi reati. L’ufficializzazione di una Repubblica delle banane è alle porte. (Rosario Amico Roxas)

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Rotary e massoneria

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2010

Di don Curzio Nitoglia.  Il Rotary è nato il 23 febbraio del 1905 a Chicago (Illinois, Usa). I fondatori erano 4: Gustav Loehr, ingegnere minerario, S. Schiele, negoziante di carbone, H. Shorey, sarto e Paul Percival Harrys, avvocato e massone. Il nome Rotary fu proposto da Harrys poiché i 4 fondatori si riunivano “a rotazione” nei loro studi ed officine professionali. Durante la Convention di Duluth nel 1912, i rotaryani decisero di assume come loro simbolo una ‘ruota blu’ con ‘24 denti’ e ‘6 raggi’. Essa simboleggia la ruota dei carri dei pionieri dell’avventura americana, iniziatasi nel Seicento, coi ‘Padri Pellegrini’, che dall’Inghilterra ed Olanda si diressero nel nord America per vivere più liberalmente il loro protestantesimo puritano e calvinista. I ‘denti’ rappresentano un ingranaggio meccanico, che significa la rivoluzione industriale e una concezione del mondo o “filosofia” marcatamente tecnologica e tecnocratica, con un richiamo alla inter-attività e inter-dipendenza tra i membri del Rotary, simili alle rotelle di un grande ingranaggio. Tuttavia, vi è anche una simbologia più nascosta, segreta o esoterica di tale emblema. La ‘ruota’ è «un simbolo antichissimo, presente in tutte le culture. Assumerla come allegoria del progresso è ad un tempo corretto e riduttivo. La ruota partecipa alla perfezione suggerita dal cerchio, […]. Essa si riferisce, inoltre, al movimento e al divenire […], tensione verso elevati standard (professionali, etici, personali), […] calati nella […] realtà di una concretezza operativa. […]. Ma la ruota è anche la rota mundi, simbolo del mondo […], che contiene l’universo entro la sua circonferenza». La vocazione rotaryana implica universalità e mondialismo planetario. Il Rotary aspira ad «abbracciare entro la propria circonferenza l’universalità delle nazioni, delle razze, delle culture». Il numero ‘24’ è il doppio di 12 (come i mesi dell’anno, le costellazioni dello zodiaco), che di per sé significa pienezza e totalità, volutamente raddoppiata e accentuata dai rotaryani, i quali vorrebbero spaziare oltre il mondo intero. I ‘24 denti’ significano l’ingranaggio che vorrebbe realizzare l’addentellamento di tutte le nazioni della terra. Onde il Widmann definisce il Rotary come «movimento sovrannazionale, sovraculturale e sovrarazziale». Il ‘colore blu’ rappresenta la tensione cosmica, come l’acqua del mare, la volta del cielo (e della loggia massonica) e sta a significare la volontà di riunificate tutte le nazioni in un ‘Nuovo Ordine Mondiale’ più ampio (v. bandiera dell’Onu e delle Nazioni unite) mediante un sentimento di amicizia filantropica. I ‘6 raggi’ della ruota blu, sono il simbolo di un’emanazione, la quale si propaga dal centro della ruota dentata verso tutti gli altri enti, i quali non sono creati ex nihilo da Dio, ma emanano dall’Indeterminato o dall’Architetto dell’Universo. Il colore blu è circondato dal ‘giallo oro’, per significare l’eccellenza, che è il quarto concetto della filosofia rotaryana (tecnocrazia, mondialismo, filantropia ed eccellenza), vale a dire il rotaryano è un iniziato, non uno qualsiasi, fa parte di una elite tradizionale e non della gente comune, che tende ad una perfezione sempre maggiore, all’infinito.
La vitalità dei vari club rotaryani sparsi nel mondo (27. 000, con 1. 200. 000 soci, in 150 Nazioni) trae origine dallo spirito “americanista”, essendo nato a Chicago 115 anni fa
La filosofia dei 4 fondatori del Rotary «è impregnata di realismo razionalistico, influenzato dal pragmatismo americano di William James. […]. Gli Stati Uniti nascono come un Paese “riformato” [luterano], ovvero popolato di persone che provenivano dalla cultura successiva alla riforma protestante.
Il 20 novembre 1923, presso l’esclusivo Ristorante “Cova” di Milano, viene ufficialmente inaugurato il primo club Rotary d’Italia. Milano fu scelta come sede poiché si preparava a divenire la capitale economica della Penisola. L’ispiratore di tale fondazione non fu un milanese, né un lombardo, né tanto meno un padano-italiano ma un inglese, sir James Henderson, affiancato dal suo amico Leo Giulio Culletton.
L’ideologia del Rotary presenta gravi carenze filosofico-dogmatiche ed una inconciliabilità di fondo con la dottrina cattolica. Infatti, essa è il frutto del neoprotestantesimo liberale americano, ancora più latitudinarista di quello classico luterano.

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Festival dei Sensi

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 agosto 2010

Martina Franca 20 agosto alle ore 19 seconda edizione. L’inaugurazione nella piazza dell’Immacolata con “Lucìa” e l’Orchestra della Magna Grecia.  L’attesa seconda edizione, promossa dall’associazione Iter Itria in collaborazione con l’Università di Bari, verrà inaugurata n alla presenza dei rappresentanti istituzionali della Regione Puglia oltre che delle Province e dei Comuni coinvolti. A fare bella mostra di sé ci sarà il simbolo dell’edizione 2010, “Lucìa”, il primo prototipo di cassa armonica moderna progettato appositamente per il Festival dagli architetti Pierangelo Caramia e Lorenzo Netti e realizzata dalla storica azienda di luminarie Faniuolo di Putignano. Lucìa è una reinterpretazione in chiave moderna di un elemento della tradizione utilizzato come palco dalle bande musicali nelle feste patronali del Sud. Su questa elegante giostra luminosa si esibirà l’Orchestra della Magna Grecia diretta per la prima volta dal M° Tenente Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso e trasformata per l’occasione in una “Symphonic band”. A corredo della cassa armonica, che rimarrà esposta per tutta la durata del Festival, sarà possibile visitare due mostre che ripercorrono la storia di questa straordinaria architettura della festa e l’iter che ha portato alla nascita di “Lucìa” (Cisternino, Torre Civica e Locorotondo, Chiesa di Sant’Anna).
Tra i protagonisti della prima serata Giulio Giorello, uno dei più autorevoli ed eclettici filosofi europei, epistemologo e firma delle pagine di cultura del Corriere della Sera, che parlerà di “Sensi, lussuria ed evoluzione” alla Masseria Montereale a Cisternino (ore 24). Appuntamento con la scienza con Ruggero Pierantoni, biofisico e studioso del rapporto tra percezioni, architettura e letteratura, che terrà una curiosissima lezione su come è cambiato il modo di raffigurare i liquidi: dall’acqua dei primi battesimi al sangue dei più recenti telefilm (Martina Franca, Oratorio della Confraternita dei Nobili, ore 20,30) e Semir Zeki, docente di Neurobiologia all’University College di Londra e uno dei pionieri negli studi sul cervello visivo, che condurrà il pubblico in un viaggio tra i capolavori incompiuti dell’arte, dalle sculture di Michelangelo ai dipinti di Cézanne (Locorotondo, Parco del Vaglio, ore 22,30). Brizio Montinaro, attore e saggista, che ha lavorato con alcuni dei più grandi maestri del cinema europeo tra cui Franco Zeffirelli e Luigi Comencini, terrà un’intrigante lezione dal titolo “La prima volta che ti ho vista” con letture di brani di prosa e poesia greca, grica e latina in cui il “vedere” è parte fondamentale del sentimento dell’amore (Martina Franca, Chiostro di San Domenico, ore 22,30).

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Poliziotti “eversivi”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

“Siamo veramente al paradosso: per ‘proteggere’ il ministro dell’Interno Maroni e il sottosegretario Mantovano dai pericoli di una manifestazione organizzata a Lamezia Terme da una temibile banda di… poliziotti (!!!!), il Questore di Catanzaro impone rigorosissime prescrizioni ai sindacalisti del COISP, disponendo lo spostamento del raduno in un altro luogo per ragioni di sicurezza!!!”. Ad affermarlo è Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, commentando la decisione del Questore di Catanzaro di vietare lo svolgimento della manifestazione pubblica, in programma per il pomeriggio del prossimo 19 luglio in via Perugini a Lamezia Terme, nei pressi del Palazzo Comunale, dove sono attesi il ministro dell’Interno Maroni e il sottosegretario Mantovano per un convegno delle associazioni antiracket, e autorizzando lo svolgimento in Piazza della Repubblica, nei pressi del Tribunale. “Il Questore ritiene che anche una manifestazione di poliziotti – continua Maccari – ‘potrebbe incidere sulla sicurezza delle personalità e di coloro i quali parteciperanno al convegno’. “Pensa forse il Questore – dice ancora Maccari – che spostare i pericolosissimi striscioni del COISP in un’altra piazza può servire a oscurare la protesta di migliaia di poliziotti pugnalati alle spalle da un Governo che continua a fare ‘sicurezza’ soltanto nei convegni e in tv, mentre nella realtà continua ad umiliare le Forze dell’Ordine, mortificandone la dignità del lavoro, tagliando mezzi e risorse necessarie a garantire la sicurezza del territorio e a contrastare il crimine, e promuovendo riforme legislative che servono soltanto a tutelare criminali e malfattori?”. “Ovviamente rispetteremo le bislacche prescrizioni imposte dal Questore – conclude Maccari -, ed in piazza della Repubblica ricorderemo, nel diciottesimo anniversario della Strage di Via D’Amelio a Palermo, il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e dei poliziotti della sua scorta: Manuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Poi, siccome in questo Paese c’è ancora – forse per poco – la libertà di esprimere civilmente il proprio pensiero, porteremo tranquillamente a passeggio per via Perugini a Lamezia Terme, tenendole sottobraccio, le sagome dei Poliziotti pugnalati alle spalle, diventate ormai in tutta Italia il simbolo della protesta di tutte le Forze dell’Ordine contro questo governo. Anche se questo farà venire il mal di pancia al Questore”.

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Concorso ippico Val di Fiemme

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

Predazzo, Val di Fiemme (Trentino), È record di iscrizioni alla 10 Giorni Equestre, il concorso ippico della Val di Fiemme, l’unico in Europa in ambiente alpino e su erba. Alla segreteria di Predazzo, in particolar modo per il primo dei tre concorsi che animeranno il campo Fontanelle da venerdì 2 luglio a domenica 11 luglio, sono state superate ampiamente le 800 iscrizioni da parte di binomi provenienti da tutto il mondo. Otto finora le nazionali rappresentante,  le ultime in ordine di tempo giungono dall’Arabia Saudita e dalla Finlandia, due scuole agli antipodi in tutti i sensi. Delle tre competizioni che si svolgeranno in Val di Fiemme quella che al momento ha maggiore richiamo è il concorso Nazionale A a cinque stelle, in programma dal 2 al 4 luglio, che culminerà con l’evento simbolo della 10 Giorni Equestre, il Derby di Predazzo. Mai infatti una lista d’attesa così lunga, con ben 312 iscritti fra cavalieri e amazzoni. Altri 260 binomi si annunciano per il concorso Nazionale B, mentre al momento sono 250 i partecipanti all’Internazionale in calendario dal 9 all’11 luglio, con l’atteso Gran Premio Rolex che chiuderà ufficialmente l’edizione 2010. Particolarmente rilevante poi il montepremi in denaro a disposizione dei concorrenti e distribuito sulle diverse categorie, per un totale di ben 93.764 euro. Non mancherà nemmeno quest’anno il Villaggio Equestre dove sarà possibile vivere appuntamenti di gastronomia e divertimenti oltre ad interessanti proposte di shopping, il tutto ad ingresso libero. (lorenzo de luca)

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Maria Grazia Cucinotta firma la bici della salute

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2010

Roma 16 Maggio dalle ore 10.00 alle ore 11.00 Terme di Caracalla    Sarà un autografo molto speciale quello di Maria Grazia Cucinotta, che domenica 16 Maggio dalle 10 alle 11, in occasione della “Race for the Cure” di Roma, firmerà la bicicletta della salute realizzata da Giro Donne 2010 e Susan G. Komen Italia per una raccolta fondi tutta in rosa. Il Giro d’Italia Femminile ha realizzato, per sostenere Komen Italia, il progetto di beneficenza BikeART, una bicicletta da corsa Kuota, rigorosamente femminile completamente dipinta e resa unica dall’artista astrattista Roberto Spadea e autografata dalla madrina e volto di Komen Italia Maria Grazia Cucinotta.  Una due ruote unica, simbolo delle donne e della salute, che sarà possibile ammirare nel villaggio della prevenzione allestito da Komen Italia presso lo Stadio delle Terme di Caracalla da venerdì 14 a domenica 16 maggio quando sarà apposta la famosa firma.  La BikeART sarà presente inoltre alle prossime “Race for The Cure” di Roma, Bari, Napoli e Bologna e alle 10 tappe del Giro d’Italia Femminile, dal Friuli Venezia Giulia alla Lombardia, passando per Piemonte e Veneto.  Al termine delle tappe, la bicicletta sarà  battuta all’asta e l’intero ricavato verrà devoluto alla ricerca e alla lotta contro il tumore al seno, per un sostegno tutto in rosa! Il 21° Giro d’Italia Femminile corre con Komen Italia dando il via ad una collaborazione densa di iniziative e sorprese per le donne e con le donne.

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Vuoi suonare l’inno nazionale?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

Vuoi suonare l’inno nazionale? Paga 100 euro alla Siae. Sembra incredibile, ma le celebrazioni della liberazione lo scorso 25 aprile hanno fatto emergere ancora una volta l’assurda e anacronistica legge sul diritto d’autore. Goffredo Mameli scrisse il testo dell’inno nel 1847, testo che fu messo in musica da Michele Novaro poco tempo dopo. Il “Canto degli italiani”, come era chiamato, divenne subito un simbolo dei moti risorgimentali. Subito dopo l’unità d’Italia, Giuseppe Verdi lo scelse al posto della Marcia reale nel suo celebre Inno alle Nazioni. Nel 1946 divenne l’inno nazionale della giovanissima Repubblica Italiana. Ebbene, nonostante gli autori del Canto degli italiani siano deceduti da oltre un secolo, non avendo quindi alcun titolo al diritto d’autore, la Siae continua a pretendere 100 euro per il “noleggio dello spartito”, da versare all’editore Sonzogno. Questo anche se quello spartito non è mai stato utilizzato – il “Canto degli italiani” non è una composizione sinfonica, ma una melodia che chiunque può arrangiare per il proprio gruppo musicale senza bisogno di spartiti. Uno stratagemma per imporre i diritti d’autore all’infinito.
Ma indipendentemente dalle considerazioni legali, è davvero assurdo che per suonare l’inno nazionale in pubblico, magari durante le celebrazioni di momenti essenziali della nostra storia nazionale, sia necessario pagare 100 euro. Per fortuna nel 1800 la Siae non esisteva ancora. Siamo certi che neanche Nino Bixio e Giuseppe Garibaldi sarebbero stati risparmiati dalla solerte Società italiana degli autori e degli editori. (fonte Aduc)

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Nasce “Confederazione Sud”

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2010

I rappresentanti e delegati dei seguenti movimenti: – Partito del Sud – Alleanza per il Sud – Movimento Sud dei Diritti – Sicilia Federale hanno dato vita in questi giorni ad un progetto di Confederazione meridionalista denominata: “Sud Confederazione Euromediterranea”, per costruire una forza meridionalista autonoma dai partiti tradizionali di destra, centro e sinistra e capace di crescere come alternativa meridionalista contro il dilagare delle forze politiche “nord-centriche”. Sono rappresentati dai loro leader  Antonio Ciano, Girolamo Foti, Bruno Mabilia e Enzo Riccio. Questo progetto è aperto alla partecipazione di tutte le forze meridionaliste che vorranno partecipare ed intende promuovere un’iniziativa di democrazia partecipativa con la costituzione di un “Congresso del Sud”, aperto anche alla società civile meridionale, che eleggerà un suo Parlamento ed un suo governo ombra a Gaeta, trasformando la storica roccaforte dell’ex Regno delle Due Sicilie nella Pontida di tutti noi meridionali. Saranno istituiti dei Dipartimenti specifici per dare responsabilità a dei tecnici e professionisti del settore, di elaborare progetti specifici per il rilancio dell’Agricoltura, Industria, Commercio, Turismo etc etc… insomma di tutte le attività al Sud.
L’assemblea approva all’unanimità il progetto di Confederazione e nomina Presidente pro-tempore: Antonio Ciano, come Coordinatore Federale Nazionale Girolamo Foti e Responsabile Comunicazione Enzo Riccio. Il movimento avrà sedi in tutto il territorio nazionale, e possibilmente anche all’estero. La Confederazione si basa sul comune sentire culturale dell’area meridionalista, della sua economia, del suo impegno contro la criminalità organizzata e le diverse necessità strategiche per ricollocazione dei militari nell’area meridionale del Paese. Infine continueranno a raccontare la vera storia e soprattutto gli errori e gli orrori del cosiddetto “Risorgimento”, in quanto la “questione meridionale” è nata nel 1861 e non prima. Ora i promotori attendono avere al loro fianco altri movimenti, associazioni e cittadini che non si sentono più rappresentati dalla politica attuale e vorranno unirsi a noi in questa lotta di liberazione e di riscatto.(simbolo)

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Lazio: Storace apre campagna elettorale

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2010

Storace ha aperto la campagna elettorale. Nel suo intervento ha insistito nella sua volontà di rivincita dopo la sconfitta di 5 anni fa. “La destra, egli afferma, “sosterrà una candidata eccellente alla presidenza del Lazio, Renata Polverini, che ringrazio per la sua presenza alla manifestazione odierna con la quale apriamo ufficialmente la nostra campagna elettorale. C’è davvero bisogno di tutti per questa battaglia elettorale, che porteremo avanti con il cuore, consapevoli di poter dare un contributo importante e decisivo alla vittoria della Polverini.La Destra correrà con una propria lista, ci sarà il nostro simbolo. Io sarò il capolista nelle province di Roma, Latina e Viterbo”. Si è poi soffermato sulle figure dei candidati come  Salvatore De Maio, figura simbolo nella lotta alla mafia a Palermo, che vive senza la scorta: per la sua incolumità l’Italia dei Valori ha presentato un’interrogazione parlamentare, ma De Maio ha scelto di candidarsi con La Destra come indipendente. Saranno così i nostri militanti, con il loro affetto, a “scortarlo” in questa sua nuova avventura”. Ed ha soggiunto:  “Con il cambio dell’amministrazione, il Lazio è entrato in un tunnel involutivo. La sinistra al comando ha combinato solo danni ai cittadini. La squallida vicenda che ha interessato Marrazzo è emblematica, perché non è stato solo un fatto privato, ma ha riguardato un presidente di Regione, che diceva una cosa e poi faceva il contrario. Ma un fatto è certo: il prossimo presidente non sarà un cocainomane. Siamo determinati. La Destra è determinata, convinta, sicura dei suoi valori e delle sue proposte politiche. Saremo presenti alle Regionali realizzando un percorso di coerenza politica che rivendichiamo. Non ci nascondiamo dietro un dito, sappiamo che esistono delle differenze con alcuni dei nostri alleati, siamo però coscienti della necessità di battere la sinistra”.

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Mostra Personale dell’artista Lorenzo Bruschini

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2009

Roma 3 Dicembre ore 18:30 e fino al 20 Dicembre 2009 il Teatro Quirino Vittorio Gassman presenta la Mostra Personale dell`artista Lorenzo Bruschini, intitolata Initiation à la poésie, a cura di Giuliana Stella.  Citico d`arte e curatrice di mostre a livello internazionale, Giuliana Stella proporrà –  nel rinnovato Foyer del Teatro – una serie di esposizioni di giovani artisti, chiamati a “mettere in scena” le proprie creazioni in un luogo insolito e stimolante come quello fruito dal variegato pubblico teatrale. La ricerca di Lorenzo Bruschini è volta alla rappresentazione di un teatro interiore di fili sospesi tra psiche e realtà, in cui l’artista – secondo un`osservazione di C.G.Jung – “subisce il simbolo che gli si impone”.  In questa mostra, Bruschini esporrà dieci disegni ad inchiostro di china e quattro dipinti a tecnica mista, che testimoniano del suo speciale rapporto con la poesia francese. Saranno così visibili le opere originali realizzate per la prima edizione italiana delle Odi di Victor Segalen (1878-1919) (Edizione del Giano, 2009) e,  accanto ad esse, i disegni e i dipinti eseguiti in occasione della recente residenza d`artista nella Rheinischen Kliniken, a Bedburg-Hau (Dusseldörf). Questi ultimi sono consacrati alla sua esperienza di “iniziazione” al poema visionario Les raisins de Zeuxis di Yves Bonnefoy (Tours, 1923)  e sono scaturiti da uno scambio epistolare con il grande autore francese. A questo grande poeta è dedicato il Libro d`artista che dà il nome alla mostra. Lorenzo Bruschini (Frascati, 1974). Vive e lavora a Roma.

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Il Crocifisso e la libertà di educazione dei figli

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

La sentenza della Corte europea per i diritti umani, che ha deliberato in questi giorni l’inammissibilità della presenza del Crocifisso nella aule scolastiche, fondando la decisione sull’argomento che “ogni simbolo religioso cui venga dato rilievo in un’istituzione pubblica rappresenta un attentato alla libertà religiosa e per quel che concerne la scuola alla libertà di educazione”, appare inaccettabile, in primo luogo per non tener conto del significato non soltanto religioso ma, più ampiamente, spirituale e culturale, del simbolo in questione.  In attesa di conoscere tutte le esplicite motivazioni della sentenza, e di procedere ai doverosi approfondimenti, l’Associazione Italiana Genitori Onlus desidera ribadire, nel frangente, l’idea che la democrazia è spazio di tutti, non “spazio di nessuno”. La democrazia è luogo della parola e della libertà, o luogo del silenzio, in nome di un presunto rispetto? È giusto che la libertà di qualcuno si opponga alla libertà di qualcun altro, e quindi conduca ad una finta tolleranza imperniata sulla censura? Poiché tutti i simboli religiosi sarebbero offensivi, dovremmo rimuoverli tutti, qualsiasi religione esprimano?  Laicità non significa assenza di simboli religiosi, ma, al contrario, capacità di accoglierli e di sostenerli. Il Crocifisso non è in contraddizione con la libertà di scelta e di educazione dei figli. Ogni genitore, credente o non credente, sa che proporre ai giovani testimonianze di vita buona, di coerenza ed umiltà, è essenziale per l’educazione di buoni cittadini, aperti al dialogo e all’incontro.  Insieme a tanti milioni di cittadini, i menbri dell’A.Ge. non possono accettare l’eliminazione del Crocifisso in nome di una presunta violazione della libertà delle coscienze: tale importante segno della cristianità, infatti, ha rappresenta un motivo di unione, di accoglienza,di amore di Dio per tutta l’umanità. Il Cristo in croce supera persino il Cristianesimo, e incontra tanti “poveri cristi”, anche quelli che cristiani non sono.  Invitano alla riflessione le parole della scrittrice Natalia Ginzburg, che ebbe a scrivere: “Il Crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo”.

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