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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘simulazione’

Sergio Zavattieri: The ancient romans portfolio

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2010

Palermo fino al 24/5/2010 Via Matteo Bonello n°19 / Via Fastuca n°2, In puro stile seicentesco, la grande wunderkammer di Zavattieri è ad oggi satura di mirabilia, dalla sezione naturalia con le anomalie del ciclo -Bo’tanica-, passando per la sezione artificialia del più recente ciclo sugli avvistamenti UFO, sino ai preziosi reperti di -The ancient romans-.  Ad accogliere lo spettatore, un vecchio tavolo, uno sgabello, un paio di guanti, una luce calda dritta sul tavolo, 9 ritratti di personaggi celebri, o presunti tali, d’epoca romana, scattati nel 2000 al Museo della Civiltà Romana di Roma, editati e stampati solamente nel 2009 attraverso un processo di simulazione dei toni originali della stampa cyanotype, tecnica scoperta dallo scienziato e astronomo inglese John Herschel nel 1842. (zavattieri)

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Le tecnologie di simulazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2010

In che modo dovremo adattare le politiche economiche nel 2020, quando 1/4 della popolazione dell’UE avrà superato i 65 anni? L’economia saprà predire meglio in futuro la reazione delle banche di fronte alla stretta creditizia e le ripercussioni sull’economia in generale? Come si comporterà l’economia quando, a causa della progressiva riduzione delle risorse naturali, sarà più difficile soddisfare i nostri bisogni energetici? La Commissione europea ha presentato il 30 Novembre scorso un lavoro di ricerca di punta che potrebbe aiutare gli economisti a dare risposte a domande come queste, facendo uso di un software di simulazione economica. Frutto di un progetto di ricerca sostenuto dall’Unione europea e finanziato con 2,5 milioni di euro, il software usa la stessa tecnologia di simulazione impiegata nel cinema per creare immagini di sintesi al computer. Questo strumento è capace di predire le interazioni tra larghe fasce di popolazione di diversi operatori economici, quali le famiglie e le imprese, le banche e i mutuatari, o ancora i datori di lavoro e chi cerca un’occupazione, che effettuano operazioni commerciali e si fanno concorrenza come fossero persone reali. Attribuendo a ciascun operatore simulato un comportamento individuale e realistico e presentando interazioni che mostrano il modo in cui si evolveranno i mercati, queste simulazioni su larga scala costituiscono un banco di prova migliore per le nuove politiche destinate ad affrontare le future sfide della nostra società. Questa tecnologia di simulazione usa esperimenti informatici per concentrarsi sulla relazione tra larghe fasce di popolazione di diversi attori economici in un gran numero di mercati interconnessi * È la prima volta che viene applicata su così larga scala, facendo uso di un sistema informatico ad alta potenza. Ognuna delle famiglie (o delle imprese, o delle banche) simulate prenderà decisioni diverse a seconda delle diverse politiche monetarie, di bilancio o a sostegno dell’innovazione * Le decisioni riguarderanno, ad esempio, la ricerca, o meno, di un nuovo lavoro o la parte di stipendio che verrà spesa, investita o risparmiata. Ciò significa che gli effetti di una politica su un singolo mercato in un momento prestabilito non saranno più valutati indipendentemente da altri fattori. L‘economia tradizionale non è riuscita a predire la portata dell’effetto a catena della stretta creditizia sull’economia mondiale. Il nuovo software mostra come le banche reagiscono in modi diversi prendendo in considerazione un’ampia gamma di fattori quali le riserve che devono mantenere a fronte degli investimenti, il consumo, gli investimenti e il profilo di risparmio dei loro clienti, nonché i fattori psicologici come la fiducia nei mercati e consentirà di meglio mettere in guardia i responsabili politici – desiderosi di conoscere che effetto avranno le riforme monetarie e di bilancio sulle banche e sui consumatori – sulla portata delle conseguenze di una crisi finanziaria sull’economia reale. Il software permette inoltre di simulare lo stesso scenario con una popolazione più anziana (in modo da aiutare a elaborare le politiche per un’Europa che invecchia) o con fonti energetiche limitate. (fonte j buon giorno impresa)

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Simulazione maxi emergenza pediatrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2009

Fino a sabato 17 ottobre, nell’area del Madonnino verrà allestito un grande campo di assistenza e ricovero della popolazione con tanto di posto medico avanzato per una simulazione di intervento di maxi emergenza pediatrica. Si tratta dell’esercitazione Pollicino 2009, prima esperienza del genere in Italia, organizzata dalla Provincia di Grosseto insieme al Coordinamento delle organizzazioni di volontariato della Protezione civile, la Prefettura, il Comando dei Vigili del Fuoco e la Asl 9, su proposta del Simeup (Società Italiana Medicina Emergenza Urgenza Pediatrica) che ha scelto Grosseto per organizzare il settimo stage sulle grandi emergenze pediatriche, cui prenderanno parte 60 pediatri e 30 infermieri pediatrici provenienti da tutta Italia. L’iniziativa, presentata nel corso di una conferenza stampa, prevede nelle prime giornate l’allestimento del campo di assistenza e prove di montaggio e smontaggio del posto medico avanzato, mentre sabato mattina si svolgerà l’esercitazione vera  e propria, con la partecipazione di  50 alunni della scuola media di Grosseto “Galilei – Da Vinci”. I ragazzi verranno evacuati dallo stabile del Centro Fiere che nella simulazione rappresenta un edificio scolastico. In tutto interverranno oltre 300 addetti tra uomini della Protezione civile provinciale, vigili del fuoco di Grosseto e il nucleo elicotteristi dei vigili del fuoco di Arezzo, il Coordinamento dei volontari della Protezione civile, la Prefettura, l’Unità operativa complessa di pediatria e Neonatologia della Asl9, il 118 e i volontari della Cri e del Servizio sanitario Misericordia, i medici e gli infermieri pediatrici dello stage, i docenti.

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Spore Avventure Galattiche

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2009

Attraverso Spore Avventure Galattiche, ideato dal genio di Will Wright (l’autore di The Sims, il videogioco di simulazione della vita reale che ha venduto piu’ di 110 milioni di copie), infatti, il giocatore puo’ trasformarsi nel comandante di un’astronave che ha come missione la scoperta e la colonizzazione di un’intera galassia. Ai comandi della sua navicella dovra’ affrontare di volta in volta i diversi ambienti e forme di vita presenti su pianeti e satelliti, entrando in contatto con nuove civilta’, stabilendo contatti commerciali, instaurando rapporti diplomatici o conquistandoli con la forza delle armi. Un’avventura che vuole rendere omaggio al viaggio spaziale che quarant’anni fa ha tenuto tutto il mondo con il fiato sospeso e lo sguardo rivolto alla luna. Non a caso Spore, da cui prende il via questa nuova espansione, e’ stato presentato in anteprima alla NASA e ai responsabili del progetto SETI, ovvero l’organismo incaricato di individuare la presenza di segnali che indichino l’esistenza di intelligenze aliene. E proprio i ricercatori dell’Ente Spaziale Americano hanno in qualche modo ispirato questa espansione, che verra’ utilizzata dal team incaricato del “progetto Marte”. Il gioco e’ diventato infatti uno strumento di simulazione per la nuova missione esplorativa del pianeta rosso, prevista per il 2013, che attraverso l’analisi dell’atmosfera, del clima e della potenziale abilita’, preparera’ la prima missione umana verso Marte (http://marsprogram.jpl.nasa.gov). Tutto questo grazie anche al team di sviluppo, che ha coinvolto tra gli altri una squadra di astrofisici e di scienziati per rendere i pianeti e gli altri corpi celesti, quanto piu’ realistici possibile: dall’attrazione gravitazionale alle differenti condizioni atmosferiche, dalla morfologia del terreno a elementi quali i detriti spaziali e i buchi neri. Il tutto interagendo con le oltre 100 milioni di “creature” che gli appassionati di Spore hanno creato negli ultimi mesi e hanno messo in condivisione sul web, dove esistono gia’ oltre 23 milioni di siti e pagine web create su questo videogioco che ha fatto crescere in tutto il mondo la “febbre da spazio”.  Una febbre che ha conquistato milioni di persone, come dimostra il cinema, con titoli come Transformers, l’ultimo episodio di Star Trek o l’attesissimo Avatar di Cameron, o la corsa ai “biglietti” sulle navicelle russe, che vede fronteggiarsi, a suon di milioni di dollari, miliardari come il co-fondatore di Google Sergey Brin, l’inventore del Cinque du Soleil Guy Laliberte’ ed il miliardario americano Charles Simonyi, in orbita per la seconda volta, che vogliono veder realizzato il loro sogno di bambini.

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Uno stress che fa bene alle banche?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2009

Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel governo Prodi e Paolo Raimondi, economista ci hanno fatto pervenire il seguente articolo che riproduciamo per sommi capi: “Sembrerebbe che lo  “stress test” faccia bene alle banche. Nei fatti finora così non è.   Quasi tutti i media hanno riportato che la simulazione di crisi fatta sulle 19 più grandi banche americane, che si pensava fossero a rischio di bancarotta, avrebbe dato dei risultati inaspettatamente rassicuranti: 9 di loro starebbero bene e per le restanti dieci basterebbero 75 miliardi di dollari di capitale fresco, che naturalmente il governo e i cittadini americani metterebbero a loro disposizione tramite il Programma di Assistenza per il Capitale del Tesoro, per affrontare eventuali future turbolenze. Se fosse veramente così, si potrebbe dire che l’emergenza finanziaria è finita, ma la realtà sembra essere un po’ differente.  Si ricordi che gli autori della simulazione di controllo, la Federal Reserve, l’Office of the Comptroller of the Currency e la Federal Deposit Insurance Corporation (l’importante FDIC che garantisce i depositi sui conti bancari) nei mesi passati non erano stati capaci di prevedere la più grave crisi bancaria della storia.   Lo stress test è stato fatto su due scenari economici, uno cosiddetto “base line” che segue le previsioni correnti generalmente accettate e un secondo “more adverse” che prende in considerazione una “flessione economica più profonda e prolungata” per il 2009 e il 2010. Le variabili economiche fondamentali usate sono gli andamenti del PIL, del tasso di disoccupazione e dei prezzi medi delle case. Sono variabili utili ma assolutamente insufficienti per analizzare il possibile andamento futuro della crisi finanziaria.  Se si prende in considerazione lo scenario “more adverse”, in quanto quello “base line” è veramente troppo ottimista, si hanno variabili così definite: il PIL diminuisce del 3,3% nel 2009 e aumenta dello 0,5% nel 2010, la disoccupazione è rispettivamente dell’8,8% e del 10,3% e i prezzi delle case scendono del 22% e l’anno prossimo solamente del 7%..  La Fed stima che per i due anni 2009 e 2010 le 19 banche dovranno far fronte a una perdita di 600 miliardi di dollari (che salgono a 950 se si calcolano le perdite a partire dall’esplosione della crisi nel 2007). Di questi, 455 miliardi sarebbero perdite nel portafoglio-prestiti in ipoteche e crediti al consumo, ciò significa che il 9,1% dell’intero pacchetto crediti sarebbe inesigibile.   Ma la carenza più grave del modello Fed applicato nella simulazione di crisi la fa rilevare indirettamente la nostra Banca d’Italia. Infatti un recente studio di Antonella Foglia sui metodi degli stress test afferma che “la simulazione di stress test fornisce informazioni su perdite potenziali provocate da shocks di carattere eccezionale ma plausibile, aiutando così gli esperti a valutare la vulnerabilità del sistema”.  E’ proprio quello che la simulazione di crisi con le banche americane non ha fatto: non ha condotto una simulazione in situazione di shock, bensì solo di un andamento negativo, ma non di un evento eccezionale. Se uno stress test, simile a quello realizzato nei giorni passati, fosse stato fatto prima del crollo dei mutui sub prime, non avrebbe dato alcun avviso di un crollo imminente, ma solamente una serie di vaghe preoccupazioni e forse qualche invito a fare maggior attenzione, ma niente più.  Per queste ragioni dobbiamo purtroppo dire che il test è stato una vera occasione mancata. Non è stata fatta una simulazione che doveva ipotizzare una situazione di shock per identificare i comportamenti più rischiosi e le operazioni speculative più pericolose al fine di approntare gli aggiustamenti correttivi di emergenza.  Perciò suscitano preoccupazione le recenti dichiarazioni del segretario del Tesoro americano Timothy Geithner, riportate anche su La Repubblica dell’8 maggio, che starebbero dando luogo ad un ottimismo, anche con riverberi in Italia, che potrebbe rivelarsi infondato.   L’Amministrazione starebbe creando un mercato per i legacy loans e i legacy securities, che più prosaicamente sono conosciuti come parte dei titoli tossici. Inoltre, con la dichiarata emissione di nuovi “titoli sostenuti da presiti al consumo e per l’acquisto di automobili”, la scelta sarebbe una ripetizione di un meccanismo perverso che ha determinato l’esplosione del sistema finanziario.   L’ottimismo non guasta mai, però i conti vanno fatti sempre con la cruda realtà dei numeri”.

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