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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘sinagoga’

Assalto alla sinagoga di Halle

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

By Marco Imarisio. E’ quanto scrivono coloro che hanno vissuto quei tragici momenti: “In quei dieci minuti c’è stato solo silenzio. Anastasia Pletoukhina si è sempre chiesta come poteva essere, quando sarebbe arrivato il momento. Perché sapeva, che prima o poi sarebbe successo. Quando all’improvviso è arrivato lo sparo, non ci sono state grida, e neppure scene di panico. «Stavamo pregando. Ci siamo guardati in faccia, e senza parlare abbiamo deciso cosa fare. Non è stato come me lo sono sempre immaginato, con il panico e il terrore. È stato quasi normale. Una cosa calma. Come un film muto».La piccola storia orale dell’attentato alla sinagoga di Halle comincia con questo vuoto. I sopravvissuti che ieri sono rimasti a colloquio con il presidente federale Frank-Walter Steinmeier, in visita sul luogo della mancata strage, citano quell’attimo sospeso, senza disperazione, come un momento di consapevolezza collettiva. Intanto un funzionario di Polizia fa parcheggiare un blindato sulle macchie di sangue lasciate dalla passante uccisa proprio davanti all’ingresso, ancora ben visibili sulla strada.La signora Pletoukhina è figlia di uno scampato al campo di concentramento di Buchenwald. Dice che il passato non c’entra nulla con la certezza che qualcosa di brutto prima o poi sarebbe avvenuto, è qualcosa che riguarda piuttosto il presente. «Al secondo sparo, che ha causato un urto sul portone, io ho subito pensato alle finestre che si affacciano sulla strada. Sono di vetro, non hanno grata. Quell’uomo avrebbe potuto spararci attraverso, lanciare una bomba, sarebbe stato un massacro. Ero a terra, ma quando ho fatto per alzarmi, mio marito e due ragazzi mi hanno detto di strisciare verso le scale e di salire con gli altri».All’interno della sinagoga ci sono una quarantina di persone, in maggioranza anziani. Max Privorozki, il capo della comunità ebraica di Halle, li accompagna al secondo piano. La scala è stretta, devono salire due a due. «Hanno capito subito di cosa si trattava. Io facevo segno di stare zitti, ma non ce n’era bisogno, e con le mani indicavo loro di seguirmi». Nel centro della sala c’è un anziano, anche lui un reduce dai campi di sterminio, che è l’unico ad essersi alzato in piedi. «Per dirigere il traffico», come dice ammirato Privorozki. «Abbiate fiducia», continua a ripetere, ce la faremo. Gli credono. Si vede che quel vecchio non ha paura. Nessuno si lamenta. Nessuno fiata. «Una volta sopra, sono rimasti in piedi, dietro alla porta chiusa. Non sapevamo chi l’avrebbe aperta», continua Privorozki. «Volevamo essere pronti, in ogni caso».
Al pianterreno sono rimasti in cinque. C’è il marito di Anastasia, c’è Roman, che è venuto da Berlino con due amici per celebrare Kippur nella sua Halle. «Io ero indietro e vicino al muro. Ho visto questa figura, sfocata, sembrava massiccia, una specie di gigante. Dopo gli spari si è messo a urlare, vedevo il movimento della bocca, e intanto si muoveva lentamente verso la porta. Mi ci sono avvicinato anch’io, d’istinto. Con i miei amici abbiamo fatto una barricata di sedie e ci siamo messi dietro. Io avevo in mano una menorah (il candelabro a sette braccia, ndr), bella pesante. Ero pronto a combattere. Eravamo convinti che in 2-3 minuti quell’animale sarebbe riuscito ad entrare. Mi veniva da piangere. Avevo paura».Un altro colpo alla porta. Un’altra serie di spari, forse quelli che uccidono la prima vittima. «Accanto a me c’è uno dei miei amici. Un mio collega francese di origine ebraica. Lo sento che sussurra “bastardo, bastardo, maledetto pezzo di m…”. Lo guardo in faccia e anche lui ha gli occhi lucidi. Gli chiedo sottovoce se qualcuno ha chiamato la polizia, lui mi fa cenno di sì con la testa. Inizio a chiedermi quand’è che arriva». Non succede più niente. Solo quel silenzio, che dura qualche minuto ancora, interrotto dalle sirene, e da una voce che parla al megafono. «State tranquilli, siete fuori pericolo». Poteva essere una strage, è stato un miracolo. Rimane la rabbia. Anastasia Pletouckhina dice di averlo anche detto al presidente. «La nostra comunità ha chiesto più volte la protezione della polizia. Ci è sempre stato risposto che non c’era alcuna minaccia grave nei nostri confronti. Però ai nostri uomini sconsigliano di andare in giro con la kippah, il nostro copricapo. Che ipocrisia». Ieri, la kippah ce l’avevano tutti. Ma era una giornata molto particolare. Poi ci sono tutte le altre”. (Thanks to Corriere della Sera)

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Antisemitismo Turchia, molotov contro una sinagoga

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Gli episodi di antisemitismo si stanno susseguendo. Negli ultimi mesi l’odio antiebraico ha colpito in numerosi paesi sparsi nel mondo. Francia, Germania, Italia, Svezia, Norvegia, Belgio, Argentina sono solo alcune nazioni dove l’antisemitismo sta trovando terreno fertile.In questo solco si inserisce un’altra pericolosa vicenda avvenuta in Turchia, a Izmir, città sulla costa dell’Egeo, terza per numero di abitanti dopo Ankara e Istanbul, in cui una molotov è stata lanciata contro una sinagoga, per fortuna senza ferire alcuna persona.Il gesto è stato commesso da un uomo che arrestato dalla polizia ha confessato di aver agito per protestare contro Israele.L’assenza di feriti non deve far abbassare l’attenzione su quanto avvenuto in Turchia. Perché quando vengono presi di mira i luoghi di culto, la situazione è molto più grave di quanto si pensi.Non è solo la prova del mancato rispetto per una cultura e una religione, ma è la cartina di tornasole del senso di impunità e della libertà di azione che hanno i responsabili.

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Mostra “Arte in memoria 10”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Ostia fino a domenica 28 aprile 2019 è stata prorogata la mostra “Arte in memoria 10” che si tiene al Parco Archeologico di Ostia Antica Viale dei Romagnoli 717 a cura di Adachiara Zevi e organizzata dall’Associazione Culturale arteinmemoria.
La mostra promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali – Parco Archeologico di Ostia antica, si avvale del patrocinio del Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma, e ha il sostegno di: Forum austriaco di cultura, Istituto polacco di Roma, American Academy in Rome, Ferrovie dello Stato e Fondazione FS italiane.Gli artisti invitati alla decima edizione sono: Ruth Beraha (Milano, 1986), Norbert Hinterberger (Altmünster, Austria, 1949), Zbigniew Libera (Pabianice, Polonia, 1959), Karyn Olivier (Trinidad e Tobago, 1968) che, così come i 46 artisti che hanno esposto nelle 9 edizioni precedenti, creeranno un lavoro appositamente per il luogo sul tema della memoria. Si tratta di grandi installazioni collocate negli spazi della Sinagoga: la lunghissima rotaia di Libera a fianco del cancello; il grande muro-lavagna di Olivier lungo la cancellata che separa la Sinagoga dalla strada ad alta percorrenza; la grande buca dove è caduto Golia colpito da Davide di Beraha; l’anomalo capitello poggiato da Hinterberger in prossimità delle quattro alte colonne all’ingresso della Sinagoga. Il progetto di Karyn Olivier è stato reso possibile grazie al Fellows’ Project Fund dell’American Academy in Rome.Orario ingresso agli Scavi di Ostia: dal martedì alla domenica dalle ore 8.30. ultimo ingresso 18.15 con uscita 19.15; lunedì chiuso Ingresso agli Scavi di Ostia: intero € 10; ridotto €5

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Attacco a una sinagoga di Buenos Aires, feriti. “Ebrei, dovete morire tutti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 aprile 2019

Un atto palesemente antisemita a Buenos Aires davanti alla sinagoga Mikdash Yosef, ubicata nella strada Bulnes, tra Avenida del Libertador e Cerviño nel quartiere di Palermo. L’attacco, di cui si è appreso solo nelle ore tra sabato e domenica, si è verificato la sera di venerdì 5 aprile, poi ‘battuto’ da Visàvis, un sito di riferimento della comunità ebraica argentina.Mentre la gente usciva dalla sinagoga al termine della preghiera del venerdì sera, una coppia si è avvicinata e, come hanno informato i presenti, uno dei due, una donna, ha cominciato a correre verso il tempio urlando “ebrei, dovete morire tutti, uccisi”. I due, come hanno spiegato, erano stati notati giorni prima mentre scattavano foto alla sinagoga.
Gli addetti alla sicurezza sono riusciti a portare la donna fuori dalla sinagoga. L’uomo che era con lei, armato di coltello a serramanico, ha attaccato alcuni presenti procurando loro ferite medicate in ospedale anche con punti di sutura.L’intervento delle guardie, anche ricorrendo all’uso di spray anti aggressione, ha evitato un epilogo che avrebbe potuto essere ancor più drammatico. I due aggressori avevano cominciato ad allontanarsi mentre continuavano a inveire contro gli ebrei, quando sono stati definitivamente bloccati con l’arrivo della polizia. Ma, da quello che scrive lo stesso sito, sono stati rimessi in libertà nelle ore successive.Duro, ma anche legittimamente preoccupato il rabbino Uriel Husni, che parla di fatto grave: “Non so perché lo stiano minimizzando. Ora c’è il timore che i due vogliano vendicarsi”. Husni sottolinea invece che si è evitato il peggio grazie alla presenza della sicurezza privata, “da tempo stiamo chiedendo che la polizia presidi l’ingresso della sinagoga”. Quella di Buenos Aires è una delle comunità ebraiche più grandi del mondo.

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Illuminazione artistica della sinagoga di Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Roma Capitale ha firmato con Acea un nuovo progetto di illuminazione artistica permanente per la Sinagoga di Roma. L’accensione ufficiale dell’illuminazione è avvenuta ieri sera alla presenza della Sindaca di Roma Virginia Raggi, del Rabbino Capo Riccardo Di Segni, della Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello e della Presidente di ACEA Michaela Castelli. Complessivamente sono stati installati 44 proiettori di diversa potenza e luminosità, in grado di mettere in risalto i numerosi elementi che caratterizzano la struttura architettonica. Tutti gli apparecchi di illuminazione sono stati posizionati in modo da non alterare la percezione del complesso architettonico e nel rispetto di tutti i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente. Il quadro elettrico è equipaggiato con orologio astronomico per regolare automaticamente le accensioni e gli spegnimenti secondo il ciclo dell’alternanza luce/buio, che varia a seconda delle stagioni. Per ACEA si tratta dell’ultimo progetto, in ordine cronologico, della lunga serie di illuminazioni artistiche realizzate nel corso degli ultimi mesi nella città di Roma e area metropolitana come il Palatino, la Piramide Cestia e Porta San Paolo, Piazza del Campidoglio e il Castello di Santa Severa. “L’illuminazione artistica della cupola della Sinagoga rientra in un percorso di valorizzazione della nostra Capitale che vuole mettere in evidenza gli spazi della città e della sua storia attraverso una chiave di lettura particolare” ha commentato Virginia Raggi, Sindaca di Roma Capitale”.
“Il Tempio Maggiore è l’emblema della presenza ebraica in questa città – ha affermato Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma – Una struttura maestosa edificata dopo trecento anni di reclusione nel Ghetto dagli ebrei romani per condividere e affermare la propria dignità e le radici storiche e culturali della nostra presenza in questa città.”
Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma infine ha commentato: “Ogni Sinagoga è un piccolo santuario con una scintilla della luce che brillava nel Tempio di Gerusalemme. Molti hanno voluto oscurare questa luce e riportarci nel buio. La grande Sinagoga di Roma è luogo simbolo di sofferenza e di persecuzione ma anche di resistenza, di pace di amicizia. La Sinagoga di Roma che si accende di nuova luce rinnova questa promessa e ci aiuta illuminando la giusta via”.

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Inaugurazione Sinagoga di Ostia Antica “Arte in memoria”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Ostia Antica-Roma. Domenica 20 gennaio alle ore 11.00 sarà inaugurata, nella Sinagoga di Ostia Antica “Arte in memoria”, Parco Archeologico di Ostia Antica Viale dei Romagnoli 717, la rassegna biennale di arte contemporanea di respiro internazionale giunta alla sua decima edizione, a cura di Adachiara Zevi e organizzata dall’Associazione Culturale arteinmemoria.
ARTE IN MEMORIA partecipa al Giorno della Memoria, istituito dai Parlamenti europei nella data di apertura dei cancelli di Auschwitz, con la convinzione che un progetto sulla memoria non debba attestarsi a un livello meramente episodico e commemorativo, ma trovare una continuità nel tempo, impegnando ogni volta artisti diversi a cimentarsi con un tema così drammaticamente attuale e con un luogo così significativo dal punto di vista storico, artistico e simbolico.
La mostra, aperta al pubblico fino al 14 aprile 2019, è promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali – Parco Archeologico di Ostia antica, si avvale del patrocinio del Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma, e ha il sostegno di: Forum austriaco di cultura, Istituto polacco di Roma, American Academy in Rome, Ferrovie dello Stato e Fondazione FS italiane.L’idea nasce dalla storia della Sinagoga di Stommeln, in provincia di Colonia, sopravvissuta al nazismo dove, dal 1990 ogni anno un artista è invitato a creare un lavoro originale per il luogo.Perché la memoria delle tragedie trascorse, recenti e in atto non si risolva nelle commemorazioni e nei discorsi rituali di un giorno, ARTE IN MEMORIA coinvolge la comunità degli artisti perché trasformi un luogo di culto in luogo di cultura, ripopolandolo con visioni ispirate alla storia ma radicate nell’attualità.
Gli artisti invitati alla decima edizione sono: Ruth Beraha (Milano, 1986), Norbert Hinterberger (Altmünster, Austria, 1949), Zbigniew Libera (Pabianice, Polonia, 1959), Karyn Olivier (Trinidad e Tobago, 1968) che, così come i 46 artisti che hanno esposto nelle 9 edizioni precedenti, creeranno un lavoro appositamente per il luogo sul tema della memoria. Si tratta di grandi installazioni collocate negli spazi della Sinagoga: la lunghissima rotaia di Libera a fianco del cancello; il grande muro-lavagna di Olivier lungo la cancellata che separa la Sinagoga dalla strada ad alta percorrenza; la grande buca dove è caduto Golia colpito da Davide di Beraha; l’anomalo capitello poggiato da Hinterberger in prossimità delle quattro alte colonne all’ingresso della Sinagoga. Il progetto di Karyn Olivier è stato reso possibile grazie al Fellows’ Project Fund dell’American Academy in Rome.Il catalogo di ARTE IN MEMORIA 10 sarà pubblicato in occasione dell’apertura di ARTE IN MEMORIA 11.Il sito http://www.arteinmemoria.it, documenta interamente le prime nove edizioni: gli intenti, il sito, gli artisti, le loro biografie e le opere esposte, i cataloghi relativi a ogni edizione, la rassegna stampa.
A memoria dell’iniziativa e come abbrivio di una possibile collezione di opere d’arte contemporanea in un sito archeologico, al termine dell’esposizione del 2002 hanno donato il loro lavoro Sol LeWitt (Senza Titolo), e Gal Weinstein (Blaster), cui si sono aggiunti: nel 2005 l’artista portoghese Pedro Cabrita Reis con Untitled; nel 2011 Liliana Moro con Stella polare; nel 2013 Michael Rakowitz con Gheniza per Ostia, mentre a conclusione dell’ottava edizione del 2015, Stih&Schnock hanno lasciato due esemplari di Sinergia. Infine, nel 2017, Ariel Schlesinger e Horst Hoheisel hanno lasciato le loro tracce nella Sinagoga. Le opere, in dialogo permanente con le rovine, sono visibili dalla strada che collega gli Scavi di Ostia all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino.

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Mostra dell’artista Aqua Aura

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 ottobre 2017

Aqua AuraReggio Emilia 2 dicembre 2017 – 14 gennaio 2018 Sinagoga di Reggio Emilia Via dell’Aquila 3/a, mostra dell’artista AQUA AURA Millennial Project A cura di Chiara Serri Inaugurazione: sabato 2 dicembre, ore 17.30 esposizione personale dell’artista Aqua Aura, a cura di Chiara Serri. La personale, realizzata con il sostegno di Co.O.Pe.Ra.Te. srl, è aperta al pubblico di venerdì ore 16.00-19.00, sabato e domenica ore 10.30-13.00 e 16.00-19.00; in data 19, 20, 26, 27 dicembre 2017 apertura straordinaria ore 10.30-13.00 e 16.00-19.00. Ingresso libero.
Il percorso espositivo ha inizio nell’aula centrale dell’edificio religioso, all’interno della quale è presentata la videoinstallazione sonora a tre canali video “Millennial Tears” (2017), che recepisce le esperienze maturate con le serie fotografiche del passato, aprendo tuttavia a nuove ricerche e linguaggi. La mostra prosegue, quindi, nelle stanze laterali, attraverso paesaggi ipnotici, quasi mistici, e nature morte contemporanee tratte rispettivamente dai cicli “Scintillation” (2015-2017) e “Void” (2013-2014), nati dalla composizione digitale di ritagli fotografici spesso autografi, per giungere infine alle ultime sale, dedicate alle sculture in alabastro della serie “Cages” (2017), che costituiscono l’esordio dell’artista in ambito plastico, e l’installazione “Eternity” (2017), che pone lo spettatore dinnanzi alla moltiplicazione del concetto di tempo: tempo dell’oggetto reale in relazione all’esperienza umana, tempo della rappresentazione, tempo di fruizione dell’opera stessa.
Aqua Aura2La videoinstallazione “Millennial Tears”, esperienza immersiva ed emozionale, assume un significato rilevante in relazione al luogo per la quale è pensata, ovvero la Sinagoga di Reggio Emilia, costruita nel ‘600 e rifondata nel XIX secolo. L’opera è dedicata alle Comunità Ebraiche e alla loro storia millenaria. Profondamente colpito da una visita al Museo Yad Vashem di Gerusalemme, e in particolare al Sacrario dello Yad Vashem, luogo chiuso nel quale viene continuamente letta la preghiera ebraica per i defunti, l’artista ha successivamente maturato il progetto tra i ghiacci islandesi, confrontandosi con un tema di grande attualità, ovvero il drammatico scioglimento della calotta artica. Dal lento sgretolamento delle lastre ghiacciate emergono memorie e attese, emozioni imprigionate nella solidità del ghiaccio nell’arco di millenni, lacrime di nascita a rinascita racchiuse in un canto. Nella videoinstallazione, composta da tre pannelli sui quali si alterna e si intreccia il racconto visivo dell’opera, assume grande importanza anche il paesaggio sonoro: sciabordio delle acque, fragore del ghiaccio e musica ebraica – “Kol Nidrei” – in versione strumentale e cantata.
La mostra “Millennial Project” è parte del libro “Lustro” (Vanillaedizioni, 2017), unitamente a “Somewhere out there”, esposizione curata da Matteo Galbiati ad Alessandria (Palazzo Cuttica e Sale d’Arte, 25 novembre 2017 – 28 gennaio 2018) e alla produzione di Aqua Aura degli ultimi cinque anni.
Aqua Aura si diploma al Liceo Artistico di Bergamo si laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera, sezione Pittura. Prosegue la sua formazione in giro per il mondo, tra musei, laboratori di ricerca e Aqua Aura1spazi naturali. Le sue investigazioni si nutrono di studi sulla fisica astronomica, la fisica delle particelle, la biogenetica, la filosofia e la psicologia della percezione. In particolare, instaura un rapporto di collaborazione e di scambio, nell’ambito della ricerca scientifica, con la Fondazione ARISLA (Fondazione italiana di ricerca per la sclerosi laterale amiotrofica), approfondendo lo studio sulla genesi e lo sviluppo delle immagini scientifiche. Negli ultimi anni il suo linguaggio si è mosso principalmente nell’ambito della fotografia e dell’arte digitale. Ha esposto in molte sedi istituzionali, gallerie e musei a livello internazionale, tra cui Berlino, Istanbul, Barcellona, Maastricht, Helsinki ed ha partecipato a numerose fiere d’arte in Italia e in Europa. Gli ultimi sviluppi del suo lavoro lo hanno portato, oltre che al mezzo fotografico, verso nuovi linguaggi, attraverso la realizzazione di cortometraggi, docufilm e opere di video-arte, fino alla realizzazione di installazioni e video-sculture. Nella veste di relatore, ha partecipato a numerosi convegni e conferenze rivolte all’arte contemporanea e alla ricerca scientifica in generale. Tiene lezioni su fotografia e arte contemporanea presso scuole private e fondazioni. (foto: Aqua Aura)

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Auguri a Toaff: uomo del dialogo

Posted by fidest press agency su martedì, 1 Mag 2012

Roma. “A nome di tutta la città di Roma desidero inviarle i più fervidi e sinceri auguri. Lei è stato un uomo che si è sempre prodigato per il dialogo con il mondo cattolico e con i fedeli musulmani. Il suo abbraccio fraterno in Sinagoga con Sua Santità Giovanni Paolo II, che ha voluto ricordarla anche nel suo testamento, è rimasto nel cuore dei romani, così come il suo deciso favore alla costruzione della Grande Moschea di Monte Antenne. Lei è una persona davvero eccezionale, un cittadino onorario di Roma e un grande punto di riferimento non solo per la città ma per tutta la cultura italiana internazionale”. Questo il testo del messaggio che il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha inviato al rabbino Capo Emerito Elio Toaff per il suo compleanno.

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Arte in memoria 6

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

Fino a domenica 3 aprile 2011 Area Archeologica di Ostia Sinagoga Viale dei Romagnoli, 717 Ostia Antica-Roma sarà possibile visitare Arte in memoria 6, la rassegna di arte contemporanea di respiro internazionale, a cura di Adachiara Zevi, organizzata dalla Fondazione VOLUME!. Alla mostra, promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e dalla Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; dall’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma e dal Municipio Roma XIII, hanno partecipato gli artisti Jochen Gerz, Richard Long, Giuseppe Penone e Liliana Moro con opere realizzate appositamente per la Sinagoga di Ostia Antica, una delle più antiche testimonianze archeologiche dell’ebraismo della Diaspora (I secolo d.C.). (ostia antica, Richard long)

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Papa in Sinagoga

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2010

Roma 17/1/2010.  «Voglio ringraziare la Comunità Ebraica di Roma per aver coraggiosamente voluto e portato a termine questo storico incontro. Attraverso le parole di papa Benedetto XVI e del rabbino capo, Riccardo Di Segni, oggi a Roma, il dialogo religioso ha fatto un altro grande passo avanti nello spirito del Concilio Vaticano II e dimostrando come le identità religiose possono e debbono essere a servizio dei valori universali della persona umana. Ringrazio anche la Comunità di S. Egidio per tutto l’impegno che ha profuso per permettere questo grande risultato. Roma oggi si è confermata Capitale del dialogo e Città universale. Il rapporto di fraterna amicizia che lega tutti i romani alla Comunità Ebraica della nostra città si è ulteriormente rafforzato». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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