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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘sindacati militari’

Sindacati militari contro Salvini: “ministro vuole una nostra felpa”?

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

(GRNET.IT) «Le scriventi associazioni sindacali militari gradirebbero consegnarLe in dono alcune felpe di quelle che vengono indossate in servizio dai “cittadini con le stellette” appartenenti alle Forze Armate».E’ l’incipit di una lettera dal tono ironico recapitata al ministro degli Interni Matteo Salvini, redatta da quattro dei maggiori sindacati militari (Sim Guardia Di Finanza, Sim Aeronautica, Sim Guardia Costiera e SIULM).«Siamo consapevoli della preziosità del suo tempo – prosegue la lettera -, ma ci terremmo particolarmente a che la consegna possa essere effettuata di persona dai nostri rappresentanti. Infatti l’occasione sarebbe congeniale per interloquire con Lei e conoscere la sua posizione, in quanto capo politico della Lega, in merito alla proposta di legge “libertà sindacali del personale delle Forze Armate e dei corpi di polizia ad ordinamento militare”».I sindacalisti militari – rileva il sito web GrNet.it Sicurezza e Difesa – motivano la richiesta al leader del Carroccio poiché «in Commissione Difesa alcuni rappresentanti del suo partito hanno assunto delle posizioni conservatrici. Ciò sta inducendo il personale delle Forze Armate a sentirsi “diverso” e meno tutelato nei diritti rispetto alle altre forze di polizia a ordinamento civile».La lettera scaturisce da una serie di azioni politiche cha hanno visto i rappresentanti della Lega votare addirittura insieme al Partito Democratico delle mozioni contrarie alle libertà sindacali per i militari, che hanno mandato sotto la maggioranza.(fonte: GRNET.IT).

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I sindacati militari al governo: la legge sul sindacato dei militari va approvata in fretta

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Dopo la bagarre in Commissione Affari Costituzionali sul decreto sicurezza bis e l’ennesimo tentativo di Salvini di far passare la Lega come l’unico partito pro “Forze dell’ordine”, anche Luigi Di Maio esce allo scoperto sul terreno della sicurezza, accusando l’alleato di Governo di aver rallentato e boicottato la legge sul sindacato dei militari fortemente voluta dai 5S. Acquisiamo con favore la presa di posizione del leader politico dei 5S, ma ora basta teatrini, basta annunci, basta propaganda, la maggioranza ci faccia capire se sta dalla parte dei militari e della Costituzione.Quella legge va migliorata, e non solo sotto il profilo della competenza del giudice del lavoro per le controversie in materia di comportamento antisindacale, ma anche sotto altri fondamentali profili, quali, ad esempio, l’aberrazione del 3% di rappresentatività per ogni singola categoria, la mancata competenza dei sindacati in materia di articolazione dell’orario di servizio, l’assenza di contrattazione di II livello. Quella legge va migliorata e approvata in fretta. E’ inaccettabile il fatto che si stia portando avanti un correttivo al riordino o, peggio, che si apra il tavolo per il rinnovo del contratto, peraltro con risorse ridicole, senza il coinvolgimento dei sindacati dei militari e con una rappresentanza militare con poteri limitati e, di fatto, già delegittimata dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 120.

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Lettera aperta inviata dai sindacati militari ai membri della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati

Posted by fidest press agency su martedì, 14 maggio 2019

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo: “Siete stati chiamati ad esaminare le proposte di legge n. 875 (Presentata il 5 luglio 2018), n. 1060 (presentata il 3 agosto 2018) e n. 1702 (Presentata il 26 marzo 2019) che intendono dare seguito a quanto sancito dalla sentenza della Corte costituzionale n. 120 del 2018, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1475, comma 2, del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010, nella parte in cui dispone che «I militari non possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali» invece di prevedere che «I militari possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge; non possono aderire ad altre associazioni sindacali».
Nel corso dei lavori di audizione e nelle fasi pre-emendative tutte le Associazioni Sindacali Militari Vi hanno indicato la strada per dotare le Forze Armate di una normativa in materia di sindacalizzazione che possa dare a tutti i lavoratori in divisa i medesimi diritti e dignità di ogni altro lavoratore.
In questi mesi Vi siete confrontati con molti dirigenti di queste Associazioni Sindacali Militari, ascoltando le nostre istanze che convergevano nell’unico obiettivo condivisibile: dotare le Forze Armate di una norma sulla sindacalizzazione geometricamente sovrapponibile a quelle che regolano i sindacati delle Forze di Polizia ad ordinamento civile e dei Corpi per il soccorso pubblico.
Dopo aver ascoltato le nostre ragioni, ognuno di Voi ha promesso un impegno fattivo, coinvolgendo le rispettive parti politiche, rassicurando queste Associazioni Sindacali e tutti gli uomini e donne militari, che il testo base della proposta di legge avrebbe rispettato i valori costituzionali e giuridici che fondano l’essenza di un sindacato di lavoratori per i lavoratori.
Se le proposte normative fino ad ora elaborate dovessero essere confermate, non rispecchieranno tali aspettative, bensì paleseranno un condensato di accordi e
compromessi con gli Stati Maggiori della Difesa, impegnati a preservare privilegi mascherati da esigenze di comando o istituzionali, proponendo una “visione politica” indirizzata alla ricerca a tutti i costi di probabili consensi, per far giungere in Parlamento un disegno di legge che non darebbe attuazione, almeno in parte, a quanto sancito dalla Corte Costituzionale.
Questo atteggiamento, se confermato, genera ancora una volta forte malessere, amarezza e delusione, non solo in tutti gli appartenenti della forze armate e di polizia ad ordinamento militare, ma anche nelle loro famiglie, che di riflesso percepiscono e vivono come sempre le difficoltà dei loro cari.
Noi rappresentiamo per la gente comune ancora quei valori come autorevolezza, dedizione, solidarietà, capacità, ma soprattutto fiducia, che le parti politiche millantano. La gente sa che si può fidare di noi, che non la tradiremo mai e che per noi la parola data è sacra!
Vista la considerazione sui i lavori fino ad oggi annunciati vi comunichiamo, con la massima onestà intellettuale che ci contraddistingue, che diffidiamo da una politica fatta di annunci, di proposte effimere, non adeguate ai bisogni reali del nostro comparto.
Pertanto, se per Voi i carabinieri, i finanzieri e tutti i militari non meritano gli stessi diritti già riconosciuti agli altri lavoratori in divisa, allora ne prendiamo atto e da questo momento in poi sapremo cosa rispondere a tutti gli uomini e le donne militari, nonché ad i loro familiari perché NOI siamo abituati a non prendere in giro nessuno.
Avremmo bisogno di una politica temeraria, che non ha paura dei cambiamenti, che combatte i poteri e le caste con il coraggio e non solo con gli annunci.
Se dovesse essere confermato il PDL senza recepire gli emendamenti trasmessi, sarà evidente la totale inadeguatezza, la scarsa attenzione e la più assoluta sordità di questa Commissione nei confronti di tutti i lavoratori militari, facendo sorgere la più piena sfiducia nei confronti di questa classe politica, scevra ad ogni forma di uguaglianza, meritocrazia ed equità sociale, l’unico vero vessillo per servire al meglio il proprio Paese, arrivando a confinare la categoria di lavoratori che rappresentiamo quale parte sociale non meritevole di diritti costituzionalmente garantiti.
Siamo uomini e donne abituati ad essere pragmatici, a pensare ed agire sempre e solo per la tutela e la difesa dello Stato, della Costituzione e del Popolo Italiano, che con amore ed umiltà serviamo quotidianamente! Pertanto, se verrà meno la fiducia nei confronti di tutte le forze politiche e di ogni singolo membro di codesta IV Commissione PURTROPPO CI SENTIAMO CONSTRETTI, NOI TUTTI,A PRENDERE LE DISTANZE! (LE SEGRETERIE NAZIONALI S.I.M. (Sindacato Italiano Militari) CARABINIERI S.I.U.L.M. (Sindacato Unitario Lavoratori Militari)

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Sindacati militari: una svolta epocale ma anche motivi di riflessione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

“Dopo un cammino ultratrentennale di sindacalismo in Polizia c’è una cosa che si può affermare con assoluta certezza: certe svolte epocali richiedono tempo, lavoro, esperienza e studio, perché portino a un vero cambiamento, a una proficua innovazione, a un reale miglioramento delle condizioni esistenziali e lavorative di centinaia di migliaia di lavoratori in uniforme e, quindi, del Comparto in cui prestano servizio. Ecco perché oggi non possiamo che esprimere decisa solidarietà ai Cocer e fortissime perplessità di fronte ai tempi accordati al coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori nell’ambito dello storico evento della nascita dei Sindacati militari. Audizioni convocate con sole 48 ore di anticipo per l’esame di provvedimenti caratterizzati ancora da un altissimo tasso di incertezza e scarsa definizione non sembrano testimoniare una convinta volontà di promuovere una reale collaborazione, ma sembrano quasi una presa in giro. Il ministro Trenta sia garante di un corretto confronto fra Amministrazione e Rappresentanti dei lavoratori nel massimo rispetto dei rispettivi ruoli”. E’ quanto afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, a proposito della convocazione presso le Commissioni congiunte di Camera e Senato dei Cocer per le audizioni in tema di “Disposizioni in materia di associazioni professionali a carattere sindacale del personale militare”. Convocazioni fissate per domani, 13 febbraio, e comunicate ieri, 11 febbraio, nonostante che, hanno spiegato dal Consiglio di Rappresentanza degli stessi Cocer, fin da novembre fosse stata chiesta l’apertura di quattro tavoli tematici a guida politica per preparare opportunamente questo storico passaggio che dovrà assicurare al personale un diritto fondamentale costituzionalmente riconosciuto.“Se alle nuove Rappresentanze militari fosse stato esteso tout court il modello sindacale valido per la Polizia di Stato – conclude Mazzetti – tutto sarebbe stato più semplice e sarebbe stato possibile esprimere in tempi più brevi posizioni chiare a partire da un’esperienza che, negli anni, ha raggiunto un elevato e approfondito livello di funzionalità grazie a meccanismi e procedure ben rodate. Ma premesse di tutt’altro genere rispetto al funzionamento di questo nuovo modello di Sindacato militare, limiti non ancora definiti, e ‘margini’ di intervento tutti da chiarire, richiedono ben altri tempi di studio e di ‘contrattazione’, a meno di voler mandare in fumo un’opportunità straordinaria di evoluzione per un Comparto che, come l’Europa ci insegna, deve mettersi al passo con i tempi. Cambiare tutto in fretta perché nulla cambi non servirà a nulla, se non a prendere in giro migliaia di Servitori dello Stato i cui diritti devono invece essere garantiti fino in fondo”.

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Sindacati militari: a Roma nasce il progetto S.I.M.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2018

(GRNET.IT) Roma. Si sono riuniti in un albergo del centro di Roma un centinaio di militari appartenenti ad Esercito, Marina, Aeronautica, Guardia Costiera, Carabinieri e Guardia di Finanza, appartenenti ad ogni categoria e grado.I militari riuniti in assise, nel corso dei lavori hanno approvato le bozze degli statuti sindacali (uno per ogni Forza Armata) ed i rispettivi loghi, che saranno trasmessi al Ministro della difesa per il preventivo assenso, e rappresentano il più corposo “blocco” sindacale militare finora presentato al vaglio del Ministro della difesa.Ne dà notizia GrNet.it, il sito web di informazione sul comparto Sicurezza e Difesa.In queste ore i dicasteri della Difesa e dell’Economia – riferisce GrNet.it – stanno ricevendo apposite istanze per la costituzione dei singoli sindacati militari redatte in aderenza alle linee guida “filtrate” in questi giorni dal ministero della Difesa.
Nome unitario per ogni sindacato di Forza Armata è S.I.M. (acronimo di Sindacato Italiano Militari) seguito dal nome della singola Forza Armata.Per precisa scelta dei promotori, non sono stati resi noti i nomi dei militari finora aderenti, ma il progetto nasce da un’idea dell’avvocato Giorgio Carta e di Giuseppe Paradiso, elicotterista della Marina in congedo.
I costituendi sindacati intendono caratterizzarsi per sobrietà e misura, non disgiunta da competenza e fermezza sui principi, promuovendo i diritti e le libertà fondamentali dei membri delle Forze Armate, facendosi carico inoltre degli interessi generali, sociali e professionali del personale militare e delle loro famiglie. I S.I.M. si propongono di promuovere il rispetto dei diritti umani e gli interessi socio-professionali del personale militare di tutti i livelli attraverso il concetto di “Cittadino in uniforme”.I S.I.M. promettono di voler vigilare affinché ogni singolo militare viva la sua missione al servizio dello Stato e dei cittadini in un ambiente sereno che riconosca e valorizzi i sacrifici – a volte anche quelli estremi – chiamati a svolgere.I militari riuniti a Roma costituiscono l’avanguardia di oltre 700 colleghi che già hanno dato la disponibilità a collaborare con i costituendi S.I.M. e con i loro futuri rappresentanti e che ora restano in attesa della prescritta autorizzazione ministeriale.Sarà ovviamente seguita con la massima cura possibile – riferiscono gli organizzatori – la stesura della legislazione che regolerà le attività sindacali militari, offrendo ai responsabili politici tutti quegli spunti utili per ottenere una norma equilibrata che contemperi i legittimi interessi dei membri delle Forze Armate e del vertice politico-militare.(GRNET.IT)

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