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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

Posts Tagged ‘sindacati’

Scuola: Incontro del ministro Azzolina con i sindacati. Anief presenta le sue proposte sul reclutamento in dieci punti

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 gennaio 2020

Call veloce dalle GI, in attesa dell’espletamento dei nuovi concorsi ordinari e straordinari, riapertura delle GaE, modifiche al concorso straordinario, incremento posti di sostegno, conferma dei ruoli per chi ha superato l’anno di prova, stabilizzazione personale ATA, adeguamento organico di fatto a quello di diritto, abolizione vincolo quinquennale mobilità, corsi abilitanti ordinari, tutela personale scuole italiane all’estero. Questi i temi affrontati dal presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.Primo incontro tra i rappresentanti di Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief e il nuovo ministro Azzolina. Diversi i temi trattati nel tavolo politico sul reclutamento: i bandi dei quattro concorsi previsti, quello per il Tfa sostegno, la riapertura delle graduatorie di istituto, le nuove graduatorie provinciali.Preso atto delle priorità espressa dal nuovo ministro dell’istruzione, Anief ritiene opportuno che sui concorsi debba essere ampliata la categoria dei partecipanti a quello riservato ed estesa ai docenti di religione, dell’infanzia e primaria, con corsi abilitanti aperti a tutti e senza il blocco quinquennale sulla mobilità, con la partecipazione degli amministrativi facenti funzioni senza laurea al concorso Dsga e con una riserva di posti per i dirigenti tecnici, con almeno tre anni di servizio svolto. Come bisogna procedere alle stabilizzazioni dei precari anche dalle graduatorie di istituto, attraverso la “call veloce” da graduatorie di istituto provinciali. Vanno confermati nei ruoli i diplomati magistrale già assunti e poi licenziati. Non va poi dimenticato l’avvio immediato di un piano massiccio di immissione in ruolo per il personale Ata, anche nei profili professionali superiori mai attivati pur essendo previsti dal contratto. Bisognare retrodatare l’assunzione degli idonei dell’insegnamento di religione cattolica al 2008, mentre sul sostegno dovrà essere adeguato l’organico di fatto a quello di diritto con posti in deroga relegati in base a eccezionali necessità, garantendo la determinazione degli organici in base alle richieste del PEI.Al termine dell’incontro, il presidente nazionale ha ricordato anche l’importanza di trovare una soluzione all’attuale contenzioso che ha investito tutte le ultime procedure di selezione al concorso per dirigenti scolastici e alla mancata indizione di procedure abilitanti per il personale di ruolo, consegnando le proposte emendative depositate alla Camera dei Deputati sul Mille-proroghe.Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, nella replica agli interventi di tutte le oo.ss. presenti, ha espresso la volontà di opporsi a ogni forma di razionalizzazione, di rispettare le norme sulla rappresentatività nelle relazioni sindacali a fronte della richiesta della CISL scuola di escludere i sindacati non firmatari del contratto da tutti i tavoli, di far pubblicare in tempi brevi i bandi del concorso ordinario e straordinario previsti dalla legge, di costituire una task force per aiutare le scuole a utilizzare appieno le risorse relative ai progetti, di adoperarsi per sbloccare assunzioni e risorse anche per il personale Ata, anche su quota 100, di realizzare le immissioni in ruolo sui 24 mila posti dello straordinario dal 1° settembre, affinché anche sui posti di sostegno vi siano docenti specializzati in classe fin dal primo giorno di scuola.

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Fisco: Sindacati, agenzie fiscali in piazza

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Le lavoratrici e i lavoratori delle agenzie fiscali in piazza: blocco degli uffici per due ore nel giorno del Fisco-day il 23 gennaio dalle ore 10 alle ore 12 e manifestazione nazionale a Roma il 6 febbraio sotto il Ministero dell’Economia e delle Finanze in via XX settembre 97, insieme ad altre nelle maggiori città. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp aggiungendo che: “I lavoratori delle Agenzie Fiscali rompono gli indugi e scendono in piazza a difesa di un fisco giusto, del loro diritto a fornire servizi adeguati ai cittadini e recuperare davvero l’evasione fiscale”. Non solo, aggiungono i sindacati, “il 23 gennaio prossimo sono previste, in contemporanea per tutti gli uffici sia dell’Agenzia delle Entrate che dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, assemblee di due ore che paralizzeranno la macchina fiscale. Sin dai prossimi giorni, intanto, partiranno forme di mobilitazione a livello locale per sensibilizzare la cittadinanza su una situazione che è ormai diventata drammatica”.I lavoratori delle Agenzie, già in stato di agitazione, “stanno operando – fanno sapere i sindacati – con una carenza di personale che non permette ormai nemmeno più di coprire i servizi essenziali, figuriamoci fare la lotta all’evasione fiscale. Inoltre, non percepiscono da oltre due anni il salario di produttività, nonostante tutti gli obiettivi fissati dalle Convenzioni con il Ministero dell’Economia siano stati puntualmente raggiunti. A tutto questo si aggiunge il taglio continuo dei fondi per i lavoratori, un’organizzazione obsoleta e la paralisi dovuta all’assenza di un interlocutore, in quanto la politica non è stata capace di nominare né i direttori dell’Agenzia, nomine di competenza governativa, né i comitati di gestione, la cui nomina spetta invece al solo Ministro dell’Economia”.Sinora, proseguono i sindacati, “abbiamo atteso con molto senso di responsabilità perché il Governo aveva promesso soluzioni ai problemi da noi posti con il decreto Fiscale e la successiva legge di Bilancio. Dopo il 10 dicembre, data fissata per un incontro con il Viceministro Misiani e successivamente dallo stesso cancellata, il Governo è sparito dai nostri radar e le promesse fatte sono state disattese completamente. La stessa questione della dirigenza e delle figure di coordinamento intermedie sembra ormai un drammatico gioco dell’oca: sono state istituite per legge posizioni professionali che rischiano di essere bocciate dalla Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi sulla loro legittimità il prossimo 25 febbraio. Qualora ciò dovesse accadere, le agenzie sarebbero riportate alla ‘casella di partenza’, senza direttore generale, senza comitato di gestione e senza dirigenti”.Nel frattempo, però, aggiungono, “continuiamo ad assistere alle passerelle televisive dei nostri governanti che assicurano che nel 2020 dalla lotta all’evasione fiscale arriverà un tesoretto di oltre 3 miliardi. Nella situazione attuale questa è un’utopia e i lavoratori del fisco non vogliono rendersi complici di un buco nel bilancio dello Stato che è attribuibile esclusivamente a coloro che non si stanno occupando di investire nella macchina fiscale e nei suoi lavoratori. Per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la prima scadenza è ancor più ravvicinata: il 31 gennaio è prevista la Brexit, con un aumento esponenziale dei traffici merci sull’Italia, e l’Agenzia non ha il personale per fronteggiare una probabile emergenza né i soldi per il pagamento dei servizi istituzionali e delle indennità previste per legge. Stiamo difendendo i nostri salari ma soprattutto il nostro diritto/dovere di lavorare per lo Stato e i suoi cittadini in maniera concreta ed efficace, con un’organizzazione moderna e funzionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp.

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Scuola: I Sindacati hanno rifiutato il tavolo e fake news

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

L’Amministrazione Capitolina garantisce ai lavoratori impiegati nei servizi di ristorazione educativa e scolastica di Roma Capitale il rispetto dei livelli occupazionali. Invita dunque a fermare il proliferare di fake news che rischiano di generare disorientamento nei lavoratori e nei cittadini, invitando nuovamente i sindacati a sedersi al tavolo con l’Amministrazione in dialogo con le aziende per affiancare l’iter riguardante ogni singolo lavoratore. La nuova gara d’appalto, recentemente aggiudicata, contiene infatti una clausola sociale fortemente voluta dall’Amministrazione per tutelare i lavoratori attualmente impiegati nei servizi, una risorsa che si vuole conservare all’interno delle strutture educative e scolastiche per tutelare la persona, nonché la continuità e la qualità dell’offerta per i più piccoli.Il Dipartimento Politiche Educative e Scolastiche di Roma Capitale ha coerentemente da subito incardinato un tavolo con le aziende aggiudicatarie della nuova gara d’appalto, riscontrando da parte loro l’impegno ad assorbire il personale ad oggi impiegato nei servizi rispettando la clausola sociale a garanzia dei livelli occupazionali. L’avvio del nuovo appalto è programmato a gennaio.Come è noto, nonché ribadito in tutte le sedi, l’attuale gara d’appalto è vigilata dall’Anac nel quadro rigoroso che questa Amministrazione ha voluto adottare in materia di appalti. Ciò nell’ottica di garantire massima trasparenza della procedura nonché massime sicurezza e qualità dei servizi offerti. Nel corso delle costanti interlocuzioni con l’Autorità, l’Amministrazione non ha mai ricevuto rilievi che facessero ipotizzare, neanche lontanamente, l’adozione di un ritiro in autotutela. Inoltre, al contrario delle fake news diffuse in queste ore, la nuova gara d’appalto per la ristorazione educativa e scolastica di Roma Capitale non è stata mai impostata sul criterio del massimo ribasso, bensì, come voluto dall’Amministrazione, sempre basata sull’offerta economicamente e qualitativamente più vantaggiosa per garantire la migliore offerta per i più piccoli. Il costo medio a pasto del nuovo appalto risulta, tra l’altro, superiore al precedente. Nessun tipo di ricorso risulta in atto nella fase di aggiudicazione della presente gara. Appare dunque ingiustificata la richiesta di ritirare tale procedura in autotutela.L’Amministrazione Capitolina ha regolarmente convocato le sigle sindacali maggiormente rappresentative del settore, per condividere nella massima trasparenza l’avanzamento della procedura e delle interlocuzioni, invitando i rappresentanti a sedersi ad un tavolo al fine di affrontare insieme gli aspetti contrattuali di ogni singolo lavoratore. Tuttavia, i sindacati non hanno voluto partecipare.
Risulta dunque stonata la mobilitazione orchestrata da alcuni sindacati, che in queste ore chiamano i lavoratori in piazza invece di partecipare al tavolo.Infine, l’Amministrazione ha rispettato scrupolosamente l’accordo siglato a settembre con i sindacati tanto da aver richiesto all’Avvocatura Capitolina, come previsto dall’accordo stesso, il parere in merito agli approfondimenti di natura tecnico legale legati alle misure proposte. Il parere è stato tuttavia negativo. L’esito è stato già comunicato direttamente ai sindacati. L’Amministrazione porta avanti l’iter della gara d’appalto in massima trasparenza ed è impegnata nel garantire massima chiarezza, a beneficio innanzitutto dei lavoratori oggi altrimenti a rischio di ricevere notizie false o strumentali.

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Relazioni sindacali: In Aran tutte le confederazioni firmano l’accordo quadro a eccezione della CGIL e della CISL

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2019

Per la certificazione della rappresentatività per il triennio 2019/2019. Nella scuola, entra l’Anief che si dichiara pronta a partecipare ai tavoli per il rinnovo della parte giuridica del nuovo contratto e a trattare sulla parte economica. Marcello Pacifico, presidente nazionale: Bene, ora l’amministrazione ci convochi. Da 18 mesi aspettavamo questo momento. Siamo passati da associazione di tendenza a sindacato istituzionale. Sentiamo la responsabilità di fare entrare il diritto nelle nostre scuole e in tutte le sedi dell’amministrazione centrale e periferica. Nel nuovo anno, in programmazione mille assemblee sindacali per informare e discutere con i lavoratori sulle proposte per rinnovare il Ccnl e Ccni e sui diritti lesi, dall’abuso dei contratti a termine. Nel prossimi giorni saranno nominati i delegati sindacali nelle ottomila istituzioni scolastiche, presso Miur, regioni, Aran, Usr.

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Militari: Silenzio tombale delle istituzioni sui diritti sindacali

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

Lettera aperta al Ministro della Difesa ed ai presidenti delle Commissioni Difesa di Camera e Senato. “Sono passati 48 giorni dal giuramento del Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e 43 giorni dalla Fiducia all’attuale Esecutivo. Eppure non una sola parola si è levata in tema di Diritti Sindacali, sia dallo stesso Ministro che dai membri della Commissione Difesa.Improvvisamente il problema sembra non esistere più. Evidentemente pare giunto a destinazione il messaggio degli ex Capi di Stato Maggiore, che intimava un profilo particolarmente basso e soprattutto silenzioso, al capo del dicastero Difesa, nonché una posizione più prudente ed attendista in materia di Sindacati Militari. Parimenti le amministrazioni si sono fatte più superbe e meno inclini al dialogo con le neonate associazioni sindacali.Non a caso, anche il Movimento 5 Stelle sembra essersi arreso ai nuovi equilibri politici, dopo essersi ripetutamente proclamati “paladini della sindacalizzazione”. Allineandosi, così, alla linea di contrasto ai sindacati dei nuovi alleati del PD, che poi è la medesima della Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.Eppure una sentenza della Corte Costituzionale non è un qualcosa che può essere pacificamente ignorato. Rinviare ulteriormente la ripresa del dibattito parlamentare, costringerà di fatto i Sindacati Militari a cercare nuovi percorsi per veder riconosciuti i diritti dei lavoratori con le stellette. Infatti è bene chiarire che, allo stato attuale di vuoto normativo, in quanto soggetti esterni all’amministrazione, i Sindacati Militari non sono regolamentati dalle circolari del Ministro, che invece sono dirette esclusivamente all’organizzazione interna della struttura militare, ma dalle regole dettate nell’ambito civilistico, in primis la legge 300 del 1970, meglio nota come Statuto dei Lavoratori o nella peggiore delle ipotesi, per analogia, dalla normativa prevista per le Forze di polizia ad ordinamento civile.Il perdurare di questo stato di cose è il presupposto inevitabile all’avvio di una serie di azioni legali, volte a scardinare i veti ingiustificati da parte dell’Amministrazione ed a garantire l’operatività delle Organizzazioni Sindacali e la piena tutela del personale militare.Di fronte al silenzio del Ministro della Difesa che non avoca al Governo la soluzione di questo problema, chiediamo a lui un incontro urgente per chiarire quali sono le sue posizioni in materia sindacale.Sebbene siamo pienamente consapevoli che, a fronte dell’assenza di uno specifico indirizzo del Governo, sono le forze politiche parlamentari a doversi fare carico della questione, assumendosi in toto la responsabilità di riconoscere i Diritti Sindacali ai militari. A meno che non preferiscano che la nuova legge sia scritta al posto loro dalle sentenze dei tribunali.” (fonte: SIAM Sindacato Aeronautica Militare)

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Manovra: Sindacati in presidio, per lotta a evasione misure per Agenzie fiscali

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

“Grande presidio al Mef dei lavoratori delle Agenzie fiscali, così come tutti quelli organizzati sui territori: per le lavoratrici e i lavoratori delle Agenzie servono soluzioni contrattuali e normative”. Oggi, infatti, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa e Flp hanno promosso una giornata di mobilitazione per rivendicare interventi sulle Agenzie fiscali in vista del nuovo impulso alla lotta all’evasione fiscale che il governo si appresta a dare con la prossima legge di Stabilità.Nel corso del presidio di Roma una delegazione ha incontrato il vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Antonio Misiani, per rappresentargli tre questioni: “un piano straordinario di assunzioni per l’Agenzie delle Dogane e dei Monopoli e l’Agenzia delle Entrate, l’esigibilità del salario aziendale, una rivisitazione dei modelli organizzativi delle Agenzie”. Temi sottoposti al vice ministro Misiani che, riportano i sindacati, “ha convenuto sulla rilevanza del rilancio della funzionalità complessiva della macchina fiscale, e sul ruolo fondamentale del personale del fisco per il sistema Paese. Temi che si è impegnato a rappresentare da subito al Ministro Gualtieri al fine di verificare da una parte la fattibilità di immediate iniziative sul tema del salario accessorio e dall’altra mirate all’apertura di un confronto più ampio e continuo sui temi della riorganizzazione e del rilancio delle Agenzie”, concludono.

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Scuola: Sindacati maggiori pronti allo sciopero

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Finalmente i sindacati maggiori, CGIL, CSIL, UIL, SNALS e GILDA, si rendono conto che l’accordo del 24 aprile scorso, a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, era una farsa: comunque vada l’imminente Consiglio dei Ministri, che esaminerà anche il Decreto scuola per andare incontro alle problematiche del precariato, quell’intesa ha avuto un’incidenza vicina allo zero. Le stesse organizzazioni sindacali sono state costrette oggi a organizzare in fretta e in furia una conferenza stampa, durante la quale hanno minacciato di ricorrere allo sciopero generale in autunno qualora il decreto sui precari non venisse approvato. Marcello Pacifico (Anief): Sarebbe ora che i 5 sindacati, CGIL, CSIL, UIL, SNALS e GILDA, facessero mea culpa e ammettessero di aver fallito, soprattutto considerata la marcia indietro che ha portato alla revoca dello sciopero del 17 maggio; in conclusione, lo sciopero generale minacciato ad agosto è fumo negli occhi ai precari.
Premesso che le disposizioni che si vorrebbero attivare – Pas abilitanti e concorsi di vario genere, ordinario e straordinario – non sono affatto risolutivi, viene da chiedersi per quale motivo questi sindacati abbiano dato credito a un vago accordo senza avere preteso mai uno straccio di garanzia scritta nero su bianco. Ecco perché l’Anief, assieme agli altri sindacati, il 17 maggio è sceso in piazza confermando lo sciopero generale, dopo che aveva proclamato altri scioperi nel corso del 2019 (il 27 febbraio, l’8 marzo, il 10 e il 17 maggio, oltre a quello dell’11 settembre 2018).Infatti l’accordo sui precari, frutto della famosa intesa del 24 aprile, per l’Anief era inutile e fallimentare nei contenuti. Nell’accordo governo-sindacati, prima di tutto, non ci sono riferimenti sulla parità di trattamento tra personale di ruolo e precario. Resta sotto accusa, per Anief, il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Per loro tante parole e pochi fatti, come pure per i diplomati magistrale, pari ad oltre 50 mila insegnanti estromessi incredibilmente dal Consiglio di Stato.

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Scuola: Firmato il contratto sulla nuova rappresentatività scolastica

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Dopo una contrattazione infinita, è stata sottoscritta all’Aran, dalle confederazioni sindacali, l’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Quadro, il CCNQ che definisce e modifica i comparti e le aree di contrattazione collettiva, oltre che regolare gli istituti comuni a tutte le pubbliche amministrazioni o riguardanti più comparti e aree. L’accordo, al quale non hanno aderito la Cgil e la Cisl, prevede anche la nuova ripartizione dei distacchi e permessi sindacali tra le associazioni sindacali rappresentative dei comparti e nelle aree di contrattazione nel triennio 2019/20. “Domani, scrive Orizzonte Scuola, sarà pubblicato il testo con le novità del contratto”. La rivista specializzata ricorda anche che “le elezioni avevano visto un aumento di consensi per molte sigle sindacali come la UIL, la Gilda e l’ANIEF che è diventato sindacato rappresentativo”.“Finalmente – commenta a caldo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – abbiamo ora la possibilità di realizzare il nostro nuovo modo di fare sindacato: giusto, equo e solidale. Saremo a completa disposizione di tutti i lavoratori della scuola, portando avanti una politica sindacale sempre all’insegna della difesa dei loro diritti. Attraverso i nostri quadri sindacali, le Rsu e i Tas, faremo di tutto per far ripartire quel dialogo e quell’entusiasmo tra amministrazione e dipendenti, che decenni di sindacato immobile avevano man mano fiaccato. Per dimostrare che anche il mondo della scuola, con dei contratti giusti, può arrivare a delle regole corrette per entrambe le parti, senza arrivare – conclude Pacifico – allo scontro nei tribunali, da considerare sempre come ultima ratio”.

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Incontro ministro difesa e organizzazioni sindacali

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha incontrato a Roma le organizzazioni sindacali militari. Molti gli argomenti all’ordine del giorno tra cui le difficoltà operative dei sindacati per via della mancanza di un’adeguata norma e per direttive ministeriali non del tutto in linea con il dettato della sentenza costituzionale 120/2018.
“Siamo convinti che il Ministro non abbia la piena consapevolezza di quanto realmente stia accadendo e che probabilmente le circolari da lei firmate non permettono la nostra piena operatività” afferma in una nota il Sindacato Aeronautica Militare – SIAM – “Vista la lentezza dell’iter parlamentare sulla riforma dei sindacati occorrono disposizioni transitorie più esaustive a tutela del lavoro dei sindacati che ci permettano di iniziare a parlare di temi del personale”.Il SIAM ha incontrato anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Enzo Vecciarelli per iniziare un dialogo e porre le basi per una proficua collaborazione. Dall’incontro è emersa la volontà del Generale Vecciarelli di attivare appositi uffici e strutture a livello di Stato Maggiore dedicate ai rapporti con i sindacati per predisporre nuove procedure di comunicazioni tra le OO.SS e il vertice militare più rapide ed efficienti – conclude il SIAM- Il processo di istituzione dei sindacati militari è inarrestabile e pietra dopo pietra si sta costruendo quella base solida su cui lavorare e accogliere questo cambiamento storico. Lo dichiara il Segretario Generale del SIAM Paolo Melis

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“Solo attraverso il confronto con le parti sindacali possono risolversi i problemi del paese”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Dopo le tante mobilitazioni portate avanti in questi ultimi mesi si è avuto finalmente un primo confronto tra Cgil, Cisl e Uil ed il Governo che, siamo convinti, sia la strada maestra per risolvere i reali problemi del paese.Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della UIL FPL Michelangelo Librandi.Ringraziamo il nostro Segretario UIL Carmelo Barbagallo per aver affrontato con il Presidente Conte e con il Ministro Di Maio, tra i vari temi previsti dalla piattaforma, anche la questione dei rinnovi contrattuali che coinvolgono milioni di lavoratori del Pubblico Impiego e del Privato.Nella stessa giornata si è svolto anche un altro importante incontro con il Presidente della Conferenza della Regioni Bonaccini nel quale abbiamo ribadito che l’obiettivo centrale del Patto per la Salute è di ristabilire il rispetto del diritto alla salute e alle cure dei cittadini, messo in discussione da anni di tagli al Servizio Sanitario Nazionale. Anche in questa occasione è stata sottolineata la necessità, ormai improcrastinabile, di procedere al rinnovo del contratto nazionale della sanità privata vacante da più di 12 anni, immaginando a questo scopo l’introduzione nelle convenzioni di norme a salvaguardia del lavoro di qualità, della piena applicazione del contratto e della regolarità delle sue procedure, garantendo a tutti, indipendentemente dalla natura pubblica o privata del rapporto di lavoro, uguali retribuzioni e diritti. Auspichiamo – conclude Librandi – che nei successivi incontri messi in calendario, si possano individuare le giuste soluzioni ai problemi da noi indicati, ridando dignità ai lavoratori e garantendo servizi ottimali ai cittadini.

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Scuola: Aumento stipendi a rischio per colpa dei sindacati

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Il Governo è pronto da aprile, a seguito dell’accordo, ad incrementare la retribuzione di un milione di insegnanti ed Ata, ma i ritardi nella definizione del contratto quadro sulla rappresentatività e le nuove risorse che devono essere approntate per evitare la procedura d’infrazione dell’Europa potrebbero far saltare tutto: diventa a rischio persino l’indennità di vacanza contrattuale riattivata dalla Legge 145/2018, se confermate le stime della crescita zero del Pil. Unica soluzione, siglare il CCNQ su aree, comparti e rappresentanza mercoledì prossimo – 26 giugno – per firmare il CCNL 2019/2021 in estate prima della prossima legge di stabilità? La stessa sorte potrebbe accadere agli altri 2 milioni di dipendenti pubblici. Ma le confederazioni rappresentative firmeranno, perché senza la certificazione della nuova rappresentatività non si possono firmare i contratti di settore e fino ad oggi, per paura di far sedere Anief ai tavoli, in Aran si è perso soltanto tempo, con opposizioni strumentali, al punto che la vicenda potrebbe finire in tribunale. Anief ha diffidato tutte le confederazioni presenti al tavolo affinché venga firmato il Ccnq.

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Scuola: Salvini convocherà i sindacati entro luglio, Anief vuole esserci

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

“Entro luglio inviterò i sindacati al Viminale, con altri rappresentanti del lavoro, del commercio, dell’impresa e dell’agricoltura per confrontarci e ragionare insieme sulla prossima manovra economica”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini, annunciando anche che ai sindacati presenterà la “proposta sull’autonomia che finalmente porterà merito e responsabilità anche ai politici del Sud. Sono sicuro che in un anno questo governo abbia fatto di più rispetto ai governi di sinistra che ci hanno preceduto per lavoratori e precari. Con la flat tax per famiglie, lavoratori e imprese faremo ancora di più”, ha concluso il vicepremier. Anief replica sin d’ora a Matteo Salvini, sostenendo che il lavoro realizzato dal Governo per i precari è al di sotto di quello necessario: nella scuola, ad esempio, mentre si sta andando incontro al record di supplenze annuali, si punta su procedure concorsuali non risolutive, con due terzi dei supplenti storici che non verranno comunque assunti in ruolo, oltre che lente, mentre servono soluzioni immediate. Queste soluzioni, inoltre, vanno ad escludere un’ampia fetta degli attuali precari che permettono quotidianamente di sopperire ai larghi vuoti di docenti e Ata titolari, sempre a causa dell’inettitudine di chi gestisce le sorti dell’Istruzione e che continua ad opporsi strenuamente alla riapertura delle GaE e del doppio canale di reclutamento con utilizzo, all’occorrenza, delle graduatorie d’Istituto anche ai fini del reclutamento.
Per non parlare del personale Ata, sempre più dimenticato, per il quale si continuano a ravvisare organici tagliati, stipendi vicini alla soglia di povertà, mancate attivazioni di profili professionali superiori, come quella dei coordinatori di ogni profilo, anche laddove sono previsti per legge, oltre che l’opposizione all’avvio di concorsi riservati, a partire da quelli per gli amministrativi facenti funzione Dsga. In generale, preoccupa molto il mancato rilancio del comparto dell’Istruzione, per il quale si prevede addirittura un taglio progressivo di investimenti pubblici nel Documento di economia e finanza, con la spesa per il settore in calo continuo – dal 3,9% del 2010 al 3,1% – fino al 2040. “Se il vicepremier e ministro del Lavoro ci convocherà come annunciato – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –, saremo prontissimi a indicare quali sono le priorità da affrontare nel mondo della Scuola, spiegandogli perché l’accordo del 24 di Palazzo Chigi è tutt’altro che risolutivo. Lo abbiamo fatto di recente con il ministero dell’Istruzione, al quale abbiamo inviato una serie di proposte, come quella di risollevare per davvero gli stipendi senza oneri per lo Stato”. “Sinora, però, non abbiamo avuto risposte. E siccome il nuovo anno scolastico è alle porte – conclude Pacifico -, presto i nodi verranno al pettine, sotto forma di mancata copertura di decine di migliaia di posti, niente continuità didattica e scuole nel caos, con i dirigenti scolastici costretti a compiere acrobazie di ogni genere per tamponare situazioni sempre più difficili”.

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Scuola: Sindacati, ad un anno di distanza nuova fumata nera in Aran sull’accordo per il rinnovo della rappresentatività

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Anief diffida tutte le confederazioni presenti al tavolo e chiede un voto sull’ipotesi di accordo sostenuta dal Governo prima del 30 giugno per non violare il voto e il risultato delle ultime elezioni RSU. Il presidente Marcello Pacifico si dice pronto a portare la questione in tribunale, perché dopo 12 mesi non è possibile ignorare la legge e le regole condivise per l’interesse di qualcuno che ha perso una parte del consenso dei lavoratori.
Per i comparti del pubblico impiego la rappresentatività si misura con il 5% del dato associativo ed elettorale preso durante le ultime elezioni RSU. Il dato delle deleghe è del dicembre 2017, quello dei voti dell’aprile 2018. A gennaio 2019, l’Aran delibera l’accertamento provvisorio dei nuovi sindacati, tra cui risulta Anief come new entry nella scuola dopo un trentennio di monopolio sindacale. Nell’aprile 2019, l’Atto di indirizzo del ministro Bongiorno è emanato per firmare i CCNQ per la definizione delle nuove aree e comparti e per l’attribuzione di permessi e distacchi per il triennio 2019/2021. Nel mese di giugno, l’Aran convoca per tre volte le confederazioni rappresentative per la firma degli accordi quadro. Al secondo incontro presenta una bozza che ancora al terzo incontro non viene messa ai voti nonostante più della metà delle organizzazioni sindacali presenti sembra orientata al voto favorevole. Intanto, entro il 30 giugno i sindacati rappresentativi sono obbligati a chiedere al Miur i docenti che saranno collocati in aspettativa per il prossimo anno scolastico. E fra un anno e mezzo riparte il nuovo conteggio delle deleghe prima del nuovo voto elettorale.
Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, presente a tutte le convocazioni dell’ARAN, in qualità di segretario organizzativo della Confedir e confederale della Cisal – confederazioni rappresentative nell’area della dirigenza e nei comparti della P.A. -, registra come la maggioranza delle sigle sindacali si dichiari d’accordo a votare l’ipotesi del CCNQ proposta dal presidente dell’ARAN già alla seconda convocazione sull’atto di indirizzo del Governo. Ma l’opposizione di CISL e CGIL all’approvazione del testo, senza modifiche insieme a quella di alcune confederazioni della dirigenza contrarie all’intervento del legislatore sul passaggio dall’area delle funzioni locali a quella della dirigenza medica dei dirigenti amministrativi della sanità, sembra che stia rallentando e dilatando nel tempo, dopo ogni ritardo consentito, l’attribuzione delle prerogative sindacali. Tutto ciò si sta realizzando al punto da rendere inutile il successo ottenuto dell’Anief alle ultime elezioni RSU.

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Scuola: “L’intesa tra Governo e sindacati non risolve nulla”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

L’accordo raggiunto tra Miur e sindacati maggiori sul tema del reclutamento e del precariato scolastico, con il via ai Pas abilitanti e a un concorso riservato per la scuola secondaria, relativo all’Intesa siglata lo scorso 24 aprile a Palazzo Chigi alla presenza del premier Giuseppe Conte, fa acqua da tutte le parti. Marcello Pacifico (Anief): Se non si farà in modo che il doppio canale di reclutamento venga esteso alle graduatorie d’istituto il contenzioso continuerà presso il giudice del lavoro e otterremo ricchi risarcimenti per ogni precario che farà ricorso. Il presidente nazionale del giovane sindacato, Marcello Pacifico, ha commentato, ai microfoni di Italia Stampa, l’intesa raggiunta fra Governo e sindacati, affermando che non porterà a nulla, essendo stata come un buco nell’acqua. “Abbiamo già visto – afferma il sindacalista – questa storia, con i 70 mila che sei, sette anni fa hanno frequentato il Pas, ma non sono mai stati assunti nei ruoli. Ora è vero che c’è un concorso straordinario riservato per loro, ma anche l’anno scorso c’è stato un concorso riservato per il personale abilitato e solo settemila sono entrati nei ruoli, su quasi ottantamila. Dubitiamo che sia la soluzione al precariato, anzi siamo convinti che questa proposta non farà che aumentare il numero dei supplenti e precari. Tutto questo è in contrasto con la normativa europea e contro una giurisprudenza europea che è stata recepita dal nostro ordinamento e condanna lo Stato italiano per l’abuso reiterato dei contratti a termine. Anief in pochi anni ha raccolto più di cinque milioni di euro di risarcimenti, ma non è giusto ricorrere sempre in presenza di un diritto. Se non si riapriranno le GaE, se non si farà in modo, come chiede Anief, che il doppio canale di reclutamento venga esteso alle graduatorie di istituto, che devono essere trasformate in graduatorie provinciali e non legate alla scelta delle dieci, quindici scuole, il contenzioso continuerà presso il giudice del lavoro e otterremo venticinquemila, trentamila euro per ogni precario che farà ricorso”.

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Scuola: Organici del personale sotto la lente del sindacato

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’accusa arriva dal presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico: Sui posti di sostegno stiamo chiedendo il commissariamento del Miur, perché quasi la metà delle cattedre non viene assegnata ai ruoli, come per quelli relativi alle sezioni Primavera nella scuola dell’infanzia e ai 20 mila relativi ai nuovi profili previsti per il personale Ata mai attivati. Andremo fino in fondo perché la precarietà si sconfigge a partire dalla definizione corretta dell’organico di diritto.

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Difesa: Sindacati a Trenta, basta promesse, 30 maggio sarà mobilitazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

“I lavoratori civili della Difesa sono stanchi delle incertezze del Ministro Trenta. Basta con le promesse, via alla giornata nazionale di protesta giovedì 30 maggio”. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa, aggiungendo che: “Dopo l’avvio dello stato di agitazione dei dipendenti civili della Difesa, e in vista della manifestazione nazionale di sabato 8 giugno a Roma ‘Il Futuro È Servizi Pubblici’, abbiamo ritenuto di organizzare per giovedì assemblee e presidi unitari di protesta nei maggiori enti della Difesa e sotto tutte le prefetture per testimoniare il nostro fermo dissenso nei confronti dell’inerzia istituzionale fin qui palesata dal Ministro Trenta verso il personale civile della Difesa”.A un anno dall’insediamento del vertice politico per i sindacati “non una delle criticità discusse con il ministro Trenta è stata risolta”, ovvero: “Il superamento dei vincoli imposti dalla legge 244/2012; un urgente piano straordinario di almeno 5.000 assunzioni nel triennio 2019/2021; il recupero del divario economico esistente (certificato attorno al 30% in meno) tra la retribuzione accessoria attribuita ai lavoratori civili della Difesa e quella percepita dai colleghi impiegati in altri Ministeri e amministrazioni; lo sblocco delle progressioni tra le aree funzionali del personale civile; la definizione del Ccni parte normativa; il legittimo riconoscimento dei benefici previsti per i lavori insalubri e polverifici espletati nel corso degli anni; la ricollocazione su base volontaria in altri Ministeri o pubbliche amministrazioni del personale ex militare transitato nei ruoli civili della Difesa; la risoluzione di problemi legati alla pessima gestione delle buste paga del personale civile, che fa della Difesa un unicum negativo in tutta la Pa”. Per i sindacati è giunto, quindi, “il momento di dire basta alle promesse non mantenute e alle solite vuote dichiarazioni di disponibilità del Ministro Trenta, è tempo che il Ministro della Difesa assuma per intero le responsabilità che derivano dal ruolo istituzionale di fronte ai propri 27 mila dipendenti e alle loro famiglie, e realizzi senza ulteriore ritardo gli impegni che ha assunto nei loro confronti”. Per queste ragioni il 30 maggio appuntamento con la mobilitazione dei lavoratori civili della Difesa “Basta Promesse”.

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Scontri di Genova: il sindacato Fsp Polizia precisa

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 maggio 2019

“Dare giudizi sui fatti senza avere assoluta contezza delle dinamiche verificatesi, e soprattutto prescindendo da un preciso contesto ad altissima tensione come quello di Genova è sempre sbagliato. C’è chi ha il compito di fare le opportune verifiche e lo farà, e se alla fine dovessero emergere responsabilità chi ha sbagliato sarà chiamato a risponderne come sempre. Ma un processo e una condanna di piazza ancor prima che siano stati verificati tutti i fatti lo troviamo assurdo se non pretestuoso. L’unica cosa assolutamente certa, sempre e comunque, è che queste assurde e continue manifestazioni di violenza contro le forze di polizia che si verificano ad ogni manifestazione di piazza non dovrebbero accadere. Siamo addirittura stufi di ripetere ogni volta che il dissenso, da chiunque provenga, non può legittimare la violenza e la commissione di reati. E a Genova ne sono stati commessi eccome. Bersagliare i poliziotti con pietre bottiglie bastoni e quant’altro e tentare le consuete assurde azioni di forza violando ogni prescrizione di sicurezza è una follia. Una follia cui le forze di polizia devono mettere un argine, perché sono lì per questo. Costringere un servizio d’ordine a una carica, intervenuta peraltro dopo lunghi attacchi contro i poliziotti, è responsabilità di chi attacca, questo è lapalissiano. Che in quei concitati momenti qualcuno possa ferirsi è ben possibile, lo sappiamo bene perché gli agenti restano continuamente feriti. Chi si fa male pur non avendo esercitato alcuna violenza, ma per essersi trovato in mezzo al caos più totale scatenato dai soliti teppisti, merita tutta la solidarietà possibile. Ma non si dica che la colpa è dei poliziotti, che certamente non hanno amato trovarsi lì. Abbiamo accudito una campagna elettorale accesissima con decine e decine di servizi d’ordine estenuanti portati a termine con assoluta professionalità, le contestazioni ai poliziotti non possono trovare spazio. Siano noi a dire basta a questo tiro al bersaglio contro gli agenti. Chiediamo un pubblico ministero in strada ad ogni manifestazione; che si aprano inchiesta giudiziarie serie ogni volta che un poliziotto viene ferito, perché anche noi siamo lì per lavorare; che giornalisti e altri professionisti che seguono i servizi di ordine pubblico siano accreditati e forniti di pettorine ben visibili; che ogni operatore dei servizi di sicurezza abbia addosso la telecamera e che siano presenti operatori della scientifica in ogni varco. Tutto questo, senza se e senza ma”.Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, dopo gli scontri avvenuti ieri a Genova.

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I sindacati militari per la tutela dei loro diritti si rivolgono ai componenti della Commissione Difesa della Camera

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

Dopo mesi di audizioni e fasi pre-emendative, la IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, nella stesura del testo definitivo della proposta di legge sulla sindacalizzazione militare, stabiliva i confini secondo i quali i militari avrebbero potuto godere degli stessi diritti sindacali riconosciuti ad altri lavoratori del comparto sicurezza. Per tali ragioni il SIM Carabinieri e il SIULM nei giorni scorsi hanno inviato a tutti i membri della IV Commissione Difesa una dura missiva, con toni molto aspri, con la quale sono stati sfiduciati tutti i membri della IV Commissione e le parti politiche di riferimento, se non venissero presi in considerazioni gli emendamenti alla legge segnalati dalle organizzazioni sindacali, indirizzati ad ottenere uno strumento normativo equo e strumentale alla tutela dei diritti dei lavoratori in divisa.L’invito è stato in parte recepito dal Movimento5Stelle, il quale ha presentato un emendamento che introduce la regola generale della devoluzione alla giurisdizione del giudice ordinario di tutte le controversie promosse dalle associazioni sindacali nel rapporto di impiego del militare.
Nella mattinata odierna in Commissione, durante la discussione di questo emendamento, ritenuto dai Sindacati Militari fondamentale per la tutela dei diritti sindacali dei nostri militari, si avrà prova di quali partiti vorranno ostacolare questa norma, negando così lavoratori in divisa delle tutele sindacali adeguate.Se verranno confermate le posizioni contrarie a quanto chiesto dai sindacati militari, questi sono pronti a sfiduciare l’attuale classe politica e potrebbero decidere di non dare il loro consenso ai rappresentanti politici, ritenuti colpevoli di non aver avuto il necessario coraggio per porre in essere il vero cambiamento ed evoluzione della rappresentatività dei lavoratori in divisa. (n.r. Condividiamo l’amarezza di chi crede che la politica stia prendendo delle decisioni sbagliate nei confronti dei militari che si battono per avere al loro interno una forza sindacale operativa a tutti gli effetti, ciononostante consigliamo prudenza. La politica è mediazione tra opposti interessi e il politico è il primo a dover convivere con le idee altrui e a sapersene fare una ragione. In tutto questo vi possono essere delle eccezioni ma la regola resta immutata. Non dimentichiamo che stiamo attraversando un momento difficile in cui tutte le istituzioni sono state messe in discussione con giudizi critici spesso fuori misura che minano dalle fondamenta gli stessi sistemi democratici di governo. Per quanto ci riguarda, come giornalisti, siamo sempre con tutti coloro che si battono per la tenuta e la salvaguardia dei loro diritti in specie dove è più arduo affermarli.)

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I sindacati della dirigenza s’incontrano a Palermo in un convegno sul middle management nella scuola italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

Palermo 24 maggio 2019 dalle ore 8 alle 14 presso l’Aula Magna dell’IC A. UGO Via E. Arculeo, 39. Anche Udir ha risposto all’invito dell’Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici e presenterà la sua proposta su un tema così cruciale come valorizzare il ruolo dei collaboratori dei dirigenti scolastici, per migliorare la scuola dell’autonomia. Come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, “il convegno sarà l’occasione per chiedersi se il riconoscimento dei “quadri intermedi” – che ai sensi dell’art. 25 comma 5 delD.lgs. 165/2001 e dell’art. 1 comma 83 della Legge 107/2015 operano nella visione dell’autonoma Istituzione scolastica al fianco dei dirigenti scolastici, dei docenti, dei DGSA e del personale non docente – possa considerarsi una necessaria innovazione contrattuale o rimanere un’utopia nel sistema scolastico italiano”, oltre a essere un importante “momento di confronto unitario per capire se è arrivato il tempo per sostenere nelle sedi proprie quelle azioni giuridiche e contrattuali finalizzate all’istituzione delle figure quadro nella scuola italiana attraverso la determinazione di procedure di accesso, di selezione, di carriera, di formazione”. Tante le varie sigle della dirigenza scolastica, prenderà la parola anche la giovane Udir, nella persona del suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, che affronterà il cuore del tema nella relazione su “Come riconoscere il middle management nel Ccnl 2019/21”, perché possa avviarsi anche per via contrattuale il pieno riconoscimento della vice-dirigenza e del lavoro svolto dai tanti collaboratori del preside e si possa superare l’attuale impasse dovuto anche alla spending review. Presente anche l’ANCI Sicilia piccoli Comuni, “poiché è nelle piccole realtà locali che le relazioni istituzionali in prima istanza vengono tenute dai Collaboratori Fiduciari di plesso che quotidianamente si adoperano in tutti i modi per consentire all’Istituzione scolastica di espletare al meglio il proprio servizio per alunni e famiglie”, dopo il processo di dimensionamento delle scuole autonome che ha falciato negli ultimi dieci anni un quarto delle sedi di presidenza. Prenderà parte anche il Miur con un rappresentante del ministro Bussetti.

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Scuola: Convocati tutti i sindacati rappresentativi al tavolo del precariato senza Anief

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Segno che non uscirà niente di buono dal confronto con il ministro Marco Bussetti se manca l’unica associazione che in questi anni, dagli stipendi al reclutamento, ha avuto sempre ragione nei tribunali, dalla Consulta alla Cassazione, passando per la Corte di Giustizia europea. Marcello Pacifico (Anief): Bisognerebbe avere l’intelligenza di ascoltare chi parla per competenza. E l’ex provveditore oggi titolare a Viale Trastevere dovrebbe saperlo bene. Continuando così non si risolverà mai il contenzioso, così come non si sospenderà la mobilitazione di piazza. Basta soluzioni tampone, serve stabilizzare tutti i precari con la riapertura delle GaE al personale abilitato, anche grazie a specifici percorsi. Per questo abbiamo inviato una diffida, avanzando ufficiale richiesta di incontro al Miur il 20 maggio
La segreteria nazionale Anief, ha inviato al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti una diffida dal discutere del rinnovo contrattuale senza la presenza del sindacato, dichiarato rappresentativo dall’Aran, a seguito della raggiunta soglia del 6,16% in occasione dell’ultimo rinnovo delle Rsu, ormai un anno fa. Secondo Anief infatti, “qualunque determinazione proveniente da tale incontro dovrà tenere conto dei contributi provenienti da tutte le OO.SS. rappresentative del comparto”. Al ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, sempre il sindacato, ha chiesto di provvedere “con urgenza alla formale valutazione di competenza, affinché il Dipartimento della Funzione Pubblica provveda all’invio all’A.Ra.N. dell’atto in indirizzo in argomento”.Infatti, il 15 gennaio 2019, il Collegio di indirizzo e controllo dell’A.Ra.N., con la delibera n. 1, ha approvato le tabelle contenenti, per il triennio contrattuale 2019-2021, l’accertamento provvisorio della rappresentatività delle Organizzazioni sindacali nelle aree e nei comparti di contrattazione, attestando, per il comparto istruzione e ricerca, all’ANIEF una percentuale del 6.16%. Ma da allora, ancora nessuna mossa successiva.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma come sia necessario “ascoltare chi parla per competenza. L’ex provveditore oggi titolare a Viale Trastevere dovrebbe saperlo bene. Continuando di questo passo non si risolverà mai il contenzioso, così come non si sospenderà la mobilitazione di piazza. Basta soluzioni tampone, serve stabilizzare tutti i precari con la riapertura delle GaE al personale abilitato, anche grazie a specifici percorsi. Per questo abbiamo inviato una diffida, avanzando ufficiale richiesta di incontro al Miur il 20 maggio.

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