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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘sindacati’

USB: lunedì 11 ottobre lo sciopero generale nazionale dei sindacati di base

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2021

Nonostante la cappa di silenzio spessa e pressoché impenetrabile, cosa assai strana in tempi di premi Nobel ai giornalisti, lo sciopero generale nazionale di 24 ore promosso da tutte le organizzazioni sindacali conflittuali, alternative e di base per lunedì 11 ottobre, si preannuncia partecipatissimo in tutto il Paese, a maggior ragione dopo le violenze dello squadrismo fascista di sabato a Roma. Manifestazioni si terranno in più di 40 città con una presenza davvero “confederale”, alimentata da lavoratrici e lavoratori di ogni categoria del settore pubblico e di quello privato. A Roma una molteplicità di appuntamenti alle 10 del mattino porterà la protesta delle aziende in crisi al Mise, sotto le finestre di Giorgetti; quella di professori, studenti e personale ATA sarà in viale Trastevere assieme ai ricercatori, precari e non; mentre Brunetta avrà nelle orecchie i sonori fischi dei lavoratori pubblici radunati a Palazzo Vidoni. L’appuntamento conclusivo è per le 12,30 a piazza Santi Apostoli, dove terminerà il corteo da piazza della Repubblica. Certamente presenti nelle varie piazze anche quanti respingono e contestano l’obbligo del green pass. Il Governo Draghi, i suoi ministri e le politiche antipopolari che stanno assumendo, saranno quindi al centro di questo sciopero, che segna un fatto nuovo e rilevante: mentre i sindacati complici Cgil Cisl e Uil il si avviano a sottoscrivere un nuovo Patto con il governo e i padroni per assicurare la pace sociale, si intravvede all’orizzonte una nuova unità di intenti e di lotta delle forze sindacali di base, ormai presenti e radicate ovunque, che non hanno rinnegato e abbandonato lo strumento del conflitto.

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Scuola: Bianchi avvia gli incontri con i sindacati, presto si parlerà di contratto

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

Parte il confronto con il rinnovato ministero dell’Istruzione, ora sotto la guida del Governo Draghi. Si inizia con la bozza di decreto sull’organico dei docenti. Organici sui quali il sindacato chiede non solo una conferma dell’attuale assetto, ma anche l’indispensabile incremento considerando la necessità di salvaguardare la sicurezza (anche alla luce della perdurante pandemia) aumentando gli spazi scolastici e abbattendo il numero di alunni per classi, che quindi avranno bisogno di un maggior numero di insegnanti. A breve, il dialogo amministrazione-sindacati si sposterà sul rinnovo del contratto. Sul tema, che riguarda tutti i dipendenti dello Stato, quindi ci si rifà ancora più direttamente alla Funzione Pubblica, si sono scritte tante cose. Anche che “nella Smorfia della scuola il rinnovo fa 90”. Per il rinnovo del contratto della scuola, il sindacato si aspetta una proposta complessiva, compresa la perequazione da annullare una volta per tutte, pari a 150 euro lordi. Anief ritiene infatti che i 107 euro di aumento medio previsto per i dipendenti pubblici non possano poi tradursi in una cifra inferiore per i lavoratori della scuola. Si raggiungerebbe l’assurdo che chi lavora al servizio dello Stato come docente e Ata già guadagna meno della media della P.A., anche tra il personale docente, fermo a 30 mila euro lordi, andrebbe a percepire gli aumenti stipendiali più bassi di altri comparti pubblici: 1,8 miliardi di euro di aumento assicurati alla scuola, numeri alla mano, rappresentano una somma non molto distante dai 107 euro previsti per gli altri dipendenti pubblici. Per Il Sole 24 Ore, invece, “l’aumento medio che spetterebbe ai circa 850mila docenti italiani (precari inclusi) in virtù del nuovo Ccnl 2019-2021 del comparto Istruzione e ricerca, disegnato dal ministro della Pa, Renato Brunetta”, non andrebbe oltre “50-55 euro netti in busta paga”. Dai circa 107 euro lordi medi a lavoratore mensili previsti per il pubblico impiego, continua il quotidiano economico, andrebbero sottratti “i 575 milioni utilizzati per pagare l’indennità di vacanza contrattuale, l’elemento perequativo (risulta coinvolto circa il 40% del personale, soprattutto della scuola), e i trattamenti accessori del personale militare e di polizia e vigili del fuoco”. Sempre per Il Sole 24 Ore “in totale, all’istruzione dovrebbero andare 1,7-1,8 miliardi, che garantirebbero – al netto di eventuali risorse aggiuntive – circa 87 euro di incremento medio loro mensile, compreso l’elemento perequativo da 11,50 euro medi previsto dal precedente Ccnl 2016-2018 firmato Valeria Fedeli. In quel caso erano stati garantiti ai prof aumenti retributivi medi di 96 euro lordi al mese (da 80,40 euro minimi a 110 massimi, in base ad anzianità e grado di scuola)”.

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Si è concluso il primo incontro tra il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi e i sindacati rappresentativi

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

Il ministro dell’istruzione ha affermato che “in questo anno di emergenza la scuola italiana non è mai stata chiusa e tutti hanno lavorato di fronte a una evenienza che era imprevista e forse imprevedibile, dimostrando come la scuola italiana sia capace di reagire. Anche nelle situazioni più difficili abbiamo visto che i nostri docenti e tutto il personale hanno cercato in tutti i modi rapidamente” di adattarsi, “anche imparando a usare strumenti che non erano nell’uso corrente per mantenere la continuità rispetto ai ragazzi. La pandemia non ha creato le situazioni, le ha esasperate. Il nostro primo obiettivo è riportare la scuola al centro del Paese”. Bianchi ha affermato che bisogna capire questo: “dove non è chiaro il rapporto tra investimenti in educazione e sviluppo il Paese non cresce. E purtroppo la riprova è l’Italia: siamo il Paese che ha investito meno in educazione e negli ultimi trent’anni abbiamo il tasso di crescita più basso in Europa, siamo quelli che hanno risentito di più delle crisi”. Il ministro ha affermato che “l’Italia è il paese che ha le minori competenze digitali”. “Certamente – ha continuato il ministro dell’Istruzione – dobbiamo valorizzare il lavoro fatto fino a ora; inoltre bisogna comprendere che per uscire dalle emergenze sono necessarie azioni strutturali”. In Italia c’è grande diseguaglianza, abbandono scolastico: “l’uguaglianza è un’emergenza e bisogna partire dagli ultimi”, anche dai disabili, bisogna porre attenzione ai bisogni delle persone. La scuola è cambiata e deve adeguarsi. Bianchi ha chiesto poi dei tavoli, con degli approfondimenti.
Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha iniziato il suo intervento riportando l’attenzione alla “prima esigenza: ministro, il primo incontro facciamolo sul Recovery plan, perché il testo potrebbe cambiare, noi come Anief abbiamo inviato anche delle osservazioni. È importante fare ciò perché tutti questi tavoli saranno legati agli investimenti sulla scuola”, bisogna comprendere “se il Governo porta avanti quel piano o uno diverso e intervenire sui punti, ascoltandoci”.
Il leader dell’Anief ha poi parlato di “diritto di accesso allo studio, argomento portato avanti anche dalla commissione europea, in particolar modo dal segmento dell’infanzia. Siamo d’accorso sul fatto di pensare a un riordinamento dell’obbligo scolastico, nella nostra proposta abbiamo pensato di partire dal terzo anno di vita, dal rendere obbligatorie le sezioni primavera, l’Italia è lontana dagli obiettivi nel percorso 0-6 anni. Inoltre con questo anno scolastico molte famiglie hanno rinunciato al diritto dell’istruzione dei propri figli nella sezione 0-6, secondo gli ultimi dati dell’Istat”. Pacifico ha continuato accennando al “problema sulle competenze logiche e linguistiche da affrontare dalla scuola primaria”: in seguito alla legge dei tagli e al ritorno al maestro unico gli apprendimenti degli alunni sono peggiorati. “Ritorno ancora sul discorso degli organici, perché è importante tornarci se vogliamo davvero le scuole sicure: ci vogliono le classi, i plessi. Sono stati dismessi 16mila plessi negli ultimi 15 anni, 4mila sedi di presidenza tagliati, cassate 4 ore di tempo scuola. Dobbiamo pensare al numero di alunni in base agli spazi, visto che dobbiamo convivere con il Covid per due anni almeno”. “Inoltre – ha affermato il presidente Anief – abbiamo il più altro numero di Neet, bisogna rivedere l’obbligo scolastico, tenere gli studenti a scuola fino a 18-19 anni, come aveva pensato anche Berlinguer. Importante poi il discorso sull’inclusione: non abbiamo gli insegnanti specializzati per il sostegno, ne abbiamo bisogno, come abbiamo bisogno dell’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto”.Il sindacalista autonomo ha poi affermato che “sul precariato, abbiamo avuto accolto, come Anief, dal Comitato europeo dei diritti sociali il reclamo collettivo n. 146/2017 che dice che la Buona Scuola non ha risolto coi concorsi straordinari il problema del precariato italiano e andrà al comitato dei ministri del consiglio d’Europa. Quindi prima o poi l’Italia avrà un’altra condanna sulla gestione del precariato, perché non può non stabilizzarli, altrimenti si deve dare una chance con un canale riservato per reclutarli. Bisogna pensare dunque a concorsi per titoli ed esami, o solo titoli”. “In conclusione necessario occuparsi della questione della mobilità: adesso abbiamo un vincolo quinquennale, che divide diritto al lavoro e alla famiglia, non va bene. Bisogna dare dunque autonomia alle scuole, ai collegi. In ultimo non dimentichiamoci che abbiamo la scuola più vecchia del mondo, più del 60% è over 60 anni”, ha terminato Marcello Pacifico.

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Fisco. de Bertoldi (FdI): per sindacati riforma è equa distribuzione povertà

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

“Profonda delusione per l’audizione dei rappresentanti sindacali nelle Commissioni Finanze riunite di Camera e Senato su tema della riforma fiscale. In particolare Cgil, Cisl e Uil hanno confermato una visione vetero marxista e pauperista, che stride con le reali esigenze del Paese e con i principali potenziali promotori della ripresa economica, cioè le Partite Iva sulle quali oggi ricadono le principali conseguenze della pandemia e dei ripetuti lockdown, e che invece sono indicate come i quasi esclusivi responsabili dell’evasione fiscale. Affermazioni al limite del ridicolo, se non calate nella ideologia comunista che ha mai realmente abbandonato i politicizzati sindacati italiani. Così come la proposta di dichiarazioni fiscali di fatto imposte alle aziende invece che frutto del loro bilancio; oppure la nostalgia per una progressività che arrivi al 60/70 per cento, o l’avversione al sistema della cedolare sui redditi da locazione, che costituisce una delle poche misure in favore dei bistrattati proprietari immobiliari. Ed è inaccettabile e contraddittorio sentire che la riforma fiscale dovrebbe avere una maggiore progressività in funzione precipuamente redistributiva, mentre per Fratelli d’Italia la leva fiscale deve avere un ruolo di stimolo al Pil. Allo stesso modo è insostenibile voler insistere nel proporre soluzioni che disincentivino le imprese, i ricchi e le ricchezze ad investire nel nostro Paese. Insomma, un’audizione che dimostra l’inadeguatezza delle principali sigle sindacali, che insieme alla sinistra italiana vorrebbero soltanto un’equa distribuzione della povertà”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Ritorno in classe? L’opinione dei sindacati

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

I rappresentanti dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Snals e Anief si sono riuniti per discutere di ritorno in classe, contagi e vaccini, didattica a distanza, stipendi, reclutamento e precariato. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato rappresentativo Anief, ha affermato che “prima di tornare in classe è necessario avviare un controllo con test per tutto il personale, visto che abbiamo mediamente dai 12mila ai 20mila contagi al giorno. Perché questi test erano auspicabili il 1° settembre e non adesso? Sono indispensabili per gestire questa tragica situazione. Necessario fare test obbligatori per sapere chi ha contratto il virus, per vedere come il Covid-19 si è mosso nelle nostre case in queste settimane. È un problema infatti chiudere e aprire le scuole in continuazione, stiamo parlando della salute di studenti e docenti, della probabile terza ondata, visto che a metà gennaio potrebbe esserci il picco”. Per quanto riguarda la didattica a distanza, Pacifico ha affermato che la “dad è stata la modalità esclusiva in occasione della chiusura delle scuole ma è un errore pensare che il rimedio possa essere la cura. È importante capire l’importanza della scuola nella nostra società e gli italiani lo hanno compreso. Gli insegnanti stanno facendo un ottimo lavoro con la dad, con ovvie difficoltà, soprattutto per i precari che non hanno accesso alla card, che permetterebbe loro di fornirsi degli strumenti necessari. Noi pensiamo a una didattica integrata, da accompagnamento a quella in presenza”. Sempre a proposito della didattica a distanza, il leader dell’Anief ha concluso affermando che “il contratto firmato ha permesso di tutelare i lavoratori della scuola”.Per quanto concerne la questione retributiva, Marcello Pacifico ha sottolineato come “gli stipendi degli insegnanti italiano siano di molto inferiori a quelli dei colleghi europei, risulta necessario adeguarsi. Inoltre noi ci stiamo battendo per far riconoscere il rischio biologico e quello burnout”.Per quanto riguarda poi la questione della mobilità, il presidente del giovane sindacato ha affermato che “è indispensabile garantire sia il diritto al lavoro che quello alla famiglia”. Per quanto riguarda poi il precariato, il sindacalista ha aggiunto che “la Legge 159/2019 non ha dato le giuste risposte, bisogna inserire i precari della scuola nel doppio canale di reclutamento. Necessario guardare alla soluzione, specie in questo periodo che registra un record di precari”. In conclusione Pacifico ha affermato che “bisogna ascoltare le parti sociali se non altro perché sono state scelte dai lavoratori, così come i politici sono stati scelti dagli italiani. Quindi bisogna cooperare” per il bene della scuola”.

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La confederazione europea dei sindacati indipendenti a congresso per il rinnovo delle cariche

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Marcello Pacifico, Vice-presidente uscente dell’Accademia Europa della Cesi e delegato: “Stiamo lavorando per essere più vicini a tanti milioni di lavoratori europei nel momento difficile della pandemia tra lavoro precario, servizi per i cittadini, utilizzo delle ricorse del Recovery plan, rilancio dell’economia e resilienza, distanziamento sociale e lavoro agile. Bisogna essere più vigili che mai nella tutela del diritto alla salute, alla parità di genere, alla tutela del lavoro investendo negli assi fondamentali della salute e dell’istruzione e della ricerca, senza dimenticare i trasporti e i problemi legali alla mobilità transfrontaliera. Dobbiamo rinforzare l’identità europea e ricostruire la storia di una civiltà che deve tendere a costruire una società plurale, giusta, pacifica”.

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Approvata la legge alla Camera sui sindacati militari. Ora passa al Senato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2020

Non piace al sindacato che in un comunicato afferma: “Una legge “farsa”, per il Sindacato Aeronautica Militare – SIAM, poiché non riconosce ai lavoratori militari i medesimi diritti sindacali riconosciuti ad altri lavoratori. Dall’intervento della relatrice, On. Corda, emerge che la maggioranza è giunta a questo testo dopo una lunga mediazione. Mediazione, sostiene il SIAM, portata avanti certamente con gli Stati Maggiori, non di certo con i sindacati e con il personale militare. Se da una parte è vero che tutte le associazioni sindacali sono state audite in Commissione Difesa nella fase istruttoria del provvedimento, dall’altra parte, però, si deve prendere atto che nessuna delle osservazioni poste, nessuna, è stata presa in considerazione, a differenza di quelle sostenute dai vertici militari. Ciò emerge anche dagli interventi di alcuni Parlamentari che hanno votato contro il provvedimento che, in varie forme e a più riprese, sottolineano come questo testo non garantisca il pieno esercizio dei diritti invece sanciti dalla Suprema Corte”. L’insoddisfazione si estende, inoltre, alla decisione di affidare la giurisdizione al giudice amministrativo per le condotte antisindacali invece di quello del lavoro. Inoltre, questa norma pone importanti limiti nell’espletamento del mandato sindacale, stabilendo turnazioni restrittive delle cariche e dubbi calcoli percentuali di rappresentatività che fanno perdere sostanza al diritto previsto dalla Corte.Da una parte, quindi, si dice di essere vicini alle forze armate e al suo personale, si promette una legge giusta, con le dovute competenze al giudice del lavoro (come dichiarato dal Ministro DI MAIO), dall’altra si esibisce un testo vergognoso che di fatto consegna ai cittadini in uniforme un sindacato gradito solo agli Stati Maggiori.Una mancanza di coraggio antistorica, conclude il SIAM, che pone questa maggioranza di Governo in una posizione non certamente di consenso agli occhi del personale militare, soprattutto dopo la blindatura del testo di legge avvenuta alla Camera.L’auspicio è che il Senato possa essere più ragionevole e consenta di intervenire in maniera compiuta tenendo conto delle sentenze piuttosto che dei suggerimenti delle sole gerarchie militari.

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Case da gioco: fronte sindacale compatto

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

Il Ministero dell’Interno e il MEF, unitamente al Governo, valutino attentamente una rapida riapertura delle Case da Gioco di Saint Vincent, Sanremo e Venezia. È questa la richiesta principale dei sindacati di categoria Slc Cgil, Fisascat Cisl e Uilcom al tavolo con le associazioni imprenditoriali di settore Federgioco e Fipe, rappresentanti delle Sale da Gioco italiane autorizzate, unitamente alla richiesta di incontro urgente trasmessa ai dicasteri competenti “per riaprire le attività e ridare fiducia ai lavoratori e alle loro famiglie, ormai da tre mesi in cassa integrazione che, com’è noto, scadrà il prossimo 15 giugno”.
I sindacati hanno anche proposto la sottoscrizione di un Avviso Comune per chiedere che si individui urgentemente una data certa per la ripresa delle attività, nel rispetto dei protocolli di sicurezza sottoscritti dalle Case da Gioco italiane; protocolli che prevedono tutte le azioni necessarie per prevenire e ridurre il rischio di contagio e che saranno adottati da ogni azienda.
Nel corso del confronto è stata anche analizzata la tragica situazione della Casa da Gioco di Campione d’Italia, chiusa dal 27 luglio 2018, che ha prodotto drammatiche conseguenze occupazionali e sociali non più sopportabili dall’intera comunità, con più di 500 addetti che rischiano di non tornare al lavoro.
«In Europa e nel mondo le Case da Gioco sono già aperte o in via di apertura, crediamo che anche in Italia la “Fase 2” debba cominciare nell’immediato» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto sottolineando «l’urgenza di un tavolo di confronto con i competenti Ministeri volto ad analizzare e risolvere la drammatica situazione di centinaia di lavoratori addetti alle case da Gioco».

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Scuola apertura anno scolastico e proteste sindacali

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

In teleconferenza si tiene l’incontro, richiesto anche dall’Anief, con il presidente del Consiglio al tavolo coordinato con la protezione civile, Upi e Anci per la ripresa delle attività scolastiche a settembre. Il giovane sindacato chiede un impegno di 10 miliardi, tanti quanti sottratti alla scuola negli ultimi dieci anni in tema di organici (- 150 mila posti Ata e docenti), classi pollaio (in media con più di 20 alunni contro le norme sul distanziamento sociale), precariato (+100 mila contratti termine negli ultimi cinque anni). Marcello Pacifico presenterà delle proposte da tradurre in emendamenti al decreto Rilancio (D.L. 34/2020) all’esame della V commissione bilancio della camera. Il ministero dell’Istruzione ha comunicato che per il giorno 4 giugno 2020, alle ore 17.30, è stata fissata una riunione di coordinamento, presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, per l’esame delle problematiche organizzative e gestionali concernenti l’avvio dell’anno scolastico 2020- 2021. All’incontro, che si svolgerà in videoconferenza, parteciperanno, si legge nella convocazione, “i rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, il Coordinatore del CTS, i Coordinatori dei Forum nazionali delle associazioni studentesche, dei genitori, degli istituti dipendenti dall’autorità ecclesiastica e della Federazione italiana per il superamento dell’handicap”. Anief, che ha proclamato lo stato di agitazione del personale, ricorda che – come indicato nel documento prodotto dal Comitato tecnico-scientifico consegnato allo stesso ministero dell’Istruzione – il ritorno in classe in presenza, senza più didattica a distanza, riguarda 42.258 classi nell’infanzia statale, a cui vanno aggiunte circa 28 mila paritarie o comunali, altre 128.143 classi di primaria, più circa 9 mila non statali, 77.976 collocate nelle superiori, a cui aggiungere oltre 3 mila classi afferenti alle paritarie. Sulla base di questi numeri, al ministero dell’Istruzione spetta ora trovare il modo per dare anche seguito a quanto comunicato pochi giorni fa dalla task force, presieduta dal professore Patrizio Bianchi, che ha indicato l’esigenza di svolgere didattica in presenza fino alla secondaria di primo grado compresa, perché “i bambini della scuola dell’infanzia, elementare e media devono poter essere in un contesto di socialità”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, guarda alle misure introdotte negli altri Paesi UE sono state introdotte per il ritorno a scuola in presenza, si dice preoccupato per un eventuale proseguimento della didattica a distanza per via del digital divide, e dichiara: “Bisogna finanziare subito un organico maggiorato di almeno 160 mila docenti e 40 mila Ata, che corrispondono a 15 mila docenti aggiuntivi e 5 mila Ata, indispensabili per rafforzare pulizia, controlli e segreterie, da assegnare agli istituti per ogni anno scolastico partendo dal primo dell’infanzia al terzo delle medie. In assenza di questo supporto umano, qualsiasi protocollo di prevenzione del contagio sarebbe impraticabile”.

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Fase 2: Sindacati, per riapertura luoghi cultura serve sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 Maggio 2020

“Nonostante gli annunci e le comunicazioni che il Ministro Franceschini in questi giorni ha diffuso in Parlamento, a tutt’oggi non è ancora stato definito un protocollo univoco per il territorio nazionale che regolamenti la riapertura in sicurezza di Musei, Archivi, Biblioteche, Parchi e Aree archeologiche”. Ad affermarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Flp e Confsal Unsa, aggiungendo che: “L’assenza di indicazioni puntuali e l’approssimarsi della data individuata dallo stesso Ministro per la ripresa delle attività ordinarie, espongono il personale e i visitatori/utenti ai rischi che ben conosciamo”.”Occorre tenere presente – proseguono – che le direttive di carattere generale lasciano margini di iniziativa ai Dirigenti locali i quali, come abbiamo avuto modo di verificare nei mesi scorsi, assumono talora iniziative azzardate e certamente non sufficienti a garantire la necessaria tutela della salute di cittadini e visitatori”.”Urge pertanto che il tavolo di confronto fra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali, finalmente convocato per il prossimo 12 maggio dopo molte sollecitazioni della parte sindacale, conduca, con spirito di collaborazione costruttiva, nei tempi più rapidi possibili ad una condivisione delle misure di prevenzione, per arrivare, in piena sicurezza e con la necessaria gradualità, alla sospirata e invocata ripresa delle normali attività anche dei luoghi della cultura”, concludono. (by Giorgio Saccoia)

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Trasporto aereo: Sindacati, Enac deve mantenere il ruolo di terzietà

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 Maggio 2020

“Le notizie secondo le quali si starebbe preparando un provvedimento legislativo che vedrebbe la trasformazione dell’Enac in Ente pubblico economico suscitano forti preoccupazioni”. Così commentano Fp Cgil, Cisl Fp, Fit Cisl, Uil Pa e Uiltrasporti le dichiarazioni rilasciate dal Presidente dell’Enac, Nicola Zaccheo, a un quotidiano nazionale. “Dei contenuti dell’intervista apprezziamo molte cose – continuano le organizzazioni sindacali -. Per esempio lo sforzo che l’Ente ha profuso e intende continuare per sostenere il comparto del trasporto aereo”.“La trasformazione dell’Enac in Ente pubblico economico – concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Fit Cisl, Uil Pa e Uiltrasporti – sarebbe il primo passo per arrivare a una configurazione societaria di una Spa. Se questo è il percorso, siamo nettamente contrari in quanto è un déjà vu di un vecchio schema che ciclicamente ritorna, oltretutto in un momento non opportuno per il.crollo del mercato del trasporto aereo causato dal covid 19, generando anche rischi circa le prerogative di autofinanziamento. Si tratterebbe dell’ennesima privatizzazione italiana che porterebbe solo nocumento al Paese, oltre che alle lavoratrici e ai lavoratori italiani e al sistema del trasporto aereo e richiederebbe, inevitabilmente, il trasferimento di tutte le funzioni caratterizzate da terzietà”.
(Giorgio Saccoia)

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I sindacati militari uniti per rivendicare i propri diritti!

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

By Paolo Melis. I sindacati militari si uniscono per approvare il manifesto dei diritti sindacali di tutti i militari, ecco il Comunicato congiunto: ” In risposta alle forze politiche che ci hanno descritto divisi ed incapaci di indicare delle soluzioni condivise da inserire nella legge sui sindacati oggi in discussione in Commissione Difesa della Camera.Ora non ci sono più alibi, se la politica sceglierà di ignorare questo messaggio forte, si toglierà definitivamente la maschera e dimostrerà che le sue uniche attenzioni erano rivolte a tutelare la classe dirigente della Difesa. Insieme a loro perdono la faccia quelle sigle che per meri interessi di bottega non hanno neanche voluto partecipare a questa iniziativa, nella speranza di accreditarsi con i vertici militari come i sindacati più allineati e mansueti. Che ne penseranno i loro iscritti?

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Scuola: Incontro del ministro Azzolina con i sindacati. Anief presenta le sue proposte sul reclutamento in dieci punti

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 gennaio 2020

Call veloce dalle GI, in attesa dell’espletamento dei nuovi concorsi ordinari e straordinari, riapertura delle GaE, modifiche al concorso straordinario, incremento posti di sostegno, conferma dei ruoli per chi ha superato l’anno di prova, stabilizzazione personale ATA, adeguamento organico di fatto a quello di diritto, abolizione vincolo quinquennale mobilità, corsi abilitanti ordinari, tutela personale scuole italiane all’estero. Questi i temi affrontati dal presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.Primo incontro tra i rappresentanti di Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief e il nuovo ministro Azzolina. Diversi i temi trattati nel tavolo politico sul reclutamento: i bandi dei quattro concorsi previsti, quello per il Tfa sostegno, la riapertura delle graduatorie di istituto, le nuove graduatorie provinciali.Preso atto delle priorità espressa dal nuovo ministro dell’istruzione, Anief ritiene opportuno che sui concorsi debba essere ampliata la categoria dei partecipanti a quello riservato ed estesa ai docenti di religione, dell’infanzia e primaria, con corsi abilitanti aperti a tutti e senza il blocco quinquennale sulla mobilità, con la partecipazione degli amministrativi facenti funzioni senza laurea al concorso Dsga e con una riserva di posti per i dirigenti tecnici, con almeno tre anni di servizio svolto. Come bisogna procedere alle stabilizzazioni dei precari anche dalle graduatorie di istituto, attraverso la “call veloce” da graduatorie di istituto provinciali. Vanno confermati nei ruoli i diplomati magistrale già assunti e poi licenziati. Non va poi dimenticato l’avvio immediato di un piano massiccio di immissione in ruolo per il personale Ata, anche nei profili professionali superiori mai attivati pur essendo previsti dal contratto. Bisognare retrodatare l’assunzione degli idonei dell’insegnamento di religione cattolica al 2008, mentre sul sostegno dovrà essere adeguato l’organico di fatto a quello di diritto con posti in deroga relegati in base a eccezionali necessità, garantendo la determinazione degli organici in base alle richieste del PEI.Al termine dell’incontro, il presidente nazionale ha ricordato anche l’importanza di trovare una soluzione all’attuale contenzioso che ha investito tutte le ultime procedure di selezione al concorso per dirigenti scolastici e alla mancata indizione di procedure abilitanti per il personale di ruolo, consegnando le proposte emendative depositate alla Camera dei Deputati sul Mille-proroghe.Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, nella replica agli interventi di tutte le oo.ss. presenti, ha espresso la volontà di opporsi a ogni forma di razionalizzazione, di rispettare le norme sulla rappresentatività nelle relazioni sindacali a fronte della richiesta della CISL scuola di escludere i sindacati non firmatari del contratto da tutti i tavoli, di far pubblicare in tempi brevi i bandi del concorso ordinario e straordinario previsti dalla legge, di costituire una task force per aiutare le scuole a utilizzare appieno le risorse relative ai progetti, di adoperarsi per sbloccare assunzioni e risorse anche per il personale Ata, anche su quota 100, di realizzare le immissioni in ruolo sui 24 mila posti dello straordinario dal 1° settembre, affinché anche sui posti di sostegno vi siano docenti specializzati in classe fin dal primo giorno di scuola.

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Fisco: Sindacati, agenzie fiscali in piazza

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Le lavoratrici e i lavoratori delle agenzie fiscali in piazza: blocco degli uffici per due ore nel giorno del Fisco-day il 23 gennaio dalle ore 10 alle ore 12 e manifestazione nazionale a Roma il 6 febbraio sotto il Ministero dell’Economia e delle Finanze in via XX settembre 97, insieme ad altre nelle maggiori città. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp aggiungendo che: “I lavoratori delle Agenzie Fiscali rompono gli indugi e scendono in piazza a difesa di un fisco giusto, del loro diritto a fornire servizi adeguati ai cittadini e recuperare davvero l’evasione fiscale”. Non solo, aggiungono i sindacati, “il 23 gennaio prossimo sono previste, in contemporanea per tutti gli uffici sia dell’Agenzia delle Entrate che dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, assemblee di due ore che paralizzeranno la macchina fiscale. Sin dai prossimi giorni, intanto, partiranno forme di mobilitazione a livello locale per sensibilizzare la cittadinanza su una situazione che è ormai diventata drammatica”.I lavoratori delle Agenzie, già in stato di agitazione, “stanno operando – fanno sapere i sindacati – con una carenza di personale che non permette ormai nemmeno più di coprire i servizi essenziali, figuriamoci fare la lotta all’evasione fiscale. Inoltre, non percepiscono da oltre due anni il salario di produttività, nonostante tutti gli obiettivi fissati dalle Convenzioni con il Ministero dell’Economia siano stati puntualmente raggiunti. A tutto questo si aggiunge il taglio continuo dei fondi per i lavoratori, un’organizzazione obsoleta e la paralisi dovuta all’assenza di un interlocutore, in quanto la politica non è stata capace di nominare né i direttori dell’Agenzia, nomine di competenza governativa, né i comitati di gestione, la cui nomina spetta invece al solo Ministro dell’Economia”.Sinora, proseguono i sindacati, “abbiamo atteso con molto senso di responsabilità perché il Governo aveva promesso soluzioni ai problemi da noi posti con il decreto Fiscale e la successiva legge di Bilancio. Dopo il 10 dicembre, data fissata per un incontro con il Viceministro Misiani e successivamente dallo stesso cancellata, il Governo è sparito dai nostri radar e le promesse fatte sono state disattese completamente. La stessa questione della dirigenza e delle figure di coordinamento intermedie sembra ormai un drammatico gioco dell’oca: sono state istituite per legge posizioni professionali che rischiano di essere bocciate dalla Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi sulla loro legittimità il prossimo 25 febbraio. Qualora ciò dovesse accadere, le agenzie sarebbero riportate alla ‘casella di partenza’, senza direttore generale, senza comitato di gestione e senza dirigenti”.Nel frattempo, però, aggiungono, “continuiamo ad assistere alle passerelle televisive dei nostri governanti che assicurano che nel 2020 dalla lotta all’evasione fiscale arriverà un tesoretto di oltre 3 miliardi. Nella situazione attuale questa è un’utopia e i lavoratori del fisco non vogliono rendersi complici di un buco nel bilancio dello Stato che è attribuibile esclusivamente a coloro che non si stanno occupando di investire nella macchina fiscale e nei suoi lavoratori. Per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la prima scadenza è ancor più ravvicinata: il 31 gennaio è prevista la Brexit, con un aumento esponenziale dei traffici merci sull’Italia, e l’Agenzia non ha il personale per fronteggiare una probabile emergenza né i soldi per il pagamento dei servizi istituzionali e delle indennità previste per legge. Stiamo difendendo i nostri salari ma soprattutto il nostro diritto/dovere di lavorare per lo Stato e i suoi cittadini in maniera concreta ed efficace, con un’organizzazione moderna e funzionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp.

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Scuola: I Sindacati hanno rifiutato il tavolo e fake news

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

L’Amministrazione Capitolina garantisce ai lavoratori impiegati nei servizi di ristorazione educativa e scolastica di Roma Capitale il rispetto dei livelli occupazionali. Invita dunque a fermare il proliferare di fake news che rischiano di generare disorientamento nei lavoratori e nei cittadini, invitando nuovamente i sindacati a sedersi al tavolo con l’Amministrazione in dialogo con le aziende per affiancare l’iter riguardante ogni singolo lavoratore. La nuova gara d’appalto, recentemente aggiudicata, contiene infatti una clausola sociale fortemente voluta dall’Amministrazione per tutelare i lavoratori attualmente impiegati nei servizi, una risorsa che si vuole conservare all’interno delle strutture educative e scolastiche per tutelare la persona, nonché la continuità e la qualità dell’offerta per i più piccoli.Il Dipartimento Politiche Educative e Scolastiche di Roma Capitale ha coerentemente da subito incardinato un tavolo con le aziende aggiudicatarie della nuova gara d’appalto, riscontrando da parte loro l’impegno ad assorbire il personale ad oggi impiegato nei servizi rispettando la clausola sociale a garanzia dei livelli occupazionali. L’avvio del nuovo appalto è programmato a gennaio.Come è noto, nonché ribadito in tutte le sedi, l’attuale gara d’appalto è vigilata dall’Anac nel quadro rigoroso che questa Amministrazione ha voluto adottare in materia di appalti. Ciò nell’ottica di garantire massima trasparenza della procedura nonché massime sicurezza e qualità dei servizi offerti. Nel corso delle costanti interlocuzioni con l’Autorità, l’Amministrazione non ha mai ricevuto rilievi che facessero ipotizzare, neanche lontanamente, l’adozione di un ritiro in autotutela. Inoltre, al contrario delle fake news diffuse in queste ore, la nuova gara d’appalto per la ristorazione educativa e scolastica di Roma Capitale non è stata mai impostata sul criterio del massimo ribasso, bensì, come voluto dall’Amministrazione, sempre basata sull’offerta economicamente e qualitativamente più vantaggiosa per garantire la migliore offerta per i più piccoli. Il costo medio a pasto del nuovo appalto risulta, tra l’altro, superiore al precedente. Nessun tipo di ricorso risulta in atto nella fase di aggiudicazione della presente gara. Appare dunque ingiustificata la richiesta di ritirare tale procedura in autotutela.L’Amministrazione Capitolina ha regolarmente convocato le sigle sindacali maggiormente rappresentative del settore, per condividere nella massima trasparenza l’avanzamento della procedura e delle interlocuzioni, invitando i rappresentanti a sedersi ad un tavolo al fine di affrontare insieme gli aspetti contrattuali di ogni singolo lavoratore. Tuttavia, i sindacati non hanno voluto partecipare.
Risulta dunque stonata la mobilitazione orchestrata da alcuni sindacati, che in queste ore chiamano i lavoratori in piazza invece di partecipare al tavolo.Infine, l’Amministrazione ha rispettato scrupolosamente l’accordo siglato a settembre con i sindacati tanto da aver richiesto all’Avvocatura Capitolina, come previsto dall’accordo stesso, il parere in merito agli approfondimenti di natura tecnico legale legati alle misure proposte. Il parere è stato tuttavia negativo. L’esito è stato già comunicato direttamente ai sindacati. L’Amministrazione porta avanti l’iter della gara d’appalto in massima trasparenza ed è impegnata nel garantire massima chiarezza, a beneficio innanzitutto dei lavoratori oggi altrimenti a rischio di ricevere notizie false o strumentali.

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Relazioni sindacali: In Aran tutte le confederazioni firmano l’accordo quadro a eccezione della CGIL e della CISL

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2019

Per la certificazione della rappresentatività per il triennio 2019/2019. Nella scuola, entra l’Anief che si dichiara pronta a partecipare ai tavoli per il rinnovo della parte giuridica del nuovo contratto e a trattare sulla parte economica. Marcello Pacifico, presidente nazionale: Bene, ora l’amministrazione ci convochi. Da 18 mesi aspettavamo questo momento. Siamo passati da associazione di tendenza a sindacato istituzionale. Sentiamo la responsabilità di fare entrare il diritto nelle nostre scuole e in tutte le sedi dell’amministrazione centrale e periferica. Nel nuovo anno, in programmazione mille assemblee sindacali per informare e discutere con i lavoratori sulle proposte per rinnovare il Ccnl e Ccni e sui diritti lesi, dall’abuso dei contratti a termine. Nel prossimi giorni saranno nominati i delegati sindacali nelle ottomila istituzioni scolastiche, presso Miur, regioni, Aran, Usr.

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Militari: Silenzio tombale delle istituzioni sui diritti sindacali

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

Lettera aperta al Ministro della Difesa ed ai presidenti delle Commissioni Difesa di Camera e Senato. “Sono passati 48 giorni dal giuramento del Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e 43 giorni dalla Fiducia all’attuale Esecutivo. Eppure non una sola parola si è levata in tema di Diritti Sindacali, sia dallo stesso Ministro che dai membri della Commissione Difesa.Improvvisamente il problema sembra non esistere più. Evidentemente pare giunto a destinazione il messaggio degli ex Capi di Stato Maggiore, che intimava un profilo particolarmente basso e soprattutto silenzioso, al capo del dicastero Difesa, nonché una posizione più prudente ed attendista in materia di Sindacati Militari. Parimenti le amministrazioni si sono fatte più superbe e meno inclini al dialogo con le neonate associazioni sindacali.Non a caso, anche il Movimento 5 Stelle sembra essersi arreso ai nuovi equilibri politici, dopo essersi ripetutamente proclamati “paladini della sindacalizzazione”. Allineandosi, così, alla linea di contrasto ai sindacati dei nuovi alleati del PD, che poi è la medesima della Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.Eppure una sentenza della Corte Costituzionale non è un qualcosa che può essere pacificamente ignorato. Rinviare ulteriormente la ripresa del dibattito parlamentare, costringerà di fatto i Sindacati Militari a cercare nuovi percorsi per veder riconosciuti i diritti dei lavoratori con le stellette. Infatti è bene chiarire che, allo stato attuale di vuoto normativo, in quanto soggetti esterni all’amministrazione, i Sindacati Militari non sono regolamentati dalle circolari del Ministro, che invece sono dirette esclusivamente all’organizzazione interna della struttura militare, ma dalle regole dettate nell’ambito civilistico, in primis la legge 300 del 1970, meglio nota come Statuto dei Lavoratori o nella peggiore delle ipotesi, per analogia, dalla normativa prevista per le Forze di polizia ad ordinamento civile.Il perdurare di questo stato di cose è il presupposto inevitabile all’avvio di una serie di azioni legali, volte a scardinare i veti ingiustificati da parte dell’Amministrazione ed a garantire l’operatività delle Organizzazioni Sindacali e la piena tutela del personale militare.Di fronte al silenzio del Ministro della Difesa che non avoca al Governo la soluzione di questo problema, chiediamo a lui un incontro urgente per chiarire quali sono le sue posizioni in materia sindacale.Sebbene siamo pienamente consapevoli che, a fronte dell’assenza di uno specifico indirizzo del Governo, sono le forze politiche parlamentari a doversi fare carico della questione, assumendosi in toto la responsabilità di riconoscere i Diritti Sindacali ai militari. A meno che non preferiscano che la nuova legge sia scritta al posto loro dalle sentenze dei tribunali.” (fonte: SIAM Sindacato Aeronautica Militare)

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Manovra: Sindacati in presidio, per lotta a evasione misure per Agenzie fiscali

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

“Grande presidio al Mef dei lavoratori delle Agenzie fiscali, così come tutti quelli organizzati sui territori: per le lavoratrici e i lavoratori delle Agenzie servono soluzioni contrattuali e normative”. Oggi, infatti, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa e Flp hanno promosso una giornata di mobilitazione per rivendicare interventi sulle Agenzie fiscali in vista del nuovo impulso alla lotta all’evasione fiscale che il governo si appresta a dare con la prossima legge di Stabilità.Nel corso del presidio di Roma una delegazione ha incontrato il vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Antonio Misiani, per rappresentargli tre questioni: “un piano straordinario di assunzioni per l’Agenzie delle Dogane e dei Monopoli e l’Agenzia delle Entrate, l’esigibilità del salario aziendale, una rivisitazione dei modelli organizzativi delle Agenzie”. Temi sottoposti al vice ministro Misiani che, riportano i sindacati, “ha convenuto sulla rilevanza del rilancio della funzionalità complessiva della macchina fiscale, e sul ruolo fondamentale del personale del fisco per il sistema Paese. Temi che si è impegnato a rappresentare da subito al Ministro Gualtieri al fine di verificare da una parte la fattibilità di immediate iniziative sul tema del salario accessorio e dall’altra mirate all’apertura di un confronto più ampio e continuo sui temi della riorganizzazione e del rilancio delle Agenzie”, concludono.

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Scuola: Sindacati maggiori pronti allo sciopero

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Finalmente i sindacati maggiori, CGIL, CSIL, UIL, SNALS e GILDA, si rendono conto che l’accordo del 24 aprile scorso, a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, era una farsa: comunque vada l’imminente Consiglio dei Ministri, che esaminerà anche il Decreto scuola per andare incontro alle problematiche del precariato, quell’intesa ha avuto un’incidenza vicina allo zero. Le stesse organizzazioni sindacali sono state costrette oggi a organizzare in fretta e in furia una conferenza stampa, durante la quale hanno minacciato di ricorrere allo sciopero generale in autunno qualora il decreto sui precari non venisse approvato. Marcello Pacifico (Anief): Sarebbe ora che i 5 sindacati, CGIL, CSIL, UIL, SNALS e GILDA, facessero mea culpa e ammettessero di aver fallito, soprattutto considerata la marcia indietro che ha portato alla revoca dello sciopero del 17 maggio; in conclusione, lo sciopero generale minacciato ad agosto è fumo negli occhi ai precari.
Premesso che le disposizioni che si vorrebbero attivare – Pas abilitanti e concorsi di vario genere, ordinario e straordinario – non sono affatto risolutivi, viene da chiedersi per quale motivo questi sindacati abbiano dato credito a un vago accordo senza avere preteso mai uno straccio di garanzia scritta nero su bianco. Ecco perché l’Anief, assieme agli altri sindacati, il 17 maggio è sceso in piazza confermando lo sciopero generale, dopo che aveva proclamato altri scioperi nel corso del 2019 (il 27 febbraio, l’8 marzo, il 10 e il 17 maggio, oltre a quello dell’11 settembre 2018).Infatti l’accordo sui precari, frutto della famosa intesa del 24 aprile, per l’Anief era inutile e fallimentare nei contenuti. Nell’accordo governo-sindacati, prima di tutto, non ci sono riferimenti sulla parità di trattamento tra personale di ruolo e precario. Resta sotto accusa, per Anief, il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Per loro tante parole e pochi fatti, come pure per i diplomati magistrale, pari ad oltre 50 mila insegnanti estromessi incredibilmente dal Consiglio di Stato.

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Scuola: Firmato il contratto sulla nuova rappresentatività scolastica

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Dopo una contrattazione infinita, è stata sottoscritta all’Aran, dalle confederazioni sindacali, l’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Quadro, il CCNQ che definisce e modifica i comparti e le aree di contrattazione collettiva, oltre che regolare gli istituti comuni a tutte le pubbliche amministrazioni o riguardanti più comparti e aree. L’accordo, al quale non hanno aderito la Cgil e la Cisl, prevede anche la nuova ripartizione dei distacchi e permessi sindacali tra le associazioni sindacali rappresentative dei comparti e nelle aree di contrattazione nel triennio 2019/20. “Domani, scrive Orizzonte Scuola, sarà pubblicato il testo con le novità del contratto”. La rivista specializzata ricorda anche che “le elezioni avevano visto un aumento di consensi per molte sigle sindacali come la UIL, la Gilda e l’ANIEF che è diventato sindacato rappresentativo”.“Finalmente – commenta a caldo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – abbiamo ora la possibilità di realizzare il nostro nuovo modo di fare sindacato: giusto, equo e solidale. Saremo a completa disposizione di tutti i lavoratori della scuola, portando avanti una politica sindacale sempre all’insegna della difesa dei loro diritti. Attraverso i nostri quadri sindacali, le Rsu e i Tas, faremo di tutto per far ripartire quel dialogo e quell’entusiasmo tra amministrazione e dipendenti, che decenni di sindacato immobile avevano man mano fiaccato. Per dimostrare che anche il mondo della scuola, con dei contratti giusti, può arrivare a delle regole corrette per entrambe le parti, senza arrivare – conclude Pacifico – allo scontro nei tribunali, da considerare sempre come ultima ratio”.

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