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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°122

Posts Tagged ‘sindacato’

Forestali e diritti dei militari

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

“Bene la decisione della Consulta sulla legittimità dei sindacati militari, ma non basta. Ora occorre subito una legge che ne disciplini il funzionamento”.
La Federazione Rinascita Forestale e Ambientale (FeRFA) auspica che il necessario intervento del Parlamento sia il più celere possibile, alla luce della storica scelta della Corte Costituzionale che, nella giornata di ieri, ha dichiarato l’incostituzionalità della norma del Codice dell’ordinamento militare, che vieta la creazione di sindacati tra i militari.Il divieto costituiva oramai un retaggio storico, in contrasto con l’evoluzione del diritto internazionale e dei principi sanciti della Corte europea dei diritti dell’uomo e dal Comitato europeo dei diritti sociali.
La FeRFA – che racchiude le sigle sindacali dell’ex Corpo Forestale dello Stato e tre associazioni di categoria (Assodipro, UFDI, Unforced) – era coinvolta nel giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale attraverso l’intervento ad adiuvandum svolto da centinaia di ex Forestali che, dal gennaio 2017, sono stati obbligati ad assumere lo status militare da uno dei decreti della Riforma Madia della P.A.Tuttavia, mai come ora, diviene necessario l’intervento del legislatore: la Consulta, infatti, ha sancito che la libertà sindacale applicata al personale militare necessita comunque di una apposita regolamentazione normativa.
“Saremo in prima linea – afferma l’avvocato sannita Egidio Lizza, che difende migliaia di ex Forestali davanti alla Corte Costituzionale e al Comitato europeo dei diritti sociali – perché ciò costituisca uno dei principali obiettivi del nuovo Parlamento. In un periodo di necessarie limitazioni agli sprechi di denaro pubblico, occorre ricordare che mentre i sindacati sono sostenuti dai singoli associati, le attuali rappresentanze militari, oramai dichiarate incostituzionali, gravano di fatto sul bilancio dello Stato per milioni di euro”.
La vittoria, propiziata dall’azione di Assodipro (l’associazione che da anni è impegnata nella difesa dei diritti dei militari), assistita dal Prof. Andrea Saccucci, si inserisce a pieno titolo nel solco della battaglia legale avviata dagli ex Forestali per cancellare il decreto della Riforma Madia, che li ha militarizzati, e per ritornare ad avere uno status civile ed una collocazione autonoma quale forza di Polizia ambientale.
“Il prossimo appuntamento con la Consulta è in programma il 5 giugno – ricorda Lizza – che questa volta dovrà giudicare se sia legittima la riforma che ha cancellato il Corpo Forestale dello Stato, Forza di Polizia ad elevata specializzazione per la tutela del nostro patrimonio ambientale ed agroalimentare, militarizzando forzatamente la gran parte dei suoi dipendenti e disperdendo le loro professionalità in diversi Corpi, Amministrazioni ed Enti”.

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Scuola: Rinnovo del contratto, sindacati al bivio

Posted by fidest press agency su martedì, 1 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzionePer domani, l’Aran ha convocato il governo e i rappresentanti dei lavoratori per l’avvio della negoziazione, sui temi generali, in previsione dell’imminente accordo sull’Atto di indirizzo preliminare. Sono diverse le problematiche irrisolte: il cumulo degli aumenti con il bonus 80 euro in modo che uno non escluda l’altro; la scarsità degli incrementi medi lordi, solo 85 euro, da mettere sulla parte fondamentale della retribuzione, a cui si aggiunge il salario accessorio che sarà distribuito per merito. Tra le questioni trasversali ai comparti ci sono, oltre alle risorse, i capitoli relativi a orari e ferie, nonché la revisione dei permessi e delle assenze per malattia.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal-Confedir): prima di firmare un contratto del genere, ascoltiamo la ‘base’ con un referendum. Perché dai nostri calcoli servono 2.400 euro di aumenti annui per i docenti e 6mila per i dirigenti. I nodi da sciogliere, tuttavia, non sono solo economici. Riguardano, a esempio, la perdurante discriminazione del personale precario rispetto a quello di ruolo. E perché per i neo assunti è stato introdotta, con i sindacati rappresentativi d’accordo, l’assurda abolizione del primo scatto stipendiale? E come mai non è stata ancora introdotta la figura del vicario del dirigente scolastico? È giunto poi il momento di ripristinare le 4mila dirigenze scolastiche tagliate negli ultimi dieci anni. Lo stesso vale per il taglio di 50mila Ata e la mancata assunzione di Ata. Tra il personale non docente, inoltre, grida vendetta il trattamento riservato ai Dsga: che fine ha fatto il loro concorso, più volte annunciato dal Miur, come quello dei presidi e dei Coordinatori di segreteria. Inoltre, non si può gestire un Ata come si faceva 20 anni fa, quando le loro competenze erano decisamente diverse. Come bisogna prevedere organici differenziati per il Sud e le zone disagiate. Per questi motivi diffidiamo i sindacati a non svendere la categoria per pochi denari e arretrando sui loro diritti, come la malattia, i permessi e l’orario di lavoro: rappresenterebbe un errore storico, che il personale, mai come stavolta, si legherebbe al dito. Il sindacato ha già fatto sapere, al tavolo di contrattazione sull’Atto di indirizzo, cheil minimo che il Governo possa proporre è il recupero dell’inflazione indicizzata pari al 7%, come previsto dalla Consulta. A cui si aggiunge la stessa cifra per l’aumento effettivo. Ma siccome sinora non ci sono i presupposti, ha così deciso di presentare ricorso per il recupero totale degli arretrati. Per maggiori informazioni: ricorso Anief; ricorso Udir.

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Usb è un sindacato indipendente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

campidoglioRoma Leggiamo oggi su un articolo de Il Messaggero: “…Quelli dell’USB sono schierati per i Cinquestelle fin dalla campagna elettorale (il dicono le sigle rivali….”. Chi conosce USB è scrive simili sciocchezze può farlo esclusivamente in malafede. Che sia un tentativo di screditare USB o quello di affiancare la nostra organizzazione ad interessi politici specifici, il risultato non cambia. Usb è un sindacato indipendente a differenza di chi come Cgil, Cisl, Uil e Ugl ha fatto e continua a fare la cinghia di trasmissione dei partiti, garantendosi trattamenti di favore da chi governa a livello nazionale e locale.
A Roma, come in tante altre città, abbiamo criticato e ci siamo contrapposti con tante amministrazioni locali e continuiamo a farlo quando non riteniamo corrette e positive le loro politiche: continuiamo a farlo anche ora. Nello specifico siamo l’unica organizzazione sindacale che negli ultimi mesi ha organizzato due manifestazioni in Campidoglio alle quali hanno partecipato centinaia di cittadini e associazioni non certo schierate a favore dei 5 stelle. A Il Messaggero chiediamo, se interessato, di informarsi meglio e di contattarci: l’indipendenza è cosa che pratichiamo e conosciamo bene, forse anche meglio di molte testate giornalistiche.

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Crisi Alitalia: il parere del sindacato Usb

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2017

alitaliaA prima vista sembrerebbero corrette le dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda su Alitalia – afferma Fabrizio Tomaselli dell’Esecutivo nazionale confederale di USB -. Dire infatti che Alitalia “….ha problemi significativi di gestione. ” e che “Non esiste che si parli di esuberi prima di parlare di piano industriale. Nessuna azienda si salva senza piano industriale”, è cosa ragionevole, come lo è anche affermare che le colpe della gestione di Alitalia “non devono ricadere sui lavoratori”. Queste affermazioni del Ministro – continua il sindacalista – in realtà sono però insufficienti e parziali perché prendono in esame soltanto le responsabilità dell’azienda. Insufficienti perché il governo sa bene che senza un intervento dello stato è praticamente impossibile un reale piano industriale di sviluppo che consenta di evitare problemi occupazionali. Parziali perché oltre alle chiare responsabilità dell’azienda, che lo ricordiamo è stata guidata da vari management che in molti poi sono stati poi condannati per aver dilapidato il patrimonio dell’Alitalia, non prende in esame le gravissime responsabilità dei vari governi che si sono succeduti almeno in questi ultimi 15 anni.
La mancanza di regole certe nel trasporto aereo, la possibilità data a Ryanair di occupare quasi per intero il mercato italiano usufruendo di forti finanziamenti da aziende ed enti locali, di impiegare personale senza contratto di lavoro italiano e pagato all’estero, di usufruire di tassazioni ridicole o inesistenti e di un sistema di “tutele” che altri paesi europei non hanno mai applicato alle low cost, ha fortemente contribuito al tracollo di Alitalia, di Meridiana e dell’intero sistema italiano del trasporto aereo. Siamo quindi nella paradossale situazione per la quale il trasporto aereo si sviluppa in modo esponenziale e al tempo stesso aumentano le migliaia e migliaia di esuberi tra i lavoratori. Si licenziano lavoratori per assumerne altri che costano di meno e sono più precari. Il Governo sembra criticare l’azienda ma non fa nulla per modificare e migliorare il sistema di un’industria strategica come il trasporto aereo. Allora – insiste Tomaselli – non possiamo dire altro che il Governo deve smetterla di favorire in ogni modo Ryanair, deve fare la sua parte costruendo regole certe e valide per tutte le aziende che permettano di sviluppare l’intero settore in modo armonico e senza ulteriori licenziamenti. E se per fare questo serve tempo, bene, allora ci metta anche i soldi e si riappropri di un bene strategico per il paese, magari anche attraverso la nazionalizzazione. Se si trovano decine di miliardi per risanare banche e finanza, significa che i soldi ci devono essere anche per aziende come l’Alitalia o come l’Ilva o come le tante che si trovano in crisi ma che possono produrre ricchezza vera per tutti, molto più della finanza che di creativo produce solo nuovi rigonfi portafogli di pochi gruppi e speculatori nazionali ed internazionali. Solo così – conclude il rappresentante di USB – le enunciazioni del Ministro non rimarranno tali e si trasformeranno in progetti concreti: in caso contrario rimarranno solo retorica e chiacchiere in libertà alle quali ci opporremo in modo netto.

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Sindacato Usb: No al referendum e si allo sciopero generale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

la-costituzione-della-repubblica-italianaIl Consiglio nazionale confederale dell’Unione Sindacale di Base, riunitosi a Tivoli il 29 maggio scorso, ha deciso di impegnare l’intero sindacato nella campagna sul NO al Referendum costituzionale.
Le modifiche che si vogliono apportare alla costituzione, insieme alla nuova legge elettorale, rappresentano infatti un forte ed inaccettabile restringimento degli spazi democratici, consegnando il governo del Paese in poche mani e con un consenso popolare ridotto al minimo.Dopo la grande Assemblea di Milano del 3 aprile scorso, a cui hanno partecipato oltre 1.000 delegati e rappresentanti sindacali USB, il Consiglio nazionale ha approvato una Piattaforma rivendicativa complessiva ed ha deciso di sostenerla attraverso una grande raccolta di firme e l’indizione dello sciopero generale, dando mandato all’Esecutivo nazionale di scegliere la data, preferibilmente a ridosso del Referendum costituzionale.Uno Sciopero Generale giusto e necessario, che però non può essere indetto in tempi brevi: è necessaria una costruzione dal basso, tra i lavoratori, i pensionati, gli studenti, i migranti, i disoccupati, per trasformare una giornata di astensione dal lavoro in una giornata di lotta generalizzata e di blocco reale del Paese.
La Francia è esplosa perché vuole evitare di finire come l’Italia e si batte contro l’equivalente del nostro Jobs-Act. In Italia, complici Cgil, Cisl e Uil, il Jobs act e la controriforma delle pensioni sono passate sotto dettatura di BCE e Unione Europea, senza che queste organizzazioni sindacali muovessero un dito. Da noi non si tratta quindi di evitare l’applicazione di leggi e norme contro il lavoro: in Italia serve battere leggi già in vigore.E’ un percorso più difficile e lungo e per questo l’USB crede che tutte le forze sindacali degne di questo nome debbano impegnarsi per la riuscita di una mobilitazione generale, che sconfigga gli obiettivi di riorganizzazione dello stato e le politiche del lavoro imposte dall’Unione Europea.

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Dirigenti scolastici, è allarme rosso

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2016

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cScuola. A seguito dei prossimi pensionamenti, in diverse regioni nemmeno coperti dal turn over, il numero di scuole prive del proprio preside supererà quota 2mila. Come se non bastasse, in base alla Legge 107/15, questi istituti sarebbero dovuti essere affidati ai neo-assunti del ‘potenziamento’, privi di esperienza. Rimane, poi, ancora tutto da risolvere il problema dello sblocco del Fondo Unico per le retribuzioni di risultato e posizione: Anief-Dirigenti Scolastici ha calcolato che quell’importo doveva essere del 40% più grande, perché mancano all’appello 60 milioni di euro. Il sindacato, pertanto, conferma l’intenzione di impugnare in Tribunale il decreto di assegnazione del FUN, la cui sottoscrizione dovrebbe arrivare forse già in questa settimana.
Marcello Pacifico (presidente Anief-Cisal): nel prossimo anno scolastico, ci ritroveremo con una scuola su quattro scoperta. Con tutti i problemi di funzionamento che ne derivano. Intanto, continuano a mancare i commissari e i presidenti del concorso a cattedra: attendiamo che il Governo mantenga almeno la promessa di adeguare i compensi e rinnoviamo la proposta di spostare in avanti il calendario delle prove scritte.

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Sindacato labor: La rabbia della gente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2015

Per strutture come le nostre – dichiara il Sindacato Labor –, in alcun modo colluse con il potere ed estremamente vicine ai bisogni della popolazione, è facile rendersi conto di quanto sta accadendo in questi mesi tra le strade delle città italiane: la rabbia verso un governo giudicato illegittimo e appiattito sugli interessi dei potenti, sta crescendo a dismisura. La verità – continua l’organizzazione – è che l’esecutivo non sta facendo nulla per dare un segnale diverso rispetto a queste convinzioni, e anzi, il contenuto dell’ultima Legge di Stabilità non fa che confermare queste tesi. Temi come il lavoro, la precarietà, i giovani, il Sud e la ricerca, sono rilegati a delle piccole slide che non ottengono altro risultato se non quello di offendere l’intelligenza degli italiani. E tutto questo senza contare la gravità degli attacchi ai diritti delle persone e all’ulteriore decadimento morale di un Paese già duramente provato dalle legislature precedenti.
E’ di fondamentale importanza – conclude il Sindacato Labor – che l’esecutivo comprenda la gravità del rischio che viene dall’incapacità di garantire la tenuta sociale, nonché quindi l’urgenza di attuare delle misure che aiutino, non le facoltose aziende e persone del Paese, ma chi sta male e oggi si sente privato di tutto, anche della dignità.

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Fondi europei e lotta alla povertà

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2015

caffè europaDa quanto si apprende da fonti giornalistiche – dichiara in una nota il Sindacato Labor – l’Unione Europea avrebbe dato il suo via libera al governo italiano per lil programma operativo “infrastrutture e reti” 2014-2020. Il progetto avrà disposizione 1,84 miliardi, di cui 1,38 provenienti direttamente dal fondo europeo.
Quel che stupisce – continua il Sindacato – è la solerzia con la quale è possibile ottenere fondi per operazioni nelle quali poi, troppo spesso, molte risorse si “disperdono” o si ”allontanano” dalle finalità originali. Allo stesso tempo però sembra quasi impossibile convincere le istituzioni del vecchio continente a contrapporsi con delle politiche attive a quella povertà assoluta che attanaglia molti Paesi europei e che nella sola Italia (stime 2014) colpisce 1milione e 470mila famiglie.
Come abbiamo sottolineato più volte – conclude il Sindacato Labor – l’Europa che vogliamo è molto lontana da quella attuale e molto più vicina a quella prevista da documenti di importanza storica come il Manifesto di Ventotene. Purtroppo quelle promesse sono state ampiamente disattese e in molti casi tradite. Ma questo non significa che non sia possibile cambiare percorso.

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Sindacato Labor: Servono politiche strutturali

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2015

impreseI dati Istat sul calo della produzione industriale (ad Aprile è scesa dello 0,3% rispetto a Marzo) dimostrano l’urgenza di un piano nazionale che si proponga di rilanciare gli investimenti pubblici e che affronti con serietà i temi della crescita italiana. Non è infatti sensato – dichiara il Sindacato Labor –, soprattutto nel difficile contesto storico contemporaneo, continuare a utilizzare palliativi senza prospettiva. Allo scoppio della crisi economica del 2008 – continua il Sindacato Labor – tutte le principali organizzazioni economiche e politiche hanno riconosciuto una serie di errori. Ora si stanno commettendo di nuovo e l’emanazione di ulteriori forme di svilimento del lavoro come quelle approvate dal Jobs Act ne sono una ulteriore dimostrazione. Oggi più che mai c’è bisogno di ripensare al lavoro, alle relazioni lavorative e all’idea stessa di progresso che il nostro Paese e la nostra comunità europea devono fare propria. Senza queste riflessioni – conclude il Sindacato Labor –il rischio è quello di non riuscire mai a uscire dal tunnel della crisi.

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Pierpaolo Leonardi (USB) eletto Segretario Generale del Sindacato Mondiale dei Lavoratori Pubblici

Posted by fidest press agency su domenica, 15 febbraio 2015

Jonah M. Kessel / China DailySi sono conclusi a Kathmandu (Nepal) i lavori del XII Congresso del Sindacato Mondiale dei Lavoratori Pubblici (TUI, Public Service and Allied) aderente alla Federazione Sindacale Mondiale (WFTU/FSM).Dal 12 al 14 febbraio Pierpaolo Leonardi, dell’Esecutivo nazionale USB, e Cinzia Della Porta, dell’Ufficio internazionale USB, insieme a sindacalisti provenienti da tutti i continenti, sono stati impegnati a Kathmandu, Nepal, nei lavori del XII Congresso del Sindacato Mondiale dei Lavoratori Pubblici sui temi delle privatizzazioni e sulla difesa delle condizioni degli addetti ai servizi pubblici.Al congresso erano presenti 142 delegati in rappresentanza di oltre 23 milioni di lavoratori affiliati alle organizzazioni nazionali.A conclusione dei lavori del Congresso Pierpaolo Leonardi di USB e’ stato eletto all’unanimità Segretario Generale della TUI P.S. & Allied (trade union international pubblic service), il Sindacato Mondiale dei Lavoratori Pubblici.Eletto Presidente il Portoghese Artur Siqueira e un rappresentante dell’India vice Segretario Generale.Già dalle prossime settimane comincerà il lavoro di riorganizzazione della categoria mondiale del pubblico impiego della Federazione Sindacale Mondiale la cui sede passa da Brasilia a Roma.L’Elezione di Pierpaolo Leonardi a Segretario Generale rappresenta un forte riconoscimento del lavoro svolto da USB nel Pubblico Impiego e più in generale tra i lavoratori italiani e nel movimento sindacale internazionale.

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Incontro D.C. a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2012

Roma venerdì 20 gennaio ore 10 sala convegni dell’hotel Portamaggiore Antonino Magistro Presidente Nazionale Vicario D.C. e il segretario Angelo Sandri terranno un incontro con i movimenti politici, i partiti le associazioni, la libera società civile, i sindacati autonomi di ispirazione centro, centro-destra, cattolica, cristiana che si rifanno ai valori fondanti della Democrazia Cristiana, la forza che ha fatto grande l’Italia.(n12904)

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Sindacato-Governo: disponibilità al dialogo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2012

“Al presidente del Consiglio abbiamo detto che siamo pronti ad un confronto e che occorre anche agire con velocità e con equità per la crescita, per il lavoro e per scongiurare l’aggravarsi del disagio sociale”. Lo ha dichiarato il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, commentando la telefonata di ieri con il premier Monti. “In realtà – spiega Centrella – l’obiettivo delle proteste unitarie portate avanti con le altre Confederazioni era proprio quello di poter contribuire alle riforme, introducendo soprattutto misure di giustizia e di attenzione verso lavoratori, pensionati, giovani e famiglie, cioè le fasce più deboli della società e più colpite dalla crisi”.
“Oltre ai provvedimenti efficaci per la crescita e alla riforma degli ammortizzatori sociali – conclude Centrella – per noi è altrettanto indispensabile una riforma fiscale capace di redistribuire la ricchezza e di dare respiro a coloro che percepiscono redditi da lavoro e da pensione, perché la pressione sul ceto medio-basso rischia di diventare in breve tempo insopportabile”.

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Roma: presidio sindacato

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2011

Piazza Monte Citorio, Roma, Italia

Image via Wikipedia

Roma, 13/9/2011 Prosegue a davanti alla Camera dei Deputati, il presidio dell’Unione Sindacale di Base e dei movimenti contro la manovra. Dopo lo sciopero generale e generalizzato del 6 settembre scorso, la tendopoli in piazza Navona, il corteo dal Senato alla Camera, l’assemblea di ieri pomeriggio in piazza di Monte Citorio, USB continua a “tallonare” i lavori parlamentari e rinnova l’appuntamento a domani, in concomitanza con il voto di fiducia sulla manovra alla Camera, con presidio a partire dalle ore 15.00.

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In ricordo di Feliciano Rossitto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2011

Ragusa. 1° aprile 2011 alle ore 17 nell’auditorium della Camera di Commercio (Piazza Libertà, 1) di  convegno dal titolo “Feliciano Rossitto, trent’anni di lotte dalla Sicilia a Roma”, organizzato dalla CGIL e dal Centro studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa con il patrocinio dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e dell’Identità siciliana.  Interverranno il segretario regionale della CGIL Antonio Riolo, il presidente del Centro studi “Feliciano Rossitto” on. Giorgio Chessari, lo storico e giornalista Giovanni Criscione e Guglielmo Epifani, presidente dell’Associazione Bruno Trentin ed ex segretario nazionale della CGIL. Modererà il segretario generale della CGIL di Ragusa Giovanni Avola. Il convegno, oggetto nei prossimi giorni di una conferenza stampa, intende non solo ricordare Feliciano Rossitto, dirigente nazionale del PCI e della CGIL e segretario generale della Federbraccianti, del quale a breve uscirà una biografia curata da Giovanni Criscione, ma anche attualizzarne l’impegno e le lotte per i diritti dei lavoratori, alla luce delle sfide imposte al sindacato dalle attuali prospettive di sviluppo economico e sociale.Feliciano Rossitto (Cassaro [prov. di Siracusa], 1924 – Roma, 1980) formatosi nella segreteria della Federazione Comunista di Ragusa negli anni infuocati tra il 1943 e il 1945, da segretario della Camera del Lavoro di Comiso (1946) e della Federterra di Ragusa (1947) fu protagonista delle lotte dei braccianti per l’applicazione dei decreti Gullo, per l’imponibile di manodopera e per la riforma agraria. Segretario della Camera del Lavoro (1948-1953) e della Federazione Comunista di Ragusa (1956), nel 1959 entrò nel gruppo dirigente regionale del PCI, con l’incarico di responsabile del lavoro di massa. Segretario regionale della CGIL (1962), deputato all’Ars (1963-1969), fu segretario generale della Federbraccianti (1970-1977) e membro della segretaria nazionale della CGIL. (feliciano rossitto)

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I giornalisti e il loro sindacato

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

Sono orgogliosi di essere giornalisti e soddisfatti dell’azione svolta dal loro sindacato 4 su 5 iscritti all’Associazione lombarda. Lo rivela un’indagine che l’Alg ha commissionato all’Istituto Freni di Firenze, impegnato da oltre 27 anni nell’ambito di ricerche sociali particolarmente mirate alle associazioni di categoria e con importanti esperienze didattiche in ambito universitario. “Si tratta di una ricerca statisticamente significativa anche per il numero di giornalisti contattati, oltre 400, di cui 271 ha accettato di rispondere all’intero e complesso questionario” – ha spiegato Vincenzo Freni, responsabile dell’Istituto – “Per dare un’idea della vastità dell’indagine basti pensare che le regole statunitensi ritengono scientificamente valide 1200 risposte su circa 300 milioni di abitanti, e in Italia tale rapporto oscilla da 600 a 1200 risposte su 60 milioni di iscritti all’anagrafe. Ebbene il rapporto in questa indagine è di 400 interpellati su circa 7 mila iscritti al Sindacato in Lombardia. Questa ricerca non è costata un euro all’Associazione dei giornalisti. La considero un investimento e un’importante occasione professionale”. “E’ la prima indagine così vasta che il Sindacato ha sentito il dovere di commissionare proprio nel momento più difficile che l’editoria sta attraversando” – ha esordito Giovanni Negri, presidente della Lombarda – “Lo testimoniano gli oltre 60 stati di crisi che Cdr lombarda e Federazione hanno affrontato in questi ultimi mesi. Questa ricerca sul “vissuto” del Sindacato da parte dei giornalisti lombardi è quindi la fotografia esatta di una situazione che finora si poteva basare solo su impressioni e non su dati scientifici. E’ uno stimolo per rendere più efficace l’azione del sindacato”. Il campo d’intervento più apprezzato dai giornalisti che hanno partecipato all’indagine (sono stati arruolati col metodo della causalità, denominato in gergo “a palla di neve” perché incrementa il numero degli aderenti strada facendo) e quello dell’assistenza legale per problemi di lavoro che ha soddisfatto oltre l’80 per cento degli intervistati. “E’ un risultato straordinario”, ha commentato l’avvocato Mario Fezzi, “che testimonia il valore dei professionisti che assistono l’Associazione e i colleghi”.    Dall’indagine emerge anche soddisfazione per l’efficienza dell’ambulatorio medico, di Casagit e di Inpgi. Particolare attenzione è stata espressa dagli intervistati sulla situazione dei precari e dei freelance. La crisi del settore, soprattutto nell’editoria tradizionale, deve spingere il Sindacato, insieme con l’Ordine, a promuovere corsi di qualificazione professionale di alto profilo per mettere in grado precari e disoccupati di poter cogliere le opportunità che i nuovi media dell’informazione possono offrire.  Un altro aspetto messo in evidenza è il contatto con il sito dell’Alg, molto seguito, ma si segnala anche l’esigenza di migliorare la comunicazione.  Dall’indagine emergono spunti e suggerimenti che il Sindacato dovrà esaminare con particolare attenzione per poter dialogare meglio con i colleghi.   (La ricerca completa è pubblicata sul sito http://www.alg.it)

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Bardoscia:“Addio al sindacato Ugl Sanità Roma e Lazio”

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2010

Dichiara Bardoscia: “Dopo una lunga e sofferta riflessione annuncio il mio addio al Sindacato Ugl Sanità Lazio per aderire alla Uil Fpl di Roma. La decisione di sposare la  UIL Fpl  nasce  essenzialmente dalla  coerenza dimostrata  sino ad  oggi dai dirigenti e dai gruppi aziendali di questo sindacato mantenendo incondizionata la sua azione a favore dei lavoratori, equilibrata e responsabile, senza mai risentire di condizionamenti politici e ideologici da parte di chi, in questo o in quel momento governa o ha governato e, questo, ad ogni livello istituzionale.   A mio modesto avviso, l’eventuale appiattimento di questa o di quella Organizzazione sindacale  su situazioni ideologiche o di potere non è tollerabile in senso generale tantomeno auspicabile ai fini della tutela dei lavoratori. E’ proprio questo il disagio che da alcuni mesi ho avvertito all’interno della UGL sanità. Inoltre, aggiungo, i ripetuti scontri interni tra il sottoscritto e l’attuale Segretario Provinciale della Ugl Sanità di Roma, che non voglio qui motivare per opportunità e rispetto nei confronti di una Organizzazione per la quale non rinnego la mia lunga militanza, hanno contribuito con il tempo a  creare un muro invalicabile tra il mio e il suo modo di intendere, tra il mio e il suo modo di stare in mezzo ai lavoratori, tra il mio e il suo modo di fare sindacato. Per questo, ritenendomi  una persona libera ed indipendente che vuole porsi  a difesa dei lavoratori, senza sé e senza ma, ho deciso dopo un lungo periodo di riflessione di passare con la Uil Fpl, rinunciando, senza pentimento alcuno, ad incarichi importanti che ricoprivo nell’UGL quali quello di  Consigliere Nazionale Ugl Sanità nonchè Membro Effettivo del Collegio dei Revisori dei Conti della stessa Federazione. Ringrazio la stupenda accoglienza che mi è stata riservata da tutti i Dirigenti del sindacato UIL FPL di Roma”. (pietro bardoscia)

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Approvazione DDL Lazzati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

“L’approvazione del ddl Lazzati costituirà senza dubbio un passo avanti verso la moralizzazione della vita politica del nostro Paese e una migliore selezione della classe dirigente”. Lo afferma Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, commentando l’approvazione in Commissione Giustizia al Senato del disegno di legge che impedisce ai sorvegliati speciali di svolgere attività di propaganda elettorale, strenuamente promosso e voluto dal “Centro Studi Lazzati” e dal suo fondatore, il giudice Romano De Grazia. Continua Maccari: “Bisogna dare merito alla relatrice del provvedimento, on. Angela Napoli, per la sua capacità di sostenere con caparbietà e coraggio uno strumento reale ed efficace di lotta alla mafia, perché colpisce alla radice il patrimonio più grande delle organizzazioni criminali: le relazioni politiche e la pervasività nella vita istituzionale. Infatti, oltre a prevedere divieto di attività di propaganda elettorale alle persone sottoposte a misure di sorveglianza speciale, la norma tenta di arginare il voto di scambio, prevedendo la sanzione penale per quei politici che a queste persone si rivolgono per ottenere voti”. “Se la norma sarà approvata definitivamente in aula – conclude Maccari – sarà più difficile per la criminalità inquinare la vita politica e le istituzioni elettive del nostro Paese. Certo non sarà una legge a risolvere il problema, se dalla Politica stessa non emergerà la volontà chiara e determinata di fare pulizia al proprio interno, spezzando i rapporti con la criminalità a tutti i livelli. L’approvazione in Commissione Giustizia del ddl Lazzati rappresenta comunque un bel segnale”.

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Sindacato davanti i cancelli della Fiat

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

La Confederazione USB ha  indetto per sabato 9 ottobre a Torino una manifestazione nazionale sotto gli uffici della FIAT. Ha inoltre deciso di sostenere l’Assemblea nazionale dei precari di scuola, università e ricerca, promossa per il prossimo 25 settembre a Roma, e di appoggiare e favorire la riuscita della manifestazione nazionale su Casa e Reddito, che il movimento nazionale per il reddito e il diritto all’abitare stanno costruendo per il mese di novembre.
“Il tentativo di riscrivere le regole delle relazioni industriali, sindacali e sociali a tutto beneficio delle imprese e la manifesta volontà di impedire ogni forma organizzata del conflitto sono veri e propri atti squadristici, tesi ad eliminare ogni pur minima opposizione allo sfruttamento”, evidenzia Pierpaolo Leonardi, dell’Esecutivo nazionale USB. “Respingere questo attacco è questione che riguarda non solo i lavoratori metalmeccanici, ma quelli di tutte le categorie. Per questo il 9 ottobre USB andrà come Confederazione generale sotto casa di Marchionne, capofila degli aggressori, che si fanno forti del sostegno di governo e sindacati complici”, conclude Leonardi. http://www.usb.it

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Coisp: veglia del sindacato di polizia

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

Roma 28/7/2010 “veglia” del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia – davanti a Montecitorio. E’ l’ultimo tentativo di sensibilizzare i deputati perché non vengano approvate le norme della Finanziaria che rischiano di portare al collasso il Comparto Sicurezza. Il presidio permanente davanti alla Camera dei Deputati – che non smobiliterà fino a domani, quando si voterà “putroppo” la fiducia – conclude settimane intense di manifestazioni del Coisp contro la Finanziaria: cortei con l’”esercito di sagome” e vuvuzelas, l’assedio al Viminale dell’esercito di sagome di poliziotti pugnalati alle spalle e le manifestazioni unitarie a Montecitorio per chiedere anche le dimissioni del ministro Maroni, per continuare con la “persecuzione” delle sagome nei confronti soprattutto del ministro dell’Interno, ma anche degli altri componenti del Governo, braccati in ogni parte d’Italia dai sindacalisti del Coisp. “Questo Governo ha ucciso la “sicurezza”, pugnalando alle spalle tutte le Forze di Polizia”, afferma Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, commentando la manifestazione di oggi e domani davanti al palazzo di Montecitorio, durante la quale vengono accese candele e lumini “in memoria” della Sicurezza defunta del nostro Paese. “La Finanziaria – dice Franco Maccari – non soddisfa gli Operatori della Polizia di Stato e dell’intero Comparto Sicurezza-Difesa, e rientra in un disegno più ampio di distruzione della legalità nel nostro Paese”. “Il Governo – continua Maccari – sulla sicurezza fa solo parole, e getta fumo negli occhi ai cittadini. Per questo abbiamo ritenuto un nostro dovere avviare una protesta senza precedenti che serve soprattutto ad aprire gli occhi ai cittadini e ai colleghi”.  Per questo il COISP ha annunciato fin da ora un “autunno caldo”, che vedrà in piazza le Forze di Polizia contro un Governo che continua a tradire gli impegni presi con gli Operatori della Sicurezza e tutti i cittadini.

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Dal Sindacato federalista delle autonomie territoriali

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2010

Riceviamo e pubblichiamo: “Perchè abbiamo deciso di esserci.  Ci siamo perché:
•    La complessità  che caratterizza gli attuali rapporti politici, Istituzionali, sociali ed economici richiedono una attenta riflessione sulla nuova fisionomia assunta dall’attuale sistema politico;
•    Oggi si assiste a una verticalizzazione del sistema politico e delle sue dinamiche interne, processo favorito dalla crisi delle strutture intermedie e dell’intero assetto istituzionale che ha modificato il processo decisionale ridimensionando il ruolo del Parlamento, causa le direttive d’imperio comunitarie e al ricorso diffuso alla decretazione d’urgenza;
•    Lo spostamento del potere effettivo dalla sede legislativa ad altri luoghi alimenta l’influenza degli interessi settoriali che pur non investiti formalmente del potere politico, sono in grado di esercitare un potere di condizionamento legislativo sostanziale incidendo concretamente sull’azione dei pubblici poteri producendone quindi effetti reali che si riversano negativamente sull’intera collettività.
In questo quadro, ritenendo sia necessario operare un riordino dei rapporti tra Stato e società civile, il CO.DI.R.E.S  si proietta nel panorama delle OO.SS., consapevole che attualmente le Associazioni di categoria  sono in grado di negoziare ed orientare le decisioni politiche intraprese dal Governo in particolar modo quelle sociali e del lavoro.
Spesso però, la realtà è assai meno ideale in quanto questo paritetico rapporto negoziale è spesso degenerato in un estenuante braccio di ferro capace di paralizzare il sistema, per meri interessi di parte o individuali, ove spesso non si intravedono le singole responsabilità: anche per questa assurda  anomalia del sistema  abbiamo deciso di esserci.
Ci siamo perché in Italia c’è una grave emergenza che riguarda tutta la società, in particolar modo le categorie medio – basse, Lavoratori dipendenti, precari, braccianti agricoli, cassintegrati, pensionati , disoccupati, casalinghe, giovani,  tutti i piccoli imprenditori. Categorie che sicuramente ad oggi pagano le tasse. Per questo grande disagio, il Sindacato CODIRES, lotterà nella consapevolezza che i Lavoratori del paese, con particolare attenzione alla comunità meridionale in atto più debole, debbano essere tutelati nella rivendicazione dei loro diritti e la conservazione del posto di lavoro, senza trascurare la ricerca di strategie condivise che determinino lo sviluppo economico occupazionale, con la ricerca di nuove strategie e politiche aziendali.
Manifesteremo con tutti i mezzi legittimi al fine di sensibilizzare le Istituzioni affinchè si superino i problemi che attanagliano il Paese ed in particolar modo le classi sociali più deboli; a tal fine chiederemo la nostra presenza ai tavoli di concertazione al fine di offrire un nostro contributo.
Il CODIRES, oltre ai principi programmatici e agli scopi sociali di pertinenza si propone di:
•    Realizzare nel rispetto della persona umana e delle sue libertà, l’unione e la solidarietà di tutte le categorie sociali, migliorandone le condizioni economiche e culturali;
•    Svolgere la propria azione su tutto il territorio nazionale nel rispetto delle regole di rappresentanza diretta e delle categorie;
•    Battersi per una applicazione della riforma federale in atto, in modo solidale e compensativo al fine di agevolare i territori che soffrono il maggior sottosviluppo economico ed infrastrutturale, causa di errate strategie di politiche economiche storicamente non compatibili con le reali vocazioni e tradizioni culturali;
•    Creare una nuova cultura del lavoro e della società interclassista e solidale”.
(Il segretario nazionale confederale codires Sante Pisani)

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