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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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Sinistri stradali e nuova riforma della Legge sulla Concorrenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

incidenti stradali-2Il 29 agosto scorso è entrata in vigore la legge “annuale sulla Concorrenza” (legge 4 agosto 2017, n.124) che ha introdotto delle novità nel Codice delle Assicurazioni Private (Decreto Legislativo 7 settembre 2005, n. 209) e che lo “Sportello dei Diritti” ritiene utile segnalare agli automobilisti ed utenti della strada, perché le nuove norme rischiano di pregiudicare completamente il diritto al risarcimento dei danni subìti in alcuni casi se il danneggiato non presta la dovuta attenzione. Oggi ci soffermeremo sull’importanza di raccogliere immediatamente le generalità dei testimoni nei sinistri che vedono solo danni alle cose e quindi senza lesioni o conseguenze fisiche, che costituiscono la stragrande maggioranza degli incidenti stradali in Italia. Sono molti, purtroppo, coloro che non conoscendo la mini riforma, e che incappati in un sinistro hanno fatto richiesta risarcitoria nei confronti della società assicuratrice senza preoccuparsi minimamente della raccolta dei dati e dell’indicazione in denuncia dei testimoni presenti al momento dell’evento, con ciò rischiando seriamente di vedersi respinta la richiesta risarcitoria anche in un eventuale giudizio. L’articolo 135 comma nei commi 3 bis, 3 ter e 3 quater del Codice delle Assicurazioni per come introdotti dall’articolo 1, comma 15, della citata legge annuale sulla Concorrenza, al netto di eventuali problemi di costituzionalità per un’evidente lesione del diritto di difesa dei danneggiati, sono oggi assai chiari nel definire la necessità della pronta indicazione in sede di denuncia o di prima richiesta risarcitoria formale, delle generalità dei testimoni ai fini dell’ammissibilità della prova testimoniale che costituisce – quasi sempre, in assenza di intervento dell’autorità di polizia stradale o di “scatola nera” e quando vi è contrasto nelle versioni delle parti in causa – l’elemento imprescindibile e quindi, necessario e sufficiente, per procedere alla liquidazione dei danni ed ottenere quindi il giusto e pronto ristoro. In tal senso, è vero che nell’iter legislativo che ha portato alle modifiche in vigore è stata introdotta, in caso di mancata comunicazione in denuncia, l’obbligatoria necessità da parte della compagnia dell’invito a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento dell’indicazione dei nominativi dei testi oculari entro sessanta giorni, ma ciò comporta un sicuro slittamento della procedura liquidativa anche perché è stato previsto un analogo termine in capo all’assicurazione per «l’individuazione e comunicazione di ulteriori testimoni». Se, dunque, il danneggiato non procederà in questi termini, in caso di rigetto o ritardo da parte della compagnia della domanda di risarcimento, non potrà indicare in un’eventuale causa il nominativo di alcun testimone se non quelli già comunicati, nelle modalità e nei tempi di legge o quelli risultanti nei rapporti delle forze di polizia stradale (nei casi in cui le stesse siano intervenute), nella fase “amministrativa” di gestione del sinistro. Con la conseguenza che avrà serie difficoltà a provare in giudizio la responsabilità di controparte e, quindi, anche la concreta possibilità di perdere la causa e di subire anche la beffa della condanna alle spese di lite. Insomma, c’è davvero da preoccuparsi, perché è giusto combattere i cosiddetti “testimoni di comodo” che all’occorrenza spuntavano in corso di giudizio e che è bene ricordare erano già sottoposti alle conseguenze penali del reato di “falsa testimonianza”, ma non è neanche corretto ledere il diritto costituzionalmente ad una compiuta difesa giurisdizionale del cittadino-danneggiato il quale nella generalità di tutti gli altri tipi di controversie diverse dai sinistri stradali con solo danni a cose, ha a disposizione i termini processuali per indicare le prove che vorrà utilizzare nel corso del giudizio, compreso quella testimoniale. In ultimo, si porrà certamente il problema che molti cittadini si sottrarranno sempre più al dovere civico e giuridico di testimoniare in caso di loro presenza sul luogo di sinistro e preferiranno, purtroppo, “chiudere un occhio”. Infatti, se per propria sventura ci si dovesse trovare ad essere chiamati a testimoniare per più di tre sinistri nell’arco di cinque anni, ci si vedrebbe deferiti obbligatoriamente innanzi alla Procura della Repubblica e si dovrebbe affrontare un’indagine solo per dimostrare che si era realmente teste oculare negli eventi in cui ci si era trovati ad assistere. Un’altra assurdità che appare abnorme ed un altro favore legislativo in capo alla lobby delle compagnie assicurative che avranno gioco facile in molti sinistri nei quali l’automobilista danneggiato si troverà, senza sua colpa, scoperto dalla prova testimoniale anche di coloro che hanno realmente assistito e si sottrarranno al loro dovere solo per paura di finire indagati. (D’Agada Giovanni)

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Sinistri stradali e cessione del credito

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2011

È prassi consolidata delle autocarrozzerie e degli autoriparatori in genere farsi cedere il credito relativo al risarcimento danni all’autoveicolo in caso di sinistro stradale mediante la sola sottoscrizione autografa del cedente – danneggiato di un apposito modulo o contratto, senza che la stessa sia stata autenticata e prima che il credito vantato sia concretamente accertato. Non pochi i dubbi nascenti da questa consuetudine commerciale, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale del “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori nonché fondatore dello “Sportello dei Diritti”. L’”usanza“, infatti, da una parte non consente di conoscere con certezza la provenienza dell’atto di cessione del credito dal vero cedente – danneggiato perché la richiesta avviene semplicemente esibendo un atto di questi con firma autografa non autenticata da pubblico ufficiale, ed invero, soprattutto, è relativa quasi sempre ad un credito ancora incerto, e quindi né liquido o esigibile, poiché in caso di citazione in giudizio della compagnia assicurativa e del responsabile da parte del cessionario, non risulta ancora accertato il diritto al risarcimento del danno da parte del cedente, con conseguente difetto di legittimazione attiva da parte dell’autocarrozzeria che agisce per il recupero della somma che dovrebbe essere liquidata a titolo di risarcimento. E così il Giudice di Pace di Galatina dott. Ermanno Vergari con la sentenza n. 320/2011 ha accolto l’eccezione preliminare sul difetto di legittimazione passiva del procuratore di una primaria compagnia di assicurazioni che aveva rappresentato proprio l’inesistenza del credito e la nullità dell’atto di cessione. Secondo il Giudice di Pace, “il documento esibito mediante deposito nel proprio fascicolo di parte … consiste in una dichiarazione unilaterale intitolata “Contratto di cessione del credito pro solvendo e autorizzazione al trattamento dei dati personali” con cui … dichiara di cedere il credito sorto nei confronti della compagnia … per il sinistro avvenuto … “ con sottoscrizione di … non autentica né comunicata al debitore ceduto (artt. 1260 e seguenti c.c.). Ma soprattutto occorre rilevare oltre alla assenza di sottoscrizione resa autentica, la inesistenza, al tempo della dichiarazione di cessione, di un credito da poter cedere non essendo stato accertato né riconosciuto il diritto di … ottenere in qualche misura un risarcimento del danno né essendo … titolare di un diritto di agire contro gli odierni convenuti“.

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Calo sinistri stradali

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2010

<< I dati diffusi dalla Polizia che evidenziano un  calo nel 2009 dei sinistri del 9.4 %, sono ottime notizie; per il 2010 serve un piano di azione mirato alla sensibilizzazione da affiancare eventualmente ad una intensificazione ancora maggiore delle forze dell’ordine>>. Ad affermarlo è Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo la campagna nazionale per la sicurezza stradale e contro le stragio del sabato sera promossa da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani. << Scorrendo i dati – prosegue Lentino – non possiamo fare a meno di notare la gravità di alcuni:  sono stati sequestrati  6.130 veicoli di cui 5.523 per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1.5 grammi per litro e le restanti 607 per guida sotto effetto di droga. Sono numeri che ancora una volta confermano la necessità e l’urgenza di provvedimenti non solo legislativi o punitivi per debellare questa piaga sociale>>. << L’Italia  – conclude il portavoce di BastaUnAttimo – come già detto in passato non riuscirà a raggiungere l’obiettivo europeo di dimezzare gli incidenti stradali ma questo non significa che gli sfonzi portati fino a qui siano stati vani. La sicurezza stradale nel nostro Paese deve essere maggiormente incisiva e articolata su tutto il territorio, serve un’agenzia nazionale per il coordinamento. Sotto questi punti il 2010 sarà un anno importante>>.

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