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I nipoti non conviventi hanno diritto al danno non patrimoniale per la morte del nonno deceduto a seguito di un sinistro

Posted by fidest press agency su sabato, 9 dicembre 2017

cassazioneCon una significativa decisione della Cassazione civile pubblicata il 7 dicembre in materia di danno non patrimoniale dei nipoti a seguito di morte da incidente stradale dei nonni, vengono estesi i diritti anche ai non conviventi superando un orientamento giurisprudenziale che sinora lo aveva circoscritto a coloro che dimostrassero di avere anche la residenza con l’ascendente. A sottolinearne l’importanza, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Infatti, secondo quanto stabilito dalla sentenza 29332/17, emessa dalla terza sezione civile, il danno non patrimoniale dev’essere ritenuto presunto anche per il nipote che non conviveva col defunto perché la coabitazione non può essere ritenuta un «connotato minimo» per l’esistenza della relazione parentale né il risarcimento può essere limitato alla cosiddetta “famiglia nucleare”: il nonno è una figura di riferimento anche se l’effettività e la consistenza dei rapporti col de cuius devono essere sempre dimostrati. Nella fattispecie, il ricorso dei congiunti è stato accolto nonostante le conclusioni del sostituito procuratore generale solo dopo che la corte d’appello di Milano aveva riconosciuto il risarcimento alla nipote che abitava col nonno investito dall’auto diversamente dagli altri non conviventi cui era stato negato. La Suprema Corte ha quindi, sostenuto i principi secondo cui «in caso di domanda di risarcimento del danno non patrimoniale da uccisione”, proposta iure proprio dai congiunti dell’ucciso questi ultimi devono provare la effettività e la consistenza della relazione parentale, rispetto alla quale il rapporto di convivenza non assurge a connotato minimo di esistenza, ma può costituire elemento probatorio utile a dimostrarne l’ampiezza e la profondità, e ciò anche ove l’azione sia proposta dal nipote per la perdita del nonno; infatti, non essendo condivisibile limitare la “società naturale”, cui fa riferimento l’art. 29 Cost., all’ambito ristretto della sola “famiglia nucleare”, il rapporto nonni-nipoti non può essere ancorato alla convivenza, per essere ritenuto giuridicamente qualificato e rilevante, escludendo automaticamente, nel caso di non sussistenza della stessa, la possibilità per tali congiunti di provare in concreto l’esistenza di rapporti costanti di reciproco affetto e solidarietà con il familiare defunto» (Cass. 21230/2016), in tali termini dovendosi considerare superato il diverso orientamento richiamato dalla sentenza impugnata.» Ma v’è di più, per gli ermellini con la decisione in commento, «Deve dunque ritenersi che anche il legame parentale fra nonno nipote consenta di presumere che il secondo subisca un pregiudizio non patrimoniale in conseguenza della morte del primo (per la perdita ella relazione con una figura di riferimento e dei correlati rapporti di affetto e di solidarietà familiare) e ciò anche in difetto di un rapporto di convivenza, fatta salva, ovviamente, la necessità di considerare l’effettività e la consistenza della relazione parentale ai fini della liquidazione del danno.

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Omissione di soccorso anche per chi non è responsabile del sinistro

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

incidenti stradali-2Non si tratta solo di una normativa di civiltà quella scandita dal combinato disposto dei commi 1, 6 e 7 dell’articolo 189 del Codice della Strada che in caso d’incidente ricollegabile al comportamento dell’utente della strada, impone l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona, ma anche una fattispecie complessa che, in caso di violazione fa scattare la pena della reclusione da uno a tre anni e la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni. Conseguenze dure, quindi, per quei tanti automobilisti che ancora oggi, nonostante i sistemi elettronici d’identificazione e della presenza, su tutto il territorio nazionale, di una miriade di sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, pensano di farla franca scappando dal luogo del sinistro e non prestando soccorso a eventuali feriti, a volte sol perché pensano di “non aver fatto nulla” per causare l’incidente o di non aver nulla a che fare con l’evento. Per la Cassazione, tuttavia non è così, tant’è che con la sentenza 33772/17, pubblicata l’11 luglio dalla quarta sezione penale della Cassazione, è punibile per la tipica omissione di soccorso di cui al combinato disposto dei citati commi 1, 6 e 7 dell’articolo 189 Cds, chi è coinvolto nello scontro fra veicoli e non presta aiuto ai feriti anche se non risulta responsabile del sinistro. E ciò perché, con l’interpretazione fornita dai giudici di legittimità, la suddetta normativa non lega l’obbligo di assistenza alla consumazione e all’accertamento di un reato, ma soltanto al verificarsi di un incidente «comunque» ricollegabile alla condotta dell’utente della strada. Nella fattispecie i giudici di Piazza Cavour nel rigettare il ricorso di una donna già condannata nei due gradi di merito, hanno confermato la condanna dell’imputata per non essersi fermata dopo il sinistro con un motociclista nel quale, però non vi era stata alcuna collisione. La signora, tuttavia, risultava responsabile del sinistro anche se il suo furgone non aveva invaso la corsia sulla quale sopraggiungeva il centauro: si era però avvicina all’improvviso al centro della carreggiata costringendo la moto a frenare e, pertanto, a cadere senza alcun contatto esterno. La conducente, non si fermava e veniva in seguito identificata soltanto grazie a un testimone che era riuscito a prendere il numero di targa del veicolo. Per gli ermellini, l’omissione di soccorso si configura al di là della colpa nell’incidente perché costituisce una nuova e ulteriore deliberazione criminosa rispetto agli eventuali reati di omicidio colposo o di lesioni volontarie, dei quali non rappresenta la prosecuzione in termini di attività illecita. La posizione di garanzia nella protezione delle altre persone rimaste coinvolte nello scontro si configura soltanto perché l’utente risulta partecipe di un sinistro riconducibile al suo comportamento. Per Giovanni D’Agata, presidente “Sportello dei Diritti”, la sentenza in commento costituisce anche un monito verso tutti gli utenti della strada a cercare di mantenere la calma in caso di sinistro stradale, fermarsi e prestare immediatamente assistenza alle possibili vittime.

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Autovie venete: andamento viario

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

Pomeriggio difficile sull’autostrada A4, a causa di un tamponamento fra mezzi pesanti, accaduto alle 14 di oggi (venerdì 24 settembre). I mezzi, che procedevano in direzione Trieste, si sono tamponati nel tratto autostradale compreso fra San Stino di Livenza e Portogruaro. Uno di questi, che trasportava marmo, ha perso parte del carico che si è riversato sulla corsia di sorpasso. L’autostrada è stata chiusa ed è stata istituita l’uscita obbligatoria a San Stino di Livenza, con liberalizzazione del pedaggio. Alle 15,00 è cominciato il deflusso dei veicoli rimasti fermi a causa del sinistro, mentre la coda tra Cessalto e San Stino ha raggiunto i sette chilometri. Rallentamenti anche in direzione opposta a causa dei curiosi. Alle 14 e 30, un secondo tamponamento, sempre in direzione Trieste, ancora fra mezzi pesanti, ha provocato ulteriori disagi alla circolazione con code e rallentamenti fra il bivio A57 e San Donà di Piave. L’autostrada è stata riaperta alle 17,30 dopo la ripulitura del manto stradale sul quale si era riversato il gasolio fuoriuscito dai serbatoi. La colonna di veicoli ha raggiunto il suo punto massimo (10 chilometri nel tratto compreso fra il biovo A57 e San Donà di Piave e 7 chilometri fra Cessalto e San Stino) alle 16 e 30 e, inevitabilmente ne ha risentito anche la viabilità esterna, soprattutto nell’area di San Stino, complice il traffico intenso che caratterizza il venerdì.

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In arrivo lo “sportello sinistri”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2009

Trecate. L’Amministrazione comunale informa che, nell’ottica del miglioramento dei servizi offerti ai cittadini, a decorrere dal prossimo mese di settembre verrà attivato uno Sportello Sinistri. Il primo e il terzo martedì di ogni mese, dalle ore 9.30 alle ore 12.30, un funzionario della GPA ASSIPAROS S.p.A, broker del Comune di Trecate, riceverà i cittadini che hanno subito dei sinistri per rispondere alle loro richieste e fornire informazioni sull’iter delle loro pratiche.  Il servizio sarà  attivato al 2° piano del municipio, nell’ufficio del difensore civico, sito nell’atrio d’ingresso.

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