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Italia: circa 2000 terremoti l’anno

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Il nostro è un Paese sismicamente vulnerabile, con edificati in larga parte ancora poco idonei a resistere bene ai terremoti e/o ubicati in zone geologicamente poco idonee”. Affermazioni chiare quelle del geologo siciliano Gian Vito Graziano , Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Non bisogna dimenticare che nel nostro territorio, sono state individuate ben 36 diverse zone sismogenetiche, nelle quali, statisticamente, si originano circa 2000 terremoti l’anno – ha affermato Giovanni Calcagnì del Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG) – aventi magnitudo superiore ai 2.5 gradi Richter. Di questi duemila eventi sismici almeno uno all’anno, è sopra la soglia del danno significativo, compreso quindi tra 5 e 6 gradi ed uno ogni 10-20 anni è gravissimo, tra 6 e 7 gradi Richter. La situazione dunque è notevolmente seria e preoccupante”. “ Ben 4.600 morti per terremoti, 500.000 senza tetto e 150 MLD di Euro spesi per il dopo emergenza. Questi sono i dati riguardanti l’Italia ed esattamente gli ultimi 40 anni . Adesso però qualcosa si sta muovendo. Sul fronte della prevenzione sismica – ha proseguito Giovanni Calcagnì,Consigliere Nazionale dei Geologi – nel nostro Paese è in atto un’importante iniziativa su tutto il territorio nazionale, coordinata e controllata dal Dipartimento Nazionale Protezione Civile, per finanziare il rafforzamento degli edifici strategici e di procedere alla realizzazione degli studi di microzonazione sismica a scala comunale, dell’intero territorio italiano”. Pieno apprezzamento all’iniziativa arriva dal Consiglio Nazionale dei Geologi “Tale progetto nazionale risulta di grande modernità, sociale e culturale poiché nei principi ispiratori e negli obiettivi si ripromette di individuare e quantificare le amplificazioni sismiche dei siti – ha affermato Gian Vito Graziano Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – oltre che mappare i luoghi in cui, in caso di terremoto, si potrebbero verificare fenomeni amplificativi del danno, quali frane sismicamente indotte, sprofondamenti, liquefazione dei terreni di fondazione degli edifici. E’ un passo in avanti per una Nazione come l’Italia dove entro il 2016 , per la prevenzione sismica intesa come interventi di rafforzamento e miglioramento sismico degli edifici ed infrastrutture strategiche, per l’attuazione dei piani di protezione civile e per la microzonazione sismica si investiranno 960 MLN di euro, pari tuttavia solo all’1% di quanto si stima occorrerebbe per mettere in sicurezza sismica il Paese. Bisogna fare di più” . I geologi rivolgono un ennesimo appello alle istituzioni affinché si possa accelerare sulla prevenzione dal rischio sismico. “La vulnerabilità sismica Italiana è soprattutto quella dei fabbricati esistenti, edificati fino agli anni ottanta, che in genere sono stati progettati e realizzati senza criteri antisismici – ha continuato Graziano – e/o in zone spesso geologicamente poco idonee dal punto di vista sismico. Si tratta di percentuali rilevantissime di edificato che, in ogni comune di ogni regione italiana (esclusa forse solo la Sardegna), pesa come un macigno sul rischio sismico attuale. Prendiamone atto e sensibilizziamo l’opinione pubblica e i politici ad essere consapevoli della situazione”. E’ previsto che ai privati cittadini verranno assegnati, attraverso bandi comunali, una piccola quota dei fondi necessari per la messa in sicurezza antisimica delle loro abitazioni.
Prevenzione sismica dunque “sempre più necessaria e coerente – ha sottolineato Gian Vito Graziano. Oltre al Miglioramento Sismico dell’edificato esistente ed alla Microzonazione Sismica, passa molto anche e soprattutto attraverso i Piani Comunali di Protezione Civile, la loro corrispondenza con i reali rischi del territorio locale, l’adeguatezza delle strutture e delle connessioni fisiche degli edifici e delle aree deputate a svolgere funzioni strategiche operative in caso di emergenza, l’educazione sismica della popolazione. In tal senso bisogna impegnarsi molto, e soprattutto i comuni devono agire, poiché, oltre al rischio sismico vi è da gestire quotidianamente, localmente, il pesantissimo dissesto idrogeologico del nostro Paese”.

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Primo anniversario del sisma di Haiti

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2011

12 gennaio 2011 ricorre il primo anniversario del terremoto di Haiti e, distanza di un anno dal sisma che ha messo in ginocchio il Paese, alle duecentomila vittime, si aggiungono un milione di senzatetto e la mancanza pressoché totale di medicinali e acqua potabile.  Il popolo haitiano non ha ricevuto alcuno sconto: le macerie del dopo il terremoto fanno da sfondo alla violenza dilagante di una lotta tra poveri e l’epidemia di colera sta mietendo vittime soprattutto tra gli orfani.  Per la data di domani il governo haitiano ha istituito il “Giorno nazionale del ricordo e del raccoglimento”, sono previste cerimonie a Port-au-Prince, la capitale, e la costruzione di un monumento alle vittime vicino al palazzo presidenziale distrutto. In Italia il Cardinale Tarcisio Bertone, presiederà una Celebrazione Eucaristica di commemorazione nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore.
Alessandro Corallo, redattore di Striscia la notizia con una lunga esperienza di volontariato in Haiti con la onlus Anpil ha pubblicato a maggio il libro Haiti non muore – Il terremoto, Skype e le adozioni internazionali (EMI, 2010) i cui diritti d’autore verranno devoluti alla raccolta fondi per la costruzione di un centro d’accoglienza dell’associazione. Nel libro Alessandro testimonia la costante ed efficace dedizione di volontari e missionari, presenti ad Haiti da decine di anni e impegnati in prima persona, ogni giorno a fianco dei più deboli, per strada, nel silenzio dei media.
Haiti non muore è stato presentato all’istituto Gonzaga di Milano con tutto lo staff di Striscia la Notizia e sta girando tra gli studenti delle scuole medie inferiori del Nord Italia dove alcuni professori hanno deciso di adottare la testimonianza di Alesssandro come libro di testo per gli studenti.

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San Calogero non dedica più la piazza a Nicola Calipari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2009

“Genera quanto meno una sorta di inquietudine il fatto che il Comune di San Calogero, nel Vibonese, abbia cambiato idea decidendo di non dedicare più una piazza a Nicola Calipari, funzionario del Sismi morto ammazzato a Bagdad, nel 2005, mentre portava in salvo la giornalista Giuliana Sgrena, come previsto”.E’ il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia. E soggiunge: “ Dedicare un giusto tributo a chi ha fatto dell’onore e dell’impegno per la sicurezza dei cittadini il proprio credo, specialmente in una terra, come la Calabria, notoriamente martoriata dalla piaga della criminalità organizzata, aveva un significato ben preciso, forte, di monito, di presa di posizione per la legalità. Revocare tale decisione, adesso, cosa dovrebbe significare agli occhi dei cittadini?”. “Per non parlare – aggiunge Maccari – di quel che tale gesto significa per i familiari di un eroe come Calipari, consci sì del sacrificio cui lui andava incontro con il suo lavoro, ma degni, proprio per questo, del rispetto che si deve ai parenti di un servitore dello Stato, che condividevano pienamente l’impegno del proprio congiunto”.  “E’ chiaro – conclude il leader del Coisp – che questo episodio a tutti gli uomini in divisa non può far piacere, tutt’altro. Ma siamo certi, e speriamo di aver ragione, che non faccia piacere anche a tutti i calabresi onesti che sanno riconoscere l’impegno di chi ha dato, dà, o darà la vita per loro”.

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