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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘sistema economico’

Debito pubblico e sistema economico competitivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 novembre 2019

“Per sostenere un debito pubblico, pari a 2360 miliardi con interessi passivi di 70 miliardi di euro l’anno, l’Italia dovrebbe crescere del 2% l’anno. Solo per azzerare il deficit, senza intaccare di un centesimo il debito. Invece stiamo allo 0,1% con la tassazione su famiglie e Pmi proporzionalmente più alta in Europa. Si attribuisce questa paralisi alla Pubblica Amministrazione, ma in realtà l’Italia è lo Stato nell’Eurozona al penultimo posto con numero di dipendenti pubblici. I costi bestiali da eliminare sono quelli di una legislazione mostruosa e di pratiche amministrative e burocratiche che ci mettono fuori dalla competizione in un sistema economico che vive di competizione. Qualunque governo dovrebbe preoccuparsi oggi di creare ricchezza per redistribuirla e dovrebbe essere consapevole che questa misura oggi è insufficiente per potersi permettere regalie di vario genere, dagli 80 euro al mese di Renzi al reddito di cittadinanza. Per creare ricchezza ci sono due strade: mettere giù una scorta importante di investimenti pubblici e abbattere la pressione fiscale. Nel primo caso si prevede che lo Stato faccia da locomotiva per creare lo sviluppo, nel secondo si investe sulle imprese e le si stimola a crescere per aumentare la produzione. Se non si fa né l’uno né l’altro o si è degli incapaci o si è in malafede. La pressione fiscale in Italia è di 33,4 miliardi in più all’anno rispetto agli altri Stati Ue, pari a 552 euro in più pro capite, mentre sugli investimenti pubblici siamo senza ambizioni e prospettive, abbarbicati a vecchi progetti senza visione. In questo quadro fare manovre redistributive, come si vanta il presidente del Consiglio Conte, con il Pil fermo e quindi senza nuova ricchezza, è un delitto”.E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli. di Fratelli d’Italia, intervenendo al convegno ‘Un fisco da rottamare’, organizzato da Valore Impresa presso la sala dei gruppi della Camera dei deputati.

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Tra Abele e Caino

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

E’ così difficile pensare che tutti gli esseri umani sono nati uguali e che questo principio non è solo il frutto di un pensiero religioso? L’attuale sistema economico e finanziario manipolato dal Nord industrializzato a danno del Sud è la classica dimostrazione di quanta indifferenza si coglie in questo rapporto incompreso. Ne consegue la marginalizzazione economica e finanziaria di molte regioni e l’impoverimento di interi popoli. E’ un modo come spingere in un vicolo cieco milioni di disperati e costringerli a passare sotto le forche caudine dell’emigrazione. E diventa un esodo biblico, ma confuso, irrazionale, disperato che può generare altri tipi di reazione e non solo di gratitudine nei confronti degli ospitanti dato che a loro volta sono anch’essi divisi in aree di benessere e in quelle dell’emarginazione. D’altra parte l’emigrante, e non ci riferiamo ovviamente a quelli che non hanno un’istruzione o conoscono un mestiere, sono anche coloro che hanno una formazione superiore, ma per mancanza d’impiego nel paese d’origine, sono costretti a cercarne uno altrove. Si tratta di una vera fuga di cervelli che indebolisce ulteriormente il potenziale di sviluppo di tali paesi ma che solo marginalmente arricchiscono l’ospitante per l’assurdità delle leggi esistenti, guarda caso in Italia, dove l’iniziativa, ad esempio, di qualche anno fa di favorire l’immigrazione di infermieri è fallita dato che non era possibile, formalmente, riconoscere il titolo professionale acquisito all’estero. La verità è che si stanno negando due fondamentali diritti dell’uomo sia quello di restare nel proprio Paese sia quello di emigrare. Tutto questo perché non esiste una stabilità politica generalizzata, non esistono relazioni internazionali impostate su criteri di maggiore equità, è fatiscente la lotta contro il sottosviluppo. Si tratta di una sfida che ci coinvolge tutti, religiosi e laici, perché non si costruisce un mondo migliore senza che ogni uomo, senza eccezione di razza, di religione e di nazionalità, possa vivere, nel suo paese, una vita pienamente umana, libera dalla schiavitù da altri uomini e dall’incubo di cadere vittima di una natura non adeguatamente controllata. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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(fidest) Sistema economico in prospettiva

Posted by fidest press agency su sabato, 20 agosto 2011

Il secondo semestre di quest’anno non è nato con buoni auspici. Deve registrare una perdita di slancio, sia pure lieve, di crescita da parte delle economie principali. Ciò non di meno gli osservatori economici restano ottimisti. Il “roseo” è visto soprattutto osservando l’andamento delle economie emergenti nonostante l’inasprirsi delle politiche monetarie e fiscali in corso in tali paesi. Ciò non di meno gli effetti della crisi finanziaria continueranno a farsi sentire offuscando le prospettive di un rapido miglioramento delle condizioni nel mercato del lavoro. Questo potrebbe portare delle fibrillazioni con ricadute sociali non indifferenti e con possibili moti di piazza. (come è già accaduto in Gran Bretagna e si teme in Germania) Ciò che scuote l’opinione pubblica è che le principali economie avanzate non riescono ad uscire dal tunnel delle indecisioni e a trovare una ricetta adeguata che riesca a sanare non tanto il contingente quanto a farlo in via stabile. La posta in gioco è grave. Esiste in breve la possibilità di tensioni per lo meno in alcuni segmenti di mercati finanziari, di nuovi aumenti dei prezzi dei beni energetici, di spinte protezionistiche e di una correzione disordinata degli squilibri globali.
E se i mercati borsistici sono il termometro della situazione finanziaria e industriale delle economie mondiali non si tratta tanto dell’euro o del dollaro statunitense sotto attacco quanto del fatto che mancano regole condivise per combattere le due maggiori insidie e capaci di generare continue fibrillazioni. Sono la “finanza creativa” e i “paradisi fiscali”. Se i governi si mettessero d’accordo e non ascoltassero le “sirene” dei banchieri off shore e degli imprenditori speculatori si potrebbe colpire alla radice questo stato di disagio e gli effetti distorsivi che provocano nelle economie nazionali. Ci accorgeremo, se non altro, restando ai fatti di casa nostra, che i miliardi di euro esportati clandestinamente dall’Italia sono di gran lunga superiori alle stime ufficiali. Parliamo, per lo meno di 500 miliardi di euro. Una cifra ingente e che se la impiegassimo al 25% per sviluppare la nostra imprenditoria e renderla competitiva nel mondo potremmo dire che avremmo di sicuro un nuovo e più formidabile slancio economico che si possa registrare nel mondo. Di certo non è servito e non servirà lo scudo fiscale e l’anonimato degli evasori per determinare una svolta significativa. Ci vuole qualcosa di più credibile a livello non di singolo paese ma della comunità internazionale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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A Firenze la tecnologia diventa Tinnova

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2009

Una visione comune sull’innovazione è quella che le Camere di Commercio di Firenze e di Prato presentano alla stampa. Tinnova, l’azienda intercamerale porterà avanti  questa missione. La prima azienda intercamerale d’Italia messa a disposizione di  tutte le imprese dell’area metropolitana. Nel 2009 con una quota del 10%, la Camera di Commercio di Prato ha infatti attivato la partecipazione alla rinnovata azienda speciale, che ha assunto il nome Tinnova, ossia Toscana Innova, anche per non limitare ogni possibile successiva estensione del proprio campo di intervento.Un unico strumento, con maggiori risorse, per intensificare un programma  a sostegno dell’innovazione delle imprese del territorio. L’esperienza maturata da Firenze Tecnologia faciliterà il trasferimento tecnologico  e il potenziamento del sistema economico locale, avvicinando  aziende, laboratori e centri di ricerca e favorendo un  vivo scambio di competenze e conoscenze, generando nuovo valore e  maggiore capacità competitiva. “Una scelta di sistema, quella di aprirsi alla dimensione metropolitana” – sostiene Luca Mantellassi, presidente della Camera di Commercio di Firenze – “perché la tecnologia e l’innovazione non hanno confini delimitati ma operano per contaminazione, attingendo a contesti anche molto diversi fra loro. Con l’avvio di Tinnova vogliamo garantire alle  imprese maggiori opportunità e una maggiore qualità dei servizi, rafforzando e razionalizzando il sistema  dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Il sistema Toscana non può che trarne benefici e compattezza di scopi.”  “Credo che TINNOVA  possa stimolare  la crescita delle nostre imprese – conferma  Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato – anche grazie  alle numerose iniziative  di contatto ricerca – impresa che  vengono organizzate, di cui la prossima il 28 aprile a Prato. Abbiamo scelto di valorizzare un organismo già esistente per il trasferimento  tecnologico  anche in logica  di ottimizzazione  delle risorse.  Dal 29  aprile  apriremo presso la Camera di Commercio  di Prato uno sportello Tinnova  per avvicinare le imprese del territorio  a questo nuovo organismo”.   “In una logica di area metropolitana è importante valorizzare i casi di eccellenza che possono permettere di far crescere le aziende e l’economia. Servizi innovativi per il territorio, utilizzo di laboratori qualificati, consulenze mirate per le imprese che vogliono potenziare la propria attività di ricerca con nuove partnership: questo offre TINNOVA” hanno affermato i due presidenti. La scelta si pone in linea con le strategie camerali che hanno sempre spinto verso un’ottica, dove possibile, sovra-provinciale, proprio per incentivare lo sviluppo dell’economia, con il supporto ad iniziative strutturali e non solo congiunturali.

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