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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Posts Tagged ‘sistema fiscale’

La tassazione delle rendita finanziaria: l’assurdita’ dei criteri di calcolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 maggio 2016

evasione-fiscale-controlliIl nostro sistema fiscale ha mille assurdità che vengono ormai accettate comunemente come una sorta di fatalità. Cosa che tutti sanno essere assurde ma che nessuno prova neppure più a cambiare.Una di queste è il fatto che si possa pagare le tasse su delle perdite finanziarie.Questo può capitare in diversi casi abbastanza speciali, che riguardano un numero piuttosto isolato di persone, ma capita anche in una categoria di investimenti estremamente diffusa ovvero gli OICR, categoria nella quale rientrano, fra l’altro, gli ETF.
Gli ETF sono – in sostanza – dei panieri di titoli. Acquistando un singolo titoli si acquista un intero comparto e questo permette di diversificare il rischio.Per capire dove sta l’inghippo bisogna prima sapere che in Italia vige la distinzione fra redditi di capitale e redditi diversi.I primi, i redditi di capitale, dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) scaturire da eventi certi, come lo stacco di una cedola o di un dividendo, mentre i secondi dovrebbero derivare da eventi incerti (ad esempio se acquisto un’azione) che possono produrre sia minusvalenze (in caso di perdite) che plusvalenze (in caso di guadagno). Le minusvalenze ovviamente si compensano con le plusvalenze e la tassazione si applicherà solo sull’effettivo guadagno netto. Fin qui la teoria, la pratica, purtroppo è bene diversa. I proventi derivanti dalla vendita di ETF, ad esempio, sono classificati come redditi di capitale mentre le perdite sono classificate come redditi diversi. Ciò significa che quando si guadagna con gli ETF non si può compensare con quando si perde.Perché questa assurdità? Per una errata classificazione. Gli ETF non generano, chiaramente, dei redditi certi. Sono per loro natura incerti, ma la legge li classifica in modo errato. Tutti lo sanno, non c’è nessuna spiegazione plausibile per questo errore, ma nessuno fa nulla.Purtroppo, in Italia, siamo talmente abituati alle ingiustizie fiscali che non fanno più neppure scalpore quando riguadagno centinaia di migliaia di persone. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio Associazione per i diritti degli utenti e consumatori)

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Fattore famiglia e equità fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

Roma 14 aprile dalle ore 9 alle ore 13, Hotel Columbus Nel corso del convegno verrà illustrata la proposta del fattore Famiglia elaborata dal Forum e verrà presentata una ricerca realizzata per l’occasione dalla Lapet in collaborazione con Unitelma-Sapienza. «L’attuale sistema fiscale — spiega il presidente Lapet, Roberto Falcone — è iniquo verso le famiglie che hanno dei figli, con il risultato che in Italia nascono sempre meno bambini. Ecco perché, mettendo al servizio dei cittadini la nostra professionalità e le nostre competenze nel settore fiscale, vogliamo cercare di contribuire fattivamente ad una necessaria inversione di rotta che possa trasformare l’attuale modo di concepire la famiglia con figli. Non più una zavorra che appesantisce e rallenta la carriera professionale, soprattutto per le donne, né un costo insostenibile che è più conveniente evitare, ma una ricchezza da valorizzare sotto ogni punto di vista». «Modificare il sistema fiscale, come è già stato fatto in molti Paesi europei — aggiunge Francesco Belletti, presidente del Forum — è questione di giustizia ed equità. Dopo anni di promesse disattese, le famiglie si sono rimboccate le maniche, hanno preso l’iniziativa ed hanno trovato una soluzione che supera anche le controindicazione del sistema del Quoziente familiare. Ora attendiamo dallo Stato una risposta, che avrà un’indubbia rilevanza economica, ma che assume anche una forte valenza politica e valoriale».

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Tassa rifiuti. Il Governo non rimborsa e rilancia

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2009

Lo scorso 24 luglio la Corte Costituzionale ha stabilito che, in materia tassa dei rifiuti, sia Tarsu che Tia non devono essere soggette ad Iva, perchè non rappresentano un servizio dovuto a contratto ma una tassa che, di per sè, non si qualifica mai come corrispettivo di un servizio. Si tratta di non pochi milioni di euro che l’Erario dovrebbe restituire ai contribuenti con una retroattività di cinque anni. Che il nostro sistema fiscale non fosse amico dei contribuenti non e’ una novita’, percio’ abbiamo subito messo in guardia da un probabile colpo di spugna, che puntualmente e’ arrivato. Ci ha pensato la sen. Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl) con un emendamento al disegno di legge di conversione del dl 135/2009, attualmente in discussione alla commissione Bilancio del Senato. La nostra senatrice, per legittimare l’addebito non conforme alla Costituzione, ha rispolverato un regio decreto del 1937, che istituiva l’Eca, un tributo locale ante litteram. Una foglia di fico che, se approvata, farebbe della Costituzione carta straccia, con un ulteriore paradosso, che penalizza gli utenti non professionali, per i quali l’Iva e’ un costo, a differenza delle aziende che invece la ‘scaricano’. Gia’ l’emendamento e’ una beffa in se’ perche’ e’ concepito per eludere una sentenza della Corte Costituzionale… ma non basta: al suo interno ci sono i contribuenti di serie A (aziende) e quelli di serie B (Famiglie/consumatori). Faremo il “diavolo a quattro” per non far passare questo emendamento

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