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Premio letterario: “Afiancodelcoraggio”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2018

Marco e Arturo, sono stati loro i principali protagonisti della serata di premiazione della seconda edizione di #afiancodelcoraggio, il premio letterario ideato da Roche che si caratterizza per la prospettiva inedita: raccogliere storie di uomini – padri, mariti, compagni, figli, fratelli, amici, colleghi – che ogni giorno sostengono e accompagnano le donne in lotta contro la sclerosi multipla (SM). Malattia cronica che colpisce il sistema nervoso centrale, può causare l’interruzione dei segnali tra il cervello, il midollo spinale e i nervi ottici, portando a una vasta gamma di sintomi. In Italia oggi sono circa 114.000 le persone che convivono con sclerosi multipla, diagnosticata nella maggior parte dei casi tra i 20 e i 40 anni, con una diffusione doppia nelle donne. E se gli uomini affidano alla carta stampata le loro emozioni, sono le donne ad essere al centro delle storie ricevute, come Simona M. insegnante di scuola media che ama la vela e vive per il mare, o Francesca che ha lavorato per 18 anni in una profumeria e ora lavora in un negozio di abbigliamento nonostante la malattia, o ancora Francesca D. che da un piccolo paese della Puglia si è trasferita a Milano per frequentare corsi di formazione nell’ambito della ristorazione.
E Marco Lupia, suo marito, è questo: un uomo, un compagno di vita che ogni giorno immancabilmente non si scorda mai di preparare la tazzina di caffè a sua moglie, prima di uscire per andare a lavoro. Un gesto di amore quotidiano dentro il quale racchiude tutto il suo viaggio accanto alla sua compagna.E’ sua la storia che ieri si è aggiudicata il favore della giuria. I tre racconti finalisti sono arrivati alla serata di premiazione con un percorso articolato che, novità assoluta di questa seconda edizione del Premio, ha previsto anche la votazione diretta di una giuria popolare che, attraverso il meccanismo dei like sul sito dell’iniziativa, ha indicato le proprie preferenze: ben oltre 5.000. Tra le 10 storie che hanno raccolto più like, la giuria tecnica ha selezionato le tre finaliste, ognuna delle quali ieri è stata presentata, interpretata e supporta da un testimonial: Cristiana Capotondi, Vincenzo Salemme e Massimo Ghini.Adesso, il racconto di Marco diventerà uno spot di sensibilizzazione sociale, realizzato con la Lotus Production, che sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane nel mese di ottobre 2018.Una seconda edizione, dunque, che rappresenta un arricchimento di un’iniziativa che, per il suo valore, ha ricevuto per il secondo anno consecutivo la Medaglia del Presidente della Repubblica.
“La realtà della Sclerosi Multipla sta cambiando e con essa la qualità della vita delle persone con SM – afferma Angela Martino, Presidente Nazionale AISM – È fondamentale che tutti siano sensibilizzati e informati in modo serio e corretto, per sfatare falsi miti da un lato e per riconoscere sintomi subdoli e invalidanti che spesso interferiscono prepotentemente nella quotidianità”.
La Giuria tecnica indipendente ha assegnato anche due menzioni speciali: al giornalista Alessandro Panini Finotti per il libro “Mie belle lune perdute, ovvero cronaca di un dolore” e ad… Arturo. Arturo è un bambino che ha voluto mandare il suo racconto di come vede la sua mamma con la SM. Il suo modo di parlare di lei e della loro vita insieme, così vero, leggero e positivo, pur non potendo entrare in concorso per via dell’età, ha colpito il cuore di tutti i giurati. E ieri ha emozionato anche tutti i presenti in sala, con il suo visetto compito da bravo ometto che si è sciolto nel più spontaneo dei sorrisi dei bambini quando ha visto il suo idolo, Martin Castrogiovanni. Perché Arturo ha la passione del rugby e il grande campione della Nazionale italiana lo ha saputo e ieri sera gli ha regalato tutto il “kit” del giocatore autografato perché domenica possa iniziare la sua storia di giocatore sul campo.
Componenti della Giuria tecnica indipendente: il Dott. Gianni Letta (Presidente), esponenti dell’associazionismo (Roberta Amadeo, Past President AISM), del cinema e dei circuiti cinematografici (Marco Belardi, AD Lotus Production; Marco Costa, Dir. Reti tematiche Mediaset; Carlo Rossella, Pres. Medusa FILM), del mondo dello spettacolo (Federica Pontremoli, sceneggiatrice; Enrico Vanzina, regista), della radio (Claudio Guerrini, RDS), di giornalismo e TV (Myrta Merlino, giornalista televisiva; Giovanni Parapini, Dir. Comunicazione, Relazioni Esterne , Istituzionali e Internazionali RAI) e del mondo istituzionale (Mariapia Garavaglia, Pres. Fondazione Roche).I partner dell’iniziativa, che sottoscrivono il protocollo d’intesa: AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla; Circuito Cinema; Ferrero Cinemas; Fondazione Pubblicità Progresso; Friendz; Lotus Productions; Medusa Film; Mediaset; Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Polo Museale del Lazio); UCI Cinemas; Vidiemme; DottNet.

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Svelate cellule del sistema nervoso che restano “marchiate” dal dolore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Mag 2016

cellula staminaleMilano. la dottoressa Franziska Denk, PhD. ricercatrice del King’s College di Londra, ha scoperto che alcune cellule immunitarie del sistema nervoso – sinora studiate in un campione murino – mantengono una “memoria” delle lesioni nervose. La Denk è una delle vincitrici dell’EFIC-Grünenthal Grant 2014. In sostanza, attraverso una serie di analisi genetiche sui topi, il gruppo di studio guidato dalla ricercatrice ha confermato che qualsiasi evento dannoso – un trauma, una lesione o anche l’infiammazione persistente dovuta a una patologia – lascia una sorta d’impronta indelebile sul DNA di queste cellule, presenti nel sistema nervoso e deputate a suscitare una risposta immunitaria. Quest’impronta è “indelebile” nel senso che persiste anche quando ne è cessata la causa – ossia il danno o l’infiammazione –: proprio ciò che avviene quando il dolore, cronicizzandosi, diventa indipendente dalla propria causa nocicettiva e diviene pertanto una malattia autonoma.Gli studi della dottoressa Denk hanno inoltre chiarito che l’“impronta” che il dolore lascia sulle cellule immunitarie del sistema nervoso consiste in una vera e propria modificazione chimica, la quale tuttavia non altera i geni, ma soltanto la loro espressione: una descrizione, del più intimo meccanismo di cronicizzazione del dolore, del tutto coerente con il modello della plasticità del sistema nervoso, con il quale sino ad oggi è stato spiegato il processo di cronicizzazione.Si tratta di scoperte che rappresentano un passo avanti importante verso una più compiuta comprensione del meccanismo di cronicizzazione del dolore, e quindi verso la concreta possibilità di intervenire su questo processo attraverso terapie sempre più mirate ed efficaci, in grado non solo di “mettere a tacere” la sofferenza inutile, ma di curarla in senso proprio, cioè di agire sulle sue cause.“Nel 2014 – dichiara Thilo Stadler, General Manager South Europe and Nordics di Grünenthal – assegnammo l’EFIC-Grünenthal Grant alla dottoressa Denk proprio per i suoi studi che puntavano a svelare il meccanismo di cronicizzazione del dolore in base a una possibile relazione fra caratteristiche epigenetiche e persistenza della sofferenza inutile. Il premio, promosso sin dal 2004 dalla European Pain Federation Efic grazie al sostegno incondizionato di Grünenthal GmbH, ha l’obiettivo di aiutare i giovani ricercatori di tutta Europa a tradurre in reali progetti scientifici le proprie ipotesi sperimentali. Quindi oggi siamo orgogliosi di apprendere che anche il nostro piccolo contributo è servito ad alimentare un filone di ricerca così importante, che ha consentito davvero alla scienza di fare un salto in avanti verso la definitiva soluzione dell’enigma del dolore cronico”.

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Malnutrizione e funzioni del sistema nervoso

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2015

Milano-Expo-250x150Milano. Venerdì 25 settembre 2015, dalle ore 11.00 alle ore 14.00, si terrà a Expo Milano 2015, presso lo spazio Bicocca del Cluster Mare, Isole e Cibo, la tavola rotonda “Feeding the Nervous System: correlazione tra malnutrizione e le funzioni del sistema nervoso”, in occasione della quale alcune tra le più importanti autorità italiane e internazionali nel campo della neurologia si confronteranno – alla presenza di istituzioni politiche responsabili del settore sanitario nazionale – sul tema della malnutrizione e delle sue conseguenze sulle funzioni cerebrali.La tavola rotonda, patrocinata dall’assessorato alla salute della Regione Lombardia, è finanziata ed organizzata dalla Camera di Commercio ItalAfrica Centrale, ente no –profit, presieduta dall’ Ing. Alfredo Cestari, che persegue finalità economiche (internazionalizzazione delle imprese Italiane verso i paesi dell’Africa Centrale) educative, culturali, formative, filantropiche e di solidarietà sociale, ricreative, scientifiche, artistiche, di promozione di studi, con un particolare riferimento ed attenzione all’attualità politica, economica e sanitaria.“È ormai innegabile – sottolinea il professor Antonio Federico, Direttore del Dipartimento di Scienze Neurologiche e del Comportamento Università degli studi di Siena e promotore della tavola rotonda – lo stretto legame tra dieta mediterranea e bassi rischi di demenza. Allo stesso tempo, i dati portati dagli esperti presenti alla tavola rotonda mettono in luce come le manifestazioni cliniche di alcune importanti malattie neurologiche discendano da una dieta carente dei principali elementi nutritivi.”Verrà quindi indagata, nel corso dell’incontro, l’influenza della nutrizione/malnutrizione sulle funzioni neurologiche (Prof. Federico), sulla demenza (Prof. El ALaoui Faris), sulle neuropatie periferiche (Prof. Gouider) e sul sistema nervoso in generale (Prof. Gallo), oltre che la correlazione della dieta con lo sviluppo di altre patologie.
La correlazione tra malnutrizione e malattie del sistema nervoso è uno degli argomenti su cui collaborano attivamente da quasi due anni i membri del Neuromediterranean Forum, associazione presieduta dal Professor Federico e nata con lo scopo di favorire lo scambio scientifico e didattico tra i diversi Paesi che affacciano sul Mediterraneo, in particolare attraverso il progetto Migration Neurology.“In relazione all’alto numero di migranti presenti nel nostro paese – conclude Federico – ci siamo resi conto che il ricovero ospedaliero di un paziente migrante è superiore a quello di un paziente italiano, sia per motivi gestionali e linguistici, ma anche perché le manifestazioni cliniche delle malattie neurologiche sono diverse, in pazienti di diversi paesi, dove esistono malattie spesso in altri completamente sconosciute. Quindi la necessità di una interazione.”

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Zambon lancia Xadago® (safinamide) in Germania per pazienti in stadio medio-avanzato con Malattia di Parkinson

Posted by fidest press agency su domenica, 17 Mag 2015

Parkinson04Zambon S.p.A., azienda internazionale fortemente impegnata nell’area terapeutica del Sistema Nervoso Centrale (SNC), e il suo partner Newron Pharmaceuticals S.p.A. (“Newron”), azienda che si dedica alla ricerca e sviluppo di terapie innovative nell’ambito del SNC, hanno annunciato il lancio in Germania di Xadago® (safinamide) per il trattamento della Malattia di Parkinson (MP) idiopatica. La Germania è il primo paese a lanciare Xadago®, recentemente approvato come farmaco in aggiunta alla sola Levodopa (L-dopa) o in combinazione con altre terapie farmacologiche per la Malattia di Parkinson in pazienti fluttuanti in stadio medio-avanzato della malattia.
Safinamide è un nuovo principio attivo con un esclusivo duplice meccanismo d’azione: inibizione delle MAO-B altamente selettiva e reversibile e modulazione del rilascio eccessivo del glutammato tramite il blocco stato-dipendente dei canali del Sodio-voltaggio dipendenti. Gli studi clinici registrativi hanno dimostrato inequivocabilmente la sua efficacia nel controllare i sintomi motori e le complicanze motorie della Malattia di Parkinson nel breve periodo (6 mesi) mantenendo i benefici anche nel lungo termine (fino a 2 anni). I risultati di uno studio a lungo termine (24 mesi), in doppio cieco, controllato verso placebo, evidenziano che safinamide è efficace sulle fluttuazioni motorie (Tempo ON/OFF) senza aumentare il rischio di sviluppare discinesie invalidanti. Questo dato positivo può essere correlato al suo unico duplice meccanismo d’azione che agisce sulla trasmissione dopaminergica e glutammatergica. Safinamide è un farmaco ben tollerato, con un profilo di sicurezza favorevole ed è facile da usare: monosomministrazione, non necessita di modificare la dose di levodopa, non ha interazioni farmacologiche importanti, non richiede diete particolari grazie alla sua selettività MAO-B vs MAO-A.
La New Drug Application (NDA) di Xadago® (Safinamide) negli Stati Uniti è stata accettata da parte della Food and Drug Administration (FDA). In conformità al Prescription Drug User Fee Act (PDUFA), l’FDA ha indicato come data per il completamento della valutazione del dossier di Safinamide il 29 Dicembre 2015. A Marzo 2014, Zambon ha sottomesso a Swissmedic la richiesta di immissione nel mercato svizzero di Safinamide. Zambon ha i diritti sullo sviluppo clinico e sulla commercializzazione di Xadago® globalmente, ad eccezione del Giappone e di alcuni territori dove invece il diritto è di Meiji Seika.
La Malattia di Parkinson è la seconda patologia neurodegenerativa cronica per frequenza dopo la Malattia di Alzheimer; colpisce 1-2% delle persone di età ≥ 65 anni a livello mondiale. Ci si attende che il mercato globale della MP cresca nei prossimi anni a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle patologie correlate che contribuiscono ad aumentare il rischio di sviluppare la stessa MP. La diagnosi della MP è basata principalmente sulla presenza di rigidità muscolare, tremore a riposo, instabilità posturale e rallentamento. A causa del progredire della malattia i sintomi peggiorano: i pazienti nella fase iniziale della MP sono generalmente trattati con levodopa che rimane ancora oggi il trattamento più efficace. Tuttavia, il trattamento a lungo termine con levodopa provoca fluttuazioni motorie debilitanti, cioè fasi in cui la funzionalità motoria è mantenuta (Tempo ON) alternate a fasi in cui è ridotta (Tempo OFF). Inoltre, la levodopa ad alte dosi può provocare movimenti involontari chiamati discinesie (DIL=discinesie indotte da levodopa).
Man mano che la malattia progredisce, il paziente riceve altre terapie farmacologiche in aggiunta a quelle standard, con lo scopo di trattare i sintomi controllando le fluttuazioni motore e le DIL.
La maggior parte delle terapie presenti sul mercato agiscono sul sistema dopaminergico, aumentando la trasmissione dopaminergica, che è implicata nella patogenesi della MP, migliorando quindi i sintomi motori. C’è un interesse crescente verso nuove terapie che abbiano come bersaglio anche il sistema non dopaminergico e che possano quindi migliorare i sintomi della MP come le discinesie che non trovano beneficio dalle terapie attuali.
Zambon è un’impresa familiare italiana che da 109 anni opera nell’industria farmaceutica e della chimica fine che si è guadagnata nel tempo una forte reputazione per prodotti e servizi di alta qualità. Zambon ha una presenza consolidata in tre aree terapeutiche: respiratorio, dolore, donna ed è fortemente impegnata nell’ingresso all’interno dell’area del Sistema Nervoso Centrale. Zambon SpA copre tutta la filiera produttiva grazie a Zach (Zambon Chemical), partner privilegiato per la produzione di API, generici e prodotti custom. Il Gruppo si sta inoltre focalizzando sul rafforzamento dell’area respiratoria con il trattamento per la cura di patologie severe come l’asma, la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BCPO), la fibrosi cistica e sull’area terapeutica del Sistema Nervoso Centrale con Xadago ™ (safinamide) per il trattamento di Parkinson. Zambon ha sede a Milano ed è stata fondata a Vicenza nel 1906. È presente con filiali in 15 Paesi, oltre di 2.600 dipendenti e unità produttive in Italia, Svizzera, Francia, Cina e Brasile. I prodotti Zambon sono commercializzati in 73 paesi. Per maggiori informazioni: http://www.zambongroup.com

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Nei giovani di età compresa tra i 10 e 19 anni aumentano le psicopatologie provocate da abuso di alcol e sostanze stupefacenti

Posted by fidest press agency su martedì, 17 febbraio 2015

università studi milanoA lanciare l’allarme è la Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI) che si riunisce a Milano per il 19° Congresso Nazionale dal 23 al 26 febbraio.“L’assunzione di droghe – spiega il Professor A. Carlo Altamura, Professore Ordinario di Psichiatria dell’Università degli Studi di Milano e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e di Salute Mentale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – oltre agli effetti immediati provoca gravi danni al cervello e, nelle persone predisposte, aumenta fino a 5 volte il rischio di sviluppare gravi malattie psichiatriche (solo in Italia colpiscono circa 2 milioni di persone), come schizofrenia e disturbo bipolare”. La droga compromette il funzionamento del sistema nervoso centrale: il suo abuso è dunque associato ad un elevato rischio di disturbo mentale e, in soggetti predisposti, le sostanze assunte regolarmente possono provocare alterazioni anatomiche della massa cerebrale. Inoltre, come evidenzia l’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nella fascia d’età considerata la prima causa di malattia e disabilità è la depressione, a cui seguono gli incidenti stradali. Molte volte esito estremo di una grave depressione è invece il suicidio, terza causa di morte tra gli adolescenti.
“In questi ultimi anni – prosegue il Professor Altamura – tra i ragazzi che non hanno ancora compiuto 20 anni si registra un numero sempre più elevato di domande di aiuto per ansia e disturbi depressivi, spesso accompagnati da eccesso di alcol e droghe. Dobbiamo porre un freno a questa pericolosissima deriva e rinforzare le strategie volte a migliorare la salute ed il futuro delle giovani generazioni: questo può avvenire solo grazie ad assistenza e cure mirate”.
Ad avvalorare l’allarme lanciato dalla SOPSI sono diversi studi, che certificano questa vera e propria piaga sociale. Ad esempio, da una ricerca sull’abuso di sostanze (alcol, caffè ed energy drink) che sarà presentata all’incontro internazionale e condotta su 3011 adolescenti e giovani adulti italiani di entrambi i sessi di età compresa tra i 16 ed i 24 anni, emerge che il 53,6% consuma bevande alcoliche; tra questi, l’89,6% ha avuto comportamenti di binge drinking (il binge drinking è l’ingestione di 5 o più bevande alcoliche, 4 per le donne, in un’unica occasione, almeno una volta a settimana), nel campione complessivo la percentuale di binge drinkers si attesta al 48,1%. Dunque, dal campione emerge che quasi il 90% dei giovani adulti consumatori di alcol è anche bevitore binge.
Un altro studio si sofferma poi sugli effetti dell’uso di cannabis e la loro relazione con sintomi psicotici. Lo studio rileva come, dei 116 soggetti reclutati, il 50% abbia fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita e il 22% sia attualmente consumatore. I consumatori abituali di cannabis sono più spesso maschi e disoccupati. Dalla ricerca è emerso che quanti fanno uso di cannabis provano allucinazioni visive e rallentamento del tempo, mentre la percezione di spavento è associata all’interruzione del consumo, così come l’esperienza di allucinazioni uditive è legata all’assunzione di cannabis oltre 50 volte nell’arco della propria vita. Fondamentale, dunque, il ruolo della prevenzione primaria e secondaria sugli effetti dell’uso di cannabis tra quanti sono a rischio per disturbi psicotici.
Durante il Congresso SOPSI si parlerà poi della crisi economica globale, che ha diffusamente colpito il Paese, in funzione della Salute Mentale, ma anche di stress, vulnerabilità e di capacità di resilienza dell’individuo. La resilienza è il processo o la capacità di esito positivo a seguito dell’esposizione ad eventi traumatici o estremi, capacità di riprendersi e di uscire più forti e pieni di nuove risorse dalle avversità e processo attivo di resistenza, autoriparazione e crescita in risposta alle crisi ed alle difficoltà inevitabili della vita.
A Milano sono numerosi i lavori che si dedicheranno inoltre al tema della paura e, in particolare, al suo apprendimento, basato su un sistema differente da quello dell’imparare a riconoscere persone, oggetti e situazioni. L’acquisizione della paura è implicita e dipende da una specifica struttura del cervello denominata Amigdala. Di fatto, quando siamo spaventati proviamo paura in modo implicito e sappiamo esplicitamente cosa l’abbia provocata. Ma la risposta di paura può essere appresa anche senza coscienza: possiamo infatti sentirci spaventati senza sapere da cosa. Tra le numerose tematiche di cui si discuterà al MiCo Milano Congressi, ampio spazio sarà dato ai disturbi mentali, a quelli del comportamento alimentare, alla farmacogenetica, alla violenza contro le donne e alla dipendenza da Internet. “Il Congresso – conclude il Professor Altamura – è di alta qualità scientifica e riguarda le aree di interessi di tutti i partecipanti. In Plenaria saranno infatti presenti importanti opinion leader ed illustri esperti a livello internazionale: tra questi, Lieberman (Past President dell’American Psychiatric Association), Yehuda, Goodwin, Wittchen, Merikangas, Murray, Le Doux e numerosi altri esperti che operano nelle diverse strutture sparse sul territorio all’estero e italiano e che sono in prima linea nella assistenza e nel trattamento di quanti sono maggiormente esposti alle attuali problematiche socio-ambientali”.

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