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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Posts Tagged ‘sistema paese’

Ammodernamento delle Forze Armate in sinergia con il ‘’Sistema Paese’’

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 ottobre 2018

I profondi cambiamenti dello scenario internazionale, caratterizzato da grande instabilità e radicali mutamenti delle minacce alla difesa ed alla sicurezza, impongono l’ammodernamento e l’acquisizione di mezzi, materiali e piattaforme che soddisfino in pieno le esigenze delle Forze Armate.
E’ questo un concetto ribadito da tempo, soprattutto da quando le risorse finanziarie dedicate al settore difesa “non son più quelle di una volta’’.
E’ il refrain che segna ogni intervento dei Capi di Stato maggiore delle varie Forze armate quando, in occasione di convegni, illustrano gli sforzi che le varie istituzioni della difesa devono compiere per realizzare il ‘’meglio con poco’’.
E’ compito del Segretariato della Difesa sviluppare i programmi tenendo conto sia delle esigenze sia dei costi.
E il 9 ottobre scorso, nell’Auditorium di palazzo Guidoni a Roma, nel corso dell’avvicendamento nella carica di Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti tra il generale di Squadra Aerea Carlo Magrassi ed il subentrante generale di Corpo d’Armata Nicolò Falsaperna e di fronte ad una platea ricca di personaggi del mondo dell’industria dedicata alla difesa, della politica e delle forze armate, il generale Carlo Magrassi, al tavolo con la ministra della difesa Elisabetta Trenta e il capo di stato maggiore della difesa generale Claudio Graziano, ha esposto un sintetico quanto ben chiaro quadro dei programmi sviluppati nel corso della sua attività quale segretario generale e direttore degli armamenti, per mantenere ad alto livello ogni parte attiva delle Forze Armate.
“Per la componente terrestre, è in fase di avanzato stato di realizzazione il progetto “’Forza Nec’’, l’acquisizione della ‘’Nuova autoblindo Centauro” e una serie di accordi a favore della difesa aerea a corto raggio, del sistema MLRS e dei vicoli blindati.
Per la componente navale, progressi son stati fatti nel “programma FREMM”, in quello per la realizzazione di sommergibili e nel programma “Vulcano” per il munizionamento a lunga gittata.
Per la componente aerea, importanti sviluppi del “programma JSF”, nel programma per un nuovo elicottero di esplorazione e scorta AW249, (in sostituzione dell’AH 129); il programma di cooperazione internazionale dell’elicottero NH90; e passi avanti per il programma sui veicoli d’addestramento basico (M345) e Avanzato (M346)
Per quanto riguarda i programmi di interesse comune, Magrassi ha fatto notare come sia “importante l’evoluzione del programma FSAF-PAAMS, basata su una cooperazione Italia-Francia-Inghilterra che si propone di realizzare una famiglia di sistemi missilistici di difesa antimissile e antiaereo con capacità antibalistiche”…. continua su http://www.cybernaua.it

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Renzi e il paese bloccato

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2016

palazzo consultaPer il presidente del Consiglio pro tempore, Matteo Renzi, la decisione della Consulta in merito alla riforma della Pubblica amministrazione del ministro Marianna Madia ‘dimostra che Paese è bloccato’. Eh no, caro Renzi… La Consulta non dimostra che il Paese è bloccato, la Consulta dimostra che tu non rispetti le leggi e purtroppo questo ti accade troppo spesso nel tuo agire politico. Te ne freghi delle norme e delle regole, e pensi solo al tuo tornaconto personale. Questo è vero il problema dell’Italia, non la Consulta”. Semmai la bocciatura della riforma della PA è paradigmatica: questo governo non è capace e non è in grado di fare alcuna riforma, men che meno quella Costituzionale”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. (n.r. Dobbiamo proprio alla Corte costituzionale se è stata riconosciuta l’illegittimità del blocco delle pensioni, del fermo del contratto ai pubblici dipendenti e altre cosette del genere. E’ che la Consulta, per quanto già ora fortemente condizionata, resta l’unico baluardo all’invadenza del potere esecutivo e di questa maggioranza del Parlamento agli abusi e alle illegittimità perpetrate ai danni dei ceti medi che pure costituiscono la maggioranza assoluta del paese ma che viene sistematicamente ingannata e ricattata con lo spettro dell’ingovernabilità e della instabilità sistematica del paese.)

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Campagna “Libera la benzina”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2011

Non accenna a diminuire, come avevamo previsto, l’ondata di aumenti dei carburanti, complici (non giustificati) il conflitto nord africano e il terremoto in Giappone – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Vicario – Il raggiungimento della quota di 1.60 euro, in particolare nelle regioni del mezzogiorno d’Italia, è diventato insostenibile per il reddito delle famiglie e per lo stesso Sistema Paese. Aumenti che rischiano di innescare una pericolosa spirale, visti il perdurare della crisi economica e l’inflazione galoppante. Il Governo – prosegue Giordano – deve intervenire su tre fronti: tagliando immediatamente le accise, aprendo i mercati alla concorrenza e monitorando l’andamento dei prezzi praticati dalle compagnie petrolifere per evitare eventuali speculazioni dovute all’aumento del costo del barile. In particolare per quest’ultimo punto, Adiconsum ribadisce la necessità che per tale controllo intervenga anche l’Autorità per l’energia. Infine Adiconsum chiede l’immediata convocazione del Tavolo tra associazioni consumatori, compagnie petrolifere, distributori e Governo. Adiconsum appoggia, inoltre, la Campagna “Libera la benzina” lanciata dalla Cisl-Fegica Cisl-Confesercenti, raccogliendo le firme presso le proprie sedi territoriali dislocate in ogni provincia del Paese (v. sezione “dove siamo” suwww.adiconsum.it). Con la sterilizzazione dell’Iva e la promozione di una maggiore concorrenza – conclude Giordano – si stima un risparmio per le famiglie di 400 euro/anno.

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Il declino dell’Italia come sistema Paese

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 agosto 2010

La parola “declino” sta attraversando le aree nobili del Palazzo ed è vista come uno spartiacque tra un modo di vedere e di pensare tra l’attuale maggioranza che ci governa e le opposizioni. Alla fine dovremmo chiederci se è solo una questione politica tra i due poli o una realtà che ci attraversa e della quale dobbiamo prendere doverosamente atto e provvedere di conseguenza con la tempestività che il caso richiede. Il problema, a nostro avviso, esiste ed è certo saggio volerlo negare Per l’economista Mario Deraglio l’Italia ha perso posizioni su tutti i fronti, “interi settori spariscono e l’export diminuisce”. Se vogliamo ricercare le cause esse possono essere ascritte sia all’invecchiamento della popolazione sia all’assenza, nei settori più innovativi, di validi progetti di ricerca e d’istruzione oltre ai nodi strutturali irrisolti che vanno dai trasporti all’energia. La verità è che ci troviamo di fronte ad un Paese che trova più economico, ad esempio, importare l’aglio dalla Cina piuttosto che produrlo in proprio. E se rapportiamo molti altri prodotti dagli alimentari all’industria meccanica ci accorgiamo che il costo per unità di prodotto non solo è superiore ai nostri concorrenti vicini e lontani ma sta diventando antieconomico anche per il nostro mercato interno. La verità è che non abbiamo bisogno di ottimismo per vivacchiare ma di ottimismo, per porre mano alle riforme con coraggio e determinazione. Ognuno si sta chiudendo a riccio nella propria nicchia e spera di subire il minore dei danni e riservarne il peggio al vicino. In questo modo dimentichiamo una cosa fondamentale è che la politica mondiale è passata dalla parte cruenta delle contese umane a quella del business, dalla conquista armata dei territori a quella dei mercati. Siamo passati dall’autosufficienza all’interdipendenza. La crescita, in altri termini, o è corale o dobbiamo subirla dagli altri pagandone lo scotto per intero interessi compresi. E a questo punto conveniamo con chi come lo storico dell’industria Giuseppe Berta precisa che non dovremmo essere noi, come contemporanei, a parlare di declino piuttosto i nostri posteri e se vi è un serio problema di crescita il nostro compito è di averne la consapevolezza e di reagire rimboccandoci le maniche ed operare anche ricorrendo a regole nuove e in un certo qual modo rivoluzionarie.

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Al via la terza edizione del Programma Elisa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2009

Prende il via la terza edizione di “Elisa”, un programma destinato a finanziare progetti per l’innovazione di sistema degli Enti locali. L’iniziativa è coordinata dal Progetto Opportunità delle Regioni in Europa (P.O.R.E.), struttura di missione della presidenza del Consiglio dei Ministri alle dipendenze del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. Nel corso delle prime due edizioni sono già stati messi in campo 75 milioni di euro, grazie al finanziamento congiunto di Governo, Enti locali e Regioni, per dare impulso alla modernizzazione delle Autonomie locali e del Sistema Paese. Con il terzo Avviso vengono stanziati oltre 11 milioni di euro per progetti che riguardano: – traffico e mobilità; – qualità dei servizi; – lavoro; – fiscalità e catasto, con alcune sostanziali novità, tra cui: una maggiore valorizzazione, in sede di valutazione dei progetti, delle aggregazione tra gli Enti locali; del livello di integrazione con i servizi infrastrutturali già presenti sui territori; della coerenza con i piani regionali e del positivo parere dell’ANCI, dell’Upi e dell’Uncem. In particolare l’ambito di intervento dei progetti dovrà rientrare nelle seguenti macrocategorie: gestione integrata della logistica nel trasporto pubblico locale, nella mobilità urbana ed extraurbana, pubblica e privata; sistemi di misurazione basati su tecnologie ICT, per la valutazione della qualità dei servizi erogati dagli EELL; gestione digitale integrata dei servizi locali in materia fiscale e catastale mediante modelli di cooperazione applicativa; integrazione e potenziamento dei sistemi informativi del lavoro. I progetti dovranno essere inviati esclusivamente on line collegandosi al sito http://www.pore.it

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7° Giornata economia, presentato il Rapporto Unioncamere 2009

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2009

Il sistema Paese, insomma, sta reagendo alla crisi. E’ quanto emerge dal Rapporto 2009 di Unioncamere presentato il 7 maggio scorso in occasione della 7° Giornata dell’economia. Grazie ad asset riconosciuti quali l’innovazione di prodotto, il design, l’affidabilità, la flessibilità e la personalizzazione produttiva, le imprese italiane, per gran parte del 2008, nonostante il sensibile rallentamento dei consumi interni, sono riuscite ad affermare il loro potenziale competitivo sui mercati internazionali. Una delle conseguenze di questi processi di riposizionamento competitivo è la nuova fase di riorganizzazione che vede oggi impegnati, in primo luogo, i nostri distretti industriali e le filiere territoriali della subfornitura e dei servizi. La conferma di questa valutazione di tenuta viene dalle previsioni occupazionali delle imprese, che questo Rapporto analizza in maniera approfondita dando voce alle interviste di oltre 57 mila imprenditori italiani: la flessione c’è (-2%), ma non assume per fortuna dimensioni catastrofiche. Tra febbraio e marzo 2009 il Centro Studi di Unioncamere ha condotto un’indagine su un campione rappresentativo di piccole e medie società industriali: oltre 57 mila le imprese intervistate. Le informazioni raccolte nell’ambito dell’indagine riguardano, prima di tutto, la necessità di contenere i prezzi di vendita. Nei mesi passati, le Camere di commercio non hanno registrato incrementi fuori della norma nei tassi di cessazione delle imprese o nelle dichiarazioni di apertura di fallimento. Le condizioni e i tempi della ripresa – sono le conclusioni cui giunge il Rapporto – dipenderanno, in larga misura, dagli avvenimenti internazionali. Ma conterà anche la capacità che, ai diversi livelli di responsabilità pubblici e privati, il Paese saprà dimostrare nel rafforzamento della coesione sociale e nell’innalzamento dei livelli competitivi, delle produzioni come delle infrastrutture e dei servizi pubblici.

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