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Posts Tagged ‘sistema salute’

Nuovo Sistema Salute introdotto dal Piano Nazionale Cronicità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Tutti a scuola con le Istituzioni, per implementare il nuovo Sistema Salute introdotto dal Piano Nazionale Cronicità. L’ambizioso progetto, messo in cantiere da Ipacs (Institutional & Public Coaching Services) nasce dal doppio evento istituzionale del 12 luglio e 12 settembre, patrocinato dal Ministero della Salute, durante il quale è stata fatta esperienza, nei laboratori paralleli, di come all’interno del Piano Cronicità si debba implementare l’Empowerment in ambito socio-sanitario. I laboratori del 12 settembre sono stati sia una ricognizione dello stato dell’arte sugli strumenti attuali di empowerment sia un laboratorio di sperimentazione di strumenti nuovi per migliorare le conoscenze, la consapevolezza, la responsabilità e motivazione di tutti gli attori del sistema. E’ stato applicato un approccio misto quali/quantitativo per comprendere, con la giusta lente, la realtà complessa e mettersi nelle condizioni di prevedere, partendo dal territorio, le azioni di empowerment da realizzare.
“Per rispondere alla eterogeneità dei bisogni” sintetizza la Dott.ssa Mia Scotti, progettista del Comitato Tecnico Aree Interne-Invitalia “occorre superare le divisioni verticali tra competenze, conoscenze e settori, lavorando in maniera multidisciplinare. Con flessibilità. Nell’attuazione progettuale, è necessario, per l’efficacia del progetto stesso, anticipare la possibilità di essere capaci di prevedere tutto”.
Ambiziosa è l’idea di rendere i cittadini e gli operatori sanitario dei veri e propri ‘influencer’ su salute e stili di vita positivi. Il nuovo progetto dal titolo ‘A scuola con le istituzioni’ si propone di applicare su piccoli gruppi di pazienti familiari e sanitari, un approccio mirato al progetto di vita attraverso un pacchetto integrato di coaching. Il coaching secondo ICF (International Coaching Federation) ‘è quella partnership tra due persone che attraverso un processo creativo stimola la riflessione e consente di sviluppare il potenziale individuale’.
Le sessioni di coaching non saranno dedicate esclusivamente a pazienti e familiari o cittadini ma comprenderanno il personale socio-sanitario dedicato alle cure. Siamo abituati a pensare a queste due categorie come a ruoli diversi, ma anche sviluppare le capacità dei sanitari significa agire sulle persone. Varie ricerche infatti hanno dimostrato che aiutare il personale a sviluppare le proprie capacità e competenze migliora la qualità dell’assistenza e ricade positivamente sui pazienti. Per questo il nuovo progetto voluto da Francesca Cioffi fondatrice di i PACS sarà il laboratorio di una ricerca economica e sociale sui cittadini, familiari e team multispecialistico. (fonte: Dr.ssa Johanna Rossi Mason)

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Sanità: AIFI e ddl Lorenzin, la storia continua

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Maggio 2016

associazione fisioterapistiRoma. “Con la discussione di ieri al Senato è entrato nel vivo l’iter legislativo del DDL 1324 che interessa molte migliaia di professionisti sanitari e che avrà un impatto rilevante per il sistema salute di questo paese”, l’Associazione Nazionale Fisioterapisti (AIFI) commenta così la prima giornata di discussione del provvedimento. Pur riconoscendo la portata e l’importanza dell’impianto generale della legge, AIFI è in obbligo di rilevare i rischi legati al sovvertimento delle regole poste a tutela del sistema, poiché il ddl Lorenzin prescinde dai requisiti previsti dalle normative vigenti in tema di istituzione di nuove professioni sanitarie. Omettendo il comma 3 dell’articolo 5 della legge 43/2006, che dispone l’acquisizione del parere preventivo e vincolante del Consiglio superiore di sanità, si espone a un rischio concreto la salute dei cittadini.“Non si comprende perché la regolamentazione di un settore dell’attività sanitaria esposto all’esercizio irregolare o abusivo, debba svolgersi al di fuori del controllo giustamente riservato alle professioni sanitarie attualmente normate – dichiara Mauro Tavarnelli, Presidente AIFI – su questo punto, quindi, la nostra attenzione resterà alta, così come continuerà l’azione di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini e dei rappresentanti politici.Rileviamo positivamente il segnale di attenzione dimostrato dall’aula, – continua Tavarnelli – con l’approvazione di un ordine del giorno proposto dai senatori D’Ambrosio Lettieri, Spilabotte, Cardiello e Cervellini, che impegna il governo ad adottare specifiche misure al fine di istituire ordini professionali propri per le professioni che superino i 20.000 iscritti agli albi. Aspettiamo fatti concreti dopo il positivo parere sull’ordine del giorno da parte della relatrice De Biasi”. Il Presidente Tavarnelli tiene infine a sottolineare che AIFI stigmatizza senza mezzi termini i comportamenti verbalmente violenti che la Presidente De Biasi ha denunciato di aver subito da parte di non meglio identificati fisioterapisti che certamente non rappresentano la professione ribadendo al contempo che gli attacchi personali e le minacce nulla hanno a che fare con il lecito dissenso che AIFI ha manifestato mantenendo sempre un profondo rispetto per le istituzioni e per chi le rappresenta. (foto: associazione fisioterapisti)

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2015: Novartis ancora tra i top employer

Posted by fidest press agency su martedì, 17 febbraio 2015

novartis-sedeOriggio, 16 febbraio 2015 – Nel 2015, per il terzo anno consecutivo, Novartis è tra le aziende ‘top employer’, in Italia Per la prima volta, inoltre, ben due realtà del Gruppo entrano a far parte del plotone di imprese che garantiscono ai propri dipendenti le migliori condizioni di lavoro: sia Novartis Farma che Sandoz hanno infatti ottenuto, per l’anno in corso, la prestigiosa certificazione del Top Employers Institute Italia. Ogni anno, questo ente indipendente prende in esame le condizioni di lavoro e le politiche di gestione delle risorse umane delle più importanti aziende italiane. L’analisi è condotta sulla base di parametri come l’ambiente di lavoro, le opportunità di carriera, gli investimenti in formazione e la cultura aziendale. Solo alle realtà che dimostrano di adottare i più elevati standard qualitativi, il Top Employers Institute assegna il proprio riconoscimento.Novartis Farma ottiene da tre anni la certificazione Top Employer e si conferma anche per il 2015 ai vertici della classifica delle migliori aziende italiane, attestandosi tra le prime dieci. Così Georg Schroeckenfuchs, Amministratore Delegato della società e Country President di Novartis in Italia, ha commentato il riconoscimento: “Questo risultato dimostra una volta di più la qualità e l’efficacia del nostro impegno nella valorizzazione dei collaboratori, la risorsa più importante di cui Novartis dispone. È un impegno concreto, volto a formare e a far crescere professionalmente persone motivate, in grado di offrire un contributo qualificato non solo all’azienda ma anche al paese, in termini di innovazione, efficienza del sistema salute, attenzione ai pazienti”.Quest’anno ottiene per la prima volta la certificazione Top Employer anche Sandoz, l’azienda del Gruppo Novartis impegnata nello sviluppo e commercializzazione dei farmaci equivalenti (o generici). Per Manlio Florenzano, Amministratore Delegato della società, “Si tratta di un traguardo importante e prestigioso per Sandoz, che riconosce l’impegno della nostra azienda verso le sue risorse umane. Credo che questo nostro risultato possa contribuire anche a rafforzare il ruolo e l’immagine di un settore, quello dei farmaci equivalenti e biosimilari, che sta diventando sempre più determinante per la sostenibilità del sistema salute”.
Novartis fornisce soluzioni terapeutiche innovative, in grado di far fronte alle esigenze in continua evoluzione dei pazienti e della società. Con sede a Basilea, in Svizzera, Novartis offre un portfolio diversificato, per meglio rispondere a queste esigenze: medicinali innovativi, farmaci per la cura degli occhi, generici a costi competitivi, vaccini preventivi e prodotti da banco. Novartis è la sola azienda al mondo a detenere una leadership in tutte queste aree. Nel 2014 le attività del Gruppo hanno registrato un fatturato di 58 miliardi di dollari, a fronte di investimenti in R&S in tutto il Gruppo pari a circa 9,9 miliardi di dollari (9,6 miliardi di dollari escluse le svalutazioni e gli ammortamenti). Le società del Gruppo Novartis contano circa 130.000 collaboratori a tempo pieno. I prodotti Novartis sono disponibili in oltre 180 Paesi del mondo.
Sandoz, società del Gruppo Novartis, è leader globale nella produzione e commercializzazione di medicinali generici equivalenti.
Presente in oltre 160 paesi e con oltre 26.500 collaboratori in tutto il mondo, Sandoz offre un ampio portafoglio di farmaci equivalenti di qualità a un prezzo accessibile.Con un fatturato globale di 9.2 miliardi di dollari nel 2013, Sandoz ha un portafoglio prodotti di circa 1100 molecole e detiene la leadership a livello mondiale nel settore dei Biosimilari, nonché nelle aree off-patent degli iniettivi-oncologici, di oftalmologia, di dermatologia e degli antibiotici.I prodotti Sandoz sono presenti nelle principali aree terapeutiche e comprendono farmaci per il sistema cardiovascolare, trattamenti per il sistema nervoso centrale e nell’area del dolore cronico, farmaci per i disturbi del tratto gastrointestinale e del metabolismo, terapie oncologiche e respiratorie e trattamenti per il sangue e gli organi emopoietici. Sandoz sviluppa, produce e commercializza questi farmaci così come i principi attivi farmaceutici e biotecnologici e si contraddistingue grazie alla sua abilità nello sviluppare e produrre prodotti complessi a valore aggiunto, che rappresentano quasi la metà del portafoglio di Sandoz.Oltre alla forte crescita organica degli ultimi anni, Sandoz ha operato una serie di acquisizioni tra cui Lek (Slovenia), Sabex (Canada), Hexal (Germania), Eon Labs (USA), EBEWE Pharma (Austria), Oriel Therapeutics (USA), Falcon (USA) e Fougera (USA).

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Gli infermieri si prendono cura, i medici curano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2009

Lo stato di salute della popolazione migliora, ma c’è un utilizzo inappropriato dei livelli di assistenza: tante risorse per diagnosi e terapie  e poche per l’assistenza. È quanto emerso, recentemente, dall’incontro del collegio provinciale di Udine degli infermieri iscritti all’Ipasvi (infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d’infanzia)  che si è svolto a Pasian di Prato. “Valorizzare il prendersi cura oltre al curare. L’infermiere come responsabile dei risultati. Il codice deontologico, le norme, le prospettive”. Con questo titolo l’incontro è stato dedicato alla rivalutazione della figura professionale dell’infermiere che negli ultimi 15 anni ha vissuto straordinari cambiamenti legislativi. Al centro del convegno l’importanza dell’infermiere in un sistema salute che sta vivendo grandi trasformazioni. Un esempio concreto è stato portato da Luca Lattuada, direttore sanitario dell’azienda ospedaliero-universitaria di Trieste, che ha sottolineato il progressivo invecchiamento della popolazione, un fenomeno che comporta la necessità di allocare risorse per assistere gli anziani: a chi è demandato questo compito? Agli infermieri. “L’età media dei pazienti dimessi dai reparti delle mediche del Cattinara di Trieste – ha sottolineato – è di 81 anni e tutti necessitano di assistenza infermieristica. Ma all’aumentano delle necessità  corrisponde una diminuzione delle risorse”. Spangaro chiama in causa il Libro Verde, un documento che raccoglie le indicazioni programmatiche e i temi portanti che la Regione intende affrontare, per elaborare soluzioni condivise; fra questi la criticità del lavoro in alcune realtà del sistema sanitario. Uno degli elementi che hanno determinato questa situazione è anche la scarsa partecipazione dei professionisti ai processi progettuali, decisionali e valutativi”.Immediata la replica degli infermieri: “Sullo sfondo di queste considerazioni pur reali si innesta il discorso della più macroscopica e tuttora irrisolta questione della carenza infermieristica”. Il rischio è quello di tornare alle scuole regionali togliendo agli infermieri la possibilità di acquisire alti livelli formativi e raggiungere quell’autonomia professionale sancita dalla legge 251/2000.  “Qualcuno potrà accusarci di voler diventare come i medici, ma non vogliamo diventare dei medici: vogliamo solo essere infermieri, professionisti”. Su queste premesse ha preso la parola Marika Pascolo segretaria del Collegio, ripercorrendo tutto l’iter legislativo della figura dell’infermiere fino ad arrivare al Codice Deontologico del 2009. “La legittimazione professionale – ha sostenuto la tesoriera del Consiglio direttivo Tiziana Tellini – è decisiva per essere riconosciuti dai cittadini come risorsa utile per risolvere problemi concreti”.

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