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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘sistema sanitario’

Campagna nazionale per la difesa del Sistema Sanitario pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Roma venerdì 10 maggio dalle 10 alle 13 presidio al Ministero della Salute l’USB Pensionati – Federazione del Sociale apre la campagna nazionale per la difesa del Sistema Sanitario pubblico. L’iniziativa è promossa in concomitanza con lo sciopero nazionale del Pubblico Impiego, a sottolineare lo stretto legame tra stato sociale, diritti universali e condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici per una Pubblica Amministrazione efficiente.
Al continuo processo di privatizzazione si va sostituendo la progressiva destrutturazione del sistema sanitario pubblico: definanziamento, patto per la salute e federalismo differenziato, sono gli strumenti operativi del governo per attuare questo progetto.La costruzione di un nuovo modello di sanità procede verso un’assistenza di tipo mutualistico attraverso fondi e polizze sanitarie, welfare aziendale, volti a fornire ulteriori risorse al privato. Questo determina una differenziazione territoriale dell’esercizio del diritto alla salute, tra l’altro già in atto, a cui si aggiunge una condizione economica che modula tale diritto.Sottrarre i lavoratori dipendenti, attraverso il welfare aziendale, al sistema pubblico vuol dire impoverirlo relegandolo a sistema sanitario dei poveri, di scarsa qualità e con carattere di beneficienza con volontariato e terzo settore come attori principali.
L’approvvigionamento dei farmaci è sempre più problematico e di qualità sempre più equivoca, vedi i continui ritiri o limitazione dell’uso di farmaci di larga diffusione.
Le strutture sanitarie sono sempre più inavvicinabili sia per il taglio dei posti letto e la chiusura di interi ospedali sia per la difficoltà di reperire risorse sia per la carenza strutturale di personale, tra l’altro in età avanzata o in condizioni di precarietà permanente o esternalizzazioni ormai fuori dalla legittimità.Tutto questo avviene sotto i nostri occhi, diventa indispensabile aprire una vera e propria vertenza sociale, non solo in difesa del sistema sanitario pubblico, ma per la sua ricostruzione sia delle funzioni che del livello operativo e delle strutture con personale adeguato.Per questo abbiamo promosso una campagna nazionale che proponiamo per il diritto costituzionale alla salute a all’assistenza, diritto universale per tutti e per tutte le esigenze socio – sanitarie.

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“La violenza nei confronti degli operatori del Sistema Sanitario: conoscere, comprendere, intervenire!”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

Bergamo lunedì 10 dicembre all’auditorium “L. Parenzan” del Papa Giovanni XXIII, p.le OMS, 1 con inizio alle ore 9,00. Sono sei le ore di formazione previste, con l’obiettivo di offrire strumenti teorici e pratici per la tutela di chi tutti i giorni si trova in prima linea a dover gestire il fenomeno. Il Convegno intende indagare le dimensioni del fenomeno e comprenderne le dinamiche per poter definire misure efficaci di prevenzione, percorsi attivabili da parte delle aziende sanitarie con riferimenti comuni per l’attivazione di procedure di sicurezza. Numerosi e vari i punti di vista che saranno messi a confronto, per un fenomeno senza dubbio complesso: medici, infermieri, psicologi, responsabili della Medicina del Lavoro, dei Comitati per le pari opportunità, dei servizi di Prevenzione e Protezione e Risk Management, degli URP e degli uffici a contatto con il pubblico, delle associazioni di categoria delle professioni sanitarie, gli esponenti del mondo sindacale. Tra i relatori anche una rappresentanza della Regione e della Rete dei Comitati Unici di Garanzia (CUG): in discussione è infatti la promozione di un tavolo tecnico permanente di coordinamento sulla materia.
Seppure in assenza di dati certi, tutti gli osservatori assicurano che il fenomeno delle aggressioni nelle strutture sanitarie è in continua crescita. Il Ministero della Salute, nel marzo scorso, ha istituito un “Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie”. Nell’agosto 2018 il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di Legge, ora all’esame del Parlamento, che prevede una modifica del codice penale con circostanze aggravanti nei confronti di chi commette reati con violenza o minacce ai danni degli operatori sanitari nell’esercizio delle loro funzioni. Lo stato dell’arte di questa proposta di modifica normativa sarà al centro di una tavola rotonda nella sessione pomeridiana del Convegno. Tutti gli attori coinvolti concordano sulla necessità di promuovere percorsi condivisi di censimento del fenomeno. Al Papa Giovanni XXIII sono stati 22 i casi di operatori che nel biennio 2016-2017 si sono rivolti al Pronto Soccorso in seguito ad aggressioni fisiche. In tutti questi casi sono stati refertati alcuni giorni di prognosi. Ma questo dato cela una realtà di dimensioni senza dubbio maggiori. Le aggressioni fisiche, di varia intensità e gravità, si attestano su alcune decine di casi all’anno. Solo la presenza costante del servizio di vigilanza interno, in molti casi, evita che il fenomeno degeneri ai danni degli operatori coinvolti. Per non parlare degli episodi che si limitano al livello verbale o alle minacce, pur senza tradursi in atti di violenza concreta.
La data del 10 dicembre coincide con la chiusura della campagna di attivismo contro la violenza sulle donne e di genere promossa da UN Women con l’iniziativa “International Day for the Elimination of Violence against Women, Sixteen Days of Activism against Gender Violence”.

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Le sfide del sistema sanitario italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

“Sono molteplici le sfide che dovrà affrontare il Sistema Sanitario del nostro Paese: l’insorgere di nuovi bisogni di cura, l’aumento della vita media, l’introduzione di farmaci e tecnologie sempre più complessi e, quindi, sempre più onerosi, per citarne alcune. Per ristabilire equità e universalismo è fondamentale stabilire un’alleanza vera tra la Sanità Pubblica, il settore assicurativo ed i Fondi Sanitari Integrativi”. Sono le parole di Marco Vecchietti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RBM Assicurazione Salute, a commento del dibattito tenutosi presso il Forum Risk Management di Firenze.
Sulla direzione da intraprendere per far fronte all’effettivo fabbisogno di salute degli italiani Vecchietti ha le idee chiare: “In un’infrastruttura “monopilastro”, come quella sulla quale è stato costruito ormai 40 anni fa il nostro Sistema Sanitario, per poter far fronte al fabbisogno crescente di salute da parte degli italiani bisognerebbe incrementare costantemente la spesa sanitaria pubblica, imponendo di fatto “nuove tasse” alle aziende (che oggi forniscono poco più del 37% della dotazione del Fondo Sanitario attuale) e ai cittadini.Si tratterebbe, in altri termini, di passare, secondo stime condivise nel settore, dagli attuali 112 miliardi a poco meno di 150 miliardi. Questo nei fatti vorrebbe dire portare la spesa media pro capite per cittadino da 1.870 Euro a quasi 2.500 Euro pro capite. Numeri che, soprattutto nell’attuale scenario di finanza pubblica, appaiano francamente non solo impercorribili, ma anche decisamente irrealistici.Ma allora, se come in effetti è, si ammette una volta per tutte che il fabbisogno di salute degli italiani è superiore alla capacità finanziaria del Servizio Sanitario Nazionale perché non superare la chimera di Livelli Essenziali di Assistenza onnicomprensivi, ma non finanziabili, organizzando una gestione strutturata dei percorsi di cura in grado di beneficiare di quell’ibridazione, tra pubblico e privato, che ormai da un decennio è realtà per la stragrande maggioranza (2 su 3) dei cittadini italiani?”.
“Il Secondo Pilastro Sanitario – prosegue il numero uno di RBM Assicurazione Salute – viene sovente additato come sistema che sottrarrebbe, attraverso la sua fiscalità agevolata, delle risorse all’Erario che potrebbero essere in modo più proficuo impiegate per finanziarie il Fondo Sanitario Nazionale, ingenerando iniquità tra cittadini che possono beneficiarne e cittadini che ne sono ancora privi. Chi è di questo avviso non tiene conto di due importanti circostanze. La prima è che l’attuale sistema delle detrazioni fiscali per le spese sanitarie, esteso “sulla carta” a tutti i cittadini, risulta decisamente costoso (poco meno di 4 miliardi di Euro annui, con un costo più che doppio rispetto a quello dei benefici fiscali stanziati per le agevolazioni della Sanità Integrativa, fonte MEF) e, nella pratica finisce per agevolare esclusivamente i cittadini del Nord e quelli a reddito medio elevato (oltre i 60.000 Euro di Reddito annuo). La seconda che i benefici fiscali del Secondo Pilastro sono alternativi a quelli delle detrazioni per spese sanitarie, quindi in termini di risorse non aggiungono costi per lo Stato, dal momento che se il cittadino non ottenesse un rimborso dalla propria Polizza o dal proprio Fondo porterebbe in detrazione tali spese dalla sua dichiarazione dei redditi. Peraltro non bisogna dimenticare, che la diffusione di Polizze e Fondi Sanitari finisce inevitabilmente per garantire una significativa emersione di gettito aggiuntivo dal momento che l’assicurato, per poter ottenere il risarcimento, deve necessariamente produrre la relativa documentazione di spesa. È molto più facile che una fattura sia richiesta per ottenere il rimborso del 100% dopo un paio di settimane piuttosto che per un rimborso differito di un anno e per giunta solo del 19% delle spese sostenute”.E conclude con la sua proposta: “Credo sia giunto il momento di fare i conti. Se l’obiettivo è davvero quello dell’equità e non quello della difesa di rendite di posizione, economiche e/o ideologiche, bisognerebbe pensare a come attuare un Secondo Pilastro Sanitario, anch’esso universale, piuttosto che continuare a cercare motivazioni strumentali per tentare di smontare una tutela che, per chi già la possiede, garantisce annualmente in media una riduzione di circa 2/3 della Spesa Sanitaria Privata”.

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Il sistema sanitario basato sul valore: un modello che può salvare 25mila vite ogni anno in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Oltre 25.000 vite potrebbero essere salvate all’anno in Italia se i tassi di mortalità delle regioni con performance peggiore raggiungessero il valore medio nazionale. Questa riduzione del 5% del tasso di mortalità nazionale è solo un esempio del grande impatto che un sistema sanitario basato sul valore avrebbe in Italia, come descritto nel nuovo studio di The Boston Consulting Group “Generare valore, un approccio in tre fasi” sullo stato attuale della salute pubblica. La ricerca di BCG svela alcune tendenze significative del sistema sanitario nazionale:
· Italiani più longevi, ma meno sani: il dato di aspettativa di vita, che continua ad aumentare leggermente, non dice tutto dello stato di salute della popolazione. Tra il 2005 e il 2015, infatti, la percentuale di cittadini che lamentano un cattivo o un pessimo stato di salute è cresciuta dal 9,9 al 12,5%: un fenomeno che non ha paragoni negli altri quattro principali Paesi dell’UE (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna).
· Finanziamenti in calo per la sanità pubblica: la percentuale di spesa sanitaria sostenuta dal finanziamento pubblico è in continua riduzione (78% nel 2008, 76% nel 2012, 75% nel 2016), avvicinando sempre più l’Italia a Paesi storicamente meno universalistici, come Svizzera (64%) e Stati Uniti (49%).
· Variabilità regionale, l’ospedale più vicino non è necessariamente il migliore: ospedali poco distanti possono mostrare differenze significative in termini di processi ed esiti clinici. Ad esempio, in una delle regioni più avanzate dal punto di vista degli esiti di salute, la possibilità di subire, entro due giorni, l’intervento chirurgico necessario per una frattura al femore può variare dal 15 al 95%, mentre in un’altra regione la mortalità a 30 giorni a seguito di infarto miocardico acuto varia dal 5 all’11% a seconda della qualità e dell’efficienza dell’ospedale in cui si è trattati. Un sistema sanitario basato sul valore per il paziente parte da un concetto semplice: per ottenere risultati migliori gli esiti vanno guardati non solo con gli occhi dello specialista, ma anche con quelli del paziente. E creare valore per il paziente deve essere sia l’obiettivo ultimo, che un vantaggio competitivo sempre più strategico per payer e provider del settore sanitario. La divisione Health Care di BCG Italia supporta gli attori principali del settore, a livello nazionale e internazionale, nella trasformazione dei loro modelli di business, affinché possano offrire servizi economicamente competitivi ma, al tempo stesso, in grado di migliorare i risultati dei pazienti e garantire la crescita sostenibile delle organizzazioni.Quanto alla possibilità di mettere in pratica tale sistema basato sul valore, Stefano Cazzaniga, Principal di BCG, commenta: “Nonostante le numerose sfide, il sistema sanitario italiano resta uno dei migliori al mondo. Affinché questo eccellente posizionamento sia sostenibile nel tempo, bisogna innescare un nuovo cardine, legato al concetto di valore e di impatto sulla vita del paziente. Sono necessarie azioni decise e rapide, come affrontare in maniera sistematica l’eterogeneità fra gli esiti delle regioni e dei singoli ospedali e intervenire per scongiurare l’insostenibilità dei costi, che si traduce in una difficoltà degli accessi e in un’impennata della spesa privata. Sempre coniugando la prospettiva dei pazienti (gli esiti clinici) con quella del sistema (la sostenibilità)”.

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Lazio: Il sistema sanitario è ancora in tilt con le liste d’attesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

Lunghe liste d’attesa e centralini che rimandano all’anno prossimo per una Tac. Nonostante i dati pubblicati sul sistema di rendicontazione avanzato secondo classi di priorità abbiano fatto della Regione Lazio una tra le poche che, insieme a Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano, si possano definire “trasparenti” per aver pubblicato sui rispettivi siti i dati sulle liste d’attesa, non risulta ancora chiaro ai cittadini il numero di giorni da attendere per una visita medica.La Regione Lazio, infatti, ha predisposto un sistema di rilevazione dei tempi di attesa (TDA) che monitora ogni settimana le visite e gli esami diagnostici. I dati riportati si riferiscono alle prime visite e agli esami strumentali, diviso per classe di priorità: urgente, breve e differibile.
Per ogni prestazione viene indicata la percentuale di prenotazioni effettuate con tempo di attesa entro gli standard regionali. Il colore verde indica il rispetto dei tempi per almeno il 90% del totale delle prenotazioni; il colore giallo indica che le prenotazioni entro lo standard sono comprese tra 50-89%; il colore rosso indica che le prenotazioni entro lo standard sono minori del 50% sul totale delle prenotazioni per il periodo selezionato. Vengono presentate le ultime tre rilevazioni settimanali, con possibilità di visualizzarne un numero massimo di cinque. Nella settimana dal 9 al 15 Luglio solo tre prestazioni risultano in verde, e quindi entro gli standard regionali: le visite per chirurgia vascolare, visite ginecologiche e otorinolaringoiatrica.In seguito al Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (Pngla) 2010-2012, approvato con l’Intesa Stato-Regioni del 28 ottobre 2010, sono state stabilite un numero di 58 prestazioni tra visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici per cui Asl ed ospedali devono indicare i tempi massimi di attesa.Alle Regioni e Province autonome spettava di pubblicare il loro Piano regionale di governo delle liste d’attesa ed, entro 60 giorni, ogni Azienda sanitaria era tenuta ad adottare il proprio programma attuativo, garantendone adeguata diffusione ai cittadini. Ma a ben vedere dai risultati preliminari dello studio Gimbe la trasparenza sui tempi di attesa, di fatto prevista per legge, rimane in larga parte disattesa da Regioni e Province autonome. Accanto ad alcuni sistemi avanzati di rendicontazione che permettono di conoscere in tempo reale i tempi per ciascuna prestazione in tutte le aziende sanitarie, vi sono persino Regioni che non rendono disponibile alcun dato.Protestano i tanti pazienti che si lamentano di fare telefonate a vuoto al numero verde del Recup. Il centralino regionale per le prenotazioni degli appuntamenti sanitari è in difficoltà nel fissare nuove date in agenda, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni cosiddette “differibili”, ossia non urgenti, anche se altrettanto importanti, soprattutto per la prevenzione.“La salute dei cittadini non può attendere e per questo la Regione si deve attivare al più presto con un programma effettivo al fine di risolvere gravoso problema delle liste d‘attesa – afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – Ci sono esami, come le tac, che sono indispensabili nella prevenzione e devono essere garantiti dal sistema sanitario nazionale, come il diritto alla salute e alle cure”, conclude Giacomelli.

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Collaborazione tra aziende finalizzata ai bisogni dei clinici, dei pazienti e del Sistema Sanitario

Posted by fidest press agency su domenica, 20 maggio 2018

Nasce una alleanza strategica tra Medtronic e Nestlé Health Science Italia per contribuire alla diffusione di percorsi di eccellenza per il paziente chirurgico che mirano a migliorare l’outcome clinico garantendo la sostenibilità del Sistema Sanitario.In quest’ottica, entrambe le aziende, leader nei propri mercati di riferimento, hanno deciso di unire le proprie forze e competenze, Medtronic nell’ambito chirurgico mininvasivo e Nestlé Health Science in quello della nutrizione clinica, per diffondere i migliori “percorsi paziente” su terapie di riferimento per entrambe le aziende: uro-ginecologica, obesità, colorettale, lung health, attraverso la condivisione di conoscenze, competenze, contenuti tecnologici scientifici e farmaco-economici.In particolare, una delle aree di forte sinergia è stata individuata nella volontà di informare e creare percorsi di formazione per i principali stakeholders – clinici e non clinici – su protocolli di eccellenza in chirurgia quali ERAS Enhanced Recovery After Surgery, nati proprio con l’obiettivo di garantire un recupero post-operatorio ottimale e un ritorno precoce e sicuro alle attività quotidiane, con un notevole risparmio per il Sistema in termini di riduzione dei giorni di degenza e delle complicanze.All’interno del documento di Intesa, le due Multinazionali hanno previsto di collaborare per l’organizzazione di iniziative con le maggiori società scientifiche ed associazioni di pazienti, per la pianificazione di percorsi di formazione e certificazione di centri Target sul protocollo ERAS e per attività di awareness nei confronti di differenti stakeholders: istituzioni, enti, clinici, operatori, pazienti.“Il paziente è da sempre il protagonista del percorso di cura – afferma il professor Pierluigi Marini, Presidente ACOI (Associazioni Chirurghi Ospedalieri Italiani) -. Come Società Scientifica collaboreremo al fine di promuovere tecniche e percorsi mirati al benessere e all’ottimizzazione della cura. A tale proposito l’innovazione in tecnologia e nutrizione, inserite in un percorso virtuoso di gestione del paziente pre-durante-post chirurgia, assumono un ruolo determinante, perché contribuiscono a un migliore recupero del paziente con un beneficio clinico e per il Sistema. Proprio in questi giorni ACOI sta lanciando un board scientifico multidisciplinare di esperti che nei prossimi mesi validerà le linee guida internazionali ERAS per l’Italia”.E’ un primo importante esempio di collaborazione tra aziende finalizzato ai bisogni dei pazienti, dei clinici e del Sistema Sanitario.

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Vantaggi per le persone con diabete e per il Sistema Sanitario

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

glasgowGlasgow, Scozia. Passare ad una terapia con insulina degludec per il trattamento di diabete di tipo 1 e di tipo 2 è rispettivamente costo-efficace e più conveniente1: lo dimostra una nuova analisi di costo-efficacia effettuata utilizzando dati clinici di real-world presentata al 20mo congresso europeo annuale dell’International Society for Pharmacoeconomics and Outcomes Research (ISPOR 2017) a Glasgow, Scozia.
Dall’analisi si dimostra che l’insulina degludec rimane costo-efficace anche dopo aver escluso i benefici primari associati al cambio di terapia (come la riduzione delle ipoglicemie) e l’utilizzo delle risorse del sistema sanitario, in un calcolo basato su un periodo di trattamento di un anno. Se si stimano i costi sul più lungo periodo del diabete quale malattia cronica, il risparmio si dimostra ancora più rilevante.Questi dati si basano su studi in real-world precedenti, che hanno mostrato come il passaggio ad insulina degludec da un’altra insulina basale (principalmente insulina glargine 100 U o insulina detemir) permetta una significativa diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue e, al tempo stesso, abbassi i tassi di episodi di ipoglicemia gravi potenzialmente pericolosi del 92% in persone con diabete tipo 2 e dell’85% in persone con diabete tipo 1.2,3“In aggiunta alle numerose prove a supporto dei suoi benefici nella pratica clinica, l’insulina degludec dimostra anche di essere una scelta di trattamento costo-efficace per i vari sistemi sanitari in Europa”, afferma Mads Krosgaard Thomsen, executive vice president e chief science officer di Novo Nordisk. “Ci auguriamo che queste incoraggianti scoperte derivate dalla pratica clinica possano aiutare a rendere insulina degludec disponibile a sempre più persone con diabete di tipo 1 e di tipo 2 in tutto il mondo”. Questa nuova analisi si basa su un sottogruppo italiano dello studio EU-TREAT (EUropean TREsiba AudiT). EU-TREAT è uno studio europeo, multicentrico, in real-world condotto su 2.550 pazienti che analizza gli effetti del passaggio ad insulina degludec da un’altra insulina basale, in persone con diabete di tipo 1 e di tipo 2.1-3. La costo-efficacia è stata valutata sulla base del cambiamento nei tassi di ipoglicemia, della dose di insulina basale e rapida in corrispondenza dei pasti e del peso corporeo, a sei mesi dopo il passaggio ad insulina degludec in 397 persone con diabete di tipo 1 e 153 persone con diabete di tipo 2 in Italia. I modelli di costo-efficacia hanno valutato il rapporto incrementale di costo-efficacia (ICER-Incremental Cost Effectiveness Ratio) per il costo degli anni di vita aggiustati per la sua qualità. (QALY-Quality Adjusted Life Years)1 e permettono di fare paragoni tra trattamento e aree terapeutiche.

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Welfare Day 2017: “Il Sistema Sanitario in Italia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

MedicinaRoma conferenza stampa mercoledì 7 giugno alle ore 14 dalle ore 9.00 alle ore 17.00, presso Palazzo Colonna sito in P.zza SS. Apostoli, 66. A conclusione della mattinata di lavori del Welfare Day 2017 “Il Sistema Sanitario in Italia: come coniugare Sostenibilità, Equità e Promozione della Salute”,verrà presentato in anteprima il VII Rapporto RBM-CENSIS sulla Sanità Pubblica, Privata ed Intermediata in Italia, articolato in due sezioni: “Per tanti… non più per tutti.La sanità italiana al tempo dell’universalismo selettivo”e “Sostenibilità, Equità e Promozione della Salute: il Contributo di un Secondo Pilastro in Sanità per la Buona Salute di Tutti”. A seguire il programma prevede quattro tavole rotonde tematiche: la prima riservata ai Decision Makers (con la partecipazione dei componenti delle Commissioni Parlamentari Sanità ed Affari Sociali del Senato e della Camera); la seconda alle Parti Sociali (Associazioni Datoriali, Sindacati e Associazioni dei Consumatori); la terza di confronto tra alcuni dei più autorevoli esperti della sanità e la quarta dedicata agli operatori del settore (Forme Sanitarie Integrative). A conclusione del programma della mattina, attorno alle 13.30 è previsto, inoltre, l’intervento del Sottosegretario al Ministero della Salute, On. Davide Faraone.

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“La sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale alla luce del quadro economico attuale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2016

Monza-Villa RealeMonza Martedì 13 dicembre, ore 10:30 Ospedale San Gerardo di Monza Palazzina Accoglienza – Via Pergolesi, 33 – Auditorium Enrico Maria Pogliani. Il sistema sanitario universalistico caratterisitico del nostro Paese, così come l’abbiamo conosciuto, a breve non sarà più sostenibile. Risorse limitate e vincoli di bilancio sempre più stringenti da un lato, terapie innovative ad alto costo, aumento dell’aspettativa di vita e trasformazione di malattie un tempo gravi in patologie croniche dall’altro, sono forze contrastanti che ne minano le fondamenta. Il problema è già all’ordine del giorno per gli ospedali italiani che si trovano a operare scelte difficili circa la presa in carico dei pazienti: generalizzata o volta a privilegiare le sole acuzie? Per discutere il tema, con il contributo di autorevoli esperti, l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale ASST di Monza organizza il convegno. Interverranno:
– Dottor Sergio Harari, Direttore dell’Unità di Pneumologia dell’Ospedale San Giuseppe di Milano che interviene sulle pagine del Corriere della Sera (moderatore)
– Professor Walter Gualtiero Ricciardi, Presidente Istituto Superiore di Sanità
– Professoressa Cristina Messa, Magnifico Rettore Università di Milano Bicocca
– Professor Francesco Longo, Docente di Economia delle Aziende Sanitarie, Università Luigi Bocconi
– Professor Eugenio Pessina, Docente di Public Management, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
– Dottor Matteo Stocco, Direttore Generale ASST Monza, giornalista pubblicista
– Dottor Giulio Gallera, Assessore al Welfare Regione Lombardia
– Dottor Fabrizio Sala, Vice Presidente e Assessore alla Casa, Housing sociale, Expo 2015 e Internazionalizzazione delle Imprese Regione Lombardia
Seguirà una tavola rotonda alla quale parteciperanno, oltre ai relatori, anche i Direttori Generali della Sanità di Lombardia, Giovanni Daverio, Liguria, Walter Locatelli, Veneto, Domenico Mantoan.
All’evento è stato invitato anche il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. L’incontro è stato inserito anche sulla piattaforma S.I.Ge.F. con il titolo “Comunicare la sanità”.

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Best practice al sistema sanitario lombardo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

Finlombarda S.p.A. comunica che, per i nuovi contratti, il Fondo Socio Sanitario* ha raggiunto il traguardo di 60 giorni nei tempi di pagamento dei fornitori del sistema sanitario lombardo. Da marzo ad oggi sono stati pagati a 60 giorni oltre 2.000 fornitori per più di 120 milioni di euro, con un tasso di crescita medio del 97%. Entro la fine dell’anno si prevede di erogare ulteriori 240 milioni di euro. “A causa dell’insolvenza della pubblica amministrazione, grava sulle spalle delle nostre imprese in Italia una massa creditizia di ben 70 miliardi di euro. Garanzia di tempi certi di pagamento e riduzione ulteriore degli stessi a 60 giorni, come deliberato dalla nostra Regione, rappresenta un esempio concreto di come affrontare questo problema”, commenta Marco Nicolai, Presidente del Consiglio di Gestione di Finlombarda S.p.A. Istituito nel 2007 da Regione Lombardia e gestito da Finlombarda, che ha centralizzato i flussi finanziari delle aziende sanitarie secondo una logica di cash pooling, il Fondo Socio Sanitario ha permesso la progressiva e significativa contrazione delle tempistiche di pagamento dei fornitori del sistema sanitario lombardo da 280 giorni iniziali a 90 giorni (2009), per poi passare ai 60 giorni attuali per tutti i nuovi contratti.
Il Fondo Socio Sanitario ad oggi ha erogato complessivamente 10,3 miliardi di euro, di cui 8,7 miliardi di euro direttamente a oltre 13.000 imprese e relativi a 106 categorie merceologiche, e la gestione di oltre 3.100.000 documenti contabili (tra fatture e note di credito). Per il 79,3% gli acquisti riguardano 10 categorie merceologiche, tra le quali ai primi tre posti per ammontare erogato sono posizionati i prodotti farmaceutici (2,6 miliardi di euro) seguiti dai presidi chirurgici e materiali sanitari (1,1 miliardi di euro) e dai materiali protesici (0,67 miliardi di euro).

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Investimento Eli Lilly

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

In riferimento all’annuncio fatto oggi dalla Eli Lilly secondo cui l’azienda ha confermato e aumentato gli investimenti italiani per raddoppiare la capacità produttiva del polo produttivo fiorentino, il Senatore Ignazio Marino, Presidente Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’efficacia e sull’efficienza del Sistema Sanitario Nazionale, ha dichiarato: “Sono molto felice di apprendere che Eli Lilly ha annunciato l’ampliamento del sito produttivo di Sesto Fiorentino, a così breve tempo dalla sua inaugurazione. Questo premia l’impegno e la serietà di Lilly Italia e dimostra la lungimiranza della casa madre che, in un periodo di forte crisi internazionale, investe con convinzione rinnovata nel nostro paese. Ciò costituirà un vantaggio per i pazienti, per il territorio e per le professionalità italiane coinvolte nell’operazione. Sarò lieto di visitare la seconda linea di produzione di insulina da DNA ricombinante che verrà inaugurata nel 2012”. Anche il Senatore Antonio Tomassini, Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato, ha commentato la notizia affermando: “Sono molto felice che si vada a concretizzare quanto fortemente speravamo, per cui ci siamo impegnati e abbiamo lavorato”.
Il Senatore Cesare Cursi, Presidente della Commissione permanente Industria, Commercio, Turismo ha dichiarato: “Queste sono le cose che fanno bene all’Italia e al nostro sistema economico, per questo vanno sostenute e incentivate. Le aziende come Eli Lilly danno l’esempio di come sia possibile investire in Italia e di come questa sia una scelta di successo”.

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Aggiungere qualità alla vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2010

Milano, 27 ottobre ore 11 presso il Visionnaire (ex cinema Cavour), in piazza Cavour 3 tavola rotonda “Home Healthcare: aggiungere qualità alla vita, sottrarre costi sociali”. Recenti ricerche confermano che la principale preoccupazione degli italiani riguarda la “non autosufficienza” (85,7%) e la paura di non poter sostenere le spese mediche per sé o per un familiare (82,5%). L’invecchiamento comporta una crescente domanda di servizi legati alla salute che provocheranno un significativo appesantimento dei costi del sistema sanitario, una sfida difficilmente sostenibile. Il seminario affronta queste problematiche: la diffusione dell’assistenza sanitaria domiciliare e della telemedicina come alternative efficaci alle cure ospedaliere, per favorire la guarigione dei pazienti in ambienti più familiari, rendendo “più leggeri” i costi sociali. Tra i relatori confermati Mariolina Moioli, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, Emilio Mortilla Presidente di Ageing Society, Fulvio Glisenti esperto di telemedicina e Christoph Westerteicher Business Director EU di Philips TeleHealth.

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Tagli al sistema sanitario laziale

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

“L’iniziativa dell’Associazione Arca di Noi Altri che si propone di fronteggiare i tagli al sistema sanitario del Lazio è da replicare in tutto il contesto nazionale. Partendo dal territorio laziale tale associazione dovrebbe aggregarsi agli altri progetti simili.” Questo è il commento della responsabile per le Politiche Sociali dell’Italia dei Diritti, Pamela Aroi, alla notizia della costituzione dell’Associazione Arca di Noi Altri, nata dalla volontà dei genitori dei bambini disabili dell’IRCCS San Raffaele-Pisana, ospedale colpito quest’anno da pesanti tagli. “Questa diminuzione – continua la Aroi – dei finanziamenti è molto grave. E’un sintomo di quello che sta succedendo in Italia. Non bisogna in alcun modo intaccare la professionalità dei medici del San Raffaele, il cui lavoro è aiutare i disabili e le loro famiglie. Tale iniziativa associativa deve essere sostenuta e deve essere considerata un punto di riferimento nazionale per tanti altri progetti di ugual fattura”. Conclude infine l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Ad ogni modo i tagli alla sanità sono una vergogna. L’assistenza alla salute è un diritto di ogni cittadino che paga le tasse, soprattutto deve essere garantita ad una fascia debole e vasta della società italiana come i disabili”.

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Emodialisi

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2009

«Dal 2001 ad oggi, i rimborsi per le spese di trasporto dei pazienti emodializzati risultano non adeguate agli attuali costi effettivamente sostenuti per recarsi ai centri ambulatoriali di dialisi, questo con notevole aggravio  economico sia per i malati sia che per gli operatori del servizio dei trasporti». E’ quanto dichiara Luigi Celori, presidente della Commissione per la Riforma del Sistema sanitario della Regione, che sul suddetto problema ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione. «Sono circa 4 mila i pazienti affetti da patologie renali – prosegue Celori – e il 60,5% di essi non essendo autonomo necessita di essere accompagnato al centro dialisi per la terapia tre volte a settimana. Un 20% di essi viaggia con servizi che assicurano alcune Asl, una minima parte viene accompagnata da familiari, mentre la maggioranza dei malati viene trasportata da società, associazioni e cooperative che operano nel settore. Il Servizio Sanitario Nazionale  garantisce  ai nefropatici cronici in trattamento dialitico il rimborso delle spese di trasporto dal domicilio al centro di dialisi, ma spetta alle regioni l’adeguamento dei rimborsi».«Ci chiediamo  – conclude Celori – come mai ad oggi la Regione Lazio non abbia provveduto all’aggiornamento  tariffario. Il problema è socialmente rilevante alla luce anche del fatto  che, essendo insufficienti gli attuali rimborsi, le società, le cooperative e le associazioni che svolgono il trasporto degli emodializzati trovandosi conseguentemente in uno stato di crisi economica si vedono costrette a non accettare più le deleghe dei pazienti trasportati o  a richiedere ai pazienti un’integrazione del rimborso previsto dalla normativa regionale. Auspichiamo che quanto prima si provveda a dare soluzione al problema in modo d’assicurare il trasferimento degli emodializzati».

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Il sistema sanitario in ginocchio per i debiti

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2009

Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco, da Torino, al congresso nazionale degli specialisti ambulatoriali del Sumai, invita a un maggiore impegno a difesa del Ssn. Un appello che nasce dalla situazione di “grave allarme”, con un disavanzo per le “aziende sanitarie di 35-40 miliardi, secondo i dati sia della Confindustria sia del ministero del Welfare. Un disavanzo consolidato delle Asl che è una specie di debito pubblico sommerso, poco più di 2 punti di Pil. Si pensi che un bambino che nasce nel Lazio ha già un debito, per la sanità, di 2.600 euro”, dice. Oggi “ci stiamo preoccupando – aggiunge Bianco – di tenere in linea la spesa corrente. I piani di rientro raggiungono come obiettivo quello di allineare la spesa contabile al finanziamento, ed è giusto. Però, in questi anni di federalismo imperfetto, che in alcune aree del Paese non ha certamente espresso il meglio né della politica né della gestione, si sono creati disavanzi importanti che gravano sulla spesa”, spiega il presidente dei medici, che propone un passo avanti nel risanamento dei conti della sanità. “Non agiamo solo sulla spesa corrente, ma cerchiamo di far in modo che il sistema si liberi dei suoi debiti e acquisti una sorta di pareggio di bilancio in un certo periodo di tempo”.

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III Giornata Europea dei diritti del malato

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2009

18 aprile 2009: in 22 Paesi europei e in oltre 50 città italiane si celebra la III Giornata Europea dei diritti del malato promossa da Active citizenship Network-Cittadinanzattiva. L’evento nazionale in Italia si svolgerà il 18 a Riva del Garda (Tn) presso Cortile della Rocca (9:30/13:00) Una giornata europea dedicata ai diritti del malato promossa e realizzata dai cittadini per sottolineare la necessità di costruire un sistema sanitario basato sui 14 principi sanciti nella Carta Europea dei diritti del malato, proclamata nel 2002 da Active Citizenship Network-Cittadinanzattiva. Questo il senso dell’iniziativa in programma domani, sabato 18 aprile, in 22 Paesi dell’Unione Europea e in più di 50 città italiane.  La Giornata Europea, che viene realizzata con il Patrocino del Parlamento europeo, del Comitato Economico e Sociale Europeo e del Commissario europeo alla salute Androula Vassiliou, ha il duplice obiettivo di far sì che i diritti dei cittadini europei siano uguali indipendentemente dallo Stato in cui vivono, e di eliminare gli ostacoli per chi è costretto a muoversi fuori dal proprio Paese per ottenere delle cure. Inoltre, alla vigilia delle elezioni parlamentari europee di giugno, la Giornata rappresenta un’occasione importante per i cittadini per dare voce alle proprie necessità e aspettative visto il ruolo che l’Europa dovrebbe giocare sul versante della tutela della salute.

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Sanità: la “cura” del governo per ridurre la spesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2009

In linea con le politiche governative degli ultimi 10 anni, l’attacco allo stato sociale non rallenta ed investe direttamente il diritto alla salute. “Dopo aver messo in crisi l’organizzazione sanitaria delle regioni con deficit, evitando accuratamente di colpire le politiche degli appalti e delle esternalizzazioni, il governo propone un Piano Sanitario Nazionale che taglierà 27.000 posti letto portando un attacco generale al sistema sanitario pubblico con ripercussioni inaudite in termini di prevenzione e di cura”, dichiara Sabino Venezia, del Coordinamento Nazionale RdB-CUB.“La costante ma inesorabile riduzione di posti letto pubblici ha prodotto lo sviluppo di un sistema sanitario privato, ormai governato da lobbies sempre più organizzate che si apprestano ad incrementare i profitti senza più rischiare in proprio con le truffe. Ma governare la sanità con il sistema aziendalistico – sottolinea Venezia – ha già prodotto un fallimento accertato. Ridurre ulteriormente l’offerta di posti letto, in un sistema caratterizzato da un aumento costante della domanda di ricovero e cura, certifica la volontà cancellare quello che ancora resta di sistema pubblico a vantaggio dell’ulteriore sviluppo di sistemi alternativi (privati, assicurazioni, ecc.) che escludono fasce sostanziali di cittadini dal diritto di cura”. “La sanità vera, quella universalistica e solidaristica, quella che vede ancora impegnati centinaia di lavoratrici e lavoratori direttamente nelle tendopoli in Abruzzo ed indirettamente negli ospedali, anche di altre regioni, a curare i feriti dal sisma, ha bisogno di un sistema di governo vero, che parta dalle professionalità interne e non lasci spazio alle alchimie dei politici di turno più o meno camuffati da manager. E’ necessario un sistema costruito intorno al paziente ed ai suoi bisogni e non sull’economia che produce; un sistema alternativo – conclude il dirigente RdB-CUB – dove lavoratori e cittadini siano i veri protagonisti della riforma, della gestione e del controllo”.

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Giornata europea dedicata ai diritti del malato

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2009

Riva del Garda (Tn) !8 aprile presso Cortile della Rocca (9:30/13:00). Una giornata europea dedicata ai diritti del malato promossa e realizzata dai cittadini per sottolineare la necessità di costruire un sistema sanitario basato sui 14 principi sanciti nella Carta Europea dei diritti del malato, proclamata nel 2002 da Active Citizenship Network-Cittadinanzattiva. Questo il senso dell’iniziativa in programma sabato 18 aprile in 22 Paesi dell’Unione Europea e in più di 50 città italiane.  La Giornata Europea, che viene realizzata con il Patrocino del Parlamento europeo, del Comitato Economico e Sociale Europeo e del Commissario europeo alla salute Androula Vassiliou, ha il duplice obiettivo di far sì che i diritti dei cittadini europei siano uguali indipendentemente dallo Stato in cui vivono, e di eliminare gli ostacoli per chi è costretto a muoversi fuori dal proprio Paese per ottenere delle cure. Inoltre, alla vigilia delle elezioni parlamentari europee di giugno, la Giornata rappresenta un’occasione importante per i cittadini per dare voce alle proprie necessità e aspettative visto il ruolo che l’Europa dovrebbe giocare sul versante della tutela della salute.

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Celori (An ) : “Tagli scellerati al day hospital dei bambini”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2009

Roma.«Il numero di day hospital nel reparto di neuroriabilitazione pediatrica dell’Ircss San Raffaele di Roma dalla prossima settimana sarà dimezzato. Sarà così penalizzata un’attività qualificata e di eccellenza  quotidianamente volta ad assistere bambini affetti da gravi disabilità dello sviluppo. Come possono il presidente Marrazzo ed il Vicepresidente  Montino giustificare un siffatto provvedimento del tutto scellerato?». E’ quanto dichiara Luigi Celori,  Presidente della Commissione raccolta di analisi e predisposizione proposte per la Riforma del Sistema sanitario regionale, che sulla questione ha presentato oggi un’interrogazione a risposta scritta al presidente Marrazzo.«Non ci accontentiamo – prosegue Celori – delle rassicurazioni del presidente Canali fatte ieri in audizione della Commissione Sanità, seppur apprezziamo la sua buona fede. Si potrebbero dimezzare le consulenze, i compensi dei Direttori Generali delle Asl, ridurre altri sprechi che gravano sugli utenti del Servizio Sanitario Regionale, ma operare tagli colpendo una delle categorie più deboli della nostra società, è una decisione illogica ed ingiustificabile, per di più in una struttura dove la professionalità e l’attenzione del personale medico e paramedico sono tali che i bambini hanno la sensazione di trovarsi in una ludoteca piuttosto che in una struttura sanitaria».«Non ha senso – conclude Celori – ridurre gli accessi giornalieri del day hospital da 40 a 20. Chiedo che si intervenga immediatamente al fine che il servizio dell’Ircss San Raffaele possa continuare ad operare seguendo l’attività ordinaria».

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Le rete ospedaliera italiana è obsoleta

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2009

Va ripensata dalle basi. Le forze e le risorse vanno rimodulate per andare incontro alle necessità attuali dei pazienti e per colmare il divario Nord-Sud. Lo ha detto il direttore dell’Agenas Per colmare le differenze, sempre più accentuate tra Nord e Sud nella sanità italiana, serve “riadeguare l’offerta sanitaria ai bisogni dei cittadini”. In particolare va ripensata la “rete ospedaliera a volte sovradimensionata rispetto alle necessità di assistenza”. Lo sostiene il direttore dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), Fulvio Moirano, che commenta i dati del Rapporto Osservasalute 2008, da cui emerge un Paese spaccato in due, tra il Nord che avanza e il Sud che arranca. Per Moirano, a capo dell’Agenzia che tra i tanti compiti ha anche quello di ‘misurare’ l’efficacia del sistema sanitario nelle Regioni, è sulla qualità e sull’appropriatezza delle prestazioni che si deve puntare per un Ssn più uniforme. E ci sono già, in questo senso, “azioni in campo – spiega – come i tavoli di rientro per la spesa sanitaria, in cui lo Stato assicura risorse alle regioni in difficoltà per cambiare alcune politiche anche in termini di qualità di prestazioni. Occorre insistere su questa strada, spingendo sia sul versante economico sia su quello qualitativo”. Come Agenzia “cercheremo di stimolare, attraverso i tavoli istituzionali che già sono al lavoro, la crescita della qualità delle regioni più in sofferenza”. In accordo con il ministero, inoltre, è necessario “potenziare i meccanismi di misurazione delle performance e delle attività della rete sanitaria”, ha concluso Moirano.(fonte DoctorNews)

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