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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 19

Posts Tagged ‘sistemi sanitari’

Salute: conferma inefficienza di 21 sistemi sanitari differenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

Ministero salute“I dati del rapporto Osserva Salute 2015, uniti a quelli sull’impennata della mortalità nel nostro paese, che riportano l’ Italia ai livelli del secondo conflitto mondiale, ci inducono a fare alcune riflessioni. L’aspettativa di vita e’ in diminuzione, aumentano, invece, i tumori, con una spesa per la prevenzione pari al 4,1% del budget sanitario nazionale che ci colloca agli ultimi posti in Europa: spendiamo poco in prevenzione e tanto per curare malattie ad uno stadio in cui le terapie a disposizione sono poco efficaci.
Troppo poca l’attenzione all’igiene alimentare, all’ambiente e, in generale, alla prevenzione su fumo ed alcol. Colpisce la diseguaglianza tra Nord e Sud, con i cittadini di Campania e Sicilia che vivono mediamente quattro anni meno rispetto ai cittadini del Nord. Emerge un quadro di scarsa efficienza, con ventuno sistemi sanitari differenti poco coordinati tra loro che, evidentemente, ancora pongono poca attenzione alla cura di ambiente e territorio ed alla prevenzione. Sarebbe auspicabile una riflessione su questi dati e sulle cifre da destinare alla nostra salute, coinvolgendo le società scientifiche accreditate per riportare l’aspettative e la qualità della vita a standard migliori”. Lo afferma il presidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi) Diego Piazza.

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“Crisi economica, sistemi sanitari e salute in Europa”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2016

Ministero saluteRoma, martedì 5 aprile – ore 9,30 Associazione Stampa Estera in Via dell’Umiltà 83/C La sanità del XXI secolo si trova ad affrontare sfide importanti, dovute alla necessità di conciliare l’aumento della domanda con la scarsità di risorse economiche a disposizione. La crescita del peso delle malattie croniche non trasmissibili, quali obesità e diabete, e l’allungamento dell’aspettativa di vita rappresentano nuove sfide per i sistemi sanitari. Inoltre, anche la crisi economica e finanziaria in Europa ha lasciato un segno in questo ambito. Diverse evidenze mostrano che minore è la disponibilità di risorse economiche, peggiori sono i valori di tutti gli indicatori di salute. Qual è la risposta quindi dei sistemi sanitari? Quali sistemi e quali politiche sono in grado di far fronte a questa sfida? Esiste una “ricetta” per rispondere in modo concreto alla crisi che sta attraversando la sanità nel nostro Paese? Ne parleranno:
Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute (in attesa conferma)
Walter Ricciardi, Presidente Istituto Superiore di Sanità, Editor in chief Health Policy in Non Communicable Diseases
Renato Botti, Direttore Generale della Programmazione, Ministero della Salute
Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager
Francesca Ferrè, Ricercatore Università Bocconi, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
Gabriele Pastorino, Country Monitoring Programme Coordinator, European Observatory on Health Systems and Policies.
Alessandro Solipaca, Coordinatore Rapporto Osservasalute
Ketty Vaccaro, Direttore Welfare e Sanità Fondazione Censis

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Neurologia: Diagnosi precoce e preclinica e nuove prospettive terapeutiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

A margine del 46° Congresso Nazionale SIN (Società Italiana di Neurologia) che si terrà a Genova dal 10 al 13 ottobre. I numeri delle malattie neurologiche sono sempre più allarmanti: solo in Italia sono 1 milione i casi di demenza, di cui 600.000 quelli colpiti da Malattia di Alzheimer; 930.000 le persone che, a causa di un ictus, vivono con invalidità; 250.000 i nuovi casi di ictus cerebrale ogni anno; 240.000 i pazienti affetti da Morbo di Parkinson, 50.000 quelli con parkinsonismi; 1 paziente con Sclerosi Multipla ogni 1.000 abitanti, ossia 60.000 nella totalità. “Dato l’allungamento delle aspettative di vita e il progressivo invecchiamento della popolazione – afferma il professor Aldo Quattrone, Presidente SIN – è verosimile che nei prossimi decenni centinaia di milioni di persone saranno affette da patologie neurodegenerative, con costi significativi per i sistemi sanitari e un enorme impatto economico e sociale. In questo panorama, la diagnosi preclinica e la diagnosi precoce delle malattie neurologiche rappresentano ancora oggi sfide cruciali per i neurologi perché consentono di indirizzare i pazienti verso terapie tempestive che possono rallentare il decorso della malattia. Fondamentale, in questo ambito, il contributo della ricerca scientifica orientato alla scoperta di nuove soluzioni terapeutiche, soprattutto nel settore dei farmaci neuro protettivi”.
Nel caso della Malattia di Parkinson per diagnosi preclinica s’intende una diagnosi tempestiva fatta in un soggetto “apparentemente” sano in cui i sintomi motori classici della malattia non si sono ancora manifestati. La diagnosi precoce, consiste invece nel riconoscere una malattia quando ancora i segni clinici sono incerti o sfumati. Per la malattia di Parkinson sono stati individuati segni preclinici e precoci ben precisi che, tuttavia, possono essere la manifestazione precoce di altre malattie neurodegenerative. Una delle novità presentate durante il Congresso SIN riguarda proprio la diagnostica differenziale dei diversi campanelli d’allarme: ad esempio, nella diagnosi preclinica, il disturbo del comportamento del sonno in fase REM (RBD – REM Behaviour Disorders) può riguardare la Malattia di Parkinson oppure riferirsi al Tremore Essenziale (TE, malattia molto frequente nella popolazione). Invece, in fase precoce il tremore di riposo parkinsoniano può essere oggi segno distinto da quello non parkinsoniano grazie ad un semplice esame elettromiografico.
Un punto di grande attualità riguarda la diagnosi ante mortem della Paralisi sopranucleare progressiva (PSP) di tipo parkinsoniano, una tauopatia che clinicamente si confonde con la MP, per la cui diagnosi le scoperte più promettenti sembrano aver identificato biomarcatori capaci di predire lo sviluppo della paralisi verticale dello sguardo con un anticipo di 4 anni.
l “Mild Cognitive Impairment (MCI)”, disturbo cognitivo lieve caratterizzato da disturbi iniziali di memoria, con autonomia interamente conservata, precede di alcuni anni la demenza vera e propria. Oggi l’MCI è diagnosticabile e sembra che il processo patologico che colpisce il cervello anni prima di queste manifestazioni cliniche sia addirittura identificabile in fase precoce o addirittura preclinica grazie alla PET (Positron Emission Tomography). L’esame permette, infatti, grazie alla somministrazione di un tracciante che lega la proteina beta-amiloide, responsabile della malattia, di dimostrare l’accumulo progressivo nel cervello della proteina; disponibile, a tal fine, anche l’analisi dei livelli di beta-amiloide nel liquido cerebrospinale mediante puntura lombare. Accanto a questi esami specifici per la proteina beta-amiloide, verranno discussi altri esami quali la risonanza magnetica cerebrale o la PET con un tracciante per lo studio del metabolismo cerebrale (PET FdG) fondamentali per documentare un’iniziale atrofia o un ridotto metabolismo del cervello anche nelle fasi più iniziali della malattia.
Negli ultimi anni lo sviluppo delle terapie nella sclerosi multipla (SM) ha avuto una accelerazione formidabile. Alle terapie iniettive, a disposizione da circa venti anni e dall’alto profilo di sicurezza per il paziente, si sono affiancate le terapie orali, oramai diventate un’arma terapeutica molto utilizzata per il loro facile uso, nonostante alcuni possibili rischi, anche di infezioni da agenti virali. Più di recente si è andata confermando la grande efficacia dei farmaci immunosoppressivi come l’Alemtuzumab (Lemtrada), che si utilizza solo per cinque giorni il primo anno e tre giorni il secondo; ha un importante impatto positivo sul decorso della malattia se utilizzato in fase relativamente iniziale, ma provoca effetti collaterali di frequente riscontro, legati allo sviluppo di altre patologie autoimmuni,. Nei casi più aggressivi e maligni, e non sensibili alle comuni terapie, l’intensa immunosoppressione seguita da trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche può essere una opzione terapeutica di eccezionale efficacia mentre le più recenti scoperte sembrano dimostrare che l’Ocrelizumab, un anticorpo monoclonale diretto contro i linfociti B, è risultato essere efficace non solo nelle forme a ricadute e remissione della SM ma anche nelle forme primariamente progressive di malattia, per le quali fino ad ora non esistevano terapie efficaci.
Numerosi studi scientifici pubblicati nel corso del 2015 hanno dimostrato l’efficacia terapeutica della combinazione di trombolisi sistemica e trombectomia meccanica nella cura dell’ictus cerebrale, con un abbattimento di circa il 50% della mortalità e della disabilità causate dallo stroke. Queste procedure terapeutiche sono efficaci se praticate entro poche ore dall’ictus: 4 ore e 30 minuti per la trombolisi, 6 ore e 30 minuti per la tromboectomia. La prima terapia consiste nella somministrazione di un farmaco in grado di disostruire l’arteria cerebrale occlusa; la seconda consiste nella rimozione meccanica del trombo.
La diagnosi della SLA si basa sul quadro clinico e sulla storia di progressivo peggioramento della funzione motoria, e avviene pertanto con un ritardo diagnostico medio di circa un anno, che impedisce al paziente di iniziare precocemente terapie farmacologiche e di supporto, così come di essere incluso in trial terapeutici. La ricerca di marcatori di diagnosi precoce rappresenta pertanto un obiettivo fra i più rilevanti della ricerca nella SLA.

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Master in sistemi sanitari

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Milano. Scade il 6 luglio la possibilità di iscrizione al Master in “Sistemi Sanitari, Medicine Tradizionali e Non Convenzionali” che l’Università di Milano-Bicocca ha attivato per l’anno accademico 2011-2012. Il master è un progetto dell’Osservatorio e Metodi per la Salute (OsMeSa) e dell’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona Onlus Intende offrire ai partecipanti strumenti di conoscenza e di analisi sulle realtà dei sistemi per la salute, sia nella sua dimensione attuale, che futura, tenendo conto della sua dinamicità evolutiva e dell’inclusione sempre più ampia di Medicine Tradizionali e Non Convenzionali. E’ la prima offerta formativa universitaria in Italia volta a formare la figura del Manager dei “Sistemi Sanitari, delle Medicine Tradizionali e Non Convenzionali” con competenze interdisciplinari finalizzata all’inserimento lavorativo all’interno del Sistema Sanitario (nazionale e/o regionale) e del più ampio contesto del Sistema per la Salute. Il master quindi, intende formare un manager che progetti un modello di sanità accanto al cittadino, promuovendo il miglioramento dei sistemi di gestione per l’efficienza sanitaria, attraverso saperi di salute altamente farmacoeconomici, educazione alla salutogenesi, riconoscimento legislativo, informazione e rapporti con i media, consenso informato per una libera scelta dei percorsi di salute, farmacoeconomia e integrazione sul territorio per i problemi dell’equilibrio sostenibile, criteri di qualità, sicurezza ed efficacia delle terapie e dei farmaci dei vari Sistemi di Salute e Medicine Tradizionali rappresentati. Il Master è finalizzato all’acquisizione delle capacità di gestione per il supporto alle decisioni organizzative fornendo gli strumenti per lo sviluppo di competenze di tipo manageriale nei ruoli chiave della pianificazione, programmazione, controllo e valutazione all’interno della complessa gestione dei servizi sanitari e di cura, nonché di ricerca.
Sono previste esenzioni parziali e totali della quota di iscrizione grazie al contributo di sostenitori pubblici e privati.

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Master in “sistemi sanitari”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 Maggio 2011

Si terrà il 7 di ottobre la prima lezione del Master di I livello in “Sistemi Sanitari, Medicine Tradizionali e Non Convenzionali” attivato dall’Università di “Milano – Bicocca” in partnership con GUNA, azienda leader in Italia nel settore delle medicine naturali e di origine biologica. Progettato dall’Osservatorio e Metodi per la Salute (Direttrice Dott. Prof. Mara Tognetti) e dall’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona Onlus (Presidente Dott. Prof. Paolo Roberti di Sarsina), il Master mira a creare una nuova classe dirigente che possa operare efficacemente all’interno di sistemi per la salute attuali e futuri che tendono all’integrazione delle MNC. L’attività formativa è strutturata su 1.500 ore suddivise in lezioni, stage (400 ore), studio guidato ed autonomo ed è finalizzato alla formazione di figure professionali in grado di integrare gli aspetti gestionali ed economici con quelli clinico assistenziali e delle diverse medicine, nonché con quello relazionale. Il Master si rivolge infatti a tutti coloro che intendono accrescere professionalità e competenze per migliorare la gestione delle aziende sanitarie, dei presidi veterinari del servizio sanitario, delle Aziende Ospedaliere, degli Istituti di cura, dei centri di benessere, “in linea – ha dichiarato Paolo Roberti di Sarsina – con un nuovo modello di salute centrato sulla persona” “Abbiamo deciso di fare la nostra parte per sostenere questa lodevole iniziativa di altissimo profilo – ha dichiarato Alessandro Pizzoccaro, Presidente di GUNA Spa – perché crediamo fermamente nella necessità di „fare cultura? in questo settore sempre più all’attenzione quotidiana di medici e pazienti: un nuovo paradigma di cura della salute, basato sulla prevenzione e sull’assenza di effetti collaterali”

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Ogni anno muoiono 10 milioni di bambini

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

“Ogni anno quasi 10 milioni di bambini muoiono prima del quinto anno di vita: la metà di questi decessi avviene in Africa. Nelle comunità in cui vi sono sistemi sanitari integrati a livello locale molte vite possono essere salvate”. Secondo il rapporto su ‘La condizione dei bambini in Africa’, i 5 paesi africani che si estendono prevalentemente a nord del Sahara – Algeria, Egitto, Libia, Marocco e Tunisia – hanno ridotto i rispettivi tassi di mortalità infantile di almeno il 45% tra il 1990 e il 2010, mettendosi sulla giusta rotta per conseguire l’Obiettivo di sviluppo del millennio relativo alla sopravvivenza infantile, che mira a ridurre di 2/3, entro il 2015, la mortalità sotto i 5 anni.  In occasione del lancio del rapporto, l’UNICEF ha lanciato un appello per ingenti investimenti diretti a migliorare i sistemi sanitari dell’Africa sub-sahariana, per mettere a frutto i risultati conseguiti negli ultimi anni ed aiutare i bambini che non hanno adeguato accesso all’assistenza sanitaria.  In 4 dei paesi meno sviluppati – Eritrea, Etiopia, Malawi e Mozambico – i tassi di mortalità infantile sono stati ridotti di oltre il 40% dal 1990; Le morti da morbillo in Africa sub-sahariana sono crollate di un sostanzioso 91% tra il 2000 e il 2010; Dal 2000, 16 paesi africani hanno triplicato la copertura di zanzariere trattate per la protezione dalla malaria; I tassi di allattamento esclusivo al seno sono aumentati in tutta l’Africa sub-sahariana dal 22% del 2000 al 34% nel 2010; L’utilizzo di micronutrienti è aumentato; L’accesso ai trattamenti per le madri e i bambini sieropositivi sta aumentando da una bassa base di partenza (dal 17% nel 2009 al 20% nel 2010); Tra il 2009 e il 2010, la copertura di trattamenti antiretrovirali per la prevenzione della trasmissione madre-figlio dell’HIV è triplicata nell’Africa orientale e meridionale; Un consenso crescente sta montando tra i governi ed altri importanti attori internazionali sulle corrette strategie dirette a migliorare ulteriormente le opportunità di sopravvivenza materna e infantile. Il rapporto enfatizza anche la necessità di un’assistenza continuativa nel tempo e nello spazio: dalla gravidanza, al parto, al periodo neonatale e della prima infanzia fino all’infanzia e all’adolescenza, estendendo i servizi alla famiglia, alla comunità fino alle cliniche locali, gli ospedali di distretto ed oltre.

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Sistemi Sanitari e Iniziative per la Salute Globale

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2009

Venezia, 22 giugno 2009 ore 8:30-10:30  Hotel Excelsior, Lungomare Marconi 41 – Venezia Lido cerimonia di apertura. i Ministri della Salute di 35 Paesi ed i migliori esperti mondiali in campo sanitario si riuniranno a Venezia per un incontro di due giorni organizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in collaborazione con il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e con il Ministero degli Affari Esteri. Lo scopo dell’incontro è quello di mettere in campo le politiche necessarie per assicurare che i fondi investiti nella lotta a specifiche patologie consentano anche di migliorare la qualità dei sistemi sanitari nel loro insieme.  L’incontro di Venezia prende il via dai risultati del primo rapporto mondiale OMS, finanziato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, che valuta l’impatto delle politiche di finanziamento mirate a malattie quali l’AIDS, la tubercolosi e la malaria sui sistemi sanitari in oltre 20 paesi.  Il 23 giugno gli esperti riuniti a Venezia produrranno una serie di raccomandazioni scientifiche ed una dichiarazione comune sulle sinergie positive tra Sistemi Sanitari ed Iniziative di Salute Globale. L’incontro di Venezia, offrirà inoltre ai Paesi donatori l’opportunità di accrescere l’impatto delle loro iniziative in favore della salute globale. Interverranno: Massimo Cacciari, Sindaco di Venezia, Giancarlo Galan, Presidente della Regione Veneto Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Ferruccio Fazio, Vice Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Margaret Chan, Direttore Generale, OMS Carissa Etienne, Vice Direttore Generale, OMS

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