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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Madri adolescenti: un fenomeno da non sottovalutare

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Mag 2016

Maternità.Benché i numeri dell’Italia (poco meno di 8.000 nascite da madri under 19) siano distanti da quelli di altri Paesi – come ad esempio gli Stati Uniti, dove nel 2014 i bimbi nati da madri tra i 15 e i 19 anni sono stati quasi 250.000, cioè circa 3,5 ogni cento giovani della stessa età, o la Gran Bretagna, con 48.000 nascite e un tasso del 2,9% che la piazza ai vertici dei Paesi europei – il fenomeno delle madri adolescenti merita probabilmente più attenzione di quanta normalmente gli si dedica. Spesso, infatti, prevalgono atteggiamenti quali la rimozione da un lato. e lo stigma dall’altro, mentre invece servirebbero servizi preparati a gestire situazioni certamente non facili – sia per i genitori adolescenti che per i loro familiari – ma da cui si può anche uscire con una rinnovata fiducia nelle proprie possibilità di vivere una vita piena e soddisfacente.
Risulta quindi particolarmente interessante l’esperienza del centro Saga dell’Ospedale San Paolo di Milano, presentato con dovizia di particolari dall’Agenzia SIR. Si tratta di un servizio che punta ad un intervento mirato, preciso, frutto del lavoro di un’équipe multidisciplinare che conta neuropsichiatra infantile, neuropsicomotricisti e psicologi, ed è orientato a mantenere la vita della ragazza il più possibile adatta a lei, diventando un’adulta consapevole e responsabile, superando con l’aiuto del servizio esterno le caratteristiche disfunzionali che la gravidanza in così giovane età quasi sempre comporta. Un servizio pubblico, gratuito, che, come afferma la responsabile, la dottoressa Margherita Moioli, è «disponibile a collaborare anche con altre realtà italiane, perché la rete è fondamentale».(Pietro Boffi)

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Nascita prematura

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2015

ospedale bergamoBergamo. Lunedì 16 e martedì 17 Novembre dalle 15 alle 18 sarà possibile visitare il reparto di Patologia Neonatale del Papa Giovanni XXIII in occasione della Giornata Mondiale del neonato prematuro.Qui vengono curati ogni anno più di 500 neonati prematuri o affetti da qualsiasi patologia, dalle malattie respiratorie a quelle cardiache, dalle patologie infettive a quelle malformative, fino a quelle neurologiche e metaboliche.“L’area materno infantile e pediatrica è uno dei fiori all’occhiello del nostro ospedale, premiato da O.N.Da con tre bollini rosa per le attenzioni riservate alle donne – spiega Giovanna Mangili, direttore della Patologia Neonatale all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo –. E’ indubbio che l’impegno verso una mamma si declini anche nell’attenzione verso il neonato e giornate come questa rappresentano un’importante occasione per informare sulla salute di entrambi.”Anche l’aspetto emotivo non deve essere trascurato: gli operatori del reparto daranno ai partecipanti preziosi consigli su come affrontare con maggiore serenità situazioni così delicate.“Nonostante il parto prematuro, ossia quello che si verifica prima delle 37 settimane di gestazione, sia la causa più comune di mortalità nei neonati – prosegue Giovanna Mangili -, grazie ai progressi scientifici e tecnologi degli ultimi decenni, oggi anche bambini con età gestazionale e peso molto bassi, a partire dalle 23 settimane, hanno concrete possibilità di sopravvivere e di condurre una vita normale”.
Dal 14 al 17 novembre l’Associazione Aiuto al neonato sarà presente in Hospital Street con uno stand, dove sarà possibile acquistare gadget, giocattoli e vestitini per bambini per sostenere l’attività dell’associazione attiva da vent’anni nel reparto di Patologia neonatale dell’Ospedale di Bergamo. (ospedale bergamo)

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Ci siamo o ci facciamo?

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Monumento al capo del Governo italiano Benedet...

Image via Wikipedia

Abbiamo già segnalato la stranezza di un contrasto tra la Lega e il Pdl che parte dal martedì alla domenica e che il lunedì regolarmente si ricompone. Anche nel caso Marco Milanese, e in altre situazioni analoghe, si è ripetuto il medesimo rituale, fatta salva qualche piccola eccezione ma che, chiaramente, non avrebbe compromesso la tenuta del governo come nel caso Papa. Ora è la volta del ministro Tremonti reo di aver dato più valore ad un meeting internazionale, di massima importanza, invece di precipitarsi alla camera per appoggiare il suo “amico” Milanese. Sarebbe apparso davvero strano se fosse accaduto il contrario con una crisi economica così grave. E anche in questo caso tutto appare come l’ennesima “messa in scena” destinata a far emergere il dissenso interno per poterlo individuare, poichè nel caso specifico vi sono stati per lo meno sette franchi tiratori, e, nello stesso tempo, per riempire di suspense uno spazio politico dai contenuti alquanto scarsi sul piano delle realizzazioni. Sta di fatto che questo governo e questa maggioranza non hanno nessuna intenzione di mollare e nutrono la fiducia di poter recuperare il proprio default politico per le prossime elezioni, e non sarebbe la prima volta che, in extremis, ci riescano. D’altra parte la circostanza che le opposizioni gridino alle dimissioni rischia di diventare controproducente e stanchevole per l’udito dell’elettorato. Fino a quando, si chiedono gli amici del cavaliere, possono andare avanti senza finire nel ridicolo? Definimmo la situazione surreale oggi potremmo aggiungervi una larga dose di sadomo-masochismo. Certo dovrebbe far sbizzarrire i sociologi, quelli adusi a valutare gli umori delle folle, per capire meglio la patologia di una massa che sembra votata all’autodistruzione, al continuo farsi del male e a provarci piacere. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Europa: flussi migratori

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

I flussi migratori non giustificano la reintroduzione dei controlli alle frontiere Il sistema di Schengen è stato recentemente messo sotto pressione, con alcuni Stati membri che, di fronte l’improvviso afflusso di immigrati dal Nord Africa, stanno valutando l’opportunità di ripristinare i controlli alle frontiere nazionali. Il 24 giugno, il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a presentare a settembre una proposta sull’introduzione di un “meccanismo di salvaguardia” per far fronte a “situazioni eccezionali”. Il Parlamento europeo sottolinea che l’attuale Codice frontiere Schengen prevede la possibilità di reintrodurre controlli alle frontiere interne “solamente in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna”. Invita la Commissione a presentare un’iniziativa volta a definire la “rigorosa applicazione” delle disposizioni vigenti da parte degli Stati membri, insistendo sul fatto che qualsiasi nuova deroga, ad esempio ulteriori motivi per il ripristino dei controlli di frontiera, “non avrebbe sicuramente l’effetto di rafforzare il sistema Schengen “. Secondo i deputati, i recenti problemi emersi in relazione a Schengen “sono radicati nella riluttanza ad attuare politiche europee comuni in altri settori”, in particolare un regime europeo comune in materia di asilo e migrazione. Si chiede, quindi, di realizzare progressi a tale riguardo, considerando che il termine per la creazione di un regime europeo comune in materia di asilo è fissato al 2012.
Il nuovo meccanismo di valutazione Schengen, attualmente discusso in Parlamento, farà parte della risposta a questo problema, nella misura in cui “assicura un monitoraggio efficace di qualsiasi tentativo di introdurre controlli illegali alle frontiere interne e rafforza la fiducia reciproca”. I deputati hanno inoltre ricordato che l’efficacia del meccanismo di valutazione dipende dalla possibilità di applicare sanzioni qualora le carenze persistano e siano tali da mettere a rischio la sicurezza globale dello spazio Schengen; Il nuovo meccanismo di valutazione di Schengen permetterà di chiedere e di ottenere sostegno per gli Stati membri in caso di pressione eccezionale alle frontiere esterne dell’Unione europea.
Il Parlamento raccomanda vivamente una maggiore solidarietà nei confronti degli Stati membri esposti al più forte afflusso di immigrati, al fine di aiutarli ad affrontare questa situazione straordinaria.

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Libia: noi non ci arruoliamo

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

“L’attacco delle forze europee e statunitensi alla Libia non avviene per mettere in campo un intervento umanitario ma è in tutta evidenza legato alle enormi risorse energetiche di cui quel paese dispone.” dichiara Pierpaolo Leonardi dell’Esecutivo nazionale USB. “Il mancato analogo intervento in altre situazioni simili – il massacro dei Palestinesi a Gaza da parte degli Israeliani che ha prodotto migliaia di morti mentre le potenze occidentali stavano a guardare e i media internazionali si occupavano d’altro, il silenzio totale su quanto sta accadendo in Bahrein e Yemen – non consente di equivocare sulle reali intenzioni degli attaccanti.” “Mentre la tragedia giapponese rende impervia e comunque improbabile la prosecuzione dell’avventura nucleare per i Paesi occidentali avanzati, la necessità di assicurarsi le provviste di gas e di petrolio diventa importantissima e spinge le nazioni più industrializzate, e quindi maggiormente bisognose di fonti di energia, a farsi sceriffi interessati nella guerra civile libica. E’ evidente che l’intervento militare ha buon gioco ad accreditarsi come umanitario, viste le caratteristiche del rais libico Gheddafi che, dopo aver avuto una qualche funzione antimperialista nell’area, non ha però saputo minimamente procedere sul terreno della democrazia e della equa distribuzione delle immense ricchezze del suo Paese.” Continua Leonardi. “L’intervento in corso non solo consentirà ai paesi occidentali di garantirsi probabilmente gli approvvigionamenti di risorse energetiche per i prossimi anni instaurando in Libia un vero e proprio protettorato occidentale, ma potrà anche essere di pesante monito alle popolazioni dei Paesi limitrofi in lotta per liberarsi dai tiranni locali come l’Egitto e la Tunisia.” “I lavoratori italiani non hanno nulla da guadagnare dalla guerra, che sicuramente consentirà al Governo, dentro una crisi economica che i lavoratori stanno pagando duramente, di dirottare ulteriori risorse sul fronte degli armamenti giustificando così ulteriori tagli al welfare.” Conclude il dirigente nazionale USB. “L’USB esprime quindi una grande preoccupazione per quanto sta avvenendo in queste ore in Libia ed invita tutte le proprie strutture a farsi promotrici di iniziative a sostegno della pace e dell’immediato cessate il fuoco.”

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Al Nyala Suite Hotel è partito SanremOff

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

Ha preso il via SanremOff, il contenitore degli eventi collaterali al Festival della Canzone Italiana (direzione artistica Pepi Morgia), al Nyala Suite Hotel con un doppio appuntamento: la presentazione del libro “Sanremo The Story” e l’inaugurazione della mostra “50 scatti del Festival della Canzone Italiana”. Dopo il saluto dell’ingegnere Igor Varnero (Nyala Suite Hotel), Claudio Porchia e Alfredo Moreschi hanno raccontato con passione come le foto di Sanremo the Story (curato da Pepi Morgia, testi di Claudio Porchia e immagini di Alfredo Moreschi) ritraggano personaggi famosi in situazioni curiose, inedite e particolari. Le immagini dell’archivio, in bianco e nero, sono gli unici ricordi della prima edizione del Festival.  Curiosa la foto di Nilla Pizzi di quando vinse il Festival con la canzone “Grazie dei fiori”. Moreschi ha ricordato, divertito, che poiché non vi erano dei fiori per premiarla, le vennero regalati alcuni garofani che ornavano i tavolini della platea!
Molte le immagini e le situazioni mostrate alla presentazione, foto e ricordi che hanno un posto significativo nella storia del Festival e dell’Italia.  Subito dopo, è  stata inaugurata la mostra 50 scatti del Festival, a cura del critico d’arte Giorgia Cassini, composta, appunto, da 50 fotografie provenienti dall’Archivio Moreschi. (sanremo)

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Per la sicurezza idrogeologica

Posted by fidest press agency su sabato, 29 gennaio 2011

“Il Lazio, unitamente a Calabria e Campania, ha il poco ambito primato negli abusi edilizi: nei 6 anni più recenti, solo quelli censiti sono 41.000 e si continua a registrarne una media di oltre 6 al giorno!” Lo ricorda il Presidente A.N.B.I., Massimo Gargano, intervenuto, a Roma, alla Conferenza Organizzativa dei consorzi di bonifica di Lazio, Abruzzo, Campania, Molise e Sardegna. “Ciò è ulteriormente grave – prosegue – perché incrementa il pericolo di frane ed alluvioni in una regione, dove un elevato rischio idrogeologico già interessa il 33% dei 308 comuni, vale a dire 1309 chilometri quadrati. Analoghe situazioni si registrano anche in altre regioni.”  Tale precaria situazione è accentuata dalla crescente urbanizzazione delle coste e dalla particolare antropizzazione, per cui citando il solo Lazio, il 73% della popolazione laziale risiede nella provincia di Roma ed il 43% nella sola Capitale. A tutela della sicurezza idraulica, i consorzi di bonifica laziali gestiscono una rete di 1300 chilometri, capace di trattenere 20 milioni di metri cubi d’acqua, pari all’invaso del lago toscano di Massaciuccoli, che tanta apprensione ha creato nei mesi scorsi, pur minacciando un’area assai meno abitata.
“In queste condizioni – sottolinea Gargano – è evidente che l’attuale rete idrografica laziale è insufficiente; per questo i consorzi di bonifica hanno approntato un Piano pluriennale per la mitigazione del rischio idrogeologico nel Lazio e che ammonta a circa 861 milioni di euro: i progetti immediatamente cantierabili sono pari a 209 milioni di euro, cui vanno aggiunti progetti in attesa di esecutività (vale a dire all’ultimo stadio dell’iter burocratico) per ulteriori 338 milioni di euro. E’  necessario perciò che, accanto agli indispensabili finanziamenti, si snelliscano anche le procedure burocratiche, affinchè il territorio possa essere idrogeologicamente più sicuro, evitando contenziosi come quelli che si preannunciano nella Piana Reatina, dove 3000 ettari di territorio sono rimasti sommersi per una decina di giorni con gravissimi danni alle coltivazioni agricole ed agli immobili.”

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Fincantieri: impegno del Governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

“Con l’accoglimento dell’ordine del giorno su Fincantieri, il governo ha preso un impegno di fronte al Parlamento e al Paese che speriamo rispetti”. Lo dichiarano il senatore Raffaele Ranucci (PD) e la senatrice Roberta Pinotti (PD) a proposito dell’accoglimento da parte dell’esecutivo, nel corso della discussione sulla legge di stabilità oggi a Palazzo Madama, dell’odg 136 relativo alla situazione di crisi che investe Fincantieri e di cui i due parlamentari democratici sono primo e secondo firmatari.  “La situazione occupazionale in varie città che ospitano impianti Fincantieri a rischio chiusura – spiegano i senatori PD – è assolutamente grave e preoccupante. Servono atti concreti per scongiurare la crisi di questa azienda. Occorre che il governo garantisca le risorse essenziali per la ricapitalizzazione, senza la quale il rischio di chiusura diventa concreto. Vigileremo, insieme agli altri colleghi firmatari sul mantenimento dell’impegno preso dal governo con l’accoglimento dell’odg”.  Oltre a Ranucci e Pinotti, l’odg 136 è stato firmato dai senatori PD Marco Filippi, Franca Donaggio, Maurizio Fistarol, Marina Magistrelli, Fabrizio Morri, Antonino Papania, Silvio Sircana, Luigi Vimercati, Anna Maria Carloni e Vidmer Mercatali.

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Medicina delle maxiemergenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Parma. Nelle grandi emergenze in caso di catastrofi l’attenzione va alle perdite, umane e materiali, e non abbastanza al controllo del dolore, sempre presente in queste occasioni. Si parla di medicina delle maxiemergenze e delle catastrofi al Congresso Nazionale della Siaarti, in svolgimento a Parma dal 12 al 16 ottobre: sono infatti proprio gli anestesisti gli specialisti in prima linea in caso di catastrofi, soprattutto nella fase della risposta iniziale. Medicina dei disastri, medicina delle maxiemergenze, medicina delle catastrofi sono tante le definizioni per parlare di quella disciplina che ha l’obiettivo di intervenire in situazioni eccezionali per portare, nel tempo più rapido, il maggior beneficio al maggior numero di pazienti al fine di ottenere una riduzione critica della mortalità e della morbilità. Una disciplina, purtroppo, di particolare attualità negli ultimi anni in cui non solo le calamita naturali ma anche quelle tecnologiche e quelle improvvidamente provocate dall’uomo hanno sempre più spesso reso necessari questo tipo di interventi.
Il ruolo dell’anestesista-rianimatore è fondamentale nella fase di emergenza non solo per la sua capacità di saper e poter gestire le condizioni di grave compromissione emodinamica e respiratoria, ma anche per la sua capacità di coordinare l’équipe multidisciplinare chiamata a gestire un evento complesso con coinvolgimento di più vittime. Inoltre la sua specifica conoscenza nel trattamento del dolore permette di prendere in carico con la dovuta competenza questo aspetto che costituisce uno dei problemi di maggiore impatto e nel contempo più sottovalutato. I report scientifici relativi alla risposta sanitaria negli ultimi eventi catastrofici, come il terremoto della Cina nel 2008 e quello di Haiti nel gennaio 2010, hanno dimostrato come la conoscenza della medicina dei disastri non è così diffusa. La risposta potrebbe essere meglio coordinata e strutturata con una migliore formazione tanto nell’ambito specialistico quanto di base, essenziale per garantire la migliore risposta sanitaria.

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Degrado Ospedali Psichiatrici Giudiziari

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Intervento della senatrice dei Radicali Donatella Poretti. L’audizione del direttore del Dap Franco Ionta in merito all’inchiesta sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ha sottolineato cio’ che era gia’ evidente: l’illegalità dell’intero sistema penitenziario trova negli Opg una situazione se possibile ancora più intollerabile e di degrado sia per gli internati che per chi vi lavora. Il terribile sospetto che la legge consenta gli ergastoli bianchi per cui uno sa quando entra ma non quando ne uscira’, che l’amministrazione permetta il degrado e la fatiscenza di strutture indegne di un Paese civile in attesa di situazioni perfette e di nuove strutture che si aspettano da decenni, e’ la realta’ che si e’ palesata oggi. La commissione d’inchiesta sul Ssn, presieduta da Ignazio Marino, si e’ dedicata a questo spaccato del nostro sistema penitenziario trovandosi davanti a dei muri di gomma che la burocrazia e l’aridità umana hanno eretto e che sono difficili da penetrare. Bastino due esempi. Perche’ ad Aversa esistono due padiglioni nuovi di zecca che non vengono utilizzati a fronte del sovraffollamento dei reparti e del degrado delle celle in uso? La risposta del dr. Consolo del Dap e’ stata che dal marzo 2009 ha fatto una relazione e che “presto” apriranno, ma che il pavimento del bagno e’ risultato leggermente inclinato… Possibile cavillo tecnico, ma non si capisce come le celle fatiscenti attualmente aperte possano avere l’agibilita’ delle Asl evidentemente cosi’ attenta alle inclinazioni! Perche’ il Dap ha impugnato l’ordinanza del Comune di Montelupo Fiorentino che avviava un percorso di recupero della splendida villa medicea oggi usata per gli uffici dell’Opg? Perche’ l’ordinanza conteneva delle inesattezze e quindi il Tar l’ha sospesa. Nel frattempo a fronte delle inesattezze i locali dell’Opg di Montelupo sono il segno e lo scandalo del degrado umano e dell’illegalita’. Un po’ come se si volesse evitare di guardare la luna indicata dal dito e nel soffermarsi a guardare quel dito si cercassero i difetti dell’unghia. A fronte della strage di legalita’, una violazione dei diritti umani e civili al massimo si producono da parte del Dap relazioni, ora come parlamentari e come commissione abbiamo il dovere morale di intervenire e di invertire di tutti quelli che passano, visitano, relazionano sugli Opg ma non intervengono!

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Les Bleus Vénitiens

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

Anghiari (AR), dal 2 al 12 settembre 2010 Piazza del Popolo 12 inaugurazione ore 17 del 2 settembre 2010  con la presentazione di Barbara Croci assessore ai Beni e Attività Culturali del Comune di Anghiari fotografie di Fabrizio Uliana. Venezia è  città d’immagine per eccellenza; la sua bellezza ha ispirato pittori e poeti sin dall’antichità. La fotografia, ultima nata tra le arti figurative, ha trovato nelle mille situazioni che il territorio lagunare offre al piacere dello sguardo,  terreno fertile per la sua applicazione; così è stato sin dall’origine e si può ben dire che con essa il mito di Venezia abbia trovato la definitiva consacrazione. Tutti coloro che per qualsiasi ragione sono entrati in contatto con la città lagunare non hanno potuto sottrarsi al suo fascino e all’obbligo di riportarne un ricordo duraturo spesso rappresentato dall’immagine fotografica. Lunga è stata la schiera degli autori che  nel tempo hanno fornito  versioni diverse ma sempre originali e coinvolgenti.Tutto, nelle fotografie di Uliana, assume una suggestione fiabesca, un’aura speciale che ci rimanda in fondo alla vera essenza di questo luogo, sognato e amato  da tutti anche da coloro che non l’hanno mai potuto visitare ma di cui grazie alla fotografia, anche a quella di Fabrizio Uliana, possono assaporarne un frammento, un’impressione.
Fabrizio Uliana nasce nel 1954 a Roma dove rimane fino al 1969. Dopo aver abitato in varie località italiane, attualmente vive tra Venezia e Dinard in Bretagna. (bleu acqua)

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La guerra spiegata ai poveri

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2010

Roma, 15 luglio 2010  ore 22,15 Largo G. Agnelli  Scalinata Museo Civiltà  Romana (EUR)  – Ingresso libero  La guerra spiegata ai poveri di Ennio Flaiano Compagnia Teatro Labit Regia di Gabriele Linari  Interpreti: Alessandro Porcu – Usciere Gabriele Linari – Presidente Andrea Vaccarella – Generale Matteo Quinzi – Ministro della Superproduzione Simona Forlani – Signora Sarah De Marchi – Perito Religioso Ottavia Nigris – Giovane  fonica e luci: Flavio Tamburrini foto di scena: Ciro Meggiolaro
Si tratta di una satira acuta, fatta di situazioni paradossali, con un ritmo comico forsennato che cela sofferte riflessioni sullo stato della guerra: un Presidente, un Generale, un Perito Religioso e altre figure, con giubilo ed eccitazione, pianificano gli interventi per un conflitto appena avviato; il tutto volto non tanto a risolvere la guerra in corso quanto a programmare … la prossima.
La Compagnia LABit ha già portato il proprio tributo all’autore pescarese nel 2002, inaugurando la Biblioteca Comunale ENNIO FLAIANO e affiggendo la targa commemorativa presso l’abitazione dello scrittore-giornalista nel quartiere Montesacro di Roma, in via Montecristo 6. A oltre 60 anni dalla sua stesura,  La guerra spiegata ai poveri è un modo per tornare ad un autore amatissimo, per portare in scena un teatro che sappia fondere parola e corpo in un’armonia di sensazioni ma, soprattutto, è un atto di autocoscienza, una finestra aperta sullo stato delle cose.
Il festival inEURoff è realizzato con il sostegno del Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, in collaborazione con il Municipio XII e la Regione Lazio Assessorato alla Cultura e allo Spettacolo.(la guerra..)

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Carabinieri: casi suicidio

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2010

Il fenomeno dei suicidi e/o tentativi di suicidio di militari dell’Arma, sovente riconducibile a profonde crisi individuali, merita una continua e sistematica attenzione da parte di tutti, a cominciare dalla scala gerarchica atteso che, purtroppo, si reitera nel tempo. Infatti, durante l’anno si sono già registrati più di quattro casi nella giurisdizione del Comando Legione Carabinieri Lombardia che si aggiungono ai ben cinque relativi al 2009 nel quadrante Nord/Ovest del Paese. Per questo motivo, nella consapevolezza della fondamentale importanza di un’azione preventiva che, anche nella Legione Lombardia è considerata particolarmente necessaria ed al fine di individuare tempestivamente le situazioni di disagio personale, il CoBaR/CC Lombardia ha approvato una delibera avente per oggetto “Fenomeno dei Suicidi e/o tentativi di suicidio di militari dell’Arma” chiedendo, fra l’altro al Comandante di Legione che siano intrapresi tutti gli sforzi per l’indispensabile e necessaria prevenzione anche attraverso l’individuazione di altre strutture sanitarie civili, magari al livello provinciale, in grado di meglio fornire un più qualificato supporto assistenziale.

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“Polvere di stelle e tirate di sciacquone”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

La giovane scrittrice Giada Gerli presso il  Museo della Calzatura Pietro Bertolini, ha presentato, con grande successo,  il libro “Polvere di stelle e tirate di sciacquone” ed. Italian University Press.Giada Gerli nasce a Milano nel 1981, vive a Vigevano, ma ha lavorato per anni come ballerina e coreografa in prestigiosi villaggi turistici, maturando esperienze uniche ed irripetibili che ha voluto imprimere. La polvere dei sogni come antidoto per la routine. E’ l’intento del frizzante libro di Giada Gerli . Le bollicine di vita colorano con sapori esotici e leggeri gli aspetti più grigi dell’esistenza.
Azzurra, giovane e promettente coreografa, dalla parlantina sciolta e simpatia contagiosa, si troverà ad affrontare situazioni diametralmente opposte al luogo paradisiaco in cui lavora, un villaggio turistico da sogno, circondato da acque cristalline, ma popolato da ospiti esigenti e animatori invidiosi. Tra un passo di danza e l’altro vivrà un’intensa storia d’amore, che si trasformerà nel tempo in un incubo ad occhi aperti a causa della futura suocera, donna cinica, egoista e tremendamente snob. Una crociera nel Mar Mediterraneo, in compagnia della sua migliore amica, le darà modo di prendersi una pausa dalle problematiche amorose e famigliari, ma inaspettatamente sarà travolta da una serie di eventi e colpi di scena che la porteranno a dover risolvere dei veri e propri misteri a bordo della nave, a discapito della sua stessa incolumità.

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Eurogendfor, la forza di gendarmeria europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2010

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 giugno 2010, la legge che ratifica e dà esecuzione alla dichiarazione di intenti e al trattato tra Francia, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna per la creazione di Eurogendfor, la forza di gendarmeria europea. Eurogendfor testimonia la cooperazione tra cinque Paesi europei determinati a contribuire allo sviluppo della Politica Europea di Sicurezza e Difesa attraverso l’istituzione di una struttura multinazionale in grado di affrontare le situazioni di crisi con gli strumenti più adatti ai diversi scenari. Modellata sui gendarmes francesi e sulle Unità Specializzate Multinazionali (M.S.U.) dei Carabinieri, la proposta di costituire una Gendarmeria europea è stata presentata ad ottobre 2003, in occasione della riunione informale di Roma dei Ministri della Difesa dell’Unione Europea. Eurogendfor può essere impiegata , per l’intero spettro delle operazioni di pace, con compiti di polizia militare, di coordinamento e cooperazione con unità di polizia locali o internazionali, di collaborazione con agenzie civili internazionali, nell’ambito delle iniziative della comunità internazionale per missioni di prevenzione, stabilizzazione e ricostruzione delle strutture statuali nelle aree di crisi. L’Italia fornisce all’Eurogendfor il maggior contributo di uomini. La Forza è in particolare formata da una componente operativa, da una specializzata nella lotta contro il crimine e da una di supporto logistico. L’Eurogendfor può disporre di ottocento uomini entro trenta giorni dall’inizio dell’esigenza, e di altri duemilatrecento come secondo approntamento di riserva. Il comando è assegnato a rotazione a ciascuno dei Paesi che la alimentano. A partire dal 1° gennaio 2010 l’Italia, subentrando alla Francia. Dossier “Eurogendfor, la forza di gendarmeria europea”

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Crisi carceri: Proteste detenuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2010

“Lo avevamo detto ed oggi ne abbiamo avuto la conferma. Il caldo sta accelerando le proteste dei detenuti per la grave situazione di sovraffollamento delle carceri italiane. Poco fa è stata intercettata dal Personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Genova Marassi una bottiglia, lanciata dall’esterno, che conteneva il seguente messaggio: “Torino, Roma, Milano, Napoli, Genova dalle 21.30 alle 23”.  Ci sembrano vere e proprie ‘coordinate’ per imminenti azioni di protesta nelle carceri di queste città. Proteste che, va detto, già da diversi giorni si registrano in molti istituti di pena italiani. E’ il caso di tenere alta l’attenzione, intensificando le misure di sicurezza, anche al fine di garantire l’incolumità di quanti operano all’interno del carcere ed anche dei cittadini, visto che la maggior parte di questi penitenziari si trova in quartieri molto popolati delle città. La nostra preoccupazione, il nostro timore è che qualcuna di queste proteste possa sfociare in vere e proprie rivolte. Le Istituzioni e la politica non posso rimandare ulteriormente necessari ed urgenti interventi per il sistema carcere”. E’ quanto dichiara Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri. “La situazione penitenziaria, come noto, è ogni giorno sempre più critica a causa dell’inarrestabile sovraffollamento, quantificato in 68mila detenuti presenti per 43mila posti letto. Chi paga nell’immediato e in prima persona lo scotto di questa pesante criticità, con condizioni di lavoro particolarmente stressanti e pericolose, sono soprattutto gli Agenti di Polizia Penitenziaria che in carcere lavorano nella prima linea delle sezioni detentive 24 ore su 24. Dobbiamo ovviamente garantire, oltre a quella interna, anche la sicurezza esterna delle strutture carcerarie con una attenta vigilanza. E pensare che mancano ben 6mila e 500 agenti negli organici del Corpo… Bisogna però intervenire – legislativamente, con atti concreti – sul sistema carcerario perché le annunciate manifestazioni di protesta rischiano di incendiare ulteriormente la già incandescente situazione”.

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Les Bleus Vénitiens

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2010

Castiglione delle Stiviere (MN) 8 giugno – 8 luglio 2010 Villa Brescianelli, via Moscati 27 La fotografia, ultima nata tra le arti figurative, ha trovato nelle mille situazioni che il territorio lagunare offre al piacere dello sguardo,  terreno fertile per la sua applicazione; così è stato sin dall’origine e si può ben dire che con essa il mito di Venezia abbia trovato la definitiva consacrazione. Tutti coloro che per qualsiasi ragione sono entrati in contatto con la città lagunare non hanno potuto sottrarsi al suo fascino e all’obbligo di riportarne un ricordo duraturo spesso rappresentato dall’immagine fotografica. Lunga è stata la schiera degli autori che  nel tempo hanno fornito  versioni diverse ma sempre originali e coinvolgenti. Tutto, nelle fotografie di Uliana, assume una suggestione fiabesca, un’aura speciale che ci rimanda in fondo alla vera essenza di questo luogo, sognato e amato  da tutti anche da coloro che non l’hanno mai potuto visitare ma di cui grazie alla fotografia, anche a quella di Fabrizio Uliana, possono assaporarne un frammento, un’impressione. http://www.cflagondola.it
Fabrizio Uliana nasce nel 1954 a Roma dove rimane fino al 1969. Dopo aver abitato in varie località italiane, attualmente vive tra Venezia e Dinard in Bretagna. Per impegno sociale si è sempre interessato ai diritti umani e civili e in particolare a quelli dei minori e dei disabili; laureato in scienze sociali, si specializza con due master in “Europrogettazione” e “Immigrazioni, fenomeni migratori e trasformazioni sociali”; per professione si occupa di studi, ricerche, progettazione e organizzazione di servizi sociali.

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Numero emergenza: Italia inadempiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Mag 2010

Neelie Kroes, la Commissaria per l’agenda digitale, ha dichiarato “Mi dispiace che la Commissione abbia dovuto chiedere alla Corte di imporre sanzioni finanziarie all’Italia, ma non posso non intervenire quando vedo che le inadempienze di un governo mettono a repentaglio la vita dei cittadini.È indispensabile che i servizi di emergenza italiani possano localizzare le chiamate di emergenza – spesso è una questione di vita o di morte.Alla stregua di tutti gli altri Stati membri, l’Italia deve rispettare gli obblighi vigenti per l’attuazione del servizio di emergenza “112”.” Le informazioni sulla localizzazione delle chiamate sono indispensabili per garantire un intervento tempestivo in situazioni di emergenza, soprattutto per le chiamate effettuate con telefoni cellulari, quando la persona che chiama potrebbe non essere in grado di dire dove si trova, ad esempio se non si trova nel suo paese, ma in un altro Stato membro. Il 15 gennaio 2009 la Corte di giustizia dell’UE ha constatato che l’Italia non aveva messo a disposizione delle autorità chiamate ad intervenire in caso di emergenza le informazioni relative alla localizzazione delle chiamate al numero unico di emergenza “112”, (C-539/07).Questa sentenza ha fatto seguito a un procedimento di infrazione avviato dalla Commissione nell’aprile 2006 ( IP/06/464). A seguito della decisione della Corte dell’anno scorso, la Commissione il 14 maggio 2009 ha inviato una lettera di costituzione in mora ( IP/09/774) e il 20 novembre 2009 un parere motivato ( IP/09/1784) chiedendo all’Italia di fare tutto il necessario per consentire la localizzazione delle chiamate al 112.Le autorità italiane hanno informato la Commissione che intendevano istituire un sistema di emergenza per la trasmissione delle informazioni necessarie per la localizzazione delle chiamate, che, tuttavia non è stato realizzato secondo i piani.L’Italia pertanto non si è conformata alla sentenza della Corte. Il mancato rispetto da parte dell’Italia delle prescrizioni relative alla corretta attuazione del sistema del numero di emergenza “112” costituisce una grave violazione della legislazione dell’UE che mette a repentaglio la vita e il benessere dei cittadini.Per questo motivo la Commissione ha deciso di chiedere alla Corte di giustizia dell’Unione europea di imporre una penale forfettaria calcolata in base al tempo trascorso dalla prima sentenza della Corte e una penale giornaliera fino a quando non si porrà rimedio alla situazione.Per calcolare l’importo dell’ammenda proposta alla Corte, la Commissione tiene conto della gravità dell’infrazione, del periodo trascorso dalla precedente sentenza della Corte e delle capacità di pagamento dello Stato membro interessato.

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Polizia: Operazione a Rosarno (RC)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

“Possiamo solo essere soddisfatti per l’operazione portata avanti dalle Forze di Polizia a Rosarno (RC), che ha assicurato alla giustizia alcuni dei responsabili di quella indegna guerriglia che si è compiuta nei mesi scorsi”. A dirlo è Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Ma il pur giusto entusiasmo per i risultati conseguiti – dice Maccari – non può e non deve farci dimenticare che in Calabria, come in altre zone del nostro Paese, purtroppo le situazioni di illegalità, che sfociano in ciò che abbiamo visto accadere a Rosarno nei mesi scorsi, non sono per strada, ma annidate in quella quotidianità fatta di persone che non fanno fino in fondo il loro dovere, diventando ciechi condiscendenti di persone che di questa connivenza con alcuni poteri dello Stato, fanno il loro punto di forza”.  “Nei giorni scorsi abbiamo sentito in Tv parlare apertamente di voto di scambio in Calabria e poi abbiamo ascoltato sindaci leghisti inneggiare a comportamenti intolleranti – continua il Segretario Generale del Coisp – nell’uno e nell’alto caso siamo di fronte a un allarme sociale che non è più questione di polizia ma una pericolosa e perversa spirale che annienta ogni senso di legalità e sicurezza che le Forze dell’Ordine cercano di garantire e tutelare”. “Il brillante lavoro dei colleghi di Reggio Calabria – conclude Franco Maccari – rischia di essere vanificato se a questo non seguiranno politiche di tutela e ripristino della legalità nei territori più a rischio ma soprattutto se non si assumeranno decisioni forti verso tutti quegli amministratori e verso tutti quegli apparati che infrangono le regole del vivere comune e civile”.

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Sfruttamento dei migranti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

E’ quanto emerge da un rapporto sulle condizioni in cui vivono e lavorano i migranti nell’area di Castel Volturno realizzato dall’OIM Organizzazione Internazionale per le Migrazioni nell’ambito di Praesidium, progetto finanziato dal Ministero dell’Interno.  “Nonostante il fatto che la zona di Castel Volturno sia nota per la diffusione del lavoro irregolare sia nel settore dell’agricoltura sia in quello dell’edilizia”, afferma Simona Moscarelli, esperto legale dell’OIM, “è da sottolineare come i controlli da parte delle istituzioni locali sulle condizioni lavorative dei migranti debbano essere necessariamente potenziati”. “E’ fondamentale che durante tali controlli”, spiega la Moscarelli “le forze dell’ordine operanti non si limitino alla mera verifica della situazione di irregolarità dei migranti ma approfondiscano le situazioni di grave sfruttamento lavorativo degli stessi, assicurando una forma di protezione ai casi più vulnerabili o a coloro che sono disponibili a collaborare e denunciare gli sfruttatori alle autorità, ad esempio tramite il rilascio del permesso di soggiorno per protezione sociale” Il rapporto dell’OIM spiega che i migranti che lavorano in situazione irregolare a Castel Volturno possono essere suddivisi in 3 gruppi, la maggior parte dei quali costretta a lavorare in situazioni degradanti e insicure:  –  i cittadini sub-sahariani impiegati nel settore agricolo ed edilizio, –  i cittadini maghrebini ed egiziani che lavorano per lo più nella raccolta delle fragole nell’agricoltura,  – i cittadini indiani e pakistani, i più invisibili, che vengono impiegati nelle aziende bufaline in virtù della particolare attenzione e dedizione  che prestano, per motivi religiosi, alla cura del bestiame.  “Nell’area di Castel Volturno e zone limitrofe”, dichiara Flavio Di Giacomo, Responsabile della Comunicazione dell’OIM, “ci sono anche circa 500 donne nigeriane vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale. La maggior parte di loro è arrivata nel 2008 sbarcando a Lampedusa. Diversa è la situazione delle cittadine straniere nigeriane arrivate nel 2009.  Sembra infatti che, chiusa la rotta di Lampedusa, i trafficanti si siano già riorganizzati e che la maggioranza delle donne arrivi ora in aereo,  con visto di ingresso regolare anche se spesso con un passaporto di un’altra persona.” Nella zona inoltre sono tantissimi i migranti che sono stati truffati da italiani senza scrupoli durante la regolarizzazione di settembre 2009.  “In alcuni casi, dopo aver corrisposto a datori di lavoro italiani somme che variano dai 500 ai 4.500 euro per accedere al procedimento di regolarizzazione”, racconta Di Giacomo, “i migranti sono stati abbandonati senza che nessuno presentasse alcuna domanda di emersione.”

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