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Stato dell’Unione: sfruttiamo lo slancio attuale per definire un futuro ambizioso

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

Portrait of Antonio TajaniIl Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha dato il benvenuto al Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, al Collegio dei Commissari e alla Presidenza estone del Consiglio per il dibattito annuale sullo “Stato dell’Unione”. Ha poi delineato le aspettative dei cittadini europei per una maggiore cooperazione tra le istituzioni dell’UE e gli Stati membri in materia di migrazione, terrorismo, crescita economica e diritti sociali.La stabilità di bilancio, il numero più alto di sempre di persone in occupazione e la ripresa economica aprono una finestra di opportunità per un’ambiziosa riforma dell’Unione europea, fondata sulla libertà, sulla parità dei diritti e sullo Stato di diritto, ha dichiarato Juncker. Juncker ha annunciato proposte per un ministro delle Finanze europeo, l’immigrazione legale, la cyber sicurezza, i diritti dei lavoratori, il commercio internazionale e l’Unione della difesa.
Il presidente del gruppo PPE Manfred Weber (DE) ha evidenziato le preoccupazioni delle persone, come la paura della globalizzazione: “abbiamo bisogno di un’economia sociale di mercato”, e anche di “garantire le nostre frontiere per fermare l’immigrazione clandestina”. La gente è anche preoccupata per la Turchia, che “non può diventare membro a pieno titolo dell’UE”. “Abbiamo bisogno di un’Unione europea di difesa per difendere lo stile di vita europeo”, ha aggiunto.
Il leader del gruppo S&D Gianni Pittella (IT) ha proposto di “colpire tutte le multinazionali che hanno frodato il fisco obbligandole a restituire tutto” e di adottare misure “contro lo sfruttamento dei giovani” e una “children guarantee: non un bambino deve rimanere senza educazione, senza casa”. Sulla migrazione, Pittella ha chiesto di “avere il coraggio di aprire canali legali”, non soltanto chiudere le rotte illegali.
Jean-Claude JunckerSyed Kamall (ECR, UK) ha affermato che, se vuole davvero proteggere i cittadini, “l’Europa non può essere protezionista”. Affinché l’economia europea prosperi, “dobbiamo creare maggiori opportunità e non più norme”, sottolineando che “i piani di crescita dell’UE non creano posti di lavoro, le imprese creano occupazione”.
Secondo il leader dell’ALDE Guy Verhofstadt (BE), il discorso di Juncker era “pieno di visione e ambizione per il 2019”, grazie anche al fatto che la “primavera populista” si è arrestata in Austria, nei Paesi Bassi e in Francia. Ha poi sottolineato che la maggioranza dei cittadini dell’UE vuole azione europea e che l’UE è necessaria “per far fronte ai governi della destra alternativa”.
Patrick Le Hyaric (FR), vicepresidente del gruppo GUE/NGL, ha suggerito a Jean-Claude Juncker di “trasformare il fondo che gli ha dato il nome in un grande fondo sociale e ambientale”. C’è urgente bisogno di “costruire un’Unione che combini l’umanesimo sociale e il progresso ecologico”, ha aggiunto.
european parliamentPhilippe Lamberts (BE), co-presidente del gruppo Verdi/ALE, ha suggerito a Juncker quello che avrebbe dovuto dire: “ridurre le disuguaglianze”, “limitare il nostro impatto ecologico ai limiti imposti dalla natura”,”congelare l’entrata in vigore del CETA” e “eliminare il glifosato e rafforzare la definizione degli interferenti endocrini”.
“Non avete imparato nulla dalla Brexit”, ha affermato Nigel Farage (EFDD, UK), che ha criticato la proposta del Presidente Juncker di approfondire l’integrazione europea” senza “il consenso del popolo”. Farage ha poi paragonato l’UE ai regimi passati: “il modo in cui lei tratta l’Ungheria e la Polonia deve ricordare loro come era vivere sotto i comunisti sovietici”.
Harald Vilimsky (ENF, AT) ha detto che il suo gruppo non vuole che l’euro “fallimentare” sia utilizzato da altri paesi e si oppone a un’Unione della difesa e alla libera circolazione dei lavoratori all’ interno dell’UE. Le frontiere interne devono essere mantenute per fermare i “milioni di africani e arabi che invadono l’Unione”, ha concluso.

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Regione Salento? Perplessità

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

Regione Salento? Un doppione per giustificare inefficienza e creare nuove clientele Negli ultimi tempi e’ stata ripresentata l’iniziativa di creare la Regione Salento. Tranne qualche isolato caso di coerenza, la proposta esce fuori solo quando a governare la Regione e’ un presidente non salentino. Il nuovo ente locale dovrebbe comprendere le province di Lecce, Brindisi e Taranto. A dire dei promotori le differenze socio-culturali tra le tre Province ed il resto della Regione sono tali che solamente la creazione di questa nuova istituzione potrebbe dare effettivo slancio a quei territori. Non s’ignora il dibattito che mette le radici in tempi lontani – gia’ nell’assemblea costituente s’avanzarono proposte in tal senso – tuttavia una visione pragmatica della situazione attuale porta a concludere che al di la’ di sbiaditi campanilismi, la proposta appare anacronistica e dannosa. Chi paga? I cittadini e il buon diritto, ovviamente: – creare ex novo la struttura di un ente che non esiste non e’ cosa da poco; – la tempistica non certo breve –visto  e considerato che per la creazione sarebbe necessaria una legge costituzionale– non gioverebbe alla risoluzione di problemi che chiedono risposte immediate. I tempi biblici della sanita’, la gestione degli enti locali, le tasse locali che aumentano mentre diminuisce la qualita’ dei servizi: tutti problemi che, evidentemente, devono trovare soluzione nell’immediato; – considerato come sono gestiti dai partiti gli enti locali, la nuova regione servirebbe solo a creare una piu’ vasta clientela per gli attuali predatori del diritto e della buona amministrazione. L’impressione e’ che l’adesione di certa classe dirigente a questa iniziativa sia dettata piu’ dalla volonta’ di scaricare la propria ininfluenza ed inefficienza su altre istituzioni che da quella di impegnarsi in azioni utili al benessere pubblico: uno scaricabarile tipicamente italiano. Una politica di ampio respiro guarda ai problemi cercando soluzioni efficaci, immediate ed economiche, non lasciandosi andare a costosissime retoriche autonomiste buone solo a dare visibilita’ ed aumentare il proprio potere clientelare. (Alessandro Gallucci, delegato Aduc-Lecce)

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Reggio-Emilia: Contro la politica degli annunci

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Tiziano Alessandrini e Marie Line Zucchiatti all’Assemblea Territoriale del PD forlivese hanno presentato il loro programma politico. Formazione dei giovani nelle aziende, rilancio di turismo e agricoltura. Federalismo fiscale e riconversione dell’economia in chiave ambientale. Con nuove imprese capaci di portare 80mila posti di lavoro entro il 2015 L’Emilia-Romagna è la regione in grado di diventare motore dell’Italia, trainandola verso una ripresa vera e concreta. Con la grinta e la voglia di lavorare propria delle imprese locali, unita allo slancio in avanti della politica. «Servono queste due cose insieme per progettare il futuro, del territorio e dell’intero Paese. Non consegniamo la nostra terra a questa destra arretrata e xenofoba, capace di alzare la voce senza riuscire ad attivare un “pensiero lungo” di programmazione e sviluppo» Così afferma Tiziano Alessandrini, candidato forlivese del PD alle prossime elezioni regionali assieme a Marie Line Zucchiatti, entrambi protagonisti dell’Assemblea Territoriale del Partito Democratico tenuta giovedì 18 febbraio nella sala Santa Caterina di Forlì. Tra i proclami quotidianamente urlati dai mezzi d’informazione c’è anche quello legato alla presunta fine della crisi economica: «Non siamo fuori dalla crisi», dice a chiare lettere Alessandrini. «Affermare ciò non significa essere disfattisti, ma realisti. Se le cose in Italia stanno andando meno peggio che in America o in Germania non è certo per merito del governo ma è grazie alla famiglie italiane, più solide e meno indebitate rispetto a quelle degli Stati Uniti o di altri paesi europei».

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