Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘slogan’

Vale ancora lo slogan: “Privato è bello?”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Il crollo del ponte Morandi a Genova, con il suo tragico bilancio di vite umane, ha mostrato a tutti quanto esaltare le privatizzazioni servisse a coprire un unico vero scopo: far realizzare immensi profitti a poche famiglie del capitalismo italiano, a scapito della sicurezza collettiva, delle nostre finanze,e dei posti di lavoro. Autostrade, ILVA, Alitalia, Telecom, solo per citare i casi più famosi: migliaia e migliaia di esuberi, aziende portate al fallimento.Genova dimostra, più che simbolicamente, quanto lo slogan “privato è bello”, così in voga dai primi anni ‘90 in poi e declinato da tutti i governi che da allora si sono succeduti alla guida del nostro paese, sia stata una vera e propria truffa, perpetrata ai danni della collettività. Come lo sono del resto tutte le cosiddette grandi opere, dal ponte di Messina al TAV al TAP, solo per citarne alcune tra le più inutili e dannose, agognate dai padroni del cemento e sollecitate dall’Unione Europea che ha fatto delle privatizzazioni uno dei suoi mantra più importanti.Il vergognoso abbandono che avvolge i paesi del terremoto, lo stallo nelle grandi vertenze ILVA e Alitalia, il degrado della rete autostradale, la devastazione dei servizi pubblici e dei territori, impongono ormai scelte immediate e decisive.La strada delle nazionalizzazioni, che porti con sé anche una nuova e diversa concezione del modello di sviluppo, che preveda partecipazione delle comunità e controllo popolare, salvaguardia del territorio, del bene comune, del lavoro NON ammette più ritardi, né tentennamenti da parte di questo governo. Governo di cui fa parte una forza come la Lega che in passato ha sottoscritto concessioni e, come tutti gli altri partiti, ha preso soldi da Autostrade, votando come gli altri il decreto Salva-Benetton e che oggi, non a caso, frena sulle ipotesi di ripublicizzazione del settore.Occorre quindi mobilitarsi perché la richiesta di nazionalizzazione che è venuta dal basso e che è stata populisticamente evocata dal Governo, sia effettivamente esaudita, per rimettere in campo, qui ed ora, il rilancio del lavoro pubblico come rilancio dei servizi sociali a partire da sanità, istruzione, abitazioni, del carattere pubblico dell’acqua, per sottrarli agli appetiti dei privati e degli speculatori, con un piano di finanziamento, assunzioni e di reinternalizzazioni che porti al superamento del precariato.Per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze sociali, politiche, ai comitati dei territori, alle lavoratrici e ai lavoratori, alle/ai precarie/i, per costruire insieme entro settembre un’assemblea nazionale a Genova e una grande manifestazione il 20 Ottobre a Roma.Per difendere il territorio, i servizi, la salute, il lavoro, per fare sentire la voce di chi in questi anni di crisi ha pagato tutto con aumento dello sfruttamento, delle tariffe, dell’inquinamento.

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British DAY Schio 2017

Posted by fidest press agency su martedì, 12 settembre 2017

british daySchio (Vi) Tra sabato 7 e domenica 8 ottobre 2017 Schio cambierà nazionalità e diventerà ancora una volta la “città più inglese d’Italia”. E’ infatti arrivato il momento del tanto atteso British Day 2017, due giorni di eventi, musica, letteratura, spettacoli originali, gastronomia, raduni, sfilate che trasformeranno la città in un borgo di Sua Maestà. “La manifestazione si svolgerà anche in caso di sole”, risuona così lo slogan anche di questa edizione. Da sempre considerata la “Manchester d’Italia” infatti Schio ha un’anima fortemente legata al mondo anglosassone, anche in relazione al suo florido passato come polo laniero e tessile. Sarà forse questa una delle chiavi del successo, fatto sta che molti ormai considerano il BD la manifestazione più attesa e desiderata dell’anno in città, i numeri dell’anno scorso parlano chiaro con le circa 30mila persone che hanno affollato le vie del centro. Due giorni che porteranno a creare a Schio una buona rappresentanza dei simboli della tradizione del Regno Unito nel mondo. (foto: british day)

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Roma: “Da Far west non si esce con slogan ma con il contributo di tutti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

campidoglio“Quanto accaduto a Torbellamonaca non è solo l’ennesimo atto di violenza di stampo fascista. L’ultimo di una escalation che interessa non solo quel Municipio ma anche altre realtà romane in periferia. Sui recenti gravi avvenimenti di violenza registrati negli ultimi giorni il PD del VI municipio, attraverso il capogruppo e il neo eletto coordinatore municipale si è già attivato richiedendo un incontro urgente al Prefetto di Roma. Preoccupa ovviamente il ripetersi di manifestazioni squadriste e razzista che alimentano odio contro gli immigrati, ma sono altrettanto preoccupanti anche i gravi atti di intolleranza, gli accumuli dei rifiuti, le aree pubbliche abbandonate, il degrado con cui ormai si convive quasi quotidianamente, i gravi incidenti stradali determinati da comportamenti efferati, l’evidente apatia di una città che sembra quasi rassegnata e che non riesce più a supportare con energia le forze sane e attive che pure sono presenti e operano nel tessuto democratico cittadino. Il richiamo su un importante quotidiano nazionale di monsignor Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma, che per tanti anni ha esercitato la sua missione a Tor Bella Monaca e su cui i rappresentanti delle istituzioni dovrebbero riflettere, prende spunto da una consapevolezza: dal Far West descritto dalla sindaca Raggi si esce con l’aiuto di tutti, e tra i ‘tutti’ ci sono anche i partiti, magari con le loro insufficienze, ma che esercitano una funzione vitale a presidio della democrazia italiana così come è stata tracciata nella nostra costituzione. Come PD di Roma non ci illudiamo: per ridare speranza alla città e ai suoi quartieri più difficili ci vuole il contributo e lo sforzo di tutti: Istituzioni, associazionismo, partiti, organizzazioni dei lavoratori, volontariato ecc.. E’ ora di superare gli slogan che da mesi caratterizzano l’azione amministrativa della giunta Raggi. E’ necessaria ed urgente una presa di responsabilità nella consapevolezza che in gioco non ci sono le sorti dei partiti ma l’agibilità democratica e sociale della capitale. Ebbene noi siamo pronti a fare la nostra parte e a lavorare insieme con chi ci sta per il bene di Roma. Noi diamo la nostra disponibilità a concorrere al riscatto della capitale mettendo a disposizione tutte le nostre energie e competenze e anche dall’opposizione intendiamo contribuire all’elaborazione di progetti ad ampio respiro per risanare i contesti urbani e sociali del le nostre periferie.Cosi in una nota la capogruppo del PD capitolino Michela Di Biase e il segretario del PD romano Andrea Casu.

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Terremoto: da Renzi solo slogan e magliette gialle

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

terremoto“I nervosetti dem Esposito e Carbone, non sapendo a cosa appigliarsi per giustificare il nulla cosmico dei governi Renzi-Gentiloni in merito alla gestione del post sisma in centro Italia, attaccano a testa bassa e disinformata, in modo confuso e sparando nel mucchio per tentare di celare un fallimento a trecentosessanta gradi della sinistra, uno dei più clamorosi della storia repubblicana”. Lo scrive di Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Tutti ricordiamo gli annunci di Renzi all’indomani del terremoto di Amatrice dello scorso 24 agosto. Faremo, faremo, faremo, prima entro Natale, poi entro Pasqua. Parole, parole, parole. Slogan usati in modo irresponsabile. Una presa in giro nei confronti degli italiani La cruda realtà è sotto gli occhi di tutti ed è testimoniata quotidianamente dal grido di dolore degli amministratori locali e da una cittadinanza esausta e abbandonata a se stessa. Basta sfogliare anche oggi le pagine del ‘Corriere della Sera’ o di ‘Repubblica’ – quotidiani certamente non riconducibili alla parte politica di chi scrive, anzi – che con lunghi e approfonditi reportage raccontano lo stato dell’arte: inerzia, lassismo, oppressione burocratica.Che fine ha fatto il Commissario Errani? Che dice Renzi? Dove sono le magliette gialle?Il confronto fra tutto quello che ha fatto il governo di centrodestra in Abruzzo – come ha giustamente ricordato il presidente Silvio Berlusconi – e quello che stanno facendo i governi del Pd con i terremotati dell’Italia centrale è davvero impietoso.Quello che avvenne nel 2009 – quando Carbone si occupava ancora delle logistica per i comizi di Renzi – non fu solo un successo del governo Berlusconi, ma fu un successo dell’Italia intera. Noi lavorammo con tutte le nostre forze per dare, in pochi mesi, un tetto stabile e confortevole a chi aveva perso la casa, per portare il G8 a L’Aquila e per avviare la ricostruzione.Quella ricostruzione che poi successivi governi e amministrazioni locali della sinistra hanno lasciato impantanare. La differenza con quanto accade oggi in Italia centrale è dolorosamente evidente. Dalle parti del Partito democratico farebbero bene a tacere e ad arrossire per la vergogna”, conclude Brunetta.

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Politici italiani e slogan razzisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2011

Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, nell’ultimo rapporto sull’Italia, ha raccomandato di arginare l’uso di slogan razzisti da parte dei nostri politici. Si dovrebbe, secondo l’istituzione europea, sviluppare con vigore un’efficace normativa penale riguardo ai reati di matrice razzista. “Persiste un continuo abuso – fa notare Antonino Lo Verde, viceresponsabile per l’Immigrazione dell’Italia dei Diritti -, da parte di alcuni partiti, di slogan elettorali che strumentalizzano la figura dello straniero per accaparrarsi consensi di una parte d’elettorato”. Nel documento del Consiglio d’Europa, viene sottolineato inoltre il mancato impegno dell’Italia nel garantire il rispetto dei diritti umani di rom e immigrati. “In particolare verso i rom – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -, che tra l’altro sono cittadini europei al pari degli italiani con eguali diritti e doveri, è in atto da tempo un evidente campagna denigratoria. Il Consiglio d’Europa ha dato un legittimo diktat ai politici italiani. Chiaramente la Lega Nord è il partito che dovrebbe sentirsi più richiamato, visti gli slogan esplicitamente razzisti utilizzati di frequente in comizi e dichiarazioni pubbliche. Si potrebbe innescare nei confronti degli stranieri – conclude Lo Verde -, da loro dipinti come occupanti abusivi del territorio italiano e sorgente di criminalità, quell’odio razziale sul quale la Storia ci insegna non bisogna scherzare. Si tornerebbe alle bande armate. Bene, quindi, il monito dall’Europa”.

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Precari: manganelli contro verdure

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

Manganelli contro verdure: questa è la risposta giunta alle centinaia di precari di tutti i settori, i cassintegrati, i Lsu, i senza casa e senza reddito, i disoccupati, che questa mattina a Roma hanno portato in piazza di Monte Citorio i problemi del Paese reale. Lavoratori che hanno espresso la propria indignazione lanciando slogan, ortaggi e qualche petardo ad un Parlamento in tutt’altre faccende affaccendato, hanno ricevuto in cambio la carica delle forze dell’ordine. Tante le diverse vertenze confluite nella piazza. Numerosissimi gli ex-lsu Ata della Scuola, oggi in sciopero nazionale indetto da USB,messi in cassa integrazione a zero ore e con salari tagliati grazie ad un accordo sottoscritto da Cgil Cisl Uil; molti i precari della ricerca, insieme a quelli del settore privato; gli esternalizzati del pubblico accanto ai precari dello spettacolo, ed ai lavoratori stabili, che non arrivano più alla metà del mese. Tutti a ribadire con forza che l’unica strada percorribile è fermare la precarizzazione del lavoro, cancellando il pacchetto Treu e la legge 30, fermando gli accordi sull’apprendistato, con un nuovo processo di stabilizzazione e risorse per i contratti. Il corteo, che dopo le cariche davanti alla Camera ha bloccato il traffico nelle vie del centro di Roma, ha raggiunto il Ministero della Funzione Pubblica, dove i lavoratori hanno respinto al mittente gli insulti ricevuti ribadendo che difenderanno la Pubblica Amministrazione come bene comune a servizio di tutti i cittadini. “Il grado di coscienza espresso oggi dai manifestanti – ha dichiarato al termine del corteo Claudio Argentini, dell’USB Ricerca – rende possibile l’allargamento della mobilitazione a tutte le parti della società che oggi soffrono la crisi imposta dai governi e dai poteri forti dell’economia. Questa giornata dimostra che è necessario alzare il grado di mobilitazione e conflitto, ad iniziare dall’imminente sciopero precario che USB proclamerà luglio”, ha concluso Argentini.

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Detenute madri: una legge-spot che non risolve

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2011

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale eletta nelle liste del Pd, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Con il testo approvato mercoledì scorso dalla Camera dei Deputati sulla tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori lo slogan “mai più bambini in carcere”  lanciato dal Ministro Alfano due anni fa è destinato a rimanere lettera morta. Questo provvedimento infatti non risolve certo il problema di quelle detenute madri, magari nomadi e recidive, che stanno in carcere in attesa di processo o perché condannate in via definitiva. Iloro bambini, infatti, continueranno a rimanere chiusi all’interno degliistituti di pena, perché in relazione a questa tipologia di detenuteesisterà sempre l’esigenza cautelare di eccezionale rilevanza o il pericolo di reiterazione di ulteriori delitti o quello di fuga che non consentirà loro di scontare la custodia cautelare o la reclusione presso un istituto a custodia attenuata o presso una casa famiglia. Peraltro anche in questa delicata materia, quella cioè della tutela del rapportotra detenuta madre e minore, i deputati della maggioranza e della opposizione hanno pensato bene di confermare l’infame regime del doppio binario processuale sulla base del quale una detenuta madre condannata per un delitto di cui all’art. 4-bis dell’ordinamento penitenziario non potrà scontare in nessun caso il primo terzo della pena al di fuori delle muradi un istituto penitenziario, come se i bambini di queste donne fossero colpevoli per i delitti, per quanto gravi, commessi dalle loro madri. Ma ammettiamo pure che una detenuta avesse tutti i requisiti soggettivi e oggettivi richiesti da questo provvedimento, anche in quel caso madre efiglio non potrebbero mai uscire dal carcere per andare negli istituti a custodia attenuata, visto e considerato che fino al 2014 ciò sarà possibile solo nei limiti dei posti disponibili. Il rischio insomma è che anche nei suoi aspetti positivi questo provvedimento non potrà essere pienamente applicato a causa della scarsa copertura finanziaria. Le Associazioni che abbiamo audito in Commissione Giustizia ci avevano ammonito soprattutto sull’aspetto della recidiva di nomadi etossicodipendenti e su quanto fosse  importante seguire percorsi individualizzati (e meno costosi per le casse dello Stato e delle istituzioni locali) di reinserimento sociale per queste madri e i lorobambini, ma un’impostazione securitaria che nulla ha a che fare con la vera sicurezza dei cittadini, ha impedito di ascoltare quelle parole di saggezza. Per tutti questi motivi come radicali – pur avendo la nostra delegazione presentato una proposta di legge su questa materia elaborata incollaborazione con l’Associazione Il Detenuto Ignoto – ci siamo astenuti al momento della votazione. Insomma, rimane poco più del titolo del tema “mai più bambini in carcere”, manca lo svolgimento e, soprattutto, una convincente e giusta soluzione del problema.

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Contro lo sciopero dei giocatori

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2010

Giovane Italia ( PdL): Manifestazione davanti ai ritiri delle società di calcio contro lo sciopero dei calciatori, iniziativa amorale e incoerente. Striscioni con lo slogan “Campi vuoti, tasche piene”.
“Oggi, in contemporanea in molte città d’Italia tra cui Roma, Firenze, Torino e Milano, abbiamo avviato la contestazione contro i signori del calcio dorato, che evidentemente si equiparano ai comuni lavoratori, pur guadagnando in un sol giorno di allenamento quanto un semplice cittadino riesce a portare a casa in molti mesi di duro lavoro”. Così Matteo Prugnoli e Mattia Kolletzek, dirigenti della Giovane Italia e promotori delle contestazioni che il movimento giovanile legato al PdL sta svolgendo da questa mattina davanti ai ritiri di molte squadre della serie A con lo slogan “Campi vuoti, tasche piene”. “Lo sciopero intrapreso dall’Associazione Italiana Calciatori – continuano i due giovani dirigenti del movimento giovanile vicino al PdL – è una offesa nei confronti di coloro che a ragione rivendicano ogni giorno un lavoro più sicuro e un salario più dignitoso, ed ancor più grave è l’arroganza con la quale sono state portate avanti le trattative negli ultimi mesi. Chiediamo maggiore moralità da parte dell’Associazione e più coerenza ai suoi iscritti quando, dopo pessime prestazioni sportive, si dichiarano ipocritamente persone privilegiate per il lavoro che quotidianamente svolgono”

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9° Conferenza europea sindacale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Roma 1 e 2 ottobre – hotel Palatino Via Cavour 213 Con circa 80 milioni di iscritti in tutto il mondo e 200 organizzazioni associate, la FSM (WFTU) festeggerà a Roma il 65° anniversario della sua fondazione, avvenuta a Parigi il 3 ottobre del 1945.  La Federazione Sindacale Mondiale è attualmente componente di diverse commissioni nell’ambito delle Nazioni Unite, dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro, dell’UNESCO e della FAO.
“Workers of Europe, rise up!” sarà lo slogan della 9° Conferenza Europea, per la quale sono attesi oltre 80 delegati dalle organizzazioni di 30 paesi europei, fra cui il PAME, sindacato alla testa delle lotte in Grecia ed il LAB, il combattivo sindacato basco. I partecipanti si riuniranno all’Hotel Palatino per affrontare i temi della crisi economica mondiale, con le sue conseguenze sui lavoratori europei, e per portare a compimento una comune piattaforma che consenta un’azione unitaria di risposta alla crisi e alle politiche dell’Unione Europea. L’assemblea dovrà inoltre deliberare le necessarie iniziative per porre fine alla discriminazione messa in atto dall’Unione Europea, che non include l ‘EUROF (Ufficio Regionale Europeo della FSM) nel previsto dialogo istituzionale con le parti sociali, assegnando al CES (Confederazione Europea dei Sindacati) il monopolio della rappresentanza di tutti i lavoratori europei.
Membro italiano del Segretariato Europeo della FSM, è Pierpaolo Leonardi, dell’Unione Sindacale Di Base, che così annuncia l’avvenimento: “Per la nostra confederazione è chiaro da tempo che la risposta all’attacco in corso contro tutti i lavoratori non può essere sostenuta soltanto sul piano nazionale. Per questo siamo parte attiva nella costruzione di un strategia europea, unitaria e conflittuale, capace di porre al centro le esigenze del mondo del lavoro e non quelle della finanza, dei banchieri e delle multinazionali”, conclude Leonardi

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Bossi, Padania e mondiali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2010

“Ormai è sotto gli occhi di tutti. Il Ministro Bossi nulla fa in concreto per la ‘sua’ inesistente Padania. Ma sa solo denigrare il Paese e i simboli che più ne identificano l’Unità: dalla bandiera alla Nazionale di calcio passando, ovviamente, per la Costituzione”. Lo dichiara il senatore del Pd Raffaele Ranucci che poi continua: “Sono convinto che il Ministro Bossi stia deludendo anche i cittadini del Nord. Va avanti a forza di slogan urlati e minacciosi ma poi non attua un provvedimento vero che rispetti le promesse fatte ai suoi elettori. Anzi, questa manovra grava per 14 miliardi sugli enti locali e le Regioni. Altro che federalismo”.  “Oggi – conclude Ranucci – tiferò con affetto sincero la Nazionale. Sono convinto che passerà il turno qualificandosi per gli ottavi di finale. Ho già vissuto situazioni simili in cui tutto sembrava difficile ma poi, come nel caso di Usa ’94, la squadra italiana è arrivata in finale. Lippi e tutto il gruppo sono garanzia di serietà e impegno. Agli Azzurri va un in bocca al lupo da tutta l’Italia e da tutti gli italiani”.

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Il rispetto prima forma educativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2010

La politica è un punto dolente per sua esplicita ammissione, infatti non fa più proseliti né sforna nuovi eroi, rimane lì, a barcamenarsi tra spot elettorali e slogan scopiazzati qua e là. Gli uomini al vertice, quelli a metà, gli altri alla base della piramide, sono a disagio nell’agire comune per programmare minimi obiettivi, per cui diventa miraggio la pratica condivisa nell’impegno di una buona vita, molto meglio stare in ordine sparso, in attesa, pronti al balzo.  Un microcosmo di gestualità portate di taglio per fare più male, di parole lanciate come fossero cluster bomb per esser certi di conseguire il danno importante. Atteggiamenti che diventano comportamenti quotidiani violenti, per esser primi, per rimanere con i primi, poco conta a quale prezzo stare a galla: persino il conflitto che diviene notte tempo violenza, la stessa droga una sostanza non del tutto malaccio, il valore della persona non più bene primario. I giovanissimi, gli adolescenti, non parlano e così  non danno possibilità di parlare, sono lì a osservare, sono carta assorbente per non tralasciare niente di questa dinamica sgangherata del vociare, prendere a botte, gridare aiuto inascoltati. Il tradimento culturale sta nel ribaltare lo stato delle cose, nel cambiare i connotati alla realtà, così i più giovani già per metà professionisti di domani, diventano armi contundenti di un pezzo di futuro che non è mai possibile ipotecare. Una sorta di democratico rinculare nei simboli tribali, soprassedendo alle sacralità ridotte a comparsate maleodoranti, nel belare vittimistico  l’equilibrio delle rendicontazioni, tra il giusto avuto e il maltolto, la dignità di un rifiuto e la vergogna di un accordo comprato. In questo botto a perdere del consumo della notizia, dello smercio informatico, della comunicazione istantanea sguaiata, c’è il rischio di interpretare il rumore di sottofondo come un ritmo incalzante, il movimento ondivago di una crociera della mente, dentro il paradosso di un benessere  apparentemente diffuso, perché portatore di sprechi incredibili: benessere non certo nei valori raggiunti e condivisi, piuttosto per traguardo economico da aggredire e acquisire. Tutto ciò  incide sulle personalità in costruzione? Su quelle più  fragili? Sulle altre  cosiddette formate?  Forse è sufficiente osservare dove gli sguardi non sono di persone realizzate, ma di una umanità ripetutamente vinta. Per essere portatori di una libertà che educa occorre arrischiare un passo indietro rispetto a ciò che ferocemente attualizziamo, perdendo di vista la sostanza delle cose, l’analisi, gli interventi da azionare senza ulteriori rimandi.  Un passo indietro dall’assuefazione a giudicare chi sta al passo e chi no, chi vince e chi perde, chi starà ai piani alti e chi invece nei sottoscala. Forse c’è ancora tempo per procedere sul terreno delle nuove relazioni, nella coerenza generosa della libertà, scegliendo di non rimanere prigionieri delle stive colme di dobloni d’oro, del piccolo schermo eroe in tuta mimetica, chissà se c’è ancora spazio sufficiente per credere in qualcosa di autentico, non mercificabile, un valore che dia ancora senso alle persone, alle cose, persino alle Istituzioni: il rispetto come prima forma educativa dell’umanità. (Vincenzo Andraous)

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Uso responsabile di Internet

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2010

Il 9 febbraio prossimo sarà la giornata europea dedicata all’uso responsabile di Internet. Alla stazione Termini (p.zza dei Cinquecento – lato mura Serviane) stazionerà, per tutta la giornata, l’Easy bus. Quest’anno il Safer Internet Day pone l’attenzione sulla gestione dei dati e delle immagini personali online e ha come slogan “Posta con la testa”. Adiconsum e Save the Children, rappresentanti del centro italiano di Safer Internet, intendono promuovere iniziative a livello nazionale nonché supportare la realizzazione di eventi a carattere locale pensati ed organizzati da soggetti interessati a promuovere un utilizzo sicuro e responsabile dei nuovi media. Nella Conferenza stampa del 6 febbraio verrà presentata la giornata europea nelle inziative “decentrata” e “on the web”. Il tema dei dati personali e delle immagini che vengono inserite nella rete planetaria è oggi di estremo interesse  soprattutto se riguardano ragazzi e ragazze che, a volte, inconsapevolmente postano dati e materiali che non riescono poi a gestire. Come intervenire? Quali strumenti mirano a tutelare le giovani generazioni? Quali gli interventi possibili da parte degli adulti? Come accrescere consapevolezza nei ragazzi e ragazze? Intervengono: Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum Simona Chianese, Preside Scuola Media Statale “Settembrini”

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L’economia: la radice dello scontento in Massachusetts

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2010

Nell’elezione presidenziale del 1992 George Bush padre era considerato quasi invincibile a causa della fine della guerra fredda e soprattutto per l’esito soddisfacente della guerra del Golfo.  James Carville, stratega del candidato democratico Bill Clinton, si rese conto che per sconfiggere Bush bisognava concentrarsi sull’economia. “It’s the economy, stupid” divenne una frase famosa e si convertì in uno slogan della campagna democratica che aprì le porte della Casa Bianca a Clinton. L’ira degli elettori del Massachusetts che ha permesso a Scott Brown di vincere il seggio al Senato è legata anche all’incertezza economica. Ecco come il governatore Deval Patrick ha spiegato la sconfitta di Martha Coakley che naturalmente si traduce anche se indirettamente in una sconfitta per Obama ma con un impatto significativo.  Si potrebbe esagerare ovviamente dicendo che votando per Brown gli elettori del Massachusetts hanno votato contro Obama e la sua politica. Questo ragionamento non centrerebbe il bersaglio. Come ha rilevato il governatore della Pennsylvania Edward Rendell, si trattava di un’elezione speciale con dinamiche atipiche.
Senza dubbio l’effetto pratico della perdita della supermaggioranza al Senato costerà ai democratici dato che darà ai repubblicani il quarantunesimo voto necessario per imporre il loro filibustering, l’opposizione ad oltranza.  Come ha detto Obama dopo l’elezione del Massachusetts, gli elettori hanno dimostrato la loro ira verso la politica attuale, quella stessa ira che gli aprì le porte della Casa Bianca. Ma l’ira degli elettori americani l’anno scorso e quella dell’elezione speciale del Massachusetts hanno le radici nel continuo peggiorare dell’economia.  Le obiezioni principali del Partito Repubblicano alla riforma sanitaria, per esempio, si sono basate sul costo che secondo il Gop, farebbe aumentare notevolmente al deficit federale. Per gli elettori però il deficit non significa molto. Ciò che influisce di più è il fatto che la disoccupazione è continuata ad aumentare come pure l’incertezza di perdere il lavoro per coloro che ancora lo possiedono. Secondo un sondaggio nazionale, il quarantanove per cento degli americani considera l’economia il problema principale mentre la riforma sanitaria e il deficit si trovano al secondo posto ricevendo solo il venti per cento dei consensi ciascuno. Un sondaggio del giorno prima dell’elezione in Massachusetts ha rilevato che il settantanove per cento favoriva un candidato che si concentrasse sull’economia.
Considerando le nubi economiche, dunque, la politica attivista di Obama sembra troppo rischiosa per gli elettori indipendenti i quali sono sempre decisivi perché a volte votano per i democratici mentre in altri casi scelgono il Gop.  A poco serve il ragionamento logico di Obama che la riforma sanitaria aiuterebbe a risparmiare soldi e allo stesso tempo aiuterebbe l’economia. Lo stimolo approvato l’anno scorso non ha ancora dato i suoi frutti anche se Wall Street ha senza dubbio avuto uno dei suoi migliori anni. Il Dow Jones, per esempio, è aumentato del venticinque per cento da quando Obama è entrato alla Casa Bianca.  Gli economisti spiegano il mancato aumento dei posti di lavoro con il fatto che le ditte continuano a spingere i loro lavoratori a produrre di più e per questo non assumono nuovi impiegati. Si crede che la creazione di nuovi posti di lavoro dovrebbe incominciare fra non molto. Qualche nota positiva si è già vista.  Nonostante i quarantamila posti di lavoro persi l’anno scorso dall’industria automobilistica, all’inizio di quest’anno si assumeranno cinquemila lavoratori. Pochi ovviamente, ma indicano che la ripresa comincia a farsi sentire. Alcuni economisti credono che l’economia crescerà del quattro per cento quest’anno, cifra simile alle riprese economiche durante le recessioni degli anni ’70 e ‘80.  Per vincere elezioni a volte basta concentrarsi sui problemi del governo in carica e promettere cambiamenti. Gli elettori sono impazienti e non capiscono che i problemi economici dell’America sono in parte legati all’economia mondiale e hanno radici repubblicane dopo gli 8 anni della politica disastrosa di George Bush.  Obama non ha insistito abbastanza sul disastro economico ereditato dal suo predecessore come aveva fatto invece Ronald Reagan nel suo primo mandato spiegando la lenta ripresa economica negli anni ’80 come problema creato da Jimmy Carter.  Bisogna approvare la riforma sanitaria in fretta e poi concentrarsi sui “posti di lavoro esclusivamente”. Ecco cos’ha detto il senatore Robert Casey, democratico della Pennsylvania, subito dopo l’esito dell’elezione in Massachusetts. Obama farebbe bene ad ascoltarlo. In caso contrario sarebbe l’inquilino della Casa Bianca a essere “licenziato” nelle elezioni del 2012. (Domenico Maceri)

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A scuola si declina l’alfabeto

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Regole e principi, lettere dell’alfabeto, immagini, slogan, rime, filastrocche: sono gli  elementi che i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado dovranno coniugare per  realizzare un poster o un opuscolo illustrato dal titolo “L’Alfabeto dei comportamenti  responsabili”. Questo il Concorso nazionale bandito dall’Istituto per gli Affari Sociali  (IAS), in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica  (ANSAS) e con il supporto del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Scopo dell’iniziativa è promuovere una riflessione condivisa sulla responsabilità  personale e sociale, premessa indispensabile per l’esercizio della cittadinanza attiva,  auspicata nel Libro Bianco sul futuro del modello sociale, La vita buona nella società attiva e oggetto del nuovo insegnamento scolastico “Cittadinanza e Costituzione”. L’assunzione  di responsabilità partecipative dovrà scaturire da un’attività interdisciplinare e dal  coinvolgimento di tutto il consiglio di classe, chiamato a guidare i ragazzi in un percorso di  approfondimento di ampio respiro improntato al dialogo, alla comunicazione e alla partecipazione attiva.  Gli studenti, a seguito di riflessioni sui principi civici che orientano al rispetto di sé e degli altri, al rapporto con la diversità e a corretti stili di vita in relazione all’ambiente, alla società e alla sicurezza, dovranno elaborare ”i comportamenti responsabili” da adottare facendo leva sulla loro creatività, declinandoli sulle lettere dell’alfabeto con  filastrocche/rime/slogan e illustrandoli con disegni o foto predisponendo un poster o un opuscolo.  Le quattro scuole vincitrici (scuola primaria, secondaria di I grado, secondaria di II grado, Istituto comprensivo o omnicomprensivo) riceveranno ciascuna un premio in denaro pari a 3.000 euro che dovrà essere impiegato per attività culturali, quali ad esempio acquisto di materiale didattico, spettacoli teatrali o cinematografici, visite a musei,  etc. Il bando del concorso è pubblicato sui siti internet dell’IAS e dell’ANSAS.  Il termine per la presentazione dei lavori è il 31 gennaio 2010

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Carcere e altre umane alternative

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

Il Carcere è nuovamente vicino al punto di rottura, ogni volta che i riflettori si accendono sul penitenziario è per focalizzarne le brutture, le contorsioni, l’incapacità a piegare a una qualche utilità la pena, a coscientizzare ciascuno a fornire un contributo serio per creare le basi di una funzione sociale condivisa, soprattutto a ribadire il corretto significato alle parole, alle norme, ai dettati costituzionali. Sul carcere non ci sono più barzellette e raggiri intellettuali che tengono, sono andati al macero slogan e pubblicità irridenti la realtà, quella che scompagina verità e indicibilità, non sempre riconducibili alla disonestà del detenuto, a cui giustamente è richiesto di fare il primo passo verso una profonda riconciliazione verso se stesso e gli altri. I reati diminuiscono ma gli ingressi in carcere aumentano, le carceri sono stracolme di umanità sconfitta e derelitta, soprattutto straniera, e non c’è respingimento che ottenga risultati,  così il penitenziario sprofonda in una terra di nessuno, dove l’omertà appare come un  chiacchiericcio  per mimetizzarne le ottusità, per non rimanere invischiati in quell’opera di demolizione delle speranze ridotte a bestemmie, a promontori della paura, a banali eventi critici, che però non danno preoccupazioni. Carceri affollate e tagli di personale, carceri del dramma e dati forniti malamente, carceri della sofferenza ingabbiata, triturata, moltiplicata con scienza, perché il carcere deve emanare ribrezzo, terrore, paura, deve restare luogo di  punizione sorda e muta, dove si muore senza alcuna dignità riconosciuta, perché ritenuta blasfema, senza un obiettivo, una prospettiva, un futuro percorribile, dentro una solitudine e un abbandono che non sono casuali né accidentali, prescrizioni non scritte in alcuna norma o  legge, eppure vincolanti per tentare di sopravvivere  alla violenza che mina e scava un solco indelebile nel cuore di ogni uomo detenuto. Bisogno di sicurezza non vuole dire massimizzare gli strumenti di castigo a discapito di quelli di risocializzazione, né approvare il suicidio indotto dalle patologie e dall’indifferenza, non è neppure abitudine alla anormalità carceraria, privilegiando l’invivibilità alla possibilità di una vita migliore per chi paga il proprio debito alla collettività. Carcere e legalità, carcere e educazione, carcere e futuro che non c’è, mantenendo una sorta di  obbligatorietà a un tempo bloccato al reato-colpa, che non aiuta a fare passi in avanti, neppure nei riguardi di  quei famosi diritti umani di cui tanto si fa vanto. Non siamo più capaci di guardare al carcere con onestà  intellettuale, neanche al cospetto  della morte indifferente di tanti detenuti giovani e non, la ferità  è lì, aperta, rischia l’infezione, perché la cecità delle coscienze non consente di ricercare concretamente altre vie, altre umane alternative. (Vincenzo Andraous)

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Arte al Gran Palais di Parigi

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

photogallery1Parigi Grand Palais – Avenue Winston Churchill Salon du Collectionneur 2009 Dall’11 al 20 Settembre torna l’arte al Gran Palais di Parigi Il rientro parigino più chic è dedicato al variegato mondo dei collezionisti d’arte, con il vernissage del “Salon du Collectionneur” al Grand Palais (Avenue Winston-Churchill), Giovedì 10 Settembre alle 19.  Organizzata ogni due anni dal Syndicat National des Antiquaires (SNA) la manifestazione è occasione di incontro e scambio fra profesionisti del mondo dell’arte, dell’antiquariato, della gioielleria e dell’alta oreficeria con il più ampio pubblico dei collezionisti o dei visitatori più curiosi. 90 le gallerie provenienti da ogni parte d’Europa con opere selezionate dal SNA fra Fotografie antiche, Ceramiche, Manoscritti, Sculture di ogni epoca e provenienza, Tappeti e Arazzi, Mobili e complementi d’arredo fino agli anni ’50… Lo slogan che contraddistingue l’edizione 2009 “Passioni di oggi, valori per sempre” strizza l’occhio alla crisi globale e introduce la nuova sezione dedicata all’Alta Orologeria, in cui 10 delle più prestigiose firme di ogni tempo presenteranno collezioni antiche e moderne: A. Lange & Söhne, Cartier, IWC, Jaeger-LeCoultre, Montblanc, Panerai, Piaget, Roger Dubuis, Vacheron Constantin e Van Cleef & Arpels. Vero cuore della mostra -allestita con gusto e completa di lounge e ristorante interno per i visitatori – una mostra curata dalla Fondation de la Haute-horlogerie (www.hautehorlogerie.org) francese, vero e proprio compendio per la creazione di una collezione di orologi da polso.  A caratterizzare la manifestazione espositiva e il suo aspetto “didattico” (il Syndicat National des Antiquaires presenta attraverso queste iniziative il volto più autentico della professione degli esperti antiquari) un ricco programma di seminari e dibattiti su diverse aree tematiche e sui molteplici aspetti del collezionismo nel Terzo Millennio. Sostenute da alcuni fra i più importanti critici d’arte e curatori museali le conferenze saranno aperte gratuitamente al pubblico dei visitatori tutti i giorni alle 15.30 all’interno di una saletta del Grand Palais, accanto all’esposizione Fra le novità 2009 del  Salon du Collectionneur  “tour” delle gallerie parigine messo a punto dal SNA per accompagnare i visitatori alla scoperta degli indirizzi cult per i collezionisti, una vera e propria mappa parigina “ad hoc”  inserita tra le pagine del catalogo. http://www.sdcfrance.eu (photo gallery1,)

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