Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘smaltimento’

Energia: l’Italia cambierà passo?

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2014

energia“Abbiamo l’ambizione che gli oltre 180.000 chilometri della rete idraulica minore, da noi gestita, diventino un grande serbatoio di energia per il Paese.” Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), a corollario dell’odierna firma del Protocollo d’Intesa con AssoRinnovabili per lo sviluppo, in primo luogo, dei cosiddetti “mini” e “micro” idroelettrico.“L’odierna firma – prosegue Gargano – va nella direzione del territorio e del suo sviluppo. La produzione idroelettrica, che oggi assicura il 12% del fabbisogno energetico del Paese, garantisce la maggiore efficienza tra le energie rinnovabili; è ad emissioni zero; non ha problemi di smaltimento di residui e non consuma suolo; non crea inquinamento acustico. Con le moderne tecnologie siamo in grado di produrre energia grazie anche alla sola acqua fluente; i Consorzi di bonifica, per la distribuzione irrigua ed il “sollevamento delle acque”, sono grandi utilizzatori di energia e già oggi producono circa 377 milioni di chilowattora grazie a 115 impianti idroelettrici. Sono già progettate ulteriori 41 centraline per la produzione di ulteriori 45 milioni di chilowattora. E’ un patrimonio, che mettiamo a servizio del Paese, chiedendo però che vengano migliorate le normative in materia. Da oggi, con Asso Rinnovabili, creiamo un gruppo di lavoro per elaborare congiuntamente proposte sui temi delle autorizzazioni, degli incentivi e dei collegamenti alla rete elettrica, utilizzando interessi e competenze comuni”.

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Smaltimento reflui zootecnici

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2012

La richiesta di deroga all’UE dei quantitativi per lo smaltimento dei reflui zootecnici per il Fvg, non è una strada percorribile. Lo afferma il presidente della Cia del Fvg, Ennio Benedetti, che aggiunge: «Tale affermazione trova conferma negli allevatori del Veneto, che in pochissimi, una quindicina in tutta la regione, si sono avvalsi della possibilità di chiedere una deroga, entro la scadenza fissata al 15 febbraio, per la distribuzione nel territorio di azoto di origine zootecnica». Anche in quella regione, gli allevatori sembrano aver scelto la strada dell’attesa dell’aggiornamento della definizione dei carichi inquinanti attribuiti ai diversi settori, civili e produttivi.
La Regione Veneto, in coordinamento con le altre Regioni del bacino padano, lo scorso novembre 2011, aveva ottenuto l’approvazione della deroga alla direttiva nitrati (decisione n. 2011/721/UE) consentendo ai singoli allevatori e agricoltori, che abbiano avanzato una specifica richiesta, di distribuire per la fertilizzazione delle colture una quantità di effluenti zootecnici maggiore di quella prevista dalle norme vigenti per le zone designate come vulnerabili ai nitrati, passando dagli attuali 170 kg/ettaro di azoto di origine zootecnica a 250 kg/ettaro nel caso di aziende beneficiarie della deroga, nel rispetto dei criteri stabiliti dall’Ue. I tempi tecnici, ma soprattutto i vincoli e gli adempimenti previsti hanno fatto desistere gli allevatori.
Fin dall’individuazione delle zone vulnerabili da nitrati, la Cia Fvg ha sostenuto che sia la delimitazione, sia i piani di utilizzazione agronomica sarebbero diventati insostenibili per la zootecnia friulana. «Ci auguriamo – conclude Benedetti -, che gli assessorati competenti, ambiente e agricoltura, convochino le rappresentanze degli agricoltori per individuare al più presto una soluzione, anche in vista della scadenza quadriennale, alla fine di quest’anno, per la ridelimitazione delle zone vulnerabili da nitrati». La Cia Fvg propone, oltre alla ridefinizione delle zone vulnerabili, meno burocrazia, limiti sostenibili, regole trasparenti e semplici, la responsabilizzazione degli allevatori e agricoltori.

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Rincari Rca, Ipt e carburante e ora sugli pneumatici

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

Passa ormai quasi in sordina l’introduzione di nuovi balzelli a carico dei cittadini. Si tratta di pochi euro o di aumenti dei costi progressivi dei servizi come era successo qualche tempo fa con l’introduzione del contributo unificato per i ricorsi avverso le sanzioni amministrative o come i rincari Rca, Ipt e carburante. Ora viene inventato un “contributo ambientale” per il recupero e lo smaltimento degli pneumatici fuori uso che l’automobilista pagherà all’acquisto di un’auto nuova o di pneumatici nuovi che è stato introdotto a seguito del Decreto del Ministero dell’Ambiente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 131 dell’8 giugno 2011. La qualifica data dal Ministero deriva dal fatto che non si tratterebbe di una vera e propria tassa in quanto non direttamente percepita dallo Stato ma una sorta di versamento che finirà in un fondo gestito rispettivamente da ACI ed Ecopneus (quest’ultima è la società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale degli pneumatici fuori uso, creata dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia) che avranno la responsabilità di smaltire correttamente le vecchie “gomme”. Secondo indiscrezioni, il nuovo balzello varierà dai 3 ai 4 euro a gomma e così se si parla di un “treno” di gomme sarà intorno ai 14 – 20 euro per autovettura che sarà riscosso per le autovetture di nuova immatricolazione dal rivenditore del veicolo all’atto della vendita di ogni veicolo nuovo per poi confluire in un fondo gestito dall’ACI, mentre ogni volta che acquisteremo pneumatici nuovi, pagheremo un contributo a Ecopneus, che dovrà utilizzare questo denaro per smaltire le gomme vecchie. Insomma, conclude Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, le provano di tutte, ed alla fine a pagare sono sempre i consumatori.

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Smaltimento diversificato dei rifiuti: nuove regole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

Un’indagine della Confederazione italiana agricoltori, prevede che durante il periodo di Natale, finiranno nella spazzatura circa 500mila tonnellate di rifiuti alimentari. L’impatto sull’ambiente delle tavolate di Natale non è dunque da sottovalutare. Il giorno di Natale entra in vigore il Decreto legislativo 205/2010 che prevede sanzioni più elevate per i privati che abbandonano rifiuti per strada o comunque nell?ambiente. La direttiva comunitaria, definisce alcuni concetti basilari, come le nozioni di rifiuto, recupero e smaltimento, e stabilisce gli obblighi essenziali per la gestione dei rifiuti, in particolare un obbligo di autorizzazione e di registrazione per un ente o un?impresa che effettua le operazioni di gestione dei rifiuti e un obbligo per gli Stati membri di elaborare piani per la gestione dei rifiuti. Stabilisce inoltre principi fondamentali come l’obbligo di trattare i rifiuti in modo da evitare impatti negativi sull’ambiente e sulla salute umana, un incentivo ad applicare la gerarchia dei rifiuti e, secondo il principio “chi inquina paga”, il requisito che i costi dello smaltimento dei rifiuti siano sostenuti dal detentore dei rifiuti, dai detentori precedenti o dai produttori del prodotto causa dei rifiuti. E’ certo che la previsione delle nuove sanzioni riuscirà a limitare questa pratica così brutta e diffusa. Un atto di cosciente responsabilità da parte nostra, consentirà ai nostri rifiuti di prendere la destinazione degli impianti di riciclaggio per farli trasformare in vera e propria risorsa piuttosto che inviarli alle discariche.

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Smaltimento di rifiuti e criminalità laziale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2010

I reati di associazione a delinquere e truffa ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture preoccupano molto soprattutto per il contesto che ne emerge, con un vero e proprio sistema che coinvolge amministratori e imprese del malaffare. Nel Lazio la criminalità organizzata fa affari molto spesso nei settori ambientali, tra abusivismo edilizio, discariche abusive, reati legati al traffico di rifiuti, i dati del nostro Rapporto Ecomafia lo evidenziano di anno in anno. Dove si interviene con decisione i risultati però arrivano, come nel caso della lotta agli incendi boschivi col catasto e l’inasprimento delle sanzioni coinvolgendo i Comuni. È questa la strada da percorrere, in particolare su rifiuti e cemento. Serve allora una reazione forte da parte delle Istituzioni, metteremo a disposizione della Regione Lazio i dati in possesso del nostro Osservatorio Ambiente e Legalità sul tema, ma nel nuovo piano rifiuti ci aspettiamo più che altre discariche e inceneritori una nuova stagione di riduzione e raccolta differenziata dell’immondizia, settori a basso livello di illegalità e infiltrazione”.  La società coinvolta nell’inchiesta, riferita a un imprenditore del cassinate secondo quanto la Procura aveva affermato nella recente audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite sul ciclo dei rifiuti, risulta aver avuto appalti nei comuni di Minturno e di Ponza, ma anche in Campania, e sarebbe entrata in gioco alla fine del 1997, dopo che una società marchigiana vincitrice dell’appalto si ritirò perché si verificarono incendi di automezzi. Sin dall’inizio, l’appalto era comprensivo del servizio della raccolta differenziata, ma nel corso degli anni, il servizio di raccolta differenziata era stato affidato nuovamente, con un importo aggiuntivo di 2,5 milioni di euro. Peraltro a Minturno la raccolta differenziata non veniva assolutamente effettuata, se non quando le indagini si stavano stringendo, con automezzi presi a nolo dalla provincia di Caserta.  Secondo i recenti dati del Rapporto Ecomafia 2010 di Legambiente, redatto elaborando i dati riferiti al prezioso lavoro delle forze dell’ordine, il Lazio scala la triste classifica delle illegalità ambientali di ben tre posizioni e sale sul podio passando dal quinto al secondo posto, con 3.469 infrazioni, pari al 12,1% del totale su scala nazionale, ben 9,5 illegalità al giorno. In crescita anche il numero delle persone denunciate, salito a 2.248, così come quello dei sequestri che nel 2009 è arrivato a 919.  E proprio nella Provincia di Latina emerge un quadro decisamente preoccupante con 680 infrazioni che la portano a piazzarsi all’ottavo posto nazionale, 329 reati reati legati al ciclo del cemento, 51 infrazioni legate al ciclo dei rifiuti e le indagini della Direzione nazionale antimafia che evidenziano il crescente peso delle infiltrazioni nel comparto agricolo con il caso-simbolo del Mercato ortofrutticolo di Fondi.

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Smaltimento e valorizzazione vinacce

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2010

Fa caldo, ma i produttori di vino pensano già alla vendemmia che inizierà tra poco più di un mese. A preoccupare i vignaioli, anche quelli friulani, sono la situazione depressa dei mercati, i prezzi di uva e vino, ma anche la gestione delle vinacce. «Lo scorso anno – spiega Pierluigi Comelli, presidente del Consorzio dei Colli Orientali del Friuli-Ramandolo – dopo varie insistenze e forse anche un po’ in ritardo, la nostra Regione ha autorizzato, oltre alla distillazione, pure lo smaltimento come ammendante delle vinacce ottenute dalle uve di proprietà aziendale. Quest’anno, vorremmo che la questione fosse risolta con maggiore celerità e che il legislatore nazionale mantenesse l’indirizzo manifestato fin ora. Le vinacce, infatti, non devono essere più un “rifiuto” agricolo da smaltire, ma una materia prima da valorizzare nei modi che ogni azienda riterrà più opportuno». In questi giorni, presso il Ministero delle politiche agricole agroalimentari, è stato discusso un emendamento al decreto 5396 che consente, correttamente, tutta una serie articolata di usi alternativi di questo prodotto organico. Oltre alla classica distillazione e all’uso agronomico diretto, viene infatti consentito l’uso agronomico indiretto (la vinaccia può entrare a far parte dei formulati dei concimi organici); l’uso energetico (biogas); l’uso farmaceutico e l’uso cosmetico. Recenti ricerche hanno proprio confermato la convenienza economica all’utilizzo delle vinacce come biomassa per la produzione del biogas, a esempio. Ora, però, i tempi stringono: «Dopo l’approvazione ministeriale, servirà l’emanazione di un decreto applicativo da parte della nostra Regione – puntualizza Comelli – e vorremmo che la normativa fosse approvata in tempo utile per le vendemmie che non rispettano alcun tempo di ferie».

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Smaltimento rifiuti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2010

“La forma di smaltimento più diffusa in Italia è la discarica: dal punto di vista ambientale, la meno adeguata o, per meglio dire, quella che fa più danni”. Così l’On. Domenico Scilipoti (IDV), con riferimento allo smaltimento dei rifiuti. “Secondo il rapporto dell’ ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) il conferimento in discarica raggiunge quote esorbitanti: Molise, Sicilia e Puglia raggiungono quote vicine al 90 %. La situazione è di nuovo preoccupante – continua il deputato di Italia dei Valori – già a Palermo tornano i cassonetti incendiati e  le discariche scoppiano. Sembrerebbe fatto apposta per creare il bisogno; ma da chi? E non dimentichiamo i problemi causati dal percolato, il liquido tossico che si insinua nelle falde acquifere inquinandole”. “Tra poco arriva l’estate. Le località balneari rischiano di trovarsi sommerse in poco tempo dai rifiuti: Ma i rifiuti non esistono – conclude l’On. Scilipoti (IDV) – sono materiali che potrebbero, in un Paese responsabile con un Governo serio, diventare risorse e migliorare l’economia nazionale attraverso la costituzione di piccole aziende di separazione e riciclo sul territorio provinciale e regionale”.

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Aumenti tassa rifiuti a Napoli

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

“Non si può pensare di risolvere il problema dei rifiuti in Campania, adottando queste decisioni che colpiscono indistintamente tutti”. Critico il parere di Angelo Di Mauro, viceresponsabile campano dell’Italia dei Diritti, sulla decisione della Provincia di Napoli di alzare il prezzo dello smaltimento dei rifiuti. Il provvedimento comporterà per i napoletani un aumento della Tarsu di circa l’8% ed ha scatenato un duro botta e risposta tra Provincia e il Comune, che lamenta il ritardo con cui l’atto è stato comunicato, a dieci giorni dall’approvazione del bilancio. Nulla di nuovo per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, secondo il quale “promesse e proclami fatti durante la campagna elettorale, sono stati rapidamente accantonati per lasciare spazio a direttive “dall’alto”, volte a mascherare il problema dei rifiuti, tutt’altro che risolto. In tutto ciò il passaggio di consegne tra Comune e Provincia in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti – conclude Di Mauro –  costituisce un aggravante perché quest’ultima non riesce a garantire il medesimo capillare controllo rispetto alla prima. E ciò a discapito della raccolta differenziata che nelle periferie e nell’hinterland resta sconosciuta”.

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Emergenza rifiuti a Palermo

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2010

“Siamo arrivati al punto che i moltissimi turisti in visita in una terra meravigliosa sono costretti a fotografare e a portarsi a casa l’immagine di un degrado assoluto, frutto dell’incapacità gestionale della classe dirigente siciliana”. Commenta così Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, la notizia della nuova emergenza rifiuti in Sicilia. La notte scorsa in quel di Palermo sono stati incendiati quattro cassonetti ubicati in Via Pazienza. Sul luogo è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. Nelle strade, anche in centro, sono ben visibili montagne di immondizia e contenitori per la raccolta stracolmi. A far degenerare la situazione, in queste ultime ore, il fatto che alcuni autocompattatori dell’Amia, l’azienda che si occupa di raccolta e smaltimento, sono guasti. Piene all’inverosimile anche le campane della raccolta differenziata, tanto che il materiale riciclabile occupa in alcune strade l’intero marciapiede. “Non è tollerabile – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – l’ennesimo scivolone su una buccia di banana da parte degli amministratori siciliani. Situazioni di questo tipo derivano dalla mancanza di una programmazione seria nella gestione dei rifiuti. La memoria torna all’emergenza nel napoletano, speriamo di non trovarci nuovamente in quella catastrofe”

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Senato – Audizione sull’Amianto

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2010

“L’idea di realizzare un Testo unico in tema di amianto è sicuramente un primo passo per contribuire alla risoluzione definitiva del problema. Apprezzamento dunque per gli obiettivi del disegno di legge, di cui si condivide l’ottica sistemica che comprende aspetti tecnici, amministrativi, sanitari, economici, finanziari e legislativi.” E’ quanto dichiara Sara Agostini, che per l’Unci – Unione Nazionale Cooperative Italiane – ha partecipato questa mattina all’audizione in Commissione Lavoro del Senato sul Disegno di legge 173 – Esposizione dei lavoratori all’amianto. “Non si può prescindere – ha aggiunto – dall’adeguatezza del sistema dei controlli e dal monitoraggio degli immobili, che devono seguire tre linee d’indirizzo: siti autorizzati allo smaltimento; edifici pubblici e ruolo delle ASL; aziende deputate allo smaltimento o bonifica di siti a concentrazione di amianto. Solo, infatti, una legislazione applicata e vigilata può realizzare pienamente gli obiettivi che si propone.”  “L’Unci si associa alle numerose richieste al Governo per istituire il Fondo vittime dell’amianto, dato che gli strumenti normativi per poter determinare il target di imprese obbligate a finanziare il Fondo già esistono. Apprezza, inoltre, la previsione nel ddl di benefici, a mo di detrazione, per il privato cittadino e per l’impresa incaricata di effettuare gli interventi di eliminazione dell’amianto, e i benefici previdenziali per i lavoratori esposti. Infine, plaude all’estensione di aiuti economici al personale Militare delle FF.AA., colmando un vuoto legislativo esistente. Sulle campagne informative e di sensibilizzazione in tema di amianto l’Unci ritiene che saranno più efficaci se condivise con le Parti sociali, per cui offre la sua piena disponibilità per eventuali coinvolgimenti.”

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Maltempo? Roma si organizza

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2009

Si è svolto un incontro, convocato dall’Assessore ai Lavori pubblici Fabrizio Ghera, insieme ai vertici di AMA e al Dipartimento X, per verificare e ottimizzare le risorse in campo per fronteggiare la stagione invernale. «È stato aperto un tavolo di coordinamento per la pianificazione e il controllo del territorio da parte di tutti i soggetti operanti – dichiara l’Assessore capitolino – al fine di razionalizzare gli interventi sulla rete fognaria a servizio delle strade di grande viabilità e mettendo a sistema tutte le risorse umane e strumentali disponibili». «In particolare – continua Ghera – è stato predisposto uno specifico “piano piogge” che prevede il costante monitoraggio delle infrastrutture stradali primarie, programmando gli interventi di potatura degli alberi e di raccolta e smaltimento del fogliame a terra». «A questa attività – sottolinea l’Assessore ai Lavori pubblici – si aggiungono i 2 milioni di euro che il Comune ha stanziato per lo spurgo dei tombini che è in corso da circa due mesi con l’attivazione del “piano caditoie” e che ha portato ad eseguire fino ad oggi oltre 12.000 interventi. Inoltre non deve essere dimenticato da 1 milione e mezzo di euro che l’Amministrazione comunale ha destinato per la ricostruzione di tratti di tubazioni non più funzionanti per lesioni da radici di alberi o interrotti da scavi eseguiti dalle aziende dei pubblici servizi».

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Boom vendite auto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

La vendita delle automobili in Italia ricomincia a correre e questo con effetti positivi sull’occupazione e sull’intera economia del Paese. Ma troppo spesso ci si dimentica della sicurezza delle auto e dell’inquinamento che un mercato della componentistica non regolamentato può produrre.  Adiconsum  chiede al Governo un intervento serio sul piano legislativo, affinché anche chi vende liberamente al consumatore sia soggetto al controllo dello smaltimento e la sorveglianza sullo smaltimento selvaggio sia intensificata. Il business di pochi o tanti che siano non può bypassare la sicurezza e la salute di molti. Una reale concorrenza sul mercato va condotta secondo le regole di una corretta competizione fra tutti i soggetti, evitando i falsi risparmi del “fai da te” che, se non regolamentati, possono produrre danni in termini di sicurezza e salute alla collettività. Per Adiconsum è arrivato anche il momento di mettere sotto controllo la fornitura di ricambi usati, provenienti cioè da revisione o rettifica di parti sostituite oppure dalla demolizione di veicoli incidentati o vetusti. Adiconsum chiede, inoltre, che sia introdotto l’obbligo dell’etichettatura di questi ricambi, che contenga, oltre alla descrizione,  il numero di matricola del componente, il veicolo di provenienza (identificato dal numero di telaio e dall’anno di produzione), insieme all’attestato di collaudo del pezzo medesimo (chi ha collaudato, in che data, e con quali attrezzature e sulla base di quali specifiche  funzionali).

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Giustizia civile, processi in corso

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

Il ministro Angelino Alfano, ha dichiarato in questi giorni, che “dopo la riforma del codice di procedura civile, sta lavorando ad un piano organico di smaltimento dell’arretrato per le 5 milioni di cause pendenti e che destinerà a questo piano risorse molto sostanziose”.  Secondo il dott. Giovanni Pecoraro, presidente dell’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato, dell’ANPAR, comincia a delinearsi l’aria di rinnovamento con la quale  questo piano, si può concretizzare, attraverso  l’istituto della Conciliazione, previsto  dall’articolo 60 della Legge 69 in vigore dal mese di Luglio del corrente anno. Il Ministro Alfano, ha colto da tempo che, il sistema giudiziario, se, avesse continuato con la sua proverbiale lentezza, avrebbe rischiato di traballare e collassare paurosamente. Si e’ provato di tutto ma solo dal 2006, quando si è incominciato a parlare di risoluzione delle liti con la giustizia alternativa (A.D.R.), le controversie giudiziali sono diminuite di oltre il 50%. In particolare, specifica Pecoraro, l’articolo 60, della Legge 69/2009,  alla lettera o)  prevede che, a favore delle parti in causa,  possono essere istituite forme di agevolazione di carattere fiscale,  a conciliazione avvenuta.  Queste forme di agevolazioni, continua ancora Pecoraro, non graveranno sui contribuenti, perchè messe a disposizione  dal “fondo unico giustizia”,  gestito da Equitalia Giustizia spa. Il “piano organico”, se, così concepito, piace anche alla maggior parte degli Organismi di Conciliazione iscritti nel Registro, tenuto presso il Ministero. “Credo sia un’ottima idea, quella del Ministro della Giustizia Alfano “, dice il presidente dell’ANPAR, mettere a disposizione delle parti in lite “Il fondo unico giustizia”, mediante agevolazioni fiscali. Questo “tesoretto”, costituito dalle somme, recuperate nella lotta alla criminalità organizzata,  alla data del 31 luglio 2009 è di oltre 617 milioni di euro, somma più che sufficiente, conferma Pecoraro, per incoraggiare  i cittadini a far sempre più ricorso ai sistemi alternativi  alla giustizia ordinaria..  Le  parti  – già  con lite pendente avanti alla magistratura  ordinaria –  se, entrambe d’accordo, anche attraverso i propri avvocati, possono manifestare al giudice competente la volontà  di conciliare. Una volta sospeso il procedimento, da parte del giudice togato,  le parti dovranno presentare un’istanza CONGIUNTA ad un organismo di conciliazione,  che amministrerà  attraverso conciliatori specializzati ed imparziali: la controversia. Il tempo a disposizione del conciliatore per far conciliare le parti è di massimo 4 mesi.  Dunque, una mole non indifferente di lavoro, che si aggiunge alle conciliazioni ordinarie (quelle non risolte attraverso un giudice togato)  che gli avvocati, ma anche commercialisti e neo laureati in materie giuridiche ed economiche, già conciliatori professionali, si troveranno ad affrontare.   Tra l’altro – sottolinea Pecoraro – penso anche che da questo “piano organico” possa derivare qualche modesto vantaggio economico ai giovani neo laureati, anche, con laurea triennale, che possono, dopo la frequentazione di un corso obbligatorio, con enti formativi accreditati al Ministero, come l’ANPAR,  cominciare un nuova professione, molto affascinante, nella risoluzione di  controversie in questioni civili e commerciali. “Insomma – rimarca il presidente dell’ANPAR – io, questo piano organico del Ministro Angelino Alfano,  lo vedo come un vantaggio di diffusione dell’Istituto della conciliazione e come  unico rimedio all’aumento  delle cause civili ed all’annullamento in pochi mesi di quelle pendenti. (N. Iannone)

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Pd: “no al nucleare”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2009

E’ l’appello lanciato dall’ On. Luigi BOBBA  Coordinatore PD Provincia Vercelli  Vice Presidente Commissione Lavoro Camera dei Deputati  da Alessandro BIZJAK  Consigliere Regionale PD  Alessandro PORTINARO Capogruppo PD Provincia di Vercelli e che in un comunicato precisano: “Con il DDL Sviluppo il Governo propone, di fatto, un ritorno a un nucleare obsoleto, pericoloso nonché costoso. Come PD non siamo affatto contrari rispetto alla ricerca sul nucleare sicuro e pulito, ma quello che abbiamo acquistato dalla Francia, ancora prima di approvare la legge, è un nucleare che ci consentirà di produrre energia non prima di 10-12 anni, ad un costo elevato (perché bisogna conteggiare le spese necessarie per lo smaltimento delle scorie) e per di più senza quell’effetto occupazionale nel breve periodo che lo sviluppo delle energie rinnovabili potrebbe già generare fin da ora.  Per il Vercellese questa scelta è ancora più grave, perché è plausibile che il Governo opti proprio per quei siti già autorizzati, quali Trino e Leri Cavour, per scongiurare il pericolo che la lunga procedura prevista finisca per far rimanere il tutto sulla carta.
Per di più il Governo non ha ancora dato alcuna risposta sul problema del sito unico delle scorie nucleari. Si vogliono fare rapidamente le centrali e non si è capaci di decidere alcunché rispetto al problema cruciale della collocazione sicura delle scorie. A Saluggia si trova il 75% delle scorie nucleari liquide e c’è il rischio che restino definitivamente in un luogo ‘altamente inadatto’, come affermato dalla Commissione Bersani non molti mesi fa. E’ quanto meno curioso, poi, il comportamento del centro destra locale che prima dice sì alle centrali, ma in cambio di posti di lavoro (ragionamento che non sta in piedi, perché è noto che laddove c’è una centrale intorno non ci può essere alcun tessuto di piccola e media impresa, infatti la centrale nucleare desertifica il territorio economico circostante); poi, ecco che l’On. Roberto Rosso arriva a ipotizzare che in cambio di un po’ di bei quattrini si potrebbe realizzare a Leri Cavour il sito unico nazionale. Noi diciamo no a entrambe le ipotesi: ‘no’ al nucleare – perché abbiamo già dato e il nostro futuro dipende dal campo delle energie rinnovabili (mercoledì verrà presentato il polo di innovazione finanziato dalla Regione) – e ‘no’ anche alla collocazione del sito unico proprio nel Vercellese”.

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Rifiuti elettronici

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2009

Rifiuti elettronici, ora il recupero è direttamente a domicilio. La proposta arriva da Ecolight, consorzio per la gestione dei raee (rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici) che raccoglie oltre mille aziende, che ha dato vita ad un servizio di raccolta personalizzato per gli apparecchi elettrici ed elettronici professionali. «Frigoriferi, condizionatori, pc, lampade e lampadine devono seguire un percorso di smaltimento appropriato», Un singolo cittadino può portare le vecchie apparecchiature all’ecocentro del Comune di residenza, il costo di smaltimento è già stato pagato dal produttore attraverso il versamento del cosiddetto eco contributo, mentre un’impresa deve provvedere in prima persona allo smaltimento delle sue vecchie apparecchiature elettroniche. Per farlo deve necessariamente affidarsi a una società esterna. Il consorzio Ecolight, l’unico consorzio in cui è rappresentata l’intera filiera di settore e che raccoglie aziende produttrici italiane, importatori e i più importanti gruppi della Grande Distribuzione Organizzata (Gdo), ha deciso di mettere a disposizione delle aziende la sua professionalità. Chi ha bisogno di smaltire apparecchi elettrici ed elettronici può rivolgersi a Ecolight per un preventivo gratuito, senza avere gli obblighi e gli oneri di iscrizione al consorzio, previsti invece dalla legge per i produttori di elettrodomestici. Si tratta di un’opportunità che viene proposta alle aziende non produttrici che hanno in magazzino macchinari vecchi e non più vendibili, ma anche ai rivenditori che, nel caso di una fornitura ad una grande azienda, si trovano nella necessità di ritirare anche l’usato. I casi possono davvero tanti e variegati e per ognuno di essi Ecolight propone un servizio personalizzato, garantendo lo smaltimento più corretto nel rispetto dell’ambiente. Questo tipo di rifiuti, infatti, strettamente collegato ad attività economiche e commerciali, rappresenta una quota molto ampia, del totale dei rifiuti prodotti, e deve essere trattata in maniera adeguata.
Ecolight – Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei raee. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre mille aziende, è il terzo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettvo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. Rappresentando più del 90 per cento del settore, è punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e per i produttori di apparecchi di illuminazione. Tratta tutte le tipologie di raee. http://www.ecolight.it

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