Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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“Italiani e Social Media in tempo di Coronavirus”

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

In questo particolare momento di emergenza sanitaria e di misure restrittive atte al contenimento della diffusione del contagio da COVID-19, i social diventano i luoghi dove si concentrano le conversazioni e, oggi più che mai, sono lo specchio del cambiamento delle abitudini degli italiani.Blogmeter, grazie alla Blogmeter Suite – la piattaforma integrata di Social Listening, Social Analytics e Social Influencer – ha attivato un Osservatorio continuo su “Italiani e Social Media in tempo di Coronavirus”, per meglio comprendere l’evoluzione della vita (social e non) e dei consumi nel Paese.Di che cosa parlano e come reagiscono gli italiani sui social in tempo di Coronavirus secondo i dati raccolti dalla Blogmeter SuiteA seguito dei diversi Decreti emessi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che hanno via via istituito misure sempre più stringenti nel tentativo di contenere la diffusione del Coronavirus, le reazioni degli italiani sui social hanno sovvertito quelle dei primi giorni dell’epidemia – quali l’assalto ai supermercati e a beni come gel igienizzanti per mani e mascherine – e hanno visto una positiva trasformazione: dall’analisi di Blogmeter, emerge infatti che sui social a prevalere siano la solidarietà, il senso di responsabilità civile e la necessità di far fronte comune contro questa grave emergenza, anche in termini economici. Questi sono i dati emersi dall’analisi effettuata da Blogmeter nel periodo 8 – 11 marzo, in cui l’hashtag #iorestoacasa è stato il più utilizzato con una ricorrenza pari a 131,5k rispetto all’hashtag #coronavirus, che registra circa 92k citazioni.

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“Social media e schermi cambiano il cervello?”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Per avviare un primo dibattito organico sul tema dei social media e della rapida trasformazione digitale dell’ecosistema dei media, l’Osservatorio TuttiMedia ha riunito a Roma, nella sede della FIEG, educatori esperti di comportamento e neuroscienziati, accanto ad esponenti del mondo dell’informazione e della comunicazione, in vista di un prossimo appuntamento internazionale previsto ad ottobre. “L’obiettivo” – ha detto Maria Pia Rossignaud (TuttiMedia/MediaDuemila) – “è proporre concrete azioni di policy che pongano l’essere umano al centro, al fine dare impulso a una scienza dei comportamenti sociali e a una conoscenza della rete che ci porti a ragionare (e agire) su viral comunication, no-critical interaction, hate speech, troll e fake news”. Con questi incontri, l’Osservatorio TuttiMedia si propone quale centro di riflessione sulla scienza dei social media alla luce del prossimo programma di ricerca e innovazione Horizon Europe in modo da poter incidere sui campi di studio da finanziare.
D’altronde questi cambiamenti passano attraverso una modifica del funzionamento dei nostri cervelli. Come ha ricordato Roberto Saracco (EIT Digital), “Il cervello si è evoluto attraverso processi di selezione in modo da consentire la risposta più efficace all’ambiente. All’aumentare della complessità i cervelli riescono anche ad immaginare, a proiettarsi cioè in una dimensione ipotetica (che potremmo definire “virtuale”) e ad esaminare il possibile risultato di azioni. Questo apprendimento si traduce in conoscenza, in parte esplicita (trasmissibile con il linguaggio) e in parte implicita (non trasmissibile con il linguaggio). La seconda dovrà passare per l’esperienza del singolo e l’apprendimento in proprio, attraverso tentativi ed errori. Cosa dire della facilità con cui un ragazzino usa uno smartphone e naviga su internet rispetto alla nostra difficoltà nel fare le stesse cose? Nulla di diverso dai casi precedenti, i ragazzini di oggi sono cresciuti in un contesto digitale in cui la norma è l’interazione con lo smartphone e il loro cervello si è configurato, adattato, a quel contesto acquisendo conoscenze implicite. Credo quindi che la risposta alla domanda che dà il titolo all’incontro sia un forte e convinto “Sì, social networks e schermi cambiano il cervello”.Tra i presenti, anche Laura Bononcini (Facebook), a dimostrare l’eterogeneità del tavolo di discussione, che ha voluto ribadire come anche i dirigenti delle grandi aziende on-line, Facebook in primis, inizino a porsi il problema della regolamentazione. “In materia di advertising politico, ad esempio, abbiamo iniziato a sollecitare il legislatore affinché ci dia delle norme chiare di comportamento”. Del resto, “non si possono considerare solo gli aspetti preoccupanti, la rete e i social network sono un grande strumento di apertura di spazi di democrazia”.
Ancora una volta, al centro del dibattito, c’è l’algoritmo. Come questo influenzi i processi di apprendimento e di crescita è stato il punto focale dell’intervento di Marina Geymonat (TIM): “bisogna considerare che gli algoritmi funzionano secondo una “success strategy” che li obbliga ad agire in un certo modo, al di là del risvolto economico che ogni azienda cerca. Quando lo stimolo raccoglie la nostra attenzione allora l’algoritmo è adeguato e non farà altro che migliorarsi in tal senso. Così si creano le echo-chambers e tutti quei processi (in primis filter bubbles) che ci danno l’impressione, spesso errata, che qualsiasi argomento sia importante on-line, anche se magari sono solo in pochi a interessarsene nel mondo”.Tuttavia, la ricerca ha bisogno di tempi lunghi e siamo appena all’inizio. Per questo, come Osservatorio TuttiMedia, intendiamo promuovere il dibattito per dare il nostro contributo attivo a uno dei temi chiave della contemporaneità.

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Social media e schermi cambiano il cervello?

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2019

Roma Giovedì 4 luglio 2019, dalle ore 11.30 alle 15.30) in FIEG, Via Piemonte 64. L’Atelier di Intelligenza Connettiva: Social media e schermi cambiano il cervello? organizzato dall’Osservatorio TuttiMedia è in programma giovedì 4 luglio ( “Lo scopo è avviare un percorso di analisi su come le trasformazioni digitali stanno influendo sul comportamento degli esseri umani in quanto individui e membri della società” – spiega Maria Pia Rossignaud, Direttrice TuttiMedia/MediaDuemila.
“Capacità di attenzione, processi di memoria, cognizione sociale, aumento del DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare): sono solo alcuni dei campi di attività del nostro cervello e dei comportamenti che è stato ad ora scientificamente dimostrato possono essere modificati, proprio a livello di sostanza grigia corticale nelle regioni coinvolte, dall’uso prolungato di Internet e dal tempo passato sui social media. Inoltre, a livello di apprendimento, è stata sottolineata più volte la plurisensorialità dell’esperienza di lettura cartacea rispetto alla sola visività della lettura digitale: la comprensione e la memoria di un testo migliorano se è la carta a veicolarlo. Tuttavia – afferma Fabrizio Carotti, Direttore generale della FIEG, che ospiterà l’incontro – oggi non si può prescindere dalla vita online. E se è vero che un ruolo importante per i navigatori (e gli uomini e le donne) di domani lo giocherà l’educazione dei più piccoli all’uso consapevole di Internet, una riflessione si impone anche per chi già è immerso e lavora, si informa, vive in questo ecosistema, per valutare benefici (che ci sono) e svantaggi di tale uso”.
Hate speech, notizie false e comportamenti antisociali sono stati protagonisti di una chiacchierata fra Roberto Viola, direttore DG Connect della Commissione europea, e Derrick de Kerckhove direttore scientifico TuttiMedia/MediaDuemila: “Dal nostro confronto è nata l’idea di questo seminario preliminare di ricerca – dice de Kerckhove – per comprendere se l’esposizione ai diversi tipi di schermi in contrapposizione alle parole fisse sulla carta ha ricadute sulle menti e sui comportamenti, soprattutto dei più giovani. Porteremo i risultati e le raccomandazioni che scaturiranno dal dibattito alla riunione internazionale prevista, sempre a Roma, in ottobre in collaborazione con la DG Connect”.La giornata si inserisce nel contesto europeo di rinnovata attenzione a sostegno dello sviluppo di un ambiente dei social media europeo più sano e democratico. Negli ultimi due anni, infatti, la Commissione europea e la sua Direzione generale per i contenuti, i media e la comunicazione hanno intensificato in modo significativo i loro sforzi, sia economici sia di ricerca, nel campo della “digital transformation”.All’Atelier di Intelligenza Connettiva, fra gli altri, hanno già aderito quali esperti: Fabio Babiloni (Sapienza); Francesco Gallucci (AINEM); Marina Geymonat (Tim); Roberto Saracco (EIT Digital); Lina Scalisi (Università di Catania); Vincenzo Russo (IULM) e tra i soci dell’Osservatorio TuttiMedia: Franco Siddi (Presidente TuttiMedia); Fabrizio Carotti (FIEG); Raffaele Lorusso (FNSI); Vittorio Meloni (UPA); Luigi Colombo (TuttiMedia); Maria Eleanora Lucchin (Mediaset); Marina Ceravolo (Rai Pubblicità); Laura Bononcini (Facebook) e Giovanna Maggioni (AudiOutdoor). Le conclusioni sono affidate a Derrick de Kerckhove (Polimi e Direttore scientifico TuttiMedia/MediaDuemila). Modera l’incontro Maria Pia Rossignaud (Vicepresidente TuttiMedia e Direttrice MediaDuemila).Il dibattito sarà animato da professori universitari, politici, giornalisti, rappresentanti delle Istituzioni che, confrontandosi con gli esperti, porteranno il loro contributo al fine di ideare insieme proposte concrete da porre all’attenzione della Commissione europea. Data l’importanza dei social media e la rapida trasformazione digitale dell’ecosistema dei media, l’Osservatorio TuttiMedia si pone quale centro di riflessione sulla scienza dei social media alla luce del prossimo programma di ricerca e innovazione Horizon Europe in modo da poter incidere sui campi di ricerca da finanziare.

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Social Media Marketing e Digital Communication Days

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

Si è conclusa la sesta edizione dei Social Media Marketing e Digital Communication Days, l’evento B2B dedicato ad aziende, professionisti, associazioni e PA, ospitato da Technology Hub presso la sede del MiCo a FieraMilanoCity. 1.000 persone, 900 aziende, 3 giorni, 40 relatori, 40 temi raccontati in 20 minuti + 10 minuti di discussione e confronto con il pubblico per un totale di 24 ore di interventi e oltre 1.000 persone coinvolte durante l’evento. ‘Forse l’edizione migliore degli ultimi 6 anni, un’attenzione e concentrazione del pubblico fino a sera, una platea eccezionale di professionisti che hanno ascoltato le situazioni reali di utilizzo del digitale da un panel di relatori di rilievo nazionale ed internazionale’ dichiara Andrea Albanese organizzatore dell’evento.Di grande attualità i temi proposti che hanno suscitato molto interesse e attenzione da parte dei presenti.Grande spazio dedicato a giornalismo con interventi di Ansa (Luigi Contu), Fanpage. It (Francesco Piccinini), AdnKronos (Federico Luperi), Il Fatto Quotidiano (Vincent Russo), sull’utilizzo dei Social e del Digital per informare combattendo le Fake News. Andrea Zapparoli Manzoni ha spiegato come sopravvivere nella cyberwar dei social media: gli utenti devono capire che non esiste più l’anonimato digitale, le piattaforme devono assumersi le proprie responsabilità: non posso essere gli utenti ad assumersi i rischi perché in qualsiasi altra industria non funziona così. Vanno adottate misure di sicurezza e accorgimenti tali per cui chi pensa di attaccare tramite social si trovi davanti a difficoltà reali e costi importanti.
L’avvocato Monica Gobbato ha parlato del Data Protection Officer, la nuova figura introdotta dalle normative General Data Protection Regulation – Regolamento UE 2016/679 che si dovrà occupare dell’implementazione della strategia di data protection e della compliance normativa. La profilazione può essere ingiusta e creare discriminazione, il consenso esplicito serve ad evitare che si prendano decisioni basate proprio sulla profilazione.Molto seguita la parte delle case history aziendali che hanno coinvolto imprese con diverse esperienze e prospettive: Andrea La Corte di Alitalia e l’attenzione alle esigenze dei clienti ma anche alla trasparenza nei contenuti, Marco Castellaneta di AC Milan e l’approccio digital in ambio sportivo, Andrea Da Venezia di Vente-Privee e Privalia Italy ha approfondito il tema della customer experience con la personalizzazione dell’acquisto e dei contenuti.Spazio anche per le risate e i video irriverenti de Il Milanese Imbruttito che ha svelato come si costruisce un business partendo da zero. Il consiglio è quello di sperimentare perché il mercato sta cambiando, è sempre in evoluzione.

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Notizie false, post-verità, bufale. Dal bar ai social media

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 novembre 2017

facebookUn tempo era il bar, tra un caffè e una grappa si facevano battute che erano prese per vere e, riportate al altri con relative aggiunte, costituivano l’insieme divulgativo nella comunità.
Oggi ci sono i social media, ma il meccanismo disinformativo è lo stesso, con aumento della diffusione di quelle che vengono definite notizie false (fake news), post- verità e bufale (ci scusino i bovini per l’uso improprio). Un’indagine di Reuters Institute for the study of Journalism rileva che, chi è connesso, usa Facebook a stragrande maggioranza e la metà lo utilizza come fonte di notizie.
Un notissimo sito elenca le notizie false che sono pubblicate sui social media (anche sui giornali). E’ impressionante il numero di bufale che ci sono propinate: dai ladri che sono risarciti e le vittime che vanno in galera, agli immigrati che distruggono l’albero di Natale, agli immigrati che spengono le cicche nel piatto di spaghetti offerto da un centro di accoglienza (al grido “mentre 7 milioni di italiani vivono sotto la soglia della povertà”), alla partecipazione ai funerali di Totò Riina della Boldrini e della Boschi. Insomma, ce n’è per tutti.Purtroppo la disinformazione è, come si suol dire, virale, e moltissimi cadono in inganno. Vero è che ognuno ha diritto all’imbecillità, ma quel che ci preoccupa di più sono le mezze verità, le insinuazioni e i processi mediatici contro i quali il cittadino, chiunque esso sia, difficilmente può difendersi. In questo sono campioni i cosiddetti talkshow.Per gli utenti un rimedio, parziale, ci sarebbe. Ad ogni notizia che suscita la nostra indignazione dovremmo aggiungere una considerazione: chi ci guadagna? Perché maggiori sono gli ascoltatori televisivi, o i seguaci sui social media, maggiori sono i guadagni dei gestori.
E’ una considerazione che vale come vaccinazione. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Indagine sul fenomeno dell’influencer marketing nei social media

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

camera deputatiL’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito dell’esposto dell’Unione Nazionale Consumatori, ha deciso di aprire un’indagine sul fenomeno dell’influencer marketing nei social media. L’associazione, infatti, nel mese di aprile aveva presentato un esposto chiedendo di accertare se era legittima la pubblicità camuffata che molti personaggi famosi sui loro blog o sui social network attraverso la pubblicazione di foto e video. “Ottima notizia. Il Codice del Consumo, all’art. 22, prescrive di indicare l’intento commerciale di una pratica. Per questo all’Antitrust abbiamo chiesto di accertare la legittimità di questa pubblicità indiretta che compare in spazi non prettamente pubblicitari, senza essere segnalata come tale. La pubblicità, specie se occulta, ha il potere di influenzare inconsapevolmente i consumatori nella scelta di un prodotto o nel giudizio su un brand. Se fatta sul web è in grado di raggiungere una vasta platea di persone. A maggior ragione è efficace se fatta da personaggi che hanno online un largo seguito di followers, spesso adolescenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ora, dopo che anche alla Camera è stato approvato un ordine del giorno che impegna il Governo ad intervenire a livello legislativo – affinché l’attività dei web influencer sia regolata, permettendo ai consumatori di identificare in modo univoco quali interventi realizzati all’interno della rete internet costituiscano sponsorizzazione -, bisogna che tutti i soggetti e le istituzioni interessate si mettano attorno ad un tavolo per stilare nuove regole e linee guida da seguire” prosegue Dona.
“Il problema, infatti, non è certo il comportamento delle star di internet, ma quello delle aziende che richiedono alle agenzie che gestiscono i vip, di pubblicare, con evidenti finalità promozionali, foto e video su popolari piattaforme social. E’ bene che una pratica così diffusa sia in Italia che all’estero tra i personaggi più amati dello sport, della moda e dello spettacolo, non si traduca in un inganno per i consumatori ed in particolare per gli utenti più giovani della rete” conclude Dona.

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Jokkey.com diventa network per agenzie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2013

Social per gli utenti, network per le agenzie di viaggi. È l’ultima novità di Jokkey.com, il social network interamente dedicato al turismo. Dopo il crescente successo di visite (5 milioni di pagine viste da febbraio ad oggi) , Jokkey.com lancia un’area riservata per le agenzie di viaggi e gli operatori del settore.L’area esclusiva, accessibile previa registrazione, contiene con nuovi servizi professionali completamente gratuiti per la promozione, l’acquisto, la vendita di pacchetti-vacanze online. In particolare, gli operatori del settore, oltre a pubblicare pagine professionali, cataloghi e pacchetti-vacanze, creare coupon e buoni sconto, caricare spot e video turistici, ecc. potranno accedere a una piattaforma dedicata in cui acquistare a prezzi decisamente competitivi i pacchetti-vacanze forniti da Tour operator o “piazzare” tramite altre agenzie i propri pacchetti invenduti. Un marketplace riservato alle agenzie dove acquistare senza oneri o commissioni aggiuntive, con la massima trasparenza e garanzia dello staff, oltre a servizi di partnership e consulenza per i professionisti del turismo. Un modo nuovo di fare network, tenendo i costi sotto controllo.Jokkey.com ha migliorato l’accessibilità grazie al social account che consente di accedere, senza registrarsi, tramite il proprio profilo Facebook o Twitter o uno qualsiasi dei principali social network, con la possibilità di condivider post e commenti. E chi ha un Blog dedicato al turismo può diffondere in tempo reale i propri post anche su Jokkey Tourism News. Inoltre, Jokkey ha attivato un Servizio clienti multilingua per l’assistenza telefonica di utenti e operatori .

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“The Social Media Marketing Book”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2011

English: Graph of social media activities

Image via Wikipedia

Tens of thousands of marketers blindly use Facebook for PR purposes, but do you know the latest research and metrics that reveal exactly how millions of consumers use Facebook every day? Most marketers don’t—but new research into the “science of Facebook” can actually turn your friendly Facebook experience into a highly directed and profitable one. You’ve certainly heard about the amazing success stories that companies like Coca-Cola and Starbucks have achieved on Facebook—Starbuck’s has 16 million fans! By studying the secrets of the most successful Facebook practitioners, you can rapidly accelerate your visibility and influence on this powerful social network. Why rely on just “a wing and a prayer”? This webinar features the freshest new findings from social media scientist Dan Zarrella of Hubspot, who will unveil proven techniques for using Facebook most effectively in the corporate setting. In just 90 minutes, you’ll learn how to use keywords that attract maximum attention, which are the best days and times to run your campaign—and how to implement a campaign that uses all of Dan’s tested techniques. Make sure to join us for all the timely and actionable information you’ll learn during this fast-paced 90-minute session. This is one PR University training session that you won’t want to miss.

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Latest Research and Practical Applications for Increasing Engagement and Followers

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

facebook engancha

Image via Wikipedia

Tens of thousands of marketers blindly use Facebook for PR purposes, but do you know the latest research and metrics that reveal exactly how millions of consumers use Facebook every day? Most marketers don’t—but new research into the “science of Facebook” can actually turn your friendly Facebook experience into a highly directed and profitable one.
You’ve certainly heard about the amazing success stories that companies like Coca-Cola and Starbucks have achieved on Facebook—Starbuck’s has 16 million fans! By studying the secrets of the most successful Facebook practitioners, you can rapidly accelerate your visibility and influence on this powerful social network.Why rely on just “a wing and a prayer”? This webinar features the freshest new findings from social media scientist Dan Zarrella of Hubspot, who will unveil proven techniques for using Facebook most effectively in the corporate setting. In just 90 minutes, you’ll learn how to use keywords that attract maximum attention, which are the best days and times to run your campaign—and how to implement a campaign that uses all of Dan’s tested techniques. Make sure to join us for all the timely and actionable information you’ll learn during this fast-paced 90-minute session. This is one PR University training session that you won’t want to miss.

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Primo social media per avvocati

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Avvocato.it, il portale giuridico per avvocati, si rifà il look e lancia il primo social media per i professionisti del diritto, una community in cui è possibile condividere informazioni in modo informale e immediato con colleghi e clienti. Dopo nemmeno due anni dalla sua nascita Avvocato.it ha superato i 360.000 visitatori entrando a pieno titolo tra i portali più seguiti del panorama legale. L’avvocato Luigi Ulissi, socio fondatore, sostiene che la chiave del successo sta nell’aver creato un ponte tra il professionista e l’utente, offrendo una piattaforma che è sì una vetrina ma anche un contenitore di informazioni che contribuisce a diffondere una cultura giuridica, premiando i contributi migliori. Il progetto coordinato da Ambra Di Tommaso in collaborazione con Webeing presenta tra le sezioni più popolari, quella dedicata al lavoro, all’esame di avvocato e alle pubblicazioni giuridiche tra le quali hanno avuto grande riscontro gli argomenti relativi alla conciliazione e alla mediazione. Nell’area technology si consolida l’interesse per la pec per avvocati e la nuova versione si arricchisce di un’ampia libreria giuridica. http://www.avvocato.it

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Efficienza delle forze del lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2011

Essere maggiormente reattivi nei confronti dei clienti: è questa, con il 37% dei voti, l’esigenza principale che spinge le aziende ad adottare una soluzione di Unified Communications (UC) che permetta all’impresa di gestire, come fossero una cosa sola, i molteplici punti di contatto di un’azienda, dai telefoni fissi a quelli mobili, dai sistemi di messaggistica vocale e di videoconferenza a e-mail, sms, social media. Nella classifica delle motivazioni più pressanti, seguono, al secondo posto, il bisogno di gestire la forza vendite dislocata sul territorio (27%); e al terzo e quarto posto, con lo stesso numero di preferenze, la necessità  di avere un ritmo di lavoro sostenuto e continuo (25%) e il bisogno di ridurre i costi di viaggio. Le strategie messe in opera per rispondere alle precedenti esigenze, vedono in testa alla classifica, con il 38%, l’aumento della collaborazione tra la forza lavoro, seguito da una maggiore reattività nei confronti dei clienti (34%), da una riduzione della “latenza” (tempi morti, assenza di risposta) a causa della comunicazione frammentata (25%) e, con il 23%, dall’ottimizzazione dei processi di business.Chi implementa una corretta soluzione di Unified Communications è in grado di migliorare del 34% i tempi di risposta ai clienti, di incrementare del 31% il lavoro di squadra e di aumentare del 58% l’efficienza della forza lavoro. Questo è quanto emerge dall’indagine realizzata da Aberdeen Group per Siemens Enterprise Communications .
L’indagine è stata svolta per conto di Siemens Enterprise Communications da Aberdeen Group su un campione eterogeneo di 184 aziende internazionali, di piccole, medie e grandi dimensioni, appartenenti sia al settore pubblico che a quello privato. Le aziende sono state classificate come “Best in Class” (le migliori), “Industry Average” (quelle che hanno ottenuto risultati medi) o “laggard” (le ultime della classe) in base ai seguenti parametri: riduzione dei tempi di risposta al cliente, incremento della collaborazione fra team e aumento dell’efficienza operativa.

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La politica si fa in rete?

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2011

Ne hanno discusso a Bruxelles eurodeputati, inviati e corrispondenti delle maggiori testate internazionali, ed esperti di social media.Tre tavole rotonde hanno aperto il confronto su come le campagne elettorali e il modo di creare e consenso siano cambiati negli ultimi anni.Dai dati raccolti si evince che l’86,9% degli europarlamentari ha usato i siti web personali per comunicare con gli elettori; il 28,5% i blog; il 34,3% la piattaforma Twitter; il 65% la newsletter; il 68,6% i social network come Facebook o MySpace; il 44,5% sistemi di video-sharing come YouTube; il 4,4% Google Adwords. Il 50% degli europarlamentari crede che i siti personali siano efficaci per comunicare con gli elettori e le altre parti interessate. Il 39% ritiene che lo siano i social network. Il 79% pensa che siano molto efficaci i contatti personali. Gli eurodeputati che sono su Twitter ritengono che il vantaggio d’essere presenti sulla piattaforma sia di esprimere direttamente agli elettori il proprio punto di vista (57,4%) e dialogare direttamente con loro (27,9%).
Per il 56% degli europarlamentari è importante cercare su Google contenuti riguardanti le loro azioni. Per il 68% è importante usare il motore di ricerca per avere materiale su questioni complesse. Per la metà degli intervistati è importante l’uso di Google per verificare la copertura mediatica delle questioni.  Quando si tratta di comunicare il proprio punto di vista su questioni politiche, il 69% degli eurodeputati ritiene importante farlo attraverso i siti delle organizzazioni o siti specifici.  Per il 73% degli europarlamentari, il vantaggio di tenere un blog risiede soprattutto nella possibilità di “esprimere il proprio punto di vista direttamente agli elettori”, per il 6% nella possibilità di “far conoscere il proprio punto di vista ai colleghi di Bruxelles” e per il 14,9% nel fatto di poter dialogare direttamente con la gente. Dall’indagine emerge quindi che il 93% degli europarlamentari, per ragioni inerenti all’attività legislativa, utilizza quotidianamente un motore di ricerca, il 69% si informa attraverso la versione online di un quotidiano tradizionale, il 18% usa quotidianamente Wikipedia e il 23% utilizza aggregatori RSS. Riguardo invece i mezzi che gli europarlamentari ritengono più importanti per la divulgazione delle proprie idee politiche, la maggior parte (51%) guarda ai media nazionali, il 39% a quelli locali, il 44% ritiene che lo strumento migliore sia il contatto diretto con la gente (per lettera o per telefono) e il 13% ritiene molto importanti le campagne online organizzate dagli elettori. Secondo il 25% degli europarlamentari, avere un blog o twittare aiuta gli elettori a far conoscere la loro posizione, mentre per il 14% si tratta di strumenti importanti per dimostrare ai politici la loro voglia di trasparenza e partecipazione. Ma per il 45% sono sufficienti un sito web tradizionale e gli incontri diretti. A discutere di questi e altri temi erano presenti diversi eurodeputati, inviati e corrispondenti a Bruxelles delle maggiori testate internazionali, ed esperti di social media.L’evento è stato organizzato dal social think-tank Lo Spazio della Politica in collaborazione con la rivista online Gli Euros.eu è stato sponsorizzato da Telecom Italia

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I social network

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

Al giorno d’oggi non si può ignorare la sovranità che i social network esercitano sui consumatori, connettendo milioni di persone in tutto il mondo attraverso un unico canale. Per avere un’idea di quanto questi strumenti possano influire sulle persone, basti ricordare che soltanto Facebook con i suoi 500 milioni di utenti raduna l’equivalente dell’otto percento della popolazione mondiale mentre il social media cinese QQ.com, che conta un miliardo di utenti registrati e 600 milioni di utenti attivi, ha annunciato di recente che sta sviluppando una versione globale del suo sistema. Via via che questi social network crescono ed evolvono, le aziende e il loro marketing devono stare al passo ed iniziare a prendere seriamente in considerazione il potenziale di questo canale molto di più di quanto non lo stiano facendo oggi.
Attraverso i social media è possibile parlare con i consumatori, guidarli e farli partecipare in un modo colloquiale e accattivante per costruire con loro un vero rapporto. Dato che le aziende iniziano ad rendersi conto dell’influenza dei social network devono iniziare anche a sviluppare strategie commerciali che contemplino il loro utilizzo. Il caso McDonalds è sicuramente un buon esempio: il colosso del fast food aveva problemi con l’utilizzo non ufficiale del proprio brand da parte dei dipendenti che esprimevano commenti non positivi. Per risolvere il problema, McDonalds ha deciso di mettere in piedi un sito di social networking interno per consentire ai dipendenti di parlare e di dire la loro sull’azienda. Quest’azione si e rivelata estremamente efficace e molto gradita dai lavoratori e si è tradotta in un avvicinamento di McDonalds ai propri dipendenti e in un aumento dell’affinità del marchio.
“I social media stanno trasformando le dinamiche di marketing e contribuendo alla creazione di un’economia sulla rete”, sostiene Kevin Cochrane, vice president of customer experience di Adobe. “Grazie a questo nuovo modo di interagire, le aziende di tutto il mondo possono connettersi costantemente ed immediatamente con gli utenti finali. Oggi si può affermare che le realtà che riescono ad avere una forte presenza nei social media attraverso la messa in atto di una strategia multicanale, saranno in grado di costruire e mantenere la fedeltà dei consumatori”.

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