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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

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Instagram is the Fastest Growing Social Network Among World Leaders

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Indian Prime Minister Narendra Modi is the most followed world leader on Instagram with 14.8 million followers. He is closely followed by Indonesian President Joko Widodo, with 12.2 million followers, who more than doubled his followers over the past 12 months, according to the newly released 2018 World Leaders on Instagram study by leading global communications agency BCW (Burson Cohn & Wolfe). With 10 million followers, U.S. President Donald Trump is in third position.Pope Francis is in fourth position with 5.7 million followers, just ahead of Queen Rania of Jordan, Turkey’s President Recep Tayyip Erdoğan and the White House account, each with more than 4 million followers. The UK Royal Family has almost tripled its followers over the past 12 months in large part thanks to the pictures of the royal wedding of Prince Harry and Meghan Markle which increased the account’s followers by 570,000 on May 19, 2018.
The study analyzes the activity of the 426 Instagram accounts of heads of state and government and foreign ministers, 100 more than in the 2017 study, using aggregate data from Facebook’s CrowdTangle tool. As of October 1, 2018, the accounts have a combined total of 98.3 million followers and published 98,372 posts in the past 12 months which have garnered a total of 860.4 million interactions (comments and shares).U.S. President Donald Trump leads the rankings in terms of total interactions (comments and likes). Over the past 12 months, @realDonaldTrump has garnered more than 218 million interactions, more than three times as many as Indian Prime Minister Narendra Modi who has more followers but only 69 million interactions on his 80 photos and videos over the past year. However, considering the number of interactions (comments and likes) per post, India’s Prime Minister Narendra Modi is the most effective world leader on Instagram, with each of his 80 posts receiving, on average, 873,302 interactions. Turkey’s President Erdoğan is in second position with 413,934 interactions and Indonesia’s President Joko Widodo’s Instagram posts receive an average of 411,673 interactions per post.“This third installment of the BCW study shows Instagram has become the social media network where world leaders garner the most interactions,” said Chad Latz, Chief Innovation Officer, BCW. “What is astounding is that the average size of world leaders’ Instagram accounts is less than half the size of their Facebook pages – with five times fewer posts over the past 12 months. However, all Instagram accounts together total 860 million interactions, which is 162 million (23 percent) more than the total interactions on Facebook over the same period.” The World Leaders on Instagram study also found that 156 of the 193 United Nations member states maintain an official Instagram account, 16 more than in the 2017 study. Ninety-two heads of state, 48 heads of government and 36 foreign ministers maintain personal pages on the platform, which tend to get better engagement than institutional accounts.Instagram is not the most obvious social network to make sweeping policy statements, however Instagram Stories have become a secondary channel for digital diplomacy, where word leaders meet, greet and tag each other.

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I social network ti rubano l’identità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 agosto 2017

computer-securityLo studio dei nuovi mezzi di comunicazione porta spesso a conoscere delle conseguenze inquietanti per la possibilità di accedere a dati personali che inevitabilmente vengono a contatto con il loro utilizzo. Sono i social network, però, a costituire uno degli strumenti più invasivi della nostra esistenza, ma anche della privacy, per la capacità di estrapolare informazioni anche nei confronti di coloro che non sarebbero utenti. Ciò è emerso a seguito degli studi effettuati da un ricercatore del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ), David Garcia, che avrebbe appurato il fatto che i social network sfruttano non soltanto i dati dei loro utenti, ma anche quelli di coloro che non ne sono membri. Essi creerebbero profili “fantasma” di persone che non possiedono un account grazie ai contatti privati degli iscritti. È noto, infatti, che le reti sociali, come Facebook, propongono che un utente importi la propria lista di contatti, affinché egli possa facilmente ritrovare un amico. Il problema è che in questo modo vengono raccolgono tutti i dati registrati nelle agende (indirizzi e-mail e postali, numeri telefonici, ecc.) dunque anche quelli dei non affiliati. In seguito, creano un profilo, che include talvolta anche informazioni private. Il ricercatore dell’ETHZ è giunto a tali conclusioni dopo aver studiato gli archivi della piattaforma “Friendster”, che nel frattempo è scomparsa. Ha in particolare osservato se fosse possibile ottenere informazioni sull’orientamento sessuale di un non membro o sulla sua situazione sentimentale. Risultato: la probabilità che le informazioni ottenute siano esatte è molto elevata, rileva Garcia in uno studio pubblicato dalla rivista “Science Advances”. Sempre secondo il ricercatore, questa probabilità aumenta con il passare del tempo, visto che più il numero di utenti della rete sociale è grande più l’accesso alla lista di amici è facilitato. Da notare che Facebook contava in giugno 1,32 miliardi di utenti attivi quotidianamente. Friendster ne contabilizzava 115 milioni prima di essere stata chiusa. L’invito ed il consiglio di Garcia che rilancia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è quello di usare con prudenza le loro informazioni private e rafforzare le disposizioni sulla protezione dei dati.

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“Informcare”: Il social network che aiuta i caregiver

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

anzianiInformCare è la prima piattaforma online ideata per aiutare i famigliari caregiver di anziani non autosufficienti. Offre gratuitamente informazioni e consigli utili sulla gestione dell’anziano, chi contattare in caso di bisogno, come conciliare assistenza ed esigenze personali e agevolazioni fiscali. Comprende inoltre servizi interattivi come social network, forum e videochat, utilizzabili al fine di avere supporto dai professionisti o comunicare tra caregiver in modo diretto. Per illustrare i contenuti e le potenzialità della piattaforma già attiva in Italia e in altri 27 Paesi europei, martedì 20 dicembre alle 14:00 presso l’Auditorium dell’IRCCS INRCA (Istituto Nazionale Riposo e Cura Anziani) di Ancona si tiene il corso ‘Servizi di supporto on-line per famigliari caregiver di pazienti anziani: la piattaforma Informcare’.
“In Europa più di 100 milioni di persone, fra familiari e amici, forniscono l’80% dell’assistenza agli anziani” chiarisce Giovanni Lamura, Responsabile del Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento dell’INRCA. “Senza di loro non sarebbero assicurate molte attività come il trasporto, la cura personale o il sostegno emotivo. Per questo la piattaforma racchiude consigli su come gestire al meglio l’assistenza nelle patologie comuni in età avanzata (comprese Alzheimer e Parkinson), oltre a favorire l’interazione tra utenti e la condivisione di idee e suggerimenti. InformCare dà la possibilità di accedervi in ogni momento della giornata, ovunque ci si trovi”. Prima del debutto la piattaforma è stata testata in Italia, Germania e Svezia su un centinaio di famiglie. Dai risultati della fase pilota è emerso un impatto positivo sull’utenza, in particolare in Italia, dove vi sono pochi servizi rivolti alle famiglie. La possibilità di ottenere con facilità informazioni sicure e attendibili è stata infatti considerata un grande valore aggiunto.
Il programma, guidato dall’INRCA insieme all’associazione Eurocarers, fa parte del progetto europeo Innovage, finanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di creare e testare innovazioni sociali per contribuire a migliorare il benessere e la qualità della vita in età anziana.

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Stress lavoro e benessere nell’era dei social network

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2016

Javier Fiz Perez.Roma – 11 maggio 2016 – 9:30/13:00 presentazione del libro con l’autore “Stress lavoro e benessere nell’era dei social network” presso Università Europea di Roma – Via degli Aldobrandeschi, 190. L’innovazione tecnologica richiede una continua gestione della complessità, sia internamente, sia esternamente ai contesti organizzativi. Le persone, alternando vita professionale e vita privata, ricercano continui equilibri. La produttività dipende sempre più dalle capacità dei manager di sviluppare nuovi modi di stare al lavoro in salute e ben-essere. Il convegno affronta, tramite la voce di esperti qualificati, alcuni dei temi più attuali: Work life balance, Smart working, Telelavoro, Gestione dello stress lavoro correlato, Corporate Communities, Talent retention. Programma lavori: Javier Fiz Perez Full professor psychology. Responsible for international research development -European University of Romestress lavoro, benessere,  social network
Flavia Margaritelli Presidente Osservatorio Salute e Sicurezza sul Lavoro
Cristina Gerardis Direttore Generale – Regione Abruzzo
Valerio Neri Head of HR Department Chimec Spa – Founder Of Hr power Community
Laura Mancuso Head Of HR And General Services – Cellnex Italia Telecom
MARCO Margheritti HSE /RAM Manager – Eni Spa
Davide Magini Director of web analytics – Estrogeni
Emanuela Giovanna La Noce Organizational Development & Recruiting Manager – Teleperformance
Marco Di Lullo Management Consultant – Estrogeni
Gabriele Giorgi Ricercatore – Business And Health Laboratory – European University of Rome.(Franco Angeli editore Prezzo: € 28,00 pp. 208,   1a edizione  2016   (Codice editore 1375.13)

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Facebook inchioda l’ex

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2013

Image representing Facebook as depicted in Cru...

Image via CrunchBase

É proprio vero che Facebook é un occhio del mondo, assolutamente indiscreto, sulle nostre vite e le decisioni giurisprudenziali che hanno a che fare con il social network ormai si susseguono una dopo l’altra, tanto da farlo divenire addirittura uno strumento micidiale per procurarsi delle prove. Questa volta, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sottolinea come valga la pena segnalare un decreto pubblicato dalla prima sezione civile del tribunale di Santa Maria Capua Vetere in materia di separazione ma che é oltremodo interessante per come viene motivata la parte in cui ritiene utilizzabili anche in un giudizio i contenuti pubblicati sul social network Una donna, infatti, é stata letteralmente inchiodata in tribunale dall’ex marito che ha dimostrato come la stessa, dopo la separazione si sia legata ad un professionista, tanto che sul suo profilo risulta chiaro e senza alcun filtro per la privacy: «Impegnata con N.B.». Ove la N. sta per “Nino”, diminutivo di Gaetano, per l’appunto il professionista. E le immagini pubblicate sono altrettanto inequivocabili e poiché postate sul social network risultano alla mercé di tutti gli altri utenti diventano pubbliche e utilizzabili in giudizio. Quindi, anche dall’ex che non ha difficoltà a produrle in tribunale così evitando la modifica delle condizioni di separazione, nonostante il fatto che la donna sia stata nel frattempo licenziata dal posto di lavoro. La relazione con il professionista, infatti, le consente un tenore di vita corrispondente se non superiore a quello goduto in costanza di matrimonio. Nel caso di specie, il Tribunale campano ha respinto il ricorso della signora, nonostante la stessa abbia perso il posto dopo tredici anni di servizio. Intanto, non risulta provato dalla donna che da quando é stata licenziata si sia data da fare per trovare un nuovo lavoro. Ma é proprio Facebook ad inchiodare la ex moglie. Rileva il collegio che le fotografie e quindi i documenti postati sul social network possono essere acquisibili ed utilizzabili: “é noto, infatti, che il social network “Facebook”, si caratterizza, tra l’altro, per il fatto che ciascuno degli iscritti, nel registrarsi, crea una propria pagina nella quale può inserire una serie di informazioni di carattere personale e professionale e può pubblicare, tra l’altro, immagini, filmati ed altri contenuti multimediali; sebbene l’accesso a questi contenuti sia limitato secondo le impostazioni della privacy scelte dal singolo utente, deve ritenersi che le informazioni e le fotografie che vengono pubblicate sul proprio profilo non siano assistite dalla segretezza, che al contrario, accompagna quelle contenute nei messaggi scambiati utilizzando il servizio di messaggistica (o di chat) fornito da social network; mentre queste ultime, infatti, possono essere assimilate a forme di corrispondenza privata, e come tali devono ricevere la massima tutela sotto il profilo della divulgazione, quelle pubblicate sul proprio profilo personale , proprio n quanto già di per se destinate ad essere conosciute da soggetti terzi, sebbene rientranti nell’ambito della cerchia delle c.d. “amicizie” del social network, non possono ritenersi assistite da tale protezione, dovendo, al contrario, essere considerate alla stregua di informazioni conoscibili da terzi”. Ma v’é di più motivano i giudici che “nel momento in cui si pubblicano informazioni e foto sulla pagina dedicata al proprio profilo personale, si accetta il rischio che le stesse possano essere portate a conoscenza anche di terze persone non rientranti nell’ambito delle c.d. “amicizie”
accettate dall’utente, il che le rende, per il solo fatto della loro pubblicazione, conoscibili da terzi ed utilizzabile anche in sede giudiziaria”.Nella fattispecie, come per milioni di persone che hanno deciso di pubblicare la loro vita su Facebook, la signora ha diffuso foto che la riguardano nella propria vita personale ed in particolare la ritraggono con il nuovo compagno in vari momenti dell’anno, anche durante le vacanze.Potere di Facebook, insomma.

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Jokkey.com diventa network per agenzie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2013

Social per gli utenti, network per le agenzie di viaggi. È l’ultima novità di Jokkey.com, il social network interamente dedicato al turismo. Dopo il crescente successo di visite (5 milioni di pagine viste da febbraio ad oggi) , Jokkey.com lancia un’area riservata per le agenzie di viaggi e gli operatori del settore.L’area esclusiva, accessibile previa registrazione, contiene con nuovi servizi professionali completamente gratuiti per la promozione, l’acquisto, la vendita di pacchetti-vacanze online. In particolare, gli operatori del settore, oltre a pubblicare pagine professionali, cataloghi e pacchetti-vacanze, creare coupon e buoni sconto, caricare spot e video turistici, ecc. potranno accedere a una piattaforma dedicata in cui acquistare a prezzi decisamente competitivi i pacchetti-vacanze forniti da Tour operator o “piazzare” tramite altre agenzie i propri pacchetti invenduti. Un marketplace riservato alle agenzie dove acquistare senza oneri o commissioni aggiuntive, con la massima trasparenza e garanzia dello staff, oltre a servizi di partnership e consulenza per i professionisti del turismo. Un modo nuovo di fare network, tenendo i costi sotto controllo.Jokkey.com ha migliorato l’accessibilità grazie al social account che consente di accedere, senza registrarsi, tramite il proprio profilo Facebook o Twitter o uno qualsiasi dei principali social network, con la possibilità di condivider post e commenti. E chi ha un Blog dedicato al turismo può diffondere in tempo reale i propri post anche su Jokkey Tourism News. Inoltre, Jokkey ha attivato un Servizio clienti multilingua per l’assistenza telefonica di utenti e operatori .

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The features available today

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Clearvale Social Analytics – two critical elements of successful enterprise social networking adoption are measurement and incentivizing participation. New Clearvale Social Analytics provide visibility and metrics organizations need to develop and nurture an active enterprise social network. BroadVision has developed a unique set of metrics designed to measure network usage and assess the value of contribution:
Connectivity: Measures the people or communities with which each network member interacts
Activity: Measures contribution of each network member Popularity: Measures the value of contribution of each network member Dashboards at the member and network levels provide at-a-glance visibility into these key metrics. Network administrators can set targets for the various metrics, enabling the use of contests or incentives to boost participation. Task enhancements – a number of enhancements were made to the Task feature to better support business workflows and social processes, including the ability to designate different Task types. Task types help distinguish a review from an approval or a directive versus a consultation to let assignees better prioritize their work and to maintain a record of important approvals as an audit trail. Task creators can also now set task reminders and more. Integration with Microsoft SharePoint – integration with Microsoft SharePoint facilitates social collaboration around SharePoint content while maintaining SharePoint’s status as a system of record for documents. Other updates – the release also includes an updated iPhone/iPad app with quick access to Tasks, new and enhanced APIs, and improved search. “Too often, organizations think that adopting social networking within the enterprise is an additional burden, and as a result projects get delayed or sidetracked indefinitely. But quite the opposite is true,” said Dr. Pehong Chen, Chairman, President, and CEO of BroadVision. “The key is to time-shift from chasing endless email trails or attending senseless status meetings to performing the same work in a collaborative network. To enable that time shift, the enterprise social networking platform chosen must support existing business tasks, processes, and systems. With this release, Clearvale does it all.” In a separate announcement today, BroadVision announced the availability of Guest and Conduit features in Clearvale for collaboration across multiple enterprises.

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New Clearvale Features

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Redwood City, Calif. and London, 2012-03-14 10:00 CET (GLOBE NEWSWIRE) — BroadVision, Inc. (Nasdaq:BVSN), a global leader in social business solutions, today announced at the Digital London Summit a new set of features for the Clearvale™ enterprise social networking platform, which are designed to help companies transform the way they work. By integrating social networking into existing business processes and workflows, rather than treating social collaboration as an extra effort or afterthought, social networks in the enterprise can provide a platform for improving the way real work gets done.With this latest release, Clearvale is unifying social business processes across the enterprise. New Clearvale Social Analytics help organizations measure and reward contributions, identify subject matter experts, and assign goals. With a new Microsoft® SharePoint integration, BroadVision adds to Clearvale’s structured collaboration capabilities where social networks are integrated with enterprise systems of record. Enhanced Task capabilities, which create semi-structured collaboration and accountability, provide alignment with business processes and goals.

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Security: social network e cloud sotto i riflettori delle aziende

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2011

Le problematiche di sicurezza si sono molto evolute rispetto ai decenni scorsi: dall’hacking mirato a danneggiare i sistemi si è passati alla diffusione di malware attraverso i social network allo scopo di sottrarre informazioni. Una recente ricerca internazionale, condotta da Dynamic Markets (1.000 manager e 1.000 dipendenti non It in Usa, Uk, Canada e Australia), rileva infatti che 20% degli intervistati ha visto informazioni riservate pubblicate sui social network. Oggi il pericolo maggiore è costituito dagli Advanced Persistent Threat (Apt), azioni condotte in modo paziente, sofisticato e organizzato, sfruttando tipi diversi di vulnerabilità e tramite una composizione di varie tecniche d’attacco.
A questo trend si aggiunge la diffusione dei nuovi modelli di delivery dei servizi It, fenomeno che ha un impatto diretto sulla sicurezza: la diffusione del cloud, per esempio, alimenta l’aspettativa di un miglioramento della sicurezza (questa l’opinione dell’87% degli addetti e Cio, secondo una recente ricerca internazionale condotta da Applied Research su 5.300 c-level e It manager in 38 paesi), sebbene proprio la sicurezza rappresenti la maggiore fonte di perplessità nei confronti dell’infrastruttura “as a service”.

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Nuovo sito: SaluteNetwork.it

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2011

My Three Networks

Image by cogdogblog via Flickr

SaluteNetwork.it ha come finalità principale quella di rappresentare in Rete il primo Networking Social Professional Italiano, dedicato agli Operatori della Salute e a tutti i fruitori dei Servizi del Sistema Sanitario italiano, pubblico e privato e del mondo del Benessere. Un’innovativa piattaforma i cui contenuti, quotidianamente aggiornati, sono visibili ai circa 4.000.000 di Utenti che ogni giorno, cercano informazioni, consigli e notizie per la propria salute e di carattere generale-informativo. La filosofia di SaluteNetwork.it, pur rifacendosi al concetto generale dei Social Network – ma con spirito di appartenenza professionale, informativa e culturale diversa – è quella di voler rappresentare il primo e vero grande Polo di aggregazione medico-scientifico di utilità professionale e sociale in target, con la finalità di unire professionisti, utenti e pazienti, e di divenire, a breve, uno dei principali punti di riferimento del Settore, sotto l’egida di un Comitato Scientifico composto da alcuni tra i più affermati Medici e Ricercatori Italiani.Scheda del sito:
http://www.freeonline.org/sitogratis/salutenetwork.html

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Gran Bretagna: Censura e social network

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2011

Circolano voci che negli ambienti governativi britannici, dopo i problemi di ordine pubblico scoppiati nel loro Paese, per impedire che i rivoltosi comunichino tra loro durante i disordini, sarebbe opportuno bloccare l’accesso ai social network, da BlackBerry Messenger a Twitter. Pare, infatti, che questi siano stati i principali strumenti di comunicazione tra chi prendeva parte alle violenze.
Ammesso che questa -per noi sciagurata- idea esista e vada in porto, non possiamo esimerci da una constatazione: la Gran Bretagna e’ sempre in prima fila nel condannare i regimi che essa reputa autoritari quando questi ultimi intervengono pesantemente a censurare simili mezzi di comunicazione, è così per la Cina e l’Iran, e’ stato cosi’ per tutti i Paesi del nord Africa che si sono rivoltati contro i loro regimi, e’ cosi’ oggi per la Siria. Tutti Paesi in cui la lotta e la transizione a sistemi di governo presumibilmente piu’ umanitari e legalitari, oggi fa uso di Internet per coordinarsi e far sentire la propria voce. La Gran Bretagna non ci sembra abbia una tradizione liberticida, soprattutto dopo la dèbacle in India grazie al mahatma Gandhi, e nonostante le derive dell’ex-premier Tony Blair che aveva raccontato bugie pur di giustificare l’intervento armato in Iraq… e soprattutto, poi, all’interno della propria isola. Cosa sta succedendo? Che fine ha fatto la libertà d’opinione, d’espressione e di comunicazione che secolarmente ha caratterizzato il mondo anglosassone? Cioè quella libertà che e’ tale in ogni circostanza e che, proprio per questo, rappresenta la forza di una comunità basata sulla libertà. Basta qualche migliaio di persone che manifesta con la violenza il proprio disagio a far cambiare rotta ad uno dei riferimenti giuridici mondiali in materia? E’ così debole il governo britannico da riuscire a domare la circoscritta violenza di questi giorni solo rinunciando alla propria identità? Dove sono finiti i mitici servizi segreti britannici e l’impeccabile aplomb del poliziotto inglese in grado di sedare qualunque testa calda? Sostituiti da facili scorciatoie che però fanno fare crack ad un riferimento mondiale a cui nessuno vorrebbe rinunciare? Ci auguriamo di no. Perchè sarebbe solo l’inizio di un percorso che renderebbe la Gran Bretagna, e non solo, simile all’Iran. (fonte Aduc)

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Serracchiani la più seguita al parlamento europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Debora Serracchiani a Sassuolo

Image by Debora Serracchiani via Flickr

(Ansa) – Bruxelles, Debora Serracchiani (S&D) è l’europarlamentare in assoluto più seguito su Facebook e Twitter con quasi 56mila fan sul social network nato a Palo Alto e oltre 21mila follower su Twitter. Il dato emerge utilizzando la nuova applicazione del Parlamento europeo che consente di visualizzare le statistiche del gradimento sui nuovi media di ogni singolo onorevole Ue.
Debora Serracchiani supera anche il Presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, che si assesta intorno ai 31mila fan su Facebook, ma che sta guadagnando posizioni con una grossa campagna autopromozionale sul social network. Su Facebook, dopo la Serracchiani e’ Sonia Alfano (Alde) ad avere piu’ fan: oltre 32mila. Gli eurodeputati olandesi sono tra i piu’ seguiti su Twitter, il dato si spiega con l’ampio utilizzo della piattaforma di microblogging nei Paesi Bassi, infatti Sophia in ‘t Veld (Alde) e’ terza in classifica con quasi 10mila follower dopo il franco/tedesco Daniel Cohn-Bendit (Verdi/Ale) che ne conta piu’ di 13mila.

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I nonni inglesi e il web

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2011

(Centro Maderna) Una ricerca di ICM per O2, pubblicata sul giornale inglese Daily Mail afferma che il 77% degli over 65 in Gran Bretagna usa regolarmente Internet e posseggono un computer o un I-Pad. I “silver-surfers”, cioè i navigatori dai capelli grigi, non sono più scoraggiati da Internet e il suo utilizzo è considerato “come una crema anti-età“ che li mantiene giovani.
La maggioranza degli intervistati afferma che i supporti informatici hanno migliorato la loro vita, soprattutto per quanto riguarda l’uso dei social network e dei dispositivi con video chiamata come Skype, mezzo che gli anziani stanno sperimentando per tenersi in contatto con familiari e amici. Inoltre la ricerca segnala che gli intervistati vorrebbero più assistenza, poiché la tecnologia cambia e si evolve rapidamente. In molti affermano, però, di non possedere il linguaggio tecnico spesso utilizzato dai centri assistenza o dai commessi dei negozi di elettronica. (Daily Mail, 23 giugno 2011)

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Educare con i social network

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

San Donnino (FI), 26 febbraio ore 15,30–17,30, sempre allo Spazio Reale l’esperta di nuovi media e social network Elena Farinelli approfondirà il tema: “Aiuto, questi ragazzi stanno sempre al computer! Capire il mondo digitale per capire i giovani”. A seguire sabato 12 marzo  “La barca di Pietro nel mare di Internet” e sabato 26 marzo “Va ora in onda… Processo ai media!”. Il web che è un rullo compressore nelle nostre vite e che il Papa paragona alla rivoluzione industriale è di fatto un gioco per i nostri figli, ma noi adulti come lo viviamo? Luca Paolini, blogger e insegnante di religione nella scuola media, ha dispensato utili consigli a genitori, insegnanti e mondo cattolico in occasione del corso “Te lo do io il computer!”, organizzato a San Donnino (FI) dai Centri diocesani di pastorale familiare e giovanile dell’Arcidiocesi di Firenze insieme all’Associazione genitori A.Ge. Toscana. La riflessione si è fatta anche filosofica, perché ad esempio il perdono cristiano equivale a una cancellazione, mentre invece in rete ciò che è stato pubblicato rimane per sempre. Il problema invece diventa sociale quando alcuni genitori riportano notizia di giovani che restano connessi fino alle 4 di notte, senza riuscire a staccarsi. Lo web comunque è uno spazio di dialogo fatto di condivisione, collaborazione, comunicazione e non manca mai di chiedere a ciascuno il proprio parere, proprio ciò su cui di fonda il successo di portali come Ebay.  Ecco allora preziosi consigli per insegnanti, parrocchie e soprattutto genitori: a scuola un social network può essere utilizzato per creare un gruppo ristretto ai soli alunni e veicolare contenuti e lezioni. Attenzione però a come ci si mette in relazione: è bene usare l’opzione da uno a molti, evitando di mettersi in contatto con il singolo alunno, e avvisare dirigente scolastico e genitori o genitori e parroco. Da evitare poi il rischio ‘alone digitale’, ossia di sopravvalutare un alunno solo perché è connesso. In classe il blog potrà essere usato per approfondire una lezione o coinvolgere i genitori; il podcast per fare audiolibri o lezioni registrate o commentare un fatto di cronaca; con la modalità collaborativi wiki si costruiscono storie e racconti, mentre con il codice bidimensionale QrCode si possono inserire approfondimenti testuali oppure link a video, musiche e siti web; infine il document sharing dà l’abitudine di condividere lezioni, documenti, video, foto, relazioni, conferenze. In parrocchia invece ampio spazio ai social network per far conoscere eventi o creare sondaggi e sottoscrizioni. Il blog sarà un valido sostituto del giornalino parrocchiale e offrirà servizi come mappe, orari e calendari; il podcast invece sarà il vero e proprio radiogiornale della parrocchia offrendo omelie e riflessioni e commenti sul Vangelo. Con Wiki si costruirà la fase preparatoria di un’assemblea parrocchiale o di un sinodo e con QrCode si lasceranno messaggi in bacheca per i più giovani e si organizzeranno attività ludiche come la caccia al tesoro o più impegnate come la Via crucis interattiva.Infine non poteva mancare una riflessione sul difficile compito dei genitori che oggi soffrono il divario mediatico oltre a quello consueto generazionale: spesso infatti il genitore non sa usare il computer ed è completamente all’oscuro di ciò che fa il figlio. La prevenzione migliore è una relazione salda fra genitori e figli, poi si può navigare insieme per le ricerche e per reperire materiali, insegnare un atteggiamento critico e solidale, conoscere gli amici virtuali così come lo si fa con quelli reali. Ai più piccoli occorrerà insegnare a non dare mai informazioni personali e a tutelare la propria privacy. E’ utile che il genitore conosca il mezzo e che dia l’esempio di come ci si comporta.

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Il “nuovo” Dazebaonews

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Dazebao cambia pelle e cambia testata ma non le proprie idee. Abbiamo completamente riformulato la parte grafica, costruito una nuova piattaforma, più adatta alle innovazioni tecnologiche e ai nuovi strumenti “mobile”. Un giornale on line, infatti, deve mutare pelle, adattandola alle nuove esigenze. Quattro anni fa, quando siamo nati, non immaginavamo, ad esempio, che ci potessero leggere su una tavoletta e che la maggior parte dei nostri articoli espandessero in diretta la propria utenza attraverso i social network. Un portale di news oramai deve tenere conto anche di questo. Ed è così che nasce il “nuovo” dazebao: un sito più moderno, più giovane, più attento ai fatti nascosti della cronaca, che non si limita soltanto a ribattere le notizie pubblicate dai grandi media e che d’altronde non ha l’ambizione di coprire tutto lo scibile. Perché la Rete ha questo di caratteristico: offrire una libertà espandibile a chi vuole comunicare, a condizione che si sappia capire che lo stesso giornalismo non può rimanere ancorato all’inchiostro e alla linotype e che le stesse redazioni devono essere ripensate in funzione di un mondo dell’informazione che sta vivendo la più grande rivoluzione dopo l’irruzione della televisione nel dopoguerra. Un cambiamento talmente profondo che soltanto una visione superficiale può considerare il giornalismo oggi alla stregua di quello che si sviluppò, grosso modo, dalle prime Gazzette del periodo illuminista fino al secolo scorso. Da questo punto di vista, la lettura dell’oramai celebre “Cluetrain Manifesto”, fatto di 95 tesi (evidentemente ispirate a quelle con cui Martin Lutero scardinò, nel 1517, la religione cattolica romana), è illuminante. Tesi 6: “Internet permette delle conversazioni tra esseri umani che erano semplicemente impossibili nell’era dei mass media”. Tesi 95: “Ci stiamo svegliando e ci stiamo linkando. Stiamo a guardare, ma non ad aspettare”. Appunto: il “nuovo” dazebao vuole anche svegliare, con un trillo forte in questo silenzio assordante.

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Uso dei social network per trasporto e logistica

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2010

I risultati hanno illustrato che circa l’85% dei professionisti del trasporto e della logistica sono utenti regolari di social network. Preferiscono far parte al massimo di due o tre comunità, perché ritengono che gestire i network richieda molto tempo. In media controllano i loro account tre volte alla settimana e generalmente consultano un network specifico per le attività private e un altro a fini professionali. La frequenza nell’uso è proporzionale all’età: coloro che li utilizzano maggiormente appartengono alla fascia dai 21 ai 30 anni; la frequenza dell’attività online diminuisce con l’innalzamento dell’età degli intervistati. Linkedln è il network scelto a scopo professionale mentre Facebook è la community preferita per la sfera privata.  Le principali motivazioni per le quali i professionisti del trasporto usano i social media sono da ricercare nella sfera professionale, con focus sulle novità e sugli eventi, in cima alla lista (50,2% degli intervistati). Altre ragioni includono la ricerca d’informazioni (46,4%) e l’entrare in contatto con partner commerciali (44,1%), potenziali clienti (21&) e datori di lavoro (19,4%) .www.trans portplaza.eu.
Il sondaggio di TransportPlaza mostra chiaramente che la penetrazione dei Social Media nel settore è pari all’85%. C’è evidentemente spazio nel mercato per sviluppare una soluzione che si adatti a tutti i professionisti coinvolto specificatamente nel settore del trasporto e della logistica – un network che offra loro tutto il supporto professionale di cui hanno bisogno dando allo stesso tempo l’opportunità di interagire con partner commerciali, potenziali datori di lavoro e conoscenti.
“TransportPlaza è stata avviata da Teleroute, Randstad e UTA per rispondere all’evidente bisogno di una comunità di nicchia per l’industria dei trasporti. All’inizio è stata impostata come una fonte d’informazioni tecniche o dedicate ai media, che offrisse agli attori del mercato anche l’opportunità di interagire tra loro e discutere su temi relativi al settore del trasporto” ha dichiarato Ingrid Willems, uno dei fondatori di TransportPlaza. “L’esito di questo sondaggio sottolinea chiaramente l’esigenza di un forum specializzato e ciò ci incoraggia a investire ulteriormente nel miglioramento dell’accesso a un’informazione esclusiva e nell’ottimizzazione ed estensione degli strumenti di rete. Ciò aiuterà TransportPlaza a svilupparsi fino ad diventare una comunità veramente interattiva che offra un valore aggiunto unico ai professionisti del trasporto e della logistica”
TransportPlaza è  la prima comunità on-line che connette persone, idee e informazioni nel settore dei trasporti e della logistica. E’ un’iniziativa che offre ai professionisti dei trasporti l’opportunità di espandere la propria rete di business, mantenere contatti lavorativi, trovare utili informazioni e analisi sui trend industriali, apprendere e partecipare a discussioni sul business dei trasporti. TransportPlaza è un forum di discussione aperto alimentato da società leader e innovative del settore dei trasporti della logistica. TransportPlaza è un’iniziativa congiunta di Teleroute, Randstad e UTA, offrendo un pensiero leadership nel campo industriale, e posizionando in una luce positiva tutti gli stakeholders  del settore. (teleroute, trucks)

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La disinformazione viaggia sui social network

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2010

I “social network” come Facebook e Twitter sono senza dubbio strumenti fenomenali di aggregazione a distanza. Ma in quanto a informazione sui temi della salute risultano assai meno affidabili. Anzi, sarebbero veicoli di vera e propria disinformazione. L’accusa arriva da uno studio della Columbia University, pubblicato sull’American Journal of Infection Control: i ricercatori hanno passato al setaccio i messaggi contenenti la parola antibiotici e “affissi” su Twitter tra il marzo e il luglio del 2009; sono stati reperiti 52.153 testi, tra i quali è stata individuata una massiccia presenza di errori. In 345 “tweets”, per esempio, la parola “antibiotici” era associata a “influenza”, in altri 302 compariva invece la parola “raffreddore”. A preoccupare è soprattutto l’effetto “passaparola”: i due gruppi di messaggi appena citati erano stati letti e ripresi da più di un milione di “followers”. Nonostante i risultati, gli autori della ricerca sconsigliano ritorsioni nei confronti dei social network: «Al contrario» è il parere di Daniel Scanfeld, coordinatore del gruppo di studio «gli operatori sanitari dovrebbero familiarizzare con questi strumenti perché sono un formidabile mezzo di informazione sanitaria. Inoltre si potrebbero usare i social network per raccogliere valori diagnostici e dati epidemiologici, oppure identificare abusi o equivoci sui farmaci». (fonte doctor news)

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Social network: furti identità

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

Continua a preoccupare la proliferazione di informazioni personali pubblicate sui social network e che potrebbero essere utilizzate a fine di frode. Secondo una ricerca Experian, infatti, di riferimento mondiale nei servizi per il credito e per la prevenzione delle frodi, più di un americano adulto (oltre i 45 anni) su due ha pubblicato, volontariamente o involontariamente, dati, come indirizzi o relazioni familiari, a rischio frode. Si tratta di una fascia di popolazione che ha da poco scoperto l’utilizzo intensivo dei social network (circa il 75% degli intervistati ha uno o più profili online), e che ancora non ha pienamente compreso i rischi sottesi a queste attività. Se infatti 3 intervistati su 4 di chi ha un profilo in Rete considera il rischio di vedersi rubata l’identità attraverso i social network, ben il 35% non ha mai innalzato il livello di privacy delle informazioni immesse, quasi la metà degli intervistati pubblica almeno in parte le proprie relazioni familiari, e il 14% indica addirittura il proprio indirizzo di residenza, percentuale che sale al 20% tra gli over 65. Per minimizzare questa eventualità, Experian consiglia di prendere piccoli e facili accorgimenti, tra cui:Limitare la pubblicazione di informazioni personali sensibili, come indirizzo di domicilio e residenza, numeri di telefono e informazioni familiari; Innalzare il livello di privacy dei propri profili, utilizzando le possibilità che i gestori offrono di limitare l’accesso ai propri dati;  Creare una password non facilmente intercettabile da sconosciuti.

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Da Guglielmo Marconi ai social network

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

Bologna 9 ottobre dalle ore 09.00  Oratorio di San Filippo Neri Via Manzoni, 5 Convegno Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. La Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro dedica quest’anno l’annuale Convegno Nazionale alla figura straordinaria di Guglielmo Marconi imprenditore e scienziato,  proprio in occasione del centenario della consegna del premio Nobel.  Ma cosa hanno in comune Marconi e i nuovi modelli di consumo? Nell’immaginario collettivo il nome di Marconi è legato all’invenzione della radio, ma non altrettanto alla sua evidente e incisiva influenza sullo sviluppo dell’industria delle telecomunicazioni nel mondo, impegno che lo ha portato nel 1902 alla nomina di Cavaliere del Lavoro.  In occasione delle celebrazioni marconiane la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro proporrà in esclusiva dal proprio Archivio Storico due importanti documenti inediti tra cui il discorso pronunciato da Marconi all’Augusteo il 21 novembre 1926. Si ritroveranno in Italia una platea di personaggi da tutto il mondo, illustri scienziati e l’eccellenza dell’imprenditorialità italiana per rendere omaggio a Marconi che proprio nel 1909 fu insignito del Premio Nobel per la fisica per aver sviluppato un sistema di telegrafia senza fili attraverso le onde radio; studi che cambiarono la storia e il modo di vivere. Interverranno: Benito Benedini, Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro Federico Faggin, Fisico, inventore italiano e professore statunitense, è tra i padri del microprocessore Andrew Viterbi, Ingegnere e imprenditore italiano, già docente all’Università della California a Los Angeles (UCLA) e all’Università della California a San Diego, è inventore dell’algoritmo che porta il suo nome, usato per codificare trasmissioni digitali, che è alla base della trasmissione dati del GSM

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“Vogliono uccidere Silvio Berlusconi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2009

La segnalazione viene dal Comitato della Libertà per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010. E si precisa: << La democrazia e la libertà in Italia sono in pericolo – afferma Giammario Battaglia, portavoce del Comitato della Libertà –. Siamo profondamente preoccupati della campagna di odio e di disinformazione che dalla carta stampata sta sviluppandosi nel tessuto sociale attraverso i social network >>. << Alcuni politici non hanno ancora capito che internet non è un gioco e che non si può più dire, sempre, quello che si vuole, nonchè disinformare o congratularsi con qualcuno che, scioccamente, pensa di costituire un Movimento di Liberazione Nazionale o che strumentalizza le dichiarazioni del Capo dello Stato per interesse personale >>. << Le strutture di partito territoriali tra un anno non esisteranno più o saranno surclassate, fino a diventare dei circoli per pensionati, perchè di esse non ce ne sarà più alcun bisogno. Infatti, già oggi è possibile fare delle videoconferenze con 25 persone senza spese. Diffondere idee, elaborare programmi ed incontrarsi solo per metterli in pratica >>. << Basti pensare ad un dato: il nostro movimento per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace, a tre mesi dalla sua nascita, senza acquistare spazi pubblicitari, conta 6000 iscritti, vari comitati territoriali, un’organizzazione che, senza costi, elabora idee, progetti, da far invidia allo stesso PDL e PD. E non siamo un movimento politico >>. << Il nostro compito è uno solo: riscrivere una pagina di storia contemporanea, perchè la verità su Silvio Berlusconi e sull’Italia non è quella che si è scritta in questi mesi sui giornali, ma un altra, quella che porterà Silvio Berlusconi e l’Italia a vincere il premio Nobel per la Pace nel 2010 >>.

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