Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘sociale’

Apriamo un dibattito sul nostro futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2020

Da anni, oramai, siamo portati a concentrare la nostra attenzione più sul presente e molto meno sul futuro. Siamo preoccupati per il clima ma nel momento in cui dovremmo prendere delle importanti decisioni ci dilunghiamo in noiosi e lunghi dibattiti che lasciano il tempo che trovano. Lo stesso accade se pensiamo al sociale, alla povertà nel mondo, alla salute, all’istruzione e all’evoluzione tecnologica in atto.
Ci rendiamo “fumosamente” conto che dobbiamo mettere mano a un progetto d’ampio respiro se vogliamo che l’umanità non imbocchi il tunnel del non ritorno, ma anche in questo caso ci accontentiamo di qualche accenno come se quanto accade intorno a noi non ci riguarda direttamente eppure si riverberano in noi momenti di consapevolezza dei gravi errori che stiamo commettendo nel rendere le condizioni di vita sempre più precarie. Spesso queste riflessioni si rivelano un attimo fuggente prima di rituffarci nei problemi che ci legano al contingente: lo studio, il lavoro, la mobilità, il modo di tenere in piedi il nostro budget che inesorabilmente si assottiglia, l’assistenza sanitaria e via di questo passo. Una donna, che a giorni partorirà, mi confessava i suoi timori sul futuro del nascituro e si chiedeva se aveva fatto bene a volerlo e se non fosse stato solo il frutto del suo egoismo.
Tutto questo dovrebbe indurci ad agire, a ricercare un cambiamento, a lavorare con impegno per realizzarlo all’istante. Si tratta, ovviamente, di un aspetto che va a monte del problema. Dovremmo da subito instillare nei nostri figli una visione della vita più votata ai valori e molto meno ai suoi aspetti edonistici nel senso del piacere immediato a prescindere. Se partiamo, infatti, dal concetto che l’umanità debba farsi carico di due diritti fondamentali quali il diritto alla vita e a vivere dovremmo comprendere sino in fondo il modulo di vita che si richiede. Come possiamo, infatti, garantire la vita per chi nasce nella povertà? Per chi è generato in una terra inospitale e gli è impedito di cercare luoghi diversi e spesso per via del colore della sua pelle? E allora ci chiediamo perché il diritto a vivere non garantisce a tutti, indistintamente, un’infanzia affrancata dalla miseria, un’istruzione e un’assistenza sanitaria adeguate? Un tetto sotto cui ripararsi e da adulto un lavoro sicuro e una vecchiaia serena? Perché anche nelle città dell’opulenza vi sono migliaia di persone che non hanno una casa e dormono sotto i ponti o nei rifugi d’emergenza? Perché un giovane deve tenderti la mano per chiederti un obolo per la sua sopravvivenza? E poi ci meravigliamo se una tale condizione suscita in alcune vittime uno stimolo alla rivolta, a riscattare la sua dignità umiliata con la violenza? Questo è un presente che non può avere un futuro senza suscitare la ribellione, senza generare instabilità e conflitti regionali cruenti. Dobbiamo proporci un avvenire diverso prima che sia troppo tardi per arrivarci. È la sola strada se vogliamo guardare i nostri figli e sorridere alla loro vita e al come cerchiamo di costruirla facendo ammenda dei nostri errori. (Riccardo Alfonso)

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Evitare la nuova “epidemia” da solitudine sociale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

L’obbligo di distanziamento porta con sé una “epidemia” da solitudine sociale con risvolti che possono essere anche drammatici, soprattutto per le persone più vulnerabili all’isolamento e alla solitudine: gli anziani, le persone con disabilità o con precarie condizioni di salute preesistenti.È proprio in questo momento di distanziamento sociale dovuto al COVID-19 che emerge come sempre più pressante il concetto di uguaglianza, in questo caso “digitale”. Mai come ora è chiaro che la mancanza di accesso alla rete non è solo un tema di esclusione dai vantaggi della società digitale, ma ha a che fare con una forma di esclusione sociale più profonda: ecco perché, anche passata l’emergenza, la priorità sarà la lotta al divario digitale, oltre che economico e culturale.
Grazie alla connessione digitale, possiamo oggi ri-costruire relazioni in ambienti digitali che consentono di simulare modalità quotidiane della vita cui eravamo abituati e che improvvisamente ci sono venute a mancare, ma rischiano di essere escluse, da questa indispensabile possibilità, le frange più deboli della popolazione, quelle che per condizione culturale, sociale e personale non possono trovare in rete, una soluzione al cambiamento cui si sono trovate esposte da un giorno all’altro.Colmare il divario digitale può aiutare i gruppi socialmente svantaggiati e questo obiettivo dovrebbe far parte della nostra “ricostruzione” post Covid-19.
Gli anziani sono la fetta di “non nativi digitali” della nostra comunità e in questa fase non hanno possibilità di comunicare, o solo in parte, mentre è importante per loro potersi raccontare. L’alfabetizzazione digitale degli over 65 dovrebbe essere affrontata dallo Stato italiano nel rispetto del principio di uguaglianza sostanziale, con azioni che vadano a sostenere il “pieno sviluppo della persona umana”.Se da un lato si è molto parlato di divario digitale in riferimento ai ragazzi e alle problematiche legate al passaggio obbligato, ma repentino, alla didattica a distanza, poco si è parlato del gap generazionale e delle difficoltà degli over 65 nell’utilizzo quotidiano di strumenti tecnologici.È su questo gap che lavora #EmerGemma, un progetto presentato da un partenariato di enti pubblici e privati (Comune di Montone, Anci Umbria, Comune di Spello, Comune di Giano dell’Umbria, Fondazione Golinelli, Ic Togiano-Bettona, Liceo Properzio Assisi e Giove In Formatica Srl) e finanziato dalla Regione Umbria con le risorse del POR-FSE 2014-2020 nell’ambito del programma #OpenUmbria.È possibile seguire le dirette facebook (ogni martedì e giovedì ore 16.00 https://www.facebook.com/gemmaprogetto) e ri-vedere tutti i contenuti nel canale YouTube del progetto (https://www.youtube.com/channel/UCD4fThSkBEcFFLKzO_9hNeQ) che sta divenendo un prezioso archivio di alfabetizzazione digitale, accessibile a tutti e sempre consultabile.#EmerGemma ha creato un calendario di appuntamenti digitali che hanno un programma diversificato che tocca molti argomenti che in questa fase di emergenza sanitaria sono divenuti indispensabili, come ad esempio: fare la spesa on line da produttori locali, fare videochiamate di gruppo con i propri cari, trovare informazioni certificate sul Covid-19 e sull’attualità più in generale, ordinare un pasto con la consegna a domicilio, visitare virtualmente musei, siti archeologici e città d’arte restando in casa, ma anche giocare a burraco on line, scaricare libri on line, quali App utilizzare per tenere sotto controllo le spese casalinghe.

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Apre il secondo Mercato Sociale di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2020

Dopo Ostia apre ora nel Municipio IV il secondo Mercato Sociale di Roma Capitale. Ad inaugurarlo questa mattina la Sindaca Virginia Raggi all’interno del mercato rionale San Romano.Il posteggio dedicato è un ‘angolo spesa’ per le persone in difficoltà, dove poter scegliere a piacimento fra i prodotti disponibili, proprio come avviene in un qualunque supermercato. La differenza è che, qui, non bisogna pagare nulla.I destinatari dell’iniziativa, individuati dai servizi sociali, riceveranno gratuitamente beni di prima necessità, grazie a una tessera a punti ricaricata automaticamente ogni mese. Per raggiungere il maggior numero possibile di persone, alcune card saranno consegnate anche alle parrocchie, che provvederanno a distribuirle tra quanti ne hanno più bisogno. Non solo: è prevista la possibilità di aumentare il budget disponibile in funzione di situazioni particolari, come ad esempio la nascita di un figlio o la perdita improvvisa di lavoro.Parallelo e facoltativo, il percorso di volontariato per gli utenti del Mercato Sociale, che potranno scegliere di lavorarvi con l’opportunità di conseguire l’attestato HACCP, a certificazione di conoscenze e competenze in materia di sicurezza ed igiene alimentare.“Roma non lascia indietro nessuno: ‘alimenti di cittadinanza’ per i più bisognosi, con la dignità di una scelta personale dei prodotti e l’opportunità di sentirsi parte attiva della società attraverso il volontariato. Inauguriamo nel IV Municipio un nuovo mercato sociale, una nuova tappa di un circolo virtuoso che, gradualmente, coinvolgerà molti altri mercati di Roma. L’obiettivo è di metterli in rete per dare il via a un’economia di condivisione, una solidarietà fra cittadini”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi.I prodotti disponibili sono frutto della generosità di associazioni, catene della grande distribuzione e cittadini anonimi, che potranno decidere di donare al box del Mercato Sociale qualche acquisto effettuato fra i banchi di San Romano. Allo stesso modo, gli operatori potranno decidere di destinare l’invenduto a quest’iniziativa, nel segno della lotta allo spreco alimentare.Si partirà da un nucleo di 22 famiglie seguite dai servizi sociali, con l’idea di integrare questo progetto a quelli in lavorazione nel Municipio, come il futuro bando per ‘borse lavoro’ aperto anche ai diversamente abili. Il tutto, con procedure idonee che possano strutturarsi nei percorsi del reddito di cittadinanza.

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Per ripartire non basta il distanziamento sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Digitalizzare gli spazi e i movimenti per garantire la sicurezza. In tempi di Coronavirus è la tecnologia che viene in soccorso alle esigenze di distanziamento sociale e sanificazione degli ambienti e degli oggetti. Partendo da un sistema progettato anche, ma non solo, per garantire l’uso corretto di caschetti e scarpe antinfortunistiche e diminuire l’incidenza degli infortuni sul luogo di lavoro, Universus ha sviluppato il nuovo modulo “VS Covid-19” per rispondere alle esigenze di ripartenza. «Rendendo gli oggetti intelligenti e interconnessi all’interno di un ambiente mappato digitalmente è possibile evidenziare quando vengono meno determinate regole», spiega Romano Giovannini che, insieme con Marco Magro è tra i principali artefici del sistema Universus. «La discriminante sono le regole che vengono introdotte: se poniamo come regola quella di non avvicinarsi ad un’altra persona al di sotto di una certa distanza oppure la necessità di sanificare una determinata postazione o uno strumento di lavoro usata da più utenti, otteniamo un sistema che permette di monitorare costantemente il rispetto delle norme di sicurezza. Ad ogni superamento dei limiti, il sistema invia un segnale di allerta: può essere un messaggio sullo smartphone, un segnale acustico oppure ancora una vibrazione ad un bracciale; le soluzioni possono essere diverse, ma il risultato non cambia: la persona viene informata in tempo reale che vi è un potenziale pericolo».Le parole d’ordine nella fase 2 sono sicurezza, fiducia e velocità. Se la componente sicurezza è fondamentale per il contenimento del contagio, la fiducia arriva dalla necessità di relazione, la velocità è nei tempi di risposta in caso di “allarme”. «Universus risponde a tutti questi criteri e a molti altri», aggiunge Magro. «Possiamo rendere “intelligente” una mascherina o i guanti e informare quando vengono indossati e non; possiamo rendere smart una sedia posta in una sala d’aspetto e che, quindi, potrebbe essere usata da molte persone differenti oppure porre attenzione sia su un intero ambiente sia su un singolo oggetto, come ad esempio una stampante o una fotocopiatrice: ogni qualvolta viene utilizzata, Universus attiva la “quarantena dinamica” nello spazio attorno all’oggetto, impedendone l’utilizzo ad una persona diversa dalla precedente fino all’avvenuta sanificazione dell’oggetto stesso. Gli ambienti di lavoro, uffici e fabbriche, ma anche le strutture ricettive e sportive possono garantire così una maggiore sicurezza in un momento in cui tutti dobbiamo prestare la massima attenzione sui nostri movimenti e su con chi e cosa veniamo in contatto».Nato come piattaforma per rendere più sicuri i luoghi di lavoro attraverso tecnologie professionali in real-time a precisione centimetrica ed algoritmi di analisi dati che prevengono potenziali situazioni di pericolo e supportano situazioni critiche di emergenza (ad esempio il flusso di persone verso i punti di raccolta in caso di evacuazione), il sistema Universus è facilmente installabile e può interagire con una serie di dispositivi: un bagde o un bracciale che, opportunamente tarati, sono in grado di fornire le informazioni e segnalazioni opportune. «La predisposizione del sistema è piuttosto rapida», spiega Giovannini. «Per dare un’idea, se si considera un’azienda che si estende su una superficie di circa 2.000 mq dove operano una quarantina di persone e vi sono circa 500 tra oggetti e strumenti di lavoro, la mappatura e la cablatura della struttura, nonché il set-up del sistema, richiedono un tempo di installazione che va dalle due alle tre settimane».A fronte di un obiettivo chiaro di ripartenza, «oggi la sicurezza quindi diventa elemento imprescindibile. Proteggendo la salute interna e della supply-chain, ossia i contatti diretti con fornitori, clienti e manutentori in azienda, si consente all’economia la ripresa», conclude Magro. «La piattaforma Universus, che si integra “su misura” nei processi aziendali, è flessibile, scalabile e declinabile nel tempo a seconda delle future esigenze, e di rendere qualunque realtà aziendale non solo più sicura, ma anche più resiliente, sempre nel rispetto delle normative vigenti».Per la delicatezza delle informazioni che raccoglie e per la necessità di utilizzo e ri-modulazione di nuove regole nel medio-lungo periodo, il sistema viene proposto con la formula del “noleggio operativo” e rientra nelle agevolazioni previste per il credito d’imposta. L’investimento risulta pertanto adeguato e totalmente sostenibile da qualunque realtà aziendale: dalla micro impresa alla multinazionale.

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Il dramma sanitario diventa anche sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

La grave pandemia di Covid-19, che da fine febbraio sta flagellando il nostro Paese, ha dato purtroppo vita a una duplice emergenza: oltre a quella sanitaria, oggi ci ritroviamo di fronte a una crisi sociale senza precedenti che, come emerge dai più recenti rapporti di settore, colpisce soprattutto le famiglie più fragili e i loro bambini, con effetti drammatici sul loro livello di povertà. Se i dati del 2018 dell’Istat – gli ultimi disponibili – parlano di oltre 1,8 milioni di famiglie in condizioni di povertà assoluta in Italia, per un numero complessivo di 5 milioni di individui, secondo le ultime stime del Centro Studi UGL, entro la fine di giugno 2020 il numero di persone in condizione di povertà assoluta potrebbe raddoppiare, arrivando a 9,8 milioni di individui. Per fronteggiare questa situazione estremamente critica, Terre des Hommes lancia il progetto “Una spesa per i bambini”, che ha l’obiettivo di contrastare la povertà infantile e delle famiglie nelle periferie urbane delle Zone 2 e 9 di Milano. In questo contesto di crescente criticità, risultano allarmanti anche i dati della Caritas che, rispetto al periodo di pre-emergenza coronavirus, ha registrato un aumento di oltre il 100% nel numero di nuove persone che si rivolgono ai loro Centri per beneficiare di beni e servizi materiali, in particolare cibo e beni di prima necessità. Emblematico è proprio il caso di Milano, la metropoli più ricca d’Italia, ma anche tra le città più piegate dalla pandemia dove, oltre al tragico bilancio delle vittime, bisogna fare i conti con uno scenario preoccupante, appunto quello della povertà. L’arresto delle attività produttive e delle attività commerciali non essenziali sta facendo emergere il dramma di chi aveva un lavoro precario o non regolare ed è rimasto senza nulla, di chi ha visto ridurre drasticamente il proprio impegno retribuito, o chi è andato in cassa integrazione, determinando così una grave e veloce perdita di capacità economica dei nuclei familiari già in forte difficoltà.Terre des Hommes, sostenuta da diverse aziende partner tra cui Mediaworld, Tigros, BLS e Lidl, sta provvedendo alla distribuzione di pacchetti alimentari di cibo fresco (frutta, verdura, formaggio, carne e latte o, dove necessario, alimenti per l’infanzia), buoni per la spesa, mascherine sanitarie e tablet al fine di garantire a queste famiglie il supporto immediato di cui hanno bisogno e ai bambini la necessaria continuità educativa. Finora sono state aiutate circa100 famiglie, ma sono ancora in tanti ad avere bisogno, perché purtroppo a pagare il prezzo più alto di questa emergenza sono ancora una volta i più vulnerabili.

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Richiesti bonus sociali, settore idrico e rifiuti

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

L’ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, è già intervenuta con alcuni provvedimenti urgenti nel settore dell’energia, del gas, del sistema idrico integrato e dei rifiuti, per tutelare le famiglie a fronte all’emergenza Covid-19. Provvedimenti che hanno, però, carattere temporaneo. Ecco perché l’Autorità in una nota ha segnalato a Governo e Parlamento la necessità di introdurre nuovi strumenti di contenimento delle criticità che emergeranno nelle prossime settimane.
Misure che condividiamo, a maggior ragione se si considera che proprio in queste ore si decide sulle eventuali riaperture dopo il lockdown.Nel dettaglio, relativamente alle proposte sui bonus sociali, condividiamo la posizione dell’Authority che prevede il rinnovo automatico per ulteriori dodici mesi senza soluzione di continuità, ma è necessario a nostro avviso dare soluzione anche alla questione irrisolta dell’ISEE (chi deve presentare la domanda oggi si trova nella posizione assurda per cui non utilizzerà il bonus per il danno subito a causa del Covid-19, perché l’ISEE preso a riferimento è quello relativo all’anno scorso). Problema che si presenta anche in relazione alle tariffe dei rifiuti.Relativamente alle proposte avanzate nel settore Energia, siamo d’accordo con le misure previste per le PMI in tema di azzeramento degli oneri di sistema, ma è fondamentale e urgente che tali misure siano estese anche ai clienti domestici che si trovano in condizione di difficoltà.
Oltre alle giuste proposte dell’Autorità, vogliamo denunciare, però, alcuni comportamenti che richiedono una condanna urgente dell’ARERA:
– La situazione a dir poco inopportuna per cui alcune aziende di acqua, luce e gas hanno inviato agli utenti, in questa fase delicata, bollette con conguagli;
– La situazione assurda per cui in caso di richieste di rateizzazione, molte aziende rinunciano sì a chiedere gli interessi, per poi inserire in fattura 8 Euro per il piano di rateizzazione;
– Nonostante la prescrizione biennale, ancora alcune aziende inseriscono i conteggi fino al 4 e 5 anno, per poi eliminarli su richiesta degli utenti. Chiediamo che venga applicata la legge e che vengano eliminati automaticamente il 4 e 5 anno, ecc.
Si tratta di veri e propri abusi da parte delle aziende, ancor più intollerabili vista la situazione di forte difficoltà in cui si trovano le famiglie e il Paese intero.

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Imprese sociali: «Misure a costo zero per rafforzare il sistema welfare»

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

Mentre il Governo si prepara alla fase 2 dell’emergenza Covid-19, imprenditori e cooperatori sociali di tutto il territorio nazionale si mobilitano per chiedere alle forze politiche impellenti misure di sostegno – molte delle quali a costo zero – da destinare alle imprese sociali. In Italia sono oltre 20 mila le imprese sociali impegnate nel welfare e nei percorsi di assistenza e accompagnamento dei più fragili, che specie in questo periodo stanno dimostrando di essere una risorsa vitale per la tenuta di tutto sistema.«Nelle ultime settimane abbiamo riprogrammato i nostri servizi per continuare a rispondere ai bisogni dei cittadini e delle Comunità più fragili – affermano i promotori dell’appello, che nel giro di poche ore sta suscitando grande attenzione e consenso -. Ci siamo impegnati in prima linea nel contrasto della pandemia ma al contempo stiamo pagando un importante prezzo economico».Numeri alla mano. Da quando è scattata l’emergenza Coronavirus molte di queste realtà hanno registrato un crollo del fatturato dell’80%, percentuale che rischia di esplodere e provocare un vero e proprio default delle imprese se non si mettono in campo interventi e misure adeguate.Interventi che potrebbero essere determinanti non soltanto per risanare un sistema welfare sempre più sfilacciato, ma anche per rispondere concretamente al bisogno di futuro di tutto il Paese. Superata la crisi, le imprese sociali potrebbero infatti dare un significativo contributo alla riorganizzazione del sistema sanitario e alla ricostruzione economica, ponendo grande attenzione alle persone più fragili, ai bisogni e alle risorse presenti nella comunità.
«La ricostruzione del Paese non sarà solo una questione di risorse disponibili ma anche di modelli e di strumenti utilizzati – aggiungono i promotori dell’appello – Crediamo che per affrontare la situazione attuale non siano sufficienti gli interventi a protezione del reddito delle famiglie e a sostegno delle imprese, ma servono misure che difendono e rafforzano le infrastrutture sociali, di cui le imprese sociali sono un elemento fondamentale».L’appello è stato siglato da imprese sociali e cooperative di tutto il territorio nazionale, insieme adassociazioni e federazioni regionali, che in pochissime ore si sono trasformate in un’unica voce per rilanciare proposte e soluzioni immediate.Proroga dei contratti e delle convenzioni sino al giugno 2023, promozione di modelli di co-progettazione e coinvolgimento diretto della società civile nella ricostruzione del post Covid-19, tutela dei lavoratori impegnati nei servizi di welfare e adeguamento dei contratti tra amministrazioni pubbliche ed enti privati a quelli collettivi nazionali di lavoro, sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.E ancora, tutela delle persone svantaggiate inserite al lavoro nell’emergenza Covid-19, destinando le risorse stabilite da contratto anche in caso di sospensione delle attività, tutela dei percorsi di inserimento lavorativo delle persone più fragili attraverso l’attuazione dell’art. 112 del d.lgs. 50/2016 in tema di appalti e concessioni riservate.Infine, si chiede di estendere a tutte le organizzazioni del Terzo Settore le misure di sostegno finanziario e fiscale previste dai diversi provvedimenti adottati dal governo per fronteggiare l’emergenza da Covid-19.Proprio oggi che comincia la settimana decisiva del Decreto Cura Italia, che ha lasciato in ombra tutto il sistema welfare evidenziando non pochi buchi nei vari provvedimenti, imprenditori e cooperatori chiedono di correre ai ripari e sostenere un sistema, non più terzo, capace di agire e reagire alla crisi, contribuendo alla rinascita del Paese.

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Dai ricchi più ricchi ai poveri più poveri, dalla medicina al sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

Finché ci faremo condizionare da queste posizioni divergenti, non si potrà assicurare al genere umano, nonostante i progressi della medicina, un avvenire sicuro e, ovviamente, in buona salute. È un aspetto che, per quanto mi appare ovvio e persino superfluo doverlo ribattere, va di continuo sottolineato proprio perché una larga fetta della classe dirigente dei paesi più evoluti si lascia facilmente sedurre dalle sirene dei facili profitti e sovente si finge d’ignorare che qualcuno alla fine debba pagarne il prezzo in vite umane. L’assistenza sanitaria, e la prevenzione che si collega, dovrebbe, per contro, avere la precedenza, su ogni altro progetto umano. Non vi è dubbio, infatti, che il mantenimento dello stato di salute in condizioni ottimali resti la risposta più adeguata per assicurare alle future generazioni un avvenire più tranquillo. È una scelta di campo ovvia per quanto diamo l’impressione che non sia del tutto scontata con i nostri comportamenti contraddittori. Il pianeta terra ha molte risorse ed anche una grande capacità di recupero ma occorre tempo perché le ferite che le provochiamo possano rimarginarsi. Prudenza vorrebbe che non ci lasciassimo sedurre del “tutto e subito” e coltivassimo il nostro campicello dei desideri cum grano salis.
Sull’origine della vita sulla terra e sul destino che potrà esserci, in un futuro più o meno lontano, noi possiamo formulare solo delle ipotesi e non di sicuro delle certezze. Tra queste formulazioni vi potrà essere quella che è la più plausibile per il nostro punto di vista e per le conoscenze scientifiche che disponiamo, ma non è detto che questo punto di vantaggio costituisca un titolo per porre fine la disputa e appagarci. Tutt’altro.
Analisi e psicanalisi, psicosintesi e sinderesi, ritrovano i nostri atti distribuiti non soltanto lungo il pentagramma classico attraverso cui si modula, per varie frequenze, la moralità; trovano note, elementi, frammenti al di qua e di là dalle righe.
Scopriamo in tal modo che la nostra libertà reale subisce una serie di vincoli, tanto più complessi quanto più scendiamo nei livelli della corporeità o della natura cosmo logicamente intesa. Nel medesimo tempo scopriamo che la nostra libertà si fa tanto più consapevole quanto più ci avviciniamo alle alte frequenze dello spirito: come disse Aurelio Agostino in quel suo famoso aforisma “ama et fac quod vis”. Dobbiamo, quindi, credere per ritagliarci un futuro migliore e sapere da esso trarre il giusto insegnamento che ci fa distinguere il caduco dall’eterno. Molte speranze sono state riposte associando il progresso ottenuto, in questi ultimi anni, alla svolta temporale che ci offre il giro di boa del ventesimo secolo introducendoci nel ventunesimo. Non si tratta, ovviamente, di una questione per la quale gli esseri umani potevano soprassedere nel secolo decorso, ma è reso urgente nell’attuale. Il problema che si prospetta è un altro.
Noi, troppo a lungo, abbiamo esitato nel riservare l’attenzione necessaria alla tutela della salute individuale e collettiva. L’errore più grave è che abbiamo alterato la scala dei valori, dando priorità ai succedanei, e non a quelli veri e autentici. Ci siamo avvitati intorno alle logiche del consumismo e ai suoi apparentamenti più coinvolgenti, ma anche più precari. Abbiamo trasformato l’essere umano in una macchina per fare soldi, per ottenere una posizione di prestigio nel mondo, per avere successo, per dominare e abbiamo, nonostante tutto, fatto finta di non accorgerci che è stato pagato un prezzo che, per quanto riguarda i diretti interessati, non si è rivelato subito ma che si è espresso con maggiore rapidità ed anche visibilità in quella parte dei nostri simili che abbiamo considerato, con non poca arroganza, dei perdenti. La salute è stata uno dei punti più deboli del nostro modello di società. Si è arrivati al punto da non volerla assicurare a chi non ha la possibilità di pagarla lautamente. Pensiamo al sistema sanitario esistente negli U.S.A. (Riccardo Alfonso)

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Lavoro sommerso e percorsi di integrazione sociale

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

“C’è un grido d’allarme a cui non possiamo non dare una risposta immediata e risolutiva. È un grido d’allarme che arriva dalla filiera agro-alimentare, settore produttivo strategico per il nostro Paese, che oggi ha difficoltà a trovare la manodopera necessaria per garantire i prodotti alimentari necessari al fabbisogno degli italiani.
Questo settore, per troppi anni, è stato vittima di fenomeni come le diverse forme di caporalato. Oggi si rende indispensabile intervenire. Dobbiamo perseguire un doppio obiettivo:
* consentire agli imprenditori del settore agricolo di poter reclutare velocemente il personale;
* riportare alla completa legalità l’intero settore, anche attraverso un serio progetto di integrazione sociale, cancellando così le immagini delle baraccopoli in cui vivono una parte dei braccianti agricoli.
Uscire dall’ambito dell’economia sommersa, con la conseguente assunzione degli oneri fiscali connessi a un’attività produttiva o lavorativa regolare, è la soluzione che ci consentirà:
* da un lato di dare una risposta immediata alla richiesta di aiuto della filiera agro alimentare,
* dall’altro di provvedere, in tempi rapidissimi, a regolarizzare quelle centinaia di migliaia di cittadini stranieri, presenti nel nostro territorio – ma senza la necessità di aprire in modo “indiscriminato” le frontiere – disponibili a rispondere subito a quelle offerte di lavoro in quei settori in cui abbiamo carenza di mano d’opera.
E poi possiamo attingere, temporaneamente, anche ai percettori di misure di sostegno al reddito, senza fargli perdere la misura che attualmente percepiscono.
Agricoltori, allevatori, pescatori, viticoltori e vivaisti devono essere messi nelle condizioni di poter trovare manodopera in modo semplice, ma legale.Partiamo con l’emersione del sommerso. Ridando alle persone la dignità sociale, si riduce il disagio e la criminalità.Assieme alle altre misure messe in campo dal Governo, queste sono le basi minime per la ripartenza economica del settore. Senza aspettare il post Coronavirus”. Lo afferma il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Steni Di Piazza.

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Sociale: Sul sito di Roma Capitale tutti i numeri utili da chiamare

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Roma. Disponibile sul sito di Roma Capitale all’indirizzo https://www.comune.roma.it/web/it/notizia/ numeri-utili-per-servizi-di-prossimita.page un elenco completo di tutti i numeri dei servizi “di prossimità”. La lista di facile consultazione, comprende sia i numeri verdi attivi su tutta la città (Protezione Civile 800854854, Sala Operativa Sociale 800440022, Croce Rossa 800065510, Emergenza Infanzia 114, Antitratta 800290290, Antiviolenza e Stalking 1522, Telefono Amico Italia 199284284) che i recapiti dei servizi specifici attivati nei vari municipi. Taxi Solidale, consegna spesa e farmaci tramite Croce Rossa/Assofarm, Farmacap, associazioni di volontariato, Telecompagnia per anziani e persone fragili: distinti per territorio si trovano i numeri utili in tutti e 15 i municipi della città, con specifiche di eventuali orari.“Stiamo lavorando pancia a terra per non lasciare solo nessuno – dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi – ed è determinante che i cittadini siano informati non solo su quali sono i servizi a loro disposizione, ma anche su quale numero comporre per ogni esigenza. Avere dei riferimenti è utile e rassicurante in un momento così difficile. In tutti i municipi di Roma ci sono servizi di prossimità attivi. Nessuno è lasciato indietro.”
“L’impegno per le fragilità, per tutte le fragilità, dalle più gravi a quelle legate esclusivamente al periodo che stiamo vivendo (come i malati che non possono andare a fare la spesa) continua senza sosta. Stiamo mettendo in atto una serie di risposte e continuiamo a lavorare, in sinergia. Fare rete è sempre importante, specialmente nel sociale. Oggi che siamo tutti isolati, avere dei riferimenti, sapere che possiamo contare su servizi essenziali, permette a ciascuno di affrontare questo periodo con un po’ di serenità in più. Continueremo ad attivare servizi e ad incrementare i numeri a disposizione” dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Veronica Mammì.

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Europa sociale e cambiamento demografico

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

La commissione SEDEC del Comitato europeo delle regioni ha iniziato il suo nuovo mandato con una discussione sulle iniziative della Commissione europea volte a rafforzare la dimensione sociale dell’UE. Nella riunione del 24 febbraio, i membri hanno inoltre adottato un parere nel quale il CdR esorta ad affrontare le sfide demografiche a tutti i livelli di governo e in tutte le politiche dell’Unione. Questi due temi figurano tra le principali priorità del programma di lavoro della commissione SEDEC per il 2020. In gennaio la Commissione europea ha pubblicato la comunicazione Un’Europa sociale forte per transizioni giuste , nella quale definisce il quadro generale per le prossime iniziative legislative in materia di politica sociale, come quelle riguardanti salari minimi equi, un regime europeo di riassicurazione contro la disoccupazione e il rafforzamento della garanzia per i giovani. Joost Korte , direttore generale della Commissione europea per l’Occupazione e gli affari sociali, ha sottolineato la necessità di rispondere alle rapide trasformazioni indotte dai cambiamenti climatici e dalla digitalizzazione, insieme alla demografia (spopolamento) e agli effetti della globalizzazione, sollevando inoltre la questione dello status dei lavoratori tramite piattaforma digitale.Gli ha fatto eco Anne Karjalainen (FI/PSE), consigliera comunale di Kerava, eletta in febbraio presidente della commissione SEDEC all’inizio del nuovo mandato quinquennale del CdR, la quale ha affermato che: “Attuare il pilastro europeo dei diritti sociali significa garantire un tenore di vita dignitoso a tutti, incrementare il numero degli occupati e offrire posti di lavoro di qualità, adottare misure adeguate per ridurre la povertà, proteggere i giovani e garantire pari opportunità a tutti. Le regioni e le città condividono questi obiettivi, sottolineando che per formulare politiche efficaci è necessario un migliore monitoraggio a livello locale e regionale”.
Nel corso del 2020 la Commissione europea pubblicherà una nuova relazione sugli effetti dei cambiamenti demografici e un Libro verde sull’invecchiamento. Nel progetto di parere Cambiamenti demografici: proposte per misurare e contrastare gli effetti negativi del fenomeno nelle regioni dell’UE , il CdR segnala che l’invecchiamento della popolazione europea, i bassi tassi di natalità e la sempre maggiore disomogeneità nella disparità della distribuzione demografica richiedono una risposta strategica coerente a tutti i livelli di governo e in tutte le politiche dell’UE. Le raccomandazioni formulate dal relatore János Ádám Karácsony (HU/PPE), consigliere comunale di Tahitótfalu, saranno adottate nella prossima sessione plenaria del CdR del 25 e 26 marzo.La commissione SEDEC sta elaborando inoltre due altri pareri: uno sul quadro di valutazione dell’innovazione regionale , che offre una valutazione comparativa dei risultati in materia di ricerca e innovazione in tutta l’UE, e uno sul Libro bianco sull’intelligenza artificiale pubblicato di recente dalla Commissione europea. I relatori dei due pareri sono, rispettivamente, Mikel Irujo (ES/AE), assessore all’Azione esterna della regione Navarra, e Guido Rink (NL/PSE), assessore comunale di Emmen.La commissione Politica sociale, istruzione, occupazione, ricerca e cultura (SEDEC) è una delle sei commissioni tematiche del CdR.

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Coronavirus e allarme sociale

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

“Non intendiamo strumentalizzare né quantomeno creare allarme sociale. Sulla questione del coronavirus, offriremo al contrario la nostra collaborazione responsabile per la tutela della salute dei cittadini italiani. Tuttavia è necessario rilevare che in alcune scuole di città con maggiore presenza cinese, bambini da poco rientrati dalla Cina sono andati a scuola senza alcuna profilassi. Per non ingenerare panico, sarebbe il caso che i sindaci emettessero subito le ordinanze secondo le direttive ministeriali”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli.

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La William School Music raddoppia con il sociale

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

L’ormai nota scuola romana del quartiere di Torre Maura, nata nel 2016, ha raggiunto importanti obiettivi nel corso di questi anni, dando non solo un apporto decisamente positivo al territorio stesso, ma contribuendo a migliorare l’ambiente con due importanti iniziative: dalla fine di febbraio, infatti, si è dotata di un defibrillatore, messo a disposizione di tutti i propri allievi.
La William School Music ritiene che rendere il locale dove viene svolta un’attività culturalmente e socialmente utile, quale è la musica, Cardioprotetto, sia un gran segno di rispetto per tutte le persone che la vivono giornalmente. Dotare un luogo pubblico di un defibrillatore è un gesto di lungimiranza sociale, che porterà alla scuola e al quartiere tutto, un generale senso di sicurezza, nella fatalità del verificarsi un avvenimento precipitoso, dove la possibilità di un intervento immediato offre al malcapitato la probabilità di sopravvivenza del 95%.Un’altra importante iniziativa è l’introduzione di borracce di alluminio brandizzate William School Music: tutti gli allievi, e non solo, potranno recarsi con la propria bottiglia di plastica per sostituirla con una di alluminio, dando così l’opportunità di riciclare la plastica in modo corretto e sicuro, rispettando, in questo modo l’ambiente!
Ricordiamo che nella scuola oltre i classici corsi musicali è presente un Laboratorio Teatrale, un corso di Recitazione Cinematografica, un Laboratorio Interplay, un Corso di Propedeutica e uno di Musica d’Insieme per complessivi n° 20 corsi e per un totale di allievi iscritti di circa ottanta, in costante crescita. La scuola si sviluppa su due piani ed è composta soprattutto da giovani insegnanti, che hanno la volontà di trasmettere la “Musica” con metodi moderni e facilmente apprendibili, rimanendo, allo stesso tempo, legati ai suoi principi fondamentali. A tale proposito il mood di questa grande scuola di periferia è quello di credere fermamente nella Musica e credere che tutti dovrebbero provarla almeno una volta!

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L’Istituto serafico di Assisi premiato per essersi distinto in ambito sociale

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

L’Istituto Serafico di Assisi è stato premiato dalla direttrice del giornale Agnese Pini e dalla vicedirettrice Laura Pacciani, per la lodevole attività di assistenza e cura nei confronti dei bambini e ragazzi con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali. A ritirare il premio per l’Istituto Serafico è stata la Presidente Francesca Di Maolo. L’iniziativa si è svolta nello storico e prestigioso Cenacolo di Santa Croce, a Firenze.
Oltre all’Istituto Serafico, i riconoscimenti dedicati alle Associazioni che si sono distinte nell’ultimo anno in ambito sociale sono andati al Comitato Autonomo per la lotta contro i tumori (Calcit) di Arezzo, all’associazione Mirco Ungaretti Onlus di Lucca, alla Croce Rossa di La Spezia e al comando provinciale dei vigili del fuoco di Firenze. L’evento si è concluso con il concerto dei Pueri Cantores, il coro della Cattedrale di Santa Maria del Fiore.
Dal 1871 il Serafico si prende cura e custodisce la vita delle persone con disabilità plurime; si adegua continuamente ai cambiamenti socio-culturali e alle nuove e complesse forme di disabilità, restando sempre fedele al suo principio ispiratore: rispettare il valore e la dignità della vita di ogni singola persona, in una visione dell’uomo attenta a tutte le sue dimensioni esistenziali. Al Serafico, il prendersi cura è realizzato non solo sulla base di elevate competenze e di ampie conoscenza di tecniche e di procedure, ma anche attraverso la capacità di esprimere e mettere in atto sintonia ed empatia, relazione e reciprocità, sensibilità e calore; questi elementi, tutt’altro che scontati, fanno parte del “capitale di umanità” di ogni operatore, che sa coniugare principi etici, esperienza clinica ed evidenze scientifiche. Il Serafico è una casa che abbraccia la vita, dove il prendersi cura della persona ha un significato che discende direttamente dal richiamo al “custodire la vita”.

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A sostegno dei nuovi imprenditori del settore sociale e ambientale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

Milano. E’ stato firmato un accordo di partnership tra Réseau Entreprendre Lombardia (REL) – Associazione no profit che applicando il metodo esclusivo Réseau Entreprendre, accompagna gratuitamente gli aspiranti neo-imprenditori nella creazione e nell’avvio della propria attività imprenditoriale, per creare posti di lavoro in Lombardia – e Impact Hub Milano – uno spazio coworking, community, location per eventi, incubatore certificato di startup ad impatto e soggetto attivo e promotore dell’impact investing – per supportare lo sviluppo sul territorio lombardo di imprese di impatto sociale e ambientale.L’obiettivo della siglata intesa tra REL e IHM è quello di mettere a disposizione dei neo-imprenditori REL del social impact alcuni dei principali servizi offerti da IHM agli imprenditori dell’omonima Community internazionale: agevolazioni per servizi e postazioni desk in coworking, partecipazione agli screening per l’accesso ai programmi di tutorship, workshop e agli eventi di networking con gli investitori. E’ prevista anche la creazione di una sinergia reciproca tra gli associati e le rispettive attività di mentoring a supporto dei neo-imprenditori in accompagnamento con REL e con IHM.
“Con la partnership con IHM, Réseau Entreprendre Lombardia, apre una nuova verticale di attività con focus sulle imprese del social impact, entrando a far parte di una Community internazionale di primo piano” dichiara Fabrizio Barini, Presidente di Réseau Entreprendre Lombardia che aggiunge: “Attualmente, Réseau Entreprendre Lombardia (REL) ha inserito nel percorso di accompagnamento due aspiranti neo-imprenditori che stanno realizzando progetti di impatto sociale, i quali potranno fin da subito fruire dei servizi e delle attività altamente specializzate proposte da IHM, per sviluppare i loro business e creare occupazione in Lombardia.”

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Il pensiero sociale cattolico a cavallo tra il XX e il XXI secolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Secondo Andrea Bonaccorsi dell’Università di Pisa il ruolo dei cristiani in Europa si può sintetizzare in tre punti di riferimento. Attraverso tali rapporti è possibile articolare una riflessione. Il primo aspetto riguarda la crisi della mediazione maritainiana. Si è partiti alla ricerca di un consenso universale e condiviso basandosi sulle appartenenze e scelte di fede e per la ricerca di basi universali condivise ma non ha retto per una oggettiva difficoltà realizzativa. Lo stesso accade per il secondo riferimento non avendo, il mondo cattolico, da questo punto di vista, articolato una risposta creativa. L’ultimo elemento parte dalla mediazione “wilsoniana” per la creazione di una istituzione sovranazionale che potesse garantire il mantenimento della pace. “Questa è un’idea tipica del pensiero sociale cristiano. La conclusione che si trae è che oggi è molto difficile che nel mondo occidentale si possa raggiungere un livello di consenso universale sui valori. Ci sono difficoltà antropologiche nella visione dell’uomo, nel rapporto tra tecnologia e vivente, sui confini del vivente, sulla natura del rapporto corpo e anima. Sono visioni difficilmente riconducibili ad un tratto comune. La stessa concezione occidentale dei diritti non è accettata da parti importanti del mondo. Questo tema è stato certamente reso urgente dalla esplosione etnica e dall’evoluzione demografica incontrollata e che rende critici, se non drammatici, i conseguenti flussi migratori. Gli stessi diritti prevedono uguaglianza ed equa ripartizione delle risorse e qui le Chiese, intese come tutte le professioni religiose del mondo, hanno fallito miseramente. E’ che non abbiamo più tempo e mezzi per alimentare la spesa pubblica e per mediare i conflitti sociali. E per essere chiari sino in fondo non è possibile continuare ad insegnare ai poveri la rassegnazione per un mondo migliore di là della vita. E’ una dottrina che non regge alla prova dei fatti. Per porvi riparo finché siamo in tempo, ma ce ne resta ben poco, è necessario produrre dei progetti sociali e politici ma che abbiano una valenza razionale, ampia anche per il paese e non solo per chi condivide la stessa fede. (Riccardo Alfonso)

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Insegnare la responsabilità sociale: il progetto CSR In Class nelle scuole

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Scuola e responsabilità sociale, il progetto «CSR In Class» arriva all’atto finale e incontra studenti, imprese, docenti e dirigenti scolastici. Responsabilità sociale e sostenibilità oggi sono sempre più fattori strategici di sviluppo e valori a cui sempre più persone e organizzazioni fanno riferimento. Uno scenario all’interno del quale la scuola deve interrogarsi sull’importanza di adottare strategie responsabili e sull’urgenza di intervenire per far crescere la cultura della sostenibilità.In questo contesto Unioncamere del Veneto organizza il seminario «Insegnare la responsabilità sociale: il progetto CSR In Class nelle scuole», in programma venerdì 7 giugno 2019, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso la Sala Europa di Unioncamere del Veneto, via delle Industrie 19/C Marghera (Venezia). Il seminario, evento conclusivo del progetto CSR In Class (CSR spread IN secondary school CLASS) finanziato dal programma Erasmus+, vedrà intervenire esperti relatori per offrire una panoramica su cosa significa costruire responsabilità sociale a scuola.
«Punta sull’interazione tra mondo della scuola e mondo del lavoro il progetto CSR In Class rispondendo ad una esigenza espressa da parte di tutti gli attori del territorio ed inserendosi appieno nelle nuove competenze attribuite al Sistema camerale – afferma il presidente di Unioncamere del Veneto Mario Pozza -. Il progetto ha avuto un importante successo per la varietà delle attività svolte e ha riscontrato il forte interesse nei docenti. Per questo motivo, sono lieto che il partenariato abbia deciso di portare avanti l’esperienza e abbia presentato all’agenzia nazionale una proposta, attualmente in corso di valutazione, di prosecuzione e potenziamento delle attività del progetto, che coinvolgeranno anche due nuovi partner tedeschi».
L’evento del 7 giugno è rivolto a imprese impegnate nell’alternanza scuola-lavoro e nella responsabilità sociale d’impresa, dirigenti scolastici, docenti degli Istituti secondari superiori e loro Associazioni, docenti e studenti universitari, Uffici scolastici regionali e provinciali, operatori della formazione e della progettazione comunitaria.
Il progetto, durato 24 mesi e guidato da Unioncamere del Veneto, ha ricevuto un finanziamento di circa 280.000 euro dal programma Erasmus+. Obiettivo generale è introdurre nelle scuole secondarie i temi della responsabilità sociale d’impresa con metodi di studio e discussione innovativi. Il progetto ha visto la realizzazione di uno studio comparato sulla diffusione della RSI; un corso e-learning in inglese sulla CSR dedicato ai docenti; un concorso rivolto alle scuole partner ed attività di formazione e scambio per studenti e partner del progetto. Coinvolti più di 200 studenti e 30 docenti degli ultimi anni di tre Istituti secondari superiori di Italia, Austria e Slovenia.
Sette i partner di progetto da Italia, Austria e Slovenia. Tra i partner italiani, oltre a Unioncamere Veneto capofila del progetto e all’Istituto Fanno, partecipano la Regione Veneto e l’azienda Perlage Winery di Soligo (Treviso), produttrice di vini biologici e fra le prime del Veneto certificate BCorp

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III edizione del Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia per la Comunicazione Sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Roma Giovedì 30 Maggio, alle ore 16.30, presso l’Aula Magna dell’Università LUMSA, in via Borgo S. Angelo 13, cerimonia di consegna del premio giornalistico “Alessandra Bisceglia per la Comunicazione Sociale”, promosso dalla fondazione “W Ale Onlus” in memoria della giornalista Alessandra Bisceglia, giunto quest’anno alla terza edizione.Aprono l’evento la Prof.ssa Donatella Pacelli, Docente Università LUMSA, Vice Presidente Fondazione Alessandra Bisceglia, Francesco Bonini, Rettore Università LUMSA, Lorenza Lei, Presidente Onorario Fondazione Alessandra Bisceglia, Paola Spadari, Presidente Ordine dei Giornalisti del Lazio. Seguirà una tavola rotonda, dal titolo: “Malattie: le parole giuste”, introdotta e coordinata da Andrea Garibaldi, giornalista e Socio Fondatore della Fondazione Alessandra Bisceglia W Ale Onlus, a cui parteciperanno con testimonianze dirette: Gioia Di Biagio, artista colpita dalla Sindrome di Ehlers Danlos e Pamela Pompei, regista e autrice del docufilm «Attraverso te, storie di Siblings». Avremo inoltre il piacere di dare spazio agli interventi di Fabio Zavattaro (direttore scientifico del Master in Giornalismo della LUMSA Master School), Vincenzo Morgante (direttore TV2000), Roberto Natale (Responsabilità Sociale Rai), Paolo Ruffini (Prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede), Mirella Taranto (Capo Ufficio Stampa, Istituto Superiore di Sanità), Marco Tarquinio (Direttore di Avvenire).
Alle 18 inizia la Cerimonia di Premiazione durante la quale verranno consegnati premi e riconoscimenti ai 9 vincitori delle 3 categorie in concorso: “Agenzie e Stampa”, “Radio-Televisiva”, “Web”, tra cui un premio in denaro di 1.000,00 euro ai primi classificati.
I vincitori sono stati selezionati in una rosa di 24 finalisti provenienti da tutta Italia.A consegnare i premi saranno Lorenza Lei, Vincenzo Morgante e Marco Tarquinio.
Verrà inoltre consegnato un riconoscimento speciale alle testate che più si sono distinte nell’informazione sulle patologie rare, a consegnarlo saranno: Eleonora Daniele giornalista e conduttrice, Andrea Garibaldi, Rita Pinci, giornalisti.Al termine della premiazione, Serena Bisceglia, Presidente della Fondazione “Alessandra Bisceglia W Ale Onlus”, concluderà l’evento con un breve intervento.
Il Premio Giornalistico, che viene realizzato per iniziativa della Fondazione Alessandra Bisceglia W Ale Onlus e la Libera Università Maria SS. Assunta – LUMSA di Roma, in collaborazione con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, il Vicariato di Roma e l’Istituto Superiore di Sanità, è stato istituito a memoria del coraggio e dell’iniziativa di Alessandra, nell’intento di riconoscere e stimolare l’impegno sia di giovani che si apprestano alla professione di Giornalisti che Studenti delle Scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine, per la diffusione e lo sviluppo di una cultura della solidarietà e dell’integrazione delle persone diversamente abili, con particolare attenzione all’equità nell’accesso alla cura.

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C’è bisogno di un’Europa più unita, forte e solidale, attenta al sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Per difendere la pace e creare sviluppo, per tutelare i diritti alla libertà, alla sicurezza, per impegnarsi maggiormente nelle politiche su lavoro, istruzione e formazione dei giovani, ambiente, assistenza sociale, sviluppo sostenibile, privacy e identità digitale. Queste sono le risposte di 14 mila italiani della società civile, del mondo delle parti sociali e delle imprese al questionario proposto dal Cnel in merito al Documento “Unire l’Europa per cambiarla” presentato a Villa Lubin oggi e condiviso dalla maggior parte delle associazioni del mondo sindacale, del terzo settore e produttivo italiani.Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo della Confedir che ha partecipato agli incontri per la stesura dello stesso documento, così commenta: “Bisogna ricostruire un’Europa unita che superi l’attuale esistenza di almeno tre spazi a velocità differente (mediterraneo, continentale e orientale) , rimettere l’uomo al centro del dibattito politico rispetto all’economia, alla finanza e alle sfide dell’intelligenza artificiale partendo dalla ricostruzione storica di ciò che, in termini di patrimonio culturale, l’Europa ha rappresentato”. “Già nel XIII secolo – continua Pacifico – possono essere individuati i caratteri identificativi dell’uomo europeo e oggi dopo tanti anni, le nuove elezioni rappresentano un momento importante per superare gli episodi di disaffezione o di acredine verso il progetto Europa, a partire proprio dall’adozione di una carta comune dopo una moneta comune e leggi comuni che interagiscono con le norme nazionali”.Poi “rispetto al pareggio di bilancio, bisogna scomporre le spese per investimenti, welfare, istruzione, formazione, ricerca e politiche giovanili. Nel bilanciare i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori bisogna introdurre un salario minimo garantito in tutto lo spazio europeo, regole comuni su accesso al lavoro e pensioni, e porre maggiore attenzione alla mobilità transfrontaliera con politiche comuni su diritto all’asilo e immigrazione, senza dimenticare come già al tempo dell’imperatore Caracalla tutti gli abitanti dell’impero romano fossero considerati suoi cittadini”, afferma il sindacalista autonomo.“Il patrimonio culturale conservato e sviluppatosi nello spazio europeo rappresenta il faro della società civile mondiale, che oggi deve essere ancora pienamente condiviso da 500 milioni di cittadini europei a partire dai giovani verso cui si devono concentrare politiche ben precise tese all’incontro fra formazione e lavoro, grazie anche alla ricerca e all’innovazione. La sfida è ancora una volta tra un europeismo fiero ma possibile e un nazionalismo deciso e già fallimentare in un mondo e mercato globale che è influenzato dalle nostre radici”, aggiunge il segretario organizzativo della Confedir.“C’è bisogno di un’Europa giusta, equa e solidale che superi le sue barriere interne, che potenzi la mobilità dei suoi cittadini pur nel rispetto delle singole tradizioni territoriali. La tutela e lo sviluppo del sapere, dell’ambiente e del lavoro saranno fondamentali per la nuova classe politica europea, come ricordano i cittadini italiani consultati”, conclude Marcello Pacifico.

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