Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘sociali’

Le imprese sociali in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 agosto 2022

«Le imprese sociali, cooperative e non, che devono avere come obiettivo statutario l’interesse generale della comunità, sono in netta crescita: in Italia ci sono 16mila imprese sociali (95% delle quali nella forma di cooperative sociali), con 460mila addetti, in maggioranza donne, con ricavi pari a circa 15 miliardi di euro. Un vero e proprio sistema imprenditoriale, dunque, che, però, è ancora molto poco conosciuto e troppo spesso sottovalutato, nonostante, ad esempio, i due terzi dei servizi di welfare prestati in Italia siano garantiti da imprese sociali». «Il punto che distingue le imprese sociali dal volontariato – ha chiarito Paolo Felice – è proprio l’approccio imprenditoriale che spinge le imprese sociali a realizzare utili, non per fini di lucro, ma per reimpiegarli in attività nell’interesse generale della comunità. In Friuli Venezia Giulia, in particolare, le imprese sociali sono 210, con circa 15mila addetti, dei quali 800 circa sono persone svantaggiate (con un’invalidità superiore al 46%) e generano un fatturato di 600 milioni di euro». Le imprese sociali sono in massima parte cooperative sia di tipo A, e quindi cooperative di operatori che si occupano di riabilitazione nell’ambito della disabilità, della salute mentale, dell’assistenza a minori e anziani, sia di tipo B, e quindi cooperative di inserimento lavorativo che devono impiegare almeno il 30% di persone in condizioni di svantaggio come, ad esempio, invalidi, carcerati, persone in cura per dipendenze, ecc. Le imprese sociali, la cui grande utilità è stata significativamente riconosciuta e sostenuta sia dall’Agenda Onu 2030 con l’obbiettivo 8°, sia dal Piano d’azione per l’economia sociale approvato dalla Commissione Europea a dicembre 2021, hanno trovato una sistematizzazione, seppur con qualche eccessiva complicazione burocratica, anche nella riforma nazionale del Terzo Settore, ma continuano purtroppo a essere poco considerate. Economia sotto l’Ombrellone 2022 è organizzata da EoIpso con il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e Turismo FVG, in partnership con Greenway, Legacoop, Cosm e Lybra e con il sostegno di Cia, Lignano Banda Larga, Calzavara, Triveneto Servizi, IsCopy, Glp e Confindustria Udine. Partner tecnici: Pineta Beach, Lignano Pineta Spa, Hotel Ristorante President e Porto Turistico Marina Uno. Media Partner: Scriptorium Foroiuliense.

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Le imprese sociali in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 agosto 2022

«Le imprese sociali, cooperative e non, che devono avere come obiettivo statutario l’interesse generale della comunità, sono in netta crescita: in Italia ci sono 16mila imprese sociali (95% delle quali nella forma di cooperative sociali), con 460mila addetti, in maggioranza donne, con ricavi pari a circa 15 miliardi di euro. Un vero e proprio sistema imprenditoriale, dunque, che, però, è ancora molto poco conosciuto e troppo spesso sottovalutato, nonostante, ad esempio, i due terzi dei servizi di welfare prestati in Italia siano garantiti da imprese sociali». Lo hanno chiarito gli esperti intervenuti al terzo incontro dell’edizione 2022 della rassegna “Economia sotto l’ombrellone”, in svolgimento a Lignano Sabbiadoro e moderata dal giornalista di Eo Ipso, Carlo Tomaso Parmegiani, che si sono confrontati sul tema “Verso un’economia inclusiva: il ruolo delle imprese sociali”: Cristiano Cozzolino, presidente della cooperativa sociale Lybra di Trieste che con 60 soci-lavoratori fornisce servizi socioeducativi, sociosanitari, inclusione sociale e di social housing, Paolo Felice, presidente di LegacoopSociali Fvg l’associazione maggiormente rappresentativa della cooperazione sociale in Friuli Venezia Giulia e Michela Vogrig, presidente del consorzio C.O.S.M., nato nel 1993 per supportare la deistituzionalizzazione dell’ospedale psichiatrico di Udine, secondo le idee portate avanti da Franco Basaglia, e che oggi riunisce 19 cooperative sociali del Friuli Venezia Giulia attive in molti settori diversi con quasi 4mila lavoratori Le imprese sociali sono in massima parte cooperative sia di tipo A, e quindi cooperative di operatori che si occupano di riabilitazione nell’ambito della disabilità, della salute mentale, dell’assistenza a minori e anziani, sia di tipo B, e quindi cooperative di inserimento lavorativo che devono impiegare almeno il 30% di persone in condizioni di svantaggio come, ad esempio, invalidi, carcerati, persone in cura per dipendenze, ecc. Le imprese sociali, la cui grande utilità è stata significativamente riconosciuta e sostenuta sia dall’Agenda Onu 2030 con l’obbiettivo 8°, sia dal Piano d’azione per l’economia sociale approvato dalla Commissione Europea a dicembre 2021, hanno trovato una sistematizzazione, seppur con qualche eccessiva complicazione burocratica, anche nella riforma nazionale del Terzo Settore, ma continuano purtroppo a essere poco considerate.

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Fieg: l’Assemblea rinnova la fiducia al Presidente e agli Organi sociali

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2022

L’Assemblea generale della Federazione italiana editori giornali si è riunita oggi a Roma. L’Assemblea Fieg ha deciso di rinnovare piena fiducia al Presidente in carica, Andrea Riffeser Monti, ai Vicepresidenti Francesco Dini e Giuseppe Ferrauto, ai Consiglieri incaricati Francesco Dini (mercato e pubblicità), Carlo Ignazio Fantola (distribuzione e vendita), Lino Morgante (relazioni sindacali) e Carlo Mandelli (tutela del diritto d’autore e della concorrenza) e a tutti gli altri Organi sociali, rinviando le elezioni a giugno 2023.L’Assemblea Fieg, dopo avere valutato positivamente il lavoro svolto negli ultimi quattro anni, ha voluto così garantire continuità all’azione della Federazione impegnata nell’interlocuzione con il Governo per l’attuazione delle disposizioni a sostegno del settore ed assicurare il completamento delle attività in corso.Il Presidente Andrea Riffeser Monti ha ringraziato tutti gli editori per la fiducia e confermato il suo impegno alla guida della Federazione per la modernizzazione e la capillarità della rete di distribuzione e vendita dei prodotti editoriali, per la tutela del diritto d’autore, per la valorizzazione del lavoro giornalistico e per assicurare continuità agli sforzi in atto per l’assunzione di nuovi giornalisti per il necessario ricambio generazionale per garantire l’innovazione tecnologica del settore.

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Rassegna trimestrale sull’occupazione e gli sviluppi sociali in Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2022

In occasione dell’Anno europeo dei giovani 2022 la Commissione ha pubblicato oggi l’ultima edizione della rassegna trimestrale sull’occupazione e gli sviluppi sociali in Europa che include un approfondimento tematico specifico sul divario retributivo di genere tra i giovani lavoratori.Queste rassegne trimestrali danno una panoramica dei recenti sviluppi sociali e del mercato del lavoro nell’UE, con analisi tematiche specifiche.Dall’ultima edizione emerge che sul mercato del lavoro dell’UE le giovani donne (di età compresa tra i 25 e i 29 anni) subiscono a inizio carriera un divario retributivo di genere non corretto del 7,2 %, percentuale pari a circa la metà del divario retributivo di tutti i lavoratori, il che indica ancora maggiori disparità retributive tra i lavoratori più anziani. D’altro canto la rassegna rileva anche che le differenze retributive tra giovani lavoratori e lavoratrici sono difficili da spiegare sulla base dei dati disponibili e che la situazione varia molto da paese a paese.Vi sono poi differenze nelle caratteristiche dei lavoratori che determinano importanti divari retributivi, pur operando in direzioni diverse: i giovani lavoratori tendono a guadagnare di più perché lavorano in attività economiche più remunerate ma le giovani lavoratrici tendono a percepire salari più alti in quanto più istruite.L’eliminazione del divario retributivo di genere è indicata come priorità nella strategia per la parità di genere 2020-2025 della Commissione. Sempre in questo senso la Commissione ha presentato una proposta di direttiva sulla parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi. La proposta è attualmente oggetto di discussione al Parlamento europeo e al Consiglio.

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Ammortizzatori sociali per le imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2022

“Sulle proposte avanzate dal Ministro Orlando” – ha dichiarato Angelo Carlini, Presidente ASSISTAL – “riguardo agli ammortizzatori sociali per le imprese colpite dal “caro energia”, ci preme far notare come non sia stato preso in considerazione l’altrettanto enorme problema del “caro materiali”, che sta colpendo duramente le nostre imprese. Le aziende, impegnate in gare pubbliche e private, hanno enormi difficoltà nel proseguire le attività poiché non riescono a sostenere i continui rincari delle materie prime in assenza di una reale revisione dei prezzi e di misure compensative adeguate; inoltre, attualmente, si vedono tagliate fuori anche dagli strumenti di integrazione salariale ordinari. Pertanto, chiediamo al Ministro Orlando di ricomprendere nei prossimi provvedimenti di ampliamento delle causali per l’intervento della Cassa Integrazione Ordinaria anche il “caro materiali” oltre al “caro energia”. La ratio sottesa all’ estensione della Cassa ai rincari dei vettori energetici è uguale a quella del caro materiali, compresi gli effetti nefasti che entrambi producono sul mercato, sulle imprese e sui lavoratori. Oggi le imprese in assenza di misure adeguate sono costrette a procedere ai licenziamenti collettivi. Pertanto, è necessario da un lato prevedere che il caro materiali sia una causale che giustifichi il ricorso alla CIGO; dall’altra è essenziale ricomprendere i codici Ateco risalenti alle imprese impiantistiche, onde evitare che il settore sia privato di misure di sostegno in un momento così complicato. Sarebbe un ulteriore colpo inferto ad un settore che garantisce servizi essenziali e che, in mancanza di soluzioni adeguate per il caro materiali, dovrà affrontare anche un problema occupazionale.” (By Dott. Antonello Capogrossi)

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Esistono soluzione eleganti per problemi sociali complessi?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2022

L’espressione anglosassone “wiched problem”, dove il primo termine è traducibile con maligno, indica un problema la cui complessità è talmente intricata che le proposte di risoluzione espresse a ogni livello, accademico, politico, popolare, sono fortemente contraddittorie e molto lontane da una visione condivisa. Il senso è la soluzione che è impossibile o molto difficile perché le decisioni da prendere sono basate su elementi del tutto incompleti, contraddittori, continuamente mutevoli, e spesso addirittura difficili da riconoscere. Un problema maligno è tale se è sorprendentemente nuovo e assolutamente tenace, tale da essere più complicato che complesso, condiviso tra sistemi diversi, nei quali non esiste un’unica gerarchia delle decisioni da prendere. Di fonte a problemi di questa natura, le soluzioni causano altri problemi, non c’è una chiara definizione del successo finale, le regole appaiono non indirizzate a un fine ben preciso. L’incertezza e l’ambiguità non sono evitabili, le scelte da compiere non possono essere etichettate come giuste o sbagliate in senso assoluto, ma solo come migliori o peggiori. Un fatto determinante è che molto spesso le società umane sono attraversate da profonde e feroci diversità di opinione, che si contrappongono senza tregua. Questo è il nodo centrale della questione sui problemi maligni: la grande variabilità sociale di fronte alla necessità di indicare soluzioni credibili anche se faticose. La variabilità presente in ogni società è interpretabile attraverso la cosiddetta analisi “grid-group”, sviluppata inizialmente dagli antropologi inglesi Mary Douglass e Michael Thomson e dallo scienziato politico americano Aaron Wildawsky. In parole semplici esistono quatto modi primari di organizzare le relazioni sociali; egualitarismo, gerarchia, individualismo, fatalismo. Questi quattro modi di vedere il mondo sono in conflitto su ogni aspetto della vita sociale, pur talora mescolandosi e mitigando gli estremismi sono espressione di culture molto diverse coesistenti in ogni società. I fatalisti credono che non ci sia niente da fare contro forze superiori. I “gerachici” pensano fermamente che ogni problema si possa risolvere con l’imposizione della forza e che l’iniziativa individuale non serva a nulla. Gli individualisti pensano che nel mercato ci siano meccanismi capaci di risolvere tutto, la tecnologia innanzitutto e gli incentivi, compresi quelli negativi, cioè le tasse. Gli egualitari pensano che solo il rispetto etico degli altri e della natura sia risolutivo. Gli scienziati anzi detti, come molti altri, ritengono che di fronte a un problema maligno questa divisione sociale non possa produrre una soluzione “elegante”, cioè intelligente e semplice allo stesso tempo. Sono praticabili solo soluzioni “clumsy”, cioè ineleganti, complesse e difficili da gestire che mettano insieme soluzioni che provengono dai diversi modi di pensare diffusi nella società. Il pensiero riduzionista e di semplificazione di ogni problema di natura sociale, mettiamo le pandemie, l’eutanasia, le terribili questioni geopolitiche attuali, di chi ha un’immediata soluzione in tasca, conduce inevitabilmente a a scelte fuorvianti e destinate a fallire prima o poi. Serve maggiore conoscenza dei fatti e della complessità degli eventi. Servono strumenti politici che sono faticosi da gestire ma capaci di coinvolgere il maggior numero di persone possibile nelle decisioni, proprio perché titolari di modi diversi di vivere e vedere le cose. Ogni tentativo di ignorare le posizioni altrui porta prima o poi a risultati negativi e alla continuazione dei “wicked problem”, di ogni problema maligno, col risultato di produrre una spirale infinita di conflitti sociali. Gian Luigi Corinto, geografo ambientale, collaboratore Aduc

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Scuola e diritti sociali: tavola rotonda Anief-Cisal-Cesi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2021

I temi “caldi” della scuola dibattuti con i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, in un’apposita tavola rotonda, proprio nei giorni decisivi per l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2022. Il confronto, dal titolo “La Scuola italiana e il pilastro europeo dei diritti sociali”, si svolgerà venerdì 17 dicembre alle 14.30, e toccherà diversi punti nevralgici del nostro sistema scolastico: dalla mancata parità di trattamento tra personale precario e di ruolo al reclutamento che non decolla, dalla mobilità bloccata alle retribuzioni pressoché dimezzate. Tutte tematiche già affrontare da Anief e Cisal con una serie di partecipati Talk Pulser, realizzati assieme all’Accademia Cesi e finanziati dalla Commissione europea.Saranno diversi i deputati che hanno assicurato la loro presenza all’incontro di venerdì prossimo: tra questi, gli onorevoli Valentina Aprea (Forza Italia), Gabriele Toccafondi (Italia Viva), Carmela Bucalo (Fratelli d’Italia), Patrizia Prestipino (Partito Democratico), Angela Colmellere (Lega), Nicola Fratoianni (Sinistra ecologia e libertà), Luigi Gallo (Movimento 5 Stelle).Tutti coloro che vorranno assistere all’evento in diretta, con i deputati della Camera e il presidente Anief Marcello Pacifico, potranno farlo collegandosi nella pagina facebook di Anief. “La nostra scuola – ha detto il leader dell’Anief – va migliorata, sia come didattica sia come trattamento dei suoi lavoratori, che non possono continuare ad essere considerati come decenni fa: le norme che regolano i diritti, le assunzioni, i trasferimenti, l’entità degli stipendi, e molto altro, vanno allineate ai tempi e alle indicazioni di Bruxelles. Non possiamo perdere altro tempo. Ogni mese che passa, l’Unione europea si allontana sempre più dal nostro modo di pensare e fare la scuola. L’appuntamento servirà anche ad illustrare a chi è deputato ad approvare nuove leggi che è ora di cambiare e che non siamo membri dell’Ue solo sulla carta”, ha concluso Pacifico.

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Sciopero operatori sicurezza per una reale lotta alle diseguaglianze sociali

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 dicembre 2021

ROMA. “Con la manovra di bilancio attualmente all’esame del Senato, il Governo, nonostante il PNRR, rinuncia di fatto alla compiuta ricerca della pace sociale da realizzarsi soprattutto mediante una reale lotta alle diseguaglianze con politiche di contrasto alla precarietà del lavoro e all’evasione fiscale, infittisce i nodi in materia di previdenza, penalizza particolarmente i lavoratori dipendenti e a reddito medio basso con una pseudo riforma dell’IRPEF e molto altro ancora. Tutto questo impatterà sugli operatori della sicurezza non solo in via diretta, in quanto cittadini e lavoratori, ma anche in relazione alle difficoltà e alle tensioni sociali che rischia di innescare e acuire, le quali dovranno essere gestite dalle donne e dagli uomini in divisa preposti al mantenimento dell’ordine pubblico, alla lotta ai traffici illeciti e all’evasione fiscale, nonché alla salvaguardia della sicurezza nelle carceri”. Lo dichiarano Gennarino De Fazio, Vittorio Costantini, Antonio Tarallo e Vincenzo Piscozzo, rispettivamente, Segretari Generali di UILPA Polizia Penitenziaria, USIP (Polizia di Stato), USIC (Carabinieri) e USIF (Guardia di Finanza). “Per queste ragioni – continuano i Segretari dei sindacati delle quattro Forze di Polizia – UILPA PP, USIP, USIC e USIF aderiscono idealmente allo sciopero di otto ore proclamato da CGIL e UIL per il 16 dicembre prossimo e saranno presenti con proprie delegazioni di dirigenti, iscritti e simpatizzanti, liberi dal servizio, alla manifestazione nazionale che si terrà in Piazza del Popolo a Roma e alle altre quattro manifestazioni territoriali di Bari, Milano, Palermo e Cagliari”. UILPA PP De Fazio, USIP Costantini, USIC Tarallo, USIF Piscozzo.

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Riorganizzare il Paese con il mondo dell’Economia sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2021

Un bel mondo che oggi, molto più di ieri, manifesta l’importanza del Pil che produce ma soprattutto l’etica con cui opera. Su questo sto lavorando molto, anche favorendo un dibattito a livello europeo per far sì che l’Europa capisca che l’impresa sociale è un’impresa che ha un minore lucro e per questo gli strumenti a disposizione, soprattutto per il finanziamento, non possono essere gli stessi di un’impresa normale. Una volta marmorizzata questa posizione sarà possibile far ciò che questo settore si aspetta per non essere considerato un indicatore ordinario dell’impresa ma un indicatore che è innovativo e che ha degli impatti sociali. Sono convinta che costruire sul futuro significa costruire su criteri europei importanti come questi e serva ancor di più per unire un settore che, in tutta Europa, non solo dice ma produce moltissimo e che ha sicuramente bisogno di un sostegno forte dalla politica”. Lo ha detto, intervenendo all’Assemblea Nazionale di Legacoop, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Standard sociali minimi per artisti e lavoratori culturali

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2021

Il Parlamento invita la Commissione a proporre uno “statuto europeo dell’artista” che definisca un quadro comune sulle condizioni di lavoro e standard minimi sociali per tutti i Paesi UE.In una risoluzione adottata mercoledì, i deputati affermano che gli Stati membri dovrebbero garantire che i freelance e i lavoratori autonomi, compresi gli artisti e i lavoratori culturali, abbiano accesso alla contrattazione collettiva.Le differenze legislative a livello nazionale sullo status giuridico degli artisti ostacolano la collaborazione e il lavoro transfrontaliero. I Paesi UE dovrebbero riconoscere a livello transfrontaliero le competenze, le qualifiche e i diplomi culturali e creativi, oltre a rimuovere tutti gli altri ostacoli relativi alla circolazione transfrontaliera e al lavoro rivedendo, ad esempio, i requisiti amministrativi su visti, tassazione e sicurezza sociale.I deputati chiedono anche programmi specifici dedicati alla mobilità dei giovani creatori e innovatori, al fine di promuovere gli scambi e l’innovazione nei settori della cultura e della creatività.A causa della pandemia, sia gli artisti che il pubblico stanno diventando sempre più dipendenti dalle piattaforme di streaming digitale, che impongono “clausole di buyout” agli autori, acquistando da loro il pieno diritto d’autore in cambio di un pagamento una tantum e privando così gli autori delle loro royalties. I deputati chiedono alla Commissione di garantire che le entrate siano debitamente ed equamente distribuite a tutti i creatori, artisti e titolari di diritti.I Paesi UE sono esortati a promuovere e difendere la libertà artistica e a garantire che i cittadini europei possano godere liberamente delle creazioni artistiche. Inoltre, i deputati esortano la Commissione a sanzionare gli Stati membri che non rispettano i loro obblighi.

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Settimane sociali

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2021

«Certe mansioni ripetitive, faticose, alienanti possono essere sostituite dalle macchine senza perdere occupazione. Lo provano Singapore, Giappone, Corea del Sud e Germania. Coraggio: il lavoro non finisce, ma cambia». Alla vigilia della 49ª Settimana sociale dei cattolici in Italia organizzata a Taranto giorni fa, il sindacalista Marco Bentivogli, 51 anni, a lungo segretario dei metalmeccanici della Cisl, ragiona con Famiglia Cristiana di economia, diritti ed ecologia integrale in un’intervista che il settimanale pubblica nel numero da domani in edicola.Le auspicate assunzioni «non si generano ovunque, ma solo dove c’è la capacità di anticipare i cambiamenti, di avere, per citare papa Francesco, “una visione profetica”», afferma Bentivogli, che ribalta la «visione nichilista secondo cui l’uso sempre più massiccio delle tecnologie produrrà una drastica riduzione dei posti di lavoro e anche quella secondo la quale sviluppo e tutela dell’ambiente sono inconciliabili. Anticipare le trasformazioni significa preparare in tempo le persone a rimettersi in pista investendo molto di più di quanto fatto finora nella loro riqualificazione». Marco Bentivogli sostiene inoltre che la distinzione tra lavoro dipendente e lavoro autonomo presto non sarà più adeguata. «All’attuale autostrada a due corsie, se ne aggiungerà una nuova», puntualizza: «Un ibrido. Un lavoro che ha una parte del suo contenuto orientato al raggiungimento dei risultati, secondo una logica da lavoro autonomo, ma con una base di tutele collettive, di garanzie su diritti come l’assistenza sanitaria, la previdenza, i riposi».Alla Settimana sociale, cui parteciperanno 670 delegati provenienti da 208 diocesi (oltre 80 i vescovi iscritti), Famiglia Cristiana dedica anche un reportage da Taranto, in cui si illustrano in anteprima gli esempi virtuosi dal punto di vista socioeconomico che verranno indicati ai partecipanti e all’opinione pubblica, in quanto traduzioni concrete del tema scelto (Il pianeta che vogliamo: ambiente, lavoro, futuro, #tuttoèconnesso). Il settimanale racconta, infine, come a San Giovanni al Teduccio, una zona tribolata di Napoli, grazie a un progetto di Legambiente e della Fondazione Famiglia di Maria, finanziato dalla Fondazione con il Sud, sia nata una delle prime comunità energetiche in Italia, riuscito mix di sole, buona volontà e scrupoloso rispetto delle norme.

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Nadef: Mura (Pd), stretto legame tra politiche sociali ed economiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2021

“Il quadro disegnato dalla Nadef ci motiva a portare a termine tutti gli interventi che servono a mettere in sicurezza il nostro sistema socioeconomico, particolarmente in vista dell’avvio del nuovo sistema di ammortizzatori sociali e di politiche attive del lavoro. Apprezzabile dunque che il ministro Franco abbia sottolineato lo stretto legame tra politiche sociali e crescita economica”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) dopo il via libera alla Nadef da parte del Consiglio dei ministri. Per la parlamentare “sono fondamentali gli interventi sociali che consentiranno di portare a compimento la transizione ecologica e digitale del nostro sistema produttivo, tenendo conto che non tutti i territori italiani sono uguali. In alcuni più che in altri servirà attivare strumenti e risorse che accompagnino la transizione. Dove il tessuto produttivo è più debole lo Stato deve essere più presente”, conclude Mura”.

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Roma Capitale si dota del primo regolamento di organizzazione dei servizi sociali

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

Dopo l’approvazione della Giunta, è arrivata anche quella dell’Assemblea Capitolina. Il testo, sulla base del nuovo Piano Sociale Cittadino, disciplina e determina i principi organizzativi, l’accesso, l’erogazione degli interventi e dei servizi per la realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei Servizi Sociali.“Questo regolamento costituisce uno strumento di garanzia e di equità per i cittadini, di semplificazione ed efficienza dell’organizzazione amministrativa, di trasparenza nella gestione del sistema dei servizi” dichiara la sindaca Virginia Raggi. Il documento definisce i principi generali ma anche le finalità, il rapporto tra cittadini e servizio sociale, individua i destinatari e regola l’azione del Servizio Sociale professionale, dando vita ad una organizzazione unitaria che garantisce i Livelli Essenziali di Assistenza, delinea le modalità di accesso agli interventi e ai servizi, semplifica ed efficienta eliminando le disparità da municipio a municipio e ponendosi come strumento di garanzia per i cittadini.“Dotiamo finalmente Roma e in particolare i servizi sociali, a livello sia centrale che periferico, di una cornice di riferimento indispensabile per rispondere ai bisogni dei cittadini dei diversi municipi di Roma, in maniera uniforme e omogenea. Con questo regolamento finalmente i servizi sociali saranno messi nella condizione di condividere un univoco strumento di riferimento” afferma l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Veronica Mammì.

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Docenti di sostegno, Anief presenta il reclamo collettivo al Comitato europeo dei Diritti Sociali

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

È stato presentato al Comitato europeo dei Diritti Sociali il reclamo collettivo del giovane sindacato a seguito delle plurime violazioni della Carta Sociale Europea commesse dallo Stato italiano riguardo lo scarso numero posti di sostegno attivati in organico di diritto, il conseguente irrisorio numero di posti utili per le immissioni in ruolo e le scarse possibilità di accesso a procedure di specializzazione da parte dei precari. Marcello Pacifico (Anief): “Insegnanti di sostegno e alunni con disabilità sono vittime di un sistema contorto volto a ‘risparmiare’ proprio su un settore così delicato dell’Istruzione pubblica. Il nostro sindacato non può più tollerare una simile situazione, per questo abbiamo denunciato al Comitato Europeo l’irregolarità del nostro sistema nazionale, richiedendo il suo intervento”.Dopo il reclamo collettivo n. 146/2017 già accolto dallo stesso Comitato europeo dei Diritti Sociali per la tutela dei diritti dei docenti con 36 mesi di servizio e quello n. 159/2018 presentato in favore dei docenti con diploma magistrale abilitante di cui è ormai prossimo l’esito, l’Anief si rivolge nuovamente al CEDS per sottoporre al vaglio del Comitato la disastrosa condizione in cui versa il sostegno didattico agli alunni con disabilità in Italia. Nel reclamo appena depositato, infatti, il giovane sindacato ha tenuto a evidenziare l’ormai congenita situazione di precarietà di gran parte dei docenti di sostegno (ben 104.000 ossia oltre il 56% dell’organico complessivo), la mancanza della necessaria specializzazione didattica per oltre il 79% degli insegnanti precari impegnati nelle attività didattiche di sostegno dovuta anche ai numeri esigui di posti attivati per i percorsi di specializzazione in molte zone d’Italia, il mantenimento di 82.509 posti di sostegno nel così detto “organico di fatto”, ossia nell’organico utilizzabile soltanto per conferire contratti con scadenza al 30 giugno causando, conseguentemente una discontinuità didattica particolarmente corposa e che danneggia annualmente ben 170 mila alunni con disabilità (il 59% del totale). È stato segnalato, inoltre, l’inevitabile ricorso allo strumento del contenzioso giudiziario, da parte delle famiglie, per ottenere ogni anno l’attribuzione del corretto monte ore con l’insegnante di sostegno.

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All’UER un Talent su temi sociali e di solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

Roma Giovedì 22 aprile 2021, alle 14.30, si terrà la premiazione di UER’S Got Talent, concorso artistico ispirato a temi sociali, organizzato dall’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma (UER).I giovani hanno partecipato inviando i loro video, che non sono stati semplici esibizioni del loro talento artistico. Come da regolamento, si sono ispirati a temi sociali e di solidarietà: il dialogo, l’accoglienza, l’ascolto, l’immigrazione, la disabilità, le dipendenze, il sostegno per i poveri, gli emarginati e gli invisibili della nostra società.Ospite della premiazione sarà l’atleta paralimpica di triathlon Chiara Vellucci.“Siamo giunti al termine della prima edizione di UER’s Got Talent ”, spiega Matteo Anastasi, coordinatore delle attività sportive ed extracurriculari dell’Università Europea di Roma. “È stata un’esperienza bellissima, nata nell’ambito delle iniziative di Formazione Integrale. Gli studenti sono stati fantastici. Nei loro video sono riusciti a conciliare creatività e sensibilità, mostrando talento artistico e una grande attenzione per i temi sociali. Uno speciale ringraziamento vorrei dedicarlo alla collega Maria Rosaria Garofalo, che ha curato tutta la parte organizzativa del concorso. Siamo felici per la partecipazione di Chiara Vellucci alla premiazione. Chiara è un esempio virtuoso di dual career: atleta agonistica, con europei e mondiali di categoria disputati, e studentessa universitaria, oggi dottoressa magistrale in Economia”. La premiazione di “UER’s Got talent” si terrà in videoconferenza.

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Il pilastro europeo dei diritti sociali deve essere attuato in partenariato ‎ con gli enti locali e regionali

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2021

Bruxelles. Le regioni e le città sono pronte a fare la loro parte nella costruzione di un’Europa sociale forte che garantisca transizioni e una ripresa giuste dopo la crisi della pandemia di COVID-19. Il piano d’azione per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali presentato oggi dalla Commissione europea fissa tre ambiziosi obiettivi principali che dovrebbero guidare le decisioni politiche degli Stati membri e delle loro regioni in vista del conseguimento degli obiettivi del pilastro, anche attraverso il pieno utilizzo dei diversi fondi dell’UE per sbloccare gli investimenti sociali.I nuovi obiettivi prevedono che entro il 2030 almeno il 78% della popolazione dell’UE di età compresa tra i 20 e i 64 anni abbia un lavoro, almeno il 60% di tutti gli adulti partecipi ad attività di formazione ogni anno e il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale diminuisca di almeno 15 milioni. La Commissione ha inoltre presentato una raccomandazione relativa a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE) che mira a fornire orientamenti per il passaggio dalle misure di emergenza a posti di lavoro sostenibili e adeguati alle esigenze future.La presidenza portoghese del Consiglio dell’UE ha chiesto al CdR di elaborare un parere sull’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali secondo una prospettiva locale e regionale. La sua adozione è prevista per la sessione plenaria di maggio, pochi giorni prima del vertice sociale dell’UE che si terrà a Porto il 7-8 maggio.Sebbene la Commissione proponga una versione riveduta del quadro di valutazione della situazione sociale per sostenere la realizzazione degli obiettivi del pilastro, il CdR teme che si misurino solo i progressi compiuti a livello nazionale e deplora la mancanza di indicatori relativi alle disparità regionali nell’attuale proposta. Il primo quadro di valutazione della situazione sociale regionale elaborato dal CdR nel 2019 ha evidenziato notevoli differenze all’interno dei singoli Stati membri. Il CdR è fermamente convinto che il monitoraggio regionale sia necessario per garantire che il pilastro sociale sia attuato a tutti i livelli e che gli investimenti regionali siano orientati alla realizzazione dei principi del pilastro.

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In uno studio dell’Ateneo, le conseguenze del coronavirus sulle interazioni sociali

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2021

Parma. La pandemia da COVID-19 ha inevitabilmente e profondamente cambiato la natura delle nostre interazioni quotidiane. Questo è vero non solo a causa del distanziamento sociale, ma anche dei dispositivi di protezione individuale che siamo tenuti ad indossare. Si tratta di misure necessarie e imprescindibili per contrastare la trasmissione del contagio, ma come influenzano il riconoscimento delle emozioni altrui? Se naso e bocca sono coperti da una mascherina o da una sciarpa riconosceremo ugualmente le emozioni delle persone vicine a noi? Il tipo di dispositivo di protezione modula il nostro desiderio di distanziarci fisicamente e socialmente dagli altri? Esistono differenze in queste risposte tra femmine e maschi? Lo studio, condotto in Italia nel maggio scorso da Marta Calbi, assegnista di ricerca dell’Università di Parma nel Laboratorio di Neuroscienze Cognitive Sociali del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, e pubblicato su Nature Scientific Reports, si è posto l’obiettivo di rispondere a queste domande. I risultati mostrano che i partecipanti riconoscono le emozioni di felicità e rabbia anche quando i volti sono parzialmente coperti.In un contesto di pandemia, l’uso di un dispositivo di protezione appropriato ed efficace (mascherina) porta le persone a ridurre la distanza reciproca, promuovendo così la relazione interpersonale. Femmine e maschi, però, si comportano diversamente: mentre le prime scelgono quanta distanza tenere dall’altra persona sulla base dell’emozione vista, i secondi scelgono la distanza secondo il tipo di dispositivo indossato dall’altra persona, riducendola per il dispositivo più efficace. Lo studio ha inoltre mostrato una correlazione tra la paura del virus COVID-19 e tratti di personalità, mettendo in evidenza l’impatto del virus sul nostro benessere psicofisico.

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Energia: bonus sociali automatici, ma da quando?

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Dal 1° gennaio 2021, per le famiglie in stato di bisogno, era prevista l’importante novità del riconoscimento automatico del bonus sociale per le bollette di luce, gas e acqua.Purtroppo non si è ancora pronti per far partire questo automatismo perché non sono state ancora definite le modalità del flusso informativo tra l’INPS, che detiene i dati relativi agli Isee, che va comunque sempre calcolato, ed il SII, il Sistema Informativo Integrato di Acquirente Unico che invece detiene i dati dei punti di fornitura.”Arera il 29 dicembre ha annunciato che lo sconto in bolletta sarà comunque calcolato dal 1° gennaio 2021, indipendentemente dai tempi tecnici necessari per l’entrata a regime del meccanismo attuativo. E’ un’ottima notizia ma non basta. Le famiglie in disagio economico, in questo grave momento di difficoltà, non possono attendere presumibilmente fino a giugno per avere lo sconto in bolletta, anche se poi riceveranno gli arretrati” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il problema è che i beneficiari sono rimasti nella terra di nessuno. Non possono più presentare domanda, dato che è previsto l’automatismo, ma il bonus è ancora lontano, di là da venire” prosegue Vignola. “Per questo chiediamo di introdurre con urgenza un regime transitorio in cui si possa tornare a presentare la richiesta presso i Comuni o i Caf, in attesa dell’assegnazione automatica in bolletta e, per chi già riceveva il bonus, sia prolungato oltre la scadenza dei 12 mesi, in modo che possa continuare a percepirlo, salvo conguaglio successivo” conclude Vignola.

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Ammortizzatori sociali per freelance

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 dicembre 2020

Dall’esame dei lavori parlamentari sulla legge di bilancio rileviamo come la proposta di introdurre un ammortizzatore sociale per i professionisti in partita iva iscritti alla Gestione Separata dell’INPS sia stata avanzata in tre emendamenti, dichiarati ammissibili e inseriti tra i cosiddetti “segnalati”. In tutti e tre i casi viene fatto proprio dai parlamentari firmatari un modello di ammortizzatore sociale (denominato ISCRO) che si ispira alla proposta di DDL sul lavoro autonomo recentemente approvata all’unanimità dalle parti sociali in sede CNEL.Lo sottolineano in una nota congiunta Acta, CNA Professioni, Confassociazioni, Confcommercio Professioni e Confprofessioni, dichiarando che «il testo degli emendamenti è conforme alla proposta condivisa in seno alla Consulta del lavoro autonomo del CNEL, con l’intento di allargare le tutele ai lavoratori autonomi professionali in partita iva».«L’approvazione della proposta di riforma al vaglio del Parlamento» continuano le Associazioni «consentirebbe di ridurre il grave deficit di garanzie sociali che colpisce i lavoratori autonomi ogni qual volta si trovano a dover fronteggiare cali significativi degli incarichi o la perdita delle commesse e sarebbe un segnale di grande attenzione nei confronti del mondo del lavoro autonomo e professionale».

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Fino al 15 dicembre all’Università di Parma le Lezioni Aperte di Politiche Sociali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

Parma. Queste lezioni universitarie sono “aperte” secondo diverse accezioni. Primo, sono lezioni “aperte” nel senso che in aula stanno insieme docenti universitari e studenti con persone che stanno vivendo in prima persona i problemi di cui si parla e con servizi, movimenti e associazioni che se ne occupano, con lo scopo di confrontare visioni che emergono da condizioni e punti di vista diversi. Non si tratta di sola “testimonianza”: le lezioni sono precedute da un lavoro di preparazione che prevede incontri e approfondimenti prima dell’incontro con gli studenti, in modo da maturare e rendere visibili visioni plurali intorno al medesimo oggetto di analisi. Secondo, sono lezioni che trattano di problemi “aperti”, cioè esplorano categorie e realtà dell’“emergente sociale”, vale a dire fenomeni che si ritengono difficili da concepire con le categorie dei decenni passati, qualcosa che socio-logicamente è “già” e al tempo stesso “non ancora”. Terzo, sono aperte perché i destinatari non sono solo gli studenti ma tutti i cittadini interessati, caldamente invitati a partecipare. Le Lezioni si svolgeranno a distanza su piattaforma Teams: è sufficiente connettersi ai link indicati sul sito web di Ateneo. L’iscrizione degli studenti del corso di Politiche Sociali è automatica; l’iscrizione di cittadini e operatori interessati non è obbligatoria ma è gradita scrivendo agli indirizzi

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