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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘sociali’

Roma Capitale si dota del primo regolamento di organizzazione dei servizi sociali

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

Dopo l’approvazione della Giunta, è arrivata anche quella dell’Assemblea Capitolina. Il testo, sulla base del nuovo Piano Sociale Cittadino, disciplina e determina i principi organizzativi, l’accesso, l’erogazione degli interventi e dei servizi per la realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei Servizi Sociali.“Questo regolamento costituisce uno strumento di garanzia e di equità per i cittadini, di semplificazione ed efficienza dell’organizzazione amministrativa, di trasparenza nella gestione del sistema dei servizi” dichiara la sindaca Virginia Raggi. Il documento definisce i principi generali ma anche le finalità, il rapporto tra cittadini e servizio sociale, individua i destinatari e regola l’azione del Servizio Sociale professionale, dando vita ad una organizzazione unitaria che garantisce i Livelli Essenziali di Assistenza, delinea le modalità di accesso agli interventi e ai servizi, semplifica ed efficienta eliminando le disparità da municipio a municipio e ponendosi come strumento di garanzia per i cittadini.“Dotiamo finalmente Roma e in particolare i servizi sociali, a livello sia centrale che periferico, di una cornice di riferimento indispensabile per rispondere ai bisogni dei cittadini dei diversi municipi di Roma, in maniera uniforme e omogenea. Con questo regolamento finalmente i servizi sociali saranno messi nella condizione di condividere un univoco strumento di riferimento” afferma l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Veronica Mammì.

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Docenti di sostegno, Anief presenta il reclamo collettivo al Comitato europeo dei Diritti Sociali

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

È stato presentato al Comitato europeo dei Diritti Sociali il reclamo collettivo del giovane sindacato a seguito delle plurime violazioni della Carta Sociale Europea commesse dallo Stato italiano riguardo lo scarso numero posti di sostegno attivati in organico di diritto, il conseguente irrisorio numero di posti utili per le immissioni in ruolo e le scarse possibilità di accesso a procedure di specializzazione da parte dei precari. Marcello Pacifico (Anief): “Insegnanti di sostegno e alunni con disabilità sono vittime di un sistema contorto volto a ‘risparmiare’ proprio su un settore così delicato dell’Istruzione pubblica. Il nostro sindacato non può più tollerare una simile situazione, per questo abbiamo denunciato al Comitato Europeo l’irregolarità del nostro sistema nazionale, richiedendo il suo intervento”.Dopo il reclamo collettivo n. 146/2017 già accolto dallo stesso Comitato europeo dei Diritti Sociali per la tutela dei diritti dei docenti con 36 mesi di servizio e quello n. 159/2018 presentato in favore dei docenti con diploma magistrale abilitante di cui è ormai prossimo l’esito, l’Anief si rivolge nuovamente al CEDS per sottoporre al vaglio del Comitato la disastrosa condizione in cui versa il sostegno didattico agli alunni con disabilità in Italia. Nel reclamo appena depositato, infatti, il giovane sindacato ha tenuto a evidenziare l’ormai congenita situazione di precarietà di gran parte dei docenti di sostegno (ben 104.000 ossia oltre il 56% dell’organico complessivo), la mancanza della necessaria specializzazione didattica per oltre il 79% degli insegnanti precari impegnati nelle attività didattiche di sostegno dovuta anche ai numeri esigui di posti attivati per i percorsi di specializzazione in molte zone d’Italia, il mantenimento di 82.509 posti di sostegno nel così detto “organico di fatto”, ossia nell’organico utilizzabile soltanto per conferire contratti con scadenza al 30 giugno causando, conseguentemente una discontinuità didattica particolarmente corposa e che danneggia annualmente ben 170 mila alunni con disabilità (il 59% del totale). È stato segnalato, inoltre, l’inevitabile ricorso allo strumento del contenzioso giudiziario, da parte delle famiglie, per ottenere ogni anno l’attribuzione del corretto monte ore con l’insegnante di sostegno.

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All’UER un Talent su temi sociali e di solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

Roma Giovedì 22 aprile 2021, alle 14.30, si terrà la premiazione di UER’S Got Talent, concorso artistico ispirato a temi sociali, organizzato dall’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma (UER).I giovani hanno partecipato inviando i loro video, che non sono stati semplici esibizioni del loro talento artistico. Come da regolamento, si sono ispirati a temi sociali e di solidarietà: il dialogo, l’accoglienza, l’ascolto, l’immigrazione, la disabilità, le dipendenze, il sostegno per i poveri, gli emarginati e gli invisibili della nostra società.Ospite della premiazione sarà l’atleta paralimpica di triathlon Chiara Vellucci.“Siamo giunti al termine della prima edizione di UER’s Got Talent ”, spiega Matteo Anastasi, coordinatore delle attività sportive ed extracurriculari dell’Università Europea di Roma. “È stata un’esperienza bellissima, nata nell’ambito delle iniziative di Formazione Integrale. Gli studenti sono stati fantastici. Nei loro video sono riusciti a conciliare creatività e sensibilità, mostrando talento artistico e una grande attenzione per i temi sociali. Uno speciale ringraziamento vorrei dedicarlo alla collega Maria Rosaria Garofalo, che ha curato tutta la parte organizzativa del concorso. Siamo felici per la partecipazione di Chiara Vellucci alla premiazione. Chiara è un esempio virtuoso di dual career: atleta agonistica, con europei e mondiali di categoria disputati, e studentessa universitaria, oggi dottoressa magistrale in Economia”. La premiazione di “UER’s Got talent” si terrà in videoconferenza.

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Il pilastro europeo dei diritti sociali deve essere attuato in partenariato ‎ con gli enti locali e regionali

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2021

Bruxelles. Le regioni e le città sono pronte a fare la loro parte nella costruzione di un’Europa sociale forte che garantisca transizioni e una ripresa giuste dopo la crisi della pandemia di COVID-19. Il piano d’azione per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali presentato oggi dalla Commissione europea fissa tre ambiziosi obiettivi principali che dovrebbero guidare le decisioni politiche degli Stati membri e delle loro regioni in vista del conseguimento degli obiettivi del pilastro, anche attraverso il pieno utilizzo dei diversi fondi dell’UE per sbloccare gli investimenti sociali.I nuovi obiettivi prevedono che entro il 2030 almeno il 78% della popolazione dell’UE di età compresa tra i 20 e i 64 anni abbia un lavoro, almeno il 60% di tutti gli adulti partecipi ad attività di formazione ogni anno e il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale diminuisca di almeno 15 milioni. La Commissione ha inoltre presentato una raccomandazione relativa a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE) che mira a fornire orientamenti per il passaggio dalle misure di emergenza a posti di lavoro sostenibili e adeguati alle esigenze future.La presidenza portoghese del Consiglio dell’UE ha chiesto al CdR di elaborare un parere sull’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali secondo una prospettiva locale e regionale. La sua adozione è prevista per la sessione plenaria di maggio, pochi giorni prima del vertice sociale dell’UE che si terrà a Porto il 7-8 maggio.Sebbene la Commissione proponga una versione riveduta del quadro di valutazione della situazione sociale per sostenere la realizzazione degli obiettivi del pilastro, il CdR teme che si misurino solo i progressi compiuti a livello nazionale e deplora la mancanza di indicatori relativi alle disparità regionali nell’attuale proposta. Il primo quadro di valutazione della situazione sociale regionale elaborato dal CdR nel 2019 ha evidenziato notevoli differenze all’interno dei singoli Stati membri. Il CdR è fermamente convinto che il monitoraggio regionale sia necessario per garantire che il pilastro sociale sia attuato a tutti i livelli e che gli investimenti regionali siano orientati alla realizzazione dei principi del pilastro.

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In uno studio dell’Ateneo, le conseguenze del coronavirus sulle interazioni sociali

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2021

Parma. La pandemia da COVID-19 ha inevitabilmente e profondamente cambiato la natura delle nostre interazioni quotidiane. Questo è vero non solo a causa del distanziamento sociale, ma anche dei dispositivi di protezione individuale che siamo tenuti ad indossare. Si tratta di misure necessarie e imprescindibili per contrastare la trasmissione del contagio, ma come influenzano il riconoscimento delle emozioni altrui? Se naso e bocca sono coperti da una mascherina o da una sciarpa riconosceremo ugualmente le emozioni delle persone vicine a noi? Il tipo di dispositivo di protezione modula il nostro desiderio di distanziarci fisicamente e socialmente dagli altri? Esistono differenze in queste risposte tra femmine e maschi? Lo studio, condotto in Italia nel maggio scorso da Marta Calbi, assegnista di ricerca dell’Università di Parma nel Laboratorio di Neuroscienze Cognitive Sociali del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, e pubblicato su Nature Scientific Reports, si è posto l’obiettivo di rispondere a queste domande. I risultati mostrano che i partecipanti riconoscono le emozioni di felicità e rabbia anche quando i volti sono parzialmente coperti.In un contesto di pandemia, l’uso di un dispositivo di protezione appropriato ed efficace (mascherina) porta le persone a ridurre la distanza reciproca, promuovendo così la relazione interpersonale. Femmine e maschi, però, si comportano diversamente: mentre le prime scelgono quanta distanza tenere dall’altra persona sulla base dell’emozione vista, i secondi scelgono la distanza secondo il tipo di dispositivo indossato dall’altra persona, riducendola per il dispositivo più efficace. Lo studio ha inoltre mostrato una correlazione tra la paura del virus COVID-19 e tratti di personalità, mettendo in evidenza l’impatto del virus sul nostro benessere psicofisico.

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Energia: bonus sociali automatici, ma da quando?

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Dal 1° gennaio 2021, per le famiglie in stato di bisogno, era prevista l’importante novità del riconoscimento automatico del bonus sociale per le bollette di luce, gas e acqua.Purtroppo non si è ancora pronti per far partire questo automatismo perché non sono state ancora definite le modalità del flusso informativo tra l’INPS, che detiene i dati relativi agli Isee, che va comunque sempre calcolato, ed il SII, il Sistema Informativo Integrato di Acquirente Unico che invece detiene i dati dei punti di fornitura.”Arera il 29 dicembre ha annunciato che lo sconto in bolletta sarà comunque calcolato dal 1° gennaio 2021, indipendentemente dai tempi tecnici necessari per l’entrata a regime del meccanismo attuativo. E’ un’ottima notizia ma non basta. Le famiglie in disagio economico, in questo grave momento di difficoltà, non possono attendere presumibilmente fino a giugno per avere lo sconto in bolletta, anche se poi riceveranno gli arretrati” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il problema è che i beneficiari sono rimasti nella terra di nessuno. Non possono più presentare domanda, dato che è previsto l’automatismo, ma il bonus è ancora lontano, di là da venire” prosegue Vignola. “Per questo chiediamo di introdurre con urgenza un regime transitorio in cui si possa tornare a presentare la richiesta presso i Comuni o i Caf, in attesa dell’assegnazione automatica in bolletta e, per chi già riceveva il bonus, sia prolungato oltre la scadenza dei 12 mesi, in modo che possa continuare a percepirlo, salvo conguaglio successivo” conclude Vignola.

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Ammortizzatori sociali per freelance

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 dicembre 2020

Dall’esame dei lavori parlamentari sulla legge di bilancio rileviamo come la proposta di introdurre un ammortizzatore sociale per i professionisti in partita iva iscritti alla Gestione Separata dell’INPS sia stata avanzata in tre emendamenti, dichiarati ammissibili e inseriti tra i cosiddetti “segnalati”. In tutti e tre i casi viene fatto proprio dai parlamentari firmatari un modello di ammortizzatore sociale (denominato ISCRO) che si ispira alla proposta di DDL sul lavoro autonomo recentemente approvata all’unanimità dalle parti sociali in sede CNEL.Lo sottolineano in una nota congiunta Acta, CNA Professioni, Confassociazioni, Confcommercio Professioni e Confprofessioni, dichiarando che «il testo degli emendamenti è conforme alla proposta condivisa in seno alla Consulta del lavoro autonomo del CNEL, con l’intento di allargare le tutele ai lavoratori autonomi professionali in partita iva».«L’approvazione della proposta di riforma al vaglio del Parlamento» continuano le Associazioni «consentirebbe di ridurre il grave deficit di garanzie sociali che colpisce i lavoratori autonomi ogni qual volta si trovano a dover fronteggiare cali significativi degli incarichi o la perdita delle commesse e sarebbe un segnale di grande attenzione nei confronti del mondo del lavoro autonomo e professionale».

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Fino al 15 dicembre all’Università di Parma le Lezioni Aperte di Politiche Sociali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

Parma. Queste lezioni universitarie sono “aperte” secondo diverse accezioni. Primo, sono lezioni “aperte” nel senso che in aula stanno insieme docenti universitari e studenti con persone che stanno vivendo in prima persona i problemi di cui si parla e con servizi, movimenti e associazioni che se ne occupano, con lo scopo di confrontare visioni che emergono da condizioni e punti di vista diversi. Non si tratta di sola “testimonianza”: le lezioni sono precedute da un lavoro di preparazione che prevede incontri e approfondimenti prima dell’incontro con gli studenti, in modo da maturare e rendere visibili visioni plurali intorno al medesimo oggetto di analisi. Secondo, sono lezioni che trattano di problemi “aperti”, cioè esplorano categorie e realtà dell’“emergente sociale”, vale a dire fenomeni che si ritengono difficili da concepire con le categorie dei decenni passati, qualcosa che socio-logicamente è “già” e al tempo stesso “non ancora”. Terzo, sono aperte perché i destinatari non sono solo gli studenti ma tutti i cittadini interessati, caldamente invitati a partecipare. Le Lezioni si svolgeranno a distanza su piattaforma Teams: è sufficiente connettersi ai link indicati sul sito web di Ateneo. L’iscrizione degli studenti del corso di Politiche Sociali è automatica; l’iscrizione di cittadini e operatori interessati non è obbligatoria ma è gradita scrivendo agli indirizzi

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Il rapporto da ricostruire fra democrazia politica e rappresentanze sociali

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Di Giuseppe Bianchi. Il tema dei rapporti fra democrazia politica e rappresentanza sociale che ci è stato proposto da Andrea Ciampani, prima con una sua pubblicazione (Giulio Pastore, Studium Ed.) e poi con un intervento nella Nota Isril n. 36 – 2020, assume nuova centralità per una coincidenza con la pandemia in atto, non certo auspicata dall’autore.Un accidente imprevisto, il coronavirus, che sottrae tale tema alle costruzioni giuridico-formali dell’accademia per divenire carne viva, sofferenza dei cittadini che chiedono alle istituzioni politiche e alle rappresentanze sociali una capacità di governo per uscire dalla crisi in atto. Crisi prima di tutto sanitaria.I cittadini hanno accettato, loro malgrado, le restrizioni alla libertà nel corso della prima fase della pandemia. Ora però si domandano se la politica ha fatto quanto in suo potere per prevenire la seconda ondata. Il tortuoso percorso delle decisioni del Governo, il palleggio di responsabilità tra Stato e Regioni, l’incomunicabilità tra maggioranza e opposizione hanno dato l’immagine di un sistema politico accartocciato su sé stesso, confuso nelle sue risposte alle inquietudini dei cittadini.Si dirà che le cose non vanno meglio negli altri paesi europei. Ma questa è la riprova di una generale stanchezza delle istituzioni democratiche messe alla prova dalle emergenze che si susseguono con sempre maggiore frequenza. D’altro canto non si può non osservare come la democrazia rappresentativa si sia allontanata da tempo dalla sua costituzione formale: il Governo che prevale sul Parlamento in nome di una incerta governabilità, i partiti – lo strumento della partecipazione democratica dei cittadini e della selezione della classe dirigente – in crisi da tempo, l’ammodernamento dell’apparato statale in permanente rinvio, mentre aumentano nell’assetto istituzionale i poteri di interdizione e la sovrapposizione di competenze che rallentano i processi decisionali.Ma la crisi sanitaria trascina con sé una non meno grave crisi economica e sociale. La sfida in atto è quella di salvare il salvabile con politiche di sostegno dei redditi alle imprese e ai lavoratori in difficoltà per le misure restrittive necessarie a contenere la diffusione del virus, ma nello stesso tempo è quella di sostenere uno sviluppo alimentato dal “green” e dal digitale per ridare slancio alla ripresa del reddito e dell’occupazione. Un’occasione irripetibile per il nostro Paese, si ribadisce, perché ingenti sono le risorse interne e quelle europee utilizzabili in progetti innovativi.C’è il ruolo dello Stato che deve attivare gli investimenti pubblici, ma c’è anche quello delle istituzioni di mercato che devono sostenere gli investimenti privati perché la combinazione degli uni con gli altri dia la potenza necessaria al motore della ripresa. E qui entrano in gioco finanza, imprese, lavoro e le rispettive rappresentanze, le cui decisioni sono regolate da reciproche convenienze realizzate sia nel confronto con il Governo che con le intese fra le parti sociali. Manca poco tempo alla presentazione da parte del Governo del piano Next Generation. Piano segretato dal Governo per non dare la stura alle rivendicazioni corporative degli interessi di parte.Si ripropone lo scenario di un Governo fragile e di parti sociali che non sanno più cogliere gli interessi comuni in un processo di crescita condivisa. Non occorre stupirsi, se si considera che l’attuale assetto istituzionale di governo e il sistema di relazioni delle parti sociali è stato ricostruito nella fase espansiva dell’industrializzazione del Paese. Una fase nella quale il reddito cresceva di anno in anno ed esistevano le condizioni politiche e di mercato che favorivano gli scambi sociali fra attori pubblici e privati. Ora il mondo è cambiato: non solo a causa della pandemia, ma anche per le prospettive, benché incompiute, della nuova economia digitale e di una competitività giocata su scala globale.Eraclito, tanti secoli fa, diceva che alcune cose si mantengono uguali solo cambiando.Mantenere uguale è il nostro stato di diritto, le nostre libertà sfidate da nuove forme di democrazia autoritaria. Perché ciò avvenga, occorre adattare le regole del gioco democratico ai cambiamenti strutturali che si prospettano. Il rapporto fra democrazia politica e rappresentanze sociali va riscritto. In che termini non so, ma almeno che sia inserito nell’agenda dei problemi da affrontare. (fonte: http://www.isril.it)

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Operatorio sociali di comunità: Corso di formazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Il corso partirà dal 10 settembre in collaborazione con l’AslTO4 ed i 4 Consorzi socio assistenziali territoriali, In.re.te di Ivrea, CISS38 di Cuorgné, CISSAC di Caluso, CIS di Cirié e del Corso di laurea in Infermieristica di Ivrea; si svolgerà prevalentemente on line per 300 ore. Al progetto SociaLab lavorano insieme a Città metropolitana di Torino anche la Federazione Provinciale Coldiretti di Torino, il Syndicat Mixte de l’Avant Pays Savoyard e la Comunità dei Comuni Arlysère.
Sono 23 le persone selezionate per partecipare al corso per operatori sociali di comunità in Canavese, promosso dal progetto SociaLab nell’ambito del piano integrato territoriale “GraiesLab – generazioni rurali attive innovanti e solidali” finanziato dal programma transfrontaliero ALCOTRA. Si erano candidati in 47, in prevalenza donne, e visto l’alto livello di professionalità dimostrato che testimonia una grande motivazione, la Città metropolitana di Torino ha deciso – potendo sfruttare un piccolo margine di risorse – di accogliere un numero maggiore di candidati.

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Manovra economica per una decisa riduzione delle disuguaglianze sociali

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

“Alcune delle misure della manovra economica appena approvata rappresentano un primo passo necessario, ma non di per sé ancora sufficiente, verso un riequilibrio delle disuguaglianze sociali che colpiscono il futuro dei bambini e delle bambine”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. L’anno che si avvia alla conclusione, sottolinea l’Organizzazione, ha fatto registrare ancora record negativi sia per la povertà minorile, con più di 1,2 milioni di minori (il 12,5% del totale) in condizioni di povertà assoluta senza disporre dei beni indispensabili per condurre una vita accettabile, che per quanto riguarda la natalità, con meno di 440 mila nati nel 2018 (meno 18 mila sul 2017). Inoltre, la copertura dei servizi per la prima infanzia di qualità su tutto il territorio nazionale presenta ancora oggi troppe differenze a livello territoriale, con una copertura che raggiunge il 19,6% nei comuni del nord-est ma che si ferma a poco più del 5% al sud. Nel 2018, per il secondo anno consecutivo, risale poi la quota di giovani che abbandonano precocemente gli studi, attestandosi al 14,5%.
“Analizzando la manovra dal punto di vista dei bambini, è chiaro che i mancati investimenti in questi settori strategici avranno un effetto a lungo termine, producendo come in un circolo vizioso maggiore abbandono scolastico, fallimenti formativi, mancato accesso alle opportunità di relazione, sviluppo culturale e ricreativo e, in definitiva, maggiore povertà”, ha proseguito Raffaela Milano.
“Ề apprezzabile l’intento di sostenere le famiglie nel pagamento delle rette dei servizi educativi per la prima infanzia e il loro contestuale e progressivo aumento con la costituzione di un fondo che, come abbiamo fortemente sostenuto, concentrerà parte delle risorse verso i territori più deprivati, dove a partire dal 2021 verranno sperimentati servizi innovativi in grado di rispondere al bisogno di flessibilità espresso da sempre più famiglie, attraverso la riconversione di spazi delle scuole dell’infanzia attualmente inutilizzati a causa del calo demografico. E’ indispensabile che questo tipo di investimenti strutturali sia coordinato con gli interventi di sostegno alla gestione ordinaria dei servizi e che sia attentamente monitorata la capacità di spesa effettiva dei fondi da parte dei Comuni, a partire da quelli che ad oggi hanno un’offerta di servizi pari quasi a zero”, ha affermato Raffaela Milano.I servizi educativi per la prima infanzia sono fondamentali per ridurre il gap educativo che già a 3 anni pesa sui bambini e sulle bambine più svantaggiati dal punto di vista socio-economico e dovrebbero diventare dei veri e propri hub territoriali che garantiscano alle famiglie anche l’accesso ad un presidio comunitario multiservizi di riferimento. Dispiace invece, sottolinea Save the Children, che il congedo di paternità sia rimasto fissato a 7 giorni, e non a 10 come richiesto anche dalla Direttiva europea in materia di conciliazione della vita privata e lavorativa.Importante anche la considerazione per i minorenni vittime di bullismo, cyberbullismo e violenza di genere, a favore dei quali vengono stanziati 3 milioni di euro per potenziare la formazione dei docenti per prevenire e contrastare questi fenomeni. Nel 2020 si attende inoltre l’approvazione della legge per garantire il diritto alla sicurezza scolastica per i circa 4 milioni e mezzo di studenti tra i 6 e i 16 anni che vivono in province in tutto o in parte rientranti in aree a rischio sismico. Dall’inizio dell’anno scolastico 2018-2019 ogni tre giorni si sono registrati episodi di distacchi di intonaco e crolli all’interno di edifici scolastici.
Della legge di bilancio l’Organizzazione apprezza l’attenzione dedicata al tema dei minorenni più vulnerabili, come i minori fuori famiglia, tra cui i minori stranieri non accompagnati, a favore dei quali la manovra ha previsto l’esenzione dal ticket sanitario. Istituito anche un Fondo per sostenere l’impegno assunto dagli oltre 3 mila tutori volontari iscritti a fine anno negli appositi elenchi dei tribunali per i minorenni, per il supporto degli oltre 6 mila minorenni stranieri non accompagnati presenti ad oggi nelle strutture di accoglienza del territorio. Tali misure, fortemente sostenute dall’Organizzazione, arrivano il giorno seguente all’adozione, dopo oltre due anni di attesa, di uno dei tre decreti attuativi previsti dalla L. 47/2017, in materia di protezione e accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
Il 2020 sarà inoltre un anno decisivo per valutare gli effetti delle politiche messe in campo in tema di violenza sulle donne e sui loro figli. Un fenomeno la cui gravità è stata confermata dai dati del Rapporto BES 2019, secondo cui su 133 omicidi di donne più della metà sono avvenute per mano del partner attuale o del precedente. Importanti risorse sono state stanziate nel 2019 a favore delle vittime di violenza e degli orfani di femminicidio, ma anche in questo caso l’attuazione concreta è ancora tutta da verificare.
L’Organizzazione mette infine in evidenza la criticità in tema di risorse per la cooperazione allo sviluppo, che ancora una volta si dimostra non essere fra le priorità di Governo. Dalla legge di Bilancio non arriva infatti nessun segnale di ripresa rispetto al trend negativo che vede l’Italia sempre più lontana dal raggiungimento dell’obiettivo definito dall’Agenda 2030 di destinare all’aiuto allo sviluppo lo 0,7% del PIL, un’altra occasione persa, dunque, per sostenere milioni di bambini e bambine nel mondo.

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La grande ricchezza del Sud: risorse umane, fisiche, naturali e sociali

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

“ANBI plaude al Premier Conte quando afferma di voler realizzare un piano integrato per ricostruire le 4 tipologie di capitale, che costituiscono la grande ricchezza del Sud e cioè le risorse umane, fisiche, naturali e sociali, sviluppando la dotazione infrastrutturale del Mezzogiorno e propone con orgoglio la grande opportunità offerta dalle centinaia di progetti, redatti dai Consorzi di bonifica per la sistemazione del territorio e la gestione delle sue acque e, ad oggi, in attesa di finanziamento.” Ad evidenziarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) a corollario dell’odierno incontro fra il Presidente del Consiglio e la neo Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Nello specifico:
– -in Campania sono richiesti 3 interventi di irrigazione con progetti di fattibilità, per un importo complessivo di circa 10 milioni di euro; nuova occupazione stimata: 50 unità
– -in Puglia sono richiesti 131 interventi di irrigazione (6 progetti esecutivi, 11 definitivi, 112 preliminari e 2 di fattibilità) per un importo complessivo di circa 131 milioni di euro; nuova occupazione stimata: 655 unità. Richiesti anche 80 interventi per la riduzione del rischio idrogeologico (10 progetti esecutivi, 33 definitivi, 35 preliminari e 2 di fattibilità) per un importo complessivo di oltre 281 milioni di euro; nuova occupazione stimata: 1408 unità
– -in Basilicata sono richiesti 28 interventi per la riduzione del rischio idrogeologico (17 progetti esecutivi e 11 preliminari) per un importo complessivo di circa 341 milioni di euro; nuova occupazione stimata: 1707 unità
– -in Calabria sono richiesti 48 interventi di irrigazione (8 progetti esecutivi, 10 definitivi, 2 preliminari e 28 di fattibilità) per un importo complessivo di oltre 125 milioni di euro; nuova occupazione stimata: 628 unità. Richiesti inoltre 107 interventi per la riduzione del rischio idrogeologico (44 progetti esecutivi, 17 definitivi, 42 preliminari e 4 di fattibilità) per un importo complessivo di oltre 191 milioni di euro; nuova occupazione stimata: 958 unità
– -in Sicilia sono richiesti 4 interventi di irrigazione con progetti preliminari per un importo complessivo di 30,69 milioni di euro; nuova occupazione stimata: 153 unità. Richiesti anche 14 interventi per la riduzione del rischio idrogeologico (8 progetti esecutivi, 4 definitivi e 2 preliminari) per un importo complessivo di circa 31 milioni di euro; nuova occupazione stimata: 156 unità.
A questi dati vanno aggiunti i 1387 progetti approntati per l’Italia Centrale (Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise) e la Sardegna, per un importo complessivo di oltre 2.575 milioni di euro, capaci di garantire circa 12.000 posti di lavoro.
“Il patrimonio progettuale dei Consorzi di bonifica è una straordinaria opportunità di sviluppo per contribuire a colmare il riacutizzato divario fra Nord e Sud del Paese, come certificato dalle anticipazioni sul Rapporto Svimez 2019 – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Va sicuramente migliorata l’efficienza complessiva del sistema meridionale, ma è indubbio che se il Sud frena è l’Italia stessa a rallentare. Porre il territorio al centro di un nuovo modello di sviluppo permetterebbe di sfruttare l’enorme giacimento di risorse agricole ed ambientali, nonché turistico-culturali del Meridione, facendone un asset di crescita, originale, distintivo, identitario che sarebbe decisivo per un protagonismo virtuoso del nostro Paese nei mercati globali.”

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Pilastro europeo dei diritti sociali: Andare oltre la politica e l’economia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Il Parlamento europeo ha riunito i rappresentanti delle comunità religiose per un dialogo sulla realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali , un “insieme di 20 principi e diritti che sostengono il rinnovo dei mercati del lavoro e dei sistemi di welfare in tutta l’UE.” sfide economiche e politiche hanno ferito la qualità della vita di molti in Europa. Rischio di disoccupazione e di povertà rimane alto, molti accordo con lavoro precario e instabile, tirocini non retribuiti o sottopagati sono in aumento, e l’Europa è in calo a corto di molti obiettivi delineati nella strategia UE 2020. Mairead McGuinness, primo vicepresidente del Parlamento europeo, ha sottolineato l’importanza unica di chiese e di altre comunità religiose nel rispondere a queste sfide, e la difesa della dignità umana e di contribuire ai dibattiti di politica pubblica. “Tu sei presente in ogni città e villaggio in tutto il 28 Stati membri.” I contributi al seminario di dialogo hanno sottolineato l’importanza della dimensione sociale per il futuro dell’Europa. Luca Jahier, presidente del Comitato economico e sociale europeo, ha osservato che un pieno di un terzo di ciò che è scritto nei trattati UE offerte direttamente di questioni sociali. Altri, tra cui il commissario Birgitte Brekke-Clifton (L’Esercito della Salvezza) ha invitato l’UE ad assicurare i finanziamenti per l’attuazione del pilastro sociale, e sincronizzare la sua valutazione con gli obiettivi internazionali di sviluppo sostenibile. Ha anche criticato il pilastro per fare alcuna menzione dei migranti e dei richiedenti asilo non dichiarati. Metropolitan Ignatios di Demetrias e Almyros (Chiesa di Grecia) riflette teologicamente sulla necessità di condizioni di lavoro e di vita dignitose per tutti. Egli ha sottolineato che questo è un collettivo, piuttosto che l’interesse individuale. “Per combattere per il vostro pane quotidiano, che è un problema pratico. Per combattere per voi il pane quotidiano per il vostro vicino di casa, che è un problema spirituale “. Rev. Daniel Topalski della United Methodist Church in Bulgaria ha osservato che le chiese contribuiscono alla costruzione di società di cura e inclusive attraverso il loro lavoro diaconale, e che il pilastro sociale è parte dell’anima europea, accanto a valori come la pace, la solidarietà e l’uguaglianza. “Il pilastro europeo dovrebbe essere visto come un inizio, non una fine”, ha osservato Heather Roy, segretario generale di Eurodiaconia, “Ci sono molte cose che devono ancora essere sviluppati, soprattutto a livello nazionale, perché è qui che vedremo successo. Dobbiamo difendere contro qualsiasi annacquare il pilastro, in particolare per quanto possiamo vedere un cambiamento nel Parlamento europeo a seguito delle elezioni del prossimo anno “. Il pilastro europeo dei diritti sociali è stata proclamata congiuntamente e firmato dalla Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio al Vertice sociale di Göteborg nel novembre del 2017. Le istituzioni europee tengono riunioni regolari ad alto livello e seminari di dialogo con le chiese, non confessionale, e le organizzazioni filosofiche come parziale adempimento dell’articolo 17 della Treat sul funzionamento dell’Unione europea.

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46ͣ Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2012

Roma 20 maggio celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva, alle ore 10,30. (ddf)
La Giornata delle Comunicazioni Sociali è da tempo uno dei momenti più utili di riflessione, dialogo e confronto per il mondo dell’informazione. Un confronto che, sia chiaro, non può essere unidirezionale o autoreferenziale, ma ha il dovere (oltre che l’utilità) di guardare ai soggetti che della comunicazione sono i più diretti interessati, ovvero i cittadini.
In un momento di grave crisi globale, crisi che intacca anche il mondo dell’editoria e lo costringe a rivedere i suoi modelli di business, influenzati anche da un cambiamento dei costumi e della fruizione della notizia che non possiamo considerare disgiunti dal tema valoriale, soffermarsi sul significato dell’ascolto e del racconto è essenziale.Mi si invita gentilmente a proporre un momento di considerazione personale che voglio, senza alcuna presunzione, allargare al mondo dell’informazione pubblica, perché lavorare per una azienda di Stato che propone quotidianamente un “tappeto informativo” continuativo, il rischio di correre dietro alle sirene del mercato (specie nel contesto attuale) comporterebbe più di una conseguenza. Se questo non accade (e da qui il mio voler includere colleghi e tecnici, impiegati e dirigenti) è grazie al lavoro condiviso e convinto di tutta RadioUno e del Giornale Radio, che ho l’onore di dirigere.Ma un onore contiene spesso anche un onere, che in questo caso è, appunto, quello di non perdere mai di vista il significato e il senso del messaggio, considerando sempre per prima la prevalenza del fatto, il rispetto nel racconto, l’alternarsi delle voci e delle posizioni. Credo sia questo il concetto di “Silenzio e Parola” che il Papa Benedetto XVI ha voluto regalarci nell’intenso messaggio diffuso in occasione della festività del Patrono dei Giornalisti, San Francesco di Sales, in vista della Giornata delle Comunicazioni Sociali di quest’anno.
Benedetto XVI sintetizza in questo modo cosa siano silenzio e parola: “due momenti della comunicazione che devono equilibrarsi, succedersi e integrarsi per ottenere un autentico dialogo e una profonda vicinanza tra le persone. Quando parola e silenzio si escludono a vicenda, la comunicazione si deteriora, o perché provoca un certo stordimento, o perché, al contrario, crea un clima di freddezza; quando, invece, si integrano reciprocamente, la comunicazione acquista valore e significato”.
Quante volte, da cronisti, per “bruciare” una notizia, abbiamo avuto la tentazione di non ascoltare tutti i protagonisti della vicenda? E quanto spesso ci capita di assistere a talk show o dibattiti dove il prevaricare l’altro, zittirlo, alzare i toni serve solo per una effimera impennata dello share? Ecco, quando questo accade, la prima domanda che dovremmo porci è quale esempio stiamo dando a chi ci ascolta, a chi ci legge, a chi dialoga con noi magari grazie all’ausilio delle nuove tecnologie digitali.
I nuovi cittadini si formano compiutamente e correttamente se hanno a disposizione elementi di conoscenza e di giudizio non urlati o imposti. La coscienza critica deve prima di tutto essere il patrimonio di chi scrive un articolo o conduce un’intervista. Indagare su una vicenda giudiziaria, “scavare” nel privato di un personaggio pubblico o meno non autorizza nessuno, men che meno un operatore del mondo dell’informazione, a “pretendere” una risposta, un documento, un segreto.
La grande competizione crossmediale che si sta delineando in Italia e in tutto il mondo, mette sempre più spesso sullo stesso piano i professionisti della comunicazione e gli altri attori della notizia, siano essi blogger, free lance o i componenti di quello che troppo sbrigativamente viene chiamato citizen journalism. Se le regole valgono per tutti (e ci mancherebbe), anche i diritti sono gli stessi, purché non si dimentichi che il desiderio di raccontare non deve mai superare il limite della mancanza di rispetto. La dignità della persona umana è il caposaldo di qualsiasi momento dell’agire umano e lo è – se possibile – ancora di più di fronte all’informazione. Basta un attimo per diventare oggetto di una discriminazione o di un errore che è poi fatalmente “eterno” nelle memorie dei computer che non sanno riconoscere il “diritto all’oblio”.
“Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti – scrive ancora Benedetto XVI –, il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è importante da ciò che è inutile o accessorio”. Imparare da queste semplici, ma profondissime parole, che il ruolo del professionista dell’informazione è, oggi più che mai, testimonianza di come si debba vivere nella comunità, servendola e non usandola è uno degli impegni che quotidianamente dobbiamo rinnovare per mantenere il rispetto degli altri e il senso stesso della professione che abbiamo il privilegio di seguire.

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Regione Lazio e servizi sociali

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2012

L’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, ha incontrato oggi una delegazione del Consorzio dei servizi sociali del Cassinate, composta dal presidente Edoardo Fabrizio, dal direttore Emilio Tartaglia e dai sindaci di Piedimonte San Germano, Domenico Iacovella, di Coreno Ausonia, Domenico Corte, di Esperia, Giuseppe Moretti e dai delegati dei sindaci di San Vittore, Vittorio Casoni, e di Sant’Elia Fiumerapido, Roberto Rotondo. “Abbiamo recuperato le risorse necessarie alla continuazione dei servizi sociali nel Consorzio del Cassinate”. Lo ha dichiarato l’assessore Forte a margine dell’incontro. “Ciò dimostra, come ho avuto modo di affermare anche nei giorni scorsi, come il sociale sia al primo posto dell’agenda della Giunta Polverini. L’impegno c’è come c’è sempre stato per risolvere le difficoltà legate ai pagamenti. Purtroppo le criticità che si presentano non sono nate oggi, ma sono il frutto di un ritardo ereditato dalla passata amministrazione regionale, che in alcuni casi risale alla fine del 2005. C’è quindi un gap che con senso di responsabilità stiamo colmando, come nel caso dei Comuni del Consorzio del Cassinate, che potranno continuare a erogare i servizi programmati in favore delle famiglie e delle persone più fragili del territorio”.“Si è trattato – ha dichiarato il presidente del Consorzio del Cassinate, Edoardo Fabrizio – di un incontro molto importante, che evita definitivamente la sospensione dei servizi sociali. Grazie al lavoro dell’assessore Forte, arriveranno le risorse delle annualità pregresse e il rischio bancarotta per il Consorzio del Cassinate è scongiurato. Al di là della buona notizia, inoltre, – aggiunge Fabrizio – nell’incontro abbiamo avuto modo di affrontare un discorso più generale sulla riforma dei servizi sociali e sulle prospettive future del settore. Al pari delle questione delle risorse, l’innovazione del sistema socio-assistenziali è, infatti, un punto determinante per la qualità e la garanzia degli interventi assistenziali sul territorio. Un tema che nelle prossime settimane sarà oggetto di un convegno sul territorio del nostro consorzio, al quale l’assessore Forte ha già confermato la sua presenza”.

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People of Europe, rise up!

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 settembre 2011

fattorie sociali

Image by Arca Coop via Flickr

Roma Sabato 15 ottobre La manifestazione partirà alle ore 14.00 da Piazza della Repubblica e arriverà a Piazza San Giovanni. La giornata del 15 ottobre vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia compiuta, con le politiche anticrisi, a difesa dei profitti e della speculazione finanziaria. Le persone non sono un debito. Anche in Italia è già stata raccolta da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone che hanno dato vita al Coordinamento 15 ottobre . Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo continua ad avvicinare. Vogliamo un’altra economia, un’altra società e una democrazia vera. Il Coordinamento 15 ottobre si mette al servizio della riuscita della mobilitazione. Curerà unitariamente le caratteristiche, la logistica e l’organizzazione della manifestazione nazionale di Roma e ne definirà le sue parti comuni. Il suo obiettivo è favorire la massima inclusione, convergenza, convivenza e cooperazione delle molteplici e plurali forze sociali, reti, energie individuali e collettive che stanno preparando e prepareranno la mobilitazione con i propri appelli, le proprie alleanze, i propri contenuti.
Il Coordinamento 15 ottobre invita a costruire in tutto il territorio la partecipazione italiana alla giornata europea e internazionale “United for global change” e a convergere nella giornata nazionale di mobilitazione a Roma.

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Ammortizzatori sociali e invalidità civile

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2011

Sabato 7 maggio, il patronato della Cia (Confederazione italiana agricoltori), allestirà dei punti informativi nelle piazze di Pordenone (piazza XX settembre), Gorizia (presso i giardini di Corso Verdi) e Udine (viale Palmanova 109, presso l’ipermercato Panorama). Nei vari gazebo, gli operatori saranno a disposizione dei cittadini per illustrare gratuitamente i servizi offerti e fornire notizie utili per la tutela dei loro diritti sociali. Al centro delle iniziative di quest’anno, ci saranno due temi di grande rilevanza e attualità del welfare: gli ammortizzatori sociali e le pensioni per l’invalidità civile. Il tutto sotto lo slogan “Lavoriamo insieme per un domani di certezze e diritti”. Gli ammortizzatori sociali rappresentano un argomento molto sentito soprattutto nell’attuale delicato momento economico dove la disoccupazione, specialmente giovanile, ha assunto contorni preoccupanti. Dall’altro lato, l’assegnazione dell’invalidità civile, sta causando non pochi problemi ai cittadini che hanno diritto ai benefici per la loro inabilità. A Gorizia, il gazebo sarà aperto dalle ore 9.00 alle 13.30; a Pordenone, dalle ore 8.00 alle 12.00 e a Udine, dalle ore 9.00 alle 18.00. L’Inac è tra i primi patronati d’Italia per volume di attività e per struttura organizzativa ed esplica la sua attività con sedi in tutta Italia, anche in convenzione con Enti pubblici e privati, organismi e imprese e sotto il controllo e la vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

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Parrocchie romane: presidi sociali

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

«Le parrocchie, oltre ad essere un punto di riferimento spirituale, hanno assunto nella nostra città, soprattutto in periferia, un ruolo insostituibile di presidi sociali, soprattutto come punto di riferimento delle famiglie in difficoltà. Per questo con l’inaugurazione della parrocchia di San Corbiniano alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI, prosegue il nostro lavoro per donare un volto più umano ed accogliente ai nostri quartieri». È quanto dichiara il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, in merito all’inaugurazione della Parrocchia di San Corbiniano all’Infernetto che si è tenuta questa mattina alla presenza del Santo Padre, Benedetto XVI. «Roma Capitale – prosegue il Sindaco – ha già assegnato tre aree a servizi pubblici al Vicariato per la realizzazione di nuove parrocchie e più precisamente a Ponte di Nona, dove verrà realizzata quella dedicata alla beata Teresa di Calcutta, a Monte Spaccato, dov’è prevista quella dedicata a San Giovanni Nepomuceno Neumann, e quella di Osteria del Curato». «Inoltre – conclude Alemanno – stiamo lavorando con gli uffici della diocesi di Roma per il perfezionamento della cessione di altre due aree a servizi pubblici a Palmarola, dove verrà realizzata la parrocchia di S. Brigida, e alla Cecchignola per la parrocchia di S. Anselmo. A questo va aggiunto che gli uffici capitolini stanno perfezionando anche gli accordi con la diocesi di Porto e Santa Rufina per la cessione di aree a servizi pubblici per la realizzazione di nuove parrocchie nell’area nord di Roma».

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Giornata delle comunicazioni sociali

Posted by fidest press agency su domenica, 23 gennaio 2011

Palermo 24 gennaio, alle ore 10.30 nel salone della Libreria Paoline, in corso Vittorio Emanuele, 456 a Palermo. L’Ufficio pastorale per le Comunicazioni Sociali, l’Ordine dei Giornalisti, la Libreria Paoline e i Servizi Informatici dell’Arcidiocesi di Palermo, in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti organizzano un Forum nel corso del quale si discuterà sul messaggio del Santo Padre per la 45a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2011 su “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”. Nel corso della manifestazione saranno premiati i partecipanti al concorso fotografico indetto in occasione della visita che il Santo Padre ha effettuato a Palermo lo scorso 3 ottobre 2010. Al primo classificato andrà una fotocamera digitale, al secondo un telefono cellulare e al terzo un lettore MP4. A tutti partecipanti, verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Interverranno il vescovo ausiliare mons. Carmelo Cuttitta, Vittorio Corradino, presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Pino Grasso, direttore dell’Ufficio pastorale per le Comunicazioni Sociali, Mario Giacomarra, preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, suor Fernanda Di Monte giornalista paolina, Franco Lannino, fotografo professionista, e Vincenzo Grimaldini, responsabile dei Servizi Informativi dell’Arcidiocesi di Palermo.

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Riforma ammortizzatori sociali

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

Roma,1 ottobre in Corso d’Italia 25, dalle ore 11, con Epifani  la Cgil presenterà, nel corso di una conferenza stampa,la propria proposta di riforma organica degli ammortizzatori sociali. I lavori della conferenza stampa saranno introdotti dal segretario confederale della Cgil, responsabile delle politiche attive del lavoro, Fulvio Fammoni, e dal direttore dell’Ires Giovanna Altieri. Concluderà la conferenza il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Parteciperà anche la vice segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso. L’attuale sistema, nonostante il ricorso agli ammortizzatori in deroga, conferma di essere scarsamente inclusivo, escludendo quote rilevanti di lavoratori non standard, ma anche quote sempre più importanti di lavoratori dipendenti; in particolare giovani, donne, lavoro precario e immigrati, cioè i più deboli del mercato del lavoro. E questo – prosegue la nota – è il primo aspetto che la proposta della Cgil intende affrontare nell’ambito di un progetto complessivo che prospetta un sistema pubblico e universale, senza differenze per i lavoratori per settore di attività, dimensione di azienda, collocazione territoriale, tipologia di lavoro. Si tratta dello sviluppo coerente dell’accordo del 23 luglio 2007 e della conseguente delega che il governo, anche se con altre intenzioni di merito dichiarate, ripropone nell’ambito del collegato lavoro.  Durante la conferenza stampa – conclude la nota – saranno illustrati i tratti unificanti del nuovo sistema, le proposte sul mercato del lavoro, i nuovi istituti di tutela al reddito in caso di perdita di lavoro (unificazione dei trattamenti vigenti di mobilità e disoccupazione) in costanza di lavoro (cassa integrazione), il riordino complessivo della contribuzione al sistema per tutte le tipologie di impresa, i costi e le relative coperture”.

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