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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘società’

Le società estero-vestite e gli “investimenti fantasma”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

By Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. Gli investimenti diretti esteri (FDI l’acronimo in inglese) possono avere un ruolo molto importante per lo sviluppo economico, per l’aumento della produttività e dell’occupazione e per l’integrazione internazionale. Perciò, tutti i Paesi sono interessati ad attrarli. Vari centri studi, tra cui quelli dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e del Fondo monetario internazionale, ritengono che ammontino a oltre 40.000 miliardi di dollari. Però, di questi, almeno 15.000 miliardi, pari a quasi il 40% del totale, sarebbero “investimenti fantasma”, registrati in alcuni Paesi noti come dei paradisi fiscali, allo scopo, soprattutto, di evitare di pagare le tasse o per pagarne il meno possibile.
La situazione, anche in questo campo, invece di essere stata sottoposta a controlli e a restrizioni, è peggiorata dopo la Grande Crisi del 2008, quando la percentuale era del 30%.Altri studi, tra cui uno dell’università olandese di Amsterdam, confermano che, oltre ai citati investimenti diretti esteri, anche il 40% dei profitti delle stesse multinazionali finisce nei paradisi fiscali. Ciò avviene nonostante che dal 1985 al 2018 il “global corporate tax rate”, la media mondiale della tassazione sui profitti delle imprese, sia scesa dal 49 al 24%. Nel 2015 il profitto globale delle multinazionali, cioè quel profitto realizzato nei Paesi dove hanno le loro attività produttive tranne quello dove la “compagnia madre” è registrata, è stato di 1.700 miliardi di dollari. Si calcola che di questi il 36%, circa 600 miliardi, sia stato “dirottato” nei paradisi fiscali.Si possono definire “investimenti fantasma” perché sono trasferimenti, oltre i vari confini, fatti da imprese che fanno parte dello stesso gruppo internazionale, passando attraverso dei “contenitori” vuoti localizzati nei paradisi fiscali. Questi contenitori sono dei “veicoli” che non sono coinvolti in alcuna attività reale. Servono soltanto per i giochi fiscali.E’ sorprendente che la metà degli “investimenti fantasma” transiti in due Paesi dell’Unione europea, Olanda e Lussemburgo, ben noti paradisi fiscali! Cosa sicuramente scandalosa e inaccettabile, ancora di più adesso che l’Europa si trova in grave emergenza economica per gli effetti della pandemia Covid-19. Se a loro si aggiungessero Hong Kong, le Virgin Islands britanniche, Bermuda, Singapore, le isole Cayman, la Svizzera, l’Irlanda e Mauritius, questo gruppo di dieci Paesi sarebbe responsabile per l’85% degli “investimenti fantasma”.Nel piccolo Lussemburgo, per esempio, arrivano investimenti esteri pari a 4.000 miliardi di dollari, tanto quanti gli Stati Uniti e più di quelli della Cina. Naturalmente per attrarre così tanti investimenti “virtuali” i paradisi fiscali e i centri off-shore offrono un livello di tassazione molto basso, molto più basso dei Paesi dove sono realizzate le attività reali. Offrono, inoltre, una serie di altri “servizi”, quali l’anonimato, la scarsa trasparenza e un sistema giuridico a dir poco compiacente. Offerte molto apprezzate da chi vuole evadere o eludere la tassazione ed evitare controlli più stringenti sulle proprie attività.Negli anni ottanta l’Irlanda aveva una tassa sui redditi d’impresa del 50%. Oggi è del 12,5%. La legge irlandese si presta anche a “soluzioni fiscali creative”. Si pensi all’operazione chiamata “doppia birra irlandese con un panino olandese”, che prevede il trasferimento dei profitti di multinazionali registrate in Irlanda e in Olanda verso le isole Cayman. In questo modo sembra che le corporation in questione arrivino addirittura a pagare zero tasse, o quasi. Inoltre, in Irlanda il rapporto profitto/salari è pari all’800%, poiché le imprese straniere registrate nel Paese possono dire di avere dei profitti altissimi in rapporto ai pochi lavoratori dipendenti in loco. Si noti che in Gran Bretagna, per esempio, tale rapporto è del 26%, che di per sé è già alto. Spesso economisti e analisti male informati o “interessati” portano l’Irlanda, per la sua bassa tassazione e la sua crescita del Pil, come esempio di gestione virtuosa. Ma dimenticano di dire che gli alti ricavi derivano soprattutto dagli investimenti esteri che arrivano nel Paese proprio per la bassa tassazione. E’ stato calcolato che, se tutti i Paesi del mondo applicassero la stessa tassa sui redditi delle imprese, le “fughe” verso i paradisi fiscali quasi scomparirebbero. Ciò produrrebbe un aumento delle entrate fiscali del 15% nei Paesi dell’Unione europea e del 10% negli Usa e una loro diminuzione del 60% nei paradisi fiscali. Queste problematiche sono emerse prepotentemente anche in Italia in seguito alla richiesta di credito avanzata al governo dalla Fiat per ben 6,3 miliardi di euro. FCA, com’è noto, opera in Italia ma ha la sede legale in Olanda e quella fiscale in Gran Bretagna. In Europa la concorrenza relativa alla tassazione dei profitti delle multinazionali ha assunto aspetti intollerabili. Si pensi soltanto che ben 6 Paesi, Irlanda, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Malta e Cipro, che hanno fatto parte del gruppo originario dell’Unione prima della sua estensione all’Est Europa, sono considerati paradisi fiscali! Una seria riforma fiscale a livello europeo, che valga per tutti i 27 Paesi dell’Unione, non è più rinviabile. E’ necessaria, urgente e decisiva per l’effettiva realizzazione dell’Europa unita e federale.

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Rapporto “Scuole aperte, Società protetta”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

Anche la Città metropolitana di Torino con i tecnici della Direzione Edilizia scolastica ha partecipato attivamente al gruppo di lavoro coordinato dal Politecnico di Torino dedicato all’approfondimento tematico, in vista della Fase2, sul mondo della scuola che ha prodotto il rapporto “Scuole aperte, Società protetta”.”Un rapporto molto complesso che riguarda una realtà fondamentale per la ripresa quale è quella del mondo della scuola – commentano i consiglieri metropolitani delegati ai lavori pubblici Fabio Bianco e all’istruzione Barbara Azzarà – coinvolgendo famiglie, alunni, docenti, personale scolastico e tecnico, quindi un target in Piemonte di centinaia di migliaia di persone. I nostri tecnici hanno collaborato alla stesura del rapporto in considerazione della nostra responsabilità su centinaia di edifici scolastici degli istituti superiori di secondo grado nel territorio metropolitano”.Il rapporto affronta sotto il profilo tecnico e scientifico i grandi temi della prevenzione del rischio di trasmissione del contagio da #covid19 , prevede mappe e layout delle aule degli istituti superiori con 15 o 30 studenti, esempio collegati a buone pratiche e tutti gli interventi utili a programmare il ritorno sui banchi della popolazione scolastica in sicurezza.

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“Scuole aperte, Società protetta”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Torino. Il gruppo di lavoro coordinato dal Politecnico di Torino che sta aggiornando i primi risultati del progetto “Imprese aperte, lavoratori protetti” con nuovi approfondimenti tematici per aree di applicazione delle modalità proposte per le riaperture delle attività nella Fase 2, ha pubblicato il Rapporto “Scuole aperte, Società protetta”.La scuola e i servizi educativi per la prima infanzia sono infatti altrettanto cruciali delle attività produttive per la ripresa del Paese. Il sistema educativo risponde a problemi di conciliazione famiglia-lavoro per i genitori, ma soprattutto ai diritti costituzionali dei bambini e ragazzi a ricevere un’istruzione e ad avere accesso alle risorse per il pieno sviluppo delle proprie capacità. Esigenze e diritti che sono stati, forse inevitabilmente, compressi in queste settimane con conseguenze negative che hanno allargato le disuguaglianze sociali tra bambini. La letteratura internazionale è unanime nel sottolineare l’importanza per tutti i bambini, ma soprattutto per i più svantaggiati economicamente e socialmente, o con qualche disabilità, di esperienze educative extra familiari precoci.Il rapporto prende dunque in considerazione queste dimensioni, oltre ad affrontare sotto il profilo tecnico-scientifico la prevenzione e mitigazione del rischio di trasmissione del contagio da SARS-CoV-2 nell’ambito del sistema scolastico dall’obbligo ma anche nel sistema educativo per la fascia 0-6 anni, che ormai fa parte a pieno titolo del sistema istruzione anche a livello normativo. Il rapporto al link: http://www.impreseaperte.polito.it/i_rapporti/scuole_aperte_societa_protetta. (by Elena Foglia Franke)

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BrandOn Group ha chiuso il 2019 con un fatturato di 21 milioni di euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

BrandOn, la società digitale che vende sulle principali piattaforme di e-commerce internazionali i prodotti e i brand di gruppi italiani ed europei, si prepara a chiudere il migliore esercizio di sempre, con un fatturato di 21 milioni di euro, in crescita del 130%, e un EBITDA quadruplicato rispetto al 2018, a circa un milione di euro, con un EBIT che supera i 300 mila e un net profit per la prima volta positivo.Il forte incremento dei ricavi è legato all’acquisizione di nuovi clienti e all’enorme aumento degli articoli in catalogo: le referenze offerte da BrandOn sono oggi oltre 800 mila rispetto alle 370 mila del 2018, per un totale di 1,2 milioni di prodotti venduti nel 2019, su oltre 50 piattaforme di e-commerce, in 35 Paesi, sia nell’Ue che nell’Europa dell’Est, oltre che in Medio Oriente. La gestione di questo esponenziale incremento dei clienti e dei prodotti venduti, su marketplace molto diversi tra loro e in così tanti Paesi, è garantita dalle piattaforme tecnologiche proprietarie di BrandOn, che automatizzano il processo di vendita e creano un collegamento diretto e in tempo reale tra i magazzini dei brand clienti e le piattaforme di e-commerce.La crescita della redditività è imputabile al processo di efficientamento avviato nel 2019, che ha portato alla razionalizzazione dei costi e a un’ottimizzazione dei processi interni.
Nel 2019 BrandOn consolida anche la sua vocazione di partner a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese: i Paesi esteri sono infatti il principale mercato di BrandOn (70% del fatturato complessivo) e sono soprattutto italiane (58% del totale) le aziende che si rivolgono alla scale up digitale per vendere i loro prodotti online in Italia e in Europa. Nel 2019, in particolare, le attività all’estero di BrandOn si sono sviluppate in Europa, con l’ingresso nel marketplace di Amazon Olanda e di diversi altri operatori in Russia e altri Paesi dell’Est, oltre che in Medio Oriente, con Amazon UAE.Sono sempre di più i nuovi brand e le aziende, anche della distribuzione tradizionale, che nel 2019 hanno scelto di affidare a BrandOn la gestione delle vendite online sulle principali piattaforme di e-commerce e i principali marketplace, oltre che sui siti di flash sales, con beauty, sport, fashion e home & living che si confermano i settori di riferimento. Tra gli altri, Under Armour, Speedo, Jack Wolfskin, Legea, Dunlop, e Piazza Italia, con accordi pluriennali in esclusiva su più canali e in più Paesi.
Nel corso del 2019 BrandOn ha anche rafforzato il team, con l’assunzione di sette nuove risorse, selezionate per ricoprire incarichi soprattutto nei team del Commerciale e nell’IT, che hanno portato a 29 il numero di dipendenti della scale up.“Il 2019 è un anno tutto in positivo per BrandOn: aumentano il fatturato, la redditività, i clienti, le piattaforme e i Paesi in cui siamo presenti. Un anno in cui il fatturato è cresciuto del 130% e in cui è triplicata la redditività”, ha commentato Ilaria Tiezzi, CEO di BrandOn Group. “Sono sempre di più i marchi e le grandi aziende che si rivolgono a noi per affidarci la gestione delle loro vendite online sui marketplace, perché abbiamo una proposta unica di servizi di brand protection, gestione della logistica, analisi dei dati e reportistica, che in meno di tre settimane ci permette di vendere i loro prodotti online in tutta Europa, gestendo la complessità di tutte le fasi della vendita e post-vendita. E il tutto avviene senza dover sostenere gli investimenti richiesti dalla creazione di un team, dallo sviluppo di piattaforme tecnologiche e di una supply chain dedicata alle vendite online e, in particolare, su marketplace”. In un contesto di mercato in cui il 99% delle imprese europee sono aziende con fatturati entro i 50 milioni di Euro, di cui solo il 15% di queste vende i suoi prodotti online e appena il 7,5% a livello internazionale, BrandOn ha ancora enormi margini di crescita nei prossimi anni.A fine 2018, dopo un round da 3 milioni di Euro e l’ingresso di Ilaria Tiezzi come CEO, con la founder Paola Marzario diventata Presidente dell’azienda, BrandOn aveva annunciato un obiettivo di crescita del fatturato a 50 mln di Euro entro il 2021, da raggiungere anche attraverso operazioni di M&A. Meno di un anno dopo la società supererà i 20 milioni di Euro di fatturato, e solo attraverso la crescita organica.

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Gli invisibili della nostra società

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Roma martedì 3 marzo 2020, alle 14.30, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) incontro “Censimento degli invisibili”, nell’ambito delle attività di Responsabilità sociale dello stesso ateneo.Sarà un viaggio alla ricerca degli invisibili nel mondo di oggi, attraverso riflessioni e letture di poesie. Interverranno Cesare Davide Cavoni, curatore della trasmissione di TV2000 “Buone notizie” e autore del libro “Censimento degli invisibili”, e il giornalista Carlo Climati.Gli incontri di Responsabilità sociale fanno parte delle attività di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma. Il progetto educativo di questo ateneo punta a sviluppare tutte le sfaccettature della persona, le sue facoltà, le sue abilità e competenze, in modo armonico e completo. Si cerca di favorire l’inserimento dei giovani nella società, offendo strumenti che possano aiutarli a scoprire il senso più profondo della vita.
Sono tanti gli invisibili della società contemporanea: i migranti che muoiono in mare cercando una speranza, i disabili che affrontano ogni giorno una vita piena di ostacoli, le nuove schiave della prostituzione e della tratta, gli anziani soli, le persone malate, le vittime della droga e delle nuove forme di dipendenza. Queste persone esistono. Ma a volte sembriamo non accorgercene, perché vivono in eterne periferie dell’anima e dello spazio, ai margini della storia. Ce ne ricordiamo soltanto attraverso statistiche e numeri.

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Gli studi legali Nctm e La Scala danno vita con UniCredit a UniQLegal, società tra avvocati per azioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

UniQLegal, http://www.uniqlegal.it, è un’iniziativa innovativa che nasce per soddisfare alcune specifiche esigenze di servizi legali del Gruppo UniCredit, con particolare riguardo alla gestione del contenzioso passivo bancario e della consulenza legale ricorrente, e che ambisce a diventare nel tempo un autentico punto di riferimento del diritto bancario in Italia.La partnership consentirà di mettere a fattor comune la considerevole esperienza e le avanzate tecnologie di gestione degli studi partner con le competenze e i processi della Direzione Legale del Gruppo UniCredit creando un centro di eccellenza professionale caratterizzato da know-how specialistico, capacità di investimento, innovazione tecnologica, nuove logiche organizzative e produttive ed economie di scala che porteranno ad un nuovo standard nella fornitura di servizi legali specializzati. UniQLegal sarà fondato sulla capitalizzazione della conoscenza e sulla dinamicità dei suoi professionisti: giovani, curiosi, supportati dall’esperienza e dalla visione strategica dei soci che condividono da sempre l’attenzione all’innovazione, alla cura del cliente e alla crescita professionale del capitale umano, risorsa primaria e imprescindibile dei servizi professionali.

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La rivoluzione digitale sta trasformando la politica e la società

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Ad affermarlo è la ricerca “L’era della democrazia digitale, una sfida per cittadini, imprese e politica, realizzata da Adl Consulting, società di consulenza strategica, public affairs e comunicazione istituzionale specializzata in attività di digital lobbying e advocacy, e presentata oggi all’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni di Roma, di fronte a esponenti di spicco della politica e dell’economia italiana.Gli studenti universitari sono i protagonisti assoluti di una delle sezioni della ricerca, in quanto ricoprono il doppio ruolo di cittadini e professionisti del futuro. A sorprendere è l’insufficiente conoscenza e l’inadeguata comprensione dei temi della democrazia digitale, evidenziate dall’indagine. Su un campione di 300 studenti, provenienti da diverse facoltà (Ingegneria 54%, Scienze Politiche 34%, Giurisprudenza 10%, Marketing & Comunicazione, Economia 1%), risulta che il 56% non ha mai sentito parlare di “democrazia digitale”, chi conosce il termine proviene da facoltà giuridico-economiche. Nell’indagine risulta che il 75% non ha mai letto libri o approfondimento sulla blockchain, mentre il 61% è entrato in contatto con articoli e libri sull’intelligenza artificiale. È stato misurato il grado di coinvolgimento nelle decisioni politiche da cui emerge che a livello europeo il 36% non si sente per nulla coinvolto, mentre a livello nazionale il dato scende al 25%, fino ad arrivare a livello locale con la misura del 22%. Il dato positivo emerso dal sondaggio è che gli studenti vedono in modo entusiasta l’applicazione della tecnologia nei diversi ambiti della società (84%).
Ne L’era della democrazia digitale, una sfida per cittadini, imprese e politica, come scrivono gli autori nell’introduzione alla ricerca, si indaga come a fronte di un’innovazione digitale che ha cambiato quasi ogni aspetto della nostra vita privata, la democrazia e le sue pratiche (in primis in termini di legislazione e di governo) siano ancora fortemente ancorate al modello tradizionale della democrazia rappresentativa costituzionale classica; tuttavia, il potenziale innovativo della rivoluzione digitale ha già iniziato a cambiare fortemente la relazione tra istituzioni e cittadini (per esempio attraverso l’uso di piattaforme di partecipazione), così come la modalità in cui gli stessi cittadini, le imprese o i rappresentanti di interessi stanno ripensando il dialogo con i decisori pubblici (per esempio attraverso il cosiddetto digital lobbying). Francesca Bria, Senior Advisor Digital Cities presso le Nazioni Unite e già Assessore alla tecnologia e innovazione digitale Comune di Barcellona ha sottolineato nel suo intervento che per riconquistare la sovranità digitale e garantire i diritti digitali dei cittadini, sono necessarie infrastrutture decentralizzate con gestione e controllo democratico.
Sono intervenuti esponenti di spicco di alcune aziende nazionali e internazionali come Péter Ilyés (CEO E.On Italia) che ha posto l’attenzione su come la tecnologia possa diventare democratica puntando sul tema della fiducia; Andrea Benassi (Head of Public Affairs & Sustainability del Gruppo Bancario Cooperativo ICCREA), che ha approfondito il ruolo del sistema bancario nell’indirizzare le scelte di investimento con riguardo alle sfide della sostenibilità; Corrado Righetti (CEO di Sharp Italia), che ha mostrato come anche i processi di apprendimento si possono rendere interattivi e smart, e Romano Righetti (Direttore External Affairs di Vodafone Italia), che si è soffermato sull’importanza di adottare e sviluppare standard comuni a livello comunitario in termini di privacy e cybersecurity

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Giornata di studio “I doveri del giornalista per una società migliore”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Roma martedì 29 ottobre, dalle ore 9 alle 18, nella sede della PUSC di piazza di Sant’Apollinare 49 (Aula Álvaro del Portillo). L’iniziativa, è centrata sul ruolo e sulla responsabilità dei giornalisti e degli operatori dell’informazione e della comunicazione in una fase caratterizzata da tumultuosi cambiamenti nella professione e segnata dalla polverizzazione dell’offerta editoriale e informativa. La relazione iniziale, tenuta dal prof. Norberto González Gaitano, Ordinario di Opinione Pubblica alla Santa Croce, è quella che dà il taglio all’intera giornata formativa: “Verità, obiettività e fake news: siamo pronti a un dibattito serio sull’essenza del giornalismo?” (ore 9.10). Segue poi l’approfondimento sociologico con “L’impatto dell’informazione sulla società”, a cura del prof. Massimiliano Padula, docente di Sociologia e Comunicazione alla Pontificia Università Lateranense (ore 10). Segue quindi l’aspetto etico-morale scandagliato da mons. Angel Rodríguez Luño, Vicerettore e Ordinario di Teologia Morale Fondamentale alla Santa Croce, che ha preparato un intervento generale sul tema “La necessità di un’etica nella professione giornalistica” (ore 10.45).
La relazione sull’ambito giuridico (“I fondamenti della deontologia e la tutela dei lettori”, ore 11.45) è stata affidata ad Anna Masera, Public Editor del quotidiano “La Stampa”, al prof. Ruben Razzante, docente di Diritto dell’Informazione e della Comunicazione all’Università Cattolica di Milano ed alla giornalista e scrittrice Assunta Corbo.Conclude la sessione mattutina (ore 12.45) il caso pratico di giornalismo online, a cura del docente di Media Training PUSC Raffaele Buscemi, dal titolo: “Dalla documentazione al fact-checking”.
Alle 14.30 ripresa lavori con un ritorno più specialistico ai tre ambiti citati, quello sociologico con la relazione di Paola Springhetti, docente di giornalismo alla Pontificia Università Salesiana ed Andrea Tornielli, Direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede “Il racconto del fatto religioso: caratteristiche”, quello etico-morale con la relazione “Le virtù del giornalista secondo Papa Francesco” di Giovanni Tridente, docente di Position Papers alla Santa Croce e, infine, quello giuridico con il tema “Abusi nella Chiesa: tutela delle vittime e presunzione d’innocenza”, coraggiosamente trattato da padre Hans Zollner, presidente del “Centre for Child Protection” della Pontificia Università Gregoriana.

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Letture su società e politica nell’età della globalizzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2019

E’ il nuovo saggio di Francesco Giacomantonio. Dalla metà degli anni Novanta del xx secolo sino ai giorni più recenti si può ormai individuare la transizione cruciale dei processi di globalizzazione, spesso non agevoli da decifrare univocamente. Numerosi studiosi nell’ambito delle discipline sociologiche, filosofiche, politiche hanno prodotto una mole enorme di analisi legate all’età globale e in questo volume sono raccolte 90 recensioni di altrettanti testi, usciti lungo tutti questi anni, equamente suddivise in sei precise sezioni tematiche. Trovano così spazio le prospettive di autori come Bauman, Beck, Giddens, Habermas, Žižek, Touraine, Derrida, Morin, Galimberti, Sartori, e di maestri i cui contributi sono costantemente ripresi come Marx, Simmel, Husserl, Heidegger, Arendt, Weber, Foucault, la Scuola di Francoforte ecc., a cui si accompagnano molti volumi di critici italiani e non solo. Tutte letture che toccano concetti chiave del dibattito contemporaneo: immaginari socio-politici, individualizzazione, identità, modernità, democrazia, potere, globalizzazione, Europa, biopolitica. Ne risulta un utile e interessante strumento di consultazione e confronto, che si indirizza a laureandi, dottorandi, ricercatori, studiosi, e a quanti vogliano avvicinarsi a questi temi, sia per avere una preliminare mappatura, sia per cominciare a delineare possibili visioni d’insieme.Una biblioteca essenziale su società e politica nell’età globale. Francesco Giacomantonio Ph.D. in Filosofie e teorie sociali contemporanee, è autore dei libri: Il discorso sociologico della tarda modernità, Il melangolo, 2007, Minima cura. Lunario del filosofo sociale, Aracne, 2008, Introduzione al pensiero politico di Habermas, Mimesis, 2010, Sociologia e sociosofia, Asterios, 2012, (con D’Alessandro, R.) Nostalgie francofortesi. Ripensando Horkheimer, Adorno, Marcuse e Habermas, Mimesis, 2013, Sociologia dell’agire politico. Bauman, Habermas, Žižek, Studium, 2014, (con D’Alessandro, R.) Post-strutturalismo e politica-Foucault, Deleuze, Derrida, Morlacchi, 2015, (con Pellitteri, M.) Shooting star-Sociologia mediatica e filosofia politica di Atlas ufo robot, Mario Luzi Editore, 2017, Il lungo addio della filosofia politica contemporanea, goWare, 2018 e ha diretto e curato La filosofia politica nell’età globale (1970-2010), Mimesis, 2013. Collabora con varie riviste accademiche.

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“Le società di mutuo soccorso. Radici di mutualismo e prospettive di futuro”

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Milano Giovedì 27 giugno, alle ore 16.30 alla Biblioteca dei trasporti e della mutualità Cesare Pozzo, via San Gregorio 48, la Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità presenta il libro “Le società di mutuo soccorso. Radici di mutualismo e prospettive di futuro” di Daniele Viotti e Ilda Curti.Il volume ripercorre la storia delle società di mutuo soccorso, inclusa quella della Mutua sanitaria Cesare Pozzo, per ragionare sulla loro attualità e sul loro importante ruolo nel futuro.Con l’autore Daniele Viotti, europarlamentare dal 2014 al 2019, ne discutono il prof. Guido Bonfante, presidente della Fondazione centro per lo studio delle società di mutuo soccorso, e Mario Giaccone, vicepresidente della Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità. Coordina l’incontro Francesco Cancellato, direttore del quotidiano online Linkiesta.

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Gruppo Ebano punta su sostenibilità e impatto sociale

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

8 società controllate, 15 partnership produttive, più di 250 dipendenti e collaboratori, oltre 18 milioni di fatturato aggregato, una clientela media annuale che ormai supera le seimila unità per il solo business della Formazione a distanza: sono alcuni dei numeri del Gruppo Ebano, la holding fondata dall’imprenditore di prima generazione Carlo Robiglio, che emergono dall’Annual Report presentato oggi agli investitori istituzionali e agli stakeholder. La holding, che ha visto crescere in sei anni i ricavi complessivi del 250%, ha supportato un piano di crescita per linee interne ed esterne con investimenti nel solo 2018 di oltre 500 mila euro, importo confermato anche nel piano 2019.
I tre principali filoni di attività del gruppo sono “editoria e formazione”, “comunicazione e marketing” e “innovazione”. Tra i punti di forza c’è la controllata Cef Publishing, leader di mercato in Italia nella progettazione, realizzazione ed erogazione di corsi professionali attraverso modalità Fad (formazione a distanza) ed e-learning in ambiti come il socio assistenziale, l’animal care, il food, l’estetica e il benessere. Docenti dei suoi corsi sono tra gli altri lo Chef stellato Antonino Cannavacciuolo per il corso “Cuoco professionista CHEFuoriclasse” e il truccatore e imprenditore nel mondo della cosmetica Diego Dalla Palma per il corso “Professionista della Bellezza e del Benessere. Percorso Immagine”. La politica aziendale del Gruppo Ebano, volta a perseguire alti standard in termini
di sostenibilità e impatto sociale, ha adottato il modello organizzativo L.231 per se e la controllata Cef. E Cef dal 2018 anche B Corp®, certificazione rilasciata dalla B Corporation, l’ente non-profit americano.
Ebano, sempre tramite Cef Publishing, fa parte di Elite, il programma internazionale di Borsa italiana, nato nel 2012 in collaborazione con Confindustria, dedicato alle aziende ad alto potenziale di crescita, con un modello di business solido ed una chiara strategia di sviluppo. “La storia di Ebano – spiega Carlo Robiglio – ha radici profonde e ha inizio, intorno ai primi anni novanta, con l’idea di dar vita a una iniziativa imprenditoriale nel mondo dell’editoria e della cultura che potesse, in primo luogo, valorizzare la storia, le tradizioni e i valori di un territorio. La formazione continua, insieme agli investimenti in ricerca e innovazione, rappresentano i pilastri strategici per la nostra crescita”.
“Espandiamo il nostro raggio d’azione secondo un modello verticale, sviluppando le competenze acquisite”, continua Robiglio. “Così, dopo la realizzazione di corsi di cucina, siamo passati al social eating, dalla formazione per addestratori di cani abbiamo ampliato l’attività alla vendita e-commerce di prodotti pet e alla gestione di un’apposita piattaforma per promuovere modelli di sharing economy per i possessori di animali da compagnia”. “Ebano – spiega il direttore generale Silvano Mottura – si offre come interlocutore dell’azienda partner per progettare e gestire a 360 gradi servizi in outsourcing, portando efficienza e profitto all’insieme di attività che, nella catena del valore di un’impresa, coinvolgono il rapporto con i propri stakeholders.”

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Violenza ↔ Società. Costruzioni (e distruzioni) della semantica occidentale

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2019

Un libro di Osvaldo Duilio Rossi, Meltemi. 6 capitoli epistemologici sul corrente medi@evo, sugli aspetti economici e monetari della violenza, sulle sue inerenze sessuologiche e culinarie, sulla sua estetica e sulle sue funzioni giuridiche.
La violenza emerge sempre più evidentemente nella vita sociale. Dai gilet gialli francesi alla legge sulla legittima difesa italiana, dalla lotta contro la violenza sulle donne agli attentati terroristici, passando per le manovre di borsa o di finanza pubblica, la violenza ci circonda ogni giorno e l’approviamo inconsapevolmente, anche quando la critichiamo perché condividiamo “valori di scambio” che hanno costruito la società occidentale nel corso dell’ultimo millennio. L’atto violento in sé reca significati costruttivi difficili da riconoscere: e mai come in questi tempi la comprensione della violenza può rivelarsi cruciale per il futuro.
La sospensione del giudizio sulla violenza (smettendo di condannarla o di tollerarla) svela due funzioni: quella di strumento principale tramite cui si ordina il mondo naturale, e quella di elemento scardinante, in grado di sovvertire l’ordine culturale.
La violenza si esprime in paradigmi sessuali, economici, giuridici e religiosi, che si manifestano tanto nelle arti quanto nelle politiche finanziarie, nei social network e nella giustizia. Il rapporto quotidiano che hanno gli individui con tutti quegli strumenti è caratterizzato da un’ambiguità latente: il senso distruttivo di certe politiche e il senso costruttivo di molte ribellioni sfugge sempre più all’attenzione dell’Occidente. Una riflessione trasversale consente di cogliere tali paradigmi quali strumenti che regolano il patto sociale, e consente di capire a quante forme di violenza prendiamo parte (anche inconsapevolmente) ogni giorno.
Il libro Violenza ↔ Società permette di cogliere tali paradigmi quali strumenti che regolano il patto sociale: comprenderli consente di acquisire coscienza del nostro legame intrinseco con essi. Capire il significato ambivalente della violenza serve a capire come possiamo sostituirla e in quali agenzie sociali possiamo operare per trasformare la società, dalla famiglia alle istituzioni pubbliche.
L’autore: Osvaldo Duilio Rossi, dottore di ricerca, mediatore e negoziatore professionista, ha pubblicato contributi sulla scienza del conflitto e sugli strumenti di soluzione delle controversie alternativi al giudizio (ADR), ma anche saggi di antropologia e sociologia dei processi culturali. Insegna all’Università di Teramo e alla LUISS Guido Carli. Pagine 152. Collana Linee. ISBN 978-88-8353-943-5. Col contributo scientifico di IforMediate. http://www.meltemieditore.it/catalogo/violenza-societa/ (Avv. Orietta Leonardi)

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Anticimex Italia acquisisce le società GSA Pest Control e Ipecos

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2018

Dopo aver acquisito nel 2017 il ramo di pest control della società Defensor e archiviato l’anno con il segno positivo (ricavi +8% e MOL +20%), la sede italiana di Anticimex, azienda internazionale specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, nel 2018 ha acquisito due società del settore, la romana GSA Pest Control e la Ipecos, con sede a Grosseto.
Si tratta di un percorso di crescita avviato in questi anni da Anticimex Italia, che completa tre delle sei acquisizioni pianificate per i prossimi tre anni. Tutti i dipendenti delle due aziende, tra cui i tecnici, i commerciali, i coordinatori e il reparto amministrativo, entreranno a far parte della società, che raggiunge così nel nostro Paese un organico di circa 340 dipendenti. Si tratta di personale altamente qualificato, con una lunga esperienza nel settore e con un forte radicamento sul territorio, che aiuterà l’azienda a rafforzare la presenza nel centro Italia.Nel trasferimento delle attività sarà sempre garantita la continuità tecnico-operativa.
Per quanto riguarda le due società, GSA Pest Control ha la sede a Roma, si occupa di servizi, prodotti ed attrezzature per la disinfestazione e la disinfezione dell’ambiente ed è particolarmente attiva nella Capitale. Ipecos, invece, con sede a Grosseto e costituita nel 2003, ha puntato maggiormente sulla regione Toscana.Ma se in Italia l’input è la crescita sia organica sia per acquisizioni, anche a livello di gruppo Anticimex si sta muovendo in quest’ultima direzione, con un’attenta strategia di acquisizioni in Europa, America e Asia, a cui si aggiungono gli importanti investimenti in innovazione tecnologica, considerati i veri driver di sviluppo nel settore.“Negli ultimi anni Anticimex ha posto tra le priorità la crescita e il rafforzamento della presenza in alcune aree del Paese, ma senza trascurare il proprio dna – dichiara Pietro Caporossi, Direttore Commerciale ed Operativo Anticimex Italia – Per questo siamo sempre alla ricerca di eccellenze del settore che possano portare valore alla nostra società con esperienza, qualità e radicamento sul territorio. Peculiarità ben presenti sia in GSA Pest Control sia in Ipecos, due società dalla buona reputazione e riconoscibilità sul mercato e che svolgono la propria attività raggiungendo standard qualitativi elevati. Siamo certi che l’integrazione dei team sarà positiva e che contribuirà allo sviluppo dell’azienda.” (Roberto Grattagliano)

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Nella società dei robot, fantasia e creatività salveranno economia e lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Tra le nuove professioni legate alla cultura e al turismo che i millennials possono intraprendere, ci sono per esempio le figure del “rigeneratore urbano”, che sta nella comunità e ne ridisegna spazi comuni e funzioni sociali, o quella dell’“audience developer”, in grado di far partecipare e crescere una comunità all’interno del progetto culturale e turistico del luogo. O ancora quella del data journalist, capace di integrare competenze comunicative e di storytelling con altre scientifiche, statistico-economiche e informatiche, leggendo e trovando nuove storie da raccontare dentro l’enorme mole di dati oggi a nostra disposizione. Dall’incontro rivoluzionario tra nuove tecnologie e patrimonio c’è oggi l’opportunità, per chi vuol diventare un professionista della cultura, di sviluppare una missione da “eroi”, intesi come persone con il coraggio di cominciare strade nuove attraverso la fantasia e la creatività che questo mondo robotizzato non può sostituire, persone in grado di avviare e intraprendere avventure inedite per aprire squarci di innovazione anche in realtà finora poco abituate a confrontarsi con il futuro. La riflessione è stata al centro della terz’ultima tappa del Future Forum della Camera di Commercio di Udine, quest’anno concentrato sulle “economie della bellezza”, cioè sulle potenzialità di un territorio come quello friulano, che ha una ricchezza aggiuntiva: cinque siti Patrimonio Unesco nel raggio di pochissimi chilometri, siti che rappresentano una immensa opportunità di sviluppo, anche occupazionale. Nella sede dell’Università di via Gemona a Udine, con tantissimi partecipanti e molti giovani delle scuole superiori e dell’Università, il confronto, moderato dal direttore If di Pisa e Digital strategy advisor di Gedi Gruppo Editoriale Claudio Giua, ha visto succedersi le diverse esperienze di Agostino Riitano, project and cultural manager del progetto Matera Capitale della cultura, Mirko Lalli, fondatore e ceo di Travel appeal, startup sviluppata in H-Farm che porta l’esperienza turistica a un nuovo livello migliorando l’attività tanto del turista quanto dell’azienda che opera nel settore, Marco Antonio Attisani, fondatore e Ceo di Watly, il primo computer, sviluppato in Friuli, che funziona a energia solare, purifica l’acqua, genera energia elettrica e permette la connettività, e Nico Pitrelli, responsabile comunicazione della Sissa di Trieste. Assieme a loro anche Andrea Zannini e Simonetta Minguzzi, direttore e docente del Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Udine. Per Zannini, «parlare di turismo culturale significa riflettere sulla partecipazione dei cittadini alla vita comunitaria», ed è necessario, ha detto, «farsi carico della bellezza dei posti in cui viviamo con consapevolezza e affetto per la loro cura. L’uso intelligente del patrimonio culturale apre molteplicità di potenzialità che richiedono una formazione superiore». Se per la Minguzzi «l’innovazione tecnologica offre opportunità di rinnovare anche le professioni più tradizionali della cultura», Riitano ne ha portato gli esempi, evidenziando come si stiano consolidando «progetti di innovazione culturale in grado di generare processi di innovazione sociale. Mentre attivo nuovi modi di promuovere un sito culturale, attivo anche la comunità, le persone, il welfare. In Italia abbiamo mappato circa 2500 progetti di questo tipo e lì dentro ci sono professionalità e sensibilità che non provengono da percorsi formazione tradizionali». Professionalità con «l’attitudine a mettere in campo nuove idee, che sanno muoversi in contesti tendenzialmente ostili all’innovazione, che sono “antifragili”, prosperano cioè nel caos con spirito aperto, sapendo gestire anche il fallimento in maniera rapida e senza paura». Pitrelli, responsabile della comunicazione del progetto Trieste città della Scienza ha ragionato sulle potenzialità che proprio la scienza ha di generare nuove professioni, mettendosi oggi in relazione con competenze e realtà totalmente diverse, di cui è chiamata a risolvere problemi. Come nel caso dell’informazione e del giornalismo, messi in discussione dalle nuove tecnologie, cui però proprio l’integrazione con la scienza può aiutare a trovare nuova identità. Attisani di Wotly, ha poi sottolineato che «l’innovazione non risiede nello strumento tecnologico, perché il vero motore è lo spirito umano. Non dovete lavorare – ha detto ai più giovani – ma abbracciare una missione, scegliere un obiettivo per migliorare il mondo e perseguirlo come gli adulti di oggi non sono stati in grado di fare». Come ha rimarcato infine Lalli nel suo apprezzatissimo intervento, «in una realtà in cui «2617 volte al giorno consultiamo il telefono, passiamo il 70% del tempo da svegli guardando media, la nostra capacità di attenzione è crollata da 12 secondi a 8 (un pesce rosso ne ha 9) e il 39% dei millennials dichiara di avere un rapporto emotivo con il proprio cellulare abbiamo l’opportunità unica di valorizzare anche umanità e identità culturale con le nuove tecnologie. Dobbiamo però capirle e padroneggiarle». Per Lalli, sono due le grandi tendenze, già rivoluzioni in atto: «la tecnologia blockchain, non tanto per le criptomonete ma per la sua capacità di rivoluzionare completamente Internet e la fruizione che noi abbiamo dei servizi, e in secondo luogo l’intelligenza artificiale. Nei prossimi 10 anni – ha concluso – sappiamo che spariranno tanti lavori, ma saranno tutti lavori utili per risolvere problemi semplici. Rimangono aperti tutti i lavori in grado di risolvere problemi complessi. E poi la nostra creatività: non c’è in questo momento una intelligenza artificiale che possa sostituirla».

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Roma Metropolitane: Campidoglio, avanti con azioni per risanamento e riorganizzazione società

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

Roma. “L’Amministrazione capitolina ha attuato e continuerà a portare avanti tutte le azioni necessarie a superare la situazione di crisi e dar corso alla riorganizzazione di Roma Metropolitane, anche grazie a un confronto costante con la società. L’obiettivo è continuare a operare per creare le condizioni necessarie ad attuare quanto disposto nella delibera di Assemblea Capitolina 53/2017 sul riordino e la razionalizzazione delle aziende del Campidoglio: la riorganizzazione societaria qui prevista richiede il superamento della situazione di deficit patrimoniale nella quale la partecipata versa già dal 2016”.Lo dichiara l’assessore al Coordinamento strategico delle partecipate di Roma Capitale, Alessandro Gennaro.
“Roma Metropolitane – aggiunge Gennaro – ha operato e continuerà a operare per la prosecuzione dei lavori relativi alla Metro C in forza di una convenzione stipulata nel 2005. L’Assessorato alle Partecipate verificherà che la revisione di tale convenzione, già disposta dal commissario straordinario Tronca nel 2016, e l’attivazione di nuovi rapporti contrattuali siano compatibili con la riorganizzazione della società prevista nella stessa delibera 53/2017”.“L’obiettivo principale per cui abbiamo operato è quello di ripristinare gli equilibri economici e finanziari di Roma Metropolitane, in modo tale da restituire a Roma Capitale una società efficiente e dinamica, capace di contribuire alla realizzazione del piano di interventi infrastrutturali predisposto dall’Assessorato alla Città in Movimento. In tale ottica, si continuerà a lavorare, di concerto con l’amministratore della società e con i dipartimenti competenti, per garantire criteri e condizioni contrattuali coerenti con la prospettiva di risanamento e riorganizzazione societaria”, conclude l’assessore.

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Il rigetto: Il capitalismo in U.S.A.

Posted by fidest press agency su domenica, 4 marzo 2018

Il capitalismo di stampo statunitense sta mostrando tutti i suoi limiti entro e fuori i suoi confini. Questa sua continua interferenza negli affari interni degli altri stati e nella pretesa di volerli tenere sotto tutela in nome di una libertà viziata da interessi legati alle lobby affaristiche, condizionata dal cinismo e dall’avidità, sembra aver raggiunto un punto di non ritorno. E’ un potere che trasforma in carta straccia gli accordi internazionali, il rispetto della dignità umana, la volontà di quanti vorrebbero una società dal volto umano.
Gli Stati Uniti tendono a proiettare l’immagine di una società dove la politica è suddita dei poteri forti e se tende a condizionarli è spazzata via senza tanti complimenti. E’ un paese che è incline a ripiegarsi su se stesso, con le sue contraddizioni, con le sue lotte intestine, con i frutti della violenza data da una cultura dell’avere sull’essere che comporta l’imbarbarimento della società e la caduta dei suoi valori fondanti.
E’ una classe politica che ha trovato la sua Caporetto nell’avidità dei suoi membri. Un tutto condizionato dal dio denaro.
Per il dio denaro ogni sacrificio è degno di rispetto e la lotta diventa spietata perché se si è ricchi non basta, bisogna averne di più e se si è poveri si diventa automaticamente dei perdenti.
Questo modello di società se ci appaga nel presente non sembra trovare spazio nel futuro. Le tensioni sociali che provocano, l’allargarsi della schiera di chi ne esce sconfitto, la depressione che ingenera per una vita vissuta nel vuoto e la caducità degli ideali che s’infrangono lungo la scogliera degli interessi partigiani, delle congreghe malavitose, dei comitati d’affari che favoriscono gli arrampicatori sociali, cinici e spietati, hanno raggiunto il loro punto di rottura ed ora siamo arrivati alla resa dei conti. Alla consapevolezza che non è più premiante la logica dell’avere che costantemente e inesorabilmente umilia quella dell’essere. Ed è anche una questione culturale se si pensa che chi studia, lavora, ricerca è spesso estraneo al mondo dell’avere e ciò facendo diventa un soggetto fuori al circuito degli interessi economici e finanziari di una società sempre più proiettata alla spinta di una prosperità fine a se stessa. Se questi parametri non s’invertono la prospettiva di un imbarbarimento del sistema diventa concreta e con essa la violenza e l’anarchia. (Riccardo Alfonso)

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La Scala Studio Legale si trasforma in società di capitali per azioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 gennaio 2018

IMG_4324-minLo Studio, fondato nel 1991, ha scelto di cogliere l’opportunità offerta dalla nuova legge per il mercato e la concorrenza trasformandosi in società di capitali per azioni.Il processo di istituzionalizzazione, in corso ormai da anni, ha indotto La Scala a questo passo, che ritiene fondamentale per cogliere ulteriori occasioni di sviluppo e per dotarsi di una struttura sempre più coerente con la propria vocazione di “Impresa legale” attenta alla trasparenza nella governance oltre che nei dati economici.Le operazioni notarili che hanno condotto alla trasformazione in STA sono state affidate allo studio Busani Ridella Mannella, nella persona del notaio Angelo Busani.“Sentiamo il bisogno di una governance in linea con la nostra filosofia professionale, orientata a considerare lo studio legale come una impresa che eroga servizi evoluti. Non vogliamo inoltre negarci la possibilità di acquisire soci di capitale con i quali condividere ulteriori progetti di sviluppo. Nel frattempo studieremo però la possibilità di attribuire stock option ai dipendenti della società e in particolare a quelli tra loro che assolvono compiti di responsabilità nella direzione delle funzioni di staff”, ha dichiarato Giuseppe La Scala, Senior Partner di La Scala.
Fondato nel 1991, La Scala offre ai propri clienti, da venticinque anni, una gamma completa e integrata di servizi legali. Tra i primi studi legali nel contenzioso bancario e fallimentare, è oggi leader riconosciuto nei servizi di recupero crediti giudiziale. E’ inoltre attivo nei servizi professionali dedicati alle imprese, nonché nel diritto civile e di famiglia.Dopo la sede principale di Milano, nel corso degli anni sono state aperte le altre sedi di Roma, Torino, Bologna, Firenze, Venezia, Vicenza, Padova e Ancona.Oggi lo Studio comprende circa 170 professionisti e uno staff di oltre 100 persone, e assiste stabilmente tutti i principali gruppi bancari italiani, numerose imprese industriali e commerciali, importanti istituzioni finanziarie. Dal 2000 pubblica IUSLETTER che, nata come rivista bimestrale, nel 2012 è diventata un vero e proprio portale web di informazione giuridica, quotidianamente aggiornato. (foto: La scala studio legale)

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Per la prossima legislatura: difendere la famiglia naturale e i valori che sono alla base della nostra società

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

album famiglia«In questi ultimi anni la famiglia e i valori etici sono stati sotto attacco come mai prima d’ora. È il motivo per il quale Fratelli d’Italia intende invertire la rotta e vuole assumersi un impegno preciso per la prossima legislatura: difendere la famiglia naturale e i valori che sono alla base della nostra società. Due le linee d’azione: avviare una rivoluzione del welfare che metta la famiglia al centro dello Stato sociale e mettere in cantiere il più imponente piano di incentivo alla natalità che si sia visto nella storia italiana per contrastare l’inverno demografico della nostra Nazione. È un impegno che si declina in proposte precise per raggiungere, nell’arco temporale della legislatura, alcuni obiettivi concreti: asilo nido gratuito per tutti; istituzione del “reddito bimbo”, ovvero un sostegno diretto di 400 euro mensili per i primi sei anni di vita di ogni bambino che si estendono fino a 18 anni solo dal secondo figlio; introduzione del quoziente familiare in ambito fiscale; deducibilità del costo del lavoro domestico; congedo parentale coperto all’80% fino ai sei anni di età del bambino; incentivi alle aziende che assumono donne in età fertile; progressiva eliminazione dell’IVA sui prodotti dell’infanzia come i pannolini; intervento sul prezzo del latte in polvere. Provvedimenti significativi e importanti che Fratelli d’Italia vuole finanziare con un programma organico e complessivo di revisione dell’intero welfare nazionale, che passi attraverso scelte coraggiose e orientate al bene comune».Lo scrive il presidente e candidato premier di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un editoriale pubblicato dal quotidiano “Avvenire”.

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Dobbiamo definire i rapporti umani su nuove basi

Posted by fidest press agency su domenica, 31 dicembre 2017

ElezioniLogoQuest’anno abbiamo la magica occasione di porre mano a una svolta epocale. Il primo passo è, ovviamente, il rinnovo della classe politica il prossimo 4 marzo con le elezioni dei rappresentanti dei due rami del parlamento che devono darci un governo che sappia voltare pagina a tutta quella parte incancrenita della società italiana: corruzione, leggi capestro, disagio sociale, rapporti servili con la Comunità europea, perdita della dignità del lavoro, un sistema giustizia malfunzionante e chi più ne ha più ce ne metta.
In tutto questo marasma forse a più di qualcuno sfugge il fatto che il nostro tempo ha perso per strada quella visione politica del mondo fatto di destra, centro e di sinistra e le loro varie sfumature. Oggi siamo arrivati al dunque tra chi è e chi ha. Tra chi lavora ed è sfruttato e chi lavora e sfrutta. E il lavoro e lo sfruttamento producono da una parte un’armata di umili lavoratori ma anche tantissimi sotto occupati, disoccupati, emarginati e, dall’altra ricchezze sempre più vistose che generano benessere solo ad una ristretta cerchia di persone a spese di altre che nella migliore delle ipotesi si accontentano delle loro briciole. Il danno che ne deriva è molto grave. Abbiamo giovani demotivati, lavoratori amareggiati, figure istituzionali che non sono percepite al di sopra delle parti, un’informazione inquinata dalle fake news e sistemi, come quelli della giustizia, dell’istruzione, del sociale sempre più inquinati dal malgoverno.
Che fare? Quest’anno andiamo a votare ma quanti si lasceranno convincere che sarà come sempre un voto inutile? Tanto tutto resta come prima, se non peggio. Eppure oggi più che mai si presenta un’occasione, forse unica. Quella di avere un movimento antipartito, anti interessi clientelari, che sta trasformando i politici non in dei mantra di professione ma in dei mantra di fede. E se sino ad oggi abbiamo sperimentato di tutto senza successo perché non lo facciamo con questo nuovo soggetto politico? Forse è la nostra ultima chance. (Riccardo Alfonso)

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Libro: Tra identità personale e società

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 dicembre 2017

15C 130 - Il lavoroMilano Giovedì 21 dicembre 2017 – ore 9.30 Sala della Libreria Popolare – via Tadino, 18 Intervengono Don Walter Magnoni, Responsabile della Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi Di Milano, Danilo Galvagni, Segretario Generale Cisl Milano Metropoli, Danilo Mazzacane, Segretario Generale Cisl Medici Lombardia.
Sono presenti gli Autori: Rossella Semplici, Psicologa clinica,Quirino Quisi, Psichiatra, Psicoterapeuta.
Da sempre il lavoro esercita un influsso notevolissimo sulla vita delle singole persone, delle famiglie, delle comunità. Il suo ruolo è essenziale nel soddisfare il desiderio di sicurezza, psicologica ed economica, di affermazione umana e professionale, di partecipazione al bene comune. È questo il presupposto da cui parte il nuovo libro di Rossella Semplici e Quirino Quisi. Il testo mette in evidenza come il lavoro concorra a formare e rafforzare l’identità personale e sociale. Con la costatazione che, nei fatti, senso di responsabilità, integrazione delle diverse peculiarità, giusto riconoscimento dell’impegno profuso convivono troppo spesso con situazioni di competitività esasperata, stress, mobbing. Il libro è strutturato in sette capitoli. Nei primi, oltre a un breve viaggio nella storia del rapporto essere umano-lavoro e alla definizione dell’implicazione nell’attività lavorativa dei bisogni psichici fondamentali dell’essere umano, gli autori evidenziano l’attenzione che la Chiesa ha riservato al mondo del lavoro nel corpus della dottrina sociale e i principi e le indicazioni contenuti nella nostra Costituzione, nei documenti della Comunità Europea e nell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).Dopo aver tratteggiato, nel quinto capitolo, le qualità umane e professionali del lavoratore 4.0, ossia del lavoratore del secondo millennio, e gli aspetti e le condizioni negative e positive del lavoro d’oggi, Semplici e Quisi si dedicano a evidenziare l’apporto del lavoro nello sviluppo integrale della persona, con particolare riferimento all’influenza esercitata sull’elaborazione dell’identità personale e sociale, e sullo sviluppo delle capacità relazionali (l’ultimo paragrafo del sesto capitolo riguarda anche lo stretto legame tra lavoro e salute).Il libro si chiude con testimonianze concrete, da cui emergono le sfaccettature del lavoro: il lavoro come dono di sé, della propria professionalità e luogo di ricerca e attuazione del senso della vita. (foto: il lavoro)

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