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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘sofferenze’

Asia Bibi: La fine di un incubo

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 maggio 2019

Aiuto alla Chiesa che Soffre si stringe intorno alla famiglia di Asia Bibi, innanzitutto alle due figlie, Eisham ed Eisha, con le quali in questi mesi lunghi e difficili non abbiamo mai smesso di parlare. Abbiamo ascoltato il loro dolore e visto maturare la loro frustrazione per l’impossibilità di riabbracciare la madre, sebbene fosse stata assolta il 31 ottobre scorso». Così Alfredo Mantovano ed Alessandro Monteduro, rispettivamente presidente e direttore di ACS-Italia, commentano la notizia dell’arrivo in Canada di Asia Bibi.Pur non essendo mai stato raccontato, Asia Bibi aveva lasciato il Pakistan già il 26 febbraio scorso e viveva sotto protezione in un Paese straniero assieme al marito Ashiq. La donna è giunta in Canada ieri, ma ancora non ha potuto riabbracciare le proprie figlie. Sono passati quasi 10 anni da quando nel giugno 2009 la donna cristiana è stata arrestata per aver insultato il profeta Maometto. Accuse false, come nel 95% dei casi di blasfemia a carico dei cristiani in Pakistan, ma che le sono costate 9 anni e mezzo di carcere, di cui 8 nel braccio della morte.«Quando l’8 febbraio scorso abbiamo incontrato a Lahore l’avvocato di Asia, Saif ul-Malook – raccontano Mantovano e Monteduro – ci ha descritto le terribili condizioni in cui la donna ha trascorso la sua prigionia, disegnando perfino la cella in cui Asia viveva». Una cella di otto metri quadrati in cui la madre cristiana trascorreva 23 ore al giorno, avendo soltanto mezz’ora di uscita la mattina e mezz’ora il pomeriggio. Era guardata a vista e di fatto parlava ogni tanto solo con la sua guardia. «Ma nonostante ciò ha conservato una fede fortissima, che non ha mai rinnegato a costo della sua libertà e ponendo a rischio la sua vita. Negli ultimi mesi, l’unico conforto era per lei il rosario che le era stato donato dal Santo Padre nel febbraio 2018, durante la toccante udienza con il marito e la figlia di Asia alla quale ha partecipato anche ACS».
Il caso di Asia Bibi testimonia l’importanza della pressione esercitata dalla comunità internazionale. «Se il mondo non si fosse interessato a lei – affermano Mantovano e Monteduro – ora sarebbe probabilmente ancora in carcere, o forse sarebbe stata addirittura uccisa».Ecco perché è importante mantenere alta l’attenzione sulla persecuzione cristiana. «Di Asia Bibi purtroppo ce ne sono tante. In Pakistan al momento vi sono 25 cristiani in carcere per blasfemia. Mentre in tutto il mondo vi sono 300milioni di cristiani che vivono in terre di persecuzione. Dal lieto fine della vicenda di Asia dobbiamo apprendere un’importante lezione. Se leviamo la nostra voce, se non restiamo indifferenti, possiamo vincere. Anche contro la persecuzione anticristiana».

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La rivoluzione chi la fa?

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 agosto 2017

paperoneL’idea rivoluzionaria nel vecchio continente ha avuto più volte il suo battesimo del fuoco a partire da quella francese e, per dirne un’altra, parimenti grande, la russa scatenata da Lenin. Ma si fa anche osservare che non è stata infiammata dai servi della gleba ma dalla borghesia, ovvero da quelli che avrebbero potuto, economicamente parlando, farne a meno. Il popolo, alla fine è stato trascinato nel vortice ma non ne è stato il promotore se non nei mugugni e nelle sofferenze. E sin qui il malessere che si trasforma in rivolta di popolo. Oggi è più difficile che questi moti si ripetano in occidente perché nel frattempo sono stati creati degli antidoti per lo più di ordine mediatico imbrigliando scientificamente i malumori delle masse e convincendoli che si tratta di una cura dolorosa ma necessaria per evitare il peggio.
Questo potrebbe spiegare il motivo per il quale il primo atto della manovra del governo Monti anni fa è stato di diminuire le pensioni e le retribuzioni e di favorire l’aumento del costo della vita, ma si è guardato bene di tassare la patrimoniale e d’intaccare le ricchezze private. Tanto è vero che è di oggi la notizia diramata dagli organi ufficiali dello Stato, ma è una circostanza che si perpetua da anni, che i redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati sono i più tartassati mentre la reazione dei diretti interessati è stata blanda come per dire: è il male minore, dobbiamo farcene una ragione.  Intanto la pressione fiscale ha raggiunto la soglia del 50% dei redditi da lavoro se mettiamo nel conto le imposte dirette con l’Irpef nazionale e le sue addizionali locali ed indirette e occulte. Gli altri, quelle che le imposte le pagano di meno, molto di meno, perché godono di “sconti fiscali autodeterminati”, posseggono barche, ville e Suv. Persino l’enorme spesa sanitaria ad esempio, tanto criticata dai benestanti, viene pagata nei fatti dai più deboli, compresi gli sprechi e le ruberie che l’hanno attraversata. Costoro, i soliti ricchi per intenderci, si sarebbero seriamente arrabbiati se il nostro presidente del consiglio avesse osato intaccare i loro privilegi. Ci saremmo trovati nel bel mezzo di una rivoluzione cruenta e in prima fila, c’è da giurarci, avremmo trovato i pensionati e i lavoratori dipendenti, i disoccupati e i precari, per usarli come carne da macello. Dovremmo, quindi, considerarci fortunati a non avere soldi, a dover fare i salti mortali per vivacchiare e a congratularci per la lungimiranza del nostro presidente del Consiglio pro tempore. Ma questo non è un vivere ma è un sopravvivere e senza voler parlare di rivoluzione, che come la giriamo è sempre una brutta cosa ed è un rimedio peggiore del male, potremmo fare, semmai, la nostra “rivoluzione democratica” mandando, con il voto, in pensione questa novella triplice alleanza dei benestanti fatta dal Pd, Forza Italia et similia e votare gli altri partiti. Forse saranno anch’essi indegni ma per lo meno avremmo il piacere di lasciare a casa i già noti “Paperoni e inciuciari” della politica. Pensateci gente, pensateci. (Riccardo Alfonso direttore del centro studi politici e sociali della Fidest)

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“Finché le banche saranno in sofferenza, non potrà esserci né crescita né semplice ripresa per l’economia italiana”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

padovaPadova. Ad aprire i lavori del convegno, in Aula Magna a Palazzo del Bo a Padova è Gilberto Muraro, professore emerito di scienza delle finanze all’Università di Padova e presidente di Cassa di Risparmio del Veneto, e Antonio Cortellazzo, cofondatore, nel 1967, dell’associazione di dottori commercialisti e avvocati Cortellazzo&Soatto insieme a Renzo Soatto, noto commercialista padovano alla cui memoria era dedicata l’iniziativa nel trentennale della sua prematura scomparsa.
Restano fondamentali la nomina di una commissione d’inchiesta che chiarisca le responsabilità, di sistema e individuali, e l’identificazione precisa dei grandi debitori». Parole forti e chiare quelle dell’economista LUIGI ZINGALES, in un convegno che oggi a Padova, all’indomani dell’entrata in vigore del decreto legge sulla tutela del risparmio nel settore creditizio, lo ha visto a confronto con il viceministro dell’Economia e delle Finanze ENRICO MORANDO. “La tutela del risparmio e le prospettive del sistema bancario in Italia” il tema chiave dell’appuntamento, promosso dallo studio Cortellazzo&Soatto di Padova in memoria di Renzo Soatto, con la partnership della Cassa di Risparmio del Veneto e il patrocinio del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali “Marco Fanno” dell’Università degli studi di Padova e dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Padova.
Un monito, quello dell’economista di Chicago, che prende forza anche guardando ai dati di ripresa del Pil in Usa, dove la crisi è nata, in Germania e in altri Paesi, risaliti ormai alle loro soglie antecedenti al 2007. Così per la Spagna, uscita da una crisi edilizia molto più pesante di quella italiana, grazie soprattutto alla sua richiesta di aiuto al Fondo europeo di stabilità finanziaria.
«Non c’è motivo né giustificazione per non fare un’indagine seria e indipendente e rendere nota la lista dei grandi insolventi – ha continuato Zingales –, altrimenti si continuerà ad essere esposti al rischio di ripetere i medesimi errori con cui ora ci troviamo a fare i conti: occorre per questo avere il coraggio e la volontà di capire per bene quali sono questi errori e chi li ha fatti, perché un sistema bancario sano e forte è fondamentale per sostenere l’economia. La crisi delle banche è una crisi ulteriore e sistemica, solo in parte causata da quella più strettamente economica».Da qui Zingales si è poi focalizzato sulla situazione veneta. «Con metodi semplicemente “artigianali” ho voluto indagare la situazione dei primi trenta grandi debitori insolventi della Banca Popolare di Vicenza – la famosa lista ricostruita da La7 – risalendo indietro nel tempo: ebbene, si tratta per lo più di imprese di media e grande dimensione già ampiamente in difficoltà prima dell’esplodere della crisi, e i cui insoluti si trascinano da prima del 2007. Imprese che rappresentano ben il 29% delle sofferenze a bilancio dell’istituto vicentino (fine 2015): perché allora è stata concessa loro l’estensione del credito? Perché non si è intervenuti prima che la situazione si aggravasse?».Gli ha risposto il viceministro all’Economia e alle Finanze Enrico Morando: «È vero, i problemi del sistema del credito italiano risultavano già tutti evidenti, problemi che hanno cause profonde e nascono da molto lontano. Ma rispetto alle responsabilità politiche – replica all’economista il senatore – resta in realtà ancora poco da chiarire, perciò non trovo utile insistervi ancora». «La politica ha pensato per moltissimo di poter continuare a nascondere la sporcizia sotto il tappeto, però i tempi sono cambiati. Negli ultimi tre anni abbiamo finalmente dato attuazione a tre interventi di riforma attesi da lungo tempo: dalla riforma delle banche popolari a quella del credito cooperativo, fino alle azioni verso gli istituti di credito per convincerli a dar vita al Fondo Atlante per il salvataggio delle banche venete. Rimangono tre problemi rilevanti non ancora ben risolti – ha continuato Morando –. Senz’altro l’eccesso di sofferenza è talmente alto da non consentire ancora che la politica monetaria ultraespansiva europea si trasmetta, arrivi alle imprese. Ci vuole ora un’iniziativa europea, e il Governo italiano sostiene convintamente, ad esempio, l’ipotesi avanzata dall’Eba (l’autorità bancaria europea) di una “bad bank europea” che acquisti una quota di sofferenze delle banche di tutta Europa per alleggerirle dal peso delle vecchie sofferenze e consentire loro di far fluire nuovamente il credito verso le imprese». Secondo problema, ha spiegato, «serve rafforzare l’Unione bancaria europea: i primi passi sono fatti, ma è indispensabile riportare anche il meccanismo di garanzia sui depositi alla dimensione europea».
Terzo aspetto, la prassi tutta italiana che ha visto le banche finanziarsi attraverso operazioni organizzate ciascuna con la propria clientela: «Il meccanismo – ha sottolineato il viceministro – ha determinato un gigantesco conflitto di interessi che va risolto con un’innovazione normativa. Se la Commissione d’inchiesta, che sta per essere istituita per decisione del Parlamento (e il Governo appoggia), renderà chiaro che qui, al di là dei comportamenti fraudolenti, c’è un problema fondamentale di sistema, allora si potrà intervenire modificando la regolazione e impedendo che le banche continuino a realizzare queste operazioni».Fabio Buttignon, docente di finanza d’impresa dell’Università patavina, ha voluto dal suo punto di vista evidenziare: «Non credo si possa parlare di “sistema bancario” perché ogni istituto ha le proprie caratteristiche, ma resta indubbio che ci sia un problema di fondo da affrontare e per cui trovare soluzione. Personalmente preferisco soluzioni che tendono a essere un po’ più “di mercato”, ma quella pubblica potrebbe essere la strada giusta, anche se conservo alcuni dubbi».

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MPS: Il Governo ha imparato dal caso Etruria, ma ora serve una soluzione sistemica per le sofferenze bancarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2016

sienaA giudicare dal comunicato ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i provvedimenti presi per il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena tutelano completamente i risparmiatori coinvolti. Apprendiamo, infatti, che gli obbligazionisti subordinati con obbligazioni Tier 2 (praticamente tutti i piccoli investitori) potranno scegliere fra una conversione in azioni al valore nominale (100%) oppure la conversione in obbligazioni non subordinate. Oggettivamente si tratta di una soluzione ottima, ma – come sempre – il diavolo sta nei dettagli e fino a quando l’articolato non sarà disponibile non scopriremo ad esempio come il Governo ha pensato di distinguere l’investitore retail dallo speculatore istituzionale. Benissimo, infatti, tutelare i risparmiatori ma al tempo stesso non si possono regalare soldi a coloro che hanno speculato su questa situazione. In ogni caso, una volta che il Governo fa una cosa buona a favore dei risparmiatori è corretto evidenziarla cosi’ come facciamo le molte volte che fanno cose improponibili.
etto questo, resta il nodo principale che è quello di un intervento sistemico. La soluzione trovata per l’emergenza (la garanzia sulle obbligazioni emesse per la liquidità immediata, l’intervento nel capitale dello Stato) è sicuramente positiva, ma se non si troverà in tempi rapidissimi una soluzione definitiva per il problema delle sofferenze bancarie, rischiamo fra un anno di dover tornare in Parlamento a chiedere un’ulteriore aumento del debito pubblico per ampliare il fondo per i salvataggi bancari, senza aver risolto definitivamente il problema. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio)

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Sofferenze delle banche in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

Banca d'ItaliaSuperano quota 183 miliardi di euro le sofferenze delle banche. Le rate di prestiti non ripagate da famiglie e imprese sono cresciute di oltre 27 miliardi da dicembre 2013 a dicembre 2014 con un incremento di quasi il 18%. La quota di finanziamenti non rimborsati dalle famiglie ha raggiunto i 34 miliardi, quella delle imprese i vale più di 84 miliardi. A dicembre scorso è stato registrato un dato positivo: le sofferenze nette (quelle al valore di realizzo) sono diminuite di 348 milioni su base mensile. Questi i dati più rilevanti di una analisi del Centro studi di Unimpresa sui bilanci bancari.
Secondo l’analisi, basata su dati della Banca d’Italia, la corsa delle sofferenze dunque non frena. In un anno, da dicembre 2013 a dicembre 2014, i finanziamenti non restituiti sono arrivati a 183,6 miliardi con un incremento di 27,7 miliardi (+17,8%). Nel corso del 2014 le sofferenze sono aumentate al ritmo di 2,3 miliardi al mese. A dicembre c’è un dato positivo: su base mensile (cioè rispetto a novembre) le sofferenze nette (vale a dire quelle al valore di realizzo) sono calate di 348 milioni da 84,8 miliardi a 84,4 miliardi. Su base annua, invece, le sofferenze nette sono risultate in crescita di 4,5 miliardi (+5,6%) da 79,9 miliardi a 84,4 miliardi. Rispetto al totale di 183,6 miliardi delle sofferenze lorde, quelle delle imprese valgono 130,7 miliardi, salite in un anno di 22,4 miliardi (+6,9%) da 108,3 miliardi; quelle delle famiglie sono passate da 32,1 miliardi a 34,1 miliardi, in crescita di 1,9 miliardi (+6,21%); le “altre” sofferenze (imprese familiari, assicurazioni, onlus, fondi) sono a quota 18,7 miliardi in aumento di 3,3 miliardi (+21,7%) dai 15,4 miliardi di dicembre 2013.
“C’è un piccolo segnale positivo, una inversione di tendenza che fa sperare: il dato sulle sofferenze nette è incoraggiante. In questo senso, accogliamo con favore il progetto del governo per risolvere il problema delle sofferenze delle banche: è un problema che va risolto su base sistemica e un supporto da parte dello Stato può essere utile. L’iniziativa però non deve trasformarsi in un regalo ai grandi gruppi industriali che pure hanno enormi responsabilità proprio in relazione alla montagna di finanziamenti incagliati e dubbi degli istituti di credito” dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, in relazione al progetto allo studio del governo volto a creare una sorta di bad bank a partecipazione pubblica in cui far confluire i prestiti bancari non ripagati dalle imprese. “Bisogna fare attenzione e selezionare” aggiunge Longobardi ricordando che le sofferenze delle banche sono legate principalmente ai grandi prestiti non rimborsati: il 67% dei finanziamenti non ripagati da famiglie e imprese si riferisce, infatti, a crediti superiori a 500.000 euro. Sul totale delle sofferenze pari a 162,2 miliardi di euro a giugno 2014, 109,9 miliardi risultavano relativi a finanziamenti oltre il mezzo milione di euro erogati ad appena 51.324 soggetti, il 4,23% dei clienti “problematici” degli istituti; 20,9 miliardi di sofferenze sono a carico di soli 505 soggetti, lo 0,04% del totale; sul 95% dei clienti (più di 1 milione di soggetti), che hanno prestiti da 250 euro a 500.000 euro, pesa solo il 32% delle sofferenze (52 miliardi).

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La luce nel deserto

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2011

Di Rosanna Rivas – ALBUSedizioni. Un canto echeggia nel deserto e ci porta le voci di tante donne vittime di soprusi di uomini prepotenti in società tiranne, ma anche in quelle civilmente più avanzate. Un romanzo ambientato in terra palestinese, che può essere considerato un documento, testimonianza di tante sofferenze e ingiustizie vissute nel mondo femminile, nelle società islamiche, ma non solo. Un testo che è liberazione di tali sofferenze, in qualche modo riscatto, e anche denuncia alle coscienze umane. Un libro che è al contempo testimonianza della forza dell’amore, anche in contesti così difficili e drammatici. Da non perdere, perché fa riflettere ed emozionare.Bellissimo il messaggio lanciato dall’autrice: Noi donne dobbiamo stringerci in lungo interminabile abbraccio che dia luce a quel deserto di soprusi e violenze che le donne di ogni religione e colore subiscono ad ogni latitudine.

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I laici: nuovi germogli, stessa linfa

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

Roma dal 5 al 14 luglio 2010, a Roma, in via degli Aldobrandeschi 190 l’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha organizzato il corso “Nuovi germogli, stessa linfa”, Laici e persone consacrate. Si possono considerare due “polmoni” ugualmente importanti per il respiro della Chiesa. Le religiose, con la loro sensibilità, possono dare un grande contributo alla trasmissione della propria spiritualità ai laici.  I laici possono essere davvero “nuovi germogli”, con la stessa linfa delle persone consacrate. Hanno bisogno di riconoscere la loro vocazione alla santità e all’apostolato. Uno dei compiti delle persone consacrate è quello d’aiutare i laici a vivere da cristiani coerenti. Il corso, riservato alle religiose, ha l’obiettivo di recuperare il gusto per l’evangelizzazione e rinvigorire la fiducia nell’azione di Dio, imparando a coinvolgere i laici, affinché a loro volta trasmettano la buona novella del Signore. La donna consacrata può e deve potenziare la sua maternità spirituale, specialmente nei momenti in cui incontra le debolezze altrui. La vera madre è quella che accompagna e ama il figlio sempre, nonostante i suoi limiti. Tra gli argomenti del corso: i laici in missione, la trasmissione della propria spiritualità ai laici, la risposta della vita consacrata alle sofferenze del mondo, la psicologia dell’uomo nell’era digitale.

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La signora di Fatima

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 maggio 2010

Lettera al direttore. A Fátima Benedetto XVI ha detto: “Porto con me le preoccupazioni e le attese di questo nostro tempo e le sofferenze dell’umanità ferita, i problemi del mondo, e vengo a deporli ai piedi della Madonna di Fátima”. Temo proprio che il Papa abbia scelto la Madonna sbagliata, giacché quella di Fátima era davvero una strana Madonna. Una Madonna diversa dal Figlio. Una Madonna che avrebbe terrorizzato tre piccoli con visioni infernali; li avrebbe spinti a soffrire, arrivando a consigliare loro di portare il cilicio sulle teneri carni solo di giorno (disse che così voleva Gesù); avrebbe reso infelici due di loro, preconizzandogli la morte imminente. Una Madonna ben diversa dal Figlio, il quale amava i bambini, li indicava come esempio di semplicità, umiltà, a chi voleva farsi “piccolo” e mettersi alla sua sequela, ma non chiese loro sacrifici. Nel vangelo non esiste un solo versetto che autorizzi a pensare che il Signore chieda sacrifici d’innocenti a vantaggio dei peccatori. Il Signore, a differenza della strana Signora di Fátima, non affidò il suo messaggio a bimbetti, ma a persone mature e responsabili, e quindi credibili, anche se semplici come bambini. (Renato Pierri)

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Congresso nazionale degli oncologi

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2010

Valderice (TP). Il 56% degli oncologi italiani si è sentito chiedere almeno una volta dai propri pazienti terminali di accorciare le loro sofferenze. Accanimento terapeutico, testamento biologico, direttive anticipate sono problemi concreti, quotidiani, nei reparti in cui si curano i tumori ma solo 4 medici su 10 si sentono adeguatamente informati su come gestire le questioni del “fine vita”. Un bisogno reale che va affrontato sia sul piano della conoscenza che con specifiche normative: ne è convinto il 75% dei soci dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) secondo quanto emerge da un’indagine promossa dalla Società scientifica. “Il 50% di noi segue personalmente oltre 10 malati terminali ogni mese – spiega il prof. Carmelo Iacono, presidente dell’AIOM – e con loro siamo spesso chiamati a prendere decisioni che riguardano il vivere e il morire. Circa 4 oncologi su 10 sono convinti che ci si debba attenere alle direttive del paziente, per il 50% invece queste vanno condivise e discusse. Dobbiamo essere pronti a gestire questo aspetto, così come sappiamo impostare un piano terapeutico. Oggi è infatti indispensabile svolgere la nostra professione con un approccio orientato alla persona e non solo al tumore: la qualità di vita è un obiettivo irrinunciabile della cura e la Società scientifica ha il dovere di approfondire anche gli aspetti etici”. L’Etica della ricerca presenta risvolti quali l’indipendenza degli studi ma anche la garanzia di accesso alla cura rispetto al costo dei farmaci innovativi. “Se è giusto che ogni decisione tenga conto della sostenibilità oltre che dell’equità del sistema – spiega il prof. Marco Venturini, presidente eletto dell’AIOM – è altrettanto necessario che al paziente possa essere offerta l’opportunità di godere delle nuove risorse terapeutiche, che possono fare la differenza. Non è pensabile che il problema della compatibilità economica, che richiede una valutazione complessiva basata su aspetti tecnici, scientifici, gestionali, economici ma anche etici, venga ribaltato sui singoli medici e sui loro pazienti”.

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Mobbing: riguarda 10 milioni di italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2010

Roma, 9 marzo, alle ore 11.00, nella sede centrale del sindacato Cisal, Via Torino 95 (Galleria Esedra), parteciperanno, oltre il Segretario Generale Francesco Cavallaro, la professoressa Isabella Corradini, docente di Psicologia sociale all’Università dell’Aquila ed esperta del settore; Maria Grazia De Angelis, presidente dell’Associazione Italiana di Studio del Lavoro e dirigente d’azienda; il noto penalista Nino Marazzita; l’imprenditore ed esperto di brokeraggio Antonio Rizzo. Modera il giornalista Roberto Messina, dell’ufficio stampa Cisal, ideatore e coordinatore dell’intero progetto.  “Mobbing”: una vera piaga sociale, una realtà a tinte fosche, inficiante e anti-etica, che sta ultimamente dilagando nel nostro Paese e che è causa di grandi sofferenze e pesanti costi sociali. Secondo un recente studio dell’Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul lavoro, confermato da quelli di Istat e Agenzia europea per la salute, sono oltre 4 milioni i lavoratori italiani per i quali il lavoro è diventata la prima causa di stress e sofferenza psichica; mentre sarebbero addirittura 10 milioni quelli che percepiscono il lavoro come un fattore di rischio per la propria salute e di seria esposizione a fattori e fenomeni di prepotenza e discriminazione.   “Un vero, grande problema – spiega Francesco Cavallaro, Segretario generale della Cisal – dinanzi al quale il nostro sindacato non poteva rimanere insensibile e inerte. Pur nella consapevolezza che si tratta di una questione complessa, articolata, dalle tante sfaccettature, e quindi di non facile soluzione, è altrettanto evidente che proprio per questo serve un urgente rinnovamento delle misure legislative a favore del cittadino e del lavoratore vessato, in grado almeno di arginare il fenomeno, la sofferenza e le stesse condizioni mobbizzanti. Così come è necessario il contestuale avvio di nuove iniziative sensibilizzanti l’opinione pubblica e la classe di governo”. Ecco dunque il perché del “focus”: “Mobbing. Riflessioni e soluzioni” (primo di una serie di appuntamenti dedicati ai temi e alle problematiche più scottanti del mondo del lavoro contemporaneo)  In coda ai lavori sarà presentato il progetto della nuova rivista “Orizzonti Cisal”, periodico di cultura economica e sindacale di prossima pubblicazione, i cui inserti saranno ogni volta dedicati ai temi dibattuti nei vari “focus”.

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San Marino e il terzo settore

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2010

Il 2011 verrà proclamato “Anno Europeo delle Attività Volontarie che promuovono la Cittadinanza Attiva”, così infatti, ha recentemente deliberato l’Unione Europea, continuando questo suo percorso di forte sensibilizzazione e sostegno al “Terzo Settore”. L’Associazione Attiva-Mente piccola realtà di San Marino, da qualche anno cerca, attraverso semplici iniziative di vario genere di alimentare mediante stimoli positivi, diverse, ed a volte profonde, riflessioni nella coscienza dell’opinione pubblica sammarinese in sintonia con questo progetto europeo.  “Lo facciamo – dichiarano gli organizzatori – perché noi crediamo di dover contribuire in qualsiasi modo, per quanto ci è possibile, nella lotta verso queste forme di disagi, discriminazioni e sofferenze, e cerchiamo di dimostrarlo attraverso tutte le nostre attività, peraltro tutte documentate nel nostro sito http://www.attiva-mente.org. E lo facciamo inoltre, perché siamo una realtà di Volontariato, dove ciascuno di noi mette a disposizione una parte del proprio tempo per realizzare le iniziative che ci proponiamo di volta in volta di portare a compimento”. E osservano: “San Marino, attraversato sempre di più da pensieri europeistici, e soprattutto dai processi evolutivi Europei, non può esentarsi da questo “cammino culturale”, detenendo in questo senso, un vero e proprio patrimonio rappresentato dalle molte realtà di volontariato (piccole e grandi – giovani e non) che svolgono attività di grande valore, ma che hanno bisogno, crediamo, di sostegno e norme del tempo di oggi”.
Il Consiglio Direttivo: Mirko Tomassoni (Presidente), Nerina Zafferani (Vice Presidente),Gabriele Nicolini (Segretario), Edoardo Bollini (Tesoriere), Stephane Collodet,  Roberto Calzolari, Sara Manzaroli, Giuliano Guidi, Miranda Semprini. Collegio dei Sindaci Revisori, Marina Tomassoni , Maurizio Taddei

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Siciliani morti durante la Grande guerra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

In occasione della Giornata dedicata alle Forze Armate e, tradizionalmente, anche alla ricorrenza dell’anniversario della fine vittoriosa (per l’Italia e soprattutto per i suoi Alleati) della Prima Guerra Mondiale, gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ricordano i lutti, le enormi sofferenze, la fame, il dissanguamento economico, i disagi di ogni tipo, che il Popolo Siciliano dovette affrontare negli anni di quella Guerra ed in quelli del Dopoguerra.  L’FNS offre idealmente un fiore a tutti i Caduti (sotto qualsiasi bandiera questi avessero combattuto). E rende i dovuti onori ed un commosso pensiero agli oltre cinquantamila militari siciliani caduti nella stessa Guerra 1915-1918, facendo registrare alla SICILIA il tragico PRIMATO del maggior numero di vittime militari rispetto al numero dei Caduti di ogni altra Regione d’Italia. Su quest’ultimo fatto, l’FNS continua a chiedere inchieste ed accertamenti per scoprire, finalmente, la verità sulle responsabilità personali e su tutte le motivazioni e le cause che determinarono quell’alto numero di vittime.  L’FNS ribadisce che quei Caduti fecero, quasi tutti, il loro dovere, dimostrando grandi capacità, coraggio e spirito di sacrificio.  L’FNS è, altresì, orgoglioso dei tanti Siciliani che prestano oggi servizio militare, nelle missioni all’Estero. A Loro indirizza sentimenti di grande solidarietà. Ed esprime sincera gratitudine.  I nostri soldati “portano”, infatti, con sè un forte senso del dovere ed i valori della legalità, della solidarietà e della collaborazione fra i Popoli; nonchè il desiderio di fermare le violenze ed i genocidi. E lavorano per fare trionfare il principio della Pace fra i Popoli. Ci permettiamo di puntualizzare che si tratta di valori e di sentimenti che caratterizzano, meglio e più di qualsiasi altro riferimento, la Identita’ nazionale del popolo siciliano.

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Saveria Chemotti, L’inchiostro bianco

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2009

Venezia, 22 ottobre 2009, ore 17.00 Antisala della Libreria Sansoviniana (Piazzetta San Marco 13/a) presentazione del volume: Saveria Chemotti, L’inchiostro bianco Madri e figlie nella narrativa italiana contemporanea, Padova, Il Poligrafo, 2009. Introduce Maria Letizia Sebastiani (direttore della Biblioteca Marciana). Annalisa Bruni e Ilaria Crotti (Università di Ca’ Foscari, Venezia) ne parlano con l’autrice. (Padova, Il Poligrafo, 2009 (Soggetti rivelati. 21), pp. 336). Nella letteratura del Novecento la relazione tra madre e figlia è stata descritta e raccontata spesso come uno spazio intrinsecamente conflittuale, come luogo di ferite e di sofferenze. Anche l’emancipazione femminile, specialmente negli anni Settanta, è stata collegata all’uccisione simbolica della madre, alla negazione di un modello “patriarcale” da parte delle figlie, che vedevano nella maternità una sorta di ineluttabile trappola biologica, quasi un freno o un ostacolo sulla via verso la completa realizzazione di sé. Tra le scrittrici analizzate nel saggio: Sibilla Aleramo, Grazia Deledda, Paola Drigo, Gianna Manzini, Anna Maria Ortese, Fausta Cialente, Alba de Céspedes, Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Giovanna Zangrandi, Lalla Romano, Gina Lagorio, Francesca Duranti, Francesca Sanvitale, Fabrizia Ramondino, Carla Cerati, Dacia Maraini, Elena Ferrante, Elisabetta Rasy.
Saveria Chemotti insegna Letteratura italiana contemporanea e Letteratura italiana di genere e delle donne presso l’Università di Padova ed è Delegata per la cultura e gli studi di genere del medesimo Ateneo. Si è occupata di Romanticismo italiano ed europeo e di molti autori e temi otto-novecenteschi. È condirettore, insieme a Cesare De Michelis, di “Studi novecenteschi”. Per Il Poligrafo ha pubblicato: Il “limes” e la casa degli specchi. La nuova narrativa veneta (1999), La terra in tasca. Esperienze di scrittura nel Veneto contemporaneo (2003) ed ha curato, insieme ad Annalisa Bruni e Antonella Cilento la raccolta di racconti sulla maternità M’ama? Mamme, madri, matrigne oppure no (2008).

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L’inchiostro bianco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2009

Venezia 22 ottobre 2009, ore 17.00 Piazzetta San Marco 13/a) Biblioteca Nazionale Marciana Presentazione del volume:di Saveria Chemotti, L’inchiostro biancoAntisala della Libreria Sansoviniana Annalisa Bruni e Ilaria Crotti (Università di Ca’ Foscari, Venezia) ne parlano con l’autrice. Padova, Il Poligrafo, 2009 (Soggetti rivelati. 21), pp. 336. Madri e figlie nella narrativa italiana contemporanea,  Nella letteratura del Novecento la relazione tra madre e figlia è stata descritta e raccontata spesso come uno spazio intrinsecamente conflittuale, come luogo di ferite e di sofferenze”. Tra le scrittrici analizzate nel saggio: Sibilla Aleramo, Grazia Deledda, Paola Drigo, Gianna Manzini, Anna Maria Ortese, Fausta Cialente, Alba de Céspedes, Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Giovanna Zangrandi, Lalla Romano, Gina Lagorio, Francesca Duranti, Francesca Sanvitale, Fabrizia Ramondino, Carla Cerati, Dacia Maraini, Elena Ferrante, Elisabetta Rasy.
Saveria Chemotti insegna Letteratura italiana contemporanea e Letteratura italiana di genere e delle donne presso l’Università di Padova ed è Delegata per la cultura e gli studi di genere del medesimo Ateneo. Si è occupata di Romanticismo italiano ed europeo e di molti autori e temi otto-novecenteschi. È condirettore, insieme a Cesare De Michelis, di “Studi novecenteschi”. Per Il Poligrafo ha pubblicato: Il “limes” e la casa degli specchi. La nuova narrativa veneta (1999), La terra in tasca. Esperienze di scrittura nel Veneto contemporaneo (2003) ed ha curato, insieme ad Annalisa Bruni e Antonella Cilento la raccolta di racconti sulla maternità M’ama? Mamme, madri, matrigne oppure no (2008).

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Fausto Coppi. Solitudine di un campione

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

Di Gabriele Moroni. Un uomo solo. Non al comando di una tappa alpina, come annunciava la frase entrata nell’epica del ciclismo. Solo nella vita. Solo perché una scelta d’amore, compiuta con entusiasmo quasi adolescenziale, lo aveva proiettato oltre i limiti, assai angusti, dei suoi tempi. Questo libro ripercorre gli ultimi anni di vita di Fausto Coppi, gli anni del declino atletico, dell’amore terribile, della sofferenza privata e della pubblica gogna, culminata in un processo clamoroso. Lo fa allineando voci, raccogliendo le testimonianze di quanti amarono Coppi e di quanti si accorsero di amarlo soltanto dopo averlo perduto. Amici veri e ruffiani, giudici, carabinieri, preti, corridori, giornalisti, astute servette entrano in questa triste saga popolare, troncata soltanto dalla morte del campione. Una morte assurda e ancora oggi inaccettabile, per una malaria non riconosciuta. Pagine 152 Euro 14,00 Codice 14120G

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Crisi. Moratoria sul credito

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2009

Adiconsum chiede all’Abi di sottoscrivere, anche per le famiglie, un “Avviso comune” per la sospensione per un anno delle rate di mutuo. L’allungamento dei pagamenti del debito a breve e del pagamento delle quote capitale, delle rate di leasing e di mutuo è utile per le imprese in crisi di liquidità o che hanno avuto il coraggio di patrimonializzare la propria azienda. L’aumento della cassa integrazione, le decine di migliaia di licenziamenti, il blocco (se non la perdita) del potere reale di acquisto di pensionati e lavoratori ha portato molte famiglie italiane sull’orlo, se non oltre, del “fallimento”.  Pagamenti in ritardo (come quelli delle utenze domestiche) o addirittura sospesi stanno divenendo un problema enorme come dimostra l’aumento delle sofferenze e anche le molte richieste di aiuto che giungono al Fondo prevenzione usura dell’Adiconsum.  È un segnale molto forte delle difficoltà delle famiglie italiane, con il sud del Paese, come sempre, in maggiore difficoltà. Visto che le misure fin qui assunte da alcune banche a favore delle famiglie  si sono rilevate insufficienti ed altre non sono mai state messe in pratica, Adiconsum, con la supervisione fondamentale del Governo,  chiede all’ABI la sottoscrizione anche con le principali associazioni di rappresentanza dei consumatori di un “avviso comune”, affinché vengano previste anche per le famiglie misure che consentano la sospensione dei pagamenti o la loro ristrutturazione.  Misure come quella sulla sospensione, senza oneri, per un anno delle rate di mutuo, già previste in precedenti provvedimenti legislativi e che potrebbero essere sostanzialmente simili a quelle delle imprese. Ricordiamo che in merito all’aumento delle bollette di luce e gas inevase, Adiconsum ha già segnalato il problema all’Autorità per l’energia chiedendo un provvedimento che eviti il taglio dei servizi indispensabili. Solo attraverso aiuti concreti alle famiglie, secondo Adiconsum, sarà possibile avviare la ripresa e accelerare, per quanto possibile, il superamento della crisi in corso

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Nuove forme di cooperazione nel continente africano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2009

Roma, 15 maggio 2009 ore 17 Via della Dogana Vecchia,5 Sala  Conferenze Fondazione Basso Il SudanLa Fondazione Basso- Sezione Internazionale, nell’ambito del ciclo di convegni dal titolo Nuove forme di cooperazione allo sviluppo nel continente africano, organizza il secondo incontro dedicato al Sudan.  Studiosi,conoscitori e nativi del posto presenteranno il contesto socio-politico, economico e culturale di un paese difficile, martoriato profondamente da anni di sanguinosa guerra e fallimentari tentativi di pacificazione.  Accanto alle testimonianze di sofferenze, le speranze dei risultati del “Bando Africa: Borse di lavoro per cittadine e cittadini africani” attraverso una relazione dettagliata e una documentazione fotografica dello stato di avanzamento del progetto in corso di svolgimento in Sudan. Al termine della presentazione del progetto,il pubblico potrà prendere parte alla discussione che si aprirà fra i partecipanti per un confronto di opinioni che contribuisce a fornire stimoli e a suggerire strategie che potrebbero risultare interessanti per l’elaborazione di progetti futuri nei Paesi del continente africano.    In occasione dell’incontro Pia Foglia, coordinatrice del progetto “Bando Africa”, modera e coordina gli interventi di: Stefano Bellucci,docente all’Università di Pavia, Mariano Benni, direttore e responsabile dell’agenzia MISNA e Antonella Napoli, presidente dell’Association Italians for Darfur.

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La chiesa di Palermo per i terremotati

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

L’Arcivescovo mons. Paolo Romeo insieme con la Chiesa di Palermo esprime piena e fraterna solidarietà nei confronti della popolazione dell’Abruzzo che sono state colpite dal terribile terremoto. Invita i fedeli a pregare per le vittime e nel contempo esorta ad essere generosi aderendo alla Colletta nazionale indetta dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana che a nome dei Vescovi italiani, rinnova profonda partecipazione alle sofferenze e ai problemi delle popolazioni provate dal terremoto che ha provocato centinaia di morti, sconvolgendo la vita della città de L’Aquila e di numerosi centri limitrofi. Per far fronte alle prime urgenze e ai bisogni essenziali di chi è stato colpito da questa calamità, la Presidenza della CEI ha infatti disposto, lo stanziamento di tre milioni di euro dai fondi dell’otto per mille per iniziative di carità di rilievo nazionale. Tale somma sarà erogata tramite Caritas Italiana, già attiva per alleviare i disagi causati dal sisma e a cui è affidato il coordinamento degli interventi locali. Consapevole della straordinaria gravità del sisma, la Presidenza della CEI indice anche una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane il 19 aprile 2009, domenica in Albis, come segno di solidarietà e di partecipazione di tutti i credenti ai bisogni materiali della gente abruzzese.

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