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“Crimine sacro”, definisce Sofocle la trasgressione di Antigone all’editto di Creonte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Vi fa da contraltare il detto latino: Dura lex, sed lex. Questi due aspetti sono presenti e condizionano sovente i comportamenti umani nel loro modo di agire e di correlarsi nei rapporti con i propri simili e con la stessa natura. Nella fattispecie pratica vorrebbe dire che nessun precetto normativo può esimersi da un giudizio di valore in conformità alla legge ma che può essere trasgredito in stato di necessità personale e nel rapporto con altri soggetti in determinate situazioni di pericolo. E’, ovviamente, un modus operandi in cui entra in gioco non solo il fatto in sé ma anche la sensibilità di chi è preposto ad interpretarne la gravità. Per dirla con Platone si tratta di una gerarchia delle idee-valori spirituali e materiali che mette in gioco le nostre sensibilità nel profondo come può essere, ad esempio, un amore sacro ed uno profano. Sono identità divisive, dicotomiche, tra l’eguale e il disuguale che non si escludono a vicenda ma che possono essere complementari. C’è, semmai, da ricercare un punto di sintesi.
Questa premessa si cala in molti casi della vita e ci obbligano, sovente, a scelte dolorose ed anche contra legem e che, per l’appunto, Sofocle le definisce dei “crimini sacri”.
Oggi se richiamo questi aspetti lo devo al fatto che i media tendono a trascurarli in alcuni casi o in altri ad enfatizzarli sino ad offrici una visione distorta dell’evento e a dare dei soggetti coinvolti un’immagine di sé deprivata dalle ragioni profonde che possono averle determinate o per contro attribuirne un’enfasi fuori luogo. Occorre, invece, che il cronista o si limita alla sola arida narrazione dei fatti o, se intende commentarli, di dotarli di maggiori elementi di valutazione per consentire a chi legge o vede, attraverso il piccolo schermo, di farsi un’idea influenzata dalle opinioni del reporter.
E’ che in molti di noi l’idea che si possa violentare, uccidere, seviziare un nostro simile per motivi futili o per passioni violente da tempo covate o per un raptus, ci lascia profondamente colpiti tanto che vorremmo essere nei pensieri del criminale per capire cosa ha originato questo scatenamento di aggressività e se è possibile esorcizzarle preventivamente. In altri termini è colpa del sistema di vita che abbiamo instaurato o deriva da una malformazione genetica dove i valori sono rovesciati e non si riesce più a distinguere il bene dal male? (Riccardo Alfonso)

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Antigone: Il diritto di dire No

Posted by fidest press agency su martedì, 2 Mag 2017

antigoneantigone1Roma dal 4 al sette maggio 2017 feriali ore 21.00- festivi ore 18.00 Teatro Agorà 80 Via della Penitenza 33, (Trastevere) Sala B spettacolo “Antigone – Il diritto di dire No” riscrittura della tragedia di Sofocle ad opera della Compagnia Morlock diretta da Nicola De Santis con Jessica Cenciarelli, Rosaria D’Antonio, Chiara Casali, Agostino Terranova, Chiara Laureti, Chiara Postacchini, Manuela Montanaro, Barbara Bianchi.
La storia di Antigone è nota: la giovane figlia di Edipo decide di dare sepoltura al fratello Polinice contravvenendo l’ordine del re Creonte, suo zio.
Polinice aveva tentato, con un colpo di stato, di sottrarre il trono di Tebe al fratello Eteocle, al quale era stato associato al potere. I due fratelli nemici si erano uccisi nella guerra civile. Creonte, non perdonando a Polinice di aver portato con sé principi stranieri, rischiando di far capitolare Tebe in mano nemica, lo dichiara un traditore; per questo il corpo di Eteocle sarà celebrato con tutti gli onori funebri, mentre il cadavere di Polinice sarà lasciato senza sepoltura. Chiunque osasse contravvenire a tale editto pagherebbe con la vita. Tuttavia Antigone, che prova pietà ed amore fraterno, decide di contravvenire alla volontà del re per seguire le ragioni del cuore, finendo così per essere inevitabilmente condannata a morte.
In questa riscrittura del testo abbiamo provato ad immaginare la legge di Creonte, quindi la ragion di stato, come una grande ragnatela abitata da tutti i personaggi della tragedia. Essi sono legati dai fili di questa tela, che fanno capo a Creonte, e la abitano, creando così un ecosistema nel quale vivono in pace, solo sottostando alle sue leggi. Antigone, invece, che percepisce questa ragnatela come una gabbia inaccettabile spezza il filo che la lega. Decide di ribellarsi, di dire di no al sistema, pur essendo consapevole che questo gesto comporterà la sua morte. Creonte si ritrova a dover fronteggiare la scelta più difficile di tutta la sua vita da re: sacrificare l’amata nipote, fidanzata felice del suo stesso figlio, per la ragion di stato o trasgredire la propria legge, facendo così crollare la ragnatela sulla quale si fonda la stabilità e la sopravvivenza dell’intera Tebe. Tessera associativa: 2 euroBiglietti: Intero 13 euro | Ridotto 10 euro (foto: antigone)

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Teatro: Edipo re

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Chiasso, 29 ottobre 2010, ore 20.30 Cinema Teatro  Franco Branciaroli dà il via alla stagione di prosa interpretando con la classe che lo contraddistingue la tragedia di Sofocle Edipo Re, per la regia di Antonio Calenda. Branciaroli diventa qui un “mostro a tre teste” in chiave moderna e freudiana, convogliando in sé i ruoli di Edipo, Giocasta e Tiresia, in un itinerario tra le ombre della psiche, tra luce e buio.  Il regista Antonio Calenda, lavorando sull’originale, integra i principi teorici di studiosi quali Sigmund Freud e René Girard: disteso sul celebre lettino d’analisi il nostro protagonista ricostruisce e riscrive con parole di atroce verità la sua vita, individuando finalmente le radici del suo conflitto interiore.
Il testo di Sofocle è  presentato nella traduzione di Raul Montanari.  Accanto a Franco Branciaroli, gli attori Giancarlo Cortesi, Emanuele Fortunati, Gianfranco Quero, Alfonso Veneroso, Livio Bisignano, Tino Calabrò, Angelo Campolo,Filippo De Toro, Luca Fiorino, Luigi Rizzo. Le scene sono di Pier Paolo Bisleri, i costumi di Stefano Nicolao. Musiche di Germano Mazzochetti e luci di Gigi Saccomandi. Lo spettacolo è una coproduzione di: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia  Teatro de Gli Incamminati Teatro di Messina (edipo re)

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