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Posts Tagged ‘sogno’

Santità ho un sogno: le cittadelle del sapere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 agosto 2019

Lettera aperta al Papa Francesco. Da dieci anni cerco di sensibilizzare i potenti della terra dai politici alle multinazionali, dalla Bill & Melinda Gates Foundation e alle altre dello stesso genere, ai governi e ai movimenti per la pace su un progetto che non lo ritengo solo umanitario ma culturale e sociale, significativo. Pochi mi hanno risposto incoraggiandomi a non desistere ma non sono andati oltre. La mia, sia chiaro, è solo un’idea e una speranza ma agli altri è assegnato il compito di concretizzarla. Penso ai migranti che in tutto il mondo vagolano da un paese all’altro per salvarsi dalle violenze e per costruirsi un sia pur modesto avvenire soprattutto per i loro figli. Spesso ad accoglierli ci sono i grandi campi profughi dove la miseria è di casa per non dire altro. Perché mi sono chiesto non si può fare qualcosa di diverso? Così ho pensato a tante cittadelle del sapere sparse, ad esempio, lungo le coste africane che si affacciano sul Mediterraneo. Potrebbero sorgere sotto il protettorato dell’Onu e in un’area ceduta dai paesi ospitanti per farvi soggiornare autoctoni, migranti ed europei. Il modulo abitativo dovrebbe prevedere due distinti appartamenti ma contigui dove in uno cederlo a una coppia di pensionati europei e l’altra ad una famiglia del posto o immigrata. Una soluzione fatta per scambiarsi un aiuto concreto: per gli europei una stampella per la vecchiaia e per gli altri la possibilità di apprendere un mestiere o di assicurare ai propri giovani una professione in base alle loro abilità manuale o intellettiva. In questo modo imparano, tra l’altro, a convivere e a comprendersi. Cittadine, non troppo popolose (tra i 50mila e i centomila abitanti) che potrebbero autogestirsi e autofinanziarsi con le rendite pensionistiche degli europei e con le locali produzioni artigianali e attività turistiche. Potrebbero nascere e prosperare anche con il contributo di fondazioni private e con una tassazione sui profitti ottenuti dalle imprese che producono armamenti. Questa idea ha, a mio avviso, anche un risvolto pratico perché chi intende lasciare tali insediamenti può portare in dote una professione, un certo livello d’istruzione e una buona conoscenza delle lingue. Perché tutto questo dovrebbe interessare il Papa? Perché la Chiesa di Roma è stata capace in passato di fare molto per elevare la qualità della vita attraverso il lavoro e l’istruzione: Penso a S. Giovanni Bosco e non è il solo, ovviamente. (Riccardo Alfonso)

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Teatro: Una sera ascoltando un vecchio tango mi sono addormentato e ho sognato Pina Bausch

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Napoli Venerdì 29 marzo 2019, Teatro La Giostra Via Speranzella, 81 alle ore 20.30 (repliche fino a domenica 31). Presentato dalla Compagnia Jules Renard, l’allestimento s’ispira alla pièce Kontakthof, un cult nella produzione bauschiana, prendendo spunto, drammaturgicamente, dalle parole della Bausch, rilasciate in anni di interviste e conferenze.
Kontakthof è stato allestito tre volte, con tre compagnie diverse. Il debutto avvenne nel ’78 con la compagnia storica di Wuppertal, poi nel 2000, con una compagnia di danzatori filodrammatici ultrasessantenni, e, infine, un anno prima della morte, con una compagnia di adolescenti. Evidentemente era uno spettacolo nel cuore della Bausch.Sollazzo mette in scena uno spettacolo sulle relazioni tra gli uomini, in cui i temi sono quelli di sempre, ma, questa volta, posti in primo piano. Amore, tenerezza, aggressività vengono indagati con grazia e ironia, in uno spettacolo sulla vita e sull’amore, quindi che parla di noi, attraverso variazioni d’amore su temi bauschiani.“Dopo aver visto – sottolinea Giuseppe Sollazzo – tanti capolavori di Pina Bausch, e pensando a quelli che invece non hanno mai visto o conosciuto il mondo tragico e tenero della coreografa tedesca, mi sono detto che sarebbe stato bello evocarne il mondo con uno spettacolo, in coincidenza con il decennale della morte, avvenuta il 30 giugno del 2009”.A chi l’accusava di essere ripetitiva, Pina Bausch rispondeva: “Non sono ripetitiva nel modo in cui intendono loro. La mia ripetizione non è che la ripetizione in modi sempre differenti di uno stesso tema: il tema è l’amore”. E aggiungeva: “Cosa non si fa per essere amati”.Saranno interpreti in scena Marco Aspride, Francesco Boissinot, Enrico Bruno, Gabriele D’acquino, Emanuela De Chiara, Ferdinando Del Vecchio, Agostino De Rosa, Francesca Diana, Donatella Di Ruocco, Lucilla Fusco, Antonia Imparato, Erica Mercaldi, Caterina Modafferi, Fortuna Montariello, Nunzio Nocella, Giusy Palmisani, Mariella Pandolfi, Michele Romeo di Tuosto, Angela Saravo, Antonino Scialdone, Agata Elena Spina, unitamenhte alla vocalist Annita Vigilante. L’allestimento si avvale degli elementi scenici a cura di Massimo Nota, la realizzazione e animazione del pupazzo Bausch di Flavia D’Aiello, i costumi di Lorenzo Zambrano.

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Un sogno nel cassettino dei ricordi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Uno dei miei sogni chiuso a doppia mandata nel cassetto dei miei ricordi è stato quello di poter avere la capacità di scrivere un’opera che fosse ripresa da un regista o da un drammaturgo per poter calcare in qualche modo gli eventi sia se scorrono lungo un tracciato di celluloide sia a teatro o vice versa.
Questo perché lo spettacolo mi ha sempre affascinato. Intendo, ovviamente, quelle rappresentazioni che riescono a coniugare alla perfezione l’abilità dell’attore e del cast nel suo insieme e a farne una trama avvincente.
Credo che tutto questo non dipenda solo da una mia particolare inclinazione quanto dalla capacità innata negli esseri umani di voler immaginare le storie narrate nei libri dando un’anima e una sembianza ai personaggi descritti dall’autore come se possedessimo la facoltà d’immedesimarci nella parte e dare corpo alle ombre.
Sono altresì convinto che i maggiori capolavori che hanno in qualche modo calcato le scene con le loro trame e l’abilità degli interpreti, siano il ricavato di molte letture da parte degli autori teatrali e cinematografici.
Un filone che ho trovato molto interessante, anche perché a me è parso congeniale allo spirito dell’arte, sono le opere dei romanzieri e novellisti russi del XIX secolo. Essi, a mio avviso, hanno dimostrato ampiamente la carica portentosa che esprimono i loro scritti, le situazioni che rappresentano raccolte da una realtà che è a volte quella personale e quindi misurata con il metro dell’esperienza diretta o desunte da quelle vissute da amici e familiari.
Un argomento che ho rilanciato in alcuni miei scritti è quello che proviene dalla suggestiva monografia di un caso curioso descritto da Leonid Andreief. Si tratta dello sviluppo graduale della follia in un medico nella fase ancora imprecisa del male, quando il germe della demenza si è affermato nel senso che la volontà è quasi nulla e l’uomo sente il bisogno imperioso di fare ciò che l’idea fissa gli suggerisce (nel caso particolare si tratta di assassinare un amico) per quanto la coscienza non sia completamente abolita.
Questo delitto è compiuto dal medico nello stato di semi-coscienza dove vi albergano, conflittualmente, due tendenze contrapposte sino al punto da convincerlo d’essere realmente matto. Da qui le mie riflessioni sulla follia e se essa non fosse solo un atto demenziale ma un codice di comportamento derivante da un’anomalia genetica che inverte i valori ma al tempo stesso fa capire al soggetto, che sta vivendo questa realtà, che qualcosa non funziona nel suo modo di ragionare se la maggioranza dei propri simili è di tutt’altro avviso. Alla fine è così forte il condizionamento proveniente dalle sue alterazioni mentali, e qui parlo soprattutto del mio personaggio, che prevale la violenza e del male che genera se ne fa una ragione e, purtroppo, in favore della sua devianza. Così a mio avviso nasce e vive tra di noi il carnefice che non comprende, e di conseguenza non accetta, i valori condivisi e fa della brutalità la sua ragione d’essere.
E come non ritrovare, a questo punto, il comune filone della trama da me imbastita nelle novelle di Andreief con la sensibilità morbosa, l’ironia fredda e quasi ingenua, la visione allucinante delle anomalie e degli orrori della vita che condividono caratteri predominanti delle nostre storie.
In questo l’Andreief dipinge anche l’isolamento morale dell’uomo per il quale il mondo è divenuto un deserto e la vita un gioco d’ombre. Ciò che forma dunque l’essenza dell’ingegno dell’Andreief è l’impressionabilità estrema, l’audacia nel descrivere i caratteri negativi della realtà, delle malinconie, dei dolori della vita.
Da questo punto di vista egli ha continuato l’opera di Edgardo Poe, del quale l’influenza ha dovuto subire e trapela in modo incontestabile. Egual passione spinge questi due scrittori allo studio della solitudine, del silenzio, della morte. Ma, mentre la fantasia del grande scrittore Americano si muove libera attraverso il mondo e i secoli, mentre i personaggi che egli studia abitano castelli che crollano, rocche a picco, e sognano impeti di gloria, l’Andreief per contro si appiglia alla realtà immediata. I suoi eroi sono gente che egli vede intorno a sé, abitano i sottosuoli umidi, le case sordide, la loro vita volgare si chiude con una morte volgare. E’ un realismo che costituisce la forza e la bellezza dell’opera di Leonida Andreief.
Alla lettura ci si persuade che il dramma nasce precisamente dalla vitalità indistruttibile dei sentimenti umani e delle aspirazioni a una esistenza migliore: vitalità che s’incontra spesso negli esseri più miserabili e abbietti. Nel loro oscuro destino vi sono talora momenti di luce.
Non occorre che un tenue incidente, una circostanza futile faccia da volano per trasmutarli. In loro è connaturata una sensibilità profonda, un ardente amore della vita che cerca di farsi strada da fondo di queste anime oscure. Non è, indubbiamente, la classica rondine che può preannunciare la primavera ma è l’effimera apparizione di una falena mentre le tenebre si avvicinano a grandi passi e l’oscurità ci avvolge impenetrabile.
Così la penna del letterato s’intinge con l’inchiostro della vita e quel pennino caricato dall’infuso di energia che con coraggio s’immerge nelle storie che animano gli eventi graffiando con la sua punta irregolare le pagine bianche prima di riempirle di caratteri dal colore nero di china. Così queste opere sono catturate dal pensiero e rese visibili con le parole e poi ancora con i gesti e le espressioni del viso e noi avremo la possibilità di una rappresentazione visiva e parlata di tutte queste storie a tratti rimescolate e rigenerate nella narrazione scenica. (Riccardo Alfonso)

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Con Sogno o son deste il restauro del patrimonio Estense è multimediale

Posted by fidest press agency su martedì, 26 giugno 2018

castelloDa luglio a dicembre nelle città e nei borghi dell’antico dominio estense di Modena, Ferrara e Vignola sarà possibile ammirare i decori, i colori e i disegni che ornavano palazzi, rocche e castelli in diversi luoghi legati alla Casa d’Este grazie a una proiezione luminosa digitale realizzata fedelmente con tecniche di ricostruzione virtuale d’avanguardia. E’ il progetto di cultura figurativa, realizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Carife (Cassa di Risparmio di Ferrara), Fondazione di Vignola e BPER Banca, che mette in luce – letteralmente – le residenze e le architetture della casata d’Este, antica signoria italiana di Ferrara che ha dominato dal 1208 fino al 1859 i territori che si estendono tra Ferrara, Modena e Reggio Emilia.
La Chiesa di Sant’Agostino a Modena, la Rocca di Vignola (Mo) e Casa Romei a Ferrara saranno le prime importanti residenze e architetture “messe in luce”, ma ne seguiranno molte altre. Per ciascun apparato decorativo che si andrà a proporre nell’ambito del progetto – ancora in espansione e dal potenziale illimitato – sono in corso da anni rilievi con l’ausilio della tecnologia laser scanner, per ottenere una griglia tridimensionale con margine di errore inferiore a un centimetro, generata da una nuvola accuratissima di punti, e utilizzabile come modello 3D degli edifici. A questa scansione tridimensionale sono state poi abbinate specifiche fotografie aeree di dettaglio, ottenute con la tecnica gigapixel, e architettoniche, realizzate con droni, essenziali per avere un prospetto esatto degli edifici e per studiare le tracce ancora esistenti delle decorazioni. Gli scatti realizzati, elaborati con specifici e sofisticatissimi software, hanno generato fotografie geometricamente corrette, in cui sono state eliminate le piccole imperfezioni dovute ad esempio alla posizione dei punti di ripresa o ai dislivelli delle aree rilevate o, ancora, dall’inclinazione della macchine fotografiche. Tutto questo in modo che le foto possano essere considerate una reale “mappa” da seguire.
Dopo tutte queste indispensabili premesse tecniche, al lavoro di rilievo è stato affiancato quello di un’equipe di esperti in tecniche di restauro, che ha individuato con estrema precisione le tracce delle decorazioni, i relativi disegni e colori, nelle tonalità perfettamente identiche a quelle originali. Infine sono state ricostruite digitalmente le parti mancanti andando a produrre i file definitivi per le proiezioni che, su ciascun edificio, avverranno trasposte su vetri ottici, detti “gobos”, tramite serigrafie.
Illusione o realtà? “Sogno o son deste” mira a ricomporre il linguaggio artistico dell’universo iconologico estense, che dialogava con facciate di rocche, palazzi, ville e chiese, per restituire la narrazione di quel mondo artistico – tra i più importanti nella storia della cultura italiana – e farlo risplendere grazie alla proiezione luminosa digitale, con un impatto visivo immediato capace di creare stupore e meraviglia nello spettatore.
Al progetto multimediale verrà affiancato quello di promozione con incontri ed eventi culturali su temi di rilevanza storico artistica. Il lavoro prevede di coinvolgere nel tempo molte residenze della casata, per restituire la spettacolarità della cultura figurativa estense.
Quest’ultima infatti era pensata per conciliare necessità concrete relative alla conservazione degli edifici a quelle di comunicare messaggi politici, dinastici e di esaltazione della storia e delle virtù degli Este. L’inesorabile scorrere del tempo ha cancellato quasi completamente questo patrimonio, tanto da farne dimenticare l’esistenza. L’ambizioso progetto “Sogno o son deste” mira quindi a far tornare a splendere, grazie alla proiezione luminosa digitale, quel patrimonio dell’Italia come paese dipinto che da secoli suscita l’ammirazione di chi lo visita, promuovendolo e migliorandone la tutela e la fruizione.
In particolare l’azione di valorizzazione si concretizzerà attraverso una campagna di rilievi architettonici realizzati utilizzando le tecnologie d’avanguardia già messe in campo, alla scopo di dare vita a una banca dati conoscitiva dello stato di conservazione, non solo degli edifici di cui si ricomporranno le decorazioni esterne, ma anche di opere architettoniche – sempre legate al territorio estense – che versano in condizioni di degrado o semi abbandono, come le numerose pievi, oratori o chiese, contenenti affreschi del XIV-XVI secolo, situate nell’Appennino modenese. http://www.sognoosondeste.it con foto copyright)

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Abbiamo un sogno: l’abolizione dell’ergastolo in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 dicembre 2017

ergastoloL’Associazione Liberarsi onlus sta organizzando un giorno di digiuno nazionale per domenica 10 dicembre 2017 (Anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani) contro la pena dell’ergastolo. Si può aderire e avere più informazioni sul sito http://www.liberarsi.net. Ecco perché bisognerebbe abolire questa terribile e crudele pena: La pena dell’ergastolo è una sentenza senza speranza e con questa condanna gli ergastolani muoiono ancor prima di finire la loro pena. E li vedi camminare in carcere in modo diverso da tutti gli altri prigionieri, perché fanno su e giù come morti in vita. Si muovono come spettri, guardando il tempo che va via, facendo una decina di passi avanti ed una decina di passi indietro. Perduti per sempre in un mondo perduto, senza avere nulla, neppure il nulla, per cui attendere, sperare e vivere. Camminano senza neppure pensare, perché non riconoscono più il mondo che li ha visti nascere. La loro sembra una passeggiata della morte, con la morte e per la morte, e marciano da un muro all’altro, privi di sogni e di ogni speranza. Passeggiano nelle loro celle, da una parte all’altra, senza saper cosa fare. Indecisi a volte se morire o vivere. Vagano in un fazzoletto di cemento per mesi e anni. Da una parete all’altra con una pena senza fine. E con un giorno uguale all’altro. Muoiono un po’ ogni passo, per tornare di nuovo a morire ancora un po’ ogni volta che incontrano il muro di fronte e si fermano per girarsi. Camminano sapendo che non possono guardare in faccia il futuro, consapevoli che possono solo guardare il tempo che va via, perché il loro domani è già tutto scritto. E il loro futuro sarà una lenta agonia senza rimedio che durerà un’intera vita. I passi degli ergastolani sono lenti e corti forse perché non possono andare da nessuna parte e i loro sogni finiscono dove iniziano, e muoiono passo dopo passo. I loro cuori si spengono dentro a poco a poco, perché avranno sempre un presente uguale al futuro poiché la loro vita diventerà una malattia o una morte lenta, bevuta a sorsi.www.carmelomusumeci.com

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Il sogno dei liceali italiani è studiare all’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

New YorkTrascorrere un anno o un semestre scolastico all’estero è nella wish list di tutti gli studenti italiani. A confermarlo sono le classifiche a livello mondiale, dove l’Italia si colloca sul podio. Negli ultimi 10 anni, per esempio, il numero di ‘Exchange Students’ italiani negli Stati Uniti è triplicato. A cosa si deve questo fenomeno? Vivere con una famiglia ospitante e frequentare una tipica ‘High School’ di un paese straniero, imparare una nuova lingua, confrontarsi con una cultura diversa, incontrare persone con cui stabilire legami che dureranno per sempre: questi sono i principali motivi che spingono gli studenti del terzo e del quarto anno delle superiori a diventare Exchange Students. Parlando con un ‘Exchange Student’ si capiscono immediatamente le soft skills che i ragazzi sviluppano nel corso del programma, apprezzate e valorizzate sia dalla scuola che dal mondo del lavoro. Gli Exchange Students maturano e si responsabilizzano, imparano ad abbattere le barriere culturali e a vedere il mondo con occhi diversi. A supporto dell’esperienza è arrivata recentemente una circolare ministeriale che conferma “lo sviluppo di competenze di tipo trasversale, oltre a quelle più specifiche legate alle discipline”. Sul fronte scolastico, l’esperienza è molto interessante perché si lasciano a casa i dizionari di greco e di latino e ci si confronta con sistemi educativi differenti. Né migliori, né peggiori rispetto a quello italiano, semplicemente diversi. A stupire particolarmente è il rapporto più confidenziale con gli insegnanti, la scoperta di nuove materie e la varietà di opportunità extracurriculari, quasi sempre assenti nel nostro percorso scolastico. Dallo sport al teatro, dal volontariato alla musica: i nostri studenti riscoprono i propri talenti mentre portano avanti gli studi! Secondo Mondo Insieme, organizzazione specializzata in scambi culturali all’estero con sede a Bologna, “gli studenti italiani hanno una mentalità sempre più aperta e le destinazioni richieste sono tra le più varie. Gli Stati Uniti sono sempre la meta più gettonata, seguiti dall’Australia, dal Canada e dai Paesi del Nord Europa” – conferma Graziella Costa, responsabile del programma – “ma abbiamo studenti ovunque: in Cina, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Argentina, Sudafrica, e la lista continua”. La soddisfazione più grande è l’integrazione linguistica e culturale, come racconta la studentessa Sophie Grassi della provincia di Verona, che da maggio si trova in Thailandia: “Per imparare il thai ho deciso di tenere un piccolo libricino da portare con me dappertutto e in cui annoto parole in lingua e la rispettiva traduzione inglese ogni volta che ne imparo una nuova”. Non si tratta più quindi di imparare una sola lingua, ma due. Scopriamo inoltre che è possibile ottenere dei contribuiti importanti per vivere questa esperienza, perché le opportunità sono veramente preziose per il futuro degli studenti, indipendentemente dal reddito dei genitori. “Oltre alle borse di studio bandite dall’INPS per i figli dei dipendenti e dei pensionati della pubblica amministrazione” (il bando ITACA per il 2018-19 scadrà il 5 dicembre), spiega la Dott.ssa Costa, “Mondo Insieme premia gli studenti più meritevoli, che altrimenti non potrebbero partecipare ai programmi, con borse di studio fino a €2.500”. Non è insolito, infine, che molti Exchange Students decidano di proseguire la loro esperienza di giovani cosmopoliti con altre opportunità all’estero. Mondo Insieme garantisce borse di studio fino al 70%, per frequentare un’università americana, coordina inoltre svariate esperienze lavorative a stelle e strisce: Au Pair, Work and Travel, Internship e Training, tutti programmi retribuiti e con un costo molto contenuto. I giovani italiani hanno un mondo di opportunità davanti a sé, grazie alle esperienze di studio e lavoro all’estero. Per saperne di più e capire come poter partecipare a questi programmi basta visitare il sito internet http://www.mondoinsieme.it.

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Mostra: Carlo Zoli. Tra sogno e realtà

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

cavaliere rossoZoli foto invitoMantova dall’11 al 30 marzo 2017 via Cappello 17 Galleria “Arianna Sartori”. Inaugurazione Mostra: Carlo Zoli. Tra sogno e realtà: Sabato 11 marzo, ore 17.00. Sarà presente l’artistaOrario di apertura:dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso Domenica e festivi (18 marzo 2017).
Scrive Vittorio Amedeo Sacco: “Un senso di umana sacralità percorre le opere di Carlo Zoli, da sempre interessato ad indagare territori storici, epici, cavallereschi. Le figure e le immagini, dense di ogni carattere descrittivo, aneddotico e narrativo, diventano puri simboli, fantasie archetipe che emergono dalla storia, cariche della potenza del mito e ricche di modernità. Le opere si collocano in uno spazio storico e attuale allo stesso tempo, in una cornice temporale sospesa, suggerita dalle forme, da cui affiora la dimensione simbolica. Le sue opere, ricche di una fantasmagorica gamma di segni, mantengono un solido substrato grafico, proveniente dalla sua consolidata preparazione nel campo del disegno e della figura. Le sculture modellate con la plastica materica, increspata, disegnano linee fluide composte in una sorta di esplosione vitale. I primi piani della materia, che si plasma, si disgrega e si ricompone nell’eterno gioco della vita sotto il soffio vitale dell’autocoscienza e dell’intelletto, si dilatano in uno scenario figurativo, rappresentando simboli, corpi femminili dalla silhouette delicata, cavalieri erranti, figure alate e cavalli dal profilo elegante, che si stagliano entro uno spazio bidimensionale, distruggendo l’illusione e rivelando la verità icastica della forma che vive di vita propria. In queste forme materiche che imprimono alla staticità della massa quasi un vertiginoso dinamismo, è proprio l’uomo ad essere il perno di queste illuminanti visioni, rivelandosi in tutta la sua fragile realtà e disvelando utopiche “isole nascoste”. Attraverso l’eliminazione di elementi superflui o autoreferenziali, l’artista elude il passaggio prosaico della favola cavalleresca ed esclude l’esercizio narcisistico e consolatorio della divinizzazione dell’umano e della narrazione per immagini, maturando un nuovo linguaggio figurativo, in cui sintesi formale e segnica gli consentono di recuperare la dimensione primaria della figurazione. Questa ricerca lo ha portato a considerare la luce, la forma e il colore elementi imprescindibili nella scultura che è diventata, sostanzialmente, necessità di una nitida misura mentale, sublimata attraverso l’assimilazione dell’arte antica. Carlo Zoli ha percorso per intero la figurazione, dimostrando una eccezionale perizia disegnativa e pittorica e si è affermato come artista profondamente e passionalmente sensibile”. (foto:  cavaliere rosso, Zoli foto invito)

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Lucio Del Pezzo: Un Sogno Elegante

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 febbraio 2017

lucio-del-pezzolucio-del-pezzo1Roma Dal 24 Febbraio al 18 Marzo 2017 Orario: Martedì-Sabato 11:00 – 19:00 Inaugurazione Venerdì 24 Febbraio ore 18:00 Galleria Lombardi – Via di Monte Giordano 40.
Il 24 Febbraio 2017,viene presentata a Roma,dopo molti anni di assenza,una mostra di Lucio Del Pezzo. Saranno presentate 15 opere su legno e su carta,che vanno dagli anni 70 ai nostri giorni. Il suo mondo,fatto di oggetti ritrovati,nascosti negli armadi,di scatole abbandonate,da scaffali e casse perse nei solai e cantine dei nostri appartamenti,nelle mani del maestro diventano pittura,pensiero moderno e cultura di sintesi. Questo è Lucio Del Pezzo,come amava definirlo Pierre Restany, un De Chirico rococò. Curatori: Enrico e Lorenzo Lombardi. (foto: Lucio del Pezzo)

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Parco archeologico di Ostia antica: “Il mito e il sogno”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2016

ostia anticaOstia antica. Dal 10 al 17 settembre il grande spettacolo torna al teatro romano di Ostia antica con la rassegna “Il Mito e il Sogno”. Il progetto nasce e si sviluppa con la partecipazione al bando indetto dalla Soprintendenza per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma, con l’obiettivo di rilanciare la magnifica area del Parco archeologico.Il binomio fra tradizione e innovazione è il punto cardine del progetto che si è aggiudicato la vittoria del bando, proposto dall’Associazione temporanea di imprese costituita dagli Amici dell’Auditorium Conciliazione, The Base srl, Daniele Cipriani Entertainment, Associazione Culturale Progetto Goldstein e IdeaValore srl: tutte realtà che hanno fatto dell’arte e dello spettacolo la loro “mission” primaria.La scelta vincente è stata quella di puntare sul preciso obiettivo di riavvicinare il grande pubblico al teatro romano grazie a una rassegna in cui confluiranno importanti nomi dell’intrattenimento e della cultura internazionali.
L’apertura di sabato 10 settembre, è affidata, infatti, alla nuova applauditissima produzione dell’Inda, l’Istituto Nazionale Dramma Antico, “Fedra” di Seneca che, con la regia di Carlo Cerciello, ha debuttato a giugno al Teatro Greco di Siracusa registrando grande successo di pubblico e critica. “Fedra” sarà replicato anche domenica 11.
Il 12 settembre sarà la volta della compagnia Spellbound Contemporary Ballet che celebra i dieci anni dal debutto – e altrettanti di acclamati successi – dei “Carmina Burana” immersi nelle scenografie suggestive dell’area archeologica con la regia e la coreografia di Mauro Astolfi.Spellbound, eccellenza della danza italiana nel mondo, ha rappresentato questo spettacolo in Thailandia, Cipro, Germania, Svizzera, Lussemburgo, Spagna, Panama e prossimamente in Canada.Coprodotta in collaborazione con l’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Maiori nell’Ambito dei Grandi Eventi della Regione Campania, l’opera viene qui rappresentata nell’ultima versione messa in scena per Prisma International Dance Festival di Panama sulle composizioni di Carl Orff, Antonio Vivaldi, Theatrum Instrumentorum e di Alexandar Sasha Karlic , per ricreare un’atmosfera solenne tra sacro e profano.
Martedì 13 settembre avverrà l’atteso ritorno del Maestro Uto Ughi, testimonial ufficiale della rassegna, annoverato dalla critica tra più grandi violinisti di tutti i tempi, che eseguirà con i suoi Filarmonici di Roma (già Orchestra da Camera di Santa Cecilia) alcuni brani celeberrimi della tradizione musicale europea, tra cui il Preludio ed Allegro in stile di Gaetano Pugnani del grande virtuoso viennese Fritz Kreisler, oltre a brani di Rossini, Paganini, De Sarasate e Beethoven.La rassegna poi continuerà venerdì 16 settembre con “Caruso e altre storie italiane”, la nuova creazione del coreografo italo­africano Mvula Sungani. Un omaggio all’Italia e a due artisti che l’hanno resa grande nel mondo: Enrico Caruso e Lucio Dalla. Un’opera coreografica ispirata al testo della splendida lirica scritta da Lucio Dalla, in cui i rapporti, l’esistenza, la nostalgia dell’emigrante, la terra amata risultano gli elementi trainanti per uno spettacolo denso di significati e carico di emozioni.
Lo spettacolo, patrocinato dalla Fondazione Lucio Dalla e dal Comune di Sorrento, vede l’étoile Emanuela Bianchini ed i solisti della Mvula Sungani Physical Dance rendere tridimensionali arie di opere, canzoni e musiche grazie alla tecnica di danza contemporanea Physical dance per dare corpo e poesia a coreografie che basano la propria struttura sull’alternanza di quadri evocativi con quadri moderni.
Sabato 17 settembre, grande chiusura con i Pink Floyd Legend che riproporranno fedelmente il capolavoro “Live at Pompeii” nella fantastica e unica ambientazione del teatro di Ostia antica. Lo spettacolo ricreerà il sound psichedelico del mitico gruppo inglese, attraverso l’esecuzione, oltre dei grandi classici del reportorio Floydiano, di tutti i brani del celebre evento del 1971, calato in una cornice scenografica che riprodurrà la suggestione delle atmosfere, dei suoni e delle luci dell’originale. La prima edizione del progetto “Il Mito e il Sogno”, che si svilupperà lungo un percorso quadriennale, rappresenta solamente una piccola preview dell’intensa offerta culturale che il team di direzione artistica sta già preparando per le prossime stagioni, consacrando il teatro romano di Ostia antica come luogo di spettacolo e arti visive, sempre proseguendo nella valorizzazione, già in atto, della zona archeologica.La manifestazione si avvarrà, inoltre, della preziosa collaborazione con l’Atcl – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, Circuito Multidisciplinare dello spettacolo dal vivo, da sempre impegnata nella diffusione della cultura come nella valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico del Lazio, attraverso la promozione di manifestazioni che uniscono luoghi d’eccellenza alle arti performative.

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“Carmine Galiè tra sogno e realtà”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 aprile 2016

Carmine Galiè1Forte dei Marmi 1 – 25 maggio 2016 Museo Ugo Guidi 1 maggio ore 18.00. Il Museo Ugo Guidi – MUG e gli Amici del Museo Ugo Guidi Onlus presentano la mostra del pittore Carmine Galiè dal titolo “Tra sogno e realtà” a cura e presentazione di Massimo Pasqualone.
“Carmine Galiè concepisce la pittura e l’arte in genere, in quanto anche la scultura è per lui oggetto preferenziale di ricerca, come l’abilità, o forse la possibilità, che ognuno ha di dire la sua sulle cose del mondo, della vita, e della realtà in particolare.
Da più di trent’anni nel panorama nazionale, Galiè predilige la dimensione onirica a quella virtuale, con la capacità che solo il sogno ha di dire veramente quello che il giorno nasconde.
Ed allora l’opera d’arte si fa investigazione, ricerca, abbraccio dei minuti e dei secondi, un po’ in linea con una rinnovata esegesi dell’attimo, di cui Galiè scandaglia profondamente ogni recondito mistero, per altri versi in linea con la dimensione novecentesca della biografia esistenziale che sempre si interseca con la biografia artistica.
Galiè sembra far sua l’affermazione secondo cui “tra venti anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto… ma da quelle che non avete fatto. Levate dunque l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite. (Mark Twain). Su questa linea si muove, Carmine Galièdunque, il suo itinerarium, mai certo degli approdi e sempre convinto che i porti non siano di facile raggiungibilità. Quello che Carmine Galiè attraversa è quello che lo attraversa, quello che Carmine Galiè vive è quello che ha vissuto e che vivrà, con la mediazione di un io sensibile, con la rarefazione delle metamorfosi dell’anima che, quando la vita è veramente quella che si vede, si frantuma e diventa opera d’arte, apertura al mistero, certo insondabile, ma sicuramente ed artisticamente valutabile.” (Massimo Pasqualone)
Carmine Galiè è nato a Giulianova il 9/8/1955 ed ivi residente laureato in medicina e chirurgia, inizia l’attività artistica giovanissimo. Il suo cammino artistico discreto, ma ricercato è culminato nell’informale esprimendo il suo genio creativo attraverso una esplosione di colori che suscitano nello spettatore sensazioni profonde e inquietanti. Nel 1990 insieme ad altri artisti (Montebello, Iannucci e Celli) ha costituito il gruppo “Fidia” con il quale ha partecipato a numerose manifestazioni artistiche. Nel 1994 ha iniziato ad interessarsi di calcografie soprattutto acqueforti insieme al gruppo “Painting”. Nel 1998 inizia la sua collaborazione con Sandro Ettorre che culmina in una serie di opere raggruppate sotto il titolo di “Collaborazioni”. Dal 2006, dopo la morte del collega Sandro Ettorre, inizia un suo viaggio solitario di rivisitazione e rielaborazione del suo pensiero artistico tuttora in corso anche se talora frenato dagli eventi della vita che si susseguono, la malattia e la morte della sua Mimmi. (foto: Carmine Galiè)

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Chiara Lubich e il suo sogno di un mondo unito

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2016

«Donna di intrepida fede, mite messaggera di speranza e di pace», così papa Benedetto XVI dipingeva Chiara Lubich nel messaggio inviato per il suo funerale, otto anni fa. E papa Francesco, all’avvio della causa di beatificazione nel gennaio 2015, esortava a «far conoscere al popolo di Dio la vita e le opere di colei che, accogliendo l’invito del Signore, ha acceso per la Chiesa una nuova luce sul cammino verso l’unità».Il presente achiara lubichnniversario della sua morte, avvenuta il 14 marzo 2008, vede un rincorrersi di eventi che confermano il graduale avverarsi di un sogno: «Vedere nel mondo realizzarsi pian pianino, o anche in fretta se possibile, la fraternità universale».
A Sarajevo, in Bosnia e Erzegovina, la comunità dei Focolari composta da cattolici, ortodossi, musulmani e persone di convinzioni non religiose raccoglierà nell’incontro Il messaggio di dialogo e di pace il risultato di anni di impegno fianco a fianco. Sarà aperto alla città, con la partecipazione dell’arcivescovo cardinale Vinko Puljić. Una convinzione che attraversa il dialogo in atto anche negli altri Paesi balcanici e che passa dal reciproco riconoscimento di tradizioni e nazionalità.
Lo mostra il programma educativo Perle di Skopje, in Macedonia: un asilo, legato all’università, che accoglie bambini delle varie etnie, coinvolge le famiglie e fonda il suo progetto educativo sugli ideali di fratellanza della Lubich. Un’iniziativa del professore Aziz Shehu, musulmano, già ordinario e pro-decano presso la facoltà di Pedagogia.
Che si tratti di un processo irreversibile lo hanno testimoniato anche i 110 giovani croati, serbi, ruteni, ungheresi, albanesi e macedoni, con altri della Bulgaria e Romania, insieme per la prima volta agli inizi di marzo, all’insegna di Balcani: noi siamo uno.
Sono oltre 200 gli eventi promossi dalle comunità dei Focolari in Europa. A Minsk, Bielorussia, una giornata dal titolo Viviamo per l’unità. In Svezia incontri familiari nelle sei città dove sono presenti comunità del Movimento. A Monaco, Germania, il primo “Chiaratag”. A Lisbona, Portogallo, una tavola rotonda su Chiara e la pace con giornalisti e membri qualificati della Commissione Giustizia e Pace. A Siviglia, Spagna, il focus andrà su Chiara Lubich, educatrice alla pace, con il contributo dell’Iman Allal Baschar della Moschea del Re Abdul Aziz al Saud di Marbella e di d. Manuel Palma Ramírez vice direttore del Centro Studi Teologici di Siviglia.
A Medellín, Colombia, non c’è famiglia che non abbia perso, in questi 50 anni di conflitto, almeno uno dei componenti. Così anche tra i membri della comunità dei Focolari: tre generazioni con storie come quella di Rosa, che dopo l’assassinio del figlio per mano di un amico, non si abbandona alla vendetta, ma impugna con tutte le forze il coraggio del perdono, lavorando nel centro sociale del quartiere per diffondere riconciliazione, cure, cultura. Progetti di formazione in diverse città della Colombia, Ecuador, Venezuela e Messico vedono l’alternarsi di generazioni di bambini che, diventati professionisti e insegnanti, si assumono il compito della formazione dei nuovi cittadini alla cultura della fratellanza e alla pace.
Innumerevoli sono nelle Americhe gli incontri, simposi, conferenze e concerti, dalla dimensione spirituale e di preghiera, a quella interreligiosa o ambientale, da New York e San Francisco, negli USA, a Santiago del Cile, passando da La Habana, in Cuba, Neza, nello Stato messicano di Nezahualcoyotl, Caracas, in Venezuela, Rio de Janeiro, in Brasile, Mendoza, in Argentina.
Nel Pacifico, significativi gli incontri ad Honolulu, nelle isole Hawaii, e a Noumea, in Nuova Caledonia.
Boldrini lauraIn Australia focus sulla pace e l’accoglienza, con appuntamenti a Canberra, Melbourn, Sydney e Perth, quest’ultimo preparato dai giovani e tenuto all’aperto nella centrale Northbridge Piazza.
In Nuova Zelanda incontri a Wellington e Christchurch su Politics for Unity: Making a World of Difference.
In Corea del Sud appuntamenti animati da trentuno comunità nei diversi territori per approfondire il legame tra Chiara Lubich e la pace.
Nelle Filippine, all’università De La Salle di Manila, il simposio Carisma dell’unità, una eredità senza tempo indagherà nei percorsi che hanno avuto luogo in 50 anni di vita del Movimento dei Focolari nel continente asiatico.
In Vietnam, a Vung Tau, 300 persone provenienti da tutto il Paese si raduneranno per più giorni all’insegna della condivisione e della spiritualità dell’unità.
In Pakistan sono previsti incontri di spiritualità e Messe per la pace in sette città.
Appuntamenti anche in Burkina Faso, Costa d’Avorio, Camerun, Nigeria, Kenya, Uganda per nominarne solo alcuni.
In Burundi, nell’attuale situazione di tensione sociale, si raccoglieranno intorno al tema Misericordiosi come il Padre Celeste, siamo costruttori di pace.
Nella Rep. Democratica del Congo un collegamento telefonico unirà le grandi città del Paese: Lubumbashi, Goma, Kikwit e Kinshasa. Qui 1500 persone, alla presenza di ambasciatori, membri dell’UNESCO, esponenti di diverse confessioni cristiane, autorità musulmane, rifletteranno su come vivono La pace nella famiglia.
In Italia, la presenza diffusa di comunità dei Focolari suscita localmente numerose iniziative.
A Roma, 280 giovani si danno appuntamento presso il Parlamento con la presidente della Camera Laura Boldrini, il Ministro degli Esteri Gentiloni e altri parlamentari. Pasquale Ferrara, diplomatico, Michele Zanzucchi, direttore di Città Nuova, Shahrzad Houshmand, teologa musulmana, saranno gli interlocutori per discutere i contenuti di un manifesto con proposte concrete sulla pace, il disarmo e la riconversione industriale.
All’università di Pisa una lezione di Antonio M. Baggio nel Corso di Giurisprudenza: L’amore degli amori. Ispirazione religiosa e laicità della politica in Chiara Lubich.
Al Palazzo Ducale di Genova un approfondimento della Laudato sì durante l’evento Le religioni dialogano per la pace e per l’ambiente, con Husein Salah, presidente della Comunità islamica, Giuseppe Momigliano, rabbino capo, Gnanathilaka Mahauswewe, monaco buddista, Andrea Ponta, ingegnere ambientale, Roberto Catalano, centro dialogo interreligioso dei Focolari.
Me attraverso te è il titolo di un evento itinerante a Milano, una sorta di “abbraccio” alla città e di interazione tra gruppi diversi. E ancora dialogo, integrazione, perdono per il ciclo di appuntamenti Il mio mondo è come il tuo? …passi per ri-conoscersi.
All’auditorium del Centro Mariapoli di Castelgandolfo, Roma, si ritroveranno membri del Corpo diplomatico, accreditati presso l’Italia e presso la Santa Sede, e esponenti del mondo della cultura, accolti dalla presidente dei Focolari Maria Voce, per ricordare Chiara Lubich sotto il profilo La cultura del dialogo come fattore di Pace.In Medio Oriente, mentre i conflitti armati continuano a seminare distruzione e ad uccidere la speranza, le comunità dei Focolari in Siria affermano che «della pace siamo responsabili anche noi. Se crediamo che Dio, Signore della Storia, può vincere il Male e ci ascolta, pecchiamo di omissione se non preghiamo incessantemente Lui, per il quale sono possibili le cose impossibili e può sostenerci nel raggiungere l’obiettivo grandioso di fare di tutta l’umanità una sola famiglia. Perciò pregare, mentre cambiamo i nostri cuori e facciamo circolare i beni».
Il senso del 14 marzo 2016 sta proprio in questo: far convergere l’impegno e la preghiera di molti, da tanti punti della terra, per rendere il mondo più unito.Parallelamente la Causa di Beatificazione di Chiara Lubich, iniziata il 27 gennaio 2015, sta seguendo l’iter previsto dalla normativa. Molte le persone che ad oggi hanno potuto offrire la loro testimonianza, di diverse Chiese e di convinzioni non religiose. Un mosaico che evidenzia l’esemplarità della sua vita, impegnata con quanti Dio poneva sul suo cammino a «farsi santi insieme». (Victoria Gómez)

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Le auto più belle guidate da James Bond

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2015

auto bondPadova. Se c’è un personaggio cinematografico immediatamente riconoscibile per la sua passione nei confronti delle belle auto, oltre che delle belle donne, questo è di certo James Bond. L’agente segreto di Sua Maestà britannica, nato dalla penna di Ian Fleming, ha da sempre avuto una predilezione per le supercar.Una conferma proviene dall’ultima pellicola dell’infinita serie iniziata nel lontano 1962 che vede protagonista l’affascinante agente segreto. In “Spectre”, nelle sale il 5 novembre, Daniel Craig è alla guida di un’avveniristica Aston Martin DB10, coupé definita dal regista Sam Mendes, “il primo membro del cast”, realizzata specificatamente per l’impegno cinematografico. Ma James Bond non ha guidato soltanto Aston Martin, anzi. Oggi cinefili e appassionati di auto sportive che aspirano a emulare il proprio beniamino anche sulle strade di tutti i giorni, hanno la possibilità di coronare il proprio sogno nel cassetto, attingendo da una lista lunghissima di modelli, molti abbordabili dal punto di vista economico. Basta cliccare su AutoScout24, il sito leader in Italia e in Europa per la compravendita di veicoli online, per trovare alcune delle vetture utilizzate nei film. Un esempio? La Lotus Esprit Turbo, guidata nel 1980 nella pellicola “Solo per i tuoi occhi”. Sul sito è presente un unico modello dal costo di quasi 40 mila euro, cifra importante ma molto lontana dalle valutazioni della Aston Martin DB5, guidata da Sean Connery in Goldfinger del 1967 e venduta nel 2010 a 3,3 milioni di euro.
Molto più economica, ma altrettanto affascinante e sportiva, la Bmw Z3, che compare per la prima volta nel 1995 nel film “GoldenEye”. Su AutoScout24 ce ne sono quasi 300 con prezzi compresi fra 30 e 11 mila euro.
Pochi lo ricorderanno ma sempre Sean Connery si è messo al volante anche un’icona americana per le strade di Las Vegas. Si tratta della Ford Mustang Mach 1. Disponibili appena 6 esemplari con prezzo compreso fra i 25 mila e i 40 mila euro. Questa muscle car appare in “Una casca di diamanti” del 1971. Bond ha anche guidato italiano. Nel 1981, per esempio, Roger Moore, in “Octopussy-Operazione piovra”, ruba un’Alfa Romeo Gtv V6, una delle sportive di maggior successo del Biscione. Un classico che può essere parcheggiato nel proprio box spendendo soltanto fra i 7 e i 20 mila euro. Infine un’altra auto che pochi ricorderanno, tranne forse i grandi appassionati della saga. Nel 1997, infatti, Pierce Brosnan, usa un’avveniristica BMW 750L dotata di ogni gadget: missili, chiodi, tagliacavi e un dispositivo di rigonfiamento degli pneumatici. Ha inoltre un cassetto in qui è contenuta una pistola e, come se non bastasse, è radiocomandata da uno speciale telefono cellulare Ericsson-JB988. Ovviamente non è possibile acquistarne una dotata di queste diavolerie ma la “berlinona” teutonica ha ormai quotazioni molto interessanti. Un modello del 1997, identico a quello che compare ne “Il domani non muore mai” costa al massimo su AutoScout24 5 mila euro.
Infine un dato che di certo interesserà non solo gli amanti del “vintage cinematografico”: a ottobre l’AGPI, l’indice che misura il costo medio di tutte le oltre 350.000 inserzioni presenti su AutoScout24 in Italia, continua a crescere (+0,65%), toccando i 13.209 euro contro i 13.123 di un mese fa. Podio ancora tutto tedesco per quanto riguarda le vetture più ricercate: in cima alla classifica la Bmw Serie 3, seguita dalla Volkswagen Golf. Terza l’Audi A4 che strappa il gradino più basso alla sorella minore A3. La Fiat 500, unica italiana, resiste nella top ten.
AutoScout24 è la più grande piattaforma classified automotive online d’Europa. Consente alle persone di scegliere l’auto dei propri sogni in modo semplice, efficace e stress-free. AutoScout24 permette a dealer e privati di vendere le proprie auto, nuove e usate, attraverso gli annunci pubblicati sul sito. Inoltre, AutoScout24 offre a concessionari, Case auto e altri attori del settore automotive, prodotti pubblicitari, come display advertising e lead generation. AutoScout24 fa parte del Gruppo Scout24, che opera nei principali mercati online del settore immobiliare e automobilistico in diversi paesi europei. Visita il sito web http://www.autoscout24.it. (foto: auto bond)

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Guidare agli Antipodi

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2015

australiaPerché un viaggio in Australia può essere considerato il viaggio della vita? Quel che rende questo Paese sinonimo di sogno, non è solo la distanza che lo separa dall’Italia, ma una serie di aspetti leggendari che hanno creato attorno all’Australia un’aura di irresistibile fascino. Un luogo così lontano e che ancora nasconde numerosi angoli di remoto isolamento, continua a celare magnificenze naturalistiche che solo chi ha la fortuna di osservare di persona può davvero apprezzare. Il mistero dell’incredibile fauna australiana giunge fino a noi con celebri immagini di marsupiali di ogni misura, di grandi animali di terra e di acqua, coloratissimi uccelli, in una combinazione unica che non esiste in nessun altro luogo sulla terra. Così come il carnet di paesaggi quanto mai variegati che una nazione grande quanto un continente può offrire, spingono il turista curioso ad avventurarsi in autonomia, guidando il proprio mezzo, sulle strade australiane. Oceania Explorer per facilitare il compito di tutti quei viaggiatori che atterrano agli antipodi per la prima volta, ha studiato alcuni itinerari ricamati ad hoc per non far perdere i principali dettagli delle zone coinvolte.
Quando pensate a surfisti, ad immense spiagge, alla Grande Barriera Corallina e lussureggianti foreste pluviali, state guidare agli antipodipensando alla Costa Pacifica dell’Australia. Il primo itinerario proposto da Oceania Explorer parte dalla grande città Sydney e sale verso nord, attraversando la zona vitivinicola della Hunter Valley e visitando l’immensa baia di Port Stephens. La strada da seguire raggiunge la leggendaria Byron Bay, paradiso indiscusso dei surfisti di tutto il mondo e patria della filosofia New Age. Avrete già attraversato zone dalla natura rigogliosa e avvistato spettacolari scenari costieri quando lascerete Byron Bay per proseguire verso l’Australia settentrionale e raggiungere la città di Brisbane, le cui caratteristiche peculiari sono il clima sempre soleggiato ed un’ineguagliabile bellezza naturale. A questo punto, ufficialmente raggiunto il Queensland, la regione australiana rinomata per il mare e le spiagge, rotta ancora verso nord lungo la Sunshine Coast fino a parcheggiare la vostra auto per due giorni a River Heads, il porto da cui partirete per Fraser Islands: un unicum, la più grande isola di sabbia al mondo, insomma un altro spettacolo della natura offerto dall’immensa Australia. Di rientro da Fraser Island, Hervey Bay merita una sosta per le possibilità di praticare i numerosi sport acquatici e di entrare in stretto contatto con la natura: qui l’arrivo annuale delle megattere è celebrato con lo spettacolare Whale Festival!
Se l’Australia è uno scrigno di bellezze e natura incontaminate, la Tasmania e lo scrigno nello scrigno. La remota regione insulare all’estremo meridione australiano, è un idillio di montagne verdeggianti che si immergono direttamente in mare, di laghi circondati da vette frastagliate, di baie nascoste e spiagge di sabbia bianchissima, tra cui si distinguono le deliziose cittadine curatissime nella loro particolare architettura e nei loro giardini secolari. La Tasmania è meta privilegiata per gli amanti dei trekking che su Cradle Mountain possono avventurarsi lungo l’Overland Track, perdendosi all’interno del Tasmanian Wilderness World Heritage Area, la zona di natura incontaminata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Oceania Explorer dopo uno stop over a Sydney vi farà volare a Hobart, capitale della Tasmania da cui partirete per il vostro viaggio alla scoperta dell’isola, alla guida del vostro mezzo. (Marilisa Bruno)

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Dreamspell dal Sogno di August Strindberg

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2015

tomasRoma Il 23 e 24 ottobre al Teatro India Lungotevere Vittorio Gassman (già lungotevere dei Papareschi) va in scena Dreamspell dal Sogno di August Strindberg con Mantas Zemleckas, Danas Kamarauskas, Gražvydas Staigvilas, Balys Ivanauskas, Aurimas Bačinskas, Gytis Laskovas, coro Rūta Žibaitytė, Danguolė Petrikaitė, Gintarė Kulikauskytė, Jovita Skardžiūtė, Paulina Simutytė. Un poeta si ritrova in un sogno misterioso con un unico compito: aprire la porta dietro la quale potrebbe essere nascosto l’enigma del mondo. Un processo “kafkiano” per uno spettacolo rigoroso ed energico, pieno di umorismo, danza e musica, che l’allestimento di Kamilė Gudmonaitė, studentessa lituana al corso di regia dell’Accademia Lituana di Musica e Teatro, propone attraversando il Sogno di Strindberg. Quasi un invito ad immergersi nel gioco della magia teatrale che si interroga sull’identità umana e sul senso della vita, per trasportarci in un’atmosfera di influenze turche, giapponesi e tibetane, dove le diverse scene sono immaginate come quadri viventi permeati da canti e azioni fisiche. Nell’equilibrio tra sogno e veglia, Dreamspell si pone alla ricerca di quello spazio mentale dove i pensieri più profondi non sottostanno alla razionalità: «Se ci fosse una porta che potrebbe rivelare cose sconosciute – racconta la regista – ci sarebbe sempre un qualche meccanismo per bloccare il tuo desiderio “pericoloso” di aprire quella porta». Così, partendo dalla metafora di una classe grottesca, il poeta affronta questioni inaccessibili al pensiero logico, sostenendo un processo presieduto da tre presidi di tre diverse facoltà e un Lord Cancelliere. Tutti personaggi fantasmagorici laura(interpretati dai giovani attori dell’Accademia Lituana di Musica e Teatro) che insieme tenteranno di aprire quella porta per superare la sottile linea che divide “il sogno dalla veglia”, la logica dall’irrazionalità.
Il processo diventa un martirio e il poeta viene condannato per essersi messo alla ricerca dell’ignoto. Quando nel corso del martirio il poeta apre la porta, il luogo si trasforma in una scuola dove il maestro e gli studenti incarnano il diavolo e i suoi adepti. Alla fine il maestro riuscirà ad avere in pugno anche il poeta, il quale provocherà gli studenti fino a far perdere loro la fiducia riposta nel maestro. Infatti, non riuscendo ad avere una risposta logica a tutto, il maestro sarà abbandonato e si trasformerà in uomo inetto, privo di conoscenza. Ma il poeta, chiamato ad essere il nuovo maestro, rifiuterà la proposta. «Secondo Carl Gustav Jung – continua Kamilė Gudmonaitė – i sogni sono la finestra del nostro inconscio. Essi possono offrire una soluzione ai problemi con cui ci si confronta durante il giorno. Fin dall’infanzia dobbiamo “soddisfare i criteri” e “far parte della società” che ci inquadra. Tutto ciò soffoca la creatività e l’individualità. Così, attraverso il sogno collettivo, ci si pone una domanda: perché entrare a tutti i costi in un sistema che frena i nostri sogni, rimuove i nostri desideri e limita la nostra creatività?».
Kamilé Gudmonaitė, frequenta il quarto anno di regia all’Accademia d’arte e musica di Vilnius, ma è già nota come una delle più promettenti giovani registe teatrali lituane. Lo spettacolo era in concorso all’edizione 2014 del festival di Spoleto, dove ha vinto il primo premio nella categoria European Young Theatre. Nel 2015 lo spettacolo si è aggiudicato due premi – per la regia e il premio della Student Jury – al festival internazionale Encounter, svoltosi nella città di Brno, in Repubblica Ceca. (foto: tomas, laura)

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Il sogno, il talento, la storia: Irpinia madre

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2015

“Irpinia Madre” è il tributo a tre grandi personaggi della terra irpina: il madrigalista Carlo Gesualdo, lo stilista Salvatore Ferragamo e il regista Ettore Scola. Sabato sera, al Comune di Bagnoli Irpino, è andato in scena il documentario di Nicolangelo Gelormini, regista originario di Montecalvo. Grande successo per il lavoro del regista che ha affidato il racconto della figura inquieta e geniale del principe dei musici Carlo Gesualdo alle parole del Maestro Roberto De Simone, compositore di fama internazionale e curatore di opere liriche per i maggiori teatri mondiali. Il madrigalista è definito da De Simone “un visionario e precursore dei tempi”.Le altre due storie appartengono alla contemporaneità e sono raccontate dai figli, eredi e prosecutori del grande sapere dei padri. Leonardo Ferragamo ha raccontato il padre e stilista Salvatore, nato a Bonito, dove realizzava scarpe per le signore del paese, prima di imbarcarsi per l’America a 16 anni. Silvia Scola ha descritto l’anticonformismo e la grande attenzione al Sud e all’Irpinia del padre Ettore Scola, che ha lasciato Trevico a cinque anni e mezzo. Pubblico commosso per la lettura dell’attore Toni Servillo di un estratto della sceneggiatura del film di Scola “Trevico-Torino”, che chiude il documentario.

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Le auto che gli italiani sognano di guidare

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2015

auto da sogno1auto da sognoChiudete gli occhi e immaginate di guidare l’auto dei vostri sogni, quella di cui vorreste stringere il volante almeno una volta nella vita, ora riapriteli e diteci: qual è quell’auto? Questa è la domanda che Facile.it (http://www.facile.it), portale specializzato nella comparazione di tariffe RC auto, ha posto ai suoi utenti che a gran voce hanno risposto: la Delorean di Ritorno al futuro. Ad indicare la fantastica quattro ruote su cui Marty Mc Fly (Michael J.Fox) e Doc (Christopher Lloyd) viaggiavano nel tempo è stato il 15,7% del campione di oltre 100.000 internauti interrogato dal portale nelle ultime settimane di luglio 2015. Alle spalle dell’auto del film di Robert Zemeckis si è piazzata un’altra diva del cinema, la Aston Martin di 007: sogna di guidarla almeno una volta il 13,9% degli intervistati. Al terzo posto di questa curiosa classifica un’auto senza dubbio affascinante, come la vita del suo controverso proprietario: la Jaguar di Diabolik. Vorrebbe sostituirsi al ladro gentiluomo l’11,2% degli internauti che hanno risposto al sondaggio.
auto da sogno2Gli anni ‘80 sembrano aver segnato l’immaginario degli automobilisti italiani in maniera importante e anche il quarto e il quinto posto sono occupati da due celebri vetture diventate famose proprio in quegli anni grazie ad altrettanti fortunati telefilm: KITT, l’automobile con cui David Hasseloff (prima di diventare capo bagnino di Baywatch) combatteva le forze del crimine nella serie Supercar ha raccolto il 9,4% delle preferenze, staccando di un soffio la Ferrari 308 guidata da Tom Selleck nei panni di Magnum P.I. che ha finito la benzina una volta arrivata al 9%.
Sono targate Disney le auto che occupano il sesto e il settimo posto della classifica; non pensate però a nulla di recente (l’auto più moderna degli Studios a cartoni entrata in classifica, Saetta Mc Queen, è appena quindicesima), il 5,8% degli intervistati sogna di guidare la 313 di Paperino (sesto posto), mentre il 5,4% vorrebbe mettersi al volante di Herbie, il maggiolino tutto matto (settimo), protagonista di molte pellicole di successo fra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70.
Se l’ottavo posto guadagnato dal Generale Lee, l’auto guidata dai cugini Bo e Luke Duke nella serie televisiva Hazzard era in qualche modo prevedibile (lo hanno scelto il 4,9% degli automobilisti interpellati), lascia più sorpresi scoprire che il 3,6% degli intervistati da Facile.it sogna di guidare almeno una volta la Papamobile che arriva così ad occupare il nono posto di questa classifica.
Chiude la top ten delle auto che gli italiani vorrebbero guidare un’altra grande protagonista, tanto dei fumetti quanto del cinema, la Batmobile di Batman che ottiene il 2,7% delle preferenze sorpassando all’ultima curva (è proprio il caso di dirlo) una grande signora del cinema italiano, la lancia Aurelia de Il Sorpasso, undicesima con il 2,2%. (Foto: auto da sogno)

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Il sonno dei giusti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Corso Italia, Cortina d'Ampezzo, Belluno, Vene...

Image via Wikipedia

Da anni gli italiani sembrano in letargo. Le passioni, le lotte, le rivendicazioni li hanno coinvolti ma da persone comodamente sedute in poltrona davanti ad un monitor televisivo o, al più, con quello del computer. Sta di fatto che se non dormono di certo sono imbambolati su quanto accade loro mentre sulle loro teste si addensa la cultura della rinuncia, della rassegnazione, del fatalismo, della disinformazione. E’ che in un certo senso si sentono in trappola. Il tutto è iniziato nel lontano 1989 con la caduta del muro di Berlino. Da quel momento l’Italia perse la centralità degli interessi occidentali e dei loro timori per l’avvento dei comunisti al governo del Paese, essendo il più forte partito di opposizione. Fu lasciata a se stessa e ben pochi se ne accorsero o, peggio ancora, finsero di non accorgersene, per lucrarvi. Nemmeno la giustizia di “mani pulite” servì a rinsavire i tediati italiani. Si lasciarono in questo modo trascinare nel sogno berlusconiano come se tutto si potesse risolvere con la bacchetta magica dell’imbonitore di turno. Del resto un’alternativa non sembrava a portata di mano. E ora un po’ tutti si chiedono sconsolati: che possiamo fare se non dormire? Almeno il sonno non ci è stato ancora tassato. Siamo stati, del resto, traditi da tutti. Persino il presidente della Repubblica osannando il sacrificio dei poveri italiani ha mostrato le sue preferenze in quanto ha escluso quelli che i soldi, e tanti, li hanno per davvero. Ora persino i sindacati sembrano propensi a cedere per quello che si vuol far passare per la salvezza del paese. Significa lasciare inalterati i costi della politica, la possibilità di spendere oltre 13 miliardi di euro per acquistare aerei di prestigio ma non di necessità, la possibilità di continuare gli sprechi che secondo la corte dei conti ci costano ben 70 miliardi di euro all’anno, significa prenderci in giro con il blitz del fisco a Cortina d’Ampezzo per cercare i “ricchi italiani” come se non li conoscessero, mentre aumentano le evasioni raggiungendo la cifra record di 200 miliardi di euro. E poi si negano 50 euro mensili ai pensionati per il riallineamento delle loro rendite all’ultima inflazione che ha portato ad una riduzione complessiva del potere d’acquisto del 40% e si umiliano le famiglie monoreddito aumentando tutto: dalla benzina, alla luce, al gas, con l’addizionale irpef, ecc. A questo punto non ci resta che continuare a dormire. L’alternativa sarebbe drammatica anche se salutare per tutti tranne, ovviamente, per il 10% della popolazione italiana che non dorme perché è troppo intenta a succhiare il sangue della povera gente, come una sanguisuga. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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“GiovedidEstate”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Parma dal 30 giugno al 28 luglio nella piazza dell’Euro Torri,  il centro commerciale di Parma diventa teatro di eventi per 5 giovedì, sempre con inizio alle ore 21, ingresso libero e gratuito e apertura fino a mezzanotte di tutti i negozi, bar e ristoranti. Dunque, 5 serate con artisti di spicco: dal concerto di Emma, vincitrice di “Amici 2010” che inaugura la kermesse giovedì 30 giugno, fino allo show di cabarettisti “made in Zelig” che suggella i giovedì il 28 luglio. Sono tutti attesi sul palco in piazza Balestrieri, davanti all’entrata sud dell’Euro Torri, cui spetta l’organizzazione dei “GiovedidEstate” in collaborazione e col patrocinio del Comune di Parma; info http://www.eurotorri.it,
Quest’anno il cartellone unisce ancora una volta concerti e comicità. Giovedì 30 giugno la vernice con Emma Marrone, al suo primo vero tour dopo lo straordinario successo del brano “Arriverà”, secondo al Sanremo 2011 con i Modà. Accompagnata dai suoi musicisti, la 27enne cantante propone dal vivo i suoi due album “Oltre” e “A me piace così”, tra le cui tracce si segnalano i singoli “Calore”, “Un sogno a costo zero”, “Sembra strano”, “Con le nuvole”, “Cullami” e “Io son per te l’amore”.
In luglio, giovedì 7 la musica assume i colori de “I favolosi anni 80” con ospiti Gazebo (il mito di “I like Chopin”), Sasha Torrisi (parmigiano, ex voce dei Timoria) e i DiscoInferno (la nota coverband nazionale), giovedì 14 Andrea Vasumi, Rocco il Gigolò, il Duo Idea e Kalabrugovic calano un divertente poker di cabaret by “Zelig”, giovedì 21 la finale del talent show parmense “Polvere di Stelle” viene animata dal cabarettista-presentatore Beppe Braida (da “Saturday Night Live”, nonché già da “Zelig” e “Colorado Cafè”) e giovedì 28 si ride con un tris di artisti ancora da “Zelig 2011” , ovvero i Senso D’oppio, Maurizio Lastrico e gli Emo (I Mancio e Stigma). (emma, discoinferno, gazebo, Sasha Torrisi, andrea vasumi, beppe braida, duoidea, maurizio)

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Il sogno fotografico di Franco Angeli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Mag 2011

Roma 25 maggio ore 11:00 Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali Via IV Novembre 94 – “Il sogno fotografico di Franco Angeli” arriva per la prima volta a Roma con una mostra ospitata dal 26 maggio al 4 settembre dai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico. Una raccolta inedita, segreta e privatissima di fotografie che l’artista, uno dei massimi esponenti della Scuola di Piazza del Popolo, ha voluto lasciare, insieme a una grande tela intitolata “Marina capitolina”, a Marina Ripa di Meana, che è stata sua compagna per otto intensi anni, dal 1967 al 1975.
Carlo Ripa di Meana, curatore della mostra, ha suddiviso gli scatti in bianco e nero in sei sezioni: Marina – Lucrezia – Amici – URSS – Moda – Sperimentazioni, che ritraggono la moglie Marina e Franco Angeli tra Roma, Ansedonia, Londra, Milano, Positano, Ponza e Mosca. Ricordi di una vita insieme, dove l’arte era una filosofia e la politica una compagna di vita. Saranno presenti Carlo e Marina Ripa di Meana

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Christine Koschel: Nel sogno in bilico

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Mag 2011

Contrastano fra di loro le poche decine di parole nel dizionario delle persone comuni e la coltivazione infinita di vocaboli del poeta. Da questa vastità, Christine Koschel estrae il suo essenziale, selezionando sempre l’uno fra i mille, perché la poesia non deve avere una parola in più di quanto necessiti alla sua saggezza. Con questo nuovo volume della collana Argani, Mursia colloca questa poetessa, finalmente, nell’Olimpo della poesia italiana. Una poetessa inestricabile dalla sua biografia, il cui lavoro poetico è quasi scambiabile vicendevolmente con la sua persona e con la sua appartata personalità. Pagine 72 Euro 15,00 Codice 16858Y EAN 978-88-425-4822-5. Mursia editore.

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