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Scottature da sole in età pediatrica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

“L’esposizione prolungata al sole e le frequenti scottature prima dei 15 anni di età aumentano notevolmente il rischio di sviluppare un tumore della pelle in età adulta”. Così la Professoressa Susanna Esposito, Professore Ordinario di Pediatria presso l’Università degli Studi di Perugia e Presidente WAidid, in occasione di un workshop organizzato a Perugia in vista della stagione estiva.Mare, montagna, campagna o città: qualunque sia la meta delle prossime vacanze, è di fondamentale importanza proteggere dal sole la pelle dei nostri piccoli. In estate, infatti, con le alte temperature e a qualsiasi latitudine, il pericolo scottature è sempre dietro l’angolo. Per questo è necessario adottare alcune preziose precauzioni così da godere dei benefici del sole senza causare danni alla pelle del proprio bambino.
Ad abbassare il rischio scottature è, in primo luogo, l’utilizzo di un prodotto solare con un fattore di protezione molto alto (minimo 50). Questo va applicato con abbondanza almeno 30 minuti prima dell’esposizione al sole. Non solo creme solari. Nei primi giorni di vacanza, infatti, la pelle è ancora molto chiara e non è ancora pronta a difendersi quindi è utile far indossare ai bambini indumenti in fibre naturali come il cotone. Un cappellino con visiera, inoltre, eviterà possibili insolazioni, mentre occhiali da sole con un buon filtro solare (marchio CE) proteggerà la retina da eventuali problemi.
Particolare attenzione va prestata ai bambini con pelle molto chiara o chiara, capelli biondi o rossi. In questi soggetti, infatti, la pelle risulta estremamente sensibile. L’esposizione è in genere sconsigliata e, nel caso in cui non fosse possibile evitarla, dovrebbe essere molto breve e limitata alle prime e ultime ore del giorno. L’applicazione di creme protettive in caso di permanenza all’aperto per più di 20 minuti è raccomandata.
La scottatura è un’infiammazione della cute causata da una esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti.
· Può essere di lieve entità se si manifesta con arrossamento della cute e, talvolta, prurito
· È moderata se all’arrossamento si assoceranno dolore e gonfiore, oltre ad alcune vesciche contenenti un liquido chiaro
· La scottatura più grave si presenta con chiazze dalla colorazione nerastra e mancanza di sensibilità della zona interessata. Questo livello di ustione spesso si manifesta con ulteriori sintomi come febbre, nausea e vomito.
Cosa fare in caso di scottatura?Il primo passo è quello di rivolgersi al pediatra.
È importante trattare la zona ustionata con le mani ben pulite, quindi è opportuno lavarle sempre prima di approcciare l’ustione.Un rimedio efficace è rappresentato dagli impacchi di acqua fredda che, applicati sulla zona interessata, riducono la temperatura e alleviano il dolore. È importante effettuare l’impacco con estrema delicatezza: le vesciche sono fragili ed è preferibile che non si rompano, evitando così il rischio di contrarre infezioni.Se la cute ustionata presenta bolle e queste si aprono senza toccarle, il pediatra valuterà se applicare una crema antibiotica e coprire la zona con delle garze sterili.Quanto all’alimentazione, è opportuno reintegrare i liquidi e i sali minerali persi attraverso il sudore così da evitare il rischio di disidratazione. Via libera, quindi, a frutta e verdura di stagione e molta acqua naturale.

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Melanoma e la crema in spiaggia: linee di tendenza

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Solo il 10% degli adolescenti afferma che è “cool” spalmarsi la crema solare in spiaggia. I giovani ignorano le regole fondamentali per esporsi al sole in modo sicuro. I raggi ultravioletti sono il principale fattore di rischio per il melanoma, il tumore della pelle più aggressivo e in costante crescita soprattutto fra i giovani: il 20% dei nuovi casi è riscontrato in pazienti fra i 15 e i 39 anni. Ma quasi il 40% degli adolescenti (39%) non mette mai la crema protettiva in spiaggia, per oltre la metà (51%) utilizzarla è “da sfigati” perché impedirebbe di abbronzarsi. Solo il 18% sa cos’è il fototipo (per il 53% è un tipo di immagine, per il 16% una tecnica di selfie e per il 13% una tonalità di colore dei fiori). Non solo. Il 63% ritiene che le lampade solari aiutino ad abbronzarsi meglio (per il 28% proteggono la pelle dai raggi del sole, solo il 9% afferma che in realtà fanno malissimo) e il 48% non sa cosa sia il melanoma (per il 24% è un problema alimentare). È la fotografia scattata dal sondaggio che dà il via al progetto #soleconamore, campagna nazionale di sensibilizzazione sull’abbronzatura consapevole e sulla prevenzione del melanoma indirizzata ai giovanissimi, realizzata da Fondazione AIOM e presentata oggi al Ministero della Salute.
“Il melanoma è una delle neoplasie che ha fatto registrare i più alti tassi di crescita – spiega Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione AIOM -. È il secondo tumore più frequente negli uomini under 50 e il terzo nelle donne nella stessa fascia d’età. In particolare, in un quindicennio in Italia, il numero delle nuove diagnosi è raddoppiato, passando da poco più di 7.000 nel 2003 a 13.700 nel 2018, con un incremento sia negli uomini (+3,4% per anno) che nelle donne (+2% per anno). La mancata conoscenza dei fattori di rischio gioca un ruolo decisivo e le diagnosi negli adulti di oggi sono la conseguenza dell’esposizione scorretta al sole da giovani in passato. Ecco perché la nostra campagna è rivolta agli adolescenti e sarà declinata in particolare sui social network, con il coinvolgimento di influencer di primo piano. Un semplice gesto come spalmarsi la crema può diventare ‘cool’”. Al questionario, diffuso a maggio sui social, hanno risposto circa 3.500 adolescenti.
“Il progetto si concentra su prevenzione e diagnosi precoce, le due armi principali per sconfiggere il melanoma – afferma Paola Queirolo, responsabile scientifico del progetto #soleconamore e Direttore Unità Operativa Tumori Cutanei dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova -. Il sole non è un nemico, ma vanno seguite alcune regole, a partire dall’uso di creme solari con un fattore di protezione alto. È importante spalmarle in modo abbondante, più volte durante tutta la giornata: la quantità giusta è non meno di 40 grammi ogni ora di esposizione. Le creme, però, non possono fare miracoli, cioè non esistono solari in grado di garantire una protezione totale, per questo il sole va sempre evitato nelle ore centrali, fra le 12 e le 15. Le scottature solari gravi, durante l’infanzia e l’adolescenza, triplicano il rischio di melanoma in età adulta, ma fra i teenager è ancora molto scarsa la consapevolezza di questi aspetti”.
La campagna, realizzata grazie al contributo non condizionante di Novartis e di Pierre Fabre, prevede l’impegno di una decina fra le influencer più seguite a livello nazionale sui social network, coordinate da Iaia De Rose. Da un lato, a partire da giugno, si svolgerà un vero e proprio tour nelle spiagge italiane più affollate di giovanissimi, con la distribuzione di un opuscolo informativo. Sul fronte digitale, la campagna proseguirà sui social, dove gli adolescenti saranno invitati dalle influencer a realizzare video accattivanti, per stimolare il dibattito e rendere virale il tema. Basandosi su quiz, le influencer intervisteranno i ragazzi in modo da testare la loro preparazione sul tema “sole sicuro”. L’obiettivo è raggiungere più di 100mila teenager. “Vogliamo trasmettere un messaggio educazionale attraverso l’intrattenimento – sottolinea Fabrizio Nicolis -. E lo facciamo usando il linguaggio dei social, che è immediato, condivisibile e divertente, ma sempre validato dal punto di vista scientifico. L’ignoranza degli adolescenti non è limitata ai fattori di rischio del melanoma. Un’altra falsa convinzione, molto diffusa soprattutto tra i ragazzi, è che le lampade solari siano utili per preparare la pelle all’abbronzatura estiva”. “Niente di più sbagliato – afferma Stefania Gori, presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. I danni di queste apparecchiature sono sottovalutati. È dimostrato che il loro utilizzo, soprattutto in età inferiore ai 35 anni, aumenta in maniera significativa il rischio di melanoma. L’intensità degli ultravioletti artificiali è di 12-15 volte superiore all’esposizione solare naturale. Infatti, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) le lampade solari sono ‘cancerogene’ per l’uomo al pari del fumo di sigaretta e, dal 2011, il Ministero della Salute ne ha vietato l’utilizzo ai minorenni e alle donne in gravidanza”.
“Troppe persone ignorano i danni del sole e non adottano nessuna protezione – afferma Monica Forchetta, presidente APaIM (Associazione Pazienti Italia Melanoma) -. I ragazzi devono essere informati anche grazie ai nuovi strumenti digitali, perché contro questo tumore è possibile adottare regole efficaci di prevenzione. Inoltre, il melanoma lascia i suoi ‘segni’ sulla pelle. In seguito a ogni modifica di un neo, è indispensabile rivolgersi allo specialista per approfondimenti”.
“La diagnosi precoce salva la vita – spiega Paola Queirolo -. Per individuare un neo sospetto è necessario seguire la regola ‘A B C D E’: Asimmetria nella forma; Bordi frastagliati; cambiamento del Colore; Dimensioni superiori a 6 millimetri di diametro; Evoluzione anomala con modificazioni evidenti nell’arco di settimane o mesi con fenomeni, ad esempio, di sanguinamento. Va sempre seguita la regola del ‘brutto anatroccolo’: l’insorgenza di un neo diverso per forma e colore rispetto a quelli già presenti è un segnale da tenere in considerazione e da far controllare dal dermatologo. Avere la pelle chiara, i capelli biondi o rossi e gli occhi chiari (blu, grigi o verdi) è un altro fattore di rischio. Se scoperto precocemente ed eliminato con una corretta asportazione chirurgica durante la fase iniziale, il melanoma è del tutto guaribile perché la probabilità che abbia invaso altri organi è pressoché nulla. Se, invece, la diagnosi avviene in fase avanzata, oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per tenere sotto controllo la malattia a lungo termine, garantendo ai pazienti una buona qualità di vita. E grazie ai test di biologia molecolare possiamo individuare i pazienti da trattare con terapie mirate”.
“Va posta particolare attenzione anche ai tatuaggi, molto diffusi fra i giovani e non solo – conclude Fabrizio Nicolis -. Non aumentano il rischio di melanoma, ma in alcuni casi ne rendono più difficile la diagnosi. I pigmenti infatti ostacolano il monitoraggio dei nei, i cui cambiamenti rappresentano il segnale della trasformazione in forma tumorale. Inoltre il 50% dei melanomi si sviluppa a partire da nei preesistenti, per cui i tatuaggi non dovrebbero mai essere eseguiti su lesioni pigmentate della cute”.

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Reato esporre le confezioni di acqua minerale al sole

Posted by fidest press agency su sabato, 1 settembre 2018

Dura sentenza della Cassazione penale: va condannato il commerciante che tiene esposte nel piazzale alla luce del sole le casse d’acqua. Basta la sola detenzione per la vendita di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione: è un illecito di pericolo perché vi è il rischio di alterazione per i contenitori Pet. Un’ottima notizia per i consumatori e una negativa per quegli esercenti che sono abituati a stoccare le casse di bottiglie d’acqua minerale alla luce del sole e senza alcuna protezione. Per la Cassazione penale, infatti, con la sentenza 39037/18, pubblicata il 28 agosto dev’essere condannato penalmente l’esercente che tiene le confezioni di acqua minerale esposte in questo modo: la contravvenzione di cui all’art. 5, lett. b) L. n. 283 del 1962 che riguarda la detenzione per la vendita di prodotti destinati all’alimentazione in cattivo stato di conservazione è un reato di pericolo presunto con anticipazione della soglia di punibilità per la rilevanza del bene protetto, la salute, sicché il reato sì concretizza anche senza effettivo accertamento del danno al bene protetto. A segnarlo, Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”che ribadisce come la decisione segni un punto in favore dei consumatori nella tutela della propria salute e un monito per tutti quei commercianti che continuano a perpetuare una prassi che non favorisce la conservazione corretta di un prodotto fondamentale per la vita come l’acqua. A tal proposito, rileva la Suprema Corte che per la configurazione del reato a carico del negoziante, è sufficiente che le confezioni d’acqua siano conservate esposte alla luce del sole: basta il solo rischio che i contenitori di Pet possano alterarsi per reazione chimica all’esposizione ai raggi solari. Nella fattispecie, la terza sezione penale ha confermato la condanna emessa dal Tribunale di Messina nei confronti di un commerciante reo del reato di cui all’articolo 5 della legge 283/82, perché era stato appurato che le confezioni di acqua minerale erano accatastate alla rinfusa all’esterno di un deposito ed esposte alla luce del sole, in periodo estivo in pieno giorno in una zona notoriamente calda come la Sicilia. Sulla scia di numerosi precedenti giurisprudenziali, con la decisione in commento, la Suprema Corte ha ricordato che «Il reato di detenzione per la vendita di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione è configurabile quando si accerti che le concrete modalità della condotta siano idonee a determinare il pericolo di un danno o deterioramento dell’alimento, senza che rilevi a tal fine la produzione e di un danno alla salute, attesa la sua natura di reato a tutela del c.d. ordine. alimentare, volto ad assicurare che il prodotto giunga al consumo con le garanzie igieniche imposte dalla sua natura (Cass. Sez. 3 n. 0772 del 5/ 5/2015, Torcetta, Rv. 269901)». E per accertare il cattivo stato di conservazione non servono specifiche analisi di laboratorio, ma sono sufficienti dati obiettivi, come il verbale ispettivo, documentazione fotografie o la prova testimoniale. L’acqua, peraltro, deve essere assimilata ad altri liquidi alimentari come l’olio o il vino: è un prodotto vivo e subisce alterazioni quando è stipato in contenitori stagni che impediscono i normali interscambi che avvengono con l’aria ed altre forme di energia. Il divieto di esporre le bottiglie d’acqua alla luce e al calore del sole, in tal senso, era già previsto addirittura dal decreto ministeriale del 20 gennaio 1927, quando i contenitori in commercio erano solo di vetro. Ciò vale tantopiù con le confezioni in Pet, «atteso che l’esposizione, anche parziale, di prodotti destinati al consumo umano alle condizioni atmosferiche esterne, tra cui l’impatto con i raggi solari può costituire potenziale pericolo per la salute dei consumatori, in quanto sono possibili fenomeni chimici di alterazione dei contenitori e di conseguenza del loro contenuto».

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Allergia al sole? Può trattarsi di porfiria. O.Ma.R. inaugura il servizio “L’esperto risponde”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Milano Università degli studi. Un gruppo di patologie ereditarie, rare e poco conosciute, con una varietà di sintomi e segni che le rende particolarmente complicate da diagnosticare: sono le porfirie, malattie legate a un deficit di uno dei diversi enzimi nella catena metabolica dell’eme. Le conosceremo meglio con l’aiuto della prof.ssa Maria Domenica Cappellini, Docente di Medicina Interna all’Università degli Studi di Milano e direttore dell’Unità di Medicina Generale e del Centro Malattie Rare presso la Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, che da oggi risponderà alle domande relative a queste patologie nel nostro servizio “L’esperto risponde”.
La prof.ssa Cappellini, come tutti gli altri esperti italiani di malattie rare che si sono resi disponibili, presterà questo servizio con modalità totalmente gratuita. Il consulto online, ad ogni modo, è da intendersi a solo scopo informativo e in nessun caso può costituire la prescrizione di un trattamento, sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. Le risposte alle domande dei pazienti saranno rese pubbliche sul sito stesso.“Le porfirie cutanee – spiega l’esperta all’Osservatorio Malattie Rare – sono caratterizzate da manifestazioni croniche, in seguito all’esposizione alla luce solare o ultravioletta, che porta alla formazione di bolle ed escoriazioni come conseguenza dell’accumulo di sostanze fotosensibili chiamate porfirine. Questi pazienti, già da bambini, spesso ricevono una diagnosi di allergia al sole. Le forme più comuni sono la protoporfiria eritropoietica e la porfiria cutanea tarda: il fattore scatenante, oltre alla luce, può essere un’infezione virale o l’assunzione di un farmaco. La protoporfiria eritropoietica si distingue dalla seconda variante per le manifestazioni meno caratterizzate da lesioni, bensì da bruciore e tensione cutanea”. “Le forme cutanee sono debilitanti e limitano molto la vita quotidiana dei pazienti, perché i devono preoccuparsi costantemente di non avere delle parti del corpo esposte al sole, e utilizzare creme solari a protezione molto alta. Le forme acute, invece, possono avere anche dei lunghi intervalli di benessere, ma l’attacco acuto può essere molto grave e a volte a rischio sopravvivenza”.
Per le porfirie cutanee non ci sono terapie risolutive a parte la protezione dai raggi del sole, ma è possibile praticare dei salassi per ridurre l’accumulo di porfirine. Nelle forme acute è utile, per tamponare l’attacco, un’infusione di soluzione glucosata (zucchero), mentre nei casi più gravi attualmente si somministra arginato di ematina, che arresta la catena di produzione delle porfirine. Per le porfirie epatiche acute è inoltre in corso uno studio sperimentale su un farmaco, il givosiran, che utilizza un principio interessante, quello dell’RNA interference, che va appunto a interferire sulla sintesi delle sostanze che provocano la malattia, le porfirine. Questo trial di fase III, chiamato ENVISION, è in corso sia negli Stati Uniti che in Italia, nei Centri di Milano e Modena”.
Quelle acute sono le forme più severe di porfiria. “Sono malattie sistemiche: si dividono in porfiria acuta intermittente, variegata e coproporfiria (una via di mezzo tra cutanea e acuta) e determinano manifestazioni come dolore addominale acuto, parestesie, nausea, diarrea e ipertensione. La diagnosi nell’evento acuto è estremamente importante, perché se non si sospetta l’ipotesi di porfiria, il paziente potrebbe finire sul tavolo operatorio, ad esempio, per un intervento di appendicite. Inoltre, se non si interviene immediatamente, il quadro clinico può diventare severo e a volte fatale. Perciò occorre sempre inserire le porfirie nella diagnostica differenziale, e prestare attenzione a un segno che rivela la patologia: il colore delle urine, quasi fluorescente se esposte alla luce ultravioletta. Il trigger, la causa scatenante, è quasi sempre un farmaco, spesso un anestetico, o un’infezione. Circa nel 10% dei casi, il coinvolgimento del fegato può portare a cirrosi e in qualche caso a epatocarcinoma”.

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“Il nostro sole. La nostra energia. Il nostro futuro”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Lussemburgo. In occasione del Consiglio Europeo per l’energia in corso in Lussemburgo, attivisti di Greenpeace sono entrati in azione per chiedere ai ministri riuniti di rispettare gli impegni sul clima e il diritto dei cittadini a produrre in autonomia energia da fonti rinnovabili. Gli attivisti hanno accolto i ministri srotolando due striscioni con i messaggi (in inglese): “Il nostro sole. La nostra energia. Il nostro futuro” e “Rinnovabili = Azione per il clima”. Gli attivisti hanno inoltre aperto un sole gigante, composto da messaggi provenienti da centinaia di cittadini europei che chiedono all’Ue l’abbandono di combustibili fossili e nucleare, in favore delle fonti rinnovabili.L’incontro si svolge a due giorni dall’ultima sessione di negoziati tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea sulla Direttiva Ue per l’energia rinnovabile. Le posizioni di Parlamento e Consiglio sono molto distanti tra loro, con quest’ultimo che sta giocando al ribasso sugli obiettivi climatici e sta cercando di ostacolare la produzione di energia nelle mani dei cittadini. Mentre il nuovo governo spagnolo si è subito schierato in favore delle energie rinnovabili, c’è molta attesa per vedere quale sarà la posizione del governo italiano
appena insediatosi​, che potrebbe risultare decisiva per creare nuovi equilibri all’interno del Consiglio europeo.«Ci attendiamo che il nuovo governo, con Di Maio alla guida del Ministero dello Sviluppo Economico, si schieri in favore di rinnovabili e generazione distribuita. Del resto, alcuni dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle in campagna elettorale sono stati proprio la difesa del clima e la produzione di energia nelle mani dei cittadini. È dunque il momento di essere coerenti e passare dalle parole ai fatti», dichiara Luca Iacoboni, Responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Nei prossimi giorni si deciderà il futuro energetico dell’Europa, e dell’Italia, per i prossimi dieci anni. Vedremo se il nostro Paese starà dalla parte dei cittadini e dell’ambiente o se continuerà a supportare le grandi aziende che inquinano il Pianeta e fanno profitti con i combustibili fossili», conclude.Attualmente alcuni Stati come Belgio, Francia, Lussemburgo, Olanda e Svezia hanno pubblicamente evidenziato l’urgenza di combattere i cambiamenti climatici e l’importanza di questo momento. Altri Paesi, tra cui Polonia, Ungheria e anche Germania, stanno invece chiedendo ulteriori sussidi per centrali a carbone e cercando di disincentivare la produzione di energia da parte dei cittadini. La posizione espressa dal Consiglio europeo sarà fondamentale in vista della imminente chiusura dei negoziati sulla Direttiva Rinnovabili. Il 13 giugno infatti è prevista l’ultima sessione di negoziazioni tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione, il cosiddetto trilogo. Al momento le discussioni sono intense e le posizioni dei vari organi molto distanti tra loro, ma un cambio di rotta da parte dell’Italia può essere decisivo per modificare gli equilibri e chiudere un accordo che sia positivo per il Pianeta e per le persone che lo abitano.

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Attenti al troppo sole: Il melanoma è dietro l’angolo

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2018

Il 20% delle nuove diagnosi di melanoma riguarda i giovani under 40. Questo tumore della pelle particolarmente aggressivo è in costante crescita, negli ultimi 5 anni infatti si è registrato un aumento del 34% dei nuovi casi nel nostro Paese: nel 2017 ne sono stati stimati circa 14mila, erano 10.400 nel 2013. È dimostrato che l’eccessiva esposizione ai raggi UV svolge un ruolo decisivo, raddoppia infatti il rischio di sviluppare la malattia. Per sensibilizzare tutti i cittadini sull’importanza della prevenzione, la Fondazione Melanoma ha realizzato uno spot disponibile sul sito http://www.fondazionemelanoma.org, che avrà ampia diffusione nei social network e nelle emittenti televisive. Nel video, reso possibile grazie al sostegno di Bristol-Myers Squibb, viene mostrata una ragazza di spalle, i nei sulla sua schiena sono il “ricordo” dei momenti trascorsi al sole, troppo spesso senza protezione, che la pelle non dimentica. “L’inizio della primavera è il periodo migliore per eseguire il controllo dei nei perché la pelle non è ancora abbronzata – spiega il prof. Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e Direttore Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione ‘G. Pascale’ di Napoli -. Il melanoma è la seconda più comune diagnosi di tumore negli uomini under 50 e la terza nelle donne in questa fascia di età. Inoltre va ricordato che le scottature solari gravi, durante l’infanzia e l’adolescenza, triplicano il rischio di melanoma in età adulta, ma sono ancora troppo pochi i giovani che proteggono la pelle dai raggi UV. Grazie alle campagne di sensibilizzazione condotte anche dalla nostra Fondazione, oggi in sette casi su dieci la malattia è individuata in fase iniziale. Il cambiamento nella forma, dimensione o colore di un neo rappresenta un segnale d’allarme da non sottovalutare. In passato vi era scarsa consapevolezza tra i cittadini sui rischi legati all’esposizione indiscriminata al sole e all’uso dei lettini solari. Oggi non è più così”. “Tutti dovrebbero utilizzare le creme solari quando prendono il sole, evitando di esporsi nelle ore centrali (dalle 12 alle 16) – continua il prof. Ascierto -. Senza dimenticare il controllo della pelle ogni anno dallo specialista. In particolare nelle persone che presentano più di 100 nei il rischio di melanoma è 6 volte superiore. Va sempre seguita la regola del ‘brutto anatroccolo’: l’insorgenza di un neo diverso per forma e colore rispetto a quelli già presenti è un segnale da tenere in considerazione e da far controllare dal dermatologo. Avere la pelle chiara, i capelli biondi o rossi e gli occhi chiari (blu, grigi o verdi) è un altro fattore di rischio. Se scoperto precocemente, il melanoma è guaribile con una semplice asportazione chirurgica”.

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Sorriso e pianto sembrano caratterizzare il percorso dell’uomo

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

luce e ombra1Tragedia e commedia lo attraversano, ma appaiono, nel loro insieme, un gioco ora piacevole ed ora perverso, ora dolce ed ora amaro. Ed il tutto si compie lungo un breve tragito quanto può esserlo un segmento posto lungo una retta della quale non si conosce la provenienza ed il luogo dove si dirige.
Posso solo aggiungere che le mie letture mi hanno portato alla convinzione che esistono due mondi di cui uno compenetra l’altro. Il primo è senza tempo ed il secondo è il frutto di un pensiero che si sofferma creando il tempo. Il primo non ha bisogno della luce per vedere ed il secondo appaga con la vista la debolezza del suo ideare speculativo e fa del sole la sua luce.
Tra i due momenti vi è un sottile legame che potremmo definire poco poeticamente “micro-buco-nero”. Al di qua vi è la creazione della materia, il tempo e la luce e al di là il suo annichilimento ed il silenzio dell’eternità. Chiederci, a questo punto, se al di là della vita vi è un’altra vita è un non senso: l’eternità è vita e non vita in ugual misura e non è una contraddizione nei termini.

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Tutti al sole appassionatamente

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

vacanzeFinalmente esposti al sole la maggior parte dei connazionali, in ferie, al mare in montagna ma all’aria aperta, per fare il pieno di vitamina D, come riempire un serbatoio che si servirà di deposito sino alla prossima primavera. Attenzione però, soggetti troppo magri o troppo grassi possono avere difficoltà a raggiungere lo status ottimale e la maggior parte dei disturbi alimentari è collegato ad un deficit di D. “Sappiamo che per uno stato osseo ottimale è necessario avere anche un indice di massa corporea (BMI) nei limiti, sia durante l’infanzia che nell’adolescenza e nell’età adulta. Infatti, valori di BMI alle estremità dello spettro possono rappresentare un fattore di rischio sia per lo sviluppo dello scheletro che per il mantenimento dello stato osseo – avverte il professor Ranuccio Nuti, Università di Siena. E’ ormai noto che oltre il 50% dei soggetti affetti da magrezza patologica e soprattutto anoressia nervosa presentano alterazioni dello stato osseo, in particolare circa il 10 % dei soggetti affetti da anoressia manifestano un quadro di osteoporosi. Tra le molteplici complicanze di questa patologia, oltre al grave calo ponderale, meritano notevole considerazione quelle endocrino-metaboliche, tra cui si annoverano la malnutrizione, con conseguente riduzione della massa grassa e della massa magra, l’ipogonadismo e l’amenorrea, la resistenza periferica all’azione del GH, l’eccesso di cortisolo, nonché la sindrome da basso T3 (uno degli ormoni tiroidei). Tali condizioni contribuiscono alla determinazione sia di alterazioni del metabolismo osseo che ad una riduzione della densità minerale ossea”(BMD).Anche l’obesità può rappresentare un fattore di rischio per la fragilità ossea. Tradizionalmente l’obesità è considerata avere un effetto protettivo per il rischio di fratture osteoporotiche. Infatti la maggior parte degli studi hanno riportato che i soggetti con un BMI normale o elevato hanno un rischio inferiore di andare incontro a fratture vertebrali e non vertebrali rispetto a quelli con un BMI ridotto. In realtà non esistono molti dati in letteratura riguardo alle modificazioni scheletriche a cui vanno incontro i pazienti obesi. Recentemente però numerosi studi hanno dimostrato che la presenza di massa grassa non sempre ha un effetto protettivo nei confronti dell’osteoporosi e del rischio di fratture. Infatti è stato osservato che un eccessivo accumulo di grasso viscerale ha un effetto negativo sulla BMD e studi condotti sia su popolazioni asiatiche che caucasiche hanno riportato una correlazione inversa tra tessuto adiposo addominale e BMD femorale.
Dunque, “un giusto apporto di proteine ha un duplice effetto preventivo e protettivo perché contribuisce allo sviluppo di ossa e muscoli forti, anche grazie all’aumento dei livelli di IGF-1 nel sangue. Prodotto dal fegato, IGF-1 promuove la formazione di tessuto osseo, muscolo e aiuta la trasformazione della vitamina D nella sua forma attiva. Inoltre gli aminoacidi che compongono le proteine hanno un ruolo sull’intestino favorendo l’assorbimento intestinale di calcio” precisa il presidente SINuC, Prof. Maurizio Muscaritoli. E per rassicurare anche la quota di soggetti che assume poche proteine da fonti animali, recenti studi hanno confermato che anche le fonti di proteine vegetali funzionano per la prevenzione dell’osteoporosi.Come sottolineato anche nelle linee guida per la prevenzione dell’osteoporosi emanate dal nostro Ministero della Salute, l’osteoporosi non è solo conseguente alla perdita ossea che accade con l’avanzare dell’età. Un individuo che non raggiunge un picco ottimale di massa ossea durante l’infanzia e l’adolescenza, può infatti sviluppare osteoporosi senza che vi sia una accelerata perdita ossea in età adulta.Una prevenzione che deve iniziare nell’infanzia e durare tutta la vita, e che passa per un’alimentazione ricca, equilibrata e completa, mentre sappiamo che spesso nell’età anziana la qualità dell’alimentazione va incontro ad uno scadimento, aprendo la strada a quadri clinici di malnutrizione: fattori economici, problemi dentali e di masticazione, mancanza di appetito, rendono l’alimentazione degli anziani monotona, povera e spesso priva del giusto quantitativo di proteine, il che ha come conseguenza la perdita di massa muscolare, debolezza e fragilità con il rischio di cadute.
Ma come stabilire di quante proteine abbiamo bisogno? Basta fare un semplice calcolo e moltiplicare il proprio peso (se adulti) per 0,8 (il fabbisogno in grammi per chilo) quindi un soggetto di 60 chili avrà bisogno di introdurre nell’organismo 48 gr di proteine. Un etto di carne rossa o pesce apporta 28 grammi di proteine circa, un uovo grande 6 grammi, 400 grammi di latte 16 grammi, 1 etto di formaggio intorno ai 30 grammi, 1 tazza di lenticchie 20 grammi e due cucchiai di burro di arachidi circa 8 (Fonte RDA US Department of Agriculture). Attenzione anche al declino ‘stagionale’ di vitamina D: quando ci esponiamo al sole e sintetizziamo la vitamina D questa si accumula ma la sua ‘vita’ è di circa 3-6 settimane, quindi è verosimile che nell’organismo ci sia un picco a metà settembre e i livelli tocchino il punto più basso da novembre all’inizio della primavera se le uscite non sono sufficienti a ripristinarne i livelli. Ma anche nel periodo estivo bisogna ricordare di dedicare almeno 20 minuti al giorno all’esposizione senza filtri: la protezione solare anche di fattore 6 è capace di bloccare quasi del tutto la sintesi cutanea.

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Vacanze a tutti i costi! I debiti degli italiani per un posto al sole

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

vacanzeProdeitalia: il 2,1% ricorre a prestiti di circa 4.000 euro per prenotare una vacanza E’ estate e con il caldo torrido che si fa sentire cresce il desiderio di vacanze. In tempo di crisi, però, spesso sognare un momento di relax diventa un lusso e così sono molti gli italiani disposti a contrarre debiti, anche solo per una settimana di villeggiatura. Da un’indagine condotta dall’Osservatorio Prodeitalia ( HYPERLINK “http://www.prodeitalia.it” http://www.prodeitalia.it), che nell’ultimo anno ha analizzato la situazione economica di circa 200 famiglie assistite, risulta come il 2,1% di queste ricorre a prestiti per poter avere la possibilità di distrarsi e concedersi un momento di riposo. Le famiglie italiane tendono ad utilizzare sempre di più lo strumento del credito per progettare il proprio futuro, una tendenza che ha le sue declinazioni territoriali, ma che è molto evidente lungo tutta la Penisola. “Colui che richiede un prestito per una vacanza è uomo, ha 43 anni e possiede un regolare contratto di lavoro. – Afferma l’Avvocato Francesca Scoppetta, uno degli ideatori del Progetto Prodeitalia – Dal campione analizzato è in aumento anche la domanda da parte di pensionati. In questo caso specifico l’1,4% dichiara di aver usufruito almeno una volta di un prestito per un viaggio. Dalle nostre statistiche emerge come le Regioni considerate tradizionalmente più ricche siano quelle che si indebitano di più anche per una vacanza. In media vengono richiesti 4.000 euro, con rateizzazioni fino a 3 anni. Purtroppo – continua l’Avvocato Scoppetta – abbiamo registrato come siano sempre più frequenti situazioni in cui tali prestiti vanno a gravare o a peggiorare una condizione di indebitamento già esistente. Questo perché il reddito attuale di queste persone appare inadeguato allo stile di vita a cui erano abituati in precedenza e ciò genera frustrazione. In alcuni casi la volontà di non rinunciare a certe abitudini che definiscono un particolare status symbol, genera una spirale senza fine”.
Nasce allo scopo di offrire un aiuto a chi per motivi di salute, economici, organizzativi o di varia natura, non riesce più a onorare i propri debiti. Sulla base della legge 3/2012 che regola il sovraindebitamento e introduce nell’ordinamento giuridico italiano la procedura di esdebitazione, Prodeitalia assiste e aiuta le aziende e i cittadini che, almeno in una prima fase, hanno la necessità di essere guidati. I professionisti che hanno aderito al Progetto offrono le proprie competenze fornendo una prima consulenza gratuita sugli strumenti che la legge mette a disposizione, trovando lo strumento giuridico utile a risolvere il problema e riducendo i debiti fino all’80%.
Ideato dalla squadra di professionisti dell’omonimo Progetto, l’Osservatorio si pone l’obiettivo di rilevare dati sulla crisi economica che non compaiono nelle statistiche istituzionali. Le ricerche, infatti, si basano sulla raccolta e analisi di dati in riferimento alle esperienze concrete dei soggetti intervistati, allo scopo di fornire numeri e informazioni più aderenti possibili alla realtà.

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Il Sole di Confindustria è un “pozzo nero”

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

sole-24-oreCinquanta milioni di buco nell’ultima semestrale e azioni che hanno perso il 95% del valore. Carta straccia, insomma. Come quella del Sole 24Ore, il pozzo nero nel quale si sta inabissando l’associazione padronale per eccellenza, Confindustria. Riepilogo per chi non conoscesse la storia. Per far vedere di essere un giornale “grandi numeri” al Sole stampavano decine di migliaia di copie che finivano al macero senza passare per le edicole e si erano inventati 100mila abbonamenti digitali fittizi. Quanto basta per attivare la magistratura: false comunicazioni sociali e appropriazione indebita le accuse che hanno portato i giudici a ordinare perquisizioni e indagare dieci nomi eccellenti, tra i quali il direttore Roberto Napoletano, l’ex presidente Benito Benedini, l’ex ad Donatella Treu e l’ex direttore digital, Stefano Quintarelli, oggi riciclato come deputato di Scelta Civica.
Ci sarebbe da ridere, se queste storie di ordinario capitalismo non massacrassero la vita di centinaia di lavoratori ai quali va la nostra solidarietà. Così adesso il Sole è in sciopero a oltranza finché Confindustria non caccerà Napoletano, già sfiduciato dalla redazione a novembre, mentre Radio24 ha annunciato 5 giorni di sciopero. Le armi, anche nel cuore dorato del capitale, sono sempre quelle: la lotta, la mobilitazione.
Oggi il quotidiano annunciava in grande l’ultima iniziativa: “Chiedilo al Sole”. Ci hanno pensato i magistrati a fare qualche domandina. Senza trucchi e senza inganni.

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Troppo sole e fattori di rischio

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

melanoma-sulla-pelleAttenzione a esporre i bambini al sole per troppo tempo. Le scottature nell’infanzia rappresentano il principale fattore di rischio per il melanoma da adulti. Questo tumore della pelle nel nostro Paese in 45 anni ha fatto registrare un aumento dei casi pari al 103%: erano circa 1.000 nel 1970, nel 2015 ne sono stati stimati 11.300. La necessità di proteggere i piccoli è ancora più rilevante se si pensa che nei primi vent’anni di vita una persona può assumere fino all’80% del totale delle radiazioni solari della propria esistenza. Il monito arriva dal Master Course “Management del paziente con melanoma dalla ricerca alla terapia”, organizzato dall’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI) che si apre oggi a Roma all’Istituto Dermopatico dell’Immacolata – IDI IRCCS. “Se la diagnosi avviene in fase avanzata, oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per tenere sotto controllo la malattia a lungo termine – spiega la dott.ssa Paola Queirolo, presidente IMI e responsabile del DMT (Disease Management Team) Melanoma e Tumori cutanei all’IRCCS San Martino IST di Genova -. La sopravvivenza di questi pazienti è cambiata grazie a due strategie: da un lato le terapie a bersaglio molecolare, utilizzate nei pazienti che presentano la mutazione del gene BRAF (50% dei casi), dall’altro l’immuno-oncologia. Prima dell’arrivo di queste nuove armi, la sopravvivenza mediana in stadio metastatico era di appena 6 mesi, con un tasso di mortalità a un anno del 75%. Queste molecole hanno aperto un ‘nuovo mondo’ non solo in termini di efficacia e attività ma anche di qualità di vita per la bassissima tossicità e la facile maneggevolezza”. Oggi il 20% dei pazienti trattati con ipilimumab, la prima molecola immuno-oncologica approvata, è vivo a 10 anni dalla diagnosi. Gli anticorpi immunomodulanti, come nivolumab, che colpiscono la via di checkpoint immunitario chiamata PD-1, hanno evidenziato nei casi di malattia avanzata un tasso di sopravvivenza a un anno superiore al 70%. Dopo un triennio il 40% dei pazienti trattati con questi nuovi farmaci anti PD-1 è vivo, un dato che conferma il beneficio a lungo termine dell’immuno-oncologia. E nivolumab è la molecola anti-PD1 con il più lungo follow up: il 35% dei pazienti è vivo a 5 anni. “I bambini – continua la dott.ssa Queirolo, che è anche presidente del Master Course IMI – costituiscono l’anello debole della catena, perché la pelle è in grado di memorizzare il danno ricevuto dalle scottature solari accumulate durante l’infanzia e può innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza. I piccoli di età inferiore a 12 mesi non vanno esposti al sole. Proprio per sensibilizzare i bambini delle scuole primarie sulle regole di prevenzione l’IMI organizza la campagna nazionale ‘Il sole per amico’ in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e con il patrocinio del Ministero della Salute. Tutti dovrebbero utilizzare le creme solari quando prendono il sole, evitando di esporsi nelle ore centrali. Senza dimenticare il controllo della pelle ogni anno dallo specialista. In particolare nelle persone che presentano più di 100 nei il rischio di melanoma è 6 volte superiore. Va sempre seguita la regola del ‘brutto anatroccolo’: l’insorgenza di un neo diverso per forma e colore rispetto a quelli già presenti è un segnale da tenere in considerazione e da far controllare dal dermatologo. Avere la pelle chiara, i capelli biondi o rossi e gli occhi chiari (blu, grigi o verdi) è un altro fattore di rischio. Se scoperto precocemente ed eliminato con una corretta asportazione chirurgica durante la fase iniziale, il melanoma è del tutto guaribile perché la probabilità che abbia invaso altri organi è pressoché nulla”. L’efficacia di uno screening diffuso della popolazione è stata dimostrata dal progetto SCREEN: dopo un periodo di due anni di intense campagne di informazione della popolazione sui fattori di rischio e sui segnali indicativi della malattia, più di 360mila cittadini tedeschi (il 20% degli adulti dello Schleswig-Holstein, nel Nord della Germania) sono stati sottoposti a controlli per un anno (2003–2004). Nel 2009, dopo un quinquennio dal termine del progetto, i tassi di mortalità per questo tumore sono diminuiti del 48%. E la percentuale di diagnosi in stadio iniziale è passata dal 52% al 64%. “L’IDI è al primo posto in Italia per numero di ricoveri per melanoma (e altri tumori cutanei), sono stati 2.297 nel 2015 – afferma il prof. Paolo Marchetti, che è consulente scientifico dell’Istituto, Direttore dell’Oncologia Medica all’Ospedale Sant’Andrea di Roma e presidente del Master Course IMI -. E abbiamo iniziato percorsi meno convenzionali garantiti gratuitamente, come il linfodrenaggio o l’agopuntura che di solito sono a carico dei pazienti. La sfida è rappresentata dalla combinazione delle terapie, ad esempio dell’immuno-oncologia con la terapia bersaglio-specifica, per un ulteriore miglioramento dei risultati già ottenuti con ciascuna di queste modalità di trattamento nella malattia in fase avanzata. I dati più recenti indicano come la combinazione ipilimumab e nivolumab sia in grado di garantire risposte efficaci in termini relativamente brevi. E risultati significativi sono emersi anche grazie a pembrolizumab, un’altra molecola immuno-oncologica”.

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Il sole allunga la vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2016

Non è il telefono ad allungare la vita, nonostante gli italiani ne abbiamo almeno un paio a testa, ma il sole, e fino a 2 anni in più. Questi i risultati di un imponente studio prospettico svedese, appena pubblicato sulla rivista medicinadifensiva.“Lo studio iniziato nel 1990 ha coinvolto circa 30,000 donne svedesi di età compresa tra i 25 e i 64 anni – spiega il Professor Girolomoni, Direttore della Dermatologia di Verona e presidente Società Italiana di Dermatologia – ed ha dimostrato in modo chiaro che evitare il sole fa male. Le donne che si espongono al sole infatti hanno un rischio minore di eventi cardiovascolari (infarto, ictus) e sopravvivono più a lungo, 0.6-2.1 anni in più per la precisone. Non solo, esporsi al sole compensa gli effetti dannosi del fumo di sigaretta. Il fatto che esporsi al sole fa bene è senz’altro da mettere in rapporto con il fatto che la pelle esposta al sole produce maggiori quantità di vitamina D.”Ma la vitamina D non è l’unica sostanza benefica prodotta dalla pelle dopo esposizione al sole. Le cellule della pelle producono beta endorfine che sono responsabili del senso di piacere e appagamento e forse pure della dipendenza che diverse persone provano nell’esporsi al sole o ai raggi ultravioletti artificiali. La pelle stimolata dal sole rilascia pure ossido nitrico che è in grado di abbassare la pressione arteriosa e in effetti le persone con ipertensione moderata che si espongono ai raggi ultravioletti migliorano la loro ipertensione.
L’altro lato della medaglia è che l’esposizione eccessiva al sole favorisce l’invecchiamento cutaneo e lo sviluppo di tumori della cute come epiteliomi o melanomi.Quindi come comportarsi? “Tutto dipende dalle caratteristiche della propria pelle –spiega Girolomoni – gli individui di carnagione scura che non si scottano al sole possono esporsi tranquillamente senza problemi. Gli individui di carnagione chiara che si scottano facilmente devono fare più attenzione, esponendosi con cautela.” Capita spesso nella vita di doversi bilanciare tra effetti opposti. Un esempio per tutti il cibo. Troppo fa male, ma poco fa peggio. “Nel caso della esposizione al sole esiste una soluzione – conclude Girolomoni – Infatti gran parte degli effetti benefici del sole dipendono dalla produzione di vitamina D nella pelle. Quindi basta assicurarsi che i livelli di vitamina D nel sangue siano nella norma. Se sono troppo bassi bisogna assumere vitamina D3. La vitamina D, oltre al ruolo principale di preservare la mineralizzazione dell’osso, e prevenire l’osteoporosi, esercita anche funzioni extra-scheletriche inclusa quella di regolare le risposte immunitarie, proteggere dalle infezioni e ridurre il rischio cardiovascolare. Esistono a questo proposito numerosi studi che confermano che la carenza di vitamina D è inversamente correlata con la mortalità per eventi cardiovascolari e per cancro, e che la assunzione di vitamina D3 riduce globalmente la mortalità.” Ecco cinque semplici suggerimenti, da tenere a mente:
1. Evitare le ore di massima irradiazione, tra le 11 e le 14, ed esporsi al sole in modo graduale, dando la possibilità alla pelle di difendersi attraverso l’abbronzatura, ed usare creme protettive adeguate.
2. Soprattutto nei bambini è fondamentale evitare le ustioni solari, che costituiscono il principale fattore di rischio per il melanoma. Il melanoma insorge a distanza di decenni dalle ustioni solari.
3. Usare creme solari con fattore di protezione superiore a 30, meglio se 50, rinnovando l’applicazione dopo 2 ore o anche prima se si fanno bagni. Usarle in quantità adeguata. Anche le creme a cosiddetta protezione totale, in realtà proteggono solo parzialmente.
4. Ricordarsi che le creme solari non servono per stare più a lungo al sole, ma per starci in modo più corretto. Anche le magliette colorate possono costituire un ottimo filtro solare.
5. Considerare con il proprio medico l’assunzione regolare di vitamina D, soprattutto nei mesi autunnali e invernali.
http://www.sidemast.org/

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Sole e cosmetici. Dopo il sole le creme antirughe sono efficaci?

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2015

prodotti cosmeticiDopo l’abbuffata di sole estivo, la pelle reclama il restauro. E allora di corsa in profumeria o in farmacia ad acquistare le creme antirughe. Ma sono efficaci? Non bisogna aspettare i miracoli dalle creme perche’ il loro effetto e’ piuttosto limitato. Le creme sono formate essenzialmente da grassi ed acqua, piu’ vitamine, acidi di frutta, estratti di alghe, di piante, ecc. L’efficacia relativa e’ dovuta all’effetto esfoliante degli acidi di frutta e della vitamina A, che attenua le rughe non le elimina. Occorrerebbe la prevenzione, visto che il sole e’ il responsabile principale dell’invecchiamento della pelle; a questo proposito basterebbe osservare le pelle del viso e quella i glutei di una persona anziana: tanto e’ rugosa la pelle della faccia quanto liscia quella del posteriore. Il motivo e’ semplice: il viso e’ perennemente esposto al sole (oltre che al freddo, al vento e all’acqua), le natiche sono protette. Quindi meno sole, meno rughe. In questo senso si stanno diffondendo creme da usare tutto l’anno che contengono piccole quantita’ di filtri solari, che hanno l’effetto di limitare i danni provocati dal sole, tra i quali appunto la formazione delle rughe. Insomma una prolungata esposizione solare estiva, soprattutto senza filtri, lascia i segni che difficilmente potranno essere cancellati. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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I Re del legno, dell’acqua e del sole

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

A Lutago in Valle Aurina (BZ) si svolgerà dal 4 al 10 luglio 2011 il secondo “Simposio della scultura in legno”: il tema cui dovranno ispirarsi gli artisti è legato ai corsi d’acqua e allo sfavillare del sole tra le vette della zona alpina L’incontro del 2010, il primo in assoluto, si svolse a Cadipietra ed ebbe un enorme successo. Grazie al grande interesse suscitato, più di 60 artisti e scultori da tutto il mondo hanno chiesto di partecipare all’edizione di quest’anno. Per ragioni organizzative il numero dei partecipanti è stato purtroppo limitato a 12. La tradizione e la storia, e non ultima la natura della Valle Aurina si esprimeranno nelle forme dell’arte moderna e contemporanea. Il tema del Simposio non potrebbe essere più adatto. L’ispirazione verrà infatti fornita dai piccoli corsi d’acqua, dalle cascate e anche dall’Ahr (Aurino), il fiume che dà il nome alla nostra valle. L’intero paese di Lutago si trasformerà per qualche giorno in un laboratorio a cielo aperto.Gli artisti saranno dislocati in giro per Lutago e, nelle diverse postazioni, saranno liberi di esprimersi, creare e lasciar correre la fantasia. Gli spettatori avranno così la possibilità di ammirare in presa diretta la nascita delle opere, abbandonandosi alla meraviglia al cospetto di abilità che si tramandano da secoli. Le sculture intagliate nel corso della manifestazione verranno esposte lungo il cammino del sole e fino alla cascata del Rio Nero. Una giuria valuterà infine i migliori lavori e proclamerà il vincitore: il più abile artista e artigiano del legno, fino al prossimo Simposio. (scultura)

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Sole, sigarette e stress

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Sole, sigarette e stress. Sono le tre “esse” che mandano avanti le lancette dell’orologio, invecchiando la pelle prima del tempo. Oggi la medicina estetica offre soluzioni soft che consentono di ringiovanire a quasi tutte le età senza bisturi. «La pelle è uno specchio dello stile di vita che si conduce – afferma Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano socio Sicpre, società italiana di chirurgia plastica ed estetica -. L’eccessiva esposizione al sole accelera l’invecchiamento, così come il fumo, che toglie ossigeno alle cellule, la mancanza di un sonno regolare o di un’alimentazione equilibrata. Mi capitano pazienti di 35 anni che hanno un’età biologica della pelle da ultra-quarantenni, ma anche cinquantenni che iniziano ad avere le prime rughe». Quando ci sono i primi segni di invecchiamento, ossia zampe di gallina, rughe fini, pelle ingrigita e stanca, prime lassità, in un’età che di solito varia dai 35 ai 45/50 anni, l’ultima tendenza è il cosiddetto Madonna Lift, ossia il trattamento che pare utilizzi la pop star per mantenersi giovane: «Il laser frazionato è una vera e propria macchina del tempo che consente di ringiovanire la pelle mandando indietro le lancette dell’orologio – prosegue Gilardino -. L’effetto che si ottiene è quello di un lifting senza bisturi. Con il laser si rinnova lo strato più superficiale della pelle, eliminando le rughe; in più scalda in profondità e nei mesi successivi al trattamento si verifica una contrazione del derma che migliora il tono. Soprattutto per quanto riguarda il ringiovanimento della zona attorno agli occhi (borse, zampe di galline) è uno dei pochi rimedi di medicina estetica che ha successo senza ricorrere a una blefaroplastica».  In una fase più avanzata dell’invecchiamento, all’aspetto superficiale (comparsa di rughe, lassità dei tessuti e grigiore della pelle), ne subentra un secondo che riguarda lo svuotamento del viso e la perdita di grasso, che causa un aspetto stanco e triste. «In questo caso, di solito dai 40 ai 55 anni, esiste ancora un’alternativa al lifting – afferma Gilardino -. Si chiama soft restoration e consiste di ritardare l’appuntamento con il bisturi. Si tratta di ricostituire le rotondità giovanili, senza stravolgere le forme e creando un effetto molto naturale.
L’intervento si effettua in ambulatorio, dura 30-40 minuti e il costo varia da 600 a 1500 euro a seconda del numero di fiale utilizzate.
Patrizia Gilardino – Profilo professionale. Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano nel 1988, Patrizia Gilardino si è specializzata nella Scuola di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell’Università degli Studi di Milano nel 1993. Iscritta all’Ordine dei Medici di Milano dal 1989, ha lavorato fino al 2003 all’Unità Funzionale di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Multimedica di Sesto San Giovanni. Esercita la libera professione in diverse strutture milanese: Poliambulatorio della Guardia di Finanza di Milano, Centro Dermatologico Europeo e nel proprio studio di via Colonna, a Milano. È membro della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, della Società di verifica e controllo di qualità, della Società americana di chirurgia plastica e della Società americana per la fototerapia dinamica. http://www.gilardinochirurgiaestetica.eu.

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Cosmetici per le labbra a rischio sole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

I dermatologi segnalano i rischi associati all’uso di prodotti cosmetici rimpolpanti o liftanti associati all’esposizione al sole. «Si tratta di prodotti che contengono sostanze per aumentare il volume delle labbra, dunque irritanti. Ma anche oli e vaselina, che richiamano i raggi solari: il risultato è un effetto bomba» spiega Riccarda Serri, specialista dermatologa e presidente dell’associazione internazionale di ecodermatologia Skineco. Si verificano, infatti, reazioni che provocano edema, bruciore, prurito, ma anche vesciche «e, nelle persone predisposte, herpes e afte». Gli ingredienti presenti nei lucidalabbra in genere non sono compatibili con i raggi solari, con i prodotti rimpolpanti ancora meno: «Contengono sostanze che interferiscono con il fotone: quando questa energia in particelle le incontra, si scatena una reazione di fototossicità». Le reazioni possibili variano da allergie a scottature: «Localizzate oltretutto su una parte del corpo, come le labbra, in cui la pelle è ancora più delicata: si tratta infatti di una mucosa, dove lo strato corneo protettivo è ridotto a poche filiere di lamelle cornee». Se il danno si è già verificato si può ricorrere ad alcuni rimedi: «Il mio consiglio – dice l’esperta – è quello di mettere un olio alla vitamina E, insieme a paste o stick all’ossido di zinco (vanno bene quelle usate contro gli arrossamenti da pannolino dei bimbi) sulle labbra. Devono essere prodotti protettivi, lenitivi e isolanti. Per qualche giorno – raccomanda la dermatologa – anche la dieta dovrà evitare alimenti irritanti».

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8 minuti dal sole, 1 minuto dalla luna

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

Lucca fino al 5 settembre 2010 il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art propone nella Sala Videoarte la kermesse “8 minuti dal sole, 1 minuto dalla luna”, a cura di Alessandro Romanini, inserita nell’ambito della rassegna “L’Immagine del suono”, prodotta dal Comune di Lucca in collaborazione con la Provincia di Lucca e la Regione Toscana, di cui il Lu.C.C.A. e’ partner.  Per la kermesse sono stati selezionati videoartisti di livello internazionale che si confronteranno sul tema del tempo. Dal 10 luglio al 7 agosto saranno proposte le opere di Francesco Attolini, Leonora Bisagno, Luca Gaddini, Massimiliano Galliani, Stefano Giannotti, Giovanni Ozzola, Robert Pettena, Eleonora Rossi e Marco Salvetti. Dall’8 agosto al 5 settembre cambierà il palinsesto e verranno proiettati i lavori di altri videoartisti.  (Immagine: Eleonora Rossi, a human heart looks like a fist wrapped in blood, 2010)

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Capelli sfibrati e inariditi dal sole?

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2010

Mare, sole e afa in estate stressano le chiome già provate da un intero anno di smog e traffico cittadino, perché quest’anno al rientro in città non far partire la remise en forme proprio dai capelli? I Provenzali, storico marchio genovese leader nella cosmesi naturale, suggerisce il Karitè, come alleato speciale per far tornare i capelli forti e lucenti.
L’albero del Karité è una pianta africana già conosciuta nell’antichità come Albero della Giovinezza e della Salute che produce una noce dalla quale, attraverso un complesso e laborioso processo di macerazione, si ottiene un unguento (o burro) le cui proprietà sono da secoli riconosciute dalle popolazioni africane, che da sempre lo utilizzano per nutrire la pelle e proteggerla dal sole e dagli agenti atmosferici. I Provenzali propone una completa gamma ricchissima di questo ingrediente naturale, con prodotti piacevoli e realmente efficaci per la cura di tutto il corpo.
L’utilizzo del Burro di Karité per la cura del capello ha radici molto antiche tra le popolazioni del centro Africa, dove l’Albero del Karité cresce spontaneo. La Noce del Karité è naturalmente ricca di sostanze utilissime non solo alla bellezza della pelle, ma anche alla salute ed alla cura di cute e capelli.  Tre prodotti perfetti per la cura del capello, parole d’ordine autunno 2010: riequilibrare, nutrire e proteggere!  Ogni singolo articolo è stato sottoposto ai Test su Nichel, Cromo e Cobalto, per una perfetta tollerabilità cutanea.

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Il sole dopo la tempesta

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2010

Il CIRPS (Centro Interuniversitario di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile) con il Comune dell’Aquila, l’ANCI Abruzzo, Legambiente la Reseda Onlus, indicono un bando per concorso di idee per l’installazione di pannelli solari termici nelle città, frazioni e piccoli comuni della provincia dell’Aquila inclusi nel cratere. Il concorso attribuirà 110 collettori solari termici a soggetti sia pubblici sia privati suddivisi tra i progetti più innovativi, con maggiore contenuto sociale e comunque a beneficio delle popolazioni colpite dal sisma. Il concorso ha lo scopo di donare tali pannelli ai progetti che meglio sapranno interpretare l’aspetto sociale e innovativo di tale tecnologia nell’ambito della ricostruzione nelle zone colpite dal sisma. Il bando e tutto il materiale relativo sono pubblicati su http://www.legambienteabruzzo.it, http://www.cirps.it, http://www.legambiente.eu, http://www.resedaweb.org, http://www.comune.laquila.it, ww.anci.it, e si inserisce nell’ambito del programma di Solarizzzazione Post-terremoto del CIRPS, iniziato subito dopo il 6 aprile 2009 e che ha visto l’installazione di circa 70 m2 di solare termico e 50 m2 di solare fotovoltaico in 10 tendopoli del Comune e della Provincia dell’Aquila, coinvolgendo attivamente la popolazione e sensibilizzandola sui temi delle energie rinnovabili e della sostenibilità ambientale.

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Sole e creme: Consigli

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

Inizia la buona stagione, le spiagge sono affollatissime e dopo mesi di piogge un buon “bagno di sole” è quello che ci vuole. Attenzione, però, a chi tiene alla propria pelle, perchè il sole è il responsabile, per il 70%, dell’invecchiamento della pelle. Una avvertenza per i nostri vacanzieri che passano ore al sole: tenete presente la faccia rugosa dei marinai e dei contadini per avere una idea degli effetti del sole sulla pelle. Le “lucertole” da spiaggia sono sempre moltissime e passata la stagione si ricorre a creme o trattamenti antirughe. Le creme sono una emulsione di grassi e l’effetto è di protezione fisica, perchè limitano il contatto con l’esterno. Le creme (cosmetici) non eliminano le rughe una volta che si sono formate. Utili le creme con filtri solari che, abbinati ad una appropriata esposizione, limitano i danni. Non va trascurato l’effetto negativo per la salute dovuto alla comparsa del melanoma (tumore della pelle) legato alla quantità cumulativa di luce solare assorbita dalla pelle durante la vita. Infatti questi tumori sono più frequenti in chi lavora all’aria aperta (marinai, agricoltori, ecc.) e in persone d’eta’ avanzata. Insomma, il sole va preso ma con discernimento. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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