Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘solidarietà’

Grandi imprese e solidarietà ai tempi del Coronavirus: Storie da ricordare

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Edito Valentia Edizioni, disponibile sulla piattaforma CharityStars al link http://www.charitystars.com/product/storie-da-ricordare-grandi-imprese-e-solidarieta-ai-tempi-del-coronavirus-it. Un libro a scopo benefico che unisce diverse storie: storie d’imprenditori, di associazioni e di persone che hanno deciso di mettersi a disposizione per contrastare la lotta contro il COVID, con la finalità di dare una mano all’ambiente, fortemente in bilico negli ultimi anni.E’ così che nasce Storie da ricordare – Grandi imprese e solidarietà ai tempi del Coronavirus, una raccolta di testimonianze, di sodalizi, associazioni, istituzioni e cittadini meritevoli che si sono impegnati e contraddistinti su scala nazionale per contrastare il Covid-19. Un libro illustrato che racconta, attraverso gli occhi dei protagonisti, uno dei momenti più bui che l’Italia sta vivendo dal dopoguerra ad oggi e i cui proventi serviranno a costruire aree destinate agli alberi.Un’iniziativa che prende vita dall’impegno di Associazione Valentia realtà presente dal 2017 a Vibo Valentia, composta da un cospicuo numero di ragazzi che da anni dona il proprio solerte impegno per aiutare chi ne ha bisogno, attivandosi per il sociale, principalmente nel Meridione, in una delle regioni più martoriate dell’intera Penisola. Obiettivo primario dare sostegno fisico e psicologico a chi ne ha bisogno, aiutando le persone che vivono in condizioni economiche disagiate e precarie.Un segno simbolico per le nuove generazioni, una testimonianza del lavoro, della solidarietà e dell’umanità che tanti italiani, non solo quelli presenti nel libro, dimostrano giorno dopo giorno, in quello che può essere definito un vero e proprio “conflitto”. Con la prefazione del giornalista Ismaele La Vardera e la conclusione del giornalista Michel Dessì, Storie da ricordare – Grandi imprese da ricordare ai tempi del Coronavirus è edito da Valentia Edizioni e disponibile su CharityStars, piattaforma dedicata alle organizzazioni no profit, già famosa per le tante azioni di beneficenza e per la partecipazione alla sue iniziative di celebrities del mondo del calcio e non solo.

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“Solidarietà agli editori librai”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

“Chiediamo, come chiesto dai principali editori nazionali nel manifesto “Uniti dai libri”, di garantire l’apertura delle librerie in quanto attività essenziali. La chiusura delle librerie rischierebbe di compromettere un settore già in crisi a causa del lockdown e della generale risposta limitata del governo. Chiediamo fondi straordinari già nel decreto Ristori: presenteremo emendamenti in tal senso.” Così il capogruppo di FDI in commissione Cultura ed Editoria, deputato Federico Mollicone.

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Terrorismo islamico: solidarietà a Francia, Europa sotto attacco

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Roma Senato. “Abbiamo il dovere di iniziare questa seduta esprimendo la nostra piena solidarietà alla Francia e alla città di Nizza così duramente colpita dal terrorismo islamico. Hanno colpito chi pregava in Chiesa, così come quindici giorni fa avevano assassinato e decapitato un insegnante impegnato in una lezione sulla libertà di espressione. La Chiesa e la Scuola: i simboli della nostra civiltà e della nostra libertà”.È quanto ha affermato il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, aprendo la seduta dell’Aula. “Ancora una volta colpiscono a Nizza, città già così duramente sconvolta dalla strage del 14 luglio 2016, nuovamente la Francia impegnata nel Mediterraneo ad arginare la Turchia. Fratelli d’Italia chiede al governo di sollecitare l’Europa ad assumere un atteggiamento univoco e fermo contro chi, come Erdogan, soffia nel fuoco, alimentando di fatto la follia terrorista. Basta cedimenti, basta connivenze”, conclude il senatore Urso.

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L’UNHCR chiede solidarietà, sostegno e soluzioni per i rifugiati rohingya

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Alla vigilia della conferenza di donatori per i rifugiati rohingya che si terrà questa settimana, l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, oggi sottolinea la necessità di assicurare maggiore supporto internazionale e di intensificare gli sforzi volti a trovare soluzioni a beneficio di questo popolo apolide e in fuga. Insieme a Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea, questo giovedì (22 ottobre) l’UNHCR presenterà una conferenza di donatori virtuale col fine di rispondere alle urgenti esigenze umanitarie dei rohingya costretti alla fuga, sia all’interno sia al di fuori del Myanmar. Garantire supporto ai servizi essenziali in seno alle comunità di accoglienza costituisce un’altra priorità.Le attività di risposta umanitaria in corso stanno risentendo di un drastico ammanco quest’anno, dal momento che, ad oggi, sono stati ricevuti meno della metà dei finanziamenti richiesti. Nel 2020, le Nazioni Unite hanno chiesto più di 1 miliardo di dollari per rispondere alle esigenze umanitarie dei rifugiati rohingya in Bangladesh. La pandemia di COVID-19 è andata ad aggiungere una serie di nuove sfide ed esigenze a un’emergenza già complessa e di dimensioni massicce.Sono 860.000 i rifugiati rohingya che attualmente vivono in insediamenti all’interno del distretto di Cox’s Bazar, in Bangladesh. La maggior parte, circa 740.000, sono fuggiti dal Myanmar durante la crisi più recente che ha causato l’esodo del 2017. Altri Paesi della regione accolgono circa 150.000 rifugiati rohingya. Si stima che 600.000 vivano nello Stato di Rakhine, in Myanmar.In tutta la regione, la maggior parte dei rohingya vive ai margini della società ed è necessario assicurare loro accesso ad assistenza sanitaria di base, acqua potabile, scorte alimentari affidabili, oppure significative opportunità di lavoro ed educative. La pandemia di COVID-19 ne ha peggiorato le condizioni di vita, ha reso l’accesso ai servizi ancora più difficoltoso, ha fatto aumentare il rischio che si verifichino casi di violenza sessuale e di genere e ha esacerbato gli effetti delle malattie infettive sui rohingya sfollati in campi affollati, quali quelli di Cox’s Bazar e dello Stato di Rakhine.L’UNHCR sottolinea come la comunità internazionale e i Paesi della regione non soltanto debbano continuare ad assicurare supporto ai rifugiati e alle comunità che li accolgono, ma adattare gli interventi alle nuove esigenze fondamentali e ampliare la ricerca di soluzioni.Il fulcro di tale ricerca deve mirare al conseguimento del ritorno volontario e in condizioni sicure, dignitose e sostenibili dei rifugiati rohingya e delle altre persone in fuga alle proprie case o in luoghi di loro preferenza in Myanmar.La responsabilità di creare i presupposti che favoriscano il ritorno in condizioni sicure e sostenibili dei rohingya spetta alle autorità del Myanmar. Tale processo dovrà comportare il coinvolgimento della società intera, l’avvio e la promozione del dialogo tra le autorità del Myanmar e i rifugiati rohingya e l’adozione di misure che contribuiscano a cementare sicurezza e fiducia reciproca. Tra queste vi sono la necessità di revocare le restrizioni alla libertà di movimento, permettere ai rohingya sfollati di fare ritorno ai propri villaggi e istituire un iter effettivo per poter acquisire la cittadinanza.La conferenza di donatori virtuale, che prevede anche testimonianze di rifugiati rohingya, si terrà dalle ore 14 alle ore 16:30 CEST, ora di Ginevra (8-10:30 EDT Washington; 19-21:30 GMT+7 in Bangkok) il 22 ottobre 2020. Sarà trasmessa in diretta streaming su http://www.rohingyaconference.org. I fondi raccolti grazie alla conferenza saranno destinati a organizzazioni internazionali e organizzazioni non governative impegnate sul campo ad alleviare gli effetti della crisi in Myanmar e nell’intera regione, e al Piano di risposta congiunta (Joint Response Plan/JRP) a guida ONU in Bangladesh.

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Solidarietà ai giornalisti del quotidiano italiano a New York, America Oggi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

“I giornalisti del quotidiano italiano a New York, America Oggi, hanno deciso di interrompere le loro prestazioni lavorative poiché la società editrice non ha ancora saldato sette mensilità del loro stipendio. Siamo consapevoli del momento delicato e proprio per questo vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai professionisti in sciopero, auspicando che la situazione si risolva il prima possibile ed il giornale possa continuare ad informare, in maniera puntuale, i nostri connazionali in Usa!” Lo dichiarano i deputati di Forza Italia Giorgio Mulé e Fucsia Nissoli Fitzgerald.

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Centrafrica: La solidarietà porta alla pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

E’ successo recentemente a Bouar, nel distretto occidentale della Repubblica Centrafricana, dove una missione umanitaria della Comunità di Sant’Egidio è riuscita a fermare una rivolta che destabilizzava l’intera regione al confine con il Cameroun. Da alcuni mesi, infatti, un gruppo di ex miliziani, isolati e senza risorse per vivere a causa della pandemia di Covid-19, aveva bloccato le vie di accesso alla città di Bouar, snodo sulla principale arteria commerciale del Paese.La Comunità di Sant’Egidio, impegnata da anni per favorire la pace nella Repubblica Centrafricana, è intervenuta portando viveri e aiuti messi a disposizione grazie ad un finanziamento del FAI (Fondation Assistance Internationale). L’operazione, svolta in collaborazione con la presidenza della Repubblica Centrafricana, ha avuto l’effetto di fermare la rivolta, riaprire l’accesso alla città e ristabilire la fiducia nel disarmo, in un Paese dove operano ancora diversi gruppi armati.Il Presidente Touadéra e le autorità locali hanno espresso gratitudine per l’intervento risolutivo in una situazione che rischiava di degenerare. Sant’Egidio, che dal 2017 partecipa al programma di disarmo nazionale, continuerà l’invio di aiuti anche in altre prefetture e villaggi del Paese.

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Sant’Egidio: ripartire dalla solidarietà dando priorità ai più fragili e all’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

L’importante risultato ottenuto dall’Italia a Bruxelles invita a cambiare in modo incisivo lo schema su cui si fondano la società e l’economia. Chiediamo a tutte le istituzioni di non dimenticare che nella fase più acuta della pandemia, il collante che ci ha fatto resistere è stato la solidarietà.E’ da questo valore che dobbiamo ripartire dando priorità a tutti gli interventi che riguardano le persone più fragili e a rischio. Occorre ricominciare dai cittadini più colpiti dagli effetti economici della crisi e dalle fasce della popolazione che hanno più sofferto per il coronavirus, ad iniziare dai tanti che stanno perdendo il lavoro.Oltre ad un urgente potenziamento del sistema sanitario nazionale, occorre ripensare il settore sociale e in particolare i servizi alla persona, agli anziani e ai bambini, assieme al sostegno alle famiglie.Inoltre occorre puntare sull’ambiente e la green economy sia come mutamento di qualità della crescita che come volano di nuova occupazione.Occorre ridare nuove e più solide garanzie alle famiglie italiane – importanti punti di riferimento durante la crisi – preservando una qualità della vita che restituisca il futuro alle nuove generazioni.Alla luce di una pandemia che ha rimesso in discussione tante certezze, gli italiani devono stringersi assieme in un comune slancio di ricostruzione e di solidarietà con tutti. Non c’è tempo da perdere.

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Sassoli: “Siamo preoccupati per la solidarietà europea e il metodo comunitario”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo sulla riunione in corso del Consiglio europeo.”Dopo giorni di discussioni, i cittadini europei si aspettano una conclusione all’altezza di questa fase storica. Siamo preoccupati per un futuro che mortifichi la solidarietà europea e il metodo comunitario. Il Parlamento europeo ha indicato le proprie priorità e si aspetta che vengano rispettate. Il Quadro finanziario pluriennale deve assicurare nel medio periodo la copertura adeguata delle principali sfide europee, come il Green Deal europeo, la digitalizzazione, la resilienza e la lotta alle disuguaglianze.Occorrono subito nuove risorse proprie e una efficace difesa dei principi dello stato di diritto. Inoltre, il Parlamento ha più volte chiesto la soppressione dei rebates. Senza queste condizioni il Parlamento non darà il proprio consenso. Il Covid-19 non si è esaurito e ci sono nuovi focolai in Europa. È più che mai necessario agire presto e con coraggio.” (n.r. I cittadini europei si rendono sempre più conto che esistono due Europe: quella nominale e quella reale. Quest’ultima è la più deteriore e corrosiva perché è subalterna ad interessi che negano la solidarietà, i valori fondanti e favoriscono gli arricchimenti illeciti come è il caso dell’Olanda che agevola le multinazionali a scapito delle mancate entrate fiscali degli altri partner europei e poi vi è un “odio strisciante” nei confronti di alcuni stati in specie l’Italia.)

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Sassoli: in Europa sbarca la solidarietà

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, a seguito della presentazione del Piano per la Ripresa europeo. “È come se fosse il D-Day europeo del 21° secolo, perché l’Europa ha scoperto la solidarietà e scommette su una politica comune per la rinascita dell’economia, per il sostegno ai cittadini e al lavoro, con uno sguardo ai prossimi anni ed all’eredità che lasceremo alle prossime generazioni”. Il Presidente del Parlamento europeo ha continuato dicendo:“In questi mesi, il Parlamento è rimasto aperto e la sua voce è riuscita a condizionare la Commissione. Ringrazio la Presidente Von der Leyen e i Commissari per averci ascoltato”.“Sono convinto – ha aggiunto Sassoli – che le riunioni del Consiglio aggiungeranno nuove ambizioni. Noi ci batteremo per questo. I Governi devono capire che questa è la strada più conveniente. Noi vogliamo che intorno a questo progetto ci sia il massimo del consenso dei governi e dei cittadini”.“Dal Consiglio – continua il Presidente dell’Europarlamento – non deve uscire una proposta inferiore a quella che è stata presentata dalla Commissione al Parlamento”.Infine, David Sassoli ha voluto rivolgere un “Appello a difendere lo spazio europeo, non possiamo permetterci speculazioni o attacchi ai nostri asset strategici. Siamo in un momento delicato. Ecco perché abbiamo visto con soddisfazione il piano.

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Solidarietà al settore editoriale e ai giornalisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

“Le notizie del rischio di chiusura attività per numerose testate rappresentano, non solo un rischio occupazionale e di tenuta economica di molte imprese, ma un danno al pluralismo informativo e all’informazione tutta. Esprimiamo solidarietà al settore, che abbiamo cercato di aiutare con emendamenti e atti, come nel dl Liquidità dove abbiamo proposto un aumento della dotazione del Fondo per il pluralismo di 200 milioni. Sosteniamo la proposta avanzata dalla Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) di un Fondo con almeno 400 milioni per limitare gli effetti economici sul settore editoriale, così da garantire i posti di lavoro, le aziende, i giornalisti e la buona informazione. Ci auguriamo il sottosegretario Martella possa introdurre la proposta già nel Dl Maggio.”Così il capogruppo di FDI in commissione Cultura ed Editoria, responsabile Innovazione del partito, deputato Federico Mollicone.

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Le Pantere in campo per la solidarietà

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Roma. In questo periodo di emergenza sanitaria si parla molto di sport, soprattutto per discutere sulla possibile ripresa del campionato di calcio e delle altre discipline.Ma c’è anche un altro aspetto che merita attenzione: quello della solidarietà e della generosità.
Recentemente Papa Francesco ha sottolineato i valori dello sport, con queste parole: “In questo periodo tante manifestazioni sono sospese, ma vengono fuori i frutti migliori dello sport: la resistenza, lo spirito di squadra, la fratellanza, il dare il meglio di sé. Dunque, rilanciamo lo sport per la pace e lo sviluppo” (Angelus del 5 aprile 2020).Anche l’Università Europea di Roma ha dovuto sospendere le sue attività sportive per l’emergenza sanitaria: calcio maschile, calcio femminile, basket, volley e rugby. Ma tutti gli studenti che partecipano a queste discipline non hanno voluto fermarsi e si sono impegnati in attività di solidarietà. Fra queste, un invito a donare fondi per sostenere l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, impegnato nella lotta al Coronavirus.“Nell’Università Europea di Roma lo sport fa parte delle attività di Formazione Integrale”, spiega il responsabile Matteo Anastasi, che per cinque anni ha anche allenato la squadra di calcio maschile. “I nostri ragazzi hanno voluto seguire l’invito del Papa, anche in questo momento di pausa, scegliendo la strada della solidarietà. Aderire al gruppo sportivo dell’Università Europea di Roma, le Panthers (Pantere) educa all’impegno, alla collaborazione, alla condivisione, al sacrificio e, nondimeno, al rispetto. Lo sport rappresenta un linguaggio universale volto a favorire l’intesa tra i giovani e può essere considerato pietra angolare per la maturazione professionale e individuale”.Il nome del gruppo sportivo dell’Università Europea di Roma, Panthers, è stato scelto dagli stessi studenti.“Ha un significato simbolico”, spiega Matteo Anastasi. “Fra le virtù cui devono ambire le Panthers, c’è proprio la resistenza indicata da Papa Francesco. Infatti la pantera, una volta adulta, impara a resistere ad ogni condizione. Un’altra virtù importante, in cui crediamo, è l’integrità. Non a caso i simbolisti cristiani medievali evidenziavano come la pantera fosse sinonimo di integrità, risultando incorruttibile”.

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L’Italia ricorre al Fondo di solidarietà europeo. L’Europa c’è

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

La Commissione europea ha ricevuto dall’Italia la prima domanda di sostegno finanziario relativo al Fondo di solidarietà dell’UE (FSUE), per affrontare la pandemia da Coronavirus e i suoi effetti.Il Fondo era stato istituito per rispondere alle catastrofi naturali, esteso a quelle sanitarie, su proposta dalla Commissione europea del 13 marzo scorso e recepita rapidamente dal Parlamento e dal Consiglio europeo.Il Fondo, operativo dal 1 aprile, con una dotazione di 800 milioni, fornisce aiuti finanziari ai Paesi colpiti dalla pandemia, indirizzati alla fornitura di assistenza medica, delle attrezzature e a misure di contrasto alla diffusione virale.
Alla disponibilità del Fondo di solidarietà, si aggiunge quella del Mes, della Bei e dello Sure (1) e che dovrebbero essere attivati a giugno prossimo. Nel frattempo la Bce ha previsto 220 miliardi per l’acquisto di titoli di Stato italiani entro quest’anno.
Insomma, l’Europa c’è.

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La più grande maratona della solidarietà a distanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Anche la solidarietà, ai tempi del coronavirus, va in modalità “smart”. E lo fa grazie al contributo degli studenti delle scuole elementari, medie e superiori italiane che, nei prossimi giorni, si riapproprieranno della più grande maratona benefica nella sua nuova (e temporanea) versione digital. Si tratta della “Corsa contro la Fame”, il progetto didattico-solidale più grande al mondo, giunto in Italia alla sua sesta edizione e patrocinato, per il 2021, dal CONI. A livello nazionale, ogni anno, sono quasi 400 le scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado che vi aderiscono: oltre 100mila sono studenti e più di 500 docenti scelgono di dire sì a un vero e proprio evento sportivo all’aperto e di sensibilizzazione che coinvolge, in tutto il mondo, 2.000 istituti situati in 30 Paesi del mondo.Un vero e proprio movimento globale dedito all’umanitarismo, che ha come promotore Azione contro la Fame. L’organizzazione, leader internazionale nella lotta alla fame e alla malnutrizione, è attiva in queste ore, negli oltre 50 Paesi in cui è impegnata, per dare seguito a un piano di emergenza articolato e integrato che mira a contrastare la diffusione della pandemia nel Sud del mondo e a contenerne gli effetti all’interno di comunità colpite, duramente, da conflitti, povertà e calamità naturali.Con uno slancio di generosità, gli studenti e i docenti italiani hanno, così, deciso di riaccendere i motori di questa grande macchina della solidarietà: nonostante la minaccia covid-19, in queste settimane, stia mettendo a dura prova l’Italia, fino a 30.000 giovani proseguiranno, “a distanza”, il progetto di Azione contro la fame, in linea con i piani ministeriali in tema di e-learning.In ogni classe, anche nella nuova veste “home”, l’organizzazione promuoverà un processo di sensibilizzazione che mira a favorire l’acquisizione di competenze da parte degli studenti. Gli operatori, infatti, terranno sessioni di sensibilizzazione attraverso attività didattiche interattive e di riflessione sulla fame nel mondo. Tali lezioni saranno erogate agli istituti, tra aprile e maggio, in modalità pre-recorded (piattaforma Vimeo) oppure live streaming (piattaforma Zoom).Ciascuno studente potrà, così, assistere a una vera e propria formazione online sulle cause e conseguenze della malnutrizione, incardinata anche sulle soluzioni che si possono adottare per sconfiggerla e sull’impatto del coronavirus nelle aree più colpite da questa terribile piaga. Il Paese focus dell’anno sarà il Congo.
I ragazzi, subito dopo, diventeranno parte attiva del progetto: potranno, infatti, scaricare un “passaporto solidale” con il quale coinvolgere familiari, vicini di casa e amici sulle tematiche affrontate, allo scopo di raccogliere una promessa di donazione per ogni attività sportiva effettuata tra le mura domestiche nella giornata indicata dalla scuola.Gli studenti, in collegamento live tra loro, diventeranno protagonisti di un vero e proprio flash mob di classe online: tanti più esercizi o esibizioni di ginnastica, yoga, zumba, psicomotricità faranno, tanto più riusciranno a moltiplicare le promesse di donazione fatte dai propri affetti, che diventeranno nell’occasione dei veri e propri sponsor nella lotta alla fame e alla malnutrizione infantile nel mondo.
Nei giorni successivi, i ragazzi potranno raccogliere le donazioni, traducendo lo sforzo di responsabilizzazione e fisico fatto a casa in un vero supporto alla quarantennale lotta contro la malnutrizione condotta da Azione contro la Fame. L’organizzazione, per far fronte all’emergenza-coronavirus, sta incrementando, in queste ore, il “peso specifico” delle attività WASH (Water, Sanitation, Hygiene) che, solo lo scorso anno, hanno riguardato quasi nove milioni di persone con programmi di acqua e igiene.

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EuroMes: come e perché

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

 

Nell’immaginario collettivo, gli Eurobond sono il bene assoluto. Finalmente la solidarietà, finalmente la messa in comune del debito, si dice. Siamo d’accordo sugli Eurobond, ma vorremmo rilevare che gli Eurobond significano debito, anche per l’Italia, e il debito va pagato, non può essere scaricato sugli altri Paesi.Sorge un retro pensiero da furbastro: se l’Italia non può pagare il debito, qualcun altro lo pagherà. Non è così.Facciamo un esempio, per chiarire: un gruppo di persone decide di andare a mangiare una pizza e, d’accordo, ognuno paga per sè. Il furbastro, invece, ordina l’antipasto, il primo, il secondo con contorno, il dolce, la frutta, il caffè e l’ammazzacaffè. A fine cena il furbastro chiede che il conto sia diviso equamente tra tutti. Lui ha cenato alla grande, gli altri hanno mangiato solo la pizza. Non può essere, ovviamente.Che significato ha questo esempio? Vediamo.
La emissione di titoli Eurobond, cioè debito, è subordinata al rispetto delle regole, e impone delle condizionalità per la gestione e la restituzione. A garanzia, gli Eurobond saranno gestiti da una “struttura europea” che imporrà e gestirà con regole comuni, il che significa che tutti i Paesi dell’Eurozona dovranno trasferire parte della propria sovranità alla “struttura europea”, cioè parti di bilancio e fiscalità.E’ il contrario di quello che vogliono i sovranisti che, però, sono favorevoli agli Eurobond. E’ il caso di far pace con il cervello.Passiamo al Mes che, nell’immaginario collettivo, è il male assoluto.Vediamo per punti.
1. Al Mes, cioè al fondo, partecipano i Paesi dell’Eurozona così come accade per gli Eurobond, con l’intento di soccorrere i Paesi in difficoltà finanziaria.
2. Il Mes è guidato da una “struttura europea”, così come per gli Eurobond.
3. Il Mes si finanzia con l’emissione di titoli, garantiti dai Paesi dell’Eurozona; si tratta di debito, analogamente agli Eurobond.
4. Al Mes partecipa l’Italia, con quota di capitale versata al fondo di 14 miliardi, ma può ricorrere a prestiti per 36 miliardi.
5. Non c’è obbligo di ricorrere al Mes, ma ha dell’inverosimile lasciare 14 miliardi sul fondo senza aprire una linea di credito.
6. Il Mes prevede condizionalità, come gli Eurobond.
7. Le condizionalità fissate per l’emergenza da Coronavirus, riguardano l’utilizzo per le spese sanitarie, dirette e indirette. In sostanza, si potranno usare, anche, per mettere in sicurezza i posti di lavoro.
8. I fondi dall’Eurobond sono di là da venire, quelli del Mes sono pronti.
9. Il paragone con la Grecia è una bufala. La Grecia falsificava i bilanci pubblici e aveva un debito insostenibile. Non è il caso dell’Italia.
Se a qualcuno dispiace la sigla Mes, possiamo cambiarla in EuroMes, così ci eliminiamo la contrapposizione buono e cattivo.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Serve vera solidarietà europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

“Oggi mi hanno chiesto di nuovo del MES, per me non è lo strumento giusto. Quindi NO MES. Alcuni lo stanno chiedendo, i Paesi sono diversi e con differenti esigenze. C’è chi lo vuole usare, chi è un paradiso fiscale e chi come noi non intende utilizzarlo per nessuna ragione.Voglio essere ancora più chiara e diretta. In Europa ci sono dei paradisi fiscali, anche se ogni tanto alcuni stati si dimenticano di far parte di questa “categoria”. Il tema che, quanto prima, dovremo affrontare a livello europeo è quello delle politiche fiscali attuate da ciascuno dei Paesi dell’Unione. È chiaro che differenti politiche fiscali, quando il mercato è unico, portano a delle “storture” che privilegiano alcuni Paesi e ne penalizzano altri. Stando ad alcuni studi, sarebbero circa 23 i miliardi di euro di profitti, realizzati nel nostro Paese, spostati in stati con una tassazione più favorevole. Il risultato è una perdita di gettito per il Fisco italiano di circa 7 miliardi di euro.
Un’Europa che giustamente denuncia la presenza di paradisi fiscali in giro per il mondo, non può permettere che questo meccanismo venga replicato all’interno dell’Unione concedendo, di fatto, vantaggi per alcuni Stati e svantaggi per altri.
Oggi abbiamo la moneta unica, ma non abbiamo una fiscalità unica. E non abbiamo fatto quasi nulla nell’ottica di un’equa redistribuzione delle risorse tra gli Stati più ricchi e quelli meno ricchi.Un tema, questo, mai come oggi, attualissimo, viste anche le resistenze da parte di alcuni Stati sull’emissione di bond europei, indispensabili per far fronte all’attuale emergenza.
Tutti i limiti che per anni, come MoVimento 5 Stelle abbiamo denunciato, si stanno palesando in questi momenti. Dopo la sospensione del Patto di Stabilità, adesso serve un nuovo colpo di reni nella direzione voluta dai padri fondatori dell’Unione, che avrebbero voluto veder realizzata una vera, genuina solidarietà europea”.Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, condividendo il link dell’intervista a Radio Anch’io su Radio1 Rai.

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Appello per la solidarietà europea

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Di 100 intellettuali, filosofi, economisti, giuristi, storici, politologi europeisti di diversi Paesi dell’UE: Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Portogallo.L’Unione Europea non è solo un mercato comune dotato di un’unica moneta. E’ soprattutto una comunità politica definita dalla condivisione di valori politici basilari: l’uguaglianza, la dignità della persona, la pace, la solidarietà, i diritti di libertà e i diritti sociali attribuiti a tutti i cittadini europei. Oggi, di fronte alla più grave emergenza della sua storia, questo miracolo di civiltà giuridica rischia di precipitare nella tragedia degli egoismi economici e dei conflitti politici. Sappiamo bene che la cecità nazionalistica può avere effetti più devastanti di una pandemia. L’esperienza del secolo passato ce lo ha insegnato. Per questo, noi popoli europei abbiamo pattuito che, “per lottare contro i grandi flagelli che si propagano oltre frontiera”, gli Stati membri della nostra Unione “coordinano tra loro, in collegamento con la Commissione, le rispettive politiche” e “agiscono congiuntamente in uno spirito di solidarietà” (Trattato sul funzionamento dell’Unione, artt. 168 e 222).L’Europa può ancora prendere in mano la gestione della crisi, la quale richiede una risposta omogenea e unitaria, e perciò comunitaria, onde evitare che misure inadeguate, frammentarie e intempestive mettano a repentaglio il futuro di milioni di persone e le stesse prospettive dell’Unione.L’Unione europea, superando il penoso conflitto tra opposti sovranisti, deve agire immediatamente a sostegno dei Paesi in cui più violento è stato l’impatto del virus e meno sostenibili sono le conseguenze sociali del blocco delle attività produttive. Il futuro dell’Unione è legato alla tempestività e all’efficacia di questa azione a beneficio della vita dei suoi cittadini. Il benessere e la pace di domani dipendono dalle decisioni di oggi.

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Sassoli: combattiamo l’emergenza con la solidarietà e la democrazia

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, dopo l’incontro con i leader dei gruppi politici.“Il nostro messaggio è chiaro: la democrazia continua a funzionare. Tutti gli organi del Parlamento sono al lavoro per affrontare l’emergenza del Covid-19. E tutti sono in grado di riunirsi, partecipare, dibattere, proporre e votare.Oggi abbiamo deciso di tenere una plenaria straordinaria dell’Europarlamento il 16 e 17 aprile, per votare i nuovi provvedimenti della Commissione per fronteggiare l’emergenza, per discutere e aggiornare la nostra posizione su come affrontare questa catastrofe. La democrazia continua a funzionare, anche con nuovi strumenti. E questo lo vogliamo sottolineare con forza.E a proposito di democrazia, mi è stato dato il mandato di inviare una lettera alla Commissione Europea, per chiedere come la Commissione intende muoversi di fronte alla legge approvata dal Parlamento ungherese e se questo non costituisca una grave violazione dell’Articolo 2 del Trattato, quello che parla dei nostri valori, fondati sulla democrazia e la libertà.L’Europa sta reagendo, mostra la potenza della sua azione e ancora molto verrà fatto soprattutto se parteciperete insieme a noi alla lotta per sconfiggere il virus.Come Parlamento abbiamo voluto dare un piccolo esempio: abbiamo dato in dotazione alle autorità di Bruxelles una nostra sede per la cura dei pazienti e una flotta di 100 autoveicoli. Siamo pronti a fare lo stesso per le sedi di Lussemburgo e Strasburgo se ne avranno bisogno.
Siamo l’Europa, la nostra forza si chiama solidarietà”.

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Coronavirus e misure urgenti di solidarietà alimentare, la parola ai Comuni

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

In aggiunta a al DPCM che ha stanziato ai comuni un anticipo del fondo di solidarietà comunale, 4,3 miliardi di euro, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione civile ha emanato l’ordinanza 658 del 29 marzo 2020 con la quale vengono stanziati ulteriori 400 milioni di euro come risorse da destinare a “misure urgenti di solidarieta’ alimentare”, ripartiti in base alla popolazione (per l’80%) e ai valori reddituali comunali (per il 20%).I Comuni utilizzano il contributo per il rilascio di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti in un elenco che dovranno pubblicare nel proprio sito istituzionale, o per acquistare e distribuire direttamente generi alimentari e prodotti di prima necessità.
Saranno gli uffici dei servizi sociali di ciascun comune ad individuare il contributo e la platea dei beneficiari tra i nuclei familiari piu’ esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessita’ piu’ urgenti ed essenziali. Viene data priorità a chi non sia già destinatario di altro sostegno pubblico (come il reddito di cittadinanza).Per l’acquisto e la distribuzione dei beni il comune si può avvalere di enti del terzo settore (volontariato, no-profit). Possono anche essere utilizzati fondi derivanti da donazioni.L’entità dei fondi assegnati a ciascun comune è specificata neglli allegati dell’ordinanza. Al Comune di Firenze sono andati 2 milioni di euro. La parola ai Comuni, quindi, diretti interlocutori dei cittadini. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Governo. Coronavirus, la memoria, la solidarietà e le opportunità

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

“In questo momento in cui i Paesi più facoltosi hanno voltato le spalle all’Italia, noi, che non siamo ricchi, ma neanche privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà”.Sono le parole del primo ministro albanese Edi Rama, nel comunicare che una equipe di medici e infermieri albanesi è in procinto di partire per l’Italia. Ringraziamo l’Albania.E’ la memoria che ha superato fatti tragici, come quello dello speronamento italiano di una nave albanese che provocò 81 morti, o dell’ostracismo nei confronti degli albanesi, classificati prevalentemente come criminali. Alla memoria, breve, ci ricorda quel che è successo negli ultimi anni nei confronti dei nuovi migranti.Ora, il nostro Paese è in emergenza sanitaria ed economica e che ha fatto finora l’Europa lo abbiamo già scritto e ci evitiamo di ripeterlo.Serve immettere liquidità nel sistema, suggerisce l’ex presidente della BCE, Mario Draghi.Vediamo gli strumenti a disposizione.
1. Banca Europea Investimenti (Bei). Ha emesso obbligazioni per 450 miliardi. Le decisioni per gli investimenti sono prese a maggioranza, che ora è detenuta da Germania, Francia e Italia.
2. Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei). Controllato dalla Bei, supporta l’accesso al reddito delle piccole e medie aziende europee.
3. Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (Feis). Moltiplica, con l’effetto leva, gli investimenti pubblici e privati, attraverso prestiti della Bei.
C’è, inoltre la BCE, che si è impegnata a comprare 220 miliardi di titoli di Stato italiani. Una cifra enorme che l’Italia può utilizzare per pagare le spese.
Si è parlato del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Il fondo emette prestiti per assicurare assistenza finanziaria ai Paesi in difficoltà. Ricordiamo, per memoria, che il Mes è stato approvato dal governo Conte1, con Di Maio e Salvini vicepremier, e dal Parlamento, in auge il governo Conte2, sostenuto da M5S e PD. Ora, il governo Conte2 e l’opposizione sono contrari all’utilizzo del Mes per le condizioni onerose previste da tale meccanismo.Si discute di Eurobond (definiti Coronabond in questo momento) che sono titoli di Stato emessi dai Paesi dell’Eurozona. In sintesi, è una emissione di debito congiunto, il cui onere di restituzione è a carico collettivo.La Germania, e altri Paesi del NordEuropa, osteggiano tale soluzione perché temono che se i governi nazionali saranno autorizzati ad emettere Eurobond, si aprirebbe il varco a spese “libere” che verrebbero successivamente addossate a tutti i Paesi partecipanti.E’ stata richiamata la solidarietà, ricordando quella dei Paesi che tagliarono i debiti di guerra alla Germania e sottolineando che l’Olanda (il paese più contrario) gode di privilegi fiscali e che, quindi, non è nelle condizioni di alzare il ditino ammonitore.Nei prossimi giorni si discuterà.Certo è che se i meccanismi di solidarietà non saranno attuati si darà un duro colpo alla Ue e al suo futuro.Riteniamo che la cancelliere Angela Merkel non vorrà concludere la sua carriera politica come la responsabile dell’affossamento dell’istituzione europea. Margini di manovra ci sono. Il ministro degli Esteri tedeschi, Heiko Maas, ha dichiarato: “Quello che conta è essere solidali, anche sul piano finanziario, aiutando dove c’è maggiore urgenza”. Il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, afferma che ci vuole più Europa.I prossimi giorni saranno determinanti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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