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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Posts Tagged ‘solidarietà’

Ue: tante parole ma poca solidarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 25 novembre 2018

Bruxelles. Da parecchio tempo, e non solo per le recenti defaticanti e destabilizzanti diatribe tra Roma e Bruxelles, rappresentanti ed economisti di molti paesi europei, in primis della Germania, manifestano grande attenzione nei confronti dell’economia italiana. Cosa legittima che, se fatta con spirito di collaborazione, potrebbe essere utile.
L’ultimo intervento viene dal noto settimanale tedesco Die Zeit che, pur manifestando preoccupazione per l’alto livello del suo debito pubblico, riconosce che il surplus della bilancia commerciale riflette un’evidente capacità competitiva dei settori industriali e tecnologici italiani, evitando così il fardello del debito estero. Ciò rende l’Italia molto differente dalla Grecia.
Per Die Zeit, quindi, le preoccupazioni dei mercati internazionali non verrebbero principalmente dalla politica fiscale e dal bilancio nazionale annunciato dal governo ma dalle motivazioni politiche che li sostengono. Di conseguenza, si teme una esasperazione dello scontro anziché perseguire la necessaria moderazione.
Per superare questo dilemma, il settimanale tedesco presenta una proposta dell’Hans Boeckler Stiftung, un istituto sindacale di studi macroeconomici e congiunturali di Dusseldorf. Si sostiene che i ministri delle finanze dell’Unione europea potrebbero autorizzare la Bce ad acquistare titoli di stato dei paesi con lo spread più alto. Ciò dovrebbe essere subordinato, però, a una bilancia commerciale in attivo. Solo l’annuncio di tale intenzione eviterebbe l’applicazione di alti tassi d’interesse che stanno mettendo a repentaglio l’unione monetaria. L’indebitamento dell’Italia sarebbe così sottratto alle pressioni dei mercati finanziari. Per via del suo surplus commerciale, esso sarebbe sopportato in gran parte dagli italiani. Die Zeit ammette che è un passo che richiede coraggio politico ed economico da parte dell’Europa.
Riteniamo che, rispetto all’attuale profonda divisione all’interno dell’Unione, tale scelta potrebbe essere un’iniziativa unificante.
Altrimenti di tanto in tanto rifà capolino la proposta di risanare i nostri conti pubblici con una tassa del 15% sul patrimonio finanziario dei cittadini italiani. In tal modo si porterebbe il debito pubblico sotto la soglia del 100% del pil. Tale idea, si ricorderà, fu proposta per la prima volta dal management della Kommerzbank, la seconda banca tedesca. E’ la stessa banca, in verità, che nel 2008 fu salvata dalla bancarotta con i soldi pubblici. Sarebbe naturalmente una misura iniqua che colpirebbe anzitutto il risparmio.
Come si può vedere, le varie proposte sono figlie di contrapporti approcci e di differenti analisi economiche. Mettono, però, in risalto il vero problema dell’Europa: la mancanza di solidarietà. Per solidarietà non s’intende far pagare agli altri le debolezze e gli errori di alcuni, ma affrontare con giustizia e intelligenza le difficoltà, che da un singolo paese possono propagarsi agli altri.
Per esempio, il quantitative easing, il meccanismo di acquisto di titoli di stato da parte della Bce, non è stato e non è fatto con l’intenzione di aiutare i paesi più in difficoltà. Esso si applica in proporzione al pil di ciascun paese, per cui la Bce acquista, proporzionalmente, più Bund tedeschi di tutti gli altri titoli. Ciò va indubbiamente a beneficio della Germania, la cui economia è già la più forte, e aiuta meno chi ne avrebbe più bisogno. Anche la politica dei tassi bassi ha giovato a chi ha già un interesse basso, e meno a chi deve colmare lo spread pagando di più.
Non si tratta di colpevolizzare chi sa far funzionare meglio la sua economia e la sua burocrazia. Certo è che se si vuole equilibrare l’intera economia europea, un’attenzione particolare dovrebbe essere posta alle realtà più deboli. Altrimenti è inevitabile che i forti diventino più forti e i deboli sempre più deboli.
E che dire di un euro, che complessivamente è, quindi, meno forte nei confronti del dollaro e perciò favorisce anche le esportazioni dei paesi più competitivi? E del conseguente enorme surplus commerciale, per esempio della Germania, che così aumenta, anche senza volerlo, gli squilibri economici interni all’Unione europea?
D’altra parte il ruolo della locomotiva non è quello di marciare da sola, ma quello di trascinare il resto del treno. Perdere questa prospettiva, e con essa la pacatezza di fare valutazioni giuste e di prendere decisioni lungimiranti, rischia di danneggiare l’intero sistema, comprese le economie più forti.
Troppo spesso si dimentica che per tutti i paesi europei, e quindi anche per la Germania, il mercato principale non è quello cinese o americano, ma è quello europeo. Perciò se si lasciano indietro i paesi più deboli, a un certo punto sarà l’intero sistema e l’intero mercato europeo a farne le spese.
In questo quadro, i recenti dati forniti dai vari organismi europei e internazionali, che evidenziano un generale e significativo abbassamento delle aspettative di crescita di tutti i paesi dell’Unione, rafforzano l’esigenza di rivedere profondamente le politiche economiche dell’Unione. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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“Raggi all’angolo inveisce su libertà stampa, solidarietà a Repubblica”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 novembre 2018

“Incapace di governare e di ammettere le proprie responsabilità, la Sindaca di Roma preferisce far finta che la manifestazione di sabato sia stata orchestrata dall’opposizione anziché da liberi cittadini stanchi di una città allo sbando. In pratica, anziché fare un necessario ‘mea culpa’, la Raggi attacca la libertà di stampa prendendosela con il quotidiano la Repubblica, dando così un ennesimo segnale di miopia. È attaccata su più fronti, con un processo pendente e il fallimento amministrativo che ormai è sotto gli occhi di tutti, nonostante ciò la Sindaca circoscrive l’evento di sabato a una protesta politica e la butta in ‘caciara’ contro i soliti nemici giornalisti accaniti. Vecchia storia, Virginia, ormai – a parte qualche tuo amichetto su facebook – nessuno ti crede più”. Lo dichiara in una nota il gruppo capitolino del Pd. (n.r. Le opposizioni, riguardo l’amministrazione della Raggi a Roma, non hanno tutti i torti di là degli spunti polemici che non possiamo del tutto condividere. Noi che ci mettiamo dalla parte di chi vede la situazione solo da cronisti avevamo colto l’inversione di tendenza, già dopo alcuni mesi dalle elezioni, dei romani che plebiscitariamente l’avevano votata. E abbiamo anche intuito la ragione che si è validata nel tempo. Siamo anche convinti che i suoi supporter pentastellati da Grillo in testa si erano da subito resi conto dell’errore ma non hanno avuto il coraggio di dimissionare la sindaca nel timore di perdere il consenso elettorale con una nuova chiamata al voto. Ci siamo anche chiesti cosa possa aver provocato questa inversione di tendenza e la risposta riteniamo di averla trovata nella perdita di contatto con il popolo romano che vuole sentire il sindaco come una sua creatura e partecipare anche alle sue defaillances se confessate, se spiegate, se emendate. E dire che ai romani basta poco per conquistarli. Non ha saputo scendere in piazza, mescolarsi tra la gente, parlare se non dietro il paravento degli incontri istituzionali e delle conferenze stampa per dare della sua amministrazione un’immagine non sempre corrispondente alla realtà e non è necessario essere smaliziati per capire che stava ciurlando nel manico.)

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La politica che non ha età ma si misura sull’età

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

Editoriale fidest. In questi giorni si sta accentuando il discorso sui giovani che vogliono entrare in politica e assumere da subito posizioni apicali, nell’organigramma partitico, e sugli “anziani” che sono prodighi di consigli e di aperture al dialogo ma tendono ad allungare i tempi d’attesa. A questo punto la società non sembra solo divisa tra ricchi e poveri e donne e uomini ma anche per età anagrafica, colore della pelle, fede religiosa, campanile e quanto altro. Praticamente su tutto. Ma l’aspetto che va più evidenziato è proprio quello tra giovani e anziani. Le logiche consumistiche della nostra società capitalista sembrano marciare proprio su questo divario e ad accentuarne la conflittualità. Il tutto dipende dalla tensione che si esercita nei riguardi di chi finalizza la sua ragion d’essere nella possibilità di acquisire benessere e ricchezza e conviene che può farlo solo se la sottrae agli altri in quanto la torta è quella che è e non basta per tutti. Gli anziani a questo punto rappresentano quel di più che si vorrebbe escludere prefigurando la prima grossa contraddizione tra i ritrovati della scienza che prevedono l’allungamento della vita, oltre i cento anni, e chi considera l’ultra sessantenne un costo eccessivo per la comunità in quanto esce dal mondo del lavoro, non produce ma richiede risorse assistenziali e previdenziali che gli accorti mestatori lasciano intravedere come un modo per rendere ai giovani la vita più difficile. Il rischio più evidente è che queste idee possono, alla fine, condurci a soluzioni radicali come l’eutanasia, l’emarginazione, l’esclusione sociale, l’isolamento e la povertà estrema per tutti coloro che si pongono nell’immaginario giovanile come un costo per la società e in primo luogo gli anziani, gli invalidi, i diversamente abili. Questo modo di vedere trasforma la nostra società in homo homini lupus. Il più forte, il più dotato, il figlio di una razza eletta, l’adepta di una certa religione in luogo di un’altra, l’appartenenza a una etnia che riesce a predominare sulle altre, le fortune finanziarie di una casta rappresenteranno la forza vincente sulla maggioranza degli anonimi che vanno sfruttati e per quel che rimane gettati nell’immondezzaio. Segni premonitori li avvertiamo un po’ ovunque e per quanto riguarda gli anziani sono più evidenti poichè il problema è alquanto recente. Da circa 30 anni, infatti, la speranza di vita continua ad allungarsi dopo che per decenni era rimasta stazionaria. Dobbiamo, a questo punto, prima che si raggiunga il punto di non ritorno, ingegnarci a trovare un nuovo rapporto generazionale e una cultura della solidarietà diversa dagli attuali parametri. Il primo aspetto, a mio avviso, sarebbe quello di una rimodulazione dell’attività lavorativa assegnandola secondo l’impegno che si richiede. Prendo ad esempio il giocatore di calcio professionista. A 35 anni gli toccherà appendere gli scarpini al chiodo ma non per questo possiamo definirlo un “pensionato”. Si cercherà un altro lavoro. Se generalizziamo questo aspetto dobbiamo pensare che vi sono lavori più congeniali per i giovani e meno per gli altri e lo stesso discorso vale per gli ultrasessantenni. D’altra parte non si può pensare che a 65 anni, se si resta in buona salute, e non sono pochi coloro che possono essere inquadrati in questa casistica, il loro destino è quello di scaldare le panchine dei giardini pubblici. Occorre, a costoro, offrire altre opportunità lavorative, altri interessi, altri modi di rendersi utili nella società. La politica, a questo punto, deve saperne trarre le conseguenze nel rapporto giovani-anziani facendo emergere non un primato anagrafico ma un primato della partecipazione corale, di una evoluzione della società verso i reali obbiettivi che deve perseguire, indistintamente, e che si possono chiamare con un solo nome: solidarietà verso tutti nessuno escluso e ciò significa essere meno ricchi e più disponibili, meno egoisti e più aperti ai bisogni e alle attese di coloro che sono meno fortunati di noi. Su questi temi, e non su quelli surrettizi, che possiamo parlarne per costruire una società che non si misura su logiche di possesso ma sul senso che intendiamo dare alla nostra vita e il messaggio che intendiamo lasciare ai posteri che è un segnale di amicizia e di amore per il nostro prossimo e tutto sommato anche nei nostri confronti. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Parte ufficialmente il Corpo Europeo di Solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

E’ il nuovo programma promosso dalla Commissione Europea. Si realizza infatti l’importante passo della pubblicazione ufficiale, da parte degli uffici di Bruxelles, il primo invito a presentare proposte progettuali nell’ambito del nuovo programma UE. Si tratta di una iniziativa che offre alle nuove generazioni importanti e concrete occasioni per crescere, formarsi e sviluppare sia esperienze associative e impegno civile, sia di contatto e avvio con il mondo del lavoro su scala europea.Via libera quindi a 44 milioni di € dal bilancio dell’Unione, risorse destinate a giovani, associazioni, enti, amministrazioni locali (la cifra complessiva per il biennio 2019/2020 solo per questo nuovo programma è di oltre 300 milioni di euro); per progetti aperti a tutti i giovani d’Europa. Si stima che su scala continentale a beneficiare di questa iniziativa saranno circa 100 mila under 30 entro il 2020.Il nuovo programma racchiude diverse occasioni per i giovani, attraverso progetti di volontariato, di solidarietà, di tirocinio e di lavoro fornendo strumenti e possibilità per tutti i giovani, partendo dai valori fondanti del Continente come la solidarietà, il volontariato, l’impegno civico e aprendo una importante finestra sul mondo del lavoro.”Per l’Agenzia italiana, con l’assegnazione di questo programma, un altro importante risultato. La comunicazione della Commissione e l’indicazione della data entro cui presentare progetti è una importantissima notizia per la platea giovanile italiana che ha già dimostrato grande interesse per l’iniziativa. Un momento concreto nell’ambito delle politiche pubbliche rivolte ai giovani, una nuova sfida per l’Agenzia Nazionale per i Giovani chiamata a gestire in Italia anche il nuovo programma – dichiara Giacomo D’Arrigo direttore generale dell’ente – Forti della nostra esperienza nel settore, maturata grazie ad Erasmus+, ci impegneremo al massimo per fare in modo che il maggior numero di giovani possa accedere alle opportunità del Corpo Europeo di Solidarietà. Sono felice di toccare con mano la grande attenzione dimostrata dai giovani, enti e associazioni Italiane verso questa nuova iniziativa – prosegue D’Arrigo – Ancora una volta l’Europa concreta, dei fatti, della solidarietà, del volontariato, della coesione e della partecipazione passa dalle nuove generazioni. Per questo, ancora di più scommettiamo sui giovani italiani che sapranno utilizzare al meglio questo nuovo strumento. L’Agenzia Italiana, nello specifico – conclude D’Arrigo – è particolarmente orgogliosa di questo risultato considerando che proprio un anno fa, a Norcia alla presenza del Commissario Europeo Tibor Navracsics, si è dato il via a tre progetti pilota su scala europea che hanno visto per la prima volta la partecipazione di giovani del Corpo Europeo di Solidarietà, iniziative che ancora oggi coinvolgono complessivamente oltre 200 giovani in attività di supporto alle popolazioni terremotate del centro Italia. L’avvio del nuovo programma, si realizza anche grazie al protagonismo dell’Italia in Europa”.

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Diciotti, Cirielli: “Solidarietà a Salvini ma presto Decreto sicurezza adeguato a emergenza”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 agosto 2018

“Oggi mi sento di esprimere piena e incondizionata solidarietà al ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nonostante in questi mesi siamo stati critici per una politica basata molto su annunuci e poco su azioni concrete”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e responsabile Giustizia di Fdi, commentando il caso della nave Diciotti e il rifiuto da parte dei Paesi dell’Ue di accogliere i migranti fermi a Catania. “Le sguaiate e incredibili polemiche delle sinistre, oltre che una dubbia azione della magistratura sul caso della nave Diciotti, mi spingono a solidarizzare con il ministro Salvini” – spiega Cirielli. “Il ministro certamente nel suo dire e fare interpreta il pensiero dell’80 % degli italiani ma soprattutto comportamenti di buon senso” – puntualizza il Questore della Camera. “Il vero tema da affrontare non riguarda solo i 5 miliardi che l’Italia spende per mantenere il 99 per cento di clandestini abusivi ma il fatto che molti di questi ogni giorno commettono oltre 700 reati. Lo stupro di Jesolo è solo l’ultimo tra i gravi fatti che accadono per colpa delle politiche buoniste della sinistra”- osserva Cirielli“Ora oltre forte alla solidarietà, dal ministro Salvini ci attendiamo fatti concreti. Soprattutto un decreto sicurezza coerente con le aspettative degli italiani e con quanto annunciato in questi mesi. Se Salvini sarà conseguente non solo siamo pronti a votare la sua eventuale proposta ma anche a fargli meritati applausi” – conclude il parlamentare di Fdi.

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Bari, Riccardi (Sant’Egidio): «Una svolta per le Chiese, unite sulla via della pace e della solidarietà»

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

«Bari rappresenta una svolta nella storia dell’ecumenismo», afferma Andrea Riccardi commentando l’incontro tra papa Francesco e i capi delle Chiese del Medio Oriente, che si è da poco concluso. «Non più solo incontri bilaterali o dialoghi teologici – continua il fondatore della Comunità di Sant’Egidio – ma quasi un “sinodo” tra il papa e i capi delle Chiese del Medio Oriente di fronte a un’emergenza terribile, quella della guerra in tanti suoi aspetti, e al crollo della presenza dei cristiani nella regione. Questa esperienza inaugura una nuova via che i cristiani possono percorrere in Medio Oriente e in altre regioni del mondo: un ecumenismo solidale e sinodale. Il dramma della guerra e della miseria spinge i cristiani a essere più uniti. Papa Francesco l’ha detto con chiarezza, ponendosi in mezzo e non sopra gli altri. Il patriarca di Costantinopoli Athenagoras diceva: “Popoli fratelli, Chiese sorelle”. L’amicizia tra i popoli spinge le Chiese a un lavoro più intenso per la pace. A Bari c’è stata una preghiera per la pace, ma anche un grido di pace da parte dei cristiani. Papa Francesco ha messo a frutto le relazioni con i capi delle Chiese: il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, il patriarca copto Tawadoros, il patriarca di Mosca Kirill, il patriarca siriaco Efrem».
«Da questa rete di rapporti personali – conclude Riccardi – è scaturito un evento davvero originale e significativo, avvenuto proprio nel giorno in cui si ricorda la morte di un padre dell’ecumenismo, il patriarca Athenagoras, che fu interlocutore di Paolo VI a Costantinopoli nel 1964».

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Europa, Sant’Egidio: offrire al mondo un modello di pace, diritti e solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 maggio 2018

In occasione della Giornata dell’Europa, che viene celebrata oggi in tutta l’Unione, la Comunità di Sant’Egidio invita a guardare al futuro del continente e alla sua crescita democratica, sociale ed economica, senza essere condizionati dalle paure che l’attraversano, a tratti, in questo momento storico. Come Comunità nata a Roma, ma presente oggi in tutti i continenti, abbiamo sperimentato quanto l’Europa può offrire al mondo grazie a ciò ha costruito nella sua storia, anche recente: la scelta per la pace, che ha intrapreso con convinzione a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, la solidarietà e l’integrazione, che affondano nella sua cultura, e la difesa dei diritti che permettono ad ogni suo residente garanzie di libertà e di rispetto reciproco.In questo quadro, per affrontare adeguatamente il complesso fenomeno dell’immigrazione, sarebbe opportuno prevedere vie legali per il reinsediamento, forme di sponsorship e quote di ingresso per motivi di lavoro insieme all’allargamento dell’esperienza positiva di accoglienza e integrazione già avviata da Italia, Francia e Belgio con i Corridoi Umanitari.Sono elementi che ci invitano, malgrado le tante difficoltà, a guardare all’Europa non come un problema ma come un’occasione, a patto che liberi le sue energie per costruire il futuro e non ceda a egoismi localisti che la farebbero tornare al passato.

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“Solidarity in Europe”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Firenze 10 maggio 2018. La conferenza si svolgerà presso la Badia Fiesolana, l’edificio principale dell’Istituto Universitario Europeo. Gli oratori discuteranno di come l’importante principio di solidarietà influenzi aree politiche specifiche. Gli interventi si svolgeranno in varie sessioni parallele, ciascuna presieduta da un membro dell’Istituto con competenze scientifiche e pertinenti. L’11 maggio 2018 i partecipanti si riuniranno negli storici ambienti di Palazzo Vecchio, sede del consiglio comunale di Firenze. Rappresentanti dell’UE e delle istituzioni nazionali contribuiranno con le loro opinioni sul tema della conferenza. Sabato 12 maggio, l’Istituto Universitario Europeo e gli Archivi Storici dell’Unione Europea accoglieranno un pubblico più ampio in occasione della giornata delle “Porte Aperte” dedicata alla musica, all’arte e alla cultura presso Villa Salviati. The State of the Union rappresenta un forum unico nel suo genere, dove politici di alto livello s’incontrano con gli studiosi di fama internazionale dell’Istituto Universitario Europeo, stimolando il dibattito e la riflessione su questioni attuali e future dell’Europa.
In rappresentanza delle istituzioni dell’UE quest’anno l’intervento di Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo e Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea, affiancati dall’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Sicurezza, Federica Mogherini, che interverrà sul tema della politica di difesa e sicurezza dell’UE; Maroš Šefčovič, Vicepresidente della Commissione Europea per l’Unione dell’Energia, che parlerà di politica energetica dell’UE. Corina Crețu, Commissario Europeo per le politiche regionali e Karl-Heinz Lambertz, Presidente del Comitato delle Regioni, prenderanno parte alla sessione sul tema della solidarietà e il budget dell’UE; Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea, terrà un discorso nel pomeriggio della la seconda giornata a Palazzo Vecchio. Cinque membri del Parlamento Europeo parteciperanno a diverse sessioni che tratteranno il ruolo degli investimenti sociali, l’integrazione dei richiedenti asilo, le attitudini nei confronti dell’immigrazione, i cambiamenti climatici ed i mercati emergenti dell’energia.

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Solidarietà ai giornalisti dell’agenzia di stampa Askanews

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2018

“Esprimo a nome del gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati e mio personale la totale solidarietà ai giornalisti dell’agenzia di stampa Askanews confidando in una soluzione positiva che scongiuri la cassa integrazione stellare proposta dall’editore Luigi Abete. Ci impegneremo nei prossimi giorni in un’attività di sensibilizzazione sul ruolo centrale delle agenzie di stampa, un patrimonio da tutelare nel rispetto dell’articolo 21 della Costituzione e del pluralismo dell’informazione, così come ha ricordato la presidente del partito stamattina Giorgia Meloni a proposito della crisi di Askanews”. E’ quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli al termine dell’incontro con il comitato di redazione dell’agenzia stampa Askanews rappresentato da Daniela Mogavero e Roberto Vozzi. (n.r.: La Fidest si associa alla lotta dei colleghi dichiarando la propria disponibilità a rilanciare i comunicati che saranno emessi riguardo l’evoluzione dei rapporti  con l’editore)

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Natale di Solidarietà

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 dicembre 2017

Camilla di BorboneCarolina e Camilla e Carlo di BorboneMonaco lunedì 19 dicembre, in collaborazione con la Delegazione monegasca del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Sua Altezza Reale, Principessa Camilla di Borbone delle Due Sicilie, Duchessa di Castro si unirà, in qualità di Ambasciatrice della Fondazione “Les Anges Gardiens de Monaco”, ai volontari dell’associazione per aiutare, come avviene nel corso dell’anno. Proseguono così gli impegni di un Natale all’insegna della solidarietà e del sostegno per i meno fortunati. Ogni lunedì, centinaia di persone (giovani, famiglie e anziani) che vivono per le strade di Nizza, potranno usufruire della distribuzione di ogni genere di necessità, pasti caldi, biscotti, latte, prodotti per l’igiene, fazzoletti, sedie a rotelle e coperte.In questa occasione, grazie al fornitore ufficiale della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, Stratta 1836, antica pasticceria italiana, verranno donati i panettoni artigianali per le prossime Festività natalizie.La principessa, unitamente al Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie e alle figlie, Maria Carolina, Duchessa di Calabria e di Palermo e Maria Chiara, Duchessa di Noto, non sono voluti mancare ad un altro evento benefico che si è svolto un paio di giorni fa: “Les Enfants de Frankie, sotto l’Alto Patrocinio di S.A.S. il Principe Albert II di Monaco, che ogni anno, grazie all’impegno della Presidente e Fondatrice, Madame Francien Giraudi, promuove un’importate raccolta fondi destinata al supporto dei ragazzi con gravi disabilità e di tutte le famiglie che necessitano di aiuti medici, sociali e umanitari. (foto: Camilla di Borbone)

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Commissione europea: Solidarietà all’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

european commissionLa Commissione segue da vicino il terremoto che ha colpito l’isola d’Ischia, al largo di Napoli, e ha annunciato di essere a disposizione delle autorità italiane per fornire qualsiasi tipo di assistenza immediata necessaria. Il sisma è avvenuto appena prima del 24 agosto, data in cui l’anno scorso il centro Italia è stato colpito da un terremoto costato la vita a circa 300 persone in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e seguito da altre scosse nell’ottobre 2016 e nel gennaio 2017.
La data del 24 agosto 2016 è ancora una ferita aperta per molte delle persone duramente colpite. Gli italiani non hanno dimenticato, e l’Europa non ha dimenticato gli italiani: è ormai un anno che fornisce assistenza alle popolazioni terremotate. Appena dopo la catastrofe la Commissione europea ha sostenuto le autorità della protezione civile italiane fornendo carte del sistema satellitare europeo Copernicus tramite il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze. Il Presidente Juncker aveva espresso allora la propria ammirazione per la forza e la tenacia del popolo italiano e aveva dichiarato che la basilica di San Benedetto di Norcia, distrutta dal terremoto, sarebbe stata restaurata con l’aiuto dei fondi europei, in segno di solidarietà e amicizia inviolabile con l’Italia. A dicembre la Commissione ha versato un primo contributo finanziario di 30 milioni di euro a titolo del Fondo di solidarietà dell’UE e nel giugno 2017 ha proposto di mobilitare il Fondo per un importo di 1,2 miliardi di euro, il maggiore sostegno mai concesso a titolo di tale fondo. Ha inoltre proposto un nuovo meccanismo di sostegno in seguito a catastrofi naturali, al fine di finanziare le opere di ricostruzione al 95% con i fondi europei. Tale meccanismo, ormai in vigore da luglio 2017, è disponibile per tutti gli Stati membri colpiti da calamità.

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Il dovere della solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

terremoto ecuadorLe calamità naturali che ogni anno, con intensità e gravità variabile non si fanno attendere in ogni parte del mondo e la loro vastità che può interessare un intero continente con un coinvolgimento delle popolazioni locali e non solo, ci deve far riflettere.  Sono, in qualche misura, delle tragedie annunciate se pensiamo ai danni climatici che provochiamo con il nostro intensivo sviluppo industriale e la ricerca spasmodica di fonti energetiche e il loro frenetico sfruttamento. Gli esperti erano consapevoli di tale rischio anche se, ovviamente, non potevano presagire il giorno e l’ora precisa dell’evento catastrofico così come vi è altrettanta consapevolezza in altre parti del mondo compresa l’area vesuviana in Italia. Ciò non di meno nessuna autorità locale, nazionale ed internazionale ha fatto qualcosa per cautelarsi attraverso un’attenta prevenzione. Sarebbero state probabilmente, considerate spese inutili. Ora sotto i nostri occhi, grazie ai media che ci portano fin dentro casa le immagini più catastrofiche, abbiamo la cognizione della nostra precarietà esistenziale dettata non solo dagli eventi naturali ma dalla nostra indifferenza, se non proprio a prevederli, per lo meno a tenere alta la guardia. E’ facile oggi parlare di solidarietà, di donare un “obolo” per alleviare le sofferenze altrui, per ricostruire quelle aree così terribilmente provate. Ma non ci sembra altrettanto facile pensare ad una ricostruzione che sappia al tempo stesso dare qualcosa di più a quelle popolazioni che non avevano, come un solido tetto dove ripararsi e più concreti sistemi di difesa civile. Non dobbiamo considerare quelle aree come delle semplice “oasi di piacere” ma come luoghi dove la solidarietà si deve esprimere a 360 gradi per tutti i giorni dell’anno. Ma forse sbagliamo a chiamarla “solidarietà” perché si tratta di giustizia e di dignità e rispetto per il genere umano che abbiamo perso con il tempo distratti dalle logiche consumistiche e del profitto che non sembra avere una patria, una civiltà e un decoro che ci permetta di avere quella considerazione dovuta per i nostri simili. (Riccardo Alfonso)

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Il sostegno del reddito dei lavoratori fra iniziativa pubblica e privata. I fondi di solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

università europea romaRoma giovedì 25 maggio 2017, alle 14,00, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) si parlerà nel corso del convegno de “Il sostegno del reddito dei lavoratori fra iniziativa pubblica e privata. I fondi di solidarietà”. L’incontro sarà aperto da un saluto del Rettore Padre Pedro Barrajón LC.
Interverranno studiosi della materia quali il Prof. Pasquale Sandulli , Università Europea di Roma (“Il concorso del pubblico e del privato nel sostegno del reddito”), il Prof. Giuseppe Sigillò Massara , Link Campus University (“L’assetto delle prestazioni dei Fondi”), il Prof. Felice Testa, Università Europea di Roma, Presidente Fondo di Solidarietà del Credito Cooperativo (“Il sistema dei Fondi di Solidarietà e la soluzione bilaterale delle crisi d’impresa”), il Prof. Roberto Pessi , LUISS (“Mercato del lavoro, crisi economica, solidarietà di categoria”).Seguiranno alcuni interventi su esperienze a confronto: Manuela Gaetani, Ministero del Lavoro, Direzione Gen. Ammortizzatori Sociali, Luca Sabatini, INPS, Direzione Gen. Pensioni, Giancarlo Durante, Presidente Fondo di Solidarietà del Credito, Condirettore Centrale ABI e Paolo Ravagli, Responsabile settore previdenziale Confartigianato.In occasione del convegno il Prof. Luigi Fiorillo ed il Prof. Adalberto Perulli presenteranno il volume “Ammortizzatori sociali e politiche attive per il lavoro” a cura di Roberto Pessi e Giuseppe Sigillò Massara (Ed. Giappichelli), inserito nella Collana Il Nuovo Diritto del Lavoro curata da Luigi Fiorillo e Adalberto Perulli.

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No a uso di fondi Erasmus+ per il Corpo Europeo di Solidarietà

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

erasmusBruxelles. Secondo una risoluzione approvata giovedì, la nuova iniziativa del Corpo Europeo di Solidarietà (CES), che mira a creare 100 mila opportunità di volontariato e di lavoro per i giovani, necessita di fondi e legislazione adeguati. I deputati sostengono infatti che il suo finanziamento non deve avvenire a spese di Erasmus+ o di altri programmi UE.
“Il Corpo Europeo di Solidarietà ha bisogno di nuovi fondi; (…) Il suo finanziamento non dovrebbe avvenire a spese dei programmi esistenti”, ha dichiarato il Presidente della commissione Cultura e istruzione, Petra Kammerevert (S&D, DE), nel corso del dibattito di lunedì a Strasburgo con il commissario Tibor Navracsics. “Dobbiamo inoltre far sì che gli impieghi regolari non siano sostituiti da quelli a basso costo”, ha aggiunto. I deputati hanno poi esortato la Commissione europea a tener conto del grande interesse suscitato dall’annuncio del CES. Più di 20 mila giovani si sono registrati in occasione del lancio del nuovo sito web a dicembre 2016. Il numero di volontariati o offerte di lavoro rese disponibili attraverso l’iniziativa del CES dovrebbe rispettare l’interesse mostrato per evitare frustrazione tra i giovani che fanno domanda.I deputati hanno infine chiesto alla Commissione di spiegare come possa l’iniziativa del CES rafforzare, piuttosto che duplicare, i programmi di volontariato di successo già esistenti e in che maniera verranno riconosciute le competenze formali e informali acquisite attraverso tali programmi. La Commissione dovrebbe presentare una proposta legislativa a maggio, a seguito della comunicazione sul Corpo Europeo di Solidarietà presentata nel dicembre 2016.

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Corpo europeo di solidarietà: giovani e organizzazioni si incontrano

Posted by fidest press agency su domenica, 12 marzo 2017

bruxelles-1Bruxelles. A tre mesi dall’istituzione del corpo europeo di solidarietà e dall’apertura delle registrazioni per i giovani europei interessati, le organizzazioni accreditate che offrono un collocamento nell’ambito di progetti di solidarietà possono ora usare la banca dati per trovare potenziali dipendenti, tirocinanti o volontari per le loro attività.
Diverse centinaia di posti saranno già disponibili questa primavera e altre migliaia se ne aggiungeranno nei mesi seguenti.
Tibor Navracsics, Commissario per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha dichiarato: “Il corpo europeo di solidarietà compie oggi un enorme passo avanti verso il raggiungimento di risultati concreti. Con l’apertura della nostra banca dati alle organizzazioni e alle amministrazioni pubbliche possono cominciare gli abbinamenti e presto i primi giovani europei potranno iniziare le loro attività. Constato con orgoglio che molti giovani hanno già aderito al corpo europeo di solidarietà e sono pronti a fare la differenza. Invito le organizzazioni a seguirne l’esempio e a offrire quanti più posti possibile.”
Marianne Thyssen, Commissaria per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: “Oggi aggiungiamo un altro tassello fondamentale ai corpi europei di solidarietà. Con l’apertura del sistema online di abbinamento alle organizzazioni e ai partner che offrono un collocamento nell’ambito dei corpi europei di solidarietà, i partecipanti possono iniziare a dare un contributo concreto, acquisendo nel contempo competenze di grande valore per la loro futura vita privata e professionale.”
Possono offrire un collocamento nell’ambito del corpo europeo di solidarietà varie organizzazioni, ad esempio organizzazioni non governative, organizzazioni della società civile, enti locali, regionali e nazionali o imprese sociali. In questa prima fase le organizzazioni interessate a partecipare al corpo europeo di solidarietà possono richiedere finanziamenti mediante i programmi di finanziamento dell’UE già esistenti. Attualmente sono otto i programmi che sostengono il corpo europeo di solidarietà. Ulteriori informazioni sono disponibili nella scheda informativa.
Per partecipare ciascuna organizzazione dovrà sottoscrivere il mandato e i principi del corpo europeo di solidarietà e aderire alla carta del corpo europeo di solidarietà, che stabilisce i diritti e le responsabilità durante tutte le fasi dell’esperienza di solidarietà. Le organizzazioni che sono già accreditate presso un programma di finanziamento hanno automaticamente accesso al sistema online.
Il sistema online del corpo europeo di solidarietà consente l’abbinamento diretto tra le organizzazioni e i giovani interessati a partecipare a un progetto di solidarietà. Al momento della registrazione i giovani possono indicare, oltre ai dati personali, anche le loro competenze, esperienze, disponibilità, preferenze e motivazioni e possono caricare il loro CV.
Il corpo europeo di solidarietà è stato istituito dalla Commissione il 7 dicembre 2016. L’iniziativa offre ai giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni nuove opportunità di partecipare a un’ampia gamma di attività solidali che affrontano situazioni di difficoltà in tutta Europa. Ciò darà loro la possibilità di acquisire un’esperienza preziosa e competenze importanti all’inizio della loro vita lavorativa, e consentirà inoltre di promuovere e rafforzare il valore della solidarietà, che è uno dei valori fondamentali dell’Unione europea. A partire dalla sua istituzione, circa 24 000 giovani europei si sono registrati al corpo europeo di solidarietà; l’obiettivo è raggiungere i 100 000 partecipanti entro la fine del 2020.
Nella sua comunicazione sul corpo europeo di solidarietà la Commissione ha adottato un approccio graduale, basandosi in una prima fase sui programmi e sugli strumenti già esistenti ed elaborando nel contempo una proposta per uno strumento giuridico autonomo per la prima metà del 2017. Al fine di preparare la proposta legislativa, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica, integrata da consultazioni mirate con le principali parti interessate. Il 12 aprile 2017 si terrà un forum delle parti interessate per discutere gli elementi essenziali del corpo europeo di solidarietà per il futuro.

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“Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

poveroEsiste ma non si vede. La sperimentazione annunciata con un decreto datato 15 dicembre 2016 dovrebbe sostenere chi si trova in situazioni di difficoltà economica a causa di inadempienza da parte del coniuge che non ha versato l’assegno di mantenimento.
L’istanza di accesso al fondo sarebbe stata disponibile dal 30° giorno dalla pubblicazione del decreto, cioè dal 14 febbraio 2017.A partire da questa data sarebbe dovuto essere online, sul sito del Ministero della Giustizia, il form da compilare per usufruire di tale aiuto, ma tale modulo non risulta rintracciabile in nessun modo oppure è talmente nascosto e oscuro da perdere qualsiasi utilità.Da quanto annunciato sarebbe stata costruita un’area dedicata, denominata “Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno”, sul sito internet del Ministero (www.giustizia.it).
Peccato che, alla scadenza dei termini annunciati, di quest’area dedicata nemmeno l’ombra. Una sperimentazione che, a quanto pare, parte decisamente in maniera sbagliata e con aspetti troppo poco chiari. Tralasciando i soliti intoppi all’italiana, quello che più di tutto ci preme sottolineare è che questo decreto, ancora una volta, sembra tralasciare del tutto un crescente e attuale problema che accomuna i padri separati.
Va bene tutelare tutte quelle donne e madri separate che si trovano i situazioni di disagio economico a causa di ex coniugi che non corrispondono l’assegno di mantenimento, ma quand’è che lo Stato si porrà il problema della crescente povertà dei padri separati?
In Italia, secondo i dati presentati dall’Eurispes, su 4 milioni di papà separati circa 800 mila vivono sotto la soglia della povertà. Le storie che sentiamo quotidiamente accomunano tanti padri che, dopo la fine del loro matrimonio, si sono ritrovati poveri, emarginati e soli. Molti finiscono per strada, senza una casa o un posto in cui dormire. Molti hanno ancora un lavoro, ma come è possibile vivere dignitosamente se lo stipendo è quasi totalmente destinato agli assegni di mantenemento e con la restante parte si riesce a malapena a coprire il mutuo e le bollette?
E’ chiaro che o, per essere responsabili, si finisce per dormire in macchina e cercare un pasto alla Caritas o, optando per la sopravvivenza, si è costretti a venire meno agli imprescindibili impegni di padri separati.
Codici con la campagna “Voglio papà” continua a denunciare una mancanza di attenzione da parte dello Stato verso questo crescente esercito di “nuovi poveri” e un netto sbilanciamento a favore delle madri, anche nel caso di questo Fondo.
La giurisprudenza deve cambiare orientamento al più presto e tutelare il diritto dei padri alla bigenitorialità, sancito a livello comunitario.

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Solidarietà a Enza dell’Acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 gennaio 2017

Giornalisti“Il mondo al contrario. E’ riassumibile così quanto sta accadendo alla collega Enza Dell’Acqua che, purtroppo, testimonia come si sia persa la “bussola” del confine fra buoni e cattivi: una raccolta di firme per “mettere il bavaglio” alla giornalista che racconta fatti scomodi. La “gloriosa” iniziativa nasce da un’associazione di Nicotera, non meglio identificata (tale “Movimento 14 luglio”), che contesta alla collega Dell’Acqua di fare “cattiva informazione” nei confronti della realtà cittadina”. lo scrive in una nota Paolo Borrometi, responsabile legalità di Articolo21.
“Fra i 40 promotori, guarda caso, c’è il nome di Emanuele Mancuso, figlio del boss “Luni” Mancuso. Eppure la raccolta di firme continua, ma contro la libertà d’informazione, ovviamente. Così, mentre la collega Dell’Acqua cerca di fare il proprio lavoro, la macchina della delegittimazione è partita spedita. Perché una persona – conclude Borrometi – si uccide in due modi, prima con l’isolamento e poi, ma solo poi, fisicamente. La prima via è stata avviata, riusciremo a difendere la collega (e con lei i tanti che ci mettono la faccia) prima che sia troppo tardi? Come? Semplice, dando voce alle sue inchieste e firmandole (quelle sì, con firme in calce!) coralmente. Perché da soli si è facili obiettivi. A noi la responsabilità della scelta…”

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Continua l’estate di solidarietà della Comunità di Sant’Egidio in tutta Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

sant'egidioIn Campania, Sicilia, Puglia, Piemonte, Lazio…. ovunque la Comunità è presente sono in corso iniziative di solidarietà con chi ha bisogno, perché le difficoltà, se vissute insieme, diventano occasione di crescita e di integrazione. Per chi aiuta come per chi è aiutato.A Roma è aperta la Mensa di via Dandolo; proseguono le “cene itineranti” nelle stazioni e in tutti quei luoghi, nel centro e nella periferia della città, dove vivono le persone senza dimora. Anzi, in questo periodo, il servizio agli amici senza dimora si arricchisce di nuove presenze: centinaia di giovani, dall’Italia e non solo, sono venuti infatti, nell’arco dell’estate, a trascorrere a Roma un periodo di vacanze con la Comunità, per incontrare e servire i poveri.Nei quartieri del centro e in periferia, durante l’estate si è intensificata la presenza e l’amicizia della Comunità di Sant’Egidio con gli anziani rimasti soli, sia nelle loro case sia nei tanti istituti in cui la Comunità visita gli anziani durante tutto l’anno. In particolare il Programma “Viva gli Anziani!” attivo nei quartieri di Trastevere, Testaccio ed Esquilino per tutti gli anziani ultraottantenni ha intensificato la sua presenza durante il periodo estivo.

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Solidarietà di un ergastolano alle vittime della strage di Nizza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2016

(AP Photo/Laurent Cipriani)

(AP Photo/Laurent Cipriani)

In tanti anni di carcere ho imparato che ti senti meglio se lotti per cambiare il tuo destino o se fai qualcosa per gli altri invece di stare in cella senza fare nulla a commiserarti e a odiare, a torto o a ragione, le istituzioni. Fino all’ultimo, però, sono rimasto indeciso se scrivere qualcosa su questa orrenda strage avvenuta a Nizza, sia per rispetto delle vittime, sia perché penso che là fuori non interessi a nessuno il parere di un ergastolano.
Oggi però mi sono deciso e cerco di farlo con delicatezza e solidarietà verso tutti i familiari colpiti dal lutto provocato da questo folle spargimento di sangue.
Conosco molto bene quella città. Ci abita mio padre con la sua seconda moglie dopo che è emigrato dalla Sicilia, dopo la mia nascita. Ci portavo i miei figli in vacanza. Mi ricordo che una volta li ho portati proprio alla Promenade des Anglais, dove è avvenuto il massacro, per vedere i fuochi d’artificio del 14 luglio in occasione dell’anniversario della rivoluzione francese. Forse anche per questo ho provato tanto sdegno, rabbia e dolore per questa atroce strage di bambini e di persone innocenti che hanno avuto solo la colpa di essere in quel posto nel momento sbagliato.
Ormai sono chiuso da un quarto di secolo in una cella e, quando accendo la televisione, non capisco l’odio e la furia bestiale che c’è al di là del muro di cinta e mi viene subito voglia di spegnerla perché, in fondo, io non faccio più parte della famiglia umana che mi ha maledetto ad essere cattivo e colpevole per sempre. Eppure non ci riesco. E mi accorgo, con dolore, che ormai il mio mondo non esiste più. Al suo posto ce n’è uno che non riconosco e che mi fa paura.
Quello che non comprendo è perché ci sono persone in questa terra che ammazzano per motivi religiosi. In fondo, nel mondo c’è posto per tutti, sia per chi crede che per chi si professa ateo, sia per gli indecisi, che per chi crede solo nel momento del bisogno. Una volta si pensava che per risolvere il problema della società bastasse mettere in carcere le persone pericolose, condannarle a morte e infliggere loro la pena dell’ergastolo. Ma con questi “fuori di testa” cosa fare quando la pena di morte se la danno da soli e magari vanno a messa la domenica o in moschea il venerdì? Non lo so. Tuttavia, so che spargere odio politico e sociale equivale a mettere benzina sul fuoco.
Quello che mi da più fastidio sono le dichiarazioni di alcuni politici, anche a livello internazionale, i quali pensano di chiudere le frontiere e risolvere il problema solo ed esclusivamente sbandierando misure di sicurezza draconiane. Penso che i diritti non possano rincorrere la sicurezza, ma debbano precederla con la prevenzione, l’amore e la giustizia sociale. Lo so, in questo modo non si potranno evitare tutte le stragi, perché qualche folle criminale fuori di testa sarà sempre in azione e non sarà sempre possibile fermarlo (come nel caso del giovane di Monaco). Eppure credo che questo sia l’unico modo per limitare i danni.
Avere letto che la Norvegia ha scelto, dopo la strage di Breivik all’isola di Utova nel luglio 2011, di mettersi in discussione, in nome dei suoi principi di Stato di diritto, i cui valori sono validi anche per i nemici che lo vogliono distruggere, mi ha fatto pensare che una società avanzata non dovrebbe mai rinunciare alla sua umanità, anche in nome della sicurezza dei suoi cittadini, per dimostrare di essere migliore del male che combatte. (Carmelo Musumeci) (foto: Promenade des Anglais AP Photo/Laurent Cipriani)

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Si conclude a Monaco di Baviera Insieme per l’Europa 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

monaco di bavieraÈ già calato il sole quando sul palco alla Karlsplatz si legge il messaggio finale di Insieme per l’Europa 2016. Il programma, animato da band musicali e dall’entusiasmo creativo dei giovani, prosegue con un concerto rock. I messaggi di papa Francesco e del patriarca Bartolomeo I. Un’Europa aperta al mondo:«Cari amici di Insieme per l’Europa, vi so riuniti a Monaco di Baviera in tanti Movimenti e Gruppi, provenienti da varie Chiese e Comunità. Avete ragione. È ora di mettersi insieme, per affrontare con vero spirito europeo le problematiche del nostro tempo». Inizia così il denso videomessaggio che papa Francesco ha indirizzato ai partecipanti di Insieme per l’Europa radunati oggi alla Karlsplatz (Stachus) di Monaco, Germania. E dopo avere evidenziato le sfide aperte in Europa, papa Bergoglio incoraggia i partecipanti a «portare alla luce testimonianze di una società civile che lavora in rete per l’accoglienza e la solidarietà verso i più deboli e svantaggiati, per costruire ponti, per superare i conflitti dichiarati o latenti». E poi conclude: «Mantenete la freschezza dei vostri carismi; tenete vivo il vostro “Insieme”, e allargatelo! Fate che le vostre case, comunità e città siano laboratori di comunione, di amicizia e di fraternità, capaci di integrare, aperti al mondo intero».
Anche il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I ha voluto essere presente attraverso un messaggio personale, dove tra altro dice: «Anche quando la tentazione ci suggerisce di non stare insieme, i cristiani in particolare sono chiamati a dimostrare il principio fondamentale della Chiesa, che è comunione (koinonia). È solo quando condividiamo i doni così generosamente e liberamente elargiti da Dio che siamo in grado di farne piena esperienza».
La manifestazione di oggi, che conclude la 4° edizione di Insieme per l’Europa, ha come titolo “500 anni di divisione bastano – l’unità è possibile!”, richiamando i 500 anni di separazione tra la Chiesa cattolica e le Chiese della Riforma protestante. Sul tema dell’unità è intervenuta Maria Voce, presidente dei Focolari: «Ciò che noi possiamo offrire – impegnando la nostra vita – è la novità del Vangelo. Gesù prima di morire ha pregato: “Padre, che tutti siano uno”. Ha mostrato che tutti siamo fratelli, che un’unica “famiglia umana” è possibile, che l’unità è possibile, che l’unità è il nostro destino. Oggi noi qui ci impegniamo ad essere strumenti di questa svolta, strumenti di una nuova visione dell’Europa, strumenti di una accelerazione nel cammino verso l’unità, aprendo con tutti e per tutti gli uomini e donne del nostro pianeta un dialogo profondo».
Altri interventi sono stati quelli di Gerhard Pross (CVJM Esslingen): “Unità in una diversità riconciliata” e di Andrea Riccardi (Comunità di Sant’Egidio): “Niente più muri!”. Su “La riconciliazione apre al futuro – 500 anni di divisione sono abbastanza” hanno parlato insieme dal palco il cardinale Kurt Koch (Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani), il vescovo Frank Otfried July (Federazione Luterana mondiale), il metropolita Serafim Joanta (Metropolita rumeno-ortodosso per la Germania e Centro-Nord Europa) ed il Segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese rev. Olav Fykse Tveit. Un’intervista su “Missione e futuro” ha permesso un interessante dialogo tra il vescovo evangelico Heinrich Bedford-Strohm ed il cardinale Reinhard Marx. Il messaggio finale, letto da esponenti del Comitato di orientamento e distribuito in migliaia di copie fra i presenti, oltre ad affermare «la visione di un insieme in Europa che è più forte di ogni paura ed egoismo», ha manifestato l’impegno comune di quanti aderiscono a Insieme per l’Europa a «percorrere la via della riconciliazione», a «vivere uniti nella diversità», ad «andare incontro a persone di convinzioni e religioni diverse con rispetto e cercando il dialogo», a promuovere nel mondo «umanità e pace».
Nei due giorni precedenti si è tenuto un congresso al Circus-Krone-Bau, articolato in 36 forum e tavole rotonde, con 1.700 responsabili e collaboratori delle oltre 300 Comunità e Movimenti che aderiscono a Insieme per l’Europa. «Riconciliazione sarà la nostra parola chiave», ha affermato Martin Wagner (CVJM Monaco) in apertura, «L’abbiamo già sperimentata e questo è il nostro futuro. Vogliamo condividere, lavorare insieme per l’unità e soprattutto contribuire, come cristiani, a sostenere le sfide dell’Europa oggi». Tavole rotonde e forum sono stati incentrati su integrazione e riconciliazione, solidarietà con i più deboli, sostenibilità e tutela ambientale, ecumenismo, cristiani e musulmani in dialogo, matrimonio e famiglia, economia. Condivisione di esperienze, idee e progetti, ma anche testimonianza di fede. All’affollato forum “Il prezzo e il premio dell’unità”, il cardinale Walter Kasper ha affermato che «la fatica di un’autentica riconciliazione costituisce uno dei maggiori inciampi al movimento ecumenico. Occorre perdono per proseguire il cammino insieme». La tavola rotonda “Cristiani e musulmani in dialogo” ha esplicitato la necessità di conoscersi, incontrarsi e lavorare insieme, coscienti, come ha sottolineato Pasquale Ferrara, neo ambasciatore italiano ad Algeri, che «il dialogo non lo fanno le culture o le religioni, ma le persone». Il dibattito sui cambiamenti climatici e le sfide ecologiche “Verso una sostenibilità in Europa” nel dialogo tra scienze e religioni, è stato sostenuto insieme dal cardinale Peter Turkson, dall’ingegnere ambientale Daniele Renzi e altri esperti. Alla tavola rotonda che si domandava “Che anima per l’Europa?”, Jesús Morán, copresidente dei Focolari, ha evidenziato che «la prospettiva che l’Europa può e deve ancora, e più che mai, dare al mondo è quella di formare una cultura di unità nella diversità a tutti i livelli, dal livello personale e quotidiano a quello istituzionale».

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