Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘solidarietà’

Solidarietà ai giornalisti del quotidiano italiano a New York, America Oggi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

“I giornalisti del quotidiano italiano a New York, America Oggi, hanno deciso di interrompere le loro prestazioni lavorative poiché la società editrice non ha ancora saldato sette mensilità del loro stipendio. Siamo consapevoli del momento delicato e proprio per questo vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai professionisti in sciopero, auspicando che la situazione si risolva il prima possibile ed il giornale possa continuare ad informare, in maniera puntuale, i nostri connazionali in Usa!” Lo dichiarano i deputati di Forza Italia Giorgio Mulé e Fucsia Nissoli Fitzgerald.

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Centrafrica: La solidarietà porta alla pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

E’ successo recentemente a Bouar, nel distretto occidentale della Repubblica Centrafricana, dove una missione umanitaria della Comunità di Sant’Egidio è riuscita a fermare una rivolta che destabilizzava l’intera regione al confine con il Cameroun. Da alcuni mesi, infatti, un gruppo di ex miliziani, isolati e senza risorse per vivere a causa della pandemia di Covid-19, aveva bloccato le vie di accesso alla città di Bouar, snodo sulla principale arteria commerciale del Paese.La Comunità di Sant’Egidio, impegnata da anni per favorire la pace nella Repubblica Centrafricana, è intervenuta portando viveri e aiuti messi a disposizione grazie ad un finanziamento del FAI (Fondation Assistance Internationale). L’operazione, svolta in collaborazione con la presidenza della Repubblica Centrafricana, ha avuto l’effetto di fermare la rivolta, riaprire l’accesso alla città e ristabilire la fiducia nel disarmo, in un Paese dove operano ancora diversi gruppi armati.Il Presidente Touadéra e le autorità locali hanno espresso gratitudine per l’intervento risolutivo in una situazione che rischiava di degenerare. Sant’Egidio, che dal 2017 partecipa al programma di disarmo nazionale, continuerà l’invio di aiuti anche in altre prefetture e villaggi del Paese.

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Sant’Egidio: ripartire dalla solidarietà dando priorità ai più fragili e all’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

L’importante risultato ottenuto dall’Italia a Bruxelles invita a cambiare in modo incisivo lo schema su cui si fondano la società e l’economia. Chiediamo a tutte le istituzioni di non dimenticare che nella fase più acuta della pandemia, il collante che ci ha fatto resistere è stato la solidarietà.E’ da questo valore che dobbiamo ripartire dando priorità a tutti gli interventi che riguardano le persone più fragili e a rischio. Occorre ricominciare dai cittadini più colpiti dagli effetti economici della crisi e dalle fasce della popolazione che hanno più sofferto per il coronavirus, ad iniziare dai tanti che stanno perdendo il lavoro.Oltre ad un urgente potenziamento del sistema sanitario nazionale, occorre ripensare il settore sociale e in particolare i servizi alla persona, agli anziani e ai bambini, assieme al sostegno alle famiglie.Inoltre occorre puntare sull’ambiente e la green economy sia come mutamento di qualità della crescita che come volano di nuova occupazione.Occorre ridare nuove e più solide garanzie alle famiglie italiane – importanti punti di riferimento durante la crisi – preservando una qualità della vita che restituisca il futuro alle nuove generazioni.Alla luce di una pandemia che ha rimesso in discussione tante certezze, gli italiani devono stringersi assieme in un comune slancio di ricostruzione e di solidarietà con tutti. Non c’è tempo da perdere.

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Sassoli: “Siamo preoccupati per la solidarietà europea e il metodo comunitario”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo sulla riunione in corso del Consiglio europeo.”Dopo giorni di discussioni, i cittadini europei si aspettano una conclusione all’altezza di questa fase storica. Siamo preoccupati per un futuro che mortifichi la solidarietà europea e il metodo comunitario. Il Parlamento europeo ha indicato le proprie priorità e si aspetta che vengano rispettate. Il Quadro finanziario pluriennale deve assicurare nel medio periodo la copertura adeguata delle principali sfide europee, come il Green Deal europeo, la digitalizzazione, la resilienza e la lotta alle disuguaglianze.Occorrono subito nuove risorse proprie e una efficace difesa dei principi dello stato di diritto. Inoltre, il Parlamento ha più volte chiesto la soppressione dei rebates. Senza queste condizioni il Parlamento non darà il proprio consenso. Il Covid-19 non si è esaurito e ci sono nuovi focolai in Europa. È più che mai necessario agire presto e con coraggio.” (n.r. I cittadini europei si rendono sempre più conto che esistono due Europe: quella nominale e quella reale. Quest’ultima è la più deteriore e corrosiva perché è subalterna ad interessi che negano la solidarietà, i valori fondanti e favoriscono gli arricchimenti illeciti come è il caso dell’Olanda che agevola le multinazionali a scapito delle mancate entrate fiscali degli altri partner europei e poi vi è un “odio strisciante” nei confronti di alcuni stati in specie l’Italia.)

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Sassoli: in Europa sbarca la solidarietà

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, a seguito della presentazione del Piano per la Ripresa europeo. “È come se fosse il D-Day europeo del 21° secolo, perché l’Europa ha scoperto la solidarietà e scommette su una politica comune per la rinascita dell’economia, per il sostegno ai cittadini e al lavoro, con uno sguardo ai prossimi anni ed all’eredità che lasceremo alle prossime generazioni”. Il Presidente del Parlamento europeo ha continuato dicendo:“In questi mesi, il Parlamento è rimasto aperto e la sua voce è riuscita a condizionare la Commissione. Ringrazio la Presidente Von der Leyen e i Commissari per averci ascoltato”.“Sono convinto – ha aggiunto Sassoli – che le riunioni del Consiglio aggiungeranno nuove ambizioni. Noi ci batteremo per questo. I Governi devono capire che questa è la strada più conveniente. Noi vogliamo che intorno a questo progetto ci sia il massimo del consenso dei governi e dei cittadini”.“Dal Consiglio – continua il Presidente dell’Europarlamento – non deve uscire una proposta inferiore a quella che è stata presentata dalla Commissione al Parlamento”.Infine, David Sassoli ha voluto rivolgere un “Appello a difendere lo spazio europeo, non possiamo permetterci speculazioni o attacchi ai nostri asset strategici. Siamo in un momento delicato. Ecco perché abbiamo visto con soddisfazione il piano.

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Solidarietà al settore editoriale e ai giornalisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

“Le notizie del rischio di chiusura attività per numerose testate rappresentano, non solo un rischio occupazionale e di tenuta economica di molte imprese, ma un danno al pluralismo informativo e all’informazione tutta. Esprimiamo solidarietà al settore, che abbiamo cercato di aiutare con emendamenti e atti, come nel dl Liquidità dove abbiamo proposto un aumento della dotazione del Fondo per il pluralismo di 200 milioni. Sosteniamo la proposta avanzata dalla Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) di un Fondo con almeno 400 milioni per limitare gli effetti economici sul settore editoriale, così da garantire i posti di lavoro, le aziende, i giornalisti e la buona informazione. Ci auguriamo il sottosegretario Martella possa introdurre la proposta già nel Dl Maggio.”Così il capogruppo di FDI in commissione Cultura ed Editoria, responsabile Innovazione del partito, deputato Federico Mollicone.

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Le Pantere in campo per la solidarietà

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Roma. In questo periodo di emergenza sanitaria si parla molto di sport, soprattutto per discutere sulla possibile ripresa del campionato di calcio e delle altre discipline.Ma c’è anche un altro aspetto che merita attenzione: quello della solidarietà e della generosità.
Recentemente Papa Francesco ha sottolineato i valori dello sport, con queste parole: “In questo periodo tante manifestazioni sono sospese, ma vengono fuori i frutti migliori dello sport: la resistenza, lo spirito di squadra, la fratellanza, il dare il meglio di sé. Dunque, rilanciamo lo sport per la pace e lo sviluppo” (Angelus del 5 aprile 2020).Anche l’Università Europea di Roma ha dovuto sospendere le sue attività sportive per l’emergenza sanitaria: calcio maschile, calcio femminile, basket, volley e rugby. Ma tutti gli studenti che partecipano a queste discipline non hanno voluto fermarsi e si sono impegnati in attività di solidarietà. Fra queste, un invito a donare fondi per sostenere l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, impegnato nella lotta al Coronavirus.“Nell’Università Europea di Roma lo sport fa parte delle attività di Formazione Integrale”, spiega il responsabile Matteo Anastasi, che per cinque anni ha anche allenato la squadra di calcio maschile. “I nostri ragazzi hanno voluto seguire l’invito del Papa, anche in questo momento di pausa, scegliendo la strada della solidarietà. Aderire al gruppo sportivo dell’Università Europea di Roma, le Panthers (Pantere) educa all’impegno, alla collaborazione, alla condivisione, al sacrificio e, nondimeno, al rispetto. Lo sport rappresenta un linguaggio universale volto a favorire l’intesa tra i giovani e può essere considerato pietra angolare per la maturazione professionale e individuale”.Il nome del gruppo sportivo dell’Università Europea di Roma, Panthers, è stato scelto dagli stessi studenti.“Ha un significato simbolico”, spiega Matteo Anastasi. “Fra le virtù cui devono ambire le Panthers, c’è proprio la resistenza indicata da Papa Francesco. Infatti la pantera, una volta adulta, impara a resistere ad ogni condizione. Un’altra virtù importante, in cui crediamo, è l’integrità. Non a caso i simbolisti cristiani medievali evidenziavano come la pantera fosse sinonimo di integrità, risultando incorruttibile”.

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L’Italia ricorre al Fondo di solidarietà europeo. L’Europa c’è

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

La Commissione europea ha ricevuto dall’Italia la prima domanda di sostegno finanziario relativo al Fondo di solidarietà dell’UE (FSUE), per affrontare la pandemia da Coronavirus e i suoi effetti.Il Fondo era stato istituito per rispondere alle catastrofi naturali, esteso a quelle sanitarie, su proposta dalla Commissione europea del 13 marzo scorso e recepita rapidamente dal Parlamento e dal Consiglio europeo.Il Fondo, operativo dal 1 aprile, con una dotazione di 800 milioni, fornisce aiuti finanziari ai Paesi colpiti dalla pandemia, indirizzati alla fornitura di assistenza medica, delle attrezzature e a misure di contrasto alla diffusione virale.
Alla disponibilità del Fondo di solidarietà, si aggiunge quella del Mes, della Bei e dello Sure (1) e che dovrebbero essere attivati a giugno prossimo. Nel frattempo la Bce ha previsto 220 miliardi per l’acquisto di titoli di Stato italiani entro quest’anno.
Insomma, l’Europa c’è.

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La più grande maratona della solidarietà a distanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Anche la solidarietà, ai tempi del coronavirus, va in modalità “smart”. E lo fa grazie al contributo degli studenti delle scuole elementari, medie e superiori italiane che, nei prossimi giorni, si riapproprieranno della più grande maratona benefica nella sua nuova (e temporanea) versione digital. Si tratta della “Corsa contro la Fame”, il progetto didattico-solidale più grande al mondo, giunto in Italia alla sua sesta edizione e patrocinato, per il 2021, dal CONI. A livello nazionale, ogni anno, sono quasi 400 le scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado che vi aderiscono: oltre 100mila sono studenti e più di 500 docenti scelgono di dire sì a un vero e proprio evento sportivo all’aperto e di sensibilizzazione che coinvolge, in tutto il mondo, 2.000 istituti situati in 30 Paesi del mondo.Un vero e proprio movimento globale dedito all’umanitarismo, che ha come promotore Azione contro la Fame. L’organizzazione, leader internazionale nella lotta alla fame e alla malnutrizione, è attiva in queste ore, negli oltre 50 Paesi in cui è impegnata, per dare seguito a un piano di emergenza articolato e integrato che mira a contrastare la diffusione della pandemia nel Sud del mondo e a contenerne gli effetti all’interno di comunità colpite, duramente, da conflitti, povertà e calamità naturali.Con uno slancio di generosità, gli studenti e i docenti italiani hanno, così, deciso di riaccendere i motori di questa grande macchina della solidarietà: nonostante la minaccia covid-19, in queste settimane, stia mettendo a dura prova l’Italia, fino a 30.000 giovani proseguiranno, “a distanza”, il progetto di Azione contro la fame, in linea con i piani ministeriali in tema di e-learning.In ogni classe, anche nella nuova veste “home”, l’organizzazione promuoverà un processo di sensibilizzazione che mira a favorire l’acquisizione di competenze da parte degli studenti. Gli operatori, infatti, terranno sessioni di sensibilizzazione attraverso attività didattiche interattive e di riflessione sulla fame nel mondo. Tali lezioni saranno erogate agli istituti, tra aprile e maggio, in modalità pre-recorded (piattaforma Vimeo) oppure live streaming (piattaforma Zoom).Ciascuno studente potrà, così, assistere a una vera e propria formazione online sulle cause e conseguenze della malnutrizione, incardinata anche sulle soluzioni che si possono adottare per sconfiggerla e sull’impatto del coronavirus nelle aree più colpite da questa terribile piaga. Il Paese focus dell’anno sarà il Congo.
I ragazzi, subito dopo, diventeranno parte attiva del progetto: potranno, infatti, scaricare un “passaporto solidale” con il quale coinvolgere familiari, vicini di casa e amici sulle tematiche affrontate, allo scopo di raccogliere una promessa di donazione per ogni attività sportiva effettuata tra le mura domestiche nella giornata indicata dalla scuola.Gli studenti, in collegamento live tra loro, diventeranno protagonisti di un vero e proprio flash mob di classe online: tanti più esercizi o esibizioni di ginnastica, yoga, zumba, psicomotricità faranno, tanto più riusciranno a moltiplicare le promesse di donazione fatte dai propri affetti, che diventeranno nell’occasione dei veri e propri sponsor nella lotta alla fame e alla malnutrizione infantile nel mondo.
Nei giorni successivi, i ragazzi potranno raccogliere le donazioni, traducendo lo sforzo di responsabilizzazione e fisico fatto a casa in un vero supporto alla quarantennale lotta contro la malnutrizione condotta da Azione contro la Fame. L’organizzazione, per far fronte all’emergenza-coronavirus, sta incrementando, in queste ore, il “peso specifico” delle attività WASH (Water, Sanitation, Hygiene) che, solo lo scorso anno, hanno riguardato quasi nove milioni di persone con programmi di acqua e igiene.

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EuroMes: come e perché

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

 

Nell’immaginario collettivo, gli Eurobond sono il bene assoluto. Finalmente la solidarietà, finalmente la messa in comune del debito, si dice. Siamo d’accordo sugli Eurobond, ma vorremmo rilevare che gli Eurobond significano debito, anche per l’Italia, e il debito va pagato, non può essere scaricato sugli altri Paesi.Sorge un retro pensiero da furbastro: se l’Italia non può pagare il debito, qualcun altro lo pagherà. Non è così.Facciamo un esempio, per chiarire: un gruppo di persone decide di andare a mangiare una pizza e, d’accordo, ognuno paga per sè. Il furbastro, invece, ordina l’antipasto, il primo, il secondo con contorno, il dolce, la frutta, il caffè e l’ammazzacaffè. A fine cena il furbastro chiede che il conto sia diviso equamente tra tutti. Lui ha cenato alla grande, gli altri hanno mangiato solo la pizza. Non può essere, ovviamente.Che significato ha questo esempio? Vediamo.
La emissione di titoli Eurobond, cioè debito, è subordinata al rispetto delle regole, e impone delle condizionalità per la gestione e la restituzione. A garanzia, gli Eurobond saranno gestiti da una “struttura europea” che imporrà e gestirà con regole comuni, il che significa che tutti i Paesi dell’Eurozona dovranno trasferire parte della propria sovranità alla “struttura europea”, cioè parti di bilancio e fiscalità.E’ il contrario di quello che vogliono i sovranisti che, però, sono favorevoli agli Eurobond. E’ il caso di far pace con il cervello.Passiamo al Mes che, nell’immaginario collettivo, è il male assoluto.Vediamo per punti.
1. Al Mes, cioè al fondo, partecipano i Paesi dell’Eurozona così come accade per gli Eurobond, con l’intento di soccorrere i Paesi in difficoltà finanziaria.
2. Il Mes è guidato da una “struttura europea”, così come per gli Eurobond.
3. Il Mes si finanzia con l’emissione di titoli, garantiti dai Paesi dell’Eurozona; si tratta di debito, analogamente agli Eurobond.
4. Al Mes partecipa l’Italia, con quota di capitale versata al fondo di 14 miliardi, ma può ricorrere a prestiti per 36 miliardi.
5. Non c’è obbligo di ricorrere al Mes, ma ha dell’inverosimile lasciare 14 miliardi sul fondo senza aprire una linea di credito.
6. Il Mes prevede condizionalità, come gli Eurobond.
7. Le condizionalità fissate per l’emergenza da Coronavirus, riguardano l’utilizzo per le spese sanitarie, dirette e indirette. In sostanza, si potranno usare, anche, per mettere in sicurezza i posti di lavoro.
8. I fondi dall’Eurobond sono di là da venire, quelli del Mes sono pronti.
9. Il paragone con la Grecia è una bufala. La Grecia falsificava i bilanci pubblici e aveva un debito insostenibile. Non è il caso dell’Italia.
Se a qualcuno dispiace la sigla Mes, possiamo cambiarla in EuroMes, così ci eliminiamo la contrapposizione buono e cattivo.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Serve vera solidarietà europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

“Oggi mi hanno chiesto di nuovo del MES, per me non è lo strumento giusto. Quindi NO MES. Alcuni lo stanno chiedendo, i Paesi sono diversi e con differenti esigenze. C’è chi lo vuole usare, chi è un paradiso fiscale e chi come noi non intende utilizzarlo per nessuna ragione.Voglio essere ancora più chiara e diretta. In Europa ci sono dei paradisi fiscali, anche se ogni tanto alcuni stati si dimenticano di far parte di questa “categoria”. Il tema che, quanto prima, dovremo affrontare a livello europeo è quello delle politiche fiscali attuate da ciascuno dei Paesi dell’Unione. È chiaro che differenti politiche fiscali, quando il mercato è unico, portano a delle “storture” che privilegiano alcuni Paesi e ne penalizzano altri. Stando ad alcuni studi, sarebbero circa 23 i miliardi di euro di profitti, realizzati nel nostro Paese, spostati in stati con una tassazione più favorevole. Il risultato è una perdita di gettito per il Fisco italiano di circa 7 miliardi di euro.
Un’Europa che giustamente denuncia la presenza di paradisi fiscali in giro per il mondo, non può permettere che questo meccanismo venga replicato all’interno dell’Unione concedendo, di fatto, vantaggi per alcuni Stati e svantaggi per altri.
Oggi abbiamo la moneta unica, ma non abbiamo una fiscalità unica. E non abbiamo fatto quasi nulla nell’ottica di un’equa redistribuzione delle risorse tra gli Stati più ricchi e quelli meno ricchi.Un tema, questo, mai come oggi, attualissimo, viste anche le resistenze da parte di alcuni Stati sull’emissione di bond europei, indispensabili per far fronte all’attuale emergenza.
Tutti i limiti che per anni, come MoVimento 5 Stelle abbiamo denunciato, si stanno palesando in questi momenti. Dopo la sospensione del Patto di Stabilità, adesso serve un nuovo colpo di reni nella direzione voluta dai padri fondatori dell’Unione, che avrebbero voluto veder realizzata una vera, genuina solidarietà europea”.Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, condividendo il link dell’intervista a Radio Anch’io su Radio1 Rai.

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Appello per la solidarietà europea

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Di 100 intellettuali, filosofi, economisti, giuristi, storici, politologi europeisti di diversi Paesi dell’UE: Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Portogallo.L’Unione Europea non è solo un mercato comune dotato di un’unica moneta. E’ soprattutto una comunità politica definita dalla condivisione di valori politici basilari: l’uguaglianza, la dignità della persona, la pace, la solidarietà, i diritti di libertà e i diritti sociali attribuiti a tutti i cittadini europei. Oggi, di fronte alla più grave emergenza della sua storia, questo miracolo di civiltà giuridica rischia di precipitare nella tragedia degli egoismi economici e dei conflitti politici. Sappiamo bene che la cecità nazionalistica può avere effetti più devastanti di una pandemia. L’esperienza del secolo passato ce lo ha insegnato. Per questo, noi popoli europei abbiamo pattuito che, “per lottare contro i grandi flagelli che si propagano oltre frontiera”, gli Stati membri della nostra Unione “coordinano tra loro, in collegamento con la Commissione, le rispettive politiche” e “agiscono congiuntamente in uno spirito di solidarietà” (Trattato sul funzionamento dell’Unione, artt. 168 e 222).L’Europa può ancora prendere in mano la gestione della crisi, la quale richiede una risposta omogenea e unitaria, e perciò comunitaria, onde evitare che misure inadeguate, frammentarie e intempestive mettano a repentaglio il futuro di milioni di persone e le stesse prospettive dell’Unione.L’Unione europea, superando il penoso conflitto tra opposti sovranisti, deve agire immediatamente a sostegno dei Paesi in cui più violento è stato l’impatto del virus e meno sostenibili sono le conseguenze sociali del blocco delle attività produttive. Il futuro dell’Unione è legato alla tempestività e all’efficacia di questa azione a beneficio della vita dei suoi cittadini. Il benessere e la pace di domani dipendono dalle decisioni di oggi.

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Sassoli: combattiamo l’emergenza con la solidarietà e la democrazia

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, dopo l’incontro con i leader dei gruppi politici.“Il nostro messaggio è chiaro: la democrazia continua a funzionare. Tutti gli organi del Parlamento sono al lavoro per affrontare l’emergenza del Covid-19. E tutti sono in grado di riunirsi, partecipare, dibattere, proporre e votare.Oggi abbiamo deciso di tenere una plenaria straordinaria dell’Europarlamento il 16 e 17 aprile, per votare i nuovi provvedimenti della Commissione per fronteggiare l’emergenza, per discutere e aggiornare la nostra posizione su come affrontare questa catastrofe. La democrazia continua a funzionare, anche con nuovi strumenti. E questo lo vogliamo sottolineare con forza.E a proposito di democrazia, mi è stato dato il mandato di inviare una lettera alla Commissione Europea, per chiedere come la Commissione intende muoversi di fronte alla legge approvata dal Parlamento ungherese e se questo non costituisca una grave violazione dell’Articolo 2 del Trattato, quello che parla dei nostri valori, fondati sulla democrazia e la libertà.L’Europa sta reagendo, mostra la potenza della sua azione e ancora molto verrà fatto soprattutto se parteciperete insieme a noi alla lotta per sconfiggere il virus.Come Parlamento abbiamo voluto dare un piccolo esempio: abbiamo dato in dotazione alle autorità di Bruxelles una nostra sede per la cura dei pazienti e una flotta di 100 autoveicoli. Siamo pronti a fare lo stesso per le sedi di Lussemburgo e Strasburgo se ne avranno bisogno.
Siamo l’Europa, la nostra forza si chiama solidarietà”.

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Coronavirus e misure urgenti di solidarietà alimentare, la parola ai Comuni

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

In aggiunta a al DPCM che ha stanziato ai comuni un anticipo del fondo di solidarietà comunale, 4,3 miliardi di euro, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione civile ha emanato l’ordinanza 658 del 29 marzo 2020 con la quale vengono stanziati ulteriori 400 milioni di euro come risorse da destinare a “misure urgenti di solidarieta’ alimentare”, ripartiti in base alla popolazione (per l’80%) e ai valori reddituali comunali (per il 20%).I Comuni utilizzano il contributo per il rilascio di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti in un elenco che dovranno pubblicare nel proprio sito istituzionale, o per acquistare e distribuire direttamente generi alimentari e prodotti di prima necessità.
Saranno gli uffici dei servizi sociali di ciascun comune ad individuare il contributo e la platea dei beneficiari tra i nuclei familiari piu’ esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessita’ piu’ urgenti ed essenziali. Viene data priorità a chi non sia già destinatario di altro sostegno pubblico (come il reddito di cittadinanza).Per l’acquisto e la distribuzione dei beni il comune si può avvalere di enti del terzo settore (volontariato, no-profit). Possono anche essere utilizzati fondi derivanti da donazioni.L’entità dei fondi assegnati a ciascun comune è specificata neglli allegati dell’ordinanza. Al Comune di Firenze sono andati 2 milioni di euro. La parola ai Comuni, quindi, diretti interlocutori dei cittadini. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Governo. Coronavirus, la memoria, la solidarietà e le opportunità

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

“In questo momento in cui i Paesi più facoltosi hanno voltato le spalle all’Italia, noi, che non siamo ricchi, ma neanche privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà”.Sono le parole del primo ministro albanese Edi Rama, nel comunicare che una equipe di medici e infermieri albanesi è in procinto di partire per l’Italia. Ringraziamo l’Albania.E’ la memoria che ha superato fatti tragici, come quello dello speronamento italiano di una nave albanese che provocò 81 morti, o dell’ostracismo nei confronti degli albanesi, classificati prevalentemente come criminali. Alla memoria, breve, ci ricorda quel che è successo negli ultimi anni nei confronti dei nuovi migranti.Ora, il nostro Paese è in emergenza sanitaria ed economica e che ha fatto finora l’Europa lo abbiamo già scritto e ci evitiamo di ripeterlo.Serve immettere liquidità nel sistema, suggerisce l’ex presidente della BCE, Mario Draghi.Vediamo gli strumenti a disposizione.
1. Banca Europea Investimenti (Bei). Ha emesso obbligazioni per 450 miliardi. Le decisioni per gli investimenti sono prese a maggioranza, che ora è detenuta da Germania, Francia e Italia.
2. Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei). Controllato dalla Bei, supporta l’accesso al reddito delle piccole e medie aziende europee.
3. Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (Feis). Moltiplica, con l’effetto leva, gli investimenti pubblici e privati, attraverso prestiti della Bei.
C’è, inoltre la BCE, che si è impegnata a comprare 220 miliardi di titoli di Stato italiani. Una cifra enorme che l’Italia può utilizzare per pagare le spese.
Si è parlato del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Il fondo emette prestiti per assicurare assistenza finanziaria ai Paesi in difficoltà. Ricordiamo, per memoria, che il Mes è stato approvato dal governo Conte1, con Di Maio e Salvini vicepremier, e dal Parlamento, in auge il governo Conte2, sostenuto da M5S e PD. Ora, il governo Conte2 e l’opposizione sono contrari all’utilizzo del Mes per le condizioni onerose previste da tale meccanismo.Si discute di Eurobond (definiti Coronabond in questo momento) che sono titoli di Stato emessi dai Paesi dell’Eurozona. In sintesi, è una emissione di debito congiunto, il cui onere di restituzione è a carico collettivo.La Germania, e altri Paesi del NordEuropa, osteggiano tale soluzione perché temono che se i governi nazionali saranno autorizzati ad emettere Eurobond, si aprirebbe il varco a spese “libere” che verrebbero successivamente addossate a tutti i Paesi partecipanti.E’ stata richiamata la solidarietà, ricordando quella dei Paesi che tagliarono i debiti di guerra alla Germania e sottolineando che l’Olanda (il paese più contrario) gode di privilegi fiscali e che, quindi, non è nelle condizioni di alzare il ditino ammonitore.Nei prossimi giorni si discuterà.Certo è che se i meccanismi di solidarietà non saranno attuati si darà un duro colpo alla Ue e al suo futuro.Riteniamo che la cancelliere Angela Merkel non vorrà concludere la sua carriera politica come la responsabile dell’affossamento dell’istituzione europea. Margini di manovra ci sono. Il ministro degli Esteri tedeschi, Heiko Maas, ha dichiarato: “Quello che conta è essere solidali, anche sul piano finanziario, aiutando dove c’è maggiore urgenza”. Il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, afferma che ci vuole più Europa.I prossimi giorni saranno determinanti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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“Solidarietà Digitale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

NTT Ltd.in Italia, uno dei principali fornitori di servizi IT nel mondo, è lieta di comunicare di aver aderito al progetto “Solidarietà Digitale” lanciato dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione con l’obiettivo di aiutare i cittadini, i professionisti e le aziende a proseguire le proprie attività e mantenere una buona qualità della vita, pur dovendosi adattare alle nuove abitudini imposte dall’emergenza in corso e rispettare al tempo stesso le disposizioni del nuovo Decreto del Presidente del consiglio dei ministri (Dpcm 9 marzo 2020) per il contenimento e il contrasto del diffondersi del Coronavirus (SARS-CoV-2) sull’intero territorio nazionale.In questo particolare periodo storico e per far fronte all’impellente necessità delle aziende di portare avanti il proprio business e proteggere le proprie persone, NTT Ltd. scende in campo in Italia e aderisce alla proposta governativa volta a garantire la continuità operativa e a consentire ai dipendenti delle diverse organizzazioni di poter svolgere le proprie mansioni da remoto, rimanendo sempre collegati e aggiornati.“La nostra missione di creare, insieme, un futuro connesso non è mai stata così concreta e preziosa come in questo momento di urgenza” ha commentato Emanuele Balistreri, Country Mananging Director di NTT Ltd in Italia. “La tecnologia dimostra oggi tutto il suo potenziale per abilitare una trasformazione digitale già intrapresa da molte aziende ma che oggi diventa ancora più impellente. Con l’intenzione di rispondere alle sfide che questa emergenza ci chiede di affrontare, siamo onorati di partecipare a questa iniziativa per essere al fianco delle organizzazioni, che oggi si vedono costrette a trasformare il proprio modello operativo per continuare a contribuire attivamente all’economia del nostro paese – e di poter fornire loro gli strumenti e le competenze necessarie per creare comunità sempre più connesse e produttive.”NTT Ltd. mette così a disposizione delle aziende in Italia, a titolo gratuito, l’attivazione di una piattaforma per organizzare meeting in videoconferenza, la fruizione di licenze gratuite per un periodo di 90 giorni nonché l’accesso al materiale informativo e alla guida all’utilizzo dello strumento.Questa soluzione permette di tenere riunioni a distanza fra decine di utenti, in video o via telefono, sia tra colleghi sia includendo partecipanti esterni, accedendo da computer o da dispositivo mobile.Al termine del periodo, le licenze potranno essere chiuse senza alcun costo.

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Sassoli: la solidarietà europea mostra la sua potenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

A seguito di una videoconferenza con i leader dei vari gruppi politici del Parlamento europeo, il Presidente, David Sassoli, ha convocato per il 26 marzo una sessione plenaria straordinaria per approvare le misure proposte per affrontare la crisi provocata dal COVID-19. Sarà la prima sessione plenaria a utilizzare un sistema di voto a distanza. Dopo la riunione, il Presidente Sassoli ha dichiarato: “Intanto voglio esprimere la mia vicinanza e la mia solidarietà a tutti coloro che soffrono, per la malattia e per la perdita dei loro cari. Voglio anche testimoniare la mia ammirazione ed il mio sostegno a tutti coloro che sono in prima linea a fronteggiare questa pandemia.L’Europa si muove. Di fronte alla crisi drammatica che stiamo vivendo, di fronte al dovere di difendere la vita, il lavoro, la stabilità di tutti, l’Unione Europea sta reagendo. Certo, abbiamo dovuto combattere contro qualche egoismo nazionale, ma ora sono chiare le premesse con cui possiamo affrontare questa emergenza.
La decisione poi della scorsa notte della BCE di rendere disponibili 750 miliardi di euro si aggiunge all’indirizzo del PE, alle misure della Commissione, a quelle degli Stati, alle iniziative che potranno esserci ancora, come quella di mobilitare altri 500 miliardi dal Fondo salva stati, il cosiddetto MES. Parliamo di un intervento che, globalmente, sfiora i 2000 miliardi di euro. La più grande dimostrazione di potenza della solidarietà europea mai vista prima di ora. Più forte di un Piano Marshall, il programma che ci aiutò ad uscire dalle rovine della seconda guerra mondiale.Questi soldi ci aiuteranno a limitare gli effetti del Covid19, e sosterranno anche la ricerca nell’individuazione di un vaccino efficace. Saranno risorse utili a proteggere la nostra economia e il nostro modello di protezione sociale, aiutando il lavoro, le imprese, le famiglie a non essere lasciati soli ad affrontare questa stagione così difficile.In questa fase si tratta di soldi utili alle nostre strutture sanitarie, ai medici e al personale che con grande passione e generosità sono impegnati a salvare la vita di tanti cittadini. L’Unione non può consentire che nessuno resti solo, che nessuno di voi sia lasciato solo.
Anche il Parlamento europeo sta facendo e continuerà a fare il suo dovere. Ho voluto fortemente che il Parlamento resti aperto perché la democrazia non può farsi abbattere dal virus, perché siamo l’unica Istituzione europea votata dai cittadini e vogliamo rappresentarli e difenderli.Per questo ho deciso di convocare una plenaria straordinaria per giovedì 26 marzo al fine di approvare le misure di emergenza presentate dalla Commissione europea. Sarà la prima plenaria che voterà con il sistema del voto a distanza. Di fronte ad una emergenza dobbiamo usare tutti i mezzi che abbiamo a disposizione.È un momento difficile. Vogliamo essere vicini alle famiglie che hanno perduto i propri cari, ai malati, e ai compatrioti europei che vivono un momento di grande paura. Dobbiamo fare appello a tutte le nostre energie e alla responsabilità di ciascuno. L’Europa vincerà la sua sfida solo se saremo uniti, coraggiosi e solidali.”

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Società San Vincenzo De Paoli: solidarietà nella quotidianità

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

“Siamo qui a parlare con i giovani proprio perché, stimolare la loro sensibilità nelle politiche sociali, è una delle nostre priorità. Ci piacerebbe suscitare una vera e propria rivoluzione culturale incitando i giovani a sviluppare una nuova attenzione al prossimo”. Con queste parole Antonio Gianfico, Presidente nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli, ha aperto un incontro che si è tenuto recentemente con i giovani dell’Università Europea di Roma, organizzato nell’ambito delle attività di Formazione Integrale dello stesso ateneo.”L’Università è il luogo dove si forma la persona. Un posto in cui il presente, rappresentato dai docenti e da noi che interveniamo, ed il futuro, fatto di molti giovani volenterosi, si incontrano. Ed è proprio questa azione educativa che riteniamo fondamentale, perché, se tante cose oggi non si fanno, è perché non rientrano nella sfera delle nostre abitudini. Per sensibilizzare le nuove generazioni dobbiamo far entrare il valore della solidarietà nella quotidianità”. Dopo Antonio Gianfico è intervenuto Padre Gonzalo Monzón LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma, che ha illustrato ai giovani gli obiettivi dell’iniziativa.“Questo incontro fa parte di una serie di conferenze che hanno l’obiettivo di mostrare l’impegno del mondo del volontariato per il bene della società”, ha spiegato Padre Monzón. “Il buon esempio è la cosa più importante. Attraverso le testimonianze concrete di chi si impegna nel sociale, possiamo dare un contributo importante alla formazione degli studenti. L’Università Europea di Roma, infatti, crede in un progetto educativo che punta a sviluppare tutte le sfaccettature della persona, le sue facoltà, le sue abilità e competenze, in modo armonico e completo.Ci interessano, nello stesso modo, la formazione intellettuale e quella umana. Cerchiamo di favorire l’inserimento dei giovani nella società, offrendo strumenti che possano aiutarli a scoprire il senso più profondo della vita”.Nel corso della conferenza è stato presentato il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, concorso letterario riservato ai reclusi delle carceri italiane, organizzato dalla Società di San Vincenzo De Paoli in collaborazione con il Ministero della Giustizia ed il patrocinio di Camera e Senato. “Il Premio Carlo Castelli nasce nel 2008 per dare voce alle persone detenute attraverso la scrittura, pratica antica in cui il foglio diventa quasi uno specchio di sé”, ha spiegato Claudio Messina, Delegato del Settore Carcere nella Società di San Vincenzo De Paoli. “Nell’era attuale nessuno scrive più una lettera servendosi di carta e penna e i messaggi digitati al computer, o quelli istantanei affidati ai social, denotano la perdita di interiorizzazione e di discernimento. Sono spesso parole in libertà dettate da stereotipi di comportamento assai discutibili.I detenuti invece scrivono di sé, raccontano storie in cui proiettano tutte le ansie del vivere una condizione innaturale e quelle legate a un futuro oscuro, temuto non meno della carcerazione. Dopo l’edizione dello scorso anno, che aveva per tema “Riconoscere l’umanità in sé e negli altri per una nuova convivenza”, la XIII edizione del Premio chiede ora di raccontare “Il mondo di fuori visto da dentro”, ovvero di farci capire quali distorsioni della realtà possono filtrare dalla finestra stretta di una cella.Se è complicato per noi, uomini liberi, avere un’immagine realistica di un mondo globalizzato in cui le regole si spostano continuamente, è facile immaginare di fronte a quale disperazione possa trovarsi una persona rinchiusa per molti anni, completamente alienata e quasi sempre rifiutata nel momento in cui riacquista la libertà fisica.Se dunque il Premio svolge un’azione pedagogica per chi sta “dentro”, aiuta anche noi di “fuori” a prendere coscienza di una realtà che ci riguarda tutti”.Alla conferenza è intervenuto anche Giuliano Crepaldi, Presidente del Consiglio Centrale di Roma della Società di San Vincenzo De Paoli, che ha illustrato agli studenti le attività sociali nella capitale.“La Società di San Vincenzo del Consiglio Centrale di Roma – ha detto Crepaldi – attualmente è impegnata in una serie di attività volte ad intercettare le diverse istanze e ad offrire risposte concrete alle richieste di aiuto, ad esempio: sostegno alle famiglie ed agli anziani, distribuzione di pacchi contenenti generi alimentari per i bisognosi, mensa fissa ed itinerante, per i senza dimora ed indigenti, raccolta e distribuzione generi di prima necessità ( abiti e coperte ).È, inoltre, fortemente e concretamente impegnata a cogliere le nuove esigenze di chi versa in difficoltà ed a raccogliere le nuove sfide che caratterizzano i nostri tempi, per fornire una risposta in termini di prossimità ed assistenza verso chiunque vive una condizione di bisogno o di emarginazione. I nostri servizi, in concreto, sono: mensa itinerante a Stazione Termini, tre giorni alla settimana, 140 pasti ogni sera; mensa itinerante in via della Conciliazione, 150 pasti il venerdì di ogni settimana; mensa fissa, 120 pasti per 6 giorni alla settimana; distribuzione pacchi viveri per persone e famiglie in difficoltà, 320 pacchi al mese; assistenza e visite domiciliari.C’è anche un magazzino con generi alimentari, a sostegno di persone indigenti quali: famiglie, genitori separati, disoccupati e anziani. Attualmente questa attività aiuta 250 nuclei familiari”.

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Coronavirus, Sant’Egidio: precauzioni ma anche più solidarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Non lasciare solo nessuno, in particolare le persone più fragili e vulnerabili, di fronte al diffondersi dell’epidemia da coronavirus. E’ l’esigenza a cui Sant’Egidio sta cercando di rispondere in questi giorni, con senso di responsabilità, per contribuire efficacemente al contenimento del contagio, in ottemperanza alle misure necessarie, mantenendo, e se possibile rafforzando, quei legami di solidarietà che per tanti rappresentano un sostegno vitale.Si stanno moltiplicando le modalità di sostegno agli anziani: non solo provvedendo a bisogni di base (aiutare a portare la spesa o le medicine a domicilio, ad esempio) ma anche cercando tutti i mezzi per mitigare l’isolamento: in questi giorni, in vari istituti e case di riposo, agli anziani sono state recapitate lettere e video-messaggi da parte degli amici della Comunità, in particolare dei Giovani per la pace. E il programma “Viva gli Anziani”, presente a Roma e in altre città italiane, sta sviluppando una campagna informativa e di sostegno per aiutare gli anziani ad assumere le precauzioni necessarie.Una particolare attenzione richiede la situazione delle persone senza fissa dimora. La precarietà delle loro condizioni di vita è aggravata in questo periodo da un ulteriore isolamento generato dalla minore circolazione di persone (diventa più difficile per loro di ricevere attenzione e aiuto). Questo ci chiede di avere particolarmente a cuore la loro salute.Le mense della Comunità restano aperte e le distribuzioni dei pasti nelle “cene itineranti” proseguono, con le dovute precauzioni (uso di disinfettanti, ingressi scaglionati per mantenere le distanze di sicurezza, eventualmente pasti da portare via ), ma anche è necessario garantire a chi vive per la strada tutto ciò che può aiutare a proteggersi dal contagio. Per questo è iniziata una distribuzione, insieme al cibo, di gel igienizzanti e altri presidi utili. L’aumentato fabbisogno di cibo e di generi utili all’igiene è un invito ad una maggiore solidarietà.

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Solidarietà internazionale ai rifugiati e comunità di accoglienza in Sudan

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, chiede maggiore sostegno a favore del Sudan mediante un nuovo appello volto a raccogliere fondi per 477 milioni di dollari da destinare all’assistenza, nell’arco di quest’anno, degli oltre 900.000 rifugiati presenti nel Paese, nonché dei quasi 250.000 sudanesi delle comunità che li accolgono.Il Piano di risposta alla crisi di rifugiati in Sudan (Sudan Refugee Response Plan), presentato a Khartoum stamattina, prevede interventi umanitari ad opera dell’UNHCR e di oltre 30 partner.
Il Sudan può vantare una lunga tradizione di accoglienza a favore di rifugiati e richiedenti asilo, ma deve anche gestire il dramma dei propri cittadini sfollati interni, facendo fronte, allo stesso tempo, a una grave crisi economica. L’UNHCR rivolge il proprio appello in una fase in cui il Paese sta affrontando una storica transizione politica e necessita di solidarietà internazionale per conseguire pace e stabilità. Il gruppo più esteso di rifugiati accolto in Sudan è quello composto dai cittadini sudsudanesi: circa 840.000 hanno cercato rifugio nel Paese dal 2013. Sono, inoltre, necessarie risorse per i rifugiati originari di altri nove Paesi, in cerca di asilo da violenze e persecuzioni.Nel frattempo, il Sudan continua ad accogliere nuovi rifugiati. In Darfur, l’afflusso ininterrotto di rifugiati centrafricani in aree remote degli Stati del Darfur Meridionale e del Darfur Centrale ha fatto registrare un aumento da poco più di 5.000 a quasi 17.000 unità da settembre 2019.In Sudan i rifugiati sono presenti in oltre 130 località distribuite tra i 18 Stati del Paese. Circa il 70 per cento vive fuori dai campi, in villaggi, città e insediamenti. La maggioranza dei rifugiati e dei richiedenti asilo presenti in Sudan deve far fronte a livelli elevati di povertà, ha accesso limitato a opportunità di sostentamento, ed è accolta in alcune tra le regioni più povere del Paese, dove anche le comunità locali faticano a sopravvivere con risorse scarse.Sebbene, spesso, i rifugiati beneficino del sostegno generoso assicurato dalle comunità che li accolgono, la crisi ininterrotta che caratterizza il Sudan ha aggravato la situazione e le risorse locali continuano a scarseggiare.L’UNHCR, inoltre, prende parte agli sforzi umanitari interagenzie volti ad assistere circa 1,9 milioni di sfollati interni, guidando gli interventi di protezione e lavorando per assicurare tutela dei diritti alle persone interessate, alloggi di emergenza e distribuzioni di beni di prima necessità. Dall’anno scorso, il governo di transizione ha agevolato la consegna di aiuti in aree che per le agenzie umanitarie, in precedenza, non erano accessibili, tra cui regioni del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro, e del Jebel Marra, in Darfur.Anni di conflitto e instabilità hanno inoltre causato la fuga di oltre 600.000 rifugiati sudanesi nei Paesi limitrofi – tra i quali oltre 300.000 rifugiati dal Darfur al Ciad orientale. Da quando a maggio 2017 è stato firmato un Accordo tripartito tra il Governo del Sudan, il Governo del Ciad e l’UNHCR, quasi 4.000 rifugiati sudanesi hanno deciso di fare ritorno a casa. Si stima che altri faranno ritorno quest’anno.Nel 2019, l’operazione dell’UNHCR in Sudan ha continuato a restare tra quelle maggiormente sottofinanziate, dato che dei 269 milioni di dollari necessari è stato coperto solo il 32 per cento.

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