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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘solidarietà’

Appello per la solidarietà europea

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Di 100 intellettuali, filosofi, economisti, giuristi, storici, politologi europeisti di diversi Paesi dell’UE: Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Portogallo.L’Unione Europea non è solo un mercato comune dotato di un’unica moneta. E’ soprattutto una comunità politica definita dalla condivisione di valori politici basilari: l’uguaglianza, la dignità della persona, la pace, la solidarietà, i diritti di libertà e i diritti sociali attribuiti a tutti i cittadini europei. Oggi, di fronte alla più grave emergenza della sua storia, questo miracolo di civiltà giuridica rischia di precipitare nella tragedia degli egoismi economici e dei conflitti politici. Sappiamo bene che la cecità nazionalistica può avere effetti più devastanti di una pandemia. L’esperienza del secolo passato ce lo ha insegnato. Per questo, noi popoli europei abbiamo pattuito che, “per lottare contro i grandi flagelli che si propagano oltre frontiera”, gli Stati membri della nostra Unione “coordinano tra loro, in collegamento con la Commissione, le rispettive politiche” e “agiscono congiuntamente in uno spirito di solidarietà” (Trattato sul funzionamento dell’Unione, artt. 168 e 222).L’Europa può ancora prendere in mano la gestione della crisi, la quale richiede una risposta omogenea e unitaria, e perciò comunitaria, onde evitare che misure inadeguate, frammentarie e intempestive mettano a repentaglio il futuro di milioni di persone e le stesse prospettive dell’Unione.L’Unione europea, superando il penoso conflitto tra opposti sovranisti, deve agire immediatamente a sostegno dei Paesi in cui più violento è stato l’impatto del virus e meno sostenibili sono le conseguenze sociali del blocco delle attività produttive. Il futuro dell’Unione è legato alla tempestività e all’efficacia di questa azione a beneficio della vita dei suoi cittadini. Il benessere e la pace di domani dipendono dalle decisioni di oggi.

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Sassoli: combattiamo l’emergenza con la solidarietà e la democrazia

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, dopo l’incontro con i leader dei gruppi politici.“Il nostro messaggio è chiaro: la democrazia continua a funzionare. Tutti gli organi del Parlamento sono al lavoro per affrontare l’emergenza del Covid-19. E tutti sono in grado di riunirsi, partecipare, dibattere, proporre e votare.Oggi abbiamo deciso di tenere una plenaria straordinaria dell’Europarlamento il 16 e 17 aprile, per votare i nuovi provvedimenti della Commissione per fronteggiare l’emergenza, per discutere e aggiornare la nostra posizione su come affrontare questa catastrofe. La democrazia continua a funzionare, anche con nuovi strumenti. E questo lo vogliamo sottolineare con forza.E a proposito di democrazia, mi è stato dato il mandato di inviare una lettera alla Commissione Europea, per chiedere come la Commissione intende muoversi di fronte alla legge approvata dal Parlamento ungherese e se questo non costituisca una grave violazione dell’Articolo 2 del Trattato, quello che parla dei nostri valori, fondati sulla democrazia e la libertà.L’Europa sta reagendo, mostra la potenza della sua azione e ancora molto verrà fatto soprattutto se parteciperete insieme a noi alla lotta per sconfiggere il virus.Come Parlamento abbiamo voluto dare un piccolo esempio: abbiamo dato in dotazione alle autorità di Bruxelles una nostra sede per la cura dei pazienti e una flotta di 100 autoveicoli. Siamo pronti a fare lo stesso per le sedi di Lussemburgo e Strasburgo se ne avranno bisogno.
Siamo l’Europa, la nostra forza si chiama solidarietà”.

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Coronavirus e misure urgenti di solidarietà alimentare, la parola ai Comuni

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

In aggiunta a al DPCM che ha stanziato ai comuni un anticipo del fondo di solidarietà comunale, 4,3 miliardi di euro, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione civile ha emanato l’ordinanza 658 del 29 marzo 2020 con la quale vengono stanziati ulteriori 400 milioni di euro come risorse da destinare a “misure urgenti di solidarieta’ alimentare”, ripartiti in base alla popolazione (per l’80%) e ai valori reddituali comunali (per il 20%).I Comuni utilizzano il contributo per il rilascio di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti in un elenco che dovranno pubblicare nel proprio sito istituzionale, o per acquistare e distribuire direttamente generi alimentari e prodotti di prima necessità.
Saranno gli uffici dei servizi sociali di ciascun comune ad individuare il contributo e la platea dei beneficiari tra i nuclei familiari piu’ esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessita’ piu’ urgenti ed essenziali. Viene data priorità a chi non sia già destinatario di altro sostegno pubblico (come il reddito di cittadinanza).Per l’acquisto e la distribuzione dei beni il comune si può avvalere di enti del terzo settore (volontariato, no-profit). Possono anche essere utilizzati fondi derivanti da donazioni.L’entità dei fondi assegnati a ciascun comune è specificata neglli allegati dell’ordinanza. Al Comune di Firenze sono andati 2 milioni di euro. La parola ai Comuni, quindi, diretti interlocutori dei cittadini. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Governo. Coronavirus, la memoria, la solidarietà e le opportunità

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

“In questo momento in cui i Paesi più facoltosi hanno voltato le spalle all’Italia, noi, che non siamo ricchi, ma neanche privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà”.Sono le parole del primo ministro albanese Edi Rama, nel comunicare che una equipe di medici e infermieri albanesi è in procinto di partire per l’Italia. Ringraziamo l’Albania.E’ la memoria che ha superato fatti tragici, come quello dello speronamento italiano di una nave albanese che provocò 81 morti, o dell’ostracismo nei confronti degli albanesi, classificati prevalentemente come criminali. Alla memoria, breve, ci ricorda quel che è successo negli ultimi anni nei confronti dei nuovi migranti.Ora, il nostro Paese è in emergenza sanitaria ed economica e che ha fatto finora l’Europa lo abbiamo già scritto e ci evitiamo di ripeterlo.Serve immettere liquidità nel sistema, suggerisce l’ex presidente della BCE, Mario Draghi.Vediamo gli strumenti a disposizione.
1. Banca Europea Investimenti (Bei). Ha emesso obbligazioni per 450 miliardi. Le decisioni per gli investimenti sono prese a maggioranza, che ora è detenuta da Germania, Francia e Italia.
2. Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei). Controllato dalla Bei, supporta l’accesso al reddito delle piccole e medie aziende europee.
3. Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (Feis). Moltiplica, con l’effetto leva, gli investimenti pubblici e privati, attraverso prestiti della Bei.
C’è, inoltre la BCE, che si è impegnata a comprare 220 miliardi di titoli di Stato italiani. Una cifra enorme che l’Italia può utilizzare per pagare le spese.
Si è parlato del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Il fondo emette prestiti per assicurare assistenza finanziaria ai Paesi in difficoltà. Ricordiamo, per memoria, che il Mes è stato approvato dal governo Conte1, con Di Maio e Salvini vicepremier, e dal Parlamento, in auge il governo Conte2, sostenuto da M5S e PD. Ora, il governo Conte2 e l’opposizione sono contrari all’utilizzo del Mes per le condizioni onerose previste da tale meccanismo.Si discute di Eurobond (definiti Coronabond in questo momento) che sono titoli di Stato emessi dai Paesi dell’Eurozona. In sintesi, è una emissione di debito congiunto, il cui onere di restituzione è a carico collettivo.La Germania, e altri Paesi del NordEuropa, osteggiano tale soluzione perché temono che se i governi nazionali saranno autorizzati ad emettere Eurobond, si aprirebbe il varco a spese “libere” che verrebbero successivamente addossate a tutti i Paesi partecipanti.E’ stata richiamata la solidarietà, ricordando quella dei Paesi che tagliarono i debiti di guerra alla Germania e sottolineando che l’Olanda (il paese più contrario) gode di privilegi fiscali e che, quindi, non è nelle condizioni di alzare il ditino ammonitore.Nei prossimi giorni si discuterà.Certo è che se i meccanismi di solidarietà non saranno attuati si darà un duro colpo alla Ue e al suo futuro.Riteniamo che la cancelliere Angela Merkel non vorrà concludere la sua carriera politica come la responsabile dell’affossamento dell’istituzione europea. Margini di manovra ci sono. Il ministro degli Esteri tedeschi, Heiko Maas, ha dichiarato: “Quello che conta è essere solidali, anche sul piano finanziario, aiutando dove c’è maggiore urgenza”. Il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, afferma che ci vuole più Europa.I prossimi giorni saranno determinanti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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“Solidarietà Digitale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

NTT Ltd.in Italia, uno dei principali fornitori di servizi IT nel mondo, è lieta di comunicare di aver aderito al progetto “Solidarietà Digitale” lanciato dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione con l’obiettivo di aiutare i cittadini, i professionisti e le aziende a proseguire le proprie attività e mantenere una buona qualità della vita, pur dovendosi adattare alle nuove abitudini imposte dall’emergenza in corso e rispettare al tempo stesso le disposizioni del nuovo Decreto del Presidente del consiglio dei ministri (Dpcm 9 marzo 2020) per il contenimento e il contrasto del diffondersi del Coronavirus (SARS-CoV-2) sull’intero territorio nazionale.In questo particolare periodo storico e per far fronte all’impellente necessità delle aziende di portare avanti il proprio business e proteggere le proprie persone, NTT Ltd. scende in campo in Italia e aderisce alla proposta governativa volta a garantire la continuità operativa e a consentire ai dipendenti delle diverse organizzazioni di poter svolgere le proprie mansioni da remoto, rimanendo sempre collegati e aggiornati.“La nostra missione di creare, insieme, un futuro connesso non è mai stata così concreta e preziosa come in questo momento di urgenza” ha commentato Emanuele Balistreri, Country Mananging Director di NTT Ltd in Italia. “La tecnologia dimostra oggi tutto il suo potenziale per abilitare una trasformazione digitale già intrapresa da molte aziende ma che oggi diventa ancora più impellente. Con l’intenzione di rispondere alle sfide che questa emergenza ci chiede di affrontare, siamo onorati di partecipare a questa iniziativa per essere al fianco delle organizzazioni, che oggi si vedono costrette a trasformare il proprio modello operativo per continuare a contribuire attivamente all’economia del nostro paese – e di poter fornire loro gli strumenti e le competenze necessarie per creare comunità sempre più connesse e produttive.”NTT Ltd. mette così a disposizione delle aziende in Italia, a titolo gratuito, l’attivazione di una piattaforma per organizzare meeting in videoconferenza, la fruizione di licenze gratuite per un periodo di 90 giorni nonché l’accesso al materiale informativo e alla guida all’utilizzo dello strumento.Questa soluzione permette di tenere riunioni a distanza fra decine di utenti, in video o via telefono, sia tra colleghi sia includendo partecipanti esterni, accedendo da computer o da dispositivo mobile.Al termine del periodo, le licenze potranno essere chiuse senza alcun costo.

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Sassoli: la solidarietà europea mostra la sua potenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

A seguito di una videoconferenza con i leader dei vari gruppi politici del Parlamento europeo, il Presidente, David Sassoli, ha convocato per il 26 marzo una sessione plenaria straordinaria per approvare le misure proposte per affrontare la crisi provocata dal COVID-19. Sarà la prima sessione plenaria a utilizzare un sistema di voto a distanza. Dopo la riunione, il Presidente Sassoli ha dichiarato: “Intanto voglio esprimere la mia vicinanza e la mia solidarietà a tutti coloro che soffrono, per la malattia e per la perdita dei loro cari. Voglio anche testimoniare la mia ammirazione ed il mio sostegno a tutti coloro che sono in prima linea a fronteggiare questa pandemia.L’Europa si muove. Di fronte alla crisi drammatica che stiamo vivendo, di fronte al dovere di difendere la vita, il lavoro, la stabilità di tutti, l’Unione Europea sta reagendo. Certo, abbiamo dovuto combattere contro qualche egoismo nazionale, ma ora sono chiare le premesse con cui possiamo affrontare questa emergenza.
La decisione poi della scorsa notte della BCE di rendere disponibili 750 miliardi di euro si aggiunge all’indirizzo del PE, alle misure della Commissione, a quelle degli Stati, alle iniziative che potranno esserci ancora, come quella di mobilitare altri 500 miliardi dal Fondo salva stati, il cosiddetto MES. Parliamo di un intervento che, globalmente, sfiora i 2000 miliardi di euro. La più grande dimostrazione di potenza della solidarietà europea mai vista prima di ora. Più forte di un Piano Marshall, il programma che ci aiutò ad uscire dalle rovine della seconda guerra mondiale.Questi soldi ci aiuteranno a limitare gli effetti del Covid19, e sosterranno anche la ricerca nell’individuazione di un vaccino efficace. Saranno risorse utili a proteggere la nostra economia e il nostro modello di protezione sociale, aiutando il lavoro, le imprese, le famiglie a non essere lasciati soli ad affrontare questa stagione così difficile.In questa fase si tratta di soldi utili alle nostre strutture sanitarie, ai medici e al personale che con grande passione e generosità sono impegnati a salvare la vita di tanti cittadini. L’Unione non può consentire che nessuno resti solo, che nessuno di voi sia lasciato solo.
Anche il Parlamento europeo sta facendo e continuerà a fare il suo dovere. Ho voluto fortemente che il Parlamento resti aperto perché la democrazia non può farsi abbattere dal virus, perché siamo l’unica Istituzione europea votata dai cittadini e vogliamo rappresentarli e difenderli.Per questo ho deciso di convocare una plenaria straordinaria per giovedì 26 marzo al fine di approvare le misure di emergenza presentate dalla Commissione europea. Sarà la prima plenaria che voterà con il sistema del voto a distanza. Di fronte ad una emergenza dobbiamo usare tutti i mezzi che abbiamo a disposizione.È un momento difficile. Vogliamo essere vicini alle famiglie che hanno perduto i propri cari, ai malati, e ai compatrioti europei che vivono un momento di grande paura. Dobbiamo fare appello a tutte le nostre energie e alla responsabilità di ciascuno. L’Europa vincerà la sua sfida solo se saremo uniti, coraggiosi e solidali.”

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Società San Vincenzo De Paoli: solidarietà nella quotidianità

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

“Siamo qui a parlare con i giovani proprio perché, stimolare la loro sensibilità nelle politiche sociali, è una delle nostre priorità. Ci piacerebbe suscitare una vera e propria rivoluzione culturale incitando i giovani a sviluppare una nuova attenzione al prossimo”. Con queste parole Antonio Gianfico, Presidente nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli, ha aperto un incontro che si è tenuto recentemente con i giovani dell’Università Europea di Roma, organizzato nell’ambito delle attività di Formazione Integrale dello stesso ateneo.”L’Università è il luogo dove si forma la persona. Un posto in cui il presente, rappresentato dai docenti e da noi che interveniamo, ed il futuro, fatto di molti giovani volenterosi, si incontrano. Ed è proprio questa azione educativa che riteniamo fondamentale, perché, se tante cose oggi non si fanno, è perché non rientrano nella sfera delle nostre abitudini. Per sensibilizzare le nuove generazioni dobbiamo far entrare il valore della solidarietà nella quotidianità”. Dopo Antonio Gianfico è intervenuto Padre Gonzalo Monzón LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma, che ha illustrato ai giovani gli obiettivi dell’iniziativa.“Questo incontro fa parte di una serie di conferenze che hanno l’obiettivo di mostrare l’impegno del mondo del volontariato per il bene della società”, ha spiegato Padre Monzón. “Il buon esempio è la cosa più importante. Attraverso le testimonianze concrete di chi si impegna nel sociale, possiamo dare un contributo importante alla formazione degli studenti. L’Università Europea di Roma, infatti, crede in un progetto educativo che punta a sviluppare tutte le sfaccettature della persona, le sue facoltà, le sue abilità e competenze, in modo armonico e completo.Ci interessano, nello stesso modo, la formazione intellettuale e quella umana. Cerchiamo di favorire l’inserimento dei giovani nella società, offrendo strumenti che possano aiutarli a scoprire il senso più profondo della vita”.Nel corso della conferenza è stato presentato il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, concorso letterario riservato ai reclusi delle carceri italiane, organizzato dalla Società di San Vincenzo De Paoli in collaborazione con il Ministero della Giustizia ed il patrocinio di Camera e Senato. “Il Premio Carlo Castelli nasce nel 2008 per dare voce alle persone detenute attraverso la scrittura, pratica antica in cui il foglio diventa quasi uno specchio di sé”, ha spiegato Claudio Messina, Delegato del Settore Carcere nella Società di San Vincenzo De Paoli. “Nell’era attuale nessuno scrive più una lettera servendosi di carta e penna e i messaggi digitati al computer, o quelli istantanei affidati ai social, denotano la perdita di interiorizzazione e di discernimento. Sono spesso parole in libertà dettate da stereotipi di comportamento assai discutibili.I detenuti invece scrivono di sé, raccontano storie in cui proiettano tutte le ansie del vivere una condizione innaturale e quelle legate a un futuro oscuro, temuto non meno della carcerazione. Dopo l’edizione dello scorso anno, che aveva per tema “Riconoscere l’umanità in sé e negli altri per una nuova convivenza”, la XIII edizione del Premio chiede ora di raccontare “Il mondo di fuori visto da dentro”, ovvero di farci capire quali distorsioni della realtà possono filtrare dalla finestra stretta di una cella.Se è complicato per noi, uomini liberi, avere un’immagine realistica di un mondo globalizzato in cui le regole si spostano continuamente, è facile immaginare di fronte a quale disperazione possa trovarsi una persona rinchiusa per molti anni, completamente alienata e quasi sempre rifiutata nel momento in cui riacquista la libertà fisica.Se dunque il Premio svolge un’azione pedagogica per chi sta “dentro”, aiuta anche noi di “fuori” a prendere coscienza di una realtà che ci riguarda tutti”.Alla conferenza è intervenuto anche Giuliano Crepaldi, Presidente del Consiglio Centrale di Roma della Società di San Vincenzo De Paoli, che ha illustrato agli studenti le attività sociali nella capitale.“La Società di San Vincenzo del Consiglio Centrale di Roma – ha detto Crepaldi – attualmente è impegnata in una serie di attività volte ad intercettare le diverse istanze e ad offrire risposte concrete alle richieste di aiuto, ad esempio: sostegno alle famiglie ed agli anziani, distribuzione di pacchi contenenti generi alimentari per i bisognosi, mensa fissa ed itinerante, per i senza dimora ed indigenti, raccolta e distribuzione generi di prima necessità ( abiti e coperte ).È, inoltre, fortemente e concretamente impegnata a cogliere le nuove esigenze di chi versa in difficoltà ed a raccogliere le nuove sfide che caratterizzano i nostri tempi, per fornire una risposta in termini di prossimità ed assistenza verso chiunque vive una condizione di bisogno o di emarginazione. I nostri servizi, in concreto, sono: mensa itinerante a Stazione Termini, tre giorni alla settimana, 140 pasti ogni sera; mensa itinerante in via della Conciliazione, 150 pasti il venerdì di ogni settimana; mensa fissa, 120 pasti per 6 giorni alla settimana; distribuzione pacchi viveri per persone e famiglie in difficoltà, 320 pacchi al mese; assistenza e visite domiciliari.C’è anche un magazzino con generi alimentari, a sostegno di persone indigenti quali: famiglie, genitori separati, disoccupati e anziani. Attualmente questa attività aiuta 250 nuclei familiari”.

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Coronavirus, Sant’Egidio: precauzioni ma anche più solidarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Non lasciare solo nessuno, in particolare le persone più fragili e vulnerabili, di fronte al diffondersi dell’epidemia da coronavirus. E’ l’esigenza a cui Sant’Egidio sta cercando di rispondere in questi giorni, con senso di responsabilità, per contribuire efficacemente al contenimento del contagio, in ottemperanza alle misure necessarie, mantenendo, e se possibile rafforzando, quei legami di solidarietà che per tanti rappresentano un sostegno vitale.Si stanno moltiplicando le modalità di sostegno agli anziani: non solo provvedendo a bisogni di base (aiutare a portare la spesa o le medicine a domicilio, ad esempio) ma anche cercando tutti i mezzi per mitigare l’isolamento: in questi giorni, in vari istituti e case di riposo, agli anziani sono state recapitate lettere e video-messaggi da parte degli amici della Comunità, in particolare dei Giovani per la pace. E il programma “Viva gli Anziani”, presente a Roma e in altre città italiane, sta sviluppando una campagna informativa e di sostegno per aiutare gli anziani ad assumere le precauzioni necessarie.Una particolare attenzione richiede la situazione delle persone senza fissa dimora. La precarietà delle loro condizioni di vita è aggravata in questo periodo da un ulteriore isolamento generato dalla minore circolazione di persone (diventa più difficile per loro di ricevere attenzione e aiuto). Questo ci chiede di avere particolarmente a cuore la loro salute.Le mense della Comunità restano aperte e le distribuzioni dei pasti nelle “cene itineranti” proseguono, con le dovute precauzioni (uso di disinfettanti, ingressi scaglionati per mantenere le distanze di sicurezza, eventualmente pasti da portare via ), ma anche è necessario garantire a chi vive per la strada tutto ciò che può aiutare a proteggersi dal contagio. Per questo è iniziata una distribuzione, insieme al cibo, di gel igienizzanti e altri presidi utili. L’aumentato fabbisogno di cibo e di generi utili all’igiene è un invito ad una maggiore solidarietà.

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Solidarietà internazionale ai rifugiati e comunità di accoglienza in Sudan

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, chiede maggiore sostegno a favore del Sudan mediante un nuovo appello volto a raccogliere fondi per 477 milioni di dollari da destinare all’assistenza, nell’arco di quest’anno, degli oltre 900.000 rifugiati presenti nel Paese, nonché dei quasi 250.000 sudanesi delle comunità che li accolgono.Il Piano di risposta alla crisi di rifugiati in Sudan (Sudan Refugee Response Plan), presentato a Khartoum stamattina, prevede interventi umanitari ad opera dell’UNHCR e di oltre 30 partner.
Il Sudan può vantare una lunga tradizione di accoglienza a favore di rifugiati e richiedenti asilo, ma deve anche gestire il dramma dei propri cittadini sfollati interni, facendo fronte, allo stesso tempo, a una grave crisi economica. L’UNHCR rivolge il proprio appello in una fase in cui il Paese sta affrontando una storica transizione politica e necessita di solidarietà internazionale per conseguire pace e stabilità. Il gruppo più esteso di rifugiati accolto in Sudan è quello composto dai cittadini sudsudanesi: circa 840.000 hanno cercato rifugio nel Paese dal 2013. Sono, inoltre, necessarie risorse per i rifugiati originari di altri nove Paesi, in cerca di asilo da violenze e persecuzioni.Nel frattempo, il Sudan continua ad accogliere nuovi rifugiati. In Darfur, l’afflusso ininterrotto di rifugiati centrafricani in aree remote degli Stati del Darfur Meridionale e del Darfur Centrale ha fatto registrare un aumento da poco più di 5.000 a quasi 17.000 unità da settembre 2019.In Sudan i rifugiati sono presenti in oltre 130 località distribuite tra i 18 Stati del Paese. Circa il 70 per cento vive fuori dai campi, in villaggi, città e insediamenti. La maggioranza dei rifugiati e dei richiedenti asilo presenti in Sudan deve far fronte a livelli elevati di povertà, ha accesso limitato a opportunità di sostentamento, ed è accolta in alcune tra le regioni più povere del Paese, dove anche le comunità locali faticano a sopravvivere con risorse scarse.Sebbene, spesso, i rifugiati beneficino del sostegno generoso assicurato dalle comunità che li accolgono, la crisi ininterrotta che caratterizza il Sudan ha aggravato la situazione e le risorse locali continuano a scarseggiare.L’UNHCR, inoltre, prende parte agli sforzi umanitari interagenzie volti ad assistere circa 1,9 milioni di sfollati interni, guidando gli interventi di protezione e lavorando per assicurare tutela dei diritti alle persone interessate, alloggi di emergenza e distribuzioni di beni di prima necessità. Dall’anno scorso, il governo di transizione ha agevolato la consegna di aiuti in aree che per le agenzie umanitarie, in precedenza, non erano accessibili, tra cui regioni del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro, e del Jebel Marra, in Darfur.Anni di conflitto e instabilità hanno inoltre causato la fuga di oltre 600.000 rifugiati sudanesi nei Paesi limitrofi – tra i quali oltre 300.000 rifugiati dal Darfur al Ciad orientale. Da quando a maggio 2017 è stato firmato un Accordo tripartito tra il Governo del Sudan, il Governo del Ciad e l’UNHCR, quasi 4.000 rifugiati sudanesi hanno deciso di fare ritorno a casa. Si stima che altri faranno ritorno quest’anno.Nel 2019, l’operazione dell’UNHCR in Sudan ha continuato a restare tra quelle maggiormente sottofinanziate, dato che dei 269 milioni di dollari necessari è stato coperto solo il 32 per cento.

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Iraq: Rojc, vicini a militari feriti in missione

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

“Stiamo vicini ai cinque soldati rimasti feriti oggi, alle loro famiglie e a tutti le donne e gli uomini impegnati nelle missioni all’estero: i nostri militari fanno un lavoro difficile e pericoloso ma fondamentale per la sicurezza del nostro Paese. Ne siamo sempre convinti e lo ripetiamo con maggior forza in questa circostanza”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd), componente della commissione Difesa a Palazzo Madama, a proposito dell’attentato in cui sono rimasti feriti cinque militari italiani in Iraq.
Per la senatrice “questo sciagurato attacco deve risvegliare l’attenzione nazionale ed europea sul pericolo che rappresentano tuttora l’Isis e le forze della destabilizzazione, che non vanno sottovalutate né tantomeno considerate battute. Ringraziamo chi è sul campo e lavora per fermare i nemici della civiltà e di tutte le religioni”.

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Solidarietà alla senatrice Lilliana Segre

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

Le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e l’associazione medici di origine straniera in Italia(Amsi) esprimono solidarietà alla senatrice Lilliana Segre invitando tutti, mondo politico, istituzioni, comunità e associazioni arabe ,musulmane ,ebraiche ,cristiane ,diaspore africane e di origine straniera ad unirsi per combattere insieme il razzismo e le discriminazioni razziali e religiose ,l’antisemetismo e l’islamofobia che sono patologie gravi che nascono da disagi sociali e pregiudizi storici e politici contro la diversità e le varie civiltà. cosi dichiara il fondatore dell’Amsi e Co-mai Foad Aodi nonché membro del Gdl Salute globale della Fnomceo con grande preoccupazione di questa ondata di attacchi a cittadini italiani di altre religioni o di altro colore.
Urge intervenire con azioni culturali e mediatiche concrete da parte del mondo politico oltre le solidarietà che non basta più visto la gravità della situazione e gli slogan discriminatori e razzisti che arrivano dagli stadi ,scuole ,università ,mondo del lavoro ,sui mezzi di trasporto pubblici e dai social e trasmissioni televisive ,sono in aumento del 40% nel 2019 le segnalazioni che arrivano al nostro sportello congiunto Amsi ,Co-mai e del Movimento Internazionale Transculturale Uniti per Unire.

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Giornata della Fraternità, nel nome di Francesco e del dialogo

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Firenze martedì 8 ottobre, nel cenacolo di Santa Croce a Firenze (a partire dalle 9.30) due attori di primo piano nello scenario del dialogo cristiano islamico saranno tra i protagonisti della Giornata della fraternità. L’iniziativa di confronto internazionale, promossa dall’l’Opera di Santa Croce, con la Comunità dei Frati francescani minori conventuali, vede infatti tra i suoi partecipanti il principe El Hassan bin Talal di Giordania, chair del Royal Institute for Inter-Faith Studies di Amman, e il cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso. A ottocento anni dall’incontro tra Francesco di Assisi e il Sultano e a pochi mesi dalla Dichiarazione sulla Fratellanza Umana di Abu Dhabi, Firenze, città del dialogo, diventa ancora una volta ancora una volta crocevia di incontro. Come lo è stata negli anni Cinquanta e Sessanta grazie all’opera profetica di Giorgio La Pira. La storia e l’attualità delle relazioni tra due grandi religioni, la cristiana e l’islamica, sono al centro della Giornata, coordinata da don Alessandro Andreini e Giulio Conticelli, rispettivamente vicepresidente e consigliere dell’Opera di Santa Croce.Nella città toscana la cooperazione tra le grandi religioni è fatta di gesti straordinariamente concreti, anche grazie alla decisiva azione del Comune di Firenze. Nel 2015 è stato firmato un Protocollo d’Intesa fra i capi delle religioni cattolica, ebraica, islamica ed il Comune di Firenze, gettando le basi per la creazione della Scuola di alta formazione per il dialogo interreligioso e interculturale.Del resto Santa Croce, luogo chiave della spiritualità francescana, conserva la memoria dell’incontro epocale tra Francesco e il sultano in tre opere: il dipinto di Coppo di Marcovaldo nella Pala Bardi, l’affresco di Giotto per la Cappella Bardi, e il rilievo di marmo scolpito da Benedetto da Maiano sul pulpito della navata centrale.I lavori saranno aperti dall’introduzione del cardinale Giuseppe Betori e dai saluti del sindaco Dario Nardella, della presidente dell’Opera di Santa Croce Irene Sanesi, del prefetto Laura Lega, di padre Paolo Bocci, rettore della Basilica di Santa Croce e dell’imam Izzedin Elzir. Il principe El Hassan bin Talal di Giordania rappresenta una dinastia che da decenni è impegnata nella realizzazione di un nuovo corso di relazioni tra i popoli e gli uomini di fedi religiose diverse (suo fratello era Hussein I, amico di La Pira), mentre il cardinale Ayuso Guixot, è un esperto nella costruzione di ponti culturali e spirituali: comboniano e missionario in Egitto e Sudan, è stato docente di Islamologia a Karthoum e al Cairo e, quindi, al Pontificio istituto di studi arabi e d’islamistica. Sono previsti gli interventi di padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi; del prefetto Michele Di Bari, Capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero dell’Interno; di Giulio Conticelli dell’Università degli Studi di Firenze, consigliere dell’Opera di Santa Croce. Conclude Alessandro Martini, assessore ai Rapporti con le confessioni religiose del Comune di Firenze. Il coordinamento del confronto è affidato a don Alessandro Andreini, vicepresidente dell’Opera di Santa Croce.

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Solidarietà e professionalità per il futuro dei giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

Roma Giovedì 11 luglio 2019, alle 10.30, in via degli Aldobrandeschi 190, si terrà l’Open Day dell’Università Europea di Roma, giornata di accoglienza e di orientamento dedicata a chi desidera conoscere l’ateneo. I docenti dell’Università Europea di Roma illustreranno i Corsi di Laurea in Economia, Giurisprudenza, Psicologia, Turismo e Valorizzazione del Territorio e Scienze della Formazione Primaria, con una specifica attenzione agli sbocchi professionali.L’Università Europea di Roma, nell’Open Day, offrirà anche uno spazio dedicato ai genitori, affinché possano meglio conoscere la struttura che accoglierà i loro ragazzi.Gli elementi fondamentali del progetto formativo dell’Università Europea di Roma sono la qualità accademica, i servizi di tutoring, che permettono di studiare in maniera efficace e laurearsi nei tempi previsti, le attività di formazione necessarie per sviluppare le qualità umane, le esperienze all’estero per qualificarsi maggiormente e approfondire la conoscenza delle lingue e il servizio di Job Placement, che avvicina gli studenti alla realtà lavorativa del territorio. Tutto questo rende il progetto formativo in grado di formare professionisti con valori umani, capaci di incidere positivamente nella società.L’Università Europea di Roma, infatti, ha tra i suoi obiettivi principali la formazione della persona: una formazione che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali, ma che orienti anche i giovani ad una crescita personale e sviluppi uno spirito di servizio per gli altri.Per questa ragione gli studenti sono chiamati a partecipare per un anno ad attività di responsabilità sociale, che sono un servizio volto a promuovere i valori della convivenza e dell’accoglienza.Il servizio per gli altri è un’opportunità di formazione che l’Università Europea di Roma ha voluto offrire ai giovani fin dalla sua fondazione, per aiutare i più bisognosi con spirito di amicizia e di solidarietà.

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Al via l’estate di solidarietà

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Parte la vacanza alternativa di chi sceglie di passare una o più settimane insieme a chi non avrebbe avuto la possibilità di farlo. E dimostra che esiste un’Italia generosa e solidale. Perché anche l’estate – e non solo l’inverno per il freddo – è per molti poveri un momento difficile: il caldo intenso, la diminuzione delle occasioni di incontro nelle città che si svuotano, i servizi ridotti, accentuano l’isolamento e divengono un vero fattore di rischio anche per la salute di molti tra loro. Soprattutto per i più fragili, l’estate non è sinonimo di vacanza, ma di solitudine. Un fenomeno in crescita, che riguarda soprattutto gli anziani, considerando che sono milioni gli italiani over 65 che non si allontanano da casa nemmeno per un giorno durante i mesi estivi.
Per questo, durante l’estate, in tutte le città italiane dove è presente, la Comunità di Sant’Egidio non interrompe la sua presenza accanto ai poveri, mantenendo aperte le mense e i centri di aiuto, ma propone anche delle vere e proprie vacanze con chi accompagna durante tutto l’anno: una settimana al lago, al mare, in collina, in montagna, in modo autogestito e autofinanziato. Un’occasione non solo per allontanarsi dal caldo delle città ma anche per uscire dalla solitudine, incontrare gli altri e far crescere l’amicizia. Si tratta di una vera e propria vacanza: i volontari, giovani e adulti, a volte con le loro famiglie, trascorrono questi giorni con i bambini delle Scuole della Pace (minori in difficoltà delle periferie), gli anziani, le persone con disabilità, i senza dimora e i migranti, tra i quali anche alcuni venuti con i corridoi umanitari. E’ la vacanza alternativa e solidale che ci piace e che vede crescere ogni anno l’adesione dei volontari che intendono viverla con il loro impegno libero e gratuito.A queste iniziative si affianca, tra la fine di luglio e inizio di settembre, la Summer School of Peace, che coinvolgerà in attività di sostegno scolastico ed educativo 80 bambini rom di Roma, passo fondamentale per la loro inclusione sociale, resa possibile grazie a una rete di centinaia giovani di tutta Italia che si alterneranno durante le vacanze. Infine decine di studenti universitari di varie città italiane trascorreranno alcune settimane in Africa, impegnati in missioni di solidarietà, nell’ambito del programma DREAM per la cura dell’AIDS e delle distribuzioni di aiuti alle popolazioni del Malawi e del Mozambico, colpite il marzo scorso dal ciclone Idai.

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Da Mozart a Piazzolla: quando la grande musica è solidarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

Camerino. Lunedì 10 giugno 2019 alle ore 20.30, nell’aula magna del Polo Liceale di Camerino, ultima tappa del progetto “Da Kabul a Camerino – In viaggio con Rita Cucé” e il Quartetto del Teatro Regio di Torino, con la partecipazione straordinaria del violinista Alessandro Quarta.Un viaggio pieno di note che partendo dal Concerto per pianoforte n. 14 in mi bemolle maggiore, K. 449 di Wolfgang Amadeus Mozart, maestro che trova in Rita Cucè una delle sue interpreti più sensibili, arriverà fino alle atmosfere del tango di Astor Piazzolla con Alessandro Quarta che proporrà brani del compositore argentino quali Chau Paris, Oblivion, La Muerte del Angel, Jeanne y Paul, Fracanapa, Libertango.
L‘appuntamento chiude il progetto “Da Kabul a Camerino – In viaggio con Rita Cucé” finalizzato alla raccolta di fondi per la ricostruzione dell’Istituto Nelio Biondi di Camerino, distrutto dal sisma del 2016.Il progetto ideato e promosso dell’associazione UnAltroPremio-Festiv’Art2.0, in accordo con il Comune di Camerino, nasce dall’esperienza maturata dalla pianista Rita Cucè, nel programma “Afghanistan back to the music” voluto nel 2005 da Marco Braghero dell’Associazione Peacewaves International Network che ebbe tra i suoi sostenitori il Teatro Regio di Torino.Naturale che in questa occasione, l’Associazione Peacewaves International Network abbia saputo coinvolgere partner come il Consiglio Regionale, la Fondazione CRT e il Teatro Regio di Torino. Comune capofila del progetto “Da Kabul a Camerino” è Arezzo “Città della Musica” e sostenitori sono i comuni di Bolsena e Ascoli Piceno e la Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago.
Ingresso libero. Media partner è CLASSICA HD.

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Notre-Dame: la solidarietà dell’Unione Buddhista Italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Roma.L’incendio della Cattedrale di Notre-Dame colpisce certamente per il suo impatto nell’immaginario collettivo perchè questa chiesa, nella storia, è sempre stata uno dei luoghi di maggiore rappresentanza della cultura cristiana e della sua capacità, attraverso l’arte, di trasmettere un senso di straordinaria grandezza e spiritualità profonda. Ma proprio il fatto che anche un luogo come questo non sia stato esente dal pericolo e dalla minaccia di distruzione, ci ricorda quanto in generale la vita sia un’espressione dell’impermanenza e della sofferenza. E quanto la vita, in ogni sua espressione, vada tutelata con cura e consapevolezza in tutta la sua bellezza e fragilità e quanto importante sia agire ovunque, nel mondo, per ridurre ogni forma di sofferenza. L’Unione Buddhista Italiana esprime la propria vicinanza ai cittadini di Parigi, a tutti i francesi e rinnova il proprio senso di amicizia e fratellanza verso tutti i cristiani in ogni parte del mondo.

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Notre-Dame che brucia fa male al cuore di tutti: solidarietà alla Francia e ai francesi

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Così il presidente dell’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) commenta esprimendo il suo grande dispiacere per ciò che sta vedendo tutto il mondo: le fiamme che bruciano la cattedrale NotreDame. “Auspichiamo – soggiunge Foad Aodi Fondatore Amsi e Co-mai –  che l’incendio venga spento subito per rivedere la cattedrale presto come era con i suoi valori storici, religiosi e culturali e nel suo significato condiviso anche dal mondo arabo e musulmano. In tale drammatico evento esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alla Francia e ai francesi e l’auspicio di poter essere uniti per salvare i grandi valori che appartengono all’umanità intera. Tutti gli arabi e musulmani italiani si stringano ai francesi e chiediamo agli arabi e ai musulmani francesi di stare vicini e sostenere la Francia in questa giornata molto triste per tutti”, conclude Aodi.

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Convegno “Solidarietà: la forza della fragilità per una società solidale – per passare dalle parole ai fatti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

Roma mercoledì 16 gennaio 2019, ore 16,00 – Museo Venanzo Crocetti, Via Cassia, n. 492 Convegno “Solidarietà: la forza della fragilità per una società solidale – per passare dalle parole ai fatti”. HERMES 2000 Associazione Culturale e per il Tempo Libero dal 2006 dedica una giornata alla Solidarietà, organizzando un Convegno annuale su temi strettamente collegati al sociale, che vengono scelti con particolare attenzione. Sempre dal 2006, HERMES 2000 coordina il TAVOLO PERMANENTE DELLA SOLIDARIETÀ, sodalizio spontaneo e informale al quale aderiscono oltre cento Organismi di volontariato operanti a Roma con l’obiettivo di creare una rete di collaborazione e sinergia fra gli stessi nonché di sostenere e divulgare le rispettive iniziative umanitarie e sociali.
Il Convegno si svolgerà all’interno della Mostra collettiva di arti visive “Forza e fragilità nell’Arte, un modo per raccontarsi e per raccontare”, organizzata dalla Consulta della Disabilità del Municipio XV di Roma Capitale in collaborazione con HERMES 2000, nella quale, dall’11 al 16 gennaio p.v., esporranno artisti disabili e normodotati, per offrire ai primi la possibilità di esporre le proprie opere e trasmettere, così, il messaggio di positività e di fiducia che è possibile trarre dall’Arte, che consente a chiunque di esercitare le proprie capacità sia fisiche che mentali, senza porre preclusione di sorta né ostacoli insuperabili.Gli interventi di relatori qualificati ognuno nel proprio settore saranno finalizzati ad approfondire il concetto di fragilità nelle sue diverse sfaccettature e a sottolineare le tante fragilità del mondo contemporaneo, nel quale, al contrario, sembra non esserci posto per questo concetto.Il pieno successo dei precedenti Convegni è sempre stato assicurato da una numerosa partecipazione del mondo del volontariato romano nonché di tante persone sensibili alle problematiche sociali ed HERMES 2000 è particolarmente grata a chi ha ogni volta confermato amicizia, disponibilità e collaborazione.

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Ue: tante parole ma poca solidarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 25 novembre 2018

Bruxelles. Da parecchio tempo, e non solo per le recenti defaticanti e destabilizzanti diatribe tra Roma e Bruxelles, rappresentanti ed economisti di molti paesi europei, in primis della Germania, manifestano grande attenzione nei confronti dell’economia italiana. Cosa legittima che, se fatta con spirito di collaborazione, potrebbe essere utile.
L’ultimo intervento viene dal noto settimanale tedesco Die Zeit che, pur manifestando preoccupazione per l’alto livello del suo debito pubblico, riconosce che il surplus della bilancia commerciale riflette un’evidente capacità competitiva dei settori industriali e tecnologici italiani, evitando così il fardello del debito estero. Ciò rende l’Italia molto differente dalla Grecia.
Per Die Zeit, quindi, le preoccupazioni dei mercati internazionali non verrebbero principalmente dalla politica fiscale e dal bilancio nazionale annunciato dal governo ma dalle motivazioni politiche che li sostengono. Di conseguenza, si teme una esasperazione dello scontro anziché perseguire la necessaria moderazione.
Per superare questo dilemma, il settimanale tedesco presenta una proposta dell’Hans Boeckler Stiftung, un istituto sindacale di studi macroeconomici e congiunturali di Dusseldorf. Si sostiene che i ministri delle finanze dell’Unione europea potrebbero autorizzare la Bce ad acquistare titoli di stato dei paesi con lo spread più alto. Ciò dovrebbe essere subordinato, però, a una bilancia commerciale in attivo. Solo l’annuncio di tale intenzione eviterebbe l’applicazione di alti tassi d’interesse che stanno mettendo a repentaglio l’unione monetaria. L’indebitamento dell’Italia sarebbe così sottratto alle pressioni dei mercati finanziari. Per via del suo surplus commerciale, esso sarebbe sopportato in gran parte dagli italiani. Die Zeit ammette che è un passo che richiede coraggio politico ed economico da parte dell’Europa.
Riteniamo che, rispetto all’attuale profonda divisione all’interno dell’Unione, tale scelta potrebbe essere un’iniziativa unificante.
Altrimenti di tanto in tanto rifà capolino la proposta di risanare i nostri conti pubblici con una tassa del 15% sul patrimonio finanziario dei cittadini italiani. In tal modo si porterebbe il debito pubblico sotto la soglia del 100% del pil. Tale idea, si ricorderà, fu proposta per la prima volta dal management della Kommerzbank, la seconda banca tedesca. E’ la stessa banca, in verità, che nel 2008 fu salvata dalla bancarotta con i soldi pubblici. Sarebbe naturalmente una misura iniqua che colpirebbe anzitutto il risparmio.
Come si può vedere, le varie proposte sono figlie di contrapporti approcci e di differenti analisi economiche. Mettono, però, in risalto il vero problema dell’Europa: la mancanza di solidarietà. Per solidarietà non s’intende far pagare agli altri le debolezze e gli errori di alcuni, ma affrontare con giustizia e intelligenza le difficoltà, che da un singolo paese possono propagarsi agli altri.
Per esempio, il quantitative easing, il meccanismo di acquisto di titoli di stato da parte della Bce, non è stato e non è fatto con l’intenzione di aiutare i paesi più in difficoltà. Esso si applica in proporzione al pil di ciascun paese, per cui la Bce acquista, proporzionalmente, più Bund tedeschi di tutti gli altri titoli. Ciò va indubbiamente a beneficio della Germania, la cui economia è già la più forte, e aiuta meno chi ne avrebbe più bisogno. Anche la politica dei tassi bassi ha giovato a chi ha già un interesse basso, e meno a chi deve colmare lo spread pagando di più.
Non si tratta di colpevolizzare chi sa far funzionare meglio la sua economia e la sua burocrazia. Certo è che se si vuole equilibrare l’intera economia europea, un’attenzione particolare dovrebbe essere posta alle realtà più deboli. Altrimenti è inevitabile che i forti diventino più forti e i deboli sempre più deboli.
E che dire di un euro, che complessivamente è, quindi, meno forte nei confronti del dollaro e perciò favorisce anche le esportazioni dei paesi più competitivi? E del conseguente enorme surplus commerciale, per esempio della Germania, che così aumenta, anche senza volerlo, gli squilibri economici interni all’Unione europea?
D’altra parte il ruolo della locomotiva non è quello di marciare da sola, ma quello di trascinare il resto del treno. Perdere questa prospettiva, e con essa la pacatezza di fare valutazioni giuste e di prendere decisioni lungimiranti, rischia di danneggiare l’intero sistema, comprese le economie più forti.
Troppo spesso si dimentica che per tutti i paesi europei, e quindi anche per la Germania, il mercato principale non è quello cinese o americano, ma è quello europeo. Perciò se si lasciano indietro i paesi più deboli, a un certo punto sarà l’intero sistema e l’intero mercato europeo a farne le spese.
In questo quadro, i recenti dati forniti dai vari organismi europei e internazionali, che evidenziano un generale e significativo abbassamento delle aspettative di crescita di tutti i paesi dell’Unione, rafforzano l’esigenza di rivedere profondamente le politiche economiche dell’Unione. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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“Raggi all’angolo inveisce su libertà stampa, solidarietà a Repubblica”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 novembre 2018

“Incapace di governare e di ammettere le proprie responsabilità, la Sindaca di Roma preferisce far finta che la manifestazione di sabato sia stata orchestrata dall’opposizione anziché da liberi cittadini stanchi di una città allo sbando. In pratica, anziché fare un necessario ‘mea culpa’, la Raggi attacca la libertà di stampa prendendosela con il quotidiano la Repubblica, dando così un ennesimo segnale di miopia. È attaccata su più fronti, con un processo pendente e il fallimento amministrativo che ormai è sotto gli occhi di tutti, nonostante ciò la Sindaca circoscrive l’evento di sabato a una protesta politica e la butta in ‘caciara’ contro i soliti nemici giornalisti accaniti. Vecchia storia, Virginia, ormai – a parte qualche tuo amichetto su facebook – nessuno ti crede più”. Lo dichiara in una nota il gruppo capitolino del Pd. (n.r. Le opposizioni, riguardo l’amministrazione della Raggi a Roma, non hanno tutti i torti di là degli spunti polemici che non possiamo del tutto condividere. Noi che ci mettiamo dalla parte di chi vede la situazione solo da cronisti avevamo colto l’inversione di tendenza, già dopo alcuni mesi dalle elezioni, dei romani che plebiscitariamente l’avevano votata. E abbiamo anche intuito la ragione che si è validata nel tempo. Siamo anche convinti che i suoi supporter pentastellati da Grillo in testa si erano da subito resi conto dell’errore ma non hanno avuto il coraggio di dimissionare la sindaca nel timore di perdere il consenso elettorale con una nuova chiamata al voto. Ci siamo anche chiesti cosa possa aver provocato questa inversione di tendenza e la risposta riteniamo di averla trovata nella perdita di contatto con il popolo romano che vuole sentire il sindaco come una sua creatura e partecipare anche alle sue defaillances se confessate, se spiegate, se emendate. E dire che ai romani basta poco per conquistarli. Non ha saputo scendere in piazza, mescolarsi tra la gente, parlare se non dietro il paravento degli incontri istituzionali e delle conferenze stampa per dare della sua amministrazione un’immagine non sempre corrispondente alla realtà e non è necessario essere smaliziati per capire che stava ciurlando nel manico.)

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