Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘solidarietà’

Editoria, Nardi: “Solidarietà ai giornalisti e ai lavoratori del Tirreno”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 Maggio 2021

“Esprimo vicinanza e solidarietà a tutti i giornalisti e lavoratori del Tirreno, compresi coloro che hanno contratti di collaborazione e ai fotografi e che in molti casi hanno ancora meno tutele e voci di rappresentanza. L’editoria sta attraversando una fase delicata e di crisi. E come altri settori sta subendo le conseguenze economiche complesse innescate dalla pandemia Covid. La stampa e la libertà d’informazione sono però, innegabilmente, meccanismi da tutelare. Anche nell’ultimo anno abbiamo visto l’importanza di una comunicazione ampia, diffusa e composta da molteplici attori. Sia il Parlamento che il Governo hanno posto la questione della salvaguardia dell’editoria, sarà un tema che verrà affrontato e discusso nel prossimo periodo. E’ giusto anche chiedere un sostegno pubblico da parte delle società, ma occorre che gli editori abbandonino l’idea di riversare sui giornalisti e i lavoratori le difficoltà delle aziende”. Così la presidente della commissione Attività produttive della Camera, Martina Nardi.

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Vaccinazione COVID-19: i deputati chiedono la solidarietà dell’UE e del mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Bruxelles. Mercoledì, nel corso del dibattito in Plenaria con la Presidenza portoghese e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, i deputati hanno commentato lo stato di avanzamento della strategia UE di vaccinazione COVID-19. Molti deputati hanno sottolineato che l’UE ha preso le giuste decisioni chiave, in particolare sull’approccio collettivo europeo alla vaccinazione e sulla difesa dei diritti dei suoi cittadini, mettendo al primo posto la sicurezza e facendo rispettare le norme europee sulla responsabilità.La Presidente von der Leyen ha difeso la scelta dell’UE di ordinare i vaccini collettivamente, la necessità di solidarietà globale e la decisione di non prendere scorciatoie sulla sicurezza e l’efficienza dei vaccini.Ha poi riconosciuto che bisogna trarre lezioni dagli errori del passato, poiché “non siamo ancora dove vogliamo essere nella lotta contro il virus”.Secondo i deputati, “nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro” e le soluzioni per uscire dalla crisi devono essere trovate nello spirito di solidarietà, sia tra i Paesi UE che a livello globale. L’UE ha una responsabilità verso il resto del mondo e deve garantire che i vaccini siano distribuiti equamente a livello globale.I deputati hanno riconosciuto che l’UE ha sottovalutato le sfide relative alla produzione di massa dei vaccini e che è necessario prendere con la massima priorità delle misure concrete per aumentare la produzione. Molti deputati hanno esortato la Commissione a far rispettare i contratti esistenti e, allo stesso tempo, a sostenere gli Stati membri nelle loro strategie di vaccinazione.Secondo alcuni deputati, per costruire la fiducia dei cittadini negli sforzi di vaccinazione ed evitare la disinformazione, l’UE deve “dire la verità”. A tale proposito, molti deputati hanno ricordato la necessità di trasparenza sui contratti, oltre a dati completi e chiari sulla distribuzione a livello nazionale dei vaccini.Tenendo conto delle grandi quantità di denaro pubblico investito, diversi deputati hanno chiesto un maggiore controllo parlamentare sull’attuazione della strategia dei vaccini.

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“Solidarietà a carabiniere ferito, il Governo non tutela le Forze dell’Ordine e gli italiani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2020

“I migranti tanto cari al Governo Pd-M5S hanno aggredito l’autista del pullman che li stava trasferendo da Porto Empedocle (Agrigento) a Trapani e mandato in ospedale un carabiniere che era in servizio di scorta. Poi, ovviamente, sono scappati. E i ministri Bonafede e Lamorgese cosa fanno per tutelare le Forze dell’Ordine e garantire la sicurezza degli italiani? Nulla”. Lo dichiara, in una nota, il Questore della Camera e membro della commissione Affari esteri Edmondo Cirielli (FdI): “E’ vergognoso che la maggioranza giallorossa continui a far finta di non vedere ciò che, quasi ogni giorno, accade nei centri di accoglienza, dove i nostri uomini e le nostre donne in divisa vengono lasciati in balia di clandestini violenti che non vogliono rispettare le nostre leggi. Tra l’altro, anche in questo caso, si tratta di tunisini che sono espatriati dal loro Paese dove non c’è alcuna guerra. E, dunque, perchè consentiamo loro di sbarcare illegalmente in Italia? Perché il Governo Conte non difende le frontiere sovranazionali? Mi auguro che i tunisini in fuga vengano rintracciati il prima possibile e poi espulsi immediatamente. E’ assolutamente necessario il blocco navale, proposto più volte da Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni, per fermare l’immigrazione clandestina e ripristinare la legalità e la sicurezza nella nostra Patria. Al carabiniere e all’autista aggrediti giunga la mia totale solidarietà” conclude Cirielli.

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Donazioni alimentari in tutt’Italia per la Giornata internazionale della solidarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Frutta e verdura di stagione, pasta, conserve di pomodoro, vino e olio degli Agricoltori Italiani in dono alle famiglie in difficoltà a causa della crisi scatenata dalla pandemia. È in questo modo, attraverso una grande campagna di raccolta di cibo, che ASeS, la Ong di Cia, ha deciso di celebrare e dare un significato concreto alla Giornata internazionale della solidarietà, che si tiene ogni anno il 20 dicembre.A collaborare con ASeS in questa nuova iniziativa solidale ci sono le Cia regionali di Lombardia, Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Calabria e Puglia, insieme alla Comunità di Sant’Egidio e a numerose Caritas sul territorio, fondamentali per individuare i beneficiari e consegnare le derrate alimentari raccolte.“L’accesso al cibo deve essere garantito a tutti -spiega la presidente di ASeS-Cia, Cinzia Pagni-. Ma la pandemia ha fatto emergere nuove povertà, tra chi ha perso il posto di lavoro o non ha riaperto l’attività, chi non è rientrato negli aiuti del governo o chi ha una pensione al minimo. Solo nel periodo maggio-settembre, confrontato con lo stesso periodo del 2019, l’incidenza dei nuovi poveri, per effetto dell’emergenza Covid, è passato dal 31% al 45%. Con oltre 2 milioni di famiglie a rischio indigenza e un aumento superiore al 100% del numero di cittadini che si rivolgono ai servizi delle Caritas e degli enti caritatevoli per avere un aiuto per mangiare”. Un problema italiano, ma non solo. La crisi economica scatenata dal Covid, infatti, rischia di far aumentare la povertà a livello globale, quando già ci sono oltre 800 milioni di persone che non hanno cibo a sufficienza in tutto il mondo. Anche per questo motivo, contestualmente alla campagna in Italia, ASeS-Cia lancia iniziative analoghe di donazioni alimentari per la Giornata internazionale della solidarietà presso le sue sedi estere in Paraguay, Senegal e Mozambico, dove porta avanti da anni progetti di cooperazione allo sviluppo.

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Asilo: più solidarietà tra gli Stati membri e fondi ai paesi in prima linea

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Bruxelles. Secondo il Parlamento europeo, l’attuale legislazione non garantisce un’equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri né un rapido accesso alle procedure di asilo. Il regolamento Dublino III del 2013 attribuisce “una responsabilità sproporzionata su una minoranza di Stati membri, soprattutto nei periodi di grande afflusso di migranti”.In una risoluzione per valutare il funzionamento della legge che determina lo Stato membro che deve occuparsi di una domanda d’asilo, il PE chiede l’introduzione di un meccanismo di solidarietà per garantire la continuità del diritto fondamentale di asilo nell’Unione e la ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri.Il testo non legislativo è approvato con 448 voti favorevoli, 98 contrari e 149 astensioni.L’inadeguata applicazione della gerarchia dei criteri, in particolare l’uso eccessivo del criterio del paese di primo ingresso, e l’inefficace attuazione dei trasferimenti, hanno aumentato la pressione su alcuni paesi, ovvero Grecia, Italia, Malta, Cipro e Spagna.I deputati deplorano che il Consiglio, contrariamente al Parlamento, non abbia preso posizione sulla proposta di riforma del regolamento di Dublino del 2016, bloccando così il processo e lasciando che l’Unione disponesse dello “stesso insieme di norme che si sono dimostrate inefficaci nella gestione di un numero elevato di arrivi”.Inoltre, gli accordi ad hoc sulla ricollocazione non sostituiscono un sistema europeo comune di asilo armonizzato e sostenibile. I deputati chiedono maggiori risorse e capacità per gli Stati membri in prima linea, finché il sistema di Dublino non sarà riformato.Il Parlamento ha adottato, con 512 voto favorevoli, 134 contrari e 49 astensioni, una seconda risoluzione sull’attuazione dell’attuale direttiva sui rimpatri.I deputati sottolineano che “una politica di rimpatrio efficace è uno degli elementi fondamentali di una politica dell’UE in materia di asilo e di migrazione ben funzionante” e che dal 2015 il numero di decisioni di rimpatrio eseguite è in diminuzione, non necessariamente a causa della diminuzione degli ingressi irregolari.Tuttavia, l’efficacia della politica UE di rimpatrio non dovrebbe essere misurata solo in termini di tassi di rimpatrio, ma anche in base alla sostenibilità degli stessi e all’attuazione delle garanzie dei diritti fondamentali, al rispetto delle garanzie procedurali e all’efficacia dei rimpatri volontari.I Paesi UE sono quindi invitati ad assegnare capacità adeguate e una formazione sufficiente alle autorità responsabili. Ove possibile, i rimpatri volontari dovrebbero avere la priorità, ma i minori non accompagnati non dovrebbero essere rimpatriati a meno che non si possa dimostrare che sia nel loro interesse.La commissione parlamentare per le libertà civili (LIBE) sta attualmente esaminando la proposta della Commissione europea del 2018 che modifica l’attuale direttiva sul rimpatrio.

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Grandi imprese e solidarietà ai tempi del Coronavirus: Storie da ricordare

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Edito Valentia Edizioni, disponibile sulla piattaforma CharityStars al link http://www.charitystars.com/product/storie-da-ricordare-grandi-imprese-e-solidarieta-ai-tempi-del-coronavirus-it. Un libro a scopo benefico che unisce diverse storie: storie d’imprenditori, di associazioni e di persone che hanno deciso di mettersi a disposizione per contrastare la lotta contro il COVID, con la finalità di dare una mano all’ambiente, fortemente in bilico negli ultimi anni.E’ così che nasce Storie da ricordare – Grandi imprese e solidarietà ai tempi del Coronavirus, una raccolta di testimonianze, di sodalizi, associazioni, istituzioni e cittadini meritevoli che si sono impegnati e contraddistinti su scala nazionale per contrastare il Covid-19. Un libro illustrato che racconta, attraverso gli occhi dei protagonisti, uno dei momenti più bui che l’Italia sta vivendo dal dopoguerra ad oggi e i cui proventi serviranno a costruire aree destinate agli alberi.Un’iniziativa che prende vita dall’impegno di Associazione Valentia realtà presente dal 2017 a Vibo Valentia, composta da un cospicuo numero di ragazzi che da anni dona il proprio solerte impegno per aiutare chi ne ha bisogno, attivandosi per il sociale, principalmente nel Meridione, in una delle regioni più martoriate dell’intera Penisola. Obiettivo primario dare sostegno fisico e psicologico a chi ne ha bisogno, aiutando le persone che vivono in condizioni economiche disagiate e precarie.Un segno simbolico per le nuove generazioni, una testimonianza del lavoro, della solidarietà e dell’umanità che tanti italiani, non solo quelli presenti nel libro, dimostrano giorno dopo giorno, in quello che può essere definito un vero e proprio “conflitto”. Con la prefazione del giornalista Ismaele La Vardera e la conclusione del giornalista Michel Dessì, Storie da ricordare – Grandi imprese da ricordare ai tempi del Coronavirus è edito da Valentia Edizioni e disponibile su CharityStars, piattaforma dedicata alle organizzazioni no profit, già famosa per le tante azioni di beneficenza e per la partecipazione alla sue iniziative di celebrities del mondo del calcio e non solo.

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“Solidarietà agli editori librai”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

“Chiediamo, come chiesto dai principali editori nazionali nel manifesto “Uniti dai libri”, di garantire l’apertura delle librerie in quanto attività essenziali. La chiusura delle librerie rischierebbe di compromettere un settore già in crisi a causa del lockdown e della generale risposta limitata del governo. Chiediamo fondi straordinari già nel decreto Ristori: presenteremo emendamenti in tal senso.” Così il capogruppo di FDI in commissione Cultura ed Editoria, deputato Federico Mollicone.

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Terrorismo islamico: solidarietà a Francia, Europa sotto attacco

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Roma Senato. “Abbiamo il dovere di iniziare questa seduta esprimendo la nostra piena solidarietà alla Francia e alla città di Nizza così duramente colpita dal terrorismo islamico. Hanno colpito chi pregava in Chiesa, così come quindici giorni fa avevano assassinato e decapitato un insegnante impegnato in una lezione sulla libertà di espressione. La Chiesa e la Scuola: i simboli della nostra civiltà e della nostra libertà”.È quanto ha affermato il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, aprendo la seduta dell’Aula. “Ancora una volta colpiscono a Nizza, città già così duramente sconvolta dalla strage del 14 luglio 2016, nuovamente la Francia impegnata nel Mediterraneo ad arginare la Turchia. Fratelli d’Italia chiede al governo di sollecitare l’Europa ad assumere un atteggiamento univoco e fermo contro chi, come Erdogan, soffia nel fuoco, alimentando di fatto la follia terrorista. Basta cedimenti, basta connivenze”, conclude il senatore Urso.

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L’UNHCR chiede solidarietà, sostegno e soluzioni per i rifugiati rohingya

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Alla vigilia della conferenza di donatori per i rifugiati rohingya che si terrà questa settimana, l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, oggi sottolinea la necessità di assicurare maggiore supporto internazionale e di intensificare gli sforzi volti a trovare soluzioni a beneficio di questo popolo apolide e in fuga. Insieme a Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea, questo giovedì (22 ottobre) l’UNHCR presenterà una conferenza di donatori virtuale col fine di rispondere alle urgenti esigenze umanitarie dei rohingya costretti alla fuga, sia all’interno sia al di fuori del Myanmar. Garantire supporto ai servizi essenziali in seno alle comunità di accoglienza costituisce un’altra priorità.Le attività di risposta umanitaria in corso stanno risentendo di un drastico ammanco quest’anno, dal momento che, ad oggi, sono stati ricevuti meno della metà dei finanziamenti richiesti. Nel 2020, le Nazioni Unite hanno chiesto più di 1 miliardo di dollari per rispondere alle esigenze umanitarie dei rifugiati rohingya in Bangladesh. La pandemia di COVID-19 è andata ad aggiungere una serie di nuove sfide ed esigenze a un’emergenza già complessa e di dimensioni massicce.Sono 860.000 i rifugiati rohingya che attualmente vivono in insediamenti all’interno del distretto di Cox’s Bazar, in Bangladesh. La maggior parte, circa 740.000, sono fuggiti dal Myanmar durante la crisi più recente che ha causato l’esodo del 2017. Altri Paesi della regione accolgono circa 150.000 rifugiati rohingya. Si stima che 600.000 vivano nello Stato di Rakhine, in Myanmar.In tutta la regione, la maggior parte dei rohingya vive ai margini della società ed è necessario assicurare loro accesso ad assistenza sanitaria di base, acqua potabile, scorte alimentari affidabili, oppure significative opportunità di lavoro ed educative. La pandemia di COVID-19 ne ha peggiorato le condizioni di vita, ha reso l’accesso ai servizi ancora più difficoltoso, ha fatto aumentare il rischio che si verifichino casi di violenza sessuale e di genere e ha esacerbato gli effetti delle malattie infettive sui rohingya sfollati in campi affollati, quali quelli di Cox’s Bazar e dello Stato di Rakhine.L’UNHCR sottolinea come la comunità internazionale e i Paesi della regione non soltanto debbano continuare ad assicurare supporto ai rifugiati e alle comunità che li accolgono, ma adattare gli interventi alle nuove esigenze fondamentali e ampliare la ricerca di soluzioni.Il fulcro di tale ricerca deve mirare al conseguimento del ritorno volontario e in condizioni sicure, dignitose e sostenibili dei rifugiati rohingya e delle altre persone in fuga alle proprie case o in luoghi di loro preferenza in Myanmar.La responsabilità di creare i presupposti che favoriscano il ritorno in condizioni sicure e sostenibili dei rohingya spetta alle autorità del Myanmar. Tale processo dovrà comportare il coinvolgimento della società intera, l’avvio e la promozione del dialogo tra le autorità del Myanmar e i rifugiati rohingya e l’adozione di misure che contribuiscano a cementare sicurezza e fiducia reciproca. Tra queste vi sono la necessità di revocare le restrizioni alla libertà di movimento, permettere ai rohingya sfollati di fare ritorno ai propri villaggi e istituire un iter effettivo per poter acquisire la cittadinanza.La conferenza di donatori virtuale, che prevede anche testimonianze di rifugiati rohingya, si terrà dalle ore 14 alle ore 16:30 CEST, ora di Ginevra (8-10:30 EDT Washington; 19-21:30 GMT+7 in Bangkok) il 22 ottobre 2020. Sarà trasmessa in diretta streaming su http://www.rohingyaconference.org. I fondi raccolti grazie alla conferenza saranno destinati a organizzazioni internazionali e organizzazioni non governative impegnate sul campo ad alleviare gli effetti della crisi in Myanmar e nell’intera regione, e al Piano di risposta congiunta (Joint Response Plan/JRP) a guida ONU in Bangladesh.

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Solidarietà ai giornalisti del quotidiano italiano a New York, America Oggi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

“I giornalisti del quotidiano italiano a New York, America Oggi, hanno deciso di interrompere le loro prestazioni lavorative poiché la società editrice non ha ancora saldato sette mensilità del loro stipendio. Siamo consapevoli del momento delicato e proprio per questo vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai professionisti in sciopero, auspicando che la situazione si risolva il prima possibile ed il giornale possa continuare ad informare, in maniera puntuale, i nostri connazionali in Usa!” Lo dichiarano i deputati di Forza Italia Giorgio Mulé e Fucsia Nissoli Fitzgerald.

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Centrafrica: La solidarietà porta alla pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

E’ successo recentemente a Bouar, nel distretto occidentale della Repubblica Centrafricana, dove una missione umanitaria della Comunità di Sant’Egidio è riuscita a fermare una rivolta che destabilizzava l’intera regione al confine con il Cameroun. Da alcuni mesi, infatti, un gruppo di ex miliziani, isolati e senza risorse per vivere a causa della pandemia di Covid-19, aveva bloccato le vie di accesso alla città di Bouar, snodo sulla principale arteria commerciale del Paese.La Comunità di Sant’Egidio, impegnata da anni per favorire la pace nella Repubblica Centrafricana, è intervenuta portando viveri e aiuti messi a disposizione grazie ad un finanziamento del FAI (Fondation Assistance Internationale). L’operazione, svolta in collaborazione con la presidenza della Repubblica Centrafricana, ha avuto l’effetto di fermare la rivolta, riaprire l’accesso alla città e ristabilire la fiducia nel disarmo, in un Paese dove operano ancora diversi gruppi armati.Il Presidente Touadéra e le autorità locali hanno espresso gratitudine per l’intervento risolutivo in una situazione che rischiava di degenerare. Sant’Egidio, che dal 2017 partecipa al programma di disarmo nazionale, continuerà l’invio di aiuti anche in altre prefetture e villaggi del Paese.

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Sant’Egidio: ripartire dalla solidarietà dando priorità ai più fragili e all’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

L’importante risultato ottenuto dall’Italia a Bruxelles invita a cambiare in modo incisivo lo schema su cui si fondano la società e l’economia. Chiediamo a tutte le istituzioni di non dimenticare che nella fase più acuta della pandemia, il collante che ci ha fatto resistere è stato la solidarietà.E’ da questo valore che dobbiamo ripartire dando priorità a tutti gli interventi che riguardano le persone più fragili e a rischio. Occorre ricominciare dai cittadini più colpiti dagli effetti economici della crisi e dalle fasce della popolazione che hanno più sofferto per il coronavirus, ad iniziare dai tanti che stanno perdendo il lavoro.Oltre ad un urgente potenziamento del sistema sanitario nazionale, occorre ripensare il settore sociale e in particolare i servizi alla persona, agli anziani e ai bambini, assieme al sostegno alle famiglie.Inoltre occorre puntare sull’ambiente e la green economy sia come mutamento di qualità della crescita che come volano di nuova occupazione.Occorre ridare nuove e più solide garanzie alle famiglie italiane – importanti punti di riferimento durante la crisi – preservando una qualità della vita che restituisca il futuro alle nuove generazioni.Alla luce di una pandemia che ha rimesso in discussione tante certezze, gli italiani devono stringersi assieme in un comune slancio di ricostruzione e di solidarietà con tutti. Non c’è tempo da perdere.

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Sassoli: “Siamo preoccupati per la solidarietà europea e il metodo comunitario”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo sulla riunione in corso del Consiglio europeo.”Dopo giorni di discussioni, i cittadini europei si aspettano una conclusione all’altezza di questa fase storica. Siamo preoccupati per un futuro che mortifichi la solidarietà europea e il metodo comunitario. Il Parlamento europeo ha indicato le proprie priorità e si aspetta che vengano rispettate. Il Quadro finanziario pluriennale deve assicurare nel medio periodo la copertura adeguata delle principali sfide europee, come il Green Deal europeo, la digitalizzazione, la resilienza e la lotta alle disuguaglianze.Occorrono subito nuove risorse proprie e una efficace difesa dei principi dello stato di diritto. Inoltre, il Parlamento ha più volte chiesto la soppressione dei rebates. Senza queste condizioni il Parlamento non darà il proprio consenso. Il Covid-19 non si è esaurito e ci sono nuovi focolai in Europa. È più che mai necessario agire presto e con coraggio.” (n.r. I cittadini europei si rendono sempre più conto che esistono due Europe: quella nominale e quella reale. Quest’ultima è la più deteriore e corrosiva perché è subalterna ad interessi che negano la solidarietà, i valori fondanti e favoriscono gli arricchimenti illeciti come è il caso dell’Olanda che agevola le multinazionali a scapito delle mancate entrate fiscali degli altri partner europei e poi vi è un “odio strisciante” nei confronti di alcuni stati in specie l’Italia.)

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Sassoli: in Europa sbarca la solidarietà

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 Maggio 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, a seguito della presentazione del Piano per la Ripresa europeo. “È come se fosse il D-Day europeo del 21° secolo, perché l’Europa ha scoperto la solidarietà e scommette su una politica comune per la rinascita dell’economia, per il sostegno ai cittadini e al lavoro, con uno sguardo ai prossimi anni ed all’eredità che lasceremo alle prossime generazioni”. Il Presidente del Parlamento europeo ha continuato dicendo:“In questi mesi, il Parlamento è rimasto aperto e la sua voce è riuscita a condizionare la Commissione. Ringrazio la Presidente Von der Leyen e i Commissari per averci ascoltato”.“Sono convinto – ha aggiunto Sassoli – che le riunioni del Consiglio aggiungeranno nuove ambizioni. Noi ci batteremo per questo. I Governi devono capire che questa è la strada più conveniente. Noi vogliamo che intorno a questo progetto ci sia il massimo del consenso dei governi e dei cittadini”.“Dal Consiglio – continua il Presidente dell’Europarlamento – non deve uscire una proposta inferiore a quella che è stata presentata dalla Commissione al Parlamento”.Infine, David Sassoli ha voluto rivolgere un “Appello a difendere lo spazio europeo, non possiamo permetterci speculazioni o attacchi ai nostri asset strategici. Siamo in un momento delicato. Ecco perché abbiamo visto con soddisfazione il piano.

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Solidarietà al settore editoriale e ai giornalisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Maggio 2020

“Le notizie del rischio di chiusura attività per numerose testate rappresentano, non solo un rischio occupazionale e di tenuta economica di molte imprese, ma un danno al pluralismo informativo e all’informazione tutta. Esprimiamo solidarietà al settore, che abbiamo cercato di aiutare con emendamenti e atti, come nel dl Liquidità dove abbiamo proposto un aumento della dotazione del Fondo per il pluralismo di 200 milioni. Sosteniamo la proposta avanzata dalla Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) di un Fondo con almeno 400 milioni per limitare gli effetti economici sul settore editoriale, così da garantire i posti di lavoro, le aziende, i giornalisti e la buona informazione. Ci auguriamo il sottosegretario Martella possa introdurre la proposta già nel Dl Maggio.”Così il capogruppo di FDI in commissione Cultura ed Editoria, responsabile Innovazione del partito, deputato Federico Mollicone.

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Le Pantere in campo per la solidarietà

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 Maggio 2020

Roma. In questo periodo di emergenza sanitaria si parla molto di sport, soprattutto per discutere sulla possibile ripresa del campionato di calcio e delle altre discipline.Ma c’è anche un altro aspetto che merita attenzione: quello della solidarietà e della generosità.
Recentemente Papa Francesco ha sottolineato i valori dello sport, con queste parole: “In questo periodo tante manifestazioni sono sospese, ma vengono fuori i frutti migliori dello sport: la resistenza, lo spirito di squadra, la fratellanza, il dare il meglio di sé. Dunque, rilanciamo lo sport per la pace e lo sviluppo” (Angelus del 5 aprile 2020).Anche l’Università Europea di Roma ha dovuto sospendere le sue attività sportive per l’emergenza sanitaria: calcio maschile, calcio femminile, basket, volley e rugby. Ma tutti gli studenti che partecipano a queste discipline non hanno voluto fermarsi e si sono impegnati in attività di solidarietà. Fra queste, un invito a donare fondi per sostenere l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, impegnato nella lotta al Coronavirus.“Nell’Università Europea di Roma lo sport fa parte delle attività di Formazione Integrale”, spiega il responsabile Matteo Anastasi, che per cinque anni ha anche allenato la squadra di calcio maschile. “I nostri ragazzi hanno voluto seguire l’invito del Papa, anche in questo momento di pausa, scegliendo la strada della solidarietà. Aderire al gruppo sportivo dell’Università Europea di Roma, le Panthers (Pantere) educa all’impegno, alla collaborazione, alla condivisione, al sacrificio e, nondimeno, al rispetto. Lo sport rappresenta un linguaggio universale volto a favorire l’intesa tra i giovani e può essere considerato pietra angolare per la maturazione professionale e individuale”.Il nome del gruppo sportivo dell’Università Europea di Roma, Panthers, è stato scelto dagli stessi studenti.“Ha un significato simbolico”, spiega Matteo Anastasi. “Fra le virtù cui devono ambire le Panthers, c’è proprio la resistenza indicata da Papa Francesco. Infatti la pantera, una volta adulta, impara a resistere ad ogni condizione. Un’altra virtù importante, in cui crediamo, è l’integrità. Non a caso i simbolisti cristiani medievali evidenziavano come la pantera fosse sinonimo di integrità, risultando incorruttibile”.

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L’Italia ricorre al Fondo di solidarietà europeo. L’Europa c’è

Posted by fidest press agency su sabato, 2 Maggio 2020

La Commissione europea ha ricevuto dall’Italia la prima domanda di sostegno finanziario relativo al Fondo di solidarietà dell’UE (FSUE), per affrontare la pandemia da Coronavirus e i suoi effetti.Il Fondo era stato istituito per rispondere alle catastrofi naturali, esteso a quelle sanitarie, su proposta dalla Commissione europea del 13 marzo scorso e recepita rapidamente dal Parlamento e dal Consiglio europeo.Il Fondo, operativo dal 1 aprile, con una dotazione di 800 milioni, fornisce aiuti finanziari ai Paesi colpiti dalla pandemia, indirizzati alla fornitura di assistenza medica, delle attrezzature e a misure di contrasto alla diffusione virale.
Alla disponibilità del Fondo di solidarietà, si aggiunge quella del Mes, della Bei e dello Sure (1) e che dovrebbero essere attivati a giugno prossimo. Nel frattempo la Bce ha previsto 220 miliardi per l’acquisto di titoli di Stato italiani entro quest’anno.
Insomma, l’Europa c’è.

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La più grande maratona della solidarietà a distanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Anche la solidarietà, ai tempi del coronavirus, va in modalità “smart”. E lo fa grazie al contributo degli studenti delle scuole elementari, medie e superiori italiane che, nei prossimi giorni, si riapproprieranno della più grande maratona benefica nella sua nuova (e temporanea) versione digital. Si tratta della “Corsa contro la Fame”, il progetto didattico-solidale più grande al mondo, giunto in Italia alla sua sesta edizione e patrocinato, per il 2021, dal CONI. A livello nazionale, ogni anno, sono quasi 400 le scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado che vi aderiscono: oltre 100mila sono studenti e più di 500 docenti scelgono di dire sì a un vero e proprio evento sportivo all’aperto e di sensibilizzazione che coinvolge, in tutto il mondo, 2.000 istituti situati in 30 Paesi del mondo.Un vero e proprio movimento globale dedito all’umanitarismo, che ha come promotore Azione contro la Fame. L’organizzazione, leader internazionale nella lotta alla fame e alla malnutrizione, è attiva in queste ore, negli oltre 50 Paesi in cui è impegnata, per dare seguito a un piano di emergenza articolato e integrato che mira a contrastare la diffusione della pandemia nel Sud del mondo e a contenerne gli effetti all’interno di comunità colpite, duramente, da conflitti, povertà e calamità naturali.Con uno slancio di generosità, gli studenti e i docenti italiani hanno, così, deciso di riaccendere i motori di questa grande macchina della solidarietà: nonostante la minaccia covid-19, in queste settimane, stia mettendo a dura prova l’Italia, fino a 30.000 giovani proseguiranno, “a distanza”, il progetto di Azione contro la fame, in linea con i piani ministeriali in tema di e-learning.In ogni classe, anche nella nuova veste “home”, l’organizzazione promuoverà un processo di sensibilizzazione che mira a favorire l’acquisizione di competenze da parte degli studenti. Gli operatori, infatti, terranno sessioni di sensibilizzazione attraverso attività didattiche interattive e di riflessione sulla fame nel mondo. Tali lezioni saranno erogate agli istituti, tra aprile e maggio, in modalità pre-recorded (piattaforma Vimeo) oppure live streaming (piattaforma Zoom).Ciascuno studente potrà, così, assistere a una vera e propria formazione online sulle cause e conseguenze della malnutrizione, incardinata anche sulle soluzioni che si possono adottare per sconfiggerla e sull’impatto del coronavirus nelle aree più colpite da questa terribile piaga. Il Paese focus dell’anno sarà il Congo.
I ragazzi, subito dopo, diventeranno parte attiva del progetto: potranno, infatti, scaricare un “passaporto solidale” con il quale coinvolgere familiari, vicini di casa e amici sulle tematiche affrontate, allo scopo di raccogliere una promessa di donazione per ogni attività sportiva effettuata tra le mura domestiche nella giornata indicata dalla scuola.Gli studenti, in collegamento live tra loro, diventeranno protagonisti di un vero e proprio flash mob di classe online: tanti più esercizi o esibizioni di ginnastica, yoga, zumba, psicomotricità faranno, tanto più riusciranno a moltiplicare le promesse di donazione fatte dai propri affetti, che diventeranno nell’occasione dei veri e propri sponsor nella lotta alla fame e alla malnutrizione infantile nel mondo.
Nei giorni successivi, i ragazzi potranno raccogliere le donazioni, traducendo lo sforzo di responsabilizzazione e fisico fatto a casa in un vero supporto alla quarantennale lotta contro la malnutrizione condotta da Azione contro la Fame. L’organizzazione, per far fronte all’emergenza-coronavirus, sta incrementando, in queste ore, il “peso specifico” delle attività WASH (Water, Sanitation, Hygiene) che, solo lo scorso anno, hanno riguardato quasi nove milioni di persone con programmi di acqua e igiene.

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EuroMes: come e perché

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

 

Nell’immaginario collettivo, gli Eurobond sono il bene assoluto. Finalmente la solidarietà, finalmente la messa in comune del debito, si dice. Siamo d’accordo sugli Eurobond, ma vorremmo rilevare che gli Eurobond significano debito, anche per l’Italia, e il debito va pagato, non può essere scaricato sugli altri Paesi.Sorge un retro pensiero da furbastro: se l’Italia non può pagare il debito, qualcun altro lo pagherà. Non è così.Facciamo un esempio, per chiarire: un gruppo di persone decide di andare a mangiare una pizza e, d’accordo, ognuno paga per sè. Il furbastro, invece, ordina l’antipasto, il primo, il secondo con contorno, il dolce, la frutta, il caffè e l’ammazzacaffè. A fine cena il furbastro chiede che il conto sia diviso equamente tra tutti. Lui ha cenato alla grande, gli altri hanno mangiato solo la pizza. Non può essere, ovviamente.Che significato ha questo esempio? Vediamo.
La emissione di titoli Eurobond, cioè debito, è subordinata al rispetto delle regole, e impone delle condizionalità per la gestione e la restituzione. A garanzia, gli Eurobond saranno gestiti da una “struttura europea” che imporrà e gestirà con regole comuni, il che significa che tutti i Paesi dell’Eurozona dovranno trasferire parte della propria sovranità alla “struttura europea”, cioè parti di bilancio e fiscalità.E’ il contrario di quello che vogliono i sovranisti che, però, sono favorevoli agli Eurobond. E’ il caso di far pace con il cervello.Passiamo al Mes che, nell’immaginario collettivo, è il male assoluto.Vediamo per punti.
1. Al Mes, cioè al fondo, partecipano i Paesi dell’Eurozona così come accade per gli Eurobond, con l’intento di soccorrere i Paesi in difficoltà finanziaria.
2. Il Mes è guidato da una “struttura europea”, così come per gli Eurobond.
3. Il Mes si finanzia con l’emissione di titoli, garantiti dai Paesi dell’Eurozona; si tratta di debito, analogamente agli Eurobond.
4. Al Mes partecipa l’Italia, con quota di capitale versata al fondo di 14 miliardi, ma può ricorrere a prestiti per 36 miliardi.
5. Non c’è obbligo di ricorrere al Mes, ma ha dell’inverosimile lasciare 14 miliardi sul fondo senza aprire una linea di credito.
6. Il Mes prevede condizionalità, come gli Eurobond.
7. Le condizionalità fissate per l’emergenza da Coronavirus, riguardano l’utilizzo per le spese sanitarie, dirette e indirette. In sostanza, si potranno usare, anche, per mettere in sicurezza i posti di lavoro.
8. I fondi dall’Eurobond sono di là da venire, quelli del Mes sono pronti.
9. Il paragone con la Grecia è una bufala. La Grecia falsificava i bilanci pubblici e aveva un debito insostenibile. Non è il caso dell’Italia.
Se a qualcuno dispiace la sigla Mes, possiamo cambiarla in EuroMes, così ci eliminiamo la contrapposizione buono e cattivo.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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