Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘solidarietà’

Il sostegno del reddito dei lavoratori fra iniziativa pubblica e privata. I fondi di solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

università europea romaRoma giovedì 25 maggio 2017, alle 14,00, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) si parlerà nel corso del convegno de “Il sostegno del reddito dei lavoratori fra iniziativa pubblica e privata. I fondi di solidarietà”. L’incontro sarà aperto da un saluto del Rettore Padre Pedro Barrajón LC.
Interverranno studiosi della materia quali il Prof. Pasquale Sandulli , Università Europea di Roma (“Il concorso del pubblico e del privato nel sostegno del reddito”), il Prof. Giuseppe Sigillò Massara , Link Campus University (“L’assetto delle prestazioni dei Fondi”), il Prof. Felice Testa, Università Europea di Roma, Presidente Fondo di Solidarietà del Credito Cooperativo (“Il sistema dei Fondi di Solidarietà e la soluzione bilaterale delle crisi d’impresa”), il Prof. Roberto Pessi , LUISS (“Mercato del lavoro, crisi economica, solidarietà di categoria”).Seguiranno alcuni interventi su esperienze a confronto: Manuela Gaetani, Ministero del Lavoro, Direzione Gen. Ammortizzatori Sociali, Luca Sabatini, INPS, Direzione Gen. Pensioni, Giancarlo Durante, Presidente Fondo di Solidarietà del Credito, Condirettore Centrale ABI e Paolo Ravagli, Responsabile settore previdenziale Confartigianato.In occasione del convegno il Prof. Luigi Fiorillo ed il Prof. Adalberto Perulli presenteranno il volume “Ammortizzatori sociali e politiche attive per il lavoro” a cura di Roberto Pessi e Giuseppe Sigillò Massara (Ed. Giappichelli), inserito nella Collana Il Nuovo Diritto del Lavoro curata da Luigi Fiorillo e Adalberto Perulli.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

No a uso di fondi Erasmus+ per il Corpo Europeo di Solidarietà

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

erasmusBruxelles. Secondo una risoluzione approvata giovedì, la nuova iniziativa del Corpo Europeo di Solidarietà (CES), che mira a creare 100 mila opportunità di volontariato e di lavoro per i giovani, necessita di fondi e legislazione adeguati. I deputati sostengono infatti che il suo finanziamento non deve avvenire a spese di Erasmus+ o di altri programmi UE.
“Il Corpo Europeo di Solidarietà ha bisogno di nuovi fondi; (…) Il suo finanziamento non dovrebbe avvenire a spese dei programmi esistenti”, ha dichiarato il Presidente della commissione Cultura e istruzione, Petra Kammerevert (S&D, DE), nel corso del dibattito di lunedì a Strasburgo con il commissario Tibor Navracsics. “Dobbiamo inoltre far sì che gli impieghi regolari non siano sostituiti da quelli a basso costo”, ha aggiunto. I deputati hanno poi esortato la Commissione europea a tener conto del grande interesse suscitato dall’annuncio del CES. Più di 20 mila giovani si sono registrati in occasione del lancio del nuovo sito web a dicembre 2016. Il numero di volontariati o offerte di lavoro rese disponibili attraverso l’iniziativa del CES dovrebbe rispettare l’interesse mostrato per evitare frustrazione tra i giovani che fanno domanda.I deputati hanno infine chiesto alla Commissione di spiegare come possa l’iniziativa del CES rafforzare, piuttosto che duplicare, i programmi di volontariato di successo già esistenti e in che maniera verranno riconosciute le competenze formali e informali acquisite attraverso tali programmi. La Commissione dovrebbe presentare una proposta legislativa a maggio, a seguito della comunicazione sul Corpo Europeo di Solidarietà presentata nel dicembre 2016.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Corpo europeo di solidarietà: giovani e organizzazioni si incontrano

Posted by fidest press agency su domenica, 12 marzo 2017

bruxelles-1Bruxelles. A tre mesi dall’istituzione del corpo europeo di solidarietà e dall’apertura delle registrazioni per i giovani europei interessati, le organizzazioni accreditate che offrono un collocamento nell’ambito di progetti di solidarietà possono ora usare la banca dati per trovare potenziali dipendenti, tirocinanti o volontari per le loro attività.
Diverse centinaia di posti saranno già disponibili questa primavera e altre migliaia se ne aggiungeranno nei mesi seguenti.
Tibor Navracsics, Commissario per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha dichiarato: “Il corpo europeo di solidarietà compie oggi un enorme passo avanti verso il raggiungimento di risultati concreti. Con l’apertura della nostra banca dati alle organizzazioni e alle amministrazioni pubbliche possono cominciare gli abbinamenti e presto i primi giovani europei potranno iniziare le loro attività. Constato con orgoglio che molti giovani hanno già aderito al corpo europeo di solidarietà e sono pronti a fare la differenza. Invito le organizzazioni a seguirne l’esempio e a offrire quanti più posti possibile.”
Marianne Thyssen, Commissaria per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: “Oggi aggiungiamo un altro tassello fondamentale ai corpi europei di solidarietà. Con l’apertura del sistema online di abbinamento alle organizzazioni e ai partner che offrono un collocamento nell’ambito dei corpi europei di solidarietà, i partecipanti possono iniziare a dare un contributo concreto, acquisendo nel contempo competenze di grande valore per la loro futura vita privata e professionale.”
Possono offrire un collocamento nell’ambito del corpo europeo di solidarietà varie organizzazioni, ad esempio organizzazioni non governative, organizzazioni della società civile, enti locali, regionali e nazionali o imprese sociali. In questa prima fase le organizzazioni interessate a partecipare al corpo europeo di solidarietà possono richiedere finanziamenti mediante i programmi di finanziamento dell’UE già esistenti. Attualmente sono otto i programmi che sostengono il corpo europeo di solidarietà. Ulteriori informazioni sono disponibili nella scheda informativa.
Per partecipare ciascuna organizzazione dovrà sottoscrivere il mandato e i principi del corpo europeo di solidarietà e aderire alla carta del corpo europeo di solidarietà, che stabilisce i diritti e le responsabilità durante tutte le fasi dell’esperienza di solidarietà. Le organizzazioni che sono già accreditate presso un programma di finanziamento hanno automaticamente accesso al sistema online.
Il sistema online del corpo europeo di solidarietà consente l’abbinamento diretto tra le organizzazioni e i giovani interessati a partecipare a un progetto di solidarietà. Al momento della registrazione i giovani possono indicare, oltre ai dati personali, anche le loro competenze, esperienze, disponibilità, preferenze e motivazioni e possono caricare il loro CV.
Il corpo europeo di solidarietà è stato istituito dalla Commissione il 7 dicembre 2016. L’iniziativa offre ai giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni nuove opportunità di partecipare a un’ampia gamma di attività solidali che affrontano situazioni di difficoltà in tutta Europa. Ciò darà loro la possibilità di acquisire un’esperienza preziosa e competenze importanti all’inizio della loro vita lavorativa, e consentirà inoltre di promuovere e rafforzare il valore della solidarietà, che è uno dei valori fondamentali dell’Unione europea. A partire dalla sua istituzione, circa 24 000 giovani europei si sono registrati al corpo europeo di solidarietà; l’obiettivo è raggiungere i 100 000 partecipanti entro la fine del 2020.
Nella sua comunicazione sul corpo europeo di solidarietà la Commissione ha adottato un approccio graduale, basandosi in una prima fase sui programmi e sugli strumenti già esistenti ed elaborando nel contempo una proposta per uno strumento giuridico autonomo per la prima metà del 2017. Al fine di preparare la proposta legislativa, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica, integrata da consultazioni mirate con le principali parti interessate. Il 12 aprile 2017 si terrà un forum delle parti interessate per discutere gli elementi essenziali del corpo europeo di solidarietà per il futuro.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

poveroEsiste ma non si vede. La sperimentazione annunciata con un decreto datato 15 dicembre 2016 dovrebbe sostenere chi si trova in situazioni di difficoltà economica a causa di inadempienza da parte del coniuge che non ha versato l’assegno di mantenimento.
L’istanza di accesso al fondo sarebbe stata disponibile dal 30° giorno dalla pubblicazione del decreto, cioè dal 14 febbraio 2017.A partire da questa data sarebbe dovuto essere online, sul sito del Ministero della Giustizia, il form da compilare per usufruire di tale aiuto, ma tale modulo non risulta rintracciabile in nessun modo oppure è talmente nascosto e oscuro da perdere qualsiasi utilità.Da quanto annunciato sarebbe stata costruita un’area dedicata, denominata “Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno”, sul sito internet del Ministero (www.giustizia.it).
Peccato che, alla scadenza dei termini annunciati, di quest’area dedicata nemmeno l’ombra. Una sperimentazione che, a quanto pare, parte decisamente in maniera sbagliata e con aspetti troppo poco chiari. Tralasciando i soliti intoppi all’italiana, quello che più di tutto ci preme sottolineare è che questo decreto, ancora una volta, sembra tralasciare del tutto un crescente e attuale problema che accomuna i padri separati.
Va bene tutelare tutte quelle donne e madri separate che si trovano i situazioni di disagio economico a causa di ex coniugi che non corrispondono l’assegno di mantenimento, ma quand’è che lo Stato si porrà il problema della crescente povertà dei padri separati?
In Italia, secondo i dati presentati dall’Eurispes, su 4 milioni di papà separati circa 800 mila vivono sotto la soglia della povertà. Le storie che sentiamo quotidiamente accomunano tanti padri che, dopo la fine del loro matrimonio, si sono ritrovati poveri, emarginati e soli. Molti finiscono per strada, senza una casa o un posto in cui dormire. Molti hanno ancora un lavoro, ma come è possibile vivere dignitosamente se lo stipendo è quasi totalmente destinato agli assegni di mantenemento e con la restante parte si riesce a malapena a coprire il mutuo e le bollette?
E’ chiaro che o, per essere responsabili, si finisce per dormire in macchina e cercare un pasto alla Caritas o, optando per la sopravvivenza, si è costretti a venire meno agli imprescindibili impegni di padri separati.
Codici con la campagna “Voglio papà” continua a denunciare una mancanza di attenzione da parte dello Stato verso questo crescente esercito di “nuovi poveri” e un netto sbilanciamento a favore delle madri, anche nel caso di questo Fondo.
La giurisprudenza deve cambiare orientamento al più presto e tutelare il diritto dei padri alla bigenitorialità, sancito a livello comunitario.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Solidarietà a Enza dell’Acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 gennaio 2017

Giornalisti“Il mondo al contrario. E’ riassumibile così quanto sta accadendo alla collega Enza Dell’Acqua che, purtroppo, testimonia come si sia persa la “bussola” del confine fra buoni e cattivi: una raccolta di firme per “mettere il bavaglio” alla giornalista che racconta fatti scomodi. La “gloriosa” iniziativa nasce da un’associazione di Nicotera, non meglio identificata (tale “Movimento 14 luglio”), che contesta alla collega Dell’Acqua di fare “cattiva informazione” nei confronti della realtà cittadina”. lo scrive in una nota Paolo Borrometi, responsabile legalità di Articolo21.
“Fra i 40 promotori, guarda caso, c’è il nome di Emanuele Mancuso, figlio del boss “Luni” Mancuso. Eppure la raccolta di firme continua, ma contro la libertà d’informazione, ovviamente. Così, mentre la collega Dell’Acqua cerca di fare il proprio lavoro, la macchina della delegittimazione è partita spedita. Perché una persona – conclude Borrometi – si uccide in due modi, prima con l’isolamento e poi, ma solo poi, fisicamente. La prima via è stata avviata, riusciremo a difendere la collega (e con lei i tanti che ci mettono la faccia) prima che sia troppo tardi? Come? Semplice, dando voce alle sue inchieste e firmandole (quelle sì, con firme in calce!) coralmente. Perché da soli si è facili obiettivi. A noi la responsabilità della scelta…”

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Continua l’estate di solidarietà della Comunità di Sant’Egidio in tutta Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

sant'egidioIn Campania, Sicilia, Puglia, Piemonte, Lazio…. ovunque la Comunità è presente sono in corso iniziative di solidarietà con chi ha bisogno, perché le difficoltà, se vissute insieme, diventano occasione di crescita e di integrazione. Per chi aiuta come per chi è aiutato.A Roma è aperta la Mensa di via Dandolo; proseguono le “cene itineranti” nelle stazioni e in tutti quei luoghi, nel centro e nella periferia della città, dove vivono le persone senza dimora. Anzi, in questo periodo, il servizio agli amici senza dimora si arricchisce di nuove presenze: centinaia di giovani, dall’Italia e non solo, sono venuti infatti, nell’arco dell’estate, a trascorrere a Roma un periodo di vacanze con la Comunità, per incontrare e servire i poveri.Nei quartieri del centro e in periferia, durante l’estate si è intensificata la presenza e l’amicizia della Comunità di Sant’Egidio con gli anziani rimasti soli, sia nelle loro case sia nei tanti istituti in cui la Comunità visita gli anziani durante tutto l’anno. In particolare il Programma “Viva gli Anziani!” attivo nei quartieri di Trastevere, Testaccio ed Esquilino per tutti gli anziani ultraottantenni ha intensificato la sua presenza durante il periodo estivo.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Solidarietà di un ergastolano alle vittime della strage di Nizza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2016

(AP Photo/Laurent Cipriani)

(AP Photo/Laurent Cipriani)

In tanti anni di carcere ho imparato che ti senti meglio se lotti per cambiare il tuo destino o se fai qualcosa per gli altri invece di stare in cella senza fare nulla a commiserarti e a odiare, a torto o a ragione, le istituzioni. Fino all’ultimo, però, sono rimasto indeciso se scrivere qualcosa su questa orrenda strage avvenuta a Nizza, sia per rispetto delle vittime, sia perché penso che là fuori non interessi a nessuno il parere di un ergastolano.
Oggi però mi sono deciso e cerco di farlo con delicatezza e solidarietà verso tutti i familiari colpiti dal lutto provocato da questo folle spargimento di sangue.
Conosco molto bene quella città. Ci abita mio padre con la sua seconda moglie dopo che è emigrato dalla Sicilia, dopo la mia nascita. Ci portavo i miei figli in vacanza. Mi ricordo che una volta li ho portati proprio alla Promenade des Anglais, dove è avvenuto il massacro, per vedere i fuochi d’artificio del 14 luglio in occasione dell’anniversario della rivoluzione francese. Forse anche per questo ho provato tanto sdegno, rabbia e dolore per questa atroce strage di bambini e di persone innocenti che hanno avuto solo la colpa di essere in quel posto nel momento sbagliato.
Ormai sono chiuso da un quarto di secolo in una cella e, quando accendo la televisione, non capisco l’odio e la furia bestiale che c’è al di là del muro di cinta e mi viene subito voglia di spegnerla perché, in fondo, io non faccio più parte della famiglia umana che mi ha maledetto ad essere cattivo e colpevole per sempre. Eppure non ci riesco. E mi accorgo, con dolore, che ormai il mio mondo non esiste più. Al suo posto ce n’è uno che non riconosco e che mi fa paura.
Quello che non comprendo è perché ci sono persone in questa terra che ammazzano per motivi religiosi. In fondo, nel mondo c’è posto per tutti, sia per chi crede che per chi si professa ateo, sia per gli indecisi, che per chi crede solo nel momento del bisogno. Una volta si pensava che per risolvere il problema della società bastasse mettere in carcere le persone pericolose, condannarle a morte e infliggere loro la pena dell’ergastolo. Ma con questi “fuori di testa” cosa fare quando la pena di morte se la danno da soli e magari vanno a messa la domenica o in moschea il venerdì? Non lo so. Tuttavia, so che spargere odio politico e sociale equivale a mettere benzina sul fuoco.
Quello che mi da più fastidio sono le dichiarazioni di alcuni politici, anche a livello internazionale, i quali pensano di chiudere le frontiere e risolvere il problema solo ed esclusivamente sbandierando misure di sicurezza draconiane. Penso che i diritti non possano rincorrere la sicurezza, ma debbano precederla con la prevenzione, l’amore e la giustizia sociale. Lo so, in questo modo non si potranno evitare tutte le stragi, perché qualche folle criminale fuori di testa sarà sempre in azione e non sarà sempre possibile fermarlo (come nel caso del giovane di Monaco). Eppure credo che questo sia l’unico modo per limitare i danni.
Avere letto che la Norvegia ha scelto, dopo la strage di Breivik all’isola di Utova nel luglio 2011, di mettersi in discussione, in nome dei suoi principi di Stato di diritto, i cui valori sono validi anche per i nemici che lo vogliono distruggere, mi ha fatto pensare che una società avanzata non dovrebbe mai rinunciare alla sua umanità, anche in nome della sicurezza dei suoi cittadini, per dimostrare di essere migliore del male che combatte. (Carmelo Musumeci) (foto: Promenade des Anglais AP Photo/Laurent Cipriani)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Si conclude a Monaco di Baviera Insieme per l’Europa 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

monaco di bavieraÈ già calato il sole quando sul palco alla Karlsplatz si legge il messaggio finale di Insieme per l’Europa 2016. Il programma, animato da band musicali e dall’entusiasmo creativo dei giovani, prosegue con un concerto rock. I messaggi di papa Francesco e del patriarca Bartolomeo I. Un’Europa aperta al mondo:«Cari amici di Insieme per l’Europa, vi so riuniti a Monaco di Baviera in tanti Movimenti e Gruppi, provenienti da varie Chiese e Comunità. Avete ragione. È ora di mettersi insieme, per affrontare con vero spirito europeo le problematiche del nostro tempo». Inizia così il denso videomessaggio che papa Francesco ha indirizzato ai partecipanti di Insieme per l’Europa radunati oggi alla Karlsplatz (Stachus) di Monaco, Germania. E dopo avere evidenziato le sfide aperte in Europa, papa Bergoglio incoraggia i partecipanti a «portare alla luce testimonianze di una società civile che lavora in rete per l’accoglienza e la solidarietà verso i più deboli e svantaggiati, per costruire ponti, per superare i conflitti dichiarati o latenti». E poi conclude: «Mantenete la freschezza dei vostri carismi; tenete vivo il vostro “Insieme”, e allargatelo! Fate che le vostre case, comunità e città siano laboratori di comunione, di amicizia e di fraternità, capaci di integrare, aperti al mondo intero».
Anche il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I ha voluto essere presente attraverso un messaggio personale, dove tra altro dice: «Anche quando la tentazione ci suggerisce di non stare insieme, i cristiani in particolare sono chiamati a dimostrare il principio fondamentale della Chiesa, che è comunione (koinonia). È solo quando condividiamo i doni così generosamente e liberamente elargiti da Dio che siamo in grado di farne piena esperienza».
La manifestazione di oggi, che conclude la 4° edizione di Insieme per l’Europa, ha come titolo “500 anni di divisione bastano – l’unità è possibile!”, richiamando i 500 anni di separazione tra la Chiesa cattolica e le Chiese della Riforma protestante. Sul tema dell’unità è intervenuta Maria Voce, presidente dei Focolari: «Ciò che noi possiamo offrire – impegnando la nostra vita – è la novità del Vangelo. Gesù prima di morire ha pregato: “Padre, che tutti siano uno”. Ha mostrato che tutti siamo fratelli, che un’unica “famiglia umana” è possibile, che l’unità è possibile, che l’unità è il nostro destino. Oggi noi qui ci impegniamo ad essere strumenti di questa svolta, strumenti di una nuova visione dell’Europa, strumenti di una accelerazione nel cammino verso l’unità, aprendo con tutti e per tutti gli uomini e donne del nostro pianeta un dialogo profondo».
Altri interventi sono stati quelli di Gerhard Pross (CVJM Esslingen): “Unità in una diversità riconciliata” e di Andrea Riccardi (Comunità di Sant’Egidio): “Niente più muri!”. Su “La riconciliazione apre al futuro – 500 anni di divisione sono abbastanza” hanno parlato insieme dal palco il cardinale Kurt Koch (Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani), il vescovo Frank Otfried July (Federazione Luterana mondiale), il metropolita Serafim Joanta (Metropolita rumeno-ortodosso per la Germania e Centro-Nord Europa) ed il Segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese rev. Olav Fykse Tveit. Un’intervista su “Missione e futuro” ha permesso un interessante dialogo tra il vescovo evangelico Heinrich Bedford-Strohm ed il cardinale Reinhard Marx. Il messaggio finale, letto da esponenti del Comitato di orientamento e distribuito in migliaia di copie fra i presenti, oltre ad affermare «la visione di un insieme in Europa che è più forte di ogni paura ed egoismo», ha manifestato l’impegno comune di quanti aderiscono a Insieme per l’Europa a «percorrere la via della riconciliazione», a «vivere uniti nella diversità», ad «andare incontro a persone di convinzioni e religioni diverse con rispetto e cercando il dialogo», a promuovere nel mondo «umanità e pace».
Nei due giorni precedenti si è tenuto un congresso al Circus-Krone-Bau, articolato in 36 forum e tavole rotonde, con 1.700 responsabili e collaboratori delle oltre 300 Comunità e Movimenti che aderiscono a Insieme per l’Europa. «Riconciliazione sarà la nostra parola chiave», ha affermato Martin Wagner (CVJM Monaco) in apertura, «L’abbiamo già sperimentata e questo è il nostro futuro. Vogliamo condividere, lavorare insieme per l’unità e soprattutto contribuire, come cristiani, a sostenere le sfide dell’Europa oggi». Tavole rotonde e forum sono stati incentrati su integrazione e riconciliazione, solidarietà con i più deboli, sostenibilità e tutela ambientale, ecumenismo, cristiani e musulmani in dialogo, matrimonio e famiglia, economia. Condivisione di esperienze, idee e progetti, ma anche testimonianza di fede. All’affollato forum “Il prezzo e il premio dell’unità”, il cardinale Walter Kasper ha affermato che «la fatica di un’autentica riconciliazione costituisce uno dei maggiori inciampi al movimento ecumenico. Occorre perdono per proseguire il cammino insieme». La tavola rotonda “Cristiani e musulmani in dialogo” ha esplicitato la necessità di conoscersi, incontrarsi e lavorare insieme, coscienti, come ha sottolineato Pasquale Ferrara, neo ambasciatore italiano ad Algeri, che «il dialogo non lo fanno le culture o le religioni, ma le persone». Il dibattito sui cambiamenti climatici e le sfide ecologiche “Verso una sostenibilità in Europa” nel dialogo tra scienze e religioni, è stato sostenuto insieme dal cardinale Peter Turkson, dall’ingegnere ambientale Daniele Renzi e altri esperti. Alla tavola rotonda che si domandava “Che anima per l’Europa?”, Jesús Morán, copresidente dei Focolari, ha evidenziato che «la prospettiva che l’Europa può e deve ancora, e più che mai, dare al mondo è quella di formare una cultura di unità nella diversità a tutti i livelli, dal livello personale e quotidiano a quello istituzionale».

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

USB, solidarietà ad attivisti napoletani scesi in piazza il 6 aprile scorso

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2016

napoliL’Unione Sindacale di Base esprime la propria solidarietà umana e politica agli attivisti napoletani destinatari dei provvedimenti giudiziari della Magistratura per la contestazione a Renzi durante la sua visita a Napoli lo scorso 6 aprile.In quella giornata di mobilitazione migliaia di persone – tra cui la nostra Federazione provinciale napoletana – sfilarono per la città, risposero unitariamente agli assurdi ed antidemocratici divieti polizieschi e parteciparono, nel pomeriggio dopo il corteo, all’assemblea popolare alla Galleria Umberto I. Oggi vengono individuati e colpiti, a caso, 6 attivisti accusati di reati assolutamente generici, tentando di negare e stravolgere la dimensione popolare e di massa dell’ostilità a Renzi ed al complesso delle sue politiche antisociali. Come sempre l’USB è al fianco degli attivisti inquisiti ed è parte delle mobilitazioni sindacali, sociali e territoriali contro le misure del Governo, che vorrebbe di nuovo mettere le mani su Napoli e la sua area metropolitana. Nel percorso di costruzione dello Sciopero Generale del prossimo 23 settembre, l’USB mette al centro della sua Piattaforma anche la lotta alla repressione, la battaglia per la libertà di lotta e di organizzazione e l’opposizione ad ogni blindatura autoritaria della società.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Da Roma riparte il grande sogno Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2016

camera deputati“Festa dell’Europa e alla Camera porte aperte per oltre 800 giovani; l’obiettivo é quello di proporre un modello di Europa che abbia solide radici nei valori proposti dai Padri fondatori senza cedere alla duplice tentazione della rabbia e della paura. Un’Europa aperta alla speranza e che parli di solidarietà al cuore della gente. In tal senso si è espresso oggi il ministro Alfano parlando nell’aula magna di uno dei collegi storici della capitale. Davanti ad un pubblico giovane e motivato ha proposto un impegno politico alternativo alla rabbia che anima il M5S e alla paura che aleggia continuamente nella destra di Salvini. Alfano ha delineato i tratti fondamentali di un soggetto politico nuovo, ispiratore di un cambio di rotta concreto in Italia e in Europa.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua:” La competizione per il Campidoglio acquista ogni giorno contorni un po’ più precisi. Ci dispiacerebbe molto se la mancata accettazione delle liste di Sinistra italiana dovesse escludere Fassina dalla competizione; verrebbe meno una parte significativa di quelle posizioni che definiscono oggi il panorama politico. La nostra posizione è diversa: si colloca al centro di un equilibrio complesso che si fa portavoce di valori ben precisi, in cui l’inclusione, l’accoglienza, la povera e la disabilità fanno da coordinate per un welfare cittadino che sarà punto di riferimento per tutta l’Europa. Siamo in linea con quanto ha detto solo pochi giorni fa Papa Francesco ricevendo il premio Carlo Magno. Ma vogliamo che non restino solo parole: alla rabbia e alla paura rispondiamo con la speranza. Sono i giovani della generazione Erasmus che rispondono rilanciando l’idea di una Europa capace di parlare molte lingue mia di comprendersi sotto la stessa lunghezza d’onda. Centinaia di giovani oggi hanno detto sì a questo progetto, che vede in Roma capitale il perno di una nuova Europa, capace di mettere in rete le tantissime università presenti a Roma e i suoi collegi universitari. Lo studio è una cosa seria e la competenza non si improvvisa come ha più volte ribadito oggi la Lorenzin e la festa dell’Europa è anche la memoria viva degli ideali che l’hanno generata e che con il tempo si sono un po’ troppo offuscati. Oggi da Roma si riparte!”

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Libia:Solidarietà alle famiglie italiani uccisi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2016

Libia 1144_streetbattle1_1_460x230Fratelli d’Italia chiede da più di un anno che si intervenga in Libia e che il governo si prenda la responsabilità di una missione necessaria, visto che abbiamo il fondamentalismo a 400 chilometri dalle porte di casa Siamo stati favorevoli a un intervento in Libia e continuiamo ad essere favorevoli e come Fratelli d’Italia siamo pronti a votarlo se Renzi lo porterà in aula. Una missione che non passa per il Parlamento? sarebbe un errore: intervenire in Libia alla chetichella utilizzando le forze speciali è il classico escamotage tipico di un Renzi che non vuole prendersi gli impegni di cui dovrebbe farsi carico un premier». Lo ha detto a margine del flash mob organizzato da Fratelli d’Italia in piazza Montecitorio contro il decreto legislativo del governo sui mutui, Giorgia Meloni.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Giornata internazionale di solidarietà con Kobane

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2015

kobaneA un anno dai sanguinosi scontri con le milizie dello “Stato Islamico” terminati con la cacciata delle milizie estremiste, gli abitanti della città kurdo-siriana di Kobane sono tuttora in pericolo. In occasione della Giornata internazionale di solidarietà con Kobane (1 novembre) l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) accusa la Turchia di sparare alle postazioni di difesa kurde oltre frontiera. Un anno fa, Ankara era accusata di sostenere o, se non altro, tollerare gli estremisti dell’IS; ora il governo turco è andato oltre e attacca con il proprio esercito le postazioni kurde nella speranza di indebolire l’autodifesa kurda e di assumere direttamente il controllo sulle zone d’insediamento dei Kurdi. Le autorità turche inoltre stanno bloccando alla frontiera gli aiuti alimentari, l’acqua potabile e i farmaci inviati ai circa 150.000 civili che hanno deciso di tornare nella propria casa a Kobane.
Nonostante l’IS sia stato cacciato da Kobane, le sue milizie potrebbero farvi ritorno se la resistenza kurda dovesse allentare la presa. Nella battaglia per Kobane hanno perso la vita tra 1.000 e 1.5000 combattenti kurde e kurdi e circa altri 500 civili turchi. Altri 5.000 sono rimasti feriti e sono stati medicati in ospedali d’emergenza improvvisati o nei vicini comuni kurdi in Turchia. Le autorità turche hanno ripetutamente negato i trattamenti medici in Turchia e spesso i combattenti kurdi feriti hanno dovuto aspettare giorni interi al valico di frontiera prima di poter entrare in Turchia ed essere medicati. Durante la battaglia di Kobane i circa 400.000 abitanti della città e dei dintorni erano quasi tutti fuggiti. Nonostante le attuali condizioni catastrofiche, circa 1.000 persone lasciano ogni settimana i campi profughi nel sud della Turchia per tornare a casa propria. Molti altri hanno invece continuato la loro fuga in Europa e non hanno per ora alcuna possibilità di poter tornare a casa. La città di Kobane è per l’80% distrutta e negli unici due ospedali rimasti aperti, uno civile e l’altro militare, manca praticamente tutto. Attualmente il valico di frontiera dalla Turchia verso Kobane è aperto solo due volte in settimana e solamente per chi è disposto a tornare a Kobane.La Giornata internazionale di solidarietà con Kobane è stata celebrata la prima volta l’1 novembre 2014 dai Kurdi in esilio e dai loro amici in Europa, America, Africa e Australia per sostenere almeno moralmente le cittadine e i cittadini di Kobane. Le milizie dell’IS avevano tentato la conquista della città kurda già alla fine del 2013 ma erano stati bloccati dalle unità di difesa popolari (YPG) kurde. A metà settembre 2024 l’IS aveva allora avviato una massiccia offensiva contro la città. Dopo mesi di sanguinosi scontri strada per strada e casa per casa, le unità kurde hanno ottenuto armi e il sostegno aereo degli USA. Il governo turco ha invece continuato a negare ogni forma di aiuto ai combattenti assediati e solo in seguito alle pesanti pressioni internazionali agli inizi di novembre ha permesso a 150 peshmerga kurdo-iracheni di raggiungere Kobane per sostenere i combattenti kurdi con armamenti pesanti.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tutto il mondo al convegno Ido

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2015

balbuzieDa nazionale è diventato internazionale. È il XVI convegno dell”Istituto di Ortofonologia (IdO) sul processo diagnostico nell’infanzia, appena terminato a Roma e seguito in tutto il mondo: Francia, Spagna, Svizzera, Brasile, Repubblica Ceca, Inghilterra, Canada, Germania, San Marino, Romania, Argentina e tanti altri paesi ancora, tutti connessi online alla diretta streeming gratuita. Oltre 20 mila le connessioni. “Un pubblico numeroso che si è collegato da tantissime nazioni per ascoltare cio” che dicevamo. Lo psicoterapeuta della’età evolutiva ha poi assicurato:”risponderemo sul sito alle domande specifiche, e le restanti via email”. Chiudendo la tre giorni Castelbianco ha infine rinnovato l”appuntamento all’anno prossimo: “Nel 2016 proporremo un convegno sui percorsi terapeutici nel modo più pratico e comunicativo possibile”.
Nella giornata conclusiva dedicata al mondo scuola, l’IdO ha lanciato una proposta per un decreto dell’Infanzia: “Non insegnare ai bambini a leggere e scrivere a 4 o 5 anni, ma lasciare questo compito alle elementari. In questo modo avremo meno fobie scolari e vomiti in classe- precisa lo psicologo- molti bambini, dopo la scuola materna non vogliono andare alle elementari. Abbiamo chiesto, in un”indagine condotta su persone di 25 anni, quale fu per loro il periodo piu’ bello della vita. La risposta cadde nel silenzio. Un fatto drammatico- osserva lo psicoterapeuta dell”eta” evolutiva- non era l”infanzia. Gli insegnanti non devono anticipare i tempi di apprendimento sotto la spinta dei genitori. Loro hanno tutto un mondo da proporre ai bambini, che e’ alla base della qualità della scuola”.
L”IdO ha 1.000 bambini in carico e li segue negli incontri con gli insegnanti attraverso il servizio scuola. “Bisogna collaborare, aiutare e sostenere i docenti- prosegue Castelbianco- ma non sostituirci a loro”. Della stessa idea e’ Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO: “La responsabilità del mondo clinico e’ stata di aver troppo medicalizzato i bambini, facendo perdere valore alla pedagogia. Gli insegnanti sono indiscutibilmente le persone più importanti per il bambino, e anticipare gli apprendimenti e’ un errore. Il bambino deve avere la sua maturazione”.L’IdO chiede di “tornare su un modus di crescita che dica basta a far andare i bambini a 5 anni a scuola. Inoltre, se i bambini vanno a scuola alle 7 per uscire alle 16.30, non bisogna poi sovraccaricarli di compiti a casa. Dobbiamo ridare dignità al tempo del bambino- concludono- e alla sua possibilità di crescita”.Anche Raffaele Ciambrone, dirigente del Miur, è intervenuto sul tema: “Sarei per il modello portoghese- aggiunge- che prevede un intervento educativo non collegato alla certificazione clinica: gli insegnanti esplorano il fabbisogno del singolo alunno e determinano gli interventi. In Italia abbiamo un irrigidimento del controllo tra certificazione e intervento. La direttiva sui Bisogni educativi speciali (Bes) mira ad ammorbidire questo legame, che si era fatto troppo stretto. L”intento era di demedicalizzare e far sì che gli insegnanti avessero più flessibilità”.
Di fronte a questi dati quali sono le strategie che il Miur sta mettendo in campo? “Sono tre gli assi fondamentali: normativo, l”organizzazione territoriale e la formazione. La parte normativa si e” conclusa- precisa- c’è un pacchetto di norme sui Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) che vanno dall’accordo sulla certificazione fino all’individuazione precoce. L”organizzazione territoriale istituisce i Cts, 86 Centri territoriali di supporto dove ci sono insegnanti specializzati ed esperti su queste tematiche. Il nodo fondamentale è quello della formazione. La legge 107, ‘la Buona scuola’, introduce il principio della formazione obbligatoria in servizio e sono stati stanziati 40 milioni di euro. Un intento importante che ha risorse forti per poter mettere le gambe”.
Il dirigente sottolinea che il Miur “cerca quanto più di demedicalizzare l’approccio a questi problemi. Deve essere chiaro a noi, ma anche ai clinici e agli esperti che si confrontano con la scuola. Un fatto clinico quando entra a scuola diventa una questione educativa. Io ho definito l’insegnante come scienziato pratico, perché è lui il punto di contatto della classe. Esperti, clinici, psicoterapeuti, neuropsichiatri dovrebbero sostenere il lavoro degli insegnanti sia fornendo elementi di conoscenza che spostandosi verso la didattica, per cercare di capire quale poi debba essere l’azione dell’insegnante. E affinché questa sia resa efficace, occorre una conoscenza di questo mondo”. Ciambrone conclude: “I test non sono sufficienti, è necessario un approfondimento. La scienza è un regredire dagli effetti alle cause, e il buon diagnosta per interpretare i dati deve avere elementi di conoscenza. Noi miglioreremo sempre piu’ se ci sara’ una sinergia tra la scuola, la medicina, la pedagogia e la psicologia”. (foto: balbuzie)

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giornata di solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2015

università europea romaRoma. Gli studenti dell’Università Europea di Roma parteciperanno domenica 25 ottobre 2015 alla giornata di solidarietà organizzata dalle ore 10 alle 18:30 al Bioparco da Angeli per un giorno, attività del movimento Regnum Christi in favore dei bambini bisognosi delle periferie delle città italiane, ospiti di case famiglia e d’accoglienza. Gli “Angeli” accompagneranno i bambini e i ragazzi di diverse case famiglia alla scoperta degli animali ospiti della struttura. Per i più piccini è stata preparata una sorpresa: la visita guidata alla fattoria degli animali.
La giornata, resa possibile dalla Fondazione Bioparco di Roma, proseguirà con il pranzo offerto dai volontari e terminerà con la Santa Messa presso la parrocchia di San Roberto Bellarmino, già Chiesa di riferimento di Papa Francesco. Sarà un’occasione per condividere una domenica insieme nella cornice di una delle strutture più innovative d’Europa.
Gli “Angeli” sono giovani volontari e studenti dell’Università Europea di Roma, divisi in gruppi, che prendono in custodia alcuni bimbi, accompagnandoli ed assistendoli durante la giornata. Li portano in giro per la città, al luna park, al cinema, oppure a praticare sport.
Molti di questi ragazzi non si limitano ad essere “Angeli per un giorno”, ma portano avanti il loro impegno in modo continuativo. Chi lo desidera, infatti, può prolungare la propria collaborazione con le case famiglia, scegliendo liberamente quanto tempo dedicare ai bambini.

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

7 case automobilistiche su 13 lavorano sulla tecnologia LiDAR per i veicoli a guida automatica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2015

auto industryLa tecnologia LiDAR (Light Detection and Ranging), come parte di una suite di sensori per sistemi avanzati di assistenza alla guida, sarà impiegata principalmente per le funzioni di sicurezza attiva e, nel 29% delle installazioni, per scopi di guida completamente automatizzata entro il 2021. Delle prime 13 case automobilistiche, 7 stanno lavorando sui veicoli passeggeri a guida automatica utilizzando la tecnologia LiDAR. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “LIDAR-based Strategies for Active Safety and Automated Driving from Major OEMs in Europe and North America”, rileva che il mercato dei veicoli passeggeri che sfruttano il LiDAR ha prodotto entrate per 51,1 milioni di dollari nel 2014 e stima che questa cifra raggiungerà quota 141,0 milioni di dollari nel 2021. Per quanto riguarda il mercato italiano, “Fiat in Italia dispone già della tecnologia LiDAR come optional su alcuni suoi modelli come la Panda o la 500L, ma ovviamente in questo caso si parla di tecnologie a raggio fisso per il controllo della frenata in caso di ostacolo sulla strada, – spiega Paolo Martino, Senior Consultant di Frost & Sullivan. – Siamo certi che Fiat, come altri OEM quali Volvo, Ford o Honda, stanno lavorando con i propri centri di ricerca per portare queste tecnologie al livello successivo di applicabilità ed a nuove funzioni”.
La necessità di impiegare sensori migliorati che supportino la sicurezza attiva e la guida automatica nei veicoli passeggeri del futuro ha spinto l’industria automobilistica europea e nordamericana ad esplorare la tecnologia LiDAR. Rispetto ad altri prodotti presenti sul mercato, il LiDAR è un sensore migliore in termini di rilevamento degli oggetti e di mappatura in condizioni di scarsa visibilità. L’utilizzo di laser infrarossi riflettenti per l’acquisizione dei dati e l’indipendenza dalla luce ambientale consentono al LiDAR di percepire gli oggetti allo stesso modo in una vasta gamma di condizioni. I mercati europei e nordamericani offrono tuttavia alcune soluzioni convenienti per la tecnologia LiDAR, ma con una risoluzione scarsa o comunque modesta. Anche le questioni legate all’affidabilità hanno un impatto su questi sistemi, poiché sono costituiti da poche parti mobili. Altri problemi associati ai sistemi LiDAR sono il raggio limitato e i limiti in termini di confezionamento. Il sistema LiDAR medio disponibile sul mercato può eseguire scansioni fino a 100 metri con riflettività limitata. Questo valore, tuttavia, è inferiore rispetto ai sistemi basati su telecamere, che hanno una portata fino a 500 metri. “Poiché la tecnologia LiDAR si trova ancora in una fase nascente, ci vorrà un po’ di tempo per conquistare l’accettazione nel mercato, – osserva Anirudh Venkitaraman, analista di Frost & Sullivan. – Una volta che la generazione futura di LiDAR tecnologicamente avanzati e a prezzi accessibili raggiungerà gli scaffali verso il 2020, il mercato degli utenti finali sarà più disposto ad investire in questi prodotti.” Le case automobilistiche in Europa e Nord America stanno lavorando a stretto contatto con i fornitori di primo livello per creare soluzioni LiDAR avanzate che possano essere utilizzate nel settore dei veicoli passeggeri. I produttori che stanno stringendo alleanze con i fornitori di primo livello per sviluppare sistemi LIDAR per i veicoli a guida automatica riusciranno a introdurre più rapidamente i propri prodotti sul mercato.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Solidarietà a Lucia Borsellino

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2015

Paola-Binetti“Piena solidarietà a Lucia Borsellino, ancora una volta vittima della sua stessa competenza e della sua onestà, come spesso accade ai migliori. In un clima di inefficienza e di corruzione strisciante le persone che si impegnano a tutela delle fasce più deboli sono considerate pietra d’inciampo e vanno rimosse, perché altri possano invece continuare a fare i loro interessi”. E’ quanto dichiara la deputata di Area popolare Paola Binetti.
“Lucia Borsellino è sempre stata disponibile alle istanze delle persone più fragili come competeva all’assessorato da lei diretto fino a pochi giorni fa, senza mai cedere a manovre ambigue. Sorprende – prosegue Binetti – che si sia sollevata tanta aggressività nei suoi confronti che ha abbondantemente praticato l’etica della cura nei confronti degli altri. Strano modo di governare in una regione in cui si alza la voce nei confronti dei più onesti per zittirli e si lasciano correre sul filo delle intercettazioni parole drammaticamente violente”, conclude la parlamentare di Ap.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Solidarietà sociale e salute: ruolo del volontariato”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2015

Policlinico La Sapienza RomaRoma 16 giugno, a partire dalle 17.30 presso l’Aula di Ortopedia e Fisiatria dell’Università La Sapienza di Roma (ingresso P.le Aldo Moro 5a) si terrà il convegno-dibattito: “Solidarietà sociale e salute: ruolo del volontariato” nel corso del quale la Fondazione Ozanam presenterà un manuale operativo destinato ai volontari e ai familiari dei malati di Alzheimer, anticiperà i contenuti di una piattaforma informatica per la consulenza dei volontari e promuoverà un dibattito a più voci sul ruolo del volontariato in sanità. Saranno presenti il Prof. Giuseppe Chinnici, Presidente della Fondazione Ozanam, il Prof. Eugenio Gaudio, Rettore Magnifico dell’Università La Sapienza, S.E. Mons. Alessandro Plotti, Vescovo Emerito di Pisa e Assistente Ecclesiastico della Fondazione, Padre Gregory Gay, Superiore Generale della Congregazione della Missione, il Prof. Francesco Bonini, Rettore Magnifico dell’Università LUMSA di Roma, il geriatra Prof. Francesco Marigliano, lo statistico sanitario Prof. Angelo Serio, lo psichiatra Dott. Daniele Sadun e la psicoanalista Dott.ssa Lucia Monterosa, autori del manuale.
Interverranno al dibattito sul valore del volontariato in sanità l’ On. Pino Pisicchio, Presidente del Gruppo Misto della Camera dei Deputati, l’ On. Renzo Carella, Membro della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, il Sen. Stefano De Lillo e l’ On. Ilaria Piccolo, Consigliere di Roma Capitale, il Prof. Mauro Cacciafesta, Ordinario di Geriatria dell’Università La Sapienza, il Prof. Roberto Cipriani, Ordinario di Sociologia dell’Università Roma Tre, il Prof. Gennaro Colangelo, Docente presso l’Università LUMSA e il Dott. Roberto Fattorini, Presidente del Consiglio Centrale di Roma della Società di San Vincenzo De Paoli.
“La malattia di Alzheimer è la causa più comune di demenza che, in Italia affligge oltre un milione di pazienti con un aumento annuale di circa 150.000 nuovi casi. Secondo i dati dell’OMS il numero di persone affette da demenza è destinato a raddoppiare ogni 20 anni, passando dai 36 milioni nel 2010 ai 115 milioni nel 2050, con costi sanitari e sociali stimati in 604 miliardi di dollari, cifra che rappresenta circa l’1% del PIL mondiale”, ha spiegato il Prof. Chinnici, Presidente della Fondazione Ozanam.
“La Fondazione Ozanam, attraverso la pubblicazione di un manuale operativo per i volontari impegnati nell’assistenza dei malati di Alzheimer, intende contribuire a migliorare la rete assistenziale intorno al malato e alla sua famiglia per affrontare il lungo e difficile percorso di malattia. Si avverte la necessità di una rete territoriale al passo con i tempi che comprenda medico di famiglia, specialisti, centri di riferimento, assistenza domiciliare, centri diurni, ricoveri definitivi e volontari preparati in grado di aiutare le famiglie. Da parte nostra stiamo predisponendo una piattaforma informatica per il collegamento a distanza fra i docenti del nostro corso e i volontari che desiderano avere chiarimenti”, ha proseguito Chinnici.
La Fondazione Beato Federico Ozanam – SanVincenzo De Paoli Ente Morale Onlus è nata nel 1999 per iniziativa della Società di San Vincenzo De Paoli e dei Gruppi di Volontariato Vincenziano allo scopo di promuovere la cultura della solidarietà sociale rivolgendo la sua attenzione soprattutto all’ampio mondo del volontariato. Così come fece nel corso della sua breve vita il Beato Federico Ozanam, fondatore della Società di San Vincenzo De Paoli, che si consacrò ai poveri e al volontariato e il cui messaggio, sempre attuale, ha raggiunto ogni angolo del mondo. Dal 1999 hanno occupato la carica di Presidente della Fondazione il Prof. Francesco Paolo Casavola, già Presidente della Corte Costituzionale, il Prof. Giuseppe Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, già Rettore Magnifico dell’Università LUMSA e Giuseppe Chinnici, Professore all’Università LUMSA. Nel corso di questi anni sono stati prodotti ricerche, studi, documenti e pubblicazioni sulla solidarietà sociale e sulla tutela dei diritti civili, convegni e seminari di formazione culturale e tecnica per animatori di volontariato. Più in particolare la Fondazione si è occupata del problema sociale delle carceri, del disagio minorile e della violenza sulle donne. Gli studi e i saggi prodotti sono stati supervisionati da un autorevole Comitato scientifico composto da docenti universitari e da esperti con diverse competenze.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Governare è far credere

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 gennaio 2015

TerroristaCon tempestività e grande visibilità, poche ore dopo gli attentati di Parigi, venne diffusa la notizia che i responsabili erano stati identificati, ma non per la fervente attività delle forze dell’ordine, dei servizi segreti, dei confronti internazionali … NO ! L’identificazione era avvenuta grazie alla carta di identità che i fratelli attentatori avevano graziosamente lasciato o smarrito nell’auto usata per la fuga.
Veramente non proprio di fuga si è trattato, perché ci hanno mostrato uno spezzone di film dove i due, per niente eccitati, anzi chiaramente sotto effetto di droghe calmanti, predicavano pubblicamente le ragioni del loro gesto, quindi saltati in macchina sono partiti… ma, c’è sempre un “ma” che complica le cose, perché la macchina dei fuggitivi, appena compiuti pochi metri, si ritrovò bloccata da una macchina della polizia; i due fratelli elegantemente cominciano a sparare, mentre l’auto della polizia, poco elegantemente, ingranò la retromarcia, preferendo evitare un dibattito, diciamo, piuttosto acceso.
Ma non desidero soffermarmi sui singoli fatti che vanno emergendo, piuttosto su ciò che, particolarmente, non mi convince.
Nel “Manuale dei giovani terroristi” a pag. 1, cap. 1, primo rigo sta scritto che i terroristi in azione non debbono portare alcunché possa tornare utile alla loro identificazione; se l’attentato va a buon fine, (secondo il loro punto di vista), allora la carta di identità, vera o fasulla, la ritroverebbero nel covo prestabilito, altrimenti sia in caso di cattura che di morte, non debbono risultare identificabili, anche per non fornire informazioni che potrebbero portare ai complici. I due fratelli, non solo ebbero cura di portarsi appresso la carta d’identità, ma addirittura, pur senza essere stati catturati, di lasciarla nella macchina che avrebbero abbandonato.
La cosa che mi intriga parecchio è il silenzio assordante su tale carta d’identità ritrovata; nessuno ne parla più, come se un tardivo pudore cercasse di nascondere altre possibili versioni che non siano quelle predisposte e fornite agli organi di informazione del mondo intero.
Si tratta di una forma di depistaggio già in uso, ma con risultati deludenti. Come quando si volle far credere al mondo, atterrito, preoccupato e attirato nell’attenzione da versioni ufficiali, che un aereo, vero gigante dell’aria, con una apertura alare di 20 mt. schiantandosi su un importante fabbricato super sorvegliato, a 300 km/h. abbia lasciato un forellino di soli sei metri, senza danneggiare il restante; non solo, ma i due motori di sette tonnellate cadauno, sparirono come per magia; neanche a Napoli sarebbero stati capaci di sottrarre due motori di tal genere in così breve tempo; o ancora, un altro aereo, dirottato, in mano a terroristi decisi a schiantarsi sul più importante edificio delle Istituzioni, passò di mano e cade sotto il controllo dei passeggeri, il pilota non cambiava rotta, allora i passeggeri, non più atterriti, decisero di far cadere l’aereo, sacrificando se stessi, ma non senza, prima dell’impatto fatale, che un passeggero telefonasse alla moglie per avvertirla che… non sarebbe rientrato per cena. “Ma cosa accade ?” chiede la moglie e l’uomo-passeggero a spiegare di trovarsi su un aereo dirottato e di avere deciso di far cadere l’aereo, la moglie conclude la telefonata: “Stai attento, sii prudente !”.
Tutto ciò fa parte delle brillanti deduzioni di una commissione parlamentare, che ha messo un deciso punto alle critiche, diffidando di ogni altra più credibile interpretazione.
E’ intervenuto Cossiga, da Presidente della Repubblica che al tempo dei fatti era ministro degli interni, a suggerire una svolta, che nessuno ha voluto verificare. Così si è espresso Cossiga in una intervista al Corriere della sera, della quale accludo il link per facilitare una lettura integrale.
Da ambienti vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione dell’intelligence italiana, si fa notare che la non autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso ‘confessa’ che Al Qaeda sarebbe stato l’autore dell’attentato dell’11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d’America e d’Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla Cia americana e dal Mossad con l’aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan. Per questo – conclude Cossiga – nessuna parola di solidarietà è giunta a Silvio Berlusconi, che sarebbe l’ideatore della geniale falsificazione, né dal Quirinale, né da Palazzo Chigi né da esponenti del centrosinistra!».V. http://www.corriere.it/politica/07_novembre_30/osama_berlusconi_cossiga_27f4ccee-9f55-11dc-8807-0003ba99c53b.shtml
Governare è far credere, e per imporre la linea progettata, ogni anno ce lo ricordano con commemorazioni varie.
Abbiamo così una ulteriore commemorazione annuale, durante la quale tutti diremo “Je suis Charlie”, con tutto il rispetto per le vittime, incolpevoli di essere diventate un mezzo per disegni sovversivi.

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Solidarietà e sostegno alle Mamme No Muos

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

E ai comitati No Muos in mobilitazione contro il mostro Usa e contro il colpo basso di Crocetta. Una vera e propria beffa ai cittadini siciliani la decisione del Presidente della Regione Rosario Crocetta, che dopo aver, nel marzo scorso, revocato la concessione per l’installazione del Muos a Niscemi, ha pensato bene, nei giorni scorsi, di fare marcia indietro revocando a sua volta, nell’imbarazzo generale, la revoca imposta ai lavori.Una decisione incomprensibile, che tradisce ogni fiducia riposta nelle istituzioni dai tanti cittadini, comitati, organizzazioni locali e non che in questi mesi hanno sostenuto la battaglia contro la costruzione del potente (e nocivo) sistema satellitare di difesa targato Usa sul territorio della Trinacria.Dal canto nostro, considerata l’emblematicità della vertenza contro il Muos, il suo potente impatto sulla salute e le questioni sottese che esso solleva (dalla sovranità nazionale, alle politiche di difesa, al diritto di autodeterminazione delle comunità locali sul proprio territorio) avevamo disposto che, nell’ambito della 2° edizione del Premio Donne Pace Ambiente Wangari Maathai, promosso dall’Associazione A Sud in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne e con il patrocinio della Commissione delle Elette del Comune di Roma, che ha l’obiettivo di visibilizzare l’impegno delle donne nella difesa del territorio e dei diritti, uno dei premi fosse assegnato proprio ad una attivista del comitato Mamme No Muos di Niscemi, Concetta Gualato.Un contributo simbolico al sostegno di una lotta che ci vede tutte e tutti al fianco delle comunità siciliane nel tentativo di sventare l’ennesimo attacco al diritto alla salute e alla salubrità del territorio.La recente decisione del presidente Crocetta, che ci lascia senza parole, dimostra una volta ancora l’assoluta cecità delle istituzioni politiche rispetto alle richieste che giungono dai territori e dai cittadini e conferma la pericolosissima tendenza a sovra ordinare al rispetto di diritti inviolabili e costituzionalmente garantiti altri tipi di interessi affatto generali.Ancor più scandaloso che il dietro front della Regione faccia riferimento al contestato parere emesso nelle scorse settimane dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui il Muos non farebbe male alla salute di chi vi abita accanto. Parere considerato dai comitati e dai tanti tecnici che in questi anni hanno lavorato a dimostrare il contrario, basato su presupposti scientifici tutt’altro che inattaccabili.Per queste ragioni, e considerando il diritto alla salute e dunque alla vita il più inviolabile e sacro dei diritti umani, esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro incondizionato appoggio alle cittadine e ai cittadini siciliani, ai comitati No Muos e al Comitato Mamme No Muos di Niscemi, in mobilitazione da giorni contro quest’ennesimo attacco alla sovranità popolare e alla giustizia sociale ed ambientale che dovrebbe invece orientare ogni scelta di buon governo.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I profeti del malaugurio

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2013

Si sta formando in Italia un “partito” degli ottimisti per i quali la crisi mondiale che ci sovrasta non è poi tanto drammatica come sembra e l’Italia, in particolare, ha saputo fare come la laboriosa formica nel raccogliere nei periodi di abbondanza le risorse necessarie che oggi può mettere in campo nei momenti di crisi. L’altro “partito”, che possiamo definire dei pessimisti, è ovviamente, di segno contrario se pensa agli sprechi, al nostro debito pubblico da capogiro, al lavoro nero e senza tutele, alla disoccupazione, ecc.
L’opinione pubblica, ovviamente, interpreta tutto ciò a seconda dei suoi personali accadimenti. Se la famiglia ha un figlio disoccupato, o un genitore o entrambi, se sono alle prese con il mutuo della casa, di certo parteggeranno per il partito dei pessi-misti. A questo punto dovremmo pensare che esiste una terza possibilità, come dire “in medio stat vir-tus”. Lo dobbiamo alla nostra arte di saperci arrangiare. Se non fosse così come potremmo spie-garci l’abilità dei pensionati, una famiglia mono-reddito di quattro persone, i primi con un reddito da 500 euro e gli altri sui 1.200 al mese a pagare il fitto di casa, la luce, il gas, il telefono, le spese condo-miniali e ad alimentarsi e vestirsi? Sono i milioni di italiani che si arrangiano come possono così come accadeva nel periodo di guerra con la borsa nera e le tessere annonarie. E se gli italiani si arrangiano, non devono certo dire grazie al governo che in queste cose non c’entra, anzi diventa in talune circostanze un ingombro. Tutto questo potrebbe apparire una gran bella risorsa, un prodotto da esportare nel mondo, se non ci rendessimo conto che così ingegnandoci tracciamo un solco sempre più profondo tra la politica e i cittadini. Un solco di incomprensioni, del fai da te per mancanza di solidarietà, pavesato di egoismi e che si stanno traducendo in un volontariato alternativo a compiti che lo stato non dovrebbe abdicare come l’assistenza sanitaria, la sicurezza, con le ronde, l’istruzione, ecc. Alla fine avremo un anti-stato a tutto campo e ci chiederemo che senso ha avere un parlamento, una giustizia, un esercito, una scuola pubblica, se tali istituzioni tendono ad allontanarsi sempre più dalla realtà del paese, a non comprenderla, a non governarla, a non riuscire ad immedesimarsi con i suoi bisogni. A questo punto il malaugurio o il ben augurio diventa una vera e propria iattura. (editoriale Fidest a cura di Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »