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Posts Tagged ‘soluzione’

Fortinet guida il mercato con l’innovativa soluzione Secure SD-WAN

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

Fortinet® (NASDAQ: FTNT), leader globale nel settore delle soluzioni di cybersecurity ampia, integrata e automatizzata, annuncia nuove soluzioni innovative e conferma un continuo aumento della quota di mercato per la sua soluzione Secure SD-WAN. La flessibilità e la scalabilità di Fortinet Secure SD-WAN ha permesso ai clienti di tutte le dimensioni l’implementazione negli home office, nelle filiali e tra cloud distribuiti, fornendo al contempo la migliore esperienza utente e il miglior livello di sicurezza possibile.
“SD-WAN non è una tecnologia solo per la filiale, è importante per l’intera azienda end-to-end. Con applicazioni per il lavoro da casa, dal data center al cloud e la capacità di collegare i cloud tra loro, Fortinet Secure SD-WAN è una tecnologia di grande impatto che migliora l’esperienza dell’utente e favorisce l’ottimizzazione dei costi e il risparmio di tempo per le aziende. Fortinet è uno dei provider SD-WAN in più rapida crescita e l’unico grande player in questo mercato con un’offerta sviluppata internamente che garantisce sicurezza e networking in un’unica soluzione”, spiega John Maddison, EVP Products e CMO di Fortinet.
Fortinet propone Secure SD-WAN come funzionalità integrata del suo next-generation firewall FortiGate leader del mercato, alimentato dal primo SD-WAN ASIC del settore per consentire una migliore esperienza d’uso, prestazioni più elevate e una migliore efficienza dei costi. Al fine di implementare cambiamenti di rete che garantiscano la continuità del business per una forza lavoro remota in espansione con il minimo di personale IT e risorse infrastrutturali, l’ampio portafoglio di prodotti FortiGate con SD-WAN integrato offre politiche di business flessibili da una console centralizzata Fabric Management Center. Queste policy intuitive permettono una configurazione più rapida e scalabile in pochi minuti per consentire le migliori prestazioni per le app di collaboration, come le conferenze audio/video e le applicazioni SaaS. Il portfolio Secure SD-WAN di Fortinet non si limita ai soli casi di utilizzo aziendale ed è disponibile in un’ampia gamma di dispositivi, che vanno dalle soluzioni pensate per i grandi data center, fino a quelli progettati per filiali, uffici remoti e anche piccoli home office. La capacità di Fortinet Secure SD-WAN di scalare da un home office a una filiale a un cloud distribuito è una caratteristica distintiva.

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Gestione del condominio e coronavirus, criticità e ipotesi di soluzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

L’emergenza Covid 19 ha avuto un suo impatto anche sulla normale gestione del condominio. Il condominio, per come viene definito, è una collettività organizzata di persone che ha il fine di gestire e conservare le parti comuni dell’edificio. La fretta ha fatto dimenticare al governo che la normativa vigente sostanzialmente impedisce questa modalità di svolgimento.
A ciò si aggiunga che lo stesso col d.p.c.m. 22 marzo 2020 ha sostanzialmente limitato l’attività dell’amministratore di condominio, il cui codice A.TE.CO. non è menzionato tra quelli la cui attività può proseguire.Un errore, forse, data la di attività natura professionale che è riconosciuta da più parti a chi assume l’incarico, cui si è provato a dare soluzione affermando che l’amministratore può lavorare in modalità smart working. In breve: assemblea bloccata e organismo esecutivo limitato. Il tutto senza sospensione dei termini per gli adempimenti connessi alla fruizione dei servizi. È vero, fino al 13 aprile l’erogazione di gas, luce ed acqua non può essere sospesa, ma questo non vuol dire che non si debba pagare, ovvero che il mancato pagamento non sia considerato adempimento. Non solo: chi volesse intraprendere l’attività di amministratore condominiale ad oggi non potrebbe farlo, stante la necessità di svolgere un esame in una sede fisica. Idem per quei professionisti che volessero sfruttare questo periodo di tempo per aggiornarsi: l’esame finale per i loro corsi di aggiornamento annuale obbligatori devono essere svolti in sede. Lo stabilisce il dm n. 140/2014. Ci si laurea con sedute in videoconferenza, ma per l’amministratore serve con controllo più rigoroso. Fino a che non ci si potrà riunire, poi, non si potranno approvare consuntivi e preventivi, con rischi non secondari di stasi nella gestione dell’edificio. È vero, l’ultimo preventivo approvato vale, secondo la Cassazione, fino alla sua sostituzione, ma questo spesso non basta. Gli scostamenti di spesa da un anno all’altro sono fisiologici. Ed allora? Stupisce che in una situazione d’emergenza, la decretazione d’urgenza abbia tenuto in considerazione il condominio – ma solo perché rientrante nel novero di una ben più ampia categoria – riguardi solamente gli adempimenti del sostituto d’imposta.Cosa sarebbe utile prevedere? È auspicabile, in sede di conversione o con un prossimo decreto, valutare:
– poteri eccezionali per l’amministratore, in relazione alla gestione ordinaria, che sostituiscano quelli assembleari in relazione ai preventivi;
– proroga del termine per la presentazione dei rendiconti e/o auto-validazione mediante certificazione e deposito telematico presso il tribunale o il comune in caso di rendiconti sovrapponibili ai preventivi in quanto a voci di spesa ed anche se lo scostamento, a parità di voci, non superi il 5% dell’importo massimo preventivato;
– modalità di riunione a distanza, affiancandole alle ordinarie e modalità di voto per corrispondenza;
– incentivazione alla delega a partecipare all’assemblea, con eliminazione di ogni limite legislativo e regolamentare per tutta la durata dell’emergenza;
– modifiche alle regole della formazione degli amministratori, prevedendo la regolarità della formazione a distanza anche in relazione all’esame;
– norme ad hoc per i debiti tanto nei rapporti interni, quanto in relazione ai debiti verso fornitori;
– snellimento delle procedure di recupero del credito. (Alessandro Gallucci, legale, consulente Aduc)

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Scuola: Precariato, ancora nessuna soluzione

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Anief lo aveva detto: i concorsi ordinari e straordinari non sono utili ai fini del superamento del problema del precariato. In Veneto, inoltre, il 70% dei posti è vacante e andrà dunque in supplenza, non dalle GaE, ma dalle graduatorie d’istituto a inizio anno, quando le scuole saranno già iniziate e si ripresenterà l’ennesimo balletto delle supplenze. Dunque, i ragazzi non avranno i docenti titolari l’11 settembre, quando inizieranno le lezioni, soprattutto per materie come matematica (A028) e italiano (A-12, A-22): i supplenti verranno chiamati dalla seconda e dalla terza fascia delle graduatorie d’istituto. Identico problema per il sostegno, poiché le graduatorie sono esaurite e gli alunni si vedranno affidare docenti non specializzati.Il precariato sembra destinato a non estinguersi: anche se quelli che giungono sono dati parziali, la maggior parte dei posti sembra essere vacante, quindi destinata a supplenti, mentre quasi tutte le GaE sono esaurite. In Veneto la situazione sembra molto seria: il contingente autorizzato è di 5.612. La graduatoria di merito del concorso 2016 è esaurita, tranne per qualche classe residuale; il 90% dei posti è stato assegnato alle province di Padova, Venezia, Verona e Treviso, mentre il 10% a Rovigo e Belluno. I numeri maggiori si ritrovano in lettere, con 712 posti autorizzati ma con gli aspiranti che sono 150 in meno, e in matematica, con 500 posti autorizzati e 127 a ruolo ad oggi. La situazione non va meglio per le lingue straniere per la scuola secondaria di primo e secondo grado (AB24, AB25, AD24, AD25, tutte esaurite), che andranno dunque a supplenza. E il sostegno? I problemi ci sono anche qui (ADMM, ADSS), con le graduatorie esaurite: il contingente autorizzato è di 458 per la secondaria di primo grado e 180 per la secondaria di secondo grado, per un totale di 638 posti, da conferire ai docenti della terza fascia d’istituto, non specializzati su sostegno. Dunque per la secondaria di primo e secondo grado, il sostegno, ancora una volta, sarà affidato a docenti non specializzati.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “il sindacato aveva previsto tale inghippo già in tempi non sospetti: i concorsi non risolvono alcun problema, bisogna estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto, riaprire le GaE, permettere a chi si è formato e specializzato di ricoprire il posto che gli compete. Se non si comprende ciò difficilmente la supplentite verrà superata”.

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Lettera del Presidente del Parlamento al Presidente della Commissione per una soluzione per i migranti dell’Open Arms

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

Caro Presidente Juncker, come spesso avviene da quando la parola del Parlamento europeo sulla riforma del Regolamento di Dublino non eÌ stata ascoltata, la vita di povera gente raccolta in mare si ritrova costantemente al centro di strumentalizzazioni e polemiche fra governi. Ad ogni nave che arriva in acque europee si ripete la stessa scena e si riaprono le stesse polemiche. In questi giorni vi eÌ il caso della nave Open Arms, con 121 persone a bordo, che non sa dove dirigersi. L’opera di supplenza che in questi anni la Commissione europea ha svolto eÌ stata meritoria, in linea con i valori dell’Unione e con i dettami delle Convenzioni internazionali. Ma in questo caso non vi sono indicazioni. E a bordo, dalle notizie riferite dalla stampa, vi sarebbero anche 31 minorenni, fra cui 2 gemellini etiopi di 9 mesi, e donne che portano sulla loro pelle i segni indelebili di violenze e soprusi. Se l’Unione si mostrasse indifferente sarebbe come aggiungere sofferenza a sofferenza e sono certo che questo non sia lo stato d’animo dei custodi dei Trattati europei. Alla Commissione da Lei presieduta si eÌ chiesto molto in questi anni e l’impegno mostrato in tante vicende ha riscattato anche la nostra identitàÌ di europei. In un momento in cui sembra prevalere l’egoismo possiamo solo fare fino in fondo il nostro dovere.Sono convinto che la Sua sensibilitàÌ e l’impegno del signor Commissario Avramopoulos saranno all’altezza anche di questa emergenza, coordinando un intervento umanitario rapido e consentendo una equa redistribuzione dei migranti. Sono cosciente che la base volontaria sia l’unica soluzione in grado di rispondere in questo momento alla domanda di umanitàÌ che ci viene rivolta. La situazione eÌ grave e merita un’azione tempestiva anche perchéì, come Lei sa bene per formazione e sensibilitàÌ, i poveri non possono aspettare. Il Parlamento europeo, come tante volte eÌ accaduto, sosterràÌ il Suo sforzo.Facciamolo per Hortensia, signor Presidente, donna ustionata con la benzina per sfuggire al suo aguzzino. Se l’Europa non sapràÌ proteggere quella donna e i suoi compagni alla ricerca di una vita migliore significheràÌ che avremo perso l’anima oltre che il cuore.Il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli.

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La soluzione per l’assistenza del futuro è nell’infermieristica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

“Quella dell’infermiere è la professione più vicina al paziente che segue 24 ore su 24 sia in ricovero che a domicilio. Ma non allo stesso modo in tutte le Regioni”, sottolinea all’assemblea di tutte le professioni sanitarie e sociali che si è svolta Roma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, il maggior Ordine italiano con oltre 450mila iscritti.“Due dati per comprendere – aggiunge -: il rapporto infermieri pazienti che studi internazionali indicano come ottimale per abbattere la mortalità del 20% è di 1:6. In Italia abbiamo Regioni che sono a 1:17 (la Campania ad esempio) e altre a 1:8 come il Friuli-Venezia Giulia. La carenza di infermieri, soprattutto sul territorio e quindi accanto ai più fragili e bisognosi di assistenza continua (malati cronici, anziani, non autosufficienti ecc.) è di circa 50-53mila unità, ma ci sono Regioni dove i numeri potrebbero considerarsi a posto (ad esempio Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ecc.) e Regioni dove invece l’assenza di organici è pesante e mette l’assistenza a rischio (in Campania sono circa il 48% in meno di quelli che sarebbero necessari, raggiungono il 55% in meno in Calabria e il 56% in Sicilia)”.“In questo modo – prosegue – anche l’introduzione della figura innovativa dell’infermiere di famiglia e comunità a fianco del medico di medicina generale – voluta fortemente anche dai cittadini – non può essere omogenea: al Nord infatti ci sono già esperienze e modelli affermati, al Sud gli infermieri sono troppo pochi anche solo per assistere i pazienti in ricovero, figuriamoci sul territorio”.Secondo i dati Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea, una Direzione Generale della Commissione europea, che collabora a stretto contatto anche con Onu e Ocse, l’Italia nel 2016 aveva 557 infermieri ogni 100.000 abitanti (negli anni successivi sono diminuiti), mentre sei Paesi dell’Ue 28 tra cui i maggiori partner come Germania e Francia, superavano i mille (dai 1.172 del Lussemburgo ai 1.019 della Francia) e altre sette, tra cui anche il Regno Unito, erano comunque tra i 981 infermieri per 100.000 abitanti della Danimarca e i 610 dell’Estonia.Anche volendo solo raggiungere il livello medio di questi Paesi, in Italia mancherebbero tra i 50 e i 60mila infermieri. Per farlo ci si dovrebbe adeguare all’Europa, prevedendo più infermieri in formazione e occupazione, con evidenti progressi nell’eliminazione della carenza globale entro il 2030. La Commissione europea sottolinea che tutti i piani nazionali per la realizzazione della copertura sanitaria universale formulano proposte specifiche per migliorare e sviluppare il ruolo degli infermieri come professionisti della salute più vicini alla comunità; almeno il 75% dei paesi ha un infermiere con responsabilità di alta gestione in materia di salute; quel che serve è una rete globale di leadership infermieristica. Mangiacavalli fa anche riferimento alla diversa epidemiologia della popolazione: le malattie croniche l’anno scorso – secondo i dati Istat da poco evidenziati nel rapporto Osservasalute – hanno interessato quasi il 40% della popolazione, cioè 24 milioni di italiani dei quali 12,5 milioni hanno multi-cronicità. Le proiezioni della cronicità indicano che tra 10 anni, nel 2028, il numero di malati cronici salirà a 25 milioni, mentre i multi-cronici saranno 14 milioni.Attualmente infatti nel nostro Paese si stima che si spendono, complessivamente, circa 66,7 miliardi per la cronicità; stando alle proiezioni effettuate sulla base degli scenari demografici futuri elaborati dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) e ipotizzando una prevalenza stabile nelle diverse classi di età, nel 2028 spenderemo 70,7 miliardi di euro.
E le cronicità si acuiscono anche secondo le aree geografiche. La prevalenza più elevata di almeno una malattica cronica si registra in Liguria con il 45,1% della popolazione. I Comuni sotto i 2.000 abitanti sono quelli con la quota più elevata di cronicità, quasi il 45%, mentre nelle periferie delle città Metropolitane si riscontra la quota più elevata di persone che soffrono di malattie allergiche, il 12,2% della popolazione residente.
“Anche per questo gli infermieri vogliono dare un contributo ancora maggiore al miglioramento della salute – ha detto -. Nel XXI secolo – conclude Mangiacavalli – vedremo più comunità e servizi a domicilio, una migliore tecnologia e la cura centrata sulla persona: gli infermieri saranno in prima linea in questi cambiamenti e per questo devono imparare a essere leader perché tutte queste qualità le hanno già sviluppate e fanno parte della loro vocazione e della loro professionalità: una nuova epidemiologia richiede nuovi modelli di assistenza e, per questi, c’è già il nuovo infermiere che deve essere specializzato e presente h24 sul territorio. Ma deve essere disponibile ovunque e in tutte le Regioni senza carenze e in modo omogeneo”.

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Come salvare la vista a chi è affetto da cheratocono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 febbraio 2019

Il cheratocono, malattia della cornea degenerativa e invalidante, colpisce 1 persona su 500, nel 96% dei casi è bilaterale e si manifesta in giovane età, in genere fra i 20 e i 30 anni. Le cause sono ancora sconosciute: in alcuni casi c’è una componente ereditaria, mentre in persone predisposte si pensa che l’uso di lenti a contatto o lo sfregamento continuo degli occhi possano favorirne l’insorgenza. Se il cheratocono non viene fermato con interventi di corneoplastica, nel 22% dei pazienti si arriva al trapianto di cornea nel giro di 7-8 anni dalla prima diagnosi.Sono solo alcune delle informazioni essenziali contenute in un nuovo ebook che fa luce su una delle patologie degli occhi più pericolose, ma anche meno conosciute: Cheratocono? La soluzione esiste! è l’opera divulgativa di Alberto Bellone, medico specializzato in micro chirurgia oculare che fa luce sulle caratteristiche, sulle tecniche per una diagnosi precoce corretta e sulle nuove terapie disponibili in Italia.Il libro è disponibile in esclusiva su Amazon al prezzo di 2,99€ (gratuito con Kindle Unlimited):http://bit.ly/cheratocono.

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Scuola – Diplomati magistrale, pure gli altri sindacati si muovono chiedendo una soluzione politica urgente

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Sulla spinta dell’Anief, in prima linea a fianco dei maestri e delle maestre che rivendicano i loro diritti alla stabilizzazione, ora anche la Flc-Cgil chiede una soluzione che possa mettere fine all’ingarbugliata situazione: la decisione arriva dopo due scioperi, l’ultimo il 23 marzo scorso, e due manifestazioni nazionali proclamati da Anief, ricorsi depositati per migliaia di ricorrenti già nel 2014 dai legali del giovane sindacato. È curioso che solo adesso si muova invece il vecchio sindacato confederale, dopo 15 anni di silenzio dalla prima apertura delle graduatorie permanenti, chiedendo la stabilizzazione delle maestre colpite dell’Adunanza Plenaria di fine 2017. Eppure di tempo ne avrebbero avuto per accorgersene prima.Nel frattempo, la nostra organizzazione sindacale ribadisce la necessità di riaprire urgentemente le GaE a tutti i docenti abilitati all’insegnamento, come già avvenuto nel 2008 (Legge 169) e nel 2012 (Legge 14), attraverso l’accoglimento della soluzione legislativa proposta sempre dall’Anief: è stato, infine, depositato il reclamo n. 159/18 dichiarato ammissibile dal Consiglio d’Europa, su cui si attendono le osservazioni dello Stato italiano sulla violazione della carta sociale europea dopo la nostra replica.Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): La richiesta di un decreto-legge, una soluzione legislativa che riapra le GaE, è diretta al Miur e al nuovo Parlamento che si dovrà occupare del conflitto di giudicato posto dall’Adunanza Plenaria: 45 mila maestre aspettano di sapere, prima della fine dell’anno scolastico, se è possibile che siano licenziate solo perché sono in possesso dei un titolo – il diploma magistrale – che è ritenuto dai giudici valido per l’insegnamento ma non per l’immissione in ruolo e tutto questo mentre altre docenti con lo stesso titolo, grazie a sentenze passate in giudicato, sono confermate nei ruoli: l’ultimo avviso proviene dall’Ambito Territoriale di Vicenza, su ricorsi vinti da Anief al giudice del lavoro per 27 maestre.

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Euler Hermes lancia Business Advantage: la nuova soluzione per le PMI

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

M.RealeEuler Hermes, società del Gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione dei crediti commerciali, allarga la sua offerta per il mondo PMI con Business Advantage, la garanzia contro il rischio di insoluti per le piccole e medie imprese con fatturato tra i 2 e i 15 milioni di euro.
La nuova soluzione di Euler Hermes, lanciata in anteprima in Italia, sarà completamente digitale, modulare e trasparente.
La piattaforma dedicata garantirà una quotazione del pricing in tempo reale e una estrema agilità in fase assuntiva e gestionale della polizza, sia per il cliente che per l’intermediario.
Con Business Advantage, Euler Hermes completa la propria offerta di soluzioni per la gestione del credito a breve termine mettendo cosi a disposizione delle PMI un pacchetto di servizi integrati necessari per lo sviluppo del business sul mercato domestico e export.
“La nuova proposta nasce dalle esigenze del mercato che richiedeva una soluzione semplice, digitale e con un pricing adeguato al rischio di controparte. Le PMI hanno oggi necessità di uno strumento di immediato e facile utilizzo che garantisca la crescita del business, limitando al massimo le complessità di gestione, dalla richiesta delle coperture di credito al pagamento del premio. Business Advantage racchiude tutti questi elementi in una soluzione innovativa, moderna ed ampiamente accessibile, che certamente aiuterà la gestione del capitale circolante in un mercato sempre più competitivo e globale. Con la nuova proposta assicurativa Euler Hermes incrementa le soluzioni per le PMI, prosegue il percorso di innovazione digitale e rafforza la sua leadership” – afferma Massimo Reale, Direttore Market Management Commercial and Distribution di Euler Hermes Italia. (foto: M.Reale)

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Crisi bancaria. Questo governo, come il precedente, ha abdicato ad una vera soluzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

stress bancheL’ultima decisione del Consiglio dei Ministri di venerdì 16 giugno sulla sospensione del pagamento di un’obbligazione subordinata di Veneto Banca per sei mesi, dimostra in maniera abbastanza chiara che la scelta del Governo di non affrontare in modo sistemico il problema dei crediti in sofferenza della banche, è senza ritorno, almeno da parte sua.
Ogni banca si dovrà arrangiare più o meno da sola (come stanno facendo) e le banche che non ce la faranno saranno oggetto di provvedimenti più o meno ad hoc che manterranno uno stato di tensione permanente su tutto il sistema bancario. Una politica semplicemente scellerata. Era invece necessario, indispensabile, creare una bad bank nazionale nel quale far confluire tutti i i crediti in sofferenza delle banche che lo desideravano ricevendo in cambio quote della stessa bad bank, in modo che questa operazione non creasse buchi di bilancio eccessivi.
In assenza di questa bad bank, vendere i crediti in sofferenza diventa un’operazione nella quale le banche vengono prese per il collo dai fondi specializzati che vogliono pagare questi crediti sui venti ventesimi quando, mediamente, il tasso di recupero è intorno ai 45 centesimi. I problemi della nostra economia hanno naturalmente tante cause, ma quella decisamente più rilevante è la crisi del sistema bancario che ha paralizzato per anni l’accesso al credito. La deliberata scelta di non risolvere questo problema –a causa dell’opposizione dei burocrati europei- in modo estremo costituisce senza dubbio la principale responsabilità del Governo precedente a guida Matteo Renzi e dell’attuale Governo, che ne rappresenta la continuità. Ormai dobbiamo farcene una ragione.
La speranza è che il tema della bad bank nazionale possa essere oggetto del dibattito politico in vista delle prossime elezioni nazionali, e che il prossimo governo sia investito anche dal corpo elettorale per risolvere una volta per tutte il problema del sistema bancario italiano. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Il patron di Geox agli studenti: “La soluzione alla crisi economica?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 maggio 2017

UCBM - Vista aerea campus universitarioRoma Trigoria. “La chiave per uscire dalla crisi economica? Siete voi. Per noi italiani, che abbiamo inventato tutto quello che di più bello esiste sul pianeta, vuol dire organizzarci. E per farlo occorre che il nostro attuale capitalismo industriale si trasformi in capitalismo culturale. Meno cemento e più investimenti in scuola e cervelli umani. È il grande messaggio che il nostro Paese ancora stenta a recepire. E siete voi a doverlo urlare al nostro establishment arretrato”. È quanto ha detto Mario Moretti Polegato, Presidente di Geox, incontrando oggi studenti, dipendenti e docenti dell’Università Campus Bio-Medico di Roma nell’Aula Magna dell’Ateneo. L’incontro è stato organizzato nell’ambito del progetto Job Space, contenitore aperto a lectures e momenti di confronto periodici per promuovere la diffusione della cultura del lavoro, dell’innovazione e del networking sia all’interno che all’esterno di UCBM. A introdurlo il pro-Rettore alla Formazione Universitaria, Simonetta Filippi, che ha sottolineato l’importanza di “ascoltare un’esperienza di successo e coraggio nel lavoro, che ha saputo superare barriere per diffondersi a livello globale”.A capo di un gruppo imprenditoriale in grado di rivoluzionare il mondo delle calzature, Moretti Polegato ha raccontato quando e dove è nata l’intuizione che lo ha reso famoso: “Vengo da una famiglia trevigiana di produttori di vino – ha detto – ed a metà degli anni Novanta ero andato in Nevada a negoziare con vari importatori. In quel contesto, ho deciso di fare una passeggiata nel deserto. Avevo scarpe con la suola di gomma e faceva molto caldo. I miei piedi soffrivano. Con me, in tasca, avevo un coltellino. Così ho deciso di fare un buco nella suola destra e uno in quella sinistra, realizzando una ventilazione”.
Ma l’intuizione non è rimasta nel cassetto. “Tornato in Italia – ha sottolineato Moretti Polegato – anziché buttare quelle scarpe, ho cercato di capire se ne esistessero con quella miglioria: nulla”. Da lì, mille tentativi per realizzare un prodotto che consentisse ai piedi di respirare, senza metterli a contatto con acqua o altro. “Grazie alla ricerca ho scoperto un materiale, una speciale membrana prodotta in USA, impermeabile all’acqua e che però respira. Veniva usata per le tute degli astronauti. Ho chiesto e ottenuto un brevetto e poi per tre anni ho offerto questa tecnologia a tutte le più grandi compagnie di produzione di scarpe al mondo”. Quando ha capito che non erano interessate, non si è scoraggiato, ma ha deciso di inserirsi in prima persona nel mercato. “Eravamo in 4, poi siamo diventati 40, quindi 400, dopo 4mila. Oggi in Geox lavorano 30mila persone, tra dipendenti diretti e indiretti”.Il patron di Geox ha evidenziato come “la mia esperienza la può ripetere ognuno di voi: basta avere un cervello e quindi la capacità di creare, non solo scarpe, ma qualsiasi cosa. Ma dovete capire il significato del termine ‘innovare’”. Che per Moretti Polegato è basato essenzialmente su tre elementi: “Innanzitutto, creare o modificare in meglio qualcosa. In questo, noi italiani siamo da sempre maestri. Ma poi occorre registrare l’idea, perché altrimenti te la copiano tutti. Si chiama brevetto, una cosa che nel nostro Paese è ancora un tabù. E, quindi, continuiamo ad avere americani che vengono a Napoli, assaggiano il caffè espresso e poi aprono 15mila Starbucks o che mangiano la pizza e registrano un marchio con migliaia di negozi di pizza sparsi nel mondo”. Il terzo fattore-chiave per avere successo nell’innovazione è la sperimentazione. “In un Paese di piccole e medie imprese, chi ha i soldi e il know-how per fare ricerca?”, ha chiesto, aggiungendo subito: “Ci sono i centri studio, i politecnici, le università. Per questo, qualche giorno fa in Confindustria ho proposto di portare più professori nelle aziende e più industriali negli atenei. Solo così possiamo rinnovare l’Italia. Non invento nulla, negli Stati Uniti si fa così da sempre. Basta che i nostri responsabili del sistema-formazione siano interessati…”.Secondo Moretti Polegato, il futuro dell’Italia “di fronte a una situazione così drammatica non sono certo i 50-60enni. Siete voi. Dovete capire che è finito il tempo delle ‘spintarelle’, perché oggi il principio internazionale è che una persona vale per quello che sa. Rispetto a questo, invece, nel nostro Paese c’è ancora una mentalità arretrata, la stessa che si può vedere nelle lamentele di molti talk-show televisivi o leggere sui giornali”. In un mondo fortemente competitivo e globalizzato, secondo il patron di Geox “non dobbiamo permettere agli stranieri di rubarci le nostre caratteristiche. Ma dobbiamo vendere loro i nostri progetti. Non dobbiamo più esportare prodotti o fabbriche, ma progetti”.L’ospite del Job Space UCBM ha fatto anche un cenno alla geopolitica globale: “Sono membro del World Economic Forum di Davos – ha spiegato – che da 30 anni si svolge nella seconda settimana di gennaio. Per me è un’ottima opportunità per intuire come potrà andare l’annata economica. Finora si è sempre puntato sulla globalizzazione, l’unificazione. Quest’anno, per la prima volta, si è parlato della divisione dei popoli. I cinesi, con il loro presidente, hanno detto: noi siamo il futuro del mercato. Mi sono chiesto: possiamo affidarci a un fondamento comunista di base nell’industria? Dall’altra parte, però, ci sono gli americani, che non si sono neppure presentati perché hanno intrapreso politiche protezionistiche. Ora, se davanti a Cina e Usa, giganti economici mondiali contrapposti, non esiste un’Europa forte che fa da cuscinetto, che cosa succederà?”.
Rispondendo a una domanda del pubblico, il fondatore di una tra le più importanti realtà imprenditoriali italiane ha svelato un piccolo ‘segreto’ sui piani futuri della propria azienda: “Investiamo continuamente in innovazione. Abbiamo sviluppato una novità tecnologica traspirante anche per le suole in cuoio e per le giacche. Ma abbiamo già in cantiere altre 60 nuove idee e progetti, che formeranno il nostro asset del futuro. Tutto sviluppato attraverso la formazione interna delle nostre persone”.
Prima dei saluti di ringraziamento di Paolo Arullani, Presidente della Rome Biomedical Campus University Foundation, che ha consegnato a Moretti Polegato una targa in ricordo della sua presenza in Ateneo, il patron di Geox ha fatto gli auguri agli universitari che lo hanno ascoltato, chiudendo con l’auspicio per tutti “anche di un colpo di…fortuna, com’è stato per me. Perché pure quella non deve mancare”.

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La comodità dello shopping online per un’offerta dedicata di noleggio per Fiat 500

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

fiat 500Da oggi Fiat e Leasys offrono la semplicità e la comodità dello shopping online con un’offerta dedicata di noleggio per Fiat 500 su Amazon.it con l’innovativa formula BE-FREE: una soluzione di mobilità altamente competitiva nella proposta economica e completa dal punto di vista tecnologico. Un prodotto semplice, chiaro e vantaggioso, dedicato a chi vuole sentirsi libero di utilizzare l’auto “senza pensieri” e senza intaccare il proprio patrimonio.
E’infatti disponibile su Amazon.it l’innovativa formula BE-FREE: una nuova soluzione di mobilità altamente competitiva nella proposta economica e completa dal punto di vista tecnologico. Un prodotto semplice, chiaro e vantaggioso, dedicato a chi vuole sentirsi libero di utilizzare l’auto “senza pensieri” e senza intaccare il proprio patrimonio.
Il fenomeno dell’e-commerce continua ad evidenziare come gran parte degli acquisti online oggi avvenga proprio dal salotto di casa. Per questo Fiat e Leasys sono ora in grado di offrire su Amazon.it l’opportunità di selezionare, a condizioni vantaggiose la propria scelta di mobilità con un click, in qualunque momento, in modo facile e sicuro. Il cliente potrà scegliere una proposta resa ancora più innovativa da un’esclusiva formula d’acquisto. Tutti coloro che effettueranno la scelta di BE-FREE su Amazon.it accederanno a un eccezionale vantaggio economico. Bastano 99 euro per acquistare un ‘kit’ di benvenuto che assicurerà l’accesso ai vantaggi della promozione: BE-FREE al prezzo di 179 euro al mese per una Fiat 500 Pop 1.2 litri 69 CV, 20 euro al mese in meno rispetto al canone convenzionale.
L’innovativo BE-FREE si caratterizza per un importo mensile fisso per tutta la durata del contratto (48 mesi e 60.000 km), IVA inclusa e senza anticipo aggiuntivo, che comprende Assicurazione RCA, bollo, assistenza stradale e la possibilità di gestire tutti i servizi legati all’auto grazie alla Leasys App. E, in particolare, se si cambia idea, o cambiano le proprie esigenze di mobilità è possibile restituire l’auto dopo il primo anno senza alcuna penale di restituzione anticipata. (foto: fiat 500)

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Meleo, trovata soluzione su futuro Metrebus

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 dicembre 2016

metro-romaRoma “Abbiamo trovato oggi una soluzione per il futuro del sistema integrato di bigliettazione Metrebus, garantendo così ai cittadini la possibilità di continuare ad utilizzare un unico biglietto su treni ed autobus regionali e sul trasporto pubblico locale a Roma. E soprattutto rendiamo più sicura e trasparente la gestione dell’intero sistema”. Così l’Assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale Linda Meleo.“Roma Capitale ha sottoscritto un verbale d’intesa insieme a Regione Lazio, Trenitalia, Astral, Roma Servizi per la Mobilità e Atac – commenta – Siamo soddisfatti che tutti gli attori istituzionali abbiano compreso l’importanza di arrivare ad un accordo condiviso per mantenere in piedi l’integrazione tariffaria. Roma Capitale è stata sempre in prima fila per cercare un’intesa”.
“L’intesa prevede che i flussi finanziari saranno gestiti da Atac fino al 31 dicembre 2019 – spiega Meleo – Il sistema di clearing, cioè il processo di elaborazione dei dati di utilizzo, sarà gestito da Astral in accordo con Roma Servizi per la Mobilità. Questo garantirà maggiore sicurezza, trasparenza e legalità perché porterà a migliori controlli: i rischi di duplicazione o clonazione dei biglietti saranno così ridotti al minimo. Infine si definirà un cronoprogramma delle attività di analisi dei dati che saranno funzionali ad un corretta ripartizione del fondo trasporti nazionale”.

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Farmacisti ospedalieri: Garantire i contratti di formazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2015

farmacieInvestire sui farmacisti ospedalieri e garantire anche a loro, come avviene per i medici, il pagamento dei contratti di formazione per il periodo della specializzazione, mettendo così fine a un’ingiustizia che è prima di tutto sociale. A prendere posizione sull’annosa questione della specializzazione per le professioni di area sanitaria è SIFO, la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende Sanitarie che chiede con forza al Governo di applicare la legge, di fatto già in vigore, e di riconoscere ai farmacisti ospedalieri i contratti di formazione a copertura del periodo della specializzazione.Sul tema, nei giorni scorsi, i senatori Luigi d’Ambrosio Lettieri e Andrea Mandelli, in sede di esame della legge di stabilità 2016, hanno presentato un ordine del giorno alla commissione Sanità del Senato (accolto) chiedendo l’equiparazione contrattuale degli specializzandi di area sanitaria a quella dei laureati in medicina, per rimediare ad una “sperequazione incomprensibile che deve trovare finalmente una soluzione”. L’intervento di Mandelli e D’Ambrosio Lettieri arriva alla luce del fatto che nella legge di stabilità si parla di fondi stanziati, ma si menziona solo la formazione specialistica dei medici. La battaglia, però, non è certo nuova, e ha visto schierarsi compattamente negli ultimi tempi SIFO, SINAFO (Sindacato nazionale farmacisti dirigenti del Servizio sanitario nazionale), FOFI (Federazione ordini farmacisti italiani) e l’Università. Oggi SIFO torna alla carica.“Come SIFO plaudiamo all’iniziativa di Mandelli e D’Ambrosio Lettieri, confidando che darà finalmente i risultati che vogliamo”, afferma Laura Fabrizio, presidente della SIFO. “La situazione è di una gravità e di un’ingiustizia sociale enorme ed unica in Europa. Siamo dirigenti che rappresentano una risorsa per il Servizio Sanitario Nazionale, perchè dove c’è la professionalità del farmacista, è ormai provato da studi rigorosi, c’è risparmio, appropriatezza e sicurezza per i pazienti. Eppure contrariamente ai medici, su di noi non c’è nessun investimento per il futuro della professione”, prosegue Fabrizio senza mezzi termini.A supporto della battaglia di SIFO c’è in primis la legge 401 del 2000, che già 15 anni fa, all’articolo 8, parlava chiaramente di un percorso di formazione per i farmacisti uguale a quello previsto per i medici. Si parlava infatti di una ricognizione triennale per individuare sia il numero di laureati iscrivibili alle scuole di specializzazione, sia di una successiva “ripartizione annuale delle borse di studio nell’ambito delle risorse già previste”. E questo, oltre che per i farmacisti, includeva odontoiatri, biologi, chimici, fisici e psicologi. A questo punto fermo si è poi aggiunto il decreto interministeriale 68 del 4 febbraio 2015, che ha riclassificato le scuole di specializzazione di area sanitaria restringendo di fatto il campo ad alcune professioni. Una novità che aveva aumentato non poco le speranze, per i farmacisti ospedalieri, di vedersi riconoscere i contratti di formazione durante il periodo della specialità. Si tratta di quattro anni di lavoro intenso e a tempo pieno, pro prio come quello dei medici, che esclude la possibilità di svolgere contemporaneamente un lavoro per potersi pagare la scuola e che pertanto il più delle volte grava sul bilancio delle famiglie. Ecco perchè la presidente della SIFO, Fabrizio, non esita a parlare di “ingiustizia sociale”.Il percorso di studio del farmacista, spiega ancora Fabrizio, “si sta spostando sempre più verso il clinico, ma se mancano i contratti di specializzazione le Università continueranno a non indire i bandi, e tutto resterà bloccato, sospendendo così nel prossimo futuro il fisiologico turnover calcolato in circa 150 farmacisti per anno”. Per Fabrizio, mai come ora è necessaria una svolta: “Si stanno creando situazioni gravi e poco etiche. Su questo tema c’è poca lungimiranza: è un fatto di enorme gravità e va sanato, confidiamo nelle Istituzioni”, conclude Fabrizio.Proprio l’assenza dei contratti di formazione, infatti, è uno dei motivi all’origine del blocco pressochè totale delle scuole di specializzazione di area sanitaria, ferme da oltre due anni. E su questo stop forzato, ne è certa Fabrizio, pesa non poco lo spauracchio delle cause, che potrebbero arrivare a pioggia proprio come è accaduto per i medici negli anni scorsi, che alla fine si sono visti riconoscere il pagamento del lavoro svolto negli anni della specialità. Ad oggi, in Italia, solo qualche scuola isolata, in autonomia, ha avviato il bando, dopo aver reperito in proprio le borse di studio su cui contare. La stragrande maggioranza, però, è ferma dal 2013. E da allora, di fatto, si è reso impossibile accedere alla scuola di specializzazione in Farmacia Ospedaliera.

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L’ultimo libro di Riccardo Alfonso

Posted by fidest press agency su martedì, 23 settembre 2014

la soluzione finale“La soluzione finale tra politica e religione” (Edizioni Fidest) Tanto il mistico quanto il politico sono intimamente commossi dalla loro esperienza e tale coinvolgimento abbraccia la totalità del loro essere. Questo concetto lo considero appropriato dove vi è, nei rispettivi casi, la fede nel suo valore più alto. Non vi è, tuttavia, motivo di mescolanza, senza distingui, poiché il mistico mira all’unione spirituale con Dio mentre il politico guarda alle cose terrene e, quindi, più collimanti con il suo prag-matismo culturale.
E’ un aspetto da non sottovalutare se si pensa a quel mix che germoglia schietto nell’animo umano e concorre a riempire una parte senza trascurare l’altra. Penso, ad esempio, a Jacopone da Todi che condusse vita di società e alla sua formazione culturale concorse sicuramente, oltre allo studio della legge, la conoscenza di molte altre cose e alla fine nel ritrovarsi in una sua feconda e legittima ragione di vita. Il suo pathos lirico emozionale accoglie e sublima i risvolti umani in armonia con la viva sostanza dello spirito francescano.
Lo stesso potrei dire di un altro perso-naggio, ma questa volta del nostro tempo, Luigi Sturzo che fece della fede il suo primo amore ma nel bel mezzo del cammino si ritrovò con un’altra passione: quella della politica.
In lui non vi fu contraddizione ma l’intima convinzione che esiste una predicazione sociale che vuole saggiare la sua capacità di trovare sbocchi utili attraverso un fondante messaggio spirituale nel cuore della stessa politica. L’uomo, con il suo corpo e la sua psiche, è in definitiva, un produttore di beni. Egli è tendenzialmente portato a volare alto per sentirsi libero dai coinvolgimenti psicologici che poteva essersi costruito e in cui per anni si era identificato per poi riconoscersi nella sua originaria identità di homo transcendens, ritrovando il filo d’Arianna smarrito della sua esistenza. Per cogliere, quindi, l’uomo nella sua globalità, unità, essenza, occorre oltrepassare la logica delle culture separate e ricercarvi una sintesi. (visibile su Amazon libri)

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Previdenza alias “uovo di Colombo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

Pausa pranzo

Image by Andrea Marutti via Flickr

Scrive Wikipedia: “L’uovo di Colombo è un aneddoto popolare diffuso come modo di dire in diverse lingue per designare una soluzione insospettatamente semplice a un problema apparentemente impossibile”. E’ questa l’impressione che si trae pensando al progetto messo a punto, già da tempo, dai centri studi della Fidest e che per la sua “semplicità” applicativa, ha fatto storcere il naso ai cosiddetti “esperti” e ha persino spinto gli addetti ai lavori, sindacati compresi, a guardare con sospetto la soluzione prospettata come per dire: “dov’è il trucco?”. La verità è che il tutto si impernia sul classico detto: “chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova” e che gli antichi si risolvevano con un “hic sunt leones” indicando il timore d’affrontare terreni inesplorati. Ma la realtà, a mio avviso, più prosaica. Il sistema proposto lascia pochi margini a coloro che sono soliti mestare nel torbido per ricavarvi illeciti guadagni. Pensiamo, innanzitutto, a questo mostro creato in Italia dall’acronimo Inps. Al suo posto si suggerisce un sistema più snello in chiave “assicurativa” che permetterebbe, a chi imbocca la strada del lavoro, di dotarsi di una polizza previdenziale che gli permetterebbe di godere di una “rendita” frutto di contributi decennali calcolati sulla media retributiva percepita in tale periodo, diciamo al 20%. Ciò significa che in 30 anni lavorativi si può avere una rendita pari al 60% della propria retribuzione. In questo modo si evitano i limiti di età sia all’inizio sia alla fine del ciclo lavorativo e nello stesso tempo non si mette in ginocchio il lavoratore anziano licenziato e non più in grado di trovare un altro impiego in quanto, nella peggiore delle ipotesi, può sempre contare su una rendita ragionevole. Ma vi è anche una spiegazione più profonda. Questo sistema, tra le altre cose, permette di risolvere due importanti aspetti. Il primo è che consente anche a chi svolge un lavoro in nero di aderire alla formula assicurativa e, secondariamente, favorisce un turnover non solo generazionale ma anche “interno” per adattare il lavoratore allo svolgimento di impieghi diversi in ambito professionale: per esempio un poliziotto addetto alle volanti può desiderare al raggiungimento di una certa età di passare ad altre prestazioni meno usuranti nell’ambito della stessa amministrazione. Vi è poi l’indubbio vantaggio che già dopo i primi dieci anni si gode di una rendita che, in pratica, si somma alla retribuzione percepita nel continuare il proprio lavoro. E non finisce tutto qui, ovviamente. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Regione Lazio finanzia enti inutili

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2011

Si era discusso ampiamente sull’inutilità ed eventuale soppressione delle comunità montane e sul riordino degli enti locali relativo alle Unioni dei Comuni inizialmente concepite per ridurre i costi dei servizi, migliorandoli attraverso una gestione associata, ma in realtà trasformate in ulteriore ente, con la conseguente spartizione di strapuntini. In epoca di tagli della spesa pubblica dovremmo interrogarci maggiormente sull’utilità dell’istituzione Comune in località abitate da 300 anime, la soluzione non può essere aggiungere e finanziare un‘ulteriore ente che coordini i servizi di più comuni, non serve un’ulteriore sede un’ulteriore presidente ulteriori assessori e consiglieri, sono sufficienti consorzi intercomunali di gestione dei servizi. Apprendiamo invece che la commissione affari istituzionali della Regione Lazio , su proposta dell’assessore ai rapporti con gli Enti Locali, Giuseppe Cangemi , emendamento del consigliere del PD Bruno Astorre che chiede una diversa ripartizione percentuale dei fondi, ha approvato all’unanimità la proposta di finanziare carrozzoni inutili con due milioni di euro. Evidentemente quando si tratta di finanziare i costi della politica si raggiunge sempre un accordo che va oltre gli schieramenti. Lamberto Iacobelli coord. Reg. del Lazio Fiamma Tricolore – Destra Sociale

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Referendum italiani nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

“Bella risposta ieri al question time. Invece di dare una soluzione al problema il Governo rimanda la decisione di validare o meno il terzo quesito per gli italiani all’estero, riconoscendo tale discrezionalità alla Commissione elettorale competente a Roma”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato Fli. “Ma di fatto, al di là della burocrazia e dei giochi di parole il nostro caro Governo si vuole riservare fino all’ultimo la possibilità o meno di giocare anche su quel bacino di voti – spiega – se servono li riterrà validi, se invece non servono saranno annullati. Questa è una conferma di democrazia ad intermittenza del nostro caro Governo”. “Ancora una volta gli italiani nel Mondo sono usati a mo’ di ruota di scorta dal Governo – spiega – ancora una volta i cittadini all’estero vengono messi in mezzo solo se fa comodo. Tutto questo è vergognoso”.

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I “rambo” di Lettieri

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2011

Lettieri, il candidato sindaco di Napoli, promette di risolvere il problema della criminalità a Napoli: “In campo una task force di 250 vigili urbani appositamente addestrati”. Il COISP: “Ecco la soluzione, come mai nessuno ci aveva pensato? Così i colleghi potranno finalmente riposare… L’ultima new entry nella graduatoria delle baggianate del secolo”. “Ogni volta che pensiamo di aver sentito la corbelleria più grossa in tema di sicurezza, ecco che veniamo puntualmente smentiti… Ma la cosa grave è che non si tratta di barzellette per tenerci almeno su di morale – visto che per il resto il Governo non è disposto a fare altro per noi -, bensì di geniali idee che dovrebbero convincere i cittadini delle capacità straordinarie di amministratori in realtà completamente fuori dalla grazia di Dio! Finalmente ecco la soluzione contro la camorra, ma come mai nessuno prima ci aveva pensato? Finalmente una buona idea! Anche perché così i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri e tutti i colleghi che in quella benedetta città ci stanno lasciando la salute a furia di spaccarsi la schiena assestando un colpo dopo l’altro ad una delle mafie più pericolose, ficcando in prigione i più pericolosi latitanti e portandogli via patrimoni faraonici, ed il tutto alla modica cifra di quei pochi spiccioli che lo Stato gli passa di stipendio, finalmente potranno godersi un pochino di riposo, e pensare a come investire quei quattro soldi che forse – ma il forse è d’obbligo di questi tempi -, avranno di pensione”. E’ l’amara ironia di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, che commenta le dichiarazioni rilasciate nel corso di una trasmissione televisiva da Gianni Lettieri candidato per il Pdl alla carica di sindaco di Napoli.
“Noi ci chiediamo – aggiunge Maccari, questa volta serio – ma veramente con propaganda di bassissimo profilo come questa si pensa di fare presa sui cittadini? Ma veramente si ha così poca stima di loro? E’ fin troppo chiaro che noi conosciamo il valore dell’importante lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia municipale, per non parlare di quello dei militari troppo spesso usati – e la parola usati non è casuale – in maniera completamente avulsa dalle loro competenze. Noi rispettiamo quel lavoro e vogliamo dire che è fondamentale in una società organizzata, come lo è ogni tessera di un riuscito puzzle. Ecco perché siamo certi che loro come noi sorrideranno amaramente alla quanto meno “puerile” pensata di Lettieri… perchè un vigile urbano o un militare certamente è più conscio di chiunque altro di cosa significhi la parola criminalità, e di quali specifiche competenze e mezzi e conoscenze siano necessari per contrastarla. Ai cittadini però dobbiamo fare un’esortazione: aprite gli occhi e guardate dove andate, nonostante il fumo che più di qualcuno vi ci butta dentro.”

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Lavoro nero e dichiarazioni fiscali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Forse si è trovato un nuovo modo per far emergere il lavoro nero, o un invito ai lavoratori a denunciarlo? Non crediamo data l’estensione del fenomeno, una vera e propria piaga in particolare nel Mezzogiorno, ma diffuso in ogni ambito lavorativo del Paese e di difficile soluzione se non si adotteranno con urgenza misure strutturali in materia di occupazione. Così Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, commentando la sentenza n. 9867/2011 della Corte di Cassazione. Secondo la sezione tributaria della Suprema Corte, infatti, con la decisione in questione, il lavoratore che percepisce lo stipendio in nero, ha l’onere comunque di dichiarare al fisco il reddito ricevuto, e quindi il comportamento illegittimo del datore di lavoro/sostituto d’imposta non assorbe e annulla gli obblighi del lavoratore. Il caso di cui si occupa la cassazione era stato avviato a seguito di un avviso di accertamento Irpef dell’Agenzia delle Entrate, attraverso la quale l’ente statale aveva richiesto il pagamento delle tasse relative ai redditi erogati e non dichiarati da una società. In particolare, gli stipendi in nero erano stati provati a seguito del reperimento in occasione di una verifica fiscale nei confronti della società datrice di lavoro delle ricevute rilasciate dal lavoratore. Le commissioni tributarie provinciali e regionali avevano accolto i ricorsi del contribuente – lavoratore, che si era opposto al prelievo, poiché non risultava un accordo per non dichiarare il reddito ed in virtù della manifesta buona fede con cui aveva agito il contribuente ritenendo di non dover presentare la dichiarazione per redditi derivanti dall’unico rapporto di lavoro. I giudici del Palazzaccio, al contrario, hanno accolto la linea difensiva dell’Agenzia della Entrate, secondo cui in presenza di pagamenti in nero, sussiste comunque l’obbligo del lavoratore di dichiarare al fisco i pagamenti.

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Libia: mediare secondo Scilipoti

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

“Grande preoccupazione desta l’approvazione della risoluzione con la quale il Consiglio di sicurezza dell’Onu impone una no-fly zone sui cieli libici, con intervento armato internazionale. La riflessione annunciata dall’On. Bossi è giusta ed adeguata, il Governo non è in crisi, come enunciato dall’On. Bersani con la solita propaganda nefasta. All’interno della maggioranza vi è un normale dibattito democratico, per prevedere tutte le necessarie misure per giungere ad una soluzione di mediazione politica”. L’On. Scilipoti è concorde con il pensiero dell’On. Bossi, l’Europa deve essere sempre presente e non solo a caso, ed aggiunge: “La guerra non ha mai prodotto nulla di buono, è un ossario. La politica è mediazione ed il Governo italiano, con la massima trasparenza democratica, deve giungere ad una concorde mediazione anche con l’appoggio della minoranza, per  essere disponibili ad aprire un dialogo con le parti in conflitto”. “Occorre cautela ed adoperarsi ad una strategia comune – conclude l’On. Scilipoti (MNR) – il Governo e la maggioranza sono uniti, concreti e determinati, anche in riferimento alla situazione libica”.

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