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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Posts Tagged ‘sommerso’

Istat: sommerso e illegale valgono 203 mld

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2019 l’economia non osservata vale circa 203 miliardi di euro mentre quella sommersa 183. “Dati demoralizzanti, non degni di un Paese civile. I progressi ottenuti contro l’evasione sono a dir poco deludenti. Quanto al lavoro nero, temiamo che le mille assunzione all’Ispettorato nazionale del lavoro previste nel Dl Fisco siano del tutto insufficienti sia a contrastare gli incidenti sul lavoro, una vergogna nazionale, sia la piaga sociale del lavoro nero” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Bisogna cambiare le regole, creando un contrasto di interessi tra datore di lavoro e lavoratore. Fino a che il dipendente che denuncia di aver lavorato in nero rischia di essere perseguito come evasore e di dover pagare le tasse arretrate, non si andrà da nessuna parte e la battaglia sarà persa” prosegue Dona.”Anche i termini per contestare il licenziamento illegittimo, pari ad appena 60 giorni, sono assurdi per un lavoratore in nero che deve trovare le prove di essere stato un lavoratore di quell’azienda e di certo non facilitano l’emersione del fenomeno” aggiunge Dona.Secondo i dati resi noti oggi, nel 2019 sono ancora 3 milioni e 586 mila le unità di lavoro irregolari, in calo di appena 57.000 rispetto all’anno precedente, -1,6%. Il valore aggiunto generato dal lavoro irregolare nel 2018 è pari a 78 mld e 34 mln, contro i 76 mld e 817 mln del 2019, ossia appena 1 mld e 217 mln in meno, con una flessione dell’1,56%.”Si tratta di un miglioramento sconfortante” conclude Dona.

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Scienziati scoprono il continente sommerso sotto l’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2021

Geologicamente, il Mediterraneo è una delle aree geografiche più complesse della terra. Ora, per la prima volta, la storia evolutiva delle catene montuose e dei mari della regione è stata completamente ricostruita utilizzando un software di tettonica a zolle. I geologi di diversi paesi lo hanno riconosciuto studiando in dettaglio tutte le catene montuose dalla Spagna all’Iran per dieci anni. La ricerca, coordinata dall’Università di Utrecht, mostra come un pezzo di crosta continentale delle dimensioni della Groenlandia, un tempo separato dal Nord Africa, sia precipitato nel mantello sotto l’Europa meridionale. I geologi chiamano questa zona “Adriatico”. Gli scienziati hanno quindi chiamato il continente perduto Greater Adria (“Grande Adriatico”). “La maggior parte delle catene montuose che abbiamo studiato proviene da un unico continente che si è separato dal Nord Africa più di 200 milioni di anni fa”, afferma il ricercatore capo Douwe van Hinsbergen, professore di tettonica globale e paleogeografia presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’università di Utrecht. “L’unica parte rimasta di questo continente è una striscia che va da Torino attraverso l’Adriatico fino al tacco dello stivale che forma l’Italia, nel Basso Salento, in provincia di Lecce”. La maggior parte di questo continente è stata sommersa e ha formato mari tropicali poco profondi in cui i sedimenti si sono depositati in grandi barriere coralline. Le rocce sedimentarie in particolare sono state raschiate via mentre il resto del continente si immergeva nel mantello terrestre. Queste abrasioni sono ora le catene montuose degli Appennini, parti delle Alpi, dei Balcani, della Grecia e della Turchia. Con la loro ricostruzione del perduto Grande Adriatico, i geologi hanno dato un contributo significativo alla conoscenza fondamentale della formazione delle montagne. “Sommergere una placca sotto l’altra è il modo fondamentale in cui si formano le catene montuose. La nostra ricerca ha prodotto una moltitudine di intuizioni, tra cui vulcanismo e terremoti, che stiamo già applicando altrove. In una certa misura, si può anche prevedere cosa una determinata area sembrerà in un lontano futuro.”. I risultati della ricerca, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”. sono stati pubblicati sulla rinomata rivista specializzata “Gondwana Research”.

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Istat: sommerso e illegale valgono 211 mld

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2018 l’economia non osservata, ossia illegale più sommersa, vale 211 miliardi di euro mentre quella sommersa 191,764 miliardi.”Dati sconfortanti, non degni di un Paese civile. I risultati ottenuti contro l’evasione sono a dir poco deludenti ed insignificanti ed i progressi fatti sono a passo di lumaca. Quanto al lavoro nero, è una battaglia persa, dato che nessuno ha voluto ancora combatterla” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Fino a che il lavoratore che denuncia il lavoro in nero rischia di passare per evasore e di dover pagare le tasse arretrate, non si andrà da nessuna parte. Bisogna cambiare le regole, creando un contrasto di interessi” prosegue Dona.”Anche i termini per contestare il licenziamento illegittimo, pari ad appena 60 giorni, sono troppo stringenti e di certo non facilitano l’emersione del fenomeno” conclude Dona.Secondo i dati resi noti oggi, il valore aggiunto generato dal lavoro irregolare nel 2018 è pari a 78 mld e 539 mln, contro gli 80 mld e 234 mln del 2017, ossia appena 1 mld e 695 mln in meno.

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Il cash serve al sommerso, ma non basta a generarlo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

La riduzione della circolazione del contante per essere efficace necessita dell’esistenza di condizioni utili alla sua diffusione e attuazione, contemperando anche esigenze di natura sociale ed economica. Il report della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “L’uso del contante in Italia tra necessità e abitudini” si sofferma sugli effetti dei provvedimenti intervenuti negli ultimi anni in materia, sia in Italia che in Europa, comparandone in particolare l’incidenza sulla lotta all’evasione fiscale. Il ricorso diffuso all’uso del contante viene infatti tradizionalmente associato alla presenza di alti livelli di economia sommersa: pagamenti in nero, sotto-fatturazioni, retribuzioni irregolari implicano transazioni in moneta svolte al di fuori del circuito tracciabile dei pagamenti. Eppure, guardando ai periodi interessati da queste restrizioni, non si evidenziano variazioni particolari, pur a fronte di interventi restrittivi. Il valore assoluto dell’economia irregolare, al contrario, è cresciuto, passando da 202 miliardi di euro del 2011 a 210 del 2017 (+3,9%) e aumentando sia in corrispondenza dei periodi in cui il limite massimo di utilizzo del contante era di 1.000 euro, che negli anni successivi in cui la soglia veniva portata a 3.000 euro.

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Lavoro sommerso e percorsi di integrazione sociale

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

“C’è un grido d’allarme a cui non possiamo non dare una risposta immediata e risolutiva. È un grido d’allarme che arriva dalla filiera agro-alimentare, settore produttivo strategico per il nostro Paese, che oggi ha difficoltà a trovare la manodopera necessaria per garantire i prodotti alimentari necessari al fabbisogno degli italiani.
Questo settore, per troppi anni, è stato vittima di fenomeni come le diverse forme di caporalato. Oggi si rende indispensabile intervenire. Dobbiamo perseguire un doppio obiettivo:
* consentire agli imprenditori del settore agricolo di poter reclutare velocemente il personale;
* riportare alla completa legalità l’intero settore, anche attraverso un serio progetto di integrazione sociale, cancellando così le immagini delle baraccopoli in cui vivono una parte dei braccianti agricoli.
Uscire dall’ambito dell’economia sommersa, con la conseguente assunzione degli oneri fiscali connessi a un’attività produttiva o lavorativa regolare, è la soluzione che ci consentirà:
* da un lato di dare una risposta immediata alla richiesta di aiuto della filiera agro alimentare,
* dall’altro di provvedere, in tempi rapidissimi, a regolarizzare quelle centinaia di migliaia di cittadini stranieri, presenti nel nostro territorio – ma senza la necessità di aprire in modo “indiscriminato” le frontiere – disponibili a rispondere subito a quelle offerte di lavoro in quei settori in cui abbiamo carenza di mano d’opera.
E poi possiamo attingere, temporaneamente, anche ai percettori di misure di sostegno al reddito, senza fargli perdere la misura che attualmente percepiscono.
Agricoltori, allevatori, pescatori, viticoltori e vivaisti devono essere messi nelle condizioni di poter trovare manodopera in modo semplice, ma legale.Partiamo con l’emersione del sommerso. Ridando alle persone la dignità sociale, si riduce il disagio e la criminalità.Assieme alle altre misure messe in campo dal Governo, queste sono le basi minime per la ripartenza economica del settore. Senza aspettare il post Coronavirus”. Lo afferma il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Steni Di Piazza.

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Istat: sommerso e illegale salgono a 211 mld

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 ottobre 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2017 l’economia non osservata vale circa 211 miliardi di euro mentre quella sommersa 192 miliardi “Dati sconfortanti. Non c’è una sola voce che migliori rispetto al 2016. Serve una battaglia non solo contro gli evasori, ma anche contro il lavoro nero. Una guerra che nessuno ha voluto ancora iniziare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Fino a che il lavoratore che denuncia il lavoro in nero rischia di passare per evasore e di dover pagare le tasse arretrate, non si andrà da nessuna parte. Bisogna cambiare le regole, creando un contrasto di interessi” prosegue Dona.”Anche i termini per contestare il licenziamento illegittimo, pari a 60 giorni, sono troppo stringenti” conclude Dona. Secondo i dati resi noti oggi, il valore aggiunto generato dal lavoro irregolare sale da 78 mld e 492 mln del 2016 a 78 mld e 750 mln del 2017.

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Sommerso nel settore domestico

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 marzo 2017

Tasse“L’evasione contributiva è una delle problematiche più diffuse nei rapporti di lavoro con colf e badanti – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico”.
“La notizia che il tax gap più alto in Italia, circa il 30%, si registri proprio nei servizi alla famiglia ne è una conferma – prosegue Gasparrini – DOMINA infatti è da sempre impegnata nel favorire l’emersione dal nero sollecitando più volte le istituzioni ad intraprendere una politica di defiscalizzazione del lavoro domestico oltre alla costante attività di sensibilizzazione presso le famiglie”. “Questo approccio- conclude la nota – porterebbe i datori a regolarizzare il rapporto di lavoro e a beneficiare, insieme ai lavoratori, di diritti e tutele derivanti dall’applicazione del CCNL”.

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47° Tirreno Adriatico

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2012

Italiano: Pattugliatori Classe Diciotti della ...

Image via Wikipedia

Ancora una volta, le Capitanerie di porto – Guardia Costiera saranno presenti alla Tirreno – Adriatico, la corsa dei due mari. Si rinnova, per il terzo anno consecutivo, la partecipazione della Guardia Costiera a questa importante manifestazione sportiva che apre di fatto la stagione ciclistica internazionale. “A seguito della carovana avremo ancora una volta la possibilità di incontrare tanta gente che, pur non avendo un rapporto quotidiano con il mare, ha molta voglia di saperne di più” ha dichiarato il Capitano di Fregata Filippo MARINI, Capo Ufficio Relazioni Esterne del Comando Generale delle Capitanerie di porto. Confermato, in ogni città sede di tappa, l’impegno nel progetto BiciScuola che coinvolgerà gli alunni delle scuole elementari, con giochi e indovinelli, sui vari argomenti legati al mondo marino. “Quest’anno in particolare” ha concluso il Comandante MARINI “focalizzeremo l’attenzione sull’ambiente marino e su come salvaguardare l’importante patrimonio sommerso”. http://guardiacostiera.it/tirrenoadriatico

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“Più controlli anche in altre discariche abusive sommerse”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

Lo ritiene necessario il responsabile per l’Abruzzo Emiliano D’Alessandro che aggiunge: “Non è l’unica realtà quella della discarica di Bussi, sarebbe necessario verificare i piccoli centri dove ci sono tante situazioni simili sommerse di cui non si parla nonostante siano riusciti a bloccare tante raccolte di rifiuti abusive. Bisognerebbe riorganizzare  tutto il sistema in modo da  dirottare i rifiuti di tutta la regione verso le discariche legali.” Queste le parole del responsabile per l’Abruzzo del movimento Italia dei Diritti Emiliano D’Alessandro sulla questione della bonifica della discarica di Bussi sul Tirino e sulla correlata polemica relativa alla presenza o meno dei fondi destinati al risanamento di tale area.  Prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Secondo me questa situazione è legata ad una politica della sensibilizzazione verso questa annosa questione, politica che è venuta a mancare da un po’ di anni. La difficoltà del sito di Bussi, unitamente al problema di qualsiasi discarica, è importante soprattutto in queste aree verdi la cui economia è strettamente legata ai prodotti della terra e alla tradizione enogastronomica che l’inquinamento potrebbe danneggiare. A tal proposito non vorrei che si dimentichi la priorità della regione Abruzzo, in questo momento storico, che è quella della lotta contro il centro oli dell’Eni che minaccia ambiente e territorio in seguito alla contaminazione che ne seguirebbe. La priorità dovrebbe essere la tutela dell’ambiente, a tale scopo è necessaria una sensibilizzazione della politica sul tema con lo stanziamento di fondi adeguati”.

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