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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘somministrazione’

Roma: Somministrazione anticorpi monoclonali

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2021

A partire da oggi la Asl Roma 6 entra a far parte delle 13 strutture identificate dalla Regione Lazio per la somministrazione degli Anticorpi monoclonali (Mabs) anti-SARS-CoV-2 a pazienti positivi all’esordio della malattia con sintomi lievi-moderati e specifici fattori di rischio. Si tratta di anticorpi prodotti grazie a tecniche di immunologia cellulare e ingegneria genetica, specifici contro un solo antigene, in questo caso la proteina spike del virus SARS-CoV-2. “Nell’ultimo anno- afferma il direttore generale Narciso Mostarda- la pandemia ha messo a dura prova la tenuta delle strutture ospedaliere che si sono trovate ad affrontare un marcato aumento delle ospedalizzazioni e dell’intensità delle cure a causa del COVID-19. Ciò ha determinato la creazione di posti letto dedicati che hanno inevitabilmente ridotto le risorse per le altre patologie, con squilibri nella gestione di malattie croniche, acute e nella diagnosi precoce di malattie severe. La situazione di emergenza creatasi ha spinto la ricerca scientifica a concentrarsi su due fronti: la prevenzione con lo sviluppo dei vaccini e la terapia con farmaci che potessero essere utili a evitare la progressione della malattia verso una forma severa troppo spesso a rischio vita. Gli studi effettuati finora, seppur preliminari, suggeriscono che l’utilizzo dei MAbs anti-SARS-CoV-2 in contesti precoci sia associato alla riduzione del numero di ospedalizzazioni, visite e accessi in Pronto Soccorso (PS). Con l’attivazione del Centro per la somministrazione degli Anticorpi monoclonali l’Ospedale dei Castelli entra a far parte di un network di Istituti di Ricerca e di Università che partecipano alla fase iniziale della somministrazione di cure innovative per la popolazione. In questo modo la ASL Roma 6 afferma ancora una volta il proprio impegno a portare le cure al domicilio del paziente”. (Fonte Agenzia Dire)

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Vaccino Covid a gennaio. Ecco i criteri per consegna e somministrazione

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Gli italiani avranno la possibilità di vaccinarsi contro il coronavirus. E la priorità sarà data agli operatori sanitari, ai dipendenti degli ospedali e agli anziani ospiti delle case di riposo. Tanto si evince dalla comunicazione del Commissario all’Emergenza Covid Domenico Arcuri inviata alle regioni il 17 novembre scorso. Nella nota si chiede alle giunte una “Raccolta di informazioni per il piano di fattibilità della prima fase di somministrazione del vaccino Covid-19”. Nell’ambito dell’Advanced Purchase Agreement, iniziativa dell’Unione europea per l’acquisto del più ampio portafoglio possibile di vaccini, Pfizer Biontech arriverebbe prima, a fine gennaio, quando – afferma il documento commissariale – è prevista la consegna dei primi 3,4 milioni di dosi destinate a 1,7 milioni di italiani, da inoculare in due fasi: prima somministrazione e richiamo. Pfizer, che ha appena annunciato la conclusione della fase 3 di sperimentazione con efficacia al 94% (crescita di anticorpi specie negli anziani over 65), fornirà il vaccino direttamente al punto di somministrazione in borse di conservazione contenenti massimo 5 scatole da 195 fiale (975 dosi a scatola). Per 15 giorni dalla consegna le scatole possono restare nelle borse di conservazione del fornitore; nelle celle frigorifere a una media di -75°C possono essere tenute 6 mesi. Le regioni sono chiamate da Arcuri ad individuare le strutture individuate come punti di consegna e capaci di conservare i vaccini alle condizioni sopra citate. Si tratta di ospedali che dovranno essere in grado di vaccinare minimo 2 mila persone in 15 giorni e fare da “hub” per la consegna di vaccini alle Rsa e ad altri centri vaccinali. Ogni ospedale-punto di consegna dovrà indicare il numero del personale complessivo operante, quello del personale sanitario e sociosanitario in grado di raggiungere la struttura in massimo un’ora, dei congelatori idonei di cui dispone e dei volumi complessivi da essi offerti. Le residenze per anziani dovranno indicare il numero di personale e di ospiti e dovranno poter essere raggiungibili entro un’ora da ospedali che abbiano in dotazione il vaccino. Quest’ultimo andrà usato al massimo entro 6 ore dall’estrazione dalle borse o dalla cella di conservazione. In una fase successiva si passerà a somministrare i vaccini ai cittadini a partire dai fragili, quindi dagli anziani.Va detto che ancora né Ema in Europa né Fda negli Stati Uniti hanno approvato in commercio i vaccini, ed è normale perché tutti e tre i prodotti nel mirino dell’Ue – ci sono pure i vaccini di Janssen-Moderna e di Oxford-Irbm-AstraZeneca – stanno per ultimare le fasi di sperimentazione. Peraltro, il primo lotto del vaccino Pfizer si troverà davanti popolazioni strategiche da vaccinare e per questo ne è prevista la distribuzione tramite hub ospedalieri, cosa che non dovrebbe avvenire per i lotti successivi che dovrebbero essere somministrati con i canali tradizionali (inclusi i drive-through).Difficilmente il vaccino sarà obbligatorio, il Tar Lazio ha da poco bocciato la disposizione della Regione che imponeva l’antinfluenzale. Se l’immunizzazione funziona, sarà però vantaggioso sia nel tornare al lavoro in presenza sia nei contatti tra pazienti e ambulatori, specie ospedalieri, tanto più se i mancati vaccini rendessero vana la possibilità di liberarsi del virus. (fonte Doctor33)

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Il trattamento principale dell’emofilia A è rappresentato infatti dalla somministrazione del fattore VIII

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Il sistema immunitario, in alcuni casi, potrebbe riconoscere come estraneo il fattore VIII somministrato per curare l’emofilia e produrre contro di esso degli anticorpi, chiamati anche inibitori. In questo senso emicizumab rappresenta un’importante innovazione nell’ambito delle terapie per l’emofilia A, avendo risposto ad un elevato bisogno terapeutico sia per pazienti con inibitori del Fattore VIII, sia oggi per pazienti con patologia grave senza inibitori. Dallo studio HAVEN 3 infatti, condotto su soggetti affetti da emofilia A senza inibitori del fattore VIII, nell’ambito di un confronto prospettico intrapaziente, emerge come la profilassi con emicizumab ogni settimana abbia dimostrato una riduzione statisticamente significativa dei sanguinamenti trattati pari al 68% rispetto alla precedente profilassi con fattore VIII. Nello studio HAVEN 4 condotto su soggetti affetti da emofilia A con e senza inibitori del fattore VIII, emicizumab somministrato ogni quattro settimane ha evidenziato un controllo clinicamente rilevante dei sanguinamenti.“La nuova indicazione per emicizumab consente di avere disponibile in Italia per la prima volta una nuova classe terapeutica per il trattamento di persone con emofilia A grave senza inibitori. Emicizumab, come dimostrato proprio dagli studi clinici, rappresenta una soluzione allo stesso tempo efficace e innovativa che apre nuove opportunità anche in termini di qualità della vita per i pazienti che vivono con emofilia A grave– spiega Flora Peyvandi, Professore ordinario di Medicina Interna, Università degli studi di Milano – Si tratta infatti di una soluzione in grado di controllare efficacemente i sanguinamenti e che può essere somministrata, secondo le necessità cliniche, una volta a settimana, ogni due settimane od ogni quattro settimane per via sottocutanea: proprio questi aspetti vanno incontro ai principali bisogni nell’ottica di un miglioramento complessivo della quotidianità dei pazienti e dei loro familiari, garantendo una protezione costante”.

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Profilo di efficacia e sicurezza di Zepatier® in co-somministrazione con etinil-estradiolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Una incoraggiante novità dai dati sul profilo di tollerabilità ed efficacia di elbasvir/grazoprevir in co-somministrazione con farmaci a base di etinil-estradiolo o con terapie ormonali sostitutive, presentati al congresso della European Association for the Study of the Liver – EASL, in corso in questi giorni a Parigi. Si tratta di una analisi condotta negli USA che ha coinvolto 1022 pazienti, delle quali 81 in terapia con contraccettivi o TOS e in entrambi i gruppi di pazienti, i tassi di guarigione sono stati superiori al 95%.
L’introduzione dei nuovi farmaci DAAs ha notevolmente ampliato le opportunità di cura per l’HCV. Tuttavia, la comparsa di effetti avversi legati a interazioni farmacologiche con farmaci assunti per il trattamento di patologie concomitanti, può notevolmente limitare le opzioni terapeutiche eleggibili. Ad esempio, nella pratica clinica si raccomanda di non assumere (o di assumere con dosaggio modificato) farmaci contenenti etinil-estradiolo in associazione a diversi DAAs. Pur essendo limitata alla durata del trattamento con DAAs, la sospensione può determinare disagi alle pazienti soggette a TOS perché questo potrebbe comportare la riacutizzazione dei sintomi. I dati dello studio aprono dunque una nuova prospettiva.

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“Istituzione del servizio di conservazione e somministrazione del latte materno all’interno degli Asili nido Capitolini”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

LatteRoma Giovedì 27 aprile alle ore 12.00 Sala del Carroccio – Campidoglio Presentazione della proposta di deliberazione di iniziativa consiliare “Istituzione del servizio di conservazione e somministrazione del latte materno all’interno degli Asili nido Capitolini” La proposta verrà illustrata dalla consigliera Michela Di Biase capogruppo del PD capitolino e promotrice dell’iniziativa Il provvedimento, già esaminato dalla commissione scuola che lo ha approvato all’unanimità, recepisce la richiesta di molte mamme che chiedono di introdurre e favorire la pratica e la diffusione della somministrazione del latte materno all’interno degli asili nido capitolini.
Si tratta di una opportunità per migliorare l’inserimento e l’ambientamento dei bambini nelle strutture a loro dedicate senza che questo diventi un ostacolo per le madri.
Con questo provvedimento si intende peraltro incoraggiare quella che è la normale e naturale alimentazione della prima infanzia così come raccomandato dalla Organizzazione mondiale della Sanità e dalla Conferenza Stato – Regioni.

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Caldo e farmaci

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2013

Il calore dei mesi estivi può comprometter l’efficacia e la sicurezza delle cure farmacologiche, sia per interazione diretta con i farmaci, sia perché altera lo stato di alcune patologie croniche. Lo ricorda l’Aifa in una guida all’uso, trasporto e conservazione dei medicinali in viaggio e in vacanza, dalla quale segnaliamo gli spunti meno comuni, che spetta al farmacista segnalare ai pazienti. I farmaci possono: compromettere direttamente i meccanismi centrali e periferici della termoregolazione, per esempio gli anticolinergici sono potenti inibitori della sudorazione, gli antipsicotici, in aggiunta, possono interferire con il controllo centrale della temperatura corporea; compromettere le vie nervose afferenti ed efferenti e causare sudorazione o vasodilatazione cutanea; compromettere la gittata cardiaca e in tal modo l’eliminazione del calore; aggravare le patologie da calore, per esempio i vasodilatatori, che includono nitrati (antianginosi) e bloccanti dei canali del calcio (antipertensivi e antianginosi) possono peggiorare l’ipotensione in pazienti vulnerabili. D’altro canto l’esposizione al caldo può: aumentare la tossicità e/o ridurre l’efficacia dei farmaci, per esempio aumenta la tossicità dei farmaci con un limitato indice terapeutico, come digossina o litio; aumentare o causare disidratazione e cambiamenti nella distribuzione del volume del sangue. La risposta termoregolatoria può influenzare le caratteristiche cinetiche, l’assorbimento e l’escrezione dei farmaci e quindi la loro attività farmacologica. Per i farmaci che provoca no fotosensibilizzazione, specie se in forma topica, è importante non esporre la parte trattata al sole o a lampade abbronzanti, anche per 2 settimane dalla fine della terapia.

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Roma: ordinanza antialcol

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Continuano i controlli del I Gruppo di Polizia Municipale per l’applicazione della ordinanza anti-alcol e il rispetto delle norme di sicurezza durante la movida notturna. Tra venerdì e sabato notte, il primo Gruppo, guidato da Stefano Napoli, ha contestato 6 violazioni dell’ordinanza 165 del 2011 a carico di consumatori di bevande alcoliche, trovati bere in strada dopo le 23, mentre sono stati 141 i controlli effettuati sui pubblici esercizi ed attività di somministrazione. 128 i controlli svolti per verificare il rispetto dell’orario e il possesso del dispositivo alcol-test nelle zone di Monti, San Giovanni e Colosseo. Un laboratorio in via di San Giovanni in Laterano è stato multato per protrazione dell’orario di esercizio. Tredici sono stati i controlli per disturbi della quiete e occupazioni di suolo pubblico irregolare con una violazione contestata in Piazza della Quercia per occupazione abusiva e una violazione accertata in via Monserrato. Riguardo al possesso del precursore per il controllo dello stato di ebrezza, si sono svolti 91 controlli nel rispetto della legge 120/2010. Controlli effettuati anche a contrasto dell’abusivismo commerciale tra Colosseo e Tridente per 30 sequestri amministrativi a carico di ignoti e un totale di 513 pezzi confiscati; un sequestro amministrativo nominativo per 50 pezzi confiscati e 5 sequestri penali a carico di ignoti per 83 pezzi sequestrati. Infine, la polizia municipale ha sanzionato 310 veicoli per soste irregolari e soste in area pedonale, in particolar modo nelle zone di Trastevere e Campo de Fiori.

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Per evitare errori somministrazione farmaci

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

Ancona 18 ottobre alle 12 Auditorium Montessori del Polo Murri di Torrette. Un illustre scienziato, il professor Silvio Garattini dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano parlerà di “Bias nei trial clinici controllati”.
I Trial Randomizzati Controllati o RCT costituiscono gli studi clinici più potenti nella dimostrazione dell’efficacia di un intervento, sia esso un farmaco o un modello organizzativo o educativo. La loro forza è legata a come sono disegnati; nella forma più classica i soggetti affetti da una stessa malattia vengono casualmente (in maniera random) divisi in due gruppi: uno riceve il trattamento sperimentale, di cui si vuole dimostrare l’efficacia, e l’altro il trattamento di confronto (la terapia abituale per quella malattia o, in assenza di essa, un placebo) permettendo così di ottenere popolazioni omogenee per i possibili fattori confondenti noti e ignoti. I risultati di questo tipo di studi sono fondamentali per poter poi estendere le valutazioni su popolazioni più ampie di soggetti, determinando come risultato finale l’immissione in commercio di un farmaco, se è efficace, o il suo non-impiego in caso contrario.  Questi studi, sebbene considerati eccellenti rispetto a tutti gli altri esistenti, sono comunque gravati dalla possibile presenza di bias, vale a dire errori sistematici, che vengono commessi su tutti i soggetti arruolati. A esempio, il bias di selezione corrisponde a criteri di inclusione o esclusione dello studio troppo selettivi che portano a non considerare un numero alto di soggetti affetti dalla patologia considerata. Ma ne esistono altri ancora, di cui parlerà il professor Garattini.

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Polo formazione per le cooperative

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

Confcooperative Fvg potenzia i servizi di formazione alle associate. Irecoop, società dell’organizzazione cooperativa specializzata in consulenza e formazione, amplia infatti l’offerta grazie alla recente acquisizione di Soform, ente formativo accreditato dalla Regione. «Con questa operazione – ha commentato il presidente di Confcooperative Fvg, Franco Bosio – nasce un vero e proprio polo formativo e dei servizi per la cooperazione, in grado di supportare lo sviluppo delle quasi 800 cooperative nostre aderenti: si completa, quindi, il quadro di attività formative, consulenziali e di somministrazione lavoro di cui la nostra centrale cooperativa già dispone grazie a Irecoop e a Cooperjob, l’agenzia interinale della cooperazione». Costituita nel 2001, Soform (finora controllata dalla Federazione delle Bcc, anch’esse aderenti a Confcooperative) si occupa di formazione e qualificazione professionale, attraverso l’organizzazione di corsi di studio, dei quali si occupa di tutte le fasi didattico-amministrative. Nel 2009, la società ha gestito 15 work experience, 5 corsi di alfabetizzazione, 33 corsi “Azioni 26”, 57 corsi “legge 236/93” e 31 corsi a catalogo regionale. Una realtà pienamente consolidata che nell’ultimo esercizio ha fatturato circa 600 mila euro.  Il nuovo polo formativo, ora, sarà in grado di fornire il proprio supporto nella formazione aziendale, nell’alta formazione e in quella finanziata dal Fondo di sviluppo europeo, nonché attività di consulenza avvalendosi dell’esperienza maturata nel tempo dalle due società. (franco bosio)

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Il ruolo del latte nella prima infanzia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2010

La clinica Pediatrica dell’ospedale Luigi Sacco di Milano, diretta dal professor Gian Vincenzo Zuccotti, ha promosso un’indagine sulla corretta nutrizione nel delicato periodo che va dagli 0 ai 3 anni. «È emersa la consapevolezza, da parte di tutti i soggetti intervistati, della superiorità del latte materno nei primi sei mesi di vita. Una corretta nutrizione nella prima infanzia è in grado di limitare la mortalità per infarto e malattie cardiovascolari, diminuire i casi di diabete, abbassare il numero di ictus, per non parlare dei casi di ipertensione che sempre più spesso interessano gli adolescenti e la crescita esponenziale di obesità. Fare le scelte giuste in questo periodo della vita ha conseguenze di salute pubblica a lungo termine». L’informazione e i consigli nutrizionali per i piccoli non mancano, i genitori ascoltano consigli dei pediatri nei primi mesi dopo la nascita del bimbo, ma anche di farmacisti e medici di base, nonni e amici. I responsabili degli asili nido sono consapevoli del fatto che il latte vaccino sia sconsigliato sino ai 12 mesi di vita, anche il 59% dei genitori sa che il latte di mucca dovrebbe essere somministrato solo dai 12 mesi, mentre il 30% ritiene erroneamente che questo alimento possa essere introdotto prima dell’anno di età, e un 7% pensa addirittura che sia adatto anche prima dei sei mesi di vita. Il 65% dei pediatri, invece, ritiene che tra le mamme non ci sia una sufficiente consapevolezza del fatto che squilibri nutrizionali nella prima infanzia possano avere conseguenze sulla salute in età adulta. Secondo i medici le mamme temono, nell’ordine: allergie, asma, intolleranze alimentari mentre l’obesità è sottovalutata e compare al terz’ultimo posto. (fonte farmacista 33)

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Sanzioni ai medici che prescrivono farmaci costosi

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 Maggio 2010

Roma. “Sulla questione urge fare chiarezza al più presto. È vero che in passato si sono riscontrati casi di medici compiacenti che speculavano prescrivendo medicinali in accordo con le grandi case farmaceutiche, ma è altrettanto vero che i dottori della Asl Rm B sono chiamati quotidianamente a confrontarsi con pazienti portatori di malattie gravi e per questo voglio credere nella loro buonafede quando ribadiscono che per curare queste patologie occorrono i farmaci brevettati. Per fugare qualsiasi dubbio chiedo a chi di dovere di fare una volta per tutte luce sulla reale efficacia dei generici, di condurre su di essi studi più approfonditi, stabilendo se possono essere applicati per qualsiasi caso. Se gli esiti saranno positivi concorderò per la loro somministrazione”. Con queste parole il vicesegretario regionale dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, commenta l’ultimo caso di malasanità che investe la capitale. I medici della Asl Rm B, III Distretto, sono stati invitati dalla direzione regionale a rivedere le proprie prescrizioni di farmaci griffati per patologie quali colesterolo, ipertensione e ulcera, poiché il loro elevato costo contrasta con i tagli del piano di rientro sanitario regionale.  “In questa vicenda si deve comprendere che i primi a rimetterci sono i cittadini, qui è a rischio la loro salute e su questa non si può scherzare – conclude l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – I debiti della Regione in materia di sanità hanno oramai raggiunto livelli inauditi, ma ciò non deve essere un pretesto per prendere decisioni affrettate non conformi con le esigenze degli ammalati”.

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L’anziano richiede nuovi servizi

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2010

L’indagine è stata presentata dalla responsabile Welfare del  Censis, Ketty Vaccaro, in occasione del convegno ‘Il futuro è adesso: il nuovo ruolo della farmacia nel Ssn’. “A ribadire la volontà di un rapporto ancor più intenso e strutturato con la farmacia – ha detto Vaccaro – gli anziani indicano dunque tra le richieste per l’innovazione e il potenziamento del servizio offerto anche la possibilità che essa diventi un riferimento per servizi da rendere al domicilio dei pazienti anziani o cronici. Dalla consegna dei medicinali, alla partecipazione a pieno titolo all’organizzazione e ai servizi di assistenza domiciliare integrata, soprattutto per aiutare nella somministrazione e nel controllo delle terapie farmacologiche gli anziani spesso soli o assistiti da badanti”. Nel dettaglio, il 41% degli anziani vorrebbe che in farmacia, oltre al medicinale e al supporto nel suo utilizzo, si potesse ottenere anche assistenza per piccole emergenze, ad esempio per controllare una ferita, un’ustione non grave o per rinnovare una medicazione, come anche (41,2%) avere un’indicazione fidata nel caso in cui si abbia bisogno di iniezioni, di un’infermiera o di una badante, o ancora (41%) la consegna a domicilio dei farmaci. Al convegno ha partecipato il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, Andrea Mandelli, che ha positivamente commentato i risultati. “Suonano come un’ulteriore conferma di quanto fossimo nel giusto quando, nel documento sulla professione del 2006 e sulla base di un’indagine sulla popolazione italiana commissionata al Censis, avevamo indicato la farmacia come un elemento chiave per rispondere ai bisogni di salute di una popolazione progressivamente più anziana, che va necessariamente assistita sul territorio” ha detto Mandelli nel suo intervento. “Ci siamo fortemente impegnati perché quel progetto di farmacia centro polifunzionale di servizi venisse tradotto in realtà e vedere che i nostri obiettivi sono condivisi tanto dal cittadino quanto dai decisori politici è senz’altro motivo di soddisfazione. Ora si tratta di portare a compimento le riforme che devono necessariamente accompagnarsi a questa innovazione ma, prima di tutto, dovranno arrivare i decreti attuativi della Legge 69/2009, e in questo senso stiamo collaborando molto strettamente con il Ministero della Salute”. Piena sintonia ha espresso lo stesso Ministro Ferruccio Fazio, che ha aggiunto a margine del convegno che per i decreti attuativi si prevedono “tempi brevissimi, pari a decine di giorni. I decreti risolveranno il nodo della presenza delle altre figure professionali come infermieri e fisioterapisti, le prestazioni analitiche di autocontrollo, le modalità di prenotazione delle visite”. Fazio prevede poi un secondo passaggio finalizzato allo sviluppo dell’assistenza domiciliare territoriale, che consisterà in un accordo con i medici di medicina generale. (fonte farmacista33)

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Nuovi studi sulle cadute nell’anziano

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

(Centro Maderna) L’Università di Sydney ha dedicato diversi studi, pubblicati dalla Cochrane Library, sul problema delle cadute degli anziani, analizzando gli effetti dei possibili interventi preventivi nei vari contesti possibili, vale a dire in ambiente ospedaliero, in residenze per anziani o in contesti domiciliari. Un primo dato emerso dai numerosi casi presi in esame è che sono più a rischio di caduta le persone ricoverate in ospedale o che alloggiano presso una casa di riposo, presentando un tasso di fratture all’anca dieci volte superiore a quello delle persone che rimangono nella loro comunità. Un primo tipo di sperimentazione ha testato gli effetti della somministrazione nei pazienti anziani di Vitamina D, una vitamina che si trova in alcuni cibi, ma che viene assunta dal nostro corpo principalmente tramite l’esposizione alla luce solare. Sono stati realizzati cinque studi diversi in cui 5.095 anziani assumevano, nelle rispettive case di riposo, supplementi di vitamina D. Per questi pazienti le cadute si sono ridotte del 28% suggerendo che la vitamina sia in grado di aiutare gli anziani a mantenere una buona massa muscolare, nonché a migliorare l’equilibrio. I ricercatori hanno poi preso in esame anche altri tipi di intervento, i cosiddetti “interventi multifunzionali” che includono ginnastica, medicinali, e attrezzature ed equipaggiamenti particolari, arrivando alla conclusione che tali interventi riducono il rischio di cadute in ospedale ma non in case di riposo. (Cochrane Library)

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Chiamare il medico invece di comprare antivirali

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Si sta mettendo a punto “un accordo quadro con pediatri e medici di famiglia per la somministrazione dei vaccini” contro il virus H1N1. Lo ha spiegato il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione della task force sull’emergenza influenza A. Non è da escludere, nell’ambito dell’intesa, la “reperibilità h24 con l’obiettivo di decomprimere i pronto soccorso”. Il piano vaccinale per fronteggiare il virus, comunque, “al momento non ha subito variazioni”. Si punta, dunque, “a vaccinare il 40% della popolazione”, ricorda Fazio. Per fronteggiare l’emergenza nuova influenza “la nostra linea sarà quella di dire ai cittadini di rivolgersi al medico, non di comprare il Tamiflu come gli inglesi” conclude Fazio.

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Roma. Ristorante caro? Ce ne sono più cari

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2009

La notizia che un ristoratore ha presentato un conto di 579 euro per due pranzi ha fatto scalpore. In verità nella capitale ce ne sono di più cari  ma questo non suscita clamore. Non vogliamo spezzare una lancia a favore dei ristoratori, con i quali spesso, e volentieri, litighiamo, ma non abbiamo ristoranti di Stato e ognuno applica i prezzi che vuole. Occorre, solo, appurare se i due turisti siano stati informati dei prezzi, cosi’ come vuole la legge regionale, che, all’art.16, recita: “Qualora il servizio di somministrazione sia effettuato al tavolo, la tabella od il listino dei prezzi deve essere posto a disposizione dei clienti prima dell’ordinazione e deve indicare l’eventuale componente del servizio con modalità tali da rendere il prezzo chiaramente e facilmente comprensibile al pubblico. E’ inoltre fatto divieto di applicare costi aggiuntivi per il coperto. “Chiunque viola le disposizioni contenute nell’articolo 16 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2 mila 500 euro a 7 mila 500 euro.”(art.20). Attendiamo, se del caso, la salata multa. Quello, pero’, che ci preoccupa maggiormente sono i motivi della chiusura del locale che attengono alle carenze igienico-sanitarie, perche’ il locale e’ stato chiuso per questi motivi. Il ristorante in questione è noto, è classificato di qualità medio-alta ed è centralissimo (è a pochi passi da piazza Navona).  Ci chiediamo: in che condizioni igieniche saranno gli altri ristoranti della Capitale? E’ una domanda che rivolgiamo al presidente della Regione, Piero Marrazzo (da cui dipendono le Asl) e al sindaco, Gianni Alemanno, (da cui dipende la Polizia municipale). Sollecitiamo controlli a tappeto. All’estero piuù che il conto farà notizia le scarse condizioni igieniche dei ristoranti romani. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Cambia la prescrizione degli oppiacei

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2009

Il Viceministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Ferruccio Fazio, ha adottato, con un’ordinanza ministeriale, alcune disposizioni finalizzate a facilitare l’utilizzo nella terapia del dolore dei medicinali elencati nell’allegato III bis del Testo Unico (DPR 309/90 e successive modificazioni) Il provvedimento avrà effetto dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (prevista per oggi 20 giugno 2009) fino all’entrata in vigore di norme modificative del citato Testo Unico e, comunque, “per non oltre dodici mesi”. In particolare il provvedimento dispone il trasferimento dalla Tabella II  sezione  A alla Tabella II sezione D dei seguenti composti medicinali analgesici oppiacei utilizzati in terapia del dolore: composizioni per somministrazioni ad uso diverso da quello parenterale contenente codeina e di idrocodeina in quantità, espressa in base anidra, superiore a 10 mg per unità di somministrazione o in quantità percentuale, espressa in base anidra, superiore all’1% p/v (peso/volume) della soluzione monodose;composizioni per somministrazione rettale contenenti codeina, di idrocodeina e loro sali in quantità, espressa in base anidra superiore a 20 mg per unità di somministrazione; composizioni per somministrazione ad uso diverso da quello parenterale contenenti fentanyl, idrocodone, idromorfone, morfina, ossicodone e ossimorfone; composizioni per somministrazione ad uso transdermico contenenti buprnorfina. Sono espressamente esclusi dalle disposizioni dell’ordinanza ministeriale i composti a base di metadone e buprenorfina ad uso orale. Pertanto, a decorrere dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per questi medicinali vengono modificate le  modalità di acquisto (non è più richiesto il buono acquisto), quelle di dispensazione (in luogo del ricettario speciale sarà sufficiente la presentazione  di una ricetta non ripetibile sia in regime privato che SSN) e le modalità di documentazione (viene meno l’obbligo di registrazione sul registro stupefacenti). (fonte farmacista33)

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Lo stent coronarico

Posted by fidest press agency su sabato, 30 Maggio 2009

Un nuovo approccio allo stent coronarico mostra risultati superiori a sei mesi su endpoint di sicurezza ed efficacia  I risultati del protocollo clinico Nevo RES I sono stati presentati nel corso della Late Breaking Clinical Trials Session di EuroPCR, il più importante congresso medico in Europa per quanto concerne l’interventistica cardiovascolare.  NEVO (TM) è il primo stent ad eluizione di farmaco che utilizza la RES TechnologyTM, una tecnologia che integra centinaia di piccoli serbatoi (reservoirs), ognuno dei quali funge da repository in cui caricare farmaco e polimero. Questo esclusivo design consente di eluire farmaco da una piattaforma che presenta il 75% di superficie di metallo “nudo” al momento dell’impianto, che diviene interamente tale a seguito dell’eluizione del farmaco e del bio-riassorbimento del polimero. Tale processo richiede tre mesi circa sulla base dei dati in vivo. Diversamente, gli stent ad eluizione di farmaco attualmente in commercio presentano il 100% della loro superficie rivestita da farmaco e polimero, e quest’ultimo non viene mai assorbito completamente. Risultati nei pazienti diabetici nel protocollo NEVO RES I  È ampiamente noto che i pazienti diabetici tendono a presentare lesioni coronariche più complesse e più “sfidanti”  da trattare. Nello studio NEVO RES I si è registrato un beneficio assocato all’impianto del NEVO (TM)  Sirolimus-eluting stent rispetto al Taxus(R) Stent(R) in misura analoga tanto nei pazienti diabetici quanto nei non  diabetici.  Il NEVO (TM) stent è realizzato in Cromo-Cobalto, un materiale che lo rende flessibile, adattabile e  sottile al fine di ottimizzare la copertura del vaso sanguigno. Il polimero biodegradabile usato per contenere e rilasciare il Sirolimus facilita la rapida endotelializzazione ed i risultati degli studi pre-clinici hanno indicato  l’assenza di livelli di infiammazione superiori rispetto a quelli rilevati con stent metallici non medicati.  Cordis Corporation. Per oltre 50 anni, Cordis Corporation, una società del gruppo Johnson & Johnson company, è stata  leader mondiale nello sviluppo e nella produzione di tecnologia per interventistica vascolare. Grazie  all’innovazione, alla ricerca ed allo sviluppo, Cordis collabora con cardiologi interventisti in tutto il mondo per  curare milioni di pazienti affetti da patologie vascolari. Maggiori informazioni su Cordis Corporation sono  disponibili sul sito http://www.cordis.com.  *Cordis Corporation ha sottoscritto una licenza esclusiva mondiale con  Wyeth per la somministrazione localizzata del Sirolimus in determinati campi di utilizzo, compresa la  somministrazione per mezzo di stent vascolare. Il Sirolimus, il farmaco rilasciato dallo stent,è commercializzato da  Wyeth Pharmaceuticals, una divisione di Wyeth, con la denominazione di Rapamune(R). Rapamune è un marchio di fabbrica di Wyeth Pharmaceuticals.

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Farmaci scaduti e terapie ritardate

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2009

Confermato il licenziamento per giusta causa dell’infermiere professionale per violazioni di obblighi fondamentali posti dalla legge a carico del lavoratore e particolarmente in ragione della delicata attività sanitaria quale quella affidata alla categoria di appartenenza. I giudici di appello avevano posto in rilievo come i pazienti ricoverati nel nucleo “giallo”, cui l’infermiere era normalmente addetto, erano affetti da infermità più gravi rispetto a quelle dei pazienti di altro nucleo, e che il ritardo nella somministrazione, ai primi, dei farmaci di cui avevano maggior bisogno non poteva trovare giustificazione nel fatto che il lavoratore si occupava anche del nucleo riguardante pazienti meno gravi, ben potendo egli graduare diversamente il suo intervento in relazione a tanto. Inoltre la normale assegnazione al reparto con i pazienti maggiormente bisognosi di terapie, conferiva gravità al fatto di avere lasciato farmaci scaduti (compreso un farmaco salvavita) persino nel carrello di emergenza, quando era proprio compito dell’infermiere professionale controllare la validità dei farmaci. (Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net)

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