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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘sondaggi’

Istituto Ixe: Intenzioni di voto degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Se sulla manovra nell’opinione pubblica continuano a prevalere critiche e perplessità, gli italiani si esprimono molto chiaramente a favore del mantenimento di quota 100 sulle pensioni. Le ultime settimane, caratterizzate da una forte dialettica tra le forze di Governo in merito alla manovra salvo intese, hanno visto una flessione costante della fiducia nel Presidente del Consiglio, che mantiene comunque il più elevato indice di gradimento (43%) tra i politici, seguito stabilmente a distanza da Matteo Salvini (34%) e da Giorgia Meloni (31%). In ambito Governativo recupera Di Maio (25%) e con lui il Movimento 5 Stelle che si riporta sopra il 20%, sorpassando il PD. La rilevazione effettuata dopo la Leopolda, rileva un calo della fiducia in Matteo Renzi (12%) e un conseguente assestamento al 3,5% di Italia Viva, percepita come un fattore destabilizzante per il Governo dalla maggioranza degli italiani, in modo trasversale ai diversi elettorati.

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Sondaggi: Gli Italiani sono i meno entusiasti dell’appartenenza all’Unione europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Secondo i dati dell’ultimo sondaggio Eurobarometro il 68% degli europei ritiene che il proprio paese ha tratto beneficio dall’appartenenza all’UE. Inoltre, il 62% degli intervistati considera positivamente l’adesione del proprio paese all’Unione europea (62%). Queste percentuali sono le più alte registrate negli ultimi 25 anni. Fanno eccezione solo pochi Paesi, tra cui l’Italia. Il 43% degli italiani intervistati, difatti, pensa che l’Italia abbia tratto beneficio dall’essere membro UE, il dato più basso di tutti i paesi europei. Questo dato è comunque in crescita di 4 punti percentuali rispetto a settembre 2017, e mostra un trend positivo negli ultimi anni. La grande maggioranza degli italiani (65%) dichiara, inoltre, di essere favorevole all’euro, con una crescita di quattro punti rispetto a marzo 2018 e con una percentuale superiore alla media Ue (61%).
In alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, la percentuale di chi pensa che l’appartenenza all’Ue sia positiva è ancora troppo bassa. Dobbiamo raddoppiare gli sforzi per dimostrare che l’Unione sa dare risposte davvero efficaci ai principali problemi degli europei, come immigrazione, sicurezza e disoccupazione”.
Quasi tutti i dati che misurano il sostegno per l’UE mostrano una significativa ripresa dopo il referendum nel Regno Unito nel 2016, con una percentuale crescente di europei che si dimostra preoccupata per gli effetti della Brexit. In caso di referendum nel proprio Paese, il 66% degli intervistati voterebbe per restare nell’UE, e solo il 17% per l’uscita.
In crescita anche gli europei che si dicono soddisfatti del funzionamento democratico dell’UE (49%, +3% rispetto ad aprile), mentre il 48% ritiene che la propria voce sia importante nell’Unione Europea. Per quanto riguarda l’immagine del Parlamento, un terzo (32%) ha un’opinione positiva, un quinto (21%) esprime un parere negativo e una maggioranza relativa (43%) rimane neutrale. Il 48% degli intervistati vorrebbe che l’UE svolgesse un ruolo più significativo in futuro, mentre il 27% preferirebbe fosse ridimensionato.Cresce la consapevolezza delle elezioni europee del prossimo anno, con il 41% che identifica correttamente la data nel Maggio 2019 – un aumento di nove punti percentuale rispetto ad un’indagine analoga di sei mesi fa, e il 51% degli intervistati si dichiara interessato alla tornata elettorale europea. Tuttavia, il 44% ancora non sa dire quando si voterà.
L’immigrazione è al primo posto nell’agenda dei temi prioritari per l’imminente campagna elettorale (50%), seguita dall’economia (47%) e dalla disoccupazione giovanile (47%), mentre la lotta al terrorismo scende al quarto posto con il 44%. Priorità simili anche per i cittadini italiani, anche se l’immigrazione è percepita come tema chiave da ben il 71% degli intervistati. Seguono l’economia con il 62% e la disoccupazione giovanile al 59%.
Le rilevazioni di questo sondaggio sono state condotte tra l’8 e il 26 settembre 2018 da Kantar Public in tutti e 28 gli Stati membri, con un campione di 27474 europei di 16 anni o più, intervistati con metodologia face to face.

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Elezioni politiche: i sondaggi pubblicati su Repubblica

Posted by fidest press agency su martedì, 12 settembre 2017

giornalismo“L’analisi politico-elettorale di Ilvo Diamanti oggi su ‘la Repubblica’ parte da due presupposti errati: il centrosinistra unito che ipoteticamente prenderebbe il 40% alle prossime elezioni, e le difficoltà del centrodestra di correre unito per ‘dinamiche di leadership’”. Lo afferma Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Il sondaggio di ‘la Repubblica’ (Demos) rappresenta semplicemente la visione che questo giornale ha del Paese, ma non il Paese reale. In primis appare improbabile ipotizzare una coalizione di centrosinistra, dove il Pd di Renzi si allei con Bersani o Sinistra italiana. Basti guardare ciò che sta accadendo in Sicilia, dove in vista delle prossime elezioni regionali le coalizioni sembrano già definite, con la sinistra dilaniata, e i sondaggi all’unanimità sottolineano il netto distacco di Nello Musumeci (candidato del centrodestra unito) sugli altri candidati: Fabrizio Micari (Pd, Alleanza Popolare e Campo Progressista di Pisapia), Claudio Fava (MdP di Bersani e Sinistra italiana) e Giancarlo Cancellieri (M5S).Il centrodestra deve prepararsi ad una grande vittoria, anche perché in Sicilia scatterà il cosiddetto voto utile: i cittadini siciliani non potranno fare altro che votare per la coalizione di centrodestra, unica prospettiva credibile di governo. Votare per il M5S o per il Partito democratico (quello che ha espresso il disastro del governo Crocetta) sarebbe un inspiegabile suicidio.Così come gli italiani, alle prossime elezioni politiche nel 2018, voteranno per il centrodestra, anche qui con un voto utile, relegando il Pd a terza forza politica del panorama italiano.È proprio l’unità del centrodestra che spaventa maggiormente Pd, M5S e ‘la Repubblica’, proprio perché tutti i sondaggi, all’unanimità, confermano un trend ormai definito e costante da tempo: il centrodestra unito vince, e con ampio distacco sulle altre forze politiche”, conclude Brunetta.

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Legge elettorale: Quella chimera del 40%

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

urne-voteDopo la bocciatura della legge elettorale da parte della Consulta le forze politiche in Parlamento sono, come al solito, in grande fibrillazione. Il loro obiettivo principale sembra essere quasi esclusivamente il raggiungimento della fatidica soglia del 40%, che permetterebbe loro quel ‘premio di maggioranza’ tanto ambito per garantire la governabilità di questo Paese. Da Renzi a Berlusconi, da Grillo a Salvini… Il loro pare essere un vero e proprio assillo.
Gli ultimi sondaggi politici, pubblicati in questi ultimi giorni, danno in netta flessione sia il PD che il M5S, complici i fatti attuali che stanno scuotendo e demolendo dall’interno entrambi questi due partiti.
Osservando la restante distribuzione emersa dai sondaggi i punti persi da questi primi due li ritroviamo, in percentuale più o meno proporzionata alla rispettiva grandezza originaria, in tutti gli altri che seguono.
Cosa significa? Che gli elettori che non si sentono più rappresentati dai partiti originari di militanza corrono immediatamente nelle braccia di qualcun altro? Tutti pervasi dalla frenesia di tifare immediatamente per un’altra squadra per non restare fuori dallo stadio o dal campionato? Come se nessuno di essi mai utilizzasse lo stand-by politico ed elettorale?
Ai cervelloni dei sondaggi e ai tanti politicanti di vecchia e nuova professione estremamente ferrati su questi accostamenti ludo-politici, il MAPI vorrebbe pacatamente replicare: “ma allora, se così fosse, da dove escono quei 25 e passa milioni di elettori che spesso e volentieri si astengono nelle elezioni politico-amministrative? Possibile che le giornate in cui si vota siano funestate da generalizzate indisposizioni e pandemie?”
Il trucco -secondo noi- per mezzo del quale “tutti” i partiti continuano imperterriti ad imbrogliare l’elettorato, e quindi l’intero popolo e che è alla base dell’ignobile disfatta italiana, è il mega-imbroglio numerico ai danni della “reale” rappresentatività politica (dal cui calcolo vengono preventivamente e sistematicamente escluse le compagini astensioniste) e dal quale originano, inevitabilmente, il caos istituzionale e le ingovernabilità che vedono gli italiani perennemente vittime.
Un Parlamento che fosse ‘almeno in qualche forma o occasione di esercizio’ lo specchio reale ed effettivo della rappresentanza politica popolare -ovvero la fotografia fedele dell’espressione politica sovrana dell’elettorato-, non solo porterebbe al risparmio di una valanga di risorse oggi come ieri famelicamente trafugate in mille modi da “delegati” affossatori del bene comune, ma ciò si ripercuoterebbe positivamente anche nella selezione di una classe politica più adeguata che, di certo, non si blinderebbe come invece fa ora nel più grande hotel a cinque stelle europeo, vale a dire quello delle élites politico-parlamentari italiane.
Cari impostori del bene comune o ladri di sovranità -come meglio preferite-, anche se dai vostri cilindri riuscirete immancabilmente a far uscire la quadra per una ennesima legge elettorale truffaldina e taroccata, sappiate che il 40% riferito al popolo sovrano autentico, quello che nella realtà vera davvero conta, sarà per voi una chimera che avvisterete solo con la fantasia. O, peggio, quando fuggirete, con i binocoli… (Per il Movimento Astensionista Politico Italiano)

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Referendum: Arco costituzionale per il No

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

costituzione-de-nicola-de-gasperi_650x447“I sondaggi danno il No oltre il 55%, io penso che potremmo arrivare al 60%. Il referendum costituzionale è un giudizio su questo cattivo governo, su Renzi, sulla sua cattiva politica economica”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti a margine della convention ‘Le ragioni del No’, organizzata dalla Fondazione Change a Genova.“Il governo Renzi non ha fatto niente per la gente, non ha fatto niente per i giovani, non ha fatto niente per gli anziani. L’Italia è il fanalino di coda dell’Europa: bassa crescita, alto deficit, alto debito, isolati da tutti, in Ue e nel contesto internazionale. Questa è l’Italia di Renzi.Noi con il referendum diremo No alla schiforma costituzionale, No alla schiforma della legge elettorale, e soprattutto No a Renzi e a questo cattivo governo. Il fronte del No è amplissimo come devono essere i fronti referendari. Avete presente la costituente Togliatti-De Gasperi? Era un fronte ampio anche quello, si chiamava arco costituzionale. Il nostro è un arco costituzionale a difesa della nostra Costituzione dalla schiforma Renzi. Governare sarà poi un’altra cosa, governerà il centrodestra, non governerò mica con Sinistra italiana, come del resto loro non vogliono governare con me. Ma a difendere la Costituzione siamo insieme: come Togliatti e De Gasperi nel ’47”, ha sottolineato Brunetta.

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Riforme: Costituito il comitato del No del centro-destra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2016

È online il sito internet (http://www.comitatoperilno.it) del Comitato per il ‘no’ alla riforma della Costituzione del governo Renzi, fondato dal centrodestra unito: Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia.
Nella homepage campeggiano i dieci punti del ‘no’ del centrodestra alle riforme: no perché non si cambia la Costituzione con un colpo di mano di una finta maggioranza; no perché quella italiana era la Costituzione di tutti; no perché il referendum non potrà sanare né compensare un vizio d’origine; no perché la Costituzione deve unire e non dividere; no perché il combinato disposto con la legge elettorale porta a un premierato assoluto; no perché saltano pesi e contrappesi; no perché il nuovo Senato è solo un pasticcio; no perché non funziona il riparto di competenze Stato-Regioni-Autonomie locali; no perché si sostituisce il centralismo al pluralismo e alla sussidiarietà, e si crea inefficienza; no perché non si valorizza il principio di responsabilità.
Diverse le sezioni alle quali accedere, tra le quali quelle dedicate alle adesioni al Comitato, ai sondaggi, alle news e alla rassegna stampa. Consultabili, inoltre, lo statuto e l’atto costitutivo del Comitato presieduto dal presidente emerito della Corte costituzionale, Annibale Marini.

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Le ragioni di una quasi sconfitta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2013

Per un pelo il Pd è riuscito ad acchiappare la maggioranza alla Camera mentre al Senato è stato costretto a gettare la spugna. Il Pdl, a sua volta, non si può dichiarare soddisfatto a parte i sondaggi “taroccati” che gli davano perdente con uno stacco di ben dieci punti percentuali e che ora, sappiamo, sono diventati un’inezia.
Non intendo seguire la corrente dei tanti che, con il senno di poi, hanno pontificato sugli errori degli uni e quelli degli altri e dei meriti dei rispettivi leader, ma limitarmi solo a poche osservazioni di merito.
Incomincio con il dire che se mi fossi trovato nella condizioni di stare alla finestra ad osservare le mosse degli uni e quelle degli altri, nel contesto della vita italiana in questi ultimi venti anni, sarebbe stato ovvio partire dalla caduta rovinosa del sistema partitico che vedeva in primo piano la Dc da una parte e, dall’altra, il Pci condannato ad essere opposizione non tanto e non solo per via dei numeri ma soprattutto da ragioni di politica internazionale. Una volta, però, che il Pci si liberò da questi condizionamenti, non riuscì lo a raggiungere la “meta agognata” per colpa della sua stessa ideologia che è rimasta condizionata dal suo passato tant’è che ha finito con lo spianare la strada a un outsider della politica, ma non dell’intrallazzo, e nel ritenere lo Stato una sorta di “strenna aziendale” per le sue imprese. Così sono mancate le riforme, è stato peggiorato il rapporto stato-cittadini, sono state alimentate le tendenze più scorrette con l’evasione fiscale, i contributi a fondo perduto per le imprese decotte, accresciuto a dismisura il costo della politica e via di questo passo. Alla fine il paese si è diviso su tutto ed è prevalsa la logica dell’arrembaggio, dove è stata fatta man bassa delle risorse pubbliche e portata l’economia del paese allo sfacelo. Siamo così diventati un paese di corrotti e di corruttori e su queste poco esaltanti condizioni la stessa campagna elettorale di questi giorni si è misurata.
Ora che i giochi sono compiuti mi è parso ovvio considerare che la vivacità impressa alla campagna elettorale da Berlusconi aveva la sua logica intenzione di fermare la voglia di cambiamento del Paese, mentre sull’altro versante il Pd continuava a restare nel guado paralizzato dai veti incrociati delle sue tante anime.
Ora l’occasione può venire dal movimento di Grillo e dal fatto che può essere considerata un’intesa, sia pure sui programmi, più adatta e capace di fermare i critici interni del Pd che sono fermi sullo statu quo.
Grillo, quindi, è il saggio mentore che come nella storia di Collodi vuol portare alla ragione chi l’ha persa per il regno dei balocchi, ma può essere rinsavito e reso virtuoso.
Auguriamocelo di tutto cuore nell’interesse del paese. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Crespi: addio ai sondaggi

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2012

Luigi Crespi dell’Istituto Crespi Ricerche ha annunciato la sua decisione di dire addio al mondo dei sondaggi e delle ricerche, per dedicarsi a tempo pieno alla comunicazione. “Progressivamente, con il tempo, il comunicatore ha prevalso sul ricercatore, lo spin-doctor sul sondaggista. In vent’anni di sondaggi, tanti successi e anche sonore sconfitte, ma tutte medaglie appese al petto. Ho avuto tanti clienti, in Italia e nel mondo, a tutti i livelli: dalle aziende alle multinazionali, dai partiti ai singoli politici…” ha spiegato Crespi al Clandestinoweb. “Ora, però, sono convinto che misurare il consenso e creare le condizioni per accrescerlo siano diventate due attività incompatibili. Il rischio è di non essere credibile come misuratore del consenso quando si è deputati anche alla ricerca per accrescerlo, attività che preferisco di gran lunga. In Italia ho contribuito a definire un mestiere, quello del sondaggista, che in molti oggi fanno bene”.
Quindi Luigi Crespi conclude: “Adesso scelgo di rompere un’ambiguità e di lasciare il mondo dei sondaggi e delle ricerche per concentrarmi con forza nella comunicazione. Continuerò ad analizzare i dati e ad interpretarli, magari utilizzando le nuove tecnologie e le diverse piattaforme che il mercato oggi fornisce”.

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Appello al popolo degli astensionisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2011

Ejemplo de voto nulo. Típica papeleta para vot...

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I sondaggi d’opinione rilevano una costante negli umori dell’elettorato italiano che ruota intorno al 30% degli elettori che dichiarano di volersi astenere dall’andare al voto. Le motivazioni sono diverse e ritengo del tutto valide. Ma nello stesso tempo mi rendo conto che salire sull’Aventino come atto di sdegno e di sfiducia per ciò che i politici fanno e promettono con intenti menzogneri, è un atteggiamento suicida. Lo è in quanto non ci si astiene sconfiggendo la politica, ma favorendone i suoi oscuri disegni in quanto astensionisti o no è la politica che continua a fare il suo corso, se non peggio, essendosi privata di quel dissenso che l’avrebbe indebolita se non costretta a cambiare rotta. Non possiamo privarci di una possibilità che la democrazia, sia pure con molti se e ma, ci offre per esprimere i nostri sentimenti, condizionare il nostro dissenso o consenso e per lasciare tutto sommato un segno, un richiamo, un avvertimento, ma in forma attiva. Lo possiamo fare solo partecipando e non estraniandosi poiché votanti o no la politica continua a dominare la nostra vita quotidiana. Si tratta solo di capire come si può imbrigliare il sistema e a condizionarlo con il voto. Pensiamo alla proposta di votare i partiti minori, quelli che si sono mostrati più antisistema e che danno fastidio ai maggiori. Pensiamo alla proposta di chi vorrebbe la nascita del “partito degli astensionisti” (che vanno al voto, ovviamente) con propri candidati, ma con personalità del tutto nuove e con la possibilità di fare piazza pulita dei soliti noti. Non dimentichiamo che se solo i due terzi degli astensionisti andassero al voto e lo facessero in uno dei due modi indicati avremmo un partito del 20%, e forse più se trascinasse nel consenso anche gli indecisi, che avrebbe la forza di rappresentare l’ago della bilancia nel governo del Paese. Perchè dovremmo perdere questa occasione? D’altra parte la scelta delle candidature non dovrebbe essere un problema se ci guardiamo bene intorno e ci rendiamo conto che esistono persone giuste più di quanto non si possa credere e capaci di figurare con più efficacia e autorevolezza gli interessi generali del Paese. Meditate gente, meditate “astensionisti”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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I sondaggi elettorali di La7

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Enrico Mentana

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Ogni lunedì sera il direttore di La7 Enrico Mentana ci delizia, tra l’altro, nel ragguagliarci sui sondaggi d’opinione sui i partiti e il loro saliscendi nei gradimenti popolari. E’ una nota, senza dubbio interessante. Lo è in quanto mostra quanto gli italiani siano duri d’orecchi ed anche di qualcosa d’altro nell’essere reattivi ad un andazzo, dei partiti, alquanto discutibile. Ma forse sono io troppo “ideologicamente impegnato” per non comprendere tale comportamento. Forse. Eppure se mi limito ai fatti ritengo che i più tartassati da questa manovra “montiana” sono tutti i lavoratori che percepiscono redditi medio bassi. E mi chiedo: quanti sono in Italia? Penso non meno di 40 milioni, con le loro famiglie e figli e nonni, ovvero tre quarti della popolazione. Tutti costoro, o la loro gran parte, sembrano essere contenti della cura che è stata prescritta dal cattedratico Monti e a pensarci bene mi sembra che in tutto ciò si stia facendo del masochismo. Ma sia ben chiaro. La crisi è grave e ognuno di noi è chiamato a fare il suo dovere, indubbiamente. Ma per noi italiani il discorso è diverso. Vi è a chi, all’idea di dare un contributo, gli si rivolta lo stomaco. Lo sono indubbiamente Berlusconi e compagni che, si dice, nella trattativa segreta tra pd e pdl e terzo polo, si sono fatti assicurare che non sarebbero state trattate, ad esempio, le frequenze Tv e altre cosucce del genere. E qui parliamo di benefici dell’ordine di svariati miliardi di euro. E gli addetti ai lavori ci dicono che non finisce qui. Nel mazzo ci sono anche centinaia di collaboratori ministeriali superpagati presi in carica dal precedente governo, ma a spese dello Stato, ovviamente. C’è chi da certosino ha tentato di fare qualche conto sull’allegra amministrazione del passato governo ed è venuto fuori una cifra alquanto ragguardevole, diciamo intorno ai 10 miliardi di euro. Tutto questo, e molto altro, il governo Monti si è guardato bene di recuperarlo, pena la caduta del suo esecutivo, se ci avesse provato. Un discorso che avrebbe dovuto spingere gli elettori a lanciare, attraverso tali sondaggi, un segnale inequivocabile sfiduciando quei partiti che continuano a farsi beffa dei “poveri italiani” facendoli passare per dei gaudenti che affollano i ristoranti e tengono la barca da 20 metri ancorata nei porti turistici italiani e stranieri. Avremmo dovuto dire a Monti: la nostra fiducia è al 10%, ovvero l’equivalente di tutta la cerchia degli amici e dei finti “nemici” del berlusconismo e al Pd, al Pdl e al terzo polo: non vi meritate più del 5% ciascuno. Per contro dare credito all’Italia dei Valori portandolo al 30% dei consensi e un altro 20% a tutti coloro che, come Grillo, mostrano una maggiore sensibilità verso una politica meno ingessata sui valori del capitalismo e delle sue logiche perverse. Se così fosse sono certo che i signori che oggi ci tartassano sarebbero capaci d’inventarsi un modo per non andare più a votare. Ma come si vede, non ne hanno bisogno. In Italia ci sono gli “gnoccoloni” a salvarli. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Berlusconi: “Nel 2013 mi ritiro”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Berlusconi

Image by Alessio85 via Flickr

Sarà Alfano il candidato premier» «Sosterremo Letta per il Quirinale. (Il Messaggero del 8 luglio 2011) E Rosario Amico Roxas commenta: “Tutte gigantesche bugie… Che non si presenti alle elezioni come aspirante presidente del consiglio è certo perchè lo dicono i sondaggi: la candidatura di Berlusconi farebbe perdere una quantità tale di voti (sia al PdL che alla lega) da sancire una sconfitta epocale. La candidatura di Letta al Quirinale è un falso scopo per nascondere i suoi veri obiettivi. Garantendo agli elettori la sua uscita di scena spera di vincere le elezioni, quindi, al momento di votare per il presidente della Repubblica, nei primi tre scrutini (quando serve la maggioranza qualificati dei 2/3 dei votanti) i voti andrebbero a Letta, quindi, occorrendo la maggioranza semplice, sarebbe votato il cavaliere. Si dirà che è stato eletto per volontà popolare attraverso i rappresentanti del popolo, e swi garantirà, così sette anni di impunità e di sospensione di tutti i processi. Se gli elettori dovessero capire questa manovra di distrazione, non voterebbero mai il Pdl o Lega che rappresentano il cavallo di Troia per entrare al Quirinale. L’unica possibilità per scongiurare che la massima carica dello Stato venga così mortificata, sarebbe rappresentata da una condanna penale con interdizione dai pubblici uffici, per questo gioca tutte le carte possibili per impedire una sentenza e agguantare le prescrizioni.” (Rosario Amico Roxas)

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Crollo sondaggi per il governo e leadership

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Non sono incoraggianti per il Governo i dati che emergono dall’ultimo sondaggio Ipr Marketing. Stando alle rilevazioni, infatti, la fiducia nel premier Silvio Berlusconi risulta franata al 29%. Un crollo tangibile e costante che si accompagna al basso gradimento dell’intera coalizione di governo Pdl – Lega Nord, ormai ferma al 39%, superata nei numeri dell’ipotetica alleanza di centrosinistra Pd – Sel – IdV-Psi e Radicali, salita al 42.5 %. Buona si dimostra l’attenzione verso il Terzo Polo che si attesta sul 13,5 % e nei confronti del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo al 2.5 %. Sulle percentuali emerse dall’analisi è intervenuto Oscar Tortosa, responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti: “Gli ultimi sondaggi danno il Cavaliere in calo netto per il popolo italiano. Le elezioni amministrative a Milano e Napoli prima e il referendum poi hanno testimoniato la volontà popolare di cambiare registro. Ha ragione Di Pietro quando afferma che non sono stati i partiti a vincere bensì il popolo perché, osserviamo ormai da giorni, c’è una forte voglia di rinnovamento dopo 17 anni di governo Berlusconi. Un bisogno di superare questa visione liberista della società nella quale meno gente è più ricca e sempre più italiani sono ancora più poveri. La maggior parte dei cittadini si è impoverita e a loro discapito, i pochissimi privilegiati si sono arricchiti e sono diventati ultramiliardari. Ogni giorno – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – leggiamo sui giornali di evasioni fiscali compiute da persone abbienti, ricchi che evadono le tasse e ingannano lo stato con le loro frodi. Dopo anni spesi a porci il problema di come tornare ad appropriarci della gestione democratica della vita di questo paese, oggi i segnali sono chiari”. L’intesa, sempre meno efficace, tra il Pdl e il Carroccio, e la maggiore diffidenza nei confronti di Silvio Berlusconi, emergono nelle rilevazioni e dalle urne. Soltanto a gennaio scorso il Premier aveva un apprezzamento al 40%, oltre dieci punti più alto rispetto ad oggi, a risentirne è anche l’Esecutivo, gradito unicamente al 23% degli interpellati. Un momento apparentemente propizio per l’attuale opposizione, che però non riesce a gioirne pienamente, data la mancanza di coesione e di un programma di alternativa.

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In guerra al ritmo del bunga-bunga

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Mag 2011

E’ il momento delle scelte politiche che non possono essere condizionate dai sondaggi, come è consuetudine di questo governo. Non discuto la scelta di partecipare ai bombardamenti, scaturita dopo la telefonata-ultimatum di Obama, metto in discussione la credibilità di questo presidente del consiglio che naviga a vista, secondo gli umori che più favoriscono i suoi personali interessi. Ora, evidentemente, gli interessi di Berlusconi coincidono con l’esigenza di non urtare il capo della casa Bianca, per cui rinnega quanto detto fino a ieri e scende a patti per mantenersi in sella. Berlusconi è l’ultima persona in grado di pilotare la nazione in un frangente nel quale necessitano decisioni, anche impopolari se necessarie; le scelte del capo del governo sono, invece, suggerite dalla paura fottuta di perdere le imminenti elezioni, cosa che sarebbe favorita ove scontentasse i desiderata USA. Non si può mandare l’aviazione a bombardare una nazione fino a ieri indicata come “esempio di democrazia”, al ritmo del bunga-bunga. Ognuno deve seguire le proprie tendenze specifiche, senza improvvisazioni che non gli competono: non si può transitare dalle cene porno alle decisioni politiche, dall’amicizia con annesso baciamano ai bombardamenti delle postazioni militari, da Ruby e Noemi al tavolo internazionale di crisi, a meno che non si accetti il ruolo passivo del buffone di corte. (Rosario Amico Roxas)

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Alemanno crolla nei sondaggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Il sondaggio di “Fullresearch” rivela un pericoloso crollo di gradimento per il sindaco della Capitale. La classifica, redatta in base alla soddisfazione espressa dai residenti verso i loro primi cittadini, vede scivolare Gianni Alemanno dal terzo al diciannovesimo posto in soli sei mesi. Sui dati è duro il commento di Roberto Soldà, segretario romano dell’Italia dei Valori: “Oltre l’insoddisfazione che  si registra quotidianamente tra la gente, bisogna ricordare che i romani, durante le tornate elettorali, europee e regionali, che hanno interessato la città dal 2008 al 2010, avevano già decretato il tonfo di questa Amministrazione, la caduta del sindaco Alemanno e della sua Giunta. Anche i sondaggi adesso – prosegue l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro – , e non sono questi i primi dati in questa direzione, determinano una discesa sempre più rovinosa, i voti dati al Sindaco sono sempre più bassi, e tutto questo significa che non sono solo i residenti a pensarla come noi, visti i dati oggettivi del riconoscimento che fa la società rispetto all’operato dell’Amministrazione”. Non sono tardate le reazioni da parte degli schieramenti politici, il Popolo delle Libertà, ovvero il partito dello stesso Alemanno, non appare tuttavia compatto di fronte ai risultati delle rilevazioni.  Alcuni tra i suoi esponenti, come l’onorevole Marco Marsilio, ritengono necessaria una riflessione seria e un cambiamento di rotta, altri come il capogruppo Pdl di Roma Capitale, Luca Gramazio, difendono senza dubbi l’operato del Primo Cittadino.  “Lo stesso Pdl – dichiara Soldà – ha difficoltà tangibili a salvaguardare il Sindaco che è,  in concreto, indifendibile, per tutto quello che quotidianamente accade a Roma, a causa  delle promesse dichiarate e non mantenute e perché il poco realizzato è stato fatto pure male. Alemanno – conclude con fermezza l’esponente dell’Italia dei Valori – deve preparare le valigie ed è necessario che lo faccia in fretta perché rimanendo alla guida della città creerebbe ulteriori danni ai romani che non se lo meritano”.

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Sondaggi elettorali: Pd supera Pdl

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2011

Ieri mattina durante la trasmissione Agora’ condotta da Andrea Vianello sono stati presentati gli ultimi dati dell’osservatorio di Crespi Ricerche. Il centrodestra di Silvio Berlusconi, presentato conl’ampia articolazione dei possibili partiti che potrebbero appoggiare la sua lista, si attesta al 40,9%, con il Pdl al 27%, la Lega al 10%,La Destra al 2%, Forza del Sud, nonostante sia un partito che ancora non si è presentato nello scenario nazionale, ottiene l’1%, ovvero il doppio della somma ottenuta dal Pid di Romano piu’ l’Adc di Pionati, che rappresentano il gruppo dei Responsabili e che insieme raggiungono lo 0,5%. L’Udeur del redivivo Mastella si attesta poi allo 0,4%. nelcentrosinistra il Pd è al 24,4%, l’Italia dei Valori al 5,2%, Rc+Pdci al 2%, il Sel all’8%, i Socialisti allo 0,8% e la Lista Pannella-Bonino all’1,2%, per un totale del 41,6%. Una sostanzialeparita’ che vede in vantaggio il centrosinistra di una lunghezza. Arbitro è l’area del Polo della Nazione, definito Terzo Polo, in cui l’Udc è al 6,8%, Fli al 6,5%, l’Api di Rutelli all’1,2%, l’Mpa all’1%, LibDem allo 0,2%, attestandosi sopra al 15%, ovvero al 15,7%. Il Movimento Cinque Stelle di Grillo si ferma all’1,8% e il numero degli indecisi è ancora altissimo: 42%. Se non esiste una marcata crisi in termini di intenzioni di voto di berlusconi, benche’ in calo la sua crisi la vediamo nella fiducia : -29,1% in un anno, passando dal dato del Febbraio 2010, 60,1%), al 31% di Febbraio 2011, con una differenza, appunto, di 29,1 punti. Meglio fa il suo Governo, che aFebbraio 2011 si attesta al 35%. Domani pubblicheremo i dati riguardanti la fiducia nei ministri.

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Chiara Moroni al Clandestinoweb

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2011

Intervista a Chiara Moroni: chi lascia fli è in malafede. Le defezioni in Futuro e Libertà sembrano non intaccare i voti del partito. E’ quanto dicono i sondaggi in questi giorni. ma qual è il punto di vista di Fli? Ne abbiamo parlato con l’onorevole Chiara Moroni nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata in al Clandestinoweb. Onorevole Moroni, alla luce delle parole odierne di Fini (“Fli non muore), come commenta l’attuale situazione di Fli? “Fini ha solo ribadito un concetto espresso ormai tante volte. A Mirabello disse che “da questo progetto non si torna indietro”, a Bastia Umbra disse che Futuro e Libertà cominciava una esperienza innovativa, a Milano ha confermato che il progetto non è negli uomini, ma nelle idee e nei progetti che gli uomini riescono a realizzare”. Il sondaggista Mannheimer proprio oggi ha precisato che Fli perdedeputati ma non voti. Ritiene realistica questa affermazione? “I sondaggi sono utili per comprendere quali espressioni e considerazioni si stabilizzano negli elettori. Poi, come è ovvio chesia, durante la campagna elettorale possono modificarsi di molto. Diciamo che Fli naviga in ottime acque. Non è un problema di uomini, ma – lo ripeto – di idee e progetti. Chi se ne va non crede in queste idee e progetti o, come lo stesso Fini dice, è in malafede”. Quali pensa che siano in questo momento gli orizzonti e i limiti di Futuro e Liberta’? “Un partito come Futuro e Libertà non pu porsi limiti. Il nostro obiettivo non è abbattere Berlusconi o il berlusconismo. Noi siamo già oltre Berlusconi”.

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Ornella la più bella di ogni tempo

Posted by fidest press agency su sabato, 11 dicembre 2010

Ornella Muti sorprende ancora. Per il suo fan club capitanato da Rosario Porzio,il  miglior amico della diva: “Un ulteriore riconoscimento per un grande mito del cinema internazionale”. La Muti,  infatti, è  stata eletta la più  bella attrice (di film fantascientifici) di ogni tempo ed il riconoscimento è stato unanime. Prima i lettori Americani di ‘Cinema’,poi i lettori di ‘Den of Jeek’, rivista inglese, e poi  il pubblico dell’italianissimo Be!Magazine per un responso unico:’Ornella Muti,la più bella di tutte’. Grazie al suo bellissimo personaggio,la Principessa Aura,del film americano ‘Flash Gordon’,la Muti ha battuto,nei tre sondaggi internazionali, Monica Bellucci, Angelina Jolie, Charlize Theron, Megan Fox, Milla Jovovich e Jane Fonda,tra le altre. Un grande successo per una stella italiana amatissima in tutto il mondo.Ecco la top ten delle attrici più belle  di ogni tempo, protagoniste di un film fantascientifico, stilata da di Be! Magazine.

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Elezioni? Possibili scenari

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Editoriale. In questi giorni l’opinione pubblica è stata bombardata di messaggi in prevalenza tesi a scongiurare l’idea delle elezioni anticipate. La ragione è ovvia. I sondaggi d’opinione rilevano la forte contrarietà degli italiani a ritornare prematuramente alle urne e alla base di questo malumore si percepisce l’inutilità di tale ricorso tanto che potremmo anche considerare un forte astensionismo. C’è chi lo pensa al 50%. Dai soliti “bene informati” che notoriamente bivaccano nell’atrio del “palazzo” e cercano di catturare gli umori “dei servus servorum Dei” si coglie la voglia del “capo” di andare a votare facendo pagare per intero il prezzo di questa scelta impopolare ai “cattivi” di turno e, in primis, a Fini e alle stesse opposizioni. Il ragionamento è questo. Fini si sta ora organizzando e ci vorrà tempo per avere un partito capace di proporsi sul territorio in chiave elettorale. Il Pd è esitante. Bersani non convince. Le opposizioni interne si fanno sempre più agguerrite e pensano ad altre candidature. Gli altri da Casini a Di Pietro non sono un vero e proprio ostacolo, anzi con le elezioni potrebbero essere ridimensionati e “marginalizzati”. L’altro vantaggio è che si andrebbe a votare con l’attuale legge elettorale mentre più passa il tempo e maggiori sarebbero le pressioni per modificarla. La Lega, a sua volta, avendo in sospeso il Federalismo, diventa un’occasione in più per far quadrato e incrementare il proprio bacino elettorale. Se questi ragionamenti produrranno una risposta confacente ci troveremo ad un bivio cruciale il 14 dicembre prossimo allorchè si voterà la fiducia. Si ha l’impressione che diventi interesse di gran parte dei deputati far si che il governo superi questa tornata poiché le battaglie si possono vincere non tanto con uno scontro diretto quanto con la guerriglia. E se Berlusconi non soddisfatto rassegna le dimissioni chi gli garantirà che il Presidente della Repubblica non affidi l’incarico esplorativo, per ricercare un’altra opportunità con un leader diverso, sia pure in seno alla stessa maggioranza? In questo caso potrebbe essere lo stesso Fini. E allora? Non avendo la sfera di cristallo e la magia di Merlino e non trovandoci alla presenza dei cavalieri della Tavola rotonda diciamo dimessamente: ai posteri l’ardua sentenza. Noi abbiamo detto la nostra ora tocca a voi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Sondaggi: La Carfagna batte la Mussolini

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

Il “caso Carfagna” continua ad attirare l’attenzione degli italiani. Secondo l’ultimo sondaggio di Crespi Ricerche (effettuato il 22 novembre), l’86,7% degli intervistati ha seguito la vicenda delle dimissioni annunciate dal ministro delle Pari opportunità (contro il 13,3% che non ha dimostrato interesse). Tra chi ha seguito la vicenda, poi, c’e’ una netta maggioranza di italiani (il 74,3%) che “condivide le posizioni assunte dal ministro su cio’ che riguarda la Campania”. Anche nella disputa con Alessandra Mussolini, la maggioranza degli intervistati (64,8% contro 15,3%) si schiera con Mara Carfagna, con il 19,9% del campione che preferisce non prendere posizione. Schiacciante, infine, il consenso per il ministro nel “faccia a faccia” con il coordinatore del Pdl in Campania, Nicola Cosentino. Secondo il 76,3% dei cittadini, Silvio Berlusconi dovrebbe prendere “maggiormente in considerazione” la posizione del ministro, contro l’8,4% che preferirebbe Cosentino. Le ultime vicende sembrano aver rafforzato la fiducia degli italiani in Mara Carfagna: il 57,3% degli intervistati dichiara infatti di avere “molta” (22,4%) o “abbastanza” (34,9%) nel ministro; contro il 32,1% che ne ha “poca” (25,7%) o “nulla” (6,4%).

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Appello alle società di sondaggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

Lettera al direttore. Mi piacerebbe affidare ad una società di sondaggi l’incarico di rilevare quale percentuale di persone tra quelle che accorrono a curiosare ad Avetrana, fanno o farebbero pellegrinaggi, si recano o si recherebbero, ad esempio, al santuario di Padre Pio. Quante, tra quelle persone, sono solite guardare il primo canale della televisione, quante il secondo, quante il terzo, quante rete quattro, e via di seguito. Quante hanno seguito e seguono i programmi di approfondimento sull’assassinio della ragazza quindicenne. Quante di quelle persone votano per il centrodestra e quante per il centrosinistra. Quante di quelle persone stimano Nichi Vendola e quante stimano Berlusconi. Mi piacerebbe sapere quante di quelle persone leggono libri, e che genere di libri leggono. Tante cose ancora mi piacerebbe sapere sui curiosi che accorrono ad Avetrana. Alcune cose però le immagino. (Veronica Tussi)

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