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Sondaggio Eurobarometro: l’UE deve fare di più su terrorismo, disoccupazione e ambiente

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

Gli europei chiedono un maggiore intervento dell’UE su molti fronti, dal terrorismo, alla disoccupazione, all’ambiente. In Italia migliora la percezione dell’Europa.Più del 50% dei cittadini europei che hanno partecipato al sondaggio Eurobarometro ha dichiarato di volere un’Europa più attiva in settori che vanno dalla politica economica alle migrazioni all’uguaglianza di genere.La lotta contro il terrorismo, la lotta alla disoccupazione e la protezione dell’ambiente sono le tre aree in cui, in media, i tre quarti degli europei si aspettano un’Europa più presente.Fra gli italiani il sentimento è simile: rispetto a dodici temi su quindici sondati la considerazione nei confronti dell’UE negli ultimi due anni è migliorata.
Una chiara maggioranza degli europei vuole che gli stati membri agiscano insieme sulla scena internazionale. Sette intervistati su dieci pensano che gli stati membri debbano lavorare insieme per far fronte alla crescente influenza della Russia e della Cina (71%), all’instabilità nei paesi arabi (71%) e agli Stati Uniti con la presidenza Trump (68%).Non bisogna però perdere di vista i bisogni e gli interessi dei singoli paesi. Il 58% degli italiani ritiene, ad esempio, che gli interessi del proprio paese vadano presi in considerazione lavorando con gli altri stati membri.Il 43% degli intervistati italiani ha un giudizio positivo sulle iniziative di promozione della democrazia e della pace nel mondo, mentre il 40% ne ha un’opinione tendenzialmente negativa.Gli europei considerano che le azioni dell’UE sufficienti superano quelle insufficienti in diverse aree fra cui: l’uguaglianza di genere (46% contro 40%), la politica industriale (42% contro 31%) e la politica estera (41% contro 36%).La soddisfazione degli intervistati cresce anche in aree come terrorismo, immigrazione e disoccupazione.Le iniziative UE nella lotta al terrorismo sono considerate adeguate dal 32% degli intervistati, contro il 23% dell’aprile 2016. Per quanto riguarda l’immigrazione, il 26% pensa che l’UE faccia abbastanza, una percentuale in aumento di sette punti rispetto al 2016. Su sicurezza e protezione dei confini esterni gli italiani ritengono che l’azione dell’UE sia adeguata o buona con incrementi tra 8 e 10 punti percentuali rispetto al 2016.I risultati sono molto diversi da paese a paese. Se il 92% dei greci considera le azioni contro la disoccupazione inadeguate, è dello stesso parere solo il 27% dei cechi.I risultati sono stati annunciati il 18 settembre 2018 e provengono da una ricerca Eurobarometro effettuata da Kantar Public su un campione di 27.601 persone in aprile 2018 per il Parlamento europeo. Una prima relazione è stata pubblicata a maggio 2018.

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Sondaggio CFA Italy

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

Al sondaggio, svolto da CFA Italy in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor presso i suoi soci tra il 20 ed il 30 giugno 2018, hanno partecipato 49 intervistati. Il 56% degli operatori finanziari ritengono sostanzialmente stabile, rispetto al mese passato, la situazione attuale dell’economia Italiana, un dato in aumento del 18% rispetto ad inizio giugno. Dopo il significativo calo del “CFA Italy Radiocor Sentiment Index” nel mese scorso (a -32,7 punti), l’indice risale di circa 17 punti al valore di -15,8. Il dato di sintesi risale a seguito dell’aumento della percentuale di coloro che si attendono un miglioramento delle condizioni macro, pari al 21,1% ed in crescita di circa 9 punti rispetto ad inizio giugno. Coloro che si attendono un peggioramento, invece, sono pari al 36,8%, in diminuzione di 8 punti rispetto al mese passato.I partecipanti vedono una sostanziale stabilità per l’Area Euro e per l’economia USA. L’inflazione è vista in rialzo in tutte le regioni, in particolare negli Stati Uniti, sebbene la previsioni risulti in calo rispetto a giugno.Sui tassi di interesse, permangono aspettative di incremento sia a breve che a lungo termine, in linea con le prossime mosse di politica monetaria ampiamente annunciate dalle principali banche centrali, Fed e BCE, che procedono nella direzione di una normalizzazione delle proprie azioni dopo il lungo periodo di quantitative easing.Relativamente ai tassi di interesse, tuttavia, si segnala come le attese di incremento dei rendimenti sui titoli obbligazionari italiani presentino una percentuale maggiore rispetto ai benchmark di Area Euro, un’indicazione che registra le recenti tensioni sugli spread.Sui mercati azionari sono previsti rialzi dagli attuali livelli, mentre sulle valute permane l’attesa per un relativo apprezzamento del dollaro USA e dello Yen contro l’Euro mentre sul petrolio si bilanciano previsioni di aumento con quelle di ribassi dalle attuali quotazioni (29,7% entrambi).

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Sondaggio sulla situazione attuale dell’economia italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

industria-mecspe1E’ stato effettuato presso i suoi Soci tra il 18 ed il 31 dicembre 2017. Ha visto la partecipazione di 48 intervistati. Circa il 90% degli operatori finanziari ritengono positiva e stabile la situazione attuale dell’economia Italiana. In termini di aspettative sui prossimi sei mesi, la differenza tra coloro che risultano ottimisti sulle prospettive dell’economia italiana, rispetto ai pessimisti, è pari a 27,7, un valore che rappresenta il “CFA Italy Radiocor Sentiment Index” per il mese di gennaio 2018. Il dato di sintesi scende rispetto alla precedente rilevazione di 34,5, mantenendosi comunque su valori superiori alla prima metà del 2017.
I risultati del sondaggio relativo alla situazione macroeconomica attuale ed attesa italiana vanno letti nel quadro di una crescita globale che nel corso del 2017 ha sorpreso in positivo, manifestandosi più sostenuta e sincronizzata di quanto non fosse atteso da molti analisti, e le attese sull’Italia non hanno fatto eccezione seguendo la stessa tendenza. Infatti, se ad inizio 2017 gli “ottimisti” sulla crescita italiana nel sondaggio rappresentavano poco più del 20%, con un Sentiment Index che si attestava a valori inferiori al 10%, nel corso dell’anno la tendenza è stata per una progressiva revisione al rialzo, complici anche una stringa di dati positivi di sia dal lato della produzione che della domanda interna. Ad oggi, nonostante una inflessione nell’ultimo dato di dicembre, probabilmente dettata anche dall’effetto legato al recente annuncio dell’appuntamento elettorale di marzo, il Sentiment Index sembra comunque confermare l’attesa di una situazione economica in consolidamento che si inserisce in un contesto generalmente favorevole. Guardando nel dettaglio della survey, infatti, i partecipanti all’indagine sembrano avere attese molto positive nei confronti dell’economia europea in aggregato, se vogliamo anche migliori rispetto all’economia americana, benché nell’ultimo mese l’approvazione del Tax Cut and Jobs Act negli U.S.A. abbia probabilmente determinato un lieve upgrade delle previsioni di crescita americane, come si può evincere dal miglioramento del sondaggio su questa area. Sull’altro tema macroeconomico “caldo”, l’inflazione, i partecipanti sembrano prendere una posizione molto netta e condividere generalmente l’opinione che nei prossimi sei mesi, in primis negli Stati Uniti ma con notevole e rinforzata fiducia anche in Eurozona e in Italia, rivedremo l’inflazione risalire, verosimilmente diretta conseguenza delle attese di crescita che porteranno l’economia americana ed europea a crescere sopra potenziale per un altro anno in un contesto globale in cui l’output gap dovrebbe anch’esso approssimarsi a chiusura. Pressioni domestiche (crescita sopra potenziale), riduzione dell’overcapacity globale (global output gap in restringimento) e attese di petrolio in crescita sono verosimilmente il quadro che i partecipanti al sondaggio si attendono per giustificare queste attese di inflazione al rialzo.Coerentemente con questo contesto macroeconomico positivo, i partecipanti propongono view di tassi a tre mesi in salita, scontando da un lato una Federal Reserve che nel rispetto del proprio mandato, continuerà un tightening graduale e probabilmente una Banca Centrale Europea che progressivamente inizierà a mostrarsi meno dovish di quanto non sia attualmente prezzato. Un rialzo è inoltre scontato sulla parte a lunga della curva, verosimile riflesso delle citate condizioni economiche, attese di inflazione e variazione dei tassi a breve.In questo contesto, i partecipanti al sondaggio continuano a vedere un modesto apprezzamento del dollaro USA vs Euro, sebbene la percentuale sia in diminuzione, ed un deprezzamento più marcato dello Yen.Relativamente alle performance attese del mercato azionario, i partecipanti sembrano suggerire una preferenza relativa per il mercato italiano ed europeo rispetto a quello americano. Con riferimento invece alla redditività delle società italiane, nei prossimi sei mesi il re-rating delle aspettative di crescita, inflazione e politica monetaria hanno prodotto rispetto al mese passato una riallocazione delle preferenze per il settore petrolifero, con il maggiore incremento, seguito dal settore Assicurativo e poi Bancario. In discesa le attese di redditività del settore Automobilistico, delle Costruzioni e delle Comunicazioni.

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Sondaggio sull’operato della sindaca di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

raggi-ceQuasi il 70% degli italiani esprime un giudizio positivo sull’operato del sindaco di Roma Virginia Raggi e la sua giunta. Lo rivela un sondaggio per Agorà, mettendo in luce che a prevalere è la consapevolezza che per vedere i primi risultati, in una città che per 20 anni è stata spolpata dai partiti, serve tempo. Gli italiani dimostrano molta più saggezza dei tanti soloni che pretendono miracoli da una Giunta che si è insediata sulle macerie dei disastri di chi ha governato negli anni passati, e molta più onestà intellettuale di coloro che hanno distrutto Roma e ora vorrebbero che la Raggi, con una bacchetta magica, risolvesse i danni che loro stessi hanno provocato.Chi ieri ha distrutto Roma e oggi sta mandando in malora l’intero Paese tenta di usare gli attacchi a Virginia Raggi come arma di distrazione di massa per provare a distogliere l’attenzione degli italiani dalle loro responsabilità e dai loro fallimenti. Ma gli italiani ci vedono benissimo e il giochino non funziona. Non funziona con i cittadini e non funziona con il MoVimento 5 Stelle: il PD, che vorrebbe imporre al Paese la narrazione di ‘una Roma mal governata’, deve rendere conto dei dati e dei fatti di questi ultimi quattro anni in cui si sono susseguiti tre governi totalmente fallimentari.Vi rinfreschiamo la memoria? Immigrazione: quattro anni di nulla, se non un patto scellerato sottoscritto da Renzi con l’Unione europea per avere briciole di flessibilità con cui finanziare le sue mance elettorali – vedi il bluff del bonus da 80 euro – in cambio dell’impegno dell’Italia a far approdare nei propri porti tutti i migranti. Sanità: oltre 4 miliardi e mezzo di tagli, che portano a oltre 12milioni gli italiani che quest’anno hanno rinunciato a curarsi per mancanza di disponibilità economica. E poi il disastro del jobs act, quello della ‘buona scuola’, e chi più ne ha più ne metta.Da oggi in poi su Roma non accetteremo più lezioni da chi, responsabile del fallimento dell’Italia intera, sposta l’attenzione sulla Capitale per lavarsi la coscienza e nascondere le proprie colpe. (fonte: MoVimento 5 Stelle) (n.r. E non facciamoci illusioni. Se il Movimento andrà al governo del Paese faranno di tutto per metterlo in cattiva luce, per creargli difficoltà, per scatenare i corrotti e i corruttori, per fargli intorno terra bruciata. Ecco perché è necessario che fin dalle candidature si scelgano uomini e donne che sappiano avere la forza e la tenacia di reggere l’urto e di saper passare al contrattacco. Sarà un’occasione sofferta ma esaltante e affidati ad uomini e donne forti, determinati a non farsi sopraffare dagli ostacoli. E vinca il migliore.)

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6° sondaggio annuale realizzato da Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS) che analizza i rischi più temuti dalle aziende

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

allianzA livello globale le aziende temono sempre più l’imprevedibilità del contesto economico, laddove i mercati sono volatili (2°) e crescono i rischi politici come il protezionismo o il terrorismo. Altre preoccupazioni crescenti riguardano le nuove tecnologie e i rischi informatici (3°), ma anche le catastrofi naturali (4°). Tuttavia, a preoccupare maggiormente le aziende rimangono le perdite dovute a interruzione delle attività (1°). Sono questi i risultati dell’Allianz Risk Barometer, il 6° sondaggio annuale realizzato da Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS) che analizza i rischi aziendali a livello mondiale, ma anche per area, Paese, settore e dimensione di attività. Anche in Italia i principali rischi più temuti dalle aziende sono dovuti alle interruzioni di attività (36%) e ai cambiamenti nei mercati (30%), mentre, diversamente, al terzo posto rientrano le catastrofi naturali (25%). Con il 23% seguono, a pari merito, i rischi informatici e i timori dei cambiamenti nello scenario macro economico.
L’interruzione delle attività (Business interruption, BI) rimane il rischio principale per il quinto anno consecutivo (37% delle risposte a livello globale e 36% in Italia), soprattutto perché può provocare perdite di reddito significative, ma anche perché emergono nuove cause scatenanti, quali i danni immateriali o i rischi intangibili, come gli attacchi informatici e l’interruzione delle attività dovuta a instabilità politiche, scioperi o attacchi terroristici. Questa tendenza è guidata in parte dalla crescita dell’“Internet delle cose” (Internet of Things, IoT) e dalla sempre maggiore inter-connettività delle macchine, delle aziende e delle loro supply chain, che può facilmente moltiplicare le perdite in caso di incidente. Le aziende si trovano anche di fronte a potenziali perdite finanziarie derivanti dal continuo mutamento dello scenario politico (Brexit, Elezioni Usa, imminenti elezioni UE, etc.) che generano paure di un maggiore protezionismo e di un processo di anti-globalizzazione.
“Le aziende di tutto il mondo si stanno preparando ad un anno di incertezze”, afferma Chris Fischer Hirs, CEO di AGCS. “Sono preoccupate per i mutamenti imprevedibili nel panorama legale, geopolitico ed economico di tutto il mondo. Stanno emergendo nuovi rischi, oltre a quelli classici di incendio e di catastrofi naturali; per questo è necessario ripensare agli attuali strumenti di monitoraggio e gestione del rischio”.
Evoluzioni e volatilità del mercato (31% delle risposte a livello globale e 30% in Italia) è il secondo più importante rischio aziendale del 2017 e la preoccupazione principale nei settori dell’aviazione/difesa, dei servizi finanziari, del marittimo e dei trasporti, così come in tutta l’Africa e il Medio Oriente in generale. Per anticipare eventuali modifiche normative improvvise che potrebbero influire sui mercati, le aziende nel 2017 dovranno investire più risorse in un miglior monitoraggio della politica e della definizione delle politiche mondiali. Secondo Euler Hermes, assicuratore del credito commerciale e società del Gruppo Allianz, dal 2014 sono state introdotte a livello mondiale 600-700 nuove barriere commerciali all’anno.Nel contempo, la crescente dipendenza dalla tecnologia e dall’automazione trasforma e condiziona le aziende in tutti i settori industriali. Infatti, se è vero che la digitalizzazione assicura nuove opportunità alle imprese, è vero anche che essa trasforma la natura dei beni aziendali da fisica a sempre più immateriale, portando con sé nuovi rischi, primi fra tutti quelli informatici (30% delle risposte). A livello mondiale, le minacce informatiche si posizionano al 3° posto, mentre salgono al 2° nelle Americhe e in Europa, per diventare il rischio n°1 in Germania, Regno Unito e nei Paesi Bassi, mentre in Italia si posizionano al 4° posto, con il 23% delle risposte. Al tempo stesso, è il timore principale nel mondo per le aziende che operano nel campo della tecnologia informatica e delle comunicazioni, o in quello delle vendite/ingrosso.
La minaccia va molto oltre la pirateria informatica e la violazioni dei dati e della privacy, anche se le nuove normative sulla protezione dei dati accentueranno gli effetti negativi che queste possono avere sulle aziende. Resta ormai poco tempo perché le aziende si preparino all’attuazione, che avverrà in tutta Europa nel 2018, del nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati, e, anche se il costo dell’adattamento sarà alto, le sanzioni per inadempienza saranno ancora più costose. La crescente interconnessione e la sofisticatezza degli attacchi informatici non solo pone le aziende di fronte ad un enorme rischio diretto, ma le mette di fronte anche a quelli indiretti, per via dell’esposizione di infrastrutture sensibili come l’IT e le forniture di energia e acqua. Inoltre c’è anche la minaccia costituita dai guasti tecnici o dall’errore umano, che può provocare esposizioni diffuse e durature all’interruzione delle attività. Nell’ambito della produzione digitalizzata o dell’Industria 4.0, l’incapacità di presentare o interpretare correttamente i dati potrebbe provocare un’interruzione della produzione. Le aziende devono pensare ai dati come ad un bene, e a ciò che ne può impedire l’utilizzo. I risultati dimostrano inoltre che le piccole aziende talvolta sottovalutano il rischio informatico: in questa categoria (ricavi <€250 milioni), infatti, il rischio informatico è solo al 66° posto. Tuttavia, l’effetto di un incidente grave potrebbe essere molto più dannoso per questo tipo di aziende.Anche le catastrofi naturali (4° posto a livello mondiale) e i cambiamenti climatici/la crescente variabilità del meteo (rispettivamente il 24% e il 6% delle risposte), si trovano tra i primi rischi percepiti dalle aziende, soprattutto in Italia (3° posto con il 25% delle risposte) e in Asia dove si sono verificati molti terremoti (Italia centrale e zona di Kumamoto). Le catastrofi naturali sono la preoccupazione principale in Giappone e ad Hong Kong, come anche a livello mondiale tra le aziende di ingegneria/costruzioni e servizi/energia.“Le catastrofi naturali e il cambiamento climatico preoccupano i nostri clienti e le società in generale”, conferma Axel Theis, Membro del Consiglio Amministrativo di Allianz SE. “Riteniamo che il riscaldamento climatico superiore a 1,5 gradi Celsius possa intensificare in modo significativo i danni climatici come, ad esempio, le ondate di calore e l’innalzamento del livello del mare. Come assicuratori, è nostro compito sviluppare soluzioni per queste eventualità e creare una prevenzione e protezione per i nostri clienti e partner pubblici, avvalendosi anche della loro collaborazione”.
“I terremoti verificatisi nel centro Italia nel corso del 2016 hanno sicuramente aumentato la percezione del rischio, nonché riacceso le discussioni su come migliorare la prevenzione e finanziare meglio i rischi in modo da dipendere meno dagli aiuti del Governo, che sono sempre più difficili da ottenere in questo periodo di limitazioni di bilancio”, aggiunge Nicola Mancino, CEO di AGCS Italia.
Il 6° rapporto annuale Allianz Risk Barometer pubblicato da Allianz Global Corporate & Specialty SE si basa su un sondaggio condotto su 1.237 esperti di rischio di 55 Paesi. (foto: allianz)

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Risultato del Sondaggio sull’orientamento scolastico

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2015

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cSono poco più della metà i ragazzi dell’ultimo anno della scuola secondaria inferiore che hanno già deciso quale scuola superiore frequentare il prossimo anno. Ma, nonostante sia ormai partito il conto alla rovescia verso le iscrizioni, al via il 22 gennaio per chiudersi il 22 febbraio, sul fronte dell’orientamento c’è ancora molto da fare.
Secondo un sondaggio realizzato da Skuola.net, in collaborazione con Radio 24, su circa 2500 ragazzi di terza media, il 38 per cento degli studenti ha già fatto sia attività di orientamento che il questionario orientativo, il 28 per cento ha fatto almeno una delle due cose, ma a preoccupare è quel 35 per cento che non si è visto proporre dalla scuola nè l’uno nè l’altro. Fra chi ha fatto orientamento inoltre, il 65 per cento non ha avuto la possibilità di un colloquio personalizzato per capire quale potrebbe essere la scelta migliore.
Fra i ragazzi a cui la scuola ha offerto una qualche forma di orientamento, il 48 per cento si dice comunque molto soddisfatto, a fronte di un 13 per cento che invece si dichiara per niente soddisfatto.
Entrando più nel merito, si scopre che fra i ragazzi che hanno fatto orientamento, il 24 per cento ha visitato un’azienda e ha avuto la visita a scuola di qualcuno che lavora in azienda per conoscere più da vicino il mondo del lavoro. Il 7 per cento ha fatto soltanto la visita in azienda, il 17 per cento ha avuto a scuola la visita di qualcuno che lavora in azienda. A fronte di questo 48 per cento di ragazzi che ha avuto quindi un qualche contatto con il mondo dell’impresa, c’è però un 52 per cento che non si è visto offrire dalla scuola alcuna opportunità di questo genere.
Lo scollamento con il mondo del lavoro è ancora più evidente se si considera che il 40 per cento dei 13enni che hanno risposto al sondaggio non ha idea di quali siano le professioni più richieste sul mercato del lavoro. Solo un 17 per cento ha una vaga idea grazie alle informazioni ricevute in famiglia e un 18 per cento grazie alle informazioni ricevute a scuola.
Poi c’è il capitolo riguardante i vari indirizzi di studio. Il 70 per cento degli studenti che si è visto proporre un’attività di orientamento si dice convinto che la propria scuola ha illustrato in maniera completa i vari indirizzi di scuola superiore, sia per quanto riguarda i licei, che gli istituti tecnici e i professionali. Fra questi, il 67 per cento ha avuto la possibilità di ascoltare a scuola un esperto che ha illustrato in maniera specifica gli indirizzi e gli sbocchi degli istituti tecnici. Nonostante questo, il 33 per cento degli studenti resta convinto che gli istituti tecnici siano scuole adatte ai ragazzi meno bravi a scuola e che i migliori vadano al liceo, a conferma di un pregiudizio che è duro da sconfiggere, nonostante le tante sessioni di informazione realizzate nelle scuole da parte delle istituzioni e di Confindustria. Il 55 per cento invece è convinto che questo sia solo appunto un pregiudizio.

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Fibrosi Polmonare Idiopatica

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2015

Boehringer Ingelheim, Germania. I risultati di un nuovo sondaggio condotto su oltre 400 pneumologi in 10 Paesi indicano che, per l’88% degli interpellati, il ritardo della diagnosi comporta conseguenze negative per chi è colpito da fibrosi polmonare idiopatica (IPF), mentre il 79% dichiara che il ritardo nella diagnosi ritarda l’avvio della terapia capace di rallentare la progressione della malattia.La fibrosi polmonare idiopatica è una patologia polmonare progressiva che mette a rischio la vita di chi ne è colpito. Diagnosticarla non è facile, richiede una serie di esami specifici, e in media passano da uno a due anni dalla comparsa dei primi sintomi alla diagnosi. In circa la metà dei pazienti l’IPF non viene diagnosticata poiché i sintomi sono simili a quelli di altre patologie respiratorie quali broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), asma e insufficienza cardiaca congestizia. Eppure, oltre l’80% dei pazienti con IPF presenta crepitii polmonari caratteristici, che ricordano il suono prodotto dal velcro, individuabili all’auscultazione con lo stetoscopio.Nel sondaggio, il rallentamento della progressione della malattia è stato indicato come il maggior beneficio derivante dall’avvio della terapia alla diagnosi di IPF (81%) e la motivazione principale che guida gli pneumologi nella scelta della terapia farmacologica (78%). Al secondo posto tra le motivazioni che orientano la scelta terapeutica gli pneumologi interpellati hanno indicato il miglioramento della qualità di vita del paziente (63%).Oltre a rispondere in merito al loro approccio terapeutico, nel sondaggio è stato chiesto agli pneumologi di considerare l’IPF dal punto di vista del paziente, incluso l’impatto della malattia. Quando è stato chiesto loro di indicare ciò che è più importante che i pazienti sappiano in relazione all’IPF e al suo impatto, il 77% dei pneumologi interpellati ha risposto ‘sapere quali opzioni terapeutiche esistono per l’IPF’ e il 68% ‘sapere che l’IPF è imprevedibile e che le loro condizioni potrebbero cambiare improvvisamente in maniera inattesa’.Quando i medici pensano all’impatto dell’IPF top of mind sono: dispnea (54%), funzionalità polmonare (21%) e riacutizzazioni (13%).Al progredire dell’IPF, infatti, la funzionalità polmonare declina in maniera progressiva e irreversibile con conseguente aumento delle difficoltà respiratorie e riduzione della capacità dei polmoni di ossigenare in modo sufficiente gli organi vitali. Le riacutizzazioni, ossia il rapido peggioramento della funzionalità, respiratoria, rappresentano un rischio per tutti i pazienti con IPF e possono verificarsi in qualsiasi momento della malattia senza avvisaglie e senza che se ne conosca la causa. Le riacutizzazioni gravi influiscono sul decorso della malattia, portando spesso al decesso del paziente entro pochi mesi; per questa ragione sono un aspetto fondamentale tenuto in conto dai pneumologi nello stabilire la terapia per la gestione dei loro pazienti con IPF. “Da persona che ogni giorno è a contatto con chi soffre di fibrosi polmonare idiopatica è molto interessante vedere come i pneumologi considerino e diano priorità all’impatto della malattia sui loro pazienti e decidano in termini di terapia” ha commentato Dagmar Kauschka, Presidente dell’associazione pazienti tedesca Lungenfibrose e.V.. “Dedichiamo tempo ed energie ad aiutare i malati di fibrosi polmonare idiopatica e ad affrontare i loro problemi quotidiani come la dispnea e il rischio di riacutizzazioni. Tra gli obiettivi per cui ci battiamo c’è l’inserimento del supporto ai pazienti come componente della terapia. Ci rincuora vedere dai risultati del sondaggio che, quando pensano all’impatto dell’IPF, gli pneumologi riconoscono quelle che sono le preoccupazioni principali dei loro pazienti”.
La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è una patologia polmonare progressiva, cronica, gravemente invalidante. L’IPF colpisce 14-43 persone ogni 100.000 nel mondo, ed è caratterizzata da formazione progressiva di tessuto cicatriziale a livello polmonare – ovvero fibrosi – con conseguente perdita di funzionalità polmonare nel tempo. Con il passare del tempo, a mano a mano che il tessuto cicatriziale si accumula e ispessisce, i polmoni perdono la capacità di scambiare ossigeno e di metterlo in circolo e e di conseguenza di ossigenare in modo sufficiente gli organi vitali. Di conseguenza, chi è colpito da IPF ha dispnea, tosse secca e spesso difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane. Le riacutizzazioni gravi – ovvero il rapido peggioramento dei sintomi della malattia nell’arco di giorni o settimane – si possono verificare in qualsiasi momento del decorso, persino ai suoi esordi, e rappresentano un rischio per tutti i pazienti con IPF.

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Cyberbullismo, Age lancia in Italia l’app Deletecyberbullying

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2015

CyberbullismoRealizzata dalla Coface, la Confederazione delle organizzazioni familiari nell’Unione europea a cui l’Associazione italiana genitori (Age) aderisce, con il sostegno finanziario del programma europeo Daphne, l’applicazione per tablet e smartphone Android è gratuita e può essere scaricata direttamente sul su Google Play https://play.google.com/store/apps/details?id=com.daphne.deletecyberbullying e nei prossimi giorni anche sul sito dell’Age http://www.age.it. Presto l’applicazione sarà disponibile anche per iOS. Un quiz interattivo verifica la conoscenza che ragazzi, genitori e insegnanti hanno del cyberbullismo e di internet, rispondendo in questo modo alle loro domande sul fenomeno, con la possibilità di condividere il proprio punteggio su Facebook. L’applicazione, inoltre, consente agli adolescenti un quiz di auto-diagnosi di che reindirizza le vittime di cyberbullismo alla helpline di assistenza, dove possono contattare direttamente esperti per una consulenza specifica. Infine, un pulsante visualizza in tempo reale le informazioni necessarie per accedere per accedere all’assistenza diretta.La app “Deletecyberbullying” include anche un video in inglese di sensibilizzazione sul cyberbullismo, consultabile anche su YouTube in 12 diverse lingue. Un sondaggio che aiuta i docenti a comprendere meglio le loro aspettative e la loro esperienza con episodi atti di cyberbullismo, mentre un manuale dell’insegnante fornisce loro materiale didattico per lezioni sul fenomeno. Una sezione dedicata alle informazioni sul progetto e sull’applicazione.“Secondo su sondaggio condotto da BeatBullying per la campagna Deletecyberbullying su oltre 2.000 ragazzi e adulti in tutta Europa – spiega Fabrizio Azzolini, presidente dell’Age – 1 bambino europeo su 5 è vittima di bullismo.Di questi più della metà, il 55%, cade in depressione, oltre un terzo (35%) dichiara di aver danneggiato se stesso, il 35%, o di aver pensato al suicidio, il 38%. E, come genitori, ci preoccupa anche il dato sul 34% degli adulti che ritiene il bullismo ‘una parte normale della crescita’ e sul 16%, un adulto su 6, che dichiara che la maggior parte delle persone del loro Paese lo considera ‘formazione del carattere’. Il quadro non è più rassicurante se si analizza la specifica situazione italiana. Per questo motivo l’Age ha deciso di lanciare in Italia la app Cyberbullying, impegnandosi in prima persona nella sua traduzione italiana grazie alla responsabile dell’Ufficio Europa dell’associazione Sabina Greco, delega dell’Age alla Coface. L’applicazione, inoltre, è parte di un progetto più ampio su bullismo e cyberbullismo rivolto soprattutto ai genitori dei ragazzi in età scolare che l’Age sta mettendo a punto secondo le indicazioni fornite dalle nuove linee guida contro bullismo e cyberbullismo del Ministero dell’istruzione”.L’applicazione, oltre che in Italia, è disponibile in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda, Croazia, Ungheria, Bulgaria, Spagna, Grecia, Cipro, Lussemburgo, Danimarca, Finlandia, Islanda, Germania e Svezia nelle lingue di questi Paesi.

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FondItalia. Un sondaggio fra le Pmi italiane per comprendere il ruolo della formazione continua e dell aggiornamento professionale

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2013

I risultati saranno presentati al II Evento Nazionale FondItalia il 16 ottobre e all Expotraining di Milano il 17-18 ottobre Quanto la formazione continua può influire sul fatturato dell azienda? La formazione continua e l aggiornamento professionale possono giocare un ruolo determinante per la ripresa economica delle imprese italiane? Sono queste alcune delle domande del sondaggio su La formazione continua nelle imprese realizzato da FondItalia, Fondo Paritetico per la Formazione Continua. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Expotraining, la fiera nazionale della formazione, e seguito dai media partner: L Impresa – Sole 24 Ore – Rivista Italiana di Management. Il mensile si rivolge ai professionisti del management e raccoglie le firme più importanti a livello nazionale e internazionale per aggiornare sulle tendenze in tema di gestione d’impresa; BtB Oresette http://www.btboresette.com, quotidiano online per il business delle piccole e media impresa e Quotidiano Impresa, testata digitale sul mondo imprenditoriale, http://www.quotidianoimpresa.it.Il sondaggio, realizzato con metodo cawi – (computer-assisted web interviewing), intende fornire informazioni aggiornate in merito al reale rapporto tra imprese e formazione continua dei lavoratori, dai punti di forza alle aree di miglioramento, secondo l opinione di imprenditori, lavoratori, stakeholder di settore.L ultimo rapporto Unioncamere sulla crisi italiana mostra un quadro poco confortevole: trentacinque fallimenti al giorno. Ogni due ore in Italia muoiono 3 imprese: 5.334 nei primi cinque mesi dell anno, duecentottantaquattro in più (+5,6%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Di fronte a questi dati negativi è necessario sostenere le imprese e creare lavoro, favorire l’aggiornamento e la crescita professionale. La formazione continua nelle imprese, in questo senso, può giocare un ruolo determinante per la ripresa economica del nostro Paese.FondItalia, soprattutto grazie alla politica promossa da Ugl e FederTerziario, le Parti Sociali che hanno costituito il Fondo, ha avviato un intensa attività di ascolto e animazione della domanda di formazione nei confronti delle imprese – ha dichiarato Francesco Franco, Presidente di FondItalia. Tale azione ha consentito di ideare ed utilizzare canali e modalità di finanziamento capaci di facilitare al massimo l utilizzo del Fondo quale strumento principe per la formazione e l aggiornamento dei lavoratori nelle imprese . La formazione arricchisce l impresa ed il lavoratore e tutela la sopravvivenza e lo sviluppo di entrambi nel mercato del lavoro – sostiene al riguardo Egidio Sangue, vice presidente FondItalia e rappresentante della parte sindacale. Pertanto, la missione dei Fondi e’ quella di favorire la realizzazione della formazione, semplificando al massimo le procedure di accesso ai finanziamenti. I dati provenienti dal sistema permanente di monitoraggio delle attività finanziate dai Fondi Paritetici Interprofessionali confermano l insufficienza dei livelli di investimento e partecipazione alla formazione continua – spiega Carlo Barberis Presidente ExpoTraining – ciò è dovuto ad un diffuso disinteresse del sistema produttivo italiano nel promuovere lo sviluppo delle competenze dei propri dipendenti accrescendo la distanza tra mondo della formazione e mondo della produzione. Proprio perché dall attuale scenario congiunturale non si intravvede una luce che rappresenti la fine del tunnel, la formazione deve accendere un faro che sappia indirizzare, attraverso l uso di piani, programmi le cui ricadute impattino significativamente sui giovani, sui lavoratori e sulle imprese. Lasciando le cose così come stanno, vale a dire non innervando nel tessuto produttivo le prassi della formazione, non solo riduciamo la loro competitività del Sistema Paese, ma creiamo un danno sociale.Infatti, chi non rinnova fallisce, chi non si aggiorna è ai margini del mercato del lavoro e le conseguenze in termini di ammortizzatori sociali e indennità di disoccupazione ricadono sulla collettività, penalizzano oltremodo il sistema produttivo ed i giovani poiché questi ultimi si troveranno inadeguati nel ricercare ed inserirsi in nuove occupazioni. Pertanto, dobbiamo parlare di costo sociale della non formazione. Per tale ragione abbiamo accolto l invito di partecipare a questainteressante iniziativa di ricerca.
I risultati del sondaggio saranno illustrati in occasione del II Evento Nazionale FondItalia , che si terrà a Milano il 16 ottobre, oltre ad essere presentati all Expotraining 2013 il 17 e 18 ottobre.
Il link al sondaggio è: https://www.surveymonkey.com/s/QVTKQ5X Il sondaggio resterà online due mesi, dal 19 Luglio al 16 settembre i dati verranno resi noti alla stampa pochi giorni dopo la sua conclusione.

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Dieta in coppia è meglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

La dieta, si sa, è un percorso impegnativo che la maggior parte degli italiani teme e rimanda il più a lungo possibile. Ma, se la fatica di perdere qualche chilo è condivisa con il proprio compagno, mettersi a dieta diventa più semplice: avere un obiettivo comune, infatti, rende più forti e aiuta ad accettare con il sorriso sulle labbra qualche piccola rinuncia a tavola.La pensa così oltre un terzo (38,2%) degli utenti che hanno risposto al sondaggio del sito http://www.melarossa.it: dimagrire è più facile se lo si fa in due perché il pensiero di non essere da soli a lottare contro la pancetta fa crescere entusiasmo e motivazione. Insomma, l’unione fa la forza, anche a dieta!
E non solo perché si condivide un obiettivo, ma anche perché affrontare insieme i sacrifici allontana il rischio di sentirsi diversi o incompresi dal proprio compagno, fattori importantissimi per mantenere salda la propria motivazione: “non c’è niente di peggio che mangiare un’insalata mentre il tuo compagno divora lasagne e bistecca!”, dichiara il 18,8% degli utenti di Melarossa, riconoscendo che è più facile cambiare le proprie abitudini alimentari se chi ci vive accanto si impegna a fare lo stesso, anziché criticarci perché al ristorante ordiniamo solo verdure grigliate (come sottolinea il 2,7% degli utenti).
Il supporto del proprio compagno, insomma, sembra essere una delle chiavi del successo della dieta di coppia, soprattutto quando la tentazione bussa alla nostra porta e la presenza di qualcuno che ci richiami all’ordine diventa fondamentale: per il 10,2% degli utenti, avere un compagno che li aiuti a non lasciarsi andare e ad essere meno incostanti è un antidoto essenziale agli sgarri, sempre in agguato quando si cerca di dimagrire. E se proprio non si riesce a motivarsi l’uno l’altro e si sgarra entrambi, essere in due è un modo per sentirsi meno in colpa perché si è scivolati sul tanto amato tiramisù (3,2% delle risposte). Come dire, mal comune, mezzo gaudio, anche a dieta.
Bellissimo anche festeggiare insieme i chili persi (8,6%), dividersi i compiti (“lui fa la spesa e i cucino”, ha risposto l’1,1% dei votanti), prendersi in giro su chi dimagrisce meno (1,1% delle risposte), una strategia per allentare la tensione e scherzare insieme sui capricci della bilancia, consapevoli che la dieta è fatta di alti e bassi e che, se una settimana il peso non scende, non bisogna farne un dramma .
Ma c’è anche il rovescio della medaglia: l’unione che non fa la forza ma, al contrario, indebolisce. Perché il nostro compagno è un golosone e finisce sempre per farci sgarrare mandando in fumo tutti i nostri sforzi per dimagrire (14,4% degli utenti), oppure perché è così rigido e pignolo che stare a dieta con lui risulta più stressante che rinunciare al proprio dolce preferito! (2,2%). Tuttavia, sono in pochi a pensarla così: secondo la maggioranza degli utenti (oltre l’80%) che hanno risposto al sondaggio di Melarossa, la dieta di coppia rafforza, motiva, alleggerisce il peso della battaglia contro i chili di troppo perché a lottare si è in due e, insieme, è più facile sopportare i sacrifici e più bello gioire dei traguardi raggiunti.
Le statistiche aggiornate del sondaggio (si può ancora votare on line) sono consultabili sul sito http://www.melarossa.it, realizzato con la supervisione scientifica della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione. Il sito, completamente gratuito, è in grado di elaborare diete con un data base di 435 diverse diete settimanali, per un totale di 3045 menù giornalieri, sulla base delle indicazioni fornite dai LARN (Livelli di assunzione Raccomandata di Energia e Nutrienti per la Popolazione Italiana, prodotto dall’Istituto Nazionale di Ricerca su Alimenti e Nutrizione, in collaborazione con la Società di Nutrizione Umana), dando quindi anche una adeguata rilevanza alla qualità degli acidi grassi (limitando l’apporto di acidi grassi saturi) e del rapporto tra proteine animali e vegetali.

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Presidente della Repubblica: Un sondaggio del “Messaggero”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2012

Italiano: Foto con Romano Prodi e Silvio Berlu...

Italiano: Foto con Romano Prodi e Silvio Berlusconi, imitati rispettivamente da Corrado e Sabina Guzzanti. Nel mezzo dei due, Serena Dandini (Photo credit: Wikipedia)

Chi vorreste per presidente della Repubblica dopo Napolitano?
Berlusconi 10,0 %
Bindi 6,1 %
Bonino 10,7 %
Casini 1,5 %
Letta 4,0 %
Monti 13,9 %
Prodi 15,0 %
Nessuno di questi 36,7 %
Quello che viene mostrato è un sondaggio informale del Messaggero, copiato alle h.- 11,30 che precisa:
“le rilevazioni online del Messaggero non hanno un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l’unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.”
Ed è proprio quello di esprimere la propria opinione che preoccupa e dimostra l’inconsistenza di ciò che ancora pensa l’elettorato italiano. I dati preoccupanti sono due: il 36% che non opera una indicazione e il 10% che indica in Berlusconi il più gradito dei candidati a succedere a Napolitano.
E’ ormai da settimane che pavento una tale nefasta ipotesi; tutto l’attuale comportamento del cavaliere lo lascia pensare: sparito dalla circolazione non interviene nel dibattito sulle riforme, delegando Al Fano a fare il segretario del PdL come se lo fosse sul serio. Ogni tanto fa sentire un suo bisbiglio, ma solo per approvare le decisioni del governo Monti e partecipare, secondo le sue mire, al consenso che Monti ottiene.
Dietro le quinte non si muove foglia nel PdL che Silvio non voglia e lo si vede dai provvedimenti che via via vengono adottati; provvedimenti penalizzanti sempre le medesime vittime del capitalismo liberista, mentre un timore deferente impedisce di realizzare la tanto dichiarata equità attraverso una rigorosa patrimoniale, con il bando d’asta per le frequenze TV, con le nomine RAI, con la riforma della legge elettorale, con il rispetto rinnovato alla magistratura.
L’operazione di Berlusconi può essere ridefinita come una riverniciatura della carrozzeria di una vecchia auto, che si vorrebbe esibire al pubblico consenso per un’adozione estemporanea; nascondendo però che i freni (specialmente quelli inibitori) sono andati, il motore è fuso, gli ammortizzatori (specialmente quelli sociali) mai funzionanti; nulla è rimasto di quell’auto (ben fornita solo di predellini da dove arringare la claque convenuta) che ha illuso gli italiani promettendo monti (ce ne consegnò addirittura 3, ma per fortuna adesso ne abbiamo uno solo, ma anche lui non soddisfa le reali esigenze della nazione, che non vede provvedimenti di sviluppo, crescita ed equilibrio sociale) e mari.
Nel sondaggio emerge Prodi con il 15% dei consensi, seguito da Monti con il 13,9% e Bonino al 10,7; quindi quel 10% a Berlusconi che genera ansia, fastidio, perché frutto della nuova recita a soggetto che è stata imposta al cavaliere dai suoi esperti di immagine, che lo hanno convinto a non esibirsi in pubblico perché perderebbe ulteriormente la faccia, e non vincerebbe mai le elezioni che rappresenterebbero il solo viatico per imporsi al Quirinale.
Ne vien fuori la logica deduzione che ogni voto espresso per il PdL o partiti associati diventa una spinta che si offre al cavaliere per soddisfare le sue esigenze di impunità penale. (Rosario Amico Roxas)

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Primavera: tempo di pulizie

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2012

L’inizio della primavera rappresenta tradizionalmente il momento ideale per sbarazzarsi del vecchio – che si tratti di una relazione amorosa giunta al capolinea, di vestiti che non ci stanno più bene come una volta o regali che non abbiamo mai utilizzato – e ripulire il nostro ambiente. Questo vale per l’82% del campione che ha risposto al sondaggio online condotto dal sito di annunci Vivastreet.it sul rito delle pulizie di primavera, dichiarando di avere in casa oggetti che non gradisce o non utilizza più. Ma cosa nascondono i ripostigli degli italiani? Nella maggior parte dei casi si tratta di oggettistica di vario tipo (43%), seguita da capi d’abbigliamento e accessori (32%). Se nelle case italiane ed inglesi questi oggetti sono in genere stipati dentro un ripostiglio o una cantina (50%), e nei casi peggiori invadono un po’ tutta la casa (34%), in quelle francesi non è concesso alle cianfrusaglie uno spazio superiore a quello di un armadio (52%). Probabilmente, ciò è dovuto alla consolidata abitudine dei francesi a disfarsi degli oggetti indesiderati vendendoli online (66%). Diversa la propensione degli inglesi, che preferiscono donare questi oggetti in beneficenza (34%), oppure conservarli – nel 62% dei casi – considerando che questi potranno sempre tornare utili in un futuro più o meno prossimo.

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Sondaggio Iata su Gulf Air

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 febbraio 2012

Manama (Bahrein) Nonostante un 2011 difficile, grazie al miglioramento del servizio e delle prestazioni Gulf Air, il vettore nazionale del Regno del Bahrein, ha ottenuto risultati molto positivi in un sondaggio indipendente fra i passeggeri condotto dall’Associazione internazionale per il trasporto aereo (IATA), l’organizzazione a capo dell’industria aerea mondiale. Il sondaggio, condotto nell’arco di sei mesi (dall’aprile al settembre 2011), ha evidenziato che il grado di soddisfazione generale dei clienti sui vari servizi offerti dalla compagnia aerea è stato in media del 3,84 contro il 3,76 del 2010, su una scala da 1 a 5. La soddisfazione generale dei clienti Falcon Gold ha toccato una media del 4, mentre quella dei passeggeri in classe Economica è stata del 3,8.La valutazione per l’equipaggio di cabina di Gulf Air è rimasta alta con una media del 4,16, evidenziando ancora una volta il servizio professionale del personale di bordo, votato come eccellente nel sondaggio condotto da IATA nel 2010.Il sondaggio rivela anche che la maggioranza dei clienti ha scelto di volare con Gulf Air per una convenienza di orari: più del 52% dei passeggeri della classe Falcon Gold e più del 46% dei passeggeri in classe Economica ha infatti scelto questa opzione. La seconda ragione che ha spinto i passeggeri a scegliere di volare con Gulf Air è stata la “tariffa più bassa”, seguita dal “rapporto qualità- prezzo.” I membri Falcon Gold di Gulf Air che viaggiano frequentemente hanno anche votato gli “orari più convenienti” come motivo principale per aver scelto di volare con Gulf Air, seguito da “voli non-stop” e “tariffe più basse” come motivi secondari.Il sondaggio ha anche mostrato che più del 63% dei clienti ha valutato eccellente o molto buono il servizio di assistenza clienti Gulf Air in tutto il mondo e il 69% ha valutato il servizio di check-in online eccellente o molto buono. Un altro importante risultato del sondaggio mostra valutazioni sistematicamente più alte date dai passeggeri per i jet regionali Gulf Air in merito a comfort in cabina, equipaggio, convenienza, cibo e bevande e una soddisfazione generale rispetto ai velivoli a fusoliera larga o stretta della compagnia.In merito a pulizia della cabina, servizio e disponibilità dell’equipaggio di bordo, cibo e bevande e intrattenimento a bordo, il sondaggio è migliorato significativamente nel 2011 rispetto al 2010, ottenendo il miglior risultato in “intrattenimento a bordo” con un incremento dal 2,9 al 3,14. Questo risultato riflette l’introduzione da parte della compagnia dei lettori media portatili all’avanguaria per i passeggeri premium e i miglioramenti che il vettore ha apportato nell’intrattenimento di bordo. La compagnia aerea ha lanciato di recente il servizio ‘Sky Hub’, offrendo per prima al mondo contenuti televisivi in tempo reale, connessione internet a banda larga e servizi per la telefonia mobile a bordo che ha gradualmente introdotto in tutta la flotta.Il CEO di Gulf Air, Samer Majali, commentando i risultati del sondaggio, ha affermato: “I clienti sono diventati più esigenti e le loro preferenze di viaggio si modificano costantemente in sintonia con i cambiamenti sul lavoro, le relazioni e lo stile di vita.” Proseguendo, ha spiegato che “È doveroso, pertanto, continuare a valutare attivamente e periodicamente la qualità del servizio e dei prodotti che offriamo in ogni momento del vaiggio del cliente. Le opinioni dei nostri passeggeri ci forniscono informazioni preziose, permettendoci di individuare le aree dove eccelliamo e quelle in cui, invece, dobbiamo migliorare. Un indice di gradimento ci è stato dato dal punteggio elevato ottenuto dai jet regionali indicandoci la strategia da seguire per introdurre questi velivoli nella nostra flotta.”“I risultati del sondaggio mostrano chiaramente che siamo orientati alla clientela. Continueremo a lavorare per migliorare ogni punto di contatto con i nostri clienti fin dalla prima interazione con Gulf Air, sia che si tratti del Centro assistenza clienti, del sito http://www.gulfair.com, l’aeroporto, l’imbarco, i servizi a bordo o il ritiro bagagli,” ha concluso.

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Sondaggio su Alemanno

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2012

Il sindaco di Roma, Alemanno

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“Il sondaggio realizzato per “Il Sole 24 Ore” esprime con chiarezza il rinnovato consenso da parte dei cittadini per l’operato del sindaco Alemanno che oggi registra un incremento del gradimento del 4%. Si tratta di un riconoscimento complessivo al lavoro dell’amministrazione di Roma Capitale, impegnata in un’attività intensa e su più fronti. Un risultato che è sotto gli occhi di tutti e smentisce inequivocabilmente i soliti professionisti della polemica a tutti i costi. Significativo è registrare sondaggi in crescita costante. Positivissima per il sindaco Alemanno e la sua Giunta questa indagine pubblicata da “Il Sole 24 ore” che arriva a distanza di pochi giorni dallo studio, effettuato dall’Università la Sapienza Italia Oggi, che analizzava la qualità della vita a Roma, evidenziando un aumento di gradimento nel settore culturale.” E’ quanto sostiene l’assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico, Dino Gasperini.

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Le Pmi britanniche sono ottimiste

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

English: The Arc - ng2 The first of the "...

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Secondo un sondaggio condotto da Experian, il 70% delle piccole e medie imprese (PMI, da 10 a 250 addetti) britanniche si aspetta un buon 2012, e quasi un quinto di esse prevede nuove assunzioni di personale.Il sondaggio è stato condotto in Gran Bretagna su un campione di 133 PMI dei principali settori, a novembre, e ha anche indicato che:
· la spinta è attesa essenzialmente dal mercato interno (da circa la metà di tutti gli interpellati e dal 68% delle aziende dichiaratesi ottimiste), e solo in parte dai mercati esteri;
· il 10% delle PMI prevede di accrescere gli investimenti nel marketing;
· ben tre quarti delle PMI interpellate non accusa problemi di liquidità, avendo accantonato riserve in precedenza e, comunque, non soffrendo di sostanziali restrizioni creditizie e non prevedendone a breve;
· l’accesso al credito sarà comunque caratterizzato dalla preferenza per le forme più flessibili, a partire dallo scoperto di conto corrente autorizzato.
Per gli analisti di Experian si tratta di indicazioni limitate al Regno Unito e da accogliere con prudenza, come sempre deve avvenire con aspetti che risentono delle continue evoluzioni del quadro macroeconomico, ma che comunque danno conto di un certo ottimismo. E infatti, sempre secondo Experian, le banche britanniche guardano con sempre maggiore interesse al segmento delle PMI; e anche ai servizi informativi e sistemi per decidere gli affidamenti e migliorare la gestione di tanti crediti di minore importo.
Experian (Experian Plc) è leader mondiale nei servizi informativi per la prevenzione dei rischi di credito e di frode, il marketing e la protezione dei dati di aziende e consumatori. E’ quotata alla Borsa di Londra (EXPN), ove concorre all’indice FTSE-100, espresso dai 100 titoli azionari più importanti. Ha sede a Dublino (Irlanda) e le principali direzioni operative sono a Costa Mesa (California, USA) , Nottingham (GB) e San Paolo (Brasile). Conta circa 15.000 addetti in 41 paesi per una clientela estesa a più di 80 paesi, con un fatturato annuo che supera i 4,2 miliardi di dollari. In Italia, opera dal 1995; ha sede a Roma, e filiali a Milano e Pontedera (PI).

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Sondaggio: fiducia al premier

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2011

Prof. Mario_Monti

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Secondo i dati diffusi dall’istituto Crespi Ricerche, diretto da Luigi Crespi, la fiducia degli Italiani nel Premier Mario Monti è al 56%. Le preferenze per il Governo sono al 60%. Alla domanda “Lei crede che mario Monti, con il suo Governo, sia la persona giusta per risolvere la crisi del nostro Paese” ha risposto in modo affermativo il 54,2% degli intervistati, un calo rispetto al 58,4% del 2 dicembre e all’86,8% del 18 novembre. Per quanto riguarda i ministri, ad occupare il podio delle preferenze sono tre donne: Elsa Fornero al 56%, Anna Maria Cancellieri al 56% e Paola Severino al 50%.

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Intenzioni di voto degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

L’Istituto Demoscopico Crespi Ricerche ha reso pubblico un sondaggio realizzato nel mese di giugno per Clandestinoweb.com per quanto riguarda le intenzioni di voto degli italiani.Il centrosinistra riporta 5,6 punti di vantaggio sul centrodestra. Dal sondaggio risulta che se si andasse al voto domani il Pdl otterrebbe il 26,5%, registrando un calo dello 0,5% rispetto alla scorsa rilevazione. In discesa anche la Lega, che si ferma al 9% registrando un -1%, mentre La Destra risulta stabile all’1,7%. Forza del Sud di Micciche’ si piazza al 2,2%, crescendo dello 0,1%, mentre restano stabili il Pid di Romano (0,2%), l’Adc di Pionati (0,2%) e l’Udeur di Mastella (0,2%). Per quanto riguarda invece il Polo della Nazione, l’Udc cresce dello 0,5% attestandosi al 7%, mentre risulta in discesa Futuro e Liberta’, che registra un -0,4% portandosi al 3,5%. Stabili l’Api di Rutelli all’1% e l’Mpa di Lombardo allo 0,8%, per un totale dell’area del Polo della Nazione che ammonta al 12,3%. In area centrosinistra si nota una crescita del Pd, che dal 26% si porta 26,8%, cosi’ come in aumento sono anche l’Italia dei Valori (6%, ovvero +0,7%) e Rc+Pdci (1,6%, cioe’ +0,1%). Scende il Sel di Vendola, che dall’8% si porta al 7%, mentre risultano stabili i Verdi al 2% e i Socialisti di Nencini all’1%. In crescita la Lista Pannella-Bonino, cha dall’1% si porta all’1,2%. L’area di centrosinistra registra quindi il 45,6% delle preferenze degli italiani.Il Movimento Cinque Stelle scende dello 0,4% e si porta al 2,1%, mentre gli indecisi sono il 35% degli intervistati.

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I prezzi che cambiano la dieta

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2011

L’aumento dei prezzi del cibo sta cambiando le abitudini alimentari in tutto il mondo. Lo rivela una nuova ricerca diffusa oggi da Oxfam come parte della nuova campagna “Coltiva. Il cibo. La vita. Il pianeta”. Il sondaggio di opinione è stato condotto su oltre 16mila persone in 17 paesi, tra i quali Australia, Brasile, Filippine, Germania, Ghana, Guatemala, India, Kenya, Messico, Olanda, Pakistan, Regno Unito, Russia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica e Tanzania. Oltre la metà delle persone nella maggioranza dei paesi – equivalenti al 54% del totale degli intervistati – dichiara di aver cambiato la dieta rispetto a due anni fa, quando l’attuale crisi alimentare non era ancora cominciata. Il 39% di quanti hanno cambiato abitudini alimentari punta il dito contro l’aumento dei prezzi del cibo, mentre il 33% cita ragioni di salute.
In Kenya, per esempio, ben il 76% degli intervistati dice di aver cambiato dieta e il 79% di questi lo ha fatto a causa del prezzo del cibo. Nel Regno Unito, il 46% delle persone dichiara di aver cambiato dieta e il 41% lo ha fatto a causa dei prezzi crescenti. Nel resto dei paesi il sondaggio ha dato risultati simili. Per la maggioranza degli intervistati (66%) il costo è di gran lunga la preoccupazione maggiore associata al cibo, mentre per il 43% la salubrità e il valore nutrizionale degli alimenti sono fattori chiave. Nei paesi più poveri, come Kenya e Tanzania, il 57% delle persone menziona la disponibilità del cibo come una delle maggiori preoccupazioni.
La crisi globale dei prezzi alimentari sarà al centro delle discussioni del G20 dei ministri dell’Agricoltura in programma in Francia la settimana prossima. “I leader mondiali – specialmente quelli dei paesi che fanno parte del G20 – devono agire ora per rifondare questo sistema alimentare al collasso, regolando i mercati delle materie prime e facendo marcia indietro sui biocarburanti per tenere sotto controllo i prezzi”, dichiara Francesco Petrelli, presidente di Oxfam Italia. “L’Italia, uno dei paesi più rilevanti nel sistema alimentare globale, conosciuto per l’eccellenza dei suoi prodotti, ha la responsabilità di dare il suo contributo attivo. Il nostro paese, sede delle agenzie internazionali specializzate in cibo e agricoltura, ha un ruolo cruciale nel favorire gli investimenti sui piccoli agricoltori dei paesi in via di sviluppo e aiutarli ad adattarsi ai cambiamenti climatici”.
Il sondaggio, condotto dalla società di ricerca internazionale GlobScan, rivela anche come pizza e pasta, simboli della cucina italiana, siano in cima alla lista dei cibi preferiti in molti paesi. Un effetto della globalizzazione. Solo in Africa i pasti tradizionali a base di mais e altri prodotti locali restano i più diffusi.
Un totale di 16.421 persone in 17 paesi è stato intervistato online, per telefono o di persona dal 6 aprile al 6 maggio 2011. Il sondaggio è stato condotto per Oxfam dall’istituto di ricerca internazionale GlobScan. Nella maggioranza dei paesi la ricerca è stata condotta online. Un numero minore di persone è stato intervistato via telefono o con interviste faccia a faccia. I campioni online sono stati strutturati per essere rappresentativi della popolazione online del paese interessato; in alcuni paesi il profilo della popolazione online non coincide con quello della popolazione nazionale a causa dei bassi livelli di connettività. Il margine di errore rispetto alla reale incidenza sulle popolazioni dei paesi coinvolti nella ricerca oscilla tra il 2,1 e il 4,4 % (a seconda del paese) 19 volte su 20 per ogni paese.

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Donne lettrici accanite

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

Al Lingotto di Torino, da oggi sino al 16 maggio 2011, l’appuntamento si rinnova con il Salone Internazionale del Libro: giunto, ormai, alla sua ventiquattresima edizione. Tanti gli appuntamenti con libri anche, naturalmente, per i single. Già perchè isingle leggono, e non poco. Il 14% degli uomini single e il 18% delle donne single legge più di 20 libri all’anno. Almeno 10 libri sono letti rispettivamente dal 16% degli uomini e dal 20% delle donne. Lo rivela un sondaggio condotto da PARSHIP.it (www.parship.it, il primo servizio rivolto esclusivamente ai single in cerca di una relazione seria, basato sull’affinità di coppia calcolata in modo scientifico).
In perfetta sintonia con il tema che lega tutti gli appuntamenti del Salone di quest’anno (Memoria, il seme del futuro), i single italiani ritengono che il valore dei libri sia nell’essere strumenti di memoria: in special modo perchè “trasmettono una cultura e una sapienza che arrivano da lontano” (41%); “raccontano la verità, denunciano e aiutano a non dimenticare” (13%) e perché “sono lo specchio dei nostri tempi e di quelli che furono” (26%). Pagine lette, dunque, ma anche da donare. Per quasi tutti i single le pagine rilegate dentro una copertina sono un regalo “intelligente” e pensato (solo il 5% degli uomini single e l’1% delle donne non userebbe il libro come presente). Il libro diventa un dono che punta sulla forza delle parole, nere su bianco; sulla magia del nuovo mondo e tutto da scoprire su cui apre le porte. Si regala perché si sa che il destinatario ama leggere (66%), perché è piaciuto e lo si vuole condividere dentro unarelazione seria (59%), perché si vogliono compiacere i gusti di chi lo leggerà (42%) ma anche seguendo spontaneamente un’ispirazione (26%). Donare un libro è anche un modo per trasmettere un messaggio (49%). Specialmente fra le righe del cuore, se il beneficiario è un possibile fidanzato/a, una desiderata anima gemella. Diventa un regalo romantico esplicito quando viene personalizzato con una dedica (per il 32% degli uomini e il 28% delle ragazze single).

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Amministrative: Pagelle pessime per il governo

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2011

(GrNet.it) Il portale di informazione per il comparto Sicurezza e Difesa ha condotto un sondaggio tra gli appartenenti al comparto per verificare le intenzioni di voto per le prossime amministrative. Questi i dati su un campione di 1030 intervistati. Alle ultime elezioni avevano votato l’area di:
Destra/Centro-destra: 61,6%
Sinistra/Centro-sinistra: 26,4
Centro: 2,7%
Non ha votato: 8,6%
Scheda bianca: 0,7%
Tra gli elettori di Destra/Centro-destra il 34,7% ha dichiarato di non voler più confermare il proprio voto alle prossime amministrative, mentre gli indecisi si attestano all’11,1%
Tra gli elettori di Sinistra/Centro-sinistra solo il 6,7% ha dichiarato di non voler più confermare il proprio voto alle prossime amministrative, mentre sale la percentuale degli indecisi, che raggiunge il 14%
Simili, percentualmente, le motivazioni che spingeranno gli elettori di entrambe le aree a non confermare il proprio voto alle prossime consultazioni: si va dalla delusione verso la propria compagine politica al tradimento delle promesse elettorali. GrNet.it ha inoltre proposto ai propri lettori di dare un voto agli esponenti di spicco del governo, ed anche in questo caso non mancano le sorprese: in maniera bipartisan, gli operatori del comparto Sicurezza e Difesa hanno attribuito il voto peggiore al ministro della Difesa Ignazio La Russa, che precede addirittura il presidente del Consiglio Berlusconi e il non amatissimo ministro Renato Brunetta.

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