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Alexandra Bachzetsis: Private song

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

Roma 10.06.2021 11.06.2021 H18:30 Danza, Performance Ingresso: via Liguria 20 Entrata gratuita. La performance si terrà nella Sala Elvetica dell’Istituto Svizzero e avrà una durata di 60 minuti. Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili. Entrata gratuita. All’interno dell’edizione 2021 di BUFFALO, l’Istituto Svizzero è lieto di presentare Private Song, una performance dell’acclamata coreografa e artista visiva di Zurigo Alexandra Bachzetsis.In Private Song – sviluppata per documenta 14 e messa in scena ad Atene e Kassel – Alexandra Bachzetsis attinge a fonti apparentemente eterogenee: confronta il pathos e i gesti codificati delle canzoni popolari greche rebetike con il wrestling, gli stereotipi di genere hollywoodiani e la storia visiva dell’amore e della guerra. L’arte, come suggerisce il filosofo francese Jacques Derrida, dipende dalla sua cornice: questa definisce ciò che può essere visto. Nel suo pezzo Private Song, Alexandra Bachzetsis propone il “framing” come strategia percettiva per interrogare, enfatizzare o neutralizzare la relazione tra il pubblico e i corpi in scena. Private Song è programmata all’interno di BUFFALO, il festival di arti performative a cura di Michele Di Stefano per Teatro di Roma – Teatro Nazionale e Azienda Speciale Palaexpo. Alexandra Bachzetsis è una coreografa e artista visiva basata a Zurigo. La sua pratica si pone all’intersezione tra danza, performance, arti visuali e teatro, dando vita a una fusione di spazi in cui il corpo, inteso come un apparato artistico e critico, può manifestarsi. Da quando Bachzetsis ha iniziato a lavorare in modo indipendente nel 2001, ha creato, spesso collaborativamente, oltre 30 pezzi che sono stati esibiti in teatri, festival e spazi pubblici in tutto il mondo. Da un estratto dal testo originale di Paul B. Preciado: “«Private Song sottolinea i distacchi all’interno di voce e gesto, spazio e tempo, affetto e significato, per interrogarsi su come certe cornici culturali e di genere legittimino azione e conoscenza – definendo cosa sia accettabile e cosa no, regolando un senso di realtà, e delimitando le possibilità di azione all’interno della scena a disposizione. Infine, questi atti di riformulazione producono una messa in scena fantasmatica, che agisce come strumento per canalizzare la percezione e l’affetto e che, in ultima istanza, modifica la posizione dello spettatore».

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CLUB 27: a song for no one

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2017

club-27club-27-1Roma dal 24 al 29 gennaio 2017 Teatro Trastevere, via Jacopa de Settesoli 3, martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30 costo del biglietto: 10 euro + 2 euro di tessera associativa.
Luca Pastore porta in scena Club 27, uno spettacolo che prende il via ispirandosi alla vicenda di molti artisti morti all’età di 27 anni. Per primi furono i giornali a parlare di questa triste “coincidenza”, dandole il nome di Club 27. Di questo Club fanno parte artisti del calibro di Jim Morrison, Jimi hendrix, Janis Joplin, Kurt Cobain, Amy Winehouse, Jean Michel Basquiat, Jonathan Brandis e Robert Johnson.Il CLUB è come un limbo in un tempo sospeso che racchiude molte delle maggiori e influenti personalità dell’ultimo secolo d’arte. Un CLUB delimitato dallo spazio bianco, dalla totale mancanza di confini ai quali gli artisti sono tanto legati e sui quali hanno costruito il loro essere “artista”. (foto: CLUB 27)

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Eurovision Song Contest

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2016

stoccolma.jpgSi terrà a Stoccolma dal 10 al 14 maggio l’Eurovision Song Contest, uno dei più importanti concorsi canori a livello europeo, particolarmente celebre nel nord Europa. Hotels.comTM, uno dei siti leader nella prenotazione di hotel online, ha registrato un boom di ricerche da parte degli Italiani che soggiorneranno nella capitale svedese proprio in quei giorni.
Le ricerche sul sito italiano di Hotels.com per soggiornare a Stoccolma tra il 9 e il 14 maggio sono infatti aumentate di quasi il 440% rispetto allo stesso periodo del 2015*. L’Italia si è quindi posizionata in cima alla classifica dei Paesi che hanno registrato i maggiori aumenti di ricerche, seguita dal Regno Unito con quasi il 340%, dalla Spagna con un aumento di oltre il 210%, dalla Turchia con più del 165% e dalla Francia, le cui ricerche sono aumentate del 150%.
Sembra che gli italiani siano ansiosi di sostenere Francesca Michielin in questa sfida, dopo che gli Stadio hanno rinunciato al contest europeo, a favore della “scoperta” del Festival di San Remo, che rappresenterà la canzone italiana con la sua Nessun grado di separazione. (foto: stoccolma)

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Seasons of my soul

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

La splendida voce di Rumer torna in radio venerdì 15 luglio con un terzo singolo estratto dall’album di debutto Seasons of my soul. “Am I forgiven”, questo il titolo, è un brano elegante e leggiadro che ricorda le atmosfere classiche di Burt Bacharach. Il video di “Am I forgiven” sarà in rotazione da lunedì 18 luglio su tutte le tv musicali. Rumer ha ricevuto recentemente 3 nominations ai prestigiosi MOJO Awards che si terranno al Brewery di Londra il prossimo 21 luglio: Best album, Breakthrough act e Song of the year (Slow). SEASONS OF MY SOUL, ha venduto 1 milione di copie nel mondo e oltre mezzo milione solo in Inghilterra dove rimane in vetta alla classifica da 34 settimane. RUMER (vero nome Sarah Joyce), nata a Islamabad (Pakistan) nel 1979, è la rivelazione assoluta della scena pop-soul inglese. Il suo album di esordio SEASONS OF MY SOUL acclamato in patria da pubblico e critica, è stato preceduto in radio dai singoli “Slow” e “Aretha”. Paragonata a figure eccellenti del pop femminile come Carole King, Karen Carpenter e Dusty Springfield, RUMER ha già collaborato con Burt Bacharach, in studio, e con Elton John, in concerto. La sua voce affascinante, il suo raffinato stile di autrice, viaggiano tra pop, soul e jazz. Una storia personale complessa, canzoni intime e non banali, hanno costruito in breve il personaggio RUMER, che ha raggiunto il successo dopo tanti anni di gavetta passati tra palco e lavoretti saltuari. Nata in Pakistan, dove ha trascorso i primi anni di vita, RUMER era la più giovane di sette fratelli. Suo padre era un ingegnere coinvolto nella costruzione della diga di Tarbela e Sarah si ritrovò a vivere in una sorta di colonia “chiusa” di emigrati, senza TV o giornali, dove grazie ai fratelli che le regalarono una chitarra, cominciò a cantare e a suonare. Con quella chitarra compose, molti anni dopo, tutti i brani di SEASONS OF MY SOUL. La vita è cambiata quando la famiglia ha fatto ritorno in Inghilterra: RUMER si sentiva alla deriva, persa in una nuova società con cui non aveva connessioni. Non avendo mai visto prima un televisore, si lasciò ipnotizzare dai vecchi film musicali a colori, guardando Judy Garland in continuazione e l’influenza di questi film si riconosce in brani come “Slow” e “Come To Me High”.
“Le mie canzoni hanno elementi di quella tradizione folk con la quale sono cresciuta”, spiega l’artista,“quando ho iniziato a comporre alla chitarra, li ho mischiati con quegli accordi più cinematografici. Cerco sempre di trovare una melodia cadenzata e romantica”.

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