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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘soppressione’

Discarica Le Lame, avanti con la soppressione

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 maggio 2017

frosinoneFrosinone. Nell’ultima seduta della giunta Ottaviani, è stata approvata la richiesta di finanziamento da proporre alla Regione Lazio e al Ministero per l’ambiente, sulla scorta delle manifestazioni di interesse pervenute da parte di privati, che intendono riqualificare il sito della ex discarica di via Le Lame. Sull’area, sono presenti attualmente circa 650.000 metri cubi di rifiuti solidi urbani, corrispondenti a circa 70.000 tonnellate di materiale in buona parte mineralizzato, risalente nel tempo, in parte, anche a 20 anni fa. Purtroppo, però, come è emerso anche dalla consulenza tecnica redatta dai professionisti incaricati dalla Procura della Repubblica di Frosinone, l’area attorno alla discarica risulterebbe contaminata, molto probabilmente dal percolato che rischia di finire all’interno del corso d’acqua, distante dall’invaso principale pochi centinaia di metri. È questo il motivo per il quale il sindaco Nicola Ottaviani ha chiesto all’ufficio tecnico di interrompere il progetto di cinturazione idraulica, in atto da circa 10 anni, che non avrebbe sortito gli effetti sperati, optando per la nuova soluzione condivisa con l’autorità giudiziaria, ossia la totale eliminazione dei rifiuti presenti sull’area, con la procedura del landfill, già attuata in altre realtà similari a livello europeo. Le proposte elaborate dai privati, che riceverebbero in parziale compensazione dall’amministrazione comunale anche la possibilità di acquisire la proprietà di un’area, da riconvertire in commerciale o servizi, presuppongono, però, un impegno finanziario complessivo oscillante tra i 40 e i 60 milioni di euro. A questo proposito, a seguito del recente reinserimento del sito all’interno della tipizzazione di interesse nazionale, il Ministero dell’ambiente e la Regione Lazio potrebbero, ora, finanziare l’operazione di riqualificazione ambientale, supportando finanziariamente il quadro economico che, diversamente, non potrebbe risultare alla portata di alcun Comune della Penisola. “Con la richiesta di finanziamento approvata dalla giunta – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – stiamo cercando di dare attuazione pratica al principio espresso dalla nostra legislazione, secondo il quale chi inquina, paga. I rifiuti presenti sul sito dell’ex discarica, infatti, provengono solo in parte dal Comune di Frosinone, mentre in dosi massicce vennero veicolati a Frosinone da mezza Italia quando, molti anni fa, altri Comuni ebbero la forza di opporsi alle decisioni romane di Regione e Ministero. In realtà, stiamo cercando semplicemente di ripristinare un equilibrio ambientale e territoriale danneggiato da altri enti per troppi anni”.

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Soppressione squadre nautiche della polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

polizia-nauticaIl dado è tratto. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che sancisce la soppressione delle Squadre Nautiche della Polizia di Stato. Ebbene, il nostro giudizio non può che continuare ad essere contrario e fortemente critico di fronte all’atteggiamento impassibile ed immobile del Dipartimento della Pubblica Sicurezza che subisce la chiusura di un settore che sicuramente necessitava di una razionalizzazione e riorganizzazione ma non certamente di una chiusura totale. Adesso chiediamo che almeno in questa fase di dismissione siano chiariti i tempi e le modalità dello smantellamento di un settore che a parere del COISP era strategico per l’espletamento delle funzioni istituzionali assegnate alla Polizia di Stato. Il Dipartimento dovrà incontrarci per chiarire tempi, modi e garanzie per la mobilità del personale in servizio ad oggi presso le Squadre Nautiche.
Da chiarire anche altre previsioni contenute nel Decreto Legge. Oltre alla vigilanza dei litorali con le moto d’acqua, è infatti prevista la permanenza operativa dei mezzi nelle isole minori, nelle acque interne ecc.., pertanto è necessario al più presto precisare quando saranno emanati i decreti ministeriali per determinare come verrà strutturata, organizzata e pianificata l’operatività di questi uffici.Una serie di quesiti ai quali pretendiamo al più presto delle risposte e delle garanzie, cominciando dalla tutela del personale che ha operato per anni con dedizione e sacrificio in una specialità che ora viene dismessa senza alcuna remora e con l’acquiescenza incomprensibile dei vertici del Dipartimento. Come più volte denunciato, gli effetti negativi di tale provvedimento sono molteplici e sono tutti “oggettivi” ovvero non possono essere visti in altro modo.
Chiusura di Presidi di Polizia in luoghi particolari e dislocati sulle coste italiane; spostamento ad altri incarichi di personale specializzato e con comprovata esperienza nel settore nautico, lasciando così sguarnito un settore che in molte Questure non può essere considerato di secondo piano.Questo provvedimento legislativo sembra solo uno spot del Governo per far vedere che si stanno effettuando risparmi di spesa, ma andrebbe spiegato ai cittadini che razionalizzare, tagliare e/o accorpare Corpi di Polizia, non può essere fatto così senza un vero piano alternativo.
Nel decreto le competenze della Polizia di mare passano ad esclusiva competenza della Guardia di Finanza. Bene, ma a noi non risulta che verranno implementate le basi navali della stessa Guardia di Finanza, né tantomeno le dotazioni organiche. Dove verrà soppressa una Squadra Nautica rimarranno meno persone, meno imbarcazioni e quindi meno controllo del territorio!
Il Decreto cita: “…Fermo restando le funzioni e le responsabilità di ciascuna Forza di Polizia…”, quindi nel trattare alcune questioni come l’Ordine Pubblico, l’immigrazione ed i conseguenti controlli di stranieri l’Autorità di Pubblica Sicurezza non potrà operare autonomamente ma dovrà ogni volta interfacciarsi con il Corpo della Guardia di Finanza, con innegabile ritardi sull’immediatezza di intervento. Non smetteremo mai di cercare di far comprendere l’irragionevolezza di questo provvedimento!!

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Trenitalia e soppressione treni

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2011

Trenitalia IC Plus at Milan Central Station

Image via Wikipedia

Dichiarazione dell’On. Mario LOVELLI (PD): “E’ sempre più preoccupante la scelta di Trenitalia di ridimensionare con interventi continui l’offerta dei servizi ferroviari sul territorio, a cominciare dagli Intercity Torino-Genova e dai collegamenti regionali, rispetto ai quali la Giunta regionale è apparsa succube dei tagli di risorse imposti dalla manovra del Governo Berlusconi.
Ora si aggiunge anche la decisione di sopprimere i vagoni letto sui treni notturni che, oltre a penalizzare fortemente l’utenza interessata dai collegamenti fra il Nord e il Sud dell’Italia, avrà ripercussioni negative sui lavoratori del comparto che denunciano il rischio di licenziamento per oltre 800 persone (di cui 63 solo in Piemonte) addette ai servizi di manutenzione, accompagnamento e pulizie. Ho chiesto oggi in aula alla Camera un immediato intervento del Governo e l’audizione di Trenitalia e delle organizzazioni sindacali nelle commissioni competenti. Bisogna che si chiarisca se Trenitalia stia rispettando gli obblighi di servizio pubblico per i collegamenti a media e lunga percorrenza sul territorio nazionale derivanti dal contratto in essere con oneri a carico dello Stato e come vengano garantite le clausole sociali nei confronti dei lavoratori con i nuovi appalti che riguardano anche il lotto internazionale Venezia-Parigi-Venezia, gestito da Trenitalia in joint venture con la società francese Veolia, fra l’altro tagliando fuori Torino. E’ ora di smetterla di prendere in giro pendolari, passeggeri e lavoratori del servizio ferroviario: non si possono risanare i bilanci solo sulle loro spalle”.

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Ridurre costi politica

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

È considerazione largamente condivisa tra i cittadini italiani che le Provincie siano diventate ormai un ente inutile; un ente intermedio, stretto tra le competenze dei Comuni e quelle delle Regioni, che non risponde al principio della sussidiarietà e, molto spesso, serve solo ad elargire stipendi, pagando soprattutto una classe di politici che là si assestano e vivacchiano. Molti, in fase di campagna elettorale, ne avevano promesso la soppressione, Pdl e Lega in testa. Il Parlamento, nei giorni scorsi, ha discusso della proposta di legge sull’abolizione delle Province, che è stata insabbiata proprio dal voto contrario di Lega e Pdl, con l’astensione determinante del Pd. FLI ha ribadito, sin dalla sua nascita, di essere, per davvero, a favore della riduzione dei costi della politica, interpretando così le esigenze e le richieste dei cittadini. Riteniamo prioritario, quindi, condurre una campagna che miri realmente all’abolizione delle Province e per questo abbiamo lanciato una raccolta firme sul sito http://www.aboliamole.it e, a partire dal 20 di luglio, saremo in tutte le piazze per raccogliere le adesioni. Lo dichiara l’on. Roberto Menia.

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Soppressione Province

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

Il voto che ha mandato in cantina la “soppressione delle Province” contenuta in una legge proposta da Italia dei Valori continua a far discutere. Il Pd, che con il suo voto di astensione ne ha impedita l’approvazione, è stato invaso dall proteste dei suoi elettori enon ha trovato di meglio che attaccare oggi sull’Unità Italia dei Valori, sostenendo che si trattava di una legge inutile.
Dal Capitolo “Il costo delle province” di Andrea Giuricin (docente Università di Milano) e contenuto nel volume “Abolire le Province”, Rubettino Editore, 2010, si possono trarre i dati seguenti. Le province hanno una spesa complessiva di circa 16 miliardi di euro (2005). Di essi il costo complessivo del personale ammonta a circa 2 miliardi di euro. 4 miliardi (compreso il personale dedicato) sono classificati nella funzione “Amministrazione, gestione e controllo”: si tratta in larga parte degli uffici di supporto al funzionamento della struttura politica (cioè Consiglio provinciale, Giunta e Presidente). Le indennità e gettoni di presenza corrisposti a consiglieri, assessori e presidente costano tra 100-200 milioni di euro all’anno. Tra le suddette indennità ed i costi degli uffici di supporto si possono prudenzialmente quantificare in 1,5-2 miliardi di euro all’anno i risparmi conseguibili con la soppressione delle province (secondo altri si arriverebbe a 3 miliardi mentre Confesercenti si spinge a parlare di 7). La manovra 2012-2014 dell’Italia dei Valori ha previsto prudenzialmente un periodo di transizione con 0 risparmi nel 2012, 1,2 miliardi nel 2013 e 2 miliardi, a regime, a partire dal 2014. Le competenze più significative attuali delle province sono:
1. Gestione del territorio (strade provinciali) (3,5 miliardi nel 2005): in molte regioni sono state istituite società regionali, di cui sono socie le province, che di fatto non svolgono più direttamente il lavoro (es. Regione Veneto con Veneto Strade). Dunque non cambierebbe praticamente nulla.
2. Trasporti. Molte province gestiscono il trasporto pubblico extra-urbano (1,2 miliardi di euro), ma lo fanno con società partecipate e dunque ancora non cambierebbe nulla
3. Scuole superiori (2,5 miliardi), spesso in larga parte concentrate nei comuni capoluogo. Pertanto la loro gestione sarebbe facilmente trasferibile ai comuni (che già gestiscono scuole elementari e medie)
4. Controlli e autorizzazioni in materia ecologica (circa 1 miliardo). Ma ogni regione ha già un organismo denominato ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale), al quale potrebbero essere affidate tutte le competenze già in capo alle province
5. Approvazione Piani urbanistici comunali. Solo poche regioni ne hanno trasferito la competenza alle province. Potrebbero rifarsene carico
Per quanto riguarda il personale delle province, si tratta solo di riassorbire quella parte che oggi è di supporto all’apparato politico delle province, ciò che potrebbe avvenire nel giro di qualche anno attraverso il turnover. Il vero imbroglio è proprio nella proposta del Pd ed è la soppressione delle province nelle Aree Metropolitane, cioè la sostituzione della provincia con un altro ente: cioè risparmio zero.

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La politica del dire e non fare

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

“Premesso che possiamo essere d’accordo con il ministro dell’Economia Tremonti che lo sviluppo non si fa con una legge e che i tagli ai costi della politica si fanno nel tempo, ci chiediamo per quale motivo la sua maggioranza, ieri, abbia votato contro la soppressione delle province, che certo sarebbe stato un importante e significativo primo passo in quell’azione di tagli ai costi della politica che tanti perseguono a parole e pochi nei fatti” lo dichiara in una nota, l’on. Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera.

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Preoccupazioni per il futuro dell’Ice

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

L’Associazione Italiana Editori si dichiara, attraverso il suo Presidente Marco Polillo, sbalordita e preoccupata per le notizie relative al futuro dell’istituto per il commercio estero. L’ICE, nonostante i continui tagli, é stata negli anni una delle poche istituzioni vicine ed utili alle imprese italiane ed in particolare agli editori nella promozione dei prodotti e della cultura italiana all’estero. L’AIE ritiene negativa qualsiasi ipotesi di ridimensionamento o addirittura di soppressione dell’ICE, auspicando al contrario un aumento delle competenze e delle risorse.

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Soppressione Ipsema

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

“La soppressione dell’Ipsema e la sua confluenza nell’Inail, confermata dal maxiemendamento del Governo alla Manovra rappresenta un atto di cecità amministrativa dinanzi al quale non ci arrendiamo”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato PdL.   “L’Ipsema non è un ente inutile ed affermare il contrario vorrebbe dire confermare la cecità che purtroppo contraddistingue la gestione della cosa pubblica – continua – anche perché compromettere la specificità settoriale, in un contesto già complesso come quello del mare, faciliterà l’evasione e la duplicazioni di documenti a netto vantaggio dei furbetti di settore”. “Urge fare un passo indietro e riflettere sulla gravità di questa scelta – conclude – l’Ipsema non può e non deve essere assorbita all’Inail, perché non ci serve un carrozzone farraginoso ed inconcludente, abbiamo bisogno di concretezza e vivacità operativa. Non dimentichiamo che la confluenza nell’Inail rischierà di bloccare anche i proficui progetti di ricerca e di studi portati avanti in questi anni dall’Ipsema, non avendo – l’Inail – gli strumenti, le competenze e la possibilità di condurre la medesima gestione dell’ente marittimo. A tal riguardo faremo pressione per stralciare la norma a riguardo dal testo della manovra per affrontare la questione nelle sedi competenti”.

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Soppressione tariffe postali agevolate

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2010

Il decreto interministeriale del 30 marzo 2010 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri  in base al quale vengono soppresse le tariffe agevolate postali per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica, in vigore con effetto immediato da oggi, colpisce in maniera molto dura le organizzazioni del settore no profit. L’ aumento è del 500% circa per ogni singola spedizione. La denuncia arriva da un gruppo di 23 associazioni e organizzazioni (ActionAid, Aism, Amnesty International, Centro per la Lotta contro l’Infarto-Fondazione Onlus, CESVI, COOPI, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Operation Smile Italia Onlus, Greenpeace, Lega del Filo d’oro, LAV, Medici Senza Frontiere, Moige-Movimento Italiano Genitori Onlus, OSF, Pangea Onlus, Progetto Continenti Onlus, Save the Children Italia ONLUS, Sightsavers Italia ONLUS, Terre des Hommes, Telethon, Unicef Italia, Un Ponte per, WWF Italia) che hanno sottolineato come il provvedimento danneggi gravemente tutte le loro attività di informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi.

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Va in “pensione” il 5 per mille?

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2009

L’esame della finanziaria in corso di esame in questi giorni nel  Parlamento italiano lascia intravedere ad oggi il tentativo di soppressione del  cinque per mille, destinato dai contribuenti alle organizzazioni di volontariato. Il responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Tutela e Sviluppo dei Diritti”  (www.dossetti.it)  Corrado Stillo  ha dichiarato: “Assistiamo in questi giorni non solo a scontri tra le istituzioni dello Stato ma a tentativi di scippo perpetrati ai danni delle forze più vive e civilmente impegnate  nel sociale, quali le organizzazioni del Terzo Settore. Il cinque per mille con cui il contribuente italiano intendeva destinare una parte delle imposte a soggetti operanti nel sociale è  stato prima eliminato dal riquadro predisposto per il prossimo anno tributario e poi a stento reintrodotto nell’ultima bozza all’esame della Camera. Si stenta a credere che il ministro Tremonti anziché tagliare sugli sprechi evidenti a tutti in molti settori della vita pubblica , se la prenda con un sistema da lui stesso elaborato nel 2006 e che, in parte, dava un po’ di ossigeno a tante meritorie associazioni del volontariato italiano. Se così fosse l’intera società civile  dovrà essere mobilitata perché il Parlamento non può legiferare una palese iniquità, colpendo  le molte persone che attraverso l’associazionismo, rendono ogni giorno tanti servizi alla comunità. Invitiamo  i deputati e i senatori  ad una riflessione attenta ad una norma che, se sparisse, ferirebbe le coscienze ed aumenterebbe il distacco, già profondo, tra cittadini  ed istituzioni. Nel chiedere al Governo una parola chiara in proposito siamo pronti a mobilitare tutte le associazioni  presenti nel settore sociale se analoghi tentativi saranno ripetuti in futuro.”

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Soppressione treni in Abruzzo

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2009

Lettera al direttore. Gentile direttore, non so se oggi  abbia ancora senso sopprimere treni regionali nei mesi estivi. Però posso affermare con certezza, in base ad esperienza personale, che la soppressione non era opportuna in Abruzzo, dove ai pendolari abituali si sono aggiunti i pendolari terremotati. Risultato: nelle ore di punta i treni non soppressi che partono, ad esempio, da Montesilvano, si riempiono al punto da costringere le persone a viaggiare in piedi. Il che non accadeva prima del terremoto. (Francesca Ribeiro)

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Comunità montane

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2009

Dichiarazione dell’On. Giorgio Merlo (Pd) “La riforma prevista dal Codice delle autonomie locali non può prevedere la selvaggia soppressione delle comunità montane. Tutti concordiamo con il Ministro Calderoli che le comunità montane all’altezza del mare vanno abolite al più presto ma, com’ è ovvio, quelle realmente montane svolgono un ruolo decisivo per il governo e la difesa del territorio, in particolare  dei territori piemontesi.  E proprio sul fronte dei costi è bene essere chiari: gli ultimi dati Istat aggiornati ai consuntivi del 2006, dicono che le comunità montane hanno accertato entrate per oltre 2 miliardi e 107 milioni di euro, alle quali lo Stato centrale ha concorso per soli 170 milioni. La prevalenza delle entrate è, infatti, anzitutto di derivazione regionale. Un motivo, questo, per dire una parola chiara al Governo e alla riforma Calderoli: sì al taglio di enti inutili, ma un no deciso ad una sciabolata demagogica e qualunquistica che avrebbe come unico effetto quello di lasciare al proprio destino – di emarginazione e di abbandono –  la stragrande maggioranza dei territori montani, ed in particolare proprio quelli piemontesi”.

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