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Posts Tagged ‘soprusi’

Antitrust:bollette aggressive,14 mln multe big energia

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2016

energiaL’Antritrust ha sanzionato per 14,5 milioni di euro circa, Acea, Edison, Eni, Enel energia ed Enel servizio elettrico per pratiche aggressive nella fatturazione dei consumi.”Bene, ottima notizia. Basta con i soprusi a danno dei consumatori ed i conguagli inventati. Ora, però, deve scendere in campo anche il legislatore. Le modifiche ora in discussione in Parlamento sono insufficienti. Gli abusi si sprecano. Per questo chiediamo che le tutele siano ampliate e siano estese per legge anche al mercato libero” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.”Si tratta di stabilire le condizioni minime di garanzia, in modo che la concorrenza possa essere al rialzo e non al ribasso ed a scapito dei diritti dei consumatori che devono essere, invece, tutelati, per legge, da condizioni capestro” conclude Dona.In particolare l’associazione di consumatori chiede:
Interessi di mora. Se un cliente ha un contratto nel mercato libero e paga dopo la scadenza indicata sulla bolletta stessa, il venditore può chiedere gli interessi di mora e le spese previste dal contratto e non quelle fissate da Authority per il mercato tutelato.Scadenza bolletta. Nel contratto a condizioni regolate dall’Autorità tra la data d’emissione e quella di scadenza per il pagamento devono passare almeno 20 giorni. Per gli altri dipende dal contratto.
Pagamento a rate. Nel mercato tutelato i clienti hanno diritto di pagare la bolletta a rate quando la bolletta di conguaglio supera del 150% l’addebito medio delle bollette in acconto, ricevute dopo la precedente e ultima bolletta di conguaglio. Nel mercato libero no.(Mauro Antonelli)

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Il governo cinese inasprisce la repressione in Tibet

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 Maggio 2012

The White Palace of Potala in Tibet. 中文: 布達拉宮中...

The White Palace of Potala in Tibet. 中文: 布達拉宮中的 德央夏 。 (Photo credit: Wikipedia)

23 Tibetani sono stati condannati a pene draconiane per aver partecipato a manifestazioni pacifiche contro l’occupazione cinese in Tibet. I verdetti emessi la settimana scorsa ma diventati pubblici solo ora condannano la maggior parte dei manifestanti a pene detentive tra i dieci e i tredici anni, un manifestante addirittura all’ergastolo. Durante la manifestazione tenutasi lo scorso 23 gennaio nel distretto di Drango nella regione di Kardze (provincia di Sichuan) le forze di sicurezza cinesi hanno aperto il fuoco sui manifestanti uccidendo due persone e ferendone altre 34. Nei giorni successivi alla manifestazione sono state arrestate più di 100 persone che avevano partecipato alla protesta, identificate grazie alle telecamere di sorveglianza.
Il 26 aprile scorso 16 degli arrestati sono stati condannati da un tribunale di Sichuan ad alte pene detentive. Sonam Lhundup di circa 30 anni è stato condannato all’ergastolo, il 20enne Kuntho a tredici anni di carcere, il 30enne Kundrupa a undici anni e Wangchen Tsering a nove anni.Un secondo processo ha emesso verdetti altrettanto pesanti per altri sette Tibetani. Sonam Dhargyal è stato condannato a dieci anni di prigione, Pema Woesel a cinque anni e gli altri manifestanti a pene carcerarie tra i dieci e i tredici anni.Almeno quattro dei manifestanti arrestati a fine gennaio sono spariti senza lasciare apparentemente traccia mentre si trovavano agli arresti, tra cui l’insegnante 41enne Geshe Tsewang Namgyal e il lama tibetano 40enne Tulku Losang Tenzin Rinpoche. Nella regione di Kardze gli arresti di Tibetani sono ormai quotidiani così come i soprusi commessi contro i monasteri buddisti. Il monastero di Drango, frequentato da circa 140 studenti è stato temporaneamente chiuso e da metà della scorsa settimana può essere frequentato solamente da 40 studenti.

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Libia: capire ma non condividere

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2011

La Libia è precipitata nella più cruenta delle guerre civili, sostenuta e alimentata da antichi livori tribali; Gheddafi, ancora forte di aiuti sui quali nessuno indaga, diventa irreperibile, in attesa di una scomparsa miliardaria. La reazione follemente omicida dettata dall’ansia di vendetta non può essere accettata dal mondo civile che ha il dovere di impedire le più estreme conseguenze, ma può essere compresa e servire da lezione storica per tutti i satrapi o aspiranti tali. Oltre 40 anni di soprusi, di sottrazioni di beni al paese, di vita esagerata riservata al satrapo e ai suoi più fedeli vassalli, di esistenza grama riservata alla popolazione minacciata e punita con la cieca forza della dittatura, non potevano che esplodere in una vendetta che travalica il senso della giustizia. Comprendere non significa condividere… ma quante brutture ci riservò la conclusione della guerra civile in Italia, con vendette, punizioni anche trasversali, in un momento storico di rivolta ? Tutto il mondo è paese, dalla rivolta degli schiavi guidati da Spartaco alla rivoluzione francese e a tutte le rivolte da parte dei governati contro i governanti che hanno profittato della loro condizione di forza per imporre il loro indiscutibile pensiero unico e il loro più egoistico interesse privato, è un ripetersi della storia che culmina nel sangue, alla ricerca di una rinnovata verità che punisce con la forza quanti hanno profittato della loro forza. Moubarak e Ben Alì individuarono subito la sola via d’uscita possibile; Gheddafi insiste nell’uso della forza e non della ragione, trascinando una nazione in una rivolta che non finirà facilmente. Ci servirà di lezione? (Rosario Amico Roxas)

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La luce nel deserto

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2011

Di Rosanna Rivas – ALBUSedizioni. Un canto echeggia nel deserto e ci porta le voci di tante donne vittime di soprusi di uomini prepotenti in società tiranne, ma anche in quelle civilmente più avanzate. Un romanzo ambientato in terra palestinese, che può essere considerato un documento, testimonianza di tante sofferenze e ingiustizie vissute nel mondo femminile, nelle società islamiche, ma non solo. Un testo che è liberazione di tali sofferenze, in qualche modo riscatto, e anche denuncia alle coscienze umane. Un libro che è al contempo testimonianza della forza dell’amore, anche in contesti così difficili e drammatici. Da non perdere, perché fa riflettere ed emozionare.Bellissimo il messaggio lanciato dall’autrice: Noi donne dobbiamo stringerci in lungo interminabile abbraccio che dia luce a quel deserto di soprusi e violenze che le donne di ogni religione e colore subiscono ad ogni latitudine.

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Il Cavaliere con i suoi e nostri “soprusi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Lettera al direttore. Il Cavaliere ha definito la decisione del Tar del Lazio, “un sopruso violento”, e si propone di chiamare i fedelissimi in piazza. Anch’io anni addietro ho subito un sopruso violento. Avevo compiuto 65 anni e non avevo alcuna intenzione di lasciare la scuola. Sapevo che si poteva fare richiesta  di insegnare per qualche altro anno. Però me la presi con comodo. Un giorno mi recai in segreteria e chiesi il modello per la domanda, ma l’impiegata mi disse che era scadutio il temine. Feci ugualmente la mia domandina, ma non ci fu niente da fare. Mi rassegnai e andai in pensione. Adesso però il Cavaliere mi fa capire che applicando la legge, il Provveditorato agli Studi mi fece un sopruso violento, anzi violentissimo. E quindi sicuramente sarò in piazza col Cavaliere contro la violenza della legge. (Veronica Tussi)

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