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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘sorriso’

Sorriso e pianto sembrano caratterizzare il percorso dell’uomo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Tragedia e commedia lo attraversano, ma appaiono, nel loro insieme, un gioco ora piacevole ed ora perverso, ora dolce ed ora amaro. Ed il tutto si compie lungo un breve tragitto quanto può esserlo un segmento posto lungo una retta della quale non si conosce la provenienza ed il luogo dove si dirige. Posso solo aggiungere che le mie letture mi hanno portato alla convinzione che esistono due mondi di cui uno compenetra l’altro. Il primo è senza tempo ed il secondo è il frutto di un pensiero che si sofferma creando il tempo. Il primo non ha bisogno della luce per vedere ed il secondo appaga con la vista la debolezza del suo ideare speculativo e fa del sole la sua luce.
Tra i due momenti vi è un sottile legame che potremmo definire poco poeticamente “micro-buco-nero”. Al di qua vi è la creazione della materia, il tempo e la luce e al di là il suo annichilimento ed il silenzio dell’eternità. Chiederci, a questo punto, se al di là della vita vi è un’altra vita è un non senso: l’eternità è vita e non vita in ugual misura e non è una contraddizione nei termini. (Riccardo Alfonso)

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Trentunesima edizione del Trofeo Arsenio per i maghi dilettanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 dicembre 2017

rolfoAliverniniTeatrò Viganò (Piazza A.Fradeletto) dall’8 al 10 dicembre e dedicato alla memoria di Vittorio Arsenio, uno dei grandi maghi romani del dopoguerra, parte l’iniziativa “A Natale una Magia in sospeso”. Nella giornata dell’8 dicembre all’ingresso del Policlinico Tor Vergata, e nelle corsie del reparto di ematologia degenze, si daranno appuntamento un gruppo di maghi professionisti e i Clown Dottori dell’Associazione “Sorrisiamo” per dare vita ad un esperimento, quello di insegnare ai pazienti, adulti e bambini, piccoli trucchi ed illusioni ma, soprattutto, trasmettere il valore del sorriso e di quei piccoli gesti quotidiani che sono il potere speciale di ognuno e rappresentano un potente prodigio. Un messaggio positivo che tutti saranno invitati a condividere prenotando la propria “Magia sospesa” attraverso un desiderio, un gesto, un sorriso da scrivere su un cuore di cartone ed appendere sul gigantesco albero che tutti contribuiranno a realizzare. Ma la magia viaggerà sospesa anche sui social e durante lo svolgimento del Trofeo binarelli-1Silvan (1)Arsenio, organizzato dal Club Magico Italiano Gruppo Regionale Lazio diretto da Franco Silvi, sarà possibile postare sulla pagina Facebook “Club Magico Italiano G.r.Lazio” il proprio “pensiero magico” nei confronti di familiari o amici e ricevere un video personalizzato da parte di maghi celebri,da utilizzare come augurio natalizio. Inoltre nella giornata del 10 dicembre, dalle 15 alle 18, saranno aperte gratuitamente le porte del Club Magico, in via Santa Maria della Speranza 40 (Nuovo Salario), per dare la possibilità a bambini e ragazzi di vivere un esperienza fantastica con alcuni tra i più noti maestri nazionali ed internazionali, tra i quali Silvan, Tony Binarelli, Walter Rolfo, Dani Da Ortiz, Magico Alivernini, Gianni Loria, e magari aiutarli a realizzare il sogno di diventare veri maghi come il grande Silvan, tra i pionieri dell’illusionismo, che con il suo Sim Sala Bim ha incantato le platee di tutto il mondo e che sarà protagonista, sempre al Teatro Viganò, il 9 dicembre alle ore 21 per uno strabiliante one man show.

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Il sorriso e la risata

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

risate-di-gioia_1Tanto il sorriso che la risata sono espressioni “positive” che stanno a significare un, sia pur breve, stato di compiacimento, ma quante differenze tra un sorriso spontaneo e una risata forzata come manifestazione di piaggeria e servilismo anche intellettuale. Il sorriso nasce sulle labbra, ma si manifesta negli occhi con tutta una gamma di espressioni che vanno dalla gratitudine al compiacimento, dalla serenità alla condiscendenza; il sorriso non può mai essere falso o falsato, essendo una manifestazione interamente e solo spontanea che dona senza attendere di essere corrisposto. Ben diversa è la risata, specialmente quando viene sollecitata come segno di approvazione e consenso; è la risata che il potente, non conoscendo l’arte di stimolare un sorriso, si adagia nella banalità di stimolare la risata, prontamente eseguita, come uno spartito obbligatorio, dai “plaudatores” che hanno scoperto la nuovissima professione che consiste nel compiacere il potente per ottenerne le prebende. I mezzi per sollecitare la risata sono molteplici e vanno dal “cucù settete” che vuole dimostrare alla platea una confidenza con altro potente, ma che tenta di nascondere il proprio convincimento di latente superiorità; poi c’è la barzelletta che non sempre riesce ad essere originale, ma non importa, i plaudatores di prima si sbellicheranno anche se non l’avranno capita. Basti dire che i sovrani della risata sono i pagliacci del circo, che pateticamente ripetono le medesime battute e i medesimi gesti per ottenere un applauso e una risata, sempre meno convinta; c’è del tragico in quei pagliacci, costretti a far ridere anche quando la depressione li sovrasta. Stimolare il sorriso di un bambino è certamente, il miglior dono che gli si possa fare, perché dentro quel sorriso si affaccia la sensibilità innocente che non sa esprimersi se non con quel sorriso che include tutti i sentimenti. Chi fa ridere per ottenere compiacimento, non sarà mai capace di stimolare un sorriso… si tratta di un dono che non ha prezzo e non è barattabile. (Rosario Amico Roxas)

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Il dolore nei bambini

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2012

Presentata a Milano l’iniziativa “Accendi un sorriso”, promossa dall’Associazione vivere senza dolore, con il patrocinio del Ministero della Salute. Al vaglio 59 pediatrie: a circa 2 anni dalla Legge 38, quasi il 60% dei reparti non ha ancora aumentato la misurazione del dolore e per 6 genitori su 10 il figlio ricoverato prova sofferenza. Necessarie terapie più appropriate e un ascolto più attento della “voce” dei bambini, affinché il dolore non lasci su di essi un segno che duri fino all’età adulta. Lampade colorate in dono ai piccoli pazienti delle pediatrie che hanno aderito al progetto.
Un dolore soprattutto di origine non oncologica, presente in più del 40% dei piccoli pazienti, misurato – nella metà dei casi – meno di 6 volte su 10 e gestito attraverso l’impiego di terapie che vedono al primo posto il paracetamolo (nel 34,2% dei casi). Sono alcuni dei numeri che descrivono la situazione dei reparti di pediatria in Italia, per quanto attiene il trattamento della sofferenza inutile. A redigere il quadro, l’Associazione pazienti vivere senza dolore, che oggi a Milano ha presentato l’iniziativa “Accendi un sorriso”, patrocinata dal Ministero della Salute. Cuore del progetto, un’indagine condotta su 59 pediatrie italiane, tra ottobre e dicembre 2011, per comprendere come in queste strutture il dolore venisse monitorato e trattato. I reparti sottopostisi alla survey riceveranno in dono variopinte lampade di cartapesta realizzate da bambini di scuole, ospedali, Comuni e laboratori artistici di varie zone d’Italia, nella speranza di “cambiare il colore al dolore”, illuminando le giornate dei piccoli pazienti ricoverati.
La survey ha coinvolto anche i familiari dei bambini ricoverati, attraverso la distribuzione di 722 questionari. È emerso come sia la mamma, nel 71,6% dei casi, a farsi carico del problema. I genitori hanno consapevolezza della sofferenza del figlio in oltre il 60% dei casi, così come ad oltre il 66% risulta che il dolore venga monitorato. Dell’avvenuta prescrizione e del tipo di terapia sono consapevoli rispettivamente il 56,4% e il 63,2% dei familiari. “Questi dati – aggiunge Marta Gentili – indicano che, in media, il 40-50% dei genitori dei bambini con dolore non viene informato in merito al problema”.
Tornando ai medici, le loro richieste per poter operare al meglio vanno dalla necessità di formazione (25%), alla dotazione di algometri pediatrici (16,7%), a una cartella clinica che riporti il parametro dolore (11,9%) e alla presenza nel prontuario farmaceutico dell’ospedale di farmaci adeguati per la cura del dolore nel bambino (7,1%). “Richieste condivisibili”, afferma Luca Bernardo, Direttore del Dipartimento materno-infantile e dell’U.O. di Pediatria dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, tra i reparti che hanno aderito al progetto. “Ma noi medici possiamo fare già molto con un approccio nuovo, che vada verso una migliore comunicazione con i pazienti. Ad esempio, può essere molto utile programmare all’interno della giornata il momento più consono per parlare del problema dolore con genitori e bambini, ovviamente secondo le modalità più opportune. Quando l’Associazione vivere senza dolore ci ha descritto il progetto ‘Accendi un sorriso’ – continua Bernardo – siamo rimasti entusiasti e abbiamo subito capito che non potevamo non partecipare. Il nostro reparto si è presto trasformato in una piccola fabbrica di lampade colorate, che siamo felici di donare ora ad altri piccoli pazienti”.
E proprio dalle pagine introduttive di questo volume arriva il messaggio di Marco Spizzichino, Direttore Ufficio XI, Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute. “Il percorso per il raggiungimento della tutela del diritto del cittadino ad accedere alle reti di cure palliative e di terapia del dolore è ancora molto lungo, in particolare per quanto riguarda l’assistenza dei piccoli pazienti, e solo l’assunzione di una precisa responsabilità degli attori coinvolti sarà garanzia del conseguimento di un totale successo” (Antonella Martucci in sintesi)

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Dolori e sorrisi e libertà di pensiero

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Lettera al direttore. Vai a capirli, certi scrittori. Banana Yoshimoto su La Repubblica del 17 marzo: “Il mio cuore scoppia di dolore per la morte di tante persone in questo disastro ma vedo gli sforzi della protezione civile nell’opera di salvataggio e la solidarietà tra i sopravvissuti. Non passa giorno senza che io scopra la grandezza del popolo giapponese. Credo che uno scrittore debba portare a tutti speranza in qualunque situazione”. E conclude: “Comunque non voglio smettere di sorridere, voglio mantenere la mia libertà di pensiero e intendo affrontare con coraggio le avversità”. Ora, intanto penso che forse un popolo sarebbe più grande se non accettasse passivamente che i governi costruiscano innumerevoli centrali nucleari capaci di produrre tanta energia elettrica, ma anche tanta energia mortifera. Questa però è una mia opinione. Ciò che non comprendo, invece,  è come si possa non smettere di sorridere, avendo il cuore che scoppia di dolore.  Né capisco, e forse qui il difetto è mio, che cosa c’entri una tragedia immane, con la libertà di pensiero. Oppure Emilia Benghi ha tradotto male dal giapponese? (Veronica Tussi)

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Il sorriso e la risata

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Tanto il sorriso che la risata sono espressioni “positive” che stanno a significare un, sia pur breve, stato di compiacimento, ma quante differenze  tra un sorriso spontaneo e una risata forzata come manifestazione di piaggeria e servilismo anche intellettuale. Il sorriso nasce sulle labbra, ma si manifesta negli occhi con tutta una gamma di espressioni che vanno dalla gratitudine  al compiacimento, dalla serenità alla condiscendenza; il sorriso non può mai essere falso o falsato, essendo una manifestazione interamente e solo spontanea che dona senza attendere di essere corrisposto. Ben diversa è la risata, specialmente quando viene sollecitata come segno di approvazione e consenso; è la risata che il potente, non conoscendo l’arte di stimolare un sorriso, si adagia nella banalità di  stimolare la risata, prontamente eseguita, come uno spartito obbligatorio, dai “plaudatores” che hanno scoperto la nuovissima professione che consiste nel compiacere il potente per ottenerne le prebende. I mezzi per sollecitare la risata sono molteplici e vanno dal “cucù settete” che vuole dimostrare alla platea una confidenza con altro potente, ma che tenta di nascondere il proprio convincimento di latente superiorità; poi c’è la barzelletta che non sempre riesce ad essere originale, ma non importa, i plaudatores di prima si sbellicheranno anche se non l’avranno capita. Basti dire che i sovrani della risata sono i pagliacci del circo, che pateticamente ripetono le medesime battute e i medesimi gesti per ottenere un applauso e una risata, sempre meno convinta; c’è del tragico in quei pagliacci, costretti a far ridere anche quando la depressione li sovrasta. Stimolare il sorriso di un bambino è certamente, il miglior dono che gli si possa fare, perché dentro quel sorriso  si affaccia  la sensibilità innocente che non sa esprimersi se non con quel sorriso che include tutti i sentimenti. Chi fa ridere per ottenere compiacimento, non sarà mai capace di stimolare un sorriso… si tratta di un dono che non ha prezzo e non è barattabile. (Rosario Amico Roxas)

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Il sorriso delle donne in T.V.

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

Lettera al direttore. Molte donne italiane, secondo la filosofa Michela Marzano, obbediscono al comando: “Sii bella e stai zitta”, ed è vero. Ma molte donne obbediscono anche ad un altro comando: “Sii bella, e parla pure, ma sorridi, sorridi più che puoi”. La televisione ce ne dà diversi esempi. Non si prendano in esame, ovviamente, le trasmissioni destinate a divertire il pubblico, giacché in esse il sorriso è quasi un obbligo, anche se c’è sempre differenza tra il tempo – sorriso delle conduttrici, e il tempo – sorriso dei conduttori. Si considerino invece trasmissioni che trattano argomenti seri, e si confronti il tempo – sorriso delle presentatrici, e il tempo – sorriso dei presentatori. Nella trasmissione “In onda” su La7, Luisella Costamagna, sorride forse più di Milly Carlucci in “Ballando con le stelle”; sorride sempre, anche quando il sorriso è fuori luogo, quando non ci azzecca per niente. Luca Telese, sorride solo quando c’è da sorridere. Nella trasmissione “Cominciamo bene estate” su Rai3, se si confronta il tempo – sorriso della conduttrice, col tempo – sorriso del conduttore, parimenti si vedrà che il primo supera sempre il secondo. Si guardi anche al tempo – sorriso di Federica Sciarelli in “Chi l’ha visto”, anche quando tratta fatti gravi, e, non so, il tempo – sorriso di Luca Lucarelli in “Blu notte – Misteri italiani”. Ne ho chiesto il motivo a mia figlia, e lei: “Semplice: le donne sin da piccole sono educate a compiacere tutti, soprattutto gli uomini”. Ed è vero. (Miriam Della Croce)

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“Un sorriso dall’Africa”

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2010

Roma 1 febbraio 2010, ore 18.00, Galleria D’arte Contemporanea Il Mitreo, Via Marino Mazzacurati 61/63 finissage conclusivo. Sarà un finissage con importanti esponenti della cultura e dell’arte italiana. La mostra – realizzata dall’Associazione Terra d’Arte con il finanziamento della Regione Lazio e dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma vede esposti venticinque ritratti fotografici dei sorrisi di altrettanti giovani studenti di filosofia, riprodotti in bianco e nero su tele di 2 metri per 2, successivamente colorati da bambini africani e firmati da importati filosofi della contemporaneità, da Giacomo Marramao a Carlo Cellucci, passando per Pierluigi Valenza, Pietro Montani, Roberto Finelli, Elio Matassi ed Edoardo Ferrario. (panoramica)

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Tra una coppa di spumante e un sorriso “amaro”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

Quanti oggi vivono il presente cercando di esorcizzare le incognite del futuro celandosi dietro i simboli di uno stordimento collettivo colto dalle festività di fine anno? Probabilmente sono in molti, ma nessuna statistica sarebbe in grado di quantificarli con precisione e nemmeno con larga approssimazione. Sta di fatto che questo disagio si avverte nell’aria e a volte diventa inquietante. Gli italiani, si sa, sebbene siamo propensi nel credere che sia più un luogo comune che una realtà, sono abituati ad arrangiarsi. Resta, tuttavia, un aspetto contingente che si lega alla sopravvivenza che è connaturato ad ogni essere umano e che fa dell’ingegnarsi per uscire dalle difficoltà una condizione naturale che abbiamo ereditato dai nostri antenati e che, come si dice ora, è nel nostro codice genetico. Sta di fatto che in Italia molti italiani hanno vissuto le varie fasi storiche che ci hanno portato alla nostra attualità con una sopportazione che sa quasi di masochismo. Pensiamo al Meridione d’Italia. Le stesse parole che sono agli atti parlamentari, da un secolo a questa parte, potremmo riesumarle senza loro togliere una virgola pensando alle tante promesse regolarmente disattese secondo una logica gattopardesca del tutto cambiare per nulla cambiare. Pensiamo all’assistenza sanitaria che ingrassa solo coloro che insistono nel lasciarla con gli sprechi e le disfunzioni che ci ritroviamo. E questo per non parlare della cosiddetta giustizia dei tribunali che diventa chiaramente una “ingiustizia” se per giungere ad una sentenza definitiva sia nei procedimenti processuali del civile come del penale occorre ragionare in termini di lustri. E la scuola? E’ un’altra bufala dei nostri tempi. Avevamo inventato, negli anni del dopo guerra, gli ammortizzatori sociali, e gli studi universitari, dilatati sino all’inverosimile con la logica del “fuori corso”, ne facevano parte di diritto unitamente al servizio militare obbligatorio e agli impieghi pubblici, e taluni privati, moltiplicatori di lavori “fatiscenti”, per nascondere l’impossibilità di assicurare maggiori opportunità lavorative ed ora, che questi “idoli” stanno andando in frantumi uno dopo l’altro, ci ritroviamo con figli meno istruiti, più bisognosi di cercarsi un lavoro, più ossessivamente votati a darsi delle risposte attraverso i master che sembrano volerci insegnare ciò che la scuola non è più in grado di fare e scaricando i costi non indifferenti sui già modesti bilanci delle famiglie di provenienza. Eravamo orgogliosi di essere un popolo di formiche ed ora ci costringono ad essere delle cicale. Perdiamo i nostri risparmi con le speculazioni finanziarie messe in atto dai soliti furbi. Perdiamo la possibilità di farlo in futuro con la frenesia degli acquisti a rate per ottenere oggi ciò che i magri stipendi non ci permettono. Ed in questa misura incominciamo a perdere la nostra identità per diventare quella di qualcosa di diverso sebbene non riusciamo a definirne con esattezza i contorni. Ci rendiamo conto che Dna o qualcosa d’altro forse solo “arrangiandoci” potremo dare una continuità alla nostra vita. Ma è vita o qualcosa d’altro?

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I vincitori di “Basta solo un sorriso 2009”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 dicembre 2009

Empoli. L’associazione “Basta solo un sorriso” ha premiato, per l’anno 2009, il gruppo di operatori del reparto di fisioterapia dell’ospedale “San Giuseppe” di Empoli. Si tratta di Paola Costagli, Silvia Forli, Federica Graziani, Elisa Migliorini e Stefania Moretti. Si è aggiudicato il premio, attribuito al singolo, anche Daniela Nencioni, operatrice socio-sanitaria presso l’ospedale “Santa Verdiana” di Castelfiorentino. Il premio viene assegnato sulla base di segnalazioni da parte di operatori, cittadini, colleghi, volontari, chiunque ritenga di aver incontrato nell’ambito dell’Asl 11 operatori che cercano sempre di costruire relazioni improntate alla cordialità. L’associazione “Basta solo un sorriso” è nata alla fine del 2008 dall’impegno di alcuni dipendenti dell’Asl 11 già soci del circolo Samarcanda, il cui scopo è quello di creare un ambiente sanitario sempre più positivo e disponibile. Questa seconda edizione della premiazione si è svolta nell’ambito di un’iniziativa solidale a favore della Tanzania che vede coinvolti Moira Borgioli e Giuseppe Neri, infermieri coordinatori dell’Asl 11 che, il mese prossimo, accompagneranno un gruppo scout di Empoli in un villaggio della Tanzania. Nel corso della serata conviviale sono stati raccolti 1500 euro  a cui il circolo Samarcanda ne ha aggiunti altri 500. Il fondo raccolto verrà consegnato dai due infermieri e servirà a sostenere le adozioni scolastiche nello stato africano.

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Un sorriso dall’Africa

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2009

Roma, 16 dicembre 2009 – 31 gennaio 2009 via Marino Mazzacurati 61/63 Galleria Il Mitreo. È stata presentato presso il Palazzo del Vicariato di Roma il progetto d’arte e solidarietà “Un sorriso dall’Africa” realizzato dall’Associazione culturale “Terra d’Arte” con il finanziamento della Regione Lazio, dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma e con la collaborazione dell’Istituzione Biblioteche di Roma. Il progetto prevede l’allestimento di una grande mostra fino al 31 gennaio 2010 presso i locali della Galleria Il Mitreo, sita in Via Marino Mazzacurati 61/63 nel quartiere di Corviale, in una location assolutamente particolare – all’interno di un contesto urbano dalle caratteristiche architettoniche e dai riflessi sociali estremamente rilevanti – dove la rassegna artistica si inserisce nell’azione di recupero complessivo dell’area.  La mostra –  ideata dal giovane artista romano Emiliano Yuri Paolini – vedrà esposte 25 fotografie dei sorrisi di altrettanti giovani studenti di filosofia stampate in bianco e nero su tele di due metri per due e successivamente colorate liberamente da bambini africani appartenenti alle comunità africane romane o ospitati dalla Casa famiglia Ain Karim. Le tele sono firmate da importanti filosofi contemporanei, da Giacomo Marramao a Carlo Cellucci, passando per Pierluigi Valenza, Pietro Montani, Roberto Finelli, Elio Matassi ed Edoardo Ferrario. “L’iniziativa ha il duplice scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tragica condizione di sfruttamento e prostrazione in cui versano molte donne nella regione del Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo e di sottolineare la straordinaria funzione educativa dell’arte nell’azione di solidarietà verso il prossimo – ha spiegato così il coordinatore del progetto, Stefano Valente – Al primo obiettivo è rivolta la raccolta fondi affiancata alla mostra, rivolta a sostenere, attraverso il lavoro del missionario laico Antonio Carovillano, progetti di microcredito e la nascita di una piccola cooperativa di donne residenti nella martoriata regione africana”. “Al raggiungimento del secondo scopo del progetto – ha concluso – è dedicato invece un laboratorio ludico-creativo con scolaresche del Municipio XV di Roma e un ciclo di quattro conferenze-dibattito presso la Biblioteca Corviale con esponenti del mondo della politica, dell’associazionismo, della cultura e dell’arte”.

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Movimento Civile contro la Pedofilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2009

Roma il 23 giugno, a partire dalle ore 20.30, in Piazza Navona, il Movimento Civile contro la Pedofilia ha organizzato la “fiaccolata mondiale contro la pedofilia”. Sarà una manifestazione sicuramente apolitica, con una scelta di fondo: il sorriso di tutti i nostri bambini. Qui non esiste colore, partito, religione; qui esistono genitori e figli, i nostri figli perché potrebbe capitare ad ognuno di noi ed anche quando, purtroppo  è capitato ad altri, il nostro cuore non può non rimanerne ferito. L’empatia è inevitabile in tali argomenti. In tutto questo si scenderà in campo anche per la mamma di Fiona e Milla la Signora Maria Pia Maoloni. Entriamo un attimo nel merito della storia della Signora Maoloni. Le sue bambine sono diventate oggetto anche, e sottolineo anche, di ricatto per obbligare la mamma a togliere le denunce penali a carico del padre, Rocco Antonini e del nonno paterno, Roberto Antonini. La signora viveva in Belgio con le sue bambine ( che ora si trovano ancora lì) ed a suo tempo bussò a tutte le istituzioni belghe ( Child Focus, SOS bambini, Associazioni per l’infanzia etc), per chiedere aiuto: si è trovata, invece, incastrata in una squallida rete. Nel Belgio vige l’omertà assoluta da parte dei media. Le bambine sono state sottratte alla mamma da parte delle Autorità Belghe, privandola ( illegalmente) di ogni contatto con le sue bambine. Scappata in Italia per proteggere le sue figlie, è rimasta 4 giorni in prigione e 16 giorni agli arresti domiciliari, dopo diché, le sue bimbe le furono portate via per 7 mesi in un Istituto in Italia. La Corte di Appello di Ancona, revocò il reimpatrio in Belgio delle bimbe, avendo ravvisato il pericolo ma, il 17 maggio 2007, il Tribunale dei Minori di Ancona, decide il reimpatrio delle bambine, scavalcando la decisione della Corte di Appello. Nel maggio 2008 la Corte Suprema di Cassazione di Roma, ha cassato la decisione emessa dal Tribunale dei minori di Ancona ma, ormai, era tardi, Fiona e Milla erano già in Belgio dal padre.

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Il corso “animatori con il sorriso”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2009

Al taglio del nastro “La tua gioia sarà la nostra gioia”, corso per “animatori con il sorriso” organizzato dall’Associazione Genitori A.Ge. “Alice e Flavio” di Aulla in collaborazione con la Società della Salute Lunigiana. Un percorso importante, completamente gratuito e aperto a tutti, che si svilupperà con l’ausilio di persone qualificate in campo sociale e ricreativo e nell’ambito del teatro e della musica, e che sarà articolato in 60 ore <Con l’intento -spiega la presidente A.Ge., Marina Pratici- di formare un gruppo di volontari capace di sostenere e rallegrare bambini, anziani e persone sole che vivono un momento difficile a seguito di una malattia o di un evento luttuoso>.In pratica una sorta di “animazione a domicilio”, dove le situazioni di fragilità territoriale saranno segnalate dalla Società della Salute. Aprirà il percorso il Mago Sales, alias Don Silvio Mantelli, personaggio di fama internazionale, maestro di Arturo Brachetti e promotore di progetti mondiali come “Maghi senza frontiere” e “Disarmo dei bambini”.
Don Mantelli sarà coadiuvato da Walter Rolfo, conduttore di programmi RAI, e da Marco Berry, collaboratore de “Le Iene” di Italia 1, e rilascerà ai neoanimatori aullesi un attestato di “arti magiche”. Il laboratorio teatrale sarà curato da Leonardo Fiorentini, collaboratore dell’Agenzia Arte e Spettacolo “Art No Limit Animation” di La Spezia, mentre Fabio Ravioli e Micol Gnetti, regista e attore della “Iaulla Production”, inizieranno i giovani ai segreti della macchina da presa con divertenti sketch. Il laboratorio musicale vedrà l’intervento di band locali, come i “Luna Falena” e Juri Padeletti, quello creativo sarà guidato da Marina Pratici, in possesso di diploma “Creativ”. Nilla Luciani, esperta di dinamiche di gruppo e didattica dell’insegnamento, seguirà la parte più prettamente formativa. Al percorso hanno dato spontanea adesione anche storici, artisti e scrittori del comprensorio lunigianese. Le “lezioni del sorriso” si svolgeranno il sabato pomeriggio, dalle ore 15 alle 17, presso la sede dell’A.Ge. di Aulla. Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza. Per informazioni e iscrizioni: 0187 490136.

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