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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘sospetto’

Occhi nel Buio: L’immaginario del Sospetto nell’antropologia della Paura

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2016

antonio faetiBologna Dal 18 ottobre 2016 al 9 maggio 2017 nella Biblioteca d’arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale (via Nazario Sauro 20/2) X Edizione del corso realizzato e condotto dal Prof. Antonio Faeti. Il titolo e il tema dell’edizione 2016-2017 è Occhi nel Buio. L’immaginario del Sospetto nell’antropologia della Paura, 25 lezioni che analizzeranno il tema della paura non solo come conflitto individuale e privato, ma come fenomeno sociale legato a particolari momenti storici: la paura del male, del passato e delle tenebre, della peste e delle rivolte e quindi della guerra e della fame.
Il corso ideato e condotto dal Prof. Faeti quest’anno giunge all’importante traguardo della decima edizione; infatti, è a partire dal 2007 che la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna promuove e sostiene quest’attività che ha riscosso un crescente successo ed è diventata un punto di riferimento nel settore. Dal mese di ottobre e fino a maggio, si terrà il ciclo di 25 lezioni di due ore ciascuna, tenute dal Prof. Faeti. I corsi trattano in maniera approfondita le tematiche forti del Professore quali la fiaba, la letteratura per l’infanzia, l’immaginario, il fantastico, la storia dell’illustrazione, l’alta narrativa italiana e internazionale, lo sviluppo della creatività. Sono rivolti in particolar modo – per contenuti e impostazione didattica – a insegnanti, educatori, studenti, laureandi del settore, operatori culturali, bibliotecari, librai e a quanti si occupano di pedagogia.
I corsi sono patrocinati dall’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna e hanno ottenuto il riconoscimento dell’Ufficio Scolastico Territoriale con decreto del Ministero dell’Istruzione quale attività di formazione e aggiornamento di interesse per la comunità scolastica. La Fondazione Carisbo ha reso fruibili al pubblico le 400 ore di lezione in formato DVD tenute dal prof. Faeti durante i nove corsi promossi dall’ottobre 2007 a maggio 2016. (foto: antonio faeti)

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Il sospetto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2013

L’incontro tra i capigruppo del M5S e Bersani si è tenuto per la prima volta, in assoluto in Italia, in diretta streaming. Un fatto che ci saremmo aspettati ricco di apprezzamenti ed invece i maggiori commentatori politici, della carta stampata, hanno avanzato il sospetto che si trattasse poco meno di una sceneggiata dove sarebbe prevalso il preconfezionato rispetto ai possibili accordi sottobanco. E’ un passaggio che la dice lunga sul modo di pensare di un certo ambiente giornalistico abituato da qualche tempo a giudicare il pensiero politico non per quello che si dice ma per quello che si fa, ovvero il contrario delle dichiarazioni di facciata. Qui ci riporta, inevitabilmente il discorso sulla “fiducia” che i partiti tradizionali hanno persa proprio per i loro “vuoti di memoria” e il malessere, che ne è derivato, degli italiani. Anche l’affannarsi di Bersani nel contattare le parti sociali è un’altra concitata ricerca di trovare il consenso mentre ha finto di non sapere che sull’altro versante esiste un movimento che, elettoralmente parlando, ha espresso proprio quelle parti sociali dando loro voce sul tema della fiducia e della credibilità. E’ un indubbio fatto culturale. E’ mancata troppo a lungo la coerenza tanto che se si vuole realisticamente tirarne le somme non indugerei, se fossi il capo dello stato, ad affidare il mandato pieno al movimento cinque stelle. Lui ci mette la credibilità e gli altri, alias Pd, il voto considerato che molti punti dei rispettivi programmi sono affini. Il resto è aria fritta. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Terrorismo in Nigeria

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2012

In seguito agli attacchi terroristici di venerdì scorso nella Nigeria settentrionale, Michael Idika, presidente dell’Associazione del popolo Ibo “Ohanaeze Ndigbo” dello stato federale di Kano chiede al governo di mettere a disposizione i veicoli necessari per evacuare gli Ibo del nord verso le regioni sudorientali della Nigeria. Secondo quanto apprende l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM), circa tre milioni di Ibo cristiani sarebbero pronti a lasciare la propria casa per cercare rifugio nel sud del paese. Gli Ibo si sentono vittime della campagna di terrore avviata dalla setta Boko Haram e non credono più nella capacità di tutela delle forze dell’ordine governative. Nelle scorse quattro settimane diverse decina di migliaia di Cristiani sono già fuggiti dalle regioni settentrionali della Nigeria, in cui la maggioranza della popolazione è di fede musulmana.Da Natale 2011 ad oggi gli attacchi terroristici di Boko Haram hanno causato più di 270 vittime e la violenza contro i Cristiani e la polizia nel nord della Nigeria ha ormai assunto proporzioni drammatiche. Tra gennaio e novembre 2011 425 persone sono morte a causa degli attacchi di Boko Haram, ma se la setta radical-islamica continuerà a seminare paura e terrore con la stessa intensità con cui è attualmente attiva, il numero dei morti potrebbe essere ancora più alto nel 2012 che potrebbe così diventare l’anno più sanguinoso mai vissuto dalla Nigeria dopo il genocidio nel Biafra tra il 1967 e il 1970.Gli attacchi di venerdì scorso contro strutture della polizia di Kano hanno causato almeno 165 morti. Un ulteriore attacco contro il presidio della polizia nel quartiere di Bompai è stato sventato all’ultimo momento. La polizia ha sparato a un presunto attentatore suicida mentre con la sua auto si stava avvicinando in modo sospettoso all’edificio della polizia. Nella macchina era stata poi trovata una bomba. E’ evidente che la polizia e l’apparato di sicurezza nigeriani non hanno sufficienti risorse per poter garantire la sicurezza delle minoranze e delle strutture governative. La corruzione, il mancato coordinamento degli interventi e l’abuso di potere hanno profondamente minato la fiducia della popolazione nelle forze di sicurezza statali. Inoltre la lotta alla setta Boko Haram è poco efficace, soprattutto a causa dell’esiguo coordinamento tra polizia, esercito e altre forze di sicurezza. Forti e aspre critiche si sono levate contro la polizia mercoledì scorso, quando uno dei principali sospettati per la pianificazione di un attentato a una chiesa cattolica è riuscito a fuggire mentre era agli arresti. Il 28enne Kabiru Soto è sospettato di avere pianificato l’attentato di Natale 2011 alla chiesa di Santa Teresa di Madalla (vicino alla capitale Abuja) in cui sono morte 37 persone e altre 57 sono rimaste ferite.

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Giocare a perdere

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2011

Tutte le volte che facciamo una riflessione sull’andamento della politica italiana dopo la pagina “nera” di mani pulite negli anni novanta e l’avvento del “fenomeno” Berlusconi, non pochi osservatori lasciano trasparire una loro stima dei fatti attraversata da un sospetto. Esso è avvalorato dal come le forze politiche che si sono contrapposte al nascente partito “Forza Italia” e al suo leader si sono comportate allorchè hanno vinto le elezioni e si sono poste alla guida del Paese. Sin dalle prime battute si è notato un malessere crescente al proprio interno. Non a caso il primo governo Prodi è caduto per mano delle faide interne alla sua coalizione e agli errori commessi dai suoi successori a partire da D’Alema e per finire ad Amato. Il secondo Prodi non è stato da meno. Tutto questo si poteva evitare. Ma la sconfitta elettorale delle politiche nella sua ultima tornata è derivata anche dalla incapacità del centro sinistra di proporsi all’attenzione dell’elettorato nazionale come forza credibile per il governo del paese. Idee poco chiare, distinguo inopportuni, alleanze ambigue, litigiosità soprattutto all’interno della sinistra e una leadership poco rappresentativa sono stati gli ingredienti che hanno remato contro un impegno elettorale che avrebbe potuto segnare la fine del berlusconismo. Possibile che non era stata compresa l’importanza della posta in gioco? E ora che cosa si indica? Solo una sterile opposizione nella quale si offre il fianco all’accusa di essere dei conservatori nel sostenere lo status quo della giustizia, nella difesa ad oltranza della scuola pubblica e degli interessi dei “baroni”, della voglia di riscatto politico attraverso le aule di tribunale, nel continuo chiedere dimissioni di questo o quel ministro o del governo per ritrovarsi immancabilmente messi in minoranza. E ora si aggiunge la circostanza che tutto il centro sinistra non solo si ritrova al cospetto di una maggioranza parlamentare e di governo ricompattata ma anche capace di esprimere al suo interno una opposizione e con il rischio di far diventare superflui, agli occhi degli elettori, tutto lo schieramento del centro sinistra definito da Berlusconi con un solo epiteto: comunisti e il che vuol dire “sorpassati” “antenati” “fuori dalla realtà”. Di questo passo giocare a perdere diventa qualcosa di più di un sospetto. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Legittimo impedimento

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2011

“Oggi, la Corte Costituzionale dovrà decidere se restare il baluardo della Costituzione italiana e dovrà allontanare il clima di sospetto che si è venuto a creare attorno all’organo, all’indomani degli strani comportamenti tenuti da alcuni giudici che lo compongono”. Così si esprime Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, in merito all’udienza pubblica alla Consulta sul legittimo impedimento che inizierà domani mattina. “Il nostro Paese ha fortemente bisogno che i suoi organismi principali siano al di fuori da ogni sospetto – continua Girlando – e i giudici della Consulta sanno di appartenere ad uno di questi. Con la loro pronuncia dovranno sgretolare quei dubbi nati nel momento in cui alcuni di essi cenarono col premier e con il ministro della Giustizia Alfano”. In conclusione, l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro sostiene: “Mi auguro che la legge sia bocciata, in quanto ritengo, senza mezzi termini, che sia una ‘porcata allucinante’”.

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Messaggio terroristico con pacco bomba

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Un pacco bomba prima di essere individuato ha avuto la possibilità di volare a bordo di un aereo della linea della Qatar Airways Airbus A320 da Sanaa a Doha e poi su un altro aereo, sempre di linea e della Qatar Airwas, fino a Dubai. E’ stato rintracciato solo dopo una soffiata dell’intelligence. A questo punto è scattato l’allarme su tutte le linee aeree provenienti dal Medio Oriente con destinazione Europa occidentale e Stati Uniti. Si ha il legittimo sospetto che analoghe spedizioni siano ancora in giro per il mondo in attesa di esplodere. L’allarme riguarda anche l’Italia sebbene a detta di Bin Laden le nazioni più prese di mira dal terrorismo sono la Francia e la Gran Bretagna oltre agli U.S.A. beninteso. Pare, questa volta, che la tecnica adottata è stata quella di servirsi di una inconsapevole studentessa ventiduenne in ingegneria informatica che ha portato, per fare un favore a un conoscente, i pacchi bomba ai corrieri. Costoro avrebbero poi consegnato i plichi a due sinagoghe della zona di Chicago.

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Affari tuoi: libro-denuncia

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2010

“Controllare sì, ma non troppo: forse era proprio questo che voleva la Rai quando mi ha chiamato come osservatore esterno a garantire i telespettatori sulla regolarità di ‘Affari tuoi’, il noto gioco a premi televisivo”. E’ quanto dichiara l’Avv. Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), annunciando l’uscita del suo libro “Affari loro” (Minerva Edizioni, Bologna), il volume disponibile da oggi nelle librerie che svela fatti, personaggi, trucchi e bugie del celebre “programma dei pacchi”.  “Fin dalla prima edizione del 2004 in cui sono stato designato a rappresentare i telespettatori -spiega Dona- ho cercato di prendere sul serio questo mio incarico: ‘Affari tuoi’ (programma Rai – Endemol) viveva da tempo sul filo del sospetto, in palio non c’era solo il denaro pubblico di chi paga il canone tv ma anche la fiducia di milioni di telespettatori seduti davanti ai teleschermi”. “Così -prosegue Dona- quando nell’edizione 2008-2009 ho scoperto un meccanismo che consentiva ai concorrenti di vincere ‘a mani basse’, ho ritenuto doveroso presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. Da allora le vincite si sono dimezzate, ma evidentemente sono diventato un ospite non gradito visto che la Rai ha pensato bene di ‘mettermi alla porta’. Adesso è giunto il momento di raccontare tutto in un libro, alzando il sipario su quel misterioso dietro-le quinte che i telespettatori non hanno mai potuto vedere”.  “Un ringraziamento particolare va a tutto lo staff dell’Unione Nazionale Consumatori -conclude Dona- associazione alla quale ho deciso di devolvere integralmente i diritti d’autore del volume. Perché in fondo, se questo libro esce nelle librerie, è proprio perché c’è qualcosa da raccontare ai consumatori”.

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Decaffeinati: sospetto di neoplasie

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

“E’ in arrivo dal Brasile un caffè che nasce già decaffeinato”. Così l’On. Dott. Domenico Scilipoti (IDV), con riferimento ad una pianta di caffè dell’Etiopia che già in natura, senza mutazioni genetiche, produce bacche con bassissimo contenuto di caffeina. “Presso l’Università brasiliana Unicamp affermano che non sono state prodotte artificialmente mutazioni del gene. Ricordiamo che la caffeina è una sostanza ad azione farmacologica tonica ed eccitante –  continua il deputato di Italia dei Valori – e che la decaffeinazione avviene attraverso un procedimento chimico (il caffè crudo viene trattato con un solvente, il cloruro di metilene). Ma il diclorometano (o cloruro di metilene) è ritenuto cancerogeno; inoltre, nel lavare il chicco di caffè per eliminare (non completamente) il solvente, si eliminano anche la maggior parte delle sostanze benefiche”. “Madre natura, dunque, ha pronta una soluzione naturale, senza manipolazioni umane – conclude l’On. Dott. Scilipoti (IDV) – è preferibile, per il bene di tutti, incentivare la ricerca a trovare soluzioni naturali, non OGM, anche per gli altri prodotti alimentari”.

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Il mattatore

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2010

Editorale fidest. I posteri potranno scrivere: “Dopo gli anni bui del grande inquisitore con i processi di mani pulite, degli anni novanta, dove i “mostri sacri” della politica sono stati messi in ginocchio, su di essi si erse un personaggio poco noto al grande pubblico ma non agli addetti ai lavori che con una operazione da manuale riuscì a mettere in piedi un partito e due alleanze ritenute dalla politica off limits. Una con un partito che dal dopoguerra in poi era vissuto con il sospetto d’essere la riedizione del fascismo e l’altro con un movimento che si dichiarava “separatista” e vagheggiante una Padania stato autonomo. E questa specie di armata Brancaleone riuscì al primo colpo a farsi forza di governo, sia pure per poco, ma ci riprovò perfezionando le sue alleanze”. Da allora in poi la politica trasbordò le sue esternazioni senza porsi più limiti e diventando, di per sé, spettacolo dove non mancavano le battute ad effetto, le esternazioni e le provocazioni. Tutto pur di far parlare il suo mattatore. Uomo poliedrico dove sembrava come Mida ogni cosa che toccava diventava oro e l’oro riuscì ad abbagliare anche i ciechi. Era diventato una valanga inarrestabile e che sembrava non riuscire a trovare il suo fondo valle. Precipitava sempre di più, per un abisso senza fondo, e con lui il popolo seguace, i suoi amici e i suoi avversari. Nessuno riusciva a frenarlo perché era come Napoleone che dopo aver imparato sui banchi di scuola le regole per fare la guerra in pratica le stravolse sui campi di battaglia sbaragliando in tal modo i suoi nemici. Comprese prima degli altri che la politica è spettacolo e le sue televisioni divennero degli irresistibili trampolini di lancio. Ma non basta. Occorre arricchire la sua verve con sempre nuove battute e un contorno di fedelissimi ragazzi del coro. Non possono essere consentite stonature. Così divenne il capocomico dello spettacolo. Ogni scena lo rappresentava con le attrazioni che creava riscuotendo applausi e consensi. I suoi avversari, alla fine erano costretti a fargli semplicemente il verso. Alla fine ottenne il massimo del successo riuscendo che ne parlassero tanto che persino i neonati e i vecchi bacucchi avevano sulle loro labbra il suo nome. Tutte le cronache ne parlavano da quelle rosa a quelle gialle, da quelle nere a quelle bluastre, dalle giudiziarie alle politiche. In tutte o vi era dentro o cercavano di farlo entrare e così con questo bla bla insistente, battente, ossessionante abbiamo avuto l’uomo che ha inventato la politica spettacolo o, per meglio dire l’ha importata ma ha saputo darle quel tocco di italianità che non guasta e i fatti lo stanno a dimostrare. E gli oppositori? Perché ve ne sono? Certo ma sono tanto impegnati, poverini, a litigare fra loro che pensano solo di farsi ridere addosso e ad essere umiliati di continuo. Così va la storia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Test antidroga per i parlamentari

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Sono terminati i test antidroga per i parlamentari. L’iniziativa è stata promossa dal sottosegretario alle  politiche per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile, Carlo Giovanardi. Alla prova, volontaria, hanno partecipato 232 parlamentari su 945, quindi, solo il 32% dei nostri eletti ha aderito mentre il restante 68% non ha ritenuto di sottoporsi a verifica, il che potrebbe destare sospetti sulla stragrande maggioranza dei parlamentari. La domanda che qualcuno potrebbe rivolgere è la seguente: caro parlamentare, se non hai nulla da nascondere perchè non ti sottoponi al test antidroga? Se non lo fai induci a pensare  che vuoi occultare qualcosa. Il venticello del sospetto, come quello della calunnia, fa presto ad insinuarsi nelle menti (deboli) di molti elettori. Ce’ poi il caso di una positivita’ riscontrata, il che costituira’ elemento di  “curiosita’” nei prossimi giorni. L’iniziativa, insomma, invece di tranquillizzare gli italiani sulle capacita’ dei propri governanti apporterà ulteriori dubbi. A codeste, e altre prove, si potrebbero sottoporre i parlamentari e i consiglieri delle varie rappresentanze locali. A riprova di italiche virtù, per esempio, si potrebbe proporre il salto degli eletti nel cerchio di fuoco. D’altronde non siamo un popolo di  poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e di trasmigratori?

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Discorso del Capo dello Stato Giorgio Napolitano

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

“L’ho ascoltato – diciara Antonio Di Pietro -, e direi che è di per sé condivisibile come tutte le dichiarazioni di buoni propositi. Sono improcrastinabili riforme che garantiscano un futuro a questo Paese. Ci vogliono maggiori risorse per le fasce sociali più deboli e interventi economici strutturali seri. Ma per quanto riguarda la riforma della giustizia il problema è sempre lo stesso: le riforme che vuole questo Governo sono solo ed esclusivamente norme per salvare Berlusconi dai suoi guai giudiziari, quindi processo breve, legittimo impedimento e il solito elenco di provvedimenti ad personam noti ormai a tutti. Insomma, su questo tema, non credo si possa parlare di clima di sospetto, ma di certezza, visto che questi provvedimenti sono già all’esame del Parlamento. Sono sicuro che il Presidente della Repubblica saprà essere garante dei principi della Costituzione e che, questa volta, non firmerà questi orrori.

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Brunetta e la legge 104

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2009

Roma. Dopo i “fannulloni” Renato Brunetta mette nel mirino la legge 104, o meglio, l’uso che se ne fa. Secondo il Ministro della Pubblica Amministrazione, infatti, la legge che consente permessi per l’assistenza a parenti disabili sarebbe “benemerita e importante” ma “usata in maniera opportunistica”. Brunetta ha stimato che gli abusi si aggirerebbero tra il 30% e il 50% nel settore pubblico e ha annunciato una revisione di cui si sta occupando il Parlamento per riportarla al suo originale spirito. “Se da una parte condivido il sospetto che si faccia, di questo come di altri strumenti legislativi, un uso distorto, dall’altra penso che più che una riforma della legge serva una riforma della mentalità della gente”, ha dichiarato Pamela Aroi, responsabile dell’Italia dei Diritti per le Politiche Sociali. “Ben venga una riforma – conclude la rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – , anche perché è una legge in vigore da tanto e che deve adattarsi nel tempo, ma il lavoro maggiore va fatto sull’uso che ne fanno di coloro che ne beneficiano”.

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Bancomat e carte di credito clonate

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2009

Le tecnologie in materia di sicurezza per le transazioni bancarie elettroniche a mezzo bancomat o carta di credito migliorarono progressivamente ma ancora assistiamo, quasi quotidianamente, alle denunce di cittadini che si trovano il conto corrente svuotato senza sapere da chi, con operazioni effettuate in luoghi lontani centinaia di chilometri dal nostro.Inseguire i nuovi pirati dell’era informatica sembra una lotta impari e senza scampo per l’ignaro consumatore-medio, che più medio non è, in quanto nella gran parte dei casi sono frodati proprio i cittadini più accorti ed oculati, con ciò destando ancora più preoccupazione da parte di chi tenta di porre argine ad un fenomeno che anziché rallentare pare proprio inarrestabile. Piccoli importi prelevati o acquisti tramite internet per oggetti di poco valore per destare il minor sospetto possibile e per brevi periodi, transazioni effettuate in varie parti del globo, allo scopo di non dare punti di riferimento a chi insegue una minima traccia.Eppure, basterebbero delle piccole accortezze quotidiane per evitare la frode, per risarcirne i danni o per bloccarla sul nascere, solo se i cittadini fossero più informati e più tutelati… Proprio per l’ampiezza del fenomeno e per la difficoltà dell’utente a recuperare le somme perse anche per le resistenze di alcuni gruppi bancari o proprietari dei circuiti internazionali, in quanto di non semplice accertamento, sarebbe opportuno in primo luogo aumentare le garanzie per i titolari di carte di credito e bancomat, attraverso un miglioramento delle tecnologie in uso e la stipula di polizze assicurative (da parte di banche e circuiti internazionali) a totale copertura delle somme che risultassero essere oggetto d’illecita appropriazione, ma soprattutto sostiene Giovanni D’AGATA componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, è necessaria un’opera di catechizzazione e d’informazione nei confronti di tutti i consumatori, ritenendo opportuno che sin da subito l’attuale Governo avvii una campagna nazionale di sensibilizzazione che illustri attraverso un vademecum le semplici regole per evitare di essere truffati.

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Radicali Massari: Obama e la coperta corta

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2009

Il nuovo ruolo svolto dalla vigilanza ed il piano di regolazione finanziaria presentato dal presidente Barack Obama, può essere considerato come il tentativo di evitare che lo Stato debba pagare i conti provocati dalla crisi economica, senza avere un controllo effettivo della situazione. Certamente il mercato è un’istituzione funzionante in base alle regole. La regolazione deve essere presente ed equilibrata ma, soprattutto, non può più essere limitata alla sola dimensione nazionale poiché l’economia globale impone regole incidenti sul “mercato globale”. Per rimanere negli USA Obama, come Giovenale, si pone l’antico quesito: chi controllerà i controllori? Da ieri le entità di controllo non saranno più “al di sopra di ogni sospetto”, anche se il prezzo da pagare sarà una concentrazione di ulteriori poteri in mano alla FED. Se è vero che il mercato ha bisogno di nuove regole per tornare in equilibrio, è pur vero che il prezzo da pagare è un maggiore intervento statale, nella speranza che non si distribuiscano i costi tra tutti i contribuenti ed i vantaggi tra pochi beneficiari. Per questo le banche dovranno offrire maggiori garanzie in tema di accountability, trasparenza, inferiore propensione al rischio. La lunga stagione di espansione dell’economia è stata alimentata dal ricorso eccessivo al debito, però una regolazione più stringente, sostenuta da una Vigilanza finalmente vigilante, comporterà anche un ulteriore rallentamento dell’economia, allontanando le speranze di una veloce ripresa. Questi interventi favoriranno la ripresa dell’economia? La maggiore regolamentazione garantirà la trasparenza e la sicurezza delle transazioni, e nel medio periodo se ne vedranno i risultati, ma le renderà anche più costose e difficoltose, con ovvie ripercussioni sul breve periodo in tema di occupazione. Non si dimentichi che l’aumento della spesa e degli investimenti governativi, finanziati con il debito pubblico a compensazione della spesa e degli investimenti privati non onorati, trascinerà anche gli Usa nella situazione dei paesi UE, primi tra tutti l’Italia: pagare subito i danni o trasferire alle generazioni future l’onere di onorare i debiti dei padri? Purtroppo, pur apprezzando le i ntenzioni di Obama, saranno i futuri contribuenti a pagare i conti lasciati in sospeso dalle generazioni precedenti.

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