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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘sostanza’

e-Cigarette: scoperta la sostanza che fa ammalare

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

Le autorità statali e federali americane che stanno indagando sulle misteriose malattie polmonari legate alle sigarette elettroniche, hanno scoperto la stessa sostanza chimica nei campioni di marijuana usati dalle persone che si sono ammalate in diverse parti del Paese e che hanno usato differenti marchi di prodotti nelle ultime settimane. Si tratta di un olio derivato dalla vitamina E, il cosiddetto vitamina E acetato. Lo scrive il Washington Post. La vitamina E si trova in certi alimenti, come l’olio di colza, l’olio d’oliva e le mandorle. L’olio derivato è disponibile comunemente come integratore nutrizionale ed è usato nei trattamenti topici della pelle. Non è noto come sostanza dannosa quando è ingerita come integratore o applicata sulla pelle,evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”.Ma la sua struttura molecolare, secondo gli esperti, potrebbe essere pericolosa se inalata. Le proprietà simili a quelle dell’olio potrebbero essere associate con il tipo di sintomi respiratori che hanno riportato molti pazienti: tosse, mancanza di respiro e dolore al petto. L’Illinois e l’Oregon hanno registrato in estate quelli che sono considerati i primi due decessi legati alla sigaretta elettronica o, più probabilmente, ai prodotti inalati.

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Democrazia: un involucro svuotato di sostanza e nella sostanza

Posted by fidest press agency su martedì, 13 agosto 2019

E’ un tema che sta mettendo in discussione già da alcuni anni, a questa parte, la stessa vita politica dei paesi occidentali. Era stato già evidenziato nell’ambito delle “Lezioni Norberto Bobbio” da Giovanni Sartori mettendo a confronto la democrazia in termini ideali, di idee e di opinioni con la situazione reale. Sartori, al riguardo, espresse il timore che la democrazia stia correndo il rischio di diventare “un guscio, un involucro, svuotato di sostanza e nella sostanza”.
Ma vi è anche un qualcosa di più da argomentare assistendo di continuo ad una sorta di asservimento della democrazia agli interessi partigiani, delle varie consorterie e dei poteri cosiddetti “forti”. Si avverte, per altro, sostenuta la distorsione di quelle regole primarie e fondamentali che stabiliscono chi è autorizzato a prendere le decisioni collettive vincolanti e con quali procedure. Una democrazia che non sembra avere validi strumenti di difesa nei confronti di chi strumentalmente, da grande pifferaio, limita il dibattito politico dalla piazza alla televisione e alla carta stampata ad un effetto epidermico e non riflessivo del suo ragionare. La stessa globalizzazione dei mercati e della libera circolazione delle merci, nata per un fine onorevole, non è più in grado di assicurare quel controllo e quella regolazione dei processi economici che possono garantire libertà ed eguaglianza. In altri termini la democrazia sta negando se stessa. Non punta più al bene comune, alla guida morale, al rispetto del limite degli interessi economici che non può essere affidato alla semplice negoziazione dei poteri sociali, cioè alla governance di forze economiche nazionali e internazionali.
Sono orami in molti a chiedersi dove è finita la democrazia come definizione delle condizioni di libertà, pluralismo e promozione dell’agire creativo in una molteplicità di campi?
Il prezzo più alto lo sta pagando quella cospicua fetta di umanità che dovrebbe fondare i suoi principi conduttori nella salvaguardi di due diritti inalienabili: alla vita e al vivere. Che senso ha, infatti, far rispettare il diritto alla vita se poi non si permette a questa stessa vita di vivere? (Riccardo Alfonso direttore Centri studi politici e sociali della Fidest)

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La curcuma? È una sostanza sicura?

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Mentre prosegue l’attività di verifica del Ministero della salute a seguito della segnalazione, da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, dei casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, riconducibili al consumo di curcuma, crescono i timori degli italiani legati al consumo della sostanza.Secondo il Prof. Ludovico Abenavoli, Professore Associato di Gastroenterologia dell’Università Magna Grecia di Catanzaro si tratta di un allarme che non trova fondamento scientifico.
La sicurezza di curcuma e curcumina è riconosciuta anche dalle Linee Guida sull’epatite da farmaci, pubblicate nel mese di giugno 2019 dall’Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL), che non inseriscono la curcuma ed i suoi derivati, come integratori determinanti effetti avversi epatici. Nel paragrafo dedicato all’uso di fitoterapici ed al rischio di sviluppare epatotossicità, in particolare, emerge la difficoltà di diagnosi nel determinare una relazione tra l’assunzione di integratori ed il realizzarsi dell’evento avverso che necessiterebbe di esami approfonditi come la biopsia epatica nella diagnosi di epatite da sostanze esogene, nella valutazione del danno del parenchima epatico, ma soprattutto per la diagnosi differenziale con altre possibili malattie epatiche ed in particolare quelle a genesi autoimmune.
La curcuma è una pianta perenne erbacea rizomatosa (Curcuma longa) della famiglia dello zenzero. La curcumina (1,7-bis (4-idrossi-3-metossifenil) -1,6-eptadiene-3,5-dione), chiamato anche diferuloilmetano, è il principale polifenolo naturale presente nel rizoma di Curcuma longa. La curcuma che rappresenta il componente principale del curry, miscela di spezie utilizzata in cucina per aromatizzare ed insaporire i cibi, e soprattutto un rimedio tradizionale il cui utilizzo in campo medico è documentato in scritti risalenti ad oltre 2000 anni fa. La curcumina in Giappone è servita nel tè, in Tailandia è usata nei cosmetici, in Cina viene usata come colorante alimentare ed anche nell’Unione Europea, dove è stata ammessa con la sigla E100, dopo una specifica valutazione di sicurezza. Negli Stati Uniti viene utilizzata nella senape, nel formaggio, nel burro e nelle patatine fritte, come conservante e come agente colorante. La curcumina è disponibile in diverse forme tra cui capsule, compresse, unguenti, bevande energetiche, saponi e cosmetici.
Tradizionalmente la curcumina è usata nei Paesi asiatici come medicinale per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antimicrobiche e antitumorali. La Curcuma è utilizzata per la prevenzione di numerose malattie ed in particolare malattie neurovegetative, steatosi epatica, patologie gastroenterologiche (malattie infiammatorie croniche intestinali, sindrome del colon irritabile, infezione da Helicobacter pylori), malattie cutanee (vitiligine, psoriasi, dermatite da radiazioni), disordini oftalmologici (congiuntivite, cataratta, xeroftalmia, condizioni degenerative), malattie neurologiche (morbo di Alzheimer, ansia, depressione), infezioni ricorrenti del tratto respiratorio e prevenzione cardiovascolare (effetto ipolipemizzante).

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Resa davanti alla morte

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

Lettera al direttore. Stefania Rossini, su L’Espresso n. 15 del 14 aprile, pubblica una lettera di Renato Pierri, il quale nella sostanza osserva come un animaletto affetto da malattia inguaribile, accompagnato alla morte per evitargli unutili sofferenze, sia in fondo più fortunato di un malato terminale al quale la dolce morte, invocata disperatamente al fine di porre termine ad atroci sofferenze, viene negata. La giornalista, rispondendo, scrive: “Accompagnare un animale alla morte è esperienza comune… Come è comune il senso di serenità che segue a questa scelta: si è affrontato in anticipo il dolore della perdita salvando l’altro da una inutile sofferenza. Va riconosciuto però che quella serenità nasconde anche una punta di onnipotenza: ci sentiamo vincitori sulla morte perché l’abbiamo preceduta, attutendo il suo potere annichilente”. Onnipotenza? Vincitori? Viene da sorridere. Semmai è il senso d’impotenza di fronte alla sofferenza inutile e insopportabile, che ci spinge ad anticipare una morte annunciata ed inevitabile. Al più saremmo vincitori della sofferenza. Ma in realtà è una resa davanti alla morte, che ci fa sentire sempre perdenti.(Miriam Della Croce)

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Decreto rinnovabili

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2011

Ci sarebbe da sorridere, se non si stesse parlando del decreto che recepisce nella nostra legislazione la Direttiva 2009/28/CE relativa alla promozione dell’uso delle fonti rinnovabili (FER); decreto approvato dal Consiglio dei ministri di giovedì scorso. In sostanza quello approvato dovrebbe essere lo strumento che dovrebbe permetterci di raggiungere l’obiettivo di produrre con fonti rinnovabili il 17% dei consumi finali di energia primaria entro il 2020. Il decreto era stato assemblato insieme a Confindustria e ad altri soggetti durante l’autunno, ma poi ognuno ha tentato di tirare la coperta dalla propria parte ed il governo piuttosto che difendere una propria linea con chiarezza, piuttosto che dirigere la musica, si è limitato a dare un contentino alle diverse parti, col risultato di partorire un obbrobrio legislativo che piuttosto che favorire, mortifica le fonti rinnovabili. E’ invece accaduto che per un anno e mezzo il governo abbia ritardato la definizione del conto energia (parliamo di fotovoltaico) entrato in vigore il primo gennaio di quest’anno, ed è accaduto che poi con un decreto (il decreto Alcoa, convertito nella Legge n.129 del 3 agosto 2010) abbia introdotto una scellerata norma che permetteva in deroga al nuovo conto, di permettere di continuare a percepire i sussidi del vecchio a tutti coloro che pur avendo tempo di allacciare gli impianti entro il 30 giugno 2011, avessero comunicato al GSE di aver installato i pannelli entro il 31 dicembre 2010.  Questa norma ha fatto arrivare al GSE segnalazioni per una potenza di circa  3.700 MW, quantità che unita al prevedibile record di installazioni 2010 (non sapendo fino all’estate gli importi degli incentivi per il 2011 le imprese si sono date da fare nel 2010), ha di fatto praticamente esaurito il tetto del nuovo conto energia che avrebbe dovuto durare sino a fine 2013. Ora il nuovo decreto azzera tutto affermando che gli incentivi del nuovo conto energia saranno in vigore per soli 5 mesi: scadranno il 31 maggio prossimo! Sempre per il fotovoltaico il ministro Galan si dice orgoglioso della norma che limita al massimo a 1 MW la potenza installabile a terra, e gode di aver bloccato così “i grandi impianti fotovoltaici che sono una bestemmia dal punto di vista paesaggistico ed un insulto all’agricoltura”. Devo dire che pur essendo sfavorevole a grandi impianti a terra trovo fuori tono queste prese di posizione, giunte anche da parte ambientalista. Per prima cosa perché se gli agricoltori hanno problemi economici e trovano nel fotovoltaico una possibile integrazione di reddito, il problema non sono i pannelli ma l’agricoltura che oggi non è remunerativa e allora il problema non è il sole ma sono le regole che non permettono ai contadini di essere pagati in modo dignitoso, allora il problema è la politica agricola comune europea, allora il problema è l’accordo agricolo WTO che da anni ci si batte perché sia abrogato perché l’agricoltura è una attività speciale, il cibo non è una merce qualunque. Si preoccupi di questo il ministro Galan innanzitutto!Non si vogliono impianti enormi? Ok allora stabiliamo gli incentivi in modo da indirizzare lo sviluppo su impianti su tetti e coperture, su serre e su aree dismesse. Il Ministro Romani sembra invece intenzionato a buttare -come è stato detto da molti-  il bambino con l’acqua sporca, perché bloccare gli investimenti farebbe crollare interi settori dell’industria e dei servizi, gettando al vento i soldi che saranno erogati per vent’anni, visto che sinora si è gridato – al lupo, al lupo – non per quanto speso, ma per quanto spenderemo. La verità è che è in atto una campagna per gettare fango sull’intero settore delle fonti rinnovabili che in un solo anno ha installato capacità generativa equivalente a uno dei mega reattori nucleari da 1.600 MW che si vogliono installare in Italia e che hanno bisogno di minimo otto anni, per essere costruiti. Campagna che sfrutta abilmente alcuni dati omettendone altri. Gli incentivi per le fonti rinnovabili pesano infatti per meno della metà del totale degli oneri di sistema che compongono la bolletta elettrica: nel 2010 circa 2,7 miliardi su un totale di oltre 5,8 miliardi di euro.Tutti puntano il dito su questi 2,7 miliardi ma nessuno lo fa contro il quasi miliardo di euro di IVA che in maniera del tutto scorretta lo Stato incamera su questi oneri; nessuno ricorda che ogni anno milioni di euro li paghiamo per il vecchio nucleare (285 milioni nel solo 2010, quando i “costosissimi” incentivi al fotovoltaico nel 2009 sono stati 303 milioni! Circa 110 milioni nel 2008), idem per oltre 1,2 miliardi di euro per il noto CIP6, che, seppur in esaurimento, ancora nel 2010 incentivava le cosiddette fonti assimilate che altro non sono che fonti fossili. Inoltre, sono da conteggiare le agevolazioni che riguardano le Ferrovie dello Stato, e che lo scorso anno ammontavano a 355 milioni di euro.   Tornando al decreto, si può concludere che risulta certamente discrepante il suo contenuto rispetto al Piano di Azione per lo Sviluppo delle Rinnovabili redatto la scorsa estate, confermando che si trattava di un documento “non politico”, frutto dell’analisi tecnica del personale del ministero. Molti stanno sollevando un problema di incostituzionalità per il decreto di giovedì scorso, ma il nocciolo della questione è che l’attuale governo nelle fonti rinnovabili non crede e se legifera, lo fa solo perché obbligato di vincoli europei e lo fa nel peggior modo possibile, come ben sa fare. (Roberto Meregalli in sintesi)

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Diamo sostanza ai valori cristiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

“Il Governo dovrebbe dialogare ancora di più con le famiglie, sostenendole in maniera più significativa e tangibile per rendere la nostra comunità più coesa e forte e affrontare meglio il periodo difficile che attraversiamo”. Così l’On. Domenico Scilipoti (Movimento di Responsabilità Nazionale), in riferimento alla necessità di dare  supporti alle famiglie numerose, incentivi per l’asilo nido, sostegni alle donne che vogliono avere più figli. “I sociologi parlano di morte della famiglia. Una sana famiglia –  continua l’On. Scilipoti (MRN) – si basa sul rapporto naturale tra l’uomo e la donna e sulla procreazione; occorre spingere l’azione politica del Governo a trovare le risorse necessarie a incentivare la maternità, frenata da condizioni economiche sfavorevoli. In Italia attualmente la natalità, gradita, è tenuta alta dagli immigrati. Nel Nord Europa le donne fanno più figli perché ci sono politiche sociali favorevoli alle famiglie. Incentiviamo dunque il desiderio italiano di maternità, dando sostanza ai valori cristiani.. Trovare le risorse non è difficile: per esempio, è sufficiente ridurre drasticamente i finanziamenti pubblici ai giornali dei partiti,  o smistare il 70 % dei rimborsi elettorali verso le famiglie. Basta con gli sprechi – conclude l’On. Scilipoti –  proiettiamoci verso la produttività e verso la famiglia, primo mattone su cui si regge la società” . (Dott. Giuseppe Cuschera)

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Mediazione civile: fine degli inganni

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Si è scatenata una bufera sull’O.U.A.  (Organismo Unitario Avvocatura Italiana), al congresso nazionale forense tenutosi a Genova, il ministro Alfano, con coraggio ha dato il benservito “alla casta”, che aveva presentato  in materia di mediazione civile e commerciale  proposte indifendibili, come quella, di ottenere l’obbligo di difesa alle parti in mediazione  e l’abolizione della obbligatorietà in materia di mediazione. Il ministro Alfano, molto garbatamente  nella forma ma polemico, giustamente, nella sostanza, ha consegnato alla platea dei duemila avvocati presenti (meno dell’1% degli iscritti) un messaggio molto chiaro ed inequivocabile: “non sono più ammissibili demagogie”.
Sarebbe una cosa molto sgradevole e non deontologicamente sana se, una parte dovesse smentire avanti ad un giudice ordinario, così come già successo, “ l’avvocato non mi  “ha informato” a dovere sulla conciliazione.  Quello che sta succedendo nella classe forense fa riflettere, perchè mentre da un lato pretendono adeguata professionalità dei conciliatori, dall’altro non si rendono conto che sono proprio gli avvocati ad essere designati per competenze specifiche a dirimere le controversie. Questo fa capire che all’interno dell’avvocatura c’è uno scontro in atto tra i grossi studi di avvocati civilisti e i giovani avvocati. E’ evidente la contrapposizione, dice il presidente dell’A.N.P.A.R. – Associazione Nazionale per l’Arbitrato e la Conciliazione dott. Giovanni Pecoraro, sono tanti gli avvocati/conciliatori che sono entusiasti di aver intrapreso questa nuova attività, più in particolare le donne. Questi nuovi professionisti dal 20 marzo 2010, data di entrata in vigore del D.Leg.vo n. 28, hanno capito le coincidenze fortunate che offriva la neo-legge  in materia di opportunità di lavoro professionale. Come mai, questo è accaduto! solo a partire dal 20 marzo? Perchè, afferma Pecoraro –  vi  è stato, da parte “della casta” un attentato contro il diritto degli avvocati  a conoscere come stavano realmente le cose.   Prima di questa data l’istituto della conciliazione esisteva di già ed anche in forma obbligatoria: è da quando è entrato in vigore  il citato decreto che i giovani avvocati  non sprovveduti o deviati  hanno capito la reale importanza di una legge che risolve in breve tempo a costi zero una lite. Si diceva  e lo si è detto fino alla vigilia del congresso di Genova che la “media-mediazione” avrebbe fatto la fine della mediazione obbligatoria in materia di lavoro. In questi ultimi mesi si è assistito a sceneggiate patetiche scioperi  contro se stessi,   ricorsi al TAR contro una legge liquidata con parere favorevole del Consiglio di Stato e per ultimo di minacce  di “incatenamenti”, cose che non incantano più nessuno, così come non hanno incantato quegli avvocati (oltre 120 mila) che si sono dedicati con profitto a questa nuova professione di conciliatore professionale. Dico ancora di più, con questa legge  è stato allargato ulteriormente  il ventaglio di occasioni professionali; non più solo avvocato ma: conciliatore, arbitro, negoziatore, consulente di parte nel procedimento di mediazione, C.T.U. e per ultimo con  l’entrata in vigore del D. M. 180 del 4 novembre 2010 anche la possibilità di esercitare l’attività di docenza in materia di risoluzione di controversie in materia civile e commerciale.
Ma quale tutela di difesa ai cittadini? I cittadini hanno detto basta, da tempo  ai “classisti” e se qualcuno paventa “incatenamenti” mettendo da parte anche quel poco di dignità professionale rimasta, sappia che da parte dei cittadini  ci sarà  una richiesta  “referendaria”   anche Europea per il mantenimento ed il potenziamento del nuovo istituto giuridico sulla mediazione. (A.Bove – in sintesi)

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Nicola Carrino Scultura e progetto

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Orvieto 25 settembre 2010 ore 11.00 Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto Palazzo Soliano “Museo Emilio Greco” (25 settembre 2010 – 9 gennaio 2011)  La mostra ripercorre cinquant’anni di impegno e di attività con una selezione di disegni, dipinti, progetti, opere plastiche e costruttivi che restituiscono il senso del suo intervento forte, sempre intenzionale e ponderato, nel contesto in particolare degli anni più creativi accesi e critici del secondo Novecento, riuscendo a rappresentarne a pieno la sostanza, la carica intellettuale, l’energia ideologica e la sollecitazione provocatoria.
E’ un contributo importante all’azione del MODO, già orientata, con le iniziative di Altro Modo avviate dallo scorso anno, ad approfondire il tema della comprensione dei linguaggi del contemporaneo, questa volta affrontando il problema della comunicazione tra museo e città, tra interno ed esterno del “sistema dell’arte”, e tornando sulla dialettica del rapporto tra luogo storico e contemporaneità. Ed esemplifica la nuova direzione della committenza intrapresa dal MODO, committenza per così dire con-temporanea, rivolta ad offrire al pubblico nel tempo limitato della mostra, lo spazio illimitato infinito dell’intervento dell’artista http://www.opsm.it  http://www.museomodo.it
Nicola Carrino nato a Taranto nel 1932, vive e lavora a Roma. Docente di Scultura nelle Accademie di Belle Arti sino al 1992.

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Manifesti d’artista

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2010

Trieste fino al 18/7/2010 via Fabio Severo (angolo Foro Ulpiano) Via Fabio Severo Quarto appuntamento della manifestazione a cura di Maria Campitelli  in collaborazione con Elisa Vladilo, Eleonora Farina, Mattia Plevnik e Vittorio Urbani  Al IV appuntamento di Manifesti d’artista si presentano due artisti : Umberto Cavenago e Ermanno Cristini. La nuova affissione inizia il 5 luglio, alle ore 18, in via Fabio Severo, di fronte al Tribunale, a Trieste. L’iniziativa, che si rinnova ogni 15 giorni, e’ promossa dal Gruppo78 a cura di Maria Campitelli con la collaborazione di Elisa Vladilo e di Eleonora Farina, Matija Plevnik, Vittorio Urbani.  I due manifesti presentano forti affinità soprattutto concettuali. In sostanza affrontano il tema del -vuoto- da angolazioni diverse ed entrambi appaiono intimamente radicati su problematiche e realtà caratteristiche del nostro tempo come stati di precarietà, di trasformazione. (manifesti)

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E se io non voglio soffrire per i fratelli?

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Mag 2010

Lettera al direttore. Il Papa a Fatima ha detto ai malati: “Potrai superare la sensazione di inutilita’ della sofferenza che consuma la persona nell”intimo di se stessa e la fa sentire un peso per gli altri, quando, in verità, la sofferenza, vissuta con Gesu’, serve per la salvezza dei fratelli”. Ora, io capisco che si voglia dare conforto a  coloro che soffrono, ma perché dire loro qualcosa che non risponde a verità? Dove sta scritto che la sofferenza del malato serve per la salvezza dei fratelli? E se io non voglio soffrire per i fratelli? In realtà, la somiglianza a Cristo è nella forma, ma non nella sostanza. Gesù godeva di ottima salute, mangiava e beveva (cf Mt 11,19). La sofferenza, in qualche modo Gesù se la cercò, ma non per il gusto di soffrire, come hanno fatto alcuni santi, ma per necessità. Fu lui a dirlo: “E’ necessario che il Figlio dell’uomo soffra molto…sia messo a morte” (cf Lc 9,22). La sofferenza del Cristo aveva uno scopo: la salvezza dell’umanità. Che la malattia abbia questo scopo, è un concetto che non trova fondamento alcuno nel vangelo, e contrasta con la ragione.  San Paolo afferma: “Ora io gioisco nelle sofferenze che sopporto per voi, e completo nel mio corpo ciò che manca dei patimenti del Cristo” (Col 1,24). Ed ecco il commento di Elio Peretto (La Bibbia, Edizioni Paoline, 1981): «Non è facile capire come Paolo completi nel suo corpo ciò che manca alle sofferenze di Cristo». Il sacrificio del Cristo fu unico e irripetibile. E del resto, si trattava di sofferenze conseguenti alla decisione di Paolo, di evangelizzare il mondo.  (Miriam Della Croce)

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Sequestrato night club cinese a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2010

“Non è la prima volta che la criminalità cinese si manifesta sotto una delle sue innumerevoli forme nella zona est della città”. Così Alessandro Calgani, responsabile romano dell’Italia dei Diritti, commenta il sequestro preventivo eseguito in un locale a luci rosse della Capitale sito in via Casilina e gestito interamente da cinesi. All’interno del night club, che ospitava quindici prostitute, è stata trovata anche una nuova sostanza stupefacente di origine asiatica chiamata “K-Fen”, oltre a dosi di hashish, marijuana e svariate pasticche di ecstasy. “Rimango dell’opinione – continua Calgani – che serva una struttura ad hoc delle forze dell’ordine specializzata e focalizzata sulla realtà della comunità cinese, molto più complicata da gestire, vista anche la maggiore difficoltà di identificazione dei soggetti che vi appartengono, vuoi per tratti somatici, ma soprattutto per la trascrizione in lingua delle generalità. Alle periferie deve essere fornita una risposta di sicurezza tale da non creare veri e propri quartieri d’oriente. Sicuramente – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – tale soluzione non può essere quella attuale, con ripetute chiusure dei commissariati, tra i quali quello di Centocelle, l’estensione del provvedimento al Casilino e con altre strutture di polizia di zona su cui pende la mannaia dello sfratto”.

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Troppo antimonio nei succhi di frutta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2010

Livelli di antimonio molto al di sopra dei limiti previsti dall’Unione europea per l’acqua potabile rilevati in 16 tipi di succhi di frutta e spremute commercializzati nel Vecchio Continente (Danimarca, Scozia e Grecia). Sotto la lente dei ricercatori c’è una sostanza collegata al rischio cancro che, secondo il team che ha condotto lo studio, supera in alcuni casi anche di due volte e mezzo il limite ritenuto sicuro dall’Ue per l’acqua potabile. Stando alla ricerca, pubblicata sul Journal of Environmental Monitoring da scienziati dell’Università di Copenhagen (Danimarca), la sostanza nel mirino sarebbe passata nel succo dalle bottiglie di plastica e cartoni. Risultati definiti preoccupanti dagli stessi ricercatori, che sottolineano l’importanza di indagare più a fondo sul fenomeno. Secondo precedenti studi, ricorda il quotidiano britannico Daily Mail, l’antimonio è stato collegato al rischio di tumori e problemi cardiaci e polmonari. Il team ha aggiunto che la sostanza è stata scoperta in 16 tipi di succhi ai frutti rossi (con fragola, more e frutti di bosco) e bevande alla frutta.

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Residui di antiparassitari nei generi alimentari

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2010

Ci è giunta notizia che da un esteso monitoraggio effettuato in Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Toscana e Lombardia, finalizzato ad accertare la qualità del miele biologico, è stata riscontata la presenza di un antiparassitario nel propoli, con dosi trentaquattro volte superiori ai limiti consentiti dalla legge. Nel comune di Bagno di Romagna sono state sequestrate oltre duemila confezioni contaminate. Dai controlli è emerso che esistono produzioni a base di miele che utilizzano sostanze di origine naturale e altre, oggetto di attenzione, che utilizzano farmaci a base di principi attivi di sintesi per la lotta alla Varroa. La procedura di allerta alimentare attraverso gli organi del Ministero della Salute per il ritiro del prodotto contaminato è già  stata attivata.  Il pròpoli è una sostanza resinosa che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante. Si tratta quindi di una sostanza di origine prettamente vegetale anche se le api, dopo il raccolto, la elaborano con l’aggiunta di cera, polline ed enzimi prodotti dalle api stesse. Le indagini sono ancora in corso su tutto il territorio nazionale. Per queste ragioni, il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA, invita le autorità preposte ad accertare eventuali contaminazioni in altre sostanze a base di miele ed individuare le rotte con le quali questi prodotti antiparassitari, ormai al bando in Italia e in Europa, vengono illegalmente introdotti commercializzati nel nostro Paese.

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Il Crocifisso nelle scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2009

In una società che sta diventando sempre più multietnica, con culture diverse che già trovano difficoltà di integrazione, il simbolo massimo di una religione ostacolerebbe ulteriormente il processo di assimilazione culturale. Peraltro escludere il Crocifisso dalle aule non significa cancellarlo dai cuori. Anche in questo caso questa democrazia malata, privilegia l’apparenza di una icona alla sostanza di un sentimento di Fede e di Amore. Ho visto troppi crocifissi al collo di scollacciate escort di turno, che esibivano una croce tempestata di brillanti, sballottolata tra i seni generosamente esposti alla domanda; ma si è sempre trattato di un crocifisso senza Cristo, sostituito dal simbolo dell’opulenza e del possesso materiale. Cristo non può essere ridotto ad una occasionale icona da esibire per privata convenienza. Ora il governo italiano si leva a paladino di ciò in cui non crede. (Rosario Amico Roxas)

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Contratti di filiera

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

“I contratti di filiera sono uno strumento utile in agricoltura solo se collegati ai concetti di territorialità e di etichettatura di origine” E’ quanto ha affermato Mauro Tonello, Presidente del Comitato di Commissariamento dell’Ascat-Unci, nonché Vice Presidente Coldiretti,  in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati nell’ambito dell’Audizione con i rappresentanti delle organizzazioni cooperative agricole sulle questioni riguardanti il settore agricolo e agroalimentare. “Il mondo delle imprese cooperative – ha aggiunto Tonello nel suo intervento – identifica appieno la valorizzazione delle distintività territoriali, delle tradizioni e delle specificità locali. In sostanza, solo se i contratti di filiera saranno strategicamente orientati al legame con il territorio e alla promozione piena e complessiva della cooperazione agroalimentare si potranno potenziare le reali opportunità di sviluppo dei diversi segmenti della filiera agricola: dalla produzione, trasformazione sino alla distribuzione dei prodotti.” Come rilevato nell’Audizione parlamentare della scorsa settimana, “l’Ascat-Unci ha, inoltre, ribadito la necessità di intervenire sull’attuale basso potere contrattuale dell’agricoltura e sul  meccanismo perverso dei bassi prezzi, che provoca effetti devastanti sui produttori e soci cooperatori e sul potere d’acquisto dei consumatori. Un rimedio a tale situazione potrà essere la costruzione di una filiera agricola tutta italiana ‘firmata’ dagli stessi agricoltori, in grado di tutelare il consumatore, basandosi sulla trasparenza della filiera, sull’indicazione dell’origine in etichetta e sul legame del prodotto con il territorio di riferimento. Un meccanismo che sarà in grado, così, di arginare anche lo strapotere della grande

distribuzione”.

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Obama: attacchi da destra e sinistra

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

“Chi vuole essere il prossimo a mettersi a strillare?” Ecco cosa ha detto Barney Frank, deputato liberal del Massachusetts in un town hall di qualche settimana fa, un incontro aperto al pubblico per discutere la riforma sanitaria. La stampa ha ovviamente infuocato queste forti reazioni di piccole minoranze suggerendo che vi è molta opposizione alla riforma sanitaria. In alcuni casi la stampa, specialmente la televisione, ha persino “celebrato” quei pochi individui che si sono presentati ad alcuni town hall con armi da fuoco. Alcuni sono stati anche intervistati da giornalisti televisivi. Poco è emerso da queste interviste eccetto il fatto che se uno vuole andare in televisione basta presentarsi a un town hall meeting con un mitra.  Obama in sostanza sta spendendo il suo “capitale” politico per mettere a posto la situazione critica della sanità. Il problema per lui è che non solo deve difendersi dagli attacchi della destra ma anche da quelli della sinistra. L’appoggio della sinistra al presidente è anch’esso diminuito dal 94 all’83 per cento. Ciò si spiega principalmente con le incertezze di Obama sull’opzione pubblica della sanità. L’estrema sinistra preferirebbe un sistema sanitario single-payer in cui le assicurazioni private sarebbero tagliate fuori come avviene in grande misura in Canada ed in molti altri paesi industrializzati. Obama sa che quest’idea sarebbe troppo radicale per gli americani ed ha offerto il compromesso dell’opzione pubblica che sarebbe un passo avanti verso il sistema single payer. L’opzione pubblica è però inaccettabile alla destra perché creerebbe concorrenza alle assicurazioni private. Come si sa, queste aziende guadagnano attualmente un sacco di quattrini e sono le alleate naturali del Partito Repubblicano. Obama si trova dunque attaccato sia dalla destra che vuole l’inerzia e dalla sinistra che vorrebbe il sistema single-payer. Ciononostante il presidente ha ancora abbastanza capitale politico per implementare il suo programma di moderato. Se l’economia continua a mostrare segni di ripresa Obama si conquisterà ulteriore capitale politico additando allo stimolo come ragione del miglioramento. In questo momento Obama ha però bisogno di alleati politici come Frank il quale grida più forte della gente che non sa nemmeno che Medicare funziona ed è un programma del governo. ( sintesi da un aritocolo di Domenico Maceri)Domenico Maceri, PhD della Università della California a Santa Barbara, è docente di lingue a Allan Hancock College, Santa Maria, California, USA. I suoi contributi sono stati pubblicati da molti giornali ed alcuni hanno vinto premi dalla National Association of Hispanic Publications.

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Riordino carriere dello Stato Magg Difesa

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2009

(fonte sito internet Sergenti.it), pubblichiamo la notizia riguardante la pubblicazione sul riordino che ci assicurano essere quella elaborata dallo Stato Maggiore della Difesa.  In genere GrNet.it non pubblica “bozze” di provvedimenti, attendendo l’emanazione della norma definitiva, ma questa eccezione viene fatta per dare conto agli operatori del comparto della reale situazione in merito all’annoso problema che si trascina ormai da troppo tempo.  Sgombriamo il campo da ogni equivoco: il documento citato non è, in sostanza, il riordino delle carriere come se lo aspetta ogni operatore del comparto, cioè un progetto ben articolato di riassetto di compiti e funzioni, ma appare essere una bozza di disegno di legge delega al Governo.  Questa “bozza” non ci entusiasma particolarmente, per due motivi:  1) non è detto che la delega al governo si trasformi in un provvedimento di legge perchè sono ben poche quelle che  rispettano i tempi canonici per produrre effetti legislativi (12 mesi)  2) la copertura finanziaria è largamente insufficiente per  dare corpo ad un vero riordino.  In merito al secondo punto, giova ricordare che per varare un progetto serio di riordino per tutto il comparto Sicurezza e Difesa, è necessaria una copertura finanziaria che si stima essere superiore al miliardo di euro. Le risorse disponibili sono ad oggi le rimanenti stanziate dal governo Prodi, che si aggirano intorno ai 180 milioni di euro, quindi largamente insufficienti.  Nel frattempo nelle varie commissioni si affollano proposte di legge che, se possibile, contribuiscono ad elevare il livello di incertezza e confusione. Tra quelli più invise sicuramente le proposte di legge che intendono, tout-court, accorpare il ruolo Sovrintendenti/Sergenti/Brigadieri con quello subordinato degli Agenti/Sottocapi/Appuntati.  La sovrabbondanza di proposte di legge insomma sembra rispecchiare una superficialità imbarazzante che serve, a nostro avviso, per creare un gran polverone che nasconda agli occhi degli interessati il vero problema.  Non ci sono i soldi per fare il riordino delle carriere. Le nozze coi fichi secchi tutti sanno come vanno a finire, ma per adesso sembra l’unica strada che il governo è disposto ad imboccare – stante l’evidente calo di consensi registrato nelle fila degli operatori  del comparto, nelle cui orecchie risuonano ancora i proclami e le promesse fatte loro in campagna elettorale – è quello della cortina fumogena farcita da spot più o meno convincenti.  Naturalmente speriamo che l’esecutivo, in tempo di crisi, riesca a raggranellare le somme necessarie alla bisogna, magari intensificando la lotta all’evasione fiscale invece di cedere nuovamente alla tremenda tentazione rappresentata dall’emanazione di condoni, per come riportano alcuni organi di stampa (La repubblica e il Sole 24 Ore) (M.F.)

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Tra il dire e il fare

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2009

Editoriale fidest. La convivenza umana e non solo ci ha imposto regole per indurci ad essere più tolleranti con il forestiero, più comprensivi con le intemperanze dei nostri vicini. Abbiamo inventato la “diplomazia” per essere sempre più concilianti, ma spesso solo nella forma. Nella sostanza tramiamo. Vi è tutta una serie di teorie per giustificare e calmierare la violenza. Diciamo che uccidere è un peccato, ma non siamo dei peccatori se ci legittimiamo con una dichiarazione di guerra nei confronti del vicino che ci ha offesi o che si suppone attenti la nostra incolumità. Da una parte ci troviamo con biechi assassini e dall’altra con eroi. Entrambi uccidono e persino brutalizzano le loro vittime ma il loro destino oltre la vita sarà per gli uni l’inferno e per gli altri il paradiso o, al più, il purgatorio. E così per buona pace di tutti regoliamo i nostri conti con la coscienza e la ripuliamo a dovere là dove esiste un confessore che ci darà l’assoluzione. Con questa “nota di benemerenze” possiamo presentarci al giudice supremo e dirgli: si ho peccato, si ho ucciso e stuprato ma ora mi sono ripulito. Merito il Paradiso. E la vittima? Non è citata. E’ diventata lo strumento della nostra redenzione. Un prete un po’ cinico un tempo mi diceva: guai se non ci fosse il peccato. Che ci staremmo a fare altrimenti? A questo punto vorrei che non ci fossero più preti, chiese, santi e religioni perché vorrebbe dire che non vi sarebbero più violenze, genocidi e olocausti. Assurdo, osserva un filosofo: l’umanità non saprebbe cosa fare. Morirebbe di noia. Allora mi chiedo: è proprio per non morire nell’altrui e nella propria noia che taluni si fanno un pegno d’onore di riempire le pagine dei giornali ed essere di continuo citati nei notiziari radio-televisi per l’essere il cattivo di turno, per l’essere il corrotto e il corruttore, per suscitare odi e risentimenti, per brutalizzare le coscienze? Per quanto odioso possa essere l’affermarlo mi sembra proprio di si. Così ci ritroviamo con un santo uomo che afferma di “stimare” un peccatore impenitente e nella chiusa di una lettera lo saluta deferentemente. I peccatori, i veri peccatori per quel sant’uomo sono i divorziati, i concubini, gli stupratori, i quanti violano le leggi della chiesa pur appartenendovi da fedeli, ma lo sono perchè gente della strada, dei perfetti anonimi per i quali nessuno profferirebbe rivolgersi a loro con un saluto deferente e una dichiarazione di stima in specie non dico dal santo uomo ma nemmeno dal diacono della sua parrocchia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Nuovo relatore per riforma rappresentanza militare

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2009

Il senatore Galioto (PdL), subentrato in qualità di relatore al senatore Collino (recentemente  eletto al Parlamento europeo), illustra brevemente i disegni di legge nn. 1157 (d’iniziativa della  senatrice Pinotti ed altri, che prevede la possibilità, per il personale militare, di aderire anche a  formazioni sindacali civili e quindi esterne alle Forze armate) e 1510 (d’iniziativa dei senatori Torri e Divina, che propone di sospendere il rapporto gerarchico durante le riunioni delle rappresentanze, di  escludere i comandanti di base dalla partecipazione alle attività dei corrispondenti consigli e di  eliminare la possibilità di trasferimenti a carico dei delegati), osservando che i provvedimenti  perseguono, in sostanza, le stesse finalità sottese al disegno di legge n. 161 (d’iniziativa del  senatore Ramponi), già in corso di esame. Propone quindi alla Commissione di proseguirne l’esame congiuntamente al già citato disegno di  legge n. 161. La Commissione conviene sulla proposta del relatore. Il relatore Galioto (PdL) osserva quindi che, stante la sostanziale convergenza dei provvedimenti in  ordine alla finalità perseguita, sussistono tuttavia alcune differenze nelle soluzioni proposte, e ciò  rende opportuno -a suo avviso- procedere previamente alla raccolta di imprescindibili elementi  informativi, considerata anche la particolare delicatezza delle tematiche ad essi sottese. In ragione di ciò, fa quindi propria la proposta  formulata a suo tempo dal relatore Collino, ed  approvata dalla Commissione lo scorso 4 marzo, di  procedere ad un ciclo di audizioni informali  (comprendenti i Cocer delle Forze armate, dei  Carabinieri e della Guardia di finanza, i responsabili  degli Stati maggiori e dei Comandi generali dei  Carabinieri e della Guardia di finanza, e, da ultimo,  un rappresentante politico del Governo),  con le eventuali integrazioni che si reputassero necessarie, ed auspicando che esso possa concludersi  in tempi congrui. Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato. (m.f. sono sempre più convinto  che le ragioni dei militari troveranno favorevoli consensi nell’arco parlamentare nella consapevolezza che il consiglio centrale Interforze della rappresentanza militare non gode di una delega “in bianco” tale da stravolgere quegli stessi principi democratici che afferma di voler tutelare  facendosi promotore di iniziative contrarie al volere della base elettorale. Il legislatore, con l’esame dei progetti sulla riforma della Rappresentanza militare, è chiamato ad assumersi delle importanti responsabilità nei confronti dei cittadini in divisa. Nell’esprimere il loro parere i senatori dovranno necessariamente considerare le forti aspettative di minori limitazioni a quei diritti fondamentali che sono garantiti dalla Costituzione. Tali aspettative potranno essere soddisfatte grazie a valutazioni più aderenti all’evoluzione ed al nuovo contesto sociale rispecchiando quei principi di garanzia e di pluralismo già richiamati dalla Comunità Europea nel quadro di una maggiore integrazione). Come fidest siamo convinti che la commissione ha già tutte le carte in mano per varare una buona norma ed eventuali altri ritardi sarebbero ritenuti ingiustificati e persino sospetti da chi già oggi teme un insabbiamento del provvedimento per lasciare le cose come stanno o peggio ancora partorire un pateracchio).

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Nasce il Laboratorio Internet e PMI del Lazio

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2009

Roma. Il Laboratorio si propone di fare ricerche, studi e iniziative sul grado di penetrazione delle nuove tecnologie del web tra le PMI del Lazio e di comprendere sia il  gap  che ne deriva per le imprese non ancora capaci di utilizzare la massimo le potenzialità della rete, sia il vantaggio competitivo che hanno quelle che invece ne hanno compreso le potenzialità.  Coordinerà gli studi la Dott.ssa Laura Michelini dell Università LUMSA di Roma. Ormai la diffusione di internet e delle banda larga è uno dei parametri utilizzato a livello internazionale per comprendere il livello di modernizzazione di una determinata area geografica, il livello di vita e di sviluppo economico. Noi riteniamo però che non sia tanto questo il fattore determinante, soprattutto per le PMI italiane e laziali, quanto la diffusione di una corretta  cultura  della Rete. In sostanza, ci pare che troppe imprese del Lazio, anche a causa delle piccole dimensioni, conoscano internet in modo superficiale, non ne sfruttino appieno le potenzialità, abbiano accumulato un vero e proprio  dumping tecnologico  che non deriva tanto dall accesso alle tecnologie, che è tutto sommato sufficiente, ma da una scarsa cultura dell impresa sul web, che spesso vede le pmi pensare di utilizzare internet perché hanno un proprio sito.  In un periodo di crisi globale come questo, internet non è più un accessorio, ma un fattore competitivo essenziale. Per questo il nostro Laboratorio vuole lavorare per studiare, comprendere e cercare di contribuire a risolvere questo ritardo.    ha dichiarato Franco Lugli, Responsabile del Laboratorio.Intanto è già on line il sito http://www.lipmi.it, sul quale nei prossimi giorni si potranno cominciare a leggere gli articoli sul tema ed i lavori dei primi panel che saranno costituiti.

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