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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

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Neverland progetto per consumatori sostanze psicoattive

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

firenze

Firenze. Per aiutare i giovani che fanno uso di sostanze psicoattive senza ancora dipendenza, le unità funzionali dipendenze di Firenze Nord Ovest e di Firenze Sud Est del Dipartimento Salute Mentale – Dipendenze dell’AUSL Toscana Centro hanno messo in campo per il secondo anno consecutivo il progetto triennale “Neverland, in collaborazione con il Progetto Villa Lorenzi, grazie a uno specifico finanziamento dell’Assessorato alle Politiche sociali della Regione Toscana.Si tratta di un progetto psico educativo per consumatori di sostanze psicoattive legali e/o illegali e per le loro famiglie (i cui responsabili sono i dottori Guido Guidoni e Paola Trotta).I destinatari sono persone giunte ai Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) di Firenze attraverso vari canali (familiari, Prefettura, UEPE (Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna), C.I.C. (Centro Informazione e Consulenza) delle scuole etc) e diagnosticati presso questi servizi come “consumatori” (cioè che usano sostanze psicoattive, ma non hanno una diagnosi di dipendenza da queste) ai quali viene proposto di svolgere presso la sede di Villa Lorenzi cicli di incontri di informazione e riflessione sui rischi correlati all’uso di ogni sostanza psicoattiva legale o illegale, sul piano della salute, sul piano sia legale che sociale.Il progetto prevede tre diversi cicli di incontri, che si svolgono a cadenza settimanale e in modo continuativo durante l’anno.
Un ciclo di 8 incontri è dedicato a consumatori con età inferiore ai 25 anni (orario 18.30-20-30); un ciclo di 6 incontri è rivolto, invece, a consumatori con età superiore ai 25 anni (orario 21.00-23.00); un terzo ciclo di incontro è destinato ai i familiari quali genitori, fratelli, partner e altri (orario 18.30-20.30).
Il progetto prevede colloqui individuali prima dell’inizio e della fine del ciclo, la somministrazione di un questionario di valutazione pre e post intervento e la redazione di una relazione finale da parte degli operatori di Villa lorenzi e inviata agli operatori del Ser.D. per eventuali certificazioni a enti terzi.
In questa seconda annualità, grazie collaborazione fornita dal servizio NOT (Nucleo Operativo Tossicodipendenze) della Prefettura di Firenze, è stata inserita la partecipazione di Assistenti Sociali della Prefettura al terzo incontro di ogni ciclo, quello dedicato ai rischi legali.Infine, a breve sarà formalizzata la collaborazione con l’Agenzia Regionale di Sanità per il supporto nell’attività di valutazione quantitativa e qualitativa del progetto e nella realizzazione del report intermedio e finale.A oggi sono stati iniziati e conclusi 11 cicli di incontri: 4 per consumatori adulti sopra i 25 anni, 4 per giovani sotto i 25 anni, 3 cicli di incontri per i genitori di cui un ciclo è stato un secondo ciclo su richiesta dei familiari.
Sono state coinvolte un totale di 79 persone, di cui 31 giovani, 29 adulti e 19 genitori.
Per quanto riguarda i genitori risulta essere più difficile il coinvolgimento di quelli del gruppo degli adulti rispetto a quelli di minori o di giovani. Il primo ciclo di incontri per genitori presso Villa Lorenzi era composto da 5 persone, il secondo ciclo di genitori era composto di 9 persone che hanno richiesto una prosecuzione in una seconda fase, costituita da altri 4 incontri, e 5 genitori sono stati seguiti con alcuni colloqui individuali.L’età media dei gruppi under 25 è di 20,33 anni; quella dei gruppi over 25 è di 33,63.
Per quanto riguarda la motivazione dell’ invio da parte dei Ser.D. si tratta di 53 segnalazioni della Prefettura e di 3 ragazzi senza obblighi istituzionali.
Gli invii da parte dei Ser.D. sono così distribuiti: 11 provengono da Scandicci, 7 da Sesto, 7 da Campi, 11 da Carmine, 12 da Figline, 3 da Bagno a Ripoli, 4 da Santa Rosa, 3 da Borgo Pinti e 2 da Arcolaio. (by mariaantonietta cruciata)

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Adolescenti e sostanze psicoattive

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Presentato oggi, 23 febbraio, nel corso di un incontro sul tema Adolescenti e sostanze psicoattive svoltosi a Bologna, uno studio sui percorsi che possono condurre all’uso di sostanze psicoattive, realizzato dall’Osservatorio epidemiologico sulle dipendenze patologiche dell’Azienda USL di Bologna. Lo studio parte dal dato, ormai acquisito in letteratura, che le prime esperienze nell’utilizzo di sostanze illegali si verificano attorno agli 11-12 anni di età. La percentuale di ragazzi che utilizzano o hanno utilizzato almeno una volta nella vita sostanze illegali cresce nettamente a partire dai 16 anni, per toccare anche il 40% dei giovani attorno ai 18 anni, e cala successivamente, a partire dai 25 anni.   La ricerca dell’Osservatorio non è uno studio di prevalenza, quindi non misura il fenomeno, ma si occupa dei fattori di rischio e dei fattori protettivi rispetto all’uso di sostanze psicoattive nella fascia di età compresa tra i 13 e i 16 anni. Particolare attenzione è dedicata alla  descrizione dei significati attribuiti all’uso o al non uso delle stesse sostanze, alla percezione del rischio, alle motivazioni, all’età media del primo uso. Allo studio hanno partecipato 7 scuole medie superiori e 1 scuola media inferiore di Bologna. Sono stati intervistati 1.300 giovani tra i 13 e 16 anni di età, scelti in modo casuale e non rappresentativi di un campione statistico della popolazione giovanile. Il 16% degli intervistati ha 13 anni, il 46% 14 anni, il 29% 15 anni, il 9% 16 anni. Poco più della metà di essi, il 54%, è rappresentato da ragazze. L’8% dei giovani intervistati dispone di oltre 50 euro al mese, il 19% abita con un solo genitore, nell’82% dei casi entrambi i genitori lavorano. Sui 1.300 adolescenti oggetto dello studio, 1.210 (93%) non hanno mai fatto uso di sostanze illecite nel corso dell’ultimo anno, 403 (31%) hanno fumato sigarette almeno una volta, 332 (26%) hanno bevuto alcolici e 90 (7%), hanno utilizzato almeno una volta una sostanza illecita (per 85 di essi cannabis). Confrontando questi dati con quelli dell’indagine Espad 2007, riguardante il consumo di sigarette, alcol e sostanze tra i giovani di età tra 15 e 16 anni, e condotta su 35 mila studenti italiani, la percentuale di adolescenti bolognesi che usa tabacco, 37,9%, è all’incirca sovrapponibile a quella dei coetanei di tutta Italia, 37%. Più basse, invece, le percentuali di ragazzi bolognesi che fanno uso di alcol (20,9% contro 27%), di cannabis (11,3% contro 19%) e di altre sostanze illecite (1,4% contro 9%).   Tra le motivazioni principali che hanno spinto i 403 adolescenti bolognesi ad accendere almeno una sigaretta, la curiosità, il piacere e l’emulazione. I 332 adolescenti che hanno bevuto alcolici hanno dichiarato di averlo fatto per divertimento, desiderio di socializzare e curiosità, mentre tra i 90 ragazzi che hanno provato sostanze illegali prevalgono curiosità, desiderio di socializzare e il piacere derivante dall’uso della sostanza. Sul fronte della percezione del rischio, circa un terzo dei ragazzi intervistati è convinto che l’uso di sostanze illecite provochi danni neurologici, altrettanti pensano che causi danni fisici, il 19% disturbi psichici, ma i danni più temuti sono rappresentati in assoluto dalla dipendenza fisica e dalla morte. In generale, le sostanze illegali più presenti sui media come cocaina, eroina, crack ed exstasy sono percepite come molto pericolose. Le sostanze legali, invece, sono considerate pressoché innocue, soprattutto il tabacco. Per quanto riguarda l’età di primo uso di sostanze, lecite e illecite, gli intervistati hanno dichiarato di aver bevuto alcol per la prima volta a 13 anni, di aver acceso la prima sigaretta attorno ai 13 anni e mezzo e di aver fumato cannabis a 14. Chi ha usato sostanze illegali, ha iniziato prima a fumare tabacco. Infine, per 184 adolescenti, pari al 14% degli intervistati, si è verificato nel corso dell’ultimo anno almeno un episodio di alterazione alcolica.  La maggiore disponibilità di denaro sembra giocare un ruolo nel consumo di sostanze. Gli intervistati che dispongono di più di 50 euro al mese hanno il 67% di probabilità di usare sostanze, percentuale che si abbassa di oltre la metà, scendendo al 32%, per chi può contare su una cifra mensile inferiore a 11 euro.

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