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Posts Tagged ‘sostenibile’

Anche la Città metropolitana di Torino avvia la sua Agenda per lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

In Italia tutte le 14 Città metropolitane sono impegnate nella realizzazione delle loro Agende per lo sviluppo sostenibile con il sostegno del Ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare. Dopo la Carta di Bologna per l’Ambiente, sottoscritta dai Sindaci metropolitani nel giugno 2017, si tratta di un ulteriore impegno per la territorializzazione degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’intero Paese. Anche Città metropolitana di Torino è pronta a far partire la propria Agenda territoriale per lo sviluppo sostenibile e il percorso verrà illustrato domani, giovedi 1 ottobre, durante l’evento online a cura di AsviS l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile che riunisce oltre 270 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile con l’obiettivo di far crescere nella società italiana la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile. L’evento (che si svolgerà dalle 10 alle 18) si potrà seguire su Festivalsvilupposostenibile.ite sulla pagina Facebook dell’ASviS) con interventi e tavole rotonde di amministratori metropolitani da tutta Italia: nel pomeriggio le Città metropolitane di Bari, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Roma Capitale, Reggio Calabria, Torino eVenezia, illustrerannoi progetti delle rispettive Agende per favorire localmente la creazione di una cultura della sostenibilità a tutti i livelli, grazie anche all’orientamento dei modelli di produzione e di consumo. “La nostra agenda metropolitana per lo sviluppo sostenibile – sottolinea la consigliera di Città metropolitana di Torino delegata all’Ambiente Barbara Azzarà – nasce nel contesto della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, lo strumento operativo utilizzato dalla Regione Piemonte per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030: le Città metropolitane rappresentano quel livello intermedio che, per dimensioni ed estensione, possono ben sperimentare un coinvolgimento che tenga conto dei bisogni dei cittadini e renda concreta la ricaduta a livello locale di quanto previsto dagli ambiziosi obiettivi”.

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Torna l’appuntamento di Chiesi verso un futuro sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2020

Parma. Chiesi Farmaceutici, gruppo farmaceutico internazionale focalizzato sulla ricerca (Gruppo Chiesi), nella settimana di mobilitazione globale dedicata ai cambiamenti climatici, torna a celebrare il We ACT-Day: We Actively Care for Tomorrow. Un termine, “We Act”, lanciato da Chiesi nel 2018 come nome per il proprio programma di sensibilizzazione e coinvolgimento di tutti i dipendenti verso un modo consapevole e diverso di agire, che abbia un impatto positivo sulla società e l’ambiente. Il We ACT-Day (24-25 settembre), si svolge in contemporanea in tutte le 29 filiali del Gruppo con la partecipazione di dipendenti, rappresentanti delle istituzioni del territorio e del mondo accademico, così come associazioni. Il 25 settembre non è una data casuale, ma coincide con l’anniversario della “nascita” dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), a cui anche Chiesi ha aderito, impegnandosi su una selezione di 9 verso i quali ha ritenuto di poter dare il maggior contributo.L’appuntamento 2020 è in diretta Streaming per tutti i dipendenti di Chiesi in Italia, ma viene celebrato comunque in tutto il Gruppo attraverso azioni locali. Questo, in ottemperanza alle attuali restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19. Quattro le sessioni relative a tematiche strettamente legate al percorso di sostenibilità che Chiesi ha intrapreso in questi anni: Comunità, Carbon Neutrality, Diversità & Inclusione (D&I) e Pazienti.All’interno della sessione Comunità si parlerà dell’emergenza sanitaria e sociale vissuta negli ultimi mesi e della ripartenza, che ha un significato ancora più importante con “Parma Capitale della Cultura 2020 + 21”. Un viaggio attraverso i borghi del territorio di Parma e provincia per conoscere le istituzioni e le organizzazioni che sono state in prima linea per arginare l’emergenza sanitaria. Questo, oltre alla riscoperta e valorizzazione dell’identità chimico-farmaceutica della comunità di Parma, patrimonio culturale che si intreccia con il passato e presente del Gruppo.Si discuterà poi di Diversità & Inclusione, due parole che aprono la strada a un modo nuovo di intendere il lavoro. Grazie a Valentina Dolciotti, editor e founder di DiverCity Magazine, infatti, si analizzerà il vero significato di D&I, con un focus sulle diversità in Chiesi, sulla leadership femminile e sulle differenze generazionali. Nel 2019 Chiesi ha annunciato di voler raggiungere la neutralità carbonica entro il 2035. Per questo, anche in questa edizione del We Act-Day una sessione sarà dedicata a Environment & Carbon Neutrality in cui approfondire le tematiche di sostenibilità ambientale e di politica energetica con una serie di best practices mirate alla Carbon Neutrality. Infine, si parlerà di pazienti, il fulcro dell’attività di Chiesi e della sua mission di migliorarne la qualità di vita giorno dopo giorno. Verranno passate in rassegna le aree terapeutiche del Gruppo portando testimonianze di pazienti, partner commerciali, associazioni e caregiver. A conclusione sarà lanciato il Chiesi Empathy Manifesto per ribadire la centralità del paziente per Chiesi.

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Festival dello Sviluppo Sostenibile Parma 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Parma. Dal 28 settembre al 2 ottobre nell’Aula Magna dell’Università di Parma si terrà il Festival dello Sviluppo Sostenibile. Il Festival è organizzato a livello nazionale da ASviS (Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile) dal 22 settembre all’ 8 ottobre, con l’obiettivo di far conoscere i 17 Goal dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile. A Parma l’edizione locale, che si inserisce all’interno degli eventi di Parma capitale italiana della cultura 2020+21, è organizzata da Università di Parma, WWF Parma, Gist, Arpae, Fruttorti, ed è realizzata con il patrocinio del Comune di Parma. Lunedì 28 alle 16 l’apertura, con il Rettore dell’Università Paolo Andrei, il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti e (in diretta streaming) il Portavoce ASviS Enrico Giovannini.Dopo l’inaugurazione, alle 17, è in programma il primo evento, “Diritto transgenerazionale al tempo del Covid”, cui parteciperanno Antonio D’Aloia, docente di Diritto costituzionale al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Parma e consigliere giuridico per gli affari legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Lorenzo Fioramonti, economista, già Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Magnani, economista, docente di Monetary & Financial Economics e di International Economics in LUISS e Senior Research Fellow alla Harvard Kennedy School. Martedì 29 settembre dalle 17.30 alle 19 “Città e territori per la sostenibilità”, con Marco Bosi, Vice Sindaco di Parma, Walter Vitali di Urban@it – ASviS, Marco Mari, Vice Presidente del Green Building Council, Flavia Marzano di Open Government & Smart Cities. Mercoledì 30 settembre dalle 15 alle 16.30 “Agenda 2030, cultura e governance per un benessere sociale all’insegna della sostenibilità”, con Filomena Maggino, Presidente della cabina di regia Benessere Italia, Francesca Velani, Coordinatrice di Parma 2020+21 per il Comune di Parma, Carola Carazzone, Segretaria di Assifero, Katia Furlotti, Presidente del Gruppo Ateneo sostenibile dell’Università di Parma, Federico Olivieri di ASviS, Michele Fasano di Focus Olivetti. Sempre il 30 settembre, dalle 17.30 alle 19, “L’economia circolare al bivio: eco-modernismo o tecnologia conviviale?”, cui parteciperanno Stefania Barca, docente di Ecologia Politica, Centro de Estudos Sociais, Universidade de Coimbra, Maura Benegiamo, assegnista di ricerca al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Trieste, Giacomo D’Alisa, ricercatore postdoc, Centro de Estudos Sociais, Universidade de Coimbra, Andrea Genovese, docente di Logistics and Supply Chain Management alla University of Sheffield, Mario Pansera, docente al Departamentet d’Empresa, Universitat Autonoma de Barcelona, Luigi Pellizzoni, docente di Sociologia dell’Ambiente al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Moderano Marco Deriu, Presidente del corso di laurea magistrale in Giornalismo, Cultura Editoriale e Comunicazione Multimediale dell’Università di Parma, ed Emanuele Leonardi, docente al Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC dell’Università di Parma. Giovedì 1° ottobre dalle 17.30 alle 19 “L’importanza del verde urbano nella mitigazione e adattamento al cambiamento climatico”, con la partecipazione di Stefano Caserini, docente del corso in “Mitigazione del cambiamenti climatici” del Politecnico di Milano, Daniele Pezzali, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Parma, Tiziana Benassi, Assessora all’Ambiente del Comune di Parma, Antonio Mortali,Direttore del consorzio Kilometroverde Parma. Venerdì 2 ottobre è in programma l’ultimo evento, dalle 11 alle 12.30: “Imprenditorialità sociale e impact investing. Casi concreti con focus sulle pari opportunità”, con Nicoletta Paci, Assessora alle Pari opportunità del Comune di Parma, Michele D’Alena, Responsabile dell’Ufficio Immaginazione Civica della Fondazione per l’Innovazione Urbana, Federico Disegni, Direttore Generale di Homes4All, Paola Caporossi, fondatrice di Fondazione Etica, Stefano Rossi, Country Manager Italia di Lita.co.Per maggiori dettagli sugli eventi visitare il sito http://www.festivalsvilupposostenibileparma.wordpress.com e le pagine Facebook e Instagram del Festival di Parma

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Fare leva sulla bioeconomia per una ripartenza sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Le biotecnologie sono un insostituibile motore strategico; produrre cibo sempre più sano, affrontando il problema della diminuzione delle risorse e i cambiamenti climatici; incentivare una collaborazione tra chimica tradizionale e biochimica e tra pubblico e privato. Di questo e di tanto altro si è parlato in occasione del terzo gruppo di lavoro, questa volta dedicato al tema della Bioeconomia, “Ripensare consumi e impronte sul mondo: anche in Italia la rivoluzione della bioeconomia”, terza tappa del più ampio percorso “Biotech, il futuro migliore – Per la nostra salute, per il nostro ambiente, per l’Italia” voluto da Assobiotec Federchimica. Il progetto prevede 4 diversi tavoli di lavoro, fra giugno e ottobre, e troverà una sua finalizzazione in un Manifesto, ma soprattutto in un Documento di Posizione con proposte operative per la crescita del settore, lo sviluppo delle imprese e il rilancio del Paese. Il biotech rappresenta oggi un settore importantissimo che, secondo le stime dell’OCSE, nel 2030 avrà un peso enorme nell’economia mondiale: saranno, infatti, biotech l’80% dei prodotti farmaceutici, il 50% dei prodotti agricoli, il 35% dei prodotti chimici e industriali. Nonostante l’Italia sia sul podio per il numero di progetti di qualità nel settore delle biotecnologie, è importante interconnettere settori e attori, coinvolgendo, ad esempio, per quanto riguarda la filiera agroalimentare, gli agricoltori in prima persona, al fine di comprendere al meglio le sfide e fissare obiettivi su base scientifica. Per questo motivo, Assobiotec Federchimica sta lavorando insieme ai partecipanti del gruppo di lavoro alla creazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. La creazione di filiere e catene di valore a basso impatto, la collaborazione pubblico e privato per ottenere processi più efficienti, l’analisi delle criticità come la qualità dei prodotti, i costi e l’importanza di creare un dialogo tra chimica e biochimica sono solo alcune delle necessità emerse per creare una bioeconomia circolare di reale innovazione.

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È possibile costruire un capitalismo sostenibile?

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

di Donato Speroni. Negli ultimi 40 anni, il modello neoliberista ha consentito uno sviluppo senza precedenti, ma ha aggravato le disuguaglianze e il degrado del Pianeta. Per modificarne i meccanismi è necessaria un’ampia partecipazione democratica e un “rimbalzo in avanti” dalla crisi in cui siamo, come indica l’Europa.La domanda circola da tempo: il capitalismo è compatibile con la costruzione di un mondo sostenibile? Già nel World economic forum di Davos del gennaio scorso, quindi in tempi pre-Covid, il tema prescelto era how stakeholder capitalism can solve the world’s urgent challenges. Il concetto di stakeholder capitalism già implicava una svolta rispetto allo shareholder capitalism, indicando un capitalismo attento agli interessi di tutti (lavoratori, consumatori, comunità locali) e non solo agli azionisti, cioè ai profitti. Lo shareholder capitalism, di matrice anglosassone, ha dominato il mondo economico negli ultimi quarant’anni, ma ha dimostrato la sua inadeguatezza davanti alle sfide del presente, creando una situazione di insostenibilità sociale e ambientale. Sociale, perché ha creato diseguaglianze sempre più forti, senza essere in grado di assicurare la loro riduzione; ambientale, perché l’economia industriale si è sviluppata senza tener conto in modo stringente delle cosiddette “esternalità”: il consumo di risorse naturali non rinnovabili, l’inquinamento, le emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale. Sono stati introdotti alcuni correttivi, come il meccanismo di scambio delle emissioni (Ets nell’acronimo inglese di Emission trading scheme) sancito dal protocollo di Kyoto, ma non sono stati sufficienti per porre un freno al degrado del Pianeta.

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“Earth Overshoot Day: verso un mondo post-Covid più sostenibile”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

A cura di Stephen Freedman, Senior Product Specialist di Pictet Asset Management. La crisi sanitaria globale ha comportato una drastica riduzione dell’impronta ecologica dell’uomo. Come possiamo continuare questo percorso verso la sostenibilità?
La Global Footprint Network (GFN), un’organizzazione di ricerca senza scopo di lucro, calcola ogni anno l’Earth Overshoot Day sin dagli anni ’70.Quest’anno però si è osservata un’inversione di tendenza. Grazie alle misure adottate per contenere il coronavirus, l’impronta ecologica dell’umanità si è drasticamente ridotta.Secondo le stime della GFN, ad esempio, l’impronta di carbonio globale è diminuita di quasi il 15% rispetto allo scorso anno, quella relativa ai prodotti forestali di oltre l’8%.Ora ci si chiede se il mondo sia in grado di proseguire questo percorso verso la sostenibilità.La pandemia ha richiamato l’attenzione generale su diverse questioni ambientali che, senza un rigoroso controllo, potrebbero aggravare l’attuale emergenza sanitaria o persino innescare nuove future epidemie.Facciamo un esempio: in base alle stime l’inquinamento atmosferico è responsabile della morte precoce di 7 milioni di persone ogni anno.I ricercatori hanno scoperto che l’inquinamento dell’aria potrebbe avere intensificato gli effetti della pandemia. Diversi studi associano infatti gli elevati livelli di particolato atmosferico agli alti tassi di mortalità del coronavirus.Tuttavia, proprio l’esperienza della pandemia ci insegna che è possibile ridurre l’inquinamento atmosferico in breve tempo.Lo stop del traffico stradale e aereo e la chiusura delle fabbriche hanno consentito un significativo miglioramento della qualità dell’aria. In Cina le concentrazioni di particolato, noto come PM2.5, sono diminuite addirittura di un terzo agli inizi di marzo rispetto allo stesso periodo del 2019.Malgrado l’elevata possibilità che in seguito all’allentamento del lockdown l’inquinamento risalga rapidamente ai livelli precedenti la pandemia – come già si osserva in Cina – né i governi nazionali né le amministrazioni locali intendono sprecare l’occasione offerta da questa crisi.La città di Milano ha in programma uno dei più ambiziosi progetti a livello europeo per ridistribuire lo spazio stradale a pedoni e ciclisti a scapito delle auto. Londra e Parigi avranno più strade car-free, mentre New York e Seattle amplieranno i marciapiedi e le zone pedonali.L’inquinamento atmosferico, tuttavia, è solo una delle numerose questioni ambientali urgenti messe in evidenza dalla pandemia.Tra queste c’è la biodiversità. Diversi studi scientifici – gli ultimi dei quali condotti dai ricercatori della London University College – dimostrano che la perdita di biodiversità è responsabile dell’aumento del rischio di pandemia.
Prevediamo che la tutela della biodiversità sarà al centro del dibattito pubblico sulla prevenzione di pandemie future e su una migliore gestione delle crisi sanitarie.Occorre un cambiamento economico più radicale. Ci è voluto un lockdown senza precedenti per ritardare anche solo di poche settimane l’Overshoot Day. Tale fenomeno è indicativo delle dimensioni del problema ambientale che dobbiamo affrontare. Chiaramente, congelare l’attività economica non è una soluzione fattibile. Serve un cambiamento drastico delle strutture economiche. Si tratta di una sfida che richiede l’impegno di tutti: governi, imprese e singoli individui. Grazie a un profilo di rischio/rendimento paragonabile a quello di una strategia orientata alla crescita, Global Environmental Opportunities di Pictet Asset Management può essere utilizzata per integrare un’allocazione azionaria nell’ambito di un portafoglio globale.

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Più incentivi ad una agricoltura sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Coniugare sostenibilità economica e ambientale è tra i primi obiettivi della transizione ecologica dell’agricoltura – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Affinché ciò avvenga, i coltivatori devono essere messi nelle condizioni di convertire i loro metodi di produzione attraverso incentivi e regole che riducano al minimo i rischi e massimizzino i vantaggi della scelta agroecologica. In caso contrario, come ha sottolineato la ministra Bellanova, il pericolo è l’abbandono dei terreni e un territorio sempre più fragile e in balia dei cambiamenti climatici.Nel suo ultimo intervento, la ministra per le Politiche agricole ha rinnovato il suo impegno per far sì che l’Europa allochi più risorse a favore dell’agricoltura, ponendo particolare enfasi sulla sostenibilità economica – prosegue Tiso. Crediamo che non possa esserci sostenibilità economica senza sostenibilità ambientale. Per comprenderlo basta allargare l‘orizzonte e valutare i possibili effetti sull’intera società di una svolta verde dell’agricoltura. Per questo la partita che si sta giocando in Europa sarà decisiva. In Italia, nel 2018, gli ettari di superfici coltivate a biologico hanno sfiorato i 2 milioni, con un incremento rispetto all’anno precedente di quasi il 3%. Si è inoltre registrata una crescita non solo in termini di superfici, ma anche di soggetti coinvolti nel settore. Nello stesso anno la superficie biologica coltivata in Italia equivaleva all’estensione della Puglia, ovvero al 15,5% del totale della superficie agricola utilizzata, contro una media nei Paesi Ue che si ferma al 7%. Sono numeri che delineano una chiara tendenza che va sostenuta con misure ad hoc. Siamo leader in Europa e vogliamo continuare ad esserlo.

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“Puntare sulla vacanza sostenibile per riscoprire in tutta la loro pienezza le attrattive di un territorio”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2020

E’ la filosofia di Delphina Hotels & Resorts, realtà simbolo del turismo a 4 e 5 stelle nel Nord della Sardegna. Delphina inizia la sua attività negli anni novanta con lo slogan “la natura come progetto”. Per decenni si è distinta per le azioni improntate al rispetto rigoroso dell’ambiente e dal 2017, con l’iniziativa “We are green”, si è resa protagonista di un ulteriore salto di qualità.
Delphina Hotels & Resorts è, infatti, la prima catena alberghiera italiana, ed una delle prime al mondo, ad utilizzare in tutti gli hotel, resort e nella sede centrale energia al 100% verde, proveniente da fonti rinnovabili, con un risparmio di 3.536 tonnellate di Co2 ogni anno. Nell’ultimo triennio più di 10600 tonnellate risparmiate: l’equivalente della Co2 assorbita da 75.000 alberi in un anno intero. Delphina nel 2019 ha fatturato più 72 milioni confermando il trend positivo di crescita degli ultimi anni e da lavoro a più di mille persone di cui più di cento negli uffici e un indotto per i servizi interni di più 300 persone.Grande attenzione è rivolta anche alla mobilità sostenibile. Nelle strutture Delphina per lo spostamento degli ospiti all’interno dei resort circolano veicoli elettrici ricaricati sul posto e sono presenti anche colonnine per le auto elettriche degli ospiti.
Dal 2019 è stato abolito l’utilizzo delle bottiglie di plastica da strutture e uffici, con un risparmio di più di 68 mila e 700 bottiglie, sostituite con vetro e alluminio. Una svolta che ha interessato le 1600 camere e appartamenti, i 32 ristoranti e i 22 bar del gruppo.”I risultati raggiunti – spiega il direttore marketing Libero Muntoni – sono il segnale di come si possa fare impresa nel comparto turistico rispettando e valorizzando i territori. Anche con l’emergenza Covid abbiamo mantenuto le nostre policies per la tutela dell’ambiente conciliandole con i protocolli sanitari”.La catena sarda si propone quindi sempre di più come un’eccellenza italiana dell’ospitalità sostenibile. I Delphina Hotels & Resorts sono stati realizzati e sono gestiti direttamente da due famiglie galluresi. Fin dagli anni ottanta, alberghi e appartamenti sono stati progettati come edifici diffusi e a basso impatto visivo, integrati nel paesaggio circostante, prendendo spunto dallo “stazzo”, tipica costruzione di campagna gallurese. Le piante autoctone come il ginepro e l’olivastro, protagoniste delle aree verdi Delphina, richiedono un minore fabbisogno idrico e rilasciano rilassanti e salubri essenze.Il lungo percorso di Delphina, responsabile e lungimirante, è oggi consacrato da importanti premi internazionali, tra cui l’incoronazione del Resort Valle dell’Erica come Europe’s Leading Green Resort, ovvero migliore green resort d’Europa 2019 ai World Travel Awards.
Quella del gruppo Delphina è un’attenzione a 360 gradi, che si caratterizza tra l’altro per l’utilizzo di prodotti eco-bio e senza parabeni nei centri Thalasso & SPA e per la linea cortesia delle camere, prodotti Ecolabel per la loro pulizia ordinaria, la sensibilizzazione dello staff e degli ospiti al rispetto ambientale evitando sprechi di energia e di acqua, la stampa di cataloghi con carta certificata ecologica e inchiostri a base vegetale. I gadget, così come le amenities all’interno delle camere, sono selezionati privilegiando materiali composti da un unico componente per facilitare il riciclo, oppure a base vegetale e biodegradabile.
L’azienda è anche Corporate Golden Donor del FAI, il Fondo per l’ambiente italiano che lavora per la protezione della bellezza, della cultura e del patrimonio naturale. E’ inoltre partner di Spazzatura Kilometrica, l’associazione che promuove gare di raccolta di rifiuti differenziati.

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Costruire un sistema alimentare sano e sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2020

Bruxelles. La Commissione europea ha adottato una nuova e globale strategia per la biodiversità per riportare la natura nella nostra vita e la strategia “Dal produttore al consumatore” per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente. Le due strategie si rafforzano a vicenda e favoriscono i rapporti tra natura, agricoltori, industria e consumatori affinché lavorino insieme per un futuro competitivamente sostenibile. In linea con il Green Deal europeo entrambe propongono azioni e impegni ambiziosi da parte dell’UE per arrestare la perdita di biodiversità in Europa e nel mondo e trasformare i nostri sistemi alimentari in standard di riferimento per la sostenibilità competitiva a livello globale, la protezione della salute umana e del pianeta nonché la sussistenza di tutti gli attori della catena del valore alimentare. La crisi Covid-19 ha dimostrato quanto la crescente perdita di biodiversità ci renda vulnerabili e come il buon funzionamento del sistema alimentare sia essenziale per la nostra società. Le due strategie pongono il cittadino in posizione centrale, impegnandosi ad aumentare la protezione della superficie terrestre e del mare, ripristinando gli ecosistemi degradati e dando all’UE un ruolo guida sulla scena internazionale sia per la protezione della biodiversità sia per la costruzione di una catena alimentare sostenibile.Le azioni previste per la protezione, l’uso sostenibile e il ripristino della natura apporteranno benefici economici alle comunità locali, creando posti di lavoro e crescita sostenibili. Saranno sbloccati finanziamenti per 20 miliardi di €/anno destinati alla biodiversità provenienti da varie fonti, tra cui fondi dell’UE e finanziamenti nazionali e privati.
Gli agricoltori, i pescatori e gli acquacoltori europei svolgono un ruolo fondamentale nella transizione verso un sistema alimentare più equo e sostenibile: beneficeranno del sostegno della politica agricola comune e della politica comune della pesca attraverso nuovi flussi di finanziamento e regimi ecologici per l’adozione di pratiche sostenibili. Fare della sostenibilità il marchio dell’Europa vuol dire aprire nuove opportunità commerciali e diversificare le fonti di reddito per gli agricoltori e i pescatori europei.
Le strategie contengono inoltre importanti elementi internazionali. La strategia sulla biodiversità riafferma la determinazione dell’UE a dare l’esempio per affrontare la crisi mondiale in questo ambito. La Commissione intende mobilitare tutti gli strumenti di azione esterna e i partenariati internazionali per contribuire a sviluppare un ambizioso nuovo quadro mondiale delle Nazioni Unite per la biodiversità nell’ambito della conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica prevista per il 2021. La strategia “Dal produttore al consumatore” intende promuovere la transizione mondiale verso sistemi alimentari sostenibili, in stretta cooperazione con i suoi partner internazionali.La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio ad approvare le due strategie e gli impegni che vi si assumono.Tutti i cittadini e i portatori di interessi sono invitati ad avviare un ampio dibattito pubblico.

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Master in Sviluppo Sostenibile: Geopolitica delle risorse e Studi Artici

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

In modalità web live, con la possibilità di interazione fra docenti e partecipanti. Il primo Master italiano, ideato dalla SIOI, che analizza l’importanza che la Regione artica riveste nella protezione dell’ambiente, nella lotta al cambiamento climatico, nella sicurezza internazionale, nell’uso sostenibile delle risorse ed evidenzia che gli eventi che riguardano l’Artico hanno ripercussioni sul nostro ambiente e sulla nostra vita quotidiana e che la protezione dell’Artico e il riscaldamento globale devono essere affrontati con risposte a livello globale.Il Percorso formativo è articolato in cinque moduli didattici: economico, giuridico, politico, scientifico, sociale e culturale con l’obiettivo di formare esperti specializzati nell’utilizzo responsabile del territorio, nella geopolitica dell’energia e nella blue economy che possano operare a sostegno di Istituzioni nazionali ed internazionali, del settore pubblico ed imprenditoriale, ed in generale di tutte le realtà legate al settore energetico ed al management ambientale, con particolare attenzione agli ecosistemi fragili come quello Artico. http://www.sioi.org/

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Mobilità sostenibile e risparmio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

Sostenibile per l’ambiente ma soprattutto per le tasche: la mobilità sostenibile e condivisa nel 2019 ha registrato numeri da record, con oltre 832 tonnellate di CO2 non emesse e 1,2 milioni di euro risparmiati. A rivelarlo è il Rapporto annuale sulla Mobilità Sostenibile Aziendale di Jojob, il principale servizio in Italia che offre alle aziende uno strumento completo di welfare aziendale dal punto di vista della mobilità grazie alla certificazione di viaggi casa-lavoro fatti in carpooling, in bici, a piedi o con le navette aziendali. Jojob permette infatti alle aziende di diffondere e incentivare l’uso dei trasporti condivisi e basso impatto ambientale tra i dipendenti, grazie alla certificazione tramite app per smartphone dei viaggi casa-lavoro fatti in carpooling, ma anche in bici, a piedi o con le navette aziendali. Nel 2019 si è assistito ad un vero e proprio boom nell’utilizzo di questi strumenti da parte delle aziende, che hanno così stimolato i lavoratori ad adottare mezzi di trasporto sempre più green.In particolare il carpooling aziendale, grazie al quale i lavoratori possono condividere il tragitto casa-lavoro con colleghi e dipendenti di aziende limitrofe, ha permesso nel 2019 ai dipendenti di risparmiare – quindi di percorrere in condivisione anziché con la propria auto – 5.892.016 km, un dato cresciuto dell’88% rispetto all’anno precedente. Una pratica comoda che contribuisce a diminuire il traffico veicolare: basti pensare che in un anno sono quasi raddoppiati i km percorsi in carpooling da chi si è recato a lavoro trasportando colleghi e amici (4.288.848 km), togliendo così dalle strade 197.595 auto e non emettendo in atmosfera 765.962 kg di CO2 (+81% rispetto al 2018), una cifra che corrisponde alla CO2 che – se emessa – richiederebbe di essere neutralizzata da un bosco di 38.298 alberi.Da record, di conseguenza, il risparmio generato nell’anno: passeggeri e autisti hanno risparmiato in totale 1,2 milioni di euro semplicemente utilizzando il carpooling, quasi raddoppiando i dati del 2018, quando si parlava di 650mila euro.Un’auto con 2,38 persone per un tragitto di 29 km è il viaggio medio percorso dai carpooler che ogni giorno scelgono di condividere l’auto per andare a lavoro. In questo modo, ciascun utente arriva a risparmiare in media 1.966,20 euro ogni anno, considerando che il costo medio per chi viaggia da solo sarebbe di 2.613 euro (calcolato su tabella ACI 0,20 €/km).
Nel 2019 a conquistare i dipendenti della aziende sono stati inoltre i servizi Bici, Piedi e Navette lanciati da Jojob nel corso del 2018 per certificare le tratte casa-lavoro fatte a piedi o in bicicletta o a bordo delle navette aziendali.
L’utilizzo della bicicletta è quintuplicato rispetto al 2018, raggiungendo negli ultimi 12 mesi 240.000 km percorsi, che hanno permesso di risparmiare 48.000 euro e di non emettere in atmosfera 31.200 kg di CO2. I dipendenti che raggiungono la sede di lavoro a piedi hanno invece percorso in totale 50.649,7 km, pari a +608% rispetto al 2018, per un risparmio economico di 10.129 euro e ambientale di 6.584 kg di CO2.Con Jojob Navette invece sono stati certificati 220.092 km (+176% rispetto all’anno precedente), risparmiati 44.018 euro, 28.611kg di CO2 non emessi.
Una crescita legata anche al fatto che le aziende che scelgono le soluzioni di mobilità proposte da Jojob sono passate a 3.000 (+50% rispetto al 2018), di cui 260 grandi aziende (+44% rispetto al 2018), che oltre al servizio di carpooling aziendale stanno promuovendo gli spostamenti a piedi, in bici o con le navette aziendali.Tra le aziende che anno dopo anno continuano ad adottare Jojob spiccano Amazon, Aeroporto di Bologna, BVLGARI, Chiesi, CNH Industrial, Eli Lilly, Gruppo MutuiOnline, Kedrion Biopharma, Lavazza, OVS SpA, Salvatore Ferragamo.A queste, nel corso del 2019 si sono affiancate numerose grandi aziende tra cui Banca d’Italia, Bomi Italia, Fincantieri, Fonderie di Montorso, ING, Jacobacci & Partners, Loro Piana, Pietro Fiorentini, Sea Aeroporti di Milano. Tra le PMI che si sono aggiunte nel corso del 2019 alla squadra di Jojob spuntano invece ART, Coface, Knorr Bremse.

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La scuola e lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Una competizione fra gruppi di studenti, classi o scuole per dare impulso allo sviluppo sostenibile, realizzando buone pratiche scolastiche in materia di risparmio di energia, di acqua, riduzione dei rifiuti, dei consumi e degli sprechi, collaborando al miglioramento della qualità dell’aria. Riuniti in gruppi (stessa classe, interclasse, classi diverse) chiamati “Green Club” i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado del territorio metropolitano potranno partecipare al concorso “Ci basta un Pianeta”, prima edizione di un bando pubblico promosso dalla Città metropolitana di Torino, in collaborazione con il Museo A come Ambiente e il Politecnico di Torino – Innovation Design Lab del Dipartimento di architettura e design.L’iniziativa nasce sulla scia dei percorsi educativi già intrapresi a partire dal 2001 dalla divisione Ambiente della Città metropolitana (e prima dalla Provincia di Torino) nell’ambito dell’educazione alla sostenibilità ambientale, come “A scuola camminando” promosso a partire dal 2006 o “Incubatori di Green Education – Il Paesaggio Vien Camminando” dal 2016.Il concorso “Ci basta un Pianeta” persegue l’obiettivo di sensibilizzare ragazzi e famiglie, docenti, dirigenti scolastici e personale Ata a cambiare le loro abitudini rispetto al risparmio di risorse energetiche e idriche a scuola, alla riduzione della produzione di rifiuti, consumi e sprechi, alla riduzione della produzione di CO2 con spostamenti casa-scuola a piedi e in bicicletta privilegiando la mobilità sostenibile, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, consapevolezza sugli acquisti personali di abbigliamento, “moda sostenibile”, potenziamento di azioni relative a un’alimentazione sana e rispettosa dell’ambiente. Cambiamenti che si traducono in azioni e in buone pratiche scolastiche in tutti i campi per contribuire allo sviluppo di una cultura della sostenibilità nel territorio in cui l’istituito è insediato. La scadenza del bando è prevista per il 20 aprile 2020. Si richiede alle scuole che intendono partecipare di inviare all’indirizzo labto@cittametropolitana.torino.it una mail per l’iscrizione, entro il 12 febbraio 2020, con l’indicazione dei referenti dell’iniziativa, che consentirà di organizzare le attività di supporto previste e chiaramente indicate nel Bando stesso. Sarà in ogni caso possibile partecipare al concorso, a prescindere dall’iscrizione, senza, però, fruire delle suddette attività.

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Consumo sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

La rete dei Centri Europei Consumatori ECC-Net inaugura il quindicesimo anno di attività promuovendo una campagna informativa che, per dodici mesi, affronterà i temi di principale interesse per i consumatori europei: diritti dei passeggeri, geoblocking, e-commerce sono solo alcuni degli argomenti oggetto dell’iniziativa che vedrà alternarsi, ogni mese, i diversi Centri nell’attività di diffusione online di materiale informativo.Al Centro Europeo Consumatori Italia, in collaborazione con il Centro Europeo Consumatori dei Paesi Bassi, spetta dare avvio alla campagna nel mese di gennaio. Il tema scelto è quello della sostenibilità, affinché i consumatori apprendano i vantaggi di un’economia circolare e imparino a compiere scelte di consumo rispettose dell’ambiente: evitare gli sprechi alimentari, ridurre le materie plastiche e i prodotti monouso, evitare eccessive emissioni di CO2. Attraverso infografiche e video pillole, saranno diffusi utili consigli e suggerimenti per diventare consumatori e viaggiatori sostenibili, incentivando così anche le imprese a prestare maggiore attenzione al rispetto dell’ambiente e alla sua tutela. I contenuti informativi sono disponibili sui canali social del Centro Europeo Consumatori Italia.

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Allo IUSS di Pavia il dottorato nazionale sui cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

La Scuola Superiore IUSS di Pavia ha recentemente deciso di orientare le attività di ricerca verso le grandi sfide che l’umanità deve affrontare per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e per garantire lo sviluppo sostenibile. Sono temi per i quali è necessario mettere insieme competenze diverse fra loro e fra queste l’economia e il diritto, la scienza e l’ingegneria, la biologia e la medicina. Occorre fin da subito creare nuove competenze che sappiano comprendere la complessità dei fenomeni che governano le relazioni tra le attività dell’uomo e l’ambiente, tra le scelte politiche e le conseguenze sulla produzione industriale, tra il consumo del suolo e delle materie prime e le migrazioni.Per formare queste nuove figure la Scuola IUSS ha progettato un dottorato di ricerca nazionale che coinvolgerà molti Atenei italiani che contribuiranno con competenze specifiche a formare giovani laureati. Si tratta di un progetto che attiva due cicli di dottorato triennale con 60 borse di studio per ciclo, aperto alle università italiane sotto il coordinamento dello IUSS. Per il progetto il Ministro Fioramonti ha stanziato 3,9 milioni di euro sul fondo 2019 per le università. Il finanziamento assegnato allo IUSS coprirà i costi delle borse di dottorato e alcuni costi della ricerca e prevede un cofinanziamento da parte delle università partecipanti e di altri soggetti privati interessati alle sfide dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile.Il ruolo di guida nazionale che questo finanziamento conferisce allo IUSS su un tema di così importante prospettiva per il futuro e anche di forte impatto mediatico è certamente un riconoscimento della capacità dello IUSS di formare talenti e di guidare progetti ambiziosi e di rilevanza strategica per il Paese.

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L’economia sostenibile e la dottrina sociale della Chiesa

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2019

Mentre il mondo della finanza e dell’impresa, pur con ritardi e possibili opportunismi, prende decisamente l’iniziativa per un’evoluzione delle logiche di mercato verso una maggiore attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e sociale, quelli che dovrebbero essere i suoi naturali interlocutori tacciono (il sindacato) o si rifugiano in una visione vetero-statalista, dai sentori vagamente marxisti (la Chiesa Cattolica). Se il tacere dei primi non consente purtroppo, al momento, l’apertura di un confronto, la loquacità della Chiesa cattolica suscita in chi scrive un doloroso senso di frustrazione, per il venir meno di un interlocutore che ha sempre contribuito e spesso guidato l’evoluzione della civiltà occidentale, e un bisogno di reagire.
E, ovviamente, il sancta sanctorum di queste iniquità è l’industria finanziaria che è dipinta come “un luogo dove gli egoismi e le sopraffazioni hanno un potenziale di dannosità della collettività che ha pochi eguali”. Delle tremende tragedie della storia emerse nel ‘900 e che credevamo derivassero dai deliri di onnipotenza della politica, ecco che la finanza acquista un ruolo “che ha pochi uguali” come dannosità per la collettività. A sostegno di questa tesi vengono utilizzati vetusti strumenti retorici marxisti, come la trasformazione del denaro da mezzo a fine (la famosa inversione del ciclo merce-denaro-merce in denaro-merce-denaro della teoria del valore) e “la predominanza della rendita da capitale rispetto al reddito da lavoro”: il capitale, secondo questa visione, non produrrebbe altro che una parassitaria “rendita”, a fronte del virtuoso “reddito” derivante dal lavoro. Tutte le altre forme di intermediazione finanziaria vengono accusate di essere asservitea “scopi prevalentemente speculativi” che rischiano di “soppiantare tutti gli altri principali intenti che sostanziano l’umana libertà”. Oggetto di riprovazione diventano anche concetti come “efficienza”, “competizione”, “leadership”, “merito” poiché “tendono ad occupare tutto lo spazio della nostra società civile, assumendo un significato che finisce per impoverire la qualità degli scambi, ridotta a meri coefficienti numerici”.
Un esempio paradigmatico delle nefandezze della speculazione finanziaria viene poi rilevato “quando il mero intento di guadagno da parte di pochi – magari di importanti fondi di investimento – mediante l’azzardo di una speculazione volta a provocare artificiosi (sic!) ribassi dei prezzi dei titoli del debito pubblico, non si cura di aggravare la situazione economica di interi Paesi, mettendo a repentaglio non solo progetti pubblici di risanamento ma la stessa stabilità economica di milioni di famiglie, costringendo nel contempo le autorità governative a intervenire con ingenti quantità di denaro pubblico, e giungendo perfino a determinare artificiosamente il corretto finanziamento dei sistemi politici”. Riecheggiano in queste litanie le tesi tremontiane dei complotti orditi dai mercati per impedire il dispiegarsi delle “magnifiche sorti e progressive” di una politica “unta dal Signore”. Non quindi l’irresponsabilità di governi che hanno portato al dissesto delle finanze pubbliche, con conseguente disaffezione dei loro disperanti creditori, ma una congiura speculativa che ostacola il risanamento e turba l’esercizio della sovranità popolare, sotto l’impulso di un demoniaco cupio dissolvi.
Tutte le considerazioni sono poi pervase da uno spirito apocalittico per il presunto prevalere dell’economia finanziaria sull’economia reale, dove a farla da padrone è quel “capitale finanziario” del quale già negli anni ’30 del secolo scorso gli epigoni di Marx (si pensi all’omonimo testo di Hilferding) denunciavano il carattere rapace da “fase finale del capitalismo”.
E su un piano più legato alla politica economica si riconosce “come il debito pubblico spesso è anche generato da una malaccorta – quando non dolosa – gestione del sistema amministrativo pubblico. Tale debito, vale a dire l’insieme delle passività finanziarie che pesa sugli Stati, rappresenta oggi uno dei maggiori ostacoli al buon funzionamento della crescita delle varie economie nazionali”.
Questa lucida visione del ruolo dell’impresa come luogo del manifestarsi della libertà umana e al contempo come vettore delle relazioni sociali culmina nell’osservazione che “la naturale circolarità che esiste tra profitto – fattore intrinsecamente necessario ad ogni sistema economico –e responsabilità sociale – elemento necessario di ogni forma civile di convivenza – è chiamata a rivelare tutta la sua fecondità, mostrando altresì il nesso indissolubile, che il peccato tende a nascondere, fra un’etica rispettosa delle persone e del bene comune e la reale funzionalità di ogni sistema economico e finanziario”. Mal si conciliano, a parere di chi scrive, queste solide premesse concettuali con le approssimative diagnosi della situazione attuale del sistema economico e finanziario e soprattutto con le stantie terapie stataliste suggerite nella pretesa pars construens delle “Considerazioni”. È comunque dalla profondità delle prime che è possibile trarre quel contributo di “verità” che la Chiesa può portare al dibattito in corso sugli “scopi” dell’impresa e dell’economia finanziaria nella quale l’impresa è indissolubilmente inserita. In abstract https://isrilstudi.wordpress.com)

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EUregionsweek: I leader locali e regionali chiedono un’Europa più coesa, sostenibile e inclusiva

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Come rendere l’Europa più solidale, sostenibile e vicina ai cittadini è il leit motiv dell’edizione 2019 della Settimana europea delle regioni e delle città. Alla presenza di oltre 600 partecipanti, tra esponenti politici locali, regionali e dell’UE, esperti e studiosi, il Presidente del Comitato europeo delle regioni (CdR) Karl-Heinz Lambertz, l’eurodeputata e vicepresidente del Parlamento europeo Klára Dobrev, la commissaria UE Elżbieta Bieńkowska e cinque giovani rappresentanti politici eletti hanno chiesto maggiore solidarietà europea e maggiori investimenti regionali per garantire un futuro migliore a tutti i cittadini dell’UE. L’edizione di quest’anno della Settimana europea delle regioni e delle città si svolge in un momento di transizione per l’Unione europea: il nuovo Parlamento si è ormai insediato, la Commissione europea sta iniziando un nuovo mandato e l’agenda dell’UE è concentrata sulla definizione delle priorità future, tra cui un’Europa più inclusiva sul piano sociale, un’Europa sostenibile e un’Europa più vicina ai cittadini. Una sfida decisiva anche per gli Stati membri impegnati nel negoziato sul bilancio a lungo termine dell’UE, che definirà i tetti di spesa annuali per ciascuna politica europea per il periodo 2021-2027.La vicepresidente del Parlamento europeo Klára Dobrev ha aggiunto: “Stiamo entrando in una nuova era. Per i rappresentanti politici è sempre stato un dilemma conciliare i propri interessi politici a breve termine con obiettivi reali a lungo termine. Sono però entrati in scena dei nuovi attori. Sono giovani, dinamici e appassionati, consapevoli della minaccia derivante dai cambiamenti climatici. D’ora in avanti, il futuro dei rappresentanti politici eletti dipenderà in larga misura dalla loro capacità di affrontare questa enorme minaccia che grava sull’umanità. In altre parole, saranno costretti a fare molto di più. E io sarò vostra alleata in questa lotta”.Intervenendo nel dibattito, Elżbieta Bieńkowska , commissaria responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: “La politica di coesione è una politica di solidarietà, una politica volta a costruire un futuro migliore per ogni cittadino. La nuova politica di coesione per il periodo 2021-2027 richiederà che tutti siano coinvolti nel nuovo periodo di finanziamento e producano insieme dei risultati. La politica di coesione deve continuare a rafforzare le capacità delle regioni e delle città, che sono in prima linea per mettere l’Europa sulla strada della sostenibilità, in modo da consentirci di mitigare i cambiamenti climatici e adattarci ad essi”. Al dibattito hanno partecipato anche cinque giovani esponenti politici in rappresentanza degli oltre 100 giovani politici eletti invitati all’evento. Laura Sparavigna , consigliera comunale di Firenze (PSE), Radosław Swoł , consigliere comunale di Mielec, Polonia (ECR), Vincent Chauvet , sindaco di Autun, Francia (RE), Mia Eskelinen-Fingerroos , consigliera comunale di Kuopio, Finlandia (PPE), Kirsteen Currie , membro del consiglio amministrativo dello Highland, Regno Unito (AE), hanno condiviso le loro esperienze e le loro opinioni sulle opportunità e sui mezzi di cui le città e le regioni dovrebbero disporre per il futuro dell’Unione europea.

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Agricoltura: Un altro mondo è sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Roma 21 novembre 2019 9.30-16.30 Hotel Holiday Inn, Viale Castello della Magliana, 65.Come l’agricoltura può contribuire alla riconversione verde del sistema economico, sociale e culturale: dalla nuova Politica Agricola Comune alle produzioni ecosostenibili; dalla tutela del paesaggio e dell’ambiente al contrasto delle agromafie. Analisi, modelli e proposte per un vero Green New Deal. Interverranno, tra gli altri, personalità tecniche e istituzionali.

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“L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

Roma, 4 ottobre 2019 ore 10:00 Sala Sinopoli Auditorium Parco della Musica Viale Pietro de Coubertin, 10. Il Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, giunto alla quarta edizione, rappresenta uno strumento unico per analizzare l’avanzamento del nostro Paese verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 e identificare gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del modello di sviluppo. A soli 11 anni dalla scadenza fissata dal piano d’azione delle Nazioni Unite, firmato da 193 Paesi, Italia compresa, è necessario modificare significativamente le politiche pubbliche, nazionali ed europee, le strategie aziendali e i comportamenti individuali. L’urgenza è anche dettata dal fatto che 21 dei 169 Target in cui si articolano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile prevedono obblighi riferiti al 2020 e che su buona parte di essi l’Italia è in grave ritardo.Grazie al contributo dei 600 esperti delle oltre 220 organizzazioni aderenti all’ASviS, il Rapporto 2019 fornisce un quadro delle iniziative messe in campo nel mondo, in Europa e in Italia a favore dello sviluppo sostenibile, valuta le politiche realizzate negli ultimi 12 mesi e avanza proposte per accelerare il percorso del nostro Paese verso l’attuazione dell’Agenda 2030. L’evento si svolgerà alla presenza del Presidente della Repubblica.
9:15 Registrazione
10:30 Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati Introduzione
Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS Presentazione del Rapporto ASviS 2019
Enrico Giovannini, Portavoce dell’ASviS Il Governo e le politiche per lo sviluppo sostenibile
Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia e delle Finanze L’impegno della Commissione europea per conseguire l’Agenda 2030 Paolo Gentiloni, Commissario designato per l’Economia Conclusioni.

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Commissione UE: Commissari europei per lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2019

L’AsviS esprime profonda soddisfazione per l’accoglimento della sua proposta di responsabilizzare tutti i Commissari Ue nell’attuazione dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, sottoscritta nel 2015 da 193 Paesi, inclusa l’Italia. La proposta era stata lanciata il 21 maggio scorso dal Portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini durante l’evento inaugurale del Festival dello sviluppo sostenibile 2019: “Per un’Europa campionessa mondiale di sviluppo sostenibile”.Nella lettera di Missione inviata ai neo Commissari, la Presidente eletta della Commissione europea Ursula von der Leyen, menziona esplicitamente la responsabilità di ogni Commissario e del vice Presidente per la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ciascuno nel proprio settore di competenza, aggiungendo che la stessa Commissione sarà nel suo insieme responsabile per il raggiungimento degli Obiettivi.“Consideriamo questa menzione come un grande riconoscimento per le proposte dell’ASviS”, commenta Enrico Giovannini portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, che con i suoi oltre 230 aderenti è la più grande rete di organizzazioni della società civile mai creata in Italia. “Questo mandato ai Commissari conferma l’intenzione dell’Unione europea di mettere l’Agenda 2030 al centro delle sue politiche. D’altra parte la presidente eletta ha annunciato di voler ridisegnare il semestre europeo intorno all’Agenda 2030, anche in questo caso come proposto dall’ASviS, coordinando a tal fine le politiche economiche, sociali e ambientali. Per questo ogni Paese, compresa l’Italia, dovrà dotarsi di un efficace meccanismo di coordinamento per assicurare la coerenza delle proprie politiche e contribuire alla definizione di quelle europee”.

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Duecento miliardi di euro per la promozione dello sviluppo sostenibile in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

Questo è quanto comunicato da Cassa Depositi e Prestiti pochi giorni fa: 110 miliardi di euro di risorse proprie per la crescita economica e lo sviluppo sostenibile dell’Italia e 90 miliardi di risorse aggiuntive da investitori privati e altre istituzioni nazionali e internazionali. Possedere i principali criteri di sostenibilità internazionalmente riconosciuti diventeranno molto presto condizioni imprescindibili per poter accedere ai finanziamenti.Ma le aziende italiane hanno ancora un approccio molto frammentato ai temi della sostenibilità, per lo più riconosciuta in due grandi aree: efficientamento energetico e CSR. Nella maggior parte dei casi, manca un approccio integrato ESG (ambientale, sociale e di governance) già presente nel contesto finanziario, e scientifico di misurazione e rendicontazione con KPI che parlino un linguaggio internazionale condiviso. Per rispondere a queste esigenze nasce SI Rating, il Sustainability Impact Rating sviluppato da ARB Consulting, start up innovativa specializzata nella sostenibilità integrata guidata da Ada Rosa Balzan, riconosciuta tra i massimi esperti di sostenibilità in Italia. Come emerso da numerosi studi, l’attenzione per la sostenibilità d’impresa sta crescendo sempre di più. Agire in modo sostenibile è, infatti, non solo una priorità assoluta in termini etici ma anche un’azione strategica a livello di business perché sempre più richiesta dagli stakeholder. SI Rating, strumento completo e user friendly, attraverso una piattaforma on line che valuta oltre 50 strumenti di sostenibilità riconosciuti internazionalmente, determina la sostenibilità delle strategie industriali. La valutazione viene eseguita tenendo presenti 5 criteri: trasparenza, livello di gestione, attendibilità, miglioramento, completezza. Infine, vengono analizzate 26 tematiche ambientali, sociali e di governance sulla base di strumenti internazionali accreditati. I dati ottenuti sono elaborati da un algoritmo che genera la valutazione finale e diventano oggetto di un report che indica all’organizzazione le azioni da intraprendere per migliorare il proprio impegno nella sostenibilità.«La sostenibilità è un valore imprescindibile anche per le imprese. Secondo un sondaggio di McKinsey, il 76% degli amministratori delegati ritiene che una forte sostenibilità in azienda contribuisca positivamente alle performance di lungo termine. Contrariamente, una debole politica di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG) può avere un impatto negativo sulle prestazioni del proprio business. Per questo nasce SI Rating, il primo strumento integrato, agile e tempestivo che permette alle imprese italiane di valorizzare la propria strategia di sostenibilità. Non è un punto di arrivo ma un punto di partenza per creare una strategia consapevole, oggettiva e misurabile di sostenibilità» – dichiara Ada Rosa Balzan, fondatrice di SI Rating e CEO di ARB Consulting. Adottando le azioni di sostenibilità suggerite da SI Rating, infine, le aziende potranno migliorare la loro brand reputation, rafforzare l’attuale posizionamento sul mercato e intercettare nuove aree d’azione. SI Rating è stato validato dall’ente internazionale di certificazione RINA ed è la prima realtà italiana e tra le prime in Europa ad avvalersi della collaborazione con SASB (Sustainability Accounting Standards Board).www.sirating.com

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