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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘sostenibile’

Primo torneo al mondo tra città sulla mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 maggio 2019

E’ stato presentato il primo torneo al mondo fra città dedicato alla mobilità sostenibile ideato all’interno di “MUV – Mobility Urban Values”, progetto europeo di ricerca applicata a cura del laboratorio di design PUSH finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020. Per partecipare basta scaricare l’app “MUV” (per Android e iOS) che trasforma la mobilità in uno sport e iscriversi al torneo che inizierà ufficialmente il 3 giugno e si concluderà il 21 luglio. Questa nuova modalità di gioco si andrà ad aggiungere alle sfide già presenti in app, così i migliori “atleti” della mobilità sostenibile saranno ricompensati con premi e sconti offerti dai partner locali. Sono stati circa 30.000 i Km sostenibili percorsi finora dagli utenti a piedi, in bici e con i mezzi pubblici.Le otto città che si sfideranno in questa prima edizione del torneo sono Palermo, Roma, Amsterdam (Olanda) Barcellona (Spagna), Teresina (Brasile), Ghent (Belgio), Helsinki (Finlandia) e Fundao (Portogallo), tutte molto diverse tra loro e particolarmente interessanti per abitudini e sistemi di mobilità.Ogni partita consiste in un uno scontro diretto tra due città della durata di una settimana. Il torneo si protrarrà per sette settimane e a settembre partirà una seconda edizione, con il coinvolgimento di nuove città.L’iniziativa intende agire in piena collaborazione con le comunità locali: i dati raccolti, infatti, saranno messi a disposizione dei Comuni di riferimento e di tutti i cittadini per migliorare le politiche di mobilità sostenibile.“La sfida di MUV – dichiara Salvatore Di Dio, Managing Director di PUSH – è quella di trasformare la mobilità urbana in uno sport e i cittadini in atleti che si sfidano grazie ai propri comportamenti sostenibili. Per rendere il gioco realmente coinvolgente abbiamo immaginato il primo torneo internazionale tra città, con l’obiettivo di individuare i campioni di sostenibilità.Crediamo davvero che questo approccio possa portare le persone ad adottare comportamenti più consapevoli e aiutare le amministrazioni a realizzare politiche di mobilità urbana progettate attorno alle necessità dei propri cittadini”.MUV intende migliorare la mobilità urbana attraverso un approccio innovativo, incoraggiando i cittadini a muoversi in modo più sostenibile con un gioco che mescola esperienza reale e digitale, arricchendo di valori il rapporto tra la città, gli imprenditori locali e i loro clienti e facilitando lo sviluppo di nuove e migliori politiche di mobilità sostenibile.Strumento fondamentale è proprio l’app MUV, frutto di una lunga fase di ricerca e progettazione condotta con le comunità locali. La meccanica di gioco è molto semplice: l’utente guadagna punti ogni volta che si muove in modo sostenibile ovvero camminando a piedi, andando in bicicletta o usando i mezzi di trasporto pubblici. Registrando i propri spostamenti è possibile salire sul podio delle sfide settimanali e aderire agli special training sponsorizzati dai partner locali per vincere premi e sconti.
Il risultato di tali attività è un gioco che trasforma il muoversi in città in un vero e proprio sport professionistico: i MUVer possono non solo allenarsi per migliorare la propria performance, ma anche sfidare altri utenti e rappresentare la propria città in tornei internazionali. I dati di mobilità raccolti dall’applicazione e i dati ambientali collezionati dalle stazioni di monitoraggio, che saranno a breve collocate all’interno dei quartieri coinvolti, verranno rilasciati in formato open per permettere ad amministratori e policy maker di migliorare i processi di pianificazione, proponendo servizi nuovi ed efficaci in grado di migliorare la qualità della vita nelle città.I migliori atleti palermitani verranno ricompensati con premi e sconti messi a disposizione dai partner locali:Ai Chiavettieri, Arrè Gusto, Ballarak, Buongiorno Notte, CIVITA, Edizioni Precarie, Enoteca Butticè, Freschette Bio, Gullo Filati, Insula, Libero Gioco, Moltivolti, PMO Coworking, Social Bike e Veniero.

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Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 19 maggio 2019

Parma giovedì 23 maggio alle 15 (dal 23 al 26 maggio) nella Sala del Consiglio del Comune di Parma. Saranno presentati 35 eventi gratuiti e aperti a tutti, in numerosi luoghi della città, per una manifestazione che anche quest’anno si propone di fare il punto e di confrontarsi sui modelli di sviluppo possibili, all’orizzonte dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’ONU nell’Agenda 2030. “Mettiamo mano al nostro futuro” lo slogan dell’edizione 2019: un invito alla riflessione comune ma anche all’assunzione di responsabilità di ciascuno, per costruire davvero, tutti insieme, un domani sostenibile.
Il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019, promosso da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, è organizzato da Università di Parma, WWF, Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile – RUS, Fruttorti Parma, Slow Food Parma e Gist – Global impact solutions today, ed è realizzato con il patrocinio del Comune di Parma, con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di Cdp e Invitalia, e con la collaborazione di numerosi partner.

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L’educazione terziaria e la formazione continua per lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Roma Giovedì 11 Aprile 2019 ore 11-13 Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) Viale Trastevere 76/A, Sala della Comunicazione Aldo Moro. Come riconosciuto dalla letteratura internazionale sullo sviluppo sostenibile, l’educazione svolge un ruolo cruciale nel cambiamento dei comportamenti individuali, dei modelli di consumo e di produzione, delle politiche. Per questo, fin dalla sua nascita, all’inizio del 2016, l’ASviS è impegnata a diffondere la cultura della sostenibilità a tutti i livelli e a far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Oggi l’ASviS, con i suoi oltre 200 Aderenti, è la più grande rete di organizzazioni della società civile mai costituita in Italia ed è rapidamente divenuta un punto di riferimento istituzionale e fonte di informazione sui temi dello sviluppo sostenibile.In questo contesto, l’ASviS promuove attivamente un programma di educazione allo sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alle giovani generazioni, sia nelle scuole che nelle università. Inoltre, l’Alleanza ha avviato un ambizioso programma di formazione di alto livello, partecipando alla progettazione di corsi di master e promuovendo l’organizzazione di scuole estive orientate a diverse categorie di utenti. Parallelamente, la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), creata dalla Conferenza dei rettori delle Università Italiane (CRUI), ha promosso una riflessione a tutto campo sul modo in cui lo sviluppo sostenibile viene insegnato negli Atenei italiani, a valle della quale il numero di corsi che fanno riferimento ai temi dell’Agenda 2030, anche in un’ottica transdisciplinare, è cresciuto moltissimo. Infine, Fondazioni e società che accompagnano la trasformazione interna delle imprese stanno sperimentando nuovi approcci per la formazione manageriale allo sviluppo sostenibile, così da sostenere la transizione delle aziende verso il nuovo paradigma e cogliere le opportunità di mercato che essa offre. L’incontro organizzato dall’ASviS e dalla Fondazione Enel rappresenta l’occasione per confrontare esperienze diverse e individuare opportunità, partendo dalla presentazione di un’iniziativa comune: un e-book interattivo sugli SDGs in cui matricole e rettori, dottorandi e ricercatori in modalità crowdsourcing potranno dare il proprio contributo di visione e azione. Programma:
11:00-11:15 Introduzione Prof. Enrico Giovannini, Portavoce ASviS
11.15-12:30 Educazione terziaria e formazione continua per lo sviluppo sostenibile: esperienze e opportunità
Dott. Stefano Armenia, Researcher (Link Campus University), President of System Dynamics Italian Chapter
Dott. Riccardo Giovannini, Partner Climate Change & Sustainability Ernst & Young
Prof. Patrizia Lombardi, Politecnico di Torino, Coordinatrice della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile
Dott. Carlo Papa, Direttore Fondazione ENEL
Dibattito
12:30-13:00 Conclusioni. Prof. Lorenzo Fioramonti, Viceministro Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

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Milano: mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

Milano «Per la sua estensione, per i meccanismi di funzionamento e per le possibilità di sviluppo future non c’è dubbio che la nuova zona a traffico limitato di Milano denominata Area B, operativa dal prossimo lunedì, possa rappresentare un punto di svolta nel rapporto tra la mobilità e i grandi centri urbani italiani. Un’intuizione felice innanzitutto perché riguarda oltre il 70% del territorio comunale e coinvolge la quasi totalità dei cittadini residenti e poi perché la misura non può essere aggirata attraverso il pagamento di un ticket di ingresso. In questo modo passa un messaggio chiaro e univoco: se l’uso del tuo mezzo è insostenibile per la collettività, non ti permetto di circolare».
«Importante è il fatto che l’Area B sarà in funzione nei giorni feriali, quelli in cui il traffico impatta con maggiore gravità sulle aree urbane: rispondere agli sforamenti nella concentrazione delle polveri sottili con qualche domenica ecologica, come ad esempio accade a Roma, non serve a nulla ed è una prassi che le leggi regionali dovrebbero finalmente rivedere e superare. C’è bisogno di interventi strutturali e non emergenziali. Positivo anche avere programmato il decremento, con il trascorrere degli anni, delle cosiddette giornate di bonus, che consentiranno a cittadini con particolari esigenze di accedere comunque alla zona a traffico limitato.Compito dell’amministrazione – continua Simoncini – sarà quello di non snaturare il provvedimento di fronte alle inevitabili criticità che potrebbero manifestarsi nei primi giorni e di non cedere alle pressioni di chi osteggia apertamente misure di questo tipo. Un buon sostegno arriverà dalla rete di trasporto pubblico, che a Milano è assai efficiente e in continuo sviluppo, e dalle ricadute positive sulla qualità della vita delle persone, che saranno tangibili già nel breve periodo». ( by Giorgio Giuliani)

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Turismo sostenibile: Tramonti di sotto in prima linea

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

Si è tenuto da poco a Maniago l’incontro strategico del progetto “STREAM: Sostenere il Turismo sostenibile, la Rigenerazione urbana la promozione delle Arti in aree Montane”, finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del Programma di cooperazione Interreg V-A Italia – Austria 2014-2020. Nato dalla volontà di aumentare il potenziale turistico dell’area transfrontaliera, mettendo in rete risorse culturali friulane, venete e austriache, “STREAM” è un progetto di rigenerazione urbana sostenibile per recuperare spazi pubblici e privati attraverso l’arte e la cultura. Presenti dunque all’incontro tutti i partner del progetto: Comune di Sarmede, Lead Partner, Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore di Pieve di Cadore, con il compito di comunicare e divulgare il progetto, Comitato provinciale Unpli Treviso che coordina gli eventi promozionali, RM Regional Management Kaernten:mitte (Carinzia) per la parte di sviluppo tecnologico e Comune di Tramonti di Sotto, referente per le attività di coordinamento e mappatura del patrimonio edilizio esistente finalizzata a una valorizzazione in chiave turistica. Obiettivo del progetto di cooperazione è la preservazione del patrimonio transfrontaliero e il suo inserimento in una offerta turistica che rivitalizzi i piccoli centri attraverso interventi di rigenerazione urbana, basati su arte, cultura col coinvolgimento delle popolazioni locali. I siti interessati sono stati individuati come luoghi ideali per residenze artistiche: qui gli artisti si possono dedicare a tempo pieno al proprio lavoro, condividendo il proprio percorso con altri artisti residenti e con la comunità locale. L’idea è quella di terminare la residenza con un evento aperto al pubblico (sia esso una mostra, uno spettacolo, o un concerto. Spazi creativi, alloggi e materiali verrebbero messi a disposizione da Fondazioni, enti pubblici o privati. Gli edifici da inserire nel progetto di promozione turistica sono stati individuati attraverso la mappatura coordinata a livello transnazionale dall’architetto Moreno Baccichet: i risultati, insieme ad altre buone pratiche a livello europeo, verranno raccolti in una pubblicazione multilingue. Sul versante turistico verranno creati materiali promozionali legati agli eventi artistici in calendario e una speciale App metterà in contatto gli artisti con le residenze mappate, favorendo una fruizione turistica e culturale dei patrimoni mappati. “L’esperienza di STREAM – commenta l’Assessora alla cultura di Tramonti di sotto Patrizia Bertoncello – ci consentirà di capitalizzare le esperienze già realizzate in campo turistico, promuovendo a livello internazionale gli eventi e le manifestazioni che da molti anni caratterizzano la Val Tramontina all’insegna dell’arte, dello scambio culturale e di una nuova qualità della vita sempre più ricercata attraverso il contatto con la natura, bellezza del paesaggio, tempi e rapporti umani a misura di persona”. Il progetto, la cui assistenza tecnica per il comune di Tramonti è affidata al GAL Montagna Leader, proseguirà nelle prossime settimane con incontri con i cittadini, le strutture di accoglienza e le realtà associative locale, con lo scopo di definire i partecipanti e le attività da promuovere utilizzando la App. Entro l’anno Tramonti di Sotto ospiterà inoltre un evento transnazionale e un workshop musicale aperto ai musicisti di tutto l’arco alpino.

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Workshop sulle Tecnologie al servizio di un’agricoltura sostenibile e di qualità

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

Parma Martedì 5 febbraio, dalle 9.30, si terrà al Centro Congressi S. Elisabetta del Campus dell’Università di Parma il Workshop finale del Progetto “Costruzione di un prototipo per l’ottimizzazione della concimazione azotata a rateo variabile del grano duro in funzione di previsioni climatiche di medio periodo”. Il Progetto è finanziato da Ager (Agroalimentare e ricerca), un’iniziativa tra Fondazioni di origine bancaria (tra cui Fondazione Cariparma) unite per promuovere e sostenere la ricerca scientifica nell’agroalimentare italiano: Ager mette al centro della ricerca le produzioni italiane d’eccellenza, puntando al miglioramento dei processi e allo sviluppo di tecnologie d’avanguardia.Il workshop, dal titolo “Tecnologie Web-Based per la filiera grano duro: ottimizzazione della concimazione azotata e pasta di precisione”, è rivolto anche ad imprenditori agricoli, associazioni di imprese di meccanizzazione agricola ed enti di formazione interessati all’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati per un’agricoltura sostenibile e di qualità.
Il Progetto, coordinato dal prof. Francesco Morari dell’Università di Padova, ha visto il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze Chimiche, della vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma (referente prof.ssa Giovanna Visioli), dell’Università di Firenze e dell’Università di Teramo, con il supporto dell’azienda di sensoristica in campo agronomico ARVAtec s.r.l. e di Barilla S.p.A.
Al giorno d’oggi l’ottenimento di rese elevate deve necessariamente andare di pari passo con un’agricoltura più rispettosa dell’ambiente e nello stesso tempo che possa fornire materie prime di qualità per la filiera di trasformazione. L’uso della tecnologia (ad esempio droni, satelliti e sensori on the go) diventa indispensabile per il futuro dei giovani imprenditori agricoli. Nel caso del frumento duro l’obiettivo è quello di garantire per tutta la filiera dal seme alla pasta un’elevata sostenibilità e qualità.Il Progetto della durata di un anno incentrato sull’agricoltura di precisione è stato finanziato nell’ambito del bando AGER sul trasferimento tecnologico per l’applicabilità pratica dei risultati di un precedente Progetto AGER, di durata triennale, sulla sostenibilità agronomica, ambientale ed economica della filiera grano duro.
La sperimentazione è stata condotta nell’annata colturale 2017-2018 in due areali distinti, l’Azienda agricola di “Miana Serraglia” a Mira (Venezia) e la fattoria “Savini”, in provincia di Teramo, su due varietà di frumento duro selezionate per la crescita a Nord e Centro Sud Italia.L’obiettivo è stato quello di implementare una metodologia che combina modelli matematici e previsioni climatiche con sensori ottici montati su trattore, drone e satellite per ottimizzare la fertilizzazione in frumento duro. Lo scopo finale è quello di fornire all’operatore agricolo uno strumento di facile utilizzo che automatizzi la concimazione a rateo variabile nell’ottica di un’agricoltura di precisione.La partecipazione al workshop è gratuita, fino ad esaurimento posti (90). https://bit.ly/2rLouRR

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Pesca del tonno sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Il colosso del mercato europeo Bolton Food, primo in Italia con il marchio Rio Mare, prende finalmente degli impegni chiari e ambiziosi per ridurre gli impatti ambientali della pesca al tonno che finisce nei propri prodotti, dimostrando di voler essere un vero leader dell’industria del tonno. «Oggi è un giorno importante per migliaia di consumatori che per anni hanno chiesto alle aziende di scegliere di stare dalla parte del mare», dichiara Giorgia Monti, Responsabile della Campagna mare di Greenpeace Italia. «Siamo molto soddisfatti che Rio Mare abbia finalmente deciso di accettare la sfida e prendere impegni ambiziosi per ridurre l’utilizzo dei metodi di pesca più dannosi. Solo un anno fa un altro colosso mondiale Thai Union prendeva impegni importanti nella stessa direzione. Adesso solo chi farà seguire alle parole i fatti diventerà davvero l’azienda di tonno più sostenibile al mondo», conclude Monti.
Rio Mare rende pubblici oggi le sfide che l’azienda ha deciso di affrontare. Da un lato il 50 per cento del suo tonno sarà pescato con i metodi di pesca a più basso impatto ambientale, primo tra tutti la pesca a canna, dall’altro l’azienda si impegna a diminuire finalmente la sua dipendenza dai metodi di pesca più distruttivi, imponendo chiari limiti ai pescherecci da cui si rifornisce all’utilizzo di Sistemi di Aggregazione per pesci, i FAD (Fish Aggregating devices). Il numero di FAD è ormai fuori controllo: il loro uso smodato da parte di flotte sempre più industrializzate sta svuotando i nostri oceani, causando la morte di migliaia di animali in pericolo. Questi impegni sono una vittoria a cui Greenpeace lavora da 8 anni, quando ha pubblicato per la prima volta la classifica “Rompiscatole” in cui Rio Mare occupava uno degli ultimi posti, non avendo nemmeno una politica aziendale sulla sostenibilità. Grazie a un percorso a volte lento e fatto di impegni presi a metà ma anche marcato da passi importanti, come il lancio di linee con tonno pescato a canna sui più importanti mercati europei, Bolton Food oggi decide di fare una scelta decisa e coraggiosa per fermare la pesca che distrugge i nostri mari.
«Questi importanti risultati sono il frutto di un approccio serio e determinato alla sostenibilità iniziato nel 2009 con la fondazione dell’International Seafood Sustainability Foundation (ISSF) e rafforzatosi negli anni grazie anche a un dialogo costante con le principali associazioni ambientaliste, tra le quali Greenpeace, con cui ci confrontiamo da anni in un approccio aperto e condiviso alla responsabilità sociale della nostra azienda – afferma Luciano Pirovano, Sustainable Development Director di Bolton Food -. Una strategia che si è tradotta in una serie di azioni concrete quali lo sviluppo di metodi di pesca sempre più selettivi e impegni stringenti volti a migliorare la gestione dei FAD. Attraverso il nostro impegno siamo fiduciosi di poter promuovere una positiva trasformazione di tutto il settore del tonno verso migliori standard di sostenibilità”.Il mercato mondiale del tonno in scatola sta finalmente cambiando, spingendo l’industria verso una pesca più sostenibile: in questo processo inarrestabile il resto del settore del tonno in scatola in Italia non potrà fare a meno di rispondere alle esigenze di consumatori sempre più attenti a scegliere prodotti che non li rendano complici ignari della distruzione dei nostri mari.

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Le sfide finanziarie per uno sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

di Donato Speroni (in sintesi) Quanti soldi ci vogliono per salvare il mondo? Non si tratta di una domanda balzana: le scelte di sviluppo sostenibile comportano un rilevante impegno finanziario, sia da parte dei governi e degli altri soggetti pubblici, sia da parte delle imprese private. Si tratta di investimenti necessari per prevenire i danni che deriverebbero dalla “tempesta perfetta” di un Pianeta non sostenibile: l’allarme lanciato nel 2009 dal capo dei consulenti scientifici del governo inglese John Beddington, che per primo parlò di perfect storm entro il 2030, è stato rilanciato in questi giorni dal responsabile del Programma alimentare mondiale David Beasley da Roma in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione.
È probabilmente impossibile fare un calcolo complessivo dei costi di un mondo sostenibile, ma si comincia a fare luce su alcuni degli addendi, a cominciare dalla prevenzione del cambiamento climatico, grazie a tre fatti concomitanti: la pubblicazione del rapporto speciale dell’Ipcc sugli interventi necessari per rimanere nell’ambito di 1,5 gradi centigradi di aumento, il premio Nobel conferito all’economista William Nordhaus (assieme a un altro economista, Paul Romer) per i suoi studi sugli effetti economici del cambiamento climatico, e il vertice di Bali dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali del G20, l’11 e 12 ottobre. Diciamo subito che le diagnosi non sono convergenti, come ha sottolineato sul sito Inpiù l’economista Pia Saraceno. A Bali si è discusso di “sviluppo sostenibile” sulla base di un rapporto del Fondo monetario, concentrando però l’attenzionesui rischi per la sostenibilità dello sviluppo rappresentati dalla prosecuzione di tensioni per il moltiplicarsi di barriere tariffarie, dai rischi politici, dall’instabilità finanziaria, ecc.
e si è accennato solo di sfuggita al cambiamento climatico.
L’impact investing, cioè la raccolta di danaro per investimenti a impatto positivo sulla società e sull’ambiente (definita anche “finanza etica”) avrà sicuramente uno sviluppo significativo e l’Economist segnala i primi casi di strumenti finanziari elaborati dai money manager di concerto con organizzazioni non profit, con il lancio di fondi di investimento che raccolgono azioni di aziende con un buon record sociale. Il primo titolo emesso con questa logica è attento alle relazioni razziali, con azioni scelte col consenso del Naacp, l’associazione Usa che si occupa del progresso dei neri; il secondo guarda al female empowerment e con un portafoglio selezionato col concorso del Ywca, l’associazione delle donne cristiane.Chi beneficerà dell’impact investing? Le imprese che potranno dimostrare un buon record di azioni a favore della sostenibilità. In Italia sono obbligate alla “rendicontazione non finanziaria”, che è in pratica un bilancio di sostenibilità, tutte le imprese che hanno più di 500 dipendenti. Nei giorni scorsi è stato presentato uno studio di Kpmg Advisory, dal quale risulta che 205 società hanno elaborato le dichiarazioni non finanziarie. Di queste, il 59% è al primo anno di reporting di sostenibilità. In 26 si sono dotate di Piani di sostenibilità strutturati, mentre 61 aziende (il 31% di quelle analizzate) citano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.Bisogna però far sì che l’impact investing vada anche a favore delle imprese di minori dimensioni, che sono la realtà prevalente nell’apparato produttivo italiano. Nel Rapporto AsviS 2018 si afferma a questo proposito la necessità di ampliare il campo di applicazione della normativa sulla rendicontazione non finanziaria, includendo aziende dei settori della distribuzione e delle utility, società partecipate dallo Stato, imprese di medie dimensioni e quelle attive in settori ad alto impatto ambientale, incoraggiando la compilazione di un bilancio integrato, che illustri la comunicazione finanziaria e non finanziaria in un unico documento. (fonte asvis)

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Investire sui blue jobs per una crescita economica sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

Quali sono le nuove professioni che si stanno sviluppando per la tutela del mare e la crescita della Blue Economy nel nostro Paese? Di quali figure hanno bisogno le aziende del settore? Se ne è parlato all’incontro: “Blue Jobs, dall’archeologia subacquea alla tutela ambientale” organizzato da Marevivo, Comune di Napoli e Marina Militare, a bordo della nave Amerigo Vespucci, nell’ambito della Naples Shipping week.Investire sulle nuove professioni per la tutela del mare e la crescita sostenibile della Blue Economy è vantaggioso. A confermarlo anche i dati della Commissione Europea che mostrano come l’”economia blu” nell’UE impiega 5,4 milioni di persone e genera un valore aggiunto lordo di quasi 500 miliardi di euro l’anno. Il settore più redditizio è rappresentato dal turismo costiero con circa 1,6 milioni di posti di lavoro.
All’evento hanno partecipato operatori ed esperti del settore per confrontarsi sulle nuove figure professionali richieste dalle aziende che si occupano di crescita blu.La Senatrice Barbara Floridia ha annunciato che la Commissione cultura al Senato, all’interno del disegno di legge in merito all’educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, ha inserito percorsi di educazione ambientale perché è necessario sensibilizzare le future generazioni verso un’economia blu e il rispetto della natura e dell’ambiente circostante.Ancora una volta la Marina Militare collabora con Marevivo, in sinergia per la tutela della risorsa mare, puntando alla sensibilizzazione dei giovani che ogni anno fanno il loro ingresso in Accademia e negli istituti di formazione, sottolineando le problematiche ambientali, facendo loro percepire la bellezza e il valore del loro territorio, aiutandoli a comprendere la natura come un ambiente del quale tutti facciamo parte, stimolando il loro senso civico e facendoli sentire parte di una comunità che preserva e gestisce importanti risorse. Elementi indispensabili per diventare futuri professionisti del mare.L’innovazione e le nuove tecnologie possono incrementare la crescita dei lavori blu. Il Polo Tecnico Fermi ha lanciato l’“Accademia Dronica” il primo corso in Italia per la sperimentazione, costruzione e gestione dei droni subacquei.Altro settore dove inserire nuove figure professionali è quello del turismo sostenibile nelle Aree marine protette italiane. A sottolinearne l’importanza è stato Antonino Miccio, responsabile dell’Area marina protetta “Regno di Nettuno”.Marenostrum di Archeoclub d’Italia è invece una struttura specialistica operante nel settore della GeoArcheologia e sviluppa progetti di ricerca per la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, marino e costiero.

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Formazione internazionale sul turismo sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

Marghera (Venezia) Martedì 18 settembre Unioncamere del Veneto ospiterà al PST Vega in via delle Industrie 19/D, un evento di formazione transnazionale sui temi del turismo sostenibile riservato agli esperti regionali dell’area adriatico-ionica e partner del Progetto QNeST – Quality Network on Sustainable Tourism, progetto europeo nell’ambito del programma comunitario INTERREG ADRION. QNeST (biennale con un budget di un milione 700mila euro) coinvolge sette partner della fascia adriatico-ionica: Unioncamere del Veneto, Dipartimento Beni Culturali dell’Università del Salento in qualità di ente coordinatore, Università di Ljubljana, Agenzia Istriana per lo Sviluppo (IDA), Direttorato per lo Sviluppo delle Piccole e Medie Imprese del Montenegro, Technological Educational Institute of Epirus, Camera di Commercio di Xhanti.
Obiettivo di QNeST è valorizzare il patrimonio storico-architettonico, culturale e ambientale, le tradizioni, l’enogastronomia locale e l’accessibilità nel settore turistico in Italia e nei quattro Paesi partner (Grecia, Montenegro, Croazia, Slovenia) al fine di promuovere un turismo sostenibile e creare un’identità adriatico-ionica. Attraverso il partenariato internazionale, QNeST diffonderà la conoscenza di best practice coinvolgendo operatori culturali, ambientali, turistici, istituzioni, enti pubblici e privati che vogliono contribuire a un turismo di qualità e sostenibile. L’evento di Unioncamere del Veneto punta a trasferire le conoscenze sulle comuni metodologie di sviluppo del brand transnazionale QNeST. L’attività di formazione permetterà di armonizzare i contenuti relativi ai successivi training locali che verranno organizzati dai partner di progetto. Il progetto promuoverà lo sviluppo di itinerari sostenibili e standard qualitativi per una comune strategia turistica ed identità di destinazione nell’area adriatico-ionica. Unioncamere del Veneto, in stretto coordinamento con Regione del Veneto, Camera di Commercio di Padova e DMO Terme Euganee e Colli, intende promuovere e sperimentare a livello locale un’azione di accompagnamento per lo sviluppo di prodotti legati al turismo sostenibile nell’area di Abano-Montegrotto. Nell’ambito del progetto verranno pertanto sviluppati quattro driver turistici già presenti nell’area e previsti dal progetto, in particolare: turismo culturale, dieta mediterranea, turismo naturalistico, turismo accessibile e del benessere con particolare riferimento al tema della salute preventiva.

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SDA Bocconi lancia la sfida allo sviluppo sostenibile: a che punto è l’Italia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

SDA Bocconi School of Management, in collaborazione con J.P. Morgan Private Bank, PwC, Thomson Reuters e Gruppo 24 Ore, ha presentato in primavera la seconda edizione del Best Performance Award 2018, il premio annuale rivolto all’eccellenza dell’impresa italiana.Dopo il successo della prima edizione 2017, che ha lasciato emergere il fiore all’occhiello della nostra imprenditoria, quest’anno il BPA conferma l’ambizione di voler guardare al futuro del business del Paese, scegliendo e premiando ancora una volta le aziende italiane che si distinguono per la capacità di essere competitive creando valore. Non solo economico, ma anche tecnologico, umano, ambientale e sociale, eccellendo nello sviluppo sostenibile inteso come effettiva capacità di fare impresa. E proponendo un modello virtuoso, che funzioni da motore e spinta per tutto il sistema.Per farlo non si può prescindere da un’analisi del contesto in cui si muovono e operano le aziende che concorrono al premio stesso e, più in generale, alla situazione delle aziende italiane e al loro approccio al futuro del business: quanto valore generano, dal punto di vista di alcuni fattori/parametri chiave per lo sviluppo sostenibile? Esiste realmente un’etica del business che spinge a una produzione responsabile? Qual è, in ultima analisi, la situazione della nostra impresa sotto il profilo dell’innovazione e della spinta alla globalizzazione? Quale la propensione agli investimenti e alla valorizzazione dei talenti? Secondo alcuni dati di confronto internazionali1 recentemente raccolti, l’Italia figura sotto quasi tutti i profili come fanalino di coda, soprattutto se si guardano i principali indicatori di efficienza economica e di contesto ambientale e normativo: sulla scala della competitività che conduce a uno sviluppo sostenibile, il nostro paese risulta agli ultimissimi posti quanto all’internazionalizzazione, agli investimenti in R&D e alla capacità di ritenzione dei talenti.“Per quanto riguarda i confronti operati a livello internazionale, i dati sopra riportati esprimono la percezione che gli executives (soprattutto stranieri) hanno del nostro sistema, rispetto ad una serie di paesi comparabili – dichiara Leonardo Etro, co-direttore scientifico del progetto. Sono dati allarmanti. Ma esiste una sostanziale differenza fra percezione e realtà. In Italia esistono imprese dalla performance assoluta. Quelle del Best Performance Award sono solo una piccola parte di questo universo. L’obiettivo di SDA Bocconi, JP Morgan Private Bank, Pwc, Thomson Reuters e Gruppo24 ORE è quello di cambiare la percezione esistente e riportare l’Italia nel posto che le appartiene: l’eccellenza.” Lo status reale di questa eccellenza è emersa attraverso la prima edizione del Best Performance Award, che nel 2017 ha acceso una luce sulle realtà italiane che si distinguono e rappresentano un modello di valore: Illy Caffè, Objectway, Vimar, FAAC e Zapi, hanno di fatto dimostrato di possedere le caratteristiche per avviare un cambiamento sostenibile ed essere in grado di gestirlo a lungo termine. Quale scenario emergerà in questa seconda edizione, e grazie a quali aziende?

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Milano, Torino, Roma e Palermo – analizzate e comparate sul metro della mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 giugno 2018

È questo, in sintesi, il merito del rapporto “Living. Moving. Breathing. Ranking of 4 major Italian cities on Sustainable Urban Mobility”, realizzato dal Wuppertal Institute per conto di Greenpeace e diffuso dall’organizzazione ambientalista.Il rapporto è un approfondimento di uno studio già diffuso lo scorso maggio, nel quale si mettevano a confronto 13 città europee in materia di sostenibilità dei trasporti. Utilizzando la stessa metodologia, gli studiosi del Wuppertal hanno quindi comparato le 4 città italiane; i dati raccolti e utilizzati sono relativi al 2016 e provenienti da fonti pubbliche ufficiali o direttamente dalle amministrazioni cittadine. Milano, Torino, Roma e Palermo sono state “lette” attraverso la lente di 21 diversi indicatori, sintetizzati in 5 parametri: sicurezza stradale, qualità dell’aria, gestione della mobilità, trasporti pubblici, mobilità attiva. Secondo lo studio, la città dove la mobilità è più sostenibile è Milano, che in termini di punteggio stacca nettamente le altre tre. Tra queste ultime (Torino seconda, Roma terza e Palermo ultima) le differenze di punteggio complessivo non sono marcate; i punteggi specifici ottenuti sui diversi parametri, però, rendono un quadro più chiaro delle profonde differenze tra i vari contesti urbani.
Il risultato di Milano è determinato da buone performance in materia di trasporto pubblico e mobility management; si tratta degli stessi indicatori, specularmente, che hanno maggiormente determinato il risultato negativo di Palermo. In generale le città italiane mostrano tassi di mobilità attiva – uso della bicicletta e spostamenti pedonali – molto più bassi di quelli di altre città europee e un livello di sicurezza stradale molto lontano dagli standard di altri centri urbani del Continente. Torino è risultata essere la città con le strade più insicure, ovvero con il più alto numero di morti tra pedoni e ciclisti in rapporto alla popolazione; è risultata anche essere la città con l’aria più inquinata. Ma la situazione dell’inquinamento atmosferico è grave in ognuna delle città oggetto della ricerca: tutte e quattro superano, ad esempio, i livelli di concentrazione massimi previsti dalle normative per il biossido di azoto, un gas tipico delle emissioni dei veicoli diesel.
La Capitale mostra inoltre indirizzi molto deboli di mobility management, che disincentivano poco o affatto l’uso del mezzo privato. Ciò determina anche una mobilità fortemente congestionata, con un incremento di circa il 40 percento dei tempi di spostamento, causato dall’alto numero di automobili presenti sulle strade. A Palermo i livelli di congestionamento del traffico sono persino leggermente superiori. La disponibilità di servizi di bike e car sharing è buona a Milano, modesta a Roma (specie in rapporto alla superficie della città) e nel capoluogo siciliano.La qualità del trasporto pubblico è forse l’indicatore sul quale si registrano le distanze maggiori tra i quattro sistemi urbani: da Milano, che ha un TPL di livello “europeo”, a Torino, dove il servizio è già meno efficiente e utilizzato; fino alla crisi di ATAC a Roma, assurta alle cronache nazionali, e al bassissimo livello di utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei palermitani. Questi ultimi utilizzano un mezzo privato per il 75% degli spostamenti in città; i milanesi vi ricorrono invece solo nel 43% dei casi.
Per Greenpeace, la mobilità sostenibile ha un obiettivo chiaro: quello di superare quanto prima la mobilità privata a motore, un sistema fossile che danneggia il clima e peggiora drasticamente la vita nelle nostre città. Per questo l’organizzazione ambientalista sostiene gli indirizzi di Milano e Roma, in materia di limitazione della circolazione dei diesel, e chiede anche a Torino e Palermo di approntare presto piani di riduzione della mobilità privata, cominciando dai veicoli più inquinanti.

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Governo: bene apertura allo sharing e attenzione alla mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, augura buon lavoro al nuovo Governo appena insediato e commenta positivamente le prime indicazioni su car sharing e sostenibilità ambientale evidenziate nel contratto di Governo, fornendo piena disponibilità al confronto. “Abbiamo percepito da parte del nuovo Governo, e soprattutto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali – Luigi Di Maio e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – Danilo Toninelli un nuovo approccio e una nuova sensibilità nei confronti dei temi della sharing mobility e della necessità di rendere finalmente meno inquinante e più sicuro il nostro parco circolante”, evidenzia il Presidente ANIASA – Massimiliano Archiapatti, “Come protagonisti della mobilità condivisa e sostenibile e della sicurezza sulle nostre strade, grazie a un parco composto esclusivamente da veicoli di ultima generazione, siamo pronti a fornire tutto il nostro supporto su questi e su altri temi strategici per ridisegnare la mobilità cittadina, aziendale e turistica del nostro Paese”.

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Mobilità sostenibile all’interno del capoluogo lombardo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

ReFeel eMobility, JV tra il Gruppo ReFeel e il Gruppo Building Energy, attivo nel settore del corporate car sharing ecosostenibile, ha vinto la gara indetta dal Comune di Milano per l’assegnazione del primo “Corporate car sharing elettrico station based” presente sul territorio comunale, che ha l’obiettivo di fornire ad aziende, strutture alberghiere, campus universitari, centri direzionali e residenziali una soluzione di mobilità flessibile ad impatto zero.
Le aziende presenti sul territorio del Comune di Milano possono avvalersi del servizio reso disponibile da ReFeel eMobility e offrire ai propri dipendenti la possibilità di spostarsi agevolmente all’interno della città e dell’hinterland, sia per lavoro che per il tempo libero, abbattendo del 100% le emissioni di anidride carbonica. Le oltre 30 Renault ZOE attualmente messe a disposizione da ReFeel eMobility sono auto elettriche alimentate unicamente da fonti rinnovabili con un’autonomia di circa 310 km su percorso misto, con una velocità massima di 135 km/h. Le vetture possono essere ricaricate velocemente collegandosi alle apposite colonnine da 22 kW che verranno installate da Be Charge, società del Gruppo Building Energy specializzata in infrastrutture per la mobilità sostenibile, presso le sedi delle organizzazioni che attiveranno il servizio.ReFeel eMobility promuove una modalità di trasporto conveniente ed eco-sostenibile tramite la condivisione dei mezzi elettrici tra persone che lavorano o vivono nello stesso luogo, che avvicina le persone alla mobilità elettrica senza dover rinunciare alle comodità. L’app Refeel eMobility, disponibile sia per iOS che per Android, consente di affittare l’auto e gestire tutte le fasi del noleggio, dalla prenotazione al pagamento. Le auto elettriche di ReFeel eMobility possono circolare liberamente ed essere parcheggiate ovunque in maniera completamente gratuita all’interno del territorio del Comune e dell’hinterland. Milano rappresenta, infatti, la città italiana più all’avanguardia sotto il profilo della mobilità, il terreno ideale da cui partire per diffondere la cultura dell’e-mobility su scala nazionale.

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L’energia sostenibile nelle PMI

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Il ruolo delle imprese alla luce della nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) e l’efficienza energetica sono state al centro dell’iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio Milano Monza-Brianza Lodi. La SEN ha previsto lo stanziamento di importanti investimenti in materia di efficientamento energetico di edifici e imprese per promuovere l’attuazione delle misure previste dal D.Lgs. 102/2014. I Certificati Bianchi, la promozione dell’efficienza energetica nelle PMI, la valorizzazione dell’innovazione e dell’efficienza dei prodotti e del monitoraggio nell’ambito del Piano Industria 4.0 sono alcuni dei temi che vedono lo Stato Italiano e numerose regioni, tra cui la Lombardia, prevedere programmi di finanziamento a ciò dedicati, specifici per le PMI. Ma in che modo le PMI possono diventare maggiormente efficienti e risparmiare contribuendo anche al benessere dell’ambiente? «Il vantaggio competitivo che offre Enerqos alle piccole, medie e anche grandi imprese in Italia, sulla scorta della nostra esperienza – ha spiegato il General Manager di Enerqos Giuseppe Foti – si realizza attraverso soluzioni di efficientamento energetico, nel rispetto di 5 principi fondamentali: l’indipendenza nella scelta delle migliori soluzioni tecnologiche disponibili sul mercato; la flessibilità nella realizzazione di soluzioni energetiche che rispondono alle esigenze del cliente; la creazione di valore attraverso la riduzione dei costi energetici e la condivisione del risparmio ottenuto grazie alle soluzioni energetiche; il supporto fornito al cliente in un sistema integrato di competenze a breve e lungo termine; la capacità finanziaria per la realizzazione dell’intervento proposto».
In questo sistema l’aumento della produttività attraverso il risparmio energetico è realizzabile grazie allo sviluppo di progetti di efficienza energetica attraverso analisi, pianificazione, implementazione e finanziamento usando soluzioni tecnologiche consolidate; ma anche grazie alla condivisione del risparmio durante il periodo contrattuale predefinito (tipicamente 5 anni) e all’ottenimento di incentivi quali, ad esempio, Certificati Bianchi e Conto Termico. Di conseguenza, dopo il termine del contratto, si prevede il 100% del beneficio conseguito. Per quanto attiene il tipo di intervento Enerqos differenzia i casi per affrontare tutte le esigenze, a partire dalla consulenza energetica, che può comprendere diagnosi energetiche e benchmarking dei costi energetici e per conseguenza diretta l’individuazione delle opportunità di riduzione dei costi per il cliente. A quella energetica si aggiunge la consulenza finanziaria misurata sulla riduzione immediata dei costi operativi senza investimento da parte dei clienti con la possibilità di avere anche delle soluzioni “chiavi in mano”.Le soluzioni di efficienza energetica per le PMI possono interessare diversi settori: l’illuminazione (Risparmio: fino al 70%, PBT – tempo di ritorno economico – : 2-3 anni), l’impianto termico (Risparmio: tra il 20% e il 40%, PBT: 3-4 anni), l’impianto frigorifero (Risparmio: tra il 20% e il 30%, PBT: 3-4 anni), quello elettrico e dei motori (Risparmio: tra il 10% e il 30%, PBT: 2-3 anni), la produzione di energia (Risparmio: tra il 20% e il 40%, PBT: 6-7 anni), il monitoring (Risparmio: tra il 5% e il 15%, PBT: 1-2 anni).Enerqos, in conclusione, per contribuire alla sostenibilità di piccole, medie e grandi imprese, investe nel progetto condividendo il successo dell’intervento con il cliente, non richiede un investimento iniziale perché può sfruttare finanziamenti accessibili solo a ESCo offrendo servizi integrati, e infine, offre l’opportunità di co-investire beneficiando di ritorni interessanti grazie a finanziamenti off-balance sheet.

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L’innovazione sostenibile nel settore chimico

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

ICA academyAncona. Seminario organizzato il 29 novembre presso l’Ordine degli architetti, pianificatori e conservatori della provincia di Ancona (via Matas 13/17).Quanto è importante la sostenibilità ambientale nella realizzazione di nuovi prodotti? È uno dei temi che ICA Academy, ente di formazione di ICA Group, accreditato presso la Regione Marche, tratterà nel seminario.
Dopo i saluti e l’introduzione al corso, Lorenzo Paniccia, R&D Technical Manager, parla della bio-innovazione nelle vernici per interni. Infatti ICA Group ha realizzato un nuovo prodotto, ora in commercio, composto da materiali rinnovabili derivanti da innovativi processi di raffinazione di sostanze vegetali “di scarto” non competitive con l’alimentazione umana. Si chiama Iridea bio, è sviluppato nel pieno rispetto ambientale e della salute degli utilizzatori finali e garantisce prestazioni analoghe alle altre vernici tradizionali, derivanti dal petrolio. Questo apre uno scenario nel settore chimico totalmente nuovo, dato che anche la produzione è virtuosa poiché taglia fortemente le emissioni nell’aria di CO2. Produrre 1000 kg di questa vernice significa abbattere di 300 kg la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera, ovvero l’equivalente di 2521 km percorsi da un’auto. Dopo Lorenzo Paniccia, tra i fondatori di ICA Academy insieme ad Andrea e Claudio Paniccia, la terza generazione del gruppo, Rinaldo Guagnoni, direttore vendite Italia, presenta le tendenze di mercato e i concetti di naturalezza e matericità delle finiture per legno. Chiude la serie di interventi Giacomo Borraccini, R&D Chemical/Physical Testing Specialist, con le prestazioni delle vernici e le principali normative di riferimento. Segue dibattito. (foto: ICA academy)

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Roma e la mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

strade«A un anno dall’avvio della nuova consiliatura di Roma Capitale si inizia finalmente a parlare più operativamente di mobilità sostenibile, tema che negli ultimi anni è rimasto puntualmente confinato al livello di dibattiti pubblici, dichiarazioni di principio, buoni propositi. Il fatto che esponenti dell’amministrazione Raggi dichiarino di voler puntare in modo massiccio sullo sviluppo della rete tranviaria va accolto con interesse: ciò consentirebbe alla città di riappropriarsi di una modalità trasportistica che aveva ampiamente caratterizzato il suo passato e di allinearsi alle scelte di ispirazione ecologista di diverse grandi città del panorama internazionale».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«I tram si presentano come mezzi altamente sostenibili, che consentono buoni carichi di passeggeri e che, grazie ai percorsi su corsie dedicate o protette, assicurano frequenze e tempi di percorrenza certi. Anche i costi di realizzazione delle tratte potrebbero essere assai contenuti, al pari della durata dei lavori. Per un consistente arco temporale del secolo scorso, Roma ha potuto contare su 30-40 linee di superficie su ferro che coprivano buona parte del suo territorio: in molti casi i binari sono ancora presenti sotto l’asfalto che è stato posato successivamente.Più approfondimenti, invece, dovranno essere dedicati ai progetti che riguardano le funivie. Se la conformazione del territorio cittadino e le caratteristiche di parte del tessuto urbanistico possono rappresentare aspetti favorevoli all’idea, vanno però compresi meglio costi di realizzazione e di gestione degli impianti, frequenze e capacità di carico dei passeggeri, possibilità di sviluppare una efficace intermodalità con le altre soluzioni trasportistiche pubbliche. Assai discutibile, invece, la riproposizione di progetti ormai datati come i prolungamenti delle attuali metropolitane: ad esempio quello della linea B da Rebibbia a Casal Monastero, meno di 3 chilometri di tracciato da realizzare da parte di privati in cambio delle solite concessioni edilizie. Una logica per la quale Roma ha già pagato prezzi altissimi nella sua storia recente».

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Incontro: “Laudato Sì per la transizione energetica e una finanza sostenibile”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

bolognaBologna Giovedì 8 giugno a Bologna dalle ore 10,00 alle 17,30 nella Sala Clelia Barbieri della Curia Arcivescovile, in Via Altobella 6, si terrà l’incontro “Laudato Sì per la transizione energetica e una finanza sostenibile. L’impegno cattolico e degli uomini di buona volontà per promuovere l’ecologia integrale.” organizzato dalla Diocesi di Bologna insieme all’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro CEI e a FOCSIV – Volontari nel mondo e inserito nel quadro delle iniziative di ALL4theGreen in concomitanza con il G7 Ambiente 2017 ospitato nel capoluogo dell’Emilia Romagna. Il riscaldamento globale, provocato dalla grande concentrazione dei gas serra e conseguenza del modello di sviluppo basato sull’uso indiscriminato ed intensivo dei combustibili fossili, mette di fronte all’umanità l’urgenza di una transizione energetica supportata da una finanza sostenibile, dalle opportunità tecnologiche e finanziarie esistenti e da buone pratiche da adottare in Italia e nel resto del mondo. Il cambiamento degli stili di vita, delle strutture tecnologiche e le scelte finanziare consapevoli diventano azioni imprescindibili per una vera modifica delle politiche energetiche e di sviluppo a livello globale e locale a partire dal basso: dalle diocesi, dalle parrocchie, dalle associazioni e dalla società civile. Bisogna dare vita ad iniziative concrete come quella del disinvestimento, avviato con la Campagna Internazionale #Divest e in Italia #Divestitaly, dalle fonti fossili e il reinvestimento nelle fonti rinnovabili, utilizzando tecnologie e strumenti finanziari più consapevoli e responsabili, sia sul piano ambientale che sociale e con la Campagna Shine per sostenere l’accesso all’energia pulita dell’oltre miliardo di poveri esclusi nei paesi del Sud del mondo, rispondendo agli obiettivi di sviluppo sostenibile concordati dalle Nazioni Unite.
Una risposta concreta per il miglioramento delle condizioni di vita della Casa comune e una chiara indicazione al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump dell’importanza di tenere fede agli impegni presi in merito agli Accordi di Parigi dal suo predecessore.
L’incontro bolognese aperto da Monsignor Matteo M. Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna, e dal Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti, proseguirà nella mattinata con gli interventi di Andrea Stocchiero, Policy Officer FOCSIV, Maria Grazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia. WWF Italia, Don Giuseppe Corti, Delegato Vescovile Pastorale sociale del lavoro e della custodia del creato della Diocesi di Como, Don Rodolfo Pizzolli, Delegato vescovile problemi sociali e lavoro della Chiesa di Trento, Riccardo Rossella, Italian Climate Network e Coordinatore Campagna #DivestItaly, Francesca Novella, Ufficio Policy FOCSIV, Paolo Chesani, direttore CEFA Onlus socio FOCSIV, Francesco Biacciato, Forum Finanza Sostenibile.
Nel pomeriggio l’evento sarà rivolto ai rappresentanti di diocesi, parrocchie e associazioni affinché adottino e promuovano azioni concrete di cambiamento in particolare sull’efficientamento energetico e sulle scelte finanziarie etiche. In tal senso, esporranno le opportunità Livio Gualerzi, Responsabile CEI per la gestione delle risorse finanziarie e progetti speciali, Alessandra Vescovi, Responsabile Area Education ALTIS Alta Scuola Impresa e Società Università Cattolica del Sacro Cuore, Donatella Fortini e Valerio Cenacchi, Private Banker Fideuram e A.M Socio Forum Finanza Sostenibile, Aldo Bonati, Deputy-Head of Analysis and Research, Etica SGR e Socio Forum Finanza Sostenibile, Giorgio Capurri, Environmental Management System Representative UniCredit e Socio Forum Finanza Sostenibile, Simonetta Bono, Business Development Manager, Vigeo Eiris e Socio Forum Finanza Sostenibile, Angelo Pensa, Direzione Finanza Investimenti Alternativi & Innovazione Finanziaria Unipol SAI e Socio Forum Finanza Sostenibile, Isabel Reuss, Senior Portfolio Manager European Equities Allianz Global Investors e Socio Forum Finanza Sostenibile. Le conclusioni della giornata saranno affidate a Monsignor Luigi Bressan, Assistente Ecclesiastico FOCSIV.

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Festival dello Sviluppo Sostenibile

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

mattarella1Roma 7 giugno 2017, ore 9:00 – Camera dei Deputati, Aula dei Gruppi, via di Campo Marzio, 78. Si chiuderà alla presenza del Presidente della Repubblica e delle massime cariche dello Stato, il primo Festival dello Sviluppo Sostenibile: 17 giorni di sensibilizzazione e diffusione della cultura della sostenibilità, che ha visto oltre 200 eventi organizzati in tutta Italia dagli oltre 160 aderenti all’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile e da molte altre organizzazioni. L’ASviS presenterà alle Istituzioni i risultati delle riflessioni maturate durante il periodo del Festival (22 maggio-7 giugno) in un incontro dal titolo “Italia 2030: un Paese in via di Sviluppo sostenibile”, che si terrà presso la Camera dei Deputati (Aula dei Gruppi Parlamentari), alle ore 9.00. Oltre al Capo dello Stato Sergio Mattarella, interverranno il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni Silveri e la Vice Presidente della Commissione Europea Federica Mogherini.Durante l’incontro verranno inoltre premiate le classi vincitrici del concorso MIUR-ASviS “Facciamo 17 Goals. Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”, che ha coinvolto oltre 200 scuole di ogni ordine e grado, e i vincitori di “Youth in Action for Sustainable Development Goals”, concorso organizzato dalle Fondazioni Accenture, Eni Enrico Mattei e Giangiacomo Feltrinelli, rivolto agli under 30 chiamati a presentare idee progettuali innovative capaci di favorire il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile in Italia.
Data la presenza del Capo dello Stato, l’ingresso in Aula sarà consentito entro e non oltre le ore 9,30 e fino a capienza raggiunta.

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Il Futuro delle Infrastrutture e dei Trasporti Sostenibili nel Mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 aprile 2017

stradeRoma dal 10 al 12 aprile nella sede dell’Automobile Club d’Italia (ACI), organizzato dall’Associazione Italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti (AIIT) si terrà il primo congresso internazionale “Transport Infrastructures and Systems” (TIS). E’ organizzato dall’Associazione Italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti (AIIT). Scienziati, ingegneri, manager e professionisti da oltre 40 Paesi, che si occupano di sviluppo sostenibile e manutenzione di infrastrutture e sistemi di trasporto, affronteranno i problemi di strade, ferrovie, aeroporti, porti e sistemi intermodali. Uno degli obiettivi principali è pensare infrastrutture di trasporto che mitighino gli impatti negativi sull’ambiente, includano pratiche sostenibili piuttosto che moderne tecniche costruttive e permettano di massimizzare la durata dell’opera. Città dinamiche e vivibili si affidano a sistemi di mobilità efficienti e la sicurezza stradale svolge un ruolo fondamentale in questo processo.
Il congresso TIS metterà sotto i riflettori tutte le modalità di trasporto, con oltre 150 presentazioni in più di 20 sessioni e workshop, interessanti per policy maker, amministratori, professionisti, ricercatori e rappresentanti delle Istituzioni. Aprirà i lavori il prof. Ennio Cascetta coordinatore della Struttura tecnica di Missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’Alta Sorveglianza presso il MIT.

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