Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘sostenibile’

Consumo sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

La rete dei Centri Europei Consumatori ECC-Net inaugura il quindicesimo anno di attività promuovendo una campagna informativa che, per dodici mesi, affronterà i temi di principale interesse per i consumatori europei: diritti dei passeggeri, geoblocking, e-commerce sono solo alcuni degli argomenti oggetto dell’iniziativa che vedrà alternarsi, ogni mese, i diversi Centri nell’attività di diffusione online di materiale informativo.Al Centro Europeo Consumatori Italia, in collaborazione con il Centro Europeo Consumatori dei Paesi Bassi, spetta dare avvio alla campagna nel mese di gennaio. Il tema scelto è quello della sostenibilità, affinché i consumatori apprendano i vantaggi di un’economia circolare e imparino a compiere scelte di consumo rispettose dell’ambiente: evitare gli sprechi alimentari, ridurre le materie plastiche e i prodotti monouso, evitare eccessive emissioni di CO2. Attraverso infografiche e video pillole, saranno diffusi utili consigli e suggerimenti per diventare consumatori e viaggiatori sostenibili, incentivando così anche le imprese a prestare maggiore attenzione al rispetto dell’ambiente e alla sua tutela. I contenuti informativi sono disponibili sui canali social del Centro Europeo Consumatori Italia.

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Allo IUSS di Pavia il dottorato nazionale sui cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

La Scuola Superiore IUSS di Pavia ha recentemente deciso di orientare le attività di ricerca verso le grandi sfide che l’umanità deve affrontare per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e per garantire lo sviluppo sostenibile. Sono temi per i quali è necessario mettere insieme competenze diverse fra loro e fra queste l’economia e il diritto, la scienza e l’ingegneria, la biologia e la medicina. Occorre fin da subito creare nuove competenze che sappiano comprendere la complessità dei fenomeni che governano le relazioni tra le attività dell’uomo e l’ambiente, tra le scelte politiche e le conseguenze sulla produzione industriale, tra il consumo del suolo e delle materie prime e le migrazioni.Per formare queste nuove figure la Scuola IUSS ha progettato un dottorato di ricerca nazionale che coinvolgerà molti Atenei italiani che contribuiranno con competenze specifiche a formare giovani laureati. Si tratta di un progetto che attiva due cicli di dottorato triennale con 60 borse di studio per ciclo, aperto alle università italiane sotto il coordinamento dello IUSS. Per il progetto il Ministro Fioramonti ha stanziato 3,9 milioni di euro sul fondo 2019 per le università. Il finanziamento assegnato allo IUSS coprirà i costi delle borse di dottorato e alcuni costi della ricerca e prevede un cofinanziamento da parte delle università partecipanti e di altri soggetti privati interessati alle sfide dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile.Il ruolo di guida nazionale che questo finanziamento conferisce allo IUSS su un tema di così importante prospettiva per il futuro e anche di forte impatto mediatico è certamente un riconoscimento della capacità dello IUSS di formare talenti e di guidare progetti ambiziosi e di rilevanza strategica per il Paese.

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L’economia sostenibile e la dottrina sociale della Chiesa

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2019

Mentre il mondo della finanza e dell’impresa, pur con ritardi e possibili opportunismi, prende decisamente l’iniziativa per un’evoluzione delle logiche di mercato verso una maggiore attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e sociale, quelli che dovrebbero essere i suoi naturali interlocutori tacciono (il sindacato) o si rifugiano in una visione vetero-statalista, dai sentori vagamente marxisti (la Chiesa Cattolica). Se il tacere dei primi non consente purtroppo, al momento, l’apertura di un confronto, la loquacità della Chiesa cattolica suscita in chi scrive un doloroso senso di frustrazione, per il venir meno di un interlocutore che ha sempre contribuito e spesso guidato l’evoluzione della civiltà occidentale, e un bisogno di reagire.
E, ovviamente, il sancta sanctorum di queste iniquità è l’industria finanziaria che è dipinta come “un luogo dove gli egoismi e le sopraffazioni hanno un potenziale di dannosità della collettività che ha pochi eguali”. Delle tremende tragedie della storia emerse nel ‘900 e che credevamo derivassero dai deliri di onnipotenza della politica, ecco che la finanza acquista un ruolo “che ha pochi uguali” come dannosità per la collettività. A sostegno di questa tesi vengono utilizzati vetusti strumenti retorici marxisti, come la trasformazione del denaro da mezzo a fine (la famosa inversione del ciclo merce-denaro-merce in denaro-merce-denaro della teoria del valore) e “la predominanza della rendita da capitale rispetto al reddito da lavoro”: il capitale, secondo questa visione, non produrrebbe altro che una parassitaria “rendita”, a fronte del virtuoso “reddito” derivante dal lavoro. Tutte le altre forme di intermediazione finanziaria vengono accusate di essere asservitea “scopi prevalentemente speculativi” che rischiano di “soppiantare tutti gli altri principali intenti che sostanziano l’umana libertà”. Oggetto di riprovazione diventano anche concetti come “efficienza”, “competizione”, “leadership”, “merito” poiché “tendono ad occupare tutto lo spazio della nostra società civile, assumendo un significato che finisce per impoverire la qualità degli scambi, ridotta a meri coefficienti numerici”.
Un esempio paradigmatico delle nefandezze della speculazione finanziaria viene poi rilevato “quando il mero intento di guadagno da parte di pochi – magari di importanti fondi di investimento – mediante l’azzardo di una speculazione volta a provocare artificiosi (sic!) ribassi dei prezzi dei titoli del debito pubblico, non si cura di aggravare la situazione economica di interi Paesi, mettendo a repentaglio non solo progetti pubblici di risanamento ma la stessa stabilità economica di milioni di famiglie, costringendo nel contempo le autorità governative a intervenire con ingenti quantità di denaro pubblico, e giungendo perfino a determinare artificiosamente il corretto finanziamento dei sistemi politici”. Riecheggiano in queste litanie le tesi tremontiane dei complotti orditi dai mercati per impedire il dispiegarsi delle “magnifiche sorti e progressive” di una politica “unta dal Signore”. Non quindi l’irresponsabilità di governi che hanno portato al dissesto delle finanze pubbliche, con conseguente disaffezione dei loro disperanti creditori, ma una congiura speculativa che ostacola il risanamento e turba l’esercizio della sovranità popolare, sotto l’impulso di un demoniaco cupio dissolvi.
Tutte le considerazioni sono poi pervase da uno spirito apocalittico per il presunto prevalere dell’economia finanziaria sull’economia reale, dove a farla da padrone è quel “capitale finanziario” del quale già negli anni ’30 del secolo scorso gli epigoni di Marx (si pensi all’omonimo testo di Hilferding) denunciavano il carattere rapace da “fase finale del capitalismo”.
E su un piano più legato alla politica economica si riconosce “come il debito pubblico spesso è anche generato da una malaccorta – quando non dolosa – gestione del sistema amministrativo pubblico. Tale debito, vale a dire l’insieme delle passività finanziarie che pesa sugli Stati, rappresenta oggi uno dei maggiori ostacoli al buon funzionamento della crescita delle varie economie nazionali”.
Questa lucida visione del ruolo dell’impresa come luogo del manifestarsi della libertà umana e al contempo come vettore delle relazioni sociali culmina nell’osservazione che “la naturale circolarità che esiste tra profitto – fattore intrinsecamente necessario ad ogni sistema economico –e responsabilità sociale – elemento necessario di ogni forma civile di convivenza – è chiamata a rivelare tutta la sua fecondità, mostrando altresì il nesso indissolubile, che il peccato tende a nascondere, fra un’etica rispettosa delle persone e del bene comune e la reale funzionalità di ogni sistema economico e finanziario”. Mal si conciliano, a parere di chi scrive, queste solide premesse concettuali con le approssimative diagnosi della situazione attuale del sistema economico e finanziario e soprattutto con le stantie terapie stataliste suggerite nella pretesa pars construens delle “Considerazioni”. È comunque dalla profondità delle prime che è possibile trarre quel contributo di “verità” che la Chiesa può portare al dibattito in corso sugli “scopi” dell’impresa e dell’economia finanziaria nella quale l’impresa è indissolubilmente inserita. In abstract https://isrilstudi.wordpress.com)

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EUregionsweek: I leader locali e regionali chiedono un’Europa più coesa, sostenibile e inclusiva

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Come rendere l’Europa più solidale, sostenibile e vicina ai cittadini è il leit motiv dell’edizione 2019 della Settimana europea delle regioni e delle città. Alla presenza di oltre 600 partecipanti, tra esponenti politici locali, regionali e dell’UE, esperti e studiosi, il Presidente del Comitato europeo delle regioni (CdR) Karl-Heinz Lambertz, l’eurodeputata e vicepresidente del Parlamento europeo Klára Dobrev, la commissaria UE Elżbieta Bieńkowska e cinque giovani rappresentanti politici eletti hanno chiesto maggiore solidarietà europea e maggiori investimenti regionali per garantire un futuro migliore a tutti i cittadini dell’UE. L’edizione di quest’anno della Settimana europea delle regioni e delle città si svolge in un momento di transizione per l’Unione europea: il nuovo Parlamento si è ormai insediato, la Commissione europea sta iniziando un nuovo mandato e l’agenda dell’UE è concentrata sulla definizione delle priorità future, tra cui un’Europa più inclusiva sul piano sociale, un’Europa sostenibile e un’Europa più vicina ai cittadini. Una sfida decisiva anche per gli Stati membri impegnati nel negoziato sul bilancio a lungo termine dell’UE, che definirà i tetti di spesa annuali per ciascuna politica europea per il periodo 2021-2027.La vicepresidente del Parlamento europeo Klára Dobrev ha aggiunto: “Stiamo entrando in una nuova era. Per i rappresentanti politici è sempre stato un dilemma conciliare i propri interessi politici a breve termine con obiettivi reali a lungo termine. Sono però entrati in scena dei nuovi attori. Sono giovani, dinamici e appassionati, consapevoli della minaccia derivante dai cambiamenti climatici. D’ora in avanti, il futuro dei rappresentanti politici eletti dipenderà in larga misura dalla loro capacità di affrontare questa enorme minaccia che grava sull’umanità. In altre parole, saranno costretti a fare molto di più. E io sarò vostra alleata in questa lotta”.Intervenendo nel dibattito, Elżbieta Bieńkowska , commissaria responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: “La politica di coesione è una politica di solidarietà, una politica volta a costruire un futuro migliore per ogni cittadino. La nuova politica di coesione per il periodo 2021-2027 richiederà che tutti siano coinvolti nel nuovo periodo di finanziamento e producano insieme dei risultati. La politica di coesione deve continuare a rafforzare le capacità delle regioni e delle città, che sono in prima linea per mettere l’Europa sulla strada della sostenibilità, in modo da consentirci di mitigare i cambiamenti climatici e adattarci ad essi”. Al dibattito hanno partecipato anche cinque giovani esponenti politici in rappresentanza degli oltre 100 giovani politici eletti invitati all’evento. Laura Sparavigna , consigliera comunale di Firenze (PSE), Radosław Swoł , consigliere comunale di Mielec, Polonia (ECR), Vincent Chauvet , sindaco di Autun, Francia (RE), Mia Eskelinen-Fingerroos , consigliera comunale di Kuopio, Finlandia (PPE), Kirsteen Currie , membro del consiglio amministrativo dello Highland, Regno Unito (AE), hanno condiviso le loro esperienze e le loro opinioni sulle opportunità e sui mezzi di cui le città e le regioni dovrebbero disporre per il futuro dell’Unione europea.

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Agricoltura: Un altro mondo è sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Roma 21 novembre 2019 9.30-16.30 Hotel Holiday Inn, Viale Castello della Magliana, 65.Come l’agricoltura può contribuire alla riconversione verde del sistema economico, sociale e culturale: dalla nuova Politica Agricola Comune alle produzioni ecosostenibili; dalla tutela del paesaggio e dell’ambiente al contrasto delle agromafie. Analisi, modelli e proposte per un vero Green New Deal. Interverranno, tra gli altri, personalità tecniche e istituzionali.

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“L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

Roma, 4 ottobre 2019 ore 10:00 Sala Sinopoli Auditorium Parco della Musica Viale Pietro de Coubertin, 10. Il Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, giunto alla quarta edizione, rappresenta uno strumento unico per analizzare l’avanzamento del nostro Paese verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 e identificare gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del modello di sviluppo. A soli 11 anni dalla scadenza fissata dal piano d’azione delle Nazioni Unite, firmato da 193 Paesi, Italia compresa, è necessario modificare significativamente le politiche pubbliche, nazionali ed europee, le strategie aziendali e i comportamenti individuali. L’urgenza è anche dettata dal fatto che 21 dei 169 Target in cui si articolano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile prevedono obblighi riferiti al 2020 e che su buona parte di essi l’Italia è in grave ritardo.Grazie al contributo dei 600 esperti delle oltre 220 organizzazioni aderenti all’ASviS, il Rapporto 2019 fornisce un quadro delle iniziative messe in campo nel mondo, in Europa e in Italia a favore dello sviluppo sostenibile, valuta le politiche realizzate negli ultimi 12 mesi e avanza proposte per accelerare il percorso del nostro Paese verso l’attuazione dell’Agenda 2030. L’evento si svolgerà alla presenza del Presidente della Repubblica.
9:15 Registrazione
10:30 Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati Introduzione
Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS Presentazione del Rapporto ASviS 2019
Enrico Giovannini, Portavoce dell’ASviS Il Governo e le politiche per lo sviluppo sostenibile
Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia e delle Finanze L’impegno della Commissione europea per conseguire l’Agenda 2030 Paolo Gentiloni, Commissario designato per l’Economia Conclusioni.

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Commissione UE: Commissari europei per lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2019

L’AsviS esprime profonda soddisfazione per l’accoglimento della sua proposta di responsabilizzare tutti i Commissari Ue nell’attuazione dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, sottoscritta nel 2015 da 193 Paesi, inclusa l’Italia. La proposta era stata lanciata il 21 maggio scorso dal Portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini durante l’evento inaugurale del Festival dello sviluppo sostenibile 2019: “Per un’Europa campionessa mondiale di sviluppo sostenibile”.Nella lettera di Missione inviata ai neo Commissari, la Presidente eletta della Commissione europea Ursula von der Leyen, menziona esplicitamente la responsabilità di ogni Commissario e del vice Presidente per la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ciascuno nel proprio settore di competenza, aggiungendo che la stessa Commissione sarà nel suo insieme responsabile per il raggiungimento degli Obiettivi.“Consideriamo questa menzione come un grande riconoscimento per le proposte dell’ASviS”, commenta Enrico Giovannini portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, che con i suoi oltre 230 aderenti è la più grande rete di organizzazioni della società civile mai creata in Italia. “Questo mandato ai Commissari conferma l’intenzione dell’Unione europea di mettere l’Agenda 2030 al centro delle sue politiche. D’altra parte la presidente eletta ha annunciato di voler ridisegnare il semestre europeo intorno all’Agenda 2030, anche in questo caso come proposto dall’ASviS, coordinando a tal fine le politiche economiche, sociali e ambientali. Per questo ogni Paese, compresa l’Italia, dovrà dotarsi di un efficace meccanismo di coordinamento per assicurare la coerenza delle proprie politiche e contribuire alla definizione di quelle europee”.

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Duecento miliardi di euro per la promozione dello sviluppo sostenibile in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

Questo è quanto comunicato da Cassa Depositi e Prestiti pochi giorni fa: 110 miliardi di euro di risorse proprie per la crescita economica e lo sviluppo sostenibile dell’Italia e 90 miliardi di risorse aggiuntive da investitori privati e altre istituzioni nazionali e internazionali. Possedere i principali criteri di sostenibilità internazionalmente riconosciuti diventeranno molto presto condizioni imprescindibili per poter accedere ai finanziamenti.Ma le aziende italiane hanno ancora un approccio molto frammentato ai temi della sostenibilità, per lo più riconosciuta in due grandi aree: efficientamento energetico e CSR. Nella maggior parte dei casi, manca un approccio integrato ESG (ambientale, sociale e di governance) già presente nel contesto finanziario, e scientifico di misurazione e rendicontazione con KPI che parlino un linguaggio internazionale condiviso. Per rispondere a queste esigenze nasce SI Rating, il Sustainability Impact Rating sviluppato da ARB Consulting, start up innovativa specializzata nella sostenibilità integrata guidata da Ada Rosa Balzan, riconosciuta tra i massimi esperti di sostenibilità in Italia. Come emerso da numerosi studi, l’attenzione per la sostenibilità d’impresa sta crescendo sempre di più. Agire in modo sostenibile è, infatti, non solo una priorità assoluta in termini etici ma anche un’azione strategica a livello di business perché sempre più richiesta dagli stakeholder. SI Rating, strumento completo e user friendly, attraverso una piattaforma on line che valuta oltre 50 strumenti di sostenibilità riconosciuti internazionalmente, determina la sostenibilità delle strategie industriali. La valutazione viene eseguita tenendo presenti 5 criteri: trasparenza, livello di gestione, attendibilità, miglioramento, completezza. Infine, vengono analizzate 26 tematiche ambientali, sociali e di governance sulla base di strumenti internazionali accreditati. I dati ottenuti sono elaborati da un algoritmo che genera la valutazione finale e diventano oggetto di un report che indica all’organizzazione le azioni da intraprendere per migliorare il proprio impegno nella sostenibilità.«La sostenibilità è un valore imprescindibile anche per le imprese. Secondo un sondaggio di McKinsey, il 76% degli amministratori delegati ritiene che una forte sostenibilità in azienda contribuisca positivamente alle performance di lungo termine. Contrariamente, una debole politica di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG) può avere un impatto negativo sulle prestazioni del proprio business. Per questo nasce SI Rating, il primo strumento integrato, agile e tempestivo che permette alle imprese italiane di valorizzare la propria strategia di sostenibilità. Non è un punto di arrivo ma un punto di partenza per creare una strategia consapevole, oggettiva e misurabile di sostenibilità» – dichiara Ada Rosa Balzan, fondatrice di SI Rating e CEO di ARB Consulting. Adottando le azioni di sostenibilità suggerite da SI Rating, infine, le aziende potranno migliorare la loro brand reputation, rafforzare l’attuale posizionamento sul mercato e intercettare nuove aree d’azione. SI Rating è stato validato dall’ente internazionale di certificazione RINA ed è la prima realtà italiana e tra le prime in Europa ad avvalersi della collaborazione con SASB (Sustainability Accounting Standards Board).www.sirating.com

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Benessere Italia nella cabina di regia a Palazzo Chigi per lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

“Esprimiamo grande soddisfazione per il lancio della cabina di regia ‘Benessere Italia’, istituita oggi a Palazzo Chigi, e per essere stati chiamati a contribuire al coordinamento delle politiche per lo sviluppo sostenibile”. Così il portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), Enrico Giovannini, manifesta apprezzamento per l’attuazione dell’iniziativa che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva annunciato il 21 maggio in occasione dell’apertura della terza edizione del Festival Italiano dello Sviluppo Sostenibile. L’ASviS, cui aderiscono oltre 240 organizzazioni, è l’unica istituzione del terzo settore invitata a far parte del comitato scientifico che aiuterà la cabina di regia a realizzare il mandato ad essa attributo.“Fin dalla sua istituzione – aggiunge Giovannini – l’ASviS ha sollecitato la creazione di un organismo presso Palazzo Chigi per coordinare e integrare le politiche dei ministeri verso l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Ovviamente, anche gli investimenti pubblici dovrebbero essere indirizzati a portare il Paese su un sentiero sostenibile: per questo, abbiamo proposto il cambiamento di nome del CIPE in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile, proposta che ripresenteremo anche in sede di cabina di regia”.L’ASviS, la più grande rete di organizzazioni della società civile mai creata in Italia per diffondere la cultura della sostenibilità e l’Agenda 2030, rivolge i suoi auguri alla prof.ssa Filomena Maggino, che guiderà la cabina di regia, esperta internazionale negli studi sulla qualità della vita e componente del Segretariato ASviS fin dalla sua costituzione.

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Stopmicrofibre: Un’alleanza per un’industria tessile competitiva e sostenibile

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Roma mercoledì 3 luglio 2019 alle ore 10:30 all’Accademia Costume & Moda in Via della Rondinella, 2 incontro sul tema: “#STOPMICROFIBRE. Un’alleanza per un’industria tessile, competitiva e sostenibile. La proposta di Legge di Marevivo” organizzato dall’associazione Marevivo e dall’Accademia Costume & Moda, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero dello Sviluppo economico. Ad introdurre: Raffaella Giugni, Responsabile Relazioni Istituzionali Marevivo; Lupo Lanzara, Vice Presidente Accademia Costume & Moda e Marta Ferri, Dressmaker e Cavaliere del Mare di Marevivo. Interverranno: Giusy Bettoni, CEO and Founder C.L.A.S.S. (Creativity Lifestyle and Sustainable Synergy) Moda: l’importanza di innovare responsabilmente
Riccardo Andrea Carletto, Ricercatore CNR-STIIMA Biella Nuove fibre sostenibili per l’industria tessile
Giorgio De Montis, Banor Capital Investimenti e sostenibilità: perché il mercato premia le aziende responsabili
Maria Cristina Cocca, IPCB- CNR Pozzuoli Il rilascio delle microfibre dai tessuti: impatto e soluzioni
Pierluigi Fusco Girard, Amministratore Delegato Linificio e Canapificio Nazionale Marzotto Lab Il lino: una fibra europea, sostenibile e polifunzionale
Francesco Regoli, Vice Direttore del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, Università Politecnica delle Marche
Microplastiche negli oceani: da contaminanti emergenti ad emergenza ambientale
Stefania Ricci, Direttore Museo e Fondazione Ferragamo Mostra Sustainable Thinking
Giovanni Schneider, Amministratore Delegato del Gruppo Schneider, leader nella prima lavorazione e nella commercializzazione di fibre tessili naturali pregiate Etichettatura dei capi d’abbigliamento
Marevivo, che da oltre trent’anni si batte in difesa del mare e delle sue risorse, ha lanciato la campagna #STOPMICROFIBRE per sensibilizzare sul problema delle microplastiche rilasciate dai tessuti sintetici in lavatrice. Il 40% delle microfibre non viene trattenuto dagli impianti di trattamento e finisce nell’ambiente naturale. Diversi studi dimostrano come ogni lavaggio liberi milioni di fibre microplastiche, particelle inferiori ai 5 millimetri di lunghezza, che vengono ingerite dagli organismi marini, entrando così nella catena alimentare. La fondazione Ellen MacArthur nello studio “A New textiles economy” ha denunciato come gli abiti scarichino ogni anno mezzo milione di tonnellate di microfibre negli oceani, una quantità pari a oltre 50 miliardi di bottiglie di plastica. Tra i tessuti peggiori c’è l’acrilico, cinque volte più inquinante del tessuto misto cotone-poliestere. È indispensabile investire nella ricerca e nell’innovazione.

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Primo torneo al mondo tra città sulla mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 maggio 2019

E’ stato presentato il primo torneo al mondo fra città dedicato alla mobilità sostenibile ideato all’interno di “MUV – Mobility Urban Values”, progetto europeo di ricerca applicata a cura del laboratorio di design PUSH finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020. Per partecipare basta scaricare l’app “MUV” (per Android e iOS) che trasforma la mobilità in uno sport e iscriversi al torneo che inizierà ufficialmente il 3 giugno e si concluderà il 21 luglio. Questa nuova modalità di gioco si andrà ad aggiungere alle sfide già presenti in app, così i migliori “atleti” della mobilità sostenibile saranno ricompensati con premi e sconti offerti dai partner locali. Sono stati circa 30.000 i Km sostenibili percorsi finora dagli utenti a piedi, in bici e con i mezzi pubblici.Le otto città che si sfideranno in questa prima edizione del torneo sono Palermo, Roma, Amsterdam (Olanda) Barcellona (Spagna), Teresina (Brasile), Ghent (Belgio), Helsinki (Finlandia) e Fundao (Portogallo), tutte molto diverse tra loro e particolarmente interessanti per abitudini e sistemi di mobilità.Ogni partita consiste in un uno scontro diretto tra due città della durata di una settimana. Il torneo si protrarrà per sette settimane e a settembre partirà una seconda edizione, con il coinvolgimento di nuove città.L’iniziativa intende agire in piena collaborazione con le comunità locali: i dati raccolti, infatti, saranno messi a disposizione dei Comuni di riferimento e di tutti i cittadini per migliorare le politiche di mobilità sostenibile.“La sfida di MUV – dichiara Salvatore Di Dio, Managing Director di PUSH – è quella di trasformare la mobilità urbana in uno sport e i cittadini in atleti che si sfidano grazie ai propri comportamenti sostenibili. Per rendere il gioco realmente coinvolgente abbiamo immaginato il primo torneo internazionale tra città, con l’obiettivo di individuare i campioni di sostenibilità.Crediamo davvero che questo approccio possa portare le persone ad adottare comportamenti più consapevoli e aiutare le amministrazioni a realizzare politiche di mobilità urbana progettate attorno alle necessità dei propri cittadini”.MUV intende migliorare la mobilità urbana attraverso un approccio innovativo, incoraggiando i cittadini a muoversi in modo più sostenibile con un gioco che mescola esperienza reale e digitale, arricchendo di valori il rapporto tra la città, gli imprenditori locali e i loro clienti e facilitando lo sviluppo di nuove e migliori politiche di mobilità sostenibile.Strumento fondamentale è proprio l’app MUV, frutto di una lunga fase di ricerca e progettazione condotta con le comunità locali. La meccanica di gioco è molto semplice: l’utente guadagna punti ogni volta che si muove in modo sostenibile ovvero camminando a piedi, andando in bicicletta o usando i mezzi di trasporto pubblici. Registrando i propri spostamenti è possibile salire sul podio delle sfide settimanali e aderire agli special training sponsorizzati dai partner locali per vincere premi e sconti.
Il risultato di tali attività è un gioco che trasforma il muoversi in città in un vero e proprio sport professionistico: i MUVer possono non solo allenarsi per migliorare la propria performance, ma anche sfidare altri utenti e rappresentare la propria città in tornei internazionali. I dati di mobilità raccolti dall’applicazione e i dati ambientali collezionati dalle stazioni di monitoraggio, che saranno a breve collocate all’interno dei quartieri coinvolti, verranno rilasciati in formato open per permettere ad amministratori e policy maker di migliorare i processi di pianificazione, proponendo servizi nuovi ed efficaci in grado di migliorare la qualità della vita nelle città.I migliori atleti palermitani verranno ricompensati con premi e sconti messi a disposizione dai partner locali:Ai Chiavettieri, Arrè Gusto, Ballarak, Buongiorno Notte, CIVITA, Edizioni Precarie, Enoteca Butticè, Freschette Bio, Gullo Filati, Insula, Libero Gioco, Moltivolti, PMO Coworking, Social Bike e Veniero.

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Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 19 maggio 2019

Parma giovedì 23 maggio alle 15 (dal 23 al 26 maggio) nella Sala del Consiglio del Comune di Parma. Saranno presentati 35 eventi gratuiti e aperti a tutti, in numerosi luoghi della città, per una manifestazione che anche quest’anno si propone di fare il punto e di confrontarsi sui modelli di sviluppo possibili, all’orizzonte dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’ONU nell’Agenda 2030. “Mettiamo mano al nostro futuro” lo slogan dell’edizione 2019: un invito alla riflessione comune ma anche all’assunzione di responsabilità di ciascuno, per costruire davvero, tutti insieme, un domani sostenibile.
Il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019, promosso da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, è organizzato da Università di Parma, WWF, Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile – RUS, Fruttorti Parma, Slow Food Parma e Gist – Global impact solutions today, ed è realizzato con il patrocinio del Comune di Parma, con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di Cdp e Invitalia, e con la collaborazione di numerosi partner.

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L’educazione terziaria e la formazione continua per lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Roma Giovedì 11 Aprile 2019 ore 11-13 Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) Viale Trastevere 76/A, Sala della Comunicazione Aldo Moro. Come riconosciuto dalla letteratura internazionale sullo sviluppo sostenibile, l’educazione svolge un ruolo cruciale nel cambiamento dei comportamenti individuali, dei modelli di consumo e di produzione, delle politiche. Per questo, fin dalla sua nascita, all’inizio del 2016, l’ASviS è impegnata a diffondere la cultura della sostenibilità a tutti i livelli e a far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Oggi l’ASviS, con i suoi oltre 200 Aderenti, è la più grande rete di organizzazioni della società civile mai costituita in Italia ed è rapidamente divenuta un punto di riferimento istituzionale e fonte di informazione sui temi dello sviluppo sostenibile.In questo contesto, l’ASviS promuove attivamente un programma di educazione allo sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alle giovani generazioni, sia nelle scuole che nelle università. Inoltre, l’Alleanza ha avviato un ambizioso programma di formazione di alto livello, partecipando alla progettazione di corsi di master e promuovendo l’organizzazione di scuole estive orientate a diverse categorie di utenti. Parallelamente, la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), creata dalla Conferenza dei rettori delle Università Italiane (CRUI), ha promosso una riflessione a tutto campo sul modo in cui lo sviluppo sostenibile viene insegnato negli Atenei italiani, a valle della quale il numero di corsi che fanno riferimento ai temi dell’Agenda 2030, anche in un’ottica transdisciplinare, è cresciuto moltissimo. Infine, Fondazioni e società che accompagnano la trasformazione interna delle imprese stanno sperimentando nuovi approcci per la formazione manageriale allo sviluppo sostenibile, così da sostenere la transizione delle aziende verso il nuovo paradigma e cogliere le opportunità di mercato che essa offre. L’incontro organizzato dall’ASviS e dalla Fondazione Enel rappresenta l’occasione per confrontare esperienze diverse e individuare opportunità, partendo dalla presentazione di un’iniziativa comune: un e-book interattivo sugli SDGs in cui matricole e rettori, dottorandi e ricercatori in modalità crowdsourcing potranno dare il proprio contributo di visione e azione. Programma:
11:00-11:15 Introduzione Prof. Enrico Giovannini, Portavoce ASviS
11.15-12:30 Educazione terziaria e formazione continua per lo sviluppo sostenibile: esperienze e opportunità
Dott. Stefano Armenia, Researcher (Link Campus University), President of System Dynamics Italian Chapter
Dott. Riccardo Giovannini, Partner Climate Change & Sustainability Ernst & Young
Prof. Patrizia Lombardi, Politecnico di Torino, Coordinatrice della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile
Dott. Carlo Papa, Direttore Fondazione ENEL
Dibattito
12:30-13:00 Conclusioni. Prof. Lorenzo Fioramonti, Viceministro Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

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Milano: mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

Milano «Per la sua estensione, per i meccanismi di funzionamento e per le possibilità di sviluppo future non c’è dubbio che la nuova zona a traffico limitato di Milano denominata Area B, operativa dal prossimo lunedì, possa rappresentare un punto di svolta nel rapporto tra la mobilità e i grandi centri urbani italiani. Un’intuizione felice innanzitutto perché riguarda oltre il 70% del territorio comunale e coinvolge la quasi totalità dei cittadini residenti e poi perché la misura non può essere aggirata attraverso il pagamento di un ticket di ingresso. In questo modo passa un messaggio chiaro e univoco: se l’uso del tuo mezzo è insostenibile per la collettività, non ti permetto di circolare».
«Importante è il fatto che l’Area B sarà in funzione nei giorni feriali, quelli in cui il traffico impatta con maggiore gravità sulle aree urbane: rispondere agli sforamenti nella concentrazione delle polveri sottili con qualche domenica ecologica, come ad esempio accade a Roma, non serve a nulla ed è una prassi che le leggi regionali dovrebbero finalmente rivedere e superare. C’è bisogno di interventi strutturali e non emergenziali. Positivo anche avere programmato il decremento, con il trascorrere degli anni, delle cosiddette giornate di bonus, che consentiranno a cittadini con particolari esigenze di accedere comunque alla zona a traffico limitato.Compito dell’amministrazione – continua Simoncini – sarà quello di non snaturare il provvedimento di fronte alle inevitabili criticità che potrebbero manifestarsi nei primi giorni e di non cedere alle pressioni di chi osteggia apertamente misure di questo tipo. Un buon sostegno arriverà dalla rete di trasporto pubblico, che a Milano è assai efficiente e in continuo sviluppo, e dalle ricadute positive sulla qualità della vita delle persone, che saranno tangibili già nel breve periodo». ( by Giorgio Giuliani)

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Turismo sostenibile: Tramonti di sotto in prima linea

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

Si è tenuto da poco a Maniago l’incontro strategico del progetto “STREAM: Sostenere il Turismo sostenibile, la Rigenerazione urbana la promozione delle Arti in aree Montane”, finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del Programma di cooperazione Interreg V-A Italia – Austria 2014-2020. Nato dalla volontà di aumentare il potenziale turistico dell’area transfrontaliera, mettendo in rete risorse culturali friulane, venete e austriache, “STREAM” è un progetto di rigenerazione urbana sostenibile per recuperare spazi pubblici e privati attraverso l’arte e la cultura. Presenti dunque all’incontro tutti i partner del progetto: Comune di Sarmede, Lead Partner, Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore di Pieve di Cadore, con il compito di comunicare e divulgare il progetto, Comitato provinciale Unpli Treviso che coordina gli eventi promozionali, RM Regional Management Kaernten:mitte (Carinzia) per la parte di sviluppo tecnologico e Comune di Tramonti di Sotto, referente per le attività di coordinamento e mappatura del patrimonio edilizio esistente finalizzata a una valorizzazione in chiave turistica. Obiettivo del progetto di cooperazione è la preservazione del patrimonio transfrontaliero e il suo inserimento in una offerta turistica che rivitalizzi i piccoli centri attraverso interventi di rigenerazione urbana, basati su arte, cultura col coinvolgimento delle popolazioni locali. I siti interessati sono stati individuati come luoghi ideali per residenze artistiche: qui gli artisti si possono dedicare a tempo pieno al proprio lavoro, condividendo il proprio percorso con altri artisti residenti e con la comunità locale. L’idea è quella di terminare la residenza con un evento aperto al pubblico (sia esso una mostra, uno spettacolo, o un concerto. Spazi creativi, alloggi e materiali verrebbero messi a disposizione da Fondazioni, enti pubblici o privati. Gli edifici da inserire nel progetto di promozione turistica sono stati individuati attraverso la mappatura coordinata a livello transnazionale dall’architetto Moreno Baccichet: i risultati, insieme ad altre buone pratiche a livello europeo, verranno raccolti in una pubblicazione multilingue. Sul versante turistico verranno creati materiali promozionali legati agli eventi artistici in calendario e una speciale App metterà in contatto gli artisti con le residenze mappate, favorendo una fruizione turistica e culturale dei patrimoni mappati. “L’esperienza di STREAM – commenta l’Assessora alla cultura di Tramonti di sotto Patrizia Bertoncello – ci consentirà di capitalizzare le esperienze già realizzate in campo turistico, promuovendo a livello internazionale gli eventi e le manifestazioni che da molti anni caratterizzano la Val Tramontina all’insegna dell’arte, dello scambio culturale e di una nuova qualità della vita sempre più ricercata attraverso il contatto con la natura, bellezza del paesaggio, tempi e rapporti umani a misura di persona”. Il progetto, la cui assistenza tecnica per il comune di Tramonti è affidata al GAL Montagna Leader, proseguirà nelle prossime settimane con incontri con i cittadini, le strutture di accoglienza e le realtà associative locale, con lo scopo di definire i partecipanti e le attività da promuovere utilizzando la App. Entro l’anno Tramonti di Sotto ospiterà inoltre un evento transnazionale e un workshop musicale aperto ai musicisti di tutto l’arco alpino.

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Workshop sulle Tecnologie al servizio di un’agricoltura sostenibile e di qualità

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

Parma Martedì 5 febbraio, dalle 9.30, si terrà al Centro Congressi S. Elisabetta del Campus dell’Università di Parma il Workshop finale del Progetto “Costruzione di un prototipo per l’ottimizzazione della concimazione azotata a rateo variabile del grano duro in funzione di previsioni climatiche di medio periodo”. Il Progetto è finanziato da Ager (Agroalimentare e ricerca), un’iniziativa tra Fondazioni di origine bancaria (tra cui Fondazione Cariparma) unite per promuovere e sostenere la ricerca scientifica nell’agroalimentare italiano: Ager mette al centro della ricerca le produzioni italiane d’eccellenza, puntando al miglioramento dei processi e allo sviluppo di tecnologie d’avanguardia.Il workshop, dal titolo “Tecnologie Web-Based per la filiera grano duro: ottimizzazione della concimazione azotata e pasta di precisione”, è rivolto anche ad imprenditori agricoli, associazioni di imprese di meccanizzazione agricola ed enti di formazione interessati all’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati per un’agricoltura sostenibile e di qualità.
Il Progetto, coordinato dal prof. Francesco Morari dell’Università di Padova, ha visto il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze Chimiche, della vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma (referente prof.ssa Giovanna Visioli), dell’Università di Firenze e dell’Università di Teramo, con il supporto dell’azienda di sensoristica in campo agronomico ARVAtec s.r.l. e di Barilla S.p.A.
Al giorno d’oggi l’ottenimento di rese elevate deve necessariamente andare di pari passo con un’agricoltura più rispettosa dell’ambiente e nello stesso tempo che possa fornire materie prime di qualità per la filiera di trasformazione. L’uso della tecnologia (ad esempio droni, satelliti e sensori on the go) diventa indispensabile per il futuro dei giovani imprenditori agricoli. Nel caso del frumento duro l’obiettivo è quello di garantire per tutta la filiera dal seme alla pasta un’elevata sostenibilità e qualità.Il Progetto della durata di un anno incentrato sull’agricoltura di precisione è stato finanziato nell’ambito del bando AGER sul trasferimento tecnologico per l’applicabilità pratica dei risultati di un precedente Progetto AGER, di durata triennale, sulla sostenibilità agronomica, ambientale ed economica della filiera grano duro.
La sperimentazione è stata condotta nell’annata colturale 2017-2018 in due areali distinti, l’Azienda agricola di “Miana Serraglia” a Mira (Venezia) e la fattoria “Savini”, in provincia di Teramo, su due varietà di frumento duro selezionate per la crescita a Nord e Centro Sud Italia.L’obiettivo è stato quello di implementare una metodologia che combina modelli matematici e previsioni climatiche con sensori ottici montati su trattore, drone e satellite per ottimizzare la fertilizzazione in frumento duro. Lo scopo finale è quello di fornire all’operatore agricolo uno strumento di facile utilizzo che automatizzi la concimazione a rateo variabile nell’ottica di un’agricoltura di precisione.La partecipazione al workshop è gratuita, fino ad esaurimento posti (90). https://bit.ly/2rLouRR

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Pesca del tonno sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Il colosso del mercato europeo Bolton Food, primo in Italia con il marchio Rio Mare, prende finalmente degli impegni chiari e ambiziosi per ridurre gli impatti ambientali della pesca al tonno che finisce nei propri prodotti, dimostrando di voler essere un vero leader dell’industria del tonno. «Oggi è un giorno importante per migliaia di consumatori che per anni hanno chiesto alle aziende di scegliere di stare dalla parte del mare», dichiara Giorgia Monti, Responsabile della Campagna mare di Greenpeace Italia. «Siamo molto soddisfatti che Rio Mare abbia finalmente deciso di accettare la sfida e prendere impegni ambiziosi per ridurre l’utilizzo dei metodi di pesca più dannosi. Solo un anno fa un altro colosso mondiale Thai Union prendeva impegni importanti nella stessa direzione. Adesso solo chi farà seguire alle parole i fatti diventerà davvero l’azienda di tonno più sostenibile al mondo», conclude Monti.
Rio Mare rende pubblici oggi le sfide che l’azienda ha deciso di affrontare. Da un lato il 50 per cento del suo tonno sarà pescato con i metodi di pesca a più basso impatto ambientale, primo tra tutti la pesca a canna, dall’altro l’azienda si impegna a diminuire finalmente la sua dipendenza dai metodi di pesca più distruttivi, imponendo chiari limiti ai pescherecci da cui si rifornisce all’utilizzo di Sistemi di Aggregazione per pesci, i FAD (Fish Aggregating devices). Il numero di FAD è ormai fuori controllo: il loro uso smodato da parte di flotte sempre più industrializzate sta svuotando i nostri oceani, causando la morte di migliaia di animali in pericolo. Questi impegni sono una vittoria a cui Greenpeace lavora da 8 anni, quando ha pubblicato per la prima volta la classifica “Rompiscatole” in cui Rio Mare occupava uno degli ultimi posti, non avendo nemmeno una politica aziendale sulla sostenibilità. Grazie a un percorso a volte lento e fatto di impegni presi a metà ma anche marcato da passi importanti, come il lancio di linee con tonno pescato a canna sui più importanti mercati europei, Bolton Food oggi decide di fare una scelta decisa e coraggiosa per fermare la pesca che distrugge i nostri mari.
«Questi importanti risultati sono il frutto di un approccio serio e determinato alla sostenibilità iniziato nel 2009 con la fondazione dell’International Seafood Sustainability Foundation (ISSF) e rafforzatosi negli anni grazie anche a un dialogo costante con le principali associazioni ambientaliste, tra le quali Greenpeace, con cui ci confrontiamo da anni in un approccio aperto e condiviso alla responsabilità sociale della nostra azienda – afferma Luciano Pirovano, Sustainable Development Director di Bolton Food -. Una strategia che si è tradotta in una serie di azioni concrete quali lo sviluppo di metodi di pesca sempre più selettivi e impegni stringenti volti a migliorare la gestione dei FAD. Attraverso il nostro impegno siamo fiduciosi di poter promuovere una positiva trasformazione di tutto il settore del tonno verso migliori standard di sostenibilità”.Il mercato mondiale del tonno in scatola sta finalmente cambiando, spingendo l’industria verso una pesca più sostenibile: in questo processo inarrestabile il resto del settore del tonno in scatola in Italia non potrà fare a meno di rispondere alle esigenze di consumatori sempre più attenti a scegliere prodotti che non li rendano complici ignari della distruzione dei nostri mari.

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Le sfide finanziarie per uno sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

di Donato Speroni (in sintesi) Quanti soldi ci vogliono per salvare il mondo? Non si tratta di una domanda balzana: le scelte di sviluppo sostenibile comportano un rilevante impegno finanziario, sia da parte dei governi e degli altri soggetti pubblici, sia da parte delle imprese private. Si tratta di investimenti necessari per prevenire i danni che deriverebbero dalla “tempesta perfetta” di un Pianeta non sostenibile: l’allarme lanciato nel 2009 dal capo dei consulenti scientifici del governo inglese John Beddington, che per primo parlò di perfect storm entro il 2030, è stato rilanciato in questi giorni dal responsabile del Programma alimentare mondiale David Beasley da Roma in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione.
È probabilmente impossibile fare un calcolo complessivo dei costi di un mondo sostenibile, ma si comincia a fare luce su alcuni degli addendi, a cominciare dalla prevenzione del cambiamento climatico, grazie a tre fatti concomitanti: la pubblicazione del rapporto speciale dell’Ipcc sugli interventi necessari per rimanere nell’ambito di 1,5 gradi centigradi di aumento, il premio Nobel conferito all’economista William Nordhaus (assieme a un altro economista, Paul Romer) per i suoi studi sugli effetti economici del cambiamento climatico, e il vertice di Bali dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali del G20, l’11 e 12 ottobre. Diciamo subito che le diagnosi non sono convergenti, come ha sottolineato sul sito Inpiù l’economista Pia Saraceno. A Bali si è discusso di “sviluppo sostenibile” sulla base di un rapporto del Fondo monetario, concentrando però l’attenzionesui rischi per la sostenibilità dello sviluppo rappresentati dalla prosecuzione di tensioni per il moltiplicarsi di barriere tariffarie, dai rischi politici, dall’instabilità finanziaria, ecc.
e si è accennato solo di sfuggita al cambiamento climatico.
L’impact investing, cioè la raccolta di danaro per investimenti a impatto positivo sulla società e sull’ambiente (definita anche “finanza etica”) avrà sicuramente uno sviluppo significativo e l’Economist segnala i primi casi di strumenti finanziari elaborati dai money manager di concerto con organizzazioni non profit, con il lancio di fondi di investimento che raccolgono azioni di aziende con un buon record sociale. Il primo titolo emesso con questa logica è attento alle relazioni razziali, con azioni scelte col consenso del Naacp, l’associazione Usa che si occupa del progresso dei neri; il secondo guarda al female empowerment e con un portafoglio selezionato col concorso del Ywca, l’associazione delle donne cristiane.Chi beneficerà dell’impact investing? Le imprese che potranno dimostrare un buon record di azioni a favore della sostenibilità. In Italia sono obbligate alla “rendicontazione non finanziaria”, che è in pratica un bilancio di sostenibilità, tutte le imprese che hanno più di 500 dipendenti. Nei giorni scorsi è stato presentato uno studio di Kpmg Advisory, dal quale risulta che 205 società hanno elaborato le dichiarazioni non finanziarie. Di queste, il 59% è al primo anno di reporting di sostenibilità. In 26 si sono dotate di Piani di sostenibilità strutturati, mentre 61 aziende (il 31% di quelle analizzate) citano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.Bisogna però far sì che l’impact investing vada anche a favore delle imprese di minori dimensioni, che sono la realtà prevalente nell’apparato produttivo italiano. Nel Rapporto AsviS 2018 si afferma a questo proposito la necessità di ampliare il campo di applicazione della normativa sulla rendicontazione non finanziaria, includendo aziende dei settori della distribuzione e delle utility, società partecipate dallo Stato, imprese di medie dimensioni e quelle attive in settori ad alto impatto ambientale, incoraggiando la compilazione di un bilancio integrato, che illustri la comunicazione finanziaria e non finanziaria in un unico documento. (fonte asvis)

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Investire sui blue jobs per una crescita economica sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

Quali sono le nuove professioni che si stanno sviluppando per la tutela del mare e la crescita della Blue Economy nel nostro Paese? Di quali figure hanno bisogno le aziende del settore? Se ne è parlato all’incontro: “Blue Jobs, dall’archeologia subacquea alla tutela ambientale” organizzato da Marevivo, Comune di Napoli e Marina Militare, a bordo della nave Amerigo Vespucci, nell’ambito della Naples Shipping week.Investire sulle nuove professioni per la tutela del mare e la crescita sostenibile della Blue Economy è vantaggioso. A confermarlo anche i dati della Commissione Europea che mostrano come l’”economia blu” nell’UE impiega 5,4 milioni di persone e genera un valore aggiunto lordo di quasi 500 miliardi di euro l’anno. Il settore più redditizio è rappresentato dal turismo costiero con circa 1,6 milioni di posti di lavoro.
All’evento hanno partecipato operatori ed esperti del settore per confrontarsi sulle nuove figure professionali richieste dalle aziende che si occupano di crescita blu.La Senatrice Barbara Floridia ha annunciato che la Commissione cultura al Senato, all’interno del disegno di legge in merito all’educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, ha inserito percorsi di educazione ambientale perché è necessario sensibilizzare le future generazioni verso un’economia blu e il rispetto della natura e dell’ambiente circostante.Ancora una volta la Marina Militare collabora con Marevivo, in sinergia per la tutela della risorsa mare, puntando alla sensibilizzazione dei giovani che ogni anno fanno il loro ingresso in Accademia e negli istituti di formazione, sottolineando le problematiche ambientali, facendo loro percepire la bellezza e il valore del loro territorio, aiutandoli a comprendere la natura come un ambiente del quale tutti facciamo parte, stimolando il loro senso civico e facendoli sentire parte di una comunità che preserva e gestisce importanti risorse. Elementi indispensabili per diventare futuri professionisti del mare.L’innovazione e le nuove tecnologie possono incrementare la crescita dei lavori blu. Il Polo Tecnico Fermi ha lanciato l’“Accademia Dronica” il primo corso in Italia per la sperimentazione, costruzione e gestione dei droni subacquei.Altro settore dove inserire nuove figure professionali è quello del turismo sostenibile nelle Aree marine protette italiane. A sottolinearne l’importanza è stato Antonino Miccio, responsabile dell’Area marina protetta “Regno di Nettuno”.Marenostrum di Archeoclub d’Italia è invece una struttura specialistica operante nel settore della GeoArcheologia e sviluppa progetti di ricerca per la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, marino e costiero.

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Formazione internazionale sul turismo sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

Marghera (Venezia) Martedì 18 settembre Unioncamere del Veneto ospiterà al PST Vega in via delle Industrie 19/D, un evento di formazione transnazionale sui temi del turismo sostenibile riservato agli esperti regionali dell’area adriatico-ionica e partner del Progetto QNeST – Quality Network on Sustainable Tourism, progetto europeo nell’ambito del programma comunitario INTERREG ADRION. QNeST (biennale con un budget di un milione 700mila euro) coinvolge sette partner della fascia adriatico-ionica: Unioncamere del Veneto, Dipartimento Beni Culturali dell’Università del Salento in qualità di ente coordinatore, Università di Ljubljana, Agenzia Istriana per lo Sviluppo (IDA), Direttorato per lo Sviluppo delle Piccole e Medie Imprese del Montenegro, Technological Educational Institute of Epirus, Camera di Commercio di Xhanti.
Obiettivo di QNeST è valorizzare il patrimonio storico-architettonico, culturale e ambientale, le tradizioni, l’enogastronomia locale e l’accessibilità nel settore turistico in Italia e nei quattro Paesi partner (Grecia, Montenegro, Croazia, Slovenia) al fine di promuovere un turismo sostenibile e creare un’identità adriatico-ionica. Attraverso il partenariato internazionale, QNeST diffonderà la conoscenza di best practice coinvolgendo operatori culturali, ambientali, turistici, istituzioni, enti pubblici e privati che vogliono contribuire a un turismo di qualità e sostenibile. L’evento di Unioncamere del Veneto punta a trasferire le conoscenze sulle comuni metodologie di sviluppo del brand transnazionale QNeST. L’attività di formazione permetterà di armonizzare i contenuti relativi ai successivi training locali che verranno organizzati dai partner di progetto. Il progetto promuoverà lo sviluppo di itinerari sostenibili e standard qualitativi per una comune strategia turistica ed identità di destinazione nell’area adriatico-ionica. Unioncamere del Veneto, in stretto coordinamento con Regione del Veneto, Camera di Commercio di Padova e DMO Terme Euganee e Colli, intende promuovere e sperimentare a livello locale un’azione di accompagnamento per lo sviluppo di prodotti legati al turismo sostenibile nell’area di Abano-Montegrotto. Nell’ambito del progetto verranno pertanto sviluppati quattro driver turistici già presenti nell’area e previsti dal progetto, in particolare: turismo culturale, dieta mediterranea, turismo naturalistico, turismo accessibile e del benessere con particolare riferimento al tema della salute preventiva.

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