Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘sostenibile’

Report dedicato a “Sviluppo Sostenibile: giovani, vita e lavoro”

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2021

Sofidel (azienda nota ai più per il marchio Regina) in collaborazione con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, punto di riferimento in Italia per le ricerche sul mondo giovanile, ha promosso il primo Report dedicato a “Sviluppo Sostenibile: giovani, vita e lavoro”.La ricerca evidenzia il crescente livello di informazione e consapevolezza dei giovani sui temi dello sviluppo sostenibile (2 su 3), la fiducia riposta in scienziati ed esperti (l’82% del campione dichiara di ascoltarli), la loro apertura al cambiamento e all’innovazione (84%), e la volontà di contribuire attivamente attraverso il lavoro alla costruzione del bene comune (60% fra i più giovani). Una fotografia che aiuta a comprendere come le ultime generazioni (ragazzi e ragazze fra i 18 e i 34 anni) abbiano inglobato la sostenibilità nel loro orizzonte di vita e sappiano coniugare pragmatismo e idealismo, qualità della vita e ambizioni.Di particolare interesse la passione per natura. La maggior parte dei giovani afferma di cogliere ogni occasione per stare a contatto con la natura (77%) e di voler vivere in futuro vicino alla natura (79%). Inoltre, un giovane su tre auspica un lavora che consenta di stare a contatto con la natura. Un dato assolutamente innovativo che si unisce all’attivismo di questa generazione che quasi nella sua totalità si sente un soggetto attivo e generatore di nuove soluzioni (87%).Sul fronte lavorativo i ragazzi, pur attenti al tipo di contratto e retribuzione, dichiarano di preferire impieghi che si svolgano in un’azienda con valori che condividono (60%). Particolare importanza infine viene data all’impegno in sostenibilità delle aziende. Tre i principali concetti che, secondo le nuove generazioni, dovrebbero muovere le imprese in futuro: il benessere dei lavoratori, la dimensione etica (in particolare l’onestà) e la sostenibilità ambientale.La ricerca rientra nell’ambito della campagna di azioni #LaNostraCartaMigliore il programma di azioni messe in campo da Sofidel per la promozione dello sviluppo sostenibile e a favore dei giovani, di cui alleghiamo il comunicato stampa. Per accedere alla ricerca completa: Icona pdf SOFIDEL_REPORT – Sviluppo Sostenibile.pdf

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Boom dell’e-commerce sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2021

Il 2020 è stato un anno rivoluzionario per i consumatori che, con il boom dell’e-commerce, hanno modificato le loro abitudini di acquisto: dalla scelta dei canali, a quella dei prodotti, con una maggiore attenzione alla sostenibilità. A dimostrarlo le storie dei commercianti “green” raccolte da PayPlug, la soluzione di pagamento online per le PMI: da Elobaby che ha raggiunto il 65% di acquisti da mobile e il +12% di nuovi clienti, ad Ecobaby che durante i lockdown del 2020 con il sito mobile friendly ha registrato un + 30% di acquisti sulla piattaforma e-commerce rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per arrivare a Minimo Impatto che ha visto crescere del 28% gli ordini online nei primi mesi del 2021 e ha creato una app per l’acquisto delle ecostoviglie.L’emergenza sanitaria dell’ultimo anno e mezzo ha avuto un impatto molto forte riguardo alle abitudini di consumo degli italiani. Una delle conseguenze più evidenti e conclamate è la crescita esponenziale dell’e-commerce, che continua a registrare numeri da capogiro: nel primo trimestre del 2021 il commercio digitale globale è cresciuto del 58% su base annua e l’Italia, in particolare, registra un +78%, posizionandosi al quarto posto tra i Paesi con il maggior aumento percentuale dopo Canada, Olanda e Regno Unito (fonte: Salesforce)

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Per la gestione sostenibile del suolo

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2021

Contro desertificazione e deforestazione, perdita di produttività e biodiversità, la gestione sostenibile del suolo che contribuisce a mitigare i cambiamenti climatici, rappresenta non solo una sfida per raggiungere gli obiettivi del Green Deal, ma soprattutto un impegno concreto che deve trovare spazio in progetti e investimenti puntuali di PNRR e Pac. Così Cia-Agricoltori Italiani in vista della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, indetta dalle Nazioni Unite nel 1995. Ricostruiamo meglio con un terreno sano”. Il focus della Giornata, dedicato al recupero dei suoli degradati, va letto -secondo Cia, sul campo anche con il portale ciaperilsuolo.it nell’ambito del progetto Soil4Life- come occasione per sviluppare rapidamente le opportune sinergie tra gli attori coinvolti sia nella tutela dell’ambiente e, quindi, in primo luogo di foreste e bacini idrici, che nella produttività dei terreni, salvaguardandone la biodiversità e riducendo gli sprechi. Gli agricoltori, ancora una volta, sono chiamati al senso di responsabilità, sebbene diano da sempre prova di essere i veri custodi della terra, alleati contro la desertificazione. In particolare, proteggere e risanare entro il 2030 gli ecosistemi legati all’acqua, è tra i traguardi dell’Agenda 2030 ONU che concorre a riportare in buono stato di salute la quantità di suolo degradato. Suolo che nel 2020 ha perso 42 mila km di foreste tropicali e in 250 anni, 571 piante in via di estinzione. Per Cia, con l’Italia (per il 21%) e l’intera area del Mediterraneo già a rischio erosione e dissesto, per caratteristiche geologiche e infrastrutture vetuste, l’incalzare di disastri ambientali e fenomeni atmosferici avversi per effetto dei cambiamenti climatici, deve poter far stringere, definitivamente, il ragionamento sull’urgenza di investimenti da dedicare a innovazione e ricerca in agricoltura, ripartendo dalle aree interne, da troppo abbandonate.Dunque, secondo Cia, il PNRR che già prevede l’investimento di centinaia di milioni di euro nel contrasto del degrado del suolo, deve guardare anche al recupero e la ristrutturazione di fabbricati rurali, nei piccoli centri e borghi per frenare lo spopolamento dei territori e il loro impoverimento agricolo, ambientale e paesaggistico, adeguando e sviluppando la rete infrastrutturale fisica e digitale, per agevolare la mobilità e riorganizzare il sistema di gestione territoriale. Inoltre, un contributo significativo, in attesa dell’accordo sulla riforma della Pac, può arrivare proprio dalle sue misure agro-climatico ambientali, favorendo, nello sviluppo rurale, anche servizi eco-sistemici e biodiversità.L’agricoltura -conclude Cia- rinnova anche in occasione di questa Giornata mondiale, il suo impegno a diventare paradigma di un nuovo modello di sviluppo realmente sostenibile e integrato del Paese, salvaguardando il suolo e le foreste per prevenire il dissesto idrogeologico, migliorando la sostenibilità dei processi produttivi.

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“L’investimento sostenibile per un mondo che cambia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 maggio 2021

È il nuovo Pay Off di BNP Paribas Asset Management, che integra e valorizza così la propria attenzione verso i temi sostenibili.BNP Paribas Asset Management (“BNPP AM”) già dal 2002 è impegnata a promuovere la sostenibilità e ha continuato nel tempo a rafforzare le sue ambizioni, la sua filosofia d’investimento e i suoi processi di gestione per prendere in considerazione i criteri ESG e promuovere un’economia a basse emissioni di carbonio, sostenibile dal punto di vista ambientale e inclusiva.Il cambiamento del Pay Off di BNPP AM rappresenta un punto di svolta per la società e meglio incarna i suoi valori fondamentali. Questo cambiamento è parte di una nuova campagna di brand internazionale, costruita sulle testimonianze di quei dipendenti che incorporano la sostenibilità nel loro lavoro quotidiano, a vantaggio di tutti i clienti.Se da un lato i criteri ESG sono ormai diventati una consuetudine per il settore, convalidando la strategia di BNPP AM totalmente votata alla sostenibilità, la consapevolezza della fragilità del nostro pianeta, il desiderio di agire per combattere il riscaldamento globale, proteggere l’ambiente e rispondere agli aspetti sociali è costantemente in crescita – nella comunità degli investimenti e non solo. Queste preoccupazioni, che sono condivise dai clienti, dai dipendenti e dalla società nel suo complesso, sono al centro della strategia di investimento di BNPP AM.Nel marzo 2019, BNPP AM ha lanciato la propria Global Sustainability Strategy, una pietra miliare nello sviluppo e nell’accelerazione del suo impegno ad offrire ai propri clienti rendimenti sugli investimenti sostenibili nel lungo termine. Negli ultimi due anni sono stati compiuti progressi significativi, tra cui: • L’integrazione dei criteri ESG nell’intera gamma di fondi aperti e in tutti i processi d’investimento e l’estensione dell’analisi ESG a oltre 12.000 società quotate. • Il rafforzamento delle politiche settoriali, in particolare per quanto riguarda le aziende estrattive di carbone termico e i generatori elettrici alimentati a carbone. • Linee guida ancor più rigorose riguardano il voto per delega, le quali definiscono requisiti attesi in materia di diversità dei consigli di amministrazione, dove auspichiamo che le donne rappresentino il 30% degli amministratori nei mercati sviluppati e il 15% nei mercati emergenti. • La leadership europea nei fondi tematici sostenibili con oltre 90 miliardi di euro investiti in fondi sostenibili, a impatto o in possesso di una “label” SRI. BNPP AM è inoltre riconosciuta in Francia per la sua gamma di fondi d’impatto sociale con un ammontare eccezionale di 2,8 miliardi EUR di fondi sociali ed economici solidali. • La classificazione dell’84% dei fondi come articolo 8 e 9 ai sensi del Regolamento europeo sulle comunicazioni in materia di finanza sostenibile (European Sustainable Finance Disclosure Regulation, “SFDR”), a seconda che promuovano caratteristiche ambientali o sociali o abbiano un obiettivo d’investimento sostenibile. Questi sviluppi, a tutti i livelli dell’azienda, hanno posto l’investimento sostenibile al cuore del modello di business e della cultura di BNPP AM.

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Impresa sostenibile, pratiche a confronto

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

Un report e un congresso nel mese di giugno per fotografare esperienze, best practice, criticità e strade possibili di una trasformazione sostenibile che in Italia stenta a decollare. È ormai necessario che le imprese contribuiscano al miglioramento e allo sviluppo socioeconomico delle comunità in cui operano. Si tratta di abbracciare una prospettiva di lungo periodo che includa nel loro business anche una dimensione sociale e ambientale, secondo un approccio inclusivo e trasparente. È questo che si intende per “Impresa sostenibile”: un obiettivo necessario quanto ancora lontano nel nostro Paese.Secondo una recente indagine Istat tra le 4,4 milioni di imprese italiane, poco più di un milione è interessata ad avviare un percorso di “trasformazione sostenibile”, ovvero, ad esempio, a migliorare il benessere lavorativo, ridurre l’impatto ambientale, sostenere iniziative di interesse collettivo e attività a beneficio dei territori.In realtà solo una esigua minoranza di imprese ha metabolizzato la necessità di questa trasformazione radicale e conquistato la flessibilità per aggiornarsi in maniera continua e capillare. Sono queste le Imprese “driver” (non arrivano allo 0,3×1000 del sistema): esempi capaci di influenzare le altre. Le Imprese “performer” (non arrivano all’1,7×1000 del sistema) stanno lavorando per diventare “driver”. Il 4% delle Imprese sono “follower”, ci stanno cioè ancora pensando. Il restante 95,8%, soprattutto PMI, nel migliore dei casi, ha sentito parlare di sostenibilità d’impresa ma non crede ancora nella necessità della trasformazione sostenibile in tempi rapidi.La sostenibilità è quindi un termine spesso abusato nel linguaggio comune e dalle Imprese, visto che, ad oggi, sono in realtà poche quelle che sanno realmente come praticarla e beneficiarne; infatti non arrivano a 2.000 i Bilanci di Sostenibilità redatti dalle stesse classificati da ConsumerLab (Centro Studi specializzato nella promozione della cultura della sostenibilità).I dati Istat elaborati per il congresso evidenziano due trend paralleli: crescono la consapevolezza dei Cittadini e l’importanza della reputazione aziendale negli acquisti ma le Imprese non sanno come valorizzarle. Ora, per la prima volta in Italia, un autorevole comitato scientifico, formato da dodici consolidati esperti in questa tematica e presieduto dal professor Luca Bernardo, direttore del Dipartimento Medicina dell’Infanzia e dell’Età Evolutiva Ospedale Fatebenefratelli-Sacco, e dal professor Carlo Gaudio, presidente del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), si riunisce per innescare la scintilla della trasformazione sostenibile in Italia. È proprio con questo obiettivo, infatti, che dal 10 al 12 giugno 2021 si apriranno le porte della prima edizione di FUTURE RESPECT. Impresa sostenibile, pratiche a confronto, organizzato su piattaforma digitale e in presenza dallo Stadio di Domiziano di Roma. Si tratta del primo grande congresso nazionale pensato per uno scambio di idee e un confronto di esperienze tra Imprese, Esperti e Consumatori per dare concretezza alla trasformazione sostenibile delle Società che credono nel futuro.«La trasformazione sostenibile, quella vera – spiega Francesco Tamburella coordinatore del Comitato Organizzativo – è la chiave della concorrenza perché, come emerge da oltre 3500 interviste realizzate tra il 2017 e il 2020, i Cittadini-Consumatori scelgono e sceglieranno sempre di più sulla base del merito e dei valori, diventando sempre meno “convincibili” attraverso la pubblicità tradizionale, i testimonial e la rincorsa al prezzo più basso. Il COVID è stato un acceleratore che ha messo in evidenza la fragilità del nostro sistema. La necessità di equilibrio, di tutela delle risorse, di non considerare il profitto come l’unico fine dell’azione si sono fatte strada nella consapevolezza delle persone. I Cittadini vogliono una società che si prenda cura delle persone».Come emerge dalle pagine del Report, il problema reale è che Imprese e Cittadini-Consumatori non si sono ancora incontrati: le prime redigono bilanci di sostenibilità complicati e spesso illeggibili, i secondi non ricevono le informazioni adeguate capaci di sensibilizzarli e renderli consapevoli a scegliere e premiare il merito. La soluzione è far incontrare le Imprese e i Cittadini-Consumatori sul piano della trasformazione sostenibile. L’unico modo è quello di uscire dalla retorica del green-washing e far conoscere le buone pratiche della sostenibilità. Allo stesso tempo, è necessario fare assieme alle Imprese un grandissimo sforzo di comunicazione per raggiungere i Cittadini-Consumatori; più saranno informati, più sceglieranno secondo i meriti delle Imprese, più la sostenibilità diverrà un valore competitivo che va ben oltre la tutela dell’ambiente abbracciando legalità, progresso sociale e cultura civile.«La parola Sostenibilità è un paniere di significati, quindi messo da qualche parte fa la sua figura e certamente coglie qualche punto debole – sottolinea Francesco Tamburella – Le Imprese tendono a sfruttare il concetto senza attività reali e concrete; il risultato è la strumentalizzazione del termine, degradandone la portata, distorcendone il significato, impoverendone l’efficacia».Ed è proprio con questo obiettivo che quattro grandi realtà – Markonet, Idea Congress, Time4Child e Consumerlab – hanno ideato Future Respect, un Congresso tra addetti ai lavori ma aperto al pubblico, per promuovere la cultura della sostenibilità, ossia per sensibilizzare i Cittadini-Consumatori sulla necessità di adottare comportamenti responsabili, tanto nello stile di vita quanto nelle scelte di acquisto. Future Respect ha una grande ambizione: mettere insieme i campioni della rinascita per proporre riferimenti utili e aprire la strada a chi non vuole rimanere indietro e, allo stesso tempo, raccogliere valutazioni per dare risposte e cercare soluzioni con cui affrontare il futuro incerto e fragile, cominciando dalla crisi pandemica, di cui ancora non è stato centrata la genesi e misurato l’impatto.«Solida (crea valore), per bene (crea valore senza vizi occulti, danni collaterali e rischi non calcolati, nella legalità), lungimirante (pensa al futuro) e generosa (condivide il valore creato con chi le permette di prosperare) è l’identikit dell’Impresa che abbraccerà la trasformazione sostenibile emergendo competitiva dalla crisi del modello economico che il Covid ha accelerato ma non causato. Siamo ad una svolta che farà la differenza sul rilancio dell’economia italiana e sulla competitività del made in Italy nel mondo» conclude Francesco Tamburella. https://congresso.future-respect.it/

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Per un futuro sostenibile, la Collezione “AQUA” by JAJO madeinitlay

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

JAJO madeinitaly nasce da un insieme di esperienze, ricordi e appunti, di Rosario Migliaccio, fashion designer e ricercatore di nuove tendenze nel campo del pret-à-porter donna/uomo. Un concept moda, nel quale il design viaggia di pari passo con l’artigianato made in Italy, outfits e accessori progettati pensando all’uomo e alla donna, che pur amando la praticità, sono alla ricerca di qualcosa che li possa contraddistinguere nel quotidiano.“AQUA” la collezione Spring/Summer 2021 firmata JAJO madeinitaly, prende spunto dal bisogno del designer di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla preservazione dell’acqua e della sua governance a livello globale. Un urban style composto da capi e accessori la cui trasparenza e la possibilità di trasformazione, ci ricongiungono all’elemento acqua. Impermeabili e giacche realizzati con tessuti trasparenti, felpe in cui predomina la limpidezza del bianco; abiti lunghi con stampe animalier: la giraffa e il maculato come simboli di bellezza, eleganza, intraprendenza e protezione dall’oscurità.Gli accessori, come al solito, sono trasformabili permettendo di utilizzarli secondo le proprie esigenze, o il proprio gusto. Il bianco domina la cartella colori, accompagnato dal nero, grigio perla, tabacco e tocchi di colori fluo per “accendere” i capi di una nuova luce.“Con questa collezione dichiara Rosario Migliaccio, vorrei porre l’attenzione sul problema dello spreco dell’acqua, un fenomeno purtroppo globalizzato che si ripercuote di conseguenza sull’ecosistema e sull’ambiente. Fonte di prosperità e risorsa primaria della nostra vita quotidiana, la sua vera forza è la trasformazione: nasce dalla sorgente e giunge al mare, diventando prima torrente e poi fiume. La sua preservazione, nel nostro futuro dipende da scelte precise, che possiamo compiere ognuno di noi … oggi” By Showroom & Press Office SPAZIO MARGUTTA Roma di Antonio Falanga_Grazia Marino

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I marmi di Parthenon: Alla ricerca di una soluzione sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

Invito a un dialogo pubblico internazionale sui Marmi del Partenone, con l’obiettivo di presentare idee e proposte alla ricerca di una soluzione creativa, sostenibile e accettabile per i Marmi del Partenone: il loro ritorno ad Atene, loro madrepatria o la loro permanenza al British Museum? O un altro scenario creativo che sarà reciprocamente accettato? Un’iniziativa dell’organizzazione no profit ECOWEEK e dell’organizzazione culturale no profit PAREMVASI. (fonte: https : // parthenonmarbles 2021. org)

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Economia creativa per lo Sviluppo Sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2021

Con il 2021 si apre il decennio decisivo del cambiamento climatico. La conferenza delle Nazioni Unite nota come COP26, prevista a Glasgow a novembre 2021, segnerà un passaggio fondamentale. Non solo: il 2021 è anche stato dichiarato l’Anno Internazionale dell’Economia Creativa per lo Sviluppo Sostenibile (in inglese, International Year of Creative Economy for Sustainable Development) dalla 74a Assemblea Generale delle Nazioni Unite.Emissioni, Ambiente, Oceani, Riscaldamento globale ma anche Creatività, Innovazione e Sostenibilità: se le pedine sulla scacchiera sono tante, non sono solo le istituzioni a muoversi e programmare. Già da qualche anno c’è, tra gli imprenditori italiani, chi agisce in prima persona prendendo in carico come obiettivo personale d’azienda la responsabilità sociale d’impresa in chiave creativa. Tra questi, Veronica De Angelis, imprenditrice green e fondatrice della no-profit Yourban2030, già ospite del TED di Vicenza, ha deciso per il 2021 di sensibilizzare i singoli imprenditori per perseguire gli SDGS (Sustainable Development Goals) fissati dalle Nazioni Unite attraverso l’arte e la riqualificazione urbana, partendo dalle periferie. Perché dalla riqualificazione urbana, dall’arte e dalla creatività parte il benessere collettivo.Dopo un anno drammatico, che ha messo in secondo piano la bellezza e l’arte, Veronica De Angelis ha lanciato un appello ai colleghi per promuovere il cambiamento attraverso interventi concreti nelle città, per portare avanti parallelamente la cura, la vivibilità del territorio, la qualità della vita e la riqualificazione urbana. Come lei stessa ha già fatto, portando in alcuni dei quadranti cittadini più inquinati di Roma i murales mangia-smog più grandi d’Europa: una serie di interventi creativi a tutela dell’ambiente che si sono rivelati al tempo stesso oggetti d’arte per il rilancio del territorio e per la sua vivibilità estetica. Il primo a raccogliere l’appello di Veronica De Angelis è stato William Griffini, CEO di Carter & Benson, con un progetto di riqualificazione sulle scuole di Milano che vedrà la luce nella primavera del 2021. “A Roma Veronica De Angelis ha trasformato un palazzo di sua proprietà, in zona Ostiense, nel murale mangia-smog più grande d’Europa, realizzandolo con la speciale eco-pittura Airlite in grado di abbattere gli inquinanti atmosferici grazie a un processo simile alla fotosintesi clorofilliana che genera una reazione ossidante con cui vengono catturate e distrutte le sostanze inquinanti presenti nell’aria. Quell’enorme installazione artistica a Roma è una vera e propria innovazione. Non è solo bella da vedere ma è anche e soprattutto una buona pratica per l’ambiente. Uno strumento straordinario per lanciare un messaggio importante, quello che lo sviluppo sostenibile è possibile quando diventa responsabilità di tutti. L’idea mi è sembrata perfetta anche per la mia città… e presto diventerà realtà”.Veronica De Angelis, già ospite al TED, con Yourban2030 ha dimostrato che è possibile unire imprenditoria e arte all’insegna della tutela dell’ambiente e del pianeta. Nel 2018 ha promosso e realizzato il murales green più grande d’Europa, Hunting Pollution; ha unito 90 street artist da tutto il mondo per la campagna Color4Action, raccolta fondi per la lotta all’emergenza covid; ha avuto l’esclusiva della vernice mangia-smog in Nord America; è capofila della cordata internazionale per il primo murales green a tema LGBT+ di 250 mq e ha in cantiere tanti progetti destinati al restyling urbano e non solo con nuove azioni e interventi a Milano, Bologna, Roma… ma anche New York e Amsterdam.

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Bayer rende sostenibile la farmacia

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

GoGreen, è il progetto promosso dalla divisione Consumer Health di Bayer, partner delle farmacie su tutto il territorio italiano, in favore della sostenibilità. Dei 400 milioni di tonnellate di carta e cartone prodotte nel mondo, oltre la metà viene utilizzato per imballare e confezionare prodotti. Per non parlare della plastica che contiene additivi in grado di farla durare almeno 400 anni prima di degradarsi.
Parte dalla consapevolezza di questi dati il progetto Bayer che ha permesso di realizzare dal 2020 tutti i materiali destinati alle farmacie in modalità 100% eco-friendly, su carta e cartoncino riciclabili e plastic-free, grazie ad una particolare stampa digitale con inchiostri all’acqua. Un primo passo verso un contributo concreto per ridurre gli sprechi e proteggere l’ambiente.Il progetto è partito dallo studio di una serie di alternative relative a materie prime e processi in grado di rendere ogni singolo espositore ecosostenibile, rispondendo al tempo stesso alle esigenze produttive e qualitative di Bayer. #GoGreen è stato applicato sia a materiali in carta e cartone che ai materiali durevoli per tutte le farmacie, tutti identificati da un logo creato ad hoc e forniti con istruzioni per il riciclo.
“Solo nel 2019 abbiamo prodotto 100.000 espositori, 300.000 leaflet e locandine, 10.000 portacampioni. Numeri impressionanti che hanno rappresentato un primo concreto passo da cui partire”, ha commentato Heiko Petersen, a capo della divisione Consumer Health di Bayer Italia.
Dato il successo registrato, l’iniziativa proseguirà anche per il 2021 e si inserirà nel panorama più ampio delle iniziative intraprese da Bayer per ridurre il proprio impatto ambientale lungo tutta la catena del valore.

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Nasce l’Innovability School: percorso di alta formazione per start-up

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

Al via giovedì 18 febbraio la prima edizione dell’Innovability School, organizzata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia (attraverso Uniser), la Fondazione Enel, la Fondazione Lars Magnus Ericsson e la Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile (Rus).La scuola riconosce nelle start-up un ruolo particolarmente rilevante nell’affrontare in maniera responsabile le sfide della sostenibilità e si rivolge soprattutto a quelle che hanno come oggetto sociale prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti innovativi ad alto valore tecnologico, per attuare un cambiamento culturale. La Scuola affronterà i temi dello sviluppo sostenibile in un’ottica applicativa, attraverso l’illustrazione di casi reali e buone pratiche, approfondendo i diversi temi legati allo sviluppo sostenibile, in particolare l’economia circolare e l’innovazione digitale. I diversi argomenti saranno trattati con un approccio sistemico, in modo da evidenziare le connessioni tra gli argomenti trattati e le sfide imprenditoriali per integrare pienamente la sostenibilità nel modello di business.Le attività didattiche si svolgeranno in forma ibrida nel rispetto delle norme per la gestione dell’attuale emergenza sanitaria. Il percorso formativo, che si articola in quattro fasi basate su apprendimento individuale, webinar, lezioni teoriche, seminari e lavori di gruppo, sarà arricchito dalla partecipazione attiva di accademici, rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e delle organizzazioni. Sarà disponibile un percorso di tutoraggio e di mentorship da affiancare alle start-up in base alle loro esigenze.Il lancio dei webinar avverrà giovedì 18 febbraio con una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di Cesare Avenia, presidente della Fondazione Lars Magnus Ericsson; Ernesto Ciorra, direttore Innovability di Enel; Giulio Lo Iacono, responsabile attività trasversali di ASviS; Ginevra Lombardi, professoressa di Economia presso l’Università degli Studi di Firenze; Athanassia Athanassiou, ricercatrice presso l’Istituto Italiano di Tecnologia e di Patrizia Lombardi, prorettore del Politecnico di Torino e Presidente della Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile. A seguire, una lectio Magistralis del professor Alberto Di Minin della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

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Gruppo Fos un approccio sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

A cura di Antonio Amendola, Fund Manager Equity Italia ed Europa di AcomeA SGR. Il fondo AcomeA PMItalia ESG ha introdotto una nuova policy di investimento volta all’azionariato attivo sostenibile verso le PMI italiane. Lo scopo del fondo, quindi, non è comprare titoli con alto rating ESG, bensì individuare le realtà con maggiore potenziale e aiutarle in modo attivo a portarlo alla luce del sole. L’ottica della sostenibilità è sempre stata un punto principale del nostro stock picking anche prima dell’ESG, ora facciamo la nostra parte come azionisti attivi per aiutare le PMI a individuare i punti critici lavorandoci insieme. Il primo approccio tangibile di questo cambio di passo, lo abbiamo avviato con una nostra società presente in portafoglio sin dall’IPO: Fos. Il gruppo Fos è una società del comparto IT quotata sul segmento AIM. La società ha sostanzialmente due anime interconnesse: una parte votata alla classica consulenza informatica e una parte votata all’innovazione a tutto tondo che li porta a proporre innovazioni tecniche di primo livello. Proprio partendo da questa seconda anima, abbiamo individuato tanto spazio per aiutare la società a mettere in luce il carattere sociale e di sostenibilità ambientale dei suoi prototipi. Il titolo sin dall’IPO non ha performato bene come i suoi competitor AIM, ma non di certo per mancanza di solidi fondamentali o prospettive di crescita. Al contrario, una mancanza di visibilità è molto probabilmente la causa di questa sottoperformance. Inoltre, nell’ultimo mese dell’anno, Fos ha acquisito InRebus Technologies pagandola con un misto di carta e cash e a multipli ben al di sotto della media di settore. Quindi oltre il potenziale di crescita interna, FOS si dimostra anche capace nella crescita per linee esterne.
La società ha indubbiamente fondamentali di ottima qualità, completati da una posizione di cassa positiva e da una generazione di cassa costante. Il settore è di primo interesse, vista anche la strategicità in ottica di digitalizzazione crescente delle aziende e della pubblica amministrazione. Il gruppo Fos ha dimostrato di essere capace di crescere anche per linee esterne, oltre che per linee interne. Molteplici sono le innovazioni tecniche sfornate dalla fucina Fos, tanto che sono stati coinvolti nella costruzione del Ponte Morandi di Genova. Il titolo ha sicuramente sofferto dalla quotazione per caratteristiche qualitative più che quantitative: il management si è concentrato maggiormente sull’attività aziendale, piuttosto che sulle comunicazioni massicce come alcuni competitor. Come investitori attivi abbiamo quindi iniziato questo rapporto bilaterale sul tema sostenibilità per aiutarli, anche grazie alle nostre analisi, a far emergere il loro potenziale e le loro attività. Continueremo quindi ad interfacciarci con il management per definire un piano di lungo periodo e per monitorare lo sviluppo dei lavori.

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6ª edizione del Master in Sviluppo Sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2021

Roma. 22 marzo – 26 ottobre 2021 organizzato dalla SIOI Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale Piazza San Marco 51 e da Unitelma Sapienza, d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed il CNR. L’obiettivo del Master è di sviluppare capacità e competenze nei settori della green economy, della geopolitica dell’energia e delle risorse con particolare attenzione all’eco-sostenibilità e all’utilizzo responsabile del territorio. Un focus approfondito sarà dedicato all’importanza geostrategica ed economica delle Regioni artiche. Il percorso formativo si propone di formare una figura professionale che possa operare a sostegno di Istituzioni nazionali ed internazionali, del settore privato ed imprenditoriale, di enti di ricerca ed in generale di tutte quelle realtà legate al settore energetico ed al management ambientale con particolare specializzazione per gli ecosistemi fragili come quello Artico. Il Master è rivolto ai laureati di tutte le discipline; le lezioni si svolgeranno in modalità web live da marzo a luglio e in modalità blended (on line e in presenza) da settembre a ottobre 2021, e si terranno il lunedì ed il martedì dalle ore 14.00 alle 17.00. A completamento del percorso formativo farà seguito per i giovani laureati un periodo tirocinio curriculare presso Organizzazioni o Istituzioni internazionali, Amministrazioni e Enti pubblici, Associazioni private e imprese.

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Rapporto – “I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2020

Roma, 15 dicembre 2020 ore 11:00. Nasce il Rapporto ASviS sui territori, il primo strumento misura e analizza il posizionamento di regioni, province e città metropolitane, delle aree urbane e dei comuni, rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Il nuovo Rapporto “I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile” è uno strumento unico e innovativo a disposizione dei decisori che, attraverso indicatori statistici, aiuta a comprendere se e in che misura le diverse aree del Paese si muovono su un sentiero orientato alla sostenibilità economica, sociale e ambientale, a soli 10 anni dalla scadenza fissata dal piano d’azione delle Nazioni Unite, firmato da 193 Paesi, Italia compresa.Il primo Rapporto ASviS sui territori arricchisce il lavoro di analisi che l’Alleanza svolge regolarmente e integra il Rapporto 2020 pubblicato l’8 ottobre. Offrendo una base informativa unica, il Rapporto intende stimolare quel processo di “territorializzazione dell’Agenda 2030” suggerito dall’ONU, dall’OCSE e dalla Commissione europea, proprio mentre il Governo sta elaborando il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) da finanziare con i fondi del Next Generation EU e si sta predisponendo l’accordo di partneriato per i fondi europei destinati ai diversi territori italiani.Il Rapporto contiene, oltre ai dati statistici, un’analisi delle disuguaglianze territoriali in Italia, con particolare attenzione al Sud e alle aree interne, e presenta le proposte elaborate dall’ASviS alla luce delle linee guida del PNRR per indirizzare il percorso di ripresa in una logica di sviluppo sostenibile. Inoltre, presenta casi concreti di buone pratiche messe in campo da attori istituzionali e non.L’evento di presentazione del Rapporto si svolgerà online sui canali dell’Alleanza e di Ansa.it, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali. 11:00 – 11:20 Interventi di apertura: Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati, Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS, 11:20 – 13:00 I territori e lo sviluppo sostenibile Introduce: Walter Vitali, Direttore di Urban@it, Coordinatore del Gruppo di Lavoro sul Goal 11 dell’ASviS Modera: Enrico Giovannini, Portavoce dell’ASviS Stefano Bonaccini, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Anna Lisa Boni, Segretaria Generale di Eurocities, Ilaria Caprioglio, Sindaca di Savona, Michele de Pascale, Presidente dell’Unione Province d’Italia (UPI), Laura Lega, Segretario Generale dell’Associazione Nazionale dei Funzionari dell’Amministrazione Civile dell’Interno. Giuseppe Provenzano, Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale.

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L’ASviS presenta il Rapporto “I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2020

Roma, 15 dicembre 2020 ore 11:00 Nasce il Rapporto ASviS sui territori, il primo strumento che misura e analizza il posizionamento di regioni, province e città metropolitane, delle aree urbane e dei comuni, rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Il nuovo Rapporto “I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile” è uno strumento unico e innovativo a disposizione dei decisori, della società civile, dei media: attraverso indicatori elementari e compositi, aiuta a comprendere se e in che misura le diverse aree del Paese si muovono su un sentiero orientato alla sostenibilità economica, sociale e ambientale, a soli 10 anni dalla scadenza fissata dal piano d’azione delle Nazioni Unite, firmato da 193 Paesi, Italia compresa. Il primo Rapporto ASviS sui territori, che integra quello annuale pubblicato l’8 ottobre, offre una base informativa unica e intende stimolare quel processo di “territorializzazione dell’Agenda 2030” suggerito dall’ONU, dall’OCSE e dalla Commissione europea, proprio mentre il Governo sta elaborando il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) da finanziare con i fondi del Next Generation EU e si sta predisponendo l’accordo di partneriato per i fondi europei destinati ai diversi territori italiani. Il Rapporto contiene anche un’analisi delle disuguaglianze territoriali, con particolare attenzione al Sud e alle aree interne, e presenta le proposte elaborate dall’ASviS alla luce delle linee guida del PNRR per indirizzare il percorso di ripresa in una logica di sviluppo sostenibile. Inoltre, illustra casi concreti di buone pratiche messe in campo da attori istituzionali e non. Si può seguire l’evento su asvis.it, su ansa.it e sulla pagina Facebook dell’ASviS

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Sostegno al turismo sostenibile? Tante parole pochi fatti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

Non solo le città d’arte fanno del nostro territorio una delle principali mete turistiche a livello mondiale: un nuovo tipo di turismo, ambientale e sostenibile, di riscoperta del territorio e delle tradizioni locali, è nato in questi anni e cresce rapidamente, in risposta ai bisogni e ai desideri dei viaggiatori. Sono le Guide Ambientali Escursionistiche (GAE) le figure professionali con il compito di accompagnare in natura in sicurezza, divulgando ed educando alla sostenibilità ambientale, oggi duramente colpite dalla paralisi economica che ha investito il Paese.La stagione turistica conclusa dimostra che la filiera turistica verde e l’economia sostenibile a basso impatto, costituiranno una delle forze principali del paese nella fase di rilancio post covid ma a fronte di grandi dichiarazioni di aiuto al settore tramiti incentivi, la figura delle GAE rimane tuttora esclusa dalle misure attuali di ristoro. Chiediamo con questa lettera aperta un atto di lungimiranza e innovazione, che accosti la nostra figura professionale a quelle del turismo tradizionale: un segnale concreto verso la ripresa delle attività e a favore dello sviluppo di un’economia sempre più sostenibile.

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Una prospettiva sostenibile per le infrastrutture digitali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

A cura di Benjamin Kelly, Analista senior, Ricerca globale e Antonio Botija, Responsabile originazione e investimenti, Investimenti infrastrutturali di Columbia Threadneedle Investments. Quando pensiamo alle infrastrutture, la nostra mente va immediatamente alle reti di trasporto, agli edifici o ai sistemi fognari, idrici ed elettrici: tutti elementi fisici o architettonici. Tuttavia, in un mondo le cui certezze sono state stravolte dall’epidemia di Covid-19, anche il settore delle infrastrutture sta cambiando faccia. Le crisi hanno la tendenza ad accelerare i trend preesistenti: l’economia della condivisione ha spiccato il volo all’indomani della crisi finanziaria globale, e la bolla delle dot.com ha inaugurato un’era di innovazione duratura. Anche il mondo post-Covid sarà forgiato dall’avvento di nuove tecnologie ed aziende, che consentiranno alle persone di lavorare, rilassarsi e mangiare “a distanza” (nell’immediato perlopiù da casa), e che abiliteranno il passaggio dalla modalità offline a quella online in tutti i settori e le fasce demografiche. Il Covid-19, dunque, sta rendendo più urgente il bisogno di una trasformazione digitale, laddove il digitale va considerato come un settore infrastrutturale a pieno titolo. Pur essendo più piccolo e meno diversificato, il mercato B2B era un’area in crescita, ma il minore ruolo del lavoro d’ufficio rischia di gettare ombre sulle prospettive a breve termine di questo settore.In aggiunta a tutto questo, è in corso il fenomeno della migrazione dei dati sul cloud. Dunque, la domanda è certa e gli elementi infrastrutturali sono già presenti, ma al momento la loro capacità di far fronte alla domanda è insufficiente. Il rapido ritmo di cambiamento registrato da questo settore negli ultimi 20 anni ha reso obsolete le reti costruite il secolo scorso.Inoltre, benché come già menzionato in nove paesi la fibra ottica ad alta velocità costituisca già il 50% o più delle connessioni internet fisse, nei 37 paesi studiati dall’OCSE la percentuale di fibra rispetto alla banda larga complessiva non è andata oltre il 27% (giugno 2019), in rialzo dal 24% di un anno prima. La trasformazione che si rende necessaria richiede ingenti quantitativi di capitali, creando opportunità per gli investitori. Ciò richiederà una combinazione di fondi pubblici e privati. In fondo, si tratta di beni con una lunga vita operativa che offrono servizi essenziali, con cash flow elevati (clienti che stipulano contratti continuativi) e in grado di generare crescita di lungo termine durante le fasi ribassiste o stazionarie dei mercati, come quella attuale. Questo è un aspetto fondamentale per gli investitori istituzionali ma anche per altre tipologie di investitori.Un’altra promessa dell’investimento in infrastrutture digitali è data dall’opportunità di investire in maniera significativa nella sostenibilità. Tuttavia, la crescita della domanda continua ad essere compensata dalla maggiore efficienza dei server e delle infrastrutture dei centri dati . Viste le previsioni relative alla futura crescita della domanda, i centri dati costruiti sul presupposto della sostenibilità sono una necessità, non un lusso.Le società stanno integrando attivamente i fattori di sostenibilità nelle decisioni che prendono in materia di infrastrutture digitali. Gli azionisti, ovviamente, hanno la capacità di incidere su tali scelte e sulle fonti energetiche utilizzate dalle aziende. Un’altra parte fondamentale del dialogo sulla sostenibilità viene dagli stessi centri dati e dalle loro sedi e attività operative. Se la pandemia di Covid-19 ci ha insegnato qualcosa, è che ciò che prima potevamo ritenere inconcepibile è ora decisamente fattibile, economicamente efficiente ed ecologicamente giusto. Il futuro del lavoro si preannuncia molto diverso dal passato, e le infrastrutture digitali giocheranno un ruolo cruciale in questo cambiamento.

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Anche la Città metropolitana di Torino avvia la sua Agenda per lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

In Italia tutte le 14 Città metropolitane sono impegnate nella realizzazione delle loro Agende per lo sviluppo sostenibile con il sostegno del Ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare. Dopo la Carta di Bologna per l’Ambiente, sottoscritta dai Sindaci metropolitani nel giugno 2017, si tratta di un ulteriore impegno per la territorializzazione degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’intero Paese. Anche Città metropolitana di Torino è pronta a far partire la propria Agenda territoriale per lo sviluppo sostenibile e il percorso verrà illustrato domani, giovedi 1 ottobre, durante l’evento online a cura di AsviS l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile che riunisce oltre 270 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile con l’obiettivo di far crescere nella società italiana la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile. L’evento (che si svolgerà dalle 10 alle 18) si potrà seguire su Festivalsvilupposostenibile.ite sulla pagina Facebook dell’ASviS) con interventi e tavole rotonde di amministratori metropolitani da tutta Italia: nel pomeriggio le Città metropolitane di Bari, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Roma Capitale, Reggio Calabria, Torino eVenezia, illustrerannoi progetti delle rispettive Agende per favorire localmente la creazione di una cultura della sostenibilità a tutti i livelli, grazie anche all’orientamento dei modelli di produzione e di consumo. “La nostra agenda metropolitana per lo sviluppo sostenibile – sottolinea la consigliera di Città metropolitana di Torino delegata all’Ambiente Barbara Azzarà – nasce nel contesto della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, lo strumento operativo utilizzato dalla Regione Piemonte per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030: le Città metropolitane rappresentano quel livello intermedio che, per dimensioni ed estensione, possono ben sperimentare un coinvolgimento che tenga conto dei bisogni dei cittadini e renda concreta la ricaduta a livello locale di quanto previsto dagli ambiziosi obiettivi”.

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Torna l’appuntamento di Chiesi verso un futuro sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2020

Parma. Chiesi Farmaceutici, gruppo farmaceutico internazionale focalizzato sulla ricerca (Gruppo Chiesi), nella settimana di mobilitazione globale dedicata ai cambiamenti climatici, torna a celebrare il We ACT-Day: We Actively Care for Tomorrow. Un termine, “We Act”, lanciato da Chiesi nel 2018 come nome per il proprio programma di sensibilizzazione e coinvolgimento di tutti i dipendenti verso un modo consapevole e diverso di agire, che abbia un impatto positivo sulla società e l’ambiente. Il We ACT-Day (24-25 settembre), si svolge in contemporanea in tutte le 29 filiali del Gruppo con la partecipazione di dipendenti, rappresentanti delle istituzioni del territorio e del mondo accademico, così come associazioni. Il 25 settembre non è una data casuale, ma coincide con l’anniversario della “nascita” dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), a cui anche Chiesi ha aderito, impegnandosi su una selezione di 9 verso i quali ha ritenuto di poter dare il maggior contributo.L’appuntamento 2020 è in diretta Streaming per tutti i dipendenti di Chiesi in Italia, ma viene celebrato comunque in tutto il Gruppo attraverso azioni locali. Questo, in ottemperanza alle attuali restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19. Quattro le sessioni relative a tematiche strettamente legate al percorso di sostenibilità che Chiesi ha intrapreso in questi anni: Comunità, Carbon Neutrality, Diversità & Inclusione (D&I) e Pazienti.All’interno della sessione Comunità si parlerà dell’emergenza sanitaria e sociale vissuta negli ultimi mesi e della ripartenza, che ha un significato ancora più importante con “Parma Capitale della Cultura 2020 + 21”. Un viaggio attraverso i borghi del territorio di Parma e provincia per conoscere le istituzioni e le organizzazioni che sono state in prima linea per arginare l’emergenza sanitaria. Questo, oltre alla riscoperta e valorizzazione dell’identità chimico-farmaceutica della comunità di Parma, patrimonio culturale che si intreccia con il passato e presente del Gruppo.Si discuterà poi di Diversità & Inclusione, due parole che aprono la strada a un modo nuovo di intendere il lavoro. Grazie a Valentina Dolciotti, editor e founder di DiverCity Magazine, infatti, si analizzerà il vero significato di D&I, con un focus sulle diversità in Chiesi, sulla leadership femminile e sulle differenze generazionali. Nel 2019 Chiesi ha annunciato di voler raggiungere la neutralità carbonica entro il 2035. Per questo, anche in questa edizione del We Act-Day una sessione sarà dedicata a Environment & Carbon Neutrality in cui approfondire le tematiche di sostenibilità ambientale e di politica energetica con una serie di best practices mirate alla Carbon Neutrality. Infine, si parlerà di pazienti, il fulcro dell’attività di Chiesi e della sua mission di migliorarne la qualità di vita giorno dopo giorno. Verranno passate in rassegna le aree terapeutiche del Gruppo portando testimonianze di pazienti, partner commerciali, associazioni e caregiver. A conclusione sarà lanciato il Chiesi Empathy Manifesto per ribadire la centralità del paziente per Chiesi.

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Festival dello Sviluppo Sostenibile Parma 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Parma. Dal 28 settembre al 2 ottobre nell’Aula Magna dell’Università di Parma si terrà il Festival dello Sviluppo Sostenibile. Il Festival è organizzato a livello nazionale da ASviS (Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile) dal 22 settembre all’ 8 ottobre, con l’obiettivo di far conoscere i 17 Goal dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile. A Parma l’edizione locale, che si inserisce all’interno degli eventi di Parma capitale italiana della cultura 2020+21, è organizzata da Università di Parma, WWF Parma, Gist, Arpae, Fruttorti, ed è realizzata con il patrocinio del Comune di Parma. Lunedì 28 alle 16 l’apertura, con il Rettore dell’Università Paolo Andrei, il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti e (in diretta streaming) il Portavoce ASviS Enrico Giovannini.Dopo l’inaugurazione, alle 17, è in programma il primo evento, “Diritto transgenerazionale al tempo del Covid”, cui parteciperanno Antonio D’Aloia, docente di Diritto costituzionale al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Parma e consigliere giuridico per gli affari legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Lorenzo Fioramonti, economista, già Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Magnani, economista, docente di Monetary & Financial Economics e di International Economics in LUISS e Senior Research Fellow alla Harvard Kennedy School. Martedì 29 settembre dalle 17.30 alle 19 “Città e territori per la sostenibilità”, con Marco Bosi, Vice Sindaco di Parma, Walter Vitali di Urban@it – ASviS, Marco Mari, Vice Presidente del Green Building Council, Flavia Marzano di Open Government & Smart Cities. Mercoledì 30 settembre dalle 15 alle 16.30 “Agenda 2030, cultura e governance per un benessere sociale all’insegna della sostenibilità”, con Filomena Maggino, Presidente della cabina di regia Benessere Italia, Francesca Velani, Coordinatrice di Parma 2020+21 per il Comune di Parma, Carola Carazzone, Segretaria di Assifero, Katia Furlotti, Presidente del Gruppo Ateneo sostenibile dell’Università di Parma, Federico Olivieri di ASviS, Michele Fasano di Focus Olivetti. Sempre il 30 settembre, dalle 17.30 alle 19, “L’economia circolare al bivio: eco-modernismo o tecnologia conviviale?”, cui parteciperanno Stefania Barca, docente di Ecologia Politica, Centro de Estudos Sociais, Universidade de Coimbra, Maura Benegiamo, assegnista di ricerca al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Trieste, Giacomo D’Alisa, ricercatore postdoc, Centro de Estudos Sociais, Universidade de Coimbra, Andrea Genovese, docente di Logistics and Supply Chain Management alla University of Sheffield, Mario Pansera, docente al Departamentet d’Empresa, Universitat Autonoma de Barcelona, Luigi Pellizzoni, docente di Sociologia dell’Ambiente al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Moderano Marco Deriu, Presidente del corso di laurea magistrale in Giornalismo, Cultura Editoriale e Comunicazione Multimediale dell’Università di Parma, ed Emanuele Leonardi, docente al Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC dell’Università di Parma. Giovedì 1° ottobre dalle 17.30 alle 19 “L’importanza del verde urbano nella mitigazione e adattamento al cambiamento climatico”, con la partecipazione di Stefano Caserini, docente del corso in “Mitigazione del cambiamenti climatici” del Politecnico di Milano, Daniele Pezzali, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Parma, Tiziana Benassi, Assessora all’Ambiente del Comune di Parma, Antonio Mortali,Direttore del consorzio Kilometroverde Parma. Venerdì 2 ottobre è in programma l’ultimo evento, dalle 11 alle 12.30: “Imprenditorialità sociale e impact investing. Casi concreti con focus sulle pari opportunità”, con Nicoletta Paci, Assessora alle Pari opportunità del Comune di Parma, Michele D’Alena, Responsabile dell’Ufficio Immaginazione Civica della Fondazione per l’Innovazione Urbana, Federico Disegni, Direttore Generale di Homes4All, Paola Caporossi, fondatrice di Fondazione Etica, Stefano Rossi, Country Manager Italia di Lita.co.Per maggiori dettagli sugli eventi visitare il sito http://www.festivalsvilupposostenibileparma.wordpress.com e le pagine Facebook e Instagram del Festival di Parma

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Fare leva sulla bioeconomia per una ripartenza sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Le biotecnologie sono un insostituibile motore strategico; produrre cibo sempre più sano, affrontando il problema della diminuzione delle risorse e i cambiamenti climatici; incentivare una collaborazione tra chimica tradizionale e biochimica e tra pubblico e privato. Di questo e di tanto altro si è parlato in occasione del terzo gruppo di lavoro, questa volta dedicato al tema della Bioeconomia, “Ripensare consumi e impronte sul mondo: anche in Italia la rivoluzione della bioeconomia”, terza tappa del più ampio percorso “Biotech, il futuro migliore – Per la nostra salute, per il nostro ambiente, per l’Italia” voluto da Assobiotec Federchimica. Il progetto prevede 4 diversi tavoli di lavoro, fra giugno e ottobre, e troverà una sua finalizzazione in un Manifesto, ma soprattutto in un Documento di Posizione con proposte operative per la crescita del settore, lo sviluppo delle imprese e il rilancio del Paese. Il biotech rappresenta oggi un settore importantissimo che, secondo le stime dell’OCSE, nel 2030 avrà un peso enorme nell’economia mondiale: saranno, infatti, biotech l’80% dei prodotti farmaceutici, il 50% dei prodotti agricoli, il 35% dei prodotti chimici e industriali. Nonostante l’Italia sia sul podio per il numero di progetti di qualità nel settore delle biotecnologie, è importante interconnettere settori e attori, coinvolgendo, ad esempio, per quanto riguarda la filiera agroalimentare, gli agricoltori in prima persona, al fine di comprendere al meglio le sfide e fissare obiettivi su base scientifica. Per questo motivo, Assobiotec Federchimica sta lavorando insieme ai partecipanti del gruppo di lavoro alla creazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. La creazione di filiere e catene di valore a basso impatto, la collaborazione pubblico e privato per ottenere processi più efficienti, l’analisi delle criticità come la qualità dei prodotti, i costi e l’importanza di creare un dialogo tra chimica e biochimica sono solo alcune delle necessità emerse per creare una bioeconomia circolare di reale innovazione.

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