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L’informazione che ridisegna le città

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

bolognaBologna Il 20 e 21 ottobre alla Fiera di Bologna l’iniziativa di FPA rivolta ad amministratori, politici, imprese, associazioni e cittadini: un momento di analisi e confronto su come i dati e le informazioni possono far diventare le nostre città sostenibili e sicure.
Una due giorni di incontro e scambio che mette al centro gli ecosistemi urbani, coinvolgendo i suoi principali attori –dalla Pubblica Amministrazione ai cittadini alle realtà associative e produttive- in una discussione sugli strumenti di analisi e governance delle nostre città.“Smart Cities e Smart Communities sono l’orizzonte cui tendono sempre più le politiche di gestione ed amministrazione delle città, secondo le direttive della legislazione nazionale delineate, ad esempio, in quel Codice dell’Amministrazione Digitale da qualche giorno entrato nella sua fase attuativa – dice Gianni Dominici, Direttore di Forum PA. – Non possiamo però prescindere da un’analisi oggettiva della realtà: le città sono sistemi sempre più complessi che non si possono governare se non con un’adeguata conoscenza”. Dati ed informazioni, dunque, al servizio di città sostenibili, sicure, intelligenti: dalle fonti istituzionali ai diversi device che popolano le città –il cosiddetto Internet of Things- dalle segnalazioni dei cittadini a quelli provenienti dal funzionamento della macchina amministrativa, i dati rappresentano oggi una ricchezza inestimabile quanto a possibili ambiti di applicazione. Le loro potenzialità sono enormi: si va dall’analisi dei bisogni, e quindi dalla previsione della domanda, a una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica fino al miglioramento delle performance pubbliche.Ecco perché ICity Lab mette al centro della propria riflessione ICity Rate, il rapporto che dal 2012 stila la classifica annuale delle Smart City italiane e fotografa lo stato dell’arte nel percorso verso città più intelligenti, più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. Sarà proprio la presentazione di ICity Rate 2016 ad aprire il programma congressuale, giovedì 20 ottobre alle ore 10, nella plenaria “Conoscere, collaborare e realizzare nelle città dei dati”. Un’indagine che si arricchisce di nuovi dati, con circa 100 indicatori presi in esame: dalle fonti statistiche ufficiali a fenomenologie non ancora “cristallizzate”, dalla sharing economy alla capacità di attrazione di fondi UE per la ricerca fino alle performance delle amministrazioni sui social network. L’indagine verrà presentata e discussa, tra gli altri, da Carlo Mochi Sismondi e Gianni Dominici, rispettivamente Presidente e Direttore di Forum Pa, Sandro Cruciani, Direttore Centrale per le statistiche ambientali e territoriali ISTAT e Flavia Marzano, Assessora Roma Semplice – Roma Capitale.Ma la conoscenza non è fine a se stessa, deve servire a migliorare la qualità del vivere nelle città e soprattutto la sicurezza. Come possiamo parlare di Smart Cities e Smart Communities se non si creano le condizioni per rendere meno vulnerabili e più sicuri i nostri centri urbani? I recenti fatti di Amatrice ne sono una drammatica dimostrazione. “Ecco perché – continua Dominici – è altrettanto importante che si diffonda la cultura e la prassi della città resiliente, intesa come modello di governance improntato alla flessibilità, in grado di adattarsi in maniera immediata e snella alle sfide e alle minacce che provengono dall’ambiente esterno”. Un modello, quello di città resiliente, in grado di gestire risposte sociali, economiche e strutturali per permettere al territorio sopravvivenza e sviluppo, emancipandosi dalle pastoie di quella burocrazia difensiva che frena la gestione quotidiana delle funzioni amministrative: ciò che accade, ad esempio, con le procedure di affidamento diretto dei contratti d’appalto al di sotto della soglia di interesse europeo, i cui principi di efficienza ed economicità sono spesso frustrati dall’appesantimento eccessivo degli oneri connessi alla loro finalizzazione, nell’affannosa ricerca di un delicato e difficile equilibrio con l’esigenza di trasparenza, imparzialità e correttezza degli affidamenti pubblici.ICity Lab si presenta con un format del tutto rinnovato: dopo 4 anni di Smart City Exhibition, la due giorni vedrà susseguirsi convegni , workshop, sessioni plenarie e dibattiti sulle practice e gli strumenti di gestione del territorio a partire dalla grande rivoluzione del Data Driven Decision Making, vale a dire la capacità di trasformare i dati grezzi in conoscenza esatta di quello che accade sul territorio, e di alimentare quindi visione strategica, azione e capacità decisionale, in grado di guidare lo sviluppo e il buon governo delle città intelligenti.L’evento sarà anche l’occasione per un confronto con Governo, Amministrazioni locali e aziende più innovative per rilanciare una visione strategica ed un piano di interventi e investimenti dedicati alle Smart City, così come previsto dal PON Città Metropolitane 2014-2020, che mette a disposizione circa 900 milioni di euro per 14 città italiane (90 milioni per ciascuna delle città del sud e 40 per quelle del nord) per raggiungere gli obiettivi della coesione territoriale, della cittadinanza digitale, dell’innovazione sociale, della mobilità intelligente e della sostenibilità energetica e ambientale. Un tema, quello del PON, di cui si parlerà durante il workshop del 20 ottobre “La smart city del PON Metro 14-20: agenda digitale, sostenibilità urbana e inclusione sociale”, momento di incontro tra tutti gli attori coinvolti, Autorità di Gestione del Programma, Autorità Cittadine, esperti dei territori, per confrontarsi su quanto si sta facendo per raggiungere gli obiettivi programmati.

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Gli investimenti sostenibili sono la chiave di svolta per gli asset manager

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

brand financeSecondo l’indagine Global Investment Matters di Willis Towers Watson, la dimestichezza con strategie sostenibili sarà per gli asset manager un requisito fondamentale per gestire mandati di investimento. Gli investitori, infatti, vogliono avere un’idea sempre più chiara dei rischi con cui hanno a che fare i gestori dei loro patrimoni, sia a livello di portafoglio che a quello di strategia generale.Alessandra Pasquoni, Responsabile investimenti di Willis Towers Watson:“Molti dei beneficiari finali, come ad esempio i membri dei fondi pensione, enti di beneficenza e fondazioni, essendo fortemente coinvolti sul tema, sono molto attenti alla sostenibilità”. Nell’indagine viene evidenziato come il concetto di sostenibilità non sia ben definito e come questo rappresenti un ostacolo sia per l’adozione di strategie di ESG articolate da parte degli investitori sia per la loro implementazione da parte degli asset manager. Viene però indicato come qualsiasi approccio non possa prescindere da una considerazione iniziale
degli impatti finanziari dei rischi e delle opportunità ESG e implichi che i gestori tengano conto dei rischi ESG nella fase di selezione e costruzione di un portafoglio. Può anche indicare un’inclinazione del portafoglio verso le aziende che rispettano i criteri ESG in maniera significativa, nella convinzione che questi fattori non siano ripagati dalle valutazioni correnti. Inoltre, può comportare mirati investimenti tematici, per esempio, nel settore immobiliare sostenibile sulla base del fatto che i mercati non stanno riconoscendo pienamente l’opportunità offerta dal passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio.Alessandra Pasquoni: “Qualunque sia l’approccio che si decida di adottare, deve essere sostenuto da un’ efficace gestione degli asset. Attraverso politiche di voto efficaci e impegno, gli asset manager possono influenzare le aziende per aumentare il loro ruolo e gestire le loro attività in modo più sostenibile”.Nell’indagine, Willis Towers Watson esplora anche l’aspetto più controverso per gli investitori: accettare che una maggiore attenzione alla sostenibilità e al lungo periodo comporti la rinuncia a guadagni immediati per ottenere migliori risultati futuri.
Alessandra Pasquoni: “La questione per cui la sostenibilità possa significare sacrificare i rendimenti è dibattuta. Sebbene i primi studi abbiano indicato che l’inclusione di fattori ESG crei una leggera sottoperformance, vi sono significative evidenze che suggeriscono come la loro adozione possa aiutare la composizione del portafoglio o migliorare i rendimenti di portafogli non ESG: la situazione non è così netta e spesso suggerisce che ‘G’ o la governance è il fattore chiave che spiega risultati superiori. Altri studi suggeriscono che l’impegno dell’azienda può portare a rendimenti adeguati al rischio superiore, il che suggerisce nuovamente che una buona governance sia un fattore chiave. ” Secondo Willis Towers Watson, i proprietari degli asset cercheranno di collaborare con le altre entità coinvolte per garantire che si esprimano al fine di ottenere un cambiamento positivo.La divisione Investimenti di Willis Towers Watson è focalizzata nel creare valore per gli investitori istituzionali attraverso le proprie competenze nella valutazione del rischio, nelle strategie di asset allocation, gestione fiduciaria e selezione di gestori finanziari. Willis Towers Watson vanta oltre 850 associati in tutto il mondo, 2,2 mila miliardi di dollari in assets under advisory e oltre 75 miliardi di dollari in assets under management.

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Botta e risposta tra farmacisti e Farmindustria

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2010

La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani respinge come irricevibili i giudizi espressi dalla giunta di Farmindustria a proposito della norma prevista dal maxiemendamento governativo alla manovra finanziaria, nella quale la restituzione al servizio sanitario dello sconto del 3,65% viene ripartita tra le farmacie e l’industria. Nella nota dell’Associazione degli Industriali, in particolare, si dice che “in questa maniera si colpisce, per premiare il commercio, chi fa innovazione”. La Federazione giudica questi toni assolutamente fuori luogo. Impostare la questione in questo modo, cioè denigrando una componente della filiera, riducendola a un apparato meramente commerciale, è assolutamente controproducente nel momento in cui è chiaro che o si trovano soluzioni sostenibili per tutti gli attori dell’assistenza farmaceutica o si va al collasso del servizio. Tutti riconoscono l’impegno dell’industria per mettere a disposizione dei pazienti farmaci sempre più efficaci, ma è il caso di ricordare che a dispensare questi farmaci, sul territorio e in ospedale, di giorno e di notte, e sempre nell’interesse dei pazienti, ci sono i farmacisti e nessun altro. La Federazione degli Ordini dei Farmacisti auspica un clima più disteso, nel quale le obiettive difficoltà del momento possano essere affrontate con spirito di collaborazione.

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Le costruzioni sostenibili

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

Presentato a Cagliari, nel corso di un seminario organizzato dall’Agenzia regionale per il lavoro che si è tenuto al Centro arte e cultura Il ghetto, il progetto “Le costruzioni sostenibili motore per l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati”. Una proposta che ha come obiettivo principale quello di favorire, attraverso una rete di formazione, un dinamico scambio di buone pratiche ed esperienze di successo e definire un programma di azioni concrete, mirate all’inserimento nel mondo del lavoro delle categorie svantaggiate. Finanziato dal fondo sociale europeo, asse transnazionalità, il progetto, che vede come soggetto capofila la Francia con l’AFPA (Agence de formacion pour les adultes), ha come principali partner l’INDE (Intercooperaçào e desenvolvimento ONG, Portogallo) e la stessa Agenzia regionale per il lavoro-settore politiche comunitarie ed azione internazionali – Italia. Destinatari di questo intervento, cha ha avuto inizio lo scorso gennaio e con la durata di 12 mesi, saranno gli ultraquarantenni, le donne, i giovani senza qualifica e i lavoratori disabili. “Lo scopo degli assi trasnazionalità del programma Fse – ha spiegato Luca Spissu – responsabile del settore delle politiche comunitarie dell’Agenzia regionale per il lavoro, che ha coordinato i lavori del seminario – è quello di migliorare la gestione di processi, metodologie, pratiche e politiche nazionali attraverso attività di scambio di esperienze e comparazione con altre realtà”. Christian Faussot, dell’Agenzia nazionale francese per la formazione degli adulti (AFPA) ha posto l’accento su tre elementi fondamentali del progetto: il lavoro e le prospettive occupazionali, l’ambiente e la sua tutela in chiave di potenziale bacino occupazionale e la formazione, quale strumento per il miglioramento dell’occupabilità dei soggetti svantaggiati. Durante il seminario è stato approfondito il tema dello sviluppo sostenibile nel settore delle costruzioni rivolte alle categorie svantaggiate, dove, proprio su questo argomento, sono in programma tutta una serie di visite studio, da realizzarsi nei paesi partner, per meglio identificare le esperienze di maggior successo come ad esempio: cantieri formativi, visite ad imprese innovative, testimonianze dei beneficiari. Una valida opportunità che permetterà, inoltre, di realizzare e condividere attraverso un portale web, una rete di scambio di informazioni, idee e percorsi.

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Nuovi stili di vita sostenibili

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2009

Il Dip. ProCAm (Sezione Disegno Industriale) della Facoltà di Architettura dell’Università di Camerino ed Elica, azienda leader nella produzione di cappe da cucina, hanno avviato una collaborazione per lo sviluppo di un importante progetto di ricerca ed innovazione, intitolato “Eco-design & Eco-innovazione. Progettare con l’aria per nuovi stili di vita sostenibili”. Il progetto è finalizzato a condividere, tra università e impresa, un percorso di approfondimento sulle tematiche del design per la sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di sperimentare e sviluppare soluzioni innovative e nuovi concept di prodotto secondo i criteri dell’eco-design. Tale ricerca progettuale intende esplorare il ruolo dell’aria e i suoi utilizzi sostenibili per migliorare il benessere e il comfort nell’ambiente cucina, oltre che sperimentare i principi e le linee guida dell’eco-design come strumenti efficaci per prevenire e ridurre gli impatti ambientali dei prodotti lungo tutte le fasi del loro ciclo di vita (dal reperimento delle materie prime fino alla dismissione), in risposta alla crescente domanda di prodotti eco-sostenibili da parte di un mercato sempre più esigente anche in termini di sostenibilità ambientale.  Il progetto, quindi, mira a coniugare innovazione tecnologica ed eco-sostenibilità  attraverso un concetto di design che non sia solo qualificazione estetico-formale dei prodotti, ma strumento di ridefinizione profonda dell’idea stessa di prodotto e della qualità delle sue prestazioni nella direzione di stili di vita più sostenibili. La ricerca, infine, vede coinvolti un gruppo di giovani designer diplomati al Master in Ecodesign & Eco-innovazione dell’Università di Camerino, guidati e coordinati da tre esperti senior, l’arch. Lucia Pietroni (responsabile scientifico del progetto), l’arch. Marco Capellini e l’ing. Paolo Mondini e un gruppo di responsabili delle principali funzioni aziendali di Elica (Dott. Gianguido Cerullo-Product Director, Dott. Christian Nordsiek-Industrial Innovation & Design, Dott. Stefano Fioriti-Innovation Manager, Dott. Alessandro Ciabatti-Marketing Director, Dott. Massimo Lo Campo-Chief Business Integration Officer), coordinati dalla Dott.ssa Deborah Carè e dall’arch. Riccardo Diotallevi.

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