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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘sostenibili’

Il ruolo strategico dei territori per rinascere sostenibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

Mercoledì 13 ottobre 2021, ore 16 La Camera di Commercio di Como-Lecco torna al Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, il più importante evento in Italia dedicato alla sostenibilità in programma a Milano presso Università Bocconi i prossimi 12 e 13 ottobre. Immagine che contiene montagna, esterni, acqua, natura. Descrizione generata automaticamenteIl Salone, giunto alla nona edizione, ha come tema conduttore “Rinascere sostenibili”, un percorso verso la rinascita e la ripresa che mette al centro organizzazioni responsabili, giovani e territori. Ed è proprio all’interno del canale tematico “territori” che la Camera di Commercio di Como-Lecco è stata chiamata a portare la sua testimonianza. I territori svolgono un ruolo essenziale nell’attuazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU. La dimensione locale è quella che rappresenta meglio i bisogni dei cittadini e le istituzioni che operano sul territorio sono chiamate a realizzare quella infrastruttura di collaborazione che favorisce processi decisionali condivisi.La partecipazione della Camera di Commercio di Como-Lecco alla manifestazione si inserisce nell’ambito delle attività di Progetto SMART, iniziativa che da oltre tre anni accompagna e supporta le imprese del territorio in percorsi di sostenibilità economica, sociale ed ambientale quali elementi strategici e distintivi di vantaggio competitivo il cui percorso sarà raccontato e condiviso durante l’incontro.Il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale sarà anche l’occasione per presentare il volume, edito da EGEA, che raccoglie i contributi dei protagonisti della manifestazione, tra i quali quello relativo all’esperienza di Progetto SMART nel sostegno alle imprese di Como, Lecco e Canton Ticino. Per info e iscrizioni https://www.csreinnovazionesociale.it/come-partecipare/

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I carburanti sostenibili per l’aviazione sono pronti per il decollo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2021

A cura di Andrea Carzana, Portfolio Manager, azionario europeo di Columbia Threadneedle Investments.Mancano meno di dieci anni alla scadenza del 2030 stabilita da numerose aziende per raggiungere la neutralità climatica. Analogamente, all’orizzonte si profila già il termine del 2050 fissato da molti paesi per realizzare questo stesso obiettivo. Per raggiungere tali traguardi bisognerà fare grandi passi avanti. Ma come? Un settore che consuma enormi quantità di risorse naturali, ma che a nostro avviso presenta l’opportunità di un cambiamento realistico, è l’aviazione. Riuscire a ridurre le emissioni sarebbe una grande vittoria. Nel 2019 il settore ha generato l’8% del consumo totale di petrolio, equivalente a quasi 7,5 milioni di barili al giorno. Nel 2020 il Covid-19 ha lasciato a terra la maggior parte delle flotte delle compagnie aeree, riducendo del 39% il consumo di carburante, ma la propensione per i viaggi aerei è destinata probabilmente a crescere nel lungo periodo, vista l’importanza della mobilità. Senza un intervento normativo, tuttavia, gli aerei continueranno a usare combustibili fossili, e si stima che entro il 2050 il settore potrebbe assorbire oltre 14 milioni di barili al giorno, più di quanti ne abbia consumati la Cina nel 2019. Una grande differenza tra le compagnie aeree e le automobili risiede a nostro parere nell’enorme quantità di capitale immobilizzata negli aerei esistenti; si tratta di beni con una vita utile residua di 20-30 anni, la cui sostituzione comporterebbe costi semplicemente proibitivi. In aggiunta, la tecnologia necessaria per farli funzionare con carburanti differenti non è stata ancora sviluppata, per cui serve qualcosa che possa essere immesso negli attuali serbatoi. I SAF soddisfano questo requisito. Questi carburanti sostenibili sono prodotti utilizzando rifiuti destinati alla discarica, come l’olio da cucina esausto e il grasso animale scartato, mescolati con il normale combustibile fossile.Nel 2019 il carburante per l’aviazione costituiva un mercato globale da 300 milioni di tonnellate. Le proiezioni del forum sul carburante dell’International Air Transport Association (IATA) prevedono un mercato da 420 milioni di tonnellate entro il 2030, mentre secondo il World Economic Forum le dimensioni di quest’ultimo dovrebbero arrivare a 510 milioni di tonnellate nel 2040. L’Unione europea rappresenta circa il 20% di questo totale, e punta a soddisfare il 14% del proprio fabbisogno mediante l’uso dei SAF, creando una domanda da 11 milioni di tonnellate entro il 2030 nella sola Europa.I SAF sono una soluzione costosa, ma la miscelazione obbligatoria potrebbe favorire una loro ampia diffusione entro la metà di questo decennio. In questo scenario, i governi obbligherebbero le compagnie aeree a utilizzare come carburante una certa quota di SAF. Alcuni paesi si stanno già muovendo in questa direzione: la Svezia ha imposto una quota minima di SAF dello 0,5% nel 2021 e la Francia dell’1% nel 2022. L’Olanda sta valutando un provvedimento che richiederebbe una miscela al 14% entro il 2030. Nell’UE, nel luglio 2021 dovrebbe essere annunciata l’iniziativa ReFuelEU, che avrà probabilmente un obiettivo di miscelazione al 2% nel 2025 e al 5% nel 2030, mentre il presidente Biden viene esortato a introdurre un requisito dell’1% su scala nazionale. Con l’introduzione e l’aumento dei requisiti di miscelazione obbligatoria e il miglioramento delle norme, la scalabilità condurrà a una riduzione dei costi e a un’adozione ancora maggiore, innescando un circolo virtuoso.Oltre al sostegno governativo, lo sviluppo dei SAF richiede l’esercizio di pressioni da parte dei consumatori finali. I passeggeri e le imprese, sotto la spinta di investitori sempre più consapevoli dei fattori ESG, possono costringere le compagnie aeree a ridurre la loro impronta di carbonio, accettando aumenti temporanei dei prezzi a causa dell’aggravio dei costi. Si stima che una miscela al 2% per un volo di tre ore costerebbe 2 dollari a ogni passeggero.I SAF rappresentano un’opportunità entusiasmante per gli investitori. Esploriamo volentieri temi che contribuiscono a promuovere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite.[1] Il mercato dei SAF è direttamente collegato ad alcuni di questi, tra cui l’elemento dei trasporti sostenibili dell’SDG 11, “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”; l’elemento del turismo sostenibile dell’SDG 12, “Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo”; e l’SDG 13, “Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico”.Per usare una metafora legata all’aviazione, i SAF stanno rullando sulla pista, ma con la tecnologia, la giusta volontà politica, la pressione degli azionisti e lo sviluppo dei requisiti obbligatori possono prendere il volo. (abstract)

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Investimenti sostenibili, perché stanno crescendo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

A cura di Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm. Su uno degli ultimi voli che ho preso prima della pandemia, atterrando a Milano, mi aspettavo di sentire la solita frase: “Last year 90% of our flights arrived on time”. Con mia sorpresa invece l’assistente di volo ha pronunciato una frase diversa: “With our flight you contributed to decrease the emission of CO2 by 20%”. Sebbene l’intento di un simile annuncio potrebbe celare una semplice strategia di marketing, questa vicenda ci dice molto su quali siano le preoccupazioni principali dei nostri tempi (Covid a parte). Ricordare al cliente che il suo impatto ambientale è stato “inferiore di quello che sarebbe stato volando con una compagnia concorrente” rappresenta un messaggio volto a soddisfare il consumatore in modo nuovo: non si pensa solo a “risparmiare tempo e denaro”, ma all’interesse altrettanto egoistico (e legittimo) di ridurre il proprio impatto sul pianeta. Con l’arrivo della pandemia e della recessione, il 2020 avrebbe potuto portare con sé un rallentamento degli investimenti sostenibili da parte delle aziende e dei governi che necessitano di far fronte a nuove emergenze e priorità. Tuttavia, anche in questa situazione imprevedibile, abbiamo assistito a una continua e inesorabile spinta verso la transizione ecologica, un processo a detta di alcuni, ancora non sufficientemente profondo per ridurre i rischi, ma ormai in moto. Questo fatto emerge chiaramente analizzando le attività degli attori coinvolti a vario titolo nella transizione verso un modello economico più sostenibile. Nel 2020 governi e regolatori hanno continuato a prendere azioni decisive per ridurre il riscaldamento globale, spesso nell’ambito dell’accordo di Parigi. Sul fronte investimenti abbiamo visto sviluppi importanti della EU Taxonomy, un protocollo che mira a standardizzare la disclosure e a facilitare la due diligence di investimenti sostenibili. La Cina, il maggior consumatore di risorse energetiche fossili al mondo, ha annunciato a sorpresa di voler diventare Carbon neutral entro il 2060, cominciando a ridurre le proprie emissioni già a partire dal 2030. Il grafico mostra la crescita esponenziale delle revisioni delle politiche su tematiche ambientali dal 1972. Una traiettoria che non che non si è inclinata neppure di fronte alla pandemia.
Per gli investitori il 2020 ha rappresentato un anno record per l’aumento di masse di prodotti sostenibili, raccogliendo, secondo le stime dell’Investment Association, 7 triliardi di dollari nei primi 3 trimestri del 2020, più che triplicando i 1.9 triliardi del 2019. Il flusso dei capitali verso le aziende più virtuose e resistenti a rischi ambientali è un trend in forte crescita che sembra praticamente inarrestabile, anche a causa dello sviluppo della regolamentazione.

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Vacanze e servizi sostenibili

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

“Il 44% degli italiani è disposto a pagare anche il 20 per cento in più per la vacanza pur di avere accesso a servizi sostenibili. Questo è un chiaro emerso dalla nostra attività di ricerca”. Lo ha dichiarato Danilo Beltrante, fondatore della prima Business School “Vivere di Turismo” dedicata al Turismo Italiano, in particolare al settore extralberghiero, con sede a Firenze. Beltrante è relatore presso i più importanti eventi nazionali dedicati al turismo oltre ad essere laureato in Gestione delle Risorse Umane e Ceo di Family Apartments.Oggi, in Italia, stiamo vivendo un’occasione unica, che è quella di una riscoperta di un patrimonio culturale e enogastronomico nazionale che non ha rivali al mondo. Il turismo sostenibile va a braccetto con il turismo di prossimità, e rappresenta un modo di viaggiare nel rispetto dell’uomo e del Pianeta. Dopo il periodo di lockdown gli italiani stanno cercando relax in luoghi di mare o montagna, anche meno battuti ma non per questo meno interessanti. Dunque cammini “nostrani”, come la via Francigena, la via di San Francesco o di San Benedetto: le persone che scelgono questo tipo di viaggio, che è spirituale e culturale insieme, sono sempre di più.
Ad esempio in Sicilia è imperdibile il Parco dei Nebrodi, grande area verde che si trova tra le province di Messina, Enna e Catania. Qui è possibile perdersi tra le bellezze naturali, ma anche godere dei piaceri della tavola (da non perdere: il pistacchio di Bronte). O ancora in Toscana la meta è la cascata dell’Acquacheta, generata dal fiume omonimo che nasce sull’Appennino toscano in provincia di Firenze. Il luogo è anche un parco letterario, nominato anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia. In Puglia c’è il Salento in bicicletta. Le proposte per itinerari sostenibili e responsabili su due ruote della durata di una settimana sono diverse e toccano varie tappe importanti, da Otranto, a Gallipoli, a Santa Maria di Leuca. O ancora in Campania abbiamo una Costiera Amalfitana Covid Free che offre splendido mare ma anche i sentieri naturalistici del Parco dei Monti Lattari. Dunque questo tipo di turismo sostenibile rappresenta la grande conferma 2020”.

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Nestlé e l’Università Federico II di Napoli per identificare nuovi packaging sostenibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

La collaborazione, al via da settembre 2019, nasce dall’impegno preso da Nestlé che punta a rendere il 100% dei suoi imballaggi riciclabili o riutilizzabili entro il 2025. In Italia, Nestlé ha già raggiunto il 95% di materiale riciclabile all’interno dei packaging dei propri prodotti, trovandosi perfettamente in linea con gli obiettivi. In questa direzione, l’Università mette a disposizione il Dipartimento di Scienze Chimiche, un centro d’eccellenza nel campo della scienza dei polimeri, che dispone delle risorse e del know-how necessari per svolgere attività di ricerca scientifica nel campo dello sviluppo di materiali polimerici innovativi.Il contributo della Federico II fa parte di una serie di partnership internazionali, tra le quali figurano quella con PureCycle Technologies, azienda con base a Chicago specializzata nella rimozione di colori, odori e contaminanti dai rifiuti di plastica per trasformarli in una resina vergine e con Danimer Scientific, azienda della Georgia che sta sviluppando una bottiglia riciclabile e biodegradabile in mare. Non è la prima volta che Nestlé e il Dipartimento di Scienze Chimiche incrociano le loro strade: già 10 anni fa nell’ambito del progetto Axia – in collaborazione con la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) – la Federico II aveva ricevuto il sostegno di Nestlé per la ricerca di nuovi materiali polimerici per l’imballaggio rigido e flessibile di alimenti.

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L’informazione che ridisegna le città

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

bolognaBologna Il 20 e 21 ottobre alla Fiera di Bologna l’iniziativa di FPA rivolta ad amministratori, politici, imprese, associazioni e cittadini: un momento di analisi e confronto su come i dati e le informazioni possono far diventare le nostre città sostenibili e sicure.
Una due giorni di incontro e scambio che mette al centro gli ecosistemi urbani, coinvolgendo i suoi principali attori –dalla Pubblica Amministrazione ai cittadini alle realtà associative e produttive- in una discussione sugli strumenti di analisi e governance delle nostre città.“Smart Cities e Smart Communities sono l’orizzonte cui tendono sempre più le politiche di gestione ed amministrazione delle città, secondo le direttive della legislazione nazionale delineate, ad esempio, in quel Codice dell’Amministrazione Digitale da qualche giorno entrato nella sua fase attuativa – dice Gianni Dominici, Direttore di Forum PA. – Non possiamo però prescindere da un’analisi oggettiva della realtà: le città sono sistemi sempre più complessi che non si possono governare se non con un’adeguata conoscenza”. Dati ed informazioni, dunque, al servizio di città sostenibili, sicure, intelligenti: dalle fonti istituzionali ai diversi device che popolano le città –il cosiddetto Internet of Things- dalle segnalazioni dei cittadini a quelli provenienti dal funzionamento della macchina amministrativa, i dati rappresentano oggi una ricchezza inestimabile quanto a possibili ambiti di applicazione. Le loro potenzialità sono enormi: si va dall’analisi dei bisogni, e quindi dalla previsione della domanda, a una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica fino al miglioramento delle performance pubbliche.Ecco perché ICity Lab mette al centro della propria riflessione ICity Rate, il rapporto che dal 2012 stila la classifica annuale delle Smart City italiane e fotografa lo stato dell’arte nel percorso verso città più intelligenti, più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. Sarà proprio la presentazione di ICity Rate 2016 ad aprire il programma congressuale, giovedì 20 ottobre alle ore 10, nella plenaria “Conoscere, collaborare e realizzare nelle città dei dati”. Un’indagine che si arricchisce di nuovi dati, con circa 100 indicatori presi in esame: dalle fonti statistiche ufficiali a fenomenologie non ancora “cristallizzate”, dalla sharing economy alla capacità di attrazione di fondi UE per la ricerca fino alle performance delle amministrazioni sui social network. L’indagine verrà presentata e discussa, tra gli altri, da Carlo Mochi Sismondi e Gianni Dominici, rispettivamente Presidente e Direttore di Forum Pa, Sandro Cruciani, Direttore Centrale per le statistiche ambientali e territoriali ISTAT e Flavia Marzano, Assessora Roma Semplice – Roma Capitale.Ma la conoscenza non è fine a se stessa, deve servire a migliorare la qualità del vivere nelle città e soprattutto la sicurezza. Come possiamo parlare di Smart Cities e Smart Communities se non si creano le condizioni per rendere meno vulnerabili e più sicuri i nostri centri urbani? I recenti fatti di Amatrice ne sono una drammatica dimostrazione. “Ecco perché – continua Dominici – è altrettanto importante che si diffonda la cultura e la prassi della città resiliente, intesa come modello di governance improntato alla flessibilità, in grado di adattarsi in maniera immediata e snella alle sfide e alle minacce che provengono dall’ambiente esterno”. Un modello, quello di città resiliente, in grado di gestire risposte sociali, economiche e strutturali per permettere al territorio sopravvivenza e sviluppo, emancipandosi dalle pastoie di quella burocrazia difensiva che frena la gestione quotidiana delle funzioni amministrative: ciò che accade, ad esempio, con le procedure di affidamento diretto dei contratti d’appalto al di sotto della soglia di interesse europeo, i cui principi di efficienza ed economicità sono spesso frustrati dall’appesantimento eccessivo degli oneri connessi alla loro finalizzazione, nell’affannosa ricerca di un delicato e difficile equilibrio con l’esigenza di trasparenza, imparzialità e correttezza degli affidamenti pubblici.ICity Lab si presenta con un format del tutto rinnovato: dopo 4 anni di Smart City Exhibition, la due giorni vedrà susseguirsi convegni , workshop, sessioni plenarie e dibattiti sulle practice e gli strumenti di gestione del territorio a partire dalla grande rivoluzione del Data Driven Decision Making, vale a dire la capacità di trasformare i dati grezzi in conoscenza esatta di quello che accade sul territorio, e di alimentare quindi visione strategica, azione e capacità decisionale, in grado di guidare lo sviluppo e il buon governo delle città intelligenti.L’evento sarà anche l’occasione per un confronto con Governo, Amministrazioni locali e aziende più innovative per rilanciare una visione strategica ed un piano di interventi e investimenti dedicati alle Smart City, così come previsto dal PON Città Metropolitane 2014-2020, che mette a disposizione circa 900 milioni di euro per 14 città italiane (90 milioni per ciascuna delle città del sud e 40 per quelle del nord) per raggiungere gli obiettivi della coesione territoriale, della cittadinanza digitale, dell’innovazione sociale, della mobilità intelligente e della sostenibilità energetica e ambientale. Un tema, quello del PON, di cui si parlerà durante il workshop del 20 ottobre “La smart city del PON Metro 14-20: agenda digitale, sostenibilità urbana e inclusione sociale”, momento di incontro tra tutti gli attori coinvolti, Autorità di Gestione del Programma, Autorità Cittadine, esperti dei territori, per confrontarsi su quanto si sta facendo per raggiungere gli obiettivi programmati.

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Gli investimenti sostenibili sono la chiave di svolta per gli asset manager

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2016

brand financeSecondo l’indagine Global Investment Matters di Willis Towers Watson, la dimestichezza con strategie sostenibili sarà per gli asset manager un requisito fondamentale per gestire mandati di investimento. Gli investitori, infatti, vogliono avere un’idea sempre più chiara dei rischi con cui hanno a che fare i gestori dei loro patrimoni, sia a livello di portafoglio che a quello di strategia generale.Alessandra Pasquoni, Responsabile investimenti di Willis Towers Watson:“Molti dei beneficiari finali, come ad esempio i membri dei fondi pensione, enti di beneficenza e fondazioni, essendo fortemente coinvolti sul tema, sono molto attenti alla sostenibilità”. Nell’indagine viene evidenziato come il concetto di sostenibilità non sia ben definito e come questo rappresenti un ostacolo sia per l’adozione di strategie di ESG articolate da parte degli investitori sia per la loro implementazione da parte degli asset manager. Viene però indicato come qualsiasi approccio non possa prescindere da una considerazione iniziale
degli impatti finanziari dei rischi e delle opportunità ESG e implichi che i gestori tengano conto dei rischi ESG nella fase di selezione e costruzione di un portafoglio. Può anche indicare un’inclinazione del portafoglio verso le aziende che rispettano i criteri ESG in maniera significativa, nella convinzione che questi fattori non siano ripagati dalle valutazioni correnti. Inoltre, può comportare mirati investimenti tematici, per esempio, nel settore immobiliare sostenibile sulla base del fatto che i mercati non stanno riconoscendo pienamente l’opportunità offerta dal passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio.Alessandra Pasquoni: “Qualunque sia l’approccio che si decida di adottare, deve essere sostenuto da un’ efficace gestione degli asset. Attraverso politiche di voto efficaci e impegno, gli asset manager possono influenzare le aziende per aumentare il loro ruolo e gestire le loro attività in modo più sostenibile”.Nell’indagine, Willis Towers Watson esplora anche l’aspetto più controverso per gli investitori: accettare che una maggiore attenzione alla sostenibilità e al lungo periodo comporti la rinuncia a guadagni immediati per ottenere migliori risultati futuri.
Alessandra Pasquoni: “La questione per cui la sostenibilità possa significare sacrificare i rendimenti è dibattuta. Sebbene i primi studi abbiano indicato che l’inclusione di fattori ESG crei una leggera sottoperformance, vi sono significative evidenze che suggeriscono come la loro adozione possa aiutare la composizione del portafoglio o migliorare i rendimenti di portafogli non ESG: la situazione non è così netta e spesso suggerisce che ‘G’ o la governance è il fattore chiave che spiega risultati superiori. Altri studi suggeriscono che l’impegno dell’azienda può portare a rendimenti adeguati al rischio superiore, il che suggerisce nuovamente che una buona governance sia un fattore chiave. ” Secondo Willis Towers Watson, i proprietari degli asset cercheranno di collaborare con le altre entità coinvolte per garantire che si esprimano al fine di ottenere un cambiamento positivo.La divisione Investimenti di Willis Towers Watson è focalizzata nel creare valore per gli investitori istituzionali attraverso le proprie competenze nella valutazione del rischio, nelle strategie di asset allocation, gestione fiduciaria e selezione di gestori finanziari. Willis Towers Watson vanta oltre 850 associati in tutto il mondo, 2,2 mila miliardi di dollari in assets under advisory e oltre 75 miliardi di dollari in assets under management.

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Botta e risposta tra farmacisti e Farmindustria

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2010

La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani respinge come irricevibili i giudizi espressi dalla giunta di Farmindustria a proposito della norma prevista dal maxiemendamento governativo alla manovra finanziaria, nella quale la restituzione al servizio sanitario dello sconto del 3,65% viene ripartita tra le farmacie e l’industria. Nella nota dell’Associazione degli Industriali, in particolare, si dice che “in questa maniera si colpisce, per premiare il commercio, chi fa innovazione”. La Federazione giudica questi toni assolutamente fuori luogo. Impostare la questione in questo modo, cioè denigrando una componente della filiera, riducendola a un apparato meramente commerciale, è assolutamente controproducente nel momento in cui è chiaro che o si trovano soluzioni sostenibili per tutti gli attori dell’assistenza farmaceutica o si va al collasso del servizio. Tutti riconoscono l’impegno dell’industria per mettere a disposizione dei pazienti farmaci sempre più efficaci, ma è il caso di ricordare che a dispensare questi farmaci, sul territorio e in ospedale, di giorno e di notte, e sempre nell’interesse dei pazienti, ci sono i farmacisti e nessun altro. La Federazione degli Ordini dei Farmacisti auspica un clima più disteso, nel quale le obiettive difficoltà del momento possano essere affrontate con spirito di collaborazione.

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Le costruzioni sostenibili

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

Presentato a Cagliari, nel corso di un seminario organizzato dall’Agenzia regionale per il lavoro che si è tenuto al Centro arte e cultura Il ghetto, il progetto “Le costruzioni sostenibili motore per l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati”. Una proposta che ha come obiettivo principale quello di favorire, attraverso una rete di formazione, un dinamico scambio di buone pratiche ed esperienze di successo e definire un programma di azioni concrete, mirate all’inserimento nel mondo del lavoro delle categorie svantaggiate. Finanziato dal fondo sociale europeo, asse transnazionalità, il progetto, che vede come soggetto capofila la Francia con l’AFPA (Agence de formacion pour les adultes), ha come principali partner l’INDE (Intercooperaçào e desenvolvimento ONG, Portogallo) e la stessa Agenzia regionale per il lavoro-settore politiche comunitarie ed azione internazionali – Italia. Destinatari di questo intervento, cha ha avuto inizio lo scorso gennaio e con la durata di 12 mesi, saranno gli ultraquarantenni, le donne, i giovani senza qualifica e i lavoratori disabili. “Lo scopo degli assi trasnazionalità del programma Fse – ha spiegato Luca Spissu – responsabile del settore delle politiche comunitarie dell’Agenzia regionale per il lavoro, che ha coordinato i lavori del seminario – è quello di migliorare la gestione di processi, metodologie, pratiche e politiche nazionali attraverso attività di scambio di esperienze e comparazione con altre realtà”. Christian Faussot, dell’Agenzia nazionale francese per la formazione degli adulti (AFPA) ha posto l’accento su tre elementi fondamentali del progetto: il lavoro e le prospettive occupazionali, l’ambiente e la sua tutela in chiave di potenziale bacino occupazionale e la formazione, quale strumento per il miglioramento dell’occupabilità dei soggetti svantaggiati. Durante il seminario è stato approfondito il tema dello sviluppo sostenibile nel settore delle costruzioni rivolte alle categorie svantaggiate, dove, proprio su questo argomento, sono in programma tutta una serie di visite studio, da realizzarsi nei paesi partner, per meglio identificare le esperienze di maggior successo come ad esempio: cantieri formativi, visite ad imprese innovative, testimonianze dei beneficiari. Una valida opportunità che permetterà, inoltre, di realizzare e condividere attraverso un portale web, una rete di scambio di informazioni, idee e percorsi.

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Nuovi stili di vita sostenibili

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2009

Il Dip. ProCAm (Sezione Disegno Industriale) della Facoltà di Architettura dell’Università di Camerino ed Elica, azienda leader nella produzione di cappe da cucina, hanno avviato una collaborazione per lo sviluppo di un importante progetto di ricerca ed innovazione, intitolato “Eco-design & Eco-innovazione. Progettare con l’aria per nuovi stili di vita sostenibili”. Il progetto è finalizzato a condividere, tra università e impresa, un percorso di approfondimento sulle tematiche del design per la sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di sperimentare e sviluppare soluzioni innovative e nuovi concept di prodotto secondo i criteri dell’eco-design. Tale ricerca progettuale intende esplorare il ruolo dell’aria e i suoi utilizzi sostenibili per migliorare il benessere e il comfort nell’ambiente cucina, oltre che sperimentare i principi e le linee guida dell’eco-design come strumenti efficaci per prevenire e ridurre gli impatti ambientali dei prodotti lungo tutte le fasi del loro ciclo di vita (dal reperimento delle materie prime fino alla dismissione), in risposta alla crescente domanda di prodotti eco-sostenibili da parte di un mercato sempre più esigente anche in termini di sostenibilità ambientale.  Il progetto, quindi, mira a coniugare innovazione tecnologica ed eco-sostenibilità  attraverso un concetto di design che non sia solo qualificazione estetico-formale dei prodotti, ma strumento di ridefinizione profonda dell’idea stessa di prodotto e della qualità delle sue prestazioni nella direzione di stili di vita più sostenibili. La ricerca, infine, vede coinvolti un gruppo di giovani designer diplomati al Master in Ecodesign & Eco-innovazione dell’Università di Camerino, guidati e coordinati da tre esperti senior, l’arch. Lucia Pietroni (responsabile scientifico del progetto), l’arch. Marco Capellini e l’ing. Paolo Mondini e un gruppo di responsabili delle principali funzioni aziendali di Elica (Dott. Gianguido Cerullo-Product Director, Dott. Christian Nordsiek-Industrial Innovation & Design, Dott. Stefano Fioriti-Innovation Manager, Dott. Alessandro Ciabatti-Marketing Director, Dott. Massimo Lo Campo-Chief Business Integration Officer), coordinati dalla Dott.ssa Deborah Carè e dall’arch. Riccardo Diotallevi.

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