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Posts Tagged ‘sostenibilità’

Progetto “Electric Path”: Una partnership pubblico-privato all’insegna della sostenibilità ambientale

Posted by fidest press agency su sabato, 23 aprile 2022

Roma Martedì 26 Aprile 2022, ore 11.00 Novo Nordisk, Via Elio Vittorini, 129.“Electric Path” è il progetto di sostenibilità ambientale grazie al quale vengono installate infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici (IDR) nei parcheggi di diversi ospedali italiani. L’iniziativa, realizzata da Novo Nordisk nell’ambito del programma internazionale Circular for Zero, è parte della strategia dell’azienda danese per azzerare l’impatto ambientale entro il 2030.Nell corso dell’incontro, verranno trattati, con gli ospiti, gli importanti aspetti del valore aggiunto della partnership pubblico-privato e dell’impegno della Regione Lazio nella sostenibilità ambientale come valore per la salute.Intervengono: Alessio D’Amato, Assessore Sanità e integrazione Socio-​Sanitaria Regione Lazio Edo Ronchi, Presidente Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Presidente Circular Economy Network Narciso Mostarda, Direttore Generale Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma Drago Vuina, General Manager e Corporate Vice President Novo Nordisk Marco Salvini, External Affairs Senior Director Novo Nordisk

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Primo Report di Sostenibilità di Almawave

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Il CdA di Almawave, società italiana quotata sul mercato Euronext Growth Milan (Ticker: AIW), leader nell’Intelligenza Artificiale (AI), nell’analisi del linguaggio naturale e nei servizi Big Data, ha approvato oggi il primo Report di Sostenibilità della società.Si tratta di uno strumento rivolto agli stakeholder dell’azienda che da un lato illustra l’approccio di Almawave alla sostenibilità, in tutte le sue sfaccettature, toccando tematiche legate alla Governance, agli Impatti ambientali fino a quelli sociali e legati alla Trasformazione digitale etica; dall’altro rendiconta le attività svolte negli ultimi anni in questi ambiti, con riferimento specifico alle annualità 2019 e 2020, ponendo allo stesso tempo gli obiettivi per il prossimo futuro.Il Report costituirà un appuntamento annuale per la rendicontazione delle performance non finanziarie, con l’obiettivo di aumentare di anno in anno il numero e la qualità delle informazioni sulla società. Il documento è redatto secondo gli standard più accreditati a livello internazionale, i GRI (Global Reporting Iniziative), per consentire una lettura più agevole secondo una metrica che è stata adottata dalla maggior parte delle imprese e per garantire la comparabilità con altri operatori del settore dell’Information Technology.Il documento consente di identificare, misurare e monitorare gli impatti di sostenibilità più rilevanti, sia per l’azienda che per i propri principali stakeholder. I contenuti del Report di Sostenibilità sono stati sviluppati su quattro aree tenendo conto dell’impatto generato da Almawave sull’ambiente, le persone e l’economia nella catena del valore. Si tratta nello specifico delle aree Governance, Impatti ambientali, Impatti sociali e Trasformazione digitale etica. Queste si declinano tramite specifiche tematiche e conseguenti azioni, quali: – Area Governance > compliance, etica, integrità e anticorruzione; continuità del business e data security; tutela della proprietà intellettuale – Area Impatti ambientali > consumi energetici e lotta al cambiamento climatico – Area Impatti sociali > valorizzazione del capitale umano, attrazione e fidelizzazione dei talenti; benessere, salute e sicurezza sul lavoro; diversity e leadership al femminile; aspetti sociali lungo la catena di fornitura – Area Trasformazione digitale etica > impatto del business sulla sostenibilità; contributo all’innovazione e alla transizione digitale del Paese; privacy dei dati dei clienti; digitalizzazione dei processi aziendali ed efficientamento del lavoro; umanizzazione della tecnologia. Con questo documento, inoltre, Almawave intende dare evidenza di come le proprie attività e i progetti di business contribuiscono a rendere la tecnologia democratica e inclusiva, interpretandola e mettendola al servizio dei clienti e dei cittadini. Si tratta di soluzioni innovative che beneficiano delle attività di ricerca e sviluppo del Gruppo, e che conferiscono ad Almawave un ruolo di leadership sul mercato dell’intelligenza artificiale (IA) e dei servizi digitali.La Trasformazione Digitale è un impegno che si concretizza con investimenti rilevanti e costanti dell’azienda finalizzati anche ad integrare all’approccio di mercato i 7 principi per un’Intelligenza Artificiale sostenibile definiti a livello Europeo. AIW-Report-sostenibilità-WEB.pdf (almawave.it)

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“L’agricoltura italiana si colloca in posizioni di avanguardia in termini di sostenibilità ambientale”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2021

Rappresentando appena il 7 per cento delle emissioni nazionali come emerge dai dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) contro il 44,7 dell’industria e il 24,5 dei trasporti. Per questo, auspichiamo che le politiche di contenimento delle emissioni di anidride carbonica vengano programmate e condivise con il settore agricolo e quello della pesca, in modo da evitare eventuali conseguenze negative che possano mettere a rischio la capacità produttiva e la sicurezza alimentare”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura e relatore del parere approvato oggi all’unanimità al ‘Piano per la transizione ecologica’, frutto del lavoro collettivo del Comitato interministeriale della transizione ecologica (Cite) nell’ambito del Green Deal, il programma europeo per una nuova crescita sostenibile dell’Unione europea finalizzato a rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.“In linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, pertanto – aggiunge Gallinella – è importante lavorare per raggiungere diversi traguardi: rinnovare il parco delle macchine agricole circolanti nonché il rinnovo della flotta peschereccia; promuovere lo sviluppo da fonti rinnovabili scongiurando il consumo di suolo agricolo; potenziare ulteriormente le linee di investimento dedicate allo sviluppo degli impianti di biogas e biometano; incentivare lo smaltimento delle coperture di amianto”.“Inoltre è necessaria una strategia multisettoriale per la gestione delle foreste come chiave principale per lo stoccaggio della CO2, incrementare la capacità di stoccaggio della risorsa idrica e investire per interventi di manutenzione dei canali irrigui nonché sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie innovative per migliorare il contenimento degli incendi” conclude.

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“Oncologia Mutazionale in Italia: sviluppo, organizzazione e sostenibilità”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2021

“Questa non è la prima sessione di lavoro che stiamo facendo sul cancro, abbiamo in questa sede avviato un percorso, è il quinto evento che facciamo su malattie croniche e cancro alla luce delle sfide che abbiamo di fronte, una parte di sfida ci arriva dal Covid, dall’altra parte abbiamo le grandi opportunità che ci si aprono con il PNRR, dove sono previsti numerosi investimenti”. Lo dice l’on. Beatrice Lorenzin, coordinatore Health & Science Bridge del Centro Studi Americani, durante l’evento “Oncologia Mutazionale in Italia: sviluppo, organizzazione e sostenibilità”, in collaborazione con Edra. “Un tema molto importante – spiega Lorenzin – è il cambio di approccio da parte delle Regioni che deve essere accompagnato da un cambio di approccio anche del MEF, perchè se attraverso i molecular tumor board il paziente è gestito da un pool che decide una particolare procedura, è evidente che non può sottostare alle regole del trasferimento del paziente, significa pure che entriamo in un’ottica diversa in cui dobbiamo garantire a tutti le terapie migliori, ma con una logica più nazionale e diversa rispetto alla logica che abbiamo avuto fino ad adesso della mobilità attiva e modalità passiva. L’innovazione scientifica con cui noi abbiamo a che fare – conclude Lorenzin – non solo ci sta chiedendo di cambiare i sistemi regolatori e di trasformare i modelli organizzativi ma anche di cambiare l’approccio che abbiamo avuto negli ultimi 15/20 anni rispetto a cosa fa ogni singola Regione per garantire quell’accesso alle terapie”.

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A Pisa gli incontri di Traent per parlare di sostenibilità nel web

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2021

Pisa L’undicesima edizione dell’Internet Festival, che si svolgerà dal 7 al 10 ottobre 2021 a Pisa, vedrà tra i protagonisti anche la startup Traent, tra i partner della manifestazione. Il tema di quest’anno sarà #Phygital: la fusione tra il mondo fisico e quello digitale. E Traent proporrà, grazie alla partecipazione di numerosi ospiti di rilievo, un ciclo di incontri aventi come filo conduttore il concept della sostenibilità. Affrontata sotto molteplici definizioni: dai comportamenti con gli altri utenti sul web, alle nuove opportunità lavorative, passando per la sicurezza online. Sarà possibile assistere sia in presenza fisica che via streaming. Il primo appuntamento, giovedì 7 ottobre ore 15.30, si intitola “Identità fisica. Vivere con un gemello digitale”: verrà discusso il particolare rapporto tra le persone e la loro versione online. Seguiranno poi incontri incentrati sul tema della trasparenza e dell’innovazione, così come della sicurezza informatica. “Siamo tutti fatti di polvere di stelle” chiuderà il primo giorno di eventi promossi da Traent, alle 18.15 un racconto in prima persona di un professore non vedente su come la tecnologia consenta a chiunque sia portatore di disabilità di poter ambire anche a carriere e posizioni di altissimo profilo, senza nessun tipo di limite. Il secondo giorno, l’8 ottobre, sarà sviluppato su sei eventi. Alle 9.30, spazio agli “Alberi digitali di Varsavia”, alle 11.30 al ruolo dell’Unione Europea nel prossimo futuro tecnologico, allo sviluppo di business di successo e alle scelte più o meno consapevoli dei consumatori online.E poi, alle 10.15 uno degli incontri più controversi: la tavola rotonda con Facebook, Microsoft, McAfee e Oracle per affrontare il problema dell’etica nel mondo digitale. Il 9 ottobre mostrerà invece le insegne dei grandi risultati. Esperienze vincenti da cui trarre insegnamenti. Si comincia con “Diventa grande come Kong – alle ore 10.00 – come scegliere i semi giusti, piantarli nella Silicon Valley: una sfilata di storie di successo”. Poi largo agli ingredienti chiave per costruire un’azienda d’eccellenza basata su nuove scoperte scientifiche, e alla capacità di conquistare attraverso una breve comunicazione. Seguiranno discussioni sul rapporto tra arte e tecnologia, tra generosità e innovazione, tra vita digitale e protezione dei dati. Chiuderà il ciclo di presentazioni “Agoratech”, il 10 ottobre: un momento per ascoltare le storie e i successi di start up italiane e aziende all’avanguardia.

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G20 Agricoltura: La nuova sostenibilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2021

Accogliamo con interesse la proposta del ministro Patuanelli di far sottoscrivere ai Paesi membri del G20 e alle organizzazioni partecipanti una Carta della sostenibilità in occasione del vertice di Firenze dedicato all’agricoltura – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il ministro ha giustamente sottolineato come sia necessario andare oltre le semplici dichiarazioni di principio per prendere impegni precisi e misurabili. La sostenibilità può essere declinata secondo modalità molto diverse. Seguiremo quindi da vicino i lavori del G20 a presidenza italiana per capire l’impostazione che i Governi intendono adottare – continua Tiso. Per rendere l’agricoltura realmente sostenibile ci sono infatti alcune condizioni irrinunciabili, come il superamento delle coltivazioni e degli allevamenti a carattere intensivo e la progressiva diminuzione del ricorso ai pesticidi. Questi sono solo alcuni dei requisiti indispensabili per cominciare qualsiasi percorso di cambiamento, che potrà poi avvalersi anche delle nuove soluzioni offerte dal digitale e dall’agricoltura di precisione.In attesa di capire quale seguito potrà avere la proposta italiana, è bene anche ricordare che esistono già strumenti e impegni che dovrebbero vincolare l’azione dei nostri Governi. Tra questi gli obiettivi Onu per lo sviluppo sostenibile e le strategie Ue per il Green Deal. I Paesi dell’Unione europea, in particolare, non si sono dimostrati all’altezza degli obiettivi dichiarati. Stabilire nuovi impegni condivisi potrà quindi produrre effetti se sarà previsto anche un meccanismo di monitoraggio e un mix di premi e sanzioni per i Paesi firmatari.

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La sostenibilità cambia tutto

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

A cura di Andrea Carzana, gestore azionario europeo di Columbia Threadneedle Investments. Nel mondo finanziario, essere sostenibili significa investire in realtà che non si limitano a “fare bene le cose”, ma che fanno “la cosa giusta” e riescono a tradurre l’impatto positivo che hanno sulla società e sull’ambiente in maggiori ritorni finanziari. Per questo motivo, è fondamentale considerare l’analisi finanziaria e l’analisi della sostenibilità non come elementi separati, ma come processi strettamente correlati tra loro. Ad esempio, se si considera il settore dell’acciaio, che è responsabile di circa il 9% delle emissioni globali, nonostante molte compagnie operanti in questo settore stiano investendo ingenti risorse per ridurre il proprio impatto ambientale, questi investimenti, pur essendo positivi per l’ambiente, non si tradurranno in maggiori rendimenti. D’altro canto, se prendiamo in considerazione il settore delle costruzioni o delle ristrutturazioni edilizie, troviamo compagnie che si impegnano a produrre materiali a risparmio energetico e che riescono a tradurre gli investimenti fatti in sostenibilità in maggiori ritorni finanziari. Proprio come la trasformazione digitale, che non rappresenta una strategia a sé stante, ma è intrinseca a ogni tipologia di attività indipendentemente dal settore di appartenenza delle aziende, anche la sostenibilità, soprattutto nel contesto europeo, rappresenta un mega-trend che riguarda tutti i settori, anche se non tutte le compagnie riusciranno a tradurre gli investimenti in maggiori vantaggi competitivi e, di conseguenza, in maggiori rendimenti. La Pandemia ha senza dubbio accelerato il focus sui trend sostenibili, ma gli attori decisivi per questo cambiamento sono i consumatori, soprattutto quelli più giovani che stanno richiedendo alle aziende più attenzione ai temi ambientali e sociali, e i governi, che nell’ultimo anno e mezzo hanno dato una forte spinta agli investimenti privati su queste tematiche. L’Europa ha infatti annunciato il suo Green Deal da €1000 miliardi, l’Inghilterra ha annunciato un piano ecologico da £12 miliardi e anche gli Stati Uniti, sotto la presidenza Biden, sono molto più attivi nel tentare di risolvere problematiche ambientali e sociali. Per questo riteniamo che la sostenibilità non rappresenti una moda passeggera, ma un trend strutturale e secolare. Della sostenibilità il nostro processo di investimento tiene conto attraverso tre tipi di analisi: interna, finanziaria ed esterna. L’analisi della sostenibilità interna consiste nel verificare che una certa azienda abbia al proprio interno una forte governance e regole riguardanti i processi precise; la sostenibilità finanziaria consiste nell’analizzare la presenza di vantaggi competitivi e la loro sostenibilità, attraverso il framework delle cinque forze di Porter. La sostenibilità esterna, infine, consiste nell’analizzare l’impatto che i prodotti di una compagnia hanno a livello sociale e ambientale, attraverso il framework dei 17 goal sostenibili che le Nazioni Unite hanno dichiarato di voler raggiungere entro il 2030. L’analisi della sostenibilità esterna presenta due componenti fondamentali: da un lato, l’impatto corrente che ogni compagnia ad oggi ha sui 17 goal sostenibili, dall’altro, l’intenzionalità, cioè lo scenario verso cui un’azienda è proiettata in un arco temporale di 5/10 anni. L’analisi sistematica di questi tre pilastri consente a una società di gestione di avere una visione a 360 gradi di una compagnia e della sua direzione di viaggio. http://www.columbiathreadneedle.it

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Gruppo Felsineo presenta il Bilancio di Sostenibilità 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

Zola Predosa (Bologna) Tradurre concretamente la propria responsabilità sociale d’impresa in un agire sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Partendo dalla condivisione di questo obiettivo, Gruppo Felsineo, protagonista nel mercato della mortadella e degli affettati vegetali, ha avviato un percorso strutturato che ha portato alla pubblicazione del suo primo Bilancio di Sostenibilità.Le priorità d’azione sono state individuate a seguito di una fase di ascolto che ha coinvolto management, dipendenti, fornitori e clienti. Le evidenze emerse dall’analisi, poste coerentemente in relazione agli obiettivi di sostenibilità 2030 (SDGs) indicati dall’ONU, hanno individuato undici temi sensibili per il Gruppo che sono stati integrati in quattro pilastri fondamentali, rappresentati nel Bilancio di Sostenibilità 2020: qualità, benessere e sicurezza alimentare; filiere responsabili; tutela dei dipendenti e impegno verso la comunità; tutela dell’ambiente. Il Gruppo Felsineo, dal 1963, è sinonimo di mortadella di alta qualità. Da sempre attenta a coniugare tradizione e innovazione, l’azienda seleziona le migliori materie prime che, grazie a un’esperienza maturata in quattro generazioni, vengono lavorate per realizzare prodotti genuini, naturali e gustosi.Con FelsineoVeg, il Gruppo risponde alle nuove tendenze di consumo con una linea di affettati vegetali e biologici che consentono di disporre di un’alternativa alla carne o semplicemente di bilanciare la dieta in modo vario ed equilibrato con giusto apporto di proteine 100% vegetali.Gruppo Felsineo è fortemente impegnato sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Le iniziative messe in campo dall’azienda, che vedono il coinvolgimento di dipendenti e stakeholder, sono raccolte nel Bilancio di Sostenibilità redatto annualmente.

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Enfasi sul tema della sostenibilità: una moda sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2021

A cura di Pauline Grange, Portfolio Manager – Global Equities. Ogni anno si vendono circa 100 miliardi di articoli di abbigliamento, ovvero il 50% in più rispetto al 2006. Ciò è dovuto in parte all’avvento del “fast fashion”, cioè capi d’abbigliamento all’ultima moda e a basso costo. In effetti, oggi il settore emette più CO2 dell’industria aeronautica e navale messe insieme e usa 79 miliardi di metri cubi di acqua dolce all’anno, causando circa il 20% dell’inquinamento da acque industriali. Sfortunatamente, una quota minuscola di ciò che il settore della moda produce viene riciclato e riutilizzato; la maggior parte degli articoli finisce in discarica o negli inceneritori entro un anno dalla produzione. In effetti, secondo la Ellen Macarthur Foundation, l’industria mondiale della moda produce circa 53 milioni di tonnellate di fibre all’anno, di cui più del 70% finisce interrato o incenerito. Meno dell’1% viene riutilizzato per produrre nuovi capi d’abbigliamento.Questa accresciuta consapevolezza ha modificato le mie abitudini di consumo: adesso compro meno articoli, ma di qualità superiore. Inoltre, ho smesso di snobbare l’acquisto di vestiti usati e ora vado felicemente alla ricerca di occasioni attraverso piattaforme online o negozi di beneficenza locali. E sembra che io non sia la sola: la percentuale di donne disposta a comprare abbigliamento di seconda mano è salita dal 45% nel 2016 al 70% di oggi. Di conseguenza, le piattaforme di noleggio e rivendita di abbigliamento sono in pieno boom. Nella strategia Threadneedle Global Sustainable Equity possediamo una di queste piattaforme di rivendita, Mercari, che nel corso dell’ultimo anno ha registrato una crescita accelerata nei suoi due principali mercati, Giappone e Stati Uniti, con un aumento sia del numero di utenti che dell’attività sulla sua piattaforma.Tuttavia, se abbiamo una partecipazione in un’azienda tessile, vogliamo anche che i suoi prodotti non abbiano un impatto negativo sull’ambiente. L’abbigliamento per il fitness è di solito indossato più spesso e utilizzato più a lungo rispetto agli articoli all’ultima moda. Inoltre, Adidas è un leader sostenibile nel settore. Al suo Capital Markets Day di marzo, la sostenibilità era ancora una volta il primo punto all’ordine del giorno. La società ha spiegato le innovazioni adottate per rendere i suoi prodotti più circolari e sostenibili, e ha messo l’accento sull’obiettivo di produrre un 90% di articoli ecosostenibili entro il 2025 usando una strategia a “tre circuiti”: 1. Circuito del riciclo: approvvigionamento di materie prime riciclate al di fuori dei propri prodotti, vale a dire poliestere riciclato al 100% o rifiuti plastici oceanici Parley (raccolti su litorali e zone costiere). 2. Circuito della produzione circolare: realizzazione di prodotti che possono essere riciclati e trasformati in nuovi articoli Adidas, secondo lo slogan “made to be remade”. La società ha lanciato le sneaker Ultraboost, che possono essere restituite, riciclate e successivamente trasformate in un nuovo paio di scarpe, con l’obiettivo di espandere questo concetto ad altri modelli e categorie nel tempo. 3. Circuito della rigenerazione: laddove i prodotti non rientrano nelle categorie di cui sopra, Adidas mira a realizzarli con materiali naturali biodegradabili. Tutto questo ci sembra ottimo, ma abbiamo voluto verificare personalmente come la sostenibilità è incorporata nel marketing dell’azienda e nei prodotti realizzati in fabbrica. Così, a più di un anno dalla nostra ultima visita, siamo tornati a ispezionare il flagship store Adidas in Oxford Street, a Londra.Adidas mira, inoltre, a implementare tutte queste innovazioni su grande scala, in modo che i suoi prodotti più popolari diventino anche i più sostenibili. Questa intenzione era visibile all’ingresso del flagship store di Londra, dove siamo stati accolti da una nuova linea “verde” di Stan Smith, uno dei modelli di sneaker più iconici di Adidas, che oggi sono prodotte con materiali Primeblue o Primegreen. Nello store era in mostra anche una novità assoluta per il settore: una Stan Smith realizzata con l’impiego di Mylo, un materiale derivato dai funghi che ha le stesse prestazioni della pelle ma è biodegradabile.Un altro servizio disponibile in negozio è il centro di riparazione “Sneaker services”, che permette ai clienti di aggiustare le proprie scarpe di ginnastica, evitando lo smaltimento precoce e inutile. Prolungando la vita di un indumento di soli nove mesi, si può ridurre il suo impatto ambientale di uno straordinario 20-30%. Un’altra area di investimento fondamentale per Adidas è il digitale, la cui integrazione con la sostenibilità era in mostra nello store. Ad esempio, la società ha installato in negozio cabine fotografiche, in cui è possibile scattare e condividere foto, insieme al proprio impegno ambientale, con la community online di Adidas. Nel complesso, siamo andati via fiduciosi che l’impresa potrebbe realizzare la sua missione aziendale: “Crediamo che attraverso lo sport abbiamo il potere di cambiare la vita di tutti. Puntiamo a espandere i limiti delle possibilità umane, a includere e unire tutte le persone nello sport e a creare un mondo più sostenibile”.

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Agroecologia e cultura della sostenibilità

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Per fondare una nuova agricoltura al servizio dell’uomo e della terra è indispensabile recuperare le conoscenze del passato integrandole con le ultime tecnologie digitali, coniugando così tradizione e modernità – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Per far ciò è necessario potenziare la formazione di cui tanti giovani agricoltori hanno oggi bisogno per gestire o avviare in modo proficuo aziende sostenibili.Negli ultimi decenni l’agricoltura è stata dominata dalla meccanizzazione e dalla chimica, che hanno permesso rese prima impensabili ma hanno anche spezzato il legame dei coltivatori con il loro elemento naturale: la terra – continua Tiso. Per recuperare questa connessione e colmare il vuoto formativo stanno nascendo nuove realtà, come la Scuola pratica di agroecologia Valdibella, a Camporeale, che si propongono di approfondire le numerose pratiche agricole a disposizione dei coltivatori che hanno scelto di fare della sostenibilità la loro priorità.La formazione in questo campo è un passaggio fondamentale per favorire la transizione ecologica. Prima ancora che nelle leggi e nei regolamenti, quest’ultima deve infatti prendere forma nella cultura d’azienda a partire soprattutto dai giovani. Nessun cambiamento può avere chance di successo senza una forte spinta dal basso fondata sull’approfondita conoscenza delle alternative a disposizione e della loro sostenibilità economica.

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Omnicanalità, digitalizzazione e sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2021

Sono questi i tre pilastri su cui dovrà essere costruita l’evoluzione della rete commerciale di Credem coordinata da Massimo Arduini. Più in dettaglio il nuovo modello di servizio punterà ad aumentare il numero dei consulenti specializzati sui diversi bisogni dei clienti, ad avere in ogni singola filiale un polo completo di tutti i servizi dedicati al cliente retail, con lo scopo di rendere l’accesso ai servizi bancari aderente alle diverse esigenze sia per tipo di canale utilizzato sia per tipologia di necessità.Ad oggi la business line retail di Credem è costituita da 406 filiali specializzata nella consulenza alla clientela privata e ai piccoli operatori economici. Nei primi tre mesi del 2021 l’area ha raggiunto risultati di rilievo con 27,6 miliardi di euro di raccolta, in crescita dell’8,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, 10,5 miliardi di euro di prestiti, +11,5% rispetto a fine marzo 2020 e la consulenza in prodotti assicurativi si è attestata a 13,6 milioni in progresso del 9,6% rispetto all’anno precedente. A tali risultati si aggiunge l’importante crescita della rete degli oltre 500 consulenti finanziari che lavorano in stretta sinergia con le filiali, che ha raggiunto 7,3 miliardi di euro di raccolta, +24,9% rispetto a fine marzo 2020 e 723 milioni di euro di prestiti, in crescita del 22,8% a/a rispetto allo stesso periodo del 2020.

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“Trasporti, logistica, sostenibilità”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

Sono tre parole chiave nell’Italia di domani, quella che stiamo ridisegnando anche grazie alle risorse del Next Generation EU ed al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Quello della logistica è un “cluster” fondamentale per l’economia italiana, la spina dorsale per il nostro Paese a livello mondiale, considerato il forte impatto che ha anche sulle esportazioni. È giusto dare voce alle istanze di questo settore e con loro guardare, assieme, alle tante opportunità che deriveranno proprio dall’attuazione del PNRR. Oggi ne ho parlato a Sorrento, intervenendo all’interessante evento organizzato da ALIS Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, che ringrazio per l’invito assieme al suo presidente Guido Grimaldi. Il lavoro che stanno facendo rappresenta un grande esempio per il Paese, per costruire una strategia che sappia identificare quelle “costellazioni” economiche in cui siamo top player nel mondo. Mi auguro che a valle di questa manifestazione, com’è già accaduto in passato, ci siano anche input normativi immediatamente utilizzabili dalla politica. Per ripartire velocemente, come Sistema Paese, dobbiamo fare, sempre di più, gioco di squadra. >> Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Sostenibilità della filiera vitivinicola

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

“L’Italia sarà presto il primo Paese a dotarsi di un sistema di certificazione della sostenibilità della filiera vitivinicola. Con l’approvazione del decreto del Ministero delle Politiche agricole che istituisce il CoSVi (il comitato della sostenibilità vitivinicola a cui partecipano Mipaaf, Regioni, Crea, Accredia e, a titolo consultivo, i produttori) prende concretamente avvio il percorso tracciato dalla norma da me introdotta al Decreto Rilancio, che raccoglie il lavoro fatto negli ultimi anni dall’intera filiera del vino”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura e primo firmatario dell’emendamento che ha istituito il sistema unitario di certificazione della sostenibilità della filiera vitivinicola, che utilizza le modalità del SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata).“Attraverso un logo distintivo, i vini italiani potranno certificare e comunicare di essere realizzati seguendo specifiche regole di produzione che diano importanza e attenzione ai relativi impatti ambientali – prosegue – Un valore aggiunto per tutta la filiera vitivinicola nazionale, leader nel mondo, e un fattore rilevante per i consumatori e il mercato, sempre più attento alle tematiche legate all’ambiente. In linea con la nuova PAC (Politica Agricola Comune) e le principali strategie comunitaria (‘Green Deal’ e ‘Farm to Fork’), stiamo indirizzando il lavoro delle imprese agricole italiane verso innovativi e elevati standard qualitativi che prevedano il connubio tra sostenibilità ambientale, economica e sociale mettendo al primo posto, ovviamente, la qualità intrinseca dei prodotti”.“È nostra intenzione – aggiunge Gallinella (M5S) – raggiungere presto questi risultati anche in altri settori, ad iniziare dal comparto zootecnico e da quello olivicolo. Non possiamo che esprimere, dunque, soddisfazione per la costituzione del CoSVi che ci condurrà all’approvazione del disciplinare di produzione contenente le buone pratiche da seguire in campo e in cantina per garantire il rispetto dell’ambiente, la qualità e la sicurezza alimentare, la tutela dei lavoratori e dei cittadini e un adeguato reddito agricolo. A ciò si aggiungeranno il sistema di monitoraggio e l’individuazione degli indicatori necessari alla valutazione della sostenibilità della filiera vitivinicola” conclude.

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Chiesi accelera il proprio percorso verso la piena sostenibilità

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

Chiesi, gruppo farmaceutico internazionale orientato alla ricerca (Gruppo Chiesi), ha accelerato ulteriormente il proprio percorso per diventare un’azienda completamente sostenibile, anche durante il 2020 nonostante la pandemia da Covid-19. È il filo conduttore del Report Annuale & di Sostenibilità 2020 di Chiesi, raccontato attraverso le parole delle “sue” persone in tutto il mondo, protagoniste del filone narrativo #EveryStoryCounts.Il Gruppo nel 2020 ha consolidato le proprie performance con un fatturato pari a 2 miliardi e 229 milioni di euro, in aumento dell’11,8% rispetto al 2019. Uno slancio per Chiesi nel proprio viaggio di trasformazione per diventare la prima azienda farmaceutica al mondo completamente sostenibile, in cui la generazione di valore per il pianeta e per la società, consenta la creazione di innovazione, progresso e prosperità.Una metodologia trasparente che integra i temi ESG (ambientali, sociali e di governance aziendale) e i quadri di riferimento per la misurazione dell’impatto Come fatto negli anni precedenti, Chiesi illustra il modo in cui opera per la misurazione del proprio impatto in base ai diversi strumenti e quadri di riferimento. Tra questi, la metodologia introdotta dal professor Jeffrey Sachs, noto economista americano del Columbia Center on Sustainable Development, che valuta l’impatto del business di Chiesi attraverso un’analisi sui prodotti, sui processi, sulla catena globale del valore e sulla cittadinanza d’impresa, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il Report Annuale & di Sostenibilità di Chiesi risponde, inoltre, agli standard della Global Reporting Initiative, organizzazione no-profit nata per aiutare le aziende nella rendicontazione delle performance di sostenibilità, al B Impact Assessment™ di B Lab, organizzazione no-profit promotrice della certificazione B Corp, e all’SDG (Sustainable Development Goals) Action Manager del Global Compact delle Nazioni Unite e di B Lab.

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Sempre più imprese decidono di attivarsi per la sostenibilità

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2021

“’L’azienda agricola Banfi è una di queste e lavora da anni in questa direzione. Da poco mi è stato consegnato il ‘Bilancio di Sostenibilità 2020’ nel quale vi è un nuovo obiettivo, quello di sviluppare una sostenibilità del territorio di Montalcino (Siena) lavorando con gli altri produttori, gli Enti, le Istituzioni, le Associazioni e l’Università. Bravi, buon lavoro, continuate così!”. Lo scrive su facebook il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura in merito al ‘Bilancio di Sostenibilità 2020 – Le porte del futuro’ della società agricola Banfi.“Dobbiamo accompagnare le imprese agricole e della pesca nell’effettuare investimenti sostenibili sia dal punto di vista ambientale che da quello economico – aggiunge Gallinella (M5S) – Solo così avremo una vera transizione ecologica nel comparto primario che, ricordo, è responsabile di appena il 7% delle emissioni globali e rappresenta una attività antropica in grado di avere un impatto zero o persino positivo sull’ambiente. Dobbiamo produrre cibo di qualità, in modo sostenibile per sempre più persone possibili ad un prezzo accessibile: un trattore fermo, infatti, non inquina ma non produce né cibo e né reddito” conclude.

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Focus Lazio. Farmaci equivalenti motore di sostenibilità per il SSN

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Roma. martedì 8 giugno 2021, dalle ore 11 alle 13, si terrà il webinar ‘Focus Lazio. Farmaci equivalenti motore di sostenibilità per il SSN’, organizzato da Motore Sanità. Nonostante gli equivalenti abbiano caratteristiche di qualità identiche ai prodotti originator, con identiche procedure che certificano la purezza delle materie prime e la loro qualità, identici controlli nelle procedure di produzione, ispezione e verifica, il loro utilizzo in particolare nel Nostro paese è ancora basso rispetto ai medicinali “griffati”. Questo indica che molto lavoro di comunicazione deve ancora essere fatto, sebbene la situazione sia molto diversa tra le regioni d’Italia. Infatti l’analisi dei consumi per area geografica, nei primi nove mesi 2019 ci dice che il consumo degli equivalenti di classe A è risultato concentrato al Nord (37,3% unità e 29,1% valori), rispetto al Centro (27,9%; 22,5%) ed al Sud Italia (22,4%; 18,1%). Quali i motivi di queste differenze? La scelta deve coinvolgere medico, farmacista e paziente correttamente informati, senza pregiudizi e con dati che si basino sui principi di evidenza scientifica prima e su aspetti di sostenibilità economica poi.Tra gli altri, partecipano: Pierluigi Bartoletti, Vice Segretario Vicario FIMMG Giorgio Colombo, Direttore Scientifico CEFAT – Centro di Economia e valutazione del Farmaco e delle Tecnologie sanitarie, Università degli Studi di Pavia,Claudio Cricelli, Presidente SIMG, Fulvio Ferrante, Direttore Dipartimento della Diagnostica e Assistenza Farmaceutica, ASL Frosinone, Alberto Giovanzana, Associate Director Government & Regional Affairs Teva Italia, Paolo Guzzonato, Direzione Scientifica Motore Sanità, Eugenio Leopardi, Presidente Federfarma Regione Lazio, Lorella Lombardozzi, Direttore Farmaceutica Regionale, Regione Lazio, Elio Rosati, Segretario Regionale Cittadinanzattiva Lazio, Claudio Santini, Responsabile Rapporti con le Istituzioni FADOI Federazione Associazioni Dirigenti Ospedalieri Internisti, Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità.

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Riforma Pac sulla sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Il fallimento dei ultimi negoziati sulla futura Pac confermano come sia necessario arrivare al prossimo appuntamento con la certezza che i principi ispiratori della riforma non siano di nuovo messi in discussione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il ministro delle Politiche agricole Patuanelli ha giustamente ribadito che la disponibilità a trovare soluzioni condivise non deve mettere in pericolo le tre gambe della sostenibilità: quella ambientale, economica e sociale.Di fronte a un nodo cruciale come quello della politica agricola comune, l’Europa ha mostrato ancora una volta di essere divisa. Al tempo stesso, i Governi si fanno portatori di interessi che, prima di essere nazionali, sono spesso il riflesso della pressione che le grandi aziende del sistema agroindustriale esercitano per non cambiare il metodo di ripartizione dei fondi, fortemente sbilanciato a loro favore – continua Tiso.Se si vogliono avere chance di successo, il prossimo vertice deve essere accuratamente preparato sin da ora, in modo da raggiungere un accordo sui principi generali della riforma prima che Parlamento e Consiglio europeo tornino a riunirsi. Non vorremmo assistere a un nuovo braccio di ferro, dove ogni volta sembra che il lavoro debba ricominciare daccapo e le regole integralmente riscritte.

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Sostenibilità in azienda e gestione sostenibile delle persone

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2021

Cresce l’attenzione alla sostenibilità da parte delle aziende italiane, che la pongono sempre più al centro anche delle proprie organizzazioni e politiche di gestione del personale e retributive. Questo quanto rileva l’indagine di ODM Consulting, società di consulenza HR di Gi Group, che è stata presentata durante l’evento “Sostenibilità e persone: cosa stanno facendo le aziende italiane” in cui sono intervenute Eolo e Schneider Electric Italia, portando la propria esperienza e testimonianza di come il tema della sostenibilità sia percepito all’interno delle loro organizzazioni. 200 le aziende coinvolte nell’indagine di ODM Consulting, attraverso interviste a 117 responsabili nella funzione HR (HR Director, HR Manager e ruoli con potere decisionale e di spesa) e 83 imprenditori e amministratori delegati ai quali è stato innanzitutto chiesto quanto è attiva la propria azienda sul fronte della sostenibilità.Il 64,5% del campione si è dichiarato interessato al tema o in fase iniziale dell’implementazione di politiche o progetti di sostenibilità, mentre il 29% delle imprese è già attivo o ha conseguito una delle due certificazioni più diffuse: ISO 14-001 e B-Corp. Di queste aziende, il 41,4% si trova a Nord Ovest e il 58,6% è una multinazionale e tutte hanno definito al proprio interno chi si occupa della sostenibilità: il 27% ha istituito un ruolo ad hoc, il 32% lo fa ricadere nei compiti della CSR, il 39,7% sui ruoli di governance.Solo il 6,5% del campione, in gran parte piccole imprese, si dichiara ancora inattivo o non interessato alla tematica e fra queste quasi un quarto la ritiene una moda passeggera.Secondo l’indagine, la dimensione aziendale maggiormente ricollegata alla sostenibilità è l’efficacia e l’efficienza organizzativa (indicata dal 65% degli intervistati), seguita da attenzione ad ambiente e sviluppo dell’economia circolare (55%), equità e gestione della diversità (46%) ed empowerment e sviluppo delle persone (34%).La principale differenza tra i tre cluster di aziende (non attive, interessate, attive o certificate) sta nella priorità che danno alle azioni identificate come idonee a rendere un’organizzazione sostenibile. Le aziende che non prendono in considerazione la sostenibilità si concentrano prima su cultura e valori aziendali (indicata dal 46,2% del cluster), poi sull’implementazione di nuovi modelli organizzativi “agili” (38,5%) e infine su progetti di riduzione degli sprechi (30,8%). Anche gli altri due cluster di imprese condividono questa classifica, ma la massima priorità è proprio sulla riduzione degli sprechi, con un’attenzione particolare all’aspetto ecologico-ambientale (indicata come prioritaria dal 45% delle aziende interessate al tema sostenibilità e da ben il 46,6% delle imprese già attive).

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“La sostenibilità come nuova strategia d’impresa e di investimento”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Maggio 2021

Giovedì 20 maggio, dalle ore 15:00, AcomeA SGR invita a partecipare alla digital round table dal titolo: “La sostenibilità come nuova strategia d’impresa e di investimento”. Sarà una importante occasione per mettere intorno a un tavolo virtuale esperti del mondo degli investimenti, istituzioni e imprenditori per dibattere sulle opportunità per le PMI italiane quotate, in particolar modo nel segmento AIM, di integrare una strategia di sostenibilità nel proprio modello di business. Queste società hanno infatti un enorme potenziale che aspetta solo di essere valorizzato. Un’analisi puntuale che vuole concentrarsi su tutti e tre i fattori: ambiente, società e governo d’impresa, per promuovere un impatto sostenibile su profitti e valore. Sono ancora tanti gli interrogativi aperti cui si cercherà di dare una risposta: è possibile fare della Sostenibilità una strategia d’impresa efficace? Come può una PMI quotata o quotanda intraprendere questo percorso di miglioramento, di valorizzazione e poi comunicarlo in modo virtuoso al mercato e agli investitori? Di questo e molto altro dibatteranno esperti e imprenditori delle società partecipate dal fondo AcomeA PMItalia ESG per dare la testimonianza diretta dei reali protagonisti di questo importante cambiamento, che punta a una rivoluzione sostenibile.Fondamentale sarà quindi il punto di vista dell’imprenditoria, offerto dal Top management di cinque società quotate all’Aim – Gruppo Fos, Vantea Smart, Reti, Convergenze ed Energica Motor Company – che racconteranno come la sostenibilità si trasformi in un’efficace strategia di impresa per crescere, evolvere e allargare i propri orizzonti di business.Completeranno gli interventi Matteo Serio, Managing Partner di AcomeA SGR e Marco Ruspi, Head of ESG di AcomeA SGR, Luca Tavano, Head of product development Mid&Small Cap-Primary Markets di Borsa Italiana, Francesco Mele, CFO & Head of Central Functions di Illimity, Fabio Ortolani, Vice Presidente del Fondo Pensione Eurofer, Daniela Carosio, Senior Partner di Sustainable Value Investors.

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La filiera zootecnica italiana in tema di sostenibilità

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2021

“La filiera zootecnica italiana è pronta a fare la sua parte nel processo di transizione ecologica e a raccogliere le indicazioni del Green Deal, ma voglio precisare che in tema di ambiente non è mai rimasta con le mani in mano e occorre dirlo con chiarezza. Abbiamo bisogno di rimarcare quanto di buono in tema ambientale hanno espresso gli allevatori e i trasformatori negli ultimi 50 anni. Per fare un esempio, dai dati presentati dal Professor Bruno Ronchi, presidente del Comitato Consultivo ‘Allevamenti e prodotti animali’ dell’Accademia dei Georgofili, è emerso chiaramente che gli allevamenti italiani hanno ridotto del 40% le emissioni di metano, il principale gas serra della zootecnia. Anche sulla quantità di acqua, così preziosa, necessaria per produrre 1 kg di carne è emerso che per l’87% è costituita da ‘green water’, ovvero acqua piovana utile alle coltivazioni”. Lo sottolinea il presidente dell’associazione OICB-Organizzazione Interprofessionale per la Carne Bovina Matteo Boso, in occasione di un recente convegno sugli allevamenti bovini e sulla sostenibilità.“Nel vasto scenario dell’informazione, è necessario che questi dati, basati su criteri di rilevamento scientifici, siano portati all’attenzione dell’opinione pubblica e dei consumatori, perché siamo stanchi di essere tacciati come gli inquinatori del Pianeta”, aggiunge il presidente di OICB, in fase di riconoscimento, che riunisce 7 grandi organizzazioni che rappresentano la filiera delle carni bovine che vanno dall’allevamento (CIA-Agricoltori Italiani, Copagri, Confagricoltura), alla trasformazione (UNICEB, Assograssi), alla distribuzione (Fiesa-Confesercenti) e che vedono tra i soci fondatori anche Assalzoo. “Questo è uno dei tanti impegni che ha assunto l’OICB per difendere gli interessi di tutto il comparto e che porteremo avanti con impegno e passione. Il progetto OICB, infatti, nasce dalla considerazione che sullo scenario italiano mancava una vera Organizzazione Interprofessionale della carne bovina che raccogliesse, come accade in altri Paesi europei, una grande parte dei rappresentanti delle produzioni zootecniche nazionali ed è aperto a tutte le forze di rappresentanza di buona volontà”, continua Boso.“Riteniamo che un’Organizzazione Interprofessionale non possa essere utilizzata come un mero strumento per raccogliere fondi che servono per promuovere un marchio, tra l’altro non rappresentativo di tutta la produzione italiana. Ci piacerebbe molto riuscire a intavolare un dialogo di convergenza, ma tutti i tentativi espletati, che sono stati tanti, si sono arenati sul tema dirimente, che è quello di dare pari dignità a tutte le componenti di una Organizzazione Interprofessionale. L’esperienza realizzata in altri paesi europei ci ha insegnato che solo l’unità di tutti i soggetti della filiera riesce a sostenere sul mercato la zootecnia italiana nel suo insieme, senza scadere nella tentazione di valorizzare marchi puramente commerciali”, conclude il presidente di OICB Boso.

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