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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘sostenibilità’

Il territorio fa rete per sostenere le fragilità

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

Legnano (MI) È un progetto nato dal territorio e destinato ai ragazzi con disabilità quello che ASST Ovest Milanese, attraverso la Fondazione degli Ospedali di Legnano, Magenta, Abbiategrasso e Cuggiono onlus, andrà a potenziare grazie ai fondi che la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha raccolto durante l’emergenza Covid. L’inserimento di una figura professionale specifica nel Collegio Alunno Disabile permetterà di creare un percorso educativo efficace per l’inserimento scolastico dei ragazzi con disabilità.A dare l’impulso è stata la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate che, fin dall’inizio dell’emergenza, ha attivato una raccolta fondi per sostenere gli ospedali del proprio territorio. «Per l’area dell’Altomilanese abbiamo deciso di destinare quanto raccolto al potenziamento di un servizio che risponde specifiche fragilità», osserva il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «L’emergenza Covid ha costretto a dirottare risorse ed energie verso le dotazioni strumentali degli ospedali, per metterli nelle migliori condizioni di intervento. E così è stato, anche attraverso i macchinari e le attrezzature che abbiamo donato. Ora guardiamo al di fuori degli ospedali, sostenendo un servizio che dà risposte al mondo della disabilità. Con i fondi raccolti che arrivano dal territorio sarà potenziata l’attività del “Collegio Alunno Disabile” attraverso il reclutamento di un assistente sociale dedicato».

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Perché c’è della sostenibilità anche nel value?

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

A cura di Antonio Amendola, co-gestore di Italia ed Europa AcomeA SGR. Il COVID19 ha scombussolato le nostre vite sotto ogni punto di vista, e l’aspetto finanziario non ne è rimasto immune. In un contesto di alta volatilità come quello attuale, i classici parametri di valutazione vanno rivisti e il cliente, tentato dal fai-da-te, dovrebbe affidarsi a mani esperte per evitare di cadere vittima dei repentini capovolgimenti di fronte. In questo contesto le valutazioni fondamentali e il criterio dei multipli in particolare, risultano poco efficaci per un motivo molto banale: c’è troppa variabilità nelle stime di misure come utili e costi e, quindi, è ancora più difficile fare previsioni e/o valutare una società. Tuttavia, un investitore esperto e orientato al lungo periodo, può trarre molto vantaggio dalla situazione attuale, tenendo in mente alcuni punti fissi e fidandosi di essi. Ecco alcune delle caratteristiche da ricercare nelle società:
· basso indebitamento: le società con bilanci solidi saranno quelle che potranno comprare competitor e/o fornitori a prezzi interessanti.
· Business model resiliente e sostenibile: in un mondo in continua evoluzione (un esempio è lo smart working) è facile perdere quote di mercato se non si ha business model agili e in grado di adattarsi ai cambiamenti.
· Vantaggi competitivi o presenza in nicchie di mercato bene definite.
· Management di prima categoria: sono molte le sfide che si aprono all’orizzonte ed è meglio avere un management capace e direttamente coinvolto nella creazione del valore aziendale.
Il tema della sostenibilità, oggi più che mai, è imprescindibile per la nostra gestione, e lo era ancora prima della nascita di bollini e certificazioni. Una società che rientra nei nostri radar deve rispecchiare i temi della sostenibilità a 360 gradi. Tuttavia, molto spesso sostenibilità e value non vanno di pari passo. Come evidenziato da un recente paper della CFA Society emergono alcune caratteristiche comuni ai fondi ESG. La prima è un massiccia presenza di titoli Growth/Tech:Questa massiccia presenza di titoli Growth ha permesso, per il momento, ai portafogli ESG di riportare performance interessanti. Tuttavia, non sono da meno i rischi: i portafogli ESG sembrano essere poco “eterogenei” e quindi molti fondi ed ETF hanno molti titoli in comune esponendoli a un rischio poco percepibile se visto dall’alto, ma che può essere fatale in caso di shock repentini. Ma se fino ad ora la partita Growth/Value è stata a senso unico, il futuro può riservare un cambio di paradigma.

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Sostenibilità nelle imprese: aspetti ambientali e sociali

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Il tema della sostenibilità ha un crescente impatto sull’agenda politica e sui comportamenti di famiglie, imprese, istituzioni. In particolare, all’interno del perimetro organizzativo dell’impresa, questo tema induce nuove pratiche, potenzialmente in grado di coniugare crescita e performance economica, sostenibilità sociale e ambientale. In questa ottica gli aspetti economico-finanziari vengono inseriti in un più ampio quadro, che considera la dimensione della sostenibilità declinata in comportamenti e pratiche d’impresa misurabili: diventa quindi sempre più importante verificare gli avanzamenti rispetto ai cosiddetti criteri ESG (Environmental, Social, Governance), che vengono assunti come base giuridica per la sostenibilità degli investimenti.
Gli sviluppi delineati pongono nuove sfide ai sistemi di misurazione statistica che, a livello di impresa, sono ancora prevalentemente orientati al monitoraggio della performance strettamente economica. Le attività svolte dalle Nazioni Unite in tema di Sustainable Developments Goals, con riferimento in particolare al Goal 12 (Garantire modelli sostenibili di produzione e consumo) dell’Agenda 2030 e le iniziative dell’Oecd sulla ricognizione dei sistemi internazionali disponibili per la valutazione della responsabilità sociale dell’impresa, rappresentano esempi importanti di attenzione crescente al fenomeno. A livello nazionale, negli ultimi anni l’Istat ha avviato una intensa attività per la definizione e la progressiva implementazione di un quadro statistico di riferimento in grado di fornire prime evidenze empiriche sulle caratteristiche dei comportamenti sostenibili delle impreseI dati del censimento permanente delle imprese permettono ora di misurare compiutamente il tema della sostenibilità nelle imprese e integrarlo in un quadro informativo estremamente ricco e articolato.La rilevazione censuaria ha interessato un campione di circa 280mila imprese con 3 e più addetti, rappresentative di un universo di poco più di un milione di unità, corrispondenti al 24,0% delle imprese italiane che producono però l’84,4% del valore aggiunto nazionale, impiegano il 76,7% degli addetti (12,7 milioni) e il 91,3% dei dipendenti: si tratta quindi di un segmento fondamentale del nostro sistema produttivo. La rilevazione diretta è stata svolta tra maggio e ottobre del 2019, l’anno di riferimento dei dati acquisiti dalle imprese è il 2018. Tutti i risultati della sezione sulla sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e sicurezza sono accessibili attraverso il sistema di diffusione dedicato ai Censimenti Permanenti http://dati-censimentipermanenti.istat.it

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L’agricoltura intensiva non è più sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

L’agricoltura italiana ha bisogno di respirare aria nuova e, soprattutto, pulita – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Secondo uno studio preliminare della Società italiana di medicina ambientale, l’inquinamento e le Pm10 avrebbero contribuito alla diffusione del coronavirus in Lombardia, facendo precipitare la crisi sanitaria nella regione. Nella provincia di Brescia, in particolare, oltre agli allevamenti intensivi, anche la pratica dello sversamento dei liquami nei terreni agricoli avrebbe peggiorato la qualità dell’aria. A febbraio, nonostante il blocco invernale, la Regione Lombardia ha infatti autorizzato per ben sette volte gli spandimenti nel bresciano causando lo sforamento dei limiti per le Pm10. Confeuro si batte da anni per un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e dell’uomo – continua Tiso. Constatiamo ora gli effetti nefasti che può avere un’attività agricola che sfrutta al massimo le risorse, cercando in modo esclusivo il profitto. Il settore primario è la cartina di tornasole del valore che diamo all’ambiente e alla nostra salute. Il tragico bilancio di vittime del virus ci mette davanti a un bivio che non possiamo più eludere: da una parte c’è l’agricoltura senza regole, che diventa parte del problema, dall’altra l’agroecologia che fornisce le soluzioni, tutela il territorio e la salute. Il Paese sta apprendendo a tappe forzate una dura lezione. L’altissimo prezzo che stiamo pagando deve spingere tutti – amministratori, coltivatori e cittadini – a una seria presa di coscienza per cambiare le proprie scelte politiche, produttive e di consumo. La realtà dei fatti ci mostra in modo crudo e diretto che non possiamo più aspettare.

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Sostenibilità: Profili giuridici, economici e manageriali delle PMI italiane”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

A cura della Professoressa F. Massa, raccoglie i risultati di un recente studio interdisciplinare svolto da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Management e Diritto dell’Università degli Studi di Roma “Vergata”.Si tratta di uno studio particolarmente importante nella comprensione delle PMI e del loro ruolo sociale in termini ambientali e sociali, considerando la scarsità di contributi scientifici relativi alle applicazioni del “green marketing” da parte di questi attori e la poca conoscenza delle pratiche anche tra manager e policy maker. La ricerca ha analizzato un campione di 46 aziende italiane, 39 aderenti alla Global Reporting Initiative e 7 alla UNIC, utilizzando un questionario per indagare la cosiddetta “sostenibilità olistica”: la quota del fatturato che ognuna di esse investe “sostenibilità” e le loro azioni di “green marketing”. Le imprese sono poi state divise in 4 cluster sulla base delle risposte fornite. Parallelamente, i ricercatori hanno redatto delle linee guida per implementare il management di ogni gruppo di imprese individuato.
Il concetto di “sostenibilità” ha subito una evoluzione nel corso degli ultimi anni. È ben noto il ruolo che le scelte green delle aziende giocano nei comportamenti di acquisto di consumatori che sempre di più premiano attenzioni verso la salvaguardia ambientale legata ai processi di produzione. Oggi la “sostenibilità” arriva a coinvolgere non soltanto l’impatto sull’ambiente naturale delle imprese, ma anche come esse impattino le vite dei cittadini. Condizioni di lavoro, diritti umani, salute, ambiente, innovazione, istruzione, formazione e previdenza sociale sono tutti ambiti dove le PMI giocano un ruolo importante per le comunità; le stesse PMI risultano fondamentali nel raggiungimento dei 17 obiettivi della sostenibilità definiti dall’ONU per l’Agenda 2030.
È in questo quadro che i ricercatori analizzano lo stato del “Green Marketing” delle PMI Italiane: un insieme di strategie per la produzione, distribuzione e promozione di prodotti con particolare attenzione alle ricadute di questi processi a livello ecologico e sociale. Questo è spesso affiancato da un cambiamento nel management, per favorire queste strategie ed assumere un’immagine “green” in breve tempo. Tale svolta può anche essere solamente un’operazione di facciata denominata “green washing”, con minime ricadute sull’ambiente naturale e collettivo dove l’impresa si trova ad operare.Le 46 imprese del campione sono state suddivise secondo il loro grado di investimento in azioni di “green marketing” e alla loro implementazione: attenzione ai materiali utilizzati e al loro riciclo; definizione di prezzi per incentivare azioni ambientali, o scoraggiare l’acquisto di prodotti più inquinanti; collaborazione e cooperazione con gli stakeholder; comunicazione del proprio orientamento ambientale; implementazione di tattiche e strategie di green marketing.

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Opportunità e limiti nel percorso di miglioramento della sostenibilità nella travel industry

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

Minneapolis. CWT, la piattaforma di gestione dei viaggi B2B4E, e GBTA (Global Business Travel Association) hanno presentato oggi “The Big Idea: How Can We Make Business Travel More Sustainable?”. I risultati del rapporto su come rendere i viaggi di lavoro più sostenibili scaturiscono da una sessione di brainstorming su larga scala svoltasi nel corso della conferenza GBTA 2019 di Monaco di Baviera, che ha visto coinvolti, oltre alla comunità di corporate buyer provenienti da tutta Europa, professionisti ed esperti in rappresentanza di travel management company (TMC), hôtellerie, compagnie aeree, autonoleggi e servizi ancillari.Alla domanda su quanto siano ottimisti riguardo alla capacità del settore di rendere il futuro del business travel più sostenibile, il 65% dei delegati si è detto sostanzialmente oppure molto fiducioso. La percentuale è salita al 71% in risposta alla volontà di agire in tal senso.“In CWT lavoriamo con il massimo impegno per essere una forza positiva nel cambiamento globale e per questo motivo non abbiamo esitato a sponsorizzare questa importante sessione di GBTA, con l’obiettivo di ottenere un feedback di prima mano sul settore tanto riguardo alla domanda quanto sui driver per realizzare viaggi d’affari sostenibili”, afferma Françoise Grumberg, Vice President Global Responsible Business and Diversity & Inclusion di CWT. “Il nostro pianeta versa in condizioni ambientali critiche e CWT è in prima linea per contribuire fattivamente e condurre dibattiti e forum come questo, volti a promuovere il maggior numero possibile di azioni positive”.Il panel che ha guidato il dibattito era formato da quattro alti dirigenti provenienti da diversi segmenti del settore travel, tra cui Director e VP di CWT, Oakwood Worldwide, The LEGO Group e United Airlines[1]. Ai delegati è stato chiesto quali ritenevano fossero i driver fondamentali per il cambiamento, le opportunità chiave per migliorare la sostenibilità, i limiti che ne impediscono l’implementazione e il ruolo che viaggiatori, travel buyer, TMC, compagnie aeree e fornitori del settore ricettivo svolgono nel mettere in pratica le loro idee.

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A scuola di sostenibilità con CUOA

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 febbraio 2020

Altavilla Vicentina (VI) Nella prestigiosa sede di Villa Valmarana Morosini di Altavilla Vicentina, l’11 febbraio, dalle ore 17:00 alle 19:00, CUOA Business School propone un incontro sulla sostenibilità come vantaggio competitivo di imprese, comunità e territori.Se per circolarità e sostenibilità intendiamo l’azione dei soggetti economici capace di garantire la riproducibilità delle risorse che utilizza e di valorizzare i contesti ambientali e paesaggistici come fattori costitutivi del successo aziendale, è possibile riconoscere che la circolarità e la sostenibilità sono convenienti. I vantaggi competitivi evidenti che un’azione imprenditoriale e manageriale può ricavare, richiedono attenzione e competenze gestionali innovative in grado di occuparsi in modo evoluto sia della circolarità e sostenibilità economica, che di quella sociale e ambientale.Ne discuteranno: Alberto F. De Toni, Direttore scientifico CUOA Business School, Ugo Morelli, Direttore scientifico corso executive CUOA “Modelli di business per la sostenibilità ambientale”, Professore di Scienze Cognitive applicate al paesaggio e alla vivibilità presso l’Università di Napoli Federico II.
L’economia circolare integra il capitale economico, ambientale e sociale in un modello imprenditoriale e manageriale innovativo, che mira alla sostenibilità e all’appropriatezza dello sviluppo, ponendo al centro anche la rilevanza dei luoghi.La partecipazione è gratuita, previa iscrizione.

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L’Europa potrà guidare il mondo verso la sostenibilità?

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

Il programma di investimenti “verdi” presentato dalla Commissione von der Leyen conferma il grande impegno per il prossimo decennio. Ma per una leadership globale serve un’Europa più coesa e determinata. 17/1/20 Al riguardo Donato Speroni scrive:
“Non sono stato originale nei miei doni di Natale: ho regalato libri. Visitando alcune librerie mi ha colpito la quantità di volumi ben esposti, soprattutto nelle sezioni internazionali, che parlavano del futuro. Insomma, il futuro vende: sembra aumentata la voglia di guardare avanti e di interrogarsi sui possibili scenari, forse alimentata anche dalle crescenti preoccupazioni sul clima e sulle sorti del Pianeta. O meglio, sulle sorti dell’umanità, visto che il Pianeta se la caverà comunque ancora per qualche miliardo di anni.La preoccupazione può davvero trasformarsi in azione? Mira proprio a questo la “Decade of action”, che le Nazioni unite avvieranno il 22 gennaio. Si tratta di un piano che prevede tre livelli, in vista dell’attuazione dell’Agenda 2030: un’azione globale per soluzioni più efficienti nell’uso delle risorse; un’azione locale che incorpori transizioni significative nelle politiche, nelle istituzioni e nei quadri normativi di governi, città e autorità locali; un’azione individuale da parte di giovani, società civile, media, settore privato, sindacati, università e altre parti interessate. Amina Mohammed, vicesegretaria generale delle Nazioni Unite, presentando l’iniziativa ha sottolineato che “il Decade of action è un’opportunità per correggere la rotta”.In questo contesto, l’Europa può davvero assumere una funzione di leadership, ben delineata dallo “European green deal”. Una parte importante di questo piano, lo “European green deal’s investment plan”, è stato presentato martedì 14 dalla Commissione von der Leyen al Parlamento europeo: un piano da mille miliardi di investimenti in dieci anni. Come spiega il sito della Commissione. La normativa europea sul clima sancirà per la prima volta nella legge l’obiettivo della neutralità climatica dell’Ue entro il 2050. Ciò significa emettere meno biossido di carbonio ed eliminare dall’atmosfera quello emesso. Per farlo è necessario estendere ad altri settori il sistema di scambio di quote di emissione che già aiuta l’Ue a ridurre le emissioni dei settori energetico e industriale. Lo sviluppo di fonti di energia più pulite e di tecnologie verdi ci consentirebbe di produrre, viaggiare, consumare e vivere rispettando di più l’ambiente. Occorre sviluppare un’economia realmente circolare e proteggere la biodiversità. In particolare, il Green deal europeo prevede un percorso per una transizione giusta e socialmente equa. È concepito in modo da non lasciare indietro nessun individuo e nessuna regione in questa grande trasformazione.Più in dettaglio, il Piano si basa su tre dimensioni:
Il finanziamento: ci si propone di mobilitare almeno mille miliardi di investimenti sostenibili nel prossimo decennio, con una spesa sulle azioni climatiche ed ambientali senza precedenti nel budget dell’Unione, ma con un contributo importante anche di fondi privati e un ruolo fondamentale della Banca europea degli investimenti.
L’abilitazione: fornire incentivi per liberare e reindirizzare investimenti pubblici e privati. La Ue metterà a disposizione degli investitori nuovi strumenti che mettano la finanza sostenibile al centro del sistema finanziario; faciliterà investimenti sostenibili da parte delle autorità pubbliche, attraverso forme di incoraggiamento ad acquisti e bilanci verdi; verranno delineate procedure per facilitare l’aiuto di Stato nelle regioni più colpite dalle esigenze di giusta transizione.Il supporto pratico: la Commissione aiuterà le autorità pubbliche nella programmazione, messa a punto ed esecuzione di progetti sostenibili.Particolare attenzione verrà dedicata alla Giusta transizione, con un meccanismo ad hoc, il Just transition mechanism (Jtm), finanziato con 100 miliardi di euro dal 2021 al 2027, per aiutare i territori maggiormente esposti sul piano socioeconomico. Si precisa che il Jtm non riguarda soltanto il finanziamento, ma:sulla base di una piattaforma per la giusta transizione, la Commissione fornirà assistenza tecnica agli Stati membri e agli investitori e si assicurerà che le comunità, le autorità locali, i partner della società civile e le Ong vengano coinvolti nella gestione. Il Jtm includerà un forte contesto di governance basato su piani territoriali di giusta transizione. (fonte: ASviS)

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Distribuzione moderna e sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

La Distribuzione Moderna è già impegnata nel campo della sostenibilità ambientale e sociale e sta sviluppando nuovi progetti. Il 60% dei Gruppi della Distribuzione, un dato molto maggiore rispetto alla media nazionale, riconosce come strategica la sostenibilità, con obiettivi principali come la riduzione della plastica, la diminuzione delle emissioni, la tutela del benessere animale, la tracciabilità della filiera nei prodotti a Marca del Distributore (MDD).E’ quanto emerso oggi nella conferenza stampa in cui The European House – Ambrosetti e Associazione Distribuzione Moderna (ADM) hanno anticipato i messaggi chiave del position paper “Il contributo della Marca del Distributore alla sfida dello Sviluppo Sostenibile e del Paese” che verrà presentato nel corso del Convegno di apertura della fiera MarcabyBolognaFiere, che si terrà a Bologna il 15 gennaio 2020.Il documento presenta 10 messaggi chiave che definiscono la sostenibilità e la Responsabilità Sociale d’Impresa per la GDO e, in particolare, nell’ambito della Marca del Distributore. I risultati illustrati nello studio emergono da interviste a Business Leader e da due survey, una ai Vertici della Distribuzione (che rappresentano 84% del fatturato del settore), l’altra alle aziende fornitrici della Distribuzione con un fatturato inferiore a 150 milioni di Euro, integrate dall’analisi dei bilanci di un campione di 415 aziende partner della Marca del Distributore (vedi slide Presentazione allegate in cartella stampa).
La sostenibilità nella GDO è un dato di fatto. Già oggi, ad esempio, il supermercato medio sta sistematicamente riducendo i consumi di energia elettrica (-30% dal 2005 al 2017 e -2,9% nel 2018) e il consumo di acqua (112 milioni di litri in meno all’anno); ha inoltre aumentato il recupero di eccedenze alimentari attraverso donazioni di 6 volte negli ultimi 7 anni.Il maggior dinamismo nel campo della sostenibilità si evidenzia nei prodotti a Marca del Distributore, un settore che vale 10,8 miliardi di fatturato nel 2019 e il cui sviluppo negli ultimi 16 anni spiega l’80% della crescita realizzata nello stesso periodo dall’intera industria alimentare nel mercato domestico.Una sostenibilità che si evidenzia non solo nei prodotti, che si mostrano sempre più vicini alle nuove esigenze dei consumatori, ma soprattutto nella filiera alimentata dai prodotti della MDD: l’analisi dei bilanci del campione rappresentativo delle aziende fornitrici della MDD negli ultimi 6 anni dimostra che queste ultime hanno performance economiche, occupazionali e reddituali migliori delle altre aziende del settore alimentare. Una performance che aumenta al crescere della quota di fatturato generato con la Marca del Distributore, a dimostrazione di quanto la MDD sia in grado di dare un impulso positivo a tutto l’indotto che coinvolge.A dimostrazione dell’ampiezza e dell’intensità con la quale vengono perseguiti gli obiettivi di sostenibilità in relazione alla MDD, quest’ultima risulta dallo studio di The European House – Ambrosetti uno dei pochi settori che impattano, direttamente o indirettamente, su tutti i 17 Sustainable Development Goal (SDG) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.Ma cos’è sostenibilità per la GDO attraverso la MDD? ADM ha individuato una propria definizione, condivisa con The European House – Ambrosetti: esprime la volontà di essere di indirizzo per lo sviluppo sostenibile del Paese, di avere rapporti costruttivi con i fornitori per metterli nella condizione di fare investimenti in logica di sostenibilità, con la finalità di divenire essi stessi più sostenibili e di offrire prodotti coerenti con le nuove esigenze dei consumatori, generando in questo modo una filiera responsabile e attivando un circolo virtuoso da cui tutti, imprese, cittadini e società, traggano beneficio (Vedi nota allegata “Le nuove parole”). La relazione con i fornitori è quindi la chiave di volta per la sostenibilità della Marca del Distributore. Per questo non saranno più definiti “copacker” ma “MDD partner”. Una questione solo apparentemente semantica, ma in realtà di sostanza. Perché è di autentica partnership che stiamo parlando, finalizzata al successo di entrambe le parti per portare vantaggi al consumatore.

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Per la prima volta Pfizer in Italia presenta il suo Bilancio di Sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

E’ un documento che riassume obiettivi, attività, impatti e risultati dell’azienda sul territorio nazionale. All’interno del calendario di eventi della rassegna Italia Direzione Nord (Fondazione Stelline 2 e 3 dicembre) ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione del documento illustrato da Marco Maffei, Partner KPMG; Guido Di Donato, Finance Director and Regional Finance Lead Vaccines for International Developed Markets Pfizer Italia; Emanuele Monti, Presidente Commissione Salute Regione Lombardia. Gli elementi del bilancio di Sostenibilità sono stati raccolti e certificati con il supporto di società esterne specializzate, basandosi sugli indicatori di sostenibilità stabiliti dall’ONU.Il documento è stato redatto sulla base degli obiettivi di Pfizer in Italia, in relazione alla performance di sostenibilità e alla rendicontazione dei risultati conseguiti. I dati sono stati calcolati in modo puntuale sulla base delle risultanze della contabilità generale e degli altri sistemi informativi utilizzati.Il Bilancio di Sostenibilità 2017 è oggetto di revisione limitata da parte di KPMG S.p.A.
Lo strumento di reporting prende in considerazione gli impatti non solo economici ma anche sociali e ambientali dell’attività quotidiana di Pfizer e contemporaneamente le aspettative dei propri stakeholder, oltre a testimoniare il percorso di trasparenza e miglioramento continuo di Pfizer Italia che intende integrare i driver di sostenibilità nel proprio modo di fare business. «Passare dal percepito numerico alla sostenibilità sui territori è un obiettivo che ci siamo posti e che ci ha guidati nella decisione di stilare il documento – ha dichiarato Di Donato-. L’impatto economico sicuramente crea un indotto, l’impatto ambientale è sempre stato al centro dell’attenzione di Pfizer e quello sociale ci dà la reale misura della ricaduta dell’azienda sul territorio».
La sede milanese di Pfizer conta oltre 200 dipendenti, inclusi i dipendenti della forza vendite. Le funzioni che operano nella sede sono: farmacovigilanza, Clinical Development Oncology, Worldwide Regulatory Strategy (Oncology), Global Chemistry Manufacturing and Control.Nonostante la Lombardia non sia un sito produttivo risulta essere, secondo il documento, la regione più virtuosa sotto il profilo sanitario. «Parlare di un bilancio di sostenibilità significa essere precursori del futuro- ha dichiarato il Presidente della Commissione Salute della regione Lombardia Monti-. La Lombardia per questo accoglie di buon grado le aziende che operano sul proprio territorio investendo nel miglioramento della salute dei cittadini e creare una valorizzazione che da un lato dà beneficio all’impresa, dall’altro allo Stato stesso».

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Molise: Un’olivocoltura tutta all’insegna del biologico e della sostenibilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Siamo solo all’inizio di una campagna di raccolta delle olive che, in Italia e nel Molise, si preannuncia altamente positiva sia per quanto riguarda la quantità che la qualità.
Previsioni belle che, se confermate, devono servire a vedere (ce n’è bisogno) con ottimismo il futuro di questo comparto fondamentale per la nostra agricoltura e, non solo, anche per quel tesoro unico che è il bene comune territorio. Il futuro ha, come si sa, bisogno di idee e di progetti, di risorse necessarie perché l’ottimismo si trasformi in fatti positivi per tutti, i protagonisti per primi, quali sono gli olivicoltori e i frantoiani, gli stessi consumatori che dall’olio extravergine di oliva ricevono una risposta altamente positiva alla propria salute.
Il Molise è terra d’olio da sempre e, con il suo olio di Venafro, è la terra che, ai tempi della Roma imperiale, ha dato più immagine agli olivi e oli italiani. Riportare alla memoria una fama è importante, ma non sufficiente per far vivere un successo ai territori che esprimono, insieme con questo storico stupendo testimone, ben altri 18 varietà autoctone, tra cui spicca l’olivo autoctono molisano più diffuso, il “Gentile di Larino”.
L’olio extravergine “Molise” Dop, è, delle cinque eccellenze Dop e una Igp, la sola indicazione geografica interamente molisana, con le varietà “Gentile di Larino” e “Aurina” prevalenti sulle rimanenti 17 varietà, l’insieme del patrimonio di biodiversità olivicola molisana. Un tesoro speciale, questo patrimonio di biodiversità, che vede l’Italia, con le sue 592 varietà autoctone, raddoppiare quello del resto del mondo. Un patrimonio fondamentale per il mercato di oggi e, ancor più, di domani, nel momento in cui la diversità sarà sempre più oggetto di desiderio, soprattutto dei ricchi nuovi consumatori.
E’ la “Gentile di Larino”, la regina dell’olivicoltura molisana, visto che la rappresenta per quasi un terzo e, come tale, ha tutto per essere la motrice del treno “olivo e olio del Molise”.
Ciò è possibile se si ha la capacità di:
raccogliere a unità il vasto territorio di origine della varietà “Gentile di Larino”, per renderlo un modello unico all’insegna del biologico e della sostenibilità;
cogliere le opportunità offerte dal mercato, sempre più globale, e dare la giusta risposta alla domanda, in costante e forte crescita, di olio extravergine di oliva biologico, e, non solo, anche Dop, a significare l’origine e la garanzia della qualità. In tal senso la possibilità di dare un grande contributo alle funzioni e ruolo del Distretto BioMolise – Laghi Frentani e del Consorzio “Tump”, nato, quest’ultimo, per la promozione sociale e economica dell’intero territorio molisano. In particolare per lo sviluppo di un turismo sempre più di attualità qual è quello del benessere e della salute, cioè la ricerca di luoghi e strutture capaci – con la sostenibilità, la qualità del cibo e dell’ospitalità – di dare le risposte al bisogno di relax, salute, star bene sotto l’aspetto sia fisico che psicologico;
rendere protagonisti gli olivicoltori e i frantoiani rilanciando l’associazionismo e la cooperazione quali strumenti indispensabili di coinvolgimento e partecipazione alla programmazione del comparto e, anche, dell’agricoltura in generale. Attori, con pari dignità, della filiera olio e non soggetti al servizio dell’industria di trasformazione e del commercio. Sta qui il rilancio del ruolo proprio delle organizzazioni professionali e cooperative, che è quello di rispetto della dignità dei propri associati e di assicurare loro, partecipando alle scelte politiche e programmatiche che le istituzioni mettono in campo, un reddito adeguato. Il primo obiettivo è quello di riportare l’agricoltura al centro di uno sviluppo economico che ha come fine la salvaguardia e tutela dei valori del territori, e, insieme, la valorizzazione delle sue risorse, a partire dalla terra e la sua fertilità.
Definire, con le istituzioni ai vari livelli di programmazione, strategie di marketing necessarie per conquistare i mercati e vincere le forti concorrenze. Una conquista che serve, per dare ai prodotti nuovi sbocchi e ai produttori quel valore aggiunto che non hanno mai avuto, essenziale per avere un reddito equo. Un reddito importante per programmare le attività dell’azienda ed assicurare ad essa il domani. Un’azienda, in pratica, libera dalle offerte di elemosine e dai ricatti, che sono tanta parte delle ragioni dell’invecchiamento nelle campagne, dell’abbandono da parte di bravi produttori e dell’ancora scarsa domanda dei giovani a vivere la campagna e l’agricoltura.
La richiesta, per dare ancora più forza di immagine all’olio della varietà “Gentile di Larino” ed al suo territorio, di due nuove Dop, una proprio “Gentile di Larino” e l’altra “Aurina di Venafro o Venafro”, da affiancare alla Dop “Molise” evo, già riconosciuta. (by Pasquale Di Lena)

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Risorse idriche e sostenibilità ambientale

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

“Serve un nuovo paradigma di cultura ambientale, perché l’acqua, in agricoltura, non solo si usa e non si consuma, ma viene restituita per l’80% all’habitat attraverso l’evapotraspirazione e l’infiltrazione nel sottosuolo; l’acqua, inoltre, non solo disseta, ma è indispensabile per produrre cibo; la sua gestione crea occupazione ed assicura servizi ecosistemici come il contrasto alla risalita del cuneo salino ed alla desertificazione. Per questo, è quanto mai necessario un confronto fra tutti gli stakeholders perché, nel rispetto delle priorità di legge, si cerchi la migliore integrazione fra i tanti interessi, che ormai gravano sulla risorsa idrica.” L’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue torna così a sollecitare, attraverso le parole del suo Presidente, Francesco Vincenzi, intervenuto al Forum sulle risorse idriche promosso da Legambiente a Roma, una “strategia comune per l’acqua”, indicando a modello il protocollo sottoscritto da ANBI con Terna per l’uso anche idroelettrico degli invasi a scopo irriguo.“Il confronto deve essere globale – conclude il Presidente di ANBI – perché sulla disponibilità idrica di qualità, non solo si gioca il futuro dell’agroalimentare italiano, oggi pesantemente minacciato dalla politica statunitense sui dazi, ma la stessa sostenibilità sociale del Pianeta, perché è proprio la mancanza di acqua una delle principali cause delle migrazioni.” In Italia, sono attualmente 3.300.000 gli ettari serviti da irrigazione, dove si produce l’82% del “made in Italy” agroalimentare, che vale 267 miliardi di euro e dà lavoro ad oltre 1.300.000 di persone.

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Consip: pubblicato il secondo Rapporto di sostenibilità

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

Oltre 12 miliardi di euro di acquisti – di cui 5 miliardi con contenuto “sostenibile” – sugli strumenti di e-procurement Consip, con vantaggi in termini di risparmio, efficienza, semplificazione e rapidità delle procedure. È il dato principale che emerge dal Rapporto di sostenibilità Consip 2018, che evidenzia anche:
· più di 700mila contratti dematerializzati attraverso la piattaforma elettronica, pari a 566 milioni di pagine non stampate e oltre 4.600 tonnellate di CO2 non immesse nell’ambiente
· oltre 800mila TEP (Tonnellate Equivalenti Petrolio), pari a 2 milioni di tonnellate di CO2 risparmiate per interventi di efficientamento energetico negli ultimi 10 anni
oltre 100mila imprese abilitate agli strumenti di e-procurement, di cui il 99% Micro, Piccole e Medie Imprese che hanno realizzato un fatturato per quasi 4 miliardi di euro (Mepa)
· un tasso di soddisfazione sull’utilizzo degli strumenti di oltre il 90% per le amministrazioni e di oltre l’80% per le imprese.
Affiancando il Bilancio economico-finanziario, il Rapporto racconta l’identità, il modo di lavorare, i risultati e le sfide dell’azienda, dando conto degli effetti sociali, ambientali ed economici generati da iniziative e progetti. Quattro gli ambiti in cui sono forniti indicatori numerici e fattuali:
1) la creazione di valore per il Paese, tramite la riqualificazione della spesa, la capacità di innovare, l’attenzione agli aspetti sostenibili e il contributo all’economia circolare
2) la capacità di ascolto dei principali interlocutori, pubbliche amministrazioni, imprese e tutti i soggetti istituzionali coinvolti
3) il rispetto delle regole e il continuo perfezionamento del modello di governance, controllo e sicurezza, per assicurare etica e integrità di comportamenti e attività
4) la centralità delle persone che con competenza, professionalità, esperienza e responsabilità rappresentano la chiave del successo aziendale.
Il Rapporto, elaborato tenendo conto del contributo ai 17 Sustainable Development Goals dell’Agenda ONU 2030, ha ricevuto l’attestazione del Global Reporting Index (standard internazionale per la rendicontazione sostenibile).

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Aziende modenesi insieme per la sostenibilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

In Emilia si respira aria più pulita grazie alle scelte e al know how di due aziende storiche del territorio. Bompani – grazie al bando regionale per la riconversione e riqualificazione industriale (legge 14) – ha interamente ricoperto di pannelli fotovoltaici lo stabilimento produttivo di Ostellato: si tratta di una superficie di oltre 20 mila metri quadrati, per un impianto con una potenza di circa 1.000 Kw. Durante i lavori di rifacimento delle coperture sono stati rimossi 20.000 mq di amianto e oggi lo stabilimento ne è completamente privo.L’impianto fotovoltaico è entrato in funzione in questi giorni, dopo lavori durati quasi un anno: l’energia prodotta viene tutta dedicata all’autoconsumo e permette di ridurre le emissioni di CO2 di 784 tonnellate l’anno, che corrispondono a circa 300 tonnellate di petrolio risparmiate. Ora l’azienda è completamente autonoma per i consumi diurni nei mesi primaverili ed estivi, quelli con più luce. L’impianto fotovoltaico ha tra gli altri vantaggi quello di ridurre la temperatura all’interno delle aree produttive durante la stagione estiva, minimizzando l’assorbimento di energia solare e, di conseguenza, migliora il benessere all’interno dell’ambiente di lavoro.Questo è solo uno step di un più ampio programma di efficientamento energetico che interessa l’intero stabilimento, finalizzato a limitare gli impatti ambientali del sito industriale: è stata eseguita la coibentazione delle coperture ed è prevista a breve quella degli infissi, l’installazione di nuove caldaie più efficienti con un sistema di recupero del calore dalla smalteria e di un impianto di ventilazione che migliorerà il microclima interno; in più l’illuminazione è oggi in gran parte prevista con luce naturale. Bompani è il marchio dell’elettrodomestico made in Italy. Dal 1954 progetta e realizza nel cuore dell’Emilia Romagna – terra di motori, arte ed eccellenza culinaria – elettrodomestici per la cottura, quali cucine, forni incasso, piani cottura. L’offerta a marchio Bompani comprende anche lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici e cappe. La scelta di tecnologie all’avanguardia, nuovi materiali, design ricercato si coniuga con la funzionalità e l’ergonomia dei prodotti per rendere concreta la filosofia aziendale: consentire a tutti di sentirsi chef a casa propria in un ambiente accogliente e stimolante. Con Bompani si “vive e cucina italiano”.

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Presentazione del volume: “Sostenibilità e Capability Approach”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Roma Mercoledì 26 giugno 2019, dalle ore 15:30 alle ore 18:00, presso l’aula C. Volpi del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma TRE, sita in via del Castro Pretorio 20 la Prof.ssa Giuditta Alessandrini presenterà il volume “Sostenibilità e Capability Approach” pubblicato nella Collana di “Pedagogia del Lavoro” della casa editrice FrancoAngeli (Milano, 2019). E’ necessario iscriversi previa prenotazione.

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Salute: dati allarmanti sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Se la sanità pubblica va male, quella privata (il secondo pilastro) va peggio e non funziona neppure la spesa diretta (out of pocket) dei cittadini. È a tinte fosche il quadro delineato questa mattina dal Dott. Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, presentando il quarto rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
Un rapporto che segna una forte sintonia con le analisi di Federconsumatori che richiedono ciò che da anni manca alla sanità italiana: centralità politica, volontà e capacità riformatrice. Una svolta profonda che deve riguardare la parte pubblica, il secondo pilastro, la cui attuale scarsa utilità è conclamata, e la spesa diretta dei cittadini.
L’intervento del dott. Andrea Urbani, Direttore Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, legittimamente volto a difendere alcune eccellenze della sanità italiana (cura dei tumori e delle cardiopatie) lascia il campo al vero vulnus per i cittadini, ovvero al fatto che, se esiste una copertura pubblica e sostanzialmente gratuita per patologie acute e ospedalizzate, per tutto il resto (cronicità, riabilitazione, odontoiatria, per fare solo alcuni esempi) si vive una situazione di abbandono, drammatica in alcune aree del Paese.Il discorso finale del Ministro Giulia Grillo, concentrato sulla più stretta attualità, si è trasformato in un appello al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia a non tagliare la spesa sanitaria nella prossima manovra di bilancio e ha lanciato una tre giorni sul tema salute, coinvolgendo tutte le parti interessate, comprese le rappresentanze dei cittadini, quale è Federconsumatori.“Auspichiamo questo confronto avvenga a breve: il rilievo della partecipazione dei cittadini è stato uno dei fili conduttori della giornata. – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori – In tal senso Federconsumatori da tempo insiste sul fatto che molte riforme, tagli alle inefficienze, e migliore efficacia si possono realizzare anche a costo zero con il coinvolgimento dei cittadini in termini di informazione e di partecipazione attiva alle politiche della salute.”

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IMD e Pictet hanno sottoscritto l’accordo triennale per riconoscere l’eccellenza nella sostenibilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 maggio 2019

Losanna, Svizzera. IMD, la business school indipendente con radici svizzere e rilevanza globale, e Pictet, tra i principali wealth manager e asset manager indipendenti in Europa, uniscono le forze per celebrare le imprese familiari che si pongono in evidenza per la qualità del loro lavoro e l’impegno a favore della sostenibilità. Insieme hanno istituito l’IMD-Pictet Sustainability in Family Business Award.
«In un’epoca di crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni, IMD e Pictet stanno creando questo premio per incoraggiare e aiutare i leader e le organizzazioni a essere una forza di bene nel mondo. Le imprese familiari sono tra le più proattive in quest’area, poiché comprendono l’importanza del pensiero a lungo termine” ha osservato il presidente IMD Jean-François Manzoni. «Siamo lieti di lanciare questo premio unitamente a Pictet, una istituzione con solidi valori e un chiaro interesse per la sostenibilità».
Il premio è focalizzato in particolare sulla strategia, le iniziative, l’impatto, la capacità di realizzazione e l’impegno nel campo della sostenibilità. Il professore IMD e Award Director Sameh Abadir ha detto: «Sono entusiasta di avere l’opportunità di lavorare a questo premio e assicurare che le iniziative sostenibili meritevoli siano riconosciute e celebrate su una piattaforma globale».
Questo premio, che verrà assegnato presso la business school IMD a Losanna il 5 dicembre 2019, è uno dei due che vengono conferiti ogni anno da IMD alle imprese familiari. Il primo èl’affermato IMD Global Family Business Award sponsorizzato da Pictet, che celebra l’eccellenza nelle imprese familiari ed è generalmente considerato come il riconoscimento più prestigioso per le imprese familiari globali di successo.La famiglia Scheufele, che è parte integrante della lunga storia di Chopard, una impresa familiare con un impegno a lungo termine a favore delle pratiche aziendali sostenibili, offrirà il trofeo che verrà consegnato all’impresa vincitrice.
Il Global Family Business Award è un elemento di distinzione per le imprese familiari in tutto il mondo fin dal 1996.
IMD è una business school indipendente con radici svizzere e rilevanza globale. Focalizzata sullo sviluppo dei leader e sulla trasformazione delle organizzazioni, IMD progetta e realizza interventi che mettono in discussione l’esistente e ispirano il futuro.Negli ultimi sette anni, IMD si è consecutivamente classificata al primo posto a livello globale per i programmi Open Executive e tra le top three overall per l’Executive Education (Financial Times 2012)
Il Gruppo Pictet è una società di persone con otto soci che si occupano direttamente della sua conduzione, nel rispetto di principi di successione e trasmissione della titolarità che sono rimasti invariati sin dalla fondazione nel 1805. Si dedica esclusivamente al wealth management, all’asset management e agli asset services. Il Gruppo non svolge attività di banca d’investimento e non concede prestiti commerciali.

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Temi del futuro: innovazione, food e sostenibilità

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

Milano. Link Campus, Università non statale con marcata vocazione internazionale, e Seeds&Chips – The Global Food Innovation Summit, il più importante evento mondiale dedicato alla Food Innovation (6-9 maggio 2019, Fiera Milano Rho), definiscono un piano di azioni comuni di informazione, formazione e sensibilizzazione sull’innovazione e la sostenibilità nella filiera agroalimentare.
Il memorandum siglato da Link Campus University e Seeds&Chips indica 4 linee di attività realizzate in sinergia: Lancio dell’applicazione gamificata HARMOONIA nell’ambito della 5° edizione di Seeds&Chips – The Global Food Innovation Summit, che si terrà dal 6 al 9 maggio a Fiera Milano Rho. L’app, nata dalla collaborazione tra i Centri di Ricerca Innovation 4 Hearth e DASIC della Link Campus University, verrà usata per coinvolgere una fascia di pubblico giovane, studentesco, nelle strategie di educazione e sensibilizzazione alla sostenibilità per aumentare la consapevolezza rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030 ovvero i Sustainable Development Goals (SDGs), che sono tra i principali topic del Summit;
Integrazione tra gli “ecosistemi” di startup dei due partner in particolare sui temi innovation, food e sostenibilità;Due nuovi corsi di studio: il primo sul tema Food & Beverage, orientato alla innovazione ed al marketing nella filiera agroalimentare; il secondo invece, focalizzato su politiche e strategie di implementazione dei Sustainable Development Goals sia nell’ ambito corporate che istituzionale. La definizione della struttura e dei contenuti dei corsi sarà frutto di un lavoro sinergico tra Seeds&Chips e Link Campus University;Organizzazione di uno spin-off di Seeds&Chips a Roma in cui portare i format già consolidati del Summit e proporre nuovi contenuti, rivolti in particolar modo al mondo accademico e delle startup, su temi di lavoro comune.
Seeds&Chips e Link Campus University faranno squadra e metteranno a disposizione strumenti, strutture, esperienze e rete di contatti per sostenere iniziative e progetti innovativi che possano contribuire in modo efficace e concreto alla rivoluzione della filiera agroalimentare in chiave sempre più sostenibile.

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Il Sinodo CELI 2019 si chiude con un impegno per la sostenibilità e l’ecologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Il Sinodo della Chiesa Evangelica-Luterana in Italia, CELI, si è concluso dopo tre giorni intensi di lavoro tra mozioni, relazioni, una tavola rotonda e gruppi di lavoro sul tema Fede e Futuro – Glauben und Handeln (Fede e Azione), culminati in una dichiarazione d’impegno in 5 punti come base dell’agire ispirato dalla fede.Soprattutto le ultime quattro mozioni, raggruppate poi in una mozione che funge da dichiarazione programmatica del Sinodo stesso, hanno dimostrato come la CELI prenda sul serio il tema dell’ecologia e della sostenibilità. Già nei loro discorsi introduttivi, il decano Heiner Bludau e il presidente del Sinodo, Georg Schedereit, hanno ribadito come una chiesa debba svolgere anche un ruolo sociale e politico. Il decano Bludau ha posto i 17 obiettivi dell’AGENDA 2030 come linee guida dei lavori dei 56 sinodali.La dichiarazione conclusiva del Sinodo è una presa di posizione su come la Chiesa Evangelica-Luterana intenda affrontare il proprio cammino verso il futuro in riferimento al tema Fede e Futuro – Fede e Azione:
1. “Riconosciamo che abbiamo peccato nei confronti delle buone intenzioni di Dio con il suo Creato e prendiamo atto che stiamo puntando verso una catastrofe globale irreversibile.“
2. “Ci impegniamo a cambiare il nostro stile di vita personale attraverso misure concrete, per vivere e agire in maniera più equa.”
3. “Ci informiamo, impariamo gli uni dagli altri (es: “Come diventare un’ ‚Eco-Famiglia” Comunità di Verona). Nominiamo un referente per l’Ambiente nelle nostre Comunità e a livello della CELI.“
4. “Creiamo reti a livello locale e interregionale con altri attori (Chiese, istituzioni). Quando celebriamo e agiamo, lo facciamo nella consapevolezza del processo conciliare di pace, giustizia e mantenimento del Creato.”
5. “Come Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI) difendiamo gli interessi del Creato che Dio ci ha affidato nei confronti della politica e della società.“
La terza giornata dei lavori del Sinodo si è conclusa con un ricevimento a Villa Aurelia a Roma per festeggiare i 70 anni dalla fondazione della CELI. Domenica, 28 aprile il sinodo si è concluso con un culto solenne nella chiesa della Comunità Evangelica-Luterana di Roma, durante il quale c’è stato il saluto di congedo ai tre pastori Franziska Müller, Friedemann Glaser e Urs Michalke.

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Sostenibilità del Sistema Sanitario

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Bologna. L’industria del farmaco si conferma in buona salute e occupa il gradino più alto del podio dell’innovazione. Rispetto ai 107 miliardi di euro spesi a livello globale in Ricerca & Sviluppo nel farmaceutico, l’Italia sta a quota 1,4 miliardi. Nel 2015, dati ultimissimi di Farmindustria, gli investimenti sono cresciuti ancora con un aumento del 15% dal 2013, distribuiti per il 50% su studi clinici, per il 30% in personale di ricerca e per il 20% in studi pre-clinici. Le aziende del farmaco sono destinate a diventare sempre più un interlocutore importante non solo degli organismi nazionali e regionali cui spetta il controllo e la gestione delle risorse destinate al sistema Salute, ma anche delle Associazioni dei pazienti chiamate a tutelare i diritti di tutti i malati e a rappresentare in modo efficace i loro bisogni clinici e sociali.Da qui la necessità che i futuri ‘manager’ delle Associazioni pazienti acquisiscano conoscenze e competenze anche sul funzionamento delle aziende farmaceutiche e sugli step che portano dalla progettazione alla messa in commercio di un farmaco. Per questo l’Università di Bologna nell’ambito del Corso di Formazione Permanente “Formare le Associazioni impegnate per la salute”, ha messo a punto il terzo modulo sugli aspetti regolatori, brevettuali ed economici del farmaco, che si tiene dal 21 al 23 marzo con il coinvolgimento di referenti delle più importanti aziende farmaceutiche in Italia.

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