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Posts Tagged ‘sostenibilità’

Gruppo Felsineo presenta il Bilancio di Sostenibilità 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

Zola Predosa (Bologna) Tradurre concretamente la propria responsabilità sociale d’impresa in un agire sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Partendo dalla condivisione di questo obiettivo, Gruppo Felsineo, protagonista nel mercato della mortadella e degli affettati vegetali, ha avviato un percorso strutturato che ha portato alla pubblicazione del suo primo Bilancio di Sostenibilità.Le priorità d’azione sono state individuate a seguito di una fase di ascolto che ha coinvolto management, dipendenti, fornitori e clienti. Le evidenze emerse dall’analisi, poste coerentemente in relazione agli obiettivi di sostenibilità 2030 (SDGs) indicati dall’ONU, hanno individuato undici temi sensibili per il Gruppo che sono stati integrati in quattro pilastri fondamentali, rappresentati nel Bilancio di Sostenibilità 2020: qualità, benessere e sicurezza alimentare; filiere responsabili; tutela dei dipendenti e impegno verso la comunità; tutela dell’ambiente. Il Gruppo Felsineo, dal 1963, è sinonimo di mortadella di alta qualità. Da sempre attenta a coniugare tradizione e innovazione, l’azienda seleziona le migliori materie prime che, grazie a un’esperienza maturata in quattro generazioni, vengono lavorate per realizzare prodotti genuini, naturali e gustosi.Con FelsineoVeg, il Gruppo risponde alle nuove tendenze di consumo con una linea di affettati vegetali e biologici che consentono di disporre di un’alternativa alla carne o semplicemente di bilanciare la dieta in modo vario ed equilibrato con giusto apporto di proteine 100% vegetali.Gruppo Felsineo è fortemente impegnato sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Le iniziative messe in campo dall’azienda, che vedono il coinvolgimento di dipendenti e stakeholder, sono raccolte nel Bilancio di Sostenibilità redatto annualmente.

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Enfasi sul tema della sostenibilità: una moda sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2021

A cura di Pauline Grange, Portfolio Manager – Global Equities. Ogni anno si vendono circa 100 miliardi di articoli di abbigliamento, ovvero il 50% in più rispetto al 2006. Ciò è dovuto in parte all’avvento del “fast fashion”, cioè capi d’abbigliamento all’ultima moda e a basso costo. In effetti, oggi il settore emette più CO2 dell’industria aeronautica e navale messe insieme e usa 79 miliardi di metri cubi di acqua dolce all’anno, causando circa il 20% dell’inquinamento da acque industriali. Sfortunatamente, una quota minuscola di ciò che il settore della moda produce viene riciclato e riutilizzato; la maggior parte degli articoli finisce in discarica o negli inceneritori entro un anno dalla produzione. In effetti, secondo la Ellen Macarthur Foundation, l’industria mondiale della moda produce circa 53 milioni di tonnellate di fibre all’anno, di cui più del 70% finisce interrato o incenerito. Meno dell’1% viene riutilizzato per produrre nuovi capi d’abbigliamento.Questa accresciuta consapevolezza ha modificato le mie abitudini di consumo: adesso compro meno articoli, ma di qualità superiore. Inoltre, ho smesso di snobbare l’acquisto di vestiti usati e ora vado felicemente alla ricerca di occasioni attraverso piattaforme online o negozi di beneficenza locali. E sembra che io non sia la sola: la percentuale di donne disposta a comprare abbigliamento di seconda mano è salita dal 45% nel 2016 al 70% di oggi. Di conseguenza, le piattaforme di noleggio e rivendita di abbigliamento sono in pieno boom. Nella strategia Threadneedle Global Sustainable Equity possediamo una di queste piattaforme di rivendita, Mercari, che nel corso dell’ultimo anno ha registrato una crescita accelerata nei suoi due principali mercati, Giappone e Stati Uniti, con un aumento sia del numero di utenti che dell’attività sulla sua piattaforma.Tuttavia, se abbiamo una partecipazione in un’azienda tessile, vogliamo anche che i suoi prodotti non abbiano un impatto negativo sull’ambiente. L’abbigliamento per il fitness è di solito indossato più spesso e utilizzato più a lungo rispetto agli articoli all’ultima moda. Inoltre, Adidas è un leader sostenibile nel settore. Al suo Capital Markets Day di marzo, la sostenibilità era ancora una volta il primo punto all’ordine del giorno. La società ha spiegato le innovazioni adottate per rendere i suoi prodotti più circolari e sostenibili, e ha messo l’accento sull’obiettivo di produrre un 90% di articoli ecosostenibili entro il 2025 usando una strategia a “tre circuiti”: 1. Circuito del riciclo: approvvigionamento di materie prime riciclate al di fuori dei propri prodotti, vale a dire poliestere riciclato al 100% o rifiuti plastici oceanici Parley (raccolti su litorali e zone costiere). 2. Circuito della produzione circolare: realizzazione di prodotti che possono essere riciclati e trasformati in nuovi articoli Adidas, secondo lo slogan “made to be remade”. La società ha lanciato le sneaker Ultraboost, che possono essere restituite, riciclate e successivamente trasformate in un nuovo paio di scarpe, con l’obiettivo di espandere questo concetto ad altri modelli e categorie nel tempo. 3. Circuito della rigenerazione: laddove i prodotti non rientrano nelle categorie di cui sopra, Adidas mira a realizzarli con materiali naturali biodegradabili. Tutto questo ci sembra ottimo, ma abbiamo voluto verificare personalmente come la sostenibilità è incorporata nel marketing dell’azienda e nei prodotti realizzati in fabbrica. Così, a più di un anno dalla nostra ultima visita, siamo tornati a ispezionare il flagship store Adidas in Oxford Street, a Londra.Adidas mira, inoltre, a implementare tutte queste innovazioni su grande scala, in modo che i suoi prodotti più popolari diventino anche i più sostenibili. Questa intenzione era visibile all’ingresso del flagship store di Londra, dove siamo stati accolti da una nuova linea “verde” di Stan Smith, uno dei modelli di sneaker più iconici di Adidas, che oggi sono prodotte con materiali Primeblue o Primegreen. Nello store era in mostra anche una novità assoluta per il settore: una Stan Smith realizzata con l’impiego di Mylo, un materiale derivato dai funghi che ha le stesse prestazioni della pelle ma è biodegradabile.Un altro servizio disponibile in negozio è il centro di riparazione “Sneaker services”, che permette ai clienti di aggiustare le proprie scarpe di ginnastica, evitando lo smaltimento precoce e inutile. Prolungando la vita di un indumento di soli nove mesi, si può ridurre il suo impatto ambientale di uno straordinario 20-30%. Un’altra area di investimento fondamentale per Adidas è il digitale, la cui integrazione con la sostenibilità era in mostra nello store. Ad esempio, la società ha installato in negozio cabine fotografiche, in cui è possibile scattare e condividere foto, insieme al proprio impegno ambientale, con la community online di Adidas. Nel complesso, siamo andati via fiduciosi che l’impresa potrebbe realizzare la sua missione aziendale: “Crediamo che attraverso lo sport abbiamo il potere di cambiare la vita di tutti. Puntiamo a espandere i limiti delle possibilità umane, a includere e unire tutte le persone nello sport e a creare un mondo più sostenibile”.

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Agroecologia e cultura della sostenibilità

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Per fondare una nuova agricoltura al servizio dell’uomo e della terra è indispensabile recuperare le conoscenze del passato integrandole con le ultime tecnologie digitali, coniugando così tradizione e modernità – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Per far ciò è necessario potenziare la formazione di cui tanti giovani agricoltori hanno oggi bisogno per gestire o avviare in modo proficuo aziende sostenibili.Negli ultimi decenni l’agricoltura è stata dominata dalla meccanizzazione e dalla chimica, che hanno permesso rese prima impensabili ma hanno anche spezzato il legame dei coltivatori con il loro elemento naturale: la terra – continua Tiso. Per recuperare questa connessione e colmare il vuoto formativo stanno nascendo nuove realtà, come la Scuola pratica di agroecologia Valdibella, a Camporeale, che si propongono di approfondire le numerose pratiche agricole a disposizione dei coltivatori che hanno scelto di fare della sostenibilità la loro priorità.La formazione in questo campo è un passaggio fondamentale per favorire la transizione ecologica. Prima ancora che nelle leggi e nei regolamenti, quest’ultima deve infatti prendere forma nella cultura d’azienda a partire soprattutto dai giovani. Nessun cambiamento può avere chance di successo senza una forte spinta dal basso fondata sull’approfondita conoscenza delle alternative a disposizione e della loro sostenibilità economica.

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Omnicanalità, digitalizzazione e sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2021

Sono questi i tre pilastri su cui dovrà essere costruita l’evoluzione della rete commerciale di Credem coordinata da Massimo Arduini. Più in dettaglio il nuovo modello di servizio punterà ad aumentare il numero dei consulenti specializzati sui diversi bisogni dei clienti, ad avere in ogni singola filiale un polo completo di tutti i servizi dedicati al cliente retail, con lo scopo di rendere l’accesso ai servizi bancari aderente alle diverse esigenze sia per tipo di canale utilizzato sia per tipologia di necessità.Ad oggi la business line retail di Credem è costituita da 406 filiali specializzata nella consulenza alla clientela privata e ai piccoli operatori economici. Nei primi tre mesi del 2021 l’area ha raggiunto risultati di rilievo con 27,6 miliardi di euro di raccolta, in crescita dell’8,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, 10,5 miliardi di euro di prestiti, +11,5% rispetto a fine marzo 2020 e la consulenza in prodotti assicurativi si è attestata a 13,6 milioni in progresso del 9,6% rispetto all’anno precedente. A tali risultati si aggiunge l’importante crescita della rete degli oltre 500 consulenti finanziari che lavorano in stretta sinergia con le filiali, che ha raggiunto 7,3 miliardi di euro di raccolta, +24,9% rispetto a fine marzo 2020 e 723 milioni di euro di prestiti, in crescita del 22,8% a/a rispetto allo stesso periodo del 2020.

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“Trasporti, logistica, sostenibilità”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

Sono tre parole chiave nell’Italia di domani, quella che stiamo ridisegnando anche grazie alle risorse del Next Generation EU ed al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Quello della logistica è un “cluster” fondamentale per l’economia italiana, la spina dorsale per il nostro Paese a livello mondiale, considerato il forte impatto che ha anche sulle esportazioni. È giusto dare voce alle istanze di questo settore e con loro guardare, assieme, alle tante opportunità che deriveranno proprio dall’attuazione del PNRR. Oggi ne ho parlato a Sorrento, intervenendo all’interessante evento organizzato da ALIS Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, che ringrazio per l’invito assieme al suo presidente Guido Grimaldi. Il lavoro che stanno facendo rappresenta un grande esempio per il Paese, per costruire una strategia che sappia identificare quelle “costellazioni” economiche in cui siamo top player nel mondo. Mi auguro che a valle di questa manifestazione, com’è già accaduto in passato, ci siano anche input normativi immediatamente utilizzabili dalla politica. Per ripartire velocemente, come Sistema Paese, dobbiamo fare, sempre di più, gioco di squadra. >> Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Sostenibilità della filiera vitivinicola

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

“L’Italia sarà presto il primo Paese a dotarsi di un sistema di certificazione della sostenibilità della filiera vitivinicola. Con l’approvazione del decreto del Ministero delle Politiche agricole che istituisce il CoSVi (il comitato della sostenibilità vitivinicola a cui partecipano Mipaaf, Regioni, Crea, Accredia e, a titolo consultivo, i produttori) prende concretamente avvio il percorso tracciato dalla norma da me introdotta al Decreto Rilancio, che raccoglie il lavoro fatto negli ultimi anni dall’intera filiera del vino”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura e primo firmatario dell’emendamento che ha istituito il sistema unitario di certificazione della sostenibilità della filiera vitivinicola, che utilizza le modalità del SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata).“Attraverso un logo distintivo, i vini italiani potranno certificare e comunicare di essere realizzati seguendo specifiche regole di produzione che diano importanza e attenzione ai relativi impatti ambientali – prosegue – Un valore aggiunto per tutta la filiera vitivinicola nazionale, leader nel mondo, e un fattore rilevante per i consumatori e il mercato, sempre più attento alle tematiche legate all’ambiente. In linea con la nuova PAC (Politica Agricola Comune) e le principali strategie comunitaria (‘Green Deal’ e ‘Farm to Fork’), stiamo indirizzando il lavoro delle imprese agricole italiane verso innovativi e elevati standard qualitativi che prevedano il connubio tra sostenibilità ambientale, economica e sociale mettendo al primo posto, ovviamente, la qualità intrinseca dei prodotti”.“È nostra intenzione – aggiunge Gallinella (M5S) – raggiungere presto questi risultati anche in altri settori, ad iniziare dal comparto zootecnico e da quello olivicolo. Non possiamo che esprimere, dunque, soddisfazione per la costituzione del CoSVi che ci condurrà all’approvazione del disciplinare di produzione contenente le buone pratiche da seguire in campo e in cantina per garantire il rispetto dell’ambiente, la qualità e la sicurezza alimentare, la tutela dei lavoratori e dei cittadini e un adeguato reddito agricolo. A ciò si aggiungeranno il sistema di monitoraggio e l’individuazione degli indicatori necessari alla valutazione della sostenibilità della filiera vitivinicola” conclude.

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Chiesi accelera il proprio percorso verso la piena sostenibilità

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

Chiesi, gruppo farmaceutico internazionale orientato alla ricerca (Gruppo Chiesi), ha accelerato ulteriormente il proprio percorso per diventare un’azienda completamente sostenibile, anche durante il 2020 nonostante la pandemia da Covid-19. È il filo conduttore del Report Annuale & di Sostenibilità 2020 di Chiesi, raccontato attraverso le parole delle “sue” persone in tutto il mondo, protagoniste del filone narrativo #EveryStoryCounts.Il Gruppo nel 2020 ha consolidato le proprie performance con un fatturato pari a 2 miliardi e 229 milioni di euro, in aumento dell’11,8% rispetto al 2019. Uno slancio per Chiesi nel proprio viaggio di trasformazione per diventare la prima azienda farmaceutica al mondo completamente sostenibile, in cui la generazione di valore per il pianeta e per la società, consenta la creazione di innovazione, progresso e prosperità.Una metodologia trasparente che integra i temi ESG (ambientali, sociali e di governance aziendale) e i quadri di riferimento per la misurazione dell’impatto Come fatto negli anni precedenti, Chiesi illustra il modo in cui opera per la misurazione del proprio impatto in base ai diversi strumenti e quadri di riferimento. Tra questi, la metodologia introdotta dal professor Jeffrey Sachs, noto economista americano del Columbia Center on Sustainable Development, che valuta l’impatto del business di Chiesi attraverso un’analisi sui prodotti, sui processi, sulla catena globale del valore e sulla cittadinanza d’impresa, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il Report Annuale & di Sostenibilità di Chiesi risponde, inoltre, agli standard della Global Reporting Initiative, organizzazione no-profit nata per aiutare le aziende nella rendicontazione delle performance di sostenibilità, al B Impact Assessment™ di B Lab, organizzazione no-profit promotrice della certificazione B Corp, e all’SDG (Sustainable Development Goals) Action Manager del Global Compact delle Nazioni Unite e di B Lab.

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Sempre più imprese decidono di attivarsi per la sostenibilità

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2021

“’L’azienda agricola Banfi è una di queste e lavora da anni in questa direzione. Da poco mi è stato consegnato il ‘Bilancio di Sostenibilità 2020’ nel quale vi è un nuovo obiettivo, quello di sviluppare una sostenibilità del territorio di Montalcino (Siena) lavorando con gli altri produttori, gli Enti, le Istituzioni, le Associazioni e l’Università. Bravi, buon lavoro, continuate così!”. Lo scrive su facebook il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura in merito al ‘Bilancio di Sostenibilità 2020 – Le porte del futuro’ della società agricola Banfi.“Dobbiamo accompagnare le imprese agricole e della pesca nell’effettuare investimenti sostenibili sia dal punto di vista ambientale che da quello economico – aggiunge Gallinella (M5S) – Solo così avremo una vera transizione ecologica nel comparto primario che, ricordo, è responsabile di appena il 7% delle emissioni globali e rappresenta una attività antropica in grado di avere un impatto zero o persino positivo sull’ambiente. Dobbiamo produrre cibo di qualità, in modo sostenibile per sempre più persone possibili ad un prezzo accessibile: un trattore fermo, infatti, non inquina ma non produce né cibo e né reddito” conclude.

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Focus Lazio. Farmaci equivalenti motore di sostenibilità per il SSN

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Roma. martedì 8 giugno 2021, dalle ore 11 alle 13, si terrà il webinar ‘Focus Lazio. Farmaci equivalenti motore di sostenibilità per il SSN’, organizzato da Motore Sanità. Nonostante gli equivalenti abbiano caratteristiche di qualità identiche ai prodotti originator, con identiche procedure che certificano la purezza delle materie prime e la loro qualità, identici controlli nelle procedure di produzione, ispezione e verifica, il loro utilizzo in particolare nel Nostro paese è ancora basso rispetto ai medicinali “griffati”. Questo indica che molto lavoro di comunicazione deve ancora essere fatto, sebbene la situazione sia molto diversa tra le regioni d’Italia. Infatti l’analisi dei consumi per area geografica, nei primi nove mesi 2019 ci dice che il consumo degli equivalenti di classe A è risultato concentrato al Nord (37,3% unità e 29,1% valori), rispetto al Centro (27,9%; 22,5%) ed al Sud Italia (22,4%; 18,1%). Quali i motivi di queste differenze? La scelta deve coinvolgere medico, farmacista e paziente correttamente informati, senza pregiudizi e con dati che si basino sui principi di evidenza scientifica prima e su aspetti di sostenibilità economica poi.Tra gli altri, partecipano: Pierluigi Bartoletti, Vice Segretario Vicario FIMMG Giorgio Colombo, Direttore Scientifico CEFAT – Centro di Economia e valutazione del Farmaco e delle Tecnologie sanitarie, Università degli Studi di Pavia,Claudio Cricelli, Presidente SIMG, Fulvio Ferrante, Direttore Dipartimento della Diagnostica e Assistenza Farmaceutica, ASL Frosinone, Alberto Giovanzana, Associate Director Government & Regional Affairs Teva Italia, Paolo Guzzonato, Direzione Scientifica Motore Sanità, Eugenio Leopardi, Presidente Federfarma Regione Lazio, Lorella Lombardozzi, Direttore Farmaceutica Regionale, Regione Lazio, Elio Rosati, Segretario Regionale Cittadinanzattiva Lazio, Claudio Santini, Responsabile Rapporti con le Istituzioni FADOI Federazione Associazioni Dirigenti Ospedalieri Internisti, Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità.

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Riforma Pac sulla sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Il fallimento dei ultimi negoziati sulla futura Pac confermano come sia necessario arrivare al prossimo appuntamento con la certezza che i principi ispiratori della riforma non siano di nuovo messi in discussione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il ministro delle Politiche agricole Patuanelli ha giustamente ribadito che la disponibilità a trovare soluzioni condivise non deve mettere in pericolo le tre gambe della sostenibilità: quella ambientale, economica e sociale.Di fronte a un nodo cruciale come quello della politica agricola comune, l’Europa ha mostrato ancora una volta di essere divisa. Al tempo stesso, i Governi si fanno portatori di interessi che, prima di essere nazionali, sono spesso il riflesso della pressione che le grandi aziende del sistema agroindustriale esercitano per non cambiare il metodo di ripartizione dei fondi, fortemente sbilanciato a loro favore – continua Tiso.Se si vogliono avere chance di successo, il prossimo vertice deve essere accuratamente preparato sin da ora, in modo da raggiungere un accordo sui principi generali della riforma prima che Parlamento e Consiglio europeo tornino a riunirsi. Non vorremmo assistere a un nuovo braccio di ferro, dove ogni volta sembra che il lavoro debba ricominciare daccapo e le regole integralmente riscritte.

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Sostenibilità in azienda e gestione sostenibile delle persone

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2021

Cresce l’attenzione alla sostenibilità da parte delle aziende italiane, che la pongono sempre più al centro anche delle proprie organizzazioni e politiche di gestione del personale e retributive. Questo quanto rileva l’indagine di ODM Consulting, società di consulenza HR di Gi Group, che è stata presentata durante l’evento “Sostenibilità e persone: cosa stanno facendo le aziende italiane” in cui sono intervenute Eolo e Schneider Electric Italia, portando la propria esperienza e testimonianza di come il tema della sostenibilità sia percepito all’interno delle loro organizzazioni. 200 le aziende coinvolte nell’indagine di ODM Consulting, attraverso interviste a 117 responsabili nella funzione HR (HR Director, HR Manager e ruoli con potere decisionale e di spesa) e 83 imprenditori e amministratori delegati ai quali è stato innanzitutto chiesto quanto è attiva la propria azienda sul fronte della sostenibilità.Il 64,5% del campione si è dichiarato interessato al tema o in fase iniziale dell’implementazione di politiche o progetti di sostenibilità, mentre il 29% delle imprese è già attivo o ha conseguito una delle due certificazioni più diffuse: ISO 14-001 e B-Corp. Di queste aziende, il 41,4% si trova a Nord Ovest e il 58,6% è una multinazionale e tutte hanno definito al proprio interno chi si occupa della sostenibilità: il 27% ha istituito un ruolo ad hoc, il 32% lo fa ricadere nei compiti della CSR, il 39,7% sui ruoli di governance.Solo il 6,5% del campione, in gran parte piccole imprese, si dichiara ancora inattivo o non interessato alla tematica e fra queste quasi un quarto la ritiene una moda passeggera.Secondo l’indagine, la dimensione aziendale maggiormente ricollegata alla sostenibilità è l’efficacia e l’efficienza organizzativa (indicata dal 65% degli intervistati), seguita da attenzione ad ambiente e sviluppo dell’economia circolare (55%), equità e gestione della diversità (46%) ed empowerment e sviluppo delle persone (34%).La principale differenza tra i tre cluster di aziende (non attive, interessate, attive o certificate) sta nella priorità che danno alle azioni identificate come idonee a rendere un’organizzazione sostenibile. Le aziende che non prendono in considerazione la sostenibilità si concentrano prima su cultura e valori aziendali (indicata dal 46,2% del cluster), poi sull’implementazione di nuovi modelli organizzativi “agili” (38,5%) e infine su progetti di riduzione degli sprechi (30,8%). Anche gli altri due cluster di imprese condividono questa classifica, ma la massima priorità è proprio sulla riduzione degli sprechi, con un’attenzione particolare all’aspetto ecologico-ambientale (indicata come prioritaria dal 45% delle aziende interessate al tema sostenibilità e da ben il 46,6% delle imprese già attive).

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“La sostenibilità come nuova strategia d’impresa e di investimento”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 maggio 2021

Giovedì 20 maggio, dalle ore 15:00, AcomeA SGR invita a partecipare alla digital round table dal titolo: “La sostenibilità come nuova strategia d’impresa e di investimento”. Sarà una importante occasione per mettere intorno a un tavolo virtuale esperti del mondo degli investimenti, istituzioni e imprenditori per dibattere sulle opportunità per le PMI italiane quotate, in particolar modo nel segmento AIM, di integrare una strategia di sostenibilità nel proprio modello di business. Queste società hanno infatti un enorme potenziale che aspetta solo di essere valorizzato. Un’analisi puntuale che vuole concentrarsi su tutti e tre i fattori: ambiente, società e governo d’impresa, per promuovere un impatto sostenibile su profitti e valore. Sono ancora tanti gli interrogativi aperti cui si cercherà di dare una risposta: è possibile fare della Sostenibilità una strategia d’impresa efficace? Come può una PMI quotata o quotanda intraprendere questo percorso di miglioramento, di valorizzazione e poi comunicarlo in modo virtuoso al mercato e agli investitori? Di questo e molto altro dibatteranno esperti e imprenditori delle società partecipate dal fondo AcomeA PMItalia ESG per dare la testimonianza diretta dei reali protagonisti di questo importante cambiamento, che punta a una rivoluzione sostenibile.Fondamentale sarà quindi il punto di vista dell’imprenditoria, offerto dal Top management di cinque società quotate all’Aim – Gruppo Fos, Vantea Smart, Reti, Convergenze ed Energica Motor Company – che racconteranno come la sostenibilità si trasformi in un’efficace strategia di impresa per crescere, evolvere e allargare i propri orizzonti di business.Completeranno gli interventi Matteo Serio, Managing Partner di AcomeA SGR e Marco Ruspi, Head of ESG di AcomeA SGR, Luca Tavano, Head of product development Mid&Small Cap-Primary Markets di Borsa Italiana, Francesco Mele, CFO & Head of Central Functions di Illimity, Fabio Ortolani, Vice Presidente del Fondo Pensione Eurofer, Daniela Carosio, Senior Partner di Sustainable Value Investors.

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La filiera zootecnica italiana in tema di sostenibilità

Posted by fidest press agency su domenica, 9 maggio 2021

“La filiera zootecnica italiana è pronta a fare la sua parte nel processo di transizione ecologica e a raccogliere le indicazioni del Green Deal, ma voglio precisare che in tema di ambiente non è mai rimasta con le mani in mano e occorre dirlo con chiarezza. Abbiamo bisogno di rimarcare quanto di buono in tema ambientale hanno espresso gli allevatori e i trasformatori negli ultimi 50 anni. Per fare un esempio, dai dati presentati dal Professor Bruno Ronchi, presidente del Comitato Consultivo ‘Allevamenti e prodotti animali’ dell’Accademia dei Georgofili, è emerso chiaramente che gli allevamenti italiani hanno ridotto del 40% le emissioni di metano, il principale gas serra della zootecnia. Anche sulla quantità di acqua, così preziosa, necessaria per produrre 1 kg di carne è emerso che per l’87% è costituita da ‘green water’, ovvero acqua piovana utile alle coltivazioni”. Lo sottolinea il presidente dell’associazione OICB-Organizzazione Interprofessionale per la Carne Bovina Matteo Boso, in occasione di un recente convegno sugli allevamenti bovini e sulla sostenibilità.“Nel vasto scenario dell’informazione, è necessario che questi dati, basati su criteri di rilevamento scientifici, siano portati all’attenzione dell’opinione pubblica e dei consumatori, perché siamo stanchi di essere tacciati come gli inquinatori del Pianeta”, aggiunge il presidente di OICB, in fase di riconoscimento, che riunisce 7 grandi organizzazioni che rappresentano la filiera delle carni bovine che vanno dall’allevamento (CIA-Agricoltori Italiani, Copagri, Confagricoltura), alla trasformazione (UNICEB, Assograssi), alla distribuzione (Fiesa-Confesercenti) e che vedono tra i soci fondatori anche Assalzoo. “Questo è uno dei tanti impegni che ha assunto l’OICB per difendere gli interessi di tutto il comparto e che porteremo avanti con impegno e passione. Il progetto OICB, infatti, nasce dalla considerazione che sullo scenario italiano mancava una vera Organizzazione Interprofessionale della carne bovina che raccogliesse, come accade in altri Paesi europei, una grande parte dei rappresentanti delle produzioni zootecniche nazionali ed è aperto a tutte le forze di rappresentanza di buona volontà”, continua Boso.“Riteniamo che un’Organizzazione Interprofessionale non possa essere utilizzata come un mero strumento per raccogliere fondi che servono per promuovere un marchio, tra l’altro non rappresentativo di tutta la produzione italiana. Ci piacerebbe molto riuscire a intavolare un dialogo di convergenza, ma tutti i tentativi espletati, che sono stati tanti, si sono arenati sul tema dirimente, che è quello di dare pari dignità a tutte le componenti di una Organizzazione Interprofessionale. L’esperienza realizzata in altri paesi europei ci ha insegnato che solo l’unità di tutti i soggetti della filiera riesce a sostenere sul mercato la zootecnia italiana nel suo insieme, senza scadere nella tentazione di valorizzare marchi puramente commerciali”, conclude il presidente di OICB Boso.

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La sostenibilità e gli ESG stanno crescendo troppo velocemente?

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 maggio 2021

Analisi di Louis Larere e Sebastien Maillard di Zadig Asset Management (iM Global Partner) Mentre il mondo degli investimenti abbraccia l’investimento verde, Louis Larere, Portfolio Manager SRI e Sebastien Maillard, head della systematic asset allocation, entrambi di Zadig Asset Management (società di iM Global Partner), mettono in guardia dai pericoli di una crescita troppo veloce, troppo presto. Una volta erano oscuri acronimi usati da pochi esperti, ora ESG/SRI hanno trovato molti ammiratori tra gli analisti e millennial come noi, i fondi pensione, i fondi sovrani e gli investitori retail. Al tempo stesso, gli asset sostenibili under management sono cresciuti da una base piuttosto bassa fino a raggiungere il 44% dell’AuM globale, con afflussi senza segni di diminuzione, nonostante il Covid-19. Tutto ciò era atteso da tempo, date le imminenti sfide ambientali che dobbiamo affrontare. Anche l’allineamento dei consumatori, delle aziende, degli investitori e, non da ultimo, dei politici attorno al tema della sostenibilità è in grado di creare un contesto favorevole per individuare alcune delle migliori opportunità di investimento di questo periodo. Allora, come possiamo garantire che questa industria nascente, proprio in un momento critico del suo sviluppo, riesca fino a raggiungere il suo scopo principale? Ovvero: soddisfare le richieste della generazione attuale, senza però mettere in pericolo i bisogni fondamentali di quelle future. Per essere credibile e ottenere risultati positivi per tutti gli stakeholder, qualsiasi strategia sostenibile deve essere realistica e ancorata alla valutazione. Dobbiamo, innanzitutto, riconoscere che ci sono poche aziende sostenibili vere e proprie in Europa oggi. In base alla nostra analisi e utilizzando i dati raccolti da Vigeo Eiris, il numero di aziende con una capitalizzazione di mercato di 1 miliardo di euro o più che derivano dal 90% al 100% dei loro ricavi da beni e servizi sostenibili, rappresenta meno di 75 aziende o il 12% della capitalizzazione di mercato globale. Inoltre, il 70% di questi “prodotti di sostenibilità pura” sono nel settore della sanità, il che significa che l’opportunità è concentrata in una ventina di aziende ben conosciute e i cui titoli sono già presenti nei fondi, al di fuori del settore sanitario. Guardando al mercato più in generale, l’esposizione a beni e servizi sostenibili dell’indice MSCI Europe è aumentata leggermente, passando dal 20% a circa il 23% negli ultimi due anni, ma molte delle società non hanno ricavi sostenibili o hanno ricavi sostenibili tra il 10% e il 30% del totale dei ricavi. Nello stesso periodo di due anni, il fondo OYSTER Sustainable Europe gestito da Zadig, ha avuto un’esposizione alle aziende sostenibili sempre superiore al 40%, concentrandosi non solo sui leader sostenibili di oggi, ma anche sulle imprese che stanno spingendo i loro modelli di business verso attività più sostenibili. Se le aziende del nostro portafoglio realizzeranno i loro piani aziendali, stimiamo che l’esposizione a beni e servizi sostenibili aumenterà al 60% tra 5 anni. Si tratta di un approccio misurato, ma più realistico per portare avanti l’agenda della sostenibilità in modo sano. Ancora più importante, affinché gli investimenti sostenibili abbiano successo domani, devono essere ancorati alle valutazioni di oggi. I titoli “da copertina” sono popolari perché sono facili da capire e la sostenibilità aggiunge una dimensione di emozione umana a qualsiasi storia azionaria. Ma se lasciate incontrollate e slegate dai numeri, queste narrazioni possono trasformarsi in favole che portano a valutazioni irreali e alimentano la proverbiale “bolla verde”. In effetti, non bisogna andare troppo lontano per trovare segni di surriscaldamento. I leader della sostenibilità in Europa hanno rivalutato la situazione con un fattore di grandezza 2 volte superiore rispetto agli ultimi 3 anni. Inoltre, questi leader tendono ad avere un’inclinazione verso i titoli “growth”. Ciò significa che ci sono rischi associati a un aumento dei tassi di interesse o a un periodo prolungato di rotazione del mercato verso i titoli “value”. Tuttavia, dobbiamo stare attenti a non confondere l’investimento growth con l’investimento sostenibile. Per esempio, OYSTER Sustainable Europe mostra una valutazione vicina alla media del mercato, pur avendo un’esposizione sostenibile doppia rispetto al mercato. Allo stesso tempo, si tratta di un portafoglio diversificato di titoli leader e imprese sostenibili a prezzi ragionevoli, con una gestione bilanciata tra gli stili Cyclicals, Value e Growth. I benefici di una tale strategia sono particolarmente evidenti in periodi come il 2020, quando la prima metà dell’anno è stata dominata da un’avversione al rischio senza precedenti, mentre la seconda da un appetito di rischio insaziabile. In una certa misura questo dimostra che anche in ambienti di mercato estremi, e se fatto bene, l’investimento sostenibile può abbassare il rischio e fornire una performance decorrelata superiore alla media dei peer.

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La percezione della sostenibilità in Italia sta cambiando

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Oggi più che mai le aziende hanno bisogno di strumenti e di un approccio scientifico per misurare la sostenibilità a tutti i livelli del proprio business. Il Sustainability Impact Rating (SI Rating) è il primo algoritmo al mondo in grado di misurare il livello di sostenibilità – ambientale, di governance e sociale – delle aziende, basato su strumenti internazionalmente riconosciuti, al fine di guidarle verso un approccio di business realmente sostenibile. È stato creato da ARBalzan, startup innovativa italiana fondata nel 2016 da Ada Rosa Balzan.Il SI Rating, l’unico algoritmo basato su strumenti internazionalmente riconosciuti, è stato studiato per essere adattato a ogni singolo settore di business e si adegua perfettamente a ogni tipologia di azienda (organizzazioni, imprese, PMI o multinazionali) senza limiti di settore, di attività o di sede e di settore. L’algoritmo sviluppa oltre 80 miliardi di combinazioni, ottenendo un report di sostenibilità dettagliato e puntuale, utile alle imprese non solo per monitorare il loro modello di business, ma anche per formulare strategie oggettive e comunicabili, avere una analisi dei rischi spendibile anche nei contesti finanziari di accesso al credito. Basato su standard ISO, Regolamenti Europei, Linee guida, validato da Rina, ente di certificazione internazionale, ed in collaborazione con SASB (Sustainability Accounting Standards Board), SI Rating offre alle aziende la possibilità concreta per misurare, monitorare la propria sostenibilità, per comunicare in maniera oggettiva i propri obiettivi senza rischiare di cadere in casi di greenwashing e social washing, rispettando i criteri ESG e SDGs a tutti i livelli del business. Con questo strumento l’azienda ottiene non solo un punteggio complessivo finale ma anche la descrizione di come gestisce ogni singola tematica ambientale, sociale e di governance e di ognuno dei 17 obiettivi delle Nazioni Unite.

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“Green Star-Sostenibilità 2021” a Sace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

SACE ha ricevuto il sigillo di qualità “Green Star Sostenibilità 2021” nel settore Assicurazioni come una delle aziende più sostenibili in Italia. La classifica, che si basa sui temi della responsabilità ambientale, economica e sociale, è stata stilata dall’istituto tedesco ITQF e il suo media partner La Repubblica Affari & Finanza.Per il conferimento di questa certificazione, sono state raccolte circa un milione di informazioni sul tema per decretare le aziende più sostenibili del Paese nel 2021. In particolare, tali dati sono stati analizzati e verificati sul web, nell’arco temporale degli ultimi 12 mesi, sviluppando in questo modo la più grande ricerca sulla sostenibilità in Italia. Le “Green Star”, infatti, sono quelle aziende che più si sono impegnate attraverso strategie di green economy, con il preciso intento di minimizzare l’impatto nel pieno rispetto dell’ambiente e della società.Nell’ultimo anno, attraverso il Decreto Semplificazioni del luglio 2020, SACE ha aggiunto un nuovo fondamentale tassello alla sua operatività, diventando protagonista del Green New Deal italiano nel più ampio piano europeo che promuove un’Europa pulita e circolare. SACE, che in soli 5 mesi ha approvato le prime operazioni per oltre 900 milioni di euro, può quindi rilasciare garanzie pubbliche in favore di progetti che diano forte impulso alla sostenibilità ambientale, nella consapevolezza che questo tema è e sarà fondamentale per la transizione ecologica del Paese, con notevoli impatti sulle generazioni future. Nello specifico, SACE valuterà progetti sul territorio domestico in grado di agevolare la transizione verso un’economia a minor impatto ambientale; integrare i cicli produttivi con tecnologie a basse emissioni per la produzione di beni e servizi sostenibili; promuovere iniziative che hanno l’obiettivo di sviluppare una nuova mobilità a minori emissioni inquinanti, soprattutto per l’uso di veicoli puliti e carburanti alternativi e per progetti di mobilità multimodale. SACE ha un ruolo all’avanguardia nel mondo finanziario poiché è la prima ad emettere un rating green relativo ai progetti, un compito che di solito viene affidato ad agenzie specializzate e che, consente a SACE di avere un ruolo fondamentale nella conclusione dell’operazione finanziaria. I Green, grazie alla garanzia SACE, avranno accesso al funding più agevolmente. SACE, attraverso il rating di transizione Green, agirà da facilitatore verso la trasformazione industriale.Ma l’esperienza di SACE in ambito green non nasce oggi. Da circa vent’anni, infatti, si avvale di un’unità specializzata per la valutazione degli impatti ambientali in base alle linee guida internazionali dell’OCSE. Tra questi, un esempio recente è Viking Link, il primo ‘green loan’ con garanzia Export Credit Agency, per la realizzazione della più grande interconnessione elettrica sottomarina al mondo tra Regno Unito e Danimarca. SACE ha supportato un grande player come Prysmian con tecnologia made in Italy, oltre a un’ampia filiera di PMI italiane subfornitrici. E l’operazione ha appena ricevuto il premio “Perfect Deals of the Year 2021” di TXF, una delle principali riviste internazionali specializzate in trade & export finance. Tale nuovo riconoscimento si aggiunge a quello già ottenuto da parte del TUV (l’ente indipendente di certificazione, ispezione, testing, collaudi e formazione, il quale offre servizi certificativi in ambito qualità, energia, ambiente, sicurezza e prodotto) che ha certificato i processi legati alle garanzie green.

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Guida strategica per migliorare la sostenibilità degli Schemi di Qualità Alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

La guida verrà presentata nell’ambito di un webinar in programma per mercoledì 26 aprile a partire dalle 12 (è possibile registrarsi qui).La Guida, attraverso l’esperienza maturata da diversi casi di studio, costituisce uno strumento per professionisti, responsabili politici e istituzioni per approfondire la relazione tra schemi di qualità alimentare e sostenibilità attraverso la generazione di beni pubblici. Strength2Food è un progetto quinquennale Horizon 2020 avviato a marzo 2016. Ha lo scopo di fornire all’UE e ai suoi Stati membri raccomandazioni basate su dati concreti sull’attuazione della politica per la qualità. L’Università di Parma ha il ruolo di vice coordinatore del progetto.

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PMI italiane e sostenibilità: un grande potenziale da sviluppare

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

A cura di Antonio Amendola, Fund Manager Equity Italia ed Europa di AcomeA SGR. Le PMI italiane hanno bisogno di sviluppare il proprio potenziale dal punto di vista della sostenibilità che molto spesso già hanno, ma che non sanno veicolare al meglio nei confronti del mercato. L’Europa, e l’Italia in particolare, è pioniera sul tema della sostenibilità anche rispetto a mercati più sofisticati finanziariamente come ad esempio quello statunitense. Questa posizione di leadership e questa nostra vocazione non deve essere sciupata, anzi al contrario, va coltivata e rinforzata per guadagnare terreno e attirare capitali a livello internazionale. AcomeA PMI Italia ESG, tramite un attivismo societario collaborativo, supporta le piccole e medie aziende italiane quotate in questo processo di miglioramento, valorizzazione e comunicazione al mercato. Dopo le prime due società ingaggiate, Gruppo FOS e Doxee, abbiamo infatti individuato altre due società con molto potenziale inespresso: Vantea Smart e TESMEC. Due società diverse dal punto di vista del business model, ma molto affini per l’attenzione e la dedizione al tema sostenibilità.Vantea SMART è una società unica nel suo genere, leader in cybersecurity, software management (ERP), logistica nel settore Ho.Re.Ca. e concierge. Il punto di forza di Vantea è la capacità di estrarre sinergie e coordinazione da rami di business che sembrano distanti tra loro (diversificazione correlata), sulla linea dell’approccio che ha reso Amazon un colosso mondiale. La società si è quotata nel 2021 sul segmento AIM e noi siamo investitori sin dal momento dell’IPO. Proprio in occasione dei roadshow pre-IPO, abbiamo potuto apprezzare il potenziale e la vocazione alla sostenibilità del management e del business model. Confrontata con i principali competitor, anche per dimensioni, Vantea smart è ben consapevole della sua dimensione di sostenibilità e di impatto del suo business model. Infatti, sia il percorso di certificazione B-Corp® che la presenza del professor Jean-Paul Fitoussi come indipendente, confermano la vocazione del gruppo. Vantea ha inoltre pienamente compreso un concetto cruciale quando si parla di sostenibilità ed investimenti: l’attenzione alla sostenibilità non è un costo o un freno alla profittabilità, al contrario, e specialmente in società ad alto contenuto tecnologico, la sostenibilità è un volano per i profitti. (abstract) http://www.acomea.it

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La pandemia ha puntato i riflettori sulla sostenibilità

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

A cura di Andrea Carzana, Portfolio Manager, azionario europeo di Columbia Threadneedle Investments. Le tematiche ESG, già cresciute in maniera esponenziale e su scala globale nelle scelte di portafoglio di tutti gli investitori, un trend globale e da qualche anno inarrestabile, hanno avuto un ulteriore boost con la pandemia. La sostenibilità è da sempre insita nel processo di investimento di Columbia Threadneedle Investments e nell’anno del Covid questo dogma è stato ulteriormente rafforzato. Siamo da sempre focalizzati su società di alta qualità dotate di un solido vantaggio competitivo, potere di prezzo ed elevate barriere all’entrata, selezionate combinando la ricerca finanziaria e non finanziaria.La nostra competenza in ambito sostenibilità è riconosciuta dai fatti anche in Italia: di recente Columbia Threadneedle Investments ha organizzato un evento dal titolo “I pagamenti digitali a supporto della sostenibilità” durante il quale ci si è confrontati sul tema insieme a Paolo Bertoluzzo, CEO di Nexi. Come emerso dal webinar, la PayTech è un pioniere nei pagamenti digitali, fondamentali per la realizzazione di alcuni dei 17 sustainable goal dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite. Nexi si è focalizzata in anticipo in un settore oggi in rapida crescita per la domanda che arriva dalla Gen Z ed è riuscita a cogliere il balzo in avanti che la digitalizzazione ha compiuto nel nostro Paese in concomitanza con i lockdown e il distanziamento forzato. Nell’ambito dell’evento sono state evidenziate, in particolare, le tre fasi attraverso cui viene definita la sostenibilità: la prima è la verifica della sostenibilità “interna”, ossia della presenza di processi e regole precise di governance che possano prevenire eventuali problematiche ESG al cuore dell’organizzazione. La seconda è la valutazione della sostenibilità finanziaria, che consiste nell’analizzare la presenza di vantaggi competitivi attraverso il framework delle cinque forze di Porter. Infine, la terza fase è quella della validazione della sostenibilità “esterna”, attraverso cui si analizza l’impatto dei prodotti e dei servizi di ogni compagnia sul mondo economico, sociale e ambientale.Come società di gestione, negli ultimi 18 mesi, abbiamo reso sempre più esplicito il nostro approccio alla sostenibilità con azioni concrete. A inizio 2019 Columbia Threadneedle ha lanciato un sistema proprietario di rating che fornisce al team d’investimento globale un solido sistema di valutazione degli investimenti responsabili e una capacità di analisi ottimizzata su oltre 5.500 aziende di tutto il mondo. Basandosi su stewardship finanziaria e fattori ESG, i rating forniscono un unico segnale di investimento prospettico che consente di individuare e valutare rischi e opportunità potenzialmente significativi. Le aziende con i punteggi migliori (pari a 1) tendono a sovraperformare, mentre quelle con i punteggi peggiori (pari a 5) a sottoperformare. I test retrospettivi ne sono la prova, a dimostrazione che i nostri rating si sono dimostrati un valido aiuto nel processo di ricerca, individuazione dei rischi e selezione dei titoli.Quando all’inizio del 2020 il Covid-19 si è diffuso in tutta Europa, Philips ha raddoppiato la fabbricazione di ventilatori polmonari e L’Oreal ha iniziato a fabbricare disinfettante per le mani su larga scala. Due brillanti esempi di capacità di reazione e adattamento rapido all’evolversi delle condizioni di mercato a vantaggio della società: due esempi di sostenibilità con un impatto positivo sul business. I due titoli erano già parte del portafoglio del Threadneedle (Lux) Pan European Equities Fund. Non è un caso che la strategia Pan European Equities si sia distinta per la sua straordinaria resilienza in uno dei periodi più difficili per i mercati azionari. A fine aprile 2020, evidenziava una flessione annuale del 4,3% (al netto delle commissioni) a fronte di un calo dell’11% dell’indice MSCI Europe, una sovraperformance dovuta principalmente alla nostra capacità di selezione dei titoli. Il 2 ottobre scorso è partito il Threadneedle (Lux) Pan European ESG Equities (ridenominazione del Pan European Equities), festeggiando così il suo ingresso nella gamma dei fondi sostenibili della casa. Abbiamo poi lanciato anche il Threadneedle (Lux) Emerging Market ESG Equities: i due nuovi comparti si vanno ad aggiungere alle strategie UK Sustainable Equity e Global Sustainable Equity, Il Threadneedle (Lux) European Social Bond Fund, European Sustainable Infrastructure e Carbon Neutral Real Estate.Per molti versi, consolidare il nostro percorso negli investimenti ESG significa semplicemente dar corso concreto all’evoluzione naturale della realtà con il nostro approccio di lunga data. Le tematiche ESG sono sempre più presenti in questo nuovo assetto economico, caratterizzato tanto da rischi quanto da grandi opportunità. Per i vincitori di domani, l’analisi ESG contribuirà a generare e a favorire i rendimenti economici e noi ci siamo impegnati a contribuire a questo cambiamento.www.columbiathreadneedle.it

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“Il ritorno dei titoli value, ma solo se sostenibili”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

A cura di Marco Ghilotti, Senior Business Development Manager, e Gabriele Susinno, Senior Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Gli istituzionali stanno progressivamente ruotando i portafogli verso titoli ciclici e value. Si tratterà di un trend che nel corso del 2021 si rafforzerà, con una forte attenzione verso la sostenibilità. Nelle ultime settimane sui mercati è tornata la volatilità mentre monta il timore di fiammate inflazionistiche e persiste l’incertezza sull’evoluzione della pandemia.La storia insegna che in questi frangenti, l’approccio da privilegiare è diversificazione e selezione attiva, ovvero scegliere con attenzione settori e società che sono esposti positivamente alla rotazione cyclical e Value garantendo al contempo gli aspetti ESG. Gli investitori istituzionali si stanno seriamente attrezzando in questa direzione, spinti non solo dai regolatori ma anche dall’impegno dei consigli di amministrazione che stanno trovando nell’engagement una delle soluzioni. Da parte nostra, si consolida sempre più la convinzione che non ci siano E e S senza G.Il 2020 ha esacerbato fattori sociali quali la capacità di sopravvivenza, la disillusione dei giovani e l’erosione della coesione sociale. La sostenibilità sta diventando l’opportunità di crescita del secolo. Diversi governi dell’OCSE stanno attivamente includendo misure a sostegno della transizione verso un’economia verde. I cambiamenti nei modelli di business e la fiducia dei consumatori accompagneranno l’ottimismo reflazionistico post-pandemico indotto dal policy mix in questa fase del ciclo. Le aspettative di maggiore crescita nominale, l’irripidimento della curva dei rendimenti, la maggiore leva operativa di alcuni favoriranno una rotazione della leadership rispetto alla precedente fase di mercato. Tutti alisei che sospingono favorevolmente i titoli ciclici, come industriali e materiali, esposti alla crescita attesa del Pil, e value, favoriti rispetto ai growth dalle aspettative di un aumento del rendimento reale. Caratteristiche che appaiono sempre più verificate nell’evoluzione che i mercati hanno mostrato da inizio anno. La ripresa degli utili rimane la chiave di lettura, in un contesto di valutazioni elevate e in presenza di un sentiment degli investitori saldamente rialzista.Durante il mese di febbraio, un portafoglio ponderato investito nei titoli più sottovalutati (ovvero nel quartile inferiore in termini di price to book ratio), ha battuto l’indice MSCI World del 6%. Dagli anni Novanta del secolo scorso, basandosi sulla stessa metrica, solo 5 mesi hanno assistito ad una sovra performance maggiore, il primo dei quali è novembre 2020. Per gli altri bisogna risalire al 2009 all’esplosione della bolla internet negli anni 2000-2001. Allora come oggi i settori value privilegiati sono l’Energy e i Financials. Il contesto resta favorevole per un’attenzione particolare alle valutazioni. Le ragioni sono diverse, la prima è la paura della recente forte corsa verso i risky assets, paura che segnala un potenziale cambiamento di paradigma nei modi di implementare l’ottimismo che le aspettative post-COVID ingenerano. Persistono comunque rischi in termini di potenziale ritorno di un’inflazione superiore alle attese o di un aumento della disoccupazione e di ulteriori difficoltà aziendali se la pandemia dovesse protrarsi più a lungo.Le ultime settimane hanno anche visto ritornare la volatilità sui mercati azionari con il movimento dei rendimenti obbligazionari. Ciò induce gli investitori a riconsiderare la composizione del proprio portafoglio. Ad esempio, il rendimento dei buoni del tesoro statunitensi a 10 anni è salito dallo 0,9% all’inizio dell’anno all’1,6% l’8 marzo, a causa delle preoccupazioni che un atteggiamento politico troppo espansivo e una forte ripresa economica possano scatenare pressioni inflazionistiche.Resta da capire come conciliare il ritorno del value con l’approccio ESG, dal momento che la maggior parte delle strategie di investimento ESG tende ad essere orientata verso settori in crescita come la tecnologia. L’intrinseca componente growth ha contribuito alla buona performance delle strategie ESG negli ultimi anni, poiché i titoli tecnologici growth e long duration hanno beneficiato dei bassi tassi di interesse e, più recentemente, delle perturbazioni causate dalla pandemia. La disparità di valutazione tra i settori è riportata nel grafico seguente.

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