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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘sottovalutare’

La siccità di questi giorni non va sottovalutata

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 giugno 2017

fiume poLa siccità che sta riguardando diverse zone d’Italia fino a mettere a rischio molte produzioni agricole, è un fenomeno che non va in alcun modo sottovalutato. Quanto sta accadendo, infatti, rappresenta la conseguenza di un problema molto più ampio e relativo ai cambiamenti climatici di questi decenni. E’ chiaro che diviene essenziale attuare delle misure per tamponare le situazioni di emergenza, ma lo è ancora di più predisporre un piano strategico sul medio-lungo periodo che metta al centro l’agricoltura in modo da renderla protagonista del contrasto delle variazioni del clima. Attraverso delle produzioni agricole coltivate nei modi corretti e capaci di utilizzare al meglio le peculiarità dei terreni è infatti possibile avere cura del patrimonio paesaggistico mondiale. E’ anche per questo che, nonostante quanto si dice, il vero progresso è nell’agricoltura e non in quei settori che basano il proprio agire sul fumo e sul cemento.

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Anemia negli anziani da non sottovalutare

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

anzianiL’ematologia e il trattamento delle malattie del sangue sono probabilmente tra i settori della medicina che sono progrediti maggiormente, soprattutto grazie alla ricerca genetica, ai trapianti di cellule staminali e alla disponibilità di nuovi farmaci biologici. E questo vale anche per le persone anziane. Sono questi i temi principali del congresso “Hematologic diseases in the elderly”, svoltosi recentemente a Roma. L’incontro è stato organizzato dall’Istituto di Ematologia Seràgnoli dell’Università di Bologna, con il patrocinio di SIE-Società Italiana Ematologia, SIES-Società Italiana Ematologia Sperimentale, AIOM-Associazione Italiana Oncologia Medica, SIGG-Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«Oggi il concetto di anziano non riguarda soltanto l’età anagrafica, ma anche quella fisiologica: bisogna valutare anche il rischio di patologie e di mortalità, la riserva funzionale, cioè la capacità dell’organismo a svolgere le normali attività, ma anche le condizioni economiche e sociali in cui l’anziano vive» spiega Lodovico Balducci, professore di Medicina all’Università South Florida di Tampa (Stati Uniti) e uno dei pionieri nella ricerca dell’oncologia geriatrica. «Alcune ricerche stanno sviluppando modelli matematici che permettano di calcolare l’età biologica di una persona sulla base di una serie di biomarcatori che siano di complemento agli aspetti clinici, che oggi sono comunque i parametri principali per valutare lo stato di salute di una persona».
Questo riguarda anche la cura delle persone anziane con un tumore ematologico, per le quali la ricerca e la medicina hanno fatto passi da gigante.
«Fino a dieci-quindici anni fa i pazienti anziani con disordini ematologici venivano trattati soltanto con terapie palliative, mentre ora abbiamo nuove idee, nuovi concetti e possiamo trattare e anche curare la maggior parte di questi pazienti, anche di 70-80 anni d’età» spiega Pierluigi Zinzani, ematologo di fama internazionale del Policlinico Sant’Orsola di Bologna-Università di Bologna. Un esempio è il linfoma non-Hodgkin, che è oggi il principale tumore ematologico per frequenza, tra tutti i tumori il sesto nel mondo occidentale e il quinto in Europa. Colpisce prevalentemente la popolazione adulta (60- 65 anni) e attualmente in Italia circa 130 mila persone convivono con un linfoma non-Hodgkin
«Negli ultimi vent’anni sono stati compiuti molti progressi contro questo tumore» prosegue Zinzani. «I progressi nella diagnostica permettono di definire il trattamento più appropriato per ciascuna tipologia di linfoma non-Hodgkin e di paziente. Per quanto riguarda la terapia, gli anticorpi monoclonali hanno cambiato radicalmente l’approccio terapeutico e la risposta alla terapia stessa, aumentando la sopravvivenza alla malattia. Inoltre, negli ultimi anni, sono stati introdotti diversi farmaci biologici, con un meccanismo d’azione che permette di colpire direttamente i recettori delle cellule tumorali». I linfomi non-Hodgkin si possono dividere in due grandi categorie: i linfomi aggressivi e quelli indolenti. In entrambi i casi si sono ottenute percentuali significative di remissione della malattia: circa il 50-55% nei linfomi aggressivi e il 20-25% in quelli indolenti. «Tutto ciò era impensabile fino a vent’anni fa, mentre oggi abbiamo davanti un ampio margine di miglioramento grazie a veri e propri “farmaci intelligenti”, che riducono gli effetti collaterali e la tossicità» aggiunge Zinzani. «La maggiore possibilità di guarigione e la riduzione della tossicità costituiscono oggi un binomio assolutamente vincente». Altro tema centrale del congresso è stata la gestione dell’anemia nell’anziano. «Il declino dell’emoglobina nel sangue e un concomitante aumento dell’anemia non devono essere considerati come una normale conseguenza della vecchiaia, per cui la diagnosi di anemia in una persona anziana deve essere valutata con attenzione dal medico» avverte Harvey Cohen, della Duke University Medical Center a Durham, Stati Uniti. «L’anemia colpisce prevalentemente le donne giovani (12%) per poi diminuire nel sesso femminile dopo la menopausa e tornare a essere elevata tra le donne tra i 75 e gli 84 anni (10%) per poi raddoppiare dopo gli 84 anni (20%). Negli uomini invece la percentuale degli anemici è più bassa in età giovanile per poi aumentare dopo i 65 anni, arrivando al 15% tra i 75 e gli 84 anni e a un uomo su cinque dopo gli 85 anni (26%). Tra le cause che provocano un aumento dell’anemia negli anziani sono da segnalare la perdita di cellule staminali, che non vengono più rimpiazzate perché si riduce anche la loro proliferazione, e nei maschi anche la riduzione nella produzione di testosterone, un ormone steroideo prodotto principalmente nei testicoli. Uno stato di anemia negli anziani non deve essere trascurato o sottovalutato, perché può ridurre l’aspettativa di vita, aumentare il rischio di declino funzionale, di insufficienza cardiaca e di infarto, di perdita cognitiva e di demenza» conclude Cohen.

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Non sottovalutiamo il voto referendario

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2011

«È fin troppo evidente che in questo voto si sono intrecciati problemi politici e tematiche programmatiche di alto profilo. Il centrodestra non può in alcun modo minimizzare questo risultato e deve trarne conseguenze dal punto di vista della propria rotta politica e da quello dei propri contenuti programmatici. La crisi economica in atto fa emergere una profonda richiesta non solo di una forte azione di governo ma anche di un ripensamento del modello di sviluppo economico e sociale. Evitiamo strumentalizzazioni e reazioni non adeguatamente ponderate ma nessuno può ignorare queste indicazioni dell’elettorato». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Pensionati una forza inespressa

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

Vorrei soffermarmi sul significato da dare ad un movimento come quello dei Pensionati di Giacomo Bertone che pur rappresentando, in termini anagrafici una “forza” se pensiamo che circa il 20% degli italiani è “over” non riesce a trovare una coesione in termini elettorali per far sentire forte e chiara la voce di chi è stato posto ai margini della società perchè ritenuto non più una risorsa ma uno “spreco”. A Roma, ad esempio, i pensionati superano il mezzo milione e non dico tutti ma se almeno centomila di essi si coalizzassero intorno al proprio partito di certo costituirebbero una forza da non sottovalutare. Di certo, in una società come la nostra dove non si va da nessuna parte se non si hanno i soldi anche se le idee e i propositi sono di tutto rispetto, occorre abbinare, necessariamente, per lo meno due aspetti: la necessità di far sentire forte la propria voce su internet dove per poco, finanziariamente parlando, si può fare “radio gavetta” e d’avere dei referenti un po’ in tutte le regioni italiane per stimolare, farsi notare dai media, diventare promotori di iniziative e nel sostenere le giuste cause. Forse si può fare tutto questo e molto di più ma bisogna crederci. Oggi, non giriamoci tanto intorno: i pensionati non solo vivono per lo più di modeste pensioni ma non pochi di essi  riescono con grandi sacrifici a dare un aiuto economico a un figlio o un nipote disoccupato o precario. Questa forza della solidarietà dovrebbe fare riflettere sulla parte più buona ed onesta della società e a spronare quelli che stanno alla finestra di scendere in strada e a rimboccarsi le maniche. Noi siamo convinti che i pensionati sono ancora una risorsa, o meglio una grande risorsa per un Paese che non riesce ancora dopo 150 anni dall’Unità a ritrovarsi unito sui valori e sul rispetto reciproco. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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